Console Salvezza (necesse), che da questo governo, da quest’euro e da questa Europa, tiriamoci fuori! Altro dal web e corrispondenze


Saturday, November 16, 2013
<< Console Salvezza >> ( necesse ), che da questo governo, da quest’euro e da questa Europa, tiriamoci fuori ! Altro dal web e corrispondenze   
[ “Azimut-NewsLetter” : domenica, 17 nov. ’13 ]

Ferruccio Massimo Vuono : massimovuono@libero.it
“Azimut” – Ufficio Stampa : 16/11/2013 – Anteprima di web

IN COPERTINA
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FRANCIA CHIAMA ITALIA – ITALIA CHIAMA FRANCIA : PER LA LIBERTA’, L’INDIPENDENZA E LA SOVRANITA’

associazioneazimut@tiscali.it  – an.arenella@libero.it 

 

 Oggi: << Console Salvezza >> ( necesse ), che da questo governo, da quest’euro e da questa Europa, tiriamoci fuori ! Altro dal web e corrispondenze

[ “Azimut-NewsLetter” : domenica, 17 nov. ’13 ]

<   Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli. -<< CONSOLE SALVEZZA >> ( NECESSE ) …..

 [ https://azimutassociazione.wordpress.com ]

Nell’antica Roma i consoli (latino: consules, “coloro che camminano insieme”) erano i due magistrati eponimi[…] che, eletti ognianno,[…] al quale davano il proprio nome, esercitavano collegialmente il supremo potere civile e militare. Il nome derivava, secondo lo stesso Livio, dal dio Conso, una divinità che “dispensava consigli”, come dovevano fare i due massimi magistrati della Repubblica romana.[…] ( . . . . . )

La magistratura del consolato era la più importante tra le magistrature maggiori della Repubblica romana, immediatamente al di sotto della dittatura, che era però magistratura solo straordinaria. In età imperiale, la carica consolare sopravvisse, ma divenne dinomina imperiale e, dopo la fondazione di Costantinopoli, un console venne regolarmente eletto per l’Occidente e uno per l’Impero Romano d’Oriente, perpetuandosi tale pratica a Roma anche dopo la caduta dell’Occidente, sino al 566, e a Costantinopoli sino al VII secolo( . . . )

[ “POSTATO” SU FACEBOOK ]

  
Anthony Ramazzottiha pubblicato qualcosa sulesercito di silvio

NESSUNO DI QUESTI….SI POTRA’ SALVARE
(stanno violentando i nostri sogni)

NESSUNO DI QUESTI....SI POTRA' SALVARE (stanno violentando i nostri sogni)

SENZA PAROLE

foto di Marcello Cannavacciuolo.

Berlusconi e Brunetta (Ansa)

—– Original Message —– From: Forzasilvio.it

Sent: Saturday, November 16, 2013 3:55 PM
Subject: Ripartiamo da Forza Italia!
Forzasilvio.itAssociazione culturalsociale,il Consiglio Nazionale del Popolo della Libertà ha votato all’unanimità il ritorno a Forza Italia.Abbiamo tutti vissuto con partecipazione le vicende di questi giorni e il discorso di oggi del presidente Berlusconi: puoi lasciare il tuo commento qui: https://forzasilvio.it/news/4352

Grazie! E andiamo avanti, con forza…con Forza Italia!

on. Antonio Palmieri
responsabile internet Forza Italia

Berlusconi e Alfano ALFANO : “PUGNALATORE DEL BERLUSCA”…..

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI . VIA IL SERVIL GOVERNO DELLA MISERIA E CHI GLI FA DA SPONDA, FACENDO PRIMA IL DOPPIO GIOCO E, ORA, DA PUNTELLO PER IL << PARTICULARE >> …..

“Az.-News”: 17, nov. ’13 – ANTEPRIMA DI WEB ]

SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE – visita il sito )

 webm. adm. des. Fabio Pisaniello  

 https://azimutassociazione.wordpress.com

Uff. Stampa – Ferruccio Massimo Vuono : massimovuono@libero.it

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI
 

ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO, IN RETE   

BERGOGLIO COME SCHINDER … POPOLO AZZURRO, ALL’ATTACCO! NASSYRIA MALAUNITA’ (VIDEO) E ALTRE NOTIZIE – MESSAGGI… DA COSENZA: A LIBRETTA

1 Vote

Associazione Azimut  –  Wednesday, November 13, 2013 << BERGOGLIO COME SCHINDER … >> . POPOLO AZZURRO, ALL’ATTACCO ! NASSYRIA. MALAUNITA’ ( VIDEO ). E ALTRE NOTIZIE – MESSAGGI… ( DA COSENZA : A LIBRETTA… Continua a

[ SE VUOI (RI)LEGGERE CLICCA LINK – TESTO ( OPPURE VAI AL SITO :https://azimutassociazione.wordpress.com  / TROVI – ANCHE – TUTTI I SERVIZI GIA’ IN RETE ]

IN QUESTO NUMERO :

– Consiglio Nazionale PdL [ La vigilia, la lettera di Berlusconi e i resoconti – tratti dal web ]

– Lo << scudiscio >> di Giancarlo Lehner

– Interventi : Filippo Giannini , Publio Fiori, Loris Palmerini

– Corrispondenze

– Immagini [ da Cosenza ]

– Messaggi ( “postati” – facebook )

– Movimento Per la Vita italiano

– Forum Famiglie

[ LEGGI TUTTO –  VEDI : OLTRE ]

Il ritorno di FI, Berlusconi, “Siamo ritornati a questo nome che abbiamo ancora tutti nel cuore: Forza Italia”

