IRROMPE – NUOVAMENTE – IL BERLUSCA: ALLARME ROSSO PER IL SISTEMA, EUROPLIRE E UE ALTRE NOTIZIE: Partenope Ieri, Oggi e Domani, etc


Scritto : Saturday, October 26, 2013
 [ “Azimut-NewsLetter”: 27 ott. 2013 ]
Saturday, October 26, 2013
IN QUESTO NUMERO :  Partenope Ieri, Oggi e Domani
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IN COPERTINA
Popolo Azzurro  [ “postato” su facebook ]

ECCO DOVE PUO’ ARRIVARE L’ODIO, IL LIVORE, L’ACCANIMENTO, LA RABBIA, LA PERSECUZIONE DI UN PM ANTIBERLUSCONIANO !!!!!!!!!!!!!!!!!

ECCO DOVE PUO' ARRIVARE L'ODIO, IL LIVORE, L'ACCANIMENTO, LA RABBIA, LA PERSECUZIONE DI UN PM ANTIBERLUSCONIANO !!!!!!!!!!!!!!!!!
OGGI : IRROMPE – NUOVAMENTE – IL BERLUSCA : ALLARME ROSSO PER IL SISTEMA, EUROPLIRE E UE. ALTRE NOTIZIE : Partenope Ieri, Oggi e Domani, etc.
 
 UNA BUONA LETTURA !
 Associazione Azimut – NAPOLI 

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Associazione Azimut, Naples, Italy. 
ULTIMO SERVIZIO, N RETE :  

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RIVOLTA MORALE E CIVILE – INIZIAMO DAL SUD ABROGHIAMO LA COLONIA MEZZOGIORNO!
“AZIMUT” : COME AL SOLITO…. [ TRATTO DAL WEB ]
Anm: incandibabilita Berlusconi è questione etica. Vietti (Csm): “Politica faccia le leggi, no prediche”

Michele Vietti (Ansa)
L’incandidabilità di un condannato a una pena superiore ai tre anni “è un principio di etica. Il fatto che ci sia voluta una legge per introdurre questa norma “dimostra la debolezza della politica”. Lo ha detto il segretario dell’Anm Maurizio Carbone al congresso dell’dell’Associazione Nazionale Magistrati. Secondo Carbone, che non ha comunque fatto esplicito riferimento a Berlusconi, dovevano essere gli stessi partiti a stabilire l’incandidabilità con i propri codici etici. Un duro attacco contro la classe politica è arrivato anche dal vicepresidente del Csm, Michele Vietti. “Lo scontro tra politica e giustizia è un problema eterno. La soluzione è una ricetta semplice: ciascuno faccia la sua parte. La politica invece di fare la predica scrive le regole, dopodiché la magistratura le applicherà” ha affermato Vietti. 
Vietti: “Magistrati non fanno politica” – I magistrati non fanno politica, “sono in campo per fare il loro dovere e cioè presidiare la legalità, distribuire torti e ragioni e applicare la legge” ha affermato Vietti. “Come in politica qualcuno interpreta il proprio ruolo in modo opinabile questo può accadere anche nella magistratura – ha aggiunto – ma sono eccezioni”. “La politica – ha prosegutito – si è asserragliata nel Palazzo, gridando ai complotti persecutori,senza preoccuparsi di dare l’impressione di voler cambiare gioco”.
“Ministero passi da parole a fatti”- “Il ministero della Giustizia dovrebbe passare dalle parole ai fatti sul fronte dell’ organizzazione degli uffici, dell’informatizzazione, delle risorse materiali e umane da mettere a disposizione” ha detto il  vicepresidente del Csm. Secondo il numero due di Palazzo dei Marescialli il ministero guidato da Anna Maria Cancellieri dovrebbe anche rivendicare “con forza, anche in sede politica, la priorità del servizio giustizia che non si fa solo con la buona volontà dei magistrati e degli altri operatori”
“Basta invasioni di campo dei magistrati”- Una tirata d’orecchie è arrivata anche nei confronti delle toghe. Basta “invasioni di campo” da parte dei magistrati, che “portano con se’ il rischio di una generalizzata delegittimazione” dell’ordine giudiziario ha affermato Vietti, che al congresso dell’Anm ha invitato le toghe a “evitare la tentazione di sostituirsi alla legge” e a “sottrarsi alla logica del conflitto”. Secondo Vietti “l’affievolimento della linea di confine tra giustizia e politica” è derivata dall’abolizione dell’autorizzazione a procedere. E a quel punto “qualcuno nella magistratura ha pensato che si potesse giustificare tutto, dall’uso soggettivistico del diritto, allo sfruttamento strumentale della gogna mediatica come punizione succedanea rispetto al processo, al ‘carrierismo da indagine’ ed all’eccesso di protagonismo di alcuni pubblici ministeri, che finisce con il portare acqua al mulino della separazione delle carriere”.
“Magistratura deve trovare nella Costituzione il proprio argine naturale”- E se tocca alla politica riprendere a fare il proprio “mestiere”, cioè le leggi, per la magistratura si pone “l’esigenza indifferibile dell’autocorrezione”, anche per evitare interventi dall’esterno che colpirebbero la loro stessa “indipendenza”. La magistratura deve ritrovare “in sè stessa e nell’impalcatura costituzionale il proprio argine naturale”. E questo vuol dire rifuggire da “logiche di apparato e di difesa corporativa”, dare risposta alla domanda di giustizia in modo “inappuntabile” e “tempestivo”, evitare invasioni di campo. In più “sottrarsi alla logica del conflitto contribuirebbe alla rifondazione di un equilibrio ormai smarrito da tempo, mettendo in mora i soggetti istituzionali che devono attivarsi per fornire risposte”. Un “faticoso cammino” per i magistrati i cui “fari” dovrebbero essere,per Vietti, “silenzio, neutralità, compostezza e continenza”, un cammino che dovrebbe essere portato avanti con “la forza di chi sa autocontenersi nel proprio ruolo e che così si fa autorevole e credibile” .Anm: incandibabilita Berlusconi è questione etica. Vietti (Csm): “Politica faccia le leggi, no prediche”

