NONOSTANTE TUTTO, NESSUN “CANTO DEL CIGNO” – REPLICA (SINTESI) DE LA RIVOLUZIONE DEI MANSUETI – UN BUON 2014 A TUTTI!


NONOSTANTE TUTTO, NESSUN “CANTO DEL CIGNO” – REPLICA ( SINTESI ) DE << LA RIVOLUZIONE DEI MANSUETI >> – UN BUON 2014 A TUTTI !
[ “AZ.-NEWS” : 1° GENNAIO 2014 ]
IN COPERTINA

Grande, Papa Francesco!

E A PROPOSITO…VEDI QUANTO PUBBLICATO SU STAMPA LIBERA

Terremoto al Centrosud, magnitudo 4.9 Gente per le strade a Napoli, tanta paura

L’epicentro è stato localizzato fra Benevento e Caserta, a 10.5 km di profondità. Pochi minuti prima ne era stato avvertito nella stessa zona MANDA LE TUE FOTO

Terremoto: a Napoli in strada anche turisti spaventati Terremoto: a Napoli in strada anche turisti spaventati
— Campania —

Il sisma è stato avvertito con intensita’ soprattutto ai piani alti delle abitazioni in diversi quartieri del capoluogo partenopeo. Hanno lasciato le proprie case diverse persone e famiglie anche nel Salernitano e nel Casertano. La scossa avvertita distintamente anche nel Molise, a Campobasso e Isernia ma soprattutto ai confini con l’Abruzzo e in particolar modo a Bojano vicino ai Monti del Matese

VEDI : OLTRE ] 

IN QUESTO NUMERO : L’EDITORIALE

I Forconi in Piazza del Popolo

( Replica – sintesi : Arturo Stenio Vuono )

<< LA RIVOLUZIONE DEI MANSUETI >>.

[ PER LEGGERE TUTTO : VEDI OLTRE ]

 Lettere, rifiuti e pausa caffè. Gli aumenti dal 1° gennaio AVVISO AI << PROCONSOLI DEL DINERO >> ….

Letta

…TRONFIO…MA…SEMPLICEMENTE “NON ESISTE”…

AL << CAPOLINEA >>

ANCHE PER QUESTO… AUGURI PER UN FELICE ANNO NUOVO !
     

 AGURI PER UN  FELICE ANNO NUOVO DA : Il presidente Associazione “Azimut”, Arturo stenio Vuono, e i coordinatori di “Azimut – online ” : webm. adm. des. Fabio Pisaniello – ufficio stampa,  Ferruccio Massimo Vuono.

[ L I N K ]

 http://www.facebook.com/AssociazioneAzimut

Associazione Azimut, Naples, Italy. 
OGGI
NONOSTANTE TUTTO, NESSUN “CANTO DEL CIGNO” – REPLICA ( SINTESI ) DE << LA RIVOLUZIONE DEI MANSUETI >> – UN BUON 2014 A TUTTI !
[ ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO; IN RETE. PER  LINK ( E RILEGGERE ) : VEDI OLTRE ]
  “AZIMUT” – WEBM. ADM: DESIGN : FABIO PISANIELLO

PUBBLICATO : 

26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”) E NOSTRA GIOVINEZZA

[ “AZIMUT-NEWSETTER” : 29 DICEMBRE 2013 ]

//
stai leggendo…

EDITORIALE DI FINE ANNO E PER L’ANNO DEL SIGNORE 2014

 azimutassociazione – 1° gennaio 2014
Rate This
[ REPLICA – SINTESI]

EDITORIALE DI FINE ANNO E PER L’ANNO DEL SIGNORE 2014 

(NONOSTANTE TUTTO, NESSUN “CANTO DEL CIGNO”…)

 [ anteprima di web : 1° Gennaio 2014 ]

associazioneazimut@tiscali.it –  an.arenella@libero.it –  December 31, 2013
EDITORIALE  – [ “Azimut-NewsLetter”:1° Gennaio ’12 ]

nel  servizio – augurale – odierno

L’EDITORIALE

[ per leggere tutto – vedi : oltre ]

Crea il tuo blog  
 UNA BUONA GIORNATA E UNA BUONA LETTURA
C O N    I    N O S T R I    R I N N O V A T I    A U G U R I

Bollicine che fanno bene: boom di esportazioni di spumante 

BRINDISI PER IL 2013 – CHE CI LASCIA – E BENEAGURANTE PER IL 2014

[ 2014 – RINNOVIAMO UNA << SCELTA DI CAMPO >> ]

 Associazione Azimut – NAPOLI 
  
[ PER LA << STRADA MAESTRA >> E LA “DRITTA VIA”… ]
[ QUESTA VOLTA…NON NE PARLIAMO… ]
 
Monito al governo: "Massimo rigore sui decreti legge"Immigrazione, Alfano: "La Bossi-Fini non può essere liquidata"Papa-Letta: chi razzola bene e chi prende in giro - <i>di Beha</i>
[“AZIMUT”. MA CON FRANCESCO…”NON FAN MERENDA”… ( “..E CHI VIVRA’, VEDRA”) , VOI CHE NE DITE ? ]
POVERA PATRIA

44. Povera Patria, de Franco Battiato – YouTube

25/ott/2007 – Caricato da EvoluzioneSFC

Povera Patria, del album Come un cammello in una grondaia (1991)

CONTRO :  

  ANTAGONISMO POPOLARE, SENZA SIMBOLI DI PARTE,  SOLO COL TRICOLORE

2 POVERA PATRIA

[“AZIMUT”. COME, IN ILLO TEMPORE,  FU PER LA CACCIATA DEI GIACOBINI…CACCIAMO GLI EUROCRATI ! ! !]

