PARLA BERLUSCONI (IL MATTINO) – “AZIMUT”: LA DERIVA LIBERTICIDA DEL REGIME E I “TRANSFUGHI DI DESTRA” CHE FAN DA SPONDA


  Associazione Azimut –  November 24, 2013
OGGI : PARLA BERLUSCONI ( << IL MATTINO >> ). – “AZIMUT” : LA DERIVA LIBERTICIDA DEL << REGIME >> E I “TRANSFUGHI DI DESTRA” CHE FAN DA SPONDA
[ “Azimut-NewsLetter” : lunedì, 25 novembre 2013 ]

[ MESSAGGIO PER IL  PRESIDENTE – MOBILITAZIONE ]

—-Messaggio originale—-
Da: no-reply@forzasilvio.it
Data: 23/11/2013 21.20
A: “Ferruccio Massimo Vuono”<massimovuono@libero.it>
Ogg: Ferruccio massimo, appuntamento il 27 novembre a Roma

Forzasilvio.it

Ferruccio massimo,parlando ai giovani di Forza Italia, Silvio Berlusconi ha detto con chiarezza che non si farà intimidire dal golpe in atto per estrometterlo dalla scena politica, calpestando la verità, le leggi, la Costituzione, il regolamento del Senato.

Berlusconi non è solo. Lo dimostreremo mercoledì prossimo. A partire dalle 14, ci troveremo davanti alla sua abitazione romana, in Via del Plebiscito, per testimoniargli la nostra vicinanza.

Dopo venti anni di caccia all’uomo giudiziaria senza precedenti nelle democrazie occidentali, il Senato si avvia a compiere l’omicidio politico del leader del centrodestra italiano.

Non possiamo essere indifferenti di fronte a questo atto, nè vogliamo abbandondare Berlusconi. Gli dimostreremo che siamo con lui in modo composto e affettuoso. Sarebbe bello che tutti coloro che dicono di provare affetto per Berlusconi fossero con noi il 27 novembre.

Noi, sicuramente ci saremo. Da lunedì attiveremo anche forme visibili di manifestazione online, per far sentire al presidente Berlusconi anche con questa modalità il calore e il sostegno del suo popolo e di tutti gli italiani che non sono accecati dall’odio e dal pregiudizio.

Grazie per quello che farai.

on. Antonio Palmieri
responsabile internet Forza Italia 

LEGGI L’ULTIMA – RECENTE – INTERVISTA A BERLUSCONI ( VEDI : SOTTO )

[ L’INTERVISTA : << IL MATTINO >> DI NAPOLI : SABATO, 23.11.2013 ]

Berlusconi, intervista esclusiva al Mattino: « Io non mi dimetto ma li sfido. Per Renzi ho un colpo segreto »

Alfano: « Silvio, noi ti vogliamo bene. I tuoi ti violentano ogni giorno »
PER APPROFONDIRE: berlusconidecadenzaintervista
di Alessandro Barbano
 
« Non mi dimetto prima, non ci penso nemmeno. Aspetterò che votino. Che si assumano la responsabilità di una cosa di cui si dovranno vergognare per sempre »: parla Silvio Berlusconi a pochi, forse a quattro giorni dal verdetto sulla decadenza in Senato. Non sembra che ci siano dubbi sulla strada che ha scelto.

È una sfida?

« È l’occasione che nella mia buona fede darò a chi voterà. Un’occasione per mettere il filtro della dignità politica a una sentenza irrealistica e condizionata dal desiderio di eliminare Silvio Berlusconi come ostacolo alla presa del potere da parte della sinistra ».

Non le pare che l’orologio della storia sia andato un po’ troppo avanti per tornare a discutere della sentenza?

«Tutt’altro. Sono stato giudicato da un collegio politico. Una sentenza politica ha capovolto due precedenti verdetti della Cassazione, emessi nel 2012 e nel marzo del 2013, i quali avevano giudicato in modo diverso sullo stesso fatto, accertando la mia innocenza. Quello che mi ha condannato è un processo viziato da un chiaro intento politico e lo dimostrerò ».

In che modo?

« Presto arriveranno dagli Usa testimonianze decisive. Prove del fatto che il fisco americano ha acclarato la configurazione veritiera delle compagnie off-shore che, secondo i giudici della sezione feriale della Cassazione, mi vedrebbero socio occulto del finanziere Agrama. E che invece appartengono a lui o ad altre personalità ».

Di chi sta parlando?

« In questo momento di nessuno. Dico solo che ci sono conclusioni investigative che accertano in modo incontrovertibile che io non c’entro niente. E che saranno oggetto del processo di revisione ».

Dunque la sua certezza è fondata sull’America e non sulla Corte europea?

« La Corte, a cui abbiamo inoltrato ricorso, sentenzierà da parte sua che l’intera procedura che conduce alla decadenza è viziata da atti contrari alla legge. A parte l’infondatezza della condanna, si è data alla giunta per le elezioni una velocità incompatibile con la prassi seguita per altri casi simili. Di più, è stato calpestato il principio in base al quale, quando c’è un contrasto tra una legge nazionale e una norma sovraordinata europea, è fatto obbligo di un vaglio interpretativo della Corte ».

A che cosa riferisce il contrasto?

« E me lo chiede pure? All’irretroattività. Quale normativa che produce effetti limitativi della libertà può essere retroattiva? Questo è un principio che in sede europea è un pilastro insormontabile di qualunque democrazia. Di più, di qualunque civiltà. Qui è stato calpestato. Calpestato insieme con l’articolo 25 della Costituzione che lo afferma come inviolabile e prescrittivo. Ma qui si capovolgono perfino i regolamenti delle Camere, che fin dallo Statuto Albertino pretendono il voto segreto sui procedimenti che riguardano le persone ».

Ma se la decadenza passa, che accade? Puff? Le larghe intese vanno in pezzi? O lo sono già?

« Come posso valutare un’esperienza in cui abbiamo dato molto e non abbiamo ricevuto in cambio nulla? A posteriori, questo sono state le larghe intese. Quando si è trattato di mettere su il governo, abbiamo accettato condizioni onerose, e solo nell’interesse del Paese. Abbiamo atteso gli inutili valzer di Bersani, che hanno fatto perdere tempo prezioso. Poi, quando si è trattato di stringere su un’alleanza che dall’inizio ci aveva visto disponibili, abbiamo pensato finalmente di sederci al tavolo per stendere un programma interamente condiviso, che rappresentasse il nostro spirito riformatore e liberale. Invece abbiamo trovato un muro ».

