LO “SCUDISCIO DI LEHNER” LA COERENZA (MERCE RARA) LA SCELTA DI CAMPO: DA DESTRA, PER L’ITALIA! E ALTRE NOTIZIE…


“Azimut” : questo è un servizio di comunicazione,  in gran parte, dedicato a Silvio Berlusconi.
Friday, October 11, 2013
LO “SCUDISCIO DI LEHNER”. LA COERENZA ( MERCE RARA ). LA << SCELTA DI CAMPO >> : DA DESTRA, PER L’ITALIA ! E ALTRE NOTIZIE…. 
[ “AZ.-NEWS” : 13 OTT. ’13 ]
In questo numero
[ Tratto dal << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >> – sabato, 12 ottobre 2013 ]
( per leggere l’articolo – vedi : oltre )
PER UNA BUONA LETTURA E UNA BUONA DOMENICA !
 Associazione Azimut – NAPOLI 
IN COPERTINA
"Mi faranno marcire in galera come Tymoshenko" 
[ NELLE FOTO ( TRATTE DAL WEB ) : SILVIO BERLUSCONI, BETTINO CRAXI E GIANCARLO LEHNER ( IN TUNISIA ) ]

Julija Volodymyrivna Tymošenko (in ucraino Юлія Володимирівна Тимошенко; Dnipropetrovs’k27 novembre 1960) è una politicaucraina.

È la leader dell’Unione di Tutti gli Ucraini “Patria” e del Blocco Elettorale Julija Tymošenko; inoltre dal 2007 al 2010 ha ricoperto la carica di primo ministro dell’Ucraina, dopo aver ricoperto la stessa carica dal 24 gennaio all’8 settembre 2005. È stata la prima donna a ricoprire la carica di primo ministro dell’Ucraina.

Il 29 agosto 2012 la Corte Suprema dell’Ucraina nell’ultimo grado di giudizio ha confermato la condanna a sette anni di reclusione per abuso d’ufficio. A favore dell’ex Primo Ministro ucraino è arrivata la sentenza della Corte Europea dei diritti dell’uomo, che il 29 aprile2013 ha decretato “illegale” la detenzione della Tymošenko.[ . . .  ]

Ira Berlusconi: “Mi faranno marcire in galera come Tymoshenko”Commenta  Cancellieri: il Cavaliere escluso dall’indulto
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Salvare la Costituzione da neocostituenti-Beha

L’OPINIONE

RICEVIAMO E “GIRIAMO” Original Message — From: Giancarlo Lehner To: arturo stenio vuono Sent: Sunday, November 07, 2010 11:04 AM Subject: art. Lehner, LIBERO del 4 scorso

Caro Filippo Facci, abbiamo, purtroppo, vissuto e patito insieme l’accerchiamento, la caccia all’uomo, la distruzione e, infine, l’omicidio di Bettino Craxi. All’epoca, ce la prendemmo con le toghe rosse, la trista escrescenza della crosta stalinista di questo Paese; pur piegati e sconfitti, avemmo la forza di accusare i poteri forti e quanti comunisti, parassiti, assistiti, finanzieri imbroglioni nazionali ed esteri – da Wall Street alla City di Londra -, tolto di mezzo Bettino per via mediatico-giudiziaria, il leader socialista che giammai l’avrebbe consentito, derubarono gli italiani tutti, triturando e privatizzando, svendendo a prezzi di favore, anzi, di rapina, i gioielli dell’industria di Stato. Da lì, poi, il più grande furto legalizzato della storia d’Italia sottoscritto da Prodi col cambio pressoché raddoppiato lira-euro. L’euro valeva mille lire, non quasi duemila, ma gli eversori della prima repubblica e gli assassini di Craxi così decisero. Io e te, Filippo, criticammo non solo i dioscuri maligni, Scalfari-Debenedetti, rovina d’Italia, ma anche e soprattutto Paolo Mieli, indegno ed impari figlio del grande Renato. Di Paolo, il Mieli minore, rammentammo il suo essere impudentemente passato da Potere Operaio e dal concorso morale nell’omicidio del commissario Calabresi al craxismo, per poi, tradire Craxi e trasformare il quotidiano della Fiat in organo di stampa di toghe rosse, pool di Milano e comunisti graziati da Mani pulite. Insieme, io e te, Luca Josi, Serenella, i ragazzi del « covo di via Boezio », con pochi altri, scegliemmo di cadere con Bettino, senza cercare vie di fuga e di salvezza. 

Fatto è che avevamo messo a fuoco una triste realtà: Bettino era sì caduto sotto i colpi dei suoi avversari politici, togati, opinatori, ma una notevole parte di responsabilità della tragedia la addebitammo al Psi, un partito dimostratosi flaccido, vile e politicamente miope, insomma assai più corrotto e inaffidabile di quanto avessimo immaginato. Nella dirigenza, che avrebbe dovuto far quadrato intorno al leader Craxi, prevalse la social imbecillità, la social vanità, l’egotismo grullo, che fecero credere a molti, sedotti da sirene togate o dai furbetti comunisti, di poter succedere a Bettino, salvando capra e cavoli, se stessi, partito, privilegi. Craxi venne così abbandonato al suo destino, ma in cambio di niente, perché togati e comunisti infierirono e non consentirono al socialismo italiano di sopravvivere, se non nella forma di succubi e subalterni, ridotti al bilancino nella gioiosa macchina da guerra. Filippo, io e te, con pochissimi altri scegliemmo Hammamet ed il suo esule, pagando sino in fondo il nostro non-conformismo, mentre altri compagni socialisti dell’Avanti! approdarono felici, contenti e grassi, a non fare un cazzo ma ben retribuito magari a Rai3. Oggi, amico e sodale Filippo, abbiamo i capelli bianchi, tu qualcuno, io tutti, e rischiamo di rivivere quella tremenda caduta, originata dai medesimi poteri, dalle stesse corporazioni, e dai sempiterni attori e registi del circo mediatico-giudiziario. Va rimarcato che il rischio d’implosione deriva, oggi come allora, soprattutto dall’interno, da un partito, il Pdl, se possibile, cento volte peggio del Psi del 1992-1993. Aggiungo che in luogo degli Amato e dei Martelli, traditori dotati, tuttavia, di spessore culturale e di intelligenza, il Pdl ha, come aggravante, di dover dipendere da un « sotto il vestito, niente – » – definizione di Almirante – come Gianfranco Fini (*) , nonché da altri, troppi, nanetti politici.

Caro Filippo, ho letto le tue notazioni critiche di ieri nei confronti di Silvio Berlusconi.

