CONTRO DEMOCRAZIA TOTALITARIA! STOP – SATRAPI UE STOP – “DEMOCRAZIA PREPOTENTE” E DI “GOLPE IN GOLPE”…: ORA BASTA! – SPALLATA NECESSE!!!


CONTRO << DEMOCRAZIA TOTALITARIA >> ! STOP – SATRAPI UE.  STOP – “DEMOCRAZIA PREPOTENTE”. E DI “GOLPE IN GOLPE”….. : ORA BASTA! – << SPALLATA >> NECESSE  >> ! ! !

striscione dei forconi

Sciopero forconiPaese a ferro e fuoco scontri a Torino

— Cronaca —

Annunciata protesta a oltranza. Aggredito un fotografo che collabora con l’ANSA. Bloccata ferrovia a Genova. Alfano: ‘Proteste legittime ma non tollereremo violazioni della legge’

FOTO: Forconi in piazza, scontri a Torinostriscione dei forconi
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[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 10 DICEMBRE 2013  – an.arenella@libero.it ]

Forconi: caos a Torino e Genova Berlusconi contro il Colle, spunta ipotesi asse FI-M5SMatteo Renzi (Ansa) Grillo non rispetta proprio niente e si scaglia contro Baudo  - <i>di M. Sabatini</i>

 IN QUESTO NUMERO – EDITORIALE – ARTURO STENIO VUONO

presidente Associazione “Azimut” – Napoli. –  Tra la domenica, e la giornata odierna, il ritmo dei diversi avvenimenti – di cui ci occupiamo ( unitamente ad altro, attinto dal web ) – ci portano a una prima, e preliminare, considerazione…

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 Berlusconi: "Governo con Sel e M5S per la legge elettorale"

Berlusconi: “Governo con Sel e M5S per la legge elettorale”

Il Cavaliere attacca Monti e grida al golpe: “L’ascesa del suo governo fu un colpo di stato”. Poi critica i pm: “Sono incontrollabili e irresponsabili”. Duro con Letta: “Accordi non rispettati”.

Trionfo di Renzi: ‘Fine dei vecchi dirigenti. Non piu’ alibi, ora cambiare. Tocca a noi’

Sindaco Firenze neo-segretario con quasi il 70% dei voti: ‘Abbiamo avuto questi voti per scardinare un sistema. Cambiare legge elettorale e tagliare costi politica’

Tornare al voto –  Lo chiede Grillo, lo chiede Berlusconi, lo chiede a denti stretti lo stesso Renzi, ma il Quirinale fa finta di niente. E’ vero, Letta in Parlamento ha i numeri per restare in sella. Ma può contare sulla fiducia di parlamentari che allo stato attuale delle cose sono “abusivi”. Letta intanto resta in silenzio. Promette una riforma della legge elettorale, ma pare che a palazzo Chigi l’idea sia quella di allungare i tempi fino al 2015. Se si dovesse andare al voto adesso i sondaggi parlano chiaro: il centrodestra vincerebbe le elezioni. Questo Napolitano lo sa. 

  

FINE DEI VETEROREPUBBLIKANES – INIZIATO IL CONTO ALLA ROVESCIA

 ARTURO STENIO VUONO *

Tra la domenica, e la giornata odierna, il ritmo dei diversi avvenimenti – di cui ci occupiamo ( unitamente ad altro, oggi, attinto dal web ) – ci portano a una prima, e preliminare, considerazione; che, almeno per i tre quarti degli italiani , e non solo per il costante risultato di sondaggi, la soluzione della crisi politico-economico-sociale-istituzionale, in atto, si chiama Silvio Berlusconi, Matteo Renzi e Beppe Grillo. I tre leader, in sella – saldamente -, che, non a caso, non sono presenti in parlamento.

