DELLA CAMPANIA (IN)FELIX NELL’ITALIA DEL “BLA-BLA-BLA” E LA “NAPOLI NOBILISSIMA” MA SVENTURATA (NARDIELLO E VUONO) ALTRO


DELLA << CAMPANIA (IN)FELIX >> NELL’ITALIA DEL “BLA-BLA-BLA” E LA << “NAPOLI NOBILISSIMA” MA SVENTURATA >> (NARDIELLO E VUONO) ALTRO]
Thursday, January 09, 2014
(“Az.NewsLetter”: 10.01.’14]
IN COPERTINA
   

DELLA << CAMPANIA (IN)FELIX >> ( E NON SOLO PER IL TERRITORIO… ) NELL’ITALIA DEL “BLA-BLA-BLA” ( E DELLO << SFASCIO >> ) E LA << “NAPOLI NOBILISSIMA” MA SVENTURATA >> (…NON CAMBIA… )

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 DELLA << CAMPANIA (IN)FELIX >> NELL’ITALIA DEL “BLA-BLA-BLA”
January 09, 2014
sul Roma ( in prima e segue a pag. 24 )
 articolo di Vincenzo Nardiello
L’OPINIONE
C’E’ LA RIPRESA. DELLA CRISI
BASTA BALLE, SERVE AGIRE

