QUESTO STATO MEDEA “UCCIDE” I PROPRI FIGLI (L’EDITORIALE) – CORRISPONDENZE E ALTRO – IMMAGINI: da Cosenza – La vecchia stazione In copertina: GALLERIA ITALY – “FATTI” & “MISFATTI”


QUESTO << STATO MEDEA >> “UCCIDE” I PROPRI FIGLI ( L’EDITORIALE ) – CORRISPONDENZE E ALTRO – IMMAGINI : da Cosenza – La vecchia stazione. In copertina :<< GALLERIA ITALY  – “FATTI” & “MISFATTI” >>
IN COPERTINA : << GALLERIA ITALY  – “FATTI” & “MISFATTI” >>
"Le preferenze anomalia italiana, candidati con le primarie" Gianni Cuperlo e Matteo Renzi (Ansa)
“Le preferenze anomalia italiana, candidati con le primarie” – Secondo Stefano Ceccanti, docente di Diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma e senatore Pd nella scorsa legislatura, l’Italicum è un buon punto di partenza per la legge elettorale Commenta  M5S: chiediamo le preferenze  Commenta  Civati: Italicum? Chiamiamolo Fiorentino — “Pd, Cuperlo si dimette da presidente. Renzi: “Rispetto la tua scelta, ma sono certo che ripartiremo insieme [ TRATTO DAL WEB ]
Via il reato di immigrazione clandestina Fisco, il Tesoro: "Non ci sarà nessun taglio delle detrazioni fiscali" Sanremo 2014: le canzoni dei "big" scelte da Fazio e Mauro Pagani
[Associazione “Azimut” Napoli – << GALLERIA ITALY >> – E A PROPOSITO IN QUESTO NUMERO : L’EDITORIALE (ARTURO STENO VUONO) E LO << SCUDISCIO DI LEHNER >> – PER LEGGERE TUTTO : VEDI : OLTRE]
[ IMMMAGINI : da Cosenza – La vecchia stazione…LE FOTO ( NON VISIONABILI – IN ANTEPRIMA ) : DOPO IL TERMINE – SERVIZIO CHE SARA’, TRA BREVE, IN RETE – SUCCESSIVAMENTE, CON INVIO ALTRA E.MAIL]

[ LO “SCUDISCIO” DI LEHNER ]

—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner – To: ( . . . )  
Sent: Monday, January 20, 2014 1:49 PM
Subject: Lehner: sulle preferenze la mafia dice o.k.
Le ultime raffiche comuniste dentro il Pd si agitano a favore delle preferenze, cioè per gli opifici del clientelismo. In cotanta pulsione orgasmatica non sono soli. Anche gli agitprop di mafia, camorra, ‘ndrangheta e sacra corona unita godono sulle preferenze, cioè per il controllo politico del territorio. 

Insomma, per la serie “Antimafia a giorni alterni”, i piddini rossi si ritrovano assai male accompagnati.
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner To:  ( . . . )
Sent: Tuesday, January 21, 2014 1:05 PM
Subject: Lehner: Cicchitto nella grande guerra
Cicchitto, col cranio incastrato tra Molotov-Ribbentrop, persevera nella bulimìa esternatrice, con riferimenti storiografici alla viva il parroco, tant’è che, in ultimo, si atteggia a fante-contadino in trincea, sulla linea del Piave. 

Ammesso che possa riprendere conoscenza, si dovrà pur chiedere perché mai, come capogruppo della maggioranza a Monte Citorio, i mass media non gli rivolgevano motto, mentre, adesso, capogruppuscolo Ncd, lo intervistano ogni dì, prima e dopo i pasti.
Giancarlo Lehner
[ << GALLERIA ITALY >> – E A PROPOSITO… E NON SOLO… ]
L’editoriale
vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE

QUESTO  << STATO – MEDEA >> “UCCIDE” I PROPRI FIGLI 

di Arturo Stenio Vuono *

  Scrivevamo, di recente, che “…il tollerare, ulteriormente, il residuo << simulacro >> d’uno Stato, delegato – esclusivamente – alla gestione di parametri monetaristici, e per “conti in ordine”, etc., significherebbe compiere un crimine, non tanto verso noi stessi, quanto in danno di chi ci segue – o seguirà – come i nostri figli, e nipoti, ai quali – già uno su due – si nega il diritto ad una dignitosa esistenza, al lavoro << faber fortunae suae >> , a una famiglia e ad una casa. Tanto avviene, e sembra proprio che non vi sia una sola possibilità di << sblocco >> , tra le tante cause ( come, ad esempio, le distorte funzioni di Unione Europea  e Banca Centrale Europea nonchè l’egemone, egoista, << egocentrismo di prussia >> ), oggettivamente per l’esistenza – aggiungevamo ( sempre di recente ) – “… d’una << economia pesante e non competitiva >> ……. , a motivo di disparità derivanti dalla << concorrenza globalizzata >> …

