MARIA IVANOVNA PUTINA (E IL BATTEZZATO) – LA DONNA CHE CAMBIO’ LA STORIA! LE VIE DEL SIGNORE SONO INFINITE ALTRO…


Tuesday, November 26, 2013
MARIA IVANOVNA PUTINA ( E IL << BATTEZZATO >> ) – LA DONNA CHE CAMBIO’ LA STORIA ! LE VIE DEL SIGNORE SONO INFINITE. ALTRO…
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”:27,11,’13 ]
Associazione Azimut Tuesday, November 26, 2013
In questo numero : su Putin – il << battezzato >>
[ per leggere tutto – vedi : oltre ]

UNA BUONA LETTURA !

 

I N    C O P E R T I N A
LA DONNA CHE CAMBIO’ LA STORIA ! LE VIE DEL SIGNORE SONO INFINITE
MARIA IVANOVNA PUTINA CON WLADIMIR PUTIN ( BAMBINO )
 ( . . . ) “Fece tutto mia madre, mio padre non voleva”. … Un segreto che sessant’anni dopo lo stesso Putin ha voluto svelare alla … qui che sono stato battezzato in segreto da mia madre ai tempi di Stalin  … ( . . . )
associazioneazimut@tiscali.it – Tuesday, November 26, 2013

[ SU : MARIA IVANOVNA PUTINA E WLADIMIR PUTIN – VEDI : OLTRE ]

SUA SANTITA’ FRANCESCO E IL PRESIDENTE PUTIN
LE VIE DEL SIGNORE SONO INFINITE…..
Putin in visita a Roma: prima dal Papa e poi a cena con Berlusconi
ROMA – 25 NOVEMBRE 2013 – LO STORICO INCONTRO
[ TRATTO DAL WEB ]
SEGRETO DI FATIMA
Il Segreto di Fatima (prima e seconda parte)  
Il 13 Ottobre del 1917, dopo una serie di apparizioni, la Vergine Santissima apparve per l’ultima volta ai pastorelli di Fatima: Lucia, Giacinta e Francesco. La Madre di Dio rivelò a Lucia questo messaggio di grandissima importanza per il futuro dell’intera umanità e dette come prova della sua autenticità divina il “Miracolo del Sole” visto da migliaia di persone.
Tale messaggio si divide in tre parti.
Il messaggio venne portato a Roma e la Chiesa decise di tenerne segreta la terza parte. Se ne aspettava la divulgazione per l’anno 1960 tramite il Papa, ma l’attesa andò delusa. Il giornale tedesco “Neues Europa” del 15 ottobre 1963, però, affermò di sapere tramite un’indiscrezione diplomatica, che il “documento” sarebbe stato inviato dalle autorità vaticane a quelle diplomatiche degli Stati Uniti, dell’ex Unione Sovietica e dell’Inghilterra, ritenendo la conoscenza di questo messaggio necessaria, anzi indispensabile, alla buona riuscita della convenzione riguardante la cessazione degli esperimenti nucleari.
Nel 1965, su richiesta di una dama dell’ordine di San Vincenzo, venne pubblicato dal settimanale “Il Borghese” del 9 settembre, e successivamente anche il periodico “L’Araldo di San Antonio” lo pubblicò sul numero 15 del Maggio 1975. L’autenticità di tale messaggio non risulta essere mai stata smentita dal Vaticano.

Prima parte…
“La Madonna ci mostrò un grande mare di fuoco, che sembrava stare sotto la terra. Immersi in quel fuoco, i demoni e le anime, come se fossero braci trasparenti e nere o bronzee, con forma umana che fluttuavano nell’incendio, portate dalle fiamme che uscivano da loro stesse insieme a nuvole di fumo, cadendo da tutte le parti simili al cadere delle scintille nei grandi incendi, senza però né equilibrio, tra grida e gemiti di dolore e disperazione che mettevano orrore e facevano tremare dalla paura. I demoni si riconoscevano dalle forme orribili e riluttanti di animali spaventosi e sconosciuti, ma trasparenti e neri. Questa visione durò un momento. E grazie alla nostra buona Madre del Cielo, che prima ci aveva prevenuti con la promessa di portarci in Cielo (nella prima apparizione), altrimenti credo che saremmo morti di terrore.”

