IN VIDEOCONFERENZA – A NAPOLI (CONVEGNO PRESSO “HOTEL VESUVIO”) – IL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI (NEL VENTENNALE)


Associazione “Azimut”  – NAPOLI
 
[ PER UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA ! ]
 
Saturday, January 25, 2014  anteprima di web – tra breve, in rete
 
 
O G G I    [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 26 GENN. ’14 ]  
 
IN COPERTINA
 
Anno giudiziario, Canzio: "Gogna mediatica sui giudici" Renzi a Letta: "Niente sabotaggi o legislatura finisce" Via libera del Cdm alla privatizzazione di Poste ed Enav
I L    S O L I T O    << T O R M E N T O N E    I T A L I C O >>    ( E    QUI VULT    CA P E R E    C A P E A T ) …..
 
IL BENIGNI… ( DELLO “SFOTTO” AL “BERLUSCA”… ) , CHI L’HA VISTO ?
U N A    V E R A    V E R G O G N A…..
 
Valerie Trierweiler con Hollande Sunday Times impietoso: ecco tutte le rughe di Berlusconi
I L    S O L I T O    << S O L U T U S >>    ( “V I V E    L A    F R A N C E”….. )    E    L A    S O L I T A    –    I G N O B I L E    –   
 I M B O S C A T A ”    ( “A B B A S S O    I T A L Y “….. ) : Roma (TMNews) – Silvio Berlusconi “Dopo la caduta”. E’ il titolo che campeggia sulla copertina realizzata dal britannico “Sunday Times Magazine” a proposito del leader di Forza Italia.Impietose sono le immagini utilizzate per illustrare il servizio: ne emerge fotograficamente la figura di un Berlusconi non certo patinato, anzi segnato dagli anni e allusivamente, dalle delusioni recenti.Il suo volto non appare liscio ma rugoso e cadente, mentre il suo sguardo è lontano da quello di chi ha sempre amato ripetere di avere “il sole in tasca”.L’intervista è stata concessa a John Follain, corrispondente da Roma del magazine, mentre gli scatti sono di Paul Stuart. Il sottotitolo è un maccheronico “Welcome, signore, to my palazzo”. Non è chiaro se Berlusconi abbia acconsentito ad essere fotografato in uno stile inconsueto oppure le immagini siano state, per così dire, rubate ( . . . ) —  ( E    QUI VULT    CA P E R E    C A P E A T ) …..
 
[ DALL’ULTIMA – NOSTRA – E.MAIL ( ANTEPRIMA DI WEB ) : SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE ]
 
Associazione Azimut - Naples, Italy ASSOCIAZIONE “AZIMUT” – NAPOLI. OGGI: – OMAGGIO, E IN ONORE,PER IL PRESIDENTE SILVIO BERLUSCONI – NEL VENTENNALE DELLA ( SUA ) << DISCESA IN CAMPO >> – GRAZIE ! ! !
[ in copertina : serve un nuovo << predellino >> ]
 
 
[ L’EVENTO : 26 GENNAIO 1994 – 26 GENNAIO 2014  / FOTO E VIDEO TRATTI DAL WEB ]
 
Berlusconi: "Barbarie giudiziaria contro di me" ASSOCIAZIONE “AZIMUT : ANCORA E ANCORA…SEMPRE IL “NEMICO PUBBLICO NUMERO UNO DEL << REGIME >> … ” ( ULTIME DAL WEB ) : Berlusconi: “Barbarie giudiziaria contro di me” -Il leader di Forza Italia: “Prosegue l’accanimento dei magistrati ma io vado avanti. Un giorno la mia innocenza sarà riconosciuta”. Su Renzi: “Con lui si può ragionare“. Toti alla guida di Forza Italia ( . . . )

  

 
[IN MASSIMA EVIDENZA – E PRECEDENZA – PARTE DELL’INTERVENTO DI SILVIO BERLUSCONI (CONSIGLIO NAZIONALE PDL-FI : 16/NOV./2013) , TOTALNENTE CENSURATO E NON RIPORTATO DAI MEDIA. CLICCA E ASCOLTALO:COMPRENDERAI-MOLTO-DELL’ACCANIMENTO CONTRO IL LEADER, IN ITALIA E ALTROVE]
 
 

 
 

 

[ ULTIME – TRATTE DAL WEB – SULLA << GUERRA A BERLUSCONI >> …]

Berlusconi: non mi tirerò mai indietro

‘Un giorno la mia innocenza sarà riconosciuta’

25 gennaio, 00:18
Silvio Berlusconi Silvio Berlusconi – Cav-toghe, 20 anni di scontri
 

”Credo che anche per il futuro la destra e i moderati debbano contare su una persona che li ha rappresentati per 20 anni e che ha questo talento e capacità di comunicazione. A chi mi vuole togliere di mezzo garantiamo che il signor Berlusconi non si tirerà mai indietro”: così ha concluso la telefonata all’assemblea provinciale di Potenza.