Napolincanto – Canto dei Sanfedisti – YouTube

POVERA PATRIA

[“POVERA ITALIA” ! COME, IN ILLO TEMPORE, SI SPOGLIO’ IL REGNO DELLE DUE SICILIE, OGGI – CON LA COMPLICITA’ DEI “VALLETTI A REGISTRO”…, L’UNIONE EUROPEA CI DEPREDA ]

Malaunità – Eddy Napoli / videoclip ufficiale (sottotitoli in italiano …

05/gen/2012 – Caricato da Angelo Forgione
video del brano di Eddy Napoli sulla vera storia dell’unità d’Italia e del processo risorgimentale

 [ REPLICA – SINTESI]

EDITORIALE DI FINE ANNO E PER L’ANNO DEL SIGNORE 2014 

(NONOSTANTE TUTTO, NESSUN “CANTO DEL CIGNO”…)

[ per leggere tutto – vedi : sotto ]

<< Mansueto è il contrario di prepotente.
Il prepotente usa la forza per imporre la sua volontà, si ritiene superiore agli altri e non sopporta che le persone non gli obbediscano >>

[ TRATTO D STAMPA LIBERA ]

27 dicembre 2013 | Autore Alessandra Drago | Stampa articolo Stampa articolo

Le opinioni eretiche

di Michele Rallo per Stampalibera

DE BENEDETTI E LE BANCHE: BENEFICIATI DAL GOVERNO LETTA

Chi ha detto che il governo Letta impone sacrifici a tutti? Non è vero. C’è chi da questo governo è beneficiato. A spese, naturalmente, di tutti noi, che dovremo coprire i costi di queste regalìe. Chi sono i fortunati? Non si ha la lista completa, ma due, almeno, sono stati identificati, stando a quanto rivelato da “Il Giornale” e dai blog di Beppe Grillo e di Roberto D’Agostino. Il primo dei beneficiati è Carlo De Benedetti, l’industriale ebreo-svizzero con interessi in Italia e tessera numero 1 del PD in tasca. Il secondo è un soggetto plurimo; e non soltanto perché abbraccia le diverse banche private che sono proprietarie della Banca d’Italia, ma anche perché il giulivo Enrico e il draghesco (da Draghi) Saccomanni, nella loro immensa bontà, hanno pensato anche alle banche estere che – secondo la loro lungimirante visione – potranno in futuro papparsi qualche porzione della nostra “banca centrale”.

 Incominciamo da De Benedetti. Un articolo di Marcello Zacchè pubblicato l’11 dicembre da “Il Giornale” – e ripreso dal sito “Dagospia” – rivela che una bozza della legge di stabilità prevedrebbe sovvenzioni pubbliche alle centrali elettriche per assicurarne la funzionalità. Da calcoli effettuati, tale misura porterebbe nelle casse della Sorgenia (società del ramo facente capo al gruppo De Benedetti) un contributo pubblico di circa 100 milioni di euro. I rappresentanti grillini in

Commissione Bilancio, inoltre, avrebbero scoperto un ulteriore “aiutino” di 22 milioni di euro: lo prevede un emendamento, presentato da Scelta Civica e già approvato in Commissione, volto ad esentare la centrale turbogas di Turano-Bertonico (di proprietà Sorgenia) dall’obbligo di sborsare la cifra – appunto – di 22 milioni per gli oneri di urbanizzazione. Complessivamente, quindi, la sommetta di denaro pubblico che dovrebbe affluire nelle casse della CIR (la holding debenedettiana) dovrebbe aggirarsi attorno ai 120 milioni di euro, pari a circa 240 miliardi del vecchio conio (come direbbe Bonolis).

Ma queste sono noccioline, in confronto alla pioggia di soldi (nostri) che un decreto-legge del Saccomanno ha già assicurato alle banche. Salto a piè pari tutte le premesse diordine tecnico e vengo direttamente alle conclusioni pratiche, che ho desunto dalla denuncia dell’esperto finanziario Lucio Di Gaetano: il capitale sociale della Banca d’Italia passa dagli attuali simbolici 156.000 euro a 7,5 miliardi di euro (non chiedetemi come). La qualcosa – per le banche private proprietarie di Bankitalia – comporta: 1) una regalìa di “valore patrimoniale aggiuntivo” di 7 miliardi e mezzo; 2) l’attribuzione di dividendi annui per 450 milioni di euro, a fronte dei 50-70 milioni percepiti oggi. In ogni caso, quindi, anche a non voler considerare il valore patrimoniale aggiuntivo, il decreto in questione regala letteralmente 400 milioni di euro l’anno alle banche. Ma l’aspetto più preoccupante è un altro: il definitivo accantonamento della vecchia (e inattuata) legge del 2° governo Berlusconi che si muoveva in direzione di una parziale pubblicizzazione della banca centrale, e il compiersi dell’ultimo atto di una completa e totale privatizzazione della stessa. E non solo. Perché il decreto espressamente prevede che le quote che secondo il decreto berlusconiano avrebbero dovuto tornare allo Stato, potranno essere vendute a soggetti bancari e parabancari “italiani ed europei”. Chiaro, no? Non soltanto la Banca d’Italia deve essere proprietà delle banche private, ma proprietà anche delle banche private straniere. È un altro passo sulla via della completa colonizzazione dell’Italia.

 66 7 1 98

Pubblicato in DOMINIO E POTERE

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

POVERA PATRIA 

[ MESSAGGI  – “POSTATI” SU FACEBOOK  E FOTO DAL WEB]

 Foto: LA FINANZIARIA E' DISASTROSA, LACRIME E SANGUE CON AUMENTI DI TASSE FUORI NORMA SIA SULL'ANTICIPO IRPEF (FINO A 130% SULL'ANNO DOPO!) E TARER ANCHE SESTUPLICATA.. PER NON PARLARE DI PARTE DELL'IMU PRIMA CASA.. I DISOCCUPATI DELL'EDILIZIA GRAZIE ALL'IMU E DEL TRASPORTO GRAZIE ALLE ACCISE SUI CARBURANTI HANNO IMBRACCIATO IL FORCONE.. NON SEMBRA CHE ALFANO E I SUOI DIFENDANO IL PAESE.. vieni su https://www.facebook.com/pages/Il-ladro-pd-del-giorno/170483556479370?ref=hl 
foto di Occidente 2.1.

<< LA RIVOLUZIONE DEI MANSUETI >>.

vuono

 Arturo StenioVuono *

[ ACCADDE IL  MERCOLEDI’ 18 DICEMBRE DEL 2013 – ACCADDE DOMENICA 22 DICEMBRE 2013 –

VERSO IL 2014 ]

Non fu il << dies irae >> ma lo storico giorno della chiarezza, sì. Si vive, ormai, in un clima sudamericano e della costituzione si fa strame nel mentre che la pentola a pressione, nella quale ribolle l’intero paese, prima o poi, farà la deflagrazione. Il  mercoledì  18 – 2013 – se n’è avuto l’inizio.

