VALORI, METAPOLITICA, POLITICA, E LA RETE (SI PARLA IN WEB) – IMMAGINI (DA COSENZA): “i nostri giochi”, etc


  Associazione Azimut –  Saturday, November 23, 2013

VALORI, METAPOLITICA, POLITICA, E LA RETE ( SI PARLA IN WEB ). – IMMAGINI ( DA COSENZA ) : ” i nostri giochi”, etc.
[ “Azimut-NewsLetter” : lunedì, 25 novembre 2013 ]

[ VALORI  – MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK ]

BELLISSIMA …

LETTERA DI UN ( ANZIANO) PADRE AL FIGLIO.

Se un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi… abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere… ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi. Quando non …voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare… ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l’abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso… dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti. Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l’ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi. Quando dico che vorrei essere morto… non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive. Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po’ del tuo tempo, dammi un po’ della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l’ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l’immenso amore che ho sempre avuto per te. Ti amo figlio mio.

BELLISSIMA ...  LETTERA DI UN ( ANZIANO) PADRE AL FIGLIO.  Se un giorno mi vedrai vecchio: se mi sporco quando mangio e non riesco a vestirmi... abbi pazienza, ricorda il tempo che ho trascorso ad insegnartelo. Se quando parlo con te ripeto sempre le stesse cose, non mi interrompere... ascoltami, quando eri piccolo dovevo raccontarti ogni sera la stessa storia finché non ti addormentavi. Quando non voglio lavarmi non biasimarmi e non farmi vergognare... ricordati quando dovevo correrti dietro inventando delle scuse perché non volevi fare il bagno. Quando vedi la mia ignoranza per le nuove tecnologie, dammi il tempo necessario e non guardarmi con quel sorrisetto ironico ho avuto tutta la pazienza per insegnarti l'abc; quando ad un certo punto non riesco a ricordare o perdo il filo del discorso... dammi il tempo necessario per ricordare e se non ci riesco non ti innervosire: la cosa più importante non è quello che dico ma il mio bisogno di essere con te ed averti li che mi ascolti. Quando le mie gambe stanche non mi consentono di tenere il tuo passo non trattarmi come fossi un peso, vieni verso di me con le tue mani forti nello stesso modo con cui io l'ho fatto con te quando muovevi i tuoi primi passi. Quando dico che vorrei essere morto... non arrabbiarti, un giorno comprenderai che cosa mi spinge a dirlo. Cerca di capire che alla mia età non si vive, si sopravvive. Un giorno scoprirai che nonostante i miei errori ho sempre voluto il meglio per te che ho tentato di spianarti la strada. Dammi un po' del tuo tempo, dammi un po' della tua pazienza, dammi una spalla su cui poggiare la testa allo stesso modo in cui io l'ho fatto per te. Aiutami a camminare, aiutami a finire i miei giorni con amore e pazienza in cambio io ti darò un sorriso e l'immenso amore che ho sempre avuto per te. Ti amo figlio mio.

BELLISSIMA …

[ METAPOLITICA – DA NOSTRO SERVIZIO ]
Qual’è la destra, quale la sinistra? DA “ARCHIVIO-AZIMUT” (2005): Arturo Stenio Vuono, risposta alll’universitario P.M.; etc.

17 maggio 2013

[ SE VUOI (RI)LEGGERE TUTTO IL SERVIZIO – CLKICCA SULLA DATA. VEDI : SOPRA ]
massimovuono@libero.it
23/11/2013 6.57
associazioneazimut@tiscali.it– an.arenella@libero.it

Qual’è la destra, quale la sinistra? DA “ARCHIVIO-AZIMUT” (2005): Arturo Stenio Vuono, risposta alll’universitario P.M.; etc., nuovo numero della rivista Il Cerchio