    Ancora, di recente, e da parte di Bankitalia, e da parte di tutti gli osservatori e addetti all’ economico – statistico, la solita riconferma, di volta in volta “giustificata”, per il rinvio – sistematico – d’una eventuale ( ma in futuribile ) << crescita >> e per una possibile << ripresa  >> , un probabile << sviluppo >> ; nel mentre i dati che, in oscillazione sù e giù (ad iniziare col riferirsi al prodotto interno lordo ), sono – ormai – da “prefisso telefonico”. Dati che ci presentano – incontestabilmente – almeno cinque fattori fissi : l’inarrestabile incremento della non – occupazione ( per carenze del << sistema >> e dei “lacci e lacciuoli” ) , lo sgretolamento del potere di acquisto delle famiglie ( sulle quali gravano, in modo indiscriminato,  vecchi e nuovi “balzelli” ), la diminuizione – irreversibile – delle capacità di impresa ( per via di “sbarramenti” e di “intollerabile fiscalità” ) , il conseguente invecchiamento – come tendenza consolidata – della popolazione e, non per ultimo, l’evidente carenza di ogni tipo di << sussidarietà sociale >> . Questo è il paese, specchio d’una nazione ferita.

    Ci si presenta, checchè – al contrario – se ne dica, una manifesta impotenza delle << classi dirigenti >> a porvi mano con correttivi, a livello politico – economico – sociale, che viene aggravando la situazione – già compromessa e precaria, sul piano generale, – per la perdita di risorse delle neo – generazioni; va delineandosi una fuga, epocale, dei molti – nostri – giovani ( in particolare, rientranti nella cosiddetta << disoccupazione intellettuale >> ) verso la Gran Bretagna, Francia, Germania e, pure, per l’Irlanda. La disoccupazione, risultante principe della << crisi >> in atto , praticamente – e inspiegabilmente ( ma non tanto ) – non è all’ordine del giorno, salvo i soliti e stucchevoli “annunci” in cui non crede più nessuno, e si giunge allo spregevole e sprezzante cinismo di considerarne l’andamento ( sotto – sotto ) come un prezzo da pagarsi  a tutte quelle forme esigenti di << stabilità >> ( un vero e proprio << totem >> che richiede continui  e inutili sacrifici ).

    Ci si muove sul tutto – e il contrario del tutto ( sulla linea di evidenti limitazioni ) – e, con la massima evidenza, sul problema di non potersi chiamare fuori dall’accoglienza delle moltitudini di migranti, com’è – in tal caso – giusto che sia ( ma sino a quando possibile e indefinita ? ), ma i nostri giovani sono stati relegati – in secondario – a una solitudine, ingiusta, a motivo di quel che – perciò – appare una sorta di << neutralismo dello Stato >>. Uno Stato, l’attuale,  che, come Medea, uccide i propri figli : “…così è, se vi pare”. L’imperante demagogia, cui non ha posto fine lo stesso ministero di competenza ( oggi in mano a una titolarità di colore ), in realtà, è per nascondere una deriva innegabile : barconi che attraccano al sud e i disperati che, nella migliore delle ipotesi, andranno ad alimentare il “lavoro nero”; e, purtroppo, a parte il lasciare l’Italia per il << vecchio continente >>, si rivedono i treni, certo più moderni d’una volta, sui quali viaggiano i giovani meridionali; che, ormai, non trovano più posto neppure in ambito della << economia sommersa >>, diretti verso il centro – nord della penisola, anche esso in asfissia ( per insediamenti di “estero imprenditoria”, non solo di cinesi, basati su forme di vera schiavitù e di feroce, disumano, sfruttamento delle maestranze, addette alla produzione ). Ma c’è, sempre, comunque, una cosiddetta << radice del male >> da ricercarsi e sulla quale interrogarsi.

