IL DIBATTITO NEL PDL, E NOI EMERGENZA METRO’ NAPOLI – RIUNIONE FRANCIA LEPENISTA ALTRE NOTIZIE


“Azimut” – Napoli. Uff. Stampa : Ferruccio Massimo Vuono

massimovuono@libero.it – anteprima di web : 15/10/2013
associazioneazimut@tiscali.it – an.arenella@libero.it

Oggi : https://azimutassociazione.wordpress.com

OGGI : IL DIBATTITO NEL PDL, E NOI. EMERGENZA METRO’ NAPOLI – RIUNIONE. FRANCIA LEPENISTA. ALTRE NOTIZIE

[ “AZIMUT-NEWSLETTER”: MERCOLEDI’, 16 OTTOBRE 2013 ]

 UNA BUONA LETTURA !
 Associazione Azimut  – NAPOLI 

IN COPERTINA

[  ASSOCIAZIONE “AZIMUT” – NAPOLI : IL << RE TRAVICELLO – DEMOCRAT >> , E CHI GLI TIENE BORDONE… ,

A PARTE IL BLA – BLA – BLA…,  ( PER I GRULLI ) : UNA COMPAGNIA DI LIVREASERVENTI DEI PROCONSOLI

 DEL DINERO E DEI BANDITI DELL’ EUROPLIRE. CHE DICONO I << NOSTRI >> ( MINISTRI DEL PDL ) ? OK ? OK?

A GRAGNUOLA DI VECCHI E NUOVI BALZELLI…PER IL “POPOLO BUE”  ?  ….

  ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI. – PER SILVIO BERLUSCONI – LA VERITA’ : ANCHE IN QUESTO  SERVIZIO, LE NOSTRE “LOCANDINE” ( FISSE ) – [ TRE – VEDI : OLTRE ]

A GRAGNUOLA DI VECCHI E NUOVI BALZELLI…PER IL “POPOLO BUE”  ?  ….

Attivisti dell'organizzazione Avaaz manifestano nudi in piazza delle Cinque Lune, nei pressi del Senato, contro il voto segreto  

[  ASSOCIAZIONE “AZIMUT” – NAPOLI. “BUFFONI A 5 STELLE”…ANDATE A LAVORARE ! ]

Decadenza Cav, nessuna decisione – Grillini nudi: foto – VideoCommenta  Ancona, Letta contestato da centri sociali e no Tav
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Napolitano: evitato il vuoto politco, ora riforme( . . . )

LO “SCUDISCIO” DI LEHNER

—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . ) Sent: Tuesday, October 15, 2013 3:00 PM
Subject: Lehner: la sodomia educativa
Si spogliano nel centro di Roma contro il voto segreto per Berlusconi. Davvero eccitante, peccato che, io, affetto da priapismo senile, non c’ero:  per la prima volta  in vita mia,  riferendomi all’illustre precedente di Platone, ho pensato voglioso agli aspetti pedagogici della sodomia profonda.
Giancarlo Lehner
[ ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO, IN RETE ]

Associazione Azimut ha condiviso un link.
SUD – OKKUPATO, ISTERIA – TRAVAGLIO, UFO – VERITA’, INPS – INSOLVENTE, BERLUSCONI – VERITA’ E ALTRO…

SUD – OKKUPATO, ISTERIA – TRAVAGLIO, UFO – VERITA’, INPS – INSOLVENTE, BERLUSCONI – VERITA’ E…
azimutassociazione.wordpress.com

p. I^

SEGNALAZIONE – DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK

[ L’INTERVENTO DELL’ON.LE RAFFAELE FITTO – LEGGI TUTTO. COSA AGGIUNGERE ? IN MERITO ABBIAMO GIA’ DETTO MOLTISSIMO. E CI LIMITIAMO, PERCIO’, A UN SOLO, BREVE, COMMENTO: POCHE RIGHE …….POCHE……
CHE ACCOMPAGNANO LE NOSTRE TRE ULTIME “LOCANDINE” FISSE, A RIGUARDO DI SILVIO BERLUSCONI E CENTRODESTRA. ( “Azimut” ) VEDI : OLTRE ]

 Alessandro Sansoni – Forza Italia Campania

RAFFAELE FITTO (FI)PER UNA SFIDA «LEALISTA» ATTRAVERSO UN LIMPIDO E APERTO DIBATTITO DI CONTENUTI E DI IDEE.
RIPARTIAMO DAL VERO LEADER: BERLUSCONI (Lettera a Direttore del Giornale) Lun, 14/10/2013 –
Caro Direttore,
Le scrivo per raccogliere e rilanciare il senso dell’intervento di ieri di Giuliano Ferrara. Non c’è alcun dubbio, Ferrara ha ragione: guai se l’attuale confronto interno al Pdl as…sumesse i contorni di una disputa di palazzo tra nomenklature ambiziosette e litigiose, tra «ministeriali» e «scontenti», senza ancoraggio a contenuti forti, a una visione di prospettiva, e al rapporto con il Paese, e in particolare con quei segmenti sociali più dinamici che da sempre chiedono al Pdl di alzare la bandiera dell’innovazione, della riforma, del cambiamento. Invece è proprio quest’ultimo l’obiettivo che ci siamo posti con gli amici «lealisti». Lo dico con molta franchezza: gli aspetti interni e le questioni di organigramma, per noi, si risolvono in un minuto. Basta restituire la palla a chi è stato scelto da milioni di elettrici ed elettori italiani, cioè Silvio Berlusconi, evitando di collaborare, pur tra omaggi ipocriti e comunicati dolenti, al tentativo in corso di accompagnarlo fuori dalla scena istituzionale (e magari anche da quella politica tout-court).