I tremila di Piazza del Popolo, a Roma, erano solo l’a

lvanguardia dei comitati che si stanno attivando, in ogni angolo della penisola, e lo spontaneismo – come si sa – non mira a trasportare  truppe cammellate. L’altra coda del movimentismo, per il sud,  ha scelto  Piazza San Pietro, all’Angelus del Papa,  ma la saldatura resta, comunque sia, un fatto inevitabile. E Papa Francesco che già s’era, chiaramente espresso, “SONO A FIANCO DI CHI IN QUESTI GIORNI PROTESTA IN ITALIA”, ha augurato “di dare un contributo costruttivo, respingendo le tentazioni dello scontro e della violenza” ma   “Difendendo i diritti!”. Una riconferma, pubblica e solenne, nella domenica 22 – 2013.

“Cara e vecchia lira valevi il doppio”; uno dei tanti slogan. Come non condividere questa piazza tricolore ? La macchina dei media ha ridimensionato; ma per gli sfascia vetrine, però,  si riempiono pagine intere per “spiegarsene” le ragioni.

Un primo nucleo combattente, di uomini e donne, e di giovani, senza maschere e passamontagna, non s’era più visto da tempo; e potevano convogliarsi – e  in piazza del Popolo, e in piazza San PIetro – in misura di due o tre volte in più; ma quel che, poi, conta – a parte che sono continuati, nel contempo, i presidi in sede locale e un poco dappertutto  – è che ognuno dei convenuti, al ritorno,  s’incaricherà dell’organizzazione e curerà d’essere la vera – reale – sentinella d’una << nuova frontiera >> attorno a cui si aggregheranno gli Altri.

In piazza, per il futuro, non ci  sarà una destra o una sinistra perchè quel che, oggi, appare soltanto  l’utopia del trasversalismo tricolore non potrà più essere impedito; ognuno dei presidi, a pelle di leopardo, ha già unito imprenditori, artigiani, dipendenti, liberi professionisti e disoccupati, etc.;  e la sostanza delle proteste si concentra tutta in tre direzioni : rimuovere il protettorato Italia, azzerare la democrazia sospesa e per la liberazione del lavoro. Nasceranno, di conseguenza, sia un naturale coordinamento che una guida sicura.

Non fu, per ora, il << dies irae  >> ma il giorno della chiarezza certamente sì. Se non si fermeranno in tempo – con le loro Leggi di (in)Stabilità che chiedono a chi più non ha e consolidano i privilegi – << terribile sarà l’ira degli onesti >>.E non potrà, tutto ciò, essere facilmente assorbito o metabolizzato perchè non funzionerà il miraggio democrat del << nuovo >> che più vecchio non si può, non dalla virtuale rivoluzione, a “5 stelle” ( e “a strisce” ! ) che, ormai, s’è rifugiata, nei fatti, sulla comoda via parlamentare ed elettorale; nel mentre che, già nell’attuale, la cosiddetta << partitocrazia >> e sia la  vecchia << sindacatocrazia >>, entrambe, sono destinate ad essere fuorigioco. Peccato che gli esponenti del centrodestra abbiano valutato ancora non maturo-propizio, per l’occasione, una presenza, con un semplice saluto, alla piazza tricolore; che avrebbe significato una solenne dissociazione da chi ha così malridotto questa nostra << Povera Patria >>.  Ma, giocoforza, prima, o poi, toccherà  rompere il muro di gomma che, alle dimostrazioni, ha opposto la << politica .- politicante >>, non in grado neppure di pensare le risposte.

Due settimane, e più, di iniziative – assolutamente spontanee – in tutta Italia, hanno mostrato come tutte queste  manifestazioni pacifiche rendano, praticamente, ogni risposta,  impotente, a  una qualsiasi reazione all’insegna del cosidetto motto di << Legge & Ordine >> ; la piazza non violenta ha denunciato la violenza dei “Palazzi >> e, per la prima volta, non ha trovato ostilità da parte delle stesse forze dell’ordine; il chè, per i propugnatori del cosiddetto “pugno di ferro”, vuol dire , per il futuro – prossimo venturo , il rischio – non peregrino – di ritrovarsi in una condizione di generali senza esercito.

Il seme, dunque, è stato gettato su un terreno, pronto e fertile, e il 2014  ? Sarà l’anno della rivoluzione dei mansueti.

* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

PUBBLICATO : 

26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”) E NOSTRA GIOVINEZZA

[ “AZIMUT-NEWSETTER” : 29 DICEMBRE 2013 ]

Latest Post

26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”) E NOSTRA GIOVINEZZA

26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”) E NOSTRA GIOVINEZZA

Inviato da azimutassociazione ⋅ 27 dicembre 2013
1 Vote

26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”) E NOSTRA GIOVINEZZA

  • L’APPUNTAMENTO 2014 – MANIFESTO DI AZIMUT : MOBILITAZIONE POPOLARE PER MANDARLI A CASA… (altro

[ OGGI – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ] 

Sent: Sunday, December 22, 2013 10:50 AM
Subject: Articolo
Questo messaggio è indirizzato a TUTTI. 
[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]
Articolo
Quanto allego è un mio vecchio articolo. Sono spinto a questa iniziativa per dimostrare che con una accorta e ONESTA politica si può uscire dall’attuale crisi. Si tenga presente che validi studiosi hanno attestato che la crisi del 1929 fu peggiore dell’attuale. Dato che in economia le soluzioni per abbattere una recessione non cambiano negli anni, domando: perché non adottare gli stessi principi (parlo di PRINCIPI)  che furono usati negli anni ’30 da Mussolini e dai suoi ministri? Sapete che nella legge di stabilità (finanziaria) varata in questi giorni dal governo Letta prevede:  ( . . . )E noi paghiamo! Ed ora, Vi prego leggete! 