17 maggio 2013

[ da Arturo Stenio Vuono – Una sintetica informazione ]
“… Visto da destra, visto da sinistra…” ( che “non e’ farina del nostro sacco” )
1. La scelta metapolitica – <<…..Nell’ultimo ventennio del secolo alle nostre spalle, la “rivisitazione”, ci fu la qualificante – rinnovata – ripresa del dibattito ” Destra – Sinistra ” e una rimodulazione di << categorie >> che scongiurava il rischio di perdurare nell’errore “conformista” delle cosiddette << etichette >> riduttive. Si può dire che, a conoscerne l’ampiezza (?), si trattò d’una vera ed autentica “summa del pensiero contemporaneo” e per noi (ne) nacque l’affermazione del proprio diritto alla differenza. Si manifestò, in tutti i suoi aspetti più salienti, la validità della “scelta metapolitica” che, infatti, trovava impreparata la “cultura laica” rispetto alle discipline emergenti, quali : l’etologia, la biopolitica, la sociobiologia, eccetera. Se, per l’oggi, possiamo tentare di rispondere al quesito che (ci) viene posto, è perchè ha preceduto il fervore, purtroppo sconosciuto, di anni passati. Ma la “grande rivoluzione culturale”, se il tutto…visto da destra – visto da sinistra…, s’è manifestata già 35.000 anni fa e, cioè, nella determinazione circa la natura dei processi mentali dell’uomo dei tempi antichi; e la << cultura >> è vecchia quanto l’uomo, soltanto che il cervello – in ambito di quel che si dice “evoluzione della specie” – è una costante fissa da (almeno) più di centomila anni, quindi più che parlare di << progresso dell’umanità >> si dovrebbe considerare la continua trasformazione del mondo con l’uomo ch’è rimasto, sostanzialmente, lo stesso dei tempi remoti.  Come dire che, ai primordi, c’è la scissione netta tra le due concezioni che definiamo, in rapporto ai termini di << progresso >> e di << trasformazione >>, rispettivamente ”della sinistra” e della “destra”. Quì inizia, per noi,  la dicotomia (invertendo ) destra – sinistra. Sorge rispetto a quel tempo detto del cacciatore dell’Europa occidentale, durante la glaciazione, già facente uso di un sistema di datazione evoluto e complesso; e la cui origine era – anche – del “prima” : una “notazione” che procedeva da una tecnica cognitiva << cronofattorizzata e cronofattorizzante >>. Quesito e risposta vanno ben oltre….!!! 
2. All’alba dell’uomo e avanti… – Inizia già con l’Homo sapiens, sin dalla preistoria, che – per la Destra – non ha scolpito su ossa e sassi (solo) per “motivi decorativi” o di “marchi di caccia”; e v’è una precisa intenzione che, negli intagli, consente di non individuare (mai) lo stesso pensiero, nel mentre i segni non sono contemporanei – cioè non con lo stesso ritmo e lo stesso attrezzo – perciò “cronofattorizzati’…” ( time – factored ). Le incisioni, studiate e controllate agli attuali elaboratori, è certo che gli intagli non erano disposti a caso, ma v’è di più; è che si tratta di un “cifrario” quasi perfetto, l’uomo della preistoria disponeva di uno “strumento visivo di aiuto della memoria per le stagioni e le lune”.Di queste prove, disseminate nel “Vecchio Continente”,  restano: l’osso delle Marche, quello dell’abri-Blanchard nella Dordogne, il sasso di Barma Grande, eccetera, e mostrano la sequenza di questo “cifrario lunare”. L’affascinante viaggio, prima della nostra era, può andare avanti ed approdare al mondo degli indoeuropei : circa 450 milioni della specie Homo Sapiens vivono, attualmente, in Europa e sono eredi di una medesima cultura come di una comune origine. << Indo – Europeo >> è un termine linguistico che nasce dall’esame comparato dei sistemi strutturali delle principali lingue europee ( rilevandosi poche eccezioni ) che deduce la parentela d’origine. Gli Indo – europei interessano la storia a partire dal 2000 a.C. ma con un passato, archeologicamente, all’inizio del neolitico e radici etniche nel mesolitico o, forse, addirittura della fine del paleolitico. Verso l’8000, prima della nostra era, i ghiacciai si ritrassero, definitivamente, verso il nord e l’Europa si coprì di foreste e beneficiò di un clima temperato. A partire dal secondo neolitico i gruppi indoeuropei divengono, da cacciatori nomadi, ( quasi ) sedentari e conoscono una esplosione demografica che ne trasforma la vita sociale. Dinnanzi a questa << magnificenza spirituale >>, guardando all’evoluzione in maniera globale, una stupefacente sinergia tra natura – ambiente – uomo , la Destra si pone non solo con la << curiosità >> ma riverente e la Sinistra, tra scetticismo e perplessità, si chiude nel comodo pregiudizio che v’individua un presunto “concetto di razza”. Ma di “evoluzione in maniera globale”, basata sulla qualità, come concetto dominante del nostro sistema di credere, ne sono piene le pagine della genetica e della biologia del comportamento, ma anche non estranea all’archeologia, presente alla storia delle religioni, come alla morale ed alla filosofia. E ritornando all’avventura indoeuropea: per la Destra l’associazione per genos, cioè tra le grandi famiglie, a tutela delle qualità ereditarie comuni e per impedire la dispersione degli uomini giovani e validi, è da considerarsi una vera e propria  << comunità di sangue >> e non solo quella economica del °domus; e ad un livello superiore, evidentemente, esiste una distinzione similare tra “comunità per alleanza o per associazione” che non può essere solo e soltanto quella già detta “economica” del villaggio. E così via, sarà per il formarsi di strutture sociali