Anm: incandibabilita Berlusconi è questione etica. Vietti (Csm): “Politica faccia le leggi, no prediche
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Anthony Ramazzottiha pubblicato qualcosa sulesercito di silvio

I NEMICI DELLA…”NOSTRA ITALIA”

Gli Italioti, festeggiano la “condanna” dello psicopedonano….. senza capire che è un giullare di corte, messo li dall’elite, per distrarre, mentre lui ha fatto e farà i cazzi suoi…..e gli altri burattini conniventi, facevano in modo che presto l’Italia, sarà in mano ai veri mandanti e ideatori della CRISI TRUFFA.

I NEMICI DELLA..."NOSTRA ITALIA"  Gli Italioti, festeggiano la "condanna" dello psicopedonano..... senza capire che è un giullare di corte, messo li dall'elite, per distrarre, mentre lui ha fatto e farà i cazzi suoi.....e gli altri burattini conniventi, facevano in modo che presto l'Italia, sarà in mano ai veri mandanti e ideatori della CRISI TRUFFA.

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Benito Arena ha condiviso la foto di Nicola Trisciuoglio.

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA

Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D’Alia (UDC) identificato dall’articolo 50-bis: “Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet”; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come …articolo nr. 60.

Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo… il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.

In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.

Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all’ESTERO; basta che il Ministro dell’Interno disponga con proprio decreto l’interruzione dell’attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L’attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.

Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl’istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all’ODIO (!) fra le classi sociali.
MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.

In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l’unica informazione non condizionata e/o censurata.

ITALIA: l’unico Paese al mondo  ( . . . )

Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI.
Dopo la proposta di legge Cassinelli e l’istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al “pacchetto sicurezza” di fatto rende esplicito il progetto del Governo di “normalizzare” con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.

Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l’Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l’Iran.
Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata “Punto Informatico” e il blog di Grillo.

Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c’è libera informazione e diritto di critica la “democrazia” è un concetto VUOTO.