CHE COSA UNISCE E CHE COSA DIVIDE

IL  NEW  DEAL  E  IL  FASCISMO

SE E’ IL CONFRONTO CHE CONVINCE

di Filippo Giannini

   Domenica 14 novembre 2010 Sergio Romano nella rubrica Lettere al Corriere, con il titolo sopra indicato, ha risposto al lettore, Sig.Mario Russo, sull’argomento New Deal – Fascismo. E una materia che richiederebbe molto più spazio di quanto ne possiamo disporre, tuttavia ci avventureremo augurandoci, dato il grande interesse dell’argomento, di tornare a trattarlo di nuovo quanto prima.

   Il mondo economico-finanziario così come lo conosciamo oggi, poggia su due pilastri: liberale in politica e liberista in economia. Il liberismo (o liberismo economico) è una teoria economica, filosofica e politica che prevede la libera iniziativa e il libero commercio, mentre l’intervento dello Stato si limita al massimo alla costruzione di adeguate infrastrutture (strade, ferrovie ecc) che possano favorire il commercio. Questo il concetto di liberismo secondo Wikipedia. Adam Smith (1723-1790) generalmente ritenuto il padre dell’economia politica moderna, considera come fine di tutta l’attività economica l’interesse personale. Per Adam Smith principio essenziale è nessun intervento dello Stato in campo economico. Lo Stato deve lasciar fare, lasciar passare.

   Questi essenziali concetti illustrano la sostanziale differenza con il nazionalfascismo che patrocinava la nuova concezione del lavoro  e dell’economia, concetti che si stavano espandendo in tutto il globo sulla scia del fascismo italiano ( . . . ) , in mortale contrasto con il liberismo dei Paesi democratici, principalmente della Gran Bretagna, della Francia e, soprattutto di quel Paese dove i concetti di Adam Smith, partorirono la grande crisi del 1929, gli Stati Uniti d’America. Può sembrare un paradosso, eppure proprio questo Paese dovette accettare i concetti degli Stati totalitari per uscire dalla grande crisi.

   I principi fondamentali dello Stato Corporativo nascono dalla Carta del Carnaro promulgata l’8 settembre 1920 da Alceste De Ambris e da Gabriele D’Annunzio. E sufficiente leggere gli articoli VI e IX della Carta del Carnaro per acquisire le profonde differenze che la separano dai concetti di Adam Smith. Art. VI: <La Repubblica (la Carta del Carnaro fu concepita nel corso dell’impresa di Fiume, nda) considera la proprietà come una funzione sociale, non come un assoluto diritto o privilegio individuale. Perciò il solo titolo legittimo di proprietà su qualsiasi mezzo di produzione e di scambio è il lavoro che rende la proprietà stessa fruttifera a beneficio dell’economia generale>. Art. IX, definitivamente corretto da D’Annunzio: <Lo Stato non riconosce la proprietà come il dominio assoluto della persona sulla cosa, ma la considera come la più utile delle funzioni sociali. Nessuna proprietà può essere riservata alla persona quasi fosse una sua parte; né può essere lecito che tal proprietario infingardo la lasci inerte o la disponga malamente, ad esclusione di ogni altro>.

   Riteniamo che la Carta del Carnaro costituisca il documento fondamentale del Corporativismo moderno originato dalle concezioni storiche di Mazzini e di Toniolo sostenitori della superiorità della morale sull’economia, principi basilari della politica mussoliniana.

   Altra tappa basilare della formulazione corporativa fu l’enunciazione, presentata il 21 aprile 1927, della Carta del Lavoro con la quale, per la prima volta nel mondo, venivano fissati i cardini del rapporto fra lavoro, produzione ed economia nazionale, nella formula lavoro protagonista e capitale strumento.

   Mentre nei Paesi ad economia liberale i suicidi a causa della grave crisi del 1929 si contavano a decine, l’Italia stava superando la congiuntura senza eccessivi drammi. Franklin D. Roosevelt era stato eletto Presidente degli Stati Uniti a marzo del 1933, periodo nel quale un americano su quattro era disoccupato ed esattamente nel momento in cui in Italia veniva concepito l’IRI (l’IMI fu costituita nel 1931) sotto la guida di Alberto Beneduce. Con la nascita dell’IRI vennero gettate le premesse dello Stato imprenditore e con questo furono definite le linee di demarcazione tra l’area pubblica e quella privata.

   Torniamo a Roosevelt. Questi aveva impostato la campagna elettorale all’insegna del New Deal, ossia ad un vasto intervento statale in campo economico, ossia proponendo un’alternativa al liberismo capitalista. Una volta eletto Roosevelt (e questo nel dopoguerra venne accuratamente nascosto) inviò, nel 1934, in Italia Rexford Tugwell e Raymond Moley, due fra i suoi più preparati uomini del Brain Trust per studiare il miracolo italiano.

   E allora, per tornare al titolo di questo pezzo e di Sergio Romano Che cosa unisce e cosa divide il New Deal e il Fascismo, riprendiamo uno stralcio del lavoro di Lucio Villari: <Tugwell e Moley, incaricati alla ricerca di un metodo di intervento pubblico e di diretto impegno dello Stato che, senza distruggere il carattere privato del capitalismo, ne colpisse la degenerazione e trasformasse il mercato capitalistico anarchico, asociale e incontrollato, in un sistema sottoposto alle leggi e ai principi di giustizia sociale e insieme di efficienza produttiva>. Roosevelt inviò Rexford Tugwell a Roma per incontrare Mussolini e studiare da vicino le miracolose realizzazioni del Fascismo. Ecco come Lucio Villari ricorda il fatto tratto dal diario inedito di Rexford Tugwell in data 22 ottobre 1934 (Anche l’Economia Italiana tra le due Guerre, ne riporta alcune parti; pag. 123): <Mi dicono che dovrò incontrarmi con il Duce questo pomeriggio… La sua forza e intelligenza sono evidenti come anche l’efficienza dell’amministrazione italiana, è il più pulito, il più lineare, il più efficiente campione di macchina sociale che abbia mai visto. Mi rende invidioso… Ma ho qualche domanda da fargli che potrebbe imbarazzarlo, o forse no>.  