Certo, Silvio, gli amici dovrebbe selezionarli meglio e dovrebbe, inoltre, prediligere i politici, piuttosto che veline od avvocati. Certo, dovremo, rivolgergli, in un faccia a faccia, qualche durissima critica, a cominciare dal fatto che, in luogo, delle cento leggine inutili e suicide, commissionate ai suoi legali, privi di senso politico, avrebbe dovuto mostrare il coraggio di voler riequilibrare il rapporto tra i poteri costituzionali, ripristinando l’immunità parlamentare voluta dai padri costituenti, proprio per non lasciare la Repubblica nelle mani, talvolta irresponsabili, per non dire di peggio, dell’ordine togato divenuto potere e strapotere. Insomma, caro Filippo, a Silvio, promettiamogli pure un cazziatone prima possibile, ma, intanto, non commettiamo lo stesso errore dei socialisti nel 1993. Non abbandoniamo Silvio, anzi facciamo quadrato intorno a lui, l’ultima speranza per poter infrangere, finalmente, la crosta stalinista che paralizza l’Italia. E se Silvio cade, nella piazzale Loreto che gli stanno preparando, cadiamo con lui, come cademmo insieme a Bettino.

Giancarlo Lehner

Il «déjà vu» della giustizia a tempo

Giancarlo Lehner – Sab, 18/02/2006 – 00:00

Giancarlo Lehner

Non è giustizia ad orologeria. Sono Donna Coincidenza e il signor Caso a regolare i rapporti tra Berlusconi e le Procure. Solo per caso D’Alema fece eleggere nel collegio più bolscevico d’Italia il pm che promise di «sfasciare» il suo avversario politico. Ed è una fortuita coincidenza se, oggi, i Ds candidano D’Ambrosio, il procuratore aggiunto di quel pool che, fra le altre delizie, il 21 novembre 1994, inviò a Berlusconi un intempestivo, inopportuno, incauto invito a comparire, recapitato da Paolo Mieli, allora come ora, direttore del Corriere della Sera. Coincidenze e casi, dunque, ma con ricorrenze e periodicità davvero rimarchevoli.
Dicembre 1993, Berlusconi sta per scendere in campo e il procuratore Borrelli, per caso, avverte: «Vorrei rilanciare la palla… a chi farà politica domani… Chi sa di avere scheletri nell’armadio, vergogne del passato, apra l’armadio e si tiri da parte…».
26 gennaio 1994, Berlusconi scende in campo. Poche ore dopo, per pura coincidenza, parte l’operazione Oceano, un’indagine esagerata su Berlusconi, Dell’Utri e Cosa nostra. Si è già in piena campagna elettorale e, l’11 febbraio 1994, scatta un provvedimento restrittivo per Paolo Berlusconi; siccome il circo mediatico giudiziario non è acqua, la conduttrice del Tg2 delle ore 12 annuncia l’arresto di Silvio Berlusconi! Lapsus fu. Il leader del Polo protesta e, l’11 marzo 1994, Borrelli allude: «Questa iperagitazione del cavalier Berlusconi non so come interpretarla: si può prestare a mille interpretazioni, non tutte nel senso della assoluta tranquillità di coscienza da parte di chi si agita».
Si vota il 26 e il 27 marzo 1994 e, fatal coincidenza, una pm ordina alla Digos di acquisire «entro due giorni, e precisamente entro il 24 marzo» i nomi e le generalità dei candidati di Forza Italia e dei presidenti dei club azzurri. Intimidazione? Interferenza sulla campagna elettorale?
Coincidenza fu, parola di Csm. Berlusconi, a sorpresa, li batte tutti. A ciel sereno, il 1° maggio, Borrelli ipotizza cataclismi istituzionali, caduta dell’esecutivo nascituro, nonché l’avvento di un governo non previsto dalla Costituzione: quello dei pm. Nel luglio, viene fucilato, a mezzo tv, dai pm milanesi il decreto Biondi. A settembre, Di Pietro lancia la «bomba di Cernobbio», prefigurando alleanze strategiche tra i soliti poteri forti e il Moloch del Giudice Legislatore. Contro chi? Contro Berlusconi e la Fininvest.
Ottobre 1994, Borrelli inventa il preavviso di garanzia a mezzo stampa, dichiarando che le indagini stanno arrivando «a livelli finanziari e politici molto elevati», cioè a Palazzo Chigi.
18 novembre 1994, il Corsera annuncia l’ipotesi di un governo Di Pietro. Il caso vuole che appena tre giorni dopo parta l’avviso di Napoli. E c’è un’altra coincidenza: in tempo reale, il Corsera si ritrova nelle mani la fotocopia del testo digitato pochi minuti prima sul computer del pm Davigo.
22 novembre, lo scoop è devastante.
Saltiamo alle politiche del 1996. Il voto è previsto per il 21 aprile. Nel gennaio, scappa fuori il pentito giusto che fa il nome di Dell’Utri, ma è solo un assaggio. 17 febbraio 1996, Paolo Mieli, portavoce e profeta del pool, sentenzia: «Berlusconi non può fare il presidente del Consiglio». E così sarà.
Il 12 marzo 1996, esplode, infatti, la più grande botta mediatico-giudiziaria della storia repubblicana: arresto del giudice Squillante e dell’avvocato Pacifico, all’interno di un’indagine che criminalizza soprattutto Previti e Berlusconi. Quegli arresti, in verità, sono frettolosi e ingiustificabili. Il gip che li ha ordinati non si è potuto prendere neppure il tempo di ascoltare la registrazione del bar Mandara, il nastro sul quale è costruita l’intera ordinanza. Così, su una presunzione di «prova» non compulsata e che si rivelerà insussistente, scaturì la bomba demonizzante, che ebbe il potere – parola di Nicola Piepoli del Cirm – di spostare circa 600 mila voti dal centrodestra al centrosinistra, assicurando la vittoria di Prodi.
Ora, nel 2006, a cinquanta giorni dal voto, ecco l’immancabile annuncio da parte della procura milanese di un avviso di garanzia a Berlusconi. Se fossimo davanti alla cosiddetta giustizia ad orologeria, dovremmo concludere che tra codici e pandette la banalità e il déjà vu sono sovrani. Io, anticipando il Csm, affermo: Coincidenza fu.

 
MEMENTO –  ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI. QUANDO L’ITALIA GESTIVA, LIBERA E INDIPENDENTE, LA PROPRIA – CONIATA – MONETA E IL << DEBITO SOVRANO >>  –  Il presidente, Arturo Stenio Vuono ]
[ TRATTO DA STAMPA LIBERA ]

Jacques Sapir: “Bisogna unire le forze a sinistra e destra che hanno capito il pericolo Euro”

11 ottobre 2013 | Autore Luciano Lago | Stampa articolo Stampa articolo

<!–[if !supportLineBreakNewLine]–>Jacques Sapir economista francese

Intervista esclusiva all’economista francese Jacques Sapir (*)

di Alessandro Bianchi

Fonte: http://www.lantidiplomatico.it/dettnews.php?idx=6&pg=5595

– Professore, Lei è stato tra i primi economisti europei ed evidenziare i danni provocati dall’euro ed a chiedere la sua fine. In una delle ultime analisi ha scritto che si tratta di una sorte inevitabile. Secondo Lei, quanto tempo ancora ci vorrà e da quale paese potrà partire l’iniziativa? 

