MESSAGGIO DAL QUIRINALE E MESSAGGIO DAL CITTADINO – AL VISITATORE E AL LETTORE – ARTURO STENIO VUONO, PRESIDENTE DI “AZIMUT”


MESSAGGIO DAL QUIRINALE E MESSAGGIO DAL CITTADINO – AL VISITATORE E AL LETTORE – ARTURO STENIO VUONO, PRESIDENTE DI “AZIMUT”
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 3 GENN, ’14 ]
anteprima di web: Thursday, January 02, 2014
Monito al governo: "Massimo rigore sui decreti legge"
[ L ‘EDITORIALE – ARTURO STENIO VUONO, PRESIDENTE DI “AZIMUT” ]
 “L’INGESSATORE… E’ SEMPRE LA CONTROPARTE PER GLI INNOVATORI:
CI SONO INGESSATORI GRANDI…, INGESSATORI PICCOLI…E, POI, GLI
INGESSATORI-STATO COME NEL CASO DELL’ITALIA”
 << MESSAGGIO DAL QUIRINALE E MESSAGGIO DAL CITTADINO >>
vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE
    Ai nostri giorni il mondo istituzionale e quello della << società civile >> , seppure logorati dall’invadenza tecnocratica – dai << poteri forti >> – dalle “consorterie anonime” egemoni ed estranee a una qualsiasi investitura popolare, restano sempre  divisi in campi contrapposti da due tesi antagonistiche – per il recupero del << primato della politica >> – che investono non solo la sostanza della << Politica >> – in quanto tale – ma il tessuto economico – sociale della nazione. In tale, non fruttuoso, conflitto di fondo si identificano nel “fronte di ingessazione” e nel “fronte di innovazione” i due tipi di approccio alla gestione  dello Stato. Il grande compito che preme e che ci sta davanti, un compito che richiede non meno immaginazione che volontà, è quello di giungere a una nuova etica della << casa comune >> su cui possa fondarsi la valorizzazione delle non più rinviabili riforme strutturali del << sistema Italia >>.
    Ci sembra pacifico che nel ricondurre il discorso centrale delle riforme all’etica – e cioè alla scienza della condotta umana – si voglia fare riferimento alla concezione ( dell’etica ) come scienza dei mezzi idonei al raggiungimento dei fini cui, per l’appunto, la condotta dei rappresentanti del popolo deve essere indirizzata : scienza che deduce, quindi, sia il fine che i mezzi della natura degli eletti in repubblica.
    Una nuova etica della << casa comune >> ?
    E’ questo il problema centrale delle nostre riflessioni. E ciò sia a livello micropolitico – economico sia a livello macropolitico – economico; sia con riferimento all’auspicato revisionismo costituzionale, quale prioritario obiettivo della nostra società e dell’intero paese, sia con riferimento alla richiamata esigenza d’una neo struttura per lo Stato e alle, conseguenti, modifiche delle articolazioni politico – sociali.
    Iniziamo col dire che gli eletti – quali risultano in Italia dalla costituzione repubblicana del 1948 e dell’intero sistema politico vigente – sono una fondamentale categoria dello Stato, dello Stato cioè che fa derivare la funzione della loro titolarità – ed i loro privilegi di ordine giuridico – dall’essere ( essi eletti ) i titolari dei mezzi di gestione della politica “senza vincoli per il mandato”.
    Noi riteniamo che tale affidamento debba essere, prima di ogni altro – futuro – provvedimento, totalmente modificato. All’eletto – soggetto deve sostituirsi la rappresentanza – soggetto, in parlamento, con un vincolo – inderogabile – al mandato che discenda, esclusivamente, pena la decadenza – ed il subentro di Altri – , e dal partito o coalizione, e dal programma, perciò solo  dall’appartenenza dichiarata – con indicazione del premier -per le urne. E in tale considerazione non è la filosofia di questa architrave istituzionale che va modificata, ma la filosofia del sistema nel quale, essa, è calata. E ciò per la semplice consìderazione che la forma a << democrazia diretta >> ( che è disciplina diversa dal vetusto << parlamentarismo >> ) non subisce giudizi di valore. Questa, la mancata riforma delle riforme, via via proposte, che ha portato alla cosidetta << democrazia bloccata >>.
    E il discorso giuridico ?