“Sono felice che noi siamo ritornati a questo nome che abbiamo ancora tutti nel cuore: Forza Italia” ha detto Silvio Berlusconi alla platea del Cn, che gli tributa un lungo applauso.Rinasce Forza Italia sulle ceneri di un Pdl andato in frantumi con l’addio di Angelino Alfano. Tutto è pronto al Palazzo dei Congressi all’Eur a Roma il Consiglio Nazionale del Pdl che dovrà sancire là il ritorno di FI. 
Lo strappo dei governativi  – Lo strappo dei governativi del Pdl è stato annunciato ieri da Alfano il quale ha reso noto che non aderiranno a Forza Italia e daranno vita a nuovi gruppi che si chiameranno ‘Nuovo centrodestra’. “Mi trovo qui – ha detto Alfano – per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia. Questa mia scelta nasce dal fatto che queste settimane mi hanno dato la riprova di quanto abbiano prevalso le forze più estreme all’interno del nostro movimento politico. Sento fortissimo il bisogno di ribadire che noi in questi 20 anni non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona”.
Bondi: Alfano fedele al governo – Per Sandro Bondi, la scelta di Angelino Alfano è stata dettata soltanto dall’impegno “vincolante” con il premier Letta, “sotto la regia” del capo dello Stato Napolitano. “L’unica idea forte che ha ispirato Alfano fino all’ultimo momento – ha osservato l’ex coordinatore del Pdl – è stato il tentativo di imporre al Presidente Silvio Berlusconi e all’intero partito l’accettazione della sua decadenza dal Parlamento e la fedeltà assoluta al governo. E’ evidente – ha aggiunto Bondi – che questa unica preoccupazione non può non essere dovuta ad un impegno vincolante assunto con il Pd, con Enrico Letta sotto la regia del Presidente della Repubblica”.
Pdl è stato distrutto dal “virus” dei falchi – Dal versante dei governativi, è intervenuto il ministero Maurizio Lupi che in un’intervista a Repubblica ha detto che il Pdl è stato distrutto dal “virus” dei falchi: c’è chi pensa che “l’unità si costruisca nella gara di lealtà intorno a Berlusconi e non sulla forza della sua proposta politica”. Lupi ha spiegato di non temere “minacce, nè ‘metodi’”, come il ‘metodo Boffo’: “Non ho paura di essere definito traditore. Traditore è chi non stima la propria storia e i propri elettori, che ci chiedono di non fare cadere il governo, di non mettere il Paese nuovamente in ginocchio con una crisi al buio e di diminuire le tasse”.
“Qualcuno ha voluto sfasciare la tela” – Nel Pdl si è arrivati alla scissione perchè “come al solito sono intervenuti quelli che in questi mesi hanno sfasciato la tela che noi faticosamente tessevamo. Non abbiamo potuto far altro che prendere atto”. Ma “se uno è leale – non fedele – non ci si può lasciare male. Se FI sarà il partito che insulta le istituzioni, senza portare avanti la battaglia su libertà, merito, responsabilità e sussidiarietà, non so che partito potrà essere. Spero non quello dei baby falchetti”.
16 novembre 2013

Il ritorno di FI, Berlusconi, “Siamo ritornati a questo nome che abbiamo ancora tutti nel cuore: Forza Italia”

Oggi: << Console Salvezza >> ( necesse ), che da questo governo, da quest’euro e da questa Europa, tiriamoci fuori ! Altro dal web e corrispondenze[ “Azimut-NewsLetter” : domenica, 17 nov. ’13 ]

“Sono felice che noi siamo ritornati a questo nome … [ Silvio Berlusconi ]
16 novembre 2013
Forza Italia Regione Lazio ha condiviso un video.
Pdl Mangone tramite Francesco Villari

Concettina Gullì consiglia un link.
Falchi e colombe. Si sfideranno sabato nel Consiglio nazionale del Pdl. A meno che nei due giorni che mancano all’appuntamento non raggiungano un’intesa.

[  IL SERVIZIO CONTINUA ]

LO << SCUDISCIO >> DI LEHNER

 Giancarlo Lehner
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner  To: ( . . . )
Sent: Wednesday, November 13, 2013 1:04 PM
Subject: FW: Lehner: dò ragione ad Alfano
Per una volta dò ragione ad  Alfano: il paragone con Fini non regge alla prova della Historia. Gianfranco, nonostante l’insano irreparabile gesto suicidario suggeritogli dal perdente naturale di nome Bocchino Italo, è stato un leader politico di spessore, con tanto di quid ed anche di quorum in certi momenti della vita repubblicana. 
Doti e virtualità di cui Angelino è drammaticamente privo.
Giancarlo Lehner
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner – To:  ( . . . )
Sent: Thursday, November 14, 2013 11:24 AM
Subject: FW: Lehner: capisco e compatisco la Lorenzin e gli alfanisti
Gli alfanisti io li capisco e li compatisco. Vedi il curriculum di Beatrice Lorenzin, appena diplomata e neanche da infermiera; ebbene, quando le capiterà un’altra volta la poltrona di ministro della Sanità, carica ricoperta in passato da fior di scienziati e luminari?  Così, per gli altri ministri, per i 30 – nefasto numero evangelico – senatori ed i quattro gatti di deputati, i quali (salvando solo Cicchitto, antico animale politico, che senza politica, questione di vita o di morte non di mero privilegio, defungerebbe all’istante) sono ossessionati non dai problemi della Nazione e tantomeno dalla tragica situazione di Berlusconi, bensì dalla loro sopravvivenza istituzionale, compresi i benefit, l’estasi mediatica, le scorte e le automobili a spese del contribuente.
Io capisco Alfano ed i suoi associati: la vita reale fa schifo e il lavoro non è attività da moderato, ma da estremista, tanto vero che stanca.
Giancarlo Lehner
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner – To:  ( . . . )
Sent: Thursday, November 14, 2013 4:09 PM
Subject: Lehner: Cicchitto la testa ce l’ha
Leggo che Alfano avrebbe offerto la testa di Cicchitto, pur di essere accontentato da Berlusconi. 
Non può essere vero, visto che chi la testa non ce l’ha non può offrire in sacrificio crani altrui. Fra l’altro, Cicchitto la capoccia ce l’ha, financo innervata, contrariamente ad Alfano, dalla capacità di pensare politicamente, quand’anche incorra, come in questi giorni, in errore.
Giancarlo Lehner
—– Original Message —– From: “Giancarlo Lehner”  – To: ( . . . )
Sent: Saturday, November 16, 2013 3:36 PM
Subject: FW: Lehner: l’ernia di Alfano