A questo punto bisogna distinguere due problematiche. La prima riguarda l’analisi della situazione economica che l’euro ha creato e delle sue conseguenze. Da ormai quasi tredici anni osserviamo che l’euro non solo non ha prodotto le convergenze macroeconomiche sperate, ma ha invece accentuato le divergenze. L’ho detto a più riprese, e ormai questa mia posizione riscuote consenso tra gli economisti. Constatiamo anche che l’euro rappresenta un enorme freno per la crescita nella maggior parte dei paesi che l’hanno adottato, ad eccezione, ovviamente, della Germania. Per finire, si osserva che l’euro fa aumentare i deficit, tanto interni quanto esteri, e che porta verso un debito sempre più grande dei paesi che sono entrati nell’Unione economica e monetaria. Tutto questo è abbondantemente documentato da numerosi autori. Siccome l’euro può funzionare solo in una spirale di impoverimento per la maggior parte dei paesi, ne deduco che è destinato a fallire.

Ma, qui, abbiamo una seconda problematica: le condizioni che determineranno la fine dell’euro. Tali condizioni possono creare una crisi catastrofica generata sul mercato obbligazionario. Al momento, la situazione resta stabile grazie alla Banca Centrale Europea. Ma la credibilità di quest’ultima sta nel fatto che non è stata messa alla prova. Prima o poi i mercati testeranno la risoluzione della Bce, e allora Mario Draghi si ritroverà fortemente in difficoltà. Queste condizioni potranno anche provenire dalle tensioni politiche crescenti che l’Euro genera sia tra i paesi membri dell’UME, sia all’interno degli stessi, dove le forze anti-europeiste prendono sempre più peso. Queste tensioni potranno ad un certo punto mettere gli attori politici di fronte alla necessità di dissolvere la zona euro o di uscire dalla moneta unica.

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L’opinione di
Vincenzo Nardiello
Basta elemosine Osare o morire

Qui mancano i fondamentali. Mentre l’Italia assiste sgomenta ed impotente al naufragio della politica, i becchini continuano a lavorare. E il rischio che le peggiori previsioni si realizzino, che un brodino dal sapore democristiano sostituisca la cura da cavallo di cui la Nazione avrebbe bisogno per ripartire, si fa ogni giorno più concreto. Alla modestia dei provvedimenti messi in campo, si aggiunge la disarmante distanza tra le roboanti promesse e le misure concrete. Prendete gli ultimi dati. Il combinato disposto dell’ulteriore rincaro della pressione fiscale e del crollo del gettito Iva dimostra una cosa sola: più l’imposta aumenta, più gli incassi calano. E noi che facciamo? Aumentiamo l’Iva. Di conseguenza, l’idea che l’ulteriore incremento dal 21 al 22% dell’aliquota porterà – come prevede il ministro Saccomanni – nelle casse dello Stato 5 miliardi da qui al 2014 è una balla colossale. Per ora il Governo la racconta agli italiani, ma quando martedì presenterà la legge di Stabilità dovrà raccontarla anche all’Europa. E saranno dolori. Il rischio che nel 2014 si crei un buco di bilancio di 3-4 miliardi derivante da un minore gettito reale dell’Iva, e che di conseguenza l’Ue ci chieda una nuova manovra correttiva (leggi tasse), è più di una semplice ipotesi. Inoltre, con l’aumento della pressione fiscale certificata nei giorni scorsi dall’Istat, il Def può dirsi già sconfessato. Come se non bastasse, l’aumento dell’Iva rende del tutto inutile una piccola riduzione del cuneo fiscale – come pare si profili nella legge di Stabilità – che andrebbe invece abbattuto radicalmente per provocare effetti benefici all’economia. Se le imposte sui consumi continueranno a salire, infatti, la domanda interna non solo non ripartirà, ma continuerà a contrarsi. È ciò che si chiama aspettativa negativa: qualsiasi imprenditore in queste condizioni difficilmente assumerebbe, specie a fronte di una riduzione marginale delle tasse sul lavoro. Inoltre, nuove assunzioni sono possibili solo se ripartono gli investimenti. Ma senza domanda questi ultimi vanno a farsi benedire. Il cuneo fiscale del fattore lavoro vale quasi 400 miliardi. Pensare di toglierne 4-5 è semplicemente ridicolo. Venti euro in più al mese sarebbero un insulto a chi lavora. Tanto vale, allora, utilizzare quei soldi per esodati, cassintegrati e per evitare il nuovo blocco delle rivalutazioni delle pensioni. Questi, come detto, sono i fondamentali. Osare o morire. Il bivio è questo. Sta al Governo decidere.

[ “AZIMUT” – NAPOLI. Stralcio da un nostro editoriale : “… L’onda di ritorno della disastrosa e provocata serie di primavere arabe e la decapitazione di chi ne è stato proditoriamente e criminalmente vittima, e non solo Gheddafi, ci riporta indietro e finisce per fornire una manovalanza tanto cara e utile solo a questa specie infame di globalizzazione mondialista. L’intera area del bacino mediterraneo è trasformata in una terra di nessuno e di esperimento, per migrazioni, e esodi, nel disprezzo più assoluto di questa indotta catastrofe d’una umanità, dolente e violentata, che fugge da tutto. ” ( Arturo Stenio Vuono, presidente di “Azimut” ) pubblicato sul “ROMA”

aggiornamenti

RICEVIAMO E “GIRIAMO”
—– Original Message —– From: “ezio”
Sent: Saturday, October 12, 2013 5:53 PM
Subject: Renzi ci distrugge
 
——- Matteo Renzi ha aperto la sua campagna congressuale bocciando amnistia e indulto; attaccando i privilegi, compresi quelli dei giudici della Corte Costituzionale;  affermando che bisogna cambiare la Costituzione nel giorno in cui la sinistra va in piazza a dire il contrario; schierandosi convintamente per il bipolarismo e contro qualsiasi ammucchiata centrista; dicendo che sul carro del vincitore non si sale, ma si spinge. Manca soltando che dica che bisogna ridurre tasse e spesa pubblica, poi tutti avranno capito quale campagna congressuale Renzi ha aperto. Quella per diventare segretario del Pdl.
Ezio
[ ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE  “AZIMUT”- NAPOLI,  NEL MENTRE SI DICE CHE SILVIO BERLUSCONI E’ FINITO – MA NON E’ COSI’ ( E LO SI VEDRA’ ) – E CHE, PER CONSEGUENZA, I DIVERSAMENTE BERLUSCONES SI AFFANNANO, PER COSI’ DIRE, A “SCOLORIRSI”, IL MESSAGGIO DEL NOSTRO AMICO EZIO – INVECE – DIMOSTRA CHE L’EX ROTTAMATORE  ( COME QUALSIASI , ALTRO,ESPONENTE POLITICO ) PER VINCERE…ASSUME – SOSTIENE – PROPUGNA UNA LINEA D’AZIONE CHE POSSIAMO DEFINIRE – TRANQUILLAMENTE – DA “VENTRILOQUO – BERLUSCA”. ALFANO & C. SONO AVVISATI… ]
—– Original Message —–

From: “Giancarlo Lehner” – To: ( . . . )
Sent: Saturday, October 12, 2013 3:01 PM
Subject: Lehner sui parlamentari campani
 