Ma non era un governo di necessità?

« Appunto, così hanno detto, dimostrando di non saper stare al tavolo con la nostra stessa apertura. E lo si è visto da subito. Da subito è stata una partita della buona fede contro il tatticismo più spietato. Ma noi abbiamo continuato ad usare la nostra buona fede. Certo, abbiamo difeso i nostri valori e i nostri elettori. Con tre condizioni fondamentali: fermare la rapacità di Equitalia, abolire l’Imu e impedire l’aumento dell’Iva. Minimo sindacale, le pare? Poi si è passati a trattare dei componenti del Consiglio dei ministri e anche lì abbiamo accettato che scegliessero loro e ci siamo accontentati di 5 uomini su 23. Sfido chiunque a dire che in questi mesi di coabitazione non abbiamo dimostrato un atteggiamento di sincera apertura e prudenza. Che cosa ce n’è venuto? La decadenza ».

Che cosa si sarebbe aspettato?

« Un riconoscimento del mio ruolo e un’agibilità politica che ogni cittadino di buon senso e di buona fede concederebbe a un alleato ».

E adesso che si fa? Si stacca la spina subito dopo?

« Non posso certo stare lì a lavorare con chi vuole uccidermi. Si metta nei panni dei nostri elettori, un politico vero deve dimostare sempre di saperlo fare. Si può chiedere secondo lei a uno di quei milioni di italiani che credono in Forza Italia di stare insieme con coloro che vogliono ucciderne il leader? Che manifestano un’avversione e quasi un odio nei confronti di chi si è offerto per una trattativa con grande senso di responsabilità »?

Ha visto che Alfano l’ha difesa? Ha detto che
venderà cara la pelle prima di accettare la sua decadenza. Tanto che già qualcuno dice che si tratta di una scissione finta.

« Nessuna persona seria lo può pensare. Tutto si è svolto alla luce del sole. E inaspettatamente, almeno da parte mia. È stata una divisione vissuta, ne sono certo, con sofferenza da tutti. Certo, si fa fatica a capire quali siano le loro motivazioni reali, questo sì. Non c’è una differenza sui programmi. Meno che mai sul posizionamento politico nel centrodestra europeo e in quella famiglia del partito popolare di cui noi condividiamo la carta dei valori, carta che io di mio pugno ho modificato nel trentesimo anniversario della fondazione del partito, proprio qui, a Roma ».

Però, il richiamo a Forza Italia non le pare che stoni un po’ con questa scissione? Il centrodestra del ’94 nacque includendo liberali, cattolici e democristiani a vario titolo, socialisti e perfino due destre, una di tradizione missina e l’altra nascente e populista, la Lega. Quello di oggi nasce all’insegna di una cacciata.

« Non è vero, non ho cacciato nessuno, io. Ci domandiamo tutti come sia come potuto avvenire quello che è avvenuto ».

E allora dica almeno che idea si è fatto dei motivi reali di questa scissione.

« Preferisco non dire quello che penso. Mi è successo altre volte di incontrare persone che avrebbero potuto aspirare a essere i miei successori. Non ci sarebbe voluto molto da aspettare, eppure non hanno aspettato. Le ricordo che dopo le dimissioni forzate del 2011 avevo fatto una scelta: essere il padre fondatore dell’università della libertà e realizzare ospedali nel mondo per aiutare i bambini disagiati. Quando il Popolo della Libertà mi ha richiamato, nei sondaggi era sceso all’11,7 per cento. Per senso di responsabilità ho accettato di gettarmi in una campagna elettorale che, nonostante i limiti della par condicio, mi ha visto raddoppiare i voti ».

Eppure più di qualcuno legge la frattura come un suo cedimento alle ragioni degli estremisti. Che, non negherà, non mancano nel suo partito.

« Questa è una narrazione mediatica, anzi da pessimo romanzo d’appendice, mi lasci dire. Dicono che io avrei subito pressioni di questo o di quell’altro. Ma le pare che alla mia età, con la mia esperienza imprenditoriale, sportiva, politica e istituzionale come uomo di Stato, io mi possa lasciar convincere da chiunque »?

Dalla Santanché neanche?

« Da nessuno. Senta, voglio fare davvero autocritica. Forse, come diceva Cossiga, non ho la cattiveria senza la quale non si può fare politica. Riconosco oggi che un po’ aveva ragione lui. È l’unica mancanza che mi posso attribuire. Poi, per tutto il resto, so di aver ragionato con molta prudenza e ancoraggio alla realtà. E la realtà è quella che ho raccontato e che è sotto gli occhi di tutti ».

Non negherà però che un certo ruolo i falchi, i lealisti, o come li si vuole definire, lo hanno avuto nell’allargare i margini di questa frattura.

« Può essere che ci siano state antipatie personali ».

E se qualcuno di costoro avesse agito per mettere fuorigioco proprio lei? Ha valutato questa possibilità?

« Lei non tiene conto che io sono in gioco per senso di responsabilità. Io sono qui perché amo il mio Paese e sono preoccupato della direzione che possa prendere ».

Ma se Alfano tornasse all’ovile, ci sarebbero secondo lei le condizioni per un ripristino dell’antico equilibrio politico?

« Nessuna frattura è insuperabile. Se dovessero capire di aver commesso un errore, noi saremmo tutti lieti di un ritorno all’unità ».

I sondaggi hanno bocciato la scissione?

« Gli ultimi sono di due giorni fa, e dimostrano che anche il nostro elettorato fa fatica a comprenderne le ragioni, se è vero – e non ho motivo di dubitare di Euromedia – che Forza Italia è al 20,1 per cento e la nuova formazione al 3,6 ».

Il voto contro la Finanziaria servirà a rimpinguare i consensi?

«A desso ci presentano una finanziaria che non hanno condiviso con noi e chiedono la fiducia su una legge che neanche conosciamo, pur essendo formalmente partners ».

Partners?

« Noi a questo governo la fiducia l’abbiamo votata. Dentro ci sono cinque persone elette con il simbolo nostro e con il mio nome. Ad oggi noi siamo formalmente parte di questa maggioranza ».