”Più il mio impegno è rivolto al bene del nostro Paese più incessante e odioso prosegue l’accanimento giudiziario nei miei confronti. Ancora una volta ribadisco che non per questo verrà meno il contributo che intendo offrire per dare all’Italia delle Istituzioni che consentano finalmente una vera governabilità”: così Silvio Berlusconi in una nota. “Quando un giorno la mia innocenza sarà pienamente riconosciuta, grazie a quei giudici coscienziosi e privi di animosità politica che io spero sempre di trovare, gli italiani potranno comprendere appieno la vera e propria barbarie giudiziaria in cui l’Italia è precipitata”. L”’accanimento e la barbarie giudiziaria” hanno determinato una ”degenerazione dei principali capisaldi del diritto che ha riservato a me e alle persone che mi stimano e mi vogliono bene un’umiliazione e soprattutto un dolore difficilmente immaginabili da parte di chi non vive l’incubo di accuse tanto ingiuste quanto infondate”, afferma il leader di Forza Italia.

Indagati Cav e legali, ‘corruzione testimoni’ 

(Roma, 23 Gen) – Il ‘Ruby ter day’ è cominciato alle 10.59 di questa mattina, tra qualche battuta sulla “giustizia ad orologeria”, e preceduto da una nota ufficiale con cui il Procuratore della Repubblica Edmondo Bruti Liberati ha convocato i cronisti del Palazzo di Giustizia di Milano nell’anticamera del suo ufficio per leggere un comunicato di poche righe: Silvio Berlusconi, i suoi difensori Niccolò Ghedini e Piero Longo, la bella Rubacuori, l’avvocato Luca Giuliante e altre quaranta persone, tra cui le ospiti delle feste ad Arcore, parlamentari ed ex parlamentari, da oggi sono iscritti nel registro degli indagati nella nuova inchiesta scaturita dalla trasmissione degli atti dei due collegi del Tribunale che hanno giudicato e condannato il Cavaliere ed Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti. Così ha preso il via l’inchiesta, stra-annunciata e per dirla con le parole di Bruti “dovuta”, in cui il leader di Forza Italia con i suoi legali, Ruby e Giuliante, e 19 ospiti alle feste ad Arcore sono accusati di corruzione in atti giudiziari. In più, Giuliante con Karima El Marough rispondono anche di rivelazione di segreto inerente a un procedimento penale per via dell'”anomalo” e “irrituale” interrogatorio a cui venne sottoposta la giovane, ancora minorenne, nella notte tra il 6 e 7 ottobre del 2010 a Milano, nello studio del legale. E’ contestata invece solo la falsa testimonianza al commissario di polizia, Giorgia Iafrate, all’ex viceministro degli Esteri Bruno Archi, all’ex sottosegretario Valentino Valentini, all’ europarlamentare Licia Ronzulli, alla deputata e collaboratrice di Berlusconi, Maria Rosaria Rossi, all’ex massaggiatore del Milan ed ex consigliere regionale Giorgio Puricelli. E poi ancora a Carlo Rossella, presidente di Medusa, al cantante e amico di una vita dell’ex premier, Mariano Apicella, e al pianista Danilo Mariani. Il padre di Ruby è invece finito sotto inchiesta per avere negato di essere a conoscenza delle serate, delle frequentazioni e dei ‘compensi’ presi dalla figlia. Indagata anche Diana Maria Osorio Iriarte, giovane colombiana, accusata non solo di aver detto il falso ma anche di calunnia. Ad occuparsi delle indagini, non sarà il procuratore aggiunto Ilda Boccassini, bensì il suo collega Pietro Forno affiancato dal pm Luca Gaglio, ora già al lavoro sulle carte: a loro il compito di far luce su quel presunto maxi “inquinamento probatorio” indicato dai giudici del Tribunale, emerso nelle intercettazioni (pare con l’aggiunta di alcune inedite) e che si sarebbe concretizzato con i versamenti di 2.500 euro al mese se non di più – “un aiuto”, come l’ha definito Berlusconi, sospeso però da qualche settimana – e altri benefit alle ragazze, future testimoni nei due processi. Testi, si sospetta, che sarebbero stati addomesticati se non comprati per raccontare in aula bugie e per trasformare le serate a luci rosse in “conviviali” ed “eleganti” e il “bunga-bunga” in spettacoli di “burlesque”. La giovane marocchina avrebbe mentito anche “con modalità che non lasciano dubbi”, hanno scritto i giudici, non solo sulle feste ma anche sui suoi rapporti intimi con il Cavaliere e sul fatto che l’allora presidente del Consiglio “conosceva la sua minore età”. Inoltre la ragazza ha sempre negato di aver fatto sesso in cambio di denaro. E, secondo il Tribunale, il leader di Forza Italia avrebbe pagato il suo silenzio con circa 5 milioni, si ipotizza. Da qui l’ipotesi di corruzione in atti giudiziari che riguarda però, oltre a Giuliante e 19 delle ospiti ad Arcore (tra cui Iris Berardi, le gemelle De Vivo, Barbara Guerra, Elisa Toti, Roberta Bonasia, Alessandra Sorcinelli e la giornalista di Mediaset Silvia Trevaini) anche Ghedini e Longo: gli storici difensori dell’ex premier avrebbero “partecipato nella loro qualità di difensori” alla riunione a Villa San Martino del 15 gennaio 2011, il giorno dopo la raffica di perquisizioni. Una riunione alla quale parteciparono 18 ‘olgettine’ convocate dall’ex capo del Governo in vista delle loro deposizioni al processo a suo “favore”. “E’ un atto dovuto”, hanno commentato i due avvocati-parlamentari, certi che il tutto finirà con “una richiesta di archiviazione”