più complesse: città indipendenti, regni, eccetera; e ne deriva, contrariamente a quel che s’è sempre opposto, essere ogni società una proiezione della struttura originaria nella quale la coesione sociale si proietta, a sua volta, in una necessaria sovrastruttura religiosa e politica . Insomma, nella fattispecie, esiste certo una comune << ideologia >> indoeuroea e, cioè, una struttura mentale specifica informata da una medesima visione del mondo; e che si manifesta con una concezione particolare del fatto religioso, della società, della sovranità, dei rapporti tra gli uomini e il Divino, e con una teologia, una liturgia, una poesia e una letteratura epica comune. Tale << ideologia >>, appena si concretizzò – sin nella “notte dei tempi” – , divenne poi l’opera di pensatori dei quali i bramani, i druidi, i collegi sacerdotali romani, tanto per fermarci ad un certo punto, furono in parte gli eredi. Con riferimento alla preistoria, tanto per intenderci, al concetto di uomo, sorto dai lavori di Darwin sulla selezione naturale e sulla lotta per la vita, La Destra – invece che la Sinistra – propende per l’uomo “protomoderno” che ha avuto già coscienza delle nozioni di << conseguenzialità >>, di simbolo e di tempo e che l’archeologia, costretta ad essere “materialistica collezione”, rischiava di trascurare – irreversibilmente – nel mentre, sempre a destra, la si ritiene una scienza ausiliaria dell’etnosociologia. L’ominide, cosiddetto “primitivo”, invece è chiaro che possiede una percezione pratica del tempo, del luogo, della direzione, dei confini del suo territorio; ed è, sin dall’origine, già capace di descrivere le sue esperienze e di esprimerle simbolicamente.A volere riprendere il discorso. visitando tutte le diverse epoche – e sino ai nostri giorni -, non basterebbe un trattato, non sappiamo poi di quanti tomi, fermo restando che le cosiddette << continuità >> non negate dalla Destra possono condurre al “punto di equilibrio” piuttosto che, all’opposto, cioè alle……….. << discontinuità >> – fine a sè stesse – della Sinistra. Possiamo solo aggiungere che, ciclicamente, si verifica uno “scontro-confronto” : la qualità e la ricchezza delle varietà contro la quantità e l’uniformità, insomma la Destra e la Sinistra sono agli antipodi; e, tuttavia, il sistema educatico elude il << problema >>, usa purtroppo il pretesto dell’uguaglianza che perciò scoraggia la diversità dei doni naturali e dei talenti. Potrà – ciò – risultare semplice ma non “scontato” dato il sussistere di“resistenze culturali”.
[ Dal passato, al presente e al futuro…]
3. La “questione dell’oggi” come << questione di sempre >> – E oggi? Sino ai nostri giorni, malgrado ogni cammino “accidentato”, da sinistra non può venire ancora la << ricomposizione >> : persiste, sempre, la rottura e la differenziazione nonchè la distinzione stessa in << categorie >> e cosicchè, infiltrati dal “residuo marxiano”, ci si ostina a considerare il comportamento umano << rituale >> come il frutto di sovrastrutture ecomiche. La parola << rito >>, inizialmente solo e puramente religiosa, ha tuttavia assunto la funzione più ampia di assicurare contro il pericolo della dissoluzione e sappiamo che ogni gruppo – unito dai normali legami personali – necessita, sempre, per quanto concerne la sua coerenza e la sua << unità mentale >>, dei principi e delle convenzioni.Però il loro ruolo resta – comunque sia – << religioso >> e, cioè, nel senso proprio del termine: ri – legano (da religere) tra di loro i membri stessi del gruppo / della società. Fortunatamente, sorta l’etologia, già da parte di due generazioni – dei quali il padre Konrad Lorenz -, è venuta confortata la “scelta di destra” e la biologia del comportamento, ormai da più decenni, ha definito come le “gerarchie” – nella società umana ( e non solo ) – neutralizzino i pur naturali impulsi aggressivi; e che l’applicazione del c.d. egualitarismo ( tutto di sinistra ), al contrario, stimola una violenza intraspecifica e provoca  per reazione – a lungo andare –  la competizione sociale – che vorrebbe evitare – con l’aggravante : non più naturale, come una vera e propria “lotta senza pietà”. In termini più vicini e attuali, bollando di “moralismo” chi addita la degradazione della << qualità della vita >>, il concedere a tutti eguali possibilità viene fatto combaciare, in uno stato di confusione pseudo – democratica, con un “…che chiunque possa fare qualsiasi cosa…” e che l’attitudine all’utilizzazione delle possibilità, pertanto, sarebbe la stessa per tutti. Ne deriva la minaccia alla disposizione alla cultura, << l ‘organo della civilizzazione >>, perchè s’è vero – com’è vero – che l’eccesso d’ordine porta alla sclerosi mentre l’eccesso di disordine alla distruzione, è perfettamente intuito dalla Destra che il compito delle generazioni è di costruire, sempre, l’equilibrio tra il conservare la tradizione e la “rottura” con il passato; epperò chiarendo trattarsi, in fondo, del superare il dualismo e l’antagonismo tra “fissità” e il “cambiamento”. E’ pacifico che, a fare ciò, occorre sgombrare il campo dall’interferenza dei marxisti – tuttora sotto “mentite spoglie” ( a sinistra ) – che hanno creduto scarsamente importante il comportamento detto già << rituale >>, per come da noi definito – un “sistema di norme” -, etc., proprio perchè tutta la storia dimostra l’utilità del preferire la fiducia nella devozione piuttosto che quella di organizzare la convinzione. A destra, nessuna esitazione, avendo il coraggio di sposare l’affermazione che << l’iconoclasta sbaglia >>. Come, peraltro,  i “comandamenti”  ( anche i “dettati di norme” ) non sono, poi, Il “grave reato”  che si adombra.
