SOLENNITA’ DI SANTO STEFANO – ANGELUS DEL SANTO PADRE FRANCESCO MESSAGGI – CORRISPONDENZE – E ALTRO… IN COPERTINA: STEFANO – PRIMO MARTIRE PER LA FEDE


SOLENNITA’ DI SANTO STEFANO – ANGELUS DEL SANTO PADRE FRANCESCO. MESSAGGI – CORRISPONDENZE – E ALTRO… IN COPERTINA : STEFANO – PRIMO MARTIRE PER LA FEDE.

[ “AZ.-NEWS” : 26 DIC. ’13 ]

 Santo Stefano in un'opera di Giotto 26 dicembre 2013

[ STEFANO – PRIMO MARTIRE PER LA FEDE. PER LEGGERE TUTTO ( VITA – APOSTOLATO E MORTE) VEDI : OLTRE ]

Angelus con il Santo Padre Francesco @ Piazza San Pietro 26 dicembre 2013 @ 12:00 – 12:30

Angelus con il Santo Padre Francesco @ Piazza San Pietro  | Citta' del Vaticano
Appuntamento  in Piazza San Pietro con Papa Francesco per la preghiera mariana dell’Angelus per questo giorno del 26 dicembre, classico della Solennità di Santo Stefano. […]
[ TRATTO DAL WEB ]

Il Papa: cristiani discriminati anche in Paesi che sulla carta tutelano la libertà, denunciare questa ingiustizia

All’Angelus, nella festa di Santo Stefano primo martire, Papa Francesco ha esortato tutti i cristiani a pregare per quanti sono perseguitati a causa della loro fede in Gesù. Il Papa ha rammentato che le persecuzioni sono occasione per rendere testimonianza. E tuttavia, ha detto, questa ingiustizia va denunciata ed eliminata. Quindi, ha avvertito che anche in Paesi che tutelano la libertà, i cristiani incontrano limitazioni e discriminazioni. Il servizio di Alessandro Gisotti:RealAudioMP3 

Nel clima gioioso del Natale quasi irrompe la festa di Santo Stefano, primo martire della Chiesa. Questa commemorazione, osserva Papa Francesco, potrebbe “sembrare fuori luogo”. Il Natale, infatti, è “la festa della vita e ci infonde sentimenti di serenità e di pace”. Perché allora, si domanda il Papa, “turbarne l’incanto col ricordo di una violenza così atroce?” In realtà, spiega, “nell’ottica della fede, la festa di santo Stefano è in piena sintonia col significato profondo del Natale”.

“Nel martirio, infatti, la violenza è vinta dall’amore, la morte dalla vita. La Chiesa vede nel sacrificio dei martiri la loro ‘nascita al cielo’. Celebriamo dunque oggi il ‘natale’ di Stefano, che in profondità scaturisce dal Natale di Cristo. Gesù trasforma la morte di quanti lo amano in aurora di vita nuova!”

Nel martirio di Stefano, soggiunge, “si riproduce lo stesso confronto tra il bene e il male, tra l’odio e il perdono, tra la mitezza e la violenza, che ha avuto il suo culmine nella Croce di Cristo”:

“La memoria del primo martire viene così, immediatamente, a dissolvere una falsa immagine del Natale: l’immagine fiabesca e sdolcinata, che nel Vangelo non esiste! La liturgia ci riporta al senso autentico dell’Incarnazione, collegando Betlemme al Calvario e ricordandoci che la salvezza divina implica la lotta al peccato, passa attraverso la porta stretta della Croce”.

Questa, sottolinea, “è la strada che Gesù ha indicato chiaramente ai suoi discepoli, come attesta il Vangelo di oggi: Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato”. Per questo, è stata l’invocazione del Papa, “preghiamo in modo particolare per i cristiani che subiscono discriminazioni a causa della testimonianza resa a Cristo e al Vangelo”:

“Siamo vicini a questi fratelli e sorelle che, come santo Stefano, vengono accusati ingiustamente e fatti oggetto di violenze di vario tipo… Sono sicuro che purtroppo sono più numerosi oggi che nei primi tempi della Chiesa. Ce ne sono tanti! Questo accade specialmente là dove la libertà religiosa non è ancora garantita o non è pienamente realizzata”.