Leggo che i parlamentari campani stanno per avvicinarsi ad Alfano, cioè a colui che, anticipando e amplificando la Severino, ha proditoriamente consegnato alla galera Nicola Cosentino, vero e proprio motore sempre mobile del centro destra nella regione. Senza l’impegno generoso e la presenza costante sul territorio di Cosentino, il Pdl sarebbe rimasto il partitino condannato a straperdere, altro che Alfano, perdente di prima pagina, privo di quid e di quorum. Senza il coordinatore Cosentino, anche il fascino di Berlusconi non riuscì mai a scalzare il bassolinismo reale. Mi ostino a voler credere che la notizia sia falsa e bugiarda e che il centrodestra non si avvii a chiamarsi PdG, Popolo di Giuda.
Giancarlo Lehner
—– Original Message —– From: “Giancarlo Lehner”
To: ( . . . ) –  Sent: Saturday, October 12, 2013 4:36 PM
Subject: Lehner: i campani non stanno con Alfano
 
Di contro alla disinformacija scaturente dai disperati politicanti del Teatro Olimpico di Roma, il senatore Enzo D’Anna mi fornisce una notizia confortante: la stragrande maggioranza dei parlamentari campani del Pdl non ci pensa proprio a passare con i voltagabbana. – Giancarlo Lehner    
[ ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE  “AZIMUT”- NAPOLI, FA MOLTO BENE L’AMICO GIANCARLO LEHNER A NON ABBASSARE LA GUARDIA : VIGILARE, TALLONARE, INCALZARE ED AGGIORNARE. MA, STATENE CERTI, CHE LE COSE STIANO COSI’, O MENO, IN CAMPANIA E COME IN TUTTA ITALIA, LA RESA DEI CONTI AVVERRA’ – PRIMA O POI – NELLE URNE CHE LIQUIDERANNO TUTTI GLI EVENTUALI MISERABILI TRANSFUGHI….. ]

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I 4 CAVALIERI DELL’APOCALISSE LA CANCELLIERA I 3 CAPORALI E LE 2 VIVANDIERE IL VENTRILOQUO E IL “TENER BORDONE”
I 4 CAVALIERI DELL’APOCALISSE LA CANCELLIERA I 3 CAPORALI E LE 2 VIVANDIERE IL VENTRILOQUO E IL…
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Friday, October 11, 2013 7 “Azimut” – Ufficio Stampa – 11/10/2013 associazioneazimut@tiscali.it an.arenella@libero.it – I 4 CAVALIERI DELL’APOCALISSE. LA CANCELLIERA. I 3 CAPORALI E LE 2 VIVANDIE…

O G G I

LO “SCUDISCIO DI LEHNER”. LA COERENZA ( MERCE RARA ). LA << SCELTA DI CAMPO >> : DA DESTRA, PER L’ITALIA ! E ALTRE NOTIZIE…. 
LO << SCUDISCIO >> DI LEHNER
—– Original Message —– From: “Giancarlo Lehner”To: ( . . . )
Sent: Friday, October 11, 2013 4:18 PM
Subject: FW: Lehner a Cicchitto

Sangue socialista, tradizionalmente ricco di globuli scissionisti, non mente. Lo comprova Cicchitto, il quale opina che o si fa come dice lui oppure è meglio spaccare in due l’area berlusconiana.Da socialista a socialista gli dico: stimato compagno Fabrizio,il tuo problema è che con il Pdl di Alfano andranno – la previsione è per eccesso – quarantaquattro gatti in fila per due.
Giancarlo Lehner

—– Original Message —– From: massimovuono@libero.it
Sent: Friday, October 11, 2013 5:46 PM
Subject: cicchitto
 
Anthony Ramazzottiha pubblicato qualcosa sulesercito di silvio

CICCHITTO:”Alfano a capo del PdL..o meglio separarci..”
V I G L I A C C O

Riteniamo che sia venuto il momento di dare risposte razionali e realistiche al drammatico ma confuso dibattito che è in corso nel Pdl. In seguito alla scissione di Fini, all’esplosione della crisi finanziaria internazionale e all’uso politico della giustizia concentrato contro Berlusconi, c’è stata la sconfitta secca del 20…11 (la crisi del governo Berlusconi). Ad essa è seguita una vicenda assai tortuosa e contraddittoria dipanatasi nel 2012 fino al cosiddetto ‘pareggio’ del 2013. Dopo il voto del 2013 il Pdl è andato avanti a zig zag, quasi si trattasse di un sidecar e non di un grande partito. Il governo Letta-Alfano è nato per un’iniziativa politica di Silvio Berlusconi che ha capito che quello era l’unico sbocco politico possibile. Con tutti i suoi limiti e le sue profonde contraddizioni rimaniamo dell’avviso che con il governo Letta-Alfano si può salvare il salvabile cercando di rimettere in moto l’economia e realizzando incisive riforme istituzionali”. Così Fabrizio Cicchitto in un lungo editoriale pubblicato da Libero.

Per Cicchitto “la deriva estremista di questi mesi ha fatto solo danni al centrodestra e allo stesso Berlusconi” fino a giungere “all’improvvida crisi di governo decretata qualche giorno fa. A questa deriva si sono contrapposti – sottolinea Cicchitto – non dei ‘traditori’ ma dei parlamentari, dirigenti di partito e in primis Angelino Alfano, che hanno ritenuto e ritengono che con l’estremismo non si cava un ragno dal buco”. Se il Pdl vuole rinsaldarsi, argomenta ancora Cicchitto, “l’ipotesi unitaria” “non può che fondarsi esplicitamente sulla scelta interconnessa di due personalità quali quella di Silvio Berlusconi e quella di Angelino Alfano. Per un verso Berlusconi è la continuità, ha tuttora un reale carisma e il consistente sostegno di un pezzo del mondo del centro-destra e per altro verso egli è condizionato e limitato dalle conseguenze negative dell’inaccettabile attacco giudiziario. Siccome, però, non è che possiamo contrapporci ad esso con la lotta armata e nemmeno con un estremismo velleitario, allora bisogna fare di necessità virtù: Berlusconi deve esplicitamente affermare che Angelino Alfano è il suo successore per ciò che riguarda le future partite elettorali-istituzionali, tacitare le contestazioni interne che vanno evidentemente superate anche con onesti compromessi fra le varie sensibilità e personalità”. “Qualora questa realtà che riteniamo preferenziale non sia possibile, meglio allora una separazione consensuale in due partiti”.