4. Ideologia e dintorni – Ora, a voler precedere l’accusa, pur sapendo che il nostro è un “discorso dottrinario”, una breve parentesi con lo sguardo rivolto all’ideologia. C’è un termine, scientemente sommerso, all’iniziale indicare di scienza per lo studio delle idee, cioè << scienza delle idee >>.Stralciato dal contesto più complesso – ma “interessato” – delle indagini filosofiche ed economiche, estraneo al successivo inquinamento avviato proprio da Marx ( per l’ideologia anche “…espressione/ e giustificazione / di un determinato modo del porsi dei rapporti di produzione e, quindi, imposte dalla classe che questi rapporti rendono dominante….”). E se “da destra” , dove il Pareto non è uno sconosciuto, si dice sempre << scienza delle idee >>, infatti, non è scienza legata all’osservazione ma al sentimento, e non una teoria scientifica ma un valutarsi la forza di persuasione e la sua utilità sociale, dovendo stabilire se conti pù il solo ragionamento e non – anche – la fede. In ogni caso, a qualsiasi conclusione si giunga, occorre respingerne il significato – seppure come valore marginale – addirittura spregiativo, astratto, inutile o mistificatorio che, oggi, si presenta nella polemica politica / nella “non Politica” / la quale – evidentemente – ha interesse a vieppiù degradarlo come autoinganno, occultamento, evasione. E’, invece, l’ideologismo – come esagerazione del valore dei principi astratti di un’ideologia, errore in cui per troppe volte è caduta proprio la Sinistra, a doversi decisamente respingere.
5. Quale creatura ?  –  Ricordate la << morte di Dio >>? A fronte che “…il dio delle religioni è morto (?), mentre la religione è immortale…”(!). La prima posizione, a suo tempo, rimbalzò dalla Sinistra che l’abbandonò, precipitosamente, per via della contraddizione in termini  che ne sorgeva; e proprio perchè dalla Destra, stigmatizzando – provocatoriamente – il “paradosso”, si evidenziò – viceversa – il crescente “bisogno di religione”. Così, per analogia, le posizioni eccessive quanto all’esistenza della << psicologia della forma >> e che portavano a ricondurre la qualità dell’uomo, in via esclusiva, dovuta alla totalità di appartenenza : profittò la Sinistra per il prosieguo, tutto marxista, che l’uomo sarebbe << agito >> dalla massa e gli individui dalle strutture; ma gli individui non sono interscambiabili e  bisogna distinguere tra le caratteristiche che si definiscono << collettive >> quelle che sono dovute all’ambiente socio – culturale e quelle che sono innate; e per cui, nuovamente, a prevalere una concezione della Destra e a coincidere con le ragioni dell’etologia. “Se si prende un individuo e lo si spoglia di tutte le sue caratteristiche quantitative e qualitative, della sua forma e della sua struttura, che cosa ne resta? Niente, dice il razionalista ( sempre “a sinistra” ). Tutto, risponde il credente ( volentieri “a destra” ) : la sua essenza, il suo essere, la sua anima.” La definizione che l’uomo è unia – unica -creatura << composta d’anima e di corpo >>, dal punto di vista della fede, potrà sembrare semplicistica e “ingannevole” ma una tale dottrina – comunque concepita ( e il discorso sarebbe lungo ) – però confutata, vanamente, dalla Sinistra, non è presente solo nelle religioni di salvezza ma, ancor prima, tra i greci ( nei culti orfici e nella concezione astrale pitagorica ) e tra gli Antichi a Roma ( l’esistenza della psychè ovvero l’anima ). Se ne sono occupati, con teorizzazioni diverse, Platone e Cartesio come Aristotele ed Altri; e prima che Tommaso d’Aquino, riprendendo dallo stesso Aristotele che”…l’anima non è che il principio formale, organizzatore, del corpo dell’individuo…”, ne aggiungesse l’idea dell’immortalità [ << L’anima umana è una forma che non dipende dal corpo in ciò che concerne il suo esistere >> ( Summa contra Gentiles ) ].  Chi mai ha negato l’anima, comunque intesa, nei secoli dei secoli ? S’è trattato di altro : tentare di negarla…negandone, non in modo convincente, l’immortalità ( <<…si è rivolta in basso verso la materia…>> ) ed è questa “metafora”  che utilizza finanche il filosofo Jean-Paul Sartre, il primo Sartre – ateo e marxista -, padre del c.d. << esistenzialismo >>, quando afferma che l’uomo << non si è creato da solo >>, che è stato insomma  << gettato nel mondo >>. Già prima della conversione al cristianesimo dove erano i popoli atei? Si può dire irreligioso il non cristiano ? Sappiamo, quanto ai popoli indo-europei, prima che convertiti, anzi d’una profonda religiosità “…in cui la partecipazione al culto comunitario era strettamente legato alla vita civile…” (“…la divinità era dappertutto…..presente nel mondo…..con le differenti manifestazioni degli Dei e delle Dee…”). Su tutte queste domande, e a tutto ciò, la Destra approda con la coerenza nel mentre può accogliere l’insegnamento del << rabbi Ieshua di Nazareth >> ( a parte che, “a destra”, il credente – cattolico lo senta Gesù, il Figlio di Dio, al quale è bastato ricordare una sola volta la stupefacente e sconvolgente << risurrezione dei morti >> ). La Sinistra  vi staziona con la in – coerenza : rifiuta la religione e ne costruisce l’altra della cosiddetta << società senza classi >> ovvero la << utopia >>, con una “escatologia messianica” ed una teocrazia – anche- laica ( antenati : Bacone, Campanella, Tommaso Moro e, in qualche misura, il controverso e strumentalizzato / “malcompreso” Platone). Ma, a parte la convinzione per fede, al quesito circa l’anima  può essera data una risposta ? –  << Non possiamo, essere certi ( si potrebbe concludere ) , nello stato attuale delle nostre analisi, basandoci sulla natura stessa dell’anima, che il dono dell’esistenza le sarà ancora accordato dopo la morte >>. Alla conclusione , in assenza delle arcinote “prove”, resta meglio una questione di logicità che – comunque sia –  porterebbe, circa l’immortalità dell’anima, al << non potere escludere >> ”di destra”. 