Angelino Alfano, scappando di casa e perdendo, così, il sostegno materiale, spirituale, intellettivo di Silvio Pigmalione, si trova a dover sostenere un’insolito travaglio, quello di dover pensare politicamente. Stante la desertificazione neuronale dei cervelli giammai adusi a tanto sforzo, il rischio di ernia cerebrale per Angelino è forte.

Giancarlo Lehner

[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]
( TRATTO DA STAMPA LIBERA )
14 novembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articoloStampa articolo

Riceviamo e volentieri pubblichiamo, di Filippo Giannini

 Quella “meravigliosa” utopia

Viviamo l’anno 2013; il prossimo novembre sarà l’anniversario dell’enunciazione di quello che viene ricordato come il“Manifesto dei 18 Punti di Verona”. Quanto in esso contenuto è la logica conseguenza delle origini fasciste del 1919: principi che hanno attraversato il “Ventennio”, con un susseguirsi costante di decreti e leggi, di chiarissime finalità sociali, che già allora erano all’avanguardia, non solo in Italia, ma nel mondo intero e senza le quali oggi vivremmo su “palafitte sociali”. Tappa fondamentale di questo processo sono i principi essenziali dell’ordinamento corporativo, espressi e ordinati dalla “Carta del Lavoro” che vide la luce il 21 aprile 1927. La “Carta del Lavoro”portava il lavoratore fuori dal buio del medioevo sociale per immetterlo in un contesto di diritti dove i rapporti fra capitale e lavoro erano, per la prima volta nel mondo, previsti e codificati.
In altre parole, la nascita dello Stato Corporativo rappresentò l’intento di superare sia le angustie imposte dallo Stato liberale, sia le sanguinose illusioni dello Stato sovietico. Questo esperimento, tutto italiano, incontrò vasti consensi presso i lavoratori di tutto il mondo, tanto da spaventare i manovratori della finanza internazionale che avvertì il pericolo mortale e operò per abbattere il Fascismo e le sue idee. Cosa che si verificò con la violenza delle armi.
Il 14 ottobre 1944 Benito Mussolini così sintetizzava, lapidariamente, quei “Punti” i cui aspetti vitali erano le leggi sulla socializzazione delle imprese: “La socializzazione altro non è se non la realizzazione italiana, umana, nostra, effettuabile del socialismo. Dico nostra in quanto fa del lavoro il soggetto unico dell’economia, ma respinge le meccaniche livellazioni di tutto e di tutti, livellazioni inesistenti nella natura e impossibili nella storia”.
Questa “meravigliosa utopia” è oggi riproponibile per risolvere i problemi che angustiano l’attuale mondo, privo di ogni remora e adagiato sul sistema di vita americano?
Il teorico e storico della dottrina cattolica Don Ennio Innocenti, che tanti anni ha dedicato allo studio e all’insegnamento, ha scritto che il problema affrontato da Mussolini nell’ultimo decennio della vita “fu quello di far entrare il corporativismo nelle imprese per elevare il lavoratore da collaboratore dell’impresa a partecipe alla gestione e alla proprietà e, quindi, ai risultati economici della produzione”. E ha aggiunto: “Durante la R.S.I. fu emanato un decreto che prevedeva la socializzazione delle imprese. E’ stato questo, sostanzialmente, il messaggio che Mussolini ha affidato al futuro. E’ un messaggio in perfetta armonia con la Dottrina Sociale Cattolica, che è e resterà sempre radicalmente avversa sia al capitalismo, sia al socialismo. In quest’ultimo messaggio mussoliniano di esaltazione del lavoro noi ravvediamo qualcosa di profetico”.
Che il messaggio mussoliniano sia “in perfetta armonia con la Dottrina Sociale Cattolica“, si evince chiaramente anche dall’ enciclica “Rerum Novarum” di Papa Leone XIII del 1891, nella quale è definita la dottrina sociale della Chiesa. In essa è ben chiara la condanna degli eccessi del capitalismo e dei monopoli; la denuncia dello sfruttamento dei lavoratori qualificandolo come peccato sociale, ribadisce, nel contempo, la legittimità della proprietà, ma solo come funzione sociale che deve essere rispettata.
Pure se sembra strano, anche da oltre Oceano giunsero segni di apprezzamento per l’opera messa in atto dall’Italia del Ventennio. J.P. Giggins, autore del libro L’America, Mussolini e il Fascismo, a pag. 45, ha scritto: “Negli anni Trenta lo Stato corporativo sembrò una fucina di fumanti industrie. Mentre l’America annaspava, il progresso dell’Italia nella navigazione, nell’aviazione, nelle costruzioni idroelettriche e nei lavori pubblici, offriva un allettante esempio di azione diretta di pianificazione nazionale. In confronto all’inettitudine con cui il Presidente Hoover affrontò la crisi economica, il dittatore italiano appariva un modello di attività (…)”. E Renzo De Felice aggiungeva: “La liberale e antifascista “Nation” arrivava ad auspicare un Mussolini anche per gli Stati Uniti”.
Nonostante l’accostamento di principi così elevati, il “messaggio” del novembre 1943 è stato obliato proprio da quegli stessi che si sono considerati gli epigoni e i continuatori delle idee del Fascismo e della Repubblica Sociale.
In questo secondo interminabile dopoguerra è stato scritto dai seguaci di questa “Repubblica nata dalla Resistenza”che l’idea mussoliniana della Socializzazione “fu un tardivo espediente per ingannare le masse lavoratrici“. E’ uno dei tanti artifizi di un regime corrotto e inetto, terrorizzato dal dover affrontare un serio confronto con lo Stato che lo aveva preceduto; tanto terrorizzato che è stato costretto a creare una cortina di menzogne e, contestualmente, a varare leggi antidemocratiche e liberticide, quali la “Legge Scelba”, la “Legge Reale” e la “Legge Mancino”.L’attuabilità della socializzazione delle imprese è dimostrata dalla storia. Infatti, anche se la situazione nel 1944 stava precipitando a causa del disastroso corso della guerra, nelle imprese socializzate si riscontrò un notevole incremento della produzione. A dicembre 1944 Nicola Bombacci programmò una serie di comizi e conferenze fra le imprese socializzate e, tra queste, visitò la Mondadori, traendone sorpresa e emozione. A seguito di ciò, inviò una lettera a Mussolini nella quale, fra l’altro, scrisse: “Ho parlato con gli operai che fanno parte del Consiglio di Gestione, che ho trovato pieni di entusiasmo e compresi di questa loro missione, dato che gli utili, dopo questi primi mesi, è di circa 3 milioni”.
La guerra volgeva ormai alla fine e, come ha scritto Amicucci ne “I 600 giorni di Mussolini”: “Mussolini voleva che gli anglo-americani e i monarchici trovassero il nord Italia socializzato, avviato a mete sociali molto spinte; voleva che gli operai decidessero nei confronti dei nuovi occupanti e degli antifascisti, le conquiste sociali raggiunte con la R.S.I.”.
Il 20 aprile 1945 gli eserciti invasori ruppero il fronte a Bologna e dilagarono nella pianura Padana.
Era la fine.
   I comunisti che controllavano il C.L.N.A.I., come primo atto ufficiale, firmato da Mario Berlinguer (padre di Enrico), addirittura il 25 aprile, mentre si continuava a sparare ed era iniziato “l’olocausto nero”, come primo atto ufficiale abolirono la legge sulla socializzazione. Era il dovuto riconoscimento da parte dei comunisti verso il grande capitale, per l’aiuto economico elargito da quest’ultimo al movimento partigiano, dominato al novanta per cento dai comunisti. 