Seconda parte…
“Avete visto l’Inferno dove cadono le anime dei poveri peccatori. Per salvarle, Dio vuole stabilire nel mondo la devozione al Mio Cuore Immacolato.
Se faranno quel che vi dirò, molte anime si salveranno e avranno pace. La guerra sta per finire (si tratta della prima guerra mondiale 1914-1918); ma se non smetteranno di offendere Dio, durante il pontificato di Pio XI ne comincerà un’altra ancora peggiore. Quando vedrete una notte illuminata da una luce sconosciuta (Lucia ritenne che la “straordinaria” aurora boreale nella notte del 25 Gennaio 1938 era il segno di Dio per l’inizio della guerra),sappiate che è il grande segno che Dio vi dà che sta per castigare il mondo per i suoi crimini, per mezzo della guerra, della fame e delle persecuzioni alla Chiesa e al Santo Padre.
Per impedirla verrò a chiedere la consacrazione della Russia al Mio Cuore Immacolato e alla comunione riparatrice nei primi sabati (questa promessa di tornare si è avverata il 10 Dicembre 1925, quando la Madonna apparve a Lucia a Pontevedra, in Spagna). Se accetteranno le Mie richieste, la Russia si convertirà e avranno pace; se no, spargerà i suoi errori per il mondo, promuovendo guerre e persecuzioni alla Chiesa. I buoni saranno martirizzati, il Santo Padre avrà molto da soffrire, varie nazioni saranno distrutte. Finalmente, il Mio Cuore Immacolato trionferà, il Santo Padre Mi consacrerà la Russia, che si convertirà, (sono state eseguite le condizioni per la consacrazione della Russia e di conseguenza per la sua conversione così come la Madre di Dio chiese? Lucia si manifestò di opinione contraria, così continuiamo a soffrire le conseguenze del comunismo ateo, che nelle mani di Dio è un flagello per castigare il mondo per i suoi peccati), e sarà concesso al mondo un periodo di pace” (questa promessa è incondizionata. Di certo si compirà. Siamo noi che non conosciamo il giorno in cui questo avverrà).

 

[ DAL WEB : LA CRONACA DELLA GIORNATA ROMANA DEL << BATTEZZATO >> –

IL NOVELLO “ZAR DI TUTTE LE RUSSIE” –  A CAPO DELLA  << TERZA ROMA >> ]
Una visita sospesa tra sacro e ‘profano’, tra incontri istituzionali e rimpatriate con vecchi amici. L’arrivo del presidente Vladimir Putin a Roma si è rivelato, secondo le attese, ricchissimo di spunti. Prima l’udienza da Papa Francesco, con la crisi siriana al centro del colloquio, poi l’incontro con il presidente Giorgio Napolitano. In mezzo, l’appuntamento con una vecchia conoscenza come Romano Prodi e a, chiudere la sua permanenza romana, il rendez-vous serale con l’amico di sempre, Silvio Berlusconi, forse nel momento più difficile per il Cavaliere. Ma la visita di Putin nella Capitale – alla vigilia del vertice intergovernativo italo-russo di domani a Trieste – non è passata inosservata solo per i suoi contenuti. Ad accompagnare Putin per le strade di Roma, oltre ad uno stuolo di bodyguard e di servizi di sicurezza di rado visti in passato, ci hanno pensato anche alcune decine di manifestanti che, sia davanti al Quirinale, sia all’ingresso dell’albergo che ospita il leader, hanno chiesto a gran voce la liberazione delle Pussy Riot rivendicando i diritti delle donne proprio nella Giornata mondiale contro il femminicidio.
Manifestanti allontanati dal Quirinale – Al Quirinale le manifestanti sono state presto allontanate, ma subito dopo si sono recate al Grand Hotel St. Regis intonando cori anti-Putin come “in Siberia vacci tu” o “Pussy Riot libere”. “Volodia”, tuttavia, aveva già lasciato l’albergo per recarsi al Colle con un ritardo che in realtà ha segnato l’intera giornata, sin dall’arrivo a Ciampino. La prima tappa è stata in Vaticano per vedere il Pontefice, parlare soprattutto di Siria e presentarsi nella sua nuova veste internazionale di “leader anti-conflitti”. Al centro dell’incontro con Francesco – durato 35 minuti – c’è stata infatti la volontà del perseguimento della pace in Siria, con un accento “sull’urgenza di far cessare le violenze” e di “favorire iniziative concrete per una soluzione pacifica del conflitto”, ha riferito una nota della Santa Sede ricordando come sia stata anche affrontata la situazione dei cristiani nelle zone di conflitto del pianeta. Dopo l’udienza in Vaticano ( . . . )
Il presidente russo ha incontrato anche Prodi – Putin si è concesso un incontro di almeno 40 minuti con Prodi, amico di lungo corso fin da quando il Professore era alla guida dell’esecutivo, per poi recarsi al Quirinale per incontrare Napolitano. E, nonostante le ore contate, Putin non ha voluto rinunciare a concludere la sua permanenza romana con una cena a Palazzo Grazioli dall’amico Silvio. Con Putin ci “sarà un menu strettamente patriottico”, ha spiegato il Cavaliere, smentendo le voci circolate nei giorni scorsi su alcuni quotidiani su una presunta “consegna”, da parte di Putin, del passaporto diplomatico russo per restituire all’ex premier piena libertà di movimento. “E’ un’ipotesi che non ho mai considerato. Desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo, io sono italiano al cento per cento e non prevedo scappatoie straniere”, ha tagliato corto il leader di Fi che, almeno, trova il conforto di un amico fidato a meno di 48 ore dal voto del Senato sulla decadenza. Ma, anche senza il “regalo” del passaporto al Cavaliere, l’arrivo di Putin ad alcuni non è piaciuto.
I deputati del M5S hanno chiesto al governo di riferire “sugli oscuri affari dello zar russo” con l’Italia. Mentre in serata una delegazione radicale protesta davanti Palazzo Grazioli contro un incontro che si presenta un po’ come un amarcord dei tempi in cui entrambi i leader guidavano i propri Paesi. Oggi, invece, il Cavaliere è costretto a restare entro i confini italiani mentre Putin è giunto a Roma con una delegazione imperiale: 11 ministri e 50 auto arrivate direttamente dalla Russia con tanto di autisti e un servizio di sicurezza che ha totalmente nascosto il volto del leader da sguardi sgraditi.
25 novembre 2013
Redazione Tiscali