Tuttavia, è stata la sua riflessione, accade “anche in Paesi e ambienti che sulla carta tutelano la libertà e i diritti umani, ma dove di fatto i credenti, e specialmente i cristiani, incontrano limitazioni e discriminazioni”. Il Papa ha, dunque, chiesto ai fedeli in Piazza San Pietro una preghiera silenziosa per tutti i cristiani vittime di persecuzione:

“Per il cristiano questo non fa meraviglia, perché Gesù lo ha preannunciato come occasione propizia per rendere testimonianza. Tuttavia, sul piano civile, l’ingiustizia va denunciata ed eliminata. Maria Regina dei Martiri ci aiuti a vivere il Natale con quell’ardore di fede e di amore che rifulge in Santo Stefano e in tutti i martiri della Chiesa”.

Sostare davanti al Presepe, ha concluso il Papa, “possa suscitare in tutti un generoso impegno di amore vicendevole, affinché all’interno delle famiglie e delle varie comunità si viva quel clima di intesa e di fraternità che tanto giova al bene comune”.

Testo proveniente dalla pagina

 [ ROMA : PARTICOLARE DEL PRESEPE NAPOLETANO IN PIAZZA SAN PIETRO ]
presepe.1
OGGI
SOLENNITA’ DI SANTO STEFANO – ANGELUS DEL SANTO PADRE FRANCESCO. MESSAGGI – CORRISPONDENZE – E ALTRO… IN COPERTINA : STEFANO – PRIMO MARTIRE PER LA FEDE. –[ “AZ.-NEWS” : 26 DIC. ’13 ]
   

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MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NATALE 2013 SULLA FESTA DELLA CRISTIANITA’: TRATTO DAL WEB

MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NATALE 2013 SULLA FESTA DELLA CRISTIANITA’: TRATTO DAL WEB

Inviato da azimutassociazione ⋅ 25 dicembre 2013  
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25/12/2013 . SERVIZIO << SPECIALE – MONOTEMATICO – NATALE DEL SIGNORE ANNO 2013 >> associazioneazimut@tiscali.it MESSAGGIO URBI ET ORBI DEL SANTO PADRE FRANCESCO NATALE 2013. SULLA FESTA DELLA CRISTIANITA’ : TRATTO DAL WEB. [ “AZ.-NEWS” : 25 DIC. ’13 ]

  •  VALORI. – ALLA VIGILIA, QUANDO ERAVAMO RAGAZZI, SI ACCENDEVANO I FUOCHI E ARDEVANO LE FIAMME, PER ILLUMINARE LA NOTTE IN CUI NASCEVA IL BAMBINO… ( LEGGI LA POESIA ). IN COPERTINA : I FALO’ DELLA VIGILIA DEL SANTO NATALE, ACCESI DAI << MANSUETI >>  (altro…)

 LO “SCUDISCIO” DI LEHNER

OGGI : la malattia di Cicchitto

—-Messaggio originale—-Da: giancarlolehner

Data: 26/12/2013 11.43 – A: ( . . . )

Ogg: Lehner: la malattia di Cicchitto

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Cicchitto, nostromo di lungo corso nella storia parlamentare, è politico tanto intelligente ed acuto, per non sapere che il problema non è Grillo, così come la febbre non è la malattia. Inutile prendersela col termometro e cercare di spezzarlo.

Il problema è una classe politica paurosa,  con la schiena piegata, infingarda, irresoluta, adusa a farsi supplire dal primo che alza la voce, dall’ultimo pm sino al sindacalista confederale o al capetto ad interim della Confindustria. In questa carneficina del primato della politica, devastata da conclamate e quasi necessitate supplenze in divenire (Csm Terza Camera, Anm revisore delle leggi, Napolitano Premier di fatto), non bisogna essere costituzionalisti per gridare con mille ed una ragione all’attentato alla Costituzione e chiedere la messa sotto accusa del Presidente della Repubblica. 

L’eversore Grillo – caro Fabrizio – è soltanto il preoccupante sintomo della tua stessa malattia.
Giancarlo Lehner

LO “SCUDISCIO” DI LEHNER

OGGI : un brutto Natale per Alfano…..