CICCHITTO:"Alfano a capo del PdL..o meglio separarci.." V I G L I A C C O  Riteniamo che sia venuto il momento di dare risposte razionali e realistiche al drammatico ma confuso dibattito che è in corso nel Pdl. In seguito alla scissione di Fini, all'esplosione della crisi finanziaria internazionale e all'uso politico della giustizia concentrato contro Berlusconi, c'è stata la sconfitta secca del 2011 (la crisi del governo Berlusconi). Ad essa è seguita una vicenda assai tortuosa e contraddittoria dipanatasi nel 2012 fino al cosiddetto ‘pareggio’ del 2013. Dopo il voto del 2013 il Pdl è andato avanti a zig zag, quasi si trattasse di un sidecar e non di un grande partito. Il governo Letta-Alfano è nato per un'iniziativa politica di Silvio Berlusconi che ha capito che quello era l'unico sbocco politico possibile. Con tutti i suoi limiti e le sue profonde contraddizioni rimaniamo dell'avviso che con il governo Letta-Alfano si può salvare il salvabile cercando di rimettere in moto l'economia e realizzando incisive riforme istituzionali". Così Fabrizio Cicchitto in un lungo editoriale pubblicato da Libero.  Per Cicchitto "la deriva estremista di questi mesi ha fatto solo danni al centrodestra e allo stesso Berlusconi" fino a giungere "all'improvvida crisi di governo decretata qualche giorno fa. A questa deriva si sono contrapposti - sottolinea Cicchitto - non dei 'traditori' ma dei parlamentari, dirigenti di partito e in primis Angelino Alfano, che hanno ritenuto e ritengono che con l'estremismo non si cava un ragno dal buco". Se il Pdl vuole rinsaldarsi, argomenta ancora Cicchitto, "l'ipotesi unitaria" "non può che fondarsi esplicitamente sulla scelta interconnessa di due personalità quali quella di Silvio Berlusconi e quella di Angelino Alfano. Per un verso Berlusconi è la continuità, ha tuttora un reale carisma e il consistente sostegno di un pezzo del mondo del centro-destra e per altro verso egli è condizionato e limitato dalle conseguenze negative dell'inaccettabile attacco giudiziario. Siccome, però, non è che possiamo contrapporci ad esso con la lotta armata e nemmeno con un estremismo velleitario, allora bisogna fare di necessità virtù: Berlusconi deve esplicitamente affermare che Angelino Alfano è il suo successore per ciò che riguarda le future partite elettorali-istituzionali, tacitare le contestazioni interne che vanno evidentemente superate anche con onesti compromessi fra le varie sensibilità e personalità". "Qualora questa realtà che riteniamo preferenziale non sia possibile, meglio allora una separazione consensuale in due partiti".
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276261_1002645712_5204015_n [ “AZIMUT” – NAPOLI : il presidente Arturo Stenio Vuono. – “Azimut”. La base fondante del (non)nobile e recente posizionamento del Cicchitto, in compagnia dei ministri pdiellini, e di qualche altro sodale, non ha nulla di politico ed è ispirato da un mero calcolo di potere; una linea che, in verità, già si pone fuori dalle coordinate, e valori, dell’area di centrodestra e dei suoi elettori;si presuppone che, irreversibilmente, fuori gioco Silvio Berlusconi, l’attuale legislatura proseguirà senza anticipata interruzione e comporterà nuove soluzioni e formazioni. Un calcolo che, a nostro avviso, non troverà nessun consenso elettorale. Il tutto, dunque, verrà a ridursi all’arcinoto “resistere, resistere, resistere”, e, ciò, dunque, sino a quando – nel volere perdurare in una tale loro comoda condotta – la liquidazione delle urne.

——“Azimut” – il presidente. Non arretriamo neppure di un millimetro, rinnoviamo una scelta di campo: e, anzi, convinti più di prima, attendiamo un segnale – prima o poi verrà – per contribuire alla svolta per la riscossa. Come sempre, e oggi ancor di più,  solidali e vicini a Silvio Berlusconi. Invitiamo a una nuova rilettura di due interventi dell’amico Giancarlo Lehner, già pubblicati e nonrecenti, utili a comprendere molto a riguardo della vicenda politica, e personale, del leader del centrodestra; e altri argomenti correlati.Tutto, per comprendere da dove, e perchè, il << caso >>. Noi, peraltro, abbiamo già scritto molto, in merito, e – in  più di qualche occasione – svelando, in esclusiva, come da più fonti inedite, il retroscena vero e sconosciuto ai più. ( INTERVENTI LEHNER-VEDI SOPRA )

SPAZIO LIBERO, A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ( 2 INTERVENTI )
—– Original Message —– From: loris palmerini
Sent: Saturday, October 12, 2013 3:34 AM
Subject: Firma per il bilinguismo veneto-italiano
 

L’Opinione

Gentile ,
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Loris Palmerini  (liste iscritte:this link   contatti)

—– Original Message —– From: Filippo Giannini
Sent: Friday, October 11, 2013 7:17 PM
Subject: Articolo
 
Questo articolo sarà pubblicato su “Il Popolo d’Italia” direzione@popoloditalia.it.

Qui il più pulito ha la rogna

ANCORA IL RICORDO DI UN GRANDE UOMO

ANCHE SE PARTIGIANO

di Filippo Giannini

 Ė necessaria una premessa. Debbo richiamare alla memoria un mio precedente articolo apparso su Nuovo Fronte nel novembre 2000, dal titolo “Francesco Montanari, partigiano, ma grande uomo”. Ecco il testo: <La quiete agiografica nella quale si cullavano da anni le forze resistenziali antifasciste fu scossa violentemente un giorno del 1990. Accadde che un ex deputato  comunista ed ex partigiano, l’ingegner Francesco Otello Montanari (“Cincino”), ricordando gli eccidi compiuti dai suoi compagni nelle giornate primaverili (e ben oltre) del 1945, lanciò appunto quel giorno del 1990, un grido accorato: “CHI SA PARLI!”. Superfluo aggiungere che dopo quella denuncia intorno a Montanari fu eretta una cortina di silenzio e di omertà. Il dado, però, era tratto e l’ex partigiano voleva lavarsi completamente la coscienza. Nel 1994, venuto a sapere che lo Stato era pronto ad assegnare all’ANPI (Associazione Nazionale Partigiani Italiani)la somma di 20 miliardi, scrisse a Scalfaro (allora Capo dello Stato) minacciando: “Se consegnerete quei soldi, io mi brucerò vivo!”. Sabato 17 febbraio 1996 “Cincino” Montanari affidò una lettera, che può essere considerato il suo testamento  spirituale, ad un amico, l’avvocato Gustavo Raffi. Di quella ricordiamo alcuni passi più significativi: “Sono certo  che coloro i quali detengono le leve del potere faranno tutto il possibile per farmi passare per matto o anormale (…). Mi ammazzo perché so valutare la ‘sora’  morte nella maniera giusta, perché ho dignità, moralità, sensibilità e coraggio per cui, in questo letamaio pieno di miseria, ingiustizie e violenza – dove comandano i ladri, i delinquenti e i mafiosi – (…). Durante la guerra sono stato comandante partigiano (…). Non ho mai fatto scatenare terribili rappresaglie su gente innocente, non ho mai vigliaccamente giustiziato nessun fascista a guerra finita (…). Provo ormai nausea a vivere in questa ripugnante società di ladri, di delinquenti e di pecore. Perciò vi dico “IO NON CI STO! più” e tolgo il disturbo! Spero di avere sufficientemente chiarito che il mio non è un gesto inconsulto, ma un gesto di protesta nei riguardi  dei principali responsabili di questo sfascio morale e materiale dell’Italia. Vi saluto amici e nemici, e vi prometto che se di là si sta peggio vi scriverò (…). Francesco Montanari>.