[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]

—– Original Message —– From: Publio Fiori – Newsletter

Sent: Wednesday, November 13, 2013 6:21 PM
Subject: L’ESIGENZA DI UNA POLITICA ISPIRATA ALLA DOTTRINA SOCIALE CRISTIANA. CRISI ECONOMICA E QUESTIONE SOCIALE


L’ESIGENZA DI UNA POLITICA ISPIRATA ALLA DOTTRINA SOCIALE CRISTIANA. CRISI ECONOMICA E QUESTIONE SOCIALE

di Publio Fiori

Tutti i “guru” della scienza economica sono impegnati a trovare una soluzione alla crisi economica in atto nel convincimento che la questione sociale ne sia una naturale conseguenza.

Il sospetto che invece sia vero il contrario è sempre più forte: le ingiustizie e le diseguaglianze sociali sono la vera causa della crisi economica. E al fondo la responsabilità è della politica che cedendo alle pressioni dei poteri finanziari, diretta emanazione del neo-liberismo, non è stata in grado di garantire uno sviluppo equilibrato a difesa dei ceti meno abbienti.

E’ successo che la mancata crescita di salari e stipendi non ha consentito di stare dietro all’aumento della produzione dei beni con la conseguenza di una “stagnazione” del mercato e della “fuga” dei capitali verso investimenti di tipo finanziario dove l’occupazione e la produzione non sono più rilevanti.

Per cui: chiusura delle fabbriche manifatturiere, delocalizzazione delle aziende, disoccupazione, caduta del PIL, diminuzione del gettito fiscale, con un tasso d’inflazione che mostra evidenti segni di una “deflazione”.

In sostanza il potere finanziario, nell’assenza della politica, ha creduto di poter sostituire al reddito d’impresa la rendita speculativa della finanza senza rendersi conto che prima o poi l’assenza di una economia reale avrebbe presentato il conto.

Così è avvenuto quando il moltiplicarsi delle operazioni finanziarie e dei titoli speculativi hanno impattato il dato reale del valore degli immobili, facendo “saltare” il sistema dei mutui fondiari con i quali erano stati “costruiti” titoli (cui non corrispondevano valori reali) che hanno determinato l’esplosione della bolla speculativa.