Ma se ha appena finito di dire che non si può stare con chi vuole ucciderti?

« Appunto, l’ho detto e lo confermo. Il voto di decadenza è il punto di non ritorno ».

Oltre il quale?

« Oltre il quale ci regoleremo soltanto in base all’esame dei contenuti della finanziaria ».

Vuol dire che non la voterete?

« Vuol dire che non la conosco. E come me neanche gli italiani. Spero che almeno nelle prossime ore i nostri senatori possano studiarla ».

Dica chiaramente: sta già pensando a come tornare al voto?

« Perché mai si dovrebbe tornare al voto? Il governo non ha forse raggiunto una maggioranza in grado di reggere, anche se noi passeremo all’opposizione? A meno che non prevalgano nel Pd volontà di fa cadere il governo… ».

Sinceramente, le pare che manchino? Dica la verità, lei spera davvero di poter avere l’agibilità per sfidare Renzi?

« Questo dipenderà dalla decadenza. O forse dalla revisione ».

E se non sarà possibile?

« Abbiamo un colpo segreto ».

Come giudica Renzi?

« Un comunicatore eccezionale ».

Finora, a parte lei non se n’è visto un altro altrettanto bravo nel centrodestra. Toccherà alla fine convincere sua figlia?

« Non voglio assolutamente che mia figlia entri in politica. Non voglio che, in un Paese in cui la magistratura è diventata un contropotere dello Stato, lei subisca ciò che ho subito io ».

Tra Letta e Napolitano, da chi si sente più deluso?

« Passiamo alla prossima domanda ».

Non c’è, l’intervista è finita.

>>> Alfano: Berlusconi violentato da estremisti di forza Italia

[ MESSAGGIO – “POSTATO” SU FACEBOOK ]
 
Rosella Masciha pubblicato qualcosa sulDX e CDX uniti per restituire la dignità agli Italiani

DALLE FOTO SONO QUATTRO GATTI E LUI DICE MILIONI DI PERSONE PRONTE A VOTARE X NOI !!!! Povero illuso Fini ti sta aspettando !!

foto di Angelino Alfano.
foto di Angelino Alfano.
foto di Angelino Alfano.
foto di Angelino Alfano.
foto di Angelino Alfano.

Il Nuovo Centrodestra – Roma 23 novembre 2013 15 foto

M E M E N T O
Elezioni, nuovo sondaggio: è cambiato tutto. Leggi i dati

[RESTITUIRE LO “SCETTRO” AL < POPOLO SOVRANO > – < PRESIDENZIALISMO > –  “EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI” – MONETA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.]

[ TRATTO DA STAMPA LIBERA ]

Produciamo lo stesso frumento del 1931!

23 novembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo

di Furio Stella   http://effervescienza.wordpress.com/2013/10/08/produciamo-lo-stesso-frumento-del-1931/#more-43

Otto milioni di tonnellate all’anno, Italia costretta a importarne altre sei. Le cause? Cementificazione del suolo e abbandono dell’agricoltura. Nazareno Strampelli, il mago che vinse la Battaglia del grano.

OCCHIALI E PETTO NUDO. Benito Mussolini in versione mietitore:  un'immagine propagandistica della "Battaglia del grano" (1926-31)   OCCHIALI E PETTO NUDO. Benito Mussolini in versione mietitore: un’immagine propagandistica della “Battaglia del grano” (1926-31)

Otto milioni di tonnellate all’anno. O, se vi piace di più, ottanta milioni di quintali. Se cliccate alla voce «grano, produzione in Italia», troverete più o meno questa cifra. Che è – reggetevi forte – la stessa quantità di frumento che il nostro paese produceva nel 1931, alla fine della «Battaglia del grano», la campagna di incremento delle rese cerealicole lanciata cinque anni prima da Benito Mussolini. Possibile? Possibilissimo, visto che il nostro paese l’abbiamo cementificato (solo negli ultimi vent’anni l’Italia ha perso il 15% della terra coltivata*) e che l’agricoltura non sembra importare un fico secco a nessuno.

    Stessa produzione di oltre ottant’anni fa, sissignori. Ma con una bella differenza: che là, durante il fascismo, l’Italia aveva meno abitanti, e risolse «autarchicamente» il problema dell’autosufficienza alimentare. Mentre qui, oggi, di frumento siamo costretti a importarne quasi 6 milioni (fonte: Coldiretti), con il risultato che un pacco di pasta su tre e circa la metà del pane venduto è fatto con farine comprate dall’estero, e che sulla nostra già dissestata bilancia commerciale grava un ulteriore peso mica da ridere. Quello stesso peso che l’Italietta in camicia nera si tolse di torno nel giro di soli cinque anni, dal 1925 al 1931, aumentando la produzione del grano da 50 a 81 milioni di tonnellate, risparmiandone 25 di import ed eliminando così un deficit colossale: ben 5 miliardi di lire di allora!

Come ci riuscì? Senza aumentare di un metro quadrato la superficie coltivata. Con distribuzione gratuita dei semi, finanziamenti, crediti, concorsi a premi, informazione a tappeto (le famose «cattedre ambulanti»), detassazioni del petrolio per uso agricolo. Soprattutto, ecco, con le «Sementi Elette», cioè le varietà di grano create dal genetista Nazareno Strampelli, il «Mago del grano», chiamato dal Duce nel suo Comitato Permanente come esperto tecnico per risolvere la faccenda, e poi nominato addirittura senatore. Una grande vittoria propagandistica, certo, con i manifesti, la retorica e le immagini di Mussolini che trebbiava il frumento a petto nudo. Ma anche una grande vittoria agli effetti pratici: non solo per i risultati di cui si diceva sopra, ma soprattutto perché con la Battaglia del grano l’Italia di fine anni Venti s’impose al mondo intero stabilendo primati assoluti di produzione per ettaro, e dando la pappa persino agli americani: nel 1931, tanto per dire, su una superficie di 5 milioni di ettari, si producevano ben 16,1 quintali di grano all’ettaro, addirittura il doppio degli USA (8,9%)!