[ DA ROMA – L’AMICO LEHNER ]

LO << SCUDISCIO >> DI LEHNER

 Giancarlo Lehner

—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner
To: ( . . . ) Sent: Monday, November 25, 2013 6:12 PM
Subject: FW: Lehner: l’alfanofilìa di Sky

 Sapevo della perfida professionalità del giornalismo targato Murdoch, eppure mai avrei immaginato che Sky giungesse a tale forma di alfanofilìa e di Silviofobìa, da chiamare in diretta tv, a difesa, si fa per dire, di Forza Italia e di Berlusconi la Giammanco.
Giancarlo Lehner

[ LA << LETTERA APERTA >>  DI BERLUSCONI AI SENATORI ]

 

Ai Senatori del Partito Democratico
Ai Senatori del Movimento Cinquestelle

Colleghi Senatori,
come mi avete già sentito dire io sogno un’Italia in cui lo scontro politico non cancelli il rispetto per le persone e per le regole democratiche.

Noi e Voi siamo avversari politici, ma non per questo dovrebbe venir meno il rispetto reciproco come persone che hanno una dignità e come cittadini che hanno dei diritti.
Con Voi senatori del Partito Democratico, inoltre, abbiamo formato un governo di larghe intese per fermare la crisi economica e varare finalmente delle riforme istituzionali.

Questo governo che abbiamo formato insieme per gli interessi superiori del Paese presupponeva di per sé, all’atto stesso della sua formazione, un clima politico più sereno, collaborativo e dialogante fra tutte le forze politiche della maggioranza.
Così non è stato, ma resto convinto che senza un’autentica pacificazione, cioè una legittimazione reciproca fra le grandi forze politiche, l’Italia non conoscerà mai quella normalità politica che contraddistingue la vita di tutti gli altri Paesi democratici dell’Occidente.

Questo concetto vale anche per Voi, giovani senatori del movimento Cinquestelle. Molti di Voi – ne sono certo – sono animati da una autentica passione politica e da un sincero amore per l’Italia. La Vostra opposizione è chiara, trasparente e determinata. La Vostra indignazione e la Vostra opposizione ai mali di questo Paese è anche in gran parte fondata e comprensibile.
Per questo mi appello anche a Voi: non sacrificate mai le Vostre ragioni politiche ma esercitatele sempre nel rispetto degli avversari politici, per quanto distanti siano da Voi, e per i principi fondamentali della democrazia e della libertà.

Per questo Vi chiedo di riflettere davvero nell’intimo della Vostra coscienza, anche se il voto è palese, anzi tanto più in quanto è palese, prima di prendere una decisione che, più ancora che la mia persona, riguarda la nostra democrazia. Vi chiedo di valutare attentamente le nuove prove, le testimonianze e i documenti che sono emersi dopo la sentenza della Cassazione. Questi documenti ribaltano completamene la tesi accusatoria che ha condotto alla mia condanna e alle conseguenze sul mio stato di parlamentare.