—-Messaggio originale—-Da: giancarlolehner – Data: 24/12/2013 14.55 – A:  ( . . . ) –

Ogg: Lehner: un brutto Natale per Alfano
La notizia che la signora Shalabayeva si aggira per l’Europa fa tremare il Viminale, al cui vertice l’unico “quid” è rintracciabile in “quidam”. Non bastavano i motivati dissensi del diversamente corrucciato Fabrizio a rovinargli le feste, adesso ci si mette anche la già deportata Alma. Sarà un tranquillo Natale di paura per il povero Angelino Alfano.
Giancarlo Lehner

SANTO STEFANO

25 dicembre 2012 biscobreak BRICIOLE DI LUCE
SANTO STEFANO

Primo martire (ca. 36) 26 dicembre

Primo martire, lapidato, perdona i suoi aguzzini come Cristo santo-stefanostesso fece sulla croce. A continuare la sua opera ci penserà uno dei suoi stessi accusatori: Saulo, diventato dopo la visione del Cristo: San Paolo. Ma cosa ha a che fare Santo Stefano con la Legenda sanctorum anche detta aurea?

Tutto ciò che sappiamo di Stefano, primo diacono e primo martire, è tratto dal Nuovo Testamento; era ebreo, probabilmente uno degli ellenisti della dispora. Il suo nome, Stephanos, in greco significa “corona” oppure “re”.

VIDEO-STORIA

Gli ellenisti erano giudei che non provenivano dalla Palestina e possedevano a Gerusalemme le loro sinagoghe, in cui leggevano la Sacra Scrittura in greco. Gli ebrei, inclusi i dodici apostoli , erano originari della Palestina, e nelle loro sinagoghe la Scrittura veniva letta in ebraico. Stefano appare inizialmente nel sesto capitolo degli Alti degli Apostoli. Vi erano molti convertiti; e sorsero dissensi fra gli ebrei e i nuovi arrivati: gli ellenisti si lamentavano che le loro vedove (e probabilmente i poveri e i bisognosi, in genere) venissero trascurate nella distribuzione quotidiana di cibo.

Gli apostoli convocarono allora i discepoli e dissero loro che non era giusto trascurare la parola di Dio per il servizio delle mense, e a questo scopo proposero di eleggere alcuni diaconi, «sette uomini di buona reputazione, pieni di Spirito e di saggezza». Stefano viene nominato per primo e descritto come un «uomo pieno di fede e di Spirito Santo». Gli apostoli, dopo aver pregato, imposero loro le mani. Secondo il racconto degli Atti degli Apostoli, sembra che i sette diaconi abbiano avuto doveri simili a quelli degli apostoli, il ministero della predicazione e del battesimo; è improbabile inoltre che il compito della distribuzione del cibo sia stato lasciato interamente agli ellenisti.

Dati i dissensi che tale attività aveva suscitato, probabilmente sarebbe stato meglio farla svolgere da un gruppo formato sia da greci sia da ebrei. Sembra che i sette diaconi siano serviti a uno scopo differente:costituire un gruppo di autorità per la comunità ellenista, pari a quello dei dodici apostoli per gli ebrei.

Stefano «intanto, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e miracoli tra il popolo», ma parlava con tale forza che suscitò l’opposizione degli anziani di alcune sinagoghe. Dato che con la discussione non riuscirono a ottenere nulla da lui, essi lo accusarono di bestemmia. Stefano fu denunciato al sinedrio ed arrestato. L’accusa principale era di aver detto che Gesù il Nazareno avrebbe distrutto il Tempio e sovvertito i costumi tramandati da Mose.

VIDEO DEL MARTIRIO DI SANTO STEFANO

Stefano ebbe il permesso di parlare, e infatti si difese in modo eloquente e saggio, in base a quanto si legge in At 7, 2-53: Abramo, padre e fondatore della loro nazione, ricevette l’ordine di stabilirsi in una terra straniera, di erigere un tabernacolo, ma apprese che ci sarebbe stata una nuova legge e che il Messia sarebbe giunto in Israele, che Salomone aveva costruito il Tempio, ma che Dio non abitava in costruzioni fatte da mano d’uomo. Il suo discorso esprime appieno la polemica contro il Tempio, che divenne in seguito una caratteristica di alcuni tra i primi gruppi cristiani. Il Tempio, un enorme complesso di edifici, era il centro commerciale e religioso di tutto il giudaismo. Stefano terminò il suo discorso,definendo il popolo “uccisore” per ciò che aveva fatto al Messia quando era venuto:

“O gente testarda e pagana nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo; come i vostri padri, così anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete divenuti traditori e uccisori; voi che avete ricevuto la legge per mano degli angeli e non l’avete osservata.”