Da qui discendono due considerazioni:

La prima è che il potere finanziario con la sua vocazione ossessiva per la propria crescita patrimoniale ha succhiato redditi e patrimoni ai cittadini mettendoli nella condizione di ridurre i consumi, costringendo gli Stati a “tagliare” i servizi pubblici e sociali per resistere alla diminuzione del gettito fiscale. Ma così facendo ha compiuto un’opera di “autolesionismo” perché, costretto dalla sua avidità a investire solo in operazioni finanziarie, ha finito per determinare, con l’impoverimento della gente, il proprio ridimensionamento.

La seconda è che la politica non sembra essersi ancora resa conto di tutto ciò perché, anziché impegnarsi ad eliminare quelle diseguaglianze che sono state la causa principale della crisi sociale ed economica, continua ad ignorare la responsabilità della Finanza nazionale e internazionale. E così prosegue in una strategia volta unicamente a mantenere basso il livello delle retribuzioni senza significative riduzioni della tassazione e, soprattutto, senza colpire seriamente le operazioni speculative che sono, invece, le vere responsabili della crisi e di una enorme “evasione” fiscale.

Dunque spetta alla politica recuperare la centralità smarrita per imporre al capitale di tornare all’economia reale mediante norme che agevolino gli investimenti produttivi e penalizzino tutte le operazioni di segno diverso, dalle delocalizzazioni alle operazioni puramente finanziarie.

Questa è la prima riforma di cui il sistema Italia ha bisogno: eliminare le grandi “diseguaglianze” che sono la causa della “stagnazione produttiva”, della “disoccupazione” crescente, della “caduta” del PIL e della crisi socio-economica che stiamo vivendo.

Ma per poterla realizzare dobbiamo tornare ad una politica fondata sugli interessi popolari e sui valori della Costituzione posti a difesa della dignità della persona, del lavoro, della famiglia, del diritto naturale, della solidarietà e della sussidiarietà.

In una parola sui valori della Dottrina sociale cristiana.

[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]
—– Original Message —– From: loris palmerini
Sent: Friday, November 15, 2013 8:36 PM
Subject: Ragionare sui percorsi possibili

L’Opinione

Gentile Associazione Azimut ,

Lo stato italiano ammazza anche i meridionali http://www.palmerini.net/blog/la-terra-dei-fuochi-denunci-lo-stato-italiano-e-ne-chiedi-il-commissariamento/ Allora analizziamo le vie d’uscita. La Lombardia vuole l’indipendenza? Ecco svelato perché non puòhttp://www.palmerini.net/blog/commento-claudio-franco-e-le-prospettive-internazionali-della-lombardia/ Anche il desiderio di secessione padana non faceva i conti con i mezzi possibili. Vediamo di capirci qualcosa http://www.palmerini.net/blog/indipendenza-del-popolo-veneto-o-dello-stato-lombardo-veneto-o-del-consiglio-regionale-veneto/ C’è un conflitto di interessi fra l’essere politici eletti e l’essere indipendentisti. Analizziamolo http://www.palmerini.net/blog/collaborare-insieme-alle-istituzioni-di-autogoverno-vale-la-pena-se-si-e-indipendentisti-veri/

Non dimenticare di esprimere la tua opinione sul sito.
Invece  se vuoi gestire le tue preferenze di ricezione, guarda al fondo della pagina. Buona giornata.

Loris Palmerini  (liste iscritte:this link   contatti)

Altri Argomenti

CORRISPONDENZE
[ DA NAPOLI ]
—– Original Message —– From: Giuseppe Sannino
Sent: Saturday, November 16, 2013 1:37 PM
Subject: Lettera del Presidente del 16-11-2013

DIVIETO DI ACCESSO AL COLLOCAMENTO OBBLIGATORIO

PER I DIVERSAMENTE ABILI

Staff ANIDA

CORRISPONDENZE
—– Original Message —– From: newsletter@mpv.org
Sent: Friday, November 15, 2013 1:14 PM
Subject: Rassegna stampa del 15 novembre 2013
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Venerdì 15.11.2013 – 01:13 PM
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15/11/2013
Si parla di noi
Aborto, chi sono i medici non obiettori e perchè lo fanno
La Stampa
15/11/2013
Si parla di noi
Casa del Giovane. Legge 194. Un confronto con i Cav
Eco di Bergamo
15/11/2013
Si parla di noi
Castiglione. Die giorni per il Centro di aiuto alla vita
Gazzetta di Mantova
15/11/2013
Si parla di noi
L’amore e il rispetto: incontro al Buon Pastore
Il Resto del Carlino Macerata
15/11/2013
Si parla di noi
Legge 194, perché è da difendere
La Stampa
15/11/2013
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Il Piccolo
15/11/2013
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Pillola del giorno dopo, è ancora scontro
Il Tirreno Prato
15/11/2013
Varie
Maternità surrogata, un sogno “all inclusive” da 30 mila euro
La Stampa
15/11/2013
Varie
Partorisce in coma irreversibile, miracolo in Ungheria
La Repubblica
15/11/2013
Varie
Più impegno per i diritti dei prematuri
L’Adige
15/11/2013
Varie
Tolto il figlio a una coppia: “affittò” un utero via mail
Il Giornale
15/11/2013
Varie
Utero in affitto, a Crema il figlio “ordinato” via email
Avvenire
15/11/2013
Uno di Noi
1.750.000 firme per “Uno di noi”
Credere
Movimento Per la Vita italiano – Lungotevere dei Vallati, 2 00186 Roma || C.F. 03013330489 || mpv@mpv.org – credits
copyright © 2008 – Movimento Per la Vita italiano
—– Original Message —– From: Forum delle Associazioni Familiari
Sent: Friday, November 15, 2013 2:15 PM
Subject: FORUM FAMIGLIE – rassegna stampa del 15nov2013
   Rassegna stampa del 15 Novembre 2013

