MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NATALE 2013 SULLA FESTA DELLA CRISTIANITA’: TRATTO DAL WEB


MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NATALE 2013. SULLA FESTA DELLA CRISTIANITA’ : TRATTO DAL WEB. [ “AZ.-NEWS” : 25 DIC. ’13 ]

25/12/2013 . 

SERVIZIO << SPECIALE – MONOTEMATICO – NATALE DEL SIGNORE ANNO 2013 >>
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IN COPERTINA

( “AZIMUT” – NAPOLI. – MILANO – 24 DIC. ’13  – MAMMA ANITA RAMELLI HA RAGGIUNTO ILSUO SERGIO….. )

Addii/ Mamma Ramelli ci ha lasciato. Grazie Anita

Questa mattina, mamma Anita se ne è andata e ha raggiunto il suo Sergio. Alla vigilia di Natale, la tragedia della famiglia Ramelli si è conclusa nel silenzio di una piccola casa di Città Studi — un quartiere della vecchia periferia milanese —, quella stessa casa in cui Sergio è…

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ROMA ( ITALY ) –  VIGILIA 25 DICEMBRE 2013 : IL BAMBINO E IL PAPA

 [ IL SANTO NATALE ]

Papa Francesco benedice 'Urbi et Orbi'

papa‘Dignita’ per i migranti Mai più una Lampedusa’

“Dona speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, – ha invocato il Papa – specie nel Corno d’Africa e in est Repubblica Democratica del Congo”. Ha chiesto “accoglienza” per “i migranti” in cerca di dignità , e che “tragedie come quelle di quest’anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!” FOTO

MESSAGGIO URBI ET ORBI
DEL SANTO PADRE FRANCESCO

NATALE 2013

Mercoledì, 25 dicembre 2013

 Video

«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e sulla terra pace agli uomini, che egli ama» (Lc 2,14).

Cari fratelli e sorelle di Roma e del mondo intero, buongiorno e buon Natale!

Faccio mio il canto degli angeli, che apparvero ai pastori di Betlemme nella notte in cui nacque Gesù. Un canto che unisce cielo e terra, rivolgendo al cielo la lode e la gloria, e alla terra degli uomini l’augurio di pace.

Invito tutti ad unirsi a questo canto: questo canto è per ogni uomo e donna che veglia nella notte, che spera in un mondo migliore, che si prende cura degli altri cercando di fare umilmente il proprio dovere.

Gloria a Dio!

A questo prima di tutto ci chiama il Natale: a dare gloria a Dio, perché è buono, è fedele, è misericordioso. In questo giorno auguro a tutti di riconoscere il vero volto di Dio, il Padre che ci ha donato Gesù. Auguro a tutti di sentire che Dio è vicino, di stare alla sua presenza, di amarlo, di adorarlo.

E ognuno di noi possa dare gloria a Dio soprattutto con la vita, con una vita spesa per amore suo e dei fratelli.

Pace agli uomini.

La vera pace – noi lo sappiamo – non è un equilibrio tra forze contrarie. Non è una bella “facciata”, dietro alla quale ci sono contrasti e divisioni. La pace è un impegno di tutti i giorni, ma, la pace è artigianale, che si porta avanti a partire dal dono di Dio, dalla sua grazia che ci ha dato in Gesù Cristo.

Guardando il Bambino nel presepe, bambino di pace, pensiamo ai bambini che sono le vittime più fragili delle guerre, ma pensiamo anche agli anziani, alle donne maltrattate, ai malati… Le guerre spezzano e feriscono tante vite!

Troppe ne ha spezzate negli ultimi tempi il conflitto in Siria, fomentando odio e vendetta. Continuiamo a pregare il Signore perché risparmi all’amato popolo siriano nuove sofferenze e le parti in conflitto mettano fine ad ogni violenza e garantiscano l’accesso agli aiuti umanitari. Abbiamo visto quanto è potente la preghiera! E sono contento che oggi si uniscano a questa nostra implorazione per la pace in Siria anche credenti di diverse confessioni religiose. Non perdiamo mai il coraggio della preghiera! Il coraggio di dire: Signore, dona la tua pace alla Siria e al mondo intero. E invito anche i non credenti a desiderare la pace, con il loro desiderio, quel desiderio che allarga il cuore: tutti uniti, o con la preghiera o con il desiderio. Ma tutti, per la pace.