    Una << radice del male >> ( con profezie ? )  – che viene da lontano – e in archivio, per pochi “precedenti” dimenticati, per cui  si troverà che, sul finire degli anni settanta, già da parte di Roy Jenkins ( presidente dell’allora Commissione ex C.E.E. ), a Strasburgo, si attribuivano nere previsioni alla “sfida delle nuove tecnologie” : << …se guardiamo il futuro, ciò che ci aspetta è il crollo dell’ordine economico e sociale al quale è stata costretta l’Europa del dopoguerra >> . Noi, oggi, sappiamo esserci stata – prevalente – un’altra causa : l’aver l’Europa, ricostruita se stessa sui modelli  politico – sociali degli anni << ’20 >> , come se non fosse nulla accaduto di  “ardita sperimentazione” ( e di  – temporaneamente – “risolutivo” :  in Italia, con un cammino interrotto – di viva forza – da “potentati ostili” e vicende belliche, e come altrove ). E, sul finire degli anni settanta, già da parte del Fondo Monetario Internazionale, si affermava : << …è assolutamente necessario assicurare la moderazione dei costi interni, specialmente del costo del lavoro, perchè… >> , << …è perciò essenziale che i  nuovi contratti salariali  a livello nazionale ed aziendale assicurino che la crescita dei costi del lavoro in termini reali, incluso l’effetto derivante dalla ristrutturazione del salario…sia mantenuta molto al di sotto della crescita produttiva >> , << …a questo riguardo è necessaria la moderazione dei costi di lavoro nominali oltre che reali… >> ( << raccomandazioni >> – anche allora all’Italia – di cui al << rapporto >> del 9 aprile 1979 ). Noi, oggi, sappiamo esserci stata – prevalente – un’altra cosa : l’avere il montante << capitalismo di carta >> ( uso a “pilotazioni di borsa” e a sottrarsi al “rischio d’intrapresa” ) , in tutti i modi, impedito che si concretizzasse l’evoluzione – in giusta direzione – di quello << produttivo >> e la sua trasformazione – oltre il modello tradizionale ( in mani dei soli << imprenditori proprietari >> e senza l’associazionismo del lavoro dipendente ) – che avrebbe garantito l’innalzamento della produttività ( in uno con la “competitività” ), risolvendo così il << problema >>; costringendo, in pratica, l’imprenditoria privata – pena una marginalizzazione, in ambito, della << economia di mercato >> , e il perimento ( nonostante le resistenze che, nell’attuale, scemano sempre di più ) – a delocalizzarsi per operare in aree vicine ( nei Balcani, ex – Iugoslavia, ex “satelliti sovietici” ) oppure muoversi –  in cointeressamento –  verso gli Stati, come la Cina e i “paesi emergenti”,  che “aprendosi” ( per, poi, monopolizzare e fagocitare il << mercato >> ) – però hanno operato e operano con nuove forme, camuffate, di << economia collettivistica >>.  E, sempre sul finire degli anni settanta, già da parte di non pochi studiosi, venivano le molte preoccupazioni ( ne citiamo, una per tutte, del Pietro Terna, che si chiedeva ) : “…quale sarà  nel prossimo avvenire, il nuovo modello di sviluppo…? Forse, molto semplicemente ( rispondeva lo stesso Terna ) quello della << impossibilità della crescita economica >> ; la macchina economica – precisava – si è inceppata a causa della crescita incompatibile, con le << leggi >> dello sviluppo economico, della quota di reddito di lavoro dipendente sul prodotto industriale…”. Noi, oggi, sappiamo esserci stato – prevalente – un’altro motivo: il cosiddetto << inceppamento >> – non come fatto naturale – è stato semplicemente indotto dalla scelta in direzione, esclusivamente, dei “maggiori profitti” ( con la  predisposta “cortina fumogena” del pervenire, necessariamente,  ai << minimi costi >> ); una “scelta” volta a perpetuare – dopo il declino dell’ << errore affascinante del marxismo >> ( K. Hornung – 1979 ) – l’alienazione dell’ << uomo lavoratore >> ( e siamo portati a porci – e a porre – una domanda : ma c’è stata, veramente, una << caduta del muro di Berlino >> ? dato che la sola Russia, già uscita dal << socialismo reale >>, e oggi – in specie – per merito di Putin, ha cancellato il comunismo – ma avendo rifiutato e rifiutando, decisamente,  il cosiddetto << villaggio globale >> ); è alienazione perchè, quì da noi – come in tutta Europa -, c’è il non occupato, c’e il sottoccupato ( ma, in tal senso, pure per l’occupato ), o perchè altrove, in pratica, vi sono le braccia dell’impiegato-addetto, “collettivamente” o “coattivamente”, occupazione sì ma  una verità “oscurata”.