Da un punto di vista strettamente giudiziario, queste prove condurranno necessariamente a una revisione del processo, ma da un punto di vista politico impongono in modo incontrovertibile di rimandare il voto del Senato sulla mia decadenza. Sarebbe una macchia incancellabile su questo Parlamento se venisse presa una decisione senza tener conto dei nuovi elementi che riapriranno il processo togliendo alla sentenza quella “definitività” che è il presupposto ineludibile della Vostra pronuncia e prima ancora che si esprima la Corte dei diritti dell’uomo dell’Unione Europea sulla retroattività della legge Severino.

Lasciate che si esprima la magistratura sia in Italia che in Europa prima di prendere una decisione che potrebbe successivamente essere sconfessata. In caso contrario, Vi assumereste una grave responsabilità. Far decadere dal Parlamento un leader politico che è stato più volte Presidente del Consiglio e che ha rappresentato per molti anni l’Italia sulla scena internazionale, manderebbe alla comunità mondiale un segnale e un’immagine dell’Italia in cui le divisioni politiche giungono fino al punto di eliminare un protagonista della politica che rappresenta milioni di elettori. Arrivano persino a calpestare i principi essenziali della vita democratica.

Riflettete dunque, colleghi Senatori, riflettete prima di prendere una decisione così grave. Non lasciate che nella Vostra coscienza le convenienze politiche del momento prendano il sopravvento sulla verità e sulla giustizia. Non assumeteVi una responsabilità che graverebbe per sempre sulla Vostra immagine, sulla Vostra storia personale, sulle Vostre coscienze. Una responsabilità di cui nel futuro dovreste vergognarvi di fronte ai Vostri figli, ai Vostri elettori, di fronte a tutti gli italiani.

Vi ringrazio

Silvio Berlusconi

[ TRATTO DA IL GIORNALE : SALLUSTI SUL CAPO DELLO STATO ]

Napolitano ricatta

Il presidente Napolitano passa alle minacce. Chi scenderà in piazza mercoledì e magari nei giorni successivi che cosa rischia? La galera, il fermo di polizia, la schedatura come sovversivo?

Alessandro Sallusti – Lun, 25/11/2013 – 21:58

Il presidente Napolitano passa alle minacce. Della grazia a Berlusconi – dice – non se ne parla neppure. E fin qui, nulla di nuovo.

Il salto di qualità arriva subito dopo. Se qualcuno vorrà manifestare contro la decadenza di Berlusconi – aggiunge l’inquilino del Quirinale – stia ben attento ai modi e alle parole. Siamo all’avvertimento, all’intimidazione. Perché, presidente, a che cosa dovremo stare attenti? Chi scenderà in piazza mercoledì e magari nei giorni successivi che cosa rischia? La galera, il fermo di polizia, la schedatura come sovversivo? Ecco, allora si accomodi fin da subito perché le dico già ora che lei è il capo di una cospirazione che sta cercando di sovvertire la volontà popolare. Lei è un vecchio inacidito e in malafede indegno di occupare la più alta carica dello Stato. Lei vuole zittire milioni di italiani come ha zittito la Procura di Palermo che aveva trovato le prove delle sue malefatte. Lei ha il pallino di zittire i cittadini che manifestano per la libertà (le ricordo che ha sulla coscienza migliaia di ungheresi trucidati dai russi con il suo consenso morale e politico). Lei per scalzare Berlusconi ha comperato prima Mario Monti con la carica di senatore a vita, facendolo pagare a noi fin che campa. Fallita la missione ci ha riprovato comperando un pezzo della dirigenza Pdl, quello più debole, compromesso e ricattabile. Ha taciuto sulle nefandezze della magistratura, ha venduto il Paese a Stati esteri, Germania in primis. Noi non ci faremo intimidire dalle sue minacce. Lei è un golpista, perché usa il suo potere al servizio della vecchia causa comunista oggi rivista e corretta in salsa lettiana. Noi scenderemo in piazza, contro la magistratura, contro la sinistra e contro di lei che rappresenta il peggio di questo Paese. Che le piaccia o no dovrà ascoltare. Come ai tempi dell’ascesa di Grillo, dirà che non ha sentito. E allora urleremo più forte. Perché noi, a differenza sua e dei suoi tristi cortigiani, siamo uomini liberi.