   Il mio articolo così continuava: <I venti miliardi furono consegnati all’ANPI e, da uomo coerente, Montanari, il 22 febbraio 1996 si dette alle fiamme ponendo atrocemente fine alla sua vita.

   P.S. Da perfetti vigliacchi, ma coerenti alla propria vigliaccheria, a parte un paio di quotidiani, i “mass media” ignorarono il “caso Montanari”>.

  Sin qui i fatti più salienti di quanto scrissi nel novembre  del 2000. Sennonché ad aprile del 2003 ricevetti una comunicazione a firma di Livio Valentini, il quale in merito a quanto scrissi affermò che, secondo lo scrittore Gian Paolo Pansa, non sarebbe stato Montanari a lanciare quella frase. Così il signor Livio Valentini continuava: <Conoscendo la serietà del giornale, mi pare difficile che il sig. Giannini si sia inventato tutto, penso ad una omonimia (ma in tal caso non si tratterebbe di Francesco Otello Montanari, né sarebbe stato deputato>.

   Confermo tutto quel che scrissi, a parte che Francesco Montanari (“Cincino”) non fu deputato comunista (anche se il sitohttp://digilander.libero.it/comuitalia.htm. lo attesta, ma questo, ai fini del gesto del capo partigiano, ha poca importanza. La lettera di Livio Valentini dimostra, una volta di più, la capacità dei comunisti di nascondere la verità. Infatti il Montanari ricordato da Pansa doveva essere Otello Montanari (non Francesco, tanto meno “Cincino”).  

   Francesco “Cincino” Montanari aveva 76 anni, era nato a Ravenna, ma abitava a Cesena. La notte del 22 febbraio 1996 salì su una Ritmo acquistata pochi giorni prima e la parcheggiò in San Mauro in Valle (una frazione di Cesena) dove si dette fuoco. Il suo corpo fu divorato dalle fiamme, ma rimasero intatte alcune copie del suo libro dal titolo: “Qui il più pulito ha la rogna”, libri che aveva posto accanto alla macchina prima dello stoico gesto. A maggior documentazione riporto uno stralcio di una lettera inviata a Il Giornale il 15 marzo 1997 dal signor Italo Tassinari di Padova che aveva fatto parte della stessa brigata partigiana di Montanari: <Ero amico intimo di Francesco “Cincino” Montanari, amico sino a recensire il suo ultimo libro “Qui il più pulito ha la rogna” (…). Anche Cincino Montanari era un capo partigiano che combatteva per una Resistenza diversa e che non indusse mai ad atti come quello di Codevigo, dove la 28a Brigata Garibaldi del Pci, comandata dal così detto “eroe rosso” Boldrini, medaglia d’Oro al Vm (figuriamoci) senatore della Repubblica per meriti resistenziali, passò per le armi circa 300 giovani nelle “radiose giornate” 10,11 e 12 maggio 1945, cioè dopo la fine della guerra (….). Cincino prima di suicidarsi, venne a trovarmi di domenica nella mia casa di Bellaria, in quel di Rimini, per salutarmi. Un addio semplice: “Caro amico Italo – mi disse – ti porto dieci copie del mio libro, diffondilo. Mi ucciderò mercoledì prossimo, perché in questo merdaio di grassatori e tangentocrati non voglio più vivere (…). Questa Italia nata dalla Resistenza , un parto che forse era meglio fosse stato aborto (…)>.

   Questa è la storia, per dovere di spazio molto concisa, di un grande uomo che è un onore  averlo avuto come avversario; non nemico. Perché poche cose ci dividevano da Lui.

[ “AZIMUT”. PUBBLICHIAMO, UGUALMENTE…MA NON E’ CORRETTO ( A DIR POCO ) RIVOLGERSI  ALLE FORZE POLITICHE, CITTADINE, ESCLUDENDONE QUELLE DI AREA DEL CENTRODESTRA E ALTRE. Il metodo non va, la dice lunga…. ]
—– Original Message —– From: Comitato Il welfare non è un lusso
To:  ( . . . ) – Sent: Friday, October 11, 2013 5:20 PM
Subject: documento denuncia
 
Gentilissimi,

vi inviamo un documento di importanza fondamentale; trattasi di una denuncia inerente gravi inadempienze compiute dal Comune di Napoli, che in questi anni, con il suo inqualificabile comportamento amministrativo, ha causato e sta causando gravissimi danni patrimoniali, finanziari oltre che umani, a intere filiere del terzo settore napoletano.
Trattandosi di una sorta di class action (legalmente purtroppo non la possiamo definire tale), chiediamo a tutti i rappresentanti legali degli enti coinvolti a segnalare la propria disponibilità ad aderire all’iniziativa.
A strettissimo giro comunicheremo a tutti gli enti interessati la data di un’assemblea pubblica in cui un pool di legali chiarirà lo spirito e le modalità dell’iniziativa.
Buon “lavoro” a tutti.

Al Sindaco di Napoli Luigi De Magistris

All’Assessore al Welfare del Comune di Napoli Roberta Gaeta

p.c. Al Vicesindaco Tommaso Sodano

p.c. All’ Assessore al Bilancio del Comune di Napoli Salvatore Palma

p.c. All’Assessore al Personale Francesco Moxedano

p.c. All’Assessore ai Beni Comuni del Comune di Napoli Carmine Piscopo

p.c. All’Assessore alle Politiche Giovanili del Comune di Napoli Alessandra Clemente

p.c. al Presidente del Consiglio Comunale di Napoli

p.c. al Gruppo Consiliare Italia dei Valori

p.c. al Gruppo Consiliare Federazione della Sininstra

p.c. al Gruppo Consiliare Gruppo Misto

p.c. al Gruppo Consiliare Partito Democratico

p.c. al Gruppo Consiliare Ricostruzione Democratica

p.c. al Gruppo Consiliare Per una Città Ideale

p.c. al Gruppo Consiliare Sinistra e Libertà

p.c. al Gruppo Consiliare Napoli è Tua

p.c. al Direttore Generale del Comune di Napoli Attilio Auricchio

p.c. al Segretario Generale del Comune di Napoli Gaetano Virtuoso

p.c. al Direttore Centrale dei Servizi Finanziari Raffaele Mucciariello

p.c. al Direttore Centrale Servizi di Welfare e Servizi Educativi Giulietta Chieffo

p.c. al Dirigente Servizio Autonomo CUAG Giuseppina Silvi

p.c. al Servizio Autonomo Personale Francesco Maida

p.c. al Dirigente del Servizio Politiche per l’Infanzia e l’Adolescenza M. Rosaria Fedele

 

Oggetto: denuncia di gravi inadempienze compiute dall’Amministrazione Comunale di Napoli

Egregio Sindaco,

nonostante i ripetuti tentativi effettuati in questi ultimi due anni dalle operatrici e dagli operatori sociali napoletani e dalle cooperative e associazioni che gestiscono, in regime di sussidiarietà, i servizi socio-educativi del comune di Napoli, ogni impegno dell’Amministrazione Comunale relativo al funzionamento della macchina burocratica in ordine a sottoscrizione dei contratti, utilizzo dei fondi finanziati, elaborazione delle fatture con relativa emissione di atti di liquidazione e pagamenti, etc., è rimasto di fatto disatteso.