   Mussolini, a sua volta, inviò a Washington il Ministro delle Finanze Guido Jung il quale incontrato il Presidente americano gli fece dono di due Codici di Virgilio e di Orazio e, nel contesto consegnò a Roosevelt una lettera del Duce. Il documento relativo a questo contatto Mussolini-Roosevelt, ci fa sapere Villari, è custodito in copia nell’Archivio Jung, il cui originale, come il diario inedito di Tugwell, si trova nella Roosevelt Library.

   Tra i liberals d’America le opinioni erano divise: una rivista come The Nation, fortemente conservatrice, era duramente antifascista. Gli economisti pianificatori del New Deal vedevano nel corporativismo il coordinamento economico statale necessario davanti alla bancarotta del lassez-faire liberista. Così nel 1933 Roosevelt firmò il First New Deal, e il Second New Deal venne firmato nel 1934-1936. Quindi fu Franklin D. Roosevelt ad istituire il Social Security Act, una legge che introduceva, nell’ambito del New Deal, indennità di disoccupazione, di malattia e di vecchiaia. Contemporaneamente nacque anche il programma Aid to Family with Dependent Children (aiuto alle famiglie con figli a carico), tutti provvedimenti che avevano già visto la luce in Italia nel Ventennio fascista. Subito dopo la Corte Costituzionale degli Usa, decretò l’incostituzionalità di alcuni provvedimenti. E Sergio Romano chiude il suo intervento con queste parole: <Da questo momento l’Italia e l’America presero, non solo economicamente, strade diverse>.

   Noi non crediamo di poter chiudere con queste parole, ma con quelle di Bernhar Shaw nel 1937: <Le cose da Mussolini già fatte lo condurranno prima o poi ad un serio conflitto con il capitalismo>.

   Non si dovranno attendere molti anni prima che la profezia dello scrittore americano si avverasse.

Non a caso di fronte alla confermata crisi del liberismo e del marxismo, un autorevole personaggio democratico inglese Michael Shanks, economista di vasta esperienza internazionale, già direttore della Commissione Europea degli Affari Sociali, nonché Presidente del Consiglio dei Consumi, indica nel suo libro What is the wrong with the modern World? Lo Stato Corporativo di Mussolini come l’unico metodo per uscire dalla contrapposizione violenta delle parti sociali. <Non c’è alternativa>, ammonisce l’economista inglese: <O lo Stato Corporativo o lo sfascio dello Stato>.

   Che ne penserà Sergio Romano?

[ IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE,  MA – DOPO LE “LOCANDINE REDAZIONALI” – LEGGI L’ANNUNCIO  ]

  

VISITA

 https://azimutassociazione.wordpress.com

 “Azimut” – Ufficio Stampa –  Ferruccio Massimo Vuono : massimovuono@libero.it 
Associazione Azimut, Naples, Italy. 
  
[ IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE, MA –  DOPO LE “LOCANDINE REDAZIONALI” – LEGGI L’ANNUNCIO ]

[ “AZIMUT – ONLINE” : SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]

 [ ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  ]
 
CON NOI NON FUNZIONA – UN MICROFONO, SEMPRE APERTO, PER IL POPOLO
[ IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE,  MA – DOPO LE “LOCANDINE REDAZIONALI”- LEGGI L’ANNUNCIO ]
[ L’INFORMAZIONE, NON CONFORMISTA, TRA CRONACA E STORIA
CONTRO IL  << SISTEMA DELLA MENZOGNA >> ]
 ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE SERVIZIO

LEGGI L’ANNUNCIO 

*[ NEL PROSSIMO NUMERO – 2014 : TUTTA LA DOCUMENTAZIONE SULL’UNIONE BRUZIA – 1970 ]

DA COSENZA –  PER MESSAGGI RICEVUTI : A CURA DEL DR. RITO VUONO ]

*Monday, July 08, 2013

FRANCESCO, LAMPEDUSA E IL VANGELO…. L’ALTRA POLITICA : “UNIONE BRUZIA” (COSENZA 1970), E LA < DEMOCRAZIA LEGHISTA >; ALTRE NOTIZIE… (tre interventi : da < Stampa Libera >, da“Controcorrente”: Martedì a Isernia “La dittatura dei banchieri” ,< DI  COSA  AVETE PAURA ? > di Filippo Giannini, La Certosa di San Giacomo – evento a Capri,  Costituente di Destra [ ? ] – Napoli, giovedì 11 luglio 2013, circolo Posillipo ore 18,30, le < spigolature > e le “locandine” , etc. )
[“Azimut-News” : 9.7.’13]

SULL’UNIONE BRUZIA – 1970

[ DA : “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE : ]

