NON FU IL DIES IRAE MA IL GIORNO DELLA CHIAREZZA SI’ EDITORIALE DI FINE ANNO E PER IL 2014 BREVE INTERVALLO PER LE FESTE


L’EDITORIALE ( DI FINE ANNO E PER IL 2014 ][ PER LEGGERE TUTTO – VEDI : OLTRE ] ( SERVIZIO TRA BREVE, IN RETE )

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NON FU IL << DIES IRAE >> MA IL GIORNO DELLA CHIAREZZA SI’. EDITORIALE DI FINE ANNO E PER IL 2014. BREVE INTERVALLO PER LE FESTE. [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 22. DIC. ’13 ]

NASCERA’

...particolare del presepe....

[ CI CONCEDIAMO UN BREVE INTERVALLO, DATO L’IMMINENTE PERIODO DI FESTE PER IL SANTO NATALE, LA FINE 2013 E INIZIO DEL 2014. RITORNEREMO IN RETE AL PIU’ PRESTO. A RISENTIRCI E AUGURI A TUTTI ]

L’EDITORIALE

  NESSUNO TEMI L’AVVENIRE. AVANTI ! Arturo StenioVuono *

Non fu il paventato – e sperato da Lor Signori –  il << dies irae >> ma lo storico giorno della chiarezza, sì. Una provvidenziale, nuova, legittimazione come logica derivazione dallo sfascio di folle tumultanti, era nei calcoli dei << Palazzi d’Inverno >> in cui  vive, tra stanchi rituali e servili protocolli, questa “democrazia prepotente” che, irreversibilmente, si avvia a perfezionarsi in una sorta di << democrazia totalitaria >> . Si vive, ormai, in un clima sudamericano e della costituzione si fa strame nel mentre che la pentola a pressione, nella quale ribolle l’intero paese, prima o poi farà la deflagrazione del dissenso totale e d’una globale, legittima e sacrosanta, alternativa al << sistema di potere >>. Certamente forte, e ben trincerato in tutte le sedi istituzionali, ma versando in uno stato di estrema debolezza quanto a rapportarsi con i sentimenti della Nazione. Lo scorso mercoledì se n’è avuto l’inizio.

I tremila di Piazza del Popolo, a Roma, erano solo l’avanguardia dei comitati che si stanno attivando, in ogni angolo della penisola, e lo spontaneismo – come si sa – non mira a trasportare  truppe cammellate ; non ha nessuna fretta, punta a maturare e segue il corso d’una missione; erano la parte meno arrendevole del movimento dei forconi, e di diverse aggregazioni, che hanno preferito mostrare il conto di preavviso. L’altra coda del movimentismo, al sud,  tatticamente più prudente, ha scelto – per ora – il biglietto da visita di Piazza San Pietro, all’Angelus del Papa,  ma la saldatura resta, comunque sia, un fatto inevitabile.

“Cara e vecchia lira valevi il doppio”, e “l’impresa è morta di troppa eurocrazia…andatevene !…, “‘Studenti, braccianti, operai… il sole non sorge a Bruxelles’; e, ancora, “Qui c’è il popolo, non vogliamo i violenti…”,( a Napolitano) “Gli italiani vogliono rinunciare a lei”,”Vogliamo una piazza allegra e pacifica”; alcuni degli slogan e, poi, i cori contro i giornalisti. Come non condividere questa piazza tricolore ? La macchina dei media ha ridimensionato, fuorviato e sottaciuto. Di solito, se poche centinaia di sfasciavetrine scendono in campo, si stigmatizza la violenza ma non si fa la sola cronaca e si riempiono, però, pagine intere per “spiegarsene” le ragioni, Capite ? Questo, insomma, è il << preambolo >>.

Un primo nucleo combattente, di uomini e donne, e di giovani, senza maschere e passamontagna, non s’era più visto da tempo; e potevano convogliarsi – in piazza – in misura di due o tre volte in più; ma sono irrilevanti le differenziazioni sulla strategia in quantochè chi non ha partecipato, in verità, s’è dichiarato, come s’è visto, non distinto e distante.Quel che, poi, conta – a parte che sono continuati, nel contempo, i presidi in sede locale e un poco dappertutto  – è che ognuno dei convenuti, al ritorno,  s’incaricherà dell’organizzazione e curerà d’essere la sentinella d’una << nuova frontiera >> attorno a cui si aggregheranno gli Altri.