Dunque, arriva la ripresa. Gli ultimi dati sulle esportazioni della Campania che il “Roma” pubblica oggi lo confermano: c’è la crescita. Della crisi. Si tratta di numeri drammatici, che in certi settori produttivi rivelano veri e propri crolli. L’export di comparti come l’elettronica e la farmaceutica segnalano cali tra il 40 e il 45%. Siamo vicini alla soglia del disastro. Finanche l’agroalimentare, tradizionale vanto della Campania Felix che fu, le cui esportazioni hanno retto anche all’urto della crisi e alla devastante vicenda della Terra dei fuochi, mordono il freno. Tutto ciò si somma ad un’industria in coma, un’edilizia che pare destinata ad un purgatorio prossimo all’inferno e al credito azzerato. In questo contesto, i dati diffusi ieri dall’Istat su disoccupazione e cassa integrazione che polverizzano nuovi record appaiono l’inevitabile corollario di una situazione ormai fuori controllo. Logica vorrebbe che un Governo minimamente degno di questo nome mettesse in campo provvedimenti concreti, almeno per provare ad arginare la valanga. Da questo punto di vista, l’irruzione di Renzi alla guida del Pd era stato salutato a ragione come una possibile scossa positiva per tutta la politica, ma ad un mese dalle primarie l’attivismo del segretario rischia di tramutarsi in una grossa delusione. Mentre la maggioranza mostra tutta la consapevolezza del dramma in atto, occupandosi di liberalizzazione delle droghe, unioni gay e rimpasto, i due cavalli di battaglia del sindaco si rivelano per quelli che sono: specchietti per le allodole nel migliore dei casi, pericolosi nel peggiore. Alla prima categoria s’iscrive la proposta di tagliare un miliardo di costi della politica abolendo – di fatto – il Senato. Per una riforma del genere è necessaria una legge costituzionale, ma avendo tutti dichiarato che nel 2015 si voterà non ci sarà tempo per approvarla. Chiacchiere senza neanche il distintivo. Alla seconda categoria, invece, appartiene il “piano lavoro”, che conterrà più tasse sulle cosiddette rendite finanziarie (un modo elegante per dire che verranno ri-tassati i risparmi, visto che le vere rendite sono all’estero), proprio mentre l’Italia tocca il nuovo record storico della pressione fiscale. Certo, Renzi promette che con quei soldi ridurrà le imposte sul lavoro, ma l’idea di abbassare una tassa aumentandone un’altra è vecchia quanto la sinistra. Quella peggiore, non quella riformista che il segretario a parole dice d’incarnare.
Nel frattempo siete tutti invitati al gran ballo dello spread, tornato ai livelli precrisi. Governanti stolti ed ignoranti scambiano rintocchi di campane a morto per una festa paesana. E’ chiaro a tutti che gli spread dei Piigs sono artificialmente bassi e che il loro valore non riflette un solo parametro dell’economia reale in miglioramento. Sui mercati sta accadendo qualcosa di poco chiaro, che forse soltanto le decisioni della Bce potranno svelare (soldi alle banche?). Non è escluso che gli gnomi della finanza stiano cucinando qualche altra polpetta avvelenata per le nostre già devastate economie.
E LA << “NAPOLI NOBILISSIMA” MA SVENTURATA >>
[ L’EDITORIALE ]
vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE
OPPOSIZIONE SI’, OPPOSIZIONE NO
Arturo Stenio Vuono *
    Noi siamo contro l’arancione, Luigi De Magistris – Sindaco, e la maggioranza dei gattopardi che lo sostiene. E siamo per la << opposizione >>.
    Noi siamo contro l’esercizio ( in Consiglio e in Città ) dell’attuale “opposizione”.
    Tale nostra ( apparentemente contradditoria ) posizione è ( al contrario ) il contenuto di una lucida linea culturale e politica.
    E tentiamo di spiegarci ( dopo tanto – ma tanto – “pazientato” ).
    All’indomani della discesa in campo dell’attuale capo delle “opposizioni” ( solo il centrodestra, ad oggi, ne conta ben sette – con undici consiglieri comunali [ ! ], tutto un “programma” ) , Gianni Lettieri, per l’imprevista sua investitura a candidato – sindaco, raccolse – anche – il consenso da parte di pezzi della società civile – più o meno riconducibili agli attuali democrat – che, infatti, non gli lesinarono una sponsorizzazione in tutto il corso delle elezioni amministrative del 2011 ( già quando Lettieri era a capo dell’Unione Industriali, com’è noto, il Pd napoletano, che lo guardava con simpatia, addirittura lo voleva candidare dopo la Iervolino).
    Tale inedito affiancamento, seppure in tono minore, ovviamente, non avveniva a caso e non ispirato, nella fattispecie, dall’interessato. Si inseriva, e si inserisce, evidentemente, in un quadro politico cittadino i cui ingredienti sono : la cronica linea – compromissoria e consociativa – che, da sempre, ben incarna quella editoriale del maggiore quotidiano partenopeo, cioè, l’azione di sistematica critica alle insufficienze delle amministrazioni di sinistra e per poi, sistematicamente, ad ogni turno elettorale, richiamare –  la pubblica opinione – a un ricambio che mai venga, però, a determinarsi – per globale alternativa – con precisi connotati “a destra” ( solo Giorgio Almirante – negli anni ottanta – provò a smontare tale patologia, attaccò frontalmente il tabù e sfiorò solo per un soffio il debellare, una volta per tutte, questo vero e proprio cancro partenopeo ); l’incongruenza e le spaccature, nell’ambito della destra e – poi – del centrodestra, frutto d’una classe elettiva che ha – da sempre – privilegiato il proprio << particulare >> ( così, per l’oggi, la completa frammentazione in PdL Napoli, PdL, Liberi per il sud, Fratelli d’Italia, Futuro e Libertà, Forza Italia e il Nuovo centrodestra ); le garanzie di “moderatismo ( è solo un dolce eufemismo ) del candidato extra-sinistra ovvero che, prevalga o meno, ad essere – sempre – un << ponte >> verso l’apparato politico-istituzionale del centrosinistra ( per cui, prima, giocoforza, l’industriale Lettieri come figura “autonoma” e “indipendente”, dotata di un certo << neutralismo >> e, oggi, di certo non per sua scelta, che resta “fuori dall’agone delle polemiche di partito, e al di sopra dei partiti, una funzione che esercita sia in aula che – per così dire – in piazza ); d’altronde, a riguardo di tale comportamento, il massimo risultato, con qualche blitz – nei confronti di esponenti della giunta municipale in carica – sostenuto, pure, da eletti della maggioranza, in occasionale “eresia”, ha mostrato, per l’appunto, come i conti non tornano.
    Un quadro politico cittadino, cioè, nel quale, apparentemente eliminata la ipoteca della “sinistra classica” ( e in ultimo di Bassolino e della Russo Iervolino ), sempre vi sia via libera al consolidamento del solito, identico, e storico << assetto >> nel quale, come si vede, nessun problema è possibile risolvere.Maggiormente per l’affinamento – da parte dell’attuale primo cittadino ( alias, per i “lazzari”, << Giggino ‘a manetta >> ) – del marchingegno marxiano all’insegna del << partito delle tasse >> che, tanto per fare un solo esempio, utilizza anche la prima, e unica, casa come bancomat “per garantire i servizi” inesistenti ( leggasi : per oliarne le solite nomenklature di preposti e “dispensatori”) e “per ristorare le fasce disagiate ” ma non dei veri meno abbienti (leggasi : le clientele elettorali di sempre e i “falsi poveri” , perciò, da precettarsi ).
    Sembra che per contribuire e consolidare tale << modello >> ( di gestione – a “Palazzo San Giacomo” ) e il governo locale che si tinse di rosso ( dal 1976, in poi, salvo qualche risibile interruzione ) e, successivamente, presentato in rosa, indi in “arancione” ( con il “…che cambi tutto, affinchè nulla cambi…” ), non vi sia, al momento, strumento migliore che una “opposizione frammentata” e a copertura della quale egregiamente si prestano, purtroppo, e il sopraggiunto << bing bang >> del PdL e il ridefinire la nuova composizione delle aggregazioni consiliari che vi sono subentrate, o che subentrino, spacciate per una risultante di << politica nobile >> ( e non solo del e nel centrodestra, antesignani – per altri versi –  il già “pendolarismo” Udc, con la politica dei “due forni” e lo sterile velleitarismo 8 a volere essere buoni ) di “Futuro e Libertà”;che contribuirono, seppure nel loro piccolo,  a consegnare la Città a De Magistris e al flop del rinnovamento nelle municipalità ).
    In tale quadro di presunta riconsiderazione e di ristrutturazione degli equilibri, nel quale si restringe e si rinserra – in specie e segnatamente – l’alternativa del centrodestra, invero, non v’è più spazio e posto per una reale e vera << opposizione >>; poichè venendone a mancare i presupposti fondamentali ed i soggetti idonei; e nessuna prospettiva, così stando le cose, esondando l’incoerenza, per il ripristino d’una normale fisiologia democratica di alternanza; e, per il futuro, salvo l’eventuale inversione di tendenza e provvidenziali svolte, possibilità scarsissime di ricambio degli eletti che “questuano” briciole di potere; di conseguenza nessuna appropriata candidatura che, come tale, dovrebbe disarticolare tutto ciò che – a tutt’oggi” – impedisce una fertile e salvifica << contrapposizione>> ( ciascuno dei protagonisti – quasi sempre gli stessi – per avere, politicmente, i propri “scheletri negli armadi” e, perciò, “preferiti” all’occupare gli scranni municipali ).
      Diciamo, quindi, e sempre << No >> all’attuale maggioranza in quanto non trova posto nelle prospettive per le quali operiamo.Diciamo altrettanto << No >> all’attuale “opposizione” in quanto ribadiamo, chiaro e tondo, che – stante le nostre prospettive – non intendiamo, oggi, lavorare per il consolidamento di un sistema politico cittadino che ha fatto il suo tempo e che, o si evolve diversamente o deve, inesorabilmente, approdare all’ultima tappa della metastasi di questa nostra << “Napoli – nobilissima” ma sventurata” >> .
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

[ LO “SCUDISCIO” DI LEHNER ]

—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner
To: ( . . . ) Sent: Thursday, January 09, 2014 1:06 PM
Subject: Lehner: Meloni docet
Nel frastuono alienante del cazzeggio alterno-interno della politica, attualmente, l’unica che non depista e non imbroglia, mantenendo scandalosamente il nesso logico tra significanti e semantica è Giorgia Meloni. Sarà l’ispirazione di Benito, quello concreto, costruttivo e socialista dell’Iri; sarà madre-natura, che l’ha ben dotata per la politica non politicante, certo è che le sue proposte, come quella di tagliare le pensioni d’oro, risultano serie, puntuali e giuste. Peccato che, nello spazio ormai sempre più idoneo al bivacco di manipoli, siano troppo pochi a sostenerla. 
Giancarlo Lehner
[ I “PROTAGONISTI” E IL << FATTO DEL GIORNO >> – OHIBO’ ! ]
 