I suoi ascoltatori si infuriarono e digrignarono i denti per la rabbia. Stefano, pieno di Spirito Santo, fissando gli occhi al cielo disse: «Ecco, io contemplo i cieli aperti e il Figlio dell’uomo che sta alla destra di Dio». I membri del consiglio urlarono e si turarono le orecchie. Lo trascinarono poi fuori della città e cominciarono a lapidarlo. Stefano implorò il Signore Gesù, poi «piegò le ginocchia» e chiese a Dio di perdonare i suoi uccisori. «Detto questo, mori.» 

Sembra sia stata un’esecuzione giudiziaria e non un atto di violenza della folla, perché ci furono dei testimoni che videro un giovane di nome Saulo incaricato di custodire i suoi abiti. Solitamente i giudei non avevano diritto di giustiziare i prigionieri senza l’approvazione delle autorità romane, gli eventi però possono essere avvenuti durante l’interregno fra i governatori, nell’anno 36, dopo che Ponzio Pilato aveva ultimato il suo incarico. Il corpo di Stefano fu in seguito raccolto da devoti che lo seppellirono e ne piansero la morte.

Seguì una massiccia persecuzione di cristiani e molti fuggirono da Gerusalemme. Probabilmente la maggior parte di loro era ellenista: certamente gli apostoli non lasciarono Gerusalemme e rimasero indenni. Il giovane Saulo, che aveva pienamente approvato il martirio di Stefano, si impegnò nella distruzione totale della Chiesa fino al giorno in cui udì la voce di Cristo sulla via di Damasco. L’opera del primo martire fu così portata avanti da S. Paolo, il grande apostolo dei gentili.

Secondo Duchesne, la festività di S. Stefano risale a “molto tempo prima dellascoperta della sua tomba, che avvenne nel 145”. S. Stefano è il patrono di molte chiese, incluse alcune cattedrali francesi come Bourges, Sens e Tolosa. In Inghilterra gli sono dedicate quarantasei chiese antiche, la maggior parte costruite dopo la conquista normanna.

Secondo una tradizione dai contenuti leggendari, nel 415 un sacerdote di nome Luciano ritenne di aver trovato il corpo di Stefano vicino a Gerusalemme dopo aver avuto in sogno l’indicazione del luogo della sepoltura. La tradizione si diffuse ben presto nel mondo latino e greco e si ebbe una vasta proliferazione di reliquie erroneamente attribuite a Stefano, ma che ne diffusero in maniera straordinaria il culto. In particolare, una parte di queste reliquie venne portata a Minorca, nelle Baleari, e nell’occasione i cristiani dell’isola, forse per desiderio di vendicare la morte del martire, diedero vita a una feroce persecuzione contro gli Ebrei ivi residenti.

Le storie avventurose del ritrovamento del corpo, della sua prima traslazione a Costantinopoli e della seconda traslazione a Roma, sono lungamente raccontate nella Legenda Aurea (cap. CXII, L’invenzione di Santo Stefano Protomartire) la raccolta medievale di Iacopo da Varazze detta anche Legenda sanctorum. Il frate domenicano Iacopo, beato, scrittore sacro e storico (Varazze tra il 1228 e il 1230 – Genova 1298), arcivescovo di Genova dal 1292, compose numerose raccolte di sermoni e un Liber Marialis (1295). La sua opera maggiore, scritta in gioventù, è la Legenda sanctorum (forse 1255 o 1266), più nota col titolo che ebbe nel volgarizzamento trecentesco di Legenda aurea, una raccolta di vite di Gesù Cristo e dei santi, secondo l’ordine liturgico, narrate e commentate con ingenua e favolosa drammaticità. Di grande interesse è anche il Chronicon Ianuense, una storia di Genova dalle origini al 1295.

Per il fatto di essere stato il primo dei martiri cristiani, la sua festa liturgica si celebra il 26 dicembre, cioè immediatamente dopo il Natale che celebra la nascita di Cristo. Ilcolore della veste indossata dal sacerdote durante la Messa in questo giorno è il rosso, come in tutte le occasioni in cui si ricorda un martire.

E’ invocato: contro l’emicrania e le malattie della testa, come protettore di cavatori, selciatori, lastricatori e piastrellisti.