    Come, poi, s’è operato, durante l’ultimo trentennio, nel quale si sviluppava l’invertimento e il sovvertimento, il pervertimento di tutte le logiche politico-economiche, è noto a tutti e si può così riassumere : giungere a tutto quel cui siamo giunti. In Italia, quanto a noi, ereditando gli anni ottanta dell’ex-Pci che – direttamente o indirettamente ( anche per il tramite della CGIL – la << cinghia di trasmissione >> ) – si faceva “scopritore” d’una << nuova economia >> (!) e che, col << breviario dell’austerità operaia >> ( marzo 1978 ), al riferirsi ad un’egualitarismo – livellante la condizione del lavoro – gettando l’esca di generici  e per  successivi “miglioramenti” ( la retribuzione come una << variabile indipendente >> e il “contentino” d’una perequazione salariale, destinando un poco di più alle << mansioni usuranti >> ). In Europa, con la sola eccezione della Germania, a ripararsi e conservarsi ( introducendo : forme di cogestione e coinvolgimento delle maestranze nella << decisionalità produttiva >> ), l’immobilismo e l’indifferenza – suicida – più assoluta. E la sola novità dalla Polonia – del Lech Walesa di “Solidarnosc” – nella quale si smascherò il << padrone – Stato >> ( gennaio 1981 ).

    Ma intervenendo, nel frattempo, la << Laborem Exercens >>, una enciclica intitolata al  << lavoratore >> – che si mosse in direzione del rinnovato antimarxismo ma già contro l’intravedersi d’una forma di  “capitalismo, definitivamente deragliato, non più produttivo e << deviato >> ” – per rivendicare il lavoro come “fatica senza fatica” ( Lettera Enciclica << Laborem Exercens >> del Pontefice Giovanni Paolo II – 14 Settembre 1981 ); e a Napoli, già a quel tempo – purtroppo – “capitale di tutte le precarietà” , ove – in materia – operava attivamente una << consulta permanente >> ( coordinata dal Mons.Antonino Pace ), l’eminente Cardinale Corrado Ursi – con una lettera pastorale – bollava la disoccupazione di << controvangelo del lavoro >>. Questo e altro, tutte le voci inascoltate : lavoro, natura e capitale, da sempre variabili dipendenti – variabili reciprocamente dipendenti – furono, al contrario, violentate nella loro formula di combinazione; una verità solare e inoppugnabile che ha – poi – compromesso il governare anche la sofisticata economia degli << anni duemila >> ( e oltre ) ; e, ciò, nonostante le facilitazioni – pure – dall’introdotta utilizzazione dei progressi della << cibernetica >>.

    Alla << radice del male >> , dunque, a nostro avviso, v’è solo la ragione di avere svoltato in senso opposto a quel che necessitava, ovvero non per una << modernizzazione >> – da affidarsi in mani delle nuove generazioni –  ma per la << globalizzazione >> – che garantiva il sussistere dei vecchi interessi per diversa collocazione – ; per non avere associato il lavoro a partecipare alla gestione dell’impresa e alle decisioni sulla distribuzione del reddito prodotto; per non avere sgombrato il campo dal residuo della cosiddetta << lotta di classe >> – che ha finìto per il “favorire” , rispettivamente, e il << trasloco del mercato >>  e il declino dell’ << apparato produttivo >> interno : ove si fossero neutralizzate  le conseguenze politiche di tale lotta, la migliore “alleata” del risvolto di << globalizzazione >> ,  tutti i problemi interdipendenti, infatti, avrebbero trovato la più fisiologica delle risoluzioni. Il << nuovo ordine economico >> , come si converrà, non è nato “come un fungo”. E dovrà essere, prima o poi, senza se o ma, rigettato – interamente – per guadagnarsi la << salvezza >>.

    In sintesi, e in sede europea, tale “nuovo ordine”  è passato mancando una costruzione – o ricostruzione economica – che, seppure – sempre – nel rispetto delle leggi dell’economia, si industriasse per una nuova etica della proprietà e dando all’uomo ( principio e fine di ogni attività economica ) il posto che gli è dovuto. Quale l’alternativa intervenuta ? Più chiaramente , e precisamente, come da noi, e non solo : con questo << Stato Medea >> che “uccide” i propri figli. La risposta verrà – se verrà – ma bisogna crederlo ( seppure – per ora – solo una speranza ) : affidandosi al << timone >> d’una, prossima e auspicata, “rivolta giovanile”  contro le devastazioni della << decadenza >> in atto, da Brest a Bucarest, che coniughi – in un solo << blocco >> – la rivincita del  << patriottismo >> , non retorico, della << produzione >> e del << lavoro >>.

    La sola, unica, difficile ma non impossibile,  “via di uscita” !

 * presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

https://azimutassociazione.wordpress.com

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Inviato da Production Reserved ⋅ 18 gennaio 2014
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FIGLI & FIGLIASTRI – L’ << AULA SORDA E GRIGIA >> – IL << SOLUTUS >> – “LA MOGLIE DI CESARE…” – MEMENTO : “MANNAIE A SENSO UNICO…” – IN COPERTINA – “…TUTTO A POSTO, E NIENTE IN ORDINE…”

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[ “AZIMUT” – FOTO TRATTE DAL WEB ]
 
[ MESSAGGIO DEL PRESIDENTE ]
—– Original Message —– From: Silvio Berlusconi
Sent: Saturday, January 18, 2014 9:46 PM
Subject: Riforme e poi subito al voto
Forzasilvio.itAssociazione culturalsociale,nell’incontro di oggi ho espresso la soddisfazione di Forza Italia per il metodo scelto dal Partito Democratico per avviare un rapido e costruttivo confronto sulle riforme istituzionali. L’accordo con Renzi prevede una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un’ottica di semplificazione dello scenario politico.Insieme, abbiamo auspicato che tutte le forze politiche possano dare il loro fattivo contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge, che speriamo possa essere largamente condivisa.
Durante il nostro colloquio, pur ribadendo le critiche di Forza Italia all’azione dell’esecutivo, e auspicando di poter al più presto ridare la parola ai cittadini, ho garantito al Segretario Renzi che Forza Italia appoggerà in Parlamento le riforme volte a semplificare l’assetto istituzionale del Paese, e, in particolare, quelle relative alla trasformazione del Senato e alla modifica del Titolo Quinto della Costituzione.

Due riforme indispensabili, urgenti e necessarie per ridare efficienza al nostro sistema istituzionale, per ridurre drasticamente i costi della politica e modernizzare il Paese. Si tratta di riforme che il centro-destra da me guidato ha sempre ricercato e che la nostra maggioranza aveva approvato in Parlamento già nel 2006, ma che fu la sinistra a vanificare, attraverso un referendum, interrompendo così il percorso di rinnovamento avviato.
Siamo quindi lieti, oggi, di prendere atto del cambiamento di rotta del Partito Democratico.

Silvio Berlusconi

[ TRATTO DAL WEB : BERLUSCONI – RENZI, ETC. ]

Legge elettorale, Renzi: “Profonda sintonia con Berlusconi”. Contestato il Cavaliere