Con particolare riferimento alla situazione in cui versano i settori dell’assistenza residenziale (case famiglia) e dei servizi socio-educativi (educativa territoriale, tutoraggio, etc.), ingentissimi sono i danni economici e patrimoniali arrecati da questa Amministrazione a centinaia di enti del Terzo Settore, contribuendo in modo determinante alla precarizzazione del lavoro e al fallimento di numerose strutture. 

Questo dato appare ancora più intollerabile considerate le centinaia di milioni di euro che il Comune di Napoli ha ricevuto e sta ricevendo in questi giorni, grazie ai decreti “salva-comuni” e “salva-imprese” predisposti dal Governo Italiano per rendere finalmente onorabili i debiti contratti dalle Pubbliche Amministrazioni.

Come già avvenuto con le prime tranche dei suddetti decreti, i settori socio-educativi (cosiddetti “progetti finanziati”) e l’accoglienza residenziale (case famiglia), risulteranno ancora una volta discriminati, in ragione di una macchina politica/burocratica/amministrativa che ha deciso scientemente di bloccare l’elaborazione degli atti di liquidazione di fatture vecchie di anni, che avrebbero reso anche i nostri enti legittimi beneficiari delle suddette misure.

 Al fine di chiudere dignitosamente questa lunga fase interlocutoria, con impegni pubblicamente assunti dalla sua Amministrazione e mai mantenuti, ma soprattutto per individuare le responsabilità soggettive che stanno dietro queste inqualificabili discriminazioni, abbiamo deciso di procedere rapidamente con le seguenti azioni:

        coadiuvati da un pool di amministrativisti, redigere un esposto alla Corte dei Conti circa i danni economici arrecati all’Ente Comune di Napoli dalle distorsioni amministrative evidenziate e circa l’improprio utilizzo delle risorse cosiddette “Fondi finanziati”, incassate  dal Comune di Napoli e utilizzate per fini diversi da quanto previsto dai regolamenti degli stessi finanziamenti richiamati;

–        coadiuvati da un pool di amministrativisti e penalisti, predisporre denunce all’Autorità competente circa le inadempienze dei diversi Direttori, Dirigenti e Funzionari in ordine alla gestione della stipula dei contratti, della lavorazione delle fatture per servizi erogati e terminati, delle conseguenti mancate emissioni degli atti di liquidazione e dei relativi pagamenti.

 Infine, consapevoli del doveroso rispetto da riconoscere sempre ad ogni figura istituzionale e delle dimensioni personali e umane insite tra coloro che hanno scelto “in primis” di essere Operatori Sociali, non riteniamo meno doveroso chiedere a Roberta Gaeta, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, di non rendersi neanche più per un minuto partecipe, quindi complice, della metodica e sistematica distruzione di un segmento così delicato e indispensabile del welfare cittadino oltre che di un intero settore lavorativo.

 Primi Firmatari:

CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienza

CNCM – Coordinamento Nazionale Comunità Minori

Comitato Il Welfare non è un Lusso

Collettivo Operatori Sociali

Federsolidarietà-Confcooperative Napoli

Federazione ARCA

Federazione SAM – Servizi residenziali di Accoglienza Minori

Federazione FICS – Federazione Internazionale Città Sociale

[ “AZIMUT” – per leggere tutto, clicca sul link ]

Notizie relative a papa francesco un cristiano non può essere …


Tempi.it
  1. Corriere della Sera ‎- 17 ore fa
    Le sue radici sono ebree: un cristiano non può essere antisemita. Coltivare sentimenti antisemiti è una grave offesa a Dio». Papa Francesco …

<< IL CASO >> –

Il testamento di Priebke: “Non rinnego il mio passato”  L’ex ufficiale delle SS morto all’età di 100 anni 
Commenta

[ “Azimut” – il presidente ]

    Nel pubblicare la notizia, e quanto a essa-direttamente o indirettamente- connesso, e per massima evidenza le recentissime affermazioni del Papa, due – nostre – brevi riflessioni: più volte abbiamo, per parte nostra,  ribadito che vi fosse stata / vi fosse  – anche – una sola vittima per l’appartenenza a ura etnia oppure a una religione, etc., pure per una qualsiasi cosiddetta << diversita >> , etc. , ciò sarebbe, indubitatamente, atto di barbarie e un certo << crimine contro l’umanità >>; del resto, senza volere entrare nel merito, lo stesso Priebke ( a parte i suoi convincimenti … [ ! ! ! ? ] ) afferma : “… “se un domani si dovessero trovare queste prove, la condanna di cose così orribili, di chi le ha volute e di chi le ha usate per uccidere, dovrebbe essere indiscussa e totale. Ma credo di poterlo escludere con certezza”.

Il testamento di Priebke: "Non rinnego il mio passato"

Il testamento di Priebke: “Non rinnego il mio passato” – FotoCommenta  L’ex ufficiale delle SS morto all’età di 100 anni 
Commenta  Gli ebrei di Roma: se ne va un criminale

Ecco il testamento choc di Priebke: “Fedele al passato e ai miei ideali”

Nell’ultima intervista rilasciata nei giorni a cavallo del suo centesimo compleanno, l’ex SS nega l’Olocausto: “Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate”

Sergio Rame – Ven, 11/10/2013 –  ( “AZIMUT” – DA RASSEGNA STAMPA )

“Ho scelto di essere me stesso”. Anche nell’ultima intervista rilasciata nei giorni a cavallo del suo centesimo compleanno, Erich Priebke nega l’evidenza dell’Olocausto: “Nei campi le camere a gas non si sono mai trovate, salvo quella costruita a guerra finita dagli americani a Dachau”E rivendica con orgoglio di essere sempre stato coerente con se stesso senza mai negare le proprie azioni. “La fedeltà al proprio passato è qualche cosa che a che fare con le nostre convinzioni – sottolinea l’ex ufficiale delle Schutzstaffeln – si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali e ha a che fare con il senso dell’amor proprio e dell’onore”. Sette cartelle di domande e risposte senza alcuno spazio per il pentimento che possono essere lette come una sorta di testamento politico.