Nazareno_Strampelli

Una vittoria di tale risonanza planetaria che dopo la Seconda guerra mondiale le ricerche di Strampelli (nella foto) – come dicevamo nell’articolo sugli Antichi Cereali del 30 settembre ­scorso – vennero riprese pari pari dai ricercatori americani tra cui Norman Borlaug e, finanziate senza riserve dal «solito» multimiliardario Rockefeller, fecero da base per le ibridazioni della «Rivoluzione Verde» anni ‘60. Il risultato? Che Borlaug, con il suo grano nanizzato e pieno di concimi chimici, vinse un premio Nobel nel 1970, mentre la fama del Mago Strampelli è finita praticamente nel dimenticatoio. Lui, fondatore dei primi enti mutualistici, che non aveva avuto il Nobel solo per la sua adesione (neanche entusiasta) al fascismo, si era battuto per la distribuzione gratuita delle Sementi Elette agli agricoltori e – al contrario dei Signori degli OGM ­– non aveva neanche voluto saperne di brevettarle. E quando andò in pensione rifiutò pure il trattamento economico speciale che avrebbe dovuto ottenere come senatore. Ma già: altri tempi, altri uomini.

Furio Stella

* Tre altri piccoli dati sulla cementificazione del territorio italiano: 1) la superficie urbanizzata è aumentata dal 1956 al 2001 del 500% (fonte: cit. Giovanni Valentini, Raitre); 2) dal 1990 al 2005 sono stati consumati 3 milioni di ettari, pari a due regioni come Lazio e Abruzzo (idem); 3) nei prossimi 20 anni la superficie delle aree urbane sarà destinata ad aumentare di circa 600 mila ettari al vertiginoso ritmo di 75 ettari al giorno (fonte: Fondo Ambientale Italiano e WWF).

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE

[ REPETITA IUVANT – DA ARCHIVIO AZIMUT ONLINE ]

L’APPELLO –  APPELLO A SILVIO : “TIRATI FUORI”
L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !

 “PINUCCIO” NON AVREBBE, ULTERIORMENTE, ESITATO AD < ANDARE OLTRE > !

 Egregio Presidente Silvio Berlusconi,
LA “CASTA”, NEI < PALAZZI >, NONOSTANTE LA TUA DISPONIBILITA’ – CARO PRESIDENTE – DELLA COSIDDETTA “VITUPERATA PANCIA DEL PAESE”, DI CERTO, NON NE VUOL SAPERE PROPRIO NULLA. PER LA SALVEZZA DELLA NAZIONE : DA QUESTO GOVERNO, DA QUESTA EUROPA, DA QUESTO EURO, TIRATI FUORI ! PERCHE’, UNA VOLTA TANTO, NON FARE COME GIA’ FECERO GLI < ANGLI > : “EUROPEI – CON STERLINA”….. ( “PERFIDA ALBIONE”, DOCET ). 
L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !
Berlusconi: "La Convenzione è tempo perso, lavori il Parlamento"

[ LE CONTINUE VERITA’ SU SILVIO BERLUSCONI – LEGGI L’ULTIMA ]

“Berlusconi fu costretto a dimettersi da capo del governo perché voleva uscire dall’euro”: lo conferma il presidente dell’Istat tedesco

di Giacomo Galanti

(L’Huffington Post) – Clamoroso: Silvio Berlusconi aveva avviato le trattative in sede europea per uscire dalla moneta unica. A rivelarlo è Hans-Werner Sinn, presidente dell’istituto di ricerca congiunturale tedesco, Ifo-Institut, durante il convegno economico “Fuehrungstreffen Wirtschaft 2013” organizzato a Berlino dal quotidiano “Sueddeutsche Zeitung”. Quella di Sinn è una voce autorevole, tanto che potremmo paragonare l’istituto da lui presieduto all’italiano Istat . “Sappiamo – ha detto Sinn – che, nell’autunno 2011, l’allora presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha avviato trattative per far uscire l’Italia dall’Euro”.

Intervenendo in un dibattito dedicato alla crisi europea e agli effetti sui paesi meridionali dell’eurozona, Sinn ha aggiunto di “non sapere per quanto ancora l’Italia ce la farà a restare nell’Unione Europea: l’industria nel nord del paese sta morendo, i fallimenti delle imprese sono ormai alle stelle e la produzione industriale è in continuo calo”. La possibilità di un’uscita, forzata o voluta, “è sempre concreta per Francia, Grecia e Italia”, ha detto ancora il presidente di Ifo-Institut, sottolineando che, in ogni caso, il salvataggio di due paesi come la Francia e l’Italia, con un ammontare di crediti in percentuale del pil pari a quelli concessi alla Grecia, “ci costerebbe qualcosa come 4.500 miliardi di euro”.

Ma tornando a quell’autunno di due anni fa, se il tentativo di Berlusconi di uscire dall’Euro c’è stato veramente, di certo non gli portò fortuna. È proprio in quel frangente che per l’ultimo governo guidato del Cavaliere tutto cominciò a precipitare. Lo spread iniziò a salire, già dall’estate, arrivando a toccare vette allarmanti e l’economia del Paese andava verso il collasso. L’esecutivo era sempre più logoro, tanto che l’11 novembre del 2011 il Cavaliere rassegnò le dimissioni. Fu quella l’anticamera della nascita del governo tecnico presieduto dall’ex commissario europeo Mario Monti.

C’è chi poi, in questi passaggi concitati, ha visto un complotto ai danni dell’allora premier. Non una persona qualunque, dato che stiamo parlando di Lorenzo Bini Smaghi, ex membro della Bce, la Banca centrale europea. In un suo recente libro intitolato “Morire di austerità” (editrice Il Mulino), l’economista spiega come “la minaccia di uscita dall’Euro non sembra una strategia negoziale vantaggiosa (…). Non è un caso che le dimissioni (…) di Berlusconi siano avvenute dopo che l’ipotesi di uscita dall’Euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi di altri paesi”.

http://m.huffpost.com/it/entry/4322353?utm_hp_ref=italy

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[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]

IO INCAZZATO?

di Filippo Giannini

   Dicevamo: “Io incazzato?”. “No, Signori, sono superincazzato”.

   Scrivo questo pezzo nel mezzo della tragedia che ha colpito la Sardegna: fino ad  ora 14 morti.