Chi disperava per tempi bui, nel prosieguo, dovrà ricredersi. Cosa mai potrà sortire -dalle camere – di diverso allorchè, mercoledì, Monsieur Letta – nipote, ripassando la solita lezione, chiederà di nuovo il lasciapassare ? Quello che avanza, per sentimenti trasversali, non è di certo il confidare – ulteriormente – nelle rituali ricette dei Palazzi; e la pancia del paese, a prescindere dalla scelta in tre direzioni che – per il futuro – dovranno trovare un punto di equlibrio,  pretende sempre di più una svolta per il rinnovamento e il cambiamento.

Annaspano i veterorepubblikanes, non tengono più il passo, vanno irreversibilmente  in archivio, e la vecchia partitocrazia, e la vecchia sindacatocrazia, così come si sono perpetuate e come – entrambe – le abbiamo conosciute. Insomma  non s’intravede che possano, ancora, parlare al Paese,  che, in fin dei conti, aspira a volere ritornare Nazione. Ora non c’è solo l’indotta crisi economica ma una crisi di vertice ,ma  per il

miglioramento, e non è un paradosso che, proprio in tempi così disastrati, il crescere

d’una potenziale domanda per una << terza repubblica >> ormai avanzi ad inverarsi e trovi spazio di comunanza. L’avvenire, perciò,  è a portata di mano.

La vetusta << forma partito >> , sia che a destra come a sinistra, e al centro, e sia nell’antagonismo, viene scalzata dal movimentismo che rinnova e che si muove per riformarla  e riorganizzarla; così, parimenti, per l’attuale apparato tri-sindacale che viene, sempre più, superato dall’ebollizione di tutte le categorie sociali in lotta di cui, per fare un solo esempio, il movimento dei forconi è soltanto una punta dell’iceberg. Rinnovarsi per non perire.

Abbiamo, in tal proposito, di recente, voluto indirizzare una sintetica lettera aperta al capo dello Stato ( 1 )  acchè non si prolunghi  più l’accanimento terapeutico, e la respirazione bocca a bocca, asssolutamente inefficaci per sanare la crisi di sistema. Speriamo, perciò, di essere ascoltati. Una lettera, da cittadino al presidente della repubblica -Giorgio Napolitano , per esortarlo a volerci traghettare verso le nuove consultazioni elettorali, con le urgenti nuove norme, in sintonia con le decisioni in merito della Corte Costituzionale, e con l’abbinamento alle << europee >>;cosicchè  immediatamente – successivamente – a poter rimettere il Suo secondo mandato. Che si vada alle urne è la soluzione logica e legittima.

Se, al contrario, il resistere – resistere – resistere finirà per fare ancora testo, una rivoluzione – civile, democratica e pacifica – , prima o poi  si muoverà contro questa sorta di << democrazia totalitaria >>.Sarà, di certo, in mancanza,  prima o poi, uno stop ai satrapi Ue e uno stop a questa “democrazia prepotente”. Sarà rivolta morale e del coraggio civile, per dire che di “golpe in golpe” ora basta ! Spallata, necesse ! Non è più tollerabile che si riportino le lancette della storia all’indietro. E, nulla muovendo, scadrà – inevitabilmente – il tempo già concesso.

Sarà, dunque, la fine dei veterorepubblikanes e, comunque sia, già per l’oggi e per il crescendo che s’intravede,  è iniziato  il conto alla rovescia.

* presidente Associazione “Azimut” – Napoli

https://azimutassociazione.wordpress.com

( 1 ) replica

PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA

PALAZZO DEL QUIRINALE – 00187 ROMA

Piazza del Quirinale

Tel. 06 / 46991

Fax 06 / 46993125

Telex 06620022

Ind. Internet www.quirinale.it

LETTERA APERTA AL CAPO DELLO STATO[ “AZ.-NEWS” : 05.12.’13 ]
Arturo Stenio Vuono – presidente Associazione “Azimut” – Napoli
 