6. Quotidianetà, reale / apparente –  Rappresentata, in grandi linee, la dicotomia ( destra – sinistra, o sinistra – destra ), non potendo e non dovendo risolvere l’antinomia – cioè la contraddizione fra i due concetti -, possiano intanto convenire che tanto la tesi, quanto l’antitesi, “di destra” o “di sinistra”, e viceversa, possano trovare una dimostrabilità; e in qualche modo, rigorosamente, con la reciproca confutazione, però non è contestabile la differenza nel “modo di porsi” o “dell’essere” ovvero l’idiosincrasia, innata, verso l’una o l’altra concezione che ( ci ) riporta, sempre, alle distinte << categorie >>. D’altronde la << sintesi delle antitesi >> è stata poche volte tentata ( vedi, tra tutti, Mussolini Benito) ma questo è altro problema ( ad es. : la << ideologia italiana >>, a cavallo dei due grandi conflitti del secolo scorso, nel bene e nel male, come “originale teorizzazione”, ecc. ) mentre, in via corrente / ricorrente, l’idea che vi sia una possibile ”via d’uscita” – con una c.d. “area di centralità” politicamente (ri)solutiva – naufraga, sistematicamente, ove – anche – registri un successo contingente, nell’irrilevanza del “fenomeno” ch’è poco di più d’un espediente. Per proseguire, dovendo scendere – come dire – “dalle stelle alle stalle”, Destra e Sinistra, quanto alla quotidianetà – reale o apparente – , si dividono – anche – metodologicamente per i differenti orientamenti pratici. [ Ma nel minuto, poi, non vale / non serve / il soffermarsi ]. Qual’è la destra?……Rispondere significa, nel contempo, dire ciò che non è / vorrebbe essere ? / la sinistra. Guardando alla Nazione, per prima cosa, balza agli occhi la dissertazione fra “paese legale” e “paese reale”; e occorre fare i conti con una semplice realtà : che, cioè, il Potere della politica – ovvero dell’assieme legato all’apparato statale – necessita del “sostegno di consenso” del tessuto civile ( a parte le chiese, delle famiglie e “gruppi di pressione”, mass – media e organizzazioni economiche, università, eccetera…). E’ superfluo, in verità, osservare che una simile << presa d’atto >> ridimensiona – di molto – il ruolo del “partito” ( la << partitocrazia >> ), dei partiti che tendono a rappresentare ( o sostituire ? ) – totalmente – la << democrazia >>. Una risposta è la destra politica che, pure, per il passato, ha attraversato indenne l’esperienza della “struttura unica – alternativa a quella statuale”, ad essere aliena – nel presente – dall’esercizio di egemonie, “ammaliatrici” e/o “coercitive”, non temendo il rischio del costo in termini di svantaggio per l’acquisizione del consenso. Semplice come “l’uovo di Colombo”, intorno a questa verità – sul passato e sul presente che portano al futuro – ruotano le preoccupazioni degli scolastici marxiani e quelle dei radicali volteriani nonchè di coloro che vorrebbero il cattolicesimo “ad usum Delfini” / cristianesimo “peripatetico” ; se – come da loro definiti – da gentiliani, nazionalisti, tradizionalisti e (forse) da evoliani, etc., si sovvertono le “buone regole” e, al di là delle etichette di comodo o degli incasellamenti provvisori, si proceda sulla via del postmodernismo ( per alcuni – ancora – del postfascismo ) che perciò rende, sempre, necessario il non accantonare l’anticomunismo. Che la Destra debba essere, ancora, completamente scoperta – certo – è vero; ed è necessario farlo nella misura in cui si cerchi, nell’attuale, una risposta complessiva ai problemi di un’epoca segnata da un’ambiguità che non si può negare. Intanto è chiaro che la sfida di destra, inaspettata ed imprevista, nasce dal fatto che l’immersione costante di un sistema di valori, condivisibile – o meno – da parte di Altri, già confinato negli intermundi, scenda sino alla realtà concreta. Disturbi, quindi, l’ecologia ( solo ) arcadica e punti  a modelli di sviluppo alternativo e che, per aborto – eutanasia – embrione, fuori dalle coscienze dei singoli o dalla cosiddetta “libertà dei singoli” ( e a parte le dichiarazioni dei singoli ) , indichi decisamente una “scelta di campo”  per la intangibilità della vita sin dal principio e fino al suo termine; e che non accetti  il  neutralismo – indefinitamente – fra trascendenza ed immanenza, come l’opposizione incondizionata, senza soluzioni,  al  nucleare e l’oscillare, sterile,  rispetto all’universo siderurgico; e che non tema il più schietto antievoluzionismo onde conseguire una realistica revisione del darwinismo. Non aborri il “discorso economico”, totalmente immune dal riduttivismo marxiano, riflettendo su Sombart o Wagemann ( attenti ad una “visione organica” ) e, superando il limite dei Keines e Smith, per condividere l’uomo visto nella sua integrità.  