IL SOLITO IMBROGLIO – CONSUMATO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI – E L’IMBROGLIO CONTINUA…- ALTRO… IN COPERTINA: IL RE E’ NUDO E TERZA PUNTATA UNIONE BRUZIA 1970


IL SOLITO << IMBROGLIO >> – CONSUMATO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI – E L’IMBROGLIO CONTINUA…- ALTRO… IN COPERTINA : << IL RE E’ NUDO >> E TERZA PUNTATA << UNIONE BRUZIA 1970 >>
 Associazione Azimut – NAPOLI – Wednesday, January 08, 2014

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : MERCOLEDI’ , 8 GENNAIO 2014 ]

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : MERCOLEDI’ , 8 GENNAIO 2014 ]

[ L ‘EDITORIALE – ARTURO STENIO VUONO, PRESIDENTE DI “AZIMUT” ]
( per leggere tutto – vedi : oltre )
IN COPERTINA : << IL RE E’ NUDO >>
Alfano: "Di nozze gay non se ne parla e non se ne parlerà mai" 
<< IL RE E’ NUDO >>
IN QUESTO NUMERO :
TERZA PUNTATA << UNIONE BRUZIA 1970 >>
[ DOCUMENTAZIONE – DA COSENZA – DOPO IL TERMINE DEL SERVIZIO ]
Foto: LA FINANZIARIA E' DISASTROSA, LACRIME E SANGUE CON AUMENTI DI TASSE FUORI NORMA SIA SULL'ANTICIPO IRPEF (FINO A 130% SULL'ANNO DOPO!) E TARER ANCHE SESTUPLICATA.. PER NON PARLARE DI PARTE DELL'IMU PRIMA CASA.. I DISOCCUPATI DELL'EDILIZIA GRAZIE ALL'IMU E DEL TRASPORTO GRAZIE ALLE ACCISE SUI CARBURANTI HANNO IMBRACCIATO IL FORCONE.. NON SEMBRA CHE ALFANO E I SUOI DIFENDANO IL PAESE.. vieni su https://www.facebook.com/pages/Il-ladro-pd-del-giorno/170483556479370?ref=hlFranza o Spagna, l'Italia non magna -<i>di Oliviero Beha</i>
<< IL RE E’ NUDO >>
Regionali: alle 13 il verdetto sulle liste ammesse al votoDisoccupazione su. Il 41% di giovani senza lavoro, top dal '77
[ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”-NAPOLI. L’OBIETTIVO DI TUTTI GLI ITALIANI : ABROGARE IL << PROTETTORATO ITALIA >> , RIMUOVERE LA “DEMOCRAZIA SOSPESA” E RIPRISTINARE LA SOVRANITA’ ,  IL LAVORO  E LA GIUSTIZIA SOCIALE. NON SI PUO’ PIU’ ATTENDERE. E STOP A TASSE  ! ! ! ]
vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE
IL SOLITO << IMBROGLIO >>
Rielezione, lo scorso anno, di Giorgio Napolitano. “Il capo dello Stato, ( quasi ) unanimemente caldeggiato – e poi votato – , accetta un altro mandato – secondo la costituzione repubblicana ( ? ) – ma lo condiziona, inderogabilmente, ad un successivo percorso comune di natura politico – economico – riformista; un programma d’una larga coalizione, in specie – e se possibile – , tra le maggiori forze politiche, da sempre contrapposte, che lo hanno richiamato all’alto incarico; e, in mancanza, con solenne << postilla >> , di doverne trarre le debite conseguenze ovvero l’automatico esaurimento della << eccezionalità >>. Così sintetizzavano, vale ricordarlo, tutte le versioni mediatiche della svolta riunione – congiunta – delle camere”.
Tali lapidarie conclusioni – dei media – ci sono tornate alla mente, dopo l’ottavo messaggio di fine anno, che – invece – rimarcò : “il restare, in carica, sino a quando necessario e sino a quando le forze lo consentiranno”; nel mentre riandiamo a tale << contraddizione in termini >> , è in corso il lavorio di Letta. Nella << palestra >> di Palazzo Chigi, ove gli addetti alla presidenza del consiglio – idealmente staccati i telefoni , vietato l’ingresso ai giornalisti – , sembrano particolarmente indaffarati, i << grandi >> si trovano sul tavolo un problema più grande di loro; le già << larghe intese >> e le più strette intese di fronte, e alla precedente crisi di identità, e all’evidente sgretolamento delle coordinate – originarie – dell’attuale compagine governativa.
Una crisi, strisciante e latente, che si manifesta nei suoi rapporti con uno scenario politico superato, che richiede – almeno – un rimpasto dello staff; nel confronto con le forze politiche, più vicine, rimaste – apparentemente – decise a sostenere il governo; e, per altri versi, il confronto – scontro, in parlamento , per i diversi richiami a volere, invece, desistere. Una crisi che non è esplosa all’improvviso ( tanto è vero che le opposizioni, sono ormai più avanti, chi in un modo e chi in un altro, e sembra che abbiano già dato per scontato il ricorso alle urne ); e che, in ogni caso, richiede – per implicita convinzione – il tentativo del << piano di riposizionamento >>.
Una crisi, seppure non dichiarata ma – di fatto – aperta che si cela dietro il richiamo a fare le riforme; e, infatti, chi è fuori dalla maggioranza, come il PdL – ora F.I., ne limita l’accettazione alla sola legge elettorale e, poi, al voto di maggio; il M5S per il ricorso alle urne, sic et simpliciter, e Altri con diverse richieste che – comunque sia – considerano l’attuale governo al capolinea.
Una crisi costellata, in questi ultimi tempi, da fatti significativi : la polemica, non tanto sotterranea, di Matteo Renzi; la << durissima >> ( si fa per dire ) diversificazione di Angelino Alfano a riguardo delle “unioni civili” ed immigrazione ( non potendo più richiamarsi al ruolo di “carabiniere antitasse” ); la << provocazione >> del viceministro all’economia Stefano Fassina che, rompendo gli indugi, e cogliendo al balzo l’occasione del “renziano” << Fassina chi ? >> , ha gettato il sasso nello stagno; la pressante filippica grillina – che, seppure semplice escamotage, rende –  contro l’anomalia del Colle e delle camere “deleggittimate”; non ultimo il fallimento – checchè se ne dica – della politica economica. Il tutto, vero e proprio autogol, il ricorrere del premier alla formulazione del << nuovo patto >> e gli ammiccamenti, e i disaccordi, per l’eventuale “avventura bis”. Una crisi, noi crediamo, però senza una facile e certa uscita, trattandosi di crisi istituzionale, di crisi, cioè, non risolvibile sul piano ideologico e politico.
Crisi di fallimento, che è sotto gli occhi di tutti, gravissima – anche – sul piano sociale, con buona pace dell’ineffabile Fabrizio Saccomanni ( pardon, “dragomanni” ) che, nel mentre è in arrivo una vera e propria gragnuola di balzelli ( non più sopportabile da imprese, famiglie e da ogni categoria ) , balbetta di una – successiva –  “diminuizione di tasse” nell’anno 2014; e si muove al ritmo del “beneamato spread”, la cortina fumogena del “mai così basso” ( dimenticando che fu sempre a pari livello standard – come registrato oggi – prima che il vampiro, e nel frattempo ha voluto tutta la trippa, premesse il grilletto per farlo schizzare a quota cinquecento ed estromettere dal governo il centrodestra e Silvio Berlusconi ).
Solo se l’attuale governo uscirà dalla << gabbia >> delle sue pregiudiziali – consistenti, in primis, nel voler durare ad ogni costo – si potrà procedere concretamente sulla strada che conduce alla soluzione. A nostro avviso, però, è vero che l’esecutivo in carica – cioè le “più coese intese” ( sic ) che si fanno scudo dell’inamovibilità del Quirinale e del puntello ( al senato della repubblica )  dei “trenta di alibabà” che, tra di loro, amano dirsi di “nuovo centrodestra” – è, come detto, in una << gabbia >>. Ma sono altrettanto vere due cose : che tutte le opposizioni ( di centrodestra, antagonista, leghista, etc. ) si trovano, purtroppo, nella stessa precitata << gabbia >>; e che la << gabbia >>, di cui si discorre, altro non è che la conseguenza dell’arcinoto  << parlamentarismo rigido >>, codificato dalla nostra costituzione, e del vitalizzato regime – anche quando si trovi in asfissia – per via che una maggioranza, comunque sia, possa prolungarsi ad opera delle camere.
Non staremo quì a ricordare l’elementare verità che tale presupposto, seppure inadeguato e superato dalle trasformazioni che – via via – hanno interessato la società italiana,  è il vero e maggiore ostacolo ad ogni tipo di riforma compiuta, politico-istituzionale. E’ questo il permanente presupposto politico – giuridico della teorizzazione ( 1948 ) e della costituente repubblicana che si autolimitò e ne gettò le basi. E’ altrettanto noto che da questo si diparte, storicamente, il filone di resistenza – e ostilità – a una qualsiasi forma di governo che, all’occorrenza, dipenda, invece, da differenti risorse e dall’esercitarsi le scelte che consente la << democrazia diretta >>, l’antidoto al cronicismo delle crisi che minano stabilità e governabilità.
Dentro una tale << gabbia >> operano, tuttora, “maggioranze” che se ne avvalgono – per sole esigenze di potere – e << minoranze >> che, giocoforza, la subiscono. Un vero e proprio vicolo cieco che porta, sempre, inevitabilmente, allo << sfascio >>. Sia o no un cieco e << cupio dissolvi >>, è – in ambo i casi – un autentico imbroglio consumato sulla pelle degli italiani. Il solito << imbroglio >> , e l’imbroglio continua.
IN QUESTO NUMERO :
TERZA PUNTATA << UNIONE BRUZIA 1970 >>