E’ noto, infatti, che il sistema politico che fa capo al primo, e grande, cosiddetto  << compromesso storico >> della costituente repubblicana è caratterizzato dal passaggio dalla rilevanza della nozione di governo – con vertice per “passaggio monarchico” alla rilevanza della nozione di governo con vertice “per delega della sovranità popolare”. Tale svolgimento – che sembrava utopia sino alla fine degli anni trenta dello scorso secolo – fu reso, poi, possibile dal fiorire degli studi giuspubblicistici, al termine del precedente regime ( << eccezionale – mussoliniano >> ) , e non solo – come comunemente si pensa – ad opera dell’emergente  antifascismo. Così nacque la nostra repubblica : con tutti i suoi “vizi” e le sue “virtù, e per certi versi una << grande incompiuta >>.
    Se ciò è vero, come è vero, riteniamo tuttavia che la evoluzione ultima di tale svolgimento restò bloccata, ai fini di doversi – nel contempo – garantire stabilità e governabilità, dal prevalere del  << proporzionalismo >> che si ricomponeva – e si disfaceva – di volta in volta, in coalizioni parlamentari  a << post >>; e che ha generato una malintesa prerogativa – di parlamentari con “carta bianca”  – atta così  a determinare il corso, la vita dell’esecutivo e, in pratica, la sorte di ogni legislatura repubblicana. Gli eletti, peraltro, con riferimento – anche – a fatti di legge, agivano nel particolare << status >> della procedura immunitaria che poteva portare, pure, alla << autoassoluzione >> ; istituto che, con la sua abolizione “tout court”, ha mancato però di raggiungere un punto di equilibrio; e tant’è che, nel recente, improprie e raffazzonate – quanto demagogiche – normative, aggiuntesi in materia, hanno escluso un qualsiasi << contrappeso >> e, all’opposto, decretato l’obbligatorietà della loro “decadenza”, per semplice presa d’atto di pedissequa esecuzione. Ma, questo, è altro problema.
    La “risultante” del metodo, puro e semplice, di << rappresentanza proporzionale >> , infatti, non si manifestò mai in modo organico a garantire legislature piene; e, nel corso degli ultimi quattro lustri, infine, si è giunto all’attuale parlamento dei cosiddetti << nominati >> ( purtroppo, ancora, senza “vincoli di mandato” ), che, seppure metodo imperfetto – a motivo dell’uso che se n’è può fare ( virtuoso o meno ) – , ha tuttavia posto fine a quel << preferenzialismo >> , di origine, sempre influenzato – se non “inquinato” – dall’apparato clientelare , dal sostegno – più o meno sotterraneo – di  << lobby >> e delle più diverse << aggregazioni di interessi >> che, com’è noto, preferiscono l’agire – indirettamente – per “via extraparlamentare”. Ma, in verità, sussiste a monte l’ostracismo – da parte delle forze politiche – al riconoscimento giuridico dei partiti e allla loro registrazione, e a normative che attengono il concorrere con “metodo democratico” ( anche al loro interno ) alla vita della repubblica; e che, a tutt’oggi, restando solo << associazioni di fatto >>, non si obbligano a preliminari procedure di legge ( pubbliche ) per la selezione dei loro candidati. Con buona pace delle c.d. attuali “primarie” et similia.
    Così stando le cose, siamo del parere che proprio sbloccando tale – incompleto – svolgimento verso la “rappresentanza – soggetto”, di cui abbiamo già detto, si ricolloca – sulla diritta via – anche, e prioritariamente, la evoluzione del concetto di democrazia in << democrazia diretta >> . La non precedenza che abbiamo stigmatizzato  e che, a tutt’oggi,   piace agli << ingessatori >> , come ben sa l’attuale capo dello Stato – al pari di come fu per non pochi dei suoi predecessori – , e che ci  richiama all’esigenza delle riforme ( e che ne fa ragione di permanenza “straordinaria” al Colle ), vanificherà – comunque sia – qualsiasi provvedimento di ristrutturazione istituzionale e, in primis, la valida perfettibilità d’una qualsiasi, nuova, legge elettorale che non la contempli. Tale precedenza, invece,  è “conditio sine qua non”, riguardo a tutte le proposte di riforma elettorale  che, poi, si inquadri in un moderno progetto di << ingegneria costituzionale >>. Legge, con urgenza, che sin d’ora preceda l’elaborazione – e la realizzazione – della nuova ed  invocata  << ossatura dello Stato >> ; a ciò non facultate le due camere dell’oggi anche, e per conseguenza, della recente pronuncia della Corte Costituzionale che ne ha dichiarato, com’è noto, e definitivamente,  “incostituzionale” l’elezione.