 DA CITTADINO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
Gentile Presidente,
so bene che, nella Sua agenda, ha appuntato almeno due future scadenze, dal 22 al 28 maggio del prossimo anno elezioni europee e dal primo di luglio, poi, il semestre di presidenza italiana dell’ Ue; e vorrei, in verità, che ne aggiungesse di terza, una scadenza, allorchè si ponga un limite – temporale –  invalicabile a tutti i vulnus e le anomalie, ai cambi di casacca e ai ribaltoni. Bene il prossimo passaggio parlamentare del premier, e tuttavia non ci serve, certo, un governicchio di sinistra – con un centrino – puntellato dal gruppuscolo di eletti, non più in linea con la pregressa legittimazione popolare, assolutamente autoreferenziale e che si definisce di nuovo centrodestra ( sic ). A parte che gli eminenti nominati, non più dal Suo successore, con laticlavio a vita, rappresentando tutti gli italiani, farebbero bene nel prosieguo  a non interferire – avendo  partecipato ai recenti lavori senatoriali una tantun – e ad astenersi, con decenza, dall’assumere posizioni di parte; ciò detto, in premessa, semprechè i democrat, dopo avere smaltito la minestra riscaldata di lor primarie, non diano un out.
Le chiedo la pazienza di ascoltare, e valutare, le mie ragioni. Riandando alla passata riunione congiunta delle camere, vale ricordarlo, Ella non solo giurò sulla carta costituzionale ma, per il Suo secondo mandato, già un fatto straordinario ed eccezionale, ne affermò – solennemente –  la condizione  da tutti accettata, sottoscritta, essendo – per la votazione – marginale che vi siano stati i contro ma con presa d’atto. Una << postilla >> ch’è stata la condizione – sine qua non – per accettare l’investitura; ovverosia l’unità delle forze politiche che L’avevano richiamato in nome di un comune programma politico-eonomico-riformista che non c’è più; e la foglia di fico dell’asse Letta – Alfano, per il presunto passaggio dalle larghe alle solide intese, a poco potrà servire. E chi vivrà, vedrà. Ella, per mantenersi fedele all’impegno preso, confido – perciò – voglia traghettarci verso nuove consultazioni elettorali, con le urgenti nuove norme, in sintonia con le decisioni in merito della Corte Costituzionale,  e con l’abbinamento alle << europee >>, ed immediatamente – successivamente – rimettendo il Suo secondo mandato. Che si vada alle urne è la soluzione logica e legittima, con una nuova legge elettorale ; alla partenza – almeno per l’attuale – i tre potenziali blocchi : centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle; che, in ogni caso, nulla potrà cambiare – ai fini della governabilità – il “fuori uno e tutti a casa” di Beppe Grillo  il quale, nella vagheggiata evenienza del “primeggiare”, sarebbe condannato – comunque sia – ad allearsi proprio con coloro che, da mane a sera, stigmatizza essere la peggiore classe dirigente. Ma ristabilire la normalità, tuttavia, resta – sempre – il problema, urgente e principe, onde azzerare, come Le ho scritto,  i vulnus e le anomalie. D’altronde, come potrà convenire, esistono precedenti di governi mandati a casa – senza voto di sfiducia – per ragioni di emergenza nonchè richiamate, presunte,  discrasie con il quadro internazionale e, per l’oggi, a maggior ragione, definita  – comunque sia – la Legge di Stabilità, mille e mille ragioni – di prevalente natura interna – depongono a favore di questa improcrastinabile soluzione.
Non si tratta, solo, di precaria situazione politico-economico-sociale ma del rischio di aggravarne gli esiti che non potrebbero, certamente, affrontarsi con una pseudo stabilità di governo e la tentazione di supportarla con un ritorno alle piaghe purulenti che, a suo tempo, si richiamarono al preferenzialismo e al proporzionalismo nonchè al mandato senza vincolo, in assoluto, degli eletti; i parlamentari che, anche per l’oggi, presumono legittimo muoversi – sempre – all’incontrario del mandato richiesto agli elettori. Sono certo che Ella, però, si muova nel solco della non contrapposizione agli umori della Nazione che, per stragrande parte dei suoi cittadini, rigetta totalmente, sperando di superare la disaffezione per le urne, una deriva della “democrazia prepotente” e d’una << democrazia totalitaria >> . Far collimare << paese legale > e << paese reale >>, necesse.
Il nostro Paese è una grande Nazione, il semestre di presidenza europea è l’occasione giusta –  non solo per ristabilire equità e occupazione, giustizia sociale e sviluppo, – ma per dare un salutare stop agli apologeti dell’attuale Ue, ormai una gabbia intollerabile, una vera e propria camicia di nesso,  che viaggia irreversibilmente sulla linea del combinato disposto dell’azzoppare i popoli e delle impotenze congenite a far fronte ai suoi doveri.. Con un governo forte,  a tali apologeti diciamo che c’è un limite a tutto. O si rivedono i trattati, da sottoporsi a referendum, oppure è finita: o si giunge alla totale e diretta elezione degli organi di governo, alla moneta di proprietà, a un comune esercito di difesa, etc., oppure è finita. Questa europa non è l’Europa, non ci piace. Nulla cambiando, sempre di più crescerà il numero di coloro che da questa Europa, da quest’euro, vuole tirarsi fuori.  Inutile, quindi, tuonare contro i cosiddetti “euroscettici” e i definiti << populismi >>. Mi richiamo alla Sua sensibilità. Resto, fiducioso e certo, d’una Sua – pronta – pubblica risposta.
Accolga i miei deferenti ossequi.
Arturo Stenio Vuono
Associazione Azimut, Naples, Italy. 
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Jose Manuel Durao Barroso (d) con Fabio Fazio Azimut” :  TV. – L’IPERMILIARDARIO ROSSO – IL << SATRAPO UE >>