Dona pace, bambino, alla Repubblica Centroafricana, spesso dimenticata dagli uomini. Ma tu, Signore, non dimentichi nessuno! E vuoi portare pace anche in quella terra, dilaniata da una spirale di violenza e di miseria, dove tante persone sono senza casa, acqua e cibo, senza il minimo per vivere. Favorisci la concordia nel Sud-Sudan, dove le tensioni attuali hanno già provocato troppe vittime e minacciano la pacifica convivenza di quel giovane Stato.

Tu, Principe della pace, converti ovunque il cuore dei violenti perché depongano le armi e si intraprenda la via del dialogo. Guarda alla Nigeria, lacerata da continui attacchi che non risparmiano gli innocenti e gli indifesi. Benedici la Terra che hai scelto per venire nel mondo e fa’ giungere a felice esito i negoziati di pace tra Israeliani e Palestinesi. Sana le piaghe dell’amato Iraq, colpito ancora da frequenti attentati.

Tu, Signore della vita, proteggi quanti sono perseguitati a causa del tuo nome. Dona speranza e conforto ai profughi e ai rifugiati, specialmente nel Corno d’Africa e nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Fa’ che i migranti in cerca di una vita dignitosa trovino accoglienza e aiuto. Tragedie come quelle a cui abbiamo assistito quest’anno, con i numerosi morti a Lampedusa, non accadano mai più!

O Bambino di Betlemme, tocca il cuore di quanti sono coinvolti nella tratta di esseri umani, affinché si rendano conto della gravità di tale delitto contro l’umanità. Volgi il tuo sguardo ai tanti bambini che vengono rapiti, feriti e uccisi nei conflitti armati, e a quanti vengono trasformati in soldati, derubati della loro infanzia.

Signore del cielo e della terra, guarda a questo nostro pianeta, che spesso la cupidigia e l’avidità degli uomini sfrutta in modo indiscriminato. Assisti e proteggi quanti sono vittime di calamità naturali, soprattutto il caro popolo filippino, gravemente colpito dal recente tifone.

Cari fratelli e sorelle, in questo mondo, in questa umanità oggi è nato il Salvatore, che è Cristo Signore. Fermiamoci davanti al Bambino di Betlemme. Lasciamo che il nostro cuore si commuova: non abbiamo paura di questo. Non abbiamo paura che il nostro cuore si commuova! Abbiamo bisogno che il nostro cuore si commuova. Lasciamolo riscaldare dalla tenerezza di Dio; abbiamo bisogno delle sue carezze. Le carezze di Dio non fanno ferite: le carezze di Dio ci danno pace e forza. Abbiamo bisogno delle sue carezze. Dio è grande nell’amore, a Lui la lode e la gloria nei secoli! Dio è pace: chiediamogli che ci aiuti a costruirla ogni giorno, nella nostra vita, nelle nostre famiglie, nelle nostre città e nazioni, nel mondo intero. Lasciamoci commuovere dalla bontà di Dio.


Augurio Natalizio dopo il Messaggio Urbi et Orbi

A voi, cari fratelli e sorelle, giunti da ogni parte del mondo in questa Piazza, e a quanti da diversi Paesi siete collegati attraverso i mezzi di comunicazione, rivolgo il mio augurio: buon Natale!

In questo giorno illuminato dalla speranza evangelica che proviene dall’umile grotta di Betlemme, invoco il dono natalizio della gioia e della pace per tutti: per i bambini e gli anziani, per i giovani e le famiglie, per i poveri e gli emarginati. Gesù, nato per noi, conforti quanti sono provati dalla malattia e dalla sofferenza; sostenga coloro che si dedicano al servizio dei fratelli più bisognosi. Buon Natale a tutti!

Addii/ Mamma Ramelli ci ha lasciato. Grazie Anita

☞ Marco Valle del 24 dicembre 2013 ✎1 Commento

Questa mattina, mamma Anita se ne è andata e ha raggiunto il suo Sergio. Alla vigilia di Natale, la tragedia della famiglia Ramelli si è conclusa nel silenzio di una piccola casa di Città Studi — un quartiere della vecchia periferia milanese —, quella stessa casa in cui Sergio è cresciuto, quella casa che Anita non ha mai voluto lasciare. Anita non voleva dimenticare.