    La nuova << ossatura dello Stato >>, in grandi linee, è così – per sintesi – : elezione diretta del Capo dello Stato ( con l’eventuale sua, riconferma – ma non oltre un secondo mandato ), per il periodo coincidente con le consultazioni al << quinquennio rigido >> di governabilità – a guida del premier “indicato” – che non preveda meccanismi di mutazione delle rappresentanze parlamentari; << sistema monocamerale – maggioritario >> , con composizione numerica ridimensionata ( al 60% di << maggioranzanza >> e 40% di << minoranza >> ); passaggio al secondo turno ove nessun partito – o coalizione di partiti – abbia, in prima battuta, acquisito il 51% dei suffragi ( con gli << apparentamenti >> delle forze già uscite “minoritarie” ) e concorrendo solo i primi due partiti –  o le prime due coalizioni di partiti – per la finale ripartizione degli eletti in misura  di cui, prima, abbiano detto; assemblea delle << rappresentanze e competenze >> , in luogo dell’attuale senato della repubblica, senza ulteriori oneri a carico dello Stato ( salvo i rimborsi per le “sessioni di convocazione ” : richieste dalle procedure per i “pareri obbligatori ma non vincolanti” ); è  assemblea composta da rappresentanti delle regioni, delle << aree metropolitane >> , di quelli dell’associazione dei comuni, associazioni di categoria, sindacati, etc., e dagli altri << nominati >> ( ex – senatori a vita ) per “meriti speciali e particolari”. Le nuove << normative >> , ovviamente, ne prevederanno forme – e modalità – in quantochè tutto il resto è da considerarsi un’ammenicolo.
Nelle considerazioni che abbiamo sintetizzato ci siamo riferiti, prevalentemente, a tematiche politico – istituzionali che, inevitabilmente, portano a specifiche implicazioni economico – sociali. Tale problematica, pur nei limiti delle nostre riflessioni, non può non considerare il “terreno” dal quale, solo, in futuro, può trarre permanentemente forza vitale. E in questo “terreno” è anche – sopratutto – il principio dell’autonomia dei cittadini, autonomia che si realizza con la << democrazia diretta >> rispetto all’attuale sistema politico – da superarsi – e, con questo, rispetto allo Stato così come oggi è. L’autonomia che renda compiuto il principio, basilare, pilastro in parte prima della << magna carta >>. di << sovranità al popolo >>.
    Autonomia, diciamo,  e non “contrapposizione”. Autonomia, linfa vitale di una articolazione entro un Stato, però, né  ( solo ) partitocratico, né ( solo )  sindacatocratico. Uno Stato nel quale partiti e sindacati concorrano sì, ma non esclusivamente,  alla formazione degli organi di esso Stato: ma di uno Stato che non sia occupato né dai partiti, né  dai sindacati. Così come abbiamo già accennato  quanto al progetto di << ingegneria costituzionale >> che, indubitatamente, andrà – nei particolari – studiato e sapientemente meditato.
    Questa la risposta che, all’ottavo messaggio dal Quirinale ( di fine anno ), può e deve dare il semplice cittadino. Un compito – e lo  ripetiamo – richiedente non meno immaginazione che volontà.
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(*)[ “ASSOCIAZIONE “AZIMUT” – NAPOLI. E’ GIA’  INIZIATA, COME DA PREAVVISO, COL  NUMERO  DEL PRIMO  GENNAIO 2014 ( << NONOSTANTE TUTTO… >> ) , PRECEDUTA COL NUMERO DEL 31 DICEMBRE 2013 ( << ULTIMI FUOCHI …>> ):LA PUBBLICAZIONE DELLA  DOCUMENTAZIONE ‘UNIONE BRUZIA”-1970.DA COSENZA-PER MESSAGGI RICEVUTI:A CURA DEL DR. RITO VUONO; CORREDATA, DI FOTO-IMMAGINI:A CURA DI STENIO VUONO.  CLICCA  E VISIONA, COME PUBBLICATA IN SITO – VEDI SOPRA : TITOLI  DEI SERVIZI.]

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