[ TRATTO DAL QUOTIDIANO LIBERO DI MILANO : 

( SEPRE ) SUL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA  ]

Righe di fuoco

Napolitano, Sallusti all’attacco: “Vecchio inacidito, golpista, sei il peggio dell’Italia”

Il direttore del Giornale scatenato contro il presidente: “Ci ricatta e ci minaccia, cosa rischiamo se andiamo in piazza? Vuole sovvertire la volontà popolare, come in Ungheria. Si ricorda?”

“Golpe”, “danni alla democrazia”, “uomo di parte”. I toni usati dagli esponenti di Forza Italia nei confronti di Giorgio Napolitano, che ha ribadito il suo no alla grazia per Silvio Berlusconi, sono durissimi. Ma in confronto a quelli esibiti da Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, profumano di acqua di rose. Il titolo del quotidiano della famiglia Berlusconi è di per sé tutto un programma: “Il golpe è servito, Napolitano ricatta”. Il ricatto è quello ai sostenitori del Cavaliere, che scenderanno in piazza il 27 novembre contro la decadenza. Napolitano si è detto preoccupato per quella manifestazione, e Sallusti non ci sta. Il suo editoriale, stringato, è una bordata dietro l’altra. “Perché, presidente, a che cosa dovremo stare attenti? Chi scenderà in piazza che cosa rischia? La galera, il fermo di polizia, la schedatura come sovversivo?”, incalza il direttore, inviperito per “l’avvertimento, l’intimidazione” del Colle.

Napolitano oggi darebbe la grazia a Sallusti?Votate il sondaggio di Liberoquotidiano
“Vecchio inacidito” – Al monito del Quirinale il falco Sallusti replica con le accuse: “Le dico già ora che lei è il capo di una cospirazione che sta cercando di sovvertire la volontà popolare. Lei è un vecchio inacidito e in malafede indegno di occupare la più alta carica dello Stato”. “Lei – prosegue – ha il pallino di zittire i cittadini che manifestano per la libertà (le ricordo che ha sulla coscienza migliaia di ungheresi trucidati dai russi con il suo consenso morale e politico)”. I colpi sono assestati con forza: “Lei per scalzare Berlusconi ha comperato prima Mario Monti con la carica a senatore a vita, facendolo pagare a noi fin che campa”. Quindi, e qui arriva la gomitata ad Angelino Alfano, “fallita la missione ci ha riprovato comperando un pezzo della dirigenza del Pdl, quello più debole, compromesso e ricattabile”, e “ha venduto il Paese a Stati esteri, Germania in primis”.

“Golpista, peggio dell’Italia” – Finita l’antologia delle colpe, Sallusti conclude con la sfida: “Lei è un golpista, perché usa il suo potere al servizio della vecchia causa comunista oggi rivista e corretta in salsa lettiana. Noi scenderemo in piazza, contro la magistratura, contro la sinistra e contro di lei che rappresenta il peggio di questo Paese. Che le piaccia o no dovrà ascoltare”. E se non lo farà? “Urleremo più forte, perché noi, a differenza sua e dei suoi tristi cortigiani, siamo uomini liberi”. 

[TUTTE LE NOTIZIE SU : MARIA IVANOVNA PUTINA – WLADIMIR PUTIN ]

Vladimir Putin – Wikipedia
it.wikipedia.org/wiki/Vladimir_Putin

Dopo un anno di direzione, l’operato di Putin fu messo sotto esame da una …. Dichiarò che Putin fu segretamente battezzato da bambino e che era solita … sua madre gli consegnò la propria croce battesimale benedicendolo: «Feci come mi ….. L’11 ottobre 2011 alla notizia della condanna di Julija Tymošenko da parte di   …
 

Putin: “Battezzato in segreto ai tempi di Stalin” – A ragion veduta – Uaar

Nel suo messaggio alla Russia per Natale, Putin si è rivolto alla Chiesa … Questo articolo è stato pubblicato lunedì, 9 gennaio 2012 alle 9:36 e classificato in Generale, Notizie. … Questo per i voti venderebbe sua madre a un pappone vietnamita. … allora, non è che ci fosse l’ateismo di Stato… la religione imposta era  …

Ecco il Putin cristiano: “Battezzato in segreto sfidando il comunismo …

08/gen/2012 – il Giornale, ultime notizie … “Fece tutto mia madre, mio padre non voleva”. … Un segreto che sessant’anni dopo lo stesso Putin ha voluto svelare alla … qui che sono stato battezzato in segreto da mia madre ai tempi di Stalin  …