 
[DALL’ ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO, IN RETE ]
 “( . . . )  la manifestazione ( . . . ) all’Hotel Vesuvio. Berlusconi non verrà di persona ma interverrà in videoconferenza. ( . . . )”
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“RIVOLTA GIOVANILE” CONTRO LE DEVASTAZIONI DELLA DECADENZA, …DA BREST A BUCAREST… PATRIOTTISMO …DELLA PRODUZIONE E DEL LAVORO

“RIVOLTA GIOVANILE” CONTRO LE DEVASTAZIONI DELLA DECADENZA, …DA BREST A BUCAREST… PATRIOTTISMO …DELLA PRODUZIONE E DEL LAVORO

Inviato da Production Reserved ⋅ 24 gennaio 2014
 
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“RIVOLTA GIOVANILE” CONTRO LE DEVASTAZIONI DELLA DECADENZA, …DA BREST A BUCAREST… PATRIOTTISMO …DELLA PRODUZIONE E DEL LAVORO

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  • QUESTO << STATO MEDEA >> “UCCIDE” I PROPRI FIGLI ( L’EDITORIALE ) – CORRISPONDENZE E ALTRO – IMMAGINI : da Cosenza – La vecchia stazione. In copertina :<< GALLERIA ITALY  – “FATTI” & “MISFATTI” >> (altro…)
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[ EDITORIALE DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – REPLICA ]
 
 
 Monday, January 20, 2014
QUESTO << STATO – MEDEA >> “UCCIDE” I PROPRI FIGLI ( EDITORIALE ) – E ALTRE NOTIZIE – CORRISPONDENZE, ETC. [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : LUNEDI’, 20 GENNAIO 2014 )

L’editoriale

vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE

QUESTO  << STATO – MEDEA >> “UCCIDE” I PROPRI FIGLI 

di Arturo Stenio Vuono *

  Scrivevamo, di recente, che “…il tollerare, ulteriormente, il residuo << simulacro >> d’uno Stato, delegato – esclusivamente – alla gestione di parametri monetaristici, e per “conti in ordine”, etc., significherebbe compiere un crimine, non tanto verso noi stessi, quanto in danno di chi ci segue – o seguirà – come i nostri figli, e nipoti, ai quali – già uno su due – si nega il diritto ad una dignitosa esistenza, al lavoro << faber fortunae suae >> , a una famiglia e ad una casa. Tanto avviene, e sembra proprio che non vi sia una sola possibilità di << sblocco >> , tra le tante cause ( come, ad esempio, le distorte funzioni di Unione Europea  e Banca Centrale Europea nonchè l’egemone, egoista, << egocentrismo di prussia >> ), oggettivamente per l’esistenza – aggiungevamo ( sempre di recente ) – “… d’una << economia pesante e non competitiva >> ……. , a motivo di disparità derivanti dalla << concorrenza globalizzata >> …

    Ancora, di recente, e da parte di Bankitalia, e da parte di tutti gli osservatori e addetti all’ economico – statistico, la solita riconferma, di volta in volta “giustificata”, per il rinvio – sistematico – d’una eventuale ( ma in futuribile ) << crescita >> e per una possibile << ripresa  >> , un probabile << sviluppo >> ; nel mentre i dati che, in oscillazione sù e giù (ad iniziare col riferirsi al prodotto interno lordo ), sono – ormai – da “prefisso telefonico”. Dati che ci presentano – incontestabilmente – almeno cinque fattori fissi : l’inarrestabile incremento della non – occupazione ( per carenze del << sistema >> e dei “lacci e lacciuoli” ) , lo sgretolamento del potere di acquisto delle famiglie ( sulle quali gravano, in modo indiscriminato,  vecchi e nuovi “balzelli” ), la diminuizione – irreversibile – delle capacità di impresa ( per via di “sbarramenti” e di “intollerabile fiscalità” ) , il conseguente invecchiamento – come tendenza consolidata – della popolazione e, non per ultimo, l’evidente carenza di ogni tipo di << sussidarietà sociale >> . Questo è il paese, specchio d’una nazione ferita.

    Ci si presenta, checchè – al contrario – se ne dica, una manifesta impotenza delle << classi dirigenti >> a porvi mano con correttivi, a livello politico – economico – sociale, che viene aggravando la situazione – già