Detto e ribadito questo, inizia la sfida sul terreno indicato da Ferrara, che è quella che ci appassiona.

PRIMO. La battaglia per garantire piena agibilità politica a Berlusconi non è solo «per Berlusconi», ma è una iniziativa assolutamente necessaria per evitare la sottomissione della politica democratica all’uso distorto della giustizia. Siamo dentro un nuovo ’92-93 (in nuove forme, ma con lo stesso obiettivo di espellere dal campo l’avversario politico), ne abbiamo consapevolezza, e abbiamo il dovere di tentare una risposta più orgogliosa e combattiva di quella dei gruppi dirigenti che furono allora fucilati.

SECONDO. A questa battaglia democratica si lega quella per la riforma della giustizia. Al di là di giustificazioni e sofismi vari, i fatti sono più forti delle parole: se accettiamo di espungere dal processo riformatore dei prossimi mesi il tema della giustizia, si tratta di una capitolazione culturale destinata a segnare i prossimi lustri. La sfida che si pone davanti a noi è dunque doppia: recuperare i temi della giustizia all’interno della riforma costituzionale; e difendere da subito il diritto dei cittadini a pronunciarsi la prossima primavera sui referendum che sono stati convocati, a partire da quelli sulla responsabilità civile dei magistrati e sulla separazione delle carriere.

TERZO. Nessuno di noi vuole aprire una fase di guerriglia nei confronti del governo, ma sull’economia occorre essere chiari e conseguenti. La legge di stabilità non può essere l’ennesima occasione per scelte rinunciatarie e minimaliste, in cui i «titoli» siano magari tutti giusti, ma lo «svolgimento» avvenga a dosi omeopatiche e all’insegna del piccolissimo cabotaggio. O c’è una svolta vera e consistente nella direzione del taglio della spesa pubblica e delle tasse, oppure ci condanniamo ad altri mesi di stagnazione.
STA QUI IL CUORE DELLA RIVOLUZIONE LIBERALE IN NOME DELLA QUALE ABBIAMO CHIESTO E OTTENUTO IL CONSENSO, E CHE DEVE RIMANERE IL NOSTRO OBIETTIVO. In questo, il berlusconismo esprime una grande discontinuità anche rispetto ai decenni precedenti, quando il consenso era spesso basato sulla dilatazione dello Stato e della spesa pubblica. Se cioè in altre fasi politiche la ricerca del consenso era basata sull’allargamento del «pubblico» (spesa pubblica, debito pubblico, ruolo dello Stato in economia), il berlusconismo si fonda invece sull’Italia che lavora e che produce, sull’alleggerimento del peso dello Stato su famiglie, lavoratori e imprese, e su una tavola di valori che deve avere al centro il merito.

QUARTO. È bene che le nostre «sentinelle antitasse» non si assopiscano. La sorveglianza è faticosa, ma, tra una conferenza stampa e l’altra, è già passato l’aumento dell’Iva, e non si contano più i provvedimenti governativi in cui le accise vengono usate come un bancomat. Non è questo ciò per cui i cittadini hanno votato Silvio Berlusconi e tutti noi.

QUINTO. L’Europa è stata, e per tanti versi è ancora, l’orizzonte delle speranze di tanti di noi, legati al lascito politico-culturale dei grandi padri De Gasperi-Schuman-Adenauer, o alla visione federalista europea di Altiero Spinelli. Ma, appunto per questo, anche in vista della prossima scadenza elettorale europea e del successivo semestre di presidenza italiana, non possiamo far finta che tutto vada bene in questa Europa. Meccanismi decisionali al di fuori della possibilità di intervento dei cittadini; vincoli economici che sono chiaramente causa, o almeno concausa, di tante situazioni recessive; l’esperimento per lo meno discutibile, nelle forme in cui ha preso corpo, di una moneta unica senza vera unità economica e politica; il ruolo della Banca centrale europea, ancora lontano dal positivo modello della Fed americana: noi rivendichiamo la necessità di una grande discussione pubblica su questi temi, senza tabù e senza complessi di inferiorità.

SESTO. Tornando all’Italia, inutile girarci intorno. Le scelte sull’assetto istituzionale sulla legge elettorale devono portarci all’approdo di un limpido bipolarismo. Noi siamo e restiamo a favore di una netta soluzione presidenzialista, di una democrazia della decisione e della chiara alternanza, di sistemi elettorali fatti per competere e non per «dosare». Sta qui la differenza di orizzonte strategico tra chi continua a credere in un centrodestra liberale e popolare, radicalmente alternativo alla sinistra, e chi ha già «elaborato il lutto» e punta a operazioni neocentriste, di fatto necessariamente subalterne rispetto alla sinistra. Deve essere chiaro che noi non accetteremo mai il ruolo di «ospiti» né tantomeno la riscrittura della nostra storia politica e della nostra identità per mano di altri.

SONO QUESTI ALCUNI DEI BINARI SU CUI CORRERÀ LA NOSTRA SFIDA «LEALISTA», CHE PRENDERÀ FORMA ATTRAVERSO UN LIMPIDO E APERTO DIBATTITO DI CONTENUTI E DI IDEE.