Dall’ideale nazista ai campi di concentramento, nelle ultime parole di Priebke rivive tutto il dramma della Seconda guerra mondiale che sconvolse l’umanità macchiando il suolo europeo col sangue di milioni di innocenti. Alla domanda se si sentisse ancora nazista, il capitano delle Ss condannato all’ergastolo per la strage delle Fosse Ardeatine ribadisce “la fedeltà al proprio passato”. Un punto fermo che per Prieble ha a che fare con le convinzioni del Nazionasocialismo. “Si tratta del mio modo di vedere il mondo, i miei ideali, quello che per noi tedeschi fu la Weltanschauung ed ancora ha a che fare con il senso dell’amor proprio e dell’onore – spiega – la politica è un’altra questione. Il Nazionasocialismo è scomparso con la sconfitta e oggi non avrebbe comunque nessuna possibilità di tornare”. Nella lunga intervista l’ex SS racconta di aver conosciuto personalmente i lager. “L’ultima volta sono stato a Mauthausen nel maggio del 1944 a interrogare il figlio di Badoglio, Mario, per ordine di Himmler – spiega – ho  girato quel campo in lungo e in largo per due giorni. C’erano immense cucine in funzione per gli internati e all’interno anche un bordello per le loro esigenze. Niente camere a gas”. Secondo l’ex capitano nazista, a Norimberga sono state inventate un’infinità di accuse. Per quanto riguarda le camere a gas all’interno dei campi di concentramento, per esempio, Priebke resta convinto del fatti che non siano mai state presentate prove a sostegno di tale accusa. “Nei campi i detenuti lavoravano, molti uscivano dal lager per il lavoro e vi facevano ritorno la sera – spiega – il bisogno di forza lavoro durante la guerra è incompatibile con la possibilità che allo stesso tempo in quel punto del campo vi fossero file di persone che andavano alla gasazione”. E ancora: “L’attività di una camera a gas è invasiva nell’ambiente, terribilmente pericolosa anche al suo esterno, mortale. L’idea di mandare a morte milioni di persone in questo modo nello stesso luogo dove altri vivono e lavorano è pazzesco”.“In quegli anni terribili di guerra, rinchiudere nei lager popolazioni civili che rappresentavano un pericolo per la sicurezza nazionale era una cosa normale”, spiega ancora l’ex SS ricordando come, nell’ultimo conflitto mondiale, lo abbiano fatto sia i russi sia gli americani.

Nell’ultima intervista Priebke non pensa nemmeno lontanamente a minimizzare la tragedia dell’Olocausto. “Una tragedia è una tragedia”, ammette. Ma pone il problema della verità storica: “I vincitori del secondo conflitto mondiale avevano interesse a che non si dovesse chiedere conto dei loro crimini. Per questo era necessario inventare dei particolari crimini commessi dalla Germania e reclamizzati tanto da presentare i tedeschi come creature del male e tutte le altre sciocchezze: soggetti da romanzo dell’orrore su cui Hollywood ha girato centinaia di film”. Una ulteriore prova della “falsificazione”, a detta dell’ex SS, sarebbero appunto le foto e i video dei lager. Secondo Priebke, i filmati pprovengono quasi tutti dal campo di Bergen Belsen e furono girate “per motivi propagandistici” quando il campo cadde nelle mani degli alleati. Ma “attraverso una sottocultura storica appositamente creata e divulgata da televisione e cinematografia, si sono manipolate le coscienze lavorando sulle emozioni. In particolare le nuove generazioni, a cominciare dalla scuola, sono state sottoposte al lavaggio del cervello, ossessionate con storie macabre per assoggettarne la libertà di giudizio. Siamo da 70 anni in attesa delle prove dei misfatti contestati al popolo tedesco. Gli storici non hanno trovato un solo documento che riguardasse le camere a gas. Non un ordine scritto, non una relazione, non un rapporto degli addetti”. Certo, conclude Priebke,“se un domani si dovessero trovare queste prove, la condanna di cose così orribili, di chi le ha volute e di chi le ha usate per uccidere, dovrebbe essere indiscussa e totale. Ma credo di poterlo escludere con certezza”

[ Azimut” – amarcord ( COME ERAVAMO ) : messaggio “postato” su facebooK ]

—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 11/10/2013 11.19
A: “Arturo Stenio Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Nuovo messaggio da Ferruccio Massimo Vuono!

Ferruccio Massimo Vuono
Ferruccio Massimo Vuono 11 ottobre 10.49.44
  •  
  • [ “AZIMUT” – NAPOLI. –  NELLA FOTO : FINE ANNI OTTANTA, NELLA SEDE DELL’EX SEZIONE MSI-DN ARENELLA :  parla l’on.le Abbatangelo, dietro la scrivania il consigliere prov.le prof. Nicola Plastina; in platea, tra gli altri, il prof. dr. Pietro Buono e di spalle Arturo Stenio Vuono ( segretario di sezione ) ; a lato Antonio Casapullo, in piedi (segretario giovanile-FdG)
 
[ MESSAGGI – “POSTATI” SU FACEBOOK ]
facebook
Gennaro Capodanno ti ha invitato all’evento di Gennaro Capodanno:
Il 15 ottobre si festeggiano i cento anni dell’Osteria Donna Teresa al Vomero
Martedì 15 ottobre 2013, 20.30 – 22.30 presso Osteria Donna Teresa
Alessandro SansoniGennaro Sangiuliano e altri 4 parteciperanno.

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

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Arturo, Almiro Vuono ha confermato la vostra amicizia su Facebook.
Potresti conoscere alcuni amici di Almiro

Fabio D'Ippolito Fabio D’Ippolito
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Delio Vuono Delio Vuono
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Monica Mitidieri Monica Mitidieri
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Daniele Vuono Daniele Vuono
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Viviana Vuono Viviana Vuono
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[ IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE – MA LEGGI ALTRO ANCORA ]

 

Associazione Azimut – Controcorrente – Gaeta 2013. L’ANNUALE CONVEGNO TRADIZIONALISTA DELLLA FEDELISSIMA CITTA’ DI GAETA ]

 “Team azimut online”:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
P A R T E C I P A ! ! !
LA “LOCANDINA” ( FISSA )
DESTITUZIONE BERLUSCONI
 

Associazione Azimut – Napoli : ECCO I MANDANTI
   Manovra, pioggia di tasse: su l'Iva, benzina più cara e imposte di bollo in banca. DI' LA TUA
E GLI ESECUTORI

 

COME I SOVIET : UNICO REATO, RIFIUTO DELLA COABITAZIONE – REITERATO – CON IL << SISTEMA DI POTERE >> . ESTERO – DIPENDENTE – CHE, DA SEMPRE, TIENE IN OSTAGGIO IL POPOLO ITALIANO.

I nomi – A votare contro la decadenza sono stati i membri della giunta del Pdl: il vicepresidente Giacomo Caliendo, Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’ex realtore Andrea Augello, Nico D’Ascola, Carlo Giovanardi, Lucio Malan. A loro si è aggiunta la leghista Erika Stefani e l’esponente del Gal, Mario Ferrara. A impallinare il Cav, invece, compatti il centrosinistra, Scelta Civica e il Movimento 5 Stelle. I voti a favore della decadenza sono quelli di Dario Stefano (presidente della Giunta, di Sel), Stefania Pezzopane (vicepresidente del Pd), il segretario democratico Isabella De Monte e l’omologo di Scelta Civica, Benedetto Della Vedova, i grillini Maurizio Buccarella, Vito Crimi, Serenella Fucksia. Quindi i democratici Felice Casson, Giuseppe Cucca, Rosanna Filippin, Doris Lo Moro, Claudio Moscardelli e Giorgio Pagliari. Tra gli altri voti pro-decadenza quello del socialista Enrico Buemi.

A PRESTO SENTIRCI ! BUONA LETTURA E BUONA DOMENICA !

 

Associazione Azimut, Naples, Italy. 
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm.
 Uff. Stampa Associaz. : Ferruccio Massimo Vuono
  
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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