Per 38 lunghissimi anni, ogni mattina Anita ha aperto le finestre, si è fatta coraggio e  ha fissato il marciapiede sottostante. Quel pezzo d’asfalto dove, un maledetto giorno di marzo del 1975,  una banda di Avanguardia Operaia massacrò il suo ragazzo. A colpi di chiave inglese, l’HZ 36.

Per 38 lunghissimi anni, ogni 29 aprile Anita attendeva con gli occhi pieni di lacrime i ragazzi del Fronte, gli uomini e le donne del MSI, i camerati di Sergio. Un momento centrale in cui un’intera comunità — indifferente agli strilli dei celerini e gli sguardi schembi dei vicini — si ritrovava nel dolore. Anita, per qualche minuto, restava a guardare dietro le persiane, poi, si faceva forza (quanta forza…) e scendeva  a salutare, a ringraziare: “grazie, grazie ma state attenti, ragazzi… state attenti”, ripeteva.

Per 38 lunghissimi anni, Anita ha sopportato l’insopportabile: le scritte “Ramelli vive con i vermi”, il daltonismo della grande stampa, la viltà dei preti ai funerali,  i silenzi della magistratura, gli oltraggi alla piccola lapide, persino la brutalità ottusa della polizia che cercava — inutilmente — di impedire ogni ricordo. Allora, per la Milano democratica e antifascista l’assassinio di un diciottenne “fascista” non valeva nemmeno un briciolo di pietà.

In tutto questo tempo Anita non ha mai pronunciato una parola d’odio. Nemmeno nei giorni del processo agli assassini di suo figlio.  Fu lei a chiederci, in quel 1986 ormai lontano, compostezza e serietà. Anita non voleva vendette e pene esemplari e rifiutò con sdegno ogni ipotesi di risarcimenti. Chiedeva Giustizia. Soltanto Giustizia. Aveva ragione. Sui nostri volantini riprendemmo il suo appello e ricordammo ad una Milano sbadata e ipocrita che “in quel terribile e meraviglioso ’75 la morte di Sergio diede al Movimento la forza e la rabbia per superare gli anni dell’odio. Oggi è venuto,finalmente, il tempo che il sacrificio di Ramelli diventi un simbolo per l’intera comunità nazionale. Un simbolo di libertà”.

Anita se ne è andata. La casa di Città Studi è ormai vuota. Questo Natale, noi tutti — ragazzi invecchiati e giovani “pischelli” —  ci sentiamo più soli. Sarà un brutto Natale.

[ NELLA BELLA CALABRIA : IN ONORE DEL BAMBINO, DOPO LA CENA DELLA VIGILIA, C’E’ L’USANZA – ANCHE – DI CANTARE E BALLARE – DUE  PIU’ DUE VIDEO – E PIU’ UNO : CANTANAPOLI]

Strina Cosentina – L’originale con testo – YouTube

23/dic/2009 – Caricato da Giulio Melicchio

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[ E CANTANAPOLI ]

 3:18Guarda più tardi MO VENE NATALE. RENATO CAROSONE.di IlMaurone403 visualizzazioni

[ L’INCONTRO AUGURALE : BENEDETTO E FRANCESC O ]

( LA NOTIZIA : PER LEGGERE TUTTO – VEDI : OLTRE ]

SULLA FESTA DELLA CRISTIANITA’ : TRATTO DAL WEB. [ “AZ.-NEWS” : 25 DIC. ’13 ]

( IL SIGNIFICATO, E NON SOLO, DA STORIALIBERA  : PER LEGGERE TUTTO – VEDI : SOTTO – CLICCA I LINK ]

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Un elemento assolutamente sicuro per fissare la data della nascita di Gesù è che egli nacque prima della morte di Erode il Grande, cioè prima del tempo tra la …

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Inviato da azimutassociazione ⋅ 24 dicembre 2013
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  • LA RIVOLUZIONE DEI MANSUETI E PAPA FRANCESCO IMPUGNO’ IL FORCONE (altro