   Ci informano che sono state aperte due o tre inchieste. Se la cosa non fosse tragica sarebbe comica: due o tre inchieste per stabilire i responsabili. Ma se sono decenni che i geologi avvertono che i tre-quarti del territorio nazionale è a rischio idro-geologico e non passa mese che non si verifichi uno smottamento, una alluvione un qualsiasi fenomeno con danni al patrimonio con morti e feriti. Cosa ci dicono lor signori? <la colpa è del clima che è cambiato>. A maggior ragione si doveva intervenire proprio in previsione del cambiamento del clima. A prescindere che il clima è cambiato a causa dell’egoismo e dell’arroganza delle grandi industrie che non hanno voluto intervenire con mezzi adatti perché “troppo dispendiosi” (“signori, la grana è grana”). Poi lorsignori ci dicono che non ci sono i soldi. Mascalzoni! Non ci sono i soldi perché i vermetti furbetti non vogliono perdere i loro dorati privilegi. Prendete carta e penna e scrivete quanto un profano in economia osserva: abolizioni delle così dette auto blu (ne possono rimanere al massimo 6 o 7 e tutte rigorosamente italiane); abolizione del finanziamento pubblico ai partiti; abolizione delle province; abolizione del Senato; riduzione di due terzi del numero dei parlamentari e drastica riduzione dei loro emolumenti; drastica riduzione del costo del Quirinale; riesame del cosiddetto debito pubblico, ritenendo che buona parte di esso è frutto della più pazzesca truffa; abolizione dei 500 enti inutili; riduzione del costo del parlamento (parrucchieri, dattilografe, uscieri ecc. tutti pagati con stipendi che superano 7/8 volte gli stipendi dei normali lavoratori che operano fuori del paradiso marcato Palazzo Chigi; ridimensionamento degli stipendi ai magistrati e ai componenti della Corte dei Conti; ritiro delle nostre truppe dalle zone di guerra (altro che missioni di pace); rinuncia dell’acquisto dei difettosissimi F/35 e, ricordiamolo, nel periodo fascista i nostri aerei erano i migliori del mondo; riesame di tutti gli accordi siglati dai nostri politici (sic!) a partire dal 1947. Rigoroso controllo di tutte le spese pubbliche, cioè di tutti i denari che provengono dal popolo affidandolo all’Arma dei Carabinieri; dei magistrati di oggi non mi fido, non intravedendo fra questi alcun Falcone o Borsellino. E così di seguito. Avete fatto il conto? Mi si dice che la spesa corrente è di più di ottocento miliardi di Euro, sarei fuori logica se sostenessi che se si attuasse quanto propongo si avrebbe un risparmio di 150/200 miliardi annui?

      Non passa giorno che i mass-media non presentino un personaggio che lamenta che <ci sono famiglie che non arrivano a fine mese>. Come sono premurosi! Quasi in odore di santità!

   Solo dopo aver approfondito la conoscenza di alcuni di questi  quasi santi, siamo rimasti sconvolti da notizie, sino a poco prima, impensabili. I quasi santi sono, in realtà, dei paraculi; sì, perché solo i paraculi possono escogitare queste paraculatine (scusate la volgarità dell’espressione).

   Solo in un secondo tempo abbiamo recepito che le leggi ad personam sono una prassi comune in questo Paese dei Diritti e delle libertà, espressione di Luciano Violante, usata per festeggiare una delle tante giornate inutili, oltre che vergognose, come quella del 25 aprile, giorno della riconquistata libertà. Quale libertà? Suvvia, non continuiamo a fare i bischeri: i paraculetti avevano bisogno di abbattere il truce tiranno per reinstaurare il Paese dei paraculetti. Sono anni ormai che si parla delle leggi ad personam concepite da Berlusconi, allora osserviamo: ci dovrebbe essere una legge che vieta il cumulo delle pensioni, allora ci domandiamo: come mai i vari Prodi, Scalfaro, Amato (da quello che sappiamo, il cumulo delle pensioni di questi personaggi supera i 20/40 mila Euro al mese), Ciampi e chissà quanti altri godono di simili privilegi. Le prebende dei parlamentari e dei senatori, con relativi benefici (diritto alla pensione dopo pochi mesi di attività parlamentare, telefono, viaggi ecc. ecc. tutto gratis), non sono leggi ad personam che si sono auto-concesse?

   In altre parole, per essere più chiari, questi privilegi che i soliti noti si sono attribuiti, sarebbero stati impensabili se non si fosse riconquistata la libertà.

   Come è accaduto tutto questo? Un semplice esempio,  volgiamo lo sguardo a quanto accadde a luglio del 1943, quando i liberatori sbarcarono in Sicilla. È noto che il Fascismo sgominò la mafia la quale, per sopravvivere, dovette fuggire negli Stati Uniti dove trovò un ambiente favorevole alla propria sopravvivenza. Quando gli strateghi americani concepirono lo sbarco in Sicilia, contattarono alcuni importanti boss mafiosi siculo-americani, tra i quali Lucky Luciano, proponendo loro un cospicuo patto: la libertà e la ricchezza in cambio di un sostanzioso appoggio al momento dello sbarco. Per la conquista della Sicilia vennero mobilitate le famiglie più prestigiose della mafia americana: gli Adonis, i Costello, gli Anastasia, i Profaci. Circa tremila gli uomini d’onore che saranno poi utilizzati dall’esercito a stelle e strisce, per la loro guerra di liberazione della roccaforte europea. Cioè era stata concepita una guerra ad personam mafia-statunitense. Andiamo avanti. Gli eroi sbarcano e gli invasori vengono ovunque accolti con fiori, reverenze, applausi e offerte di segnorine. Ma il bello venne dopo: con l’appoggio di questo formidabile esercito subentra una nuova battaglia, quella delle cariche. Con l’arrivo della libertà e dei liberatori e con il rientro dei mafiosi aventi diritto alla ricompensa, ebbe inizio la spartizione, come dagli accordi, delle prebende; e su questo argomento i liberatori furono larghi di maniche. Alcuni esempi: Genco Russo diviene sindaco di Mussomeli, Calogero Vizzini (un super assassino colpevole di una cinquantina di omicidi) fu nominato sindaco di Villalba, questo personaggio al momento dell’insediamento fu salutato dalla folla al grido di Viva la mafia.