15 Novembre 2013 – Avvenire
SI PARLA DI NOI :: PAPA AL QUIRINALE. Fronte della solidariet� 1.6 MB
14 Novembre 2013 – SirQuotidiano
SI PARLA DI NOI :: PAPA AL QUIRINALE. Grande conforto al nostro lavoro 82 KB17 Novembre 2013 – Credere
SI PARLA DI NOI :: UnoDiNoi. Chiusa la campagna 316 KB

17 Novembre 2013 – Portico
SI PARLA DI NOI :: La libert� di dire che la famiglia ci pice 184 KB

13 Novembre 2013 – Teleradioerre.it
SI PARLA DI NOI :: FOGGIA. Incontro del Forum 68 KB

15 Novembre 2013 – GazzettaTaranto
SI PARLA DI NOI :: FEMMINICIDIO. Gli strumenti di tutela 131 KB

15 Novembre 2013 – Giorno
SI PARLA DI NOI :: GIOCO D’AZZARDO. Firme per un freno a Monza 109 KB

14 Novembre 2013 – grandain.com
SI PARLA DI NOI :: CUNEO. Mangiare costa di pi� 595 KB

15 Novembre 2013 – Stampa
Scuola
SI PARLA DI NOI :: CUNEO. La provincia risparmia ma le famiglie spendono di pi� 148 KB

17 Novembre 2013 – Portico
Leggi Regionali
SI PARLA DI NOI :: SARDEGNA. La morte del Bonus famiglia 206 KB

17 Novembre 2013 – Portico
SI PARLA DI NOI :: CAGLIARI. Rinnovo delle cariche del Forum 14 KB

15 Novembre 2013 – Avvenire
Unioni Di Fatto
SI PARLA DI NOI :: L’insidia del registro rimane 623 KB

15 Novembre 2013 – Avvenire
Unioni Di Fatto
Contratti di convivenza, proposta soft dei notai 304 KB

15 Novembre 2013 – Sole24ore
Unioni Di Fatto
Arrivano i contratti di convivenza 84 KB

15 Novembre 2013 – ItaliaOggi
Leggi Regionali
Contratti di convivenza dal 2 dicembre 90 KB

15 Novembre 2013 – CorrieredellaSera
Adozione E Affido
Ora per� norme pi� chiare 100 KB

15 Novembre 2013 – CorrieredellaSera
Adozione E Affido
Bimba di tre anni in affido a due gay 118 KB

15 Novembre 2013 – Repubblica
Bioetica
Bimbo nato da utero in affitto tolto ai genitori 149 KB

15 Novembre 2013 – Libero
Bioetica
Lo storto del diritto: chi paga � il bambino 127 KB

15 Novembre 2013 – CorrieredellaSera
Unioni Omosessuali
Marino: chi si ama si sposi 244 KB

15 Novembre 2013 – Avvenire
Unioni Di Fatto
Coro di critiche per la decisione del mamiani 144 KB

15 Novembre 2013 – Repubblica
Parit� Scolastica
BOLOGNA. Un milione di fondi pubblici alle convenzionate 219 KB

[ ALLA VIGILIA DEL CONSIGLIO NAZIONALE PDL ]

DALL’UNICO – LEGITTIMO – PREMIER D’ITALIA

—-Messaggio originale—-
Da: no-reply@forzasilvio.it
Data: 15/11/2013 16.50
A: “Ferruccio Massimo Vuono”<massimovuono@libero.it>
Ogg: Ferruccio massimo, domani decidiamo sulla base dei nostri valori

Forzasilvio.itFerruccio massimo,domani per il nostro movimento politico è un giorno importante.E’ il giorno in cui insieme sanciremo il ritorno a Forza Italia. E’ l’arrivo di un cammino che abbiamo deciso insieme nei mesi passati. Dietro di me, nella foto di famiglia, quel 19 settembre, meno di due mesi fa, mentre inauguravamo la nuova sede del partito, c’erano tutti i dirigenti del nostro grande movimento.

Questa è solo la prima tappa del cammino intrapreso. Da domani tutti dovremo impegnarci a rilanciare davvero il centro-destra italiano, la parte politica in cui si riconosce la maggioranza dei cittadini di questo Paese.

Dovremo lavorare insieme per rilanciare i valori profondi in cui crediamo, quelli che ci hanno tenuto insieme per venti difficili anni. L’efficienza coniugata con l’equità, la meritocrazia e la solidarietà, la giustizia e la libertà, insomma l’orgoglio di lavorare per un Paese diverso e migliore.

Nel mio ultimo video-messaggio ho invitato tutti gli italiani che condividono i nostri valori a scendere in campo con noi, convinto che questa sia davvero l’ultima chiamata, l’ultima chance prima che la nostra Italia precipiti nel baratro della crisi e della ingiustizia.

Ora vi chiedo: dopo lo spettacolo che la nostra classe dirigente ha offerto in queste ultimi giorni, perché un padre di famiglia, una donna, un giovane dovrebbe raccogliere questo appello. Perché i moderati italiani dovrebbero unirsi a noi, quando fossimo noi i primi a dividerci.
In questi giorni ho ascoltato le ragioni di tutti. Con la pazienza che tutti mi riconoscono ho cercato di trovare soluzioni che uniscano, spesso senza comprendere neppure le ragioni di una divisione.