Enrico Letta e Matteo Renzi (Ansa) 
IL << RE TRAVICELLO – DEMOCRAT >> E “MATTEO – IL BELLO”…

—-Messaggio originale—-
Da: no-reply@forzasilvio.it
Data: 09/01/2014 12.41
A: “Ferruccio Massimo Vuono”<massimovuono@libero.it>
Ogg: E andiamo avanti

Forzasilvio.itFerruccio massimo,

il governo Letta si conferma confuso, colleziona figuracce giornaliere e aumenta le tasse sulla casa senza intaccare la spesa pubblica improduttiva o sostenere i lavoratori e le imprese.
Abbiamo il dovere di lavorare per preparare una alternativa immediata.
Per questo con il nuovo anno la riorganizzazione di Forza Italia prosegue con vigore. Da un lato si consolida l’organizzazione delle strutture regionali, dall’altro crescono i Club Forza Silvio. Nei prossimi giorni avremo ulteriori novità su entrambi i fronti e anche qui in forzasilvio.it. Te ne daremo, come sempre, tempestiva comunicazione.

Inoltre tra pochi giorni è il ventennale della discesa in campo di Berlusconi. Non sarà una celebrazione volta al passato ma proiettata nel futuro e il primo modo per farlo è essere tutti consapevoli della nostra storia: per noi stessi e perché i nostri avversari la descriveranno come un periodo inutile e dannoso.
Così non è stato. Per aiutarci a dare ragione delle nostre buone ragioni, ecco i primi tre strumenti a tua disposizione: il rendiconto delle principali realizzazioni dei governi Berlusconi

[ ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO, IN RETE ] 
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IL SOLITO IMBROGLIO – CONSUMATO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI – E L’IMBROGLIO CONTINUA…- ALTRO… IN COPERTINA: IL RE E’ NUDO E TERZA PUNTATA UNIONE BRUZIA 1970

IL SOLITO IMBROGLIO – CONSUMATO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI – E L’IMBROGLIO CONTINUA…- ALTRO… IN COPERTINA: IL RE E’ NUDO E TERZA PUNTATA UNIONE BRUZIA 1970

Inviato da Production Reserved  9 gennaio 2014
 

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IL SOLITO << IMBROGLIO >> – CONSUMATO SULLA PELLE DEGLI ITALIANI – E L’IMBROGLIO CONTINUA…- ALTRO… IN COPERTINA : << IL RE E’ NUDO >> E TERZA PUNTATA << UNIONE BRUZIA 1970 >>

  • << ALCUNI ITALIANI NON SI ARRENDONO >> – NOI, SIAMO STATI – DA SEMPRE – TRA QUESTI. – NEL 2014 SARANNO IN MOLTI, ANZI MOLTISSIMI… (altro…)
[ COMUNICATO ]
QUARTA  PUNTATA, TRA BREVE IN RETE,  << UNIONE BRUZIA 1970 >> – SOLO VISIONABILE SUL SITO ]
Articolo 12 maggio1970.doc Articolo 12 maggio1970.doc 001 Articolo 14 ottobre1970.doc Articolo 15 giugno1971.doc Articolo 15 maggio1970.doc Articolo 15 maggio1970.doc 001 Articolo 24 agosto 1970.doc Articolo 26 maggio1970.doc Articolo 28 agosto1970.doc CalabriaOggi 20 maggio1970.doc Gazzetta del Sud 7 giugno 1970.doc 001
LE 3 PRECEDENTI PUNTATE SONO GIA’ IN RETE : SERVIZI DEL 31 DIC. ’13,  DEL 1° GENN. ’14  E ULTIMO)
NON APPENA IN GRADO LA DOCUMENTAZIONE SARA’ INVIATA – ANCHE – PER E.MAIL

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

[ RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ]
—– Original Message —– From: Souad Sbai
Sent: Wednesday, January 08, 2014 6:05 PM
Subject: ARABIA SAUDITA: CASO BADAWI, A ROMA SIT-IN CONTRO PENA DI MORTE – via Pergolesi, 9 ore 16,00
L’associazione della Comunita’ Marocchina delle Donne in Italia (ACMID)  organizzerà giovedì 9 gennaio un sit-in di protesta a Roma davanti all’ambasciata saudita, in via G.B. Pergolesi, 9, per manifestare contro l’esecuzione capitale e chiedere l’immediata scarcerazione del giornalista e blogger saudita Raif Badawi, noto per avere fondato nel 2008 il sito web ”Free Saudi Liberals”, incentrato sul ruolo della religione e della liberta’ in Arabia Saudita, e che rischia ora la pena di morte nel suo paese. Badawi, detenuto dal 2012 nel carcere di Briman a Gedda dove sta scontando una condanna a 7 anni e 600 frustate per presunte offese contro alcune figure religiose dell’Islam, sara’ infatti processato per apostasia. ”Stiamo seguendo la vicenda di Badawi dal momento del suo arresto con molta apprensione e grande partecipazione, tutto cio’ e’ raccapricciante”, dichiara Souad Sbai, presidente di ACMID Donna Onlus. ”L’idea che una persona possa essere punita per via delle sue battaglie in difesa dei diritti umani, e l’idea che possa essere condannata a morte e’ davvero incredibile; essere giudicato da un tribunale speciale per il reato di apostasia, significa condanna a morte certa. L’appello che facciamo – prosegue Sbai – e’ che il 9 diventi una giornata simbolo per la societa’ civile che, nonostante questo caos, deve continuare a combattere e protestare per difendere i diritti umani violati. “E’ inaccettabile nei tempi che viviamo e il nostro governo dovrebbe smettere di fare accordi con quei paesi in cui il numero di esecuzioni resta tra i piu’ alti al mondo in termini assoluti”, ha concluso l’ex parlamentare.