Non esiti a considerare gli Annalisti, indagatori dei tempi andati, mai concedendo l’esclusiva della storiografia a chi – aridamente – fruga soltanto fra gli archivi. Si tratta d’una collocazione, la si voglia condividere o meno…, sulla sponda opposta a quella del meccanicismo materialista il quale esclude l’archetipo che contribuisce, essenzialmente, a fondare l’idendità. Questa prevalente scelta / esigenza della Destra vale sempre e per tutti i momenti chiave dell’esistenza : nascita, momento del passaggio all’età adulta, matrimonio, morte….; e da quì, evidentemente, il preferire canali – seppure ed anche per il tramite dell’educazione dei bambini oppure per il mezzo del cinema e della stessa Tv – però rivolti al cuore ed al cervello di quel che dicono uomo – massa. Cosicchè la Destra, sensibile alla funzione – nella misura necessaria – dello stato, tanto da identificarsi nello stato, contiene però in sè il politico che preesiste allo stato stesso e se ne dissocia solo quando – esso – lo accantona per divenire, in pratica, una mera amministrazione che viene – infatti – esautorata dai cosiddetti “gli altri poteri”. Del resto, come risaputo, lo stato è la struttura ch’e apparsa all’indomani del rinascimento, contemporaneamente alla nascita del << capitalismo moderno >>, del razionalismo giuridico e cosi via; e siccome è una creazione storica, può – nella forma esistente – correre il rischio di “vivere morendo”, sussistere a beneficio  addirittura di chi non lo concepisce come tale; e infine – teoricamente – morire a vantaggio di un’altro tipo di unità che però, per la Destra, non significa la morte della politica…( e, ciò, per le semplici ragioni che abbiamo esposto ).
7. Il “partito della destra”(?) – Che la Politica incontri il Partito ma che il partito non sia tutta la politica, ( ci ) appare chiaro; che la politica si esprima, pure, attraverso il partito, non solo è lecito ma auspicabile ed è semmai la critica del “…che non sia lecito derogare da questa funzione ancorchè vi sia pienamente delegato…” a valere. Per la Destra il problema è molto più complesso ed il dibattito, sempre presente, verte anche / sopratutto sul come coniugare l’intero ( suo ) << sistema di valori >>, cui s’è – prioriatariamente – “ancorata”, con l’inevitabile pragmatismo del mezzo ( appunto è il “partito” )  che lo dovrebbe rappresentare / realizzare; e, cioè, detto in maniera semplice, sul come “far coincidere”.Tuttavia una certa idea della ” forma – partito “, tradizionale e “pesante”, esercitante la presenza sul territorio e sulla società, resta valida nella misura in cui contribuisca a promuovere e garantire la “piena partecipazione” che lo legittima. Che, altrimenti, si compenserebbe con il “modello di massa”: beninteso, non solo problema della destra, la pretesa di completezza del partito ch’era stato sì – anche – << unico >> e, semplicisticamente, come precisato da alcuni, nel senso illiberale del termine; ma – la pretesa – è stata presente, comunque sia, in tutte le formazioni politiche del dopoguerra ovvero in quelle più consistenti, peraltro ”con patente di democraticità”, lasciandone tracce ( nostalgie ? ) sino a questi nostri giorni. Che una tale spinta – all’opposto della “completezza” – sia stata tra le le questioni irrisolte del << modernismo >> ( ci ) sembra pure chiaro; e significa, dunque, non doversi respingere, a maggior ragione, il lavoro di ricerca – nel << postmodernismo >> – d’una “nuova ricetta”. Ciò che, infine, ( ci ) appare altrettanto chiaro. Come nella società, come nello stato, così nel partito, in fin dei conti, si ripropone – in termini nuovi – il problema dell’organizzazione, riveduta e corretta, del << primato della politica >> e si riproduce la “tensione” con il cosiddetto “lasciar fare”; e, oggi, dato il moltiplicarsi del << mercato >> ( che di per sè stesso non può subire giudizi di valore )  , innesta il meccanismo delle diffidenze : per il combinato – disposto del “relativismo politico” e d’una  << democrazia economica >> ( ? ) che può significare, invece, una “tirannia invisibile” ( ? ). E, tuttavia, le risposta che non può essere “datata” , nè dirigistica, nè assistenzialista, proprio e nella direzione d’una nuova formula, in generale,  del “diseguale ma libero e uguale dinnanzi alle leggi”. Una ”formula” tutta, ancora, da costruire: sia che riguardi   il << politico >>, e sia  che si riferisca  per << l’economico >>. Un compito per il “partito della destra” o della Destra in un partito, o ancora  in un “sistema” che nel bipolarismo ( bipartitismo ? ) accolga tutte le “ragioni di destra”….. >>. 
( fine intervento )
[ CHE SI SIA SCIENZIATO O RICERCATORE, UTOPISTA O FILOSOFO, SPIRITUALISTA O ANTROPOLOGO, ECC., VI SONO COSE CHE SONO SEMPRE STATE. L’UMANITA’ NON E’ CERTO AL CULMINE DEL SUO SAPERE MA NON E’ VERO CHE NON CONOSCA (QUASI) NULLA DEL CREATO. SE I SENSI SONO LIMITATI, NEGANDO LA PERCEZIONE DELLA REALTA’ NELLA (SUA) PIENEZZA, OCCORRE SUPERARE L’ILLUSIONE DELLO SPAZIO E DEL TEMPO; CH’E’ COME DIRE LA RICERCATA  << QUARTA DIMENSIONE>> : “REALE ESISTENZA DELLO SPIRITO – CONTINUO INFINITO PRESENTE”. INTELLIGENZA UGUALE FISIOLOGIA DEL CEREBRALE NON E’ TUTTO E NON E’ TUTTA “RAZIONALITA’ PURA”, VE N’E’ UNA PARTE LIBERA DAI VINCOLI DELLA MATERIA CHE – ANCORA – CHIAMIAMO SOLO “INTUIZIONE” ; CH’E’ COME DIRE IL <<SESTO SENSO>> :  “L’ISTINTO DELL’INTELLIGENZA – ILLUMINAZIONE DELLO SPIRITO” . INTANTO QUEL CHE – PRIMA – CONTA E’ APPARTENERE AL “GENERE” DI PERSONE IN ARMONIA CON LE COSE E LEGGI DELLA NATURA].

[  A NAPOLI – STRALCIO DALLO STESSO SERVIZIO ]

( nelle foto : la copertina  d’uno dei numeri della rivista e il suo direttore )

Il Cerchio – Alleanza per una corretta informazione

Rivista espressione dell’omonima associazione culturale.

L’AMICO DR. GIULIO ROLANDO – DIRETTORE DELLA RIVISTA

[ IMMAGINI – ETC. DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” – TRATTO DALLO STESSO SERVIZIO ]

Elezioni, nuovo sondaggio: è cambiato tutto. Leggi i dati
LA < LOCANDINA” ( FISSA ) – APPELLO >
  F A T E   P R E S T O ! ! ! Rompete gli indugi…
[ PER LEGGERE L’APPELLO DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT”, ARTURO STENIO VUONO, VEDI : OLTRE ]
( foto : tratte dal web )

       

  

[RESTITUIRE LO “SCETTRO” AL < POPOLO SOVRANO > – < PRESIDENZIALISMO > –  “EUROPA DALL’ATLANTICO AGLI URALI” – MONETA DELLA REPUBBLICA ITALIANA.]

F A T E   P R E S T O ! ! !

Rompete gli indugi…
L’APPELLO –  APPELLO A SILVIO : “TIRATI FUORI”
L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !

 “PINUCCIO” NON AVREBBE, ULTERIORMENTE, ESITATO AD < ANDARE OLTRE > !

 Egregio Presidente Silvio Berlusconi,
LA “CASTA”, NEI < PALAZZI >, NONOSTANTE LA TUA DISPONIBILITA’ – CARO PRESIDENTE – DELLA COSIDDETTA “VITUPERATA PANCIA DEL PAESE”, DI CERTO, NON NE VUOL SAPERE PROPRIO NULLA. PER LA SALVEZZA DELLA NAZIONE : DA QUESTO GOVERNO, DA QUESTA EUROPA, DA QUESTO EURO, TIRATI FUORI ! PERCHE’, UNA VOLTA TANTO, NON FARE COME GIA’ FECERO GLI < ANGLI > : “EUROPEI – CON STERLINA”….. ( “PERFIDA ALBIONE”, DOCET ). L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! !
Berlusconi: "La Convenzione è tempo perso, lavori il Parlamento"

NewsLetter :17-05-2013 

[  L’APPELLO DELL’ASSOCIAZIONE “AZIMUT” NAPOLI :  TUTTO IL TEAM DI “AZIMUT-ONLINE” ( VEDI TESTO – SOPRA )  OVVERO I DUE COORDINATORI,  FERRUCCIO MASSIMO VUONO-FABIO PISANIELLO NONCHE’  TUTTI I DIVERSI NOSTRI COLLABORATORI PARTENOPEI, CALABRESI, ETC, CONCORDANO CON LA PRESIDENZA DELL’ASSOCIAZIONE, E CONDIVIDONO PIENAMENTE ]

< P A T R I A    E    L I B E R T A’ >
<<La Storia non ha i binari obbligati come le ferrovie>> 
[Legum omnes  servi sumus ut liberi esse possimus]

[ POLITICA – TRATTO DA RASSEGNA STAMPA IN WEB : DESTRA.IT]

Perchè a Destra/ L’invito a guardarsi allo specchio

☞ Mario Bozzi Sentieri del 18 novembre 2013 ✎ Nessun Commento

Tra tanti appelli identitari ed inviti all’unità politica, dove guardare  per non perdere il bandolo,  sempre più ingarbugliato,  di una destra che “si cerca” senza “ritrovarsi” ? Un invito intrigante ci viene da un’esperienza “di nicchia”, ma molto significativa, realizzata dal Circolo Idee in Movimento, un centro librario tra i più longevi ed attivi, presente a Genova dal 1983,  con una propria sede nella via principale del capoluogo ligure (Via XX Settembre 13 – http://www.ideemovimento.org).

L’idea degli animatori del circolo è stata quella di ripescare un opuscolo, intitolato “Perché a destra”,  pubblicato nel 1987, di ristamparlo tale e quale, invitando però i vecchi estensori e qualche giovane all’epoca non ancora nato a riprendere l’argomento,  aggiornandolo  alla luce degli accadimenti “epocali” intercorsi: dal crollo del comunismo  al tramonto  della Prima Repubblica, dalla fine delle ideologie all’emergere della globalizzazione. Al centro dei vari interventi c’è la consapevolezza di fondo che  stare a destra, “essere di destra”, vuole dire, voleva dire soprattutto nel passato, compiere una scelta esistenziale, ancor prima che politica. E’infatti il riconoscersi in  una “visione della vita e del mondo” ad informare l’agire, secondo l’indicazione poundiana delle idee che diventano azioni.

Tratti essenziali, rintracciabili in tutte le testimonianze, di ieri e di oggi, pubblicate dagli amici di “Idee in Movimento”: il rifiuto del materialismo, nel  nome di valori eterni e sovrannaturali; l’individuazione nelle oligarchie finanziarie del nuovo “nemico principale”;  il rifiuto di una destra patriottico-risorgimentale, “d’ordine” e conservatrice, a fronte di una un’autentica proposta alternativa; il richiamo ad una cultura radicata nella migliore tradizione europea, da cui partire per ipotizzare nuove sintesi ideali; l’appello ad una visione eroica, a fronte del dominio dell’economia, in tutte le sue varianti; la necessità di contrapporre all’atomismo liberale, all’individualismo, visioni organicistiche e spirito comunitario; un salutare senso di “estraneità” rispetto ad un mondo che non si condivide, ma nel quale jungerianamente si “deve” vivere; essere d’esempio, nella quotidiana guerra interiore contro le seduzioni del conformismo; il richiamo ad una nuova socialità, in grado di realizzare l’alternativa partecipativa alla deriva iperliberista; l’appello ai valori di  Onore, Dovere, Sacrificio, imprescindibili per la rinascita dell’Italia e dell’Europa.

Già da questa rapida carrellata, appare la radicalità e la complessità di una scelta “a destra” che è pre politica, ma proprio per questo ben radicata, non soggetta ai facili cambiamenti di campo a cui il tramonto delle ideologie ci ha abituati quotidianamente. Da lì, anche da lì, bisogna  partire – è l’invito degli estensori dell’ opuscolo “Perché a destra” –  nell’opera di ricostruzione: avendo il coraggio di guardarsi allo specchio per ritrovare le ragioni di fondo di una scelta. Magari per riconfermarla, aggiornandola, a trent’anni di distanza. Libero ciascuno di “sentire” questa appartenenza con riferimenti e sensibilità diverse, ma con l’animo finalmente  sgombro dal “disincanto”, portato dagli anni, e dalle ombre della  cattiva politica,frutto della mera ambizione individuale, che tanti danni ha provocato, a destra e non solo.


Tags: Circolo Idee in Movimento Genova ● cultura di destra ● Ernst Junger ● Ezra Pound ●genova Articolo PrecedenteDa un piccolo seme un grande albero Articolo SuccessivoContro il reato di “negazionismo”. Il documento dell’Unione delle Camere Penali

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[ TRATTO DAL QUOTIDIANO << SECOLO d’ITALIA >> ]

[ E LA RETE – SI PARLA IN WEB ]

Il centrodestra sempre più presente sul web. È un altro segnale di risveglio politico

di Girolamo Fragalà/ven 22 novembre 2013/19:37

Il centrodestra sempre più presente sul web. È un altro segnale di risveglio politico Il corsivo

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Non solo in piazza e in tv. La strategia di Silvio Berlusconi, in risposta al voto quasi scontato sulla decadenza, s’inserisce in un progetto molto più ampio che sta vedendo protagonista tutto il variegato mondo del centrodestra proprio nel momento in cui – tra scissioni e nuovi partiti – sembrava aprirsi una stagione di fibrillazioni e di tramonto. Che il ritorno a Forza Italia fosse destinato a mettere in moto una serie di meccanismi sia al centro sia a destra era pressoché scontato. Tutt’altro che scontato era invece la reazione a quella che sembrava una crisi irreversibile e la fine di una coalizione che aveva scritto le pagine più importanti dell’ultimo ventennio italiano. La novità è la forte presenza sul web, una presenza che cresce a vista d’occhio tra pagine, profili e gruppi che diffondono articoli, link e manchette politiche, agendo da controinformazione. La pagina di Silvio Berlusconi, allo stato attuale, conta infatti oltre 568mila iscritti mentre per Angelino Alfano sono 119mila. Molto seguite le pagine di Giorgia Meloni (63mila “mi piace”), Gianni Alemanno (quasi 90mila) e Francesco Storace (55mila). Molto attive (e in crescita) le pagine con l’obiettivo di diffondere le idee del centrodestra: Qelsi (diventato anche quotidiano on line) conta novantamila iscritti, L’operato del governo Berlusconi viaggia sugli 8300, Il Network del Popolo della libertà conta su 4305 adesioni mentre La politica risorge a destra, una delle pagine di recente battesimo, ha già raggiunto quota 24oo iscritti. L’ironico A sinistra solo per superare in autostrada conta diecimila “mi piace”. Anche i gruppi si moltiplicano, agli storici si aggiungono quelli nuovi di zecca, dagli Impresentabili (chiaro il riferimento alla infelice uscita di Lucia Annunziata) a Nel segno del Cavaliere (quasi 22mila membri), dal Forum degli italiani 2 a Italiani nel mondo, tutti di area centrodestra. Poi ci sono i profili: quelli che erano del Pdl si stanno riconvertendo in Forza Italia o in Ncd mentre quelli di Fratelli d’Italia spuntano come funghi nelle città grandi e piccole. Sono segnali importanti che indicano un risveglio di tutte le anime della coalizione. A dispetto di chi dava per scontato che la “morte parlamentare” di Berlusconi avrebbe fatto esplodere il centrodestra riducendolo in polvere.

[ ARGOMENTO CORRELATO ]

OGGI IN Il corsivo

Prodi si autoproclama “padre nobile”. Ma non è certo lui l’antidoto al populismo

di Girolamo Fragalà
Prodi si autoproclama “padre nobile”. Ma non è certo lui l’antidoto al populismo Il corsivo
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Da quando è stato impallinato nelle aule parlamentari e gli è stato impedito di traslocare al Colle, Romano Prodi si è autoproclamato padre nobile del […]


[ “AZIMUT”. – IMMAGINI DA COSENZA ]

—– Original Message —– From: stenio vuono

Sent: Saturday, November 23, 2013 8:12 AM

Subject: i nostri giochi

vedi allegato

[ PER VISIONARE – VAI A DOPO IL TERMINE DEL SERVIZIO ]

résumé sunto
[ “Az.-News”: 22, nov. ’13 – ANTEPRIMA DI WEB ] ( SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE – visita il sito )
 webm. adm. des. Fabio Pisaniello  

 http://azimutassociazione

Friday, November 22, 2013
BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA ! RESUME’ DI BLOG : LINK – ARTICOLI RECENTI – COMMENTI – EVENTI : PAPA FRANCESCO – PUTIN, INCONTRO A ROMA – LUNEDI’, 25 P.V.
[ “AZ.-NEWS” : 23.11.’13 ]

[ “AZIMUT”. – IMMAGINI DA COSENZA ]
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Subject: i nostri giochi
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OGGI
Associazione Azimut –  Saturday, November 23, 2013

VALORI, METAPOLITICA, POLITICA, E LA RETE ( SI PARLA IN WEB ). – IMMAGINI ( DA COSENZA ) : ” i nostri giochi”, etc.
[ “Azimut-NewsLetter” : lunedì, 25 novembre 2013 ]

( SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE – visita il sito

  
 ”AZIMUT” NAPOLI  – UFFICIO STAMPA : Ferrucco Massimo Vuono – massimovuono@libero.it – associazioneazimut@tiscali.it – November 23, 2013 – an.arenella@libero.it
[ invio E.mail – servizio, tra breve in rete ]
[ “AZ.-NEWS” : 25.11.’13 ]

[ “AZIMUT”. – IMMAGINI DA COSENZA ]
—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Saturday, November 23, 2013 8:12 AM
Subject: i nostri giochi
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm.
 Uff. Stampa Associaz. : Ferruccio Massimo Vuono
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE SERVIZIO

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Subject: i nostri giochi
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