Riteniamo che tutto questo si possa e si debba fare con Berlusconi al centro: solo a lui – è bene ricordarlo – è finora riuscito il miracolo laico di imporre la discussione pubblica su programmi fortemente riformatori, ottenendo insieme il consenso di significative maggioranze. Sta lì la chiave per un centrodestra rinnovato, vincente, in sintonia con l’Italia che non ama le tasse e le manette.

RAFFAELE FITTO (FI)PER UNA SFIDA «LEALISTA» ATTRAVERSO UN LIMPIDO E APERTO DIBATTITO DI CONTENUTI E DI IDEE. RIPARTIAMO DAL VERO LEADER: BERLUSCONI  (Lettera a Direttore del Giornale) Lun, 14/10/2013  - Caro Direttore,  Le scrivo per raccogliere e rilanciare il senso dell'intervento di ieri di Giuliano Ferrara. Non c'è alcun dubbio, Ferrara ha ragione: guai se l'attuale confronto interno al Pdl assumesse i contorni di una disputa di palazzo tra nomenklature ambiziosette e litigiose, tra «ministeriali» e «scontenti», senza ancoraggio a contenuti forti, a una visione di prospettiva, e al rapporto con il Paese, e in particolare con quei segmenti sociali più dinamici che da sempre chiedono al Pdl di alzare la bandiera dell'innovazione, della riforma, del cambiamento. Invece è proprio quest'ultimo l'obiettivo che ci siamo posti con gli amici «lealisti». Lo dico con molta franchezza: gli aspetti interni e le questioni di organigramma, per noi, si risolvono in un minuto. Basta restituire la palla a chi è stato scelto da milioni di elettrici ed elettori italiani, cioè Silvio Berlusconi, evitando di collaborare, pur tra omaggi ipocriti e comunicati dolenti, al tentativo in corso di accompagnarlo fuori dalla scena istituzionale (e magari anche da quella politica tout-court).    Detto e ribadito questo, inizia la sfida sul terreno indicato da Ferrara, che è quella che ci appassiona.  PRIMO. La battaglia per garantire piena agibilità politica a Berlusconi non è solo «per Berlusconi», ma è una iniziativa assolutamente necessaria per evitare la sottomissione della politica democratica all'uso distorto della giustizia. Siamo dentro un nuovo '92-93 (in nuove forme, ma con lo stesso obiettivo di espellere dal campo l'avversario politico), ne abbiamo consapevolezza, e abbiamo il dovere di tentare una risposta più orgogliosa e combattiva di quella dei gruppi dirigenti che furono allora fucilati.   SECONDO. A questa battaglia democratica si lega quella per la riforma della giustizia. Al di là di giustificazioni e sofismi vari, i fatti sono più forti delle parole: se accettiamo di espungere dal processo riformatore dei prossimi mesi il tema della giustizia, si tratta di una capitolazione culturale destinata a segnare i prossimi lustri. La sfida che si pone davanti a noi è dunque doppia: recuperare i temi della giustizia all'interno della riforma costituzionale; e difendere da subito il diritto dei cittadini a pronunciarsi la prossima primavera sui referendum che sono stati convocati, a partire da quelli sulla responsabilità civile dei magistrati e sulla separazione delle carriere.   TERZO. Nessuno di noi vuole aprire una fase di guerriglia nei confronti del governo, ma sull'economia occorre essere chiari e conseguenti. La legge di stabilità non può essere l'ennesima occasione per scelte rinunciatarie e minimaliste, in cui i «titoli» siano magari tutti giusti, ma lo «svolgimento» avvenga a dosi omeopatiche e all'insegna del piccolissimo cabotaggio. O c'è una svolta vera e consistente nella direzione del taglio della spesa pubblica e delle tasse, oppure ci condanniamo ad altri mesi di stagnazione.  STA QUI IL CUORE DELLA RIVOLUZIONE LIBERALE IN NOME DELLA QUALE ABBIAMO CHIESTO E OTTENUTO IL CONSENSO, E CHE DEVE RIMANERE IL NOSTRO OBIETTIVO. In questo, il berlusconismo esprime una grande discontinuità anche rispetto ai decenni precedenti, quando il consenso era spesso basato sulla dilatazione dello Stato e della spesa pubblica. Se cioè in altre fasi politiche la ricerca del consenso era basata sull'allargamento del «pubblico» (spesa pubblica, debito pubblico, ruolo dello Stato in economia), il berlusconismo si fonda invece sull'Italia che lavora e che produce, sull'alleggerimento del peso dello Stato su famiglie, lavoratori e imprese, e su una tavola di valori che deve avere al centro il merito.   