NESSUN TELEGIORNALE HA AVUTO IL PERMESSO DI DIFFONDERE QUESTA NOTIZIA  Ieri il Senato ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (D.d..L. 733) tra gli altri con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC) identificato dall'articolo 50-bis: "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet"; la prossima settimana Il testo approderà alla Camera come articolo nr. 60.  Questo senatore NON fa neanche parte della maggioranza al Governo... il che la dice lunga sulle alleanze trasversali del disegno liberticida della Casta.  In pratica in base a questo emendamento se un qualunque cittadino dovesse invitare attraverso un blog (o un profilo su fb, o altro sulla rete) a disobbedire o a ISTIGARE (cioè.. CRITICARE..??!) contro una legge che ritiene ingiusta, i providers DOVRANNO bloccarne il blog o il sito.  Questo provvedimento può far oscurare la visibilità di un sito in Italia ovunque si trovi, anche se è all'ESTERO; basta che il Ministro dell'Interno disponga con proprio decreto l'interruzione dell'attività del blogger, ordinandone il blocco ai fornitori di connettività alla rete internet. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro 24 ore; pena, per i provider, sanzioni da 50.000 a 250.000 euro.  Per i blogger è invece previsto il carcere da 1 a 5 anni oltre ad una pena ulteriore da 6 mesi a 5 anni perl'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'ODIO (!) fra le classi sociali. MORALE: questa legge può ripulire immediatamente tutti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta.  In pratica sarà possibile bloccare in Italia (come in Iran, in Birmania e in Cina) Facebook, Youtube e la rete da tutti i blog che al momento rappresentano in Italia l'unica informazione non condizionata e/o censurata.  ITALIA: l'unico Paese al mondo in cui una media company (Mediaset) ha citato YouTube per danni chiedendo 500 milioni euro di risarcimento.  Con questa legge non sarà più necessario, nulla sarà più di ostacolo anche in termini PREVENTIVI. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra meno di 60 giorni dovrà presenterà al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" con leggi di repressione internet e tutto il sistema di relazioni e informazioni che finora non riusciva a dominare.  Mentre negli USA Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet, l'Italia prende a modello la Cina, la Birmania e l'Iran. Oggi gli UNICI media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati la rivista specializzata "Punto Informatico" e il blog di Grillo.  Fatela girare il più possibile per cercare di svegliare le coscienze addormentate degli italiani perché dove non c'è libera informazione e diritto di critica la "democrazia" è un concetto VUOTO.
Popolo Azzurro  [ “Postato” su facebook [ REPETITA IUVANT

ECCO DOVE PUO’ ARRIVARE L’ODIO, IL LIVORE, L’ACCANIMENTO, LA RABBIA, LA PERSECUZIONE DI UN PM ANTIBERLUSCONIANO !!!!!!!!!!!!!!!!!

ECCO DOVE PUO' ARRIVARE L'ODIO, IL LIVORE, L'ACCANIMENTO, LA RABBIA, LA PERSECUZIONE DI UN PM ANTIBERLUSCONIANO !!!!!!!!!!!!!!!!!
PER FORTUNA CHE….PUTIN C’E’….
[ “postato” su facebook ]  
Umberto Minopoli ha condiviso la foto di Claudio De Marco.
foto di Claudio De Marco.
SPAZIO, LIBERO, APERTO A TUTTI – SENZA FILTRI O CENSURE
[ TRATTO DA STAMPA LIBERA ]

L’UE trama un altro golpe in Italia per prorogare lo “stato di necessità”

25 ottobre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo

 Postiamo in ritardo questo articolo saltato alla programmazione. Ndr

in Share

4 ottobre 2013 (MoviSol) –http://mysearch.sweetpacks.com/?src=6&q=movisol&barid=&

Enrico Letta ha superato il voto di sfiducia di mercoledì anche grazie ai meccanismi di “stabilizzazione” politica messi in atto da Bruxelles. Tali meccanismi sono atti ad assicurare che saranno prese decisioni conformi allo “stato di necessità” decretato dall’UE. Ciò significa che le elezioni vanno evitate a tutti i costi e che il golpe avviato con la nomina di Mario Monti deve proseguire, per assicurare che gli italiani si immolino per salvare l’euro.