Il premier Putin rivela che da bambino fu fatto battezzare … – News

news.centrodiascolto.it/…/il-premier-putin-rivela-che-d…
10/gen/2012

… mia madre mi fece battezzare contro il volere di mio padre che era. … corrispondente Giovanni Masotti o o lo ritrovo davanti alla cattedrale a  …

Il cristianesimo tiene la Russia unita, dice il cesaropapista Putin – [ Il …

02/ago/2013 – Fu proprio da quella città che gli inviati di Volodimir il Grande … stato a lungo un segreto di famiglia, la madre lo ha fatto battezzare di nascosto  …

[ ARTICOLO – TRATTO DA << IL GIORNALE >> DI MILANO / ARCHIVIO IN WEB ]

Ecco il Putin cristiano: “Battezzato in segreto sfidando il comunismo”

“Fece tutto mia madre, mio padre non voleva”. I dubbi: vera fede o propaganda in vista delle presidenziali?

Manila Alfano – Dom, 08/01/2012 – 12:24

Putin bambino: 1952, intorno un vecchio mondo comunista in un’Unione Sovietica ancora superpotenza mondiale e con l’ateismo nell’anima. Un anno ancora e Stalin sarebbe morto, e suo nonno, Spiridon Putin, aveva già prestato servizio come cuoco nella dacia di Lenin e del suo successore. Quando, una mattina d’ottobre, il piccolo Vladimir viene alla luce, la mamma, Maria Ivanovna Putina, ha un solo desiderio nel cuore: battezzare il suo bambino. Una sfida che sembra impossibile. Il padre, uomo severo e coerente è funzionario del Partito comunista e ateo convinto. Di battezzare il piccolo non se ne parla. Neppure se ne può discutere.

Non ha altra soluzione la donna se non avvolgere il bimbo in una copertina e portarlo nella cattedrale di San Pietroburgo e battezzarlo di nascosto. Un segreto che sessant’anni dopo lo stesso Putin ha voluto svelare alla messa di mezzanotte del Natale ortodosso, in quella stessa cattedrale. Confessione suggestiva e riuscitissima, all’uscita dalla chiesa, circondato dai microfoni dei cronisti accalcati. Natalizio. Ne è venuto fuori un uomo diverso, quasi commuovente, con le televisioni che hanno trasmesso immagini di lui seduto in prima fila a pregare vicino alle candele accese. «È proprio qui che sono stato battezzato in segreto da mia madre ai tempi di Stalin ha confidato Vladimir ai cronisti accalcati. Mio padre- ha continuato- era inscritto al Partito ed era un uomo tutto d’un pezzo. Mia madre quel giorno sfidò la contrarietà di mio padre e, accompagnata da un vicino, ha fatto quello che credeva giusto». Un luogo particolarmente caro a Putin la cattedrale come spiega lui stesso: «È qui che si sono svolti i funerali dei miei genitori, per questo è un luogo per me così caro».

Mai si era visto un Putin così intimo e privato, dai commenti dall’insolito tono personale. Si tratta di un momento di commozione o piuttosto un messaggio ad effetto da giocare a favore della campagna elettorale che lo vede nettamente favorito per tornare al Cremlino?
Le presidenziali di marzo sono dietro l’angolo, e i cronisti si interrogano. Proprio lui che, come agente del Kgb, aveva imparato a stare il più possibile lontano dalla religione, lui che deve il suo successo all’immagine di uomo duro, di ferro, distaccato. Oggi Putin si dichiara cristiano praticante, la conversione risalirebbe al 1993, quando la moglie rischiò di morire in un incidente. Al collo porta sempre la croce battesimale che la mamma gli regalò prima di un viaggio ufficiale in Israele.

Conversione a parte, non è un segreto che la chiesa ortodossa sia sempre stata alleata di Putin. Per questo la frase pronunciata ieri dal capo della Chiesa ortodossa è sembrata un po’ una doccia fredda. «Il Cremlino non deve ignorare le recenti manifestazioni di massa contro le presunte frodi elettorali alle elezioni legislative del 4 dicembre scorso- ha detto il Patriarca Kirill. «Sarebbe un segnale molto negativo se le autorità ignorassero le proteste». L’ultima grande manifestazione contro i brogli alle elezioni vinte dal partito del Primo ministro Putin, ha visto la partecipazione, il 24 dicembre, di 100mila persone nel centro di Mosca: la più imponente marcia antigovernativa dall’era sovietica. Malizioso vedere un collegamento tra la confessione pubblica e la bacchettata di alleati così importanti?