QUARTO. È bene che le nostre «sentinelle antitasse» non si assopiscano. La sorveglianza è faticosa, ma, tra una conferenza stampa e l'altra, è già passato l'aumento dell'Iva, e non si contano più i provvedimenti governativi in cui le accise vengono usate come un bancomat. Non è questo ciò per cui i cittadini hanno votato Silvio Berlusconi e tutti noi.  QUINTO. L'Europa è stata, e per tanti versi è ancora, l'orizzonte delle speranze di tanti di noi, legati al lascito politico-culturale dei grandi padri De Gasperi-Schuman-Adenauer, o alla visione federalista europea di Altiero Spinelli. Ma, appunto per questo, anche in vista della prossima scadenza elettorale europea e del successivo semestre di presidenza italiana, non possiamo far finta che tutto vada bene in questa Europa. Meccanismi decisionali al di fuori della possibilità di intervento dei cittadini; vincoli economici che sono chiaramente causa, o almeno concausa, di tante situazioni recessive; l'esperimento per lo meno discutibile, nelle forme in cui ha preso corpo, di una moneta unica senza vera unità economica e politica; il ruolo della Banca centrale europea, ancora lontano dal positivo modello della Fed americana: noi rivendichiamo la necessità di una grande discussione pubblica su questi temi, senza tabù e senza complessi di inferiorità.   SESTO. Tornando all'Italia, inutile girarci intorno. Le scelte sull'assetto istituzionale sulla legge elettorale devono portarci all'approdo di un limpido bipolarismo. Noi siamo e restiamo a favore di una netta soluzione presidenzialista, di una democrazia della decisione e della chiara alternanza, di sistemi elettorali fatti per competere e non per «dosare». Sta qui la differenza di orizzonte strategico tra chi continua a credere in un centrodestra liberale e popolare, radicalmente alternativo alla sinistra, e chi ha già «elaborato il lutto» e punta a operazioni neocentriste, di fatto necessariamente subalterne rispetto alla sinistra. Deve essere chiaro che noi non accetteremo mai il ruolo di «ospiti» né tantomeno la riscrittura della nostra storia politica e della nostra identità per mano di altri.   SONO QUESTI ALCUNI DEI BINARI SU CUI CORRERÀ LA NOSTRA SFIDA «LEALISTA», CHE PRENDERÀ FORMA ATTRAVERSO UN LIMPIDO E APERTO DIBATTITO DI CONTENUTI E DI IDEE.   Riteniamo che tutto questo si possa e si debba fare con Berlusconi al centro: solo a lui - è bene ricordarlo - è finora riuscito il miracolo laico di imporre la discussione pubblica su programmi fortemente riformatori, ottenendo insieme il consenso di significative maggioranze. Sta lì la chiave per un centrodestra rinnovato, vincente, in sintonia con l'Italia che non ama le tasse e le manette.
[ “AZIMUT” – NAPOLI. COMMENTO :  ICASTICO – BREVISSIMO – COMMENTO. TUTTO OK…SE NON FOSSE CHE NON SI BEN PRECISA, COME DIRE,  ATTORNO AL “FUTURO CH’E’ IN GREMBO DI GIOVE”…. CONDIVISILE, SI’, MA LO SBOCCO, NON ANCORA PRECISATO, RIGUARDA I COSIDDETTI “DIVERSAMENTE BERLUSCONES” ( ? ), I  NOTI COMMISSARI DEL SOVIET ( ? E IL SOSTEGNO A SILVIO BERLUSCONI PER AGIRE… ( ? ). VAI ALLE LOCANDINE ]
LA “LOCANDINA” ( FISSA ) / 1
AMARCORD – COME ERAVAMO ( E NON SOLO… )
[ “Azimut”. – UNA << LECTIO MAGISTRALIS >> – da DESTRA – per i cosidetti “diversamente berluscones”…come a dire “UOMO AVVISATO…MEZZO SALVATO…” ( dopo il grafico politiche 1979, LEGGI IL BREVE COMMENTO…. ]
Camera del 03/06/1979 | Area ITALIA | Circoscrizione NAPOLI-CASERTA
MSI-DNMSI-DN
Candidati Data di nascita Luogo di nascita Preferenze
ALMIRANTE GIORGIO 138.122 Eletto
PIROLO PIETRO 44.429 Eletto
ZANFAGNA MARCELLO 42.726 Eletto
PARLATO ANTONIO 30.807 Eletto
ABBATANGELO MASSIMO 25.894
PONTONE FRANCESCO DETTO FRANCO 16.868
FLORINO MICHELE 10.650
D’ORSI STANISLAO 10.079
BELLERE’ LUIGI 9.453
DI TUORO ANTONIO 6.358
D’AGOSTINO FERDINANDO 6.151
BRUNO CESARE 6.077
DELLO VICARIO GUIDO 4.567
CAIA VINCENZO 4.351
DE CAPRIO VINCENZO 4.241
AGLIATA GIUSEPPE VITTORIO 3.987
PASQUARELLA GERARDO 3.766
ALTAMURA LUCA 3.166
COSTANZO NICOLA 3.146
DI PASQUALE FRANCESCO 3.120
BIGLIARDO ROBERTO FELICE 3.071
CARRELLA GAETANO 3.053
CARRANO LUCA 2.833
NESPOLI VINCENZO 2.794
MAGLIOCCA GIOVANNI 2.560
BARTONE FRANCESCO ANTONIO 2.325
FABROCILE MARIA ROSARIA 2.239
GAGLIONE NELLO 1.892
BEATRICE MARIA 1.699
DEL VECCHIO LILIANA 1.563
CAMPANELLA ANTONIO ROSARIO ROCCO 1.535
LEMBO VITO 1.514
COSENTINO SERGIO 1.297
PRECCHIA ADA 1.285
VUONO ARTURO STENIO 1.199
SPINELLI ANTONIO 887
PASTORE ROSARIO 741
PERCUOCO ANTONIO 625
PERNA ANIELLO 381