La strategia è stata messa a punto in una cena privata il 20 settembre a Roma, che ha visto attovagliarsi a casa di Eugenio Scalfari Mario Draghi, Enrico Letta, Giorgio Napolitano e Laura Boldrini, tutti membri della corrente spinelliana del partito britannico.

Due giorni dopo, Scalfari ha impartito gli ordini di marcia in un editoriale su La Repubblica. Dopo aver sentenziato in puro stile fascista illuminato che “la massa non fa progressi”, Scalfari lancia l’allarme: si sta cercando di mettere in discussione “l’esistenza dello stato di necessità” che giustificò il governo UE-diretto di Mario Monti prima, e di Enrico Letta poi, scrive il fondatore del giornale di De Benedetti. C’è il rischio che Letta sia costretto dai ricatti di Berlusconi ad adottare una politica di anti-austerità (anti-euro). Ma, conclude Scalfari, Letta, Napolitano e Draghi “sono i nostri tre punti di forza, che hanno l’Europa come obiettivo preminente per l’avvenire di tutti. Se questa realtà è chiara, occorre operare, ciascuno nell’ambito delle sue competenze, affinché si realizzi”.

Ciò che il partito britannico teme è che il sentimento anti-austerità nella popolazione italiana – che Berlusconi sicuramente sfrutta per salvarsi, ma questo è solo una complicazione per gli smarriti – possa sfociare in un definitivo voto anti-euro in caso di nuove elezioni. Già il fronte anti-euro si sta organizzando su scala pan-europea. Il 23 settembre a Roma si è tenuto il primo incontro degli euroscettici del nord e del sud. Hans-Olaf Henkel dalla Germania e Brigitte Granville (Francia e UK), si sono uniti ai prof. Giuseppe Guarino, Alberto Bagnai, Claudio Borghi e altri accademici in una conferenza pubblica. Il prof. Guarino, relatore principale e presidente del convegno, ha denunciato il fatto che la politica di zero deficit dell’UE non solo è sbagliata, ma è illegale persino sotto la stessa legge dell’UE.

Per giustificare l’illegalità, l’UE ha costantemente usato l’argomentazione dello “stato di necessità”, che secondo Karl Schmitt autorizza a sospendere la costituzione. Lo stato di necessità è dettato dall’imperativo di salvare il sistema oligarchico. Nell’estate del 2011, l’UE ha creato uno stato di necessità per l’Italia manipolando il valore dei suoi titoli di stato. La BCE ha prima lasciato cadere i titoli, ed è intervenuta successivamente ad acquistarli per sostenere il governo Monti. Si ripeterà il giochetto con Letta? È questo che Draghi ha discusso nella cena delle trame? Il suo annuncio al Parlamento Europeo che la BCE è pronta ad un’altra mega-iniezione di liquidità per le banche (LTRO) ha a che fare con questo? Che ha chiesto Draghi in cambio ai suoi commensali?

Il Financial Stability Assessment del FMI per l’Italia, rilasciato il 27 settembre, raccomanda l’applicazione del bail-in (prelievo forzoso) per soccorrere le banche italiane. È quanto ha chiesto Draghi? O si è limitato a sollecitare le privatizzazioni, in consueto “stile Britannia”?

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE
ACCADE PROPRIO IN FRANCIA… ( CAPITE ? ) – TRATTO DAL WEB

La fine del sogno europeo”. Così s’intitola l’ultimo lavoro del professor François Heisbourg, presidente del prestigioso International Institute for Strategic Studies e ovviamente vicino a quelle che vengono definite le elites economiche sia francesi che europee. Un lavoro che descrive l’euro come un incubo, sostenendo che prima lo si smantella, tornando alle monete nazionali, meglio è per tutti. Perché se non si prende atto della crisi dell’euro, il rischio è che essa travolga la stessa costruzione dell’Unione Europea. La soluzione ideale, ammette Heisbourg, sarebbe l’immediato federalismo europeo, che possa fungere da antidoto alla crisi della moneta unica, senza distruggere l’euro. Ma sarebbe ormai un’ipotesi irrealistica e irrealizzabile.