GLI ULTIMI – QUATTRO – NOSTRI SERVIZI IN RETE

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BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA! RESUME’ DI BLOG: LINK – ARTICOLI RECENTI – COMMENTI – EVENTI: PAPA FRANCESCO – PUTIN, INCONTRO A ROMA – LUNEDI’, 25 P.V.
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PARLA BERLUSCONI (IL MATTINO) – “AZIMUT”: LA DERIVA LIBERTICIDA DEL REGIME E I “TRANSFUGHI DI DESTRA” CHE FAN DA SPONDA

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SUA SANTITA’ FRANCESCO E IL PRESIDENTE PUTIN (COLLOQUIO A ROMA) “CONTROSTORIA BERLUSCONI” ALTRE NOTIZIE: (LEHNER: IL TAXI VUOTO DI ALFANO, ETC)
SUA SANTITA’ FRANCESCO E IL PRESIDENTE PUTIN (COLLOQUIO A ROMA) “CONTROSTORIA BERLUSCONI” ALTRE…
azimutassociazione.wordpress.com

 

Q U E L    S U D    –    N O T I Z I E    T R A T T E    D AL    WEB 

[ TRATTO DA RESTOALSUD ]

Un bambino scrive al Papa: “vieni a Foggia”. E il Papa risponde

Di Redazione | il 26 novembre 2013 |
papa-francesco

C’è un bambino, un bambino che ha scritto al Papa. Si chiama Matteo Rinaldi, ha 8 anni e vive a Foggia. Quel Papa che commuove, che bacia i lebbrosi, che piange per gli ammalati, che lancia strali contro il potere e contro chi ruba, piace molto al bimbo pugliese.

«Caro Papa Francesco, mi chiamo Matteo Rinaldi e sono un bambino di 8 anni di Foggia. Mi sembri un Papa buono e vorrei conoscerti, abbracciarti e poi ci tengo molto a farti conoscere la mia città, Foggia». Matteo, che frequenta la terza elementare dell’istituto Vittorino da Feltre di Foggia, ha invitato Papa Francesco a visitare i monumenti di Foggia e, soprattutto «a mangiare la pizza buona che faccio io. Senti, caro Papa – aveva aggiunto – io sono un grande tifoso della Roma, e tu per quale squadra tifi?».

La risposta della Santa Sede non si è fatta attendere molto. Infatti, dopo meno di dieci giorni, Matteo si è visto recapitare una busta proveniente dal Vaticano contenente le parole del Santo Padre il quale, oltre ad abbracciarlo, ha inviato la benedizione su di lui e sulla sua famiglia. Il Papa ha anche appagato la curiosità sportiva del piccolo Matteo, dicendogli che la squadra per la quale tifa è il San Lorenzo, formazione argentina.

[ TRATTO DA REDAZIONE TISCALI ]

La terza stagione di Masterchef parte dal Sud

La terza stagione di Masterchef parte dal Sud – FotoCommenta  Expo 2015: i Bronzi di Riace sono “inamovibili”
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La cultura in Calabria vive nelle stazioni

La terza stagione di Masterchef parte dal Sud

di CN MEDIA
Bari 25.11.2013 (CN) – La terza stagione di Masterchef parte da Bari. La tappa è in programma il 2 dicembre in vista del lancio in tv del talent show culinario, a partire dal 19 dicembre su Sky.

Le selezioni per la gara pugliese sono aperte da oggi sul sito web del programma (http://masterchef.sky.it/). Decine di aspiranti masterchef del sud Italia sono pronti a sfidarsi tra i fornelli sotto la guida dello chef italiano con il maggior numero di stelle Michelin: il giudice Bruno Barbieri. La puntata sarà registrata nei locali della Sala Murat, in piazza del Ferrarese, dalle 11.30 alle 13:30 e dalle 15.30 alle 18.30 del 2 dicembre.

I concorrenti selezionati saranno 60 e si sfideranno 12 alla volta per cinque turni. Per i fan della popolare trasmissione ci sarà spazio per i gadget di Masterchef e le cartoline autografate di Bruno Barbieri, insieme a Carlo Cracco e Joe Bastianich.

Talento, passione, creatività, suspense e tanta buona cucina, sono gli ingredienti di successo del talent show più famoso nell’universo culinario televisivo. Per l’assessore barese al Marketing territoriale, Antonio Maria Vasile, lo show offrirà un grande spettacolo, ma è anche riuscito a “incrementare del 30 per cento le iscrizioni alle scuole alberghiere italiane. Sono certo che i nostri aspiranti cuochi ce la metteranno tutta per portare un barese alla vittoria finale”.