Servizio, tra breve, in rete : invio E.mail – anteprima di web

continua :
LA “LOCANDINA” ( FISSA ) / 1
[ “Azimut” – Ufficio Stampa.Nel 1976, i gruppi parlamentari del Msi-Dn subirono una scissione ad opera dei transfughi detti di << Democrazia Nazionale >> : dietro la cortina fumogena, anche allora di dissociarsi da “posizioni estremistiche” della Destra, c’era la rinuncia ad esercitare una decisa e forte, coerente,  << alternativa di sistema >> . I deputati e senatori, fuggiaschi, avevano ottenuto ingenti finanziamenti e la garanzia della scadenza naturale della legislatura repubblicana in corso. Ma non fu così. Alle politiche ( 1979 ), dunque, si decisero le sorti della Destra che, non solo non arretrò che di pochissimo, ma incrementò i propri voti nel sud della penisola; a suo tempo il metodo elettorale prevedeva che partecipassero alla ripartizione dei seggi, in parlamento, solo i partiti che avessero ottenuto almeno un quoziente, pieno e sufficiente, in una delle circoscrizioni elettorali in cui era divisa la penisola. Per il Msi-Dn, in sostanza, ciò significava – innanzitutto – ottenere ciò proprio a Napoli dove tutti i propri ex parlamentari avevano lasciato il partito per convergere, appunto, sotto la guida di Lauro – Roberti e Altri, in  << Democrazia Nazionale >>  ( data, perciò, da tutti, vincente ). Giorgio Almirante, dunque, curò personalmente le liste dei candidati e in specie la compilazione della lista – alla camera – per la circoscrizione Napoli e Caserta : seguì una formidabile riscossa del Msi-Dn e una sonora sconfitta dei demonazionali. Una battaglia coraggiosa dei  trentanove candidati e dell’intero popolo di destra, che li sostenne….. ]
LA “LOCANDINA” ( FISSA ) / 2
DESTITUZIONE BERLUSCONI
 

Associazione Azimut – Napoli : ECCO I MANDANTI
   Manovra, pioggia di tasse: su l'Iva, benzina più cara e imposte di bollo in banca. DI' LA TUA
E GLI ESECUTORI

 

COME I SOVIET : UNICO REATO, RIFIUTO DELLA COABITAZIONE – REITERATO – CON IL << SISTEMA DI POTERE >> . ESTERO – DIPENDENTE – CHE, DA SEMPRE, TIENE IN OSTAGGIO IL POPOLO ITALIANO.

I nomi – A votare contro la decadenza sono stati i membri della giunta del Pdl: il vicepresidente Giacomo Caliendo, Maria Elisabetta Alberti Casellati, l’ex realtore Andrea Augello, Nico D’Ascola, Carlo Giovanardi, Lucio Malan. A loro si è aggiunta la leghista Erika Stefani e l’esponente del Gal, Mario Ferrara. A impallinare il Cav, invece, compatti il centrosinistra, Scelta Civica e il Movimento 5 Stelle. I voti a favore della decadenza sono quelli di Dario Stefano (presidente della Giunta, di Sel), Stefania Pezzopane (vicepresidente del Pd), il segretario democratico Isabella De Monte e l’omologo di Scelta Civica, Benedetto Della Vedova, i grillini Maurizio Buccarella, Vito Crimi, Serenella Fucksia. Quindi i democratici Felice Casson, Giuseppe Cucca, Rosanna Filippin, Doris Lo Moro, Claudio Moscardelli e Giorgio Pagliari. Tra gli altri voti pro-decadenza quello del socialista Enrico Buemi.

LA “LOCANDINA” ( FISSA ) / 3

L’APPELLO –  APPELLO A SILVIO : “TIRATI FUORI”
L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !
Arturo Stenio Vuono [ AZ. ] LA “CASTA”, NEI << PALAZZI  >> ,  NONOSTANTE LA TUA  PIENA E LEALE DISPONIBILITA’ -CARO PRESIDENTE- DELLA COSIDDETTA VITUPERATA…….”PANCIA” DEL PAESE”……,  DI CERTO, NON NE VUOL SAPERE PROPRIO NULLA. PER LA SALVEZZA DELLA NAZIONE : DA QUESTO GOVERNO, DA QUESTA EUROPA, DA QUEST’EURO, TIRATI FUORI !  ( ………. ).
L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !

 

[ “AZIMUT” – IL PRESIDENTE ARTURO STENIO VUONO ]

  https://azimutassociazione.wordpress.com

Associazione Azimut, Naples, Italy. 

[ “AZIMUT” – NAPOLI. – << “NAPOLI NOBILISSIMA” MA SVENTURATA >> …..TRE NOTIZIE :

p. II^

Oggi Stefano, sei anni, ha fatto il suo primo volantinaggio.
Ha visto a me che li davo. Prima si è fatto spiegare cosa c’era scritto (invito all’assemblea pubblica per fare il punto sull’allagamento della Metropolitana al Rione Alto). Li ha voluti dare anche lui: “così viene più gente visto che è importante”…
Questa sera prima che si addormentasse l’ho ringraziato per avermi aiuatato. Ha fatto un sorriso enorme.
Arturo Stenio Vuono [ “AZIMUT” – NAPOLI. –  LA RIUNIONE, INDETTA L’ASSEMBLEA PUBBLICA, SI TERRA’ GIOVEDI’ 17 OTTOBRE – ORE 19:30, PRESSO LA SALA PAOLO VI DELLA PARROCCHIA S, MARIA COSTANTINOPOLI A CAPPELLA CANGIANI – NAPOLI. TEMA : ALLAGAMENTI METROPOLITANA RIONE ALTO. Intervengono : il consigliere comunale Andrea  Santoro, l’assessore comunale alle infrastrutture Mario Calabrese, il presidente della Quinta Municipalità Mario Coppeto, il presidente di Metronapoli Alberto Ramaglia e tecnici degli uffici interessati.
LATITANTI………… LUIGI DE MAGISTRIS – SINDACO DI NAPOLI ( ! ) E GIANNEGIDIO SILVA – PRESIDENTE SOCIETA’ METROPOLITANA…SE CI SIETE, ORSU’, BATTETE TRE COLPI ! CHI L’HA VISTI ? [ “Azimut” – Napoli ]
Foto: Si inizia... [  “AZIMUT”. – NELLA FOTO : LA FAMIGLIA SANTORO ]
[ “AZIMUT” – NAPOLI : L’ALTRA CAMPANA…LEGGI SOTTO  ]
Gennaro Capodanno ha pubblicato 3 aggiornamenti.
Gennaro Capodannoha pubblicato qualcosa sulVittoria Mariani
Vomero, notte bianca: la fiera dei “bancarellari” – VIDEO
napolitoday.it
[ “AZIMUT” – NAPOLI : SENZA PAROLE – VEDI SOTTO ]
—– Original Message —– From: marianocerino@gescosociale.it
Sent: Monday, October 14, 2013 3:37 PM
Subject: Invito al seminario nazionale lgbt 18 ottobre
 