Matteo Renzi non parla mai di “sistema spagnolo corretto” ma di una giornata molto significativa e di “una profonda sintonia “con Silvio Berlusconi. L’obiettivo è una legge elettorale che rafforzi il bipolarismo e riduca il potere di ricatto dei piccoli partiti. Un testo aperto al contributo di tutte le altre forze politiche, ha precisato in una brevissima conferenza stampa il segretario del Pd. E che approderà, se si chiude con una intesa nelle prossime ore, alla direzione del Pd lunedì prossimo alle ore 16. Renzi parla della riduzione delle indennità dei parlamentari e della fine del bicameralismo perfetto con la nascita della Camera delle autonomie senza indennità per i suoi membri.
Renzi: “Profonda sintonia sulla legge elettorale” – C’è una profonda sintonia sulla legge elettorale verso un modello che favorisca la governabilità, il bipolarismo e che elimini il potere di ricatto dei partiti più piccoli”, ha affermato Matteo Renzi dopo l’incontro di due ore e mezzo con Silvio Berlusconi. Per poi aggiungere: “Su questo tema abbiamo condiviso l’apertura ad altre forze politiche di scrivere questo testo di legge che per quanto ci riguarda; se nelle prossime ore saranno verificati tutti i dettagli, presenteremo il tutto alla direzione del Pd affinché voti lunedì alle 16”.  Al suo arrivo il Cavaliere è stato accolto da diversi manifestanti che hanno iniziato a gridare ‘vergogna, vergogna’ e poi ‘non si tratta con i criminali’. Al passaggio della macchina dell’ex premier sono state lanciate anche delle uova e alcune di queste sono finite sulla parte posteriore della macchina in cui era Berlusconi.
Berlusconi: “Critiche a Letta restano, ma da Fi ok alle riforme” – “L’accordo con Renzi prevede una nuova legge elettorale che porti al consolidamento dei grandi partiti in un’ottica di semplificazione dello scenario politico”. Lo afferma Silvio Berlusconi in una nota al termine dell’incontro con Renzi. “Insieme, abbiamo auspicato che tutte le forze politiche possano dare il loro fattivo contributo in Parlamento alla rapida approvazione della legge, che speriamo possa essere largamente condivisa”, ha aggiunto il Cavaliere. “Durante il nostro colloquio, pur ribadendo le critiche di Forza Italia all’azione dell’esecutivo, e auspicando di poter al più presto ridare la parola ai cittadini – ha detto l’ex premier -, ho garantito al segretario Renzi che Forza Italia appoggerà in Parlamento le riforme volte a semplificare l’assetto istituzionale del Paese, e, in particolare, quelle relative alla trasformazione del Senato e alla modifica del Titolo Quinto della Costituzione”.
Damiano (Pd): “L’unico che ha incassato un risultato è Berlusconi” – “Per adesso l’unico che ha incassato un risultato è Berlusconi, ritornato al centro della scena, nientemeno che ospite in casa PD”. Lo afferma Cesare Damiano del Pd. “Speriamo che ci sia anche un risultato per l’Italia: una legge elettorale che consenta ai cittadini di poter scegliere, con le preferenze, i propri rappresentanti in Parlamento. Siamo stanchi di modelli elettorali che consegnano alle segreterie dei partiti il diritto di nominare deputati e senatori. Stiamo camminando sul filo del rasoio e Renzi questo lo sa. Un accordo che escluda tutti o anche solo uno dei partiti di maggioranza, farebbe saltare il Governo”, conclude.
Lupi (Ncd): “Due partiti non possono decidere per legge di eliminare gli altri” – Bisogna fare la legge elettorale e farla rapidamente. Ci sono le condizioni per farla d’accordo con la maggioranza e nel dialogo con l’opposizione. Noi abbiamo già indicato i criteri”. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture Maurizio Lupi. “L’unica cosa che non si può fare – ha aggiunto – è che due partiti decidano per legge di eliminare tutti gli altri”. Sì al dialogo “con tutti, ma poi ognuno eserciterà le proprie responsabilità”.
Napoli (Forza Italia): “L’intesa cambia molte cose” – “L’intesa trovata da Matteo Renzi e Silvio Berlusconi cambia molte cose nel quadro politico. Essa offre a tutti gli attori politici l’occasione per ridefinire il proprio ruolo nel governo o nell’opposizione. La maggioranza non va ora in frantumi, ma certamente gli alleati di Letta da oggi dovranno scrutarsi con occhi diversi, consapevoli che d’ora in avanti le larghe intese diventano una eccezione e non saranno più riproducibili se non come deliberata scelta politica e non necessità aritmetica”. Lo afferma Osvaldo Napoli di Fi. “Il presidente Berlusconi non poteva mettere un sigillo più bello nel ventesimo anniversario della nascita di Forza Italia. Renzi sta riuscendo laddove avevano fallito D’Alema e Veltroni, cioè due ex- Pci. Con ciò confermando che il problema non era Berlusconi, ma era tutto nel campo di un partito prigioniero del suo passato”, conclude.
Messina (Idv): “Inopportuno il confronto fuori dall’Aula” – “Un confronto fuori dall’Aula, dalle Commissioni, non mi pare opportuno. Se la legge elettorale si vuol fare, si deve fare in Aula, nella sede istituzionale. E si deve fare presto perchè gli italiani non possono più aspettare”. Così il segretario nazionale dell’Idv, Ignazio Messina. “Gli italiani – ha aggiunto – hanno bisogno di un governo serio e questo governo di rimpastini non è la soluzione dei problemi economici del Paese”.
18 gennaio 2014
[ EVENTI ]
 
—– Original Message —– From: csrbruni
Sent: Sunday, January 19, 2014 6:05 PM
Subject: TARANTO. 24 GENNAIO IL FRANCO CALIFANO DI PIERFRANCO BRUNI – CONFRONTO A PIU’ VOCI

Franco Califano tra lingua, poesia e modelli culturali

 nel libro di Pierfranco Bruni a Taranto 24 gennaio

Venerdì 24 Gennaio Pierfranco Bruni presenta a Taranto il “suo” Franco Califano: “Sulla punta di una matita non sono passati secoli” (Il Coscile) . Il testo, prefato da Gigi Marzullo, è il legame dialettico tra poesia e musica.   

“Franco Califano. Sulla punta di una matita non sono passati secoli” di Pierfranco Bruni, edito dal “Coscile”,  sarà presentato a Taranto venerdì 24 gennaio nella sala dell’Hotel Europa.

L’incontro avrà inizio alle ore 17,30 e vedrà la partecipazione di Pierfranco Bruni che verrà intervistato dal giornalista Michele Montemurro, conoscitore e amico di Franco Califano. I lavori saranno coordinati dalla giornalista Gabriella Casabona e l’intervento introduttivo sarà svolto da Giusi De Marco, Responsabili degli eventi culturali dell’Hotel Europa. Nella Prefazione al libro di Bruni Gigi Marzullo ha scritto: “Chi conosce Pierfranco Bruni, come me, sa che questo suo libro dedicato a Franco Califano è stato scritto con il cuore e con l’approccio critico di uno scrittore che misura le parole passo dopo passo”.