25 novembre 2013
Expo 2015: i Bronzi di Riace sono
Expo 2015: i Bronzi di Riace sono “inamovibili”
di CN MEDIA
Reggio Calabria 25.11.2013 (CN) – I Bronzi di Riace non vanno spostati dalla Calabria, nemmeno per l’ Expo 2015. Il no “secco” alla proposta avanzata dal presidente della Fondazione Fiera di Milano, Benito Benedini, di inviare i due reperti in giro per il mondo, è arrivata dal Comitato per la Valorizzazione e la Tutela dei Bronzi di Riace e del Museo Nazionale della Magna Grecia.

La proposta di Benedini era piaciuta anche al premier Enrico Letta, mentre invece, per il Comitato, “i Bronzi di Riace sono inamovibili”. “Prendiamo atto – spiegano dal Comitato – che anche il presidente Letta, dopo che lo avevano già fatto il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano e il ministro dei Beni culturali, Massimo Bray, si è impegnato per un ritorno entro Natale dei Bronzi di Riace al Museo di Reggio Calabria. È quello che chiediamo da tempo – hanno aggiunto dal Comitato – ritenendo che la città e la Calabria siano già state eccessivamente penalizzate a causa del ritardo nel restauro del Museo nazionale della Magna Grecia, di cui non siamo responsabili e che ha prolungato di circa tre anni il rientro delle due statue”.

Il Comitato per la Valorizzazione e la Tutela dei Bronzi di Riace ha invitato anche il presidente del Consiglio Letta a Reggio Calabria per inaugurare il rientro dei Bronzi al Museo originario. “Riteniamo, inoltre – ha concluso il Comitato – che il contributo che la nostra città e la nostra regione possano dare all’Expo 2015, per indicare una strada per uscire dalla crisi, sia il Museo riaperto con i Bronzi di Riace e tutti i suoi tesori pronti a essere ammirati, con un’adeguata politica di trasporti, programmata per tempo, che consenta di arrivare, facilmente e convenientemente, a Reggio Calabria”.

La cultura in Calabria nasce e vive nei locali in disuso delle stazioni

di Gianluca del Gaiso
Reggio Calabria 23.11.2013 (CN) – Una città che si ribella quella che lo scorso sabato è scesa in piazza in nome e per conto del Museo dello Strumento Musicale. La sua sede: la ex stazione Lido in disuso. Poche centinaia di metri andando verso nord, un’altra stazione quella di Santa Caterina, accoglie al suo interno un altro dei centri culturali più attivi della città. Un gruppo di ferrovieri che ha voglia di fare in un momento in cui da queste parti, tutto sembra difficile, anche la normalità.

Nasce così, per volontà del suo iperattivo presidente Pino Strati, l’associazione culturale “Incontriamoci sempre”. Non solo un luogo di confronto, ma anche e soprattutto un termometro del territorio. Prima le tante attività in occasione di questa o quella festa, poi i corsi di tarantelle del sud, adesso i libri ma anche e soprattutto impegno per chi questa zona della città la vive con fatica. Sono i pranzi della domenica per chi vuole stare insieme senza dover pensare a quello che non ha. Un impegno costante che negli anni ha trovato centinaia di volontari e iscritti. Una stazione che è diventata punto di riferimento per chi vuole passare qualche ora nella normalità, sentendosi a casa.

Certo, l’impegno anche economico dei soci è notevole. Ma il sorriso non manca mai, così come i nuovi amici pronti a non lasciare indietro quest’altro sogno sano della città. Quando siamo andati, le nostre telecamere hanno incontrato, tra gli altri, la scrittrice Katia Colica. Non un caso, ci piace pensare, la sua presenza in questa stazione. Scrittrice degli ultimi, la definisce Antonio Calabrò presentandola al suo pubblicò. Di certo il suo “Tacco di Dio” fotografa come pochi ad Arghillà, la situazione di disagio, al limite dell’umano, di un altro quartiere periferico di questo lembo di terra. Mille cose si potrebbero raccontare del suo impegno. In quattro parole, suggerisce Letizia Cuzzola che l’ha intervistata sul palco in questa serata, lo “spirito di quelli delle stazioni” da queste parti vive in pieno nel titolo del suo ultimo libro: “Un’altra scusa per restare”.

23 novembre 2013

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