Fonti: Il primo grande libro dei Santi di Alban Butler / www.summagallicana.it/

[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]

[ TRATTO DA STAMPA LIBERA ]

 L’ITALIA UNITA NELLE PROTESTE segue “BASTA” di Gianfranco La Grassa

21 dicembre 2013 | Autore Redazione |  Stampa articolo
segue: ELENCO GRUPPI CITTADINI REGIONE PER REGIONE e articolo su cui riflettere del Prof. G. La Grassa
Riceviamo e pubblichiamo
Sono stato presente spesso nel presidio Val Vibrata (Teramo) e posso raccontare ciò che ho visto e ciò che non ho visto:
HO VISTO persone di tutte le idee politiche collaborare senza farsi prendere dal demone della destra e della sinistra;
HO VISTO un industriale ricco fermarsi con il suo macchinone e regalare 50,00 euro
ai presidianti;
HO VISTO gente dei dintorni donare denaro, cassette di frutta, pane, biscotti, vino, mele, insaccati ed ogni ben di Dio, senza farsi grandi;
HO VISTO i presidianti preparare cassette natalizie con questo ben di Dio e portarle nelle case di  famiglie indigenti che non avevano da mangiare;
HO VISTO camionisti e furgonisti collaborare spontaneamente, per quanto potevano, con i presidianti;
HO VISTO Polizia e Carabinieri stare in mezzo ai presidianti con una disponibilità ed una gentilezza che non mi aspettavo, li ho visti allontanare provocatori e scocciatori;
HO VISTO tutti darsi da fare per tagliare legna da ardere, montare i gazebo, fare la guardia di notte con i fuochi accesi;
HO VISTO un clima che vorrei trovare tutto l’anno in ogni luogo di questa nostra povera ed amata Italia;
NON HO VISTO E NEPPURE SENTITO turpiloqui, sproloqui e volgarità di alcun tipo.
Vi prego di pubblicare questo modesto articoletto.
     Piero Massetti – Presidio Val Virata ( Teramo )
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Pubblicato in DOMINIO E POTERE | 2 Commenti »

BASTA! (DETTO INFINE VERAMENTE), di GLG,

19 dic. ‘13
Scritto da: Gianfranco La Grassa (19/12/2013)