LA ROTTURA DI UN TABU’ – Il libro sta facendo molto scalpore Oltralpe, giacchè rappresenta la vera e propria rottura di un tabù. Heisbourg non è infatti un personaggio storicamente euroscettico nè tanto meno vicino al Front National di marine Le Pen, indicato come primo partito francese nei sondaggi proprio in virtù della battaglia anti-euro, quanto piuttosto un ex sostenitore di Bruxelles e della moneta unica.  Proprio per togliere terreno fertile a movimenti come il FN o peggio ancora come Alba Dorata in Grecia, secondo il professore, è necessario risolvere la crisi strutturale alla base della costruzione della moneta unica.
SOLUZIONE SHOCK – Quella che Heisbourg propone è una soluzione tanto drastica quanto senza alternativa: il fulmineo smantellamento dell’euro e il ritorno alle monete nazionali. Come fare? Il Prof. ritiene che Francia e Germania dovrebbero insieme mettere a punto il piano in gran segreto, in modo che le responsabilità della rottura dell’Eurozona non ricadano tutte sui tedeschi, ed attuarlo con estrema celerità in un lungo fine settimana, approfittando della chiusura dei mercati e delle banche, similmente a quanto accaduto con l’addio al cruzeiro in Brasile nel 1994.
Una volta tornati alle monete nazionali, queste dovrebbero essere lasciate oscillare per un certo periodo, per poi essere fissate a un cambio fisso tra di loro, come avveniva all’interno dello SME, il serpente monetario pre-euro. Le valute sarebbero fissate a un tasso che terrebbe conto del differenziale di inflazione e dei saldi commerciali accumulati dall’introduzione dell’euro. Infine, sarebbe costituito l’ECU, un’unità di conto, frutto della ponderazione delle valute nazionali, necessaria per convertire i debiti esteri privati degli stati, in modo da ripartire le perdite tra Nord e Sud dell’Europa. Dovrebbe passare almeno un decennio, continua Heisbourg, prima che gli stati nazionali possano accettare un modello federalista, di cui una futura moneta unica sarebbe solo al servizio e non viceversa.
“POSTATO” SU FACEBOOK
Fabio Pi…

Dopo l’Islanda un altra realtà positiva…. e deve aprirci gli occhi!!!

L’UNGHERIA HA CACCIATO L’FMI E ADESSO CONTROLLA E STAMPA MONETA SENZA GENERARE…
informare.over-blog.it
EVENTI

—-Messaggio originale—-
Da: 
redazione@controcorrentedizioni.it
Data: 25/10/2013 18.06
A: “Redazione Controcorrente”<
redazione@controcorrentedizioni.it>
Ogg: Partenope Ieri, Oggi e Domani

PARTENOPE IERI, OGGI E DOMANI

Martedì 29 ottobre  alle ore 10,00,
presso la Sala del Consiglio della Camera di Commercio di Napoli,
in piazza della Borsa, sarà presentato il progetto culturale
destinato ai giovani “Partenope Ieri, Oggi e Domani”,
i cui strumenti operativi, iniziali, sono un portale internet e un periodico.

Saluti istituzionali:
MAURIZIO MADDALONI
presidente Camera Commercio di Napoli
DONATELLA RIZZO
direttore editoriale “Partenope Ieri, Oggi e Domani”

Relatori:
ALESSANDRO BARBANO
direttore de “Il Mattino”
ANTONIO GRIECO
studioso arte napoletana
PIETRO GOLIA
giornalista, editore
FILIBERTO PASSANANTI
direttore responsabile “Partenope Ieri, Oggi e Domani”

Coordina:
GIANNI AMBROSINO
direttore di “Canale 21”

OGGI –

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FINE SERVIZIO

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm.
 Uff. Stampa Associaz. : Ferruccio Massimo Vuono
  
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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