2013-12-23 Radio Vaticana

Nel pomeriggio di oggi, intorno alle 17, Papa Francesco è andato in visita al Papa emerito, Benedetto XVI, per gli auguri per le prossime feste natalizie. Benedetto XVI ha accolto Francesco all’ingresso della sua residenza (già monastero Mater Ecclesiae). Dopo una breve preghiera insieme nella Cappella, l’incontro privato, durato circa mezzora, in una sala della residenza. Poi Papa Francesco, che era accompagnato dai suoi segretari personali, ha salutato anche gli altri membri della “famiglia” del Papa emerito, mons. Gaenswein e le Memores Domini. La visita è durata circa 45 minuti
[ LE << FRASI >> DI FRANCESCO ]
( DA MESSAGGIO – “POSTATO” SU FACEBOOK ]

Grande, Papa Francesco!

Grande, Papa Francesco!
 [ IL SERVIZIO CONTINUA ]
[SOLSTIZIO : CRISTIANESIMO E PAGANESIMO(DAL WEB)…]
Nonostante il freddo, per gli astronomi l’inverno non è ancora iniziato. Il 21 dicembre, alle 17:11 ora diGreenwich (da noi saranno le 18:11), arriverà infatti il momento del solstizio d’inverno, appuntamento che segna l’inizio della stagione invernale, almeno in senso astronomico. È il giorno dell’anno in cui il sole a mezzogiorno sale di meno rispetto all’orizzonte, e sarà la notte più lunga del 2013.

Il solstizio è un fenomeno che accade due volte ogni anno, causato (così come gli equinozi) dalla diversa inclinazione dell’asse di rotazione della Terra rispetto al piano dell’eclittica (ovvero il piano dell’orbita su cui il nostro pianeta ruota intorno al Sole). Questa differenza causa nel corso dell’anno un moto apparente del solenel cielo terrestre, che nel nostro emisfero fa si che raggiunga il suo punto di elevazione massima rispetto all’orizzonte in corrispondenza del solstizio d’estate (21 o 22 giugno), e quella minima nel solstizio d’inverno (21 o 22 dicembre).

In queste date si hanno quindi i giorni e le notti più lunghi, che segnano convenzionalmente anche l’inizio dell’estate e dell’inverno astronomici, ovvero i periodi dell’anno in cui il percorso apparente del sole sale o scende rispetto all’orizzonte, che terminano rispettivamente con l’equinozio d’autunno e con quello diprimavera. Attenzione però a non confondere le stagioni astronomiche con quelle a cui facciamo riferimento più comunemente, ovvero le stagioni meteorologiche, che definiscono invece i mesi più freddi e più caldi dell’anno.

Nonostante i solstizi ricorrano ogni anno con cadenza regolare (il 21 o il 22 di giugno e di dicembre), si tratta in realtà un artificio introdotto dai nostri calendari. La data esatta tende infatti a ritardare di circa sei ore ogni anno, ed è per questo motivo che sono stati creati gli anni bisestili, che servono proprio per recuperare il ritardo accumulato (24 ore ogni 4 anni), ed evitare che si crei una sfasatura tra il nostro calendario e levariazioni climatiche stagionali.

Ultima curiosità, il solstizio d’inverno cade proprio in prossimità del Natale. Un caso? Assolutamente no, perché la data era al centro delle festività pagane (probabilmente il Natalis Solis Invicti degli adoratori diMitra) su cui si ritiene sia stato ricalcato il natale cristiano. Non si tratta comunque di un caso isolato, perché i solstizi rappresentavano un momento importante nel calendario di moltissime altre culture antiche. Come iMaya, che avevano previsto la fine del mondo proprio per il solstizio di inverno del 2012. Per fortuna, sembra si sbagliassero. ( . . . )

yuleyuleYule – Solstizio d’inverno

Regina del Sole, Regina della Luna
Regina dei corni, Regina dei fuochi
Portaci il Figlio della Promessa.
E’ la Grande Madre che Lo crea
E’ il Signore della Vita che è nato di nuovo!
L’oscurità e la tristezza vengono messe da parte
quando il Sole si leva di nuovo!
Sole dorato, delle colline e dei campi,
illumina la Terra, illumina i cieli,
illumina le acque, accendi i fuochi!!
Questo è il compleanno del Sole,
io che son morto, oggi son di nuovo vivo.
Il Sole bambino, il Re nato in inverno!