gianfrancoUn primo basta – l’unico però detto benevolmente e con simpatia – va diretto proprio ai “forconi”. Penso sia negativo continuare a infastidire con blocchi e altro proprio i loro consimili, che lavorano e vengono a trovarsi in difficoltà. Incredibile, ad es., che i siculi e i veneti si siano dissociati, per paura di violenze, dalla manifestazione a Roma, e poi continuino a creare forti intralci ai caselli autostradali, ecc. Si chiedano infine 10 euro (o più per chi può ed è disposto) a centinaia di migliaia (forse anche milioni) di cittadini simpatizzanti (ma che magari cominciano a brontolare appunto per certi fastidi); si invitino pure Forza Italia, Confindustria (e perfino magari anche la Chiesa) – che vorrebbero mettere il cappello sopra al movimento – a versare un bel contributo. Così, immagino, si raccoglierebbero i soldi per una invasione, del tutto pacifica, di Roma e per un assedio, altrettanto pacifico e silenzioso ma con tanti bei cartelli significativi, di quattro palazzi: Quirinale, Palazzo Chigi, Montecitorio e Palazzo Madama.
Si invitino gli occupanti di tali palazzi – ormai poco popolari, direi perfino invisi alla maggioranza di coloro che non siano il “ceto medio semicolto”, una massa certo ancora cospicua di stronzi, tuttavia ormai “galleggianti” su acque fetide per la crescente leggerezza dovuta al rinsecchirsi dei loro cervelli – a sloggiare e a ritirarsi possibilmente all’estero, ché qui hanno già provocato grande disgusto a vederli ininterrottamente in TV. E’ urgente cacciare a pedate tutti i politicanti inetti e i finti “esperti” (del nulla) perché è difficile che questo paese resista anche per il 2014 alla loro nefasta azione distruttrice. Per il momento, si guardi soprattutto alle cose di casa nostra e si lascino perdere le ire nei confronti di personaggi esteri. Altrimenti si dovrebbe avere il coraggio, e la consapevolezza, di insultare per primo l’arrogante che occupa la Casa Bianca, uno convinto di infliggere chissà quale punizione alla Russia non presenziando alle Olimpiadi, colà fra poco in svolgimento (febbraio del prossimo anno), e inviando invece quali rappresentanti statunitensi due donne gay. Inutile prendersela con la Merkel o anche Barroso. O si va al personaggio centrale del nostro disastro o, appunto, ci si concentri sui servi italiani di costui.
E’ però rischioso chiedere semplicemente nuove elezioni; perché si ripresenteranno il Pd (sia pure a direzione Renzi, un “uomo per tutte le stagioni”), di nuovo Berlusconi (o un suo “alter ego”) dato che Forza Italia continua ad essere lui e basta; e infine Grillo, senz’altro il meno peggiore e che tuttavia ha riempito pure lui il Parlamento di fasulli, capaci di tradire o di approfittare delle “prelibatezze” che toccano agli “eletti”, ecc. I “forconi” devono avere infine il coraggio di scovare loro rappresentanti, magari più ingenui e nemmeno tanto preparati, ma che in ogni caso – si può esserne certi – provocheranno meno guasti dei mascalzoni, di cui pullulano oggi le “istituzioni”; i quali sono disonesti e pure inetti, oltre ad essere integralmente servi di forze esterne (in testa gli Usa di Obama).
Tuttavia, in mancanza di un’organizzazione adeguata – che i “forconi” devono pur cominciare a costruire, ma che comunque non s’improvvisa – è intanto necessario l’emergere di un personaggio di una certa qualità. Non ci si spaventi delle accuse di “populismo”. Che le merde, oggi dette “antifascisti” (i più puri traditori del paese, quelli che dovrebbero essere processati, condannati e fucilati alla schiena con benda nera sugli occhi), si vestano pure a lutto; naturalmente con abiti “firmati” com’è nel costume di questi fetenti “radical chic”. Si sputi loro addosso, almeno saliva se non piombo. E si proceda alla formazione di un movimento effettivamente di massa, dotato di uno o pochissimi suoi rappresentanti, abbastanza popolari e dotati del migliore buon senso del “cittadino comune”. Poi, lo ripeto, in tempi più lunghi si proceda ad una oculata selezione dei migliori e solidi, che sappiano durare (e non farsi corrompere in “due balletti”).
Ci riusciranno i “forconi” attuali? Ammetto di avere parecchi dubbi in proposito. In ogni caso, questo paese non è in grado di sopportare un 2014 simile agli anni precedenti (dal 2011). Sarebbe indispensabile cominciare con il mandare a casa, a suon di calcioni, i miserabili che occupano la sfera detta politica (dove tutto si fa meno che politica). Si metta al loro posto gente sia pure qualunque, ma di buon senso; per qualche mese, e credo anche un anno, ce la faranno e non procureranno al paese i danni di questi “infiltrati” dappertutto alla guisa di topi di chiavica. Poi, si deve chiamare il popolo al lavoro per scegliere nuovi rappresentanti; togliendo ogni diritto di parola e intervento al ceto medio semicolto (a cui bisogna assai velocemente togliere ogni controllo di scuola e Università; al limite, chiudendole per un annetto se necessario).
Ho cominciato con un “basta” benevolo nei confronti dei “forconi”. Devo concludere con un “basta” più che malevolo e di profonda inimicizia rivolto ai politicanti, al ceto intellettuale (da buttare al macero almeno al 90%) e ai confindustriali, una massa di “cotonieri” sempre traditori e venduti allo straniero almeno dalla formazione dell’IRI in poi. Hanno preso completamente in mano l’“antifascismo” dalla fondazione de “La Repubblica” (1976) in poi; sono semplicemente dei traditori di questo povero paese, dei malversatori, dei prepotenti e incapaci di fare altro che i propri più limitati interessi di brevissimo periodo. O i “forconi” si creano la possibilità di essere cacciati nel ventre di costoro o altrimenti saremo tutti finiti in breve tempo; questi non perdonano, sono come Maramaldo, vigliacchi senza remora alcuna. Non si deve avere nemmeno un grammo di piet� nei loro confronti; le budella di gran parte di loro servano ad impiccare i rimanenti. Questo il mio augurio di “Buon Anno” per il nostro “pauvre pays”.