L’ ”UNIONE BRUZIA” ( A COSENZA 1970 ) –  L’ALTRA POLITICA

L’AGGREGAZIONE LOCALISTICA E LA < DEMOCRAZIA LEGHISTA >. L’Unione Bruzia fu una “compagine elettorale”, però non divenuta – mai – una formazione politica, tradizionale, vera e propria; che partecipò alle elezioni comunali di Cosenza, nel 1970, e si costituì in lista per le elezioni < amministrative > di quell’anno e mancò, per una “manciata di voti”, l’entrata di un proprio rappresentante nel consiglio comunale della città. L’iniziativa, fu ad opera dello staff dirigenziale della < Gi.Fra. > ( “Gioventù Francescana” ), che operava presso il convento dei Padri Cappuccini – detti della Riforma – i  quali mantennero un “benevole neutrallsmo” ( senza il sostegno ma senza una sconfessione… ). Ben presto all’iniziativa si aggiunsero altri giovani che provenivano da militanze attive nella Destra, come al < centro > e della stessa Sinistra cosentina. Si trattò di un sorprendente e inedito < trasversalismo > in nome di un programma che prevedeva, tra l’altro, la rivendicazione per la < Grande Cosenza >. Lo slogan elettorale, “non posti da occupare ma problemi da risolvere” – il 7 giugno vota sette colli – , si accompagnò ad una intensa propaganda e fregiandosi di un logo, assai particolare ed originale, costituito da un cerchio che racchiudeva – per l’appunto –  la figura dei “sette colli” della città  e in circolo la scritta “Unione Bruzia”. Punti essenziali del programma, a dir poco avveniristico, erano : l’ipotesi d’una conurbazione della città con i centri viciniori ( Carolei, Castiglione Cosentino, Castrolibero, Donnici, Laurignano, Marano Marchesato, Mendicino, Rende, etc. ), prevedendo un nuovo piano regolatore comune di agglomerato, con un consiglio comunale di unificazione e i minori municipi – così aggregati – trasformati in circoscrizioni municipali e consigli di quartiere della < Grande Cosenza >; liberare la nuova città dall’isolamento socio-politico-economico-culturale a mezzo, tra l’altro, d’una moderna ferrovia verso il Tirreno e d’una superstrada verso la Sila, il crotonese e lo Ionio; si prefigurava il totale recupero della “Cosenza antica” e il ripristino architettonico del borgo medioevale, destinando le abitazioni, ristrutturate e riportate all’origine, anche a  ”ospitalità forestiera e studentesca” e destinandone i corsi, nei terranei, sopratutto all’esercizio del commercio e dell’artigianato; fu l’Unione Bruzia favorevole all’istituzione della Regione Calabria, ma, in controtendenza ( sempre,  con < Reggio di Calabria – capoluogo e “capitale” > ), come all’istituzione dell’Università di Calabria ma “residenziale e non limitata nelle facoltà”. Altri punti del programma, non volendoci dilungare, si occupavano dei problemi, aperti e irrisolti, quali l’occupazione giovanile e lo sviluppo della piccola e media industria, l’edilizia popolare e un riordino del commercio al dettaglio ( coi “mercatini popolari”  ), etc. – L’Unione Bruzia fu attiva, successivamente alla competizione elettorale, ancora per un anno ( pubblichiamo un resoconto – stampa d’una delle ultime riunioni;vedi: oltre ) e, poi, per ragioni – ancora a tutt’oggi – non note, cessò di esistere e non ebbe un logico prosieguo. L’Unione Bruzia, comunque sia, operò in un “quadro cittadino” che, in sintesi, presentiamo ( vedi: oltre ) e, in verità, nonostante tutto, ebbe grande consenso di opinione ( se non di voti ).

Note : per la < Grande Cosenza >.

    Il programma per la < Grante Cosenza >, inizialmente elaborato, in seno alla “Gioventù Francescana” di Cosenza, come documento da proporre a tutte le forze politiche, e in previsione della campagna elettorale “alle porte”, divenne la < piattaforma > dei soli candidati “unionisti” allorchè si decise la presentazione d’una lista per il rinnovo del consiglio comunale;e.. cosicchè, “in fretta e in furia”, e in una sola settimana, furono predisposte sia candidature che il numero delle firme occorrenti per la competizione e, ciò, non deve stupire poichè la < Gi.Fra. > era, in quel tempo, certamente la più forte e numerosa organizzazione giovanile.Costituiva, in città, un nucleo associativo che esercitava un ruolo preminente in attività culturali, sportive, ricreative, artistiche, etc.,  e propriamente di carattere religioso; seppure aperta a tutta la città,  con gli aderenti di tutti i quartieri, il “gruppo centrale” era composto da giovani del rione ferrovieri di via Antonio Monaco.

    Non mancarono, immediatamente, “profferte” …… affinchè l’Unione Bruzia rinunciasse alla competizione elettorale, non accolte, e “polemiche” – ad esempio – con i religiosi responsabili del Terzordine Francescano che tennero a definire la decisione come <anticoncordataria> ma i “distinguo” rimasero un fatto isolato poichè la gran parte dei padri cappuccini, in pratica, non stigmatizzarono il < fatto >. Il programma accese l’interesse della stampa e di vasti ambienti cittadini; catalizzò, perciò, a più riprese, l’interesse generale tanto da divenire la novità delle elezioni.

    E’ opportuno rimarcare, a integrazione di quanto – sinora –  già detto, che vi si prevedeva la “rivitalizzazione” della < Cosenza storica > e, a confine, con la parte nuova della città – ma da “riordinarsi” –  , anche l’urbanizzazione delle rive dei fiumi  Crati e del Busento, pure definendo l’embrione di un moderno, e vasto,  nuovissimo – comune territorio, a sistemarsi, con < piani particellari > che regolassero l’estensione in direzione dei centri viciniori; in tale ambito, misto, intercittadino, tra l’altro, la dislocazione d’una nuova stazione ferroviaria, quella di un nuovo – idoneo  ”palazzetto dello sport” , etc., e l’obbllgo dello spazio verde tra costruzioni e costruzioni come – anche – quello previsto per aree destinate a parcheggi condominiali.

    Della < Grande Cosenza >, idea non peregrina, e del programma, ognuna delle forze politiche –  in campo – “ne prese un pezzo” , ma mancò, sempre, i’utile  coordinamento d’una veduta……. dell’assieme; e, in particolare, negli anni a venire, allorchè veniva a consolidarsi il nuovo assetto regionale ( 1970 ) che poteva sostenere e finanziare, in parte, l’impegno; e, via via, poi, che trovavano realizzazione, tanto per fare – solo – qualche esempio, opere a  partire dall’università ( 1972 ) e sino alla nuova ferrovia ( 1987 ); ma dell’intero  programma degli < unionisti > molte e altre < coordinate > si concretizzarono.

    L’Unione Bruzia, considerando il 7 di giugno del 1970 come  ( sua ) ufficiale data di nascita e di costituzione ( perciò affidata al responso delle urne ), giunse – quindi –  all’apice delle sue attività, coordinata da promotori come i Colistro, Giannace, Olivieri, Porco, i Vuono e Zasa, e molti Altri, con le riunioni, tenute – rispettivamente – il 25 giugno dell’anno 1971 e il successivo 13 di luglio ( vedi sotto e leggi : il riportato articolo, in cronaca di Cosenza, il 14, del  quotidiano la < Gazzetta del Sud > ).

    La campagna elettorale, già trascorso un anno…, vide l’Unione Bruzia in piazza della Riforma, convocato un comizio di < chiusura > ( il 5 di giugno 1970 ), con una vera – reale – e imprevista partecipazione abbastanza affollata e popolare; e sarebbe stato sufficiente il solo, unico,  voto dei presenti e partecipanti per portare un proprio rappresentante in consiglio comunale,di certo  a “quoziente pieno”; ma… tant’è che -malauguratamente- invece ottenne soltanto il cosiddetto < maggiore resto > dietro, solo per alcuni voti, il Pri ( Partito Repubblicano ) che, infatti, potè conquistare, confermandolo, il proprio seggio in municipio.