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Giù le mani dalla Famiglia
Giù le mani dalla Famiglia 8 gennaio 11.48.27


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Lara Comi 7 gennaio 22.57.29
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 LEGGI : TERZA PUNTATA << UNIONE BRUZIA 1970 >>

IN QUESTO NUMERO :
TERZA PUNTATA << UNIONE BRUZIA 1970 >>
[ DOCUMENTAZIONE – DA COSENZA – DOPO IL TERMINE DEL SERVIZIO ]

LEGGI – VISITA :

https://azimutassociazione.wordpress.com

   http://www.facebook.com/AssociazioneAzimut

https://twitter.com/AssAzimuthttps://azimutassociazione.wordpress.com 

[ TERZA PUNTATA << UNIONE BRUZIA 1970 >> – SOLO VISIONABILE SUL SITO ]

 Gazzetta_del Sud 14 maggio1970.doc 001Articolo_14maggio1970.doc Articolo_Aprile1970.doc Gazzetta_del Sud 14 maggio1970.doc Gazzetta_del Sud_12maggio1970.doc  Gazzetta_del Sud_12maggio1970.doc 001

( LE DUE PRECEDENTI PUNTATE SONO GIA’ IN RETE : SERVIZI DEL 31 DIC. ’13  E DEL 1° GENN. ’14 )

NON APPENA IN GRADO LA DOCUMENTAZIONE SARA’ INVIATA – ANCHE – PER E.MAIL

  

 Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

 ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  

 direzione responsabile: presidenza Associazione

 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.

 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 

 

(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332

FINE SERVIZIO

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