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Pubblicato in DOMINIO E POTERE

[ VECCHI E NUOVI FUSTI…FATE VOI LA DIFFERENZA ]

 Napolitano blocca il "Salva-Roma", il governo: lo ritiriamo ( LETTA E NAPOLITANO… ]

[ E GIORGIO ALMIRANTE – CHE DIXIT…]

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[ VECCHI E NUOVI FUSTI…FATE VOI LA DIFFERENZA ]

[ E GIORGIO ALMIRANTE – CHE DIXIT… ]

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[ VECCHI E NUOVI FUSTI…FATE VOI LA DIFFERENZA ]

[ I VIDEO ]
 
13/nov/2010 – Caricato da lupokkiotto96

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a strina cusentina – Mimmo Toscano – YouTube

13/dic/2007 – Caricato da maxarini

Mimmo Toscano canta “a strina cusentina” … Alert icon. You need Adobe Flash Player to watch this video. Download it from Adobe.

Strenna Natalizia – strina Cusentina – YouTube

01/gen/2012 – Caricato da Lupomaucs

Strenna Natalizia – strina Cusentina compagnia teatrale Donnicinscena Cosenza Corso … You need Adobe Flash Player to watch this video.

‘a strina calabrese – YouTube

24/dic/2010 – Caricato da svanzoo

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A Strina – Canzone tradizionale calabrese con Diego Caligiuri …

22/dic/2008 – Caricato da martullo84

Alert icon. You need Adobe Flash Player to watch this video. … Cantori Cosentini A’ Strina Cusentina 2009by CantCosentini44,979 views; 5:59


Strina Cosentina – Base Musicale + testo – YouTube

23/dic/2009 – Caricato da Giulio Melicchio

Alert icon. You need Adobe Flash Player to watch this video. … Strina Cosentina – L’originale con testoby Giulio Melicchio145,832 views; 11:47


A strina Cusentina – YouTube

23/dic/2012 – Caricato da ucannarutu parise

Pino Artese in “A strina Cusintina” partecipano coro: Pina Spina, Renato Formoso. … You need Adobe Flash Player to watch this video.


La Strina Cosentina – YouTube

01/gen/2011 – Caricato da barbyssmed

You need Adobe Flash Player to watch this video. Download it from Adobe. … la strina cusentina con il maestro luigi bartolomeo.AVIby paolo   

 4:11Guarda più tardi Tarantella Calabrese Ferragosto 2013di Desiree Sorbara804 visualizzazioni

 6:15Guarda più tardi EVVIVA A CCU’ BALLA, CU SONA E CU CANTA il rito della tarantella a Polsi -2012di Nicola Murace73.564 visualizzazioni

09/dic/2012 – Caricato da Storia Libera
Storia Libera·36 videos …. Incontro a Casapound con Simone Di Stefano presso l ‘edificio occupato e sede storica di Romaby Liberi.tv1,951  …
—-Messaggio originale—-Da: info@alleanzacattolica.org
Data: 24/12/2013 19.16 – A: <an.arenella@libero.it>
Ogg: ACList08/2013: Puer natus est nobis !

Alleanza Cattolica e Cristianità
augurano a tutti gli iscritti ad ACList
di vivere in serenità e letizia
il santo Natale e l’anno 2014 !

Gentile da Fabriano
Adorazione dei Magi (dettaglio)
1423, tempera su legno
Cristianità
È uscito il numero 370 (ottobre-dicembre 2013)
Indice

  • A trent’anni dalla «Dichiarazione sulla massoneria», di Massimo Introvigne
  • La leggenda templare massonica e la realtà storica, di Marco Tangheroni
  • La massoneria nei documenti del Magistero della Chiesa cattolica, di Giovanni Cantoni
  • Dall’indagine dei vescovi tedeschi (1974-1980) al documento vaticano del 1983, di Mons. Josef Stimpfle
  • APPENDICI
    • Lettera apostolica «In eminenti apostolatus specula» di Papa Clemente XII (1738)
    • «Dichiarazione sulla massoneria» della Congregazione per la Dottrina della Fede (1983)
    • Inconciliabilità tra fede cristiana e massoneria. Riflessioni a un anno dalla dichiarazione della Congregazione per la Dottrina della Fede (1985)
  • Indice generale 2013. Numeri dal 367 al 370
in Jesu et Maria,

il webmaster di Alleanza Cattolica – Cristianità

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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE INTERVENTO

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