Nel testo di  Pierfranco Bruni  si  nota come leggendo e ascoltando Franco Califano è possibile, in pochi versi,  si enucleare una filosofia di vita. Ma tutto il percorso di Califano è un articolarsi di elementi esistenziali che trovano una loro presenza nelle parole e nelle parole che hanno la magia di una trasmissione straordinariamente efficace sul piano emotivo, lessicale,umano. “Si d’accordo il primo anno/ma l’entusiasmo che ti resta ancora/è brutta copia di quello che era/cominciano i silenzi della sera/inventi feste e inviti gente in casa/così non pensi almeno fai qualcosa/si, d’accordo ma poi…/Tutto il resto è noia,/no, non ho detto gioia,ma noia,noia,noia/maledetta noia” (da “Tutto il resto è noia”).

Il libro saggio – racconto di Pierfranco Bruni, che è già in edizione ebook, ha ottenuto un immediato successo tanto che sono previste traduzioni in Francia e in Spagna. Si tratta di un percorso del Califano al limite tra il cantautore e il poeta. Bruni, nel suo studio, fa una scelta precisa e considera Califano un poeta vero e proprio.

Un’osservazione che non smetta di far discutere soprattutto la critica letteraria. Bruni lavora da anni sull’intreccio tra parola e musica e numerosi sono i suoi saggi su tale materia. Il prossimo lavoro tematico consisterà sull’influenza di Luigi Tenco nella poesia contemporanea e il suo legame con il poeta francese Boris Vian.

Franco Califano e Pierfranco Bruni

[ RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ]

 —– Original Message —– From: Publio Fiori – Newsletter

Sent: Monday, January 20, 2014 3:56 PM
Subject: IL PUNTO CENTRALE DELLA NOSTRA PROPOSTA


IL PUNTO CENTRALE DELLA NOSTRA PROPOSTA

di Publio Fiori

 IL DESTINO DELLA POLITICA

Sulla rivista “Il Mulino” Alberto Asor Rosa, Federico Esposito ed Ernesto Galli della Loggia hanno lanciato un grido d’allarme in favore dell’Umanesimo (Antonio Cariati ne “Il Corriere della Sera” del 12/01/2014 pag. 37) denunciando la caduta degli studi storici, filosofici e letterari. A tale proposito Massimo Adinolfi, docente di Filosofia teoretica nel commentare positivamente tale allarme ne ha colto il punto centrale nei riflessi che la caduta dell’Umanesimo ha avuto nel “destino della politica”.  << Quando la tradizione umanistica finisce nel dimenticatoio – sostiene Adinolfi – si perdono le coordinate della vita pubblica. E poi ci troviamo ad essere governati da partiti come quelli attuali: formazioni senza anima e senza storia, incapaci persino di declinare un albero genealogico coerente>>,

LA QUESTIONE ANTROPOLOGICA

 Questa analisi dell’attuale crisi socio-economico-politica è certamente laica; è però sorprendente come coincida con quanto ha scritto Papa Francesco nell’Esortazione apostolica “Evangelii Gaudium” dove ha affermato che all’origine della crisi finanziaria vi è una crisi “antropologica” e cioè la negazione del primato dell’essere umano. Sostiene Adinolfi che <<in realtà l’Italia del dopoguerra ha conosciuto enormi progressi economici e civili finchè hanno tenuto i filoni politico-culturali originali radicati nella nostra vicenda nazionale, come il cattolicesimo democratico della DC e la tradizione socialistica del movimento operaio.Quando questi riferimenti ideali si sono consunti, il nostro Paese ha perso quota ed è entrato in una fase di grave declino>>.

IL PRIMATO DELLA PERSONA

 Dunque è necessaria la riscoperta degli studi umanistici, il ritorno al personalismo cristiano, la difesa della centralità della persona e la consapevolezza che il sapere scientifico è importante ma non può sostituire quella visione della società italiana che ci deriva da un ricchissimo patrimonio spirituale, storico, culturale, artistico e filosofico. Né intendiamo disconoscere il ruolo positivo che alcune politiche liberiste hanno svolto in favore dello sviluppo dell’industria, dell’apertura dei mercati, della creazione di ricchezza e quindi della lotta alla povertà. Ma se queste linee diventano l’unico punto di riferimento della politica accade che si crea (Papa Francesco – Evangelium Gaudium) <<……… una fiducia grossolana e ingenua nella bontà di coloro che detengono il potere economico e nei meccanismi sacralizzati del sistema economico imperante. Nel frattempo, gli esclusi continuano ad aspettare>>.