Invito al seminario

L’orgoglio e i pregiudizi

Venerdì 18 ottobre ore 9-14

Napoli, Maschio Angioino 

Giornalisti, esperti, scrittori e attivisti per parlare di media e persone Lgbt, ovverosia lesbiche, gay, bisessuali e transessuali: si terrà a Napoli venerdì 18 ottobre (Antisala dei Baroni del Maschio Angioino, ore 9-14) l’incontro“L’orgoglio e i pregiudizi”, organizzato dall’agenzia di stampa Redattore Sociale su incarico dell’Unar, l’Ufficio nazionale antidiscriminazioni razziali.

Dopo Milano e Roma, quello di Napoli, che vede la collaborazione del gruppo di imprese sociali Gesco , è il terzo di un ciclo di 4 seminari di formazione su genere e orientamento sessuale (la chiusura è a Palermo il 22 ottobre).

Operatori dell’informazione e della comunicazione saranno chiamati a misurarsi – come recita il sottotitolo degli incontri – sul terreno di una “informazione rispettosa delle persone LGBT”. Un tema di particolare attualità che viene affrontato proprio nei giorni del dibattito sulla legge anti omofobia e delle polemiche attorno al “caso” Barilla.

Diviso in tre sessioni, il seminario nella prima prevede un inquadramento di tipo storico-sociologico e un’analisi dei principali problemi nella trattazione sui media dei fatti riguardanti le persone LGBT; nella seconda si parlerà difamiglie “contro natura”, mentre la terza sessione sarà dedicata a una discussione sulla pratica giornalistica quotidiana, che a Napoli prevede un approfondimento sulla trattazione della transessualità in chiave di cronaca nera.

Dopo i saluti di Alessandra Barberi dell’Unar e del vicesindaco di Napoli Tommaso Sodano, si alterneranno gli interventi di esperti, attivisti e rappresentanti dell’informazione come Paolo Valerio , Andrea PiniClaudio RossiMarcelliLorenza SoldaniIngrid LamminpaaTommaso GiartosioOttavia VozaLoredana Rossi, Ida Palisi ,Carmela Maietta.

La partecipazione ai seminari è gratuita. L’iscrizione è obbligatoria.

Per informazioni: tel. 0734 681001- 081 7872037 int. 220

giornalisti@redattoresociale.it

www.giornalisti.redattoresociale.it

Il programma completo è disponibile sul sito www.gescosociale.it

INTERMEZZO DI MESSAGGI RICEVUTI

  
Benito Arena ha condiviso la foto di Federico Iussig Zuliani.

DI QUESTO PASSO NON E’ UNA PREVISIONE IMPOSSIBILE

DI QUESTO PASSO NON E' UNA PREVISIONE IMPOSSIBILE

p. III^

Girolamo Fragalà ha condiviso un link.
Socialisti sempre più malridotti in Francia, irriconoscibili dopo appena 16 mesi di guida del paese: mentre il Fronte nazionale di Marine Le Pen non sbaglia un colpo, relegando di fatto il Partito socialista di governo al terzo posto in tutte le elezioni parziali e nei sondaggi, in casa socialista o…
secoloditalia.it