Domani dal palco del Consiglio Nazionale ripeterò quello che ho già detto più e più volte, fino allo sfinimento. Forza Italia è la casa di tutti, di coloro che hanno contribuito a fondarla, di coloro che si sono spesi per farla crescere, di quelli che vi hanno aderito o decideranno, spero, di aderirvi nel prossimo futuro. E’ la casa di chi crede nella grande forza dei moderati italiani. E’ la casa di chi antepone l’amore all’odio, di chi non coltiva l’invidia e la maldicenza, di tutti coloro che all’egoismo e ai piccoli, talvolta meschini, interessi personali antepongono sempre il bene comune.

Su questi valori, venti anni fa, ho fondato Forza Italia. Non cambierò io, non cambierà Forza Italia. Se così non fosse, se Forza Italia diventasse qualcosa di diverso, di piccolo e meschino, se diventasse preda di una oligarchia, se rischiasse una deriva estremista, sarei io che l’ho fondata a non riconoscermi più in questo progetto. Domani dal palco ripeterò ancora una volta le ragioni per cui è indispensabile restare uniti e lottare insieme, noi moderati per unire i moderati.

Domani sarà l’occasione per confrontarci e discutere. Come si fa in ogni famiglia. Ognuno porterà le sue idee. Ognuno è chiamato a dare il proprio contributo al disegno comune. Con civiltà, senza pregiudizi, senza retro pensieri.

Domani sarà il momento del confronto, davanti ai nostri elettori, perché a loro, ricordiamolo sempre, dobbiamo la nostra lealtà e a loro dobbiamo garantire il nostro impegno. Ho sentito parlare di raccolte di firme tra i nostri parlamentari: le uniche firme che a me interessano sono quelle di milioni di donne e di uomini che hanno creduto e credono in noi. E che nelle urne ci hanno concesso la loro fiducia.

E dopo aver parlato e ascoltato decideremo insieme il nostro futuro. Ognuno, dopo aver parlato ed ascoltato, sarà libero di fare le sue scelte. Ricordandosi della responsabilità che il voto di milioni di persone ci ha affidato e che a loro e solo a loro ognuno di noi è chiamato a rispondere del proprio operato.

Chi non si riconosce più nei valori del nostro movimento è libero di andarsene. Ma chi ancora ci crede ha il dovere di restare e combattere perché questi valori trionfino finalmente nel nostro Paese. Perché ora più che mai, in questo momento buio per l’economia e per la giustizia, ora più che mai tutti insieme dobbiamo difendere la nostra libertà, dobbiamo batterci con Forza Italia, perché siamo convinti che la difesa della libertà è la missione più alta,  più nobile e più entusiasmante che ci sia.

E’ questa la missione principale per poter costruire il nostro Paese come un Paese dove nessuno possa temere se va al Governo il suo avversario politico, un Paese dove lo Stato e le sue istituzioni siano sentite come la casa di tutti e non invece come un nemico, come un nemico che è in agguato, un Paese dove lo Stato attraverso lo strumento fiscale non espropri i cittadini dei risparmi e dei beni che con il loro lavoro e i loro sacrifici sono riusciti a conquistarsi, un Paese dove non ci siano giudici che usino i loro poteri per eliminare gli avversari politici.

Questa è la missione che ci siamo dati a partire dal 1994, la missione per cui siano scesi in campo, la missione per cui abbiamo lottato in questi venti anni sconfiggendo il pericolo di una definitiva presa del Governo da parte di una sinistra che non ha mai rinnegato la sua ideologia e la sua storia.


Silvio Berlusconi

E’ divorzio nel Pdl, Alfano: “Non aderiamo a Forza Italia. Pronti a gruppi autonomi del ‘Nuovo Centrodestra’”

[ ALLA VIGILIA DEL CONSIGLIO NAZIONALE PDL ]