UN NUOVO MODELLO CULTURALE PER UN NUOVO MODELLO DI SVILUPPO

Se questa è la diagnosi sulle ragioni dell’attuale crisi, un movimento che voglia combattere il declino per ricostruire un sistema fondato sulla giustizia, sui diritti e la dignità della persona deve innanzitutto recuperare l’identità svanita e modulare le proprie iniziative sui valori anziché sul potere, le scadenze elettorali e le ambizioni personali. Non si tratta di rimettere insieme pezzi della vecchia DC al solo scopo di riproporre una presenza politica capace di inserirsi nel gioco di potere delle formule e degli schieramenti. Al contrario riteniamo che il nostro compito sia innanzitutto culturale, direi anzi filosofico, perché deve recuperare un tessuto etico sul quale costruire un progetto sociale che ponga la persona, i suoi valori e la sua dignità al centro di tutto.

 “GUIDARE” E NON “ASSECONDARE”

Quindi non una politica che “assecondi” le mode, le proteste, le richieste di libertà “assoluta” perché svincolata dai principi di verità (i c.d. diritti civili). Ma una politica che voglia e sappia “guidare” i cittadini e l’opinione secondo un programma ispirato a principi largamente condivisi. Non vogliamo intavolare trattative sul potere; intendiamo invece fare intese con coloro che condividano l’esigenza di trasformare in progetto di Governo i valori e gli ideali del cattolicesimo politico presenti nella nostra Costituzione. Affronteremo questo percorso senza “pregiudizi” politici ma solo sulla base di “giudizi” con riferimento alle scelte concrete, alle azioni e ai comportamenti. Per essere ancora più chiari: non intendiamo svendere la storia dello Scudo Crociato per uno scampolo di potere, per progettare ritorni impossibili, per mediazioni di basso livello qualitativo.

[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]

—– Original Message —– From: longolegal@libero.it

Sent: Tuesday, January 21, 2014 1:40 PM
Subject: I: ROTSCHILD : LA DINASTIA DEL DENARO ( di Anonimo Pontino)

Ogg: ROTSCHILD : LA DINASTIA DEL DENARO ( di Anonimo Pontino)

http://edoardolongo.blogspot.it/2014/01/rotschild-la-dinastia-del-denaro.html

[ CORRISPONDENZE ]

—– Original Message —– From: newsletter@mpv.org To: <Undisclosed-Recipient:;>

Sent: Tuesday, January 21, 2014 1:45 PM – Subject: Rassegna stampa del 21 gennaio 2014
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—– Original Message —– From: Forum delle Associazioni Familiari
Sent: Tuesday, January 21, 2014 2:48 PM
Subject: FORUM FAMIGLIE – rassegna stampa del 21gennaio2014
   Rassegna stampa del 21 Gennaio 2014

   
PRIMA PAGINA – Hacker all’attacco del Forum
Riprendiamo oggi il servizio di rassegna stampa e aggiornamento del sito dopo alcuni giorni di interruzione dovuta ad una manomissione del software di controllo operata da qualcuno che si è indebitamente introdotto nei nostri server.
Ripristinati i codici ed elevati i livelli di protezione, riprendiamo la quotidiana attività scusandoci con i nostri lettori per l’inconveniente.
18 Gennaio 2014 – Arena
FattorefamigliaSI PARLA DI NOI :: Il FattoreFamiglia contagia altri Comuni 109 KB21 Gennaio 2014 – Trentino

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[ IMMMAGINI : da Cosenza – La vecchia stazione…LE FOTO  ( NON VISIONABILI – IN ANTEPRIMA ): DOPO IL TERMINE – SERVIZIO CHE SARA’, TRA BREVE, IN RETE – SUCCESSIVAMENTE, CON INVIO ALTRA E.MAIL]
 

[ E.MAIL DIREZIONE – REDAZIONE ]

associazioneazimut@tiscali.it

an.arenella@libero.it

massimovuono@libero.it

 Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
V I S I T A    I L    S I T O    –    ” A Z I M U T “    O N L I N E ”   –   
L E G G I C I ! ! !
 ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI  
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
F I N E    S E R V I Z I O
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—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Sunday, January 19, 2014 9:47 AM
Subject: La stazione
Cosenza la stazione ferroviaria negli anni
Cara vecchia stazione Cosenza ferrovia cosenza interno stazione Ferrovia centrale

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