In piazza, per il futuro, non ci  sarà una destra o una sinistra perchè quel che, oggi, appare soltanto  l’utopia del trasversalismo tricolore non potrà più essere impedito; e la residua resistenza della zavorra rossa, l’antagonismo di maniera che ha voluto – ancora – mostrare la sua presenza, rivendicando ma pur sempre guardia bianca del sistema, è destinata a far cilecca e, per il prosieguo, difficilmente attecchirà la solita invettiva – che la dice lunga – su nazionalismo e fascismo, e razzismo, del miserevole ventriloquo al premier di turno; che, infatti, non ha voluto

o potuto neppure considerare le istanze, legittime, cosicchè da rifugiarsi in una proditoria, e vile, accusa – una strumentale speculazione – di risorgente antisemitismo.

Ognuno dei presidi, a pelle di leopardo, ha già unito imprenditori, artigiani, dipendenti, liberi professionisti e disoccupati; e la sostanza delle proteste si concentra tutta in tre direzioni : rimuovere il protettorato Italia, azzerare la democrazia sospesa e per la liberazione del lavoro. La sintesi, poi, è apparsa su manifesti, volantini e striscioni : “Vogliamo lavorare per le nostre famiglie, non per le vostre. Quando l’ingiustizia diventa legge ribellarsi è un dovere. Popolo Italiano alza la testa!”.

Non fu, per ora, il << dies irae  >> ma il giorno della chiarezza certamente sì. Se non si fermeranno in tempo – con le loro Leggi di (in)Stabilità che chiedono a chi più non ha e consolidano i privilegi – << terribile sarà l’ira degli onesti >>.E non potrà, tutto ciò, essere facilmente assorbito o metabolizzato perchè non funzionerà il miraggio democrat del << nuovo >> che più vecchio non si può, non dalla virtuale rivoluzione, a “5 stelle” ( e “a strisce” ! ) che, ormai, s’è rifugiata, nei fatti, sulla comoda via parlamentare ed elettorale, il “grillismo” – di volta in volta – ricorre all’escamotage e, come per ultimo, alla restituzione di parte del maltolto e della diaria degli eletti, come se fosse utile a garantire pane e lavoro  ; nel mentre che, già nell’attuale, la c.d. << partitocrazia >> e sia la  vecchia << sindacatocrazia >>, entrambe, sono destinate ad essere fuorigioco. Peccato che gli esponenti del centrodestra abbiano valutato ancora non maturo-propizio, per l’occasione, una presenza, con un semplice saluto, alla piazza tricolore; che avrebbe significato una solenne dissociazione da chi ha così malridotto questa nostra << Povera Patria >>.  Ma, giocoforza, prima, o poi, oggettivamente e per esclusione, toccherà proprio, e sempre, a Silvio Berlusconi, alla fine, flettere il muro di gomma che, alle dimostrazioni, ha opposto la << politica .- politicante >>, non in grado neppure di pensare le risposte.

Due settimane, e più, di iniziative – assolutamente spontanee – in tutta Italia, hanno mostrato come tutte queste  manifestazioni pacifiche rendano, praticamente, ogni risposta,  impotente, a  una qualsiasi reazione all’insegna del cosidetto motto di << Legge & Ordine >> ; e le poche azioni, collaterali di sconsiderati non hanno minimamente potuto scalfire questo ch’è, in embrione, un potente ed inedito movimento popolare. E  la piazza non violenta ha denunciato la violenza dei “Palazzi >> e, per la prima volta, non ha trovato ostilità da parte delle stesse forze dell’ordine; il chè, per i propugnatori del cosiddetto “pugno di ferro”, vuol dire , per il futuro – prossimo venturo , il rischio – non peregrino – di ritrovarsi in una condizione di generali senza esercito.

Il seme, dunque, è stato gettato su un terreno, pronto e fertile, e il 2014 (non)si presenta col ramoscello d’ulivo. Per intanto facciamoci gli auguri. Nessuno temi l’avvenire. Avanti !

* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
[ ULTIMA – NOSTRA – E.MAIL, SERVIZIO TRA BREVE IN RETE ]
associazioneazimut@tiscali.it –  December 21, 2013
IL 2014 (NON)SI PRESENTA COL RAMOSCELLO D’ULIVO MA FACCIAMOCI GLI AUGURI !NESSUNO TEMI L’AVVENIRE. AVANTI ! – IN COPERTINA : PARTICOLARE DEL PRESEPE (“AMICI DEL SS. CROCIFISSO-COSENZA” )
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 22 DICEMBRE 2013 ]
 

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