ANSA.it > Economia > News

Barroso: Deficit Italia ok, debito troppo alto

Non si puo’ modificare tetto 3% deficit-p

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Berlusconi: 'In Italia ci sono stati 4 golpe' forconi Lega: aperte primarie, hanno gi votato Maroni e Salvini Romano Prodi mentre vota

 

Domenica, 8 Dicembre 2013 Berlusconi lancia i club di Forza Italia …

47 min fa – Domenica, 8 Dicembre 2013: Il Fatto Quotidiano … Roma: ‘battezzati’ da Berlusconi 3.386 Club Forza Silvio … DIRETTA STREAMING/ Video: Silvio Berlusconi lancia i club di Forza Italia da Roma…… Domenica mattina (8 dicembre) l’importante riunione, diretta dal presidente Stelio Yannoulis, si svolgerà  …

Domenica, 8 Dicembre 2013 Forza Italia riparte dai club Tanti …

3 ore fa – Fi: Club Forza Silvio, sala Conciliazione strapiena, circolazione bloccata … 08.12. 2013 – Roma, atteso l’intervento di Berlusconi – Tutto pronto all’auditorium …. Domenica mattina (8 dicembre) l’importante riunione, diretta dal  …

Video

[ RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ]

Berlusconi: ‘In Italia ci sono stati 4 golpe’

— Speciali —

Kermesse di Forza Italia a Roma. Il Cav: ‘La nostra magistratura è irresponsabile’

La magistratura da ordine dello stato in un contropotere che tiene sotto di se il potere esecutivo e decisionale. Da noi non dipendono da nessuno, sono incontrollabili e irresponsabili nemmeno di ciò che commettono per colpe gravi e dolo e si giudicano tra di loro”. Lo afferma Silvio Berlusconi alla kermesse di Fi. (VIDEO)

‘Ancora oggi siamo in pericolo, siamo in un regime, non si sono visti nelle strade militari e carri armati ma egualmente ci soni stati quattro colpi di stato” ha continuato “Nel 92-93 la democrazia fu sospesa. Nel 1964 una corrente di sinistra diede vita a Magistratura Democratica che poi si divise nel ’68 e una parte si unì alle forze extraparlamentari tanto che l’Unità nel ’78 li accusò di essere andati oltre. Questa magistratura fu istruita da Gramsci” ha aggiunto “La magistratura parte da un assioma: il Popolo ha diritto alla democrazia ma la democrazia il popolo è sicuro di averla solo se c’è la sinistra al potere: quando il popolo non riesce a darsi un governo è compito della magistratura intraprendere la via giudiziaria al socialismo contro il capitalismo borghese e questo si deve fare interpretando la legge non in modo imparziale ma in modo alternativo.