   Cinquecento uomini di cosa nostra, confinati dal regime fascista ad Ustica, furono immediatamente liberati, tornarono a casa per prendere possesso dei posti vacanti di sindaco e di funzionari  nelle amministrazioni. Lo stesso governo civile alleato, che era guidato da Charles Poletti, completerà il proprio organico pescando nel ricco serbatoio mafioso: Damiano Lumia, nipote di Calogero Vizzini, divenne interprete del Civil Affair; a Vincenzo di Carlo, capo della mafia di Raffadali, venne affidata la responsabilità dell’ufficio requisizioni del grano. Il capo mafia di Corleone, Michele Navarra, fu incaricato di raccogliere gli automezzi militari abbandonati.

   Grazie alla democrazia statunitense, la Sicilia è ora saldamente in pugno a cosa nostra, la quale, costituita una struttura politico-militare, quella separatista, fu in grado di assicurare il controllo del territorio e delle rotte marittime agli States. Mentre negli altri territori sotto controllo dei vincitori era vietata qualsiasi attività politica, i separatisti organizzano pubbliche riunioni, cui prendevano parte ufficiali americani in divisa. Il separatismo siciliano godeva di ampi appoggi nei più importanti complessi industriali, finanziari e politici americani, per esempio la signora Eleonora Roosevelt (moglie del Presidente) scrisse: <Saremo lieti e orgogliosi se la Sicilia potrà essere la nostra longa manus degli Stati Uniti in Europa>. Materiale bellico verrà fatto pervenire a nuclei dell’esercito separatista a cura di Salvatore Sciortino.

   Ed ora, concludendo. O italiani, da queste radici quale altra Italia vi sareste aspettati?

   Cosa avveniva nell’altra parte?

   Finora abbiamo esaminato solo alcune delle nobili persone che hanno condannato il male assoluto ed ora, quale persona informata dai fatti (mi sembra che oggi si dica così!), diamo uno sguardo alle malefatte compiute dal male assoluto (solo questo termine caratterizza la capacità intellettuale di colui che lo concepì. Ma andiamo avanti).

   Vogliamo iniziare come l’essere demoniaco concepiva le leggi ad personam? Tutti sanno, o dovrebbero sapere, dato che ci sono in giro tanti capiscioni, che a guerra terminata Donna Rachele,  quando si accinse a chiedere la pensione del marito, sorsero mille difficoltà, in quanto Benito Mussolini aveva sempre rifiutato ogni compenso. Esattamente come agiscono le anime candide citate all’inizio di questo scritto.

   Prima di terminare, e per maggior chiarezza di quanto sin qui scritto, desidero citare un pensiero di Benito Mussolini che risale al 1944: <Non ho mai potuto capire quelle sanguisughe che, pur possedendo già molto più di quanto non possono consumare, non si sentono sazie prima di avere aumentato ancora di milioni o di miliardi il loro patrimonio. Eliminare queste brutture umane sarà uno dei compiti che mi sono prefisso>.

   Per completare la mia apologia di “quel periodo” riporto quanto mi ha inviato il mio amico Alessandro Mezzano, valido ricercatore storico e scrittoro

QUANDO C’ERA IL FASCISMO..

-Quando c’era il Fascismo la mafia era dovuta fuggire in America.

-Quando c’era il Fascismo i ragazzi non si drogavano.

-Quando c’era il Fascismo le città erano sicure.

-Quando c’era il Fascismo la scuola italiana era ai primi posti nel mondo.

-Quando c’era il Fascismo non ci si doveva vergognare di essere italiani.

-Quando c’era il Fascismo il potere non era corrotto e non corrompeva.

-Quando c’era il Fascismo non c’era il “Paese”, ma la Patria.

-Quando c’era il Fascismo anche i figli degli operai andavano nelle colonie al mare o in montagna.

-Quando c’era il Fascismo non c’erano né tante auto blu, né tanti stipendi e pensioni scandalose come oggi.

-Quando c’era il Fascismo c’era l’orgoglio di essere onesti e non, come oggi, quello di essere “furbi”.

-Quando c’era il Fascismo le grandi crisi economiche ( 1929 )  si affrontavano così bene che dal resto del mondo venivano in Italia per vedere come avevamo fatto ..!

-Quando c’era il Fascismo l’Italia era ammirata e invidiata in tutto il mondo come dimostrano i giornali dell’epoca.

-Quando c’era il Fascismo non c’era questa casta politica infame, disonesta, corrotta, mafiosa e sporcacciona ..!!

 

Ecco perché nell’altro secolo le più potenti lobby si coalizzarono per abbattere ( . . . )

[ MESSAGGIO – “POSTATO” SU FACEBOOK ]

Popolo Azzurro

NON HO MAI AVUTO IL BENCHE’ MINIMO DUBBIO ! ANCHE EUROMEDIA RESEARCH, L’ISTITUTO DEMOSCOPICO CHE NON HA MAI MAI MAI FALLITO UN SONDAGGIO DAL 1994, GARANTISCE LA NOSTRA VITTORIA SIA ALLA CAMERA CHE AL SENATO. RENZI NON ESTIRPERA’ PIU’ 1 SOLO VOTO AL CDX, GLI ITALIANI HANNO CAPITO CHE E’ SOLO UN ALTRO ” PRODIno “, ALTRA MASCHERA DELLA SINISTRA ANTITALIANA, PREGIUDIZIALE IDEOLOGICA E STATALISTA !

Secondo un sondaggio elettorale della Ferrari Nasi & Associati, la coalizione del centro-destra si attesterebbe intorno al 35%
Il Giornale
Berlusconi: “Non mi dimetto”. E il Pdl scende in piazza il 27 contro la decadenza