Socialisti sempre più malridotti in Francia, irriconoscibili dopo appena 16 mesi di guida del paese: mentre il Fronte nazionale di Marine Le Pen non sbaglia un colpo, relegando di fatto il Partito socialista di governo al terzo posto in tutte le elezioni parziali e nei sondaggi, in casa socialista ogni iniziativa diventa un boomerang.  In allerta rossa, la gauche reagisce in modo scomposto: dal Sudafrica, dove è in visita di stato, il presidente François Hollande dichiara che «ottenere risultati è obbligatorio» se si vuole contrastare la crescita del Fronte. Non la pensa affatto così Claude Bartolone, una personalità nel partito e presidente dell’Assemblea nazionale, secondo il quale raddrizzare gli indicatori economici e sociali non basterà per allontanare gli elettori dal Fronte nazionale: «Se siamo qui soltanto per dire che miglioreremo la situazione economica e ci fermiamo là, non basta – ha detto la quarta carica dello Stato – c’è bisogno di risultati economici, sociali e ambientali, ma c’è sempre bisogno rafforzare la regola che consente di vivere insieme». Inatteso l’allarme lanciato invece dal premier Jean-Marc Ayrault, quello di una possibile futura alleanza della destra Ump con il Fn: «Lo dico _ ha aggiunto – a coloro che dubitano della nostra politica». Ma a dubitare, sembrano essere gli stessi socialisti. L’ultimo esempio: a Marsiglia, non lontano da Brignoles dove si stava consumando il trionfo del candidato di Marine Le Pen alle elezioni locali, primo atto delle primarie cittadine del Partito socialista in vista delle comunali di primavera. Il governo sponsorizza Marie-Arlette Carlotti, ministro con delega ai portatori di handicap, e i sondaggi confermano la bontà della scelta. Alle urne, invece, gli elettori della gauche puniscono la Carlotti, relegandola addirittura al terzo posto. Vince una senatrice scomoda, Samia Ghali, detta la Segolene Royal di Marsiglia, davanti a un altro deputato, Patrick Mennucci. La rappresentante del governo, furiosa, non parteciperà quindi neppure al ballottaggio ed ha pensato bene di accusare la rivale vincitrice di «clientelismo a pieno regime» per aver organizzato «decine di minibus che hanno solcato la città, scambi in denaro, intimidazioni». Insomma, per la ministra sconfitta, la sua rivale ha fatto ricorso nientemeno che a un’«organizzazione paramilitare» pur di vincere. «Illegale? – ha risposto la Ghali – ho organizzato dei minibus e la condivisione di auto private per far fronte al cattivo funzionamento dei trasporti pubblici. E i costi saranno a carico della mia campagna». Piuttosto, ha sibilato, perché la Carlotti non si dimette da ministro? «Marie-Arlette Carlotti – ha subito replicato Ayrault – ha tutta la mia fiducia, è confermata ministro e resta con noi». Qualche ora dopo, per rimanere in tema, è arrivato ancora un istituto demoscopico con l’ennesimo sondaggio nel quale Hollande batte ogni record di impopolarità, con meno di un francese su 4 (il 24%) che si dichiara soddisfatto di lui.

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

INTERMEZZO DI MESSAGGI RICEVUTI

Lidio Aramu ha condiviso la foto di Roberto Fabbrucci.

Quando Pd e Sel erano Pci, ecco come salutarono la morte del responsabile dell’assassinio di almeno 29.000 milioni di persone. Nel periodo delle purghe staliniane ne uccise, appunto, 40.000 al giorno

Quando Pd e Sel erano Pci, ecco come salutarono la morte del responsabile dell'assassinio di almeno 29.000 milioni di persone. Nel periodo delle purghe staliniane ne uccise, appunto, 40.000 al giorno

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p. IV^

Nuovo miracolo a Medjugorje
Guarisce un malato di Sla

Cristian Felice, 37enne di Piante Crati (Cosenza), dopo aver fatto visita al Santuario noto per essersi illuminato anche qualche settimana fa, è guarito dalla Sla. L’uomo racconta di essere arrivato con la moglie e i figli in Bosnia per fare visita alla Madonna e, mentre stava osservando da lontano il Santuario, ha sentito una voce ben chiara nell’orecchio che gli chiedeva di andare sulla collina
Pietro Foderini

Che la terra ti sia lieve…abbraccio teso!!!!

“Siamo addolorati di darvi questa triste notizia. Questa mattina è venuto a mancare il camerata Ferrini Benizzi”: così la famiglia dello storico fondatore di Ferlandia, negozio di souvenir di Mussolini a Predappio (Forlì), ha dato notizia della dipartita

Predappio. Addio a Benizzi Ferrini figura storica della città natale di Mussolini

Pubblicato il 14 ottobre 2013 da Redazione Categorie : Cronache

“Siamo addolorati di darvi questa triste notizia. Questa mattina è venuto a mancare il camerata Ferrini Benizzi”così la famiglia dello storico fondatore di Ferlandia, negozio di souvenir di Mussolini a Predappio (Forlì), ha dato notizia della dipartita di “Ferro”.

Il negozio era stato aperto negli anni ’50. Domani, martedì 15 ottobre dalle ore 20 in poi, si terrà la veglia funebre presso la chiesa di S. Antonio a Predappio, mentre i funerali si terranno mercoledì 16 ottobre alle 15.30, sempre nella chiesa di S.Antonio.

Benizzi Ferrini a sinistra

Il nostro lettore G.B. ci ha scritto una lettera con un breve ricordo di Ferrini: “Il padre Alfredo fu tra coloro che portarono a spalla la cassa con i resti di Mussolini, restituita alla famiglia dal Presidente del consiglio Adone Zoli alla fine degli anni cinquanta. E Alfredo, che di professione fabbricava compressori, alla domenica sostava nel piazzale antistante il cimitero per distribuire ai sempre più numerosi visitatori un santino ricordo del “Capo”. E Benizzi tra dischi, bicchieri, accendini, libri e gadget di ogni tipo, uno dei souvenir cui teneva di più era proprio la maglietta con riprodotta la fotografia che lo ritraeva bambino in braccio al padre nell’atto di compiere il saluto romano, con sotto la dicitura: “Bisogna educarli da piccoli”.  Ferrini è stato un punto di riferimento pertutta la comunità dei pellegrini in quel di Predappio, indipendentemente dalle singole collocazioni politiche e partitiche nei mille movimenti in cui si è frantumata una comunità, la visita a Ferlandia era immancabile e lui travolgeva tutti con la sua sanguigna simpatia romagnola fatta di battute e allegria. Di certo senza di lui le visite a Predappio non saranno più le stesse. Ferro ci mancherà”. 