— Ufficio stampa on. Souad Sbai

Veronica D’Agostino
cell. +39.3394211135
[ MESSAGGI – “POSTATI” SU FACEBOOK – DA COSENZA]
Stenio Vuono
Stenio Vuono 1 gennaio 9.54.51
Via Rivocati. Processione del SS. Crocifisso anni 50 – 60
Foto di Pietro Schiumerini
Pasquale Perri
Pasquale Perri 30 dicembre 23.04.45
(Lc 17, 11-19) La parabola dei dieci lebbrosi[11] Durante il viaggio verso Gerusalemme, Gesù attraversò la Samaria e la Galilea. [12] Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi i quali, fermatisi a distanza, [13] alzarono la voce, dicendo: “Gesù maestro, abbi pietà di noi!”. [14] Appena li vide, Gesù disse: “Andate a presentarvi ai sacerdoti”. E mentre essi andavano, furono sanati. [15] Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce; [16] e si gettò ai piedi di Gesù per ringraziarlo. Era un Samaritano. [17] Ma Gesù osservò: “Non sono stati guariti tutti e dieci? E gli altri nove dove sono? [18] Non si è trovato chi tornasse a render gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?”. E gli disse: [19] “Alzati e và; la tua fede ti ha salvato!”DOMANI…QUANTI SAREMO A DIRE “GRAZIE” PER I DONI RICEVUTI DAL SIGNORE DURANTE L’ANNO CHE VA A CONCLUDERSI?? Nella quasi comune ingratitudine si rivela la pochezza dell’essere uomini….

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]
 
1—– Original Message —– From: NINO LUCIANI
Sent: Thursday, January 09, 2014 1:30 PM
Subject: Fontana, il patto federativo dei centristi, la riorganizzazione della DC
Centro studi per l’ IMPEGNO Politico dei CATTOLICI
http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 – 347 9470152
Prof. NINO LUCIANI, Direttore responsabile
– Al MEMBRI DELLA ASSOCIAZIONE  DC di Fontana e Bonalberti, in vista della riunione del 17 gennaio 2014
– AI MEMBRI (già eletti) del XIX Congresso della DC storica
–  A TUTTI GLI INTERESSATIARGOMENTI :
1.- Il “patto federativo dei centristi”, in vista della prossima riunione dell’Associazione DC di Fontana, oppure
2.- La riconvocazione del XIX congresso della DC storica, da parte del Comitato Nazionale di R. Lisi, per riorganizzare la DC storica ?

In queste settimane, siamo stati raggiunti :
1.- da Lettera di G. Fontana, che riconvocava la sua Associazione per il 17 gen. 2014, alla vigilia (18 gen.) del lancio del “patto federativo” proposto ai centristi;
e da Lettera di R. Lisi, che convocava per il 18 gen. 2014, a Roma, in via Lucullo 3, il Direttivo Nazionale del Comitato ex-art. 39 c.c. per la riconvocazione del “XIX Congresso Naz.le Straordinario DC”.
2.- da un Socio della Associazione di Fontana, che chiedeva:” C’e’  incompatibilita’  tra l’Associazione di Fontana e il “partito ponte” della DC Nuova di Alberto Alessi ?
Ne parliamo, avendo in mente le riforme del Governo sulla Costituzionali e sulla legge elettorale.