L’interpretazione imparziale arriva a dei punti impensabili” ha sottolineato il Cavaliere. “Grazie di essere venuti. Sono i giovani che devono prendere la bandiera e andare avanti, siamo ancora qui come allora per batterci per il nostro paese per batterci per la nostra libertà”. “Siamo tornati a Fi perchè speravamo con il Pdl di unire i moderati poi qualcuno ha tradito, qualcuno se n’è andato, quando ho visto che Pdl si reggeva con quelli che erano di Fi ho preso la decisione che era il momento di tornare Forza Italia” ha rilevato Berlusconi. Quando l’ex premier ha parlati di ‘traditori’ dalla platea partono i fischi. Intanto Alfano battezza il suo Ncd VAI

In primo piano

Attacco di Beppe Grillo ‘Colle e’ incostituzionale’

Leader M5S: ‘A Napolitano non resta che sciogliere Camere e non farsi più vedere in giro’

Napolitano tra Grillo e Brunetta Napolitano tra Grillo e Brunetta
— Speciali —

Brunetta: ‘Colle non ha competenze circa la legittimazione del Parlamento. Sta scardinando la Costituzione’

Napolitano: "D'accordo con Zagrebelsky, Camere legittime"

Napolitano: “D’accordo con Zagrebelsky, Camere legittime”

Il Capo dello Stato da Milano si è augurato che “tutti abbiano a cuore gli interessi dell’Italia.

Commenta  Brunetta: il Colle scardina la Carta costituzionale 
Commenta  Grillo sul suo blog: Napolitano è incostituzionale 
Commenta  Salvini: guerriglia parlamentare contro amnistia

SU PAPA FRANCESCO – ULTIMISSIMA

 Papa Francesco: "Il grido dei poveri non ci lasci indifferenti"

Papa Francesco: “Il grido dei poveri non ci lasci indifferenti”Commenta  Dramma immigrazione: in 113 sbarcano a Siracusa

INTERVENTI – TRATTI DA STAMPA LIBERA

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L’ETERNITÀ DI ROMA NELLA VICENDA STORICA RUSSA

7 dicembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo
Russia :::: Giovanni Valvo ::::http://www.eurasia-rivista.org/leternita-di-roma-nella-vicenda-storica-russa/20454/

L’ETERNITÀ DI ROMA NELLA VICENDA STORICA RUSSA

L’ascesa al potere di Vladimir Putin, nel 1999, ha segnato la fine di un’epoca nella millenaria storia della Russia. Dopo un decennio di caos, che era arrivato a minacciare l’esistenza stessa del paese più grande del mondo, Mosca intraprendeva un percorso volto a riaffermare la propria potenza in Eurasia, sotto la guida di un governo forte ed autorevole, che riaccendeva la fiamma dell’orgoglio russo integrando il patriottismo sovietico con gli elementi imperiali propri dell’epoca zarista. Tra i miti destinati a riemergere dal torpore del periodo eltsiniano il più importante era quello di Mosca Terza Roma, che vedeva nella Moscovia, ed in seguito nella Russia, l’erede di Bisanzio, a sua volta sostituitasi a Roma nel momento in cui, nel 476, l’Impero Romano d’Occidente era caduto in mano ai barbari. Ma quale verità si cela dietro il mito delle tre Rome? Su quali fondamenti legali poggia la plurisecolare idea, che accompagnò i monarchi russi a partire da Ivan III, secondo cui la Russia è la legittima erede dell’Impero Romano? E fino a che punto tale idea, che fa del Cristianesimo l’elemento cardine della translatio imperii, è riuscita a sopravvivere indenne all’ateismo di stato sovietico? Per rispondere a tali interrogativi sarà necessario fare un breve excursus della storia romana, per poi affrontare la questione della romanità della Russia.