(canto tradizionale tratto da “La danza a spirale” di Starhawk)Il Cerchio della Luna propone per Il solstizio d’inverno (Yule) una celebrazione aperta

yuleMentre l’anno volge al termine, le notti si allungano e le ore di luce sono sempre più brevi, fino al giorno del Solstizio invernale, il 21 dicembre. II respiro della natura è sospeso, nell’attesa di una trasformazione, e il tempo stesso pare fermarsi. E’ uno dei momenti di passaggio dell’anno, forse il piö drammatico e paradossale: l’oscuritá regna sovrana, ma nel momento del suo trionfo cede alla luce che, lentamente, inizia a prevalere sulle brume invernali.

Dopo il Solstizio, la notte più lunga dell’anno, le giornate ricominciano poco alla volta ad allungarsi.
Come tutti i momenti di passaggio, Yule è un periodo carico di valenze simboliche e magiche, dominato da miti e simboli provenienti da un passato lontanissimo.

Il Natale e’ la versione cristiana della rinascita del sole, fissato secondo la tradizione al 25 dicembre dal papa Giulio I (337 -352) per il duplice scopo di celebrare Gesö Cristo come “Sole di giustizia” e creare una celebrazione alternativa alla piö popolare festa pagana. Sin dai tempi antichi dalla Siberia alle Isole Britanniche, passando per l’Europa Centrale e il Mediterraneo, era tutto un fiorire di riti e cosmogonie che celebravano le nozze fatali della notte piö lunga col giorno più breve.

Due temi principali si intrecciavano e si sovrapponevano, come i temi musicali di una grande sinfonia. Uno era la morte del Vecchio Sole e la nascita del Sole Bambino, l’altra era il tema vegetale che narrava la sconfitta del Dio Agrifoglio, Re dell’Anno Calante, ad opera del Dio Quercia, Re dell’Anno Crescente.

Un terzo tema, forse meno antico e nato con le prime civiltá agrarie, celebrava sullo sfondo la nascita-germinazione di un Dio del Grano… Se il sole è un dio, il diminuire del suo calore e della sua luce À visto come segno di vecchiaia e declino. Occorre cacciare l’oscuritá prima che il sole scompaia per sempre.

Le genti dell’antichitá, che si consideravano parte del grande cerchio della vita, ritenevano che ogni loro azione, anche la piö piccola, potesse influenzare i grandi cicli del cosmo. Così si celebravano riti per assicurare la rigenerazione del sole e si accendevano falž per sostenerne la forza e per incoraggiarne, tramite la cosiddetta “magia simpatica” la rinascita e la ripresa della sua marcia trionfale.

Presso i celti era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità, l’arrivo della luce-candela portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno al fuoco.

Yule, o Farlas, è insieme festa di morte, trasformazione e rinascita. Il Re Oscuro, il Vecchio Sole, muore e si trasforma nel Sole Bambino che rinasce dall’utero della Dea: all’alba la Grande Madre Terra dá alla luce il Sole Dio.
La Dea è la vita dentro la morte, perche’ anche se ora À regina del gelo e dell’oscuritá, mette al mondo il Figlio della Promessa, il Sole suo amante, che la rifeconderá riportando calore e luce al suo regno. Anche se i più freddi giorni dell’inverno ancora devono venire, sappiamo che con la rinascita del sole la primavera ritorna.

La pianta sacra del Solstizio d’Inverno è il vischio, pianta simbolo della vita in quanto le sue bacche bianche e traslucide somigliano allo sperma maschile. Il vischio, pianta sacra ai druidi, era considerata una pianta discesa dal cielo, figlia del fulmine, e quindi emanazione divina. Equiparato alla vita attraverso la sua somiglianza allo sperma, ed unito alla quercia, il sacro albero dell’eternitá, questa pianta partecipa sia del simbolismo dell’eternitá che di quello dell’istante, simbolo di rigenerazione ma anche di immortalitá. Ancora oggi baciarsi sotto il vischio èun gesto propiziatorio di fortuna e la prima persona a entrare in casa dopo Farlas deve portare con se’ un ramo di vischio. Queste usanze solstiziali sono state trasferite al gennaio, il Capodanno dell’attuale calendariocivile.

Celebrare Farlas o Yule ( . . . )

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  

 direzione responsabile: presidenza Associazione
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 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
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