Mercoledì 27 novembre alle 14 in via del Plebiscito a Roma, davanti Palazzo Grazioli, è in programma la manifestazione di Fi contro il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. E’ stato comunicato ai deputati del partito, secondo quanto si apprende, in una mail arrivata questa mattina. Ciò avviene nel giorno in cui dalle file del Pd in molti invocano la data del 27 novembre come giorno per la votazione della decadenza di Berlusconi dalla carica di senatore mentre lo stesso premier fa sapere che fino a quel voto – qualunque giorno esso sia – non ha nessuna intenzione di fare un passo indietro. La levata di scudi del Pdl non si fa attendere. 
Pdl: nessun voto il 27 – “Non accetteremo ulteriori accelerazioni del voto sulla decadenza, un voto già imposto in deroga a tutte le più basilari regole della democrazia”, ha affermato l’ex ministro Paolo Romani, presidente pro-tempore del gruppo Fi-Pdl del Senato a seguito delle dimissioni di Renato Schifani passato a Ncd, all’indomani dello scontro in aula con il presidente Pietro Grasso sulla conferma di mercoledì prossimo per il voto dell’aula del Senato sulla decadenza da parlamentare di Silvio Berlusconi. “Non comprendiamo – ha sottolineato Romani- i continui riferimenti alla data del 27 novembre come giorno previsto per il voto in aula al Senato sulla decadenza del Presidente Berlusconi. Lo stesso Presidente Grasso ha riferito della calendarizzazione in aula, con riferimento al 27 novembre, ma in ogni caso dopo la conclusione dei lavori in aula della legge di stabilità.
Pd: pronti alla decandenza – “Il Governo Letta è per il Paese e non per interessi Berlusconi, noi il 27 novembre voteremo la decadenza di Berlusconi. E’ la conseguenza naturale della condanna definitiva per frode fiscale. Forza Italia continua intanto a ricattare il paese ma la legge di stabilità e il governo non possono essere ostaggio degli interessi personali del Cavaliere”, ha ribattuto il responsabile Giustizia del Pd Danilo Leva. “Il governo delle larghe intese – ha proseguito Leva, parlando ai Tg Rai – è nato con lo scopo di portare il paese fuori dalla crisi e non per risolvere i guai giudiziari di Berlusconi. Si è trattato di un accordo fatto alla luce del sole e siglato con la fiducia votata dal Pdl e da Berlusconi stesso. L’unica cosa vergognosa è il continuo tentativo di tenere in scacco una nazione per sottrarsi alle leggi. Ed è bene ricordare che Berlusconi è stato condannato per frode fiscale e non per motivi politici, come qualcuno cerca di far credere”.
23 novembre 2013
Redazione Tiscali
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Elezioni, Berlusconi: Renzi? Per sfidarlo abbiamo un colpo segreto

TMNews
Roma, 23 nov. (TMNews) – Per arginare Matteo Renzi, che è “un comunicatore eccezionale”, nel caso Silvio Berlusconi non possa essere in campo a eventuali elezioni “abbiamo un colpo segreto”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una lunga intervista al ‘Mattino’. Quanto al futuro di Forza Italia, Berlusconi ribadisce “di non volere assolutamente che mia figlia entri in politica. Non voglio che, in un Paese in cui la magistratura è diventata un contropotere dello Stato, lei subisca ciò che ho subito io”.
23 novembre 2013

Ncd, Santanchè: Alfano e Ncd come terroristi che sparano alle spalle

TMNews
Roma, 23 nov. (TMNews) – “Altro che noi estremisti e loro moderati! Alfano e il suo Nuovo Centro Destra sono come quelle cellule di terroristi che col sorriso sulle labbra e vigliaccamente sparavano alle spalle dei loro obiettivi, con la complicita’ morale dei salotti della sinistra”. Lo ha affermato in una dichiarazione la parlamentare Fi Daniela Santanchè.

Alfano svela il suo partito e attacca i ‘falchi’ di FI

Ansa
ROMA – Trenta senatori, 29 deputati, sette europarlamentari. E ancora: il presidente della Regione Calabria, Scopelliti, 16 assessori regionali e 88 consiglieri regionali. Sono questi i numeri del Nuovo Centrodestra, il partito guidato da Angelino Alfano, che a Roma stamattina si riunisce per la prima volta dopo la scissione da Forza Italia. Con applausi e urla di acclamazione per il vicepremier Angelino Alfano, si è aperta la prima convention del Nuovo Centrodestra, dopo la scissione da Forza Italia. Ad una settimana dalla nascita, in un gremito Tempio di Adriano, nella centrale Piazza di Pietra, si ritrovano i parlamentari italiani ed europei, i consiglieri ed assessori regionali che hanno deciso di aderire al nuovo movimento. A marcare la nuova stagione, una colonna sonora fatta di musica pop, da cui scompaiono le note melodie di Forza Italia e del Pdl. Essenziale la scenografia: non c’è palco ma solo una pedana, che ospiterà gli interventi di un rappresentante per ogni regione d’Italia, con il ministro Maurizio Lupi a fare da moderatore. Sullo sfondo un grande pannello bianco, con al centro la scritta nera ‘Nuovo Centrodestra insieme’. Tutto intorno sono stampate le firme di parlamentari e consiglieri che in questa settimana hanno aderito al movimento. “Confesso la mia grande emozione, gioia e ammirazione – dice Alfano – di essere il socio fondatore del più grande partito del centrodestra in Italia”. Il vicepremier sottolinea la “ambizione grande di far tornare a vincer e il centrodestra con i nostri principi, valori e programmi. Abbiamo — svela – un grande obiettivo: prima di Natale almeno un circolo in ciascuno degli 8100 Comuni italiani. Non ci siamo staccati dal centrodestra – spiega – ma non aderiamo a Forza Italia che non è più quella che abbiamo conosciuto nel ’94. Il Nuovo Centrodestra sarà il valore aggiunto che farà vincere la coalizione alternativa alla sinistra” “Se c’era ancora qualche dubbio da parte di qualcuno, noi ci siamo”. Con queste parole il ministro Maurizio Lupi apre la prima convention del Nuovo Centrodestra a Roma. “Il momento di presentazione sarà il 7 dicembre a Roma – annuncia ufficialmente Lupi – ci troveremo tutti insieme per presentarci e raccontare la storia di questo nuovo grande partito”. “Una settimana fa non c’eravamo, in questa settimana è successo di tutto. Siamo qui oggi non per dare i numeri ma i volti di questo nuovo cammino” aggiunge Lupi. Il 7 dicembre è il giorno del lancio ufficiale del Nuovo Centrodestra. La data viene annunciata da Maurizio Lupi. Angelino Alfano e i ministri del Pdl, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin, Nunzia De Girolamo e lo stesso Lupi incontrano tutti i parlamentari e i consiglieri regionali che hanno deciso di aderire al loro nuovo partito.
23 novembre 2013

“AZIMUT”. NON SOLO SARDEGA…
[ TRATTO DA STAMPA LIBERA ]

Catanzaro, da 96 ore senz’acqua: la gente in fila davanti le autobotti

24 novembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo

Dopo il nubifragio di martedì scorso a Catanzaro manca l’acqua nelle case e la gente deve mettersi in fila davanti le autobotti della Protezione civile che forniscono acqua non potabile.