 [ VEDUTA DI COSENZA E MUNICIPIO IN PIAZZA DEI BRUZI ]

 L’Unione Bruzia, comunque sia, operò in un “quadro cittadino” che, in sintesi, presentiamo ( vedi: sotto ) e, in verità, nonostante tutto, ebbe grande consenso di opinione ( se non di voti ).

L’Unione Bruzia, impegnata a una “battaglia” – come < Davide e Golia >, nel 1970 era abbastanza cosciente del solito, consolidato, < panorama politico >. < …Delineare la storia delle famiglie impegnate in politica, a Cosenza, equivale a scrivere la storia della città considerando che dalla fine dell’800 si delineava nella città bruzia un governo cittadino che rifletteva e rispecchiava le famiglie borghesi ed altolocate che gestivano nei fatti la città stessa…>; e volendo solo accennare a queste “potenti famiglie”, in politica, < … è anche necessario inquadrare i momenti storici e gli ambienti politici e sociali nei quali si snoda la storia stessa dei protagonisti della politica cosentina….>; è proprio in quell’anno che le cosiddette……< famiglie >, avviando un ricambio generazionale – ma per una sorta di “passaggio monarchico” -, lanciano in campo molti “giovani rampanti” onde perpetuare e consolidare la loro tradizionale < egemonia >. Citiamo, tra questi, uno per tutti,  uno dei protagonisti, Franco Covello: < … e la storia di Franco Covello ( come i tanti ) si inquadra nella storia della vecchia Democrazia Cristiana, la balena bianca che tanto peso ha avuto a Cosenza… >, con tanti e diversi protagonisti. < …Franco Covello nasce a Castrovillari nel 1940 e si dimostra subito un giovane ( … ) di una grande ambizione. A soli 30 anni, dopo essersi sposato con una nipote dell’On. Guglielmo Nucci, deputato Dc la cui figlia Anna Maria è stata anch’essa deputato e sottosegretario alla pubblica istruzione, nel 1970 viene eletto al Consiglio comunale di Cosenza nella lista della Dc. E’ l’anno in cui Riccardo Misasi, a soli 38 anni, è Ministro della Pubblica Istruzione ed è l’anno nel quale viene istituita la Regione Calabria che elegge a Presidente ( . . . ) Antonio Guarasci. E’ l’anno in cui entrano nel primo consiglio regionale della storia calabrese personaggi politici ( . . . ) come Consalvo Aragona, Francesco Martorelli, Pasquale Perugini che sarà Presidente della Giunta regionale nel 1975 e 1976 e senatore della Repubblica ed il cui figlio, Salvatore, diverrà Sindaco di Cosenza…. >. – < …Il giovane Franco Covello, sempre per  fare un solo ( emblematico ) esempio, ( . . . )  da consigliere comunale…viene eletto più volte anche assessore. Nel 1980 ( . . . ) il salto alla Regione Calabria, dove viene eletto consigliere regionale per poi essere rieletto nelle elezioni del 1985. Alla Regione Franco Covello entrerà in giunta prima come assessore al turismo…e poi…>. Solo un’esempio, basta e avanza…Ecco perchè, abbiamo detto che…. < L’Unione Bruzia, impegnata a una “battaglia” – come < Davide e Golia >, nel 1970 era abbastanzacosciente del solito, consolidato, < panorama politico >…..Ma non si tirò indietro, anzi…..L’Unione Bruzia fu attiva, successivamente alla competizione elettorale, ancora per un anno ( pubblichiamo un resoconto – stampa d’una delle ultime riunioni; vedi: sotto ) e, poi, per ragioni – ancora a tutt’oggi – non note, cessò di esistere e non ebbe un logico prosieguo…..

Articolo, in cronaca di Cosenza, il 14/07/1971, del  quotidiano la < Gazzetta del Sud >
[ alla pagina n°4 – pubblicato per titolo principale – notizie di politica ]

 << L’HA DETTO L’AVV. GIANNACE. L’UNIONE BRUZIA INSISTE PER I CONSIGLI DI QUARTIERE >>

“L’ex capolista dello schieramento d’ispirazione cattolica, che l’anno scorso partecipò alla competizione elettorale cittadina, ha parlato nel corso della celebrazione del primo anniversario della costituzione dell’organizzazione”.

         Il primo anno di fondazione dell’Unione Bruzia, l’organizzazione di ispirazione cattolica che lo scorso anno partecipò, sia pure senza successo alla campagna per il rinnovo del consiglio comunale, è stato celebrato nel corso di una manifestazione svoltasi nella sede di Viale Medaglie d’Oro. Vi hanno partecipato gli ex candidati della lista ed i maggiori esponenti dell’organizzazione cattolica.

        L’ex capolista dell’Unione, avvocato Armando Giannace, dopo essersi soffermato brevemente sul significato della data che coincide – egli ha detto – col primo anno di attività della civica amministrazione, ha affermato che < L’Unione non ha esaurito la sua funzione, proprio perchè in un anno di attività l’attuale Giunta non ha ancora affrontato i grandi temi delle scorse amministrative sui quali il sindaco Lio si era pure impegnato.

   Da una fase di attesa – ha proseguito Giannace – e coerentemente con quanto sempre sostenuto, l’Unione si prepara ad entrare in autunno, nel vivo della lotta politicaprogrammando pubbliche manifestazioni per l’attuazione dei consigli di quartiere e della “consulta giovanile”, per il risanamento della situazione economica e commerciale della città, per l’attuazione della politica di conurbazione con i centri viciniori, per l’inizio di una vera politica sportiva intesa a soddisfare le esigenze di numerosi gruppi sportivi che svolgono attività a livello dilettantistico fra difficoltà di ogni genere >.