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE | 2 Commenti

ULTIMO – NOSTRO – LINK

 fabio pisaniello – webm adm. des.

PUBBLICATO : 08/12/2013 17.18

[ ULTIMO SERVIZIO ]

Associazione Azimut ha condiviso un link. 
“AZIMUT ONLINE” – L’INFORMAZIONE NON CONFORMISTA, TRA CRONACA E STORIA, CONTRO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA http://wp.me/p2IJHA-Aq

“AZIMUT ONLINE” – L’INFORMAZIONE NON CONFORMISTA, TRA CRONACA E STORIA, CONTRO IL SISTEMA DELLA…
azimutassociazione.wordpress.com
 
2  (replica )
INTERVENTI – TRATTI DA STAMPA LIBERA

4  INTERVENTI – TRATTI DA STAMPA LIBERA
8 dicembre 2013 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo

di Marco Della Luna

Fonte:  http://marcodellaluna.info/sito/2013/12/05/1542/

L��altro ieri, 4 Dicembre, la Corte Costituzionale, supremo giudice della legalità, ha dichiarato l’illegittimità costituzionale della legge elettorale in vigore. Per automatica conseguenza logica, sono incostituzionali, illegittimi, e vanno trattati come tali, il parlamento precedente e il presente, le loro leggi – compresa una eventuale nuova legge elettorale e comprese le loro nuove tasse – , i governi da essi espressi, il pres. Napolitano da essi eletto e rieletto nonché i suoi atti, compresi gli scioglimenti delle Camere; e la stessa Corte Costituzionale, di cui alcuni membri sono stati nominati dai parlamenti illegittimi.

Ogni ordinamento giuridico, per legittimarsi, si appoggia su un fondamento, su principi metagiuridici laici (come la volontà popolare o la forza del dominatore) o filosofici (dittatura del proletariato) o religiosi (il sovrano che discende dagli dei, la volontà divina che sceglie il sovrano). Infatti è noto, ma è anche intuitivo, che nessun ordinamento giuridico, nessun ordinamento statuale, può legittimarsi da sé, cioè avere al proprio interno la fonte finale della propria legittimazione a comandare ed esercitare il potere sulla gente – così come nessuno può sollevarsi da terra tirandosi per le stringhe. Leggi il resto di questo articolo »

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Pubblicato in DOMINIO E
INTERVENTI – TRATTI DA STAMPA LIBERA
LA SVOLTA?

Addio all’euro, prove tecniche nell’europarlamento

Nell’europarlamento si riuniscono deputati, economisti e professori che criticano la moneta unica. E i trattati prevedono una via di fuga

Euro da morire. Lo si proclama ormai anche all’interno del Parlamento europeo. Sono docenti universitari di economia, come Claudio Borghi Aquilini, Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi a mostrare le incongruenze di una moneta unica divenuta elemento di divisone anziché di unione, di povertà invece che di arricchimento. Finché lo dicevano soltanto le massaie alle prese con la diminuzione del potere d’acquisto, l’argomento sembrava piuttosto una polemica a buon mercato. Poi sono arrivati gli euroscettici, ma li si accusava di voler distruggere l’Unione europea. Infine ecco gli europeisti critici, che chiedono di smantellare l’unione monetaria prima che sia troppo tardi. Perché non faccia affondare l’Italia, ma anche per evitare il fallimento agli altri Paesi comunitari. «Dobbiamo prendere atto che è in corso una guerra finanziaria», avverte Magdi Allam, deputato europeo organizzatore della due giorni «Morire per l’euro?». La carneficina riguarda innanzitutto le aziende che «muoiono paradossalmente non perché hanno dei debiti ma perché vantano dei crediti, in un contesto dove il principale debitore insolvente è lo Stato che deve circa 130 miliardi di euro alle imprese». Anche l’amministrazione pubblica nemica, in realtà, è vittima a sua volta perché costretta a rifarsi sui cittadini, sulle famiglie e l’economia reale da regole finanziarie imposte dall’alto. Perciò, continua Allam, «ferma restando la necessità di abbattere i costi dello Stato, 830 miliardi che sono più della metà del Pil, condizione necessaria per poter ridurre significativamente le tasse, bisogna affrontare seriamente la questione della moneta unica». La via d’uscita è complessa. Chi la evoca rischia di generare il panico. Per procedere razionalmente, occorre una strategia che parte dalla denuncia della «natura strutturale e non congiunturale della crisi», così come «della singolarità dell’euro, unica moneta al mondo ad essere stata emessa in assenza di uno Stato, chiarendo l’anomalia della Banca centrale europea, istituzione privata di diritto pubblico, che per statuto ha come mandato la stabilità monetaria e non lo sviluppo». E questo «esclude la possibilità che possa sia emettere moneta in quantità adeguata a rilanciare lo sviluppo sia di diventare prestatore di ultima istanza per garantire il debito sovrano dello Stato».