  • Catanzaro, da 72 ore senz’acqua: la gente in fila davanti le autobotti
  • Alluvione Catanzaro. Antonio e Giuseppe eroi: salvano un’anziana (VIDEO)
  • Catanzaro, minaccia di morte i genitori. Voleva i soldi per i videopoker

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Pubblicato in DOMINIO
Reggio Sud travolta dalla cenere dell’Etna – (TUTTE LE FOTO)

23 novembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo

PDFStampaE-mailSabato 23 Novembre 2013 18:55

etnacenere

Nelle scatti di Sebastian Romeo e Ilaria Fontana le immagini della cenere caduta su Reggio dopo la spettacolare attività vulcanica dell’Etna, spettacolo suggestivo e a lungo ben visibile dalla

costa sud di Reggio.

etnacenere 

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE
Un Commento a “Reggio Sud travolta dalla cenere dell’Etna – (TUTTE LE FOTO

[ RASSEGNA – STAMPA : TRATTO DAL SECOLO D’ITALIA ]

Tra la Boldrini ed Evita Peròn sappiamo chi scegliere. Così come ci piace studiare De Felice…

di Francesco Signoretta/sab 23 novembre 2013/17:58

Tra la Boldrini ed Evita Peròn sappiamo chi scegliere. Così come ci piace studiare De Felice… Il commento

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L’ultimo insulto, in senso cronologico, è «ricattatore», rivolto a chiunque ponga la questione della decadenza di Berlusconi. Gli esponenti della sinistra non sono più quelli che, pur di non criticare la crudele evoluzione del comunismo sovietico, si limitavano a esaltare la «spinta propulsiva della Rivoluzione di Ottobre». Ma hanno mantenuto intatti i metodi di criminalizzazione e le tecniche di linguaggio. Negli anni Settanta, se non avevi la tessera del Pci eri «contro la lotta del proletariato» e quindi un «borghese» intento solo a salvaguardare i tuoi interessi; se militavi a destra eri considerato un «nemico della classe operaia» e un «servo dei capitalisti»; se nelle scuole eri contro l’autogestione eri un «amico degli sbirri». Cambiano i simboli, cambiano le parole ma la strategia è sempre la stessa. In queste settimane il centrodestra viene bollato in tutti i modi. Porre la questione delle tasse significa essere «populista». Mettere sul tappeto il problema dell’immigrazione clandestina è da seguaci di Pinochet (o meglio, per dirla come i “sapienti grillini”, Pino di nome e Chet di cognome). Rilevare che i campi nomadi sono un concentrato di illegalità costa l’accusa di «razzismo». Chiedere l’intervento dell’esercito nelle situazioni di emergenza è prova di simpatie «militariste». Per tutto il resto, ogni volta che fa comodo, parte il «dagli al fascista», termine buono da spendere in qualsiasi occasione. Sono riusciti a criminalizzare il più grande storico dell’età contemporanea, Renzo De Felice, figuriamoci se non ci provano con gli avversari politici. Sin dall’inizio dell’ultimo ventennio, il centrodestra è stato definito dai “democratici” come una coalizione «peronista». E l’accusa è stata lanciata a turno da tutti gli esponenti di spicco dell’attuale Pd. Li invitiamo a leggere questa frase: «Ho solo un’ambizione personale. Che il giorno in cui si scriverà il capitolo meraviglioso della storia di Peròn, di me si dica questo: c’era, al fianco di Peròn, una donna che si era dedicata a trasmettergli le speranze del popolo. Di questa donna si sa soltanto che il popolo la chiamava, con amore, Evita». Esiste qualche esponente “rosa” della sinistra capace di pronunciare tutto questo? Il centrodestra avrà anche derive «peroniste», come dicono il Pd e i vendoliani. Ma tra la Boldrini e la “peronista” Evita sappiamo cosa scegliere. A ognuno i suoi simboli e la sua storia.

Che sta succedendo in Svizzera? Domenica 24 novembre, i cittadini di un Paese in cui prosperano le banche e i servizi, saranno chiamati a votare […]

[ GLI ANNUNCI DI IERI ]

résumé sunto

[ “Az.-News”: 22, nov. ’13 – ANTEPRIMA DI WEB ] ( SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE – visita il sito )
 webm. adm. des. Fabio Pisaniello  

 http://azimutassociazione

Friday, November 22, 2013
BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA ! RESUME’ DI BLOG : LINK – ARTICOLI RECENTI – COMMENTI – EVENTI : PAPA FRANCESCO – PUTIN, INCONTRO A ROMA – LUNEDI’, 25 P.V.
[ “AZ.-NEWS” : 23.11.’13 ]
OGGI
Associazione Azimut –  Saturday, November 23, 2013

VALORI, METAPOLITICA, POLITICA, E LA RETE ( SI PARLA IN WEB ). – IMMAGINI ( DA COSENZA ) : ” i nostri giochi”, etc.
[ “Azimut-NewsLetter” : lunedì, 25 novembre 2013 ]

( SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE – visita il sito 

  
 ”AZIMUT” NAPOLI  – UFFICIO STAMPA : Ferrucco Massimo Vuono – massimovuono@libero.it – associazioneazimut@tiscali.it – November 23, 2013 – an.arenella@libero.it
[ invio E.mail – servizio, tra breve in rete ]
[ “AZ.-NEWS” : 25.11.’13 ]

[ GLI ANNUNCI DI OGGI  – INVIO ODIERNO / TRA BREVE, IN RETE ]
OGGI : PARLA BERLUSCONI ( << IL MATTINO >> ). – “AZIMUT” : LA DERIVA LIBERTICIDA DEL << REGIME >> E I “TRANSFUGHI DI DESTRA” CHE FAN DA SPONDA
[ “Azimut-NewsLetter” : lunedì, 25 novembre 2013 ]


[ IMMAGINI – DA COSENZA ]

Viale Trieste

Foto: Viale Trieste
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm.
 Uff. Stampa Associaz. : Ferruccio Massimo Vuono
  
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE SERVIZIO

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