        Proseguendo nella sua relazione, l’avv. Giannace ha anche detto che < L’Unione ha predisposto lavori di gruppo intesi a formulare proposte di statuto per i consigli di quartiere e della “consulta giovanile”, non mancando poi di far rilevare come l’amministrazione della città spetti a tutti i cittadini, mentre l’iniziativa spetti a tutti i giovani : ciò vuol dire che l’Unione intende sollecitare il civico consesso ad attuare una moderna politica di partecipazione entro il 1971 >.

       Soffermandosi sulla situazione commerciale cittadina, Giannace ha rilevato che per evitare il ristagno della situazione occorre una nuova politica creditizia per incentivare l’iniziativa privata.

                Nel settore alimentare – ha detto – il Comune ha il dovere di istituire spacci di paragone comunali in ogni rione allo scopo di equilibrare la situazione dei prezzi derivante dal contrasto fra commercio al dettaglio e vendita presso grandi magazzini.

      Infine soffermandosi sul problema dello sviluppo edilizio e dell’attuazione del piano regolatore, Giannace ha precisato che < l’incertezza della civica amministrazione a fare scelte definitive sul futuro di Cosenza, sopratutto sul problema della conurbazione, non da sicurezza all’edilizia privata oltre che danneggia lo sviluppo di quella popolare.

       Si deve, invece, operare globalmente – ha proseguito – con fermezza e tempestività chiarendo e precisando la collocazione delle zone verdi, la collocazione delle zone riservate alla costruzione di impianti sportivi che a Cosenza continuano a mancare, la collocazione delle aree riservate all’edilizia popolare, studiando le misure di bonifica della parte vecchia nella città ed i progetti di dilatamento della città nuova che va trasformata nelle stesse zone in evidente contrasto col piano regolatore >.

   Alla relazione di Giannace – poi approvata all’unanimità – è seguito un ampio dibattito. Il segretario della Unione, prof. Giancarlo Olivieri, ha trovato modo per precisare che < la Unione vuole inaugurare una politica di stretto contatto con la stampa, con le associazioni professionali e commerciali, con organizzazioni civiche nella regione.

   Olivieri ha anche annunciato che l’Unione intende promuovere conferenze stampa per precisare la posizione dell’organizzazione sull’operato della civica amministrazione e sul problema della istituzione dell’Università che lascia spazio a molte perplessità per la limitata attuazione di facoltà di studio >.

                      Il prof Olivieri ha quindi comunicato di avere deciso per i prossimi giorni la convocazione della < Consulta > dell’Unione Bruzia alla quale sarà affidato il compito di decidere sui contatti con esponenti politici cittadini ed altri ex candidati della passata competizione elettorale che intenderebbero aderire alla Unione Bruzia.

Del programma per la < Grande Cosenza >…se ne sentì l’eco…quando – dopo il 1985 – l’onorevole Giacomo Mancini divenne sindaco della Città…. [ vedi : sotto ] 

Giacomo_Mancini.jpg (5226 byte) [ nella foto : l’On.le Giacomo Mancini ]

Del programma per la < Grande Cosenza >, pubblicizzato – ampiamente e con successo di vasto consenso – dall’Unione Bruzia ( il ’70), di cui già abbiamo detto, attese – poi – le realizzazioni di molti punti (periodo:tra gli anni, dal 1970 al 1990), se ne sentì l’eco, prioritario ed abbastanza coincidente, a  riguardo  dell’ipotesi per l’unica conurbazione,onde – poi – includervi tutti i municipi viciniori, quando – dopo il 1985 –  l’onorevole Giacomo Mancini divenne sindaco della Città. A distanza di ben 43 anni, tuttavia, nonostante tutti gli sforzi dell’on. Giacomo Mancini – Sindaco, favorevole all’aggregazione – proposta nel 1970- ,  sia per l’elezione del 1993 che per la rielezione del 1997, non se n’è fatto nulla;per lo sterile attaccamento ai < piccoli campanili >, e per il “velleitarismo” della nota < nomenklatura dei Principe >, a guida del vicino comune di Rende, che non ha inteso accettare la < fusione >, anzi…..  per ”competere con Cosenza”.

Prima di assumere la guida della città ( vedi: sotto ) , qualche nota sul personaggio.<… Diventò vicesegretario nazionale del Psi il 9 giugno del 1969. Si battè per l’unificazione tra Psi e Psdi, ma quando questa rapidamente fallì non arrestò la sua corsa e, il 23 aprile del 1970, divenne segretario del partito. “Durò solo un paio di anni, – ha scritto Paolo Franchi sul Corriere – ma furono anni importanti. Qualcuno, più tardi, vi scorse anche una premessa, un’anticipazione della stagione di Craxi, una sorta di variante meridionale di quella politica di collaborazione sì, ma anche di competizione a muso duro con la Dc che Bettino avrebbe condotto in stile milanese. Di certo Mancini non apprezzò affatto la linea del suo successore, Francesco De Martino, di cui pure era personalmente amico: né la teoria degli « equilibri più avanzati » né, tanto meno, l’idea che il compito dei socialisti fosse essenzialmente quello di favorire l’imminente compimento dell’evoluzione del Pci”….. >.

L’onle Giacomo Mancini, in verità, anche quando impegnato a livello nazionale, non trascurò mai i problemi della sua città.< …Non lasciò l’attività politica legata alla terra d’origine: dopo esserlo stato pochi mesi nel 1985, nel 1993 venne rieletto sindaco di Cosenza, alla testa di alcune liste civiche non collegate ai partiti tradizionali. Fu proprio in quell’anno, però, che prese l’avvio la sua vicenda giudiziaria, quando alcuni pentiti lo accusarono di presunti rapporti con cosche mafiose delreggino e di Cosenza. ( . . . ) Dopo le vicende giudiziarie, Mancini riprese l’attività politica ed amministrativa, dopo un periodo di sospensione dalla carica di sindaco. Ritornò a guidare l’amministrazione comunale cosentina e venne rieletto sindaco al primo turno nel 1997, ( . . . ). Dopo la dissoluzione del PSI fonda il PSE-Lista Mancini, che si propone di portare nella politica italiana i valori del socialismo europeo.

È morto l’8 aprile del 2002, all’età di 86 anni. Ha un nipote, omonimo, Giacomo Mancini Jr, che si occupa di politica, erede della Lista Mancini, già deputato nazionale…. >.

F I N E    I N T E R V E N T O

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...