Sovranità perduta – Anche gli specialisti della materia indicano nel recupero della perduta sovranità monetaria la chiave per uscire dalla crisi. Tanto più che il processo con cui si è compiuta l’unificazione è un mostro giuridico, spiega Rinaldi, docente di Finanza aziendale presso l’Università Gabriele d’Annunzio di Chieti-Pescara. Se da un lato «la democrazia è stata mortificata perché non si è più consentito alle rispettive politiche nazionali, espressioni di deleghe popolari, di poter attivamente intervenire per adeguare e mediare le regole», dall’altro si è consentito «alle regole di modificare i comportamenti dei cittadini stessi, avendo preferito lasciare al voto dei mercati la determinazione della politica economica comune». Altrettanto illegittimo, a suo giudizio, è «il Meccanismo Europeo di Stabilità nato a garanzia dei Paesi membri in temporanea difficoltà di liquidità», ma poi dirottato verso un altro scopo, quello di «vincolare a precisi obblighi capestro chi è costretto a doverne fare uso». Così concepito, «costringe alla rinuncia praticamente totale della sovranità del Paese richiedente con la garanzia dell’asservimento dei propri asset pubblici, assicurando peraltro l’impunità personale ai gestori della tutela». Il tutto, fra l’altro, è avvenuto in spregio dei trattati e dei regolamenti, tanto da generare «una conflittualità evidente fra quanto approvato dai rispettivi Parlamenti dei Paesi membri che hanno ratificato, dopo dibattiti parlamentari» e «l’applicazione ferrea del limite del 3%» in cui è fissato il limite dell’indebitamento annuale da parte degli Stati. Servono deroghe – Per tornare a ripercorrere la via della civiltà giuridica, Rinaldi indica la strada da seguire: «Lasciare ai rispettivi Paesi la facoltà di poter mutare il proprio status di Paese “senza deroga” a Paese “con deroga”, secondo la definizione prevista dagli articoli 139 e 140 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea di Lisbona e di poter tornare a conseguire in questo modo gli obiettivi di crescita, utilizzando autonomi strumenti di politica economica e monetaria con il pieno supporto delle proprie valute sganciate dagli attuali vincoli economici». Un divorzio consensuale, insomma. Altrimenti, l’esigenza di dotarsi di strumenti di politica monetaria adeguati, potrà dar vita alla creazione di due euro. Del resto, ricorda Bagnai, «la flessibilità del cambio sarebbe stata il miglior stimolo alle necessarie riforme per i Paesi del Sud e alla opportuna cooperazione con quelli del Nord». Ripristinarle sembra una soluzione inevitabile, «almeno fino a quando l’armonizzazione delle economie reali e il compimento dell’unione politica non rendano naturale e razionale l’adozione di una moneta unica». Fonti: (Qui)

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LEGGI – VISITA :

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Associazione Azimut, Naples, Italy. 
 [ ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  ]
 
NON CI “IMBAVAGLIATE” !
NON RACCOGLIAMO PROVOCAZIONI !
NON ACCETTIAMO INTIMIDAZIONI !
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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