@ilsecolonuovo.com

Cercola. Si è spento Ciro D’Agostino (“Buttiglion”), storico segretario del MSI. Domani alle 15 i funerali

 14 ottobre 2013  – Cercola · 
I funerali saranno celebrati domani – alle ore 15,00 – presso la Chiesa Sant’Antonio a Cercola, nelle adiacenze della stazione ferroviaria della Circumvesuviana…. Leggi tutto »

D'AGOSTINO copia

Cercola (Na).  L’ultimo pezzo di storia della comunità della destra cercolese è “volato” in cieloCiro D’Agostino, storico segretario del MSI e, di AN poi, si è spento stamattina, aveva 76 anni. I funerali saranno celebrati domani –  alle ore 15,00  – presso la Chiesa Sant’Antonio a Cercola, nelle adiacenze della stazione ferroviaria della Circumvesuviana.

Diverse generazioni e tanti giovani sono cresciuti “piacevolmente”  all’ombra della combattiva ed energica azione di rinnovamento del territorio condotta da “Buttiglion”, così scherzosamente veniva soprannominato in virtu’ del fatto che si presentava ovunque, alle manifestazione di destra con il suo canonico fiaschetto di vino, in napoletano “o’ buttiglion”. In epoche  ed in zone dove essere di destra, in particolare del Movimento Sociale Italiana, significava esser messi in automatico fuori dalla società locale, Ciro D’Agostino ha scelto di stare dalla parte della passione e dell’onestà intelletuale. Figlio di un genitore di destra, fin da ragazzino ha coltivato la sua passione politica, senza mai tentennare o disobbedire ai valori che Almirante portò al successo nazionale.

Ciro D’Agostinoinsieme al confinante Massimo Abbatangelo del quartiere Ponticelli, rappresentavano lo zoccolo duro di un partito che nella periferia orientale, quella dove dominava Giorgio Napolitano, stentava a crescere,  ma catturava le simpatie delle persone perbene, quelle che non si piegavano ai compromessi. Spesso la pulizia morale ha caratterizzato l’ascesa valoriale di chi come Ciro D’Agostino decise, senza se e senza ma, di essere un passo in avanti e di non litigare mai con la sua coscienza.

Il ricordo di chi vi scrive è presente in modo tangibile nella mia esperienza al fianco ed ai comandi di chi come Ciro D’Agostino dedicava con forza le sue ore al “PARTITO”. Partendo dalla periferia orientale di Napoli fino ad arrivare in qualunque posto insicuro della nazione, non c’è stato un giorno, un mese, un anno che insieme a D’Agostino non ci siamo emozionati e commossi, e soprattutto “impauriti”. Nelle notti fredde d’inverno e in quelle  afose d’estate D’Agostino era il primo che si affaticava ad affiggere manifesti, unico modo per segnare il territorio, visto che spesso non si entrava manco in consiglio comunale.

Oggi è un giorno triste per la città, ma soprattutto per la comunità napoletana e nazionale,  di quella destra che i tanti se la son venduta al potere economico e di poltrona. Onnipresente in qualunque iniziativa del partito: era fuori dalla correnti, lui era il “PARTITO”.  Ed il sottoscritto si chiede: domani , in quel del suo ultimo saluto, ci saranno quelli là , che hanno ricperto posti di potere e di prestigio, grazie al suo immancabile impegno?

Il direttore Gaetano Busiell

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( SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSUE )

MESSAGGI .- “POSTATI” SU FACEBOOK :

p. V^

Raffaele Bruno

COMUNICATO STAMPA
IL SEGRETARIO NAZIONALE RAFFAELE BRUNO CONVOCA L’ASSEMBLEA NAZIONALE DEI DIRIGENTI DEL MOVIMENTO IDEA SOCIALE A NAPOLI!
Domenica 27 ottobre, alle ore 10,30, presso l’Hotel Ambassador – via Medina, 70 – Napoli, avrà luogo l’Assemblea dei dirigenti del Movimento Idea Sociale, convocata dal Segretario Nazionale Raffaele Bruno per discutere sull’organizzazione sul territorio del Movi…
mento e sui temi dell’attualità politica del grave momento che sta vivendo il nostro Paese.
Raffaele Bruno presenterà all’Assemblea missina un proprio documento dal titolo: “Alternativa e Futuro, quale suo contributo di spunto e di analisi per i partecipanti che giungeranno da tutte le regioni d’Italia!
Napoli, ottobre 2013 L’Addetto Stampa del MIS
LA STAMPA E’ INVITATA!

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—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 14/10/2013 17.28
A: “Arturo Stenio Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Adriana ti ha invitato a 9 NOVEMBRE, CROLLO DEL MURO DI BERLINO, RIMETTIAMO IN CAMPO ALLEANZA NAZION…

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Adriana Poli Bortone ti ha invitato all’evento di francesco storace:
9 NOVEMBRE, CROLLO DEL MURO DI BERLINO, RIMETTIAMO IN CAMPO ALLEANZA NAZIONALE
Sabato 9 novembre alle ore 15.00 presso Hotel Parco dei Principi – Roma, Italia
Andrea SantoroLuigi Rispoli e altri 4 parteciperanno.

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—Messaggio originale—-
Da: 
notification+kr4mymgan4wn@pages.facebookmail.com
Data: 15/10/2013 8.53
A: “Ferruccio Massimo Vuono”<
massimovuono@libero.it>
Ogg: Ermando Mennella ti ha suggerito di mettere “mi piace” sulla Pagina “Italia.it” …

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