Alla fine il divorzio si è consumato: pontieri e colombe non sono riusciti a ricucire lo strappo dopo l’ultimo aut aut di Silvio Berlusconi e ora la separazione è ufficiale. “Mi trovo qui per compiere una scelta che non avrei mai pensato di compiere. Non aderire a Forza Italia”. Angelino Alfano, nel corso della riunione dei governativi del Pdl, annuncia così la nascita di gruppi autonomi che si chiameranno “Nuovo centrodestra”.
Alfano: prevalse forze estreme – “Questa mia scelta nasce dal fatto che queste settimane mi hanno dato la riprova di quanto abbiano prevalso le forze più estreme all’interno del nostro movimento politico”, ammette l’ex delfino di Berlusconi e aggiunge: “Sento fortissimo il bisogno di ribadire che in questi 20 anni non abbiamo sbagliato speranze, ideali e persona. Siamo amici del presidente Berlusconi a cui ribadiamo amicizia e sostegno. Lo sosterremo all’interno del governo a iniziare da una giustizia più giusta e dall’abbassamento delle tasse”.
Lacrime e commozione – “Saremo attaccati, ma non avremo paura, combatteremo per affermare le nostre idee. Questa sera abbiamo un grande alleato: la nostra buona coscienza, la buona coscienza di chi le ha provate tutte prima di arrivare a questa decisione”, afferma ancora Alfano in una riunione assai sofferta per la decisione di certificare la rottura dentro il partito. Quando Alfano ha annunciato il passaggio considerato ormai inevitabile, c’è stato un momento di commozione nella sala del palazzo Santa Chiara dove il vicepremier e i ministri si sono riuniti con parlamentari e presidenti di Regione. Più di uno, racconta chi era presente, è scoppiato in lacrime.
Questa non è FI del ’94 – Tuttavia il nuovo gruppo intende continuare a collaborare con l’ex Cavaliere: “Noi siamo a fianco del presidente Berlusconi e continueremo a sostenerlo sempre, ma il nostro sostegno è diverso da quello degli altri. E continueremo a collaborare con lui e col suo movimento politico che è stato anche il nostro. Ma questa non è la Forza Italia che abbiamo conosciuto nel ’94”, conclude Alfano..
Lupi: grande sofferenza, abbiamo lavorato per unità – “Con grande sofferenza e dispiacere” viene sancita la scissione dei gruppi parlamentari del Pdl, conferma il ministro Maurizio Lupi. “Fino all’ultimo abbiamo lavorato per l’unità sulla base di due condizioni: responsabilità verso gli italiani e il governo, per non lasciare il Paese in ginocchio; la necessità di costruire una nuova FI che non sia estremista”. E a chi gli domanda se non abbia paursa di fare la fine di Gianfranco Fini, Lupi risponde: “No, per noi parlano 20 anni di storia”.
Formigoni: siamo 37 al Senato 23 alla Camera – Anche il senatore Roberto Formigoni, ospite di Otto e mezzo su La7, afferma: “Ovviamente non parteciperemo al Consiglio nazionale domani. Non c’è scissione perché il partito non c’è più, siamo 37 al Senato e 23 alla Camera”. “La proposta dei ministri era stata accolta da Berlusconi – aggiunge – poi è stata bocciata dai falchi”.
Verso nuovo partito – “E’ evidente che oltre che in Parlamento, sul territorio ci sono consiglieri e amministratori” che decideranno di non aderire a FI. Dunque il nuovo partito è “una evoluzione naturale della quale però non abbiamo ancora iniziato a parlare”, aggiunge Roberto Formigoni al termine della riunione con Alfano. “La frattura – sottolinea – si consuma a causa di chi con gran pervicacia e atteggiamenti odiosi ha perseguito la volontà di spaccare. Costoro stanno portando Berlusconi su una strada sbagliata”.
Per Letta Alfano punto riferimento, avanti con nuovi gruppi – Intanto Enrico Letta continua a ritenere Angelino Alfano un punto di riferimento, insieme ai suoi nuovi gruppi, per far continuare l’esperienza di governo. E’ quanto viene ribadito in ambienti di governo nel rimarcare la volontà’ del premier di andare avanti con la maggioranza che si stava esplicitando già il 2 ottobre scorso con il voto di fiducia al Senato. In questo quadro, Letta segue con il massimo rispetto l’evoluzione della situazione nel centrodestra e ribadisce ai suoi interlocutori che la maggioranza andrà avanti a prescindere dalle sorti parlamentari del Cavaliere.
Schifani si dimette da capogruppo al Senato – Il terremoto che ha scosso il Pdl comincia ad avere i primi effetti, soprattutto per Renato Schifani: “Dopo aver preso atto della costituzione del nuovo gruppo al Senato, nato da una costola del Pdl, ritengo doveroso rassegnare le mie dimissioni da presidente del gruppo del Popolo della Libertà a Palazzo Madama”, ha dichiarato il presidente dei senatori del Pdl.
Fitto: da Alfano atto gravissimo contro Cav – Il primo commento “lealista” alla svolta dei governativi è quello di Raffaele Fitto, secondo il quale “da Alfano è venuto un atto gravissimo contro la sua stessa storia e contro Silvio Berlusconi, i nostri programmi e i nostri elettori. Il vero popolo di centrodestra giudicherà”.
Fino all’ultimo si è cercato di trattare – In Parlamento è stata frenetica la raccolta delle firme per fare gruppi parlamentari autonomi. Al Senato le 23 adesioni del 2 ottobre, salgono a 37. Alla Camera, 25 deputati – ma potrebbero essere 27, riferisce chi sta gestendo il dossier – si sono schierati con Alfano. I gruppi sarebbero il primo passo verso una nuova formazione politica di centrodestra, per la quale l’ormai ex segretario Pdl starebbe già cercando finanziamenti. Il film della giornata ha comunque visto tentare ad Alfano fino all’ultimo una mediazione, consapevole dell’esistenza anche tra i suoi di una posizione più moderata e un’altra più incline alla rottura. E così prima rinvia la riunione dei governativi in programma per le 13 e dopo il Consiglio dei ministri, accompagnato da Maurizio Lupi, va a Palazzo Grazioli.
Le condizioni di Alfano all’ex Cav due coordinatori in Fi – Sul tavolo, nelle quasi tre ore di teso faccia a faccia con Berlusconi, il suo ex pupillo mette le firme raccolte per i nuovi gruppi. E le due condizioni per arrivare a una mediazione accettabile: due coordinatori per la nuova Forza Italia e l’impegno a sostenere il governo. Nessun tradimento, è il ragionamento fatto al Cav, ma la fine delle larghe intese sarebbero un danno per il Paese e per lo stesso Berlusconi. Il pressing viene rafforzato dall’arrivo degli altri ministri Pdl. E alla fine viene messa nero su bianco con il Cavaliere una bozza di documento su cui riconvocare l’Ufficio di presidenza per una nuova votazione. C’è anche l’ora: le 21. La doccia fredda temuta, però, arriva presto: i falchi sono pronti a disertare l’ufficio di presidenza. I governativi, che trascorrono le ore dell’attesa nelle stanze dei ministeri di largo Chigi, si arrendono all’idea di dover dare il via alla scissione. E quando sono passate le 20 si riuniscono all’hotel Santa Chiara, per prendere la loro decisione. Che vuol dire “addio” a Forza Italia. E a Berlusconi.
15 novembre 2013
Redazione Tiscali

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