1.- L’interesse primario dell’Italia. L’Italia e’ , dal 1992-94, in cerca di riforme costituzionali per avere governi di legislatura, che (come negli Stati Uniti) rispondano direttamente al popolo, per i suoi annosi problemi strutturali.
Di queste riforme la Democrazia Cristiana storica si era fatta carico verso il suo termine (Seminario di Villa Miani, 1988), ma senza risultati, azzoppata da alcune correnti “deviate” che anteponevano gli interessi personali a quelli della DC e dell’Italia (si vegga “Mani pulite”).
Oggi queste riforme sono riprese dal governo letta, entro il 2014, per l’ultima salvezza.
b) Fatta la premessa, domando:  detto “patto federativo” proposto ai “centristi” come e’  collegato con l’interesse nazionale, e dunque con questi impegni del governo Letta ? (Detto a parte, “federativo” viene da foedus che significa “patto”, per cui “patto federativo” diviene “patto pattizio”. Perché la stessa cosa due volte, quasi che una sola non convinca ? ) Quanto ai ”presunti “centristi”, essi sarebbero (come si desume da una lettera di Bonalberti): “P. Fiori, M. Tassone, M. Mauro, L. Dellai, A. Olivero, Alfano, Giovanardi, Formigoni, Quagliariello, Cicchitto e Sacconi, Tabacci e Pisicchio, Amici dell’UDC, Amici del PD”.
I “proponenti il patto” sembrano ipotizzare che, grazie alla “unione”, i centristi potranno sopravvivere, magari infilandosi tra le smagliature della prossim legge elettorale (sistema maggioritario a doppio turno, con ballottaggio al secondo turno; legge elettorale dei sindaci del 1993).
Osservo che, con la legge elettorale a doppio turno, le cose non funzionano cosi’. Nel 1993 (dopo la nuova legge elettorale per i sindaci), ci furono in Italia molti “patti scritti” tra partiti e associazioni civiche moderate (trovatesi orfane, dopo la dissoluzione dei partiti del centro-sinistra: ex-DC, ex-socialdemocratici, ex-repubblicani, ex-liberali …), e che giurarono di fare lista unica. Ma poi, al solo annuncio delle imminenti elezioni, il castello si squagliava , perche’ all’improvviso i pattisti facevano a gara, uno dopo l’altro, per offrirsi ai due partiti piu’  grossi, presunti contendenti finali (a destra e a sinistra). Fu un suicidio collettivo.
Il motivo e’  che, nel sistema a doppio turno, alla fine la scelta dell’elettorato e’  solo tra i primi due partiti piu’ grossi. Pertanto, questi non hanno neppure il problema di offrire qualcosa ai piccoli, per catturarne qualcuno, in quanto (alla fine) essi si troveranno obbligati a votare per uno dei due (a secondo dell’orientamento politico), pena l’emarginazione piu’ totale dalla politica locale, se il preferito (presunto, maggiore) non avesse vinto.
Concludo: le anime della DC, per salvarsi devono pensare validamente: o si fa la DC in grande o si muore, e questo ci riporta alle ragioni del Comitato nazionale che vuole riconvocare il XIX Congresso.
C’e’ la circostanza che Forza Italia (il bacino a cui, nel 1994, conflui’  la gran parte dei democristiani) e’ in stato di riprogettazione del proprio essere, in considerazione del fallimento del programma liberale su cui era impegnata a suo tempo, e dell’avanzare del suo fondatore verso un’eta’ avanzata.
E c’e’  la circostanza che anche il PD ha solo rinviato il proprio riassestamento, considerato che il neo-segretario non e’  la espressione valida della sinistra storica italiana, che e’  “di sinistra” soprattutto perché molto discute prima di decidere, e tutti vogliono partecipare alla discussione.
Torniamo alla DC. Il traguardo verso la DC storica richiede un tempo, per cui il partito ponte di Alessi (la DC Nuova) diviene una esigenza per la sua immediata operativita’ , sia pur provvisoria. Esso merita tanto piu’  l’attenzione in quanto il partito ponte non ha la pretesa della “esclusiva”, e vuole anzi concorrere con altri alla costruzione di una confederazione ponte, con tutte le anime sparse della DC.
Parrebbe, a questo punto, che l’obiettivo della Confederazione si trovi sulla stessa idea del “patto federativo” di Fontana e Bonalberti. Non e’  cosi’ , per il motivo che questo “patto federativo” e’  alternativo alla DC. Infatti, il 14 nov. 2013 Fontana ha detto e scritto ai suoi soci: “…cari amici, dico che da oggi dobbiamo porre termine ai piagnucolamenti e ai rimpianti intorno alla Dc che non c’e’  piu’ . La Dc fu grande e poi e’  scomparsa per la complessita’  della situazione storica che viveva, ma anche per nostre responsabilita’  precise, pur se diverse da persona a persona. … noi non adoriamo feticci o simboli o ricordi o nostalgie o sigle o nascosti desideri di rivalsa. Questo abbiamo il dovere di dire”. Dunque il patto federativo dei centristi e’  alternativo alla DC.
c) Prendendo, poi, in considerazione le riforme costituzionali, le difficolta’  sono ulteriormente piu’  impegnative (per i piccoli partiti): qui la partita si gioca sulla elezione diretta del Premier, e sul fatto che ci sara’ una sola camera legislativa (vale dire, meno seggi).
Si deve chiarire che il sistema politico parlamentare (quello che, dal 1948, fa dipendere il governo, dalla fiducia del parlamento) funziona bene se in parlamento ci sono grandi partiti con un alto senso dello Stato ed in competizione tra loro, cosa che ci fu in Italia con la DC e il PCI, fino agli anni ’70.
Successivamente, questi pilastri cominciarono a incrinarsi, perche’ i due addivennero ad accordi di potere, che in qualche modo ne allentava la dipendenza dal popolo (vedi “compromesso storico” e ripartizione dei poteri dello Stato tra i due: una parte dei poteri dello Stato (es. la sanita’ , e il potere legislativo in molti settori) veniva trasferita alle Regioni (diciamo, dati al PCI). Da questo momento sarebbe anche subentrata la strumentalizzazione della funzione pubblica per la cattura dei voti, come pratica generalizzata e tollerata, con le note conseguenze sui bilanci.
Il recupero della degenerazione della rappresentanza parlamentare fu rimediato con leggi elettorali bipolarariste, sulla base di maxi-accordi elettorali, ma che poi si frantumavano in piu’  gruppi parlamentari. In altri termini, da anni il parlamento e’  invaso da partiti-bande (non tutti), senza il senso dello Stato, per cui in futuro il Governo dovra’  interfacciarsi direttamente con il popolo, e il parlamento avere solo funzioni legislative.
Si deve anche chiarire che il bene e il male fanno parte dell’uomo, e che il male tende a prevalere sul bene se vengono meno i giusti meccanismi, che scattano automaticamente a salvaguardia del bene.  Nel sistema politico democratico (oltre la buona educazione, che dev’essere sempre alla base di tutto), la soluzione migliore e’  che il capo del governo sia eletto direttamente dal popolo per una durata prefissata (4…, 5 anni), e che ci siano due soli grandi partiti, in modo che il popolo possa invertire direttamente la maggioranza, alla scadenza della legislatura, se insoddisfatto del governo in carica.
Dobbiamo anche tener conto che, nel dopo le riforme costituzionali, servira’  una grande coesione sociale per fare candidature alte a Capo del Governi e che, dal nostro punto di vista, la strada migliore e’  quella dei grandi filoni cattolici e liberali della storia d’Italia. In questo senso, il riferimento alla DC resta una esigenza in piu’  di quadro alto, sia pure da proporre con la necessaria umilta’ , ma anche forza, che ci viene dalla consapevolezza degli errori passati.
Tuttavia, dobbiamo non sottovalutare che, ultimamente, ha preso fiato chi vorrebbe dare la priorita’  alla riforma della legge elettorale. Sia chiaro che la stabilita’  del sistema politico rimarrebbe zoppa, perché (rimanendo il meccanismo della fiducia parlamentare al governo), il governo dovrebbe ancora rispondere ai partiti, non direttamente al popolo.
Torniamo al “patto federativo dei centristi”, proposto da Fontana e Bonalberti. Pensiamo che esso sia una soluzione inadeguata, oltre che auto-lesiva.

2.- Veniamo alla domanda: ”C’e’  incompatibilita’  tra l’Associazione di Fontana e il “partito ponte” della DC Nuova di Alberto Alessi ?
In via preliminare, rilevo che per la riunione dell’Associazione del17 gennaio 2014, al punto 2 dell’ordine del giorno ci sara’ : “Modifiche dello statuto dell’Associazione”.
Metto in chiaro che se Fontana volesse trasformare l’Associazione in un partito politico, le mie dimissioni da socio fondatore sono sicure, in quanto esso sarebbe un secondo partito, dopo quello gia’ fatto (il partito di Alessi) e depositato all’Ufficio del Registro il 13 nov. 2013.
Se questo accadesse, risulterebbero anche cambiati gli obiettivi della Associazione, ed egli dovrebbe restituire le quote associative (€ 300) a tutti quelli che non ci stanno.
Non solo questo. Al momento della decisione del Tribunale di sospendere gli effetti del XIX Congresso, l’Associazione e il Partito ponte di Alessi furono subito proposti come due modi di riempire (sia pure in modo diverso) il conseguente vuoto politico. Al tempo stesso fu subito deciso, alla unanimita’  (6 aprile 2013) che l’azione per la riorganizzazione della DC doveva proseguire assolutamente.
Il 1 giugno 2013 ci fu, poi, a Bologna un patto scritto, firmato da Fontana (e che ho gia’ inviato a tutti alcune settimane fa), secondo cui si sarebbe fatto l’Associazione subito, e il partito ponte a settembre, poi da lui rinviato a dicembre, poi rinviato a gennaio, fino a creare una situazione inaccettabile, che ha messo Alessi in condizioni di dover agire, dato il pericolo che, in caso di elezioni politiche anticipate, la DC non potesse presentarsi, come gia’  avvenuto nel febbraio 2013.
Altra domanda. Poiché la sospensione degli effetti del XIX e’  stato un grande trauma per il popolo DC, e’  rimasta l’esigenza di una spiegazione chiara, distinguendo le motivazioni “ufficiali” del Tribunale, dalle motivazioni sottostanti “vere” dei ricorrenti, anche allo scopo che il Comitato Nazionale non ricada negli stessi errori.
A Firenze, il 25 nov. 2913, Fontana ha accennato pubblicamente a gravi litigiosita’  post-congressuali, legate al recupero del patrimonio. Risulta, poi (da fonte certa), che i detti ricorsi furono presentati solo pochi giorni dal termine utile.
Questo significherebbe che Fontana si e’  occupato del recupero del patrimonio prima della scadenza dei termini suddetti ? Si e’  tenuto conto delle circostanze attenuanti della dispersione del patrimonio, considerato che esse hanno avuto luogo sulle spoglie di un “presunto morto”, e che in 20 anni erano avvenute tante cose … ?
Non solo questo. Il recupero del patrimonio e’ davvero vitale per la “riorganizzazione” della DC? Quanto meno la cosa andrebbe discussa in apposito congresso della DC. Meglio essere poveri, che male accompagnati.

2—– Original Message —– From: Arch. Gaetano Troncone

Sent: Thursday, January 09, 2014 11:48 PM
Subject: Dossier su assegnazioni immobili comunali

Gentile collega, cittadina/o e simpatizzante,
desidero inviarti il link dove troverai il mio dossier sulle assegnazioni di immobili comunali,
dati ad associazioni e ad enti, in comodato d’uso gratuito e a canoni fortemente agevolati,
senza alcuna procedura di evidenza pubblica.
In attesa di sapere cosa ne pensi, ti saluto e ti auguro buon anno.
http://gaetanotroncone.blogspot.it/2013/11/dossier-immobili-comunali-dati-in.html

Consigliere Comunale Napoli
arch. Gaetano Troncone

3—– Original Message —– From: Filippo Giannini To: associazioneazimut@tiscali.it
Sent: Wednesday, January 08, 2014 7:53 PM
Subject: Articolo
 
Questo articolo sarà pubblicato su “Il Popolo d’Italia”.
 

QUEL VOLO DEGLI “ANGELI DEL BENE” SU MY LAI

dI Filippo Giannini

   A loro piace essere chiamati gli Angeli del Bene, incensati dalla Divina Provvidenza ed inviati su questo          triste pianeta per lottare contro le Forze del Male in quei tempi impersonati dal Nazionalsocialismo e dal fascismo. Loro, dopo l’abbattimento delle due bieche tirannie hanno continuato (e continuano) a lottare contro ogni nemico che, di volta in volta, è impersonato nel maligno. Loro hanno punito tutti i tiranni che si sono resi colpevoli di stragi e malvagità.

   In questa lotta contro le Forze del Male, gli Angeli del Bene hanno operato su tutto il globo ove hanno lasciato la loro traccia a Stelle e Strisce.

   Un volo di questi Angeli è poco conosciuto e proviamo a proporlo: riguarda un episodio (uno fra i mille e mille) che avvenne durante la guerra del Vietnam.

   My Lai è un piccolo villaggio vicino alla costa del Vietnam Centrale. Gli abitanti vivono di pesca e di agricoltura.

   Quanto stiamo per ricordare proviene da fonti statunitensi e, quindi, al di sopra di ogni sospetto

   La Compagnia Charly del 1° battaglione di fanteria americano si era formato e addestrata in Georgia e alle reclute <era stato insegnato lo spirito della baionetta che era quello di uccidere>. Niente di strano: erano soldati e loro dovere era quello di uccidere il nemico.

    Al termine dell’addestramento gli uomini della Compagnia Charly giunsero nel Vietnam dalle Hawaii, nel dicembre 1967. La Compagnia era considerata la migliore del battaglione, i loro componenti provenivano da ogni parte degli Stati Uniti e appartenevano a famiglie della media borghesia americana.

   La Compagnia Charly per alcune settimane fu sottoposta a ripetuti scontri con i vietcong della zona di My Lai. Durante uno di questi combattimenti quattro soldati americani rimasero uccisi e 38 feriti.

   Immediatamente fu predisposta una rappresaglia. I servizi segreti statunitensi ritenevano che a My Lai risiedesse il Quartier Generale dei vietcong. Era una informazione errata.

   Il 15 marzo 1968 fu messo a punto l’attacco contro il villaggio e l’ordine venne dal colonnello Herald Anderson, comandante della brigata, e trasmesso al capitano Ernest Mandela, comandante della compagnia Charly.

   Nessuno del comando ammise mai la propria responsabilità per ciò che accadde.

   Il sergente Kennet Hodges, reduce di quell’operazione, ha testimoniato: <In pratica era stato dato l’ordine di uccidere tutti nel villaggio. Qualcuno chiese se dovevamo uccidere anche le donne e i bambini; l’ordine era di uccidere tutti, donne, vecchi e bambini>.

   L’attacco su My Lai avvenne, come in molti altri casi, con gli elicotteri. Erano appena passate le sette del mattino ed era sabato. Secondo i Servizi Segreti, a quell’ora tutti i civili erano al mercato e al villaggio sarebbero rimasti solo i vietcong. I primi elicotteri arrivarono su My Lai alle 7,35; in venti minuti tutti i 120 uomini e i cinque ufficiali della compagnia avevano preso terra e nessuno sparò alcun colpo contro di loro, né ci fu alcun cenno di resistenza.

   Racconta una donna, Phan Thi Tuan, scampata al massacro: <Mi stavo avviando al lavoro nei campi, quando sono arrivati gli elicotteri. Hanno cominciato a sparare. La gente non sapeva dove nascondersi. Ci dicevano di sederci e noi ci sedevamo; ci dicevano di alzarci in piedi e noi ci alzavamo. Poi ci hanno spinto in una trincea e hanno sparato. Io e i miei figli eravamo lì dentro con tutti quei morti>.

   Un reduce, Varnando Simpson, racconta: <Lei stava correndo, voltandomi le spalle, lungo una fila di alberi, Portava qualcosa in braccio, non so se era un’arma o qualcosa d’altro, ma sapevo che era una donna. Non avevo intenzione di sparare a una donna, ma era stato dato l’ordine di sparare e feci fuoco. Poi vidi il bambino, feci fuoco tre o quattro volte. Le pallottole attraversarono lei e il bambino. Mi voltai e vidi la faccia del bambino spaccata a metà; gli mancava proprio la metà. Quel giorno fui responsabile della morte di venti, venticinque persone. Io ho sparato, tagliato gole, scotennato, ho tagliato mani e lingue. Sì, ho fatto tutto questo. Io!>.

   Fred William, anche lui reduce da quella missione testimonia: <La cosa più sconvolgente che vidi fu un ragazzo. È stata una scena che mi perseguita e mi tormente da allora. A questo che gli avevano sparato alle braccia e le braccia gli pendevano lungo il corpo. Aveva una espressione stupita sul viso per quello che gli stavo per fare… Era come se mi chiedesse: cosa ho fatto di male? Ho sparato, l’ho ucciso… preferisco pensare che il mio fu un atto di pietà, perché qualcun altro lo avrebbe ucciso, alla fine>.

   Un’altra donna, So Thi Qui: <Cadevamo come anatre con la testa in giù; gridavano: pietà, pietà, lasciateci andare, siamo innocenti, pietà. Fucilarono tutti lo stesso. Poi il silenzio. Bambini piccoli si trascinavano a quatto gambe lungo il bordo della fossa. Ero ferita, ma riuscii a trascinarmi sino a casa. Là, per terra stava distesa una donna nuda: era stata violentata. C’era anche una ragazza con la vagina squartata. Ancora non riusciamo a capire perché si siano comportati così>.

   E il raccnto di una giovane donna, Phan Thi Trin: <Ho guardato fuora dalla finestra e ho visto mia sorella Mun; quell’anno avrebbe compiuto 14 anni. Un americano le stava sopra e lei non aveva niente addosso. Mia sorella tentava di resistere, poi l’americano si è tirato su, si è rivestito e l’ha uccisa. Usciii dal mio nascondiglio. La mia casa era stata distrutta dalle fiamme; nel cortile i miei cari giacevano bruciati vivi. Mia madre stringeva ancora fra le braccia il mio fratellino: mio fratellino che aveva sette mesi e il suo corpo era quasi completamente carbonizzato. Mi sono accasciata accanto al corpo di mia madre, a piangere>.

   Le comunicazioni radio rivelarono che il comando era a conoscenza del massacro. Il capitano Thompson quel giorno era a bordo del suo elicottero e in quelle ore volava basso sul luogo dell’eccidio. Quando vide che i soldati avanzavano verso un gruppo di donne e di bambini indifesi, ordinò al suo equipaggio di puntare le armi contro i suoi compagni a terra. Qualora questi avessero sparato contro i civili <avrei sparato su di essi. In quel momento erano loro i miei nemici. Per fortuna non fu necessario dare l’ordine di far fuoco>.

   La testimonianza del sergente Kenneth Hodges è sintomatica: <Noi abbiamo eseguito un ordine, e penso che questo sia moralmente accettabile. L’ordine era di distruggere il villaggio e uccidere gli abitanti. Noi abbiamo eseguito gli ordini e credo di non aver violato alcuna norma morale>.

   Malgrado la totale assenza di qualsiasi resistenza, il tenente William Calley continuò a ordinare ai suoi uomini di proseguire il massacro. La maggior parte obbedì, pochi si rifiutarono e fra questi Hanry Stanley che si oppose di eseguire gli ordini, malgrado le minacce del tenente Calley.

   Alle 11,30 la compagnia Charly fece una pausa per il pranzo, avevano ucciso più di 400 persone. I giornali americani, giorni dopo, parlarono di una importante vittoria e di molti nemici uccisi.

   Quanto è accaduto a My Lai è stato tenuto celato per molto tempo. Quando la notizia del massacro si sparse per tutto il mondo, generò una ondata di sdegno e di orrore. A seguito di ciò gli uomini della compagnia Charly furono posti sotto inchiesta e si dichiararono <non colpevoli>.

   Il comandante, capitano Ernest Mandela, contestò le accuse con queste parole: <Posso affermare che non ho visto alcun massacro a My Lai quel giorno>.

   Il tenente William Calley, accusato di 109 assassinii si difese sostenendo di aver eseguito degli ordini.

   Ebbene dei 46 uomini della compagnia Charly, colpevoli di assassinii, stupri, mutilazioni, uno solo fu condannato: il tenente William Calley. Ma l’opinione pubblica americana subì una metamorfosi: da una situazione di vergogna e di condanna si trasformò in un atteggiamento di giustificazione e di perdono. William Calley, incarcerato per tre giorni, fu rilasciato per ordine del presidente Nixon e posto agli arresti domiciliari. Tre anni dopo la prima sentenza che lo condannava all’ergastolo, fu rilasciato sulla parola.

   A seguito di quanto sin qui scritto, il passaggio ad un accostamento alle rappresaglie messe in atto dalle Forze del Male nel secondo conflitto mondiale, risulta automatico. Ma è un accostamento improponibile, e ci spieghiamo. Le Convenzioni Internazionali di guerra  vigenti sino al termine del 1945 prevedevano, in ben circostanziati casi, il Diritto di rappresaglia, in questi termini: <La rappresaglia, condotta obbiettivamente illecita, diventa, per le particolari circostanze in cui viene attuata, condotta lecita (…). (La rappresaglia) è una reazione all’atto illecito, la cui liceità deriva dall’esistenza di un precedente atto illecito>.

   Ne consegue che, pur nella loro ferocia, stupidità e inutilità, le rappresaglie messe in atto dalle Forze del Male nella seconda guerra mondiale erano, perlomeno, atti leciti.

   Invece, nel dopoguerra, il Diritto Internazionale, l’atto, allora lecito, venne modificato : <L’articolo 33 della Convenzione di Ginevra del 1949, in deroga a quanto prima era consentito dall’art. 50 dei Regolamenti dell’Aja del 1899 e del 1907, proibisce in modo tassativo le misure di rappresaglia collettiva, di cui si ebbe abuso delittuoso nell’ultimo conflitto>.

   Di conseguenza tutte le azioni, tutte le rappresaglie messe in atto dal 1949 in avanti, non essendo ammesse    – anzi esplicitamente condannate dal Diritto – debbono essere considerate semplicemente degli assassinii di massa e gli autori, veri criminali di guerra, perseguibili in ogni momento.

   Ci siamo spiegati ?

[ CORRISPONDENZE ]
—– Original Message —– From: newsletter@mpv.org
To: <Undisclosed-Recipient:;>  Sent: Thursday, January 09, 2014 3:20 PM
Subject: Rassegna stampa del 9 gennaio 2014
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—– Original Message —– From: micolcultura
Sent: Wednesday, January 08, 2014 4:24 PM
Subject: Il Tibet e gli Sciamani. Il nuovo romanzo di Pierfranco Bruni “Che il dio del Sole sia con te” – Dal mondo cattolico – cristiano alla via dei monaci tibetani e al canto degli sciamani.

 

Dal Tibet ala cultura degli sciamani: Il nuovo romanzo di Pierfranco Bruni “Che il dio del Sole sia con te”

(Pellegrini editore) –

Dal mondo cattolico – cristiano alla via dei monaci tibetani e al canto degli sciamani.

Una svolta?

Sulla via dei monaci tibetani, l’Illuminazione che ha la pazienza della contemplazione, e lungo la “cerca” degli antichi sciamani nell’ascolto dei tocchi dei tamburi, che sapevano ascoltare il vento e pregavano il dio del Sole, è il nuovo percorso umano e letterario di Pierfranco Bruni nel suo libro di prossima uscita, con il quale continua lo scavo del camminatore del silenzio e della solitudine, della parola che non offre consigli e non propone verità assolute ma vie perso l’Illuminazione, dal titolo: “Che il dio del Sole sia conte”, edito dalla Casa editrice Pellegrini.

È un libro di oltre 160 pagine (Euro 18.00) giocato tra il raccontare la magia degli Indiani nativi e il verso la cui direzione è focalizzata dalla presenza costante dello sciamano ma anche della visione buddista.

Uno sciamamo che osserva, prega e tollera. Accoglie nella parola il messaggio contemplante che sembra provenire da una “filosofia” tutta tibetana. È come se i due mondi: quello buddista e quello sciamanico si incontrassero lungo le vie e lungo i fiumi, lungo i mari e lungo i deserti e pongono al centro della “piazza” l’amore. Un libro molto particolare e completamente diverso rispetto anche a “La bicicletta di mio padre” nel quale, comunque, compare la figura dello sciamano.

Diverso anche del romanzo in versi che sta ottenendo grande successo dal titolo: “Asmà e Shadi”. Ma si lega però a “Come un volo d’aquila”, nel quale il mondo sciamanico, l’aquila, la tartaruga incontrano la devozione di una parola che è un inchino all’umiltà e all’umanità “Namasté”.

“Che il dio del Sole sia con te” sembra cambiare le carte del viaggio di Pierfranco Bruni. Anche sul piano culturale. In Bruni, che parte dal mondo cattolico – cristiano (si pensi a “Paese del vento” nel quale insiste la presenza di un francescano  e al romanzo “Quando fioriscono i rovi” dove è costante il messaggio di San Paolo), è evidente che si supera la via della religione cattolica, della cultura cattolica, e si dirige verso un articolato paesaggio esistenziale e metafisico magico, in cui il senso del mistero è alchimia, ma anche filosoficamente e ontologicamente vicino ad una via prettamente Orientale – buddista con accanto sempre una visione del segno “impeccabile” del mondo degli sciamani.

Tutto questo, c’è da dire che Bruni lo ha espresso in diversi suoi studi e conferenze svolte negli ultimi anni, e il passaggio dal cattolicesimo all’intreccio buddista – sciamanico era, nei suoi saggi, evidente. Ma in questo libro, che ha una sua voluta organicità nello scompaginare l’itinerario narrante, esplode la forza del raccontare quasi raccontandosi.

È una svolta oltre che letteraria anche umana? Ma resta il fatto che è un romanzo centrale nella sua produzione letteraria perché si inserisce nello spazio tra “Il mare e la conchiglia”, “La bicicletta di mio padre”, “Passione e morte” (che è lontano da questo inciso metafisico), “Come un volo d’aquila” , “Asmà e Shadi” e un libro di qualche anno fa dal titolo: “Ti amerò fino ad addormentarmi nel rosso del tuo meriggio”.

In Pierfranco Bruni la letteratura si lega chiaramente alla vita.

 

 Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

 ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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