DECADENZA BERLUSCONI IL GIORNO PIU’ LUNGO E L’ATTACCO ALLA BASTIGLIA DI “INCARTAPECORITI” & “CULI DI PIETRA” PIU’ “PEONES DEL GRILLO”, ETC


 Associazione Azimut  Wednesday, November 27, 2013
“AZIMUT”. OGGI : DECADENZA BERLUSCONI. IL GIORNO PIU’ LUNGO E L’ATTACCO ALLA BASTIGLIA DI  << “INCARTAPECORITI”  & “CULI DI PIETRA” >> PIU’ “PEONES DEL GRILLO” , ETC. – [ “AZ.-NEWS”:27.11.’13]

 

IN COPERTINA
  
ROMA – LUNEDI’, 25 NOVEMBRE 2013
 

Il leader russo Putin ha donato a papa Bergoglio un’icona della Madonna di Vladimir, una delle più venerate dalla Chiesa Ortodossa. —— Dopo il segno della Croce, seguendo il rituale ortodosso, Putin si è poi chinato a baciare l’icona, subito imitato da Francesco. Il colloquio privato tra il presidente russo e il Papa è durato 35 minuti (ansa)

ULTIMO – NOSTRO – INVIO : ANTEPRIMA DI WEB, SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE :
 nella foto ) : MARIA IVANOVNA PUTINA CON WLADIMIR PUTIN ( BAMBINO )……
Associazione Azimut Tuesday, November 26, 2013 – MARIA IVANOVNA PUTINA ( E IL << BATTEZZATO >> ) – LA DONNA CHE CAMBIO’ LA STORIA ! LE VIE DEL SIGNORE SONO INFINITE. ALTRO… 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”:27.11.’13 ]
Associazione Azimut  November 26, 2013 – In questo numero : su Putin – il << battezzato >> e Papa Francesco, pubblichiamo –  da limes oggireligioniRussiaVaticano [ vedi : oltre ] – una, tra le tanti, “visioni strategiche”, alla radice dell’incontro, privilegiate dai media; ma per noi conta, sopratutto, il significato profondo che abbiamo, con la massima evidenza, documentato – oggi – con la nostra copertina ( vedi : sopra )
per leggere tutto – vedi : oltre ]

 Giancarlo Lehner
—– Original Message —– From:  (  . . . ) Giancarlo Lehner –

To: agenzia Subject: FW: Lehner: fu Putin a chiedermi la prima biografia in russo di Berlusconi


From: giancarlolehner
Subject: Lehner: fu Putin a chiedermi la prima biografia in russo di Berlusconi
Date: Tue, 26 Nov 2013 16:28:44 +0000

L’amicizia di Vladimir Putin verso Berlusconi è profonda e sincera. Per la prima visita ufficiale di Berlusconi in Russia, Putin, volendo offrirgli un dono particolare, mi chiese al telefono – il mio numero glielo diede Francesco Bigazzi – la faticaccia di scrivere insieme a Marina Sinitsyna la prima biografia in lingua russa del leader italiano. Faticaccia al limite dell’impossibile, perché, avendo nemmeno due mesi di tempo, lavorammo giorno e notte, scrivendo direttamente in russo. Il libro fu edito a Mosca nel 2002, pochi giorni prima dell’arrivo di Berlusconi, col titolo “Effetto Berlusconi”. La consegna del regalo, sigillo di autentica amicizia, fu immortalata da una famosa fotografia, che fece il giro del mondo. Nè io, nè Marina traemmo denaro, pubblicità e fama da quell’impresa, ma fummo  egualmente contenti d’aver contribuito a quella prova di affetto.
Giancarlo Lehner
UNA BUONA LETTURA !
 
Associazione Azimut, Naples, Italy.

[ TRATTO DAL WEB ]

Mer 27 Nov
Berlusconi è fuori dal Parlamento: diretta

Berlusconi è fuori dal Parlamento: diretta  – Foto – Video
Il Cavaliere: “Giorno di lutto ma non ci arrendiamo” – Video

L’Assemblea aveva respinto tutti e nove gli ordini del giorno presentati. Nel suo discorso dal palco di Roma, il Cavaliere si è anche scagliato contro i giudici della sentenza Mediaset. La notizia sulla decadenza è “breaking news” nel mondo. La figlia Marina: “Decade da senatore ma non da leader”

Ecco cosa può succedere dopo il voto  |  guarda le foto Le senatrici di FI vestite a lutto  |  Grillo: è la fine di un uomo banale  |  guarda le foto I vent’anni del Cavaliere  |  guarda le foto Quando Fini gli disse: “Mi cacci?”  |  guarda il video L’aggressione a Milano  |  guarda le foto I governi Berlusconi  |  guarda le foto Lo scontro infinito con le toghe rosse

Il Senato ha dichiarato la decadenza di Silvio Berlusconi da parlamentare. Con nove distinte votazioni sono stati respinti altrettanti ordini del giorno contari alla decadenza proposta dalla Giunta per le immunità e le elezioni di palazzo Madama, a seguito della condanna defintiva per frode fiscale al processo Mediaset che la sentenza della Corte di Cassazione la scorsa estate ha reso defintiva. Berlusconi era entrato in Parlamento poco meno di vent’anni fa: nel marzo del 1994. Quando scese in campo creando Forza Italia e vinse le elezioni, entrando alla Camera per la prima volta da Presidente del Consiglio. Da allora Berlusconi è sempre stato rieletto a Montecitorio fino alle elezioni di questa primavera che lo hanno visto per la prima volta farsi eleggere al Senato che oggi lo ha congedato dal Parlamento. Con il voto odierno Berlusconi perde anche l’immunità parlamentare a cui più volte è ricorso in questi vent’anni. Dopo la giornata piuttosto convulsa che ha visto ieri il gruppo di Forza Italia negare la fiducia al governo sulla legge di Stabilità e quindi passare all’opposizione, l’ex premier aveva radunato i suoi davanti al Senato per sostenere la tesi dell'”omicidio politico per via giudiziaria”. La diretta:
19.05 – Alfano: il Pd non ha più alibi, ora riforma giustizia – “Il Pd non ha più alibi: la riforma della giustizia, per quanto ci riguarda non può uscire dall’agenda di governo”, ha detto Angelino Alfano, nella conferenza stampa dopo la decadenza di Silvio Berlusconi.
19.00 – Romani: oggi funerale della democrazia – “Oggi c’è il funerale della democrazia, il leader della coalizione è stato cacciato dal Parlamento in maniera ignominiosa, che altro possiamo dire? Si deve tirare giù una saracinesca e guardare solo alla speranza dei nostri militanti in piazza”, afferma il capogruppo di Forza Italia al Senato Paolo Romani ai microfoni dello speciale TgLa7.
18.58 – Civati: per me decaduto quattro mesi fa – “Per me Silvio Berlusconi è decaduto quattro mesi fa”: a dirlo è stato questa sera Giuseppe Civati a Perugia dove ha partecipato a un’iniziativa a sostegno della sua candidatura a segretario del Pd. “Ci sono novità oggi?” si è quindi chiesto Civati. “Per me – ha aggiunto – era già decaduto. C’è stata molta retorica, molta chiacchiera intorno a questa vicenda. Il destino era già segnato”.
18.55 – Bonelli: da oggi è uguale a tutti italiani – “Oggi Silvio Berlusconi è quasi uguale a tutti gli italiani di fronte alla legge. Da adesso per la politica comincia un compito estremamente gravoso perché è chiamata a bonificare e riparare tutti i guasti del berlusconismo che ha passato gli ultimi vent’anni a legalizzare le illegalità”. Lo afferma Angelo Bonelli, co-portavoce dei Verdi.
18.53 – Solo in Russia decadenza non è breaking news – Rimbalza anche nella Russia dell’amico Vladimir Putin ma non come breaking news, la decisione del Senato italiano sulla decadenza di Berlusconi: nei tg serali, il primo canale statale ha dato la notizia in coda, Rossia 24 per ora solo sul rullo delle informazioni che scorrono in basso sullo schermo. La tv in lingua inglese filo-Cremlino, Russia Today, ha ignorato per il momento la notizia. Ne fanno cenno sul loro sito le agenzie statali Itar-Tass e Ria Novosti, ma non tra le notizie più importanti, a differenza della privata Interfax.
18.52 – Alemanno, oggi brutta pagina della democrazia – “Oggi è un brutto giorno per la democrazia italiana. Un leader, come Silvio Berlusconi, che rappresenta milioni di elettori è fuori dal Parlamento. E a sinistra non si rendono conto della gravità di tutto ciò”. Lo scrive Gianni Alemanno sulla propria pagina Facebook.
18.50 – Kyenge: ora avanti per cambiamento Paese – “La decadenza di Berlusconi non inciderà sul percorso del Governo. Ora avanti per il cambiamento del Paese”: è il tweet con cui il ministro per l’Integrazione, Cécile Kyenge, commenta il voto al Senato.
18.45 – Prestigiacomo: al Senato pagina vergognosa – “Resterà scritta nei volumi di storia questa vergognosa pagina. Nero su bianco nei libri l’ipocrisia della sinistra, il suo disprezzo delle regole e della legalità. Proprio quella sinistra che se ne fa paladina oggi ha dimostrato qual è la sua vera natura, togliendo la maschera. Noi non siamo come loro, non ricorriamo a espedienti per conquistare una vana ribalta sul palcoscenico della politica eliminando l’avversario politico. E di questo ne andiamo fieri e orgogliosi”. Lo dichiara Stefania Prestigiacomo, parlamentare di Forza Italia.
18.43 – Marina Berlusconi: decade da senatore non da leader – ”Mio padre decade da senatore, ma non sarà certo il voto di oggi a intaccare la sua leadership e il suo impegno. Questo Paese e questa democrazia devono vergognarsi per quello che mio padre sta subendo”, ha detto il presidente di Fininvest Marina Berlusconi. ”Questa politica si dovrà pentire di essersi ancora una volta arresa ad una magistratura che intende distruggere chiunque provi ad arginare il suo strapotere”.
18.40 – Borsa di Milano indifferente – Piazza Affari chiude in rialzo, guidata dalle banche e indifferente alla giornata politica, tutta centrata sul voto al Senato per stabilire la decadenza di Silvio Berlusconi.
18.38 – Bernini: giorno triste, ma lui è Araba fenice – “Che grande delusione: oggi ho visto rompere tutte le regole, è una via senza ritorno, una giornata triste”, dice Annamaria Bernini. La vicecapogruppo di Forza Italia sottolinea più volte che il voto del Senato è una “delusione”, ma aggiunge che “FI sta risalendo nei sondaggi” e ciò testimonia che “Berlusconi, come sempre, è come l’Araba fenice”.
18.35 – Nyt, dopo melodramma espulsione umiliante – Anche il sito del New York Times pubblica nella sua homepage la notizia della decadenza di Silvio Berlusconi. In un pezzo dal titolo: ”Berlusconi espulso dal Senato italiano”, si ricorda che dopo mesi di ritardi procedurali e ”melodramma politico”, Berlusconi ”non ha potuto evitare l’inevitabile: il Senato d’Italia – scrive il Nyt – lo ha spogliato del suo seggio parlamentare, un’espulsione drammatica e umiliante, anche se altri problemi si profilano al suo orizzonte”.
18.32 – Santanché: oggi è decaduta la democrazia – “Oggi con Berlusconi è decaduta la democrazia. Tocca a noi ripristinarla”, afferma Daniela Santanché.
18.30 – Sacconi (Ncd) voto su decadenza un atto grave – ”Il voto di oggi? un atto grave, un danno non solo a Berlusconi ma alla nostra stessa coesione nazionale”. Lo dice Maurizio Sacconi nello speciale TgLa7 sul voto del Senato. “Mi auguro – aggiunge – che Berlusconi nel corso della manifestazione potrà rivendicare fino in fondo le proprie ragioni che ne fanno la vittima di una questione giudiziaria che c’è da più di 20 anni. La nostra amarezza è che non siamo riusciti in questi 20 anni a realizzare delle riforme della giustizia significative”.
18.28 – Decadenza appare su versione inglese Wikipedia – In pochi minuti la versione inglese della celebre enciclopedia online, Wikipedia, aggiorna la voce “Silvio Berlusconi” dopo il sì alla decadenza sancito oggi da Palazzo Madama. In seguito alla legge anti-corruzione e alla condanna per frode fiscale “una commissione del Senato ha raccomandato l’applicazione del divieto dai pubblici uffici” del senatore Berlusconi e la decisione “è stata sostenuta dal voto dell’Assemblea plenaria del Senato il 27 novembre”, si legge sulla pagina di Wikipedia dedicata al Cavaliere. Anche la definizione “incumbent” (in carica) è stata rapidamente eliminata dalla voce “membro del Senato” nella scheda riassuntiva dedicata alla carriera politica di Berlusconi.
18.26 – Epifani: da Berlusconi toni pericolosi – “Non ho ascoltato l’intervento in piazza” di Berlusconi, però “ho visto qualche agenzia e i toni usati portano su una strada extraistituzionale molto pericolosa ma che non troverà il consenso dei cittadini”, afferma il segretario del Pd Guglielmo Epifani.
18.25 – Polverini (Fi): democrazia lacerata – Con questo ultimo atto persecutorio nei confronti di Silvio Berlusconi oggi non solo la democrazia esce lacerata, ma risulta evidente anche di chi siano le responsabilità politiche di un gesto inaudito per la sua gravità. Per fortuna, i cittadini che hanno votato per lui, ma sono certa anche la gran parte degli italiani, si rendono perfettamente conto di come siano state violate le più semplici regole della democrazia: la difesa dei diritti e della libertà.” Così in una nota la deputata Renata Polverini(FI).
18.22 – Berlusconi: qualche Pm tenterà arresto sarebbe colpo secolo – “Vedrete che qualche Pm tenterà di fare il colpo del secolo arrestandomi, ma sono sicuro che alla fine la verità verrà fuori”, ha detto, a quanto raccontano alcuni presenti, il Cavaliere.
18.20 – Casini: non è giorno di lutto ma nessuno festeggi – “Il Senato ha democraticamente preso una decisione come avviene nella vita delle istituzioni. Mi auguro che tutti abbiano il senso della misura necessario oggi, perché certamente non è un momento da festeggiare per nessuno e non è il momento di essere allegri, né per chi ha lavorato in questi anni con Berlusconi né per chi lo ha democraticamente avversato”. Lo dice Pier Ferdinando Casini. Ma a chi lo interpella aggiunge di non essere “affatto d’accordo” con il Cav quando parla di una giornata di lutto per la democrazia.
18.18 – Cnn: il Senato ha espulso ex premier – La decadenza di Silvio Berlusconi è breaking news sul sito della Cnn, che titola: ”I Senatori italiani votano per espellere l’ex Primo Ministro dalla loro Camera”.
18.15 – Berlusconi ai parlamentari: risparmiate per comprarmi arance – Mi raccomando da adesso in poi risparmiate per portarmi le arance… Così Silvio Berlusconi, a quanto raccontano, ha tentato di stemperare la tensione per il voto sulla decadenza con i parlamentari di Forza Italia incontrati prima della kermesse a palazzo Grazioli. “Ora dovete andare in televisione a spiegare come stanno veramente le cose. Qual è la realtà. Dovete far capire alla gente che non deve sprecare il proprio voto, come ha fatto alle ultime elezioni votando per Monti, Giannino e Casini”, ha detto ancora Berlusconi.
18.10 – Popolo Viola, Bella Ciao e “In galera” – Spumante e ‘Bella ciao’: il sit-in del Popolo Viola esulta in differita di alcuni minuti a causa della diretta internet per la decadenza di Silvio Berlusconi. Stappato uno spumante da Gianfranco Mascia tra il tripudio di una trentina di militanti. ‘In galera, in galera’ è il coro che si alza dal gruppo.
18.08 – Un centinaio di persone all’ingresso del Senato – Una piccola folla di curiosi è assiepata sul marciapiede all’entrata di corso Rinascimento davanti al portone principale di palazzo Madama, in attesa dell’uscita dei senatori. Qualcuno dalla folla grida ‘a casa’.
18.07 – Leva, Pd: Berlusconi rompe con lo Stato di diritto – “Le parole di Berlusconi confermano la rottura totale con il sistema democratico del nostro Paese. Si scaglia la piazza contro le istituzioni e le leggi dello Stato, peraltro votate da Berlusconi stesso, in maniera mirata e distruttiva, giocando una partita sempre più disperata e rischiosa sulla pelle di un Paese che vive una situazione economica e sociale più che delicata”. Lo afferma Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd.

18.06 – Protesta M5S con striscione a Montecitorio – Mobilitazione del M5s in piazza MonteCitorio per la decadenza di Silvio Berlusconi. I parlamentari Cinque Stelle sono usciti in massa in piazza, davanti alla Camera mentre dalle finestre del palazzo dei Gruppi, di lato a Montecitorio, hanno srotolato uno striscione con su scritto: “fuori uno. Tutti a casa”.

18.05 – Aula consiglio comune Roma pubblico applaude – Un applauso spontaneo è partito dal pubblico dell’aula Giulio Cesare appena appresa la notizia della decadenza di Silvio Berlusconi da senatore.
18.02 – Alla fine silenzio, solo M5s applaude – Aula del Senato silenziosa al termine delle votazioni degli ordini del giorno contro la decadenza di Silvio Berlusconi. Solo i senatori di M5s hanno salutato con un applauso l’esito delle votazioni, mentre i parlamentari degli altri gruppi sono defluiti in silenzio dall’aula.
18.00 – Berlusconi lascia Roma, ad Arcore dai figli – Berlusconi ha appena lasciato Palazzo Grazioli per tornare ad Arcore dove incontrerà a cena i figli. I parlamentari azzurri si stanno invece recando nella sede del partito per una riunione dopo il voto del Senato.
17.55 – Idv: giustizia è fatta, ci riappropriamo della democrazia – “Giustizia è fatta. In Italia c’è ancora uno Stato di diritto. Finalmente ci siamo riappropriati della nostra democrazia”. E’ quanto afferma in una nota il segretario nazionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina.
17.50 – Decadenza Berlusconi è ‘breaking news’ nel mondo – “L’ex premier italiano Silvio Berlusconi è stato espulso dal Senato”. La notizia della decadenza del Cavaliere fa in una manciata di minuti il giro del mondo e irrompe come “breaking news” sui siti dei principali media internazionali: dalla Bbc al Wall Street Journal, dalla tedesca Faz allo spagnolo El Pais.
17.42 – Berlusconi è decaduto da senatore – Il voto finale del Senato ha detto sì alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. “Essendo stati respinti tutti gli ordini del giorno presentati in difformità dalla relazione della Giunta per le Immunità che proponeva di non convalidare l’elezione di Berlusconi la relazione della Giunta deve intendersi approvata”, ha detto il presidente del Senato Pietro Grasso confermando la decadenza del Cav da senatore. A prendere il posto di Berlusconi al Senato è il primo dei non eletti in Molise per il Pdl Ulisse Di Giacomo.
17.35 – Aula Senato boccia gli odg contro la decadenza – L’Aula del Senato respinge gli ordini del giorno n.9, 8, 7, 6, 5  presentati dal centrodestra contro la decadenza di Silvio Berlusconi. I nove ordini del giorno sono stati bocciati con dieci votazioni perché sull’odg G9 il senatore proponente Giacomo Caliendo (Fi) ha chiesto la votazione per parti separate del dispositivo.
Questi i risultati delle bocciature, dal primo all’ultimo odg: 192 no, 114 sì, 2 astenuti; 193 no, 114 sì, 2 astenuti; 193 no, 114 sì, 2 astenuti; 194 sì, 113 no, 2 astenuti; 194 sì, 114 no, 2 astenuti; 194 sì, 112 no, 4 astenuti; 192 no, 115 sì, 2 astenuti; 191 no, 115 sì, 3 astenuti; 194 no, 114 sì, 2 astenuti; 192 no, 115 sì, 2 astenuti.
17.33 – Malan espone cartello su voto segreto – Prima forma di protesta da parte di Forza Italia nell’Aula del Senato . Il senatore Lucio Malan ha infatti esposto un cartello mentre il presidente Pietro Grasso stava spiegando il motivo del ricorso al voto palese. Il cartello riporta il testo dell’articolo 113 del Senato sul voto segreto. Malan ha immediatamente ritirato il cartello per evitare che poi fosse ritirato dai commessi.
17.32 – “No comment” del subentrante Di Giacomo – Da giorni ha scelto di non dire nulla e ha fatto sapere che parlerà solo quando questa vicenda sarà conclusa. Ulisse Di Giacomo, l’ex coordinatore regionale del Pdl del Molise, che subentrerà a Berlusconi in caso di decadenza, ha già detto in passato che sosterrà il governo Letta, una posizione dunque che lo porta lontano dal Cavaliere. Del resto Di Giacomo è rimasto fino ad oggi fuori dal Parlamento proprio per ‘colpa’ di Berlusconi. L’ex premier infatti, eletto in più regioni alle ultime Politiche, decise di optare proprio per il seggio molisano lasciando Di Giacomo, che era secondo in lista, fuori dai giochi.
17.31 – Albertini (SC), in dissenso si astiene – Gabriele Albertini di Scelta Civica interviene in dissenso sulla decisione del suo Gruppo sulla votazione e annuncia di volersi astenere dal voto anche per protestare contro la decisione di votare palesemente. “Considero la legge Severino una buona legge ma sua applicazione in questo caso no”.
17.30 – Finocchiaro: oggi Senato applica una legge – “Le affermazioni utilizzate da Berlusconi e dagli esponenti di Fi sono troppo forti, assolutamente inadeguate rispetto alle circostanze. Io vorrei descrivere cosa sta accadendo oggi in Senato. Oggi Palazzo Madama applica la legge, una legge peraltro votata anche da chi oggi siede in Fi, una legge che garantisce la legittima composizione del Parlamento. Abbiamo un senatore che è stato condannato a 4 anni e quindi non può sedere in Parlamento e non è candidabile. Punto. E’ questa la questione, tutto il resto è polemica strumentale”. Lo ha detto ai giornalisti la senatrice del Pd Anna Finocchiaro, presidente della Commissione Affari costituzionali.
17.29 – In piazza per Berlusconi: per organizzatori 20 mila manifestanti – Secondo gli organizzatori della manifestazione di Forza Italia che si è appena conclusa a Via del Plebiscito, i militanti presenti erano 20 mila.
17.28 – Berlusconi: coi club Forza Silvio torniamo tra la gente – “Ci resta un gran lavoro da fare. E come Forza Italia abbiamo deciso di tornare in mezzo alla gente da cui ci eravamo un po’ staccati”, dice Berlusconi spiegando che tornare tra la gente è il nuovo progetto da portare avanti fondando “i club Forza Silvio anche nei paesi più piccoli. Questi club – spiega Berlusconi – avranno un grande lavoro da fare: cercare persone di alto livello capaci dialetticamente di contrastare gli avversari della sinistra per non farci portare via quei voti che la sinistra ci ha portato via nelle ultime elezioni”. Tanti i compiti che avranno i club, assicura Berlusconi, indicando tra questi – “nel momento in cui aumenta la povertà in Italia” – di “aiutare chi ha bisogno”.
17.25 – Di Maggio (Sc): non prendo parte al voto  – “Non intendo prendere parte a questo voto”, ha annunciato il senatore di Scelta Civica, Salvatore Di Maggio, che ha espresso così il proprio dissenso sulla decisione di ricorrere al voto palese. “Non mi importa del destino di Silvio Berlusconi – ha detto Di Maggio – mi importa delle nostre regole”. Per sostenere la necessità che si ricorresse al voto segreto, il senatore di Scelta Civica ha citato due episodi: l’abrogazione del voto segreto da parte della Camera dei Fasci, e l’intervento di Palmiro Togliatti all’Assemblea Costituente del 23 aprile 1947 a favore del voto segreto.
17.22 – Malan chiede voto segreto su 2/o Odg, no di Grasso – Lucio Malan (Fi) chiede al presidente del Senato Pietro Grasso di poter votare il secondo degli ordini del giorno in discussione in Aula a scrutinio segreto facendo riferimento all’art. 113 del Regolamento. Negativa la risposta del Presidente: “Ho già risposto a queste richieste, la questione è stata già risolta dalla Presidenza” afferma Grasso.
17.20 – Bocciato primo ordine del giorno – Il primo ordine del giorno è stato bocciato con 192 voti contrari, 114 a favore e due astenuti. Hanno votato a favore Fi, Ncd, Gal e Lega. Contro gli altri gruppi.
17.18 – FI insiste su voto segreto. Grasso, io arbitro – FI continua a insistere, nell’Aula del Senato, sul voto segreto per gli ordini del giorno sulla decadenza di Silvio Berlusconi. E allora, dopo un intervento del senatore Nitto Palma, Pietro Grasso continua a ribadire la decisione assunta sul voto palese. “Se richiamate la mia responsabilità di arbitro, dovreste accettare anche la mia decisione di arbitro”, afferma.
17.15 – Berlusconi: coi club Forza Silvio torniamo tra la gente – “Ci resta un gran lavoro da fare. E come Forza Italia abbiamo deciso di tornare in mezzo alla gente da cui ci eravamo un po’ staccati”, dice Berlusconi spiegando che tornare tra la gente è il nuovo progetto da portare avanti fondando “i club Forza Silvio anche nei paesi più piccoli. Questi club – spiega Berlusconi – avranno un grande lavoro da fare: cercare persone di alto livello capaci dialetticamente di contrastare gli avversari della sinistra per non farci portare via quei voti che la sinistra ci ha portato via nelle ultime elezioni”. Tanti i compiti che avranno i club, assicura Berlusconi, indicando tra questi – “nel momento in cui aumenta la povertà in Italia” – di “aiutare chi ha bisogno”.
17.10 – Berlusconi: ai cittadini il diritto di eleggere il Capo dello Stato – ”Dobbiamo riprenderci il diritto… bisogna dare ai cittadini il diritto di eleggere il presidente della Repubblica”, dice Berlusconi dal palco ai suoi sostenitori.
17.08 – Grasso: ok dissenso anche se interventi da stadio – “Io accetto il dissenso anche quando ci sono interventi da stadio”, ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, commentando gli applausi e le plateali grida di sostegno da parte dei senatori di Forza Italia all’intervento di Gabriele Albertini (Sc) che nel suo intervento aveva criticato lo stesso Grasso per la decisione sul voto palese a riguardo della decadenza di Berlusconi.
Berlusconi: appuntamento 8 dicembre per primi mille club – “Ci diamo un appuntamento preciso: l’8 dicembre ci incontriamo per festeggiare i primi mille club che si stanno fondando in Italia”. Lo dice Silvio Berlusconi
17.05 – Cav: sentenza Mediaset grida vendetta davanti a Dio – ”La sentenza sui diritti Tv è una sentenza che grida vendetta davanti a dio e agli uomini”, dice ancora Berlusconi nel suo comizio a via del Plebiscito. Quella sentenza, ha aggiunto, ”è basata solo su teoremi e congetture e su nessun fatto o documento o testimone. È una sentenza che grida vendetta davanti a Dio e agli uomini. Il Senato, anzi, non tutto il Senato ma i nostri alleati di governo, si sono precipitati su quella sentenza per chiedere la mia decadenza”.
17.02 – Zanda: brutto evocare piazza e insultare Colle – “Evocare la piazza con toni forti è molto pericoloso per la democrazia, e gli insulti gratuiti e infimi al presidente Napolitano sono una brutta pagina”. Lo dice Luigi Zanda, capogruppo del Pd, all’inizio delle dichiarazioni di voto sulla decadenza del Cavaliere.
17.00 – Berlusconi. ci sarà capovolgimento, sarò assolto – “Sono assolutamente sicuro che il finale di questi ricorsi sarà il capovolgimento della sentenza con la mia completa assoluzione”, dice Silvio Berlusconi ribadendo la volontà di presentare domanda di revisione del processo Mediaset. ”Oggi brindano perché sono riusciti a portare l’avversario davanti al plotone d’esecuzione: sono euforici, lo aspettavano da venti anni… ma non credo abbiano vinto la partita della democrazia e della libertà”.
16.59 – Berlusconi: come Grillo e Renzi combatterò fuori Parlamento – “Nessuno di noi può stare più tranquillo sui propri diritti, sui propri beni e la propria libertà. E allora restiamo in campo. Non disperiamoci se il leader del centrodestra non sarà più senatore: ci sono altri leader di partito che non sono parlamentari e mi riferisco a Renzi e Grillo che dimostrano che anche da fuori si può continuare a battersi e combattere per la nostra libertà”.
16.58 – Berlusconi: è giorno amaro e di lutto per democrazia – ”Noi siamo moderati. Si sono scagliati contro questa manifestazione ma vogliamo tranquillizzarli: questa è una manifestazione legittima e pacifica”: dice Silvio Berlusconi dal palco davanti palazzo Grazioli a piazza del Plebiscito. “E’ un giorno amaro e di lutto per la democrazia”.
16.55 – Berlusconi: i giudici lavorano per sinistra al potere – La magistratura vuole “la magistratura via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese” , dice Berlusconi ai militanti di Forza Italia a via del Plebiscito. “Quando la sinistra non è al potere la magistratura fa di tutto per farla tornare al potere”. Anche Magistratura Democratica di nuovo sotto tiro dell’ex premier che ricorda come “persino la sinistra ortodossa nel 1978 ha accusato Md di avere abbracciato le idee estremiste delle brigate rosse”.
16.52 – Stefania Craxi: temo nuovo lancio monetine – ”Una cosa mi auguro: di non rivedere quella scena obbrobriosa, infame, che ho visto dopo quel voto, quando poi tirarono le monetine a Craxi. Ma temo un nuovo lancio di monetine”. Così Stefania Craxi, alla guida del movimento politico Riformisti italiani, intervistata da IntelligoNews.
16.50 – Tensioni in Aula Senato, FI attacca Grasso – Tensioni nell’Aula del Senato con alcuni parlamentari di Forza Italia che hanno gridato improperi contro il presidente Pietro Grasso, perché questi non ha tolto la parola alla capogruppo di M5s, Paola Taverna, che, nel suo intervento di dichiarazione di voto, aveva usato parole dure contro Silvio Berlusconi.
16.48 – Di Pietro: esce di scena come Al Capone – “E’ ora che su Berlusconi cali il sipario. Dopo 20 anni esce di scena come Al Capone. Mai più istituzioni ad personam”. E’ quanto scrive il presidente dell’Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, sul suo profilo Twitter.
16.45 – Popolo viola: Berlusca a San Vittore – “Noi che siamo italiani abbiamo un sogno nel cuore, Berlusca a San Vittore”. E’ il coro intonato da una decina di militanti guidati dal blogger del Popolo Viola, Gianfranco Mascia, al sit-in accanto al Senato, convocato per celebrare la decadenza di Silvio Berlusconi. I pochi cittadini giunti finora hanno anche scandito “A casa, a casa”.
16.40 – Vendola: non ce ne libereremo facendo esorcismo – “Si chiude la storia parlamentare di Berlusconi. Speriamo che inizi un’analisi critica del ventennio berlusconiano. Se esce di scena dal Senato il Cavaliere, non esce dalla pancia del Paese quel berlusconismo che come un veleno è stato iniettato per oltre vent’anni. I conti col berlusconismo non sono ancora cominciati. Non ce ne libereremo facendo un esorcismo. C’è un Berlusconi dentro di noi di cui dovremmo cominciare ad occuparci”, così Nichi Vendola a margine di una conferenza al Comitato delle Regioni Ue.
16.35 – O.Romano: decadenza non lo esclude da politica – “Lo scenario politico che si apre a partire da ora è caratterizzato, da una parte, da una maggioranza più coesa, svincolata dall’ipoteca rappresentata dalle vicende giudiziarie del leader di Forza Italia, e dall’altra da un’opposizione che, annoverando nelle sue fila il partito di Berlusconi, punterà con ogni arma alla fine prematura dell’Esecutivo”. E’ l’analisi fatta dall’Osservatore Romano dopo l’uscita di Forza Italia dalla maggioranza di governo, al momento della fiducia sulla legge di stabilità, e nel giorno del voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. Secondo il quotidiano della Santa Sede, “la decadenza da senatore dell’ex presidente del Consiglio, se priva quest’ultimo dell’immunità della quale ha goduto fino ad ora, non è infatti sufficiente a estrometterlo dalla competizione politica.
16.30 – Ingroia: fuori il pregiudicato, vince l’etica pubblica – “Non credo che espellere un pregiudicato dal Parlamento sia una vittoria politica, né tantomeno una vendetta. Lo considero, e non guardo il nome del condannato, una vittoria dell’etica pubblica, un sentimento presente in tutti i paesi mediamente civili”. Lo scrive sul sito di Azione Civile il presidente del Movimento Antonio Ingroia.
16.20 – Schifani: no ad una scelta ingiusta e anomala – “Ci accingiamo a dire no a una scelta anomala e ingiusta. Anomala per tutti i percorsi di carattere procedurale che hanno caratterizzato la vicenda”. Lo dice il senatore di Nuovo Centrodestra, Renato Schifani, in Aula in dichiarazione di voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi.”E’ una pagina buia nella storia della nostra democrazia parlamentare”. aggiunge Schifani.
16.15 – Popolo Viola: l’Italia è libera – ‘L’Italia è libera’, recita un cartello con i colori della bandiera italiana retto da una ragazza vestita quasi solo di una tunica bianca e con una corona in testa al presidio del Popolo Viola accanto al Senato, dove si spera di celebrare la decadenza di Silvio Berlusconi da senatore. ‘Ancora un ultimo bunga bunga, per favore’, si legge su un ironico manifesto retto dal blogger Gianfranco Mascia, che indossa una maschera di gomma con le fattezze di Berlusconi. “Mi consenta, mi consenta, stavolta non me l’hanno consentito”, ha scherzato Mascia.
16.10 – In via del Plebiscito spunta un grillino – “E’ una giornata storica perché oggi finisce un’era. Però aspettiamo, perché fino alle cinque c’è tempo”. Risponde così Massimo Artini, deputato 5 Stelle, intercettato dai cronisti a via del Plebiscito dove è in corso la manifestazione di Forza Italia a sostegno di Silvio Berlusconi. Il parlamentare grillino viene inseguito da alcuni cronisti che gli chiedono come mai si trovasse qui e lui prontamente risponde: “sono passato di qua perchè mi trovavo a fare un lavoro da queste parti”. Con lui c’era un ragazzo che scattava delle foto mentre i cronisti parlavano con il deputato.
16.05 – Ferrara (Gal): votiamo contro, infamia vostra – “Votiamo contro affinché in futuro l’infamia sia solo vostra”. Così nelle dichiarazioni di voto Mario Ferrara di Gal che cita proprio la Storia della Colonna Infame di Manzoni per paragonare la situazione di Silvio Berlusconi. “Il Paese vi è contro e, come nella storia del Manzoni, l’addebito di infamia si rivolterà contro di voi”.
15.50 – Gasparri: Renzo Piano? Tricoteuse – Renzo Piano? “Si è comportato come le tricoteuse” le vecchiette sedute, con il loro lavoro a maglia, in prima fila davanti alla ghigliottina, per assistere durante la rivoluzione francese allo ‘spettacolo’ delle decapitazioni. Lo dice di lui il vicepresidente del Senato, Maurizio Gasparri che aggiunge: “Piano non è malato ma non è mai venuto in Senato se non oggi, il suo è un atteggiamento sprezzante che io disprezzo”. Quanto agli ex compagni di partito: “stasera noi ci riposeremo nell’amarezza, altri con la coscienza che gli rimorde”.
15.30 – La Russa: si realizza il sogno della sinistra – ”Incapace di sconfiggerlo elettoralmente, si realizza oggi con ogni probabilità, il desiderio tanto agognato a sinistra, di vedere fuori dalle aule del Parlamento il leader della coalizione di centrodestra”: così Ignazio La Russa, presidente di Fratelli d’Italia – centrodestra nazionale. ”Se è vero che le sentenze definitive vanno rispettate – aggiunge – è altrettanto vero che quella di Berlusconi più che una vicenda giudiziaria è una vicenda squisitamente politica.
15.15 – Cartello davanti a P. Grazioli: il Cav non si discute si ama – Tra i cartelli portati dai militanti azzurri per la manifestazione a sostegno di Silvio Berlusconi, in corso davanti a Palazzo Grazioli, ce n’è uno in cui è scritto in maniera molto visibile: ‘Il Cavaliere non si discute, si ama’. Il manifesto è stato portato da militanti campani, tanto è vero che sotto la scritta inneggiante all’ex premier compare una sigla ‘Disperados Napoli’.
15.03 – Mandelli: senatori a vita sempre assenti, oggi no – “Non più tardi di venti giorni fa il Senato ha varato in via definitiva un provvedimento su scuola e istruzione, e nessuno dei Senatori a vita ha creduto opportuno partecipare al voto benché si trattasse, evidentemente, di un’occasione in cui avrebbero potuto offrire un contributo prezioso, forti del loro prestigio e della competenza nell’ambito della cultura e della ricerca”. E’ quanto osserva il Senatore di Forza Italia Andrea Mandelli sottolineando come “oggi, al contrario, siano qui presenti a votare la decadenza di Berlusconi”. “Il tentativo di assicurare in ogni modo il raggiungimento di un risultato ingiusto, illegittimo e antidemocratico – aggiunge Mandelli – non sposta di una virgola la nostra convinzione, condivisa da milioni di moderati italiani: Berlusconi è e resta il nostro unico e indiscusso leader”.
14.45 – Ronzulli, Silvio parla alle 16 poi va ad Arcore – “Berlusconi oggi parlerà alle 16, poi andrà ad Arcore dai figli, nel focolare domestico”: così Licia Ronzulli, eurodeputata di Forza Italia, pochi minuti fa ai microfoni del programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’, condotto da Claudio Sabelli Fioretti e Giorgio Lauro. “Berlusconi è forte, ha una forza incredibile, tanto che in questo momento è lui che ci sta rincuorando”, ha concluso la Ronzulli a Radio2.
14.45 – Dopo voto su decadenza riunione gruppi Ncd – L’incontro dei parlamentari di Nuovo Centrodestra – a quanto si apprende – si terrà al Senato dopo il voto sulla decadenza di Berlusconi. Al termine, intorno alle 18.30, il vicepremier Alfano terrà una conferenza stampa.
14.26 – Carfagna, sequestro cartelli è da regime – “Il sequestro preventivo di un cartello è qualcosa che accadeva nei Paesi guidati da regimi totalitari. La nostra Costituzione parla chiaro, la libertà di parola e di manifestazione sono diritti garantiti. Non vorremmo che dietro a questo fattaccio ci sia una strategia ben precisa per impedire il legittimo dissenso contro certa magistratura e certa classe politica cieca e sorda”. Lo afferma, in una nota, la portavoce del gruppo Fi-Pdl alla Camera Mara Carfagna.
14.24 – Tentano entrare a P.Grazioli, fermati – Due persone sono state fermate perchè hanno tentato di entrare a Palazzo Grazioli. Altre quattro sono state fermate perchè stavano creando problemi al tranquillo svolgimento della manifestazioni di Forza Italia.
14.22 – Non si sospende aula Senato, voto alle 17 –  I lavori dell’Aula del Senato non si sospenderanno. Alle 15.30 cominceranno le dichiarazioni di voto e per le 17 è previsto il voto sugli ordini del giorno presentati in difformità dalla relazione della Giunta che chiede di non convalidare l’elezione di Berlusconi. Non c’è più grossa aria di scontro né in Aula, né nei corridoi del Palazzo solitamente animati in occasioni così cruciali. Ascoltando alcuni esponenti di Forza Italia sembra quasi che l’attenzione si sia spostata ormai fuori dal Palazzo, dando per scontato questo “inutile e vergognoso” passaggio parlamentare con il quale si confermerà l’addio dell’ex premier alle Camere. Molti senatori di FI vogliono prendere parte alla manifestazione organizzata a via del Plebiscito davanti all’abitazione del Cavaliere.
14: 06 – Lite in Aula Bondi-Formigoni, commessi li separano – “Vergogna”, urla Sandro Bondi a Roberto Formigoni. E i due vengono quasi alle mani nell’Aula del Senato. Tanto che intervengono i commessi a separarli. L’episodio viene immortalato dal cellulare del senatore Pd Sergio Lo Giudice e pubblicato su Twitter, quando è appena iniziato il ‘Bday’, il giorno del voto sulla decadenza di Berlusconi. “Sarà una giornata lunga”, scrive Lo Giudice. Che riferisce, ironico: “Il versetto ermetista declamato dal senatore Bondi al senatore Formigoni era ‘Vergogna’”.(ANSA).
14.05 – Grillo: non la fine di un regime ma di un banale uomo – “Mi piacerebbe per davvero poter dire che siamo alla vigilia del crollo di un regime.Non è così.Non ancora. E’ semplicemente la fine di un banale uomo per tutte le stagioni, un soggetto che è stato funzionale nell’ultimo ventennio sia ai colossi finanziari anglo-americani che al Kgb sovietico, passando per lo Stato del Vaticano,la troika, l’Iran, Israele, l’Arabia Saudita, gli emirati Arabi, la Lybia, l’intero sistema bancario internazionale”.E’quanto scrive il blog di Grillo con il titolo “In memoria di Silvio Berlusconi”.
13.50 – Questura: gli agenti non hanno rimosso cartello –  “Gli agenti non hanno rimosso e sequestrato il cartello ma hanno invitato i manifestanti a rimuoverlo”. E’ quanto si precisa dalla Questura di Roma riguardo al cartello con su scritto “Colpo di Stato” che secondo alcuni sostenitori di Forza Italia riuniti davanti a Palazzo Grazioli sarebbe stato sequestrato dalle forze dell’ordine.
13.40 – FI: ci impediscono di manifestare – “Sta accadendo un altro fatto molto grave, a dimostrazione del sistematico tentativo di ostacolare una libera e pacifica manifestazione: alle decine e decine di pullman in arrivo a Roma viene impedito di avvicinarsi al centro per permettere la discesa dei sostenitori di Silvio Berlusconi. Riteniamo questo un fatto gravissimo e ci auguriamo che cessino queste prove generali di boicottaggio”. E’ quanto si legge in una nota di Forza Italia.
13.30 – Riunione Ncd dopo il voto – Nel pomeriggio, dopo il voto al Senato sulla decadenza di Silvio Berlusconi, è in programma una riunione congiunta dei gruppi parlamentari del Nuovo CentroDestra di Camera e Senato, cui parteciperà anche il vicepremier Angelino Alfano. In seguito è prevista una conferenza stampa.
13.20 – Biancofiore: Alfano lo sta accompagnando fuori – “Chi sta accompagnando Berlusconi fuori dal parlamento e forse in carcere è Alfano, il delfino, il figliol prodigo, la persona in assoluto che Berlusconi ha sostenuto di più. Alfano, che ha la golden share del governo, poteva porre le condizioni non a Forza Italia, ma a Letta per proseguire oltre il 2015 e non l’ha fatto perché gli manca il quid”. Lo afferma Michaela Biancofiore, deputato di Fi, intervenendo a ‘Fatti e misfatti’ su Tgcom24.
13.15 – Caliendo: l. Severino non ancora applicabile – “La legge Severino non è ancora applicabile”. Lo ha detto il senatore di FI Giacomo Caliendo contestando la relazione della Giunta delle Immunità che propone di non convalidare l’elezione di Berlusconi. Difendendo la tesi dell’irretroattività della legge Severino, Caliendo dice per la prima volta apertamente che facendo fede la data di commissione del reato e non il passaggio in giudicato della sentenza, la norma del governo Monti “non è di fatto ancora applicabile”. Perché sia così si dovranno attendere i 3 gradi di giudizio.
13.05 – Rimosso il cartello “colpo di Stato”, FI si ribella – La manifestazione di Forza Italia non è ancora iniziata, ma tra gli azzurri è già polemica per la decisione delle forze dell’ordine di rimuovere questa mattina un cartello che era stato posizionato a palazzo Grazioli in vista della kermesse pomeridiano a sostegno di Silvio Berlusconi e contro la decadenza da senatore. Sul manifesto rimosso c’era scritto ‘Colpo di Stato’.
13.00 – FI attacca i senatori a vita, il Pd li difende – Parte dai banchi di Forza Italia un duro attacco ai senatori a vita presenti per il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi. L’accusa è di essere in Aula in questa occasione, dopo le numerose assenze del passato. Ad aprire l’atto di accusa è Sandro Bondi, ma intervengono anche Maurizio Gasparri e Donato Bruno, che specificano però che non intendono riferirsi a Mario Monti, bensì ai senatori di recente elezione da parte del capo dello Stato. Parole che spingono il presidente del Senato Pietro Grasso ad intervenire per specificare che “il senatore Abbado è gravemente malato e non può partecipare”. Grasso legge anche il Regolamento del Senato che elenca le prerogative dei senatori a vita e dichiara: “questo può bastare”. Difendono i senatori a vita dalle accuse dei berlusconiani anche i senatori del centrosinistra. Il capogruppo del Pd Luigi Zanda afferma: “i senatori a vita sono senatori a tutti gli effetti e partecipano a tutte le sedute. Mi auguro che continuino a partecipare attivamente”.
12.50 – Stefàno: rispettati regolamenti e leggi – Il presidente della Giunta per le Immunità del Senato Dario Stefano propone all’Aula quanto deciso dall’organismo da lui presieduto il 4 ottobre scorso e cioè la non convalida dell’elezione di Silvio Berlusconi. E nella relazione di 22 cartelle che legge davanti all’assemblea di Palazzo Madama difende l’operato della Giunta ribadendo come ci sia stato un “totale” rispetto delle regole e delle leggi. Ribadisce che quello che si è svolto in Giunta non può venire considerato “un processo”, ma un “procedimento a difesa dell’istituzione parlamentare”.
12.49 – Bocciata la sospensiva – La questione sospensiva sulla decadenza di Berlusconi è stata respinta dall’Aula del Senato con alzata di mano.
12.45 – Aula boccia le pregiudiziali – L’Aula respinge le questioni pregiudiziali sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Il voto e’ avvenuto per alzata di mano.
12.32 – Candiani: mai vista tale calca di senatori a vita – “Qui a Palazzo Madama non si era mai vista questa calca tra i banchi dei senatori a vita. Siamo molto contenti di assistere a questo ‘pienone’. Peccato non li avessimo mai visti prima ad esempio per le votazioni su cultura, scienze, turismo, scuola o economia. Catteneo, Piano, Monti, Rubbia: alchimia, compasso, denaro e infinito uniti assieme…”. Lo scrive in un post su Facebook il senatore della Lega Nord, Stefano Candiani.
12.30 – Messina: Senato deve solo prendere atto della decadenza – “Oggi è una giornata straordinariamente normale perché il Senato deve solo prendere atto della sentenza definitiva, emessa dalla Suprema Corte, e votare in favore della decadenza di Silvio Berlusconi”. Lo afferma il segretario nazionale dell’Italia dei Valori, Ignazio Messina, intervenendo durante la trasmissione ‘Uno Mattina’. “In uno Stato di diritto – ha aggiunto Messina – la legge va rispettata e un condannato, chiunque esso sia, non può scappare dalla sanzione emessa a suo carico.
12.20 – In Aula senatori a vita, Gasparri attacca Piano – L’Aula è gremita come per le votazioni più importanti della legislatura e arrivano anche i senatori a vita. Oltre a Carlo Rubbia si affaccia anche l’architetto Renzo Piano quasi sempre assente dai lavori d’Aula. La sua presenza viene stigmatizzata dal vicepresidente del Senato Maurizio Gasparri che parla di “un comportamento discutibile di un senatore a vita recordman di assenteismo”. Guarda caso, sottolinea Gasparri, “si presenta oggi per contribuire al vergognoso rito dell’illegalità. Il fatto si commenta da solo. Che brutta figura”.
12.15 – Gremita l’Aula, banchi governo vuoti – E’ gremita l’aula del Senato, in occasione del dibattito sulla decadenza di Silvio Berlusconi. Nonostante manchino ancora diverse ore al voto, gli scranni di tutti i banchi parlamentari sono pieni. Vuoti, invece, i banchi del governo, anche se nell’emiciclo si nota la presenza del ministro delle Riforme, Gaetano Quagliariello, che sceglie però di prendere posto accanto ai colleghi del Nuovo Centrodestra.
12.10 – Letta: no comment, tengo linea separazione – “In questi sette mesi non ho mai commentato e ho sempre mantenuto una linea di netta separazione e la manterrò”. Così il premier Enrico Letta, incontrando la stampa a P.Chigi, a proposito della decadenza di Berlusconi. A chi gli chiedeva se il Cavaliere lo abbia avvertito del passaggio all’opposizione, si è limitato a rispondere “no”.
12.00 – Bondi: Letta insensibile convoca conferenza stampa – “Nello stesso momento in cui al Senato va in scena una vicenda drammatica che coinvolge una parte del Paese, il premier Letta dimostra la sua sensibilità umana e politica convocando una conferenza stampa per parlare della nuova maggioranza a sostegno del suo governo. Non ho parole! Spero almeno che non sia accompagnato da Alfano. Ma ormai non mi stupisco più di nulla”. Lo dice il senatore di Fi Sandro Bondi.
11.48 – Mussolini: Alfano è un piranha – “I vostri sono voti appiccicosi. Se fossi stata io la capigruppo non li avrei accettati. Siete dei poltronisti, come dice Berlusconi, siete arrivati a un punto di non ritorno. Alfano è un pirana e preferisco chiamarlo Lino perché di Angelino non ha proprio nulla”. La senatrice di Fi Alessandra Mussolini attacca a testa bassa i “cugini” di Ncd durante la discussione sulla decadenza del Cav e grida ai loro banchi più volte: “Non vogliamo i vostri voti”.
11.45 – Letta: abbiamo più voti dell’ultimo governo Berlusconi – “Questa notte al Senato abbiamo avuto 171 voti, sono più di quelli dell’ultimo governo Berlusconi”. Lo dice il premier Enrico Letta incontrando i giornalisti a Palazzo Chigi. “Lo dice perché ho visto che si comincia a dire che abbiamo numeri risicati. I numeri sono giusti e ci danno forza”.
11.40 – Carfagna: al Senato odore di mandorle amare – “Se le cose andranno così come qualcuno ha deciso che vadano, oggi il Senato scriverà una pagina storica della Repubblica italiana. La più nera. Dai contorni inquietanti e dall’odore malevolo di mandorle amare, come il cianuro. Una parte, minoranza nel Paese, estrometterà dal Parlamento il leader della parte avversa, maggioranza tra la gente, a seguito dell’interpretazione capziosa di una norma che, in una sua parte, viola in maniera palese uno dei principi più elementari del diritto occidentale: la irretroattività delle norme penali”. Lo scrive la portavoce del gruppo Fi-Pdl alla Camera dei deputati Mara Carfagna, nell’ultimo editoriale di ThinkNews, il quotidiano online che dirige.
11.35 – Iscritti a parlare 21 senatori pro Cav su 25 – Nel dibattito generale che seguirà la relazione del presidente della giunta delle elezioni Dario Stefano si sono iscritti a parlare 25 senatori. Sono ben 22 quelli che parlano contro la decadenza di Silvio Berlusconi, quasi tutti di Forza Italia, Gal e Nuovo Centrodestra. A favore della decadenza per Berlusconi sono iscritti solo due senatori del M5S. Si è iscritto a parlare anche il senatore del Psi Enrico Buemi, che era a favore del voto segreto e in passato si era espresso a favore della decadenza.
11.30 – Biancofiore: Grillo e Renzi votino no alla decadenza – Renzi e Grillo votino no alla decadenza: lo chiede Michaela Biancofiore (Fi). “Renzi – ricorda – ha sempre detto che il PD avrebbe dovuto battere Berlusconi nelle urne per via democratica e non per via giudiziaria. Bene oggi ha l’occasione di dimostrare la sua coerenza e di imprimere al nuovo Pd che lui intendere costruire e rappresentare una svolta epocale – garantista opposta alla deriva giustizialista che ha pervaso la sinistra per oltre venti anni. Grillo aspira ad essere l’emblema del popolo che si ribella al potere, alle caste alle forze occulte e reazionarie.
11.26 – Presentate sei pregiudiziali – Finora nell’Aula del Senato sono state presentate, da parte del centrodestra, 6 questioni pregiudiziali e 7 ordini del giorno in difformità della relazione della Giunta per le Immunità che è a favore della decadenza di Berlusconi. Lo si apprende da ambienti parlamentari del Senato.
11.25 – Berlusocni a palazzo Grazioli prepara il discorso di piazza – Giornata di attesa quella di Silvio Berlusconi che a Palazzo Grazioli è riunito da questa mattina con i suoi fedelissimi per preparare la scaletta dell’intervento che terrà in piazza, davanti la sua residenza, in occasione della manifestazione organizzata dal partito contro la sua decadenza da senatore. Il Cavaliere non andrà in Senato ad attendere il voto ma interverrà alla kermesse azzurra intorno alle 16 per poi far rientro a Milano ed aspettare con la famiglia l’esito del voto.
11.20 – Iniziata la relazione del presidente Stefàno – Superata la questione della non ammissibilità del voto segreto, è iniziata nell’aula del Senato la relazione del presidente della giunta delle immunità e delle elezioni, Dario Stefano, sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi, decisa a maggioranza dal Senato il 4 ottobre con 10 sì e otto no.
11.10 – Grasso: la giunta ha deciso per il voto palese – La Giunta per il Regolamento del Senato il 30/10 ha stabilito che per casi di non convalida dell’ elezione il voto fosse palese perché a tutela della composizione del plenum e non sulla persona. Non ci sono novità per riaprire ora il dibattito. Il presidente Grasso risponde così a FI che torna a chiedere il voto segreto sulla decadenza di Berlusconi.
11.00 – Quagliariello: B. si è fidato dlele persone sbagliate – Nessun rimorso ma ”ho sofferto nel momento in cui ho capito che la divisione era un esito scontato” perché Berlusconi si è fidato delle persone sbagliate. Lo dice, intervistato da Libero, il ministro Gaetano Quagliariello ricordando che dopo l’estate ”la parte massimalista ha riguadagnato terreno, puntando anche su quanti, in altri partiti, ricercano anch’essi l’azzardo delle elezioni anticipate”.
27 novembre 2013
Redazione

LE “SCELTE” DI ALFANOI & C.  ( e la “svendita di Silvio Berlusconi ” )

 fior di statista…Di Giacomo Ulisse…
 

 Giancarlo Lehner

—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . ) Sent: Wednesday, November 27, 2013 7:08 PM
Subject: FW: Lehner: fuori Silvio, dentro Di Giacomo

Unicuique suum. Di che lacrime e sangue sia fatto lo scettro di Angelino Alfano si inferisce nitidamente dalla proditoria svendita di Silvio Berlusconi per acquistare un fior di statista come Di Giacomo Ulisse.
Giancarlo Lehner
[ “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” – DA NOSTRO EDITORIALE / STRALCIO ]

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I SIGNORI DEL “MAL FRANCESE” E IL CONTAGIO DA << SIFILIDE ANTIBERLUSCONIANA >>

di Arturo Stenio Vuono ( presidente di “Azimut” associazione – Napoli )

( . . . ) Il << nemico pubblico numero uno >> , finalmente incastrato dal “………non poteva…non sapere…”, è un “pregiudicato, condannato con sentenza definitiva”, dunque perchè esitate, e vi arrabbattate, con il solo scopo di estrometterlo dalle camere, nel non mettergli le manette ? ( . . . )
[ << PENSIERINO >> … DEDICATO A “IGNAVI” – “CORROTTI” –  “VIGLIACCHI” – “FELLONI” –eccetera  ….]

 DECADENZA/ Berlusconi parla alla piazza: “Oggi lutto per la democrazia”

Mercoledì, 27 novembre 2013

( . . . ) BERLUSCONI PARLA IN PIAZZA DEL PLEBISCITO –  Silvio Berlusconi sale sul palco della manifestazione di via del Plebiscito e risuonano le note dell’Inno d’Italia. Dalla folla si levano cori di “Silvio, Silvio”. “Guardate che le parole di Mameli  – ha esordito – sono impegnative: ‘siam pronti alla morte'”. E ancora: “E’ un giorno amaro e di lutto per la democrazia”.  Poi ha ringraziato i manifestanti: “Grazie, grazie per la dimostrazione di entusiasmo e passione, perché evidentemente il Senato di sinistra con il suo potere ha ordinato al tempo di fare freddo”. “E’ da venti anni – ha proseguito l’ex premier – dal ’94, che quando la sinistra non riesce ad andare al potere con il voto, è compito della magistratura, che interpreta il diritto non in modo imparziale, fare andare al potere la sinistra” ( . . . )

DECADENZA

Silvio Berlusconi in piazza ai sostenitori: ‘Giorno amaro e di lutto per democrazia’

Un momento della manifestazione dei sostenitori di Berlusconi davanti Palazzo Grazioli
Un momento della manifestazione dei sostenitori di Berlusconi davanti Palazzo Grazioli
— Decadenza Berlusconi —

L’ex premier e la piazza: ‘Cittadini preoccupati del futuro del Paese e della libertà’. Bondi: ‘Solo popolo puo’ rifondare fondamenta dello Stato. De Michelis: ‘E’ finita come con Craxi’

[ “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE / STRALCI DA NOSTRI ULTIMI 3 EDITORIALI ]

DA : I SIGNORI DEL “MAL FRANCESE” E IL CONTAGIO DA << SIFILIDE ANTIBERLUSCONIANA >>
( . . . ) Di tutti gli altri manigoldi, per lo passato – il presente e il futuro – , di tutti abbiamo già detto a iosa; e, ora, agli ineffabili grillini, per i molti grulli, c’è da dire che la loro astuta strategia, messa in campo, raccoglie due piccioni con una fava. Da una parte mostrare l’azione contro l’universo mondo, per fare bottino di voti, che resta l’abile esercizio di filippiche ; e che, proprio essi, poi, ben sanno che non avranno, mai, utile e pratico sbocco; epperò i loro voti determinanti, eccome,  per far fuori Berlusconi ; che, guarda caso, è l’unico memico di coloro che, essi, dicono essere i loro nemici. Insomma, ci vuol poco a capirlo, che assolutamente non funziona! Almeno per noi. Così, e così, per satisfare i frequentatori dell’onanismo politico della loro rete e il << muro del pianto >> , eccoti – bello e pronto – lo sfogatoio delle sceneggiate, le rappresentazioni solitarie in parlamento, buone per i gonzi,e per finire che il “Beppe nazionalpopolare” ( sic ) guadagni il ruolo di << sicario – capofila >> del tentato omicidio per l’intruso, disturbatore dei manovratori, e dell’uccisione del << berlusconismo >> . Ahinoi ! ( . . )
DA: TEMPO DI LUPI E AVVOLTOI
( . . . )  Sembra che per tenersi distinti e distanti dalla grave condizione politico-sociale-economica della penisola, disimpegnandosi da risposte forti e autorevoli nonchè condivise, migliore formula sia per l’appunto la suicida scomposizione in atto.Tutti gli occhi sono puntati, in prospettiva, alla ricerca del posto al sole per Strasburgo ma  sul fronte del resistere, ad ogni costo, incombe una più che possibile, sempre più vicina, implosione. C’è una Italia fragile, c’è una Italia insicura, tra la perdurante querelle di inchieste Stato-mafia che giunge a fare testimoniare il presidente della repubblica e l’ennesima datagate da cui non potersi tirare fuori, c’è una Italia da rifare. C’è l’Italia dell’antagonismo a comando, dell’arcinoto antiberlusconismo cui si aggiunge, di recente, il ritorno di Gianfranco Fini; l’antiberlusconismo che, prima, si regalò il prode Signor Prodi e, poi, il bocconiano Mister Monti; che s’è regalato il premier nipote Letta e che, in tale linea, si regalerà Renzi il bello e semprechè, con buona pace di Epifani, il grillo sparlante non faccia  il botto e bottino di voti. Ma dove vanno a sbattere, nell’illusione di potere decretare, impunemente,  la morte politica di Silvio Berlusconi ? E chi vivrà, vedrà ( . . . )
DA : CHI SACRIFICA LA DEMOCRAZIA
3 ( . . . ) Quanto a Berlusconi, inciampato in una singolare sentenza per avere commesso il reato di rifiutare la coabitazione con certi poteri forti, resta il leader del centrodestra. Ogni tentativo di isolarlo è destinato ad abortire. Per capirlo è sufficiente riandare a quanto avvenne, tra il 1976 e il ’79, con lo scissionismo a destra. Tutti ricordano come andò a finire. Agli apologeti dell’attuale Ue, ormai una gabbia intollerabile che azzoppa i popoli ed è impotente a far fronte ai suoi doveri, c’è un limite a tutto. O si rivedono i trattati, da sottoporsi a referendum, oppure è finita. O si giunge all’elezione diretta degli organi di governo, alla moneta di proprietà, a un comune esercito di difesa e così via, oppure non ha più senso. Questa Europa non è l’Europa. Nulla cambiando, crescerà sempre di più il numero di coloro che da questa Europa, da quest’euro, vorranno tirarsi fuori. L’ultima triplice intesa del sistema, la varata manovra e le manovre in corso, sono perciò una flagrante manifestazione di come una “democrazia prepotente”, che non è più democrazia, vuole solo, e unicamente, sacrificare il proprio popolo ( . . . )
Arturo Stenio Vuono *
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presidente Associazione Culturalsocial “Azimut” – Napol

La presenza, forse, annullata…..

“Finite larghe intese”

“AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE ” : da nostro sevizio  DEL 2 OTTOBRE – PRIMA LEGGE DI STABILITA’…..
[ AVEVAMO GIA’ SCRITTO E OGGI A MAGGIOR RAGIONE…. ]
[ LA VOCE DELL’INNOCENZA ]
Enrico Letta e Giorgio Napolitano foto di AFORISMI X LA VITA. “Finite larghe intese”
D I M I S S I O N I
Signor Presidente della Repubblica : le dimissioni dell’esecutivo e il restar in carica, per le misure urgenti, ciò coincide con la volontà del << paese reale >> ( è l’opinione, unanime, della gente che lavora e non di quella che vive di prebende); è Suo dovere fare in modo di traghettare l’Italia verso una reale stabilità e sicurezza nonchè un clima di effettiva giustizia sociale. Chiuda, poi, il Suo alto mandato senza ulteriore trascinamenti che sarebbero assolutamente inefficaci. Non ascolti chi marcia, solo e sempre,  all’insegna de : “…Il potere, a chi? A noi !!! …e il << restar in sella >>, a chi ? A noi !!!”
MEMENTO
( . . . ) Napolitano ha detto di aver speso, in merito, tutti i suoi sforzi di persuasione “vanificati dalla sordità di forze politiche che pure mi hanno ora chiamato ad assumere un ulteriore carico di responsabilità per far uscire le istituzioni da uno stallo fatale. Ma ho il dovere di essere franco – ha detto con forza –: se mi troverò di nuovo dinnanzi a sordità come quelle contro cui ho cozzato nel passato, non esiterò a trarne le conseguenze davanti al Paese.” Le forze politiche sono avvertite ( . . . ) incomunicabilità tra schieramenti politici concorrenti. ( …) Ma non è per prendere atto di questo che ho accolto l’invito a prestar di nuovo giuramento come Presidente della Repubblica. L’ho accolto anche perché l’Italia si desse nei prossimi giorni il governo di cui ha bisogno. E farò a tal fine ciò che mi compete : non andando oltre i limiti del mio ruolo costituzionale, fungendo tutt’al più, per usare un’espressione di scuola, “da fattore di coagulazione”. Ma tutte le forze politiche si prendano conrealismo le loro responsabilità : era questa la posta implicita dell’appello rivoltomi due giorni or sono.  Mi accingo al mio secondo mandato ( . . . )
 “AZIMUT” ASSOCIAZIONE – NAPOLI. Invitiamo il capo dello Stato, francamente e con tutto il rispetto, e giusto le ragioni che portarono al suo secondo mandato, fatto già abbastanza straordinario,a prendere atto che << larghe intese >> e il programma di governo non hanno trovato realizzazione. In tal senso, e in pratica, il mandato di Giorgio Napolitano, da garante, è di fatto esaurito. Non è solo il presidente del consiglio Letta, già soltanto in ordinaria amministrazione, a doversi considerare dimissionario.Che si vada alle camere per le conclusive e dovute determinazioni. Altro tipo di governo violerebbe il << patto >> e non solo. Altrimenti questo film l’abbiamo già visto  Prima la Legge di Stabilità che, ora, ponga subito al riparo il Paese, recuperando tutti i provvedimenti non mantenuti e che non faccia pagare l’ulteriore dazio ai cittadini; poi, speditamente, la parola  alla Nazione….. ( . . . )

“Finite larghe intese”

Silvio Berlusconi al suo arrivo a Montecitorio per la riunione con i gruppi (Ansa) Legge di Stabilità, Forza Italia annuncia l’uscita dalla maggioranza di governo: “Finite larghe intese”

“Siamo arrivati alla determinazione che non ci sono piu’ le condizioni per collaborare con questo governo” sulla legge di stabilita’. “Il maxiemendamento cosi’ com’e’ e’ irricevibile”. Lo ha annunciato il capogruppo al Senato di Fi Paolo Romani in una conferenza stampa nella sala Nassiriya di palazzo Madama, insieme al presidente dei deputati Renato Brunetta. “Allo stato, ancora non conosciamo questo maxiemendamento nella sua interezza. In tutti questi giorni abbiamo inseguito piu’ volte il governo, abbiamo chiesto incontri ma in molti non si sono presentati. Abbiamo sempre cercato il dialogo e siamo sempre stati collaborativi”, ma, avverte Romani, ora “non ci sono più le condizioni” di continare. La dichiarazione dell’esponente azzurro prelude dunque ad un passaggio all’opposizione di Fi. Della decisione sono stati messi al corrente sia Napolitano che Letta. Quando gli è stato chiesto se sia il caso che il premier Enrico Letta salga al Colle per rassegnare le sue dimissioni, Brunetta ha replicato: ”questo vuole la prassi costituzionale”. “La prassi costituzionale vuole che, una volta finite le larghe intese come in questo caso il premier salga al Colle per dimettersi”, ha detto Brunetta.
Il governo ha posto la fiducia sul maxiemendamento – “E’ un’occasione per ”un’importante percorso trasparente, chiaro, spero sereno di confronto tra le forze politiche e per una verifica di un rapporto fiduciario tra governo e Parlamento”, ha affermato il ministro per i Rapporti con il Parlamento Dario Franceschini. Il maxiemendamento alla legge di stabilità ”recepirà integralmente il lavoro della commissione Bilancio e lo integrerà con gli emendamenti di governo e relatori” già presentati in commissione, aveva annunciato Franceschini al termine della capigruppo del Senato.
L’ex finanziaria, infatti, è stata licenziata nella notte senza dare il mandato al relatore e con alcuni capitoli fondamentali (come la casa) ancora da definire. Anche se la commissione non ha completato l’esame, Franceschini assicura che l’esecutivo è ”grato per il lavoro approfondito” che è stato svolto. Un lavoro, che assicura, sarà recuperato ”integralmente” nel maxiemendamento. La fiducia sul provvedimento, secondo il ministro, rappresenta ”il modo più trasparente per verificare il rapporto tra maggioranza e governo”.
Fassina: “Interverremo sulle pensioni” – Il viceministro dell’Economia nella replica del governo sulla legge di stabilità, al termine della discussione generale al Senato, ha dichiarato: ”Non siamo riusciti a intervenire, per migliorare indicizzazione delle pensioni. E’ un impegno che il governo conferma e che cercheremo di portare avanti alla Camera”. Il governo è ”consapevole” che ”ben più robusti interventi sarebbero stati necessari” nella legge di stabilità, ha ammesso il viceministro. L’ex finanziaria, ha precisato subito dopo, interviene in modo positivo sulle tasse, perché ”riduce la pressione fiscale su famiglie e imprese”.
Berlusconi: “Voteremo contro” – “Noi siamo seri, quindi aspettiamo il testo del maxiemendamento” ma se resterà così com’è adesso “voteremo contro”. Silvio Berlusconi, nel corso della riunione dei gruppi di Fi, non sembra intenzionato a fare sconti al governo. “Se non tengono contro delle nostre richieste ci collocheremo all’opposizione”, ha spiegato l’ex premier spiegando che “questa è la legge di stabilità delle poltrone”. Parlando con i suoi a Palazzo Montecitorio, in vista del voto sulla legge di stabilità (dovrebbe arrivare in serata) e a meno di 24 ore dal voto sulla sua decadenza da senatore, ha aggiunto che il problema di Letta è il non aver fatto le tre cose che avrebbe dovuto realizzare prima di tutto. 
“Tre obiettivi disattesi” – “Al governo Letta, che io ho fortemente voluto, abbiamo dato tre obiettivi fondamentali: la pacificazione nazionale, fare finalmente le grandi riforme istituzionali che sono necessarie a modernizzare questo Paese e che non sono nemmeno riuscito a fare con il mio partito al governo, e poi la ripresa economica che non si può agganciare con la politica di sinistra “del tassa e spendi” confermata con questa legge finanziaria. Tre obiettivi tutti falliti”, ha spiegato in un’intervista a Studio Aperto. La decisione non è stata ancora presa. “Ci vediamo con i gruppi parlamentari per decidere insieme che fare”, risponde infatti Berlusconi al direttore del tg che gli chiede se appoggerà la legge di stabilità. 
Letta: “Andrà tutto bene” –  “Io lavoro incessantemente per avere una situazione non caotica in Italia”, ha detto il presidente del Consiglio nella conferenza stampa al termine del bilaterale Italia-Russia, a chi gli chiedeva un commento sulla situazione di Silvio Berlusconi e sulle sue ultime uscite. L’Italia e’ un Paese che ha un “drammatico bisogno di crescere”, ha spiegato Letta, e creare posti di lavoro” per “far sì che la ripresa sia agganciata. Il rapporto con la Russia può dare un aiuto in settori strategici come l’industria, il turismo e l’energia”. Rispondendo ad una domanda sulle parole pronunciate da Berlusconi, Letta ha aggiunto di volersi concentrare sui risultati raggiunti nel corso del vertice di Trieste che “possono creare posti di lavoro” ma perché tutto ciò si concretizzi “c’è bisogno di una situazione politicamente non caotica”.
26 novembre 2013
Redazione Tiscali

Solo sei voti di scarto. Il Senato, dopo l’addio di Forza Italia a Letta, diventa un posto insidioso per il governo ( . . . )

Governo a sei voti dalla crisi: dopo lo strappo di Fi barcolla in Senato

Alfano e Letta

Solo sei voti di scarto. Il Senato, dopo l’addio di Forza Italia a Letta, diventa un posto insidioso per il governo. La maggioranza c’è, ma da oggi è vietato assentarsi o distrarsi nelle votazioni, anche se c’è sempre il salvagente dei senatori a vita nominati la scorsa estate da Napolitano. I numeri sono decisamente più tranquilli alla Camera, dove tra la maggioranza e la ‘nuova’ opposizione ci sono quasi 150 voti di differenza. Ma vediamo da vicino il nuovo pallottoliere politico.
Via in 71 – Complessivamente Letta perde 71 voti al Senato (i 62 di Forza Italia e 9 di Gal) e 67 alla Camera. Per effetto dello strappo di Berlusconi ora il governo ha a Palazzo Madama 167 voti, solo sei in più della maggioranza assoluta (161 voti). Un po’ meglio andrebbe se non solo Mario Monti ma anche tutti gli altri cinque senatori a vita votassero in massa in favore del governo: ma Carlo Azeglio Ciampi e Claudio Abbado sono gravemente malati e non possono essere “arruolati” , mentre i restanti tre (Renzo Piano, Carlo Rubbia e Elena Cattaneo) finora si sono visti poco e non è detto che diventino improvvisamente assidui del Senato. Comunque sia, da ora Letta può contare su 107 senatori Pd (sarebbero 108 ma Pietro Grasso, in quanto presidente del Senato, per prassi non vota), 30 del Nuovo centrodestra (i 29 componenti del gruppo al quale va aggiunto il senatore alfaniano Luigi Compagna, formalmente ancora con Gal), 20 di Scelta Civica, 10 del gruppo autonomisti. Il totale fa 167. Contro il governo, invece, ci sono 148 senatori, così suddivisi: 62 di Forza Italia, 50 del movimento cinque stelle, 9 di Gal, 7 di Sel e 4 transfughi del M5s. A prova di bomba, invece, la situazione della Camera.
La situazione alla Camera – A Montecitorio la maggioranza può contare su 386 voti (70 in più di quella assoluta che quota a 316), l’opposizione si ferma a 243. Per Letta ci sono 293 deputati Pd, 46 di Scelta Civica, 29 del nuovo centrodestra, 18 del gruppo misto (socialisti e centro democratico). Contro l’esecutivo, invece, 67 deputati di Forza Italia, 20 della Lega, 9 Fdi, 106 del M5s, 36 di Sel (non va conteggiata la Boldrini che in quanto presidente non vota) 4 del gruppo misto. Insomma, i problemi numerici non possono venire da Montecitorio. Per quanto riguarda la composizione del governo l’addio di Forza Italia non porta con sé troppe grane. Nessun ministro del centrodestra è di Forza Italia. Solo due sottosegretari e un viceministro hanno la casacca del partito di Berlusconi: si tratta di Jole Santelli (sottosegretario al Lavoro), Gianfranco Micciché (Pubblica Amministrazione) e Bruno Archi (viceministro alla Farnesina). Sostituirli non dovrebbe rappresentare un grosso problema per Letta.
26 novembre 2013
Redazione Tiscali

OGGI : SENATO SU DECADENZA BERLUSCONI ( MERCOLEDI’, 27 NOV. ’13

Decadenza, giovedì il voto. "In piazza, è solo l'inizio" Mercoledì si vota per la decadenza, Berlusconi: “Non mi dimetterò. Cittadini in piazza”

Mentre resta confermato a mercoledì alle 19 il voto sulla sua decadenza da senatore, Silvio Berlusconi tiene dure e non intende facilitare il lavoro dei suoi “assassini politici”. “No, non penso di potermi dimettere, ho la fiducia di milioni di italiani che vedono in me il leader del centrodestra”, dice durante La telefonata su Canale 5. L’ex Cavaliere ribadisce che c’è “un odio totale” verso di lui da parte della magistratura e i parlamentari che mercoledì voteranno la decadenza si “dovranno vergognare”.
Pronto il ricorso per riaprire il processo – Il leader di Forza Italia precisa che “nei prossimi giorni verrà presentato il ricorso per riaprire questo processo” perché “le corti non hanno voluto ascoltare alcuni testimoni dato che l’unico obiettivo era di condannarmi”.
Mai chiesto salvacondotti – È già deciso che non andrà in prigione ma ai domiciliari, tuttavia Berlusconi teme l’arresto: “Non saprei. Certo è che nei miei confronti c’è un odio totale da parte di una magistratura che ha impiantato 57 processi contro di me”. Berlusconi ribadisce poi di non aver mai chiesto ”salvacondotti” e di aver lavorato esclusivamente per il bene del Paese. “Non c’è mai stato un patto per un salvacondotto che mi riguardasse” con il Colle o il governo, “mai, prima di fare l’accordo di governo non ho mai parlato di qualcosa che mi riguardasse. Ho pensato che si potesse lavorare per il bene comune e invece questi signori sono ossessionati da due cose: eliminare Berlusconi e tassare gli elettori di centrodestra”.
I senatori Pd-M5s riflettano – Berlusconi fa poi un nuovo appello ai senatori di Pd e del movimento 5 stelle: ”Se ci fosse un minimo di indipendenza di giudizio da parte di questi parlamentari rispetto alle indicazioni dei loro partiti, dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza” e agire di conseguenza. L’ex Cavaliere ricorda che già ci sono delle prove “assolute” che provano la sua estraneità dei fatti contestatigli e che ora, con le 12 nuove testimonianze in campo, è automatica la richiesta di revisione del processo che ha emesso una sentenza voluta – dice – da una magistratura di ”estrema sinistra” che ha solo l’obiettivo di ”condannarmi” . E lo ha fatto ora con una sentenza che – aggiunge – ”grida vendetta davanti a Dio e agli uomini. ”Io sono stato già scagionato se si guarda ai fatti concreti, come hanno accertato i giudici nei precedenti giudizi”. ”Il popolo ha diritto alla democrazia ma non alla via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese per consentire alla sinistra di andare definitivamente al potere”, conclude.
Tutti in piazza – Aveva annunciato l’avvio di una massiccia offensiva mediatica per difendersi, e così è stato. Dopo Canale 5, Berlusconi ha parlato a Studio Aperto per ricordare la manifestazione di solidarietà organizzata in occasione del voto sulla sua decadenza: “Domani scendono in piazza tutti i cittadini consapevoli di quello che sta avvenendo che sono preoccupati, che non lo fanno per difendere me, ma che hanno a cuore il futuro del Paese e la nostra libertà. Credo che la manifestazione sia assolutamente legittima e pacifica e sia solo l’inizio. Io ho lavorato bene per il mio paese come imprenditore e uomo di Stato, sono italiano al 100% e sono sceso nel 94 in politica per evitare un destino illiberale e una deriva giustizialista all’Italia, c’era da essere preoccupati. Non ho mai avuto ambizione politica, continuerò a difendere quello che io ritengo il primo dei diritti e cioè la libertà. Lo farò con orgoglio”, ha concluso Berlusconi.
Solo coi voti di Fi si governa – In tarda mattinata Berlusconi si presentato alla riunione dei gruppi di Fi: “Dobbiamo far capire agli italiani che solo concentrando i voti sul principale partito di centrodestra si può arrivare a governare il Paese”, ha detto ai suoi aggiungendo “non viviamo in un Paese libero. Senza uno stato di diritto non c’è democrazia. Quello che sto passando io può capitare a tutti. Io non ho paura ma tutti voi dovete essere missionari di libertà sui vostri territori per allargare il consenso a Fi. Vogliamo essere un Paese in cui nessuno possa temere per la propria libertà”.
Si cerca ancora di rinviare il voto – In relazione al voto di mercoledì, il regolamento del Senato prevede che non sia la relazione della Giunta delle Immunità a dover essere votata. Questa, qualora non ci sia nulla da obiettare, deve intendersi come approvata. Dovranno invece venir votati gli ordini del giorno (qualora ne vengano presentati) depositati in difformità della relazione. Domani, ad esempio, alla proposta della Giunta delle Immunità di non convalidare l’elezione di Berlusconi e quindi di farlo decadere dal suo mandato di parlamentare, verranno presentati numerosi ordini del giorno – alcuni dicono anche che i senatori di Forza Italia ne presenteranno uno ciascuno – e questi dovranno essere votati, ognuno, separatamente. La discussione generale però dovrebbe essere unica: un intervento per ogni gruppo di non più di 10 minuti l’uno sul complesso degli ordini del girono. Ma per ognuno di questi ci dovrà essere uno scrutinio ad hoc. Il voto di tali ordini del giorno dovrebbe cominciare alle 19 di mercoledì sera, così come stabilito dalla Conferenza dei capigruppo, ma la seduta dedicata alla questione della decadenza di Berlusconi potrebbe iniziare molto prima visto che sempre la Conferenza dei capigruppo ha stabilito che di questo tema si parlerà non appena si concluderà l’esame della legge di stabilità. E se tale esame finirà stanotte, la seduta d’Aula sulla decadenza prenderà il via domani mattina verso le 9,30, altrimenti più tardi, ma comunque, ovviamente, sempre prima delle 19. Venti senatori potranno sempre chiedere poi che si voti sugli ordini del giorno a scrutinio segreto, ma questo dipenderà da cosa deciderà di fare il presidente Pietro Grasso. Lui, in apertura di seduta, dovrà infatti dire quale sarà l’atteggiamento da tenere alla luce di quanto già deciso nei giorni scorsi dalla Giunta per il Regolamento in tema di voto segreto. Il M5S, secondo quanto si apprende, avrebbe chiesto la diretta Tv per il tempo in cui durerà la discussione generale.
26 novembre 2013
Redazione Tiscali

Il Papa avverte i politici: “Questa economia uccide”

Il Papa avverte i politici: "Questa economia uccide" L’Esortazione di Francesco: “Politici, la povertà non può attendere. Questa economia uccide”

Una delle prime emergenze delle nostre società è la povertà, sostiene Papa Francesco nella sua esortazione apostolica Evangelii Gaudium, pubblicata in occasione della fine dell’anno della fede. Il testo, potente e pragmatico e insieme intriso di spiritualità è umanità, appare come una sorta di manifesto programmatico del pontificato di Bergoglio. “Si accusano della violenza i poveri e le popolazioni più povere, ma, senza uguaglianza di opportunità, le diverse forme di aggressione e di guerra troveranno un terreno fertile che prima o poi provocherà l’esplosione”, scrive il Pontefice stigmatizzando l’ingiustizia che tocca agli ultimi. “Quando la società – locale, nazionale o mondiale – abbandona nella periferia una parte di sé, non vi saranno programmi politici, né forze dell’ordine o di intelligence che possano assicurare illimitatamente la tranquillità”, afferma Jorge Mario Bergoglio.
“I poveri soffrono la mancanza di attenzione spirituale” – Inoltre, dal momento che questa Esortazione è rivolta ai membri della Chiesa Cattolica, “desidero affermare con dolore che la peggior discriminazione di cui soffrono i poveri è la mancanza di attenzione spirituale”, dice il Papa. “L’immensa maggioranza dei poveri possiede una speciale apertura alla fede; hanno bisogno di Dio e non possiamo tralasciare di offrire loro la sua amicizia, la sua benedizione, la sua Parola, la celebrazione dei Sacramenti e la proposta di un cammino di crescita e di maturazione nella fede. L’opzione preferenziale per i poveri deve tradursi principalmente in un’attenzione religiosa privilegiata e prioritaria”. In ogni caso “nessuno dovrebbe dire che si mantiene lontano dai poveri perché le sue scelte di vita comportano di prestare più attenzione ad altre incombenze. Questa è una scusa frequente negli ambienti accademici, imprenditoriali o professionali, e persino ecclesiali”.
Questa economia uccide – Parlando di poveri il Papa parla poi del loro opposto: i ricchi. “Il denaro – dice – deve servire e non governare! Il Papa ama tutti, ricchi e poveri, ma ha l’obbligo, in nome di Cristo, di ricordare che i ricchi devono aiutare i poveri, rispettarli e promuoverli. Vi esorto alla solidarietà disinteressata e ad un ritorno dell’economia e della finanza ad un’etica in favore dell’essere umano”. “Così come il comandamento ‘non uccidere’ pone un limite chiaro per assicurare il valore della vita umana, oggi dobbiamo dire ‘no a un’economia dell’esclusione e della inequità. Questa economia uccide”, scrive Bergoglio, che nel testo torna su argomenti più volte utilizzati nei suoi interventi pubblici di questi mesi, dalla “globalizzazione della indifferenza” al problema della disoccupazione, dalla “cultura dello scarto” alla denuncia del fatto che per questa cultura “gli esclusi non sono ‘sfruttati’ ma rifiuti, ‘avanzi'”: “In questo contesto, alcuni ancora difendono le teorie della “ricaduta favorevole”, che presuppongono che ogni crescita economica, favorita dal libero mercato, riesce a produrre di per sé una maggiore equità e inclusione sociale nel mondo. Questa opinione, che non è mai stata confermata dai fatti, esprime una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare”.
“Non possiamo confidare nelle forme cieche del mercato” – Il Papa è chiaro: “Non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato. La crescita in equità esige qualcosa di più della crescita economica, benché la presupponga, richiede decisioni, programmi, meccanismi e processi specificamente orientati a una migliore distribuzione delle entrate, alla creazione di opportunità di lavoro, a una promozione integrale dei poveri che superi il mero assistenzialismo. Lungi da me il proporre un populismo irresponsabile, ma l’economia non può più ricorrere a rimedi che sono un nuovo veleno, come quando si pretende di aumentare la redditività riducendo il mercato del lavoro e creando in tal modo nuovi esclusi”, scrive Francesco nella esortazione.
“La tristezza individualista” – Il grande rischio del mondo attuale, con la sua molteplice ed opprimente offerta di consumo, è una tristezza individualista che “scaturisce dal cuore comodo e avaro, dalla ricerca malata di piaceri superficiali, dalla coscienza isolata. Quando la vita interiore si chiude nei propri interessi non vi è più spazio per gli altri, non entrano più i poveri, non si ascolta più la voce di Dio, non si gode più della dolce gioia del suo amore, non palpita l’entusiasmo di fare il bene. Anche i credenti corrono questo rischio, sicuro e permanente. Molti vi cadono e si trasformano in persone risentite, scontente, senza vita. Questa non è la scelta di una vita degna e piena, questo non è il desiderio di Dio per noi, questa non è la vita nello Spirito che sgorga dal cuore di Cristo risorto”, spiega Francesco. “Un evangelizzatore non dovrebbe avere costantemente una faccia da funerale”, per il Papa, secondo il quale, “un annuncio rinnovato offre ai credenti, anche ai tiepidi o non praticanti, una nuova gioia nella fede e una fecondità evangelizzatrice”.
“La Chiesa esca per le strade” – “Usciamo, usciamo ad offrire a tutti la vita di Gesù Cristo. Ripeto qui per tutta la Chiesa ciò che molte volte ho detto ai sacerdoti e laici di Buenos Aires: preferisco una Chiesa accidentata, ferita e sporca per essere uscita per le strade, piuttosto che una Chiesa malata per la chiusura e la comodità di aggrapparsi alle proprie sicurezze”, precisa il Papa. “Non voglio una Chiesa preoccupata di essere il centro e che finisce rinchiusa in un groviglio di ossessioni e procedimenti. Se qualcosa deve santamente inquietarci e preoccupare la nostra coscienza è che tanti nostri fratelli vivono senza la forza, la luce e la consolazione dell’amicizia con Gesù Cristo, senza una comunità di fede che li accolga, senza un orizzonte di senso e di vita. Più della paura di sbagliare spero che ci muova la paura di rinchiuderci nelle strutture che ci danno una falsa protezione, nelle norme che ci trasformano in giudici implacabili, nelle abitudini in cui ci sentiamo tranquilli, mentre fuori c’è una moltitudine affamata e Gesù ci ripete senza sosta: ‘Voi stessi date loro da mangiare'”.
L’insegnamento morale – Poi l’attenzione di Francesco si sposta sul piano etico. “Una pastorale in chiave missionaria non è ossessionata dalla trasmissione disarticolata di una moltitudine di dottrine che si tenta di imporre a forza di insistere”, chiarisce Bergoglio. Pur senza mai citare espressamente l’ossessione di alcuni ambienti ecclesiali per le questioni bioetiche e sessuali, l’erede di Pietro scrive: “Tutte le verità rivelate procedono dalla stessa fonte divina e sono credute con la medesima fede, ma alcune di esse sono più importanti per esprimere più direttamente il cuore del Vangelo. In questo nucleo fondamentale ciò che risplende è la bellezza dell’amore salvifico di Dio manifestato in Gesù Cristo morto e risorto. In questo senso, il Concilio Vaticano II ha affermato che “esiste un ordine o piuttosto una ‘gerarchia’ delle verità nella dottrina cattolica, essendo diverso il loro nesso col fondamento della fede cristiana’. Questo vale tanto per i dogmi di fede quanto per l’insieme degli insegnamenti della Chiesa, ivi compreso l’insegnamento morale”.
“La difesa dei nascituri” – Tra coloro di cui la Chiesa vuole prendersi cura “con predilezione” ci sono “i bambini nascituri, che sono i più indifesi e innocenti di tutti, ai quali oggi si vuole negare la dignità umana al fine di poterne fare quello che si vuole, togliendo loro la vita e promuovendo legislazioni in modo che nessuno possa impedirlo. Frequentemente, per ridicolizzare allegramente la difesa che la Chiesa fa delle vite dei nascituri, si fa in modo di presentare la sua posizione come qualcosa di ideologico, oscurantista e conservatore. Eppure questa difesa della vita nascente è intimamente legata alla difesa di qualsiasi diritto umano. Suppone la convinzione che un essere umano è sempre sacro e inviolabile, in qualunque situazione e in ogni fase del suo sviluppo”, dice il Papa.
26 novembre 2013

RASSEGNA STAMPA – DAL << SECOLO D’ITALIA >> – articolo

Cicciolina in vetrina, Marrazzo in tv, gli ex Br in cattedra… va “ucciso” solo Berlusconi

di Francesco Signoretta/mar 26 novembre 2013/19:58

Cicciolina in vetrina, Marrazzo in tv, gli ex Br in cattedra… va “ucciso” solo Berlusconi 

Editoriale

L’odio, non c’è altro motivo. E l’elettorato l’ha capito benissimo. Questo intestardirsi della sinistra sulla decadenza di Berlusconi, il tentativo di cancellarlo dalla scena politica alla prima occasione utile, di liberarsi del nemico che li ha sempre sconfitti alle elezioni, la dice lunga sull’immaturità politica del Partito democratico. Non bastano  le battute di Renzi e l’atteggiamento serioso di Letta a stordire l’opinione pubblica perché anche il più distratto degli italiani sa che siamo alla vendetta, al piatto da consumare freddo, alla legge del West, chi estrae per primo la pistola resta vivo. Nessuno voleva obbligare i cosiddetti democratici a votare a favore del Cav, si chiedeva solo di far pronunciare la Corte costituzionale (che non è certo un organo di Forza Italia) sul nodo cruciale della retroattività. Niente da fare, dagli all’untore, bruciamo lo stregone.  Ma la realtà è sotto gli occhi di tutti, nonostante i goffi tentativi del Pd di nasconderla: in questa Italia il fondatore delle Brigate Rosse, Renato Curcio, è stato chiamato a Bologna come “docente” di un corso sulla sofferenza lavorativa; Cosimo Mele, l’ex parlamentare Udc, è passato dalle notti con le escort alla poltrona di sindaco di Carovigno; Cicciolina è stata parlamentare dei radicali quando era pornostar e ora viene invitata alle manifestazioni politiche e agli eventi di beneficenza; Piero Marrazzo, l’ex governatore del Lazio travolto dallo scandalo dei trans, è tornato al lavoro, non alla scrivania ma direttamente in video, con una trasmissione su Raitre. L’unico espulso a vita – per una sentenza discutibile e discussa – è Silvio Berlusconi. Non perché sia giusto espellerlo e neppure perché pochi credono che uno come lui abbia evaso l’uno per cento di tasse. Ma perché fa comodo alla sinistra.

OGGI

Associazione Azimut  Wednesday, November 27, 2013
“AZIMUT”. OGGI : DECADENZA BERLUSCONI. IL GIORNO PIU’ LUNGO E L’ATTACCO ALLA BASTIGLIA DI  << “INCARTAPECORITI”  & “CULI DI PIETRA” >> PIU’ “PEONES DEL GRILLO” , ETC. – [ “AZ.-NEWS”:27.11.’13]

ARTICOLI TRATTI DA STAMPA LIBERA

Il no all’euro occasione per riunire la destra

Il Cav fu costretto da Napolitano a dimettersi perché voleva che l’Italia uscisse dall’euro

Magdi Cristiano Allam – Lun, 25/11/2013 – 14:49
Alla luce delle recenti rivelazioni, si conferma che il 12 novembre 2011 Berlusconi fu costretto da Napolitano a dimettersi da presidente del Consiglio, pur in assenza di un voto di sfiducia del Parlamento, perché in seno ai vertici dell’Ue aveva ventilato la possibilità che l’Italia esca dall’euro.

Di fatto fu un colpo di Stato ordinato dai poteri forti in seno all’Unione europea e alla Bce, innanzitutto la Germania di Angela Merkel, manovrando l’impennata dello spread (il differenziale tra Btp-Bund) che sfiorò i 600 punti alimentando un clima di terrorismo finanziario, politico e mediatico, con la connivenza dei poteri finanziari speculativi che determinarono il crollo delle azioni Mediaset in Borsa, realizzato con un comportamento autocratico di Napolitano che in quattro giorni ottenne le dimissioni di Berlusconi, nominò Mario Monti senatore a vita e lo impose a capo di un governo tecnocratico a cui lo stesso Berlusconi fu costretto a dare fiducia. Questo complotto contro il governo legittimo di uno Stato sovrano va ben oltre l’ambito personale. Lorenzo Bini Smaghi, membro del Comitato esecutivo della Bce dal giugno 2005 al 10 novembre 2011, a pagina 40 del suo recente libro Morire d’austerità rivela: «Non è un caso che le dimissioni del primo ministro greco Papandreou siano avvenute pochi giorni dopo il suo annuncio di tenere un referendum sull’euro e che quelle di Berlusconi siano anch’esse avvenute dopo che l’ipotesi di uscita dall’euro era stata ventilata in colloqui privati con i governi degli altri Paesi dell’euro». Hans-Werner Sinn, presidente dell’Istat tedesco, durante il convegno economico Fuehrungstreffen Wirtschaft 2013 organizzato a Berlino dal quotidiano Sueddeutsche Zeitung, ha rivelato negli scorsi giorni: «Sappiamo che nell’autunno 2011 Berlusconi ha avviato trattative per far uscire l’Italia dall’euro». Lo stesso Berlusconi, intervenendo sabato scorso a un raduno della Giovane Italia, ha rivelato: «Oggi operiamo con una moneta straniera, che è l’euro»; «Siamo nelle stesse condizioni dell’Argentina che emetteva titoli in dollari»; «Il Giappone ha un debito pubblico del 243% rispetto al Pil ma ha sovranità monetaria»; «Le mie posizioni nell’Ue hanno infastidito la Germania»; «La Germania ordinò alle sue banche di vendere i titoli italiani per far salire lo spread, provocando l’effetto gregge»; «Nel giugno 2011 Monti e Passera preparavano già il programma del governo tecnico»; «Nel 2011 ci fu una volontà precisa di far fuori il nostro governo»; «Al Quirinale mi dissero che per il bene del Paese avrei dovuto cedere la guida del governo ai tecnici». Nessuno si illude che la magistratura, ideologicamente schierata a favore della sinistra, interverrà per sanzionare Napolitano (che è il presidente del Csm) o per salvaguardare la sovranità nazionale dell’Italia dalla dittatura dell’Eurocrazia e della finanza globalizzata. Dobbiamo prendere atto che siamo in guerra. Abbiamo perso del tutto la sovranità monetaria, all’80% la sovranità legislativa e ci stanno spogliando della sovranità nazionale. Berlusconi, a 77 anni, limitato sul piano dell’agibilità politica, può oggi dare un senso alto alla sua missione politica contribuendo con tutto il suo carisma e le sue risorse al riscatto della nostra sovranità monetaria, legislativa, giudiziaria e nazionale dalla schiavitù dell’euro, dalla sudditanza di questa Ue alla Germania, ai banchieri e ai burocrati, dalla partitocrazia consociativa che ha ucciso la democrazia sostanziale e lo Stato di diritto, perpetuando uno Stato onerosissimo che impone il più alto livello di tassazione al mondo che finisce per condannare a morte le imprese. Ma bisogna rompere ogni indugio schierandosi con imprenditori, famiglie, sindaci e forze dell’ordine, promuovendo subito la rete di tutti coloro che condividono la missione di salvare gli italiani e far rinascere l’Italia libera, sovrana e federalista.
twitter@magdicristiano

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE

Una soluzione monetaria per l’Europa

26 novembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo

Fonte: http://thefielder.net/29/09/2013/una-soluzione-monetaria-per-leuropa/

Articolo di Andrea Benetton* e Tommaso Cabrini

uscita euro La questione dell’uscita d’un Paese membro dall’euro è un tema ricorrente nel dibattito politico degli ultimi anni. InItalia, trova il consenso di chi vorrebbe ridare competitività al Paese attraverso una svalutazionecompetitiva, evitando cosí d’operare quelle riforme strutturali che spesso hanno implicazioni sociali. Si tratta d’una tesi che ha fatto largamente breccia nell’accademia italiana, supportata da professori come AlbertoBagnai e Claudio Borghi, e che raccoglie oggi consensi in una parte dell’elettorato non solo di sinistra.

Chi si riconosce nel libero mercato fino a oggi s’è trovato costretto a una difesa d’ufficio dell’euro, in chiave di contrapposizione alle posizioni dei keynesiani e dei sostenitori dellaModern Monetary Theory. Le argomentazioni portate contro sono le piú varie, dal fatto che la svalutazione competitiva avrebbe effetti inflazionistici per un Paese importatore di materie prime come l’Italia alla constatazione che l’uscita dall’euro darebbe le chiavi della moneta alla politica italiana, che le userebbe per emettere moneta per pagare le spese correnti dello Stato anziché risanare il bilancio e tagliare gli sprechi del settore pubblico. 

È, però, una posizione di difesa di retroguardia, che mette da parte le critiche che economisti di libero mercato quali Milton Friedman e Friedrich Hayek avevano preventivamente mosso al progetto della moneta unica europea, che ritenevano un progetto tutto politico-costruttivista con deboli fondamenta economiche. Peraltro, delle debolezze (da un punto di vista del libero mercato) dell’euro e piú in generale dell’Unione Europea ho già parlato in quest’articolo, cui vi rimando.

Il vero punto ignorato dai piú impegnati nel concettualizzare è che la realtà, con la sua complessità – che l’analisi economica cerca, con le sue umane imperfezioni, di comprendere –, alla fine prevale sempre sulla volontà della politica. Se l’euro è costruito su fondamenta d’argilla – e secondo gli autori lo è –, è solo questione di tempo prima che i fondamentali economici producano situazioni sui mercati e di retroazione negativa nell’àmbito politico che porteranno alla disgregazione della costruzione europea e dell’euro quale suo principale strumento. Fare difesa di retroguardia – come fa oggi gran parte del mondo liberale – è, in uno scenario di questo tipo, la peggiore delle strategie possibili. Si viene risucchiati nell’affondamento di qualcosa che le migliori menti liberali avevano già condannato senz’appello prima che fosse implementato. La politica delle svalutazioni competitive con una «neoliretta» diventerà quindi una profezia che s’auto-avvera.

È dunque opportuno che si definisca una strategia d’uscita da questa configurazione politica e monetaria da un punto di vista di mercato e che si rimuova definitivamente il feticcio che l’euro rappresenta. Sul piano politico, questa discussione è ormai stata sdoganata in diversi Paesi da forze pro mercato che ormai fanno i numeri e quindi non piú confinate a ruoli residuali, dallo UK Indipendence Party nel Regno Unito all’Alternative für Deutschland in Germania, dal Team Stronach in Austria all’Občanská demokratická strana in Repubblica Ceca. Il consenso a forze che riconoscono il fallimento del progetto europeista è in rapida crescita in tutta Europa non solo verso quelle pro mercato ma anche verso altre portatrici di contenuti statalisti e nazionalisti. Ma coloro che le identificano come la causa della probabile fine dell’UE confondono la causa con l’effetto: l’UE sta morendo di morte propria, e i partiti euro-critici saranno solo i liquidatori. Ed è quindi con quest’approccio che scriviamo quest’articolo: quello di liquidare un ordine politico e monetario fallito nei fatti, cercando d’offrire – per quello monetario – una visione e una prospettiva per forze che governeranno la transizione a un diverso equilibrio.

Se le forze centrifughe prevarranno in Europa, come effetto della retroazione negativa sul piano politico delle disfunzionalità della zona euro, la soluzione migliore è che le stesse abbiano pronto un approccio per smantellare in modo ordinato l’UE, conservando ciò che per decenni ha funzionato perfettamente e ha creato vantaggi per tutti – cioè il mercato unico europeo – e lasciando invece al suo destino tutta la sovrastruttura burocraticacreata negli ultimi vent’anni. In uno scenario di questo tipo, l’intero frame work legale che sostiene l’euro sarebbe messo in discussione.

È fondamentale iniziare oggi a discutere seriamente di come gestire questa transizione e di quale tipo d’assetto monetario ci sarà dopo la conclusione dell’esperimento euro. La base di partenza su come farlo (su «dove vogliamo andare come prospettive» ragioneremo verso la fine dell’articolo) è un articolo apparso il 4 luglio 2013 sul Wall Street Journal a firma Ross H.McLeod, Adjunct Associate Professor alla Crawford School of Public Policy dell’Australian National University, tradotto in italiano per The Fielder qui.

McLeod spiega come sia possibile realizzare l’introduzione graduale d’una moneta nazionalefiat in cambio variabile coll’euro in modo graduale senza creare momenti di singolarità sistemica che spaventano sia i policy maker sia i mercati. Il tutto attraverso meccanismi dilatati nel tempo e di mercato, evitando la conversione forzosa dei risparmi. Per i privati, la scelta d’usare la nuova moneta sarebbe del tutto consensuale. (Leggere quell’articolo è fondamentale per il proseguimento del ragionamento.)

In sintesi, s’apre la prospettiva d’un sistema in cui le due monete avrebbero corso parallelo, con lo Stato che da un certo momento in poi usa solo la neomoneta per qualsiasi uso che lo riguarda (nuovi contratti con fornitori, nuove emissioni di debito, stipendi, pensioni), conservando i pagamenti in euro per il debito preesistente e per tutti i contratti firmati antecedentemente. Le tasse si pagherebbero in euro per la quota di reddito in euro e in neovaluta per la quota a essa relativa. Tutti i depositi in euro sarebbero rigorosamente preservati; tutta la ricchezza reale preesistente, sia dei privati sia dei dipendenti del settore pubblico, sarebbe preservata. Non ci sarebbe alcun’operazione nottetempo dal sapore fraudolento di conversione dei soldi dei cittadini depositati sui conti correnti delle banche. Non ci sarebbe alcuna conversione forzosa dei titoli di Stato esistenti nelle mani dei cittadini e delle banche; nessun default mascherato dello Stato italiano. Nessun effetto, quindi, sul sistema Target2 della BCE.

Per inquadrare questa situazione, fino a oggi atipica, dobbiamo immaginarci come se nello stesso spazio fisico esistessero due spazi economici sovraintesi da monete diverse. Quando il nuovo sistema andrà a regime, sarà come se ci fosse un commercio «internazionale» tra segmenti diversi della società; nulla, quindi, che dal punto di vista teorico non sia già stato analizzato. Come si comporterà il cambio di due valute? Dipenderà dalla bilancia commerciale tra le economie sovraintese dalle rispettive monete e dai flussi di capitale tra le due «aree». La bilancia commerciale dipende dagli scambi d’utilità tra gli agenti economici che stanno nei singoli «Paesi». Il cambio troverebbe un punto d’equilibrio, quindi, tra l’utilità fornita dal settore pubblico a quello privato e viceversa, con la postilla che comunque il settore pubblico ha il beneficio che i suoi servizi sono in gran parte coattivamente imposti: nessuno può fare optout dalla tassazione rinunciando alla sanità pubblica, né può fare optout dai contributi INPS per farsi solo una pensione privata. In sintesi, il sistema pubblico si troverebbe comunque – come oggi – in una situazione migliore dell’Arabia Saudita per quanto riguarda il petrolio, grazie al monopolio legale sull’offerta dei suoi servizi.

Il cambio che possiamo aspettarci, dunque, dipende da quale teoria economica usiamo per cercare di prevederlo.

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE
V I D E O

Messaggio alle forze dell’ordine

26 novembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE | 2 Commenti »

 da limes oggireligioniRussiaVaticano 

Francesco e Vladimir Putin: judo e partita a scacchi

 


di Piero Schiavazzi

Il pontefice ha incontrato il presidente russo in Vaticano. La Santa Sede e Mosca oggi non dialogano solo sui temi religiosi ma anche sulle questioni di politica internazionale. Nasce una nuova “santa alleanza”.

L’atlante di papa Francesco


[Carta di Laura Canali da Limes 3/13 “L’atlante di papa Francesco“; per ingrandire, scarica su iPad]

Quella di ieri non è stata la prima volta di Putin e Bergoglio.

L’erede degli zar e il Successore di Pietro si erano già incrociati a settembre “sulla via di Damasco”, storicamente teatro di colpi di fulmine.

La folgorazione reciproca era scattata puntualmente, sebbene a distanza, pronuba la lettera di Francesco al leader russo, presidente del G20 di San Pietroburgo. Un appello inedito e inaudito al Cremlino, per fermare le navi di Obama e scongiurare la guerra in Siria, mentre Washington dichiarava esaurite “tutte le alternative all’opzione militare”.

Un azzardo non solo politico ma protocollare, da parte del pontefice, che ha fatto in pubblico le sue avance, aggiungendo alla richiesta di aiuto quella di una preghiera personale, seguita dai “più alti sentimenti di stima”.Se volessimo sintetizzare, utilizzando il refrain di una popolare trasmissione, diremmo che Putin, vedendosi recapitare una proposta così allettante, “ha accettato l’invito”. Non subito presumibilmente, ma dopo debita consultazione con il patriarca ortodosso Kirill.

Del resto si trattava soltanto della partita di andata, in un confronto dove a contare è soprattutto il ritorno, con il sospirato viaggio del papa in Russia.

In mezzo, in campo neutro e in data da destinarsi dovrà però avere luogo, preliminarmente, l’incontro con Kirill, convitato di pietra dell’odierno tête à tête, come pure di quelli precedenti, che avevano visto protagonisti Eltsin e Medvedev, con l’eccezione solitaria di Gorbaciov, indipendente dai patriarchi ma ininfluente nei rapporti tra le due Chiese. Pertanto il presidente non ha potuto recare con sé, a sua volta, una lettera d’invito, che il papa d’istinto accetterebbe al volo e senza consultarsi, una tantum, nemmeno con lo Spirito Santo, per non dare tempo all’interlocutore di ripensarci.

Nel colloquio a quattrocchi di ieri sera i due hanno quindi avviato una partita a scacchi dove Bergoglio, sapendo che il monarca del Cremlino e la “torre” ortodossa muovono insieme, per il momento si è posto l’obiettivo di evitare l’arrocco, cosa che non era riuscita, loro malgrado, a Wojtyla e Ratzinger.

A settembre, sotto lo sguardo del mondo, Francesco e Vladimir avevano inscenato una esibizione di judo, disciplina ove l’ex colonnello del Kgb è maestro e l’abilità consiste, notoriamente, nel fare leva sulla forza dell’avversario. Federazione Russa e Santa Sede hanno allineato nell’occasione hard power e soft power, di cui dispongono in modalità inversa e perfettamente complementare, ma che erano precipitati entrambi al minimo storico prima dell’avvento degli attuali titolari, artefici della risurrezione, politica e spirituale, delle rispettive istituzioni.

Bergoglio ha così allargato il Tevere a dismisura, fino alle coste orientali del Mediterraneo e occidentali dell’oceano, trovando sponda nell’influenza e deterrenza russa nei confronti di Asad, in primis, e degli Stati Uniti.

Putin, pur consacrato da Forbes quale uomo più potente del pianeta non ha visto migliorare, ma semmai peggiorare, la propria immagine autoritaria, di converso ha beneficiato dell’unzione di popolarità di Francesco: un successo che non ha tardato a mettere in vetrina, e a frutto, sulle colonne del New York Times, invitando il pubblico americano a dissuadere Obama nel suo persistente intento bellico, “nonostante la forte opposizione di molti paesi e principali leader politici e religiosi, fra cui il papa”. Tuttavia, proprio riservando al Pontefice una citazione interessata quanto esclusiva, ne ha implicitamente sancito il primato nei meccanismi reattivi dello scacchiere mediatico e del villaggio globale.

Per un contrappasso della storia è stato come se la cavalleria cosacca, in cambio di una benedizione, anziché abbeverare i cavalli a San Pietro, avesse innalzato il vessillo di Costantino e offerto i propri servigi al papa, che altrimenti disporrebbe soltanto di una modesta, per quanto gloriosa, fanteria svizzera. Insieme i due condottieri hanno conquistato Damasco, aprendo gli occhi all’oculista Asad – che a Londra studiava oftalmologia non pensando di succedere al padre – e inducendolo a cogliere l’ultima chance di sopravvivenza: fisica prima che politica.

Si accingono a intervenire insieme non in via congiunturale, bensì strutturale, e si ergono a “protettori” delle chiese d’Oriente, legittimando il Cremlino in un ruolo che rimanda per analogia, in nuce, a quello di Washington in favore di Israele. Un progetto ambizioso: che mentre vorrebbe arginare, da subito, l’esodo dalla Terra Santa, potrebbe alla lunga destabilizzare ben altri equilibri.

Non è azzardato a riguardo parlare di “santa alleanza”, che rimette strategicamente in gioco la Russia nella regione, riattivando una delle direttici tradizionali della diplomazia zarista: con una investitura che in questo caso però viene da Roma e fa di Mosca non solo il baluardo dei cristiani, ma il braccio secolare del Papa.

Guardando ai protagonisti dell’impresa, è difficile immaginare due profili più distinti e due stili più distanti sul piano delle psicologie personali e della sociologia politica: se Putin da un lato è inventore di un modello di populismo “freddo”, in formato baltico e siberiano, Bergoglio dall’altro ha importato in Vaticano lo stile caldo e sudamericano di un papa descamisado, che sin dall’inizio si è spogliato della mozzetta, con gesto appassionato e memore di Perón, che toglieva la giacca durante i comizi.

Eppure, proprio la lontananza biografica e geopolitica custodisce e costituisce, paradossalmente ma non troppo, il segreto e la spiegazione della loro intesa. Geograficamente Buenos Aires si colloca infatti agli antipodi di Mosca. Bergoglio arriva dunque da confini remoti e neutrali, a differenza di Wojtyla e Ratzinger, che rappresentavano frontiere prossime e antagoniste, benché con gradi assai diversi di coinvolgimento.

Giovanni Paolo II è stato un patriota liberatore che veniva da Est e ha riportato a Ovest una parte di Europa, strappandola all’ideologia dell’Unione Sovietica, che non c’è più, ma anche all’egemonia dell’impero russo, che non ha mai smesso di esserci. Dal canto suo, Benedetto XVI non ha esibito protagonismi geopolitici, presidiando però uno spartiacque culturale ammirando nell’America il serbatoio della “religione civile”, biocarburante della democrazia.

Bergoglio, al contrario, incarna l’esploratore gesuita che viene dall’Ovest ma è diretto all’Est, anzi al plurale verso tutti gli Est, vicini e lontani, non solo per mare come i missionari di un tempo, ma sui moderni cammini delle materie prime, di cui abbonda la Madre Russia, veicolando insieme l’energia della terra e quella dell’anima.

Il suo immaginario si estende attraverso i meridiani, lungo un raggio d’azione che abbraccia lo spazio vitale e coincide con l’interesse nazionale della Federazione: la frontiera da difendere nell’immediato, anche fisicamente, resta quella della cristianità mediorientale. Il confine su cui convergere in prospettiva, e solo pacificamente, si staglia invece all’orizzonte con i contorni della Cina.

Le proiezioni di Francesco sono immuni da tentazioni annessionistiche e assumono la forma geometrica del poliedro, come scriveva nei suoi saggi argentini e come ha evidenziato nel recente messaggio al festival della dottrina sociale: “Mi piace immaginare l’umanità come un poliedro, nel quale le forme molteplici, esprimendosi, costituiscono gli elementi che compongono, nella pluralità, l’unica famiglia umana. E questa sì è una vera globalizzazione. L’altra globalizzazione – quella della sfera – è una omologazione”.

Parole che sconfessano il melting pot e confessano la scintilla, e miscela, di un nuovo amore. Applicate all’ecumenismo spianerebbero molte strade, se non fosse che, a poche ore dall’arrivo dello zar, il calendario ha condotto sulla tomba di Pietro, ieri mattina, lo stato maggiore, i vescovi e 3 mila fedeli della Chiesa greco-cattolica ucraina, di rito bizantino, gemella e rivale dell’Ortodossia, che ha pagato per decenni con il sangue la fedeltà ai romani pontefici ma che oggi configura il principale ostacolo sulla strada del papa verso Mosca.

Un volto del poliedro che il Cremlino preferirebbe non vedere ma che Bergoglio ha voluto onorare, e incontrare, ricordando “la testimonianza coraggiosa di tanti martiri dei tempi più recenti”.

Poi si è seduto con candore davanti alla scacchiera e ha cominciato la sua partita, incrociando le pedine e lo sguardo dell’uomo più impenetrabile del pianeta. Consapevole che il confronto durerà molto a lungo, ma confermando dentro di sé almeno una certezza: che l’interlocutore è venuto a Roma per continuare il gioco e che, al momento, non sembra per nulla intenzionato ad “arroccare”.

Articolo originariamente pubblicato su L’Huffington Post | L’atlante di papa Francesco

(26/11/2013)

Tag: limes oggireligioniRussia, Vaticano

salviamo l’europa, adesso!

[ DA NAPOLI ]

RASSEGNA – STANPA : dal << Roma >> di Napoli – ARTICOLO

 [ MARTEDI’, 26 NOVEMBRE 2013 ]

L’opinione di
Orazio Abbamonte
Il progetto sociale è un fallimento

Circola in internet da un paio di settimane una notizia raccolta e documentata da un napoletano che da anni vive a Toronto, in Canada. Tutto nasce da un’obliteratrice guastatasi nella locale metropolitana: invece di stropicciarsi le mani e profittare per l’inaspettato viaggio gratuito, quei civilissimi cittadini hanno fatto da loro. E si son sostituiti all’inceppato esattore, depositando il dovuto sopra di esso. Come mostrano le immagini, il costo del viaggio è stato lasciato sull’obliteratrice, in moneta sonante, banconote e biglietti. Inutile nascondere la nostra incredulità: sembra ai nostri occhi, meglio alle nostre categorie di giudizio, una boutade da buontemponi. Il sorriso beffardo spunta infrenabile sui nostri disincantati volti e ci fa pensare che qualcuno vuol prendersi gioco di noi: magari proprio quel napoletano che da anni vive in quell’invidiabile Stato. E questa nostra reazione è già un bel segno. Quel comportamento dei cittadini canadesi non è affatto – per loro – un atto d’eroismo, ancor meno d’esibizione. Il fatto che noi si sia portati all’incredulità o, fors’anche inconsciamente, a ricondurre il tutto alla categoria dell’esagerazione, deriva da un differente grado di sviluppo culturale, non dall’avvenimento in sé. Depositare quel danaro sull’obliteratrice, momentaneamente non funzionante, non sta a simboleggiare fanatismo o opulenza. Tutt’altro: è semplice maturazione del senso d’appartenenza. Il cittadino canadese – anche quello d’una grandissima metropoli come Toronto, dove certo non mancano fenomeni d’alienazione tipici della estese conurbazioni – tende ad identificarsi nella dimensione collettiva. Grazie ad un’attenta formazione educativa, egli ha strutturato ed interiorizzato il senso della socialità e ben sa che sottrarre risorse al pubblico non costituisce un guadagno individuale bensì una perdita generale ed dunque anche individuale. E si badi: non è che egli svolge questo ragionamento ogni volta che risulti necessario. Per lui si verifica quello che ci ha indicato, Gregory Bateson, il formidabile psicologo ed antropologo inglese dell’ecologia della mente: ricevendo determinate informazioni dal contesto, l’uomo le codifica e le traduce attraverso i codici che ha formato attraverso esperienze ed educazione. Non esistono natura da una parte e cultura dall’altra. Esiste il risultato d’entrambe, l’uomo, e questo fa il comportamento dei singoli e delle società. Perché ricordare il Canada? Beh, forse per motivi retorici ma anche perché la comparazione è sempre illuminante. Ed allora, comparando comparando, voglio ricordare un altro episodio, questa volta partenopeo, che rischia di rimaner sepolto nella massa obnubilante di notizie che la nostra triste politica, locale e nazionale, ci ammannisce quotidianamente. Sono alcune settimane che le scuole del quartiere Vomero vengono a turno asparse d’acre creolina: e non per motivi igienici, come disinfettante è un po’ troppo potente e vengono ad essa preferiti altri e più moderni ritrovati per l’uso comune. No, sembra che studenti di quelle scuole finanzino bande di delinquenti perché ne disperdano notevoli quantitativi negli ambienti destinati all’istruzione, in modo da renderli inservibili per più e più giorni. Un accostamento troppo forte, il mio? Certo, il Canada è tra le nazioni più civili al mondo, non altrettanto può dirsi di Napoli e dell’Italia. Ma i due episodi mostrano qualcosa di più: che siamo agli antipodi. I fatti napoletani, non sporadici ma serialmente ripetuti, attestano non solo totale disaffezione rispetto alla dimensione collettiva, ma disponibilità a creare gran danno per la comunità a fronte limitatissime “utilità” individuali. Dimostrano che mentre in Canada s’ha lungimiranza e si considera la continuità tra individuale e collettivo, qui da noi il progetto sociale è a tal punto fallito, che i nostri giovani s’industriano per tagliare i ponti con il futuro. Sì, il futuro. Perché la scuola, a crederci, è il principale luogo in cui alla giusta età si sviluppano le categorie di giudizio che servono poi a vivere da esseri civili. A Toronto il senso d’appartenenza è a tal punto sviluppato, che si comprende la necessità di non profittare del collettivo, anche (e forse più) in un momento in cui questo è incapace di difendersi e dunque abbisogna del contributo di tutti; qui da noi è a tal punto sottosviluppato, che ci s’organizza, già in giovanissima età, per rendere inservibili le strutture già esili che la comunità mette a disposizione per formare i propri cittadini. È chiaro che simili episodi – e gli infiniti altri che nel quotidiano dimostrano il prevalere di “furbizie” ed egoismi sulle regole del vivere civile – non nascono per caso né sono addebitabili ad individuali, inevitabili deviazioni individuali. Sono il disperato segno del fallimento totale della società italiana e della sfiducia non ingiustificata che presto si nutre nelle istituzioni. Chi ordisce simili imprese ha già compiuto le proprie interiorizzazioni, altrimenti mai ci penserebbe. Ha maturato un’idea del collettivo come luogo di nessuno, come non luogo dove ciascuno deve non recarsi per ottenere il massimo dei propri miopissimi ed immediati vantaggi, incurante del danno che procura a sé ed agli altri. Guardando a questi episodi, le nostre élites e noi tutti dovremmo renderci conto del punto fino a cui l’esempio miserevole offerto ha prodotto i suoi danni. E dovremmo trovare, quelli che ancora ne sono in grado, la forza di reagire, costruendo daccapo, sì daccapo e seriamente il mondo che ci siamo creati. Utopia, si dirà, ma cos’altro rimane? E poi senza utopia le società si spengono, che è il rischio attuale, sotto l’indifferenza – assai peggiore dell’utopia – messa lì a far da sovrano.

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Foto: LA TV NON NE PARLA... ALLORA FACCIAMOLO NOI!   Per favore, aiutateci, condividete il più possibile, queste cose si devono sapere in tutta Italia. Dove sono le istituzioni? Dove sono i militari? Dove sono le associazioni di volontariato e la croce rossa? Ci sono migliaia di vecchietti da soli in casa senza niente!! Perché Il Governo italiano viene in Calabria sono nel periodo elettorale? Governo assassino.  Collaborazione di Tutto il web d'Italia * La Maxi Protesta del Popolo * Politici Corrotti confisca dei Beni e Carcere Catena Umana Attorno Al Parlamento Italiano
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OGGI

Associazione Azimut  Wednesday, November 27, 2013
“AZIMUT”. OGGI : DECADENZA BERLUSCONI. IL GIORNO PIU’ LUNGO E L’ATTACCO ALLA BASTIGLIA DI  << “INCARTAPECORITI”  & “CULI DI PIETRA” >> PIU’ “PEONES DEL GRILLO” , ETC. – [ “AZ.-NEWS”:27.11.’13]

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 direzione responsabile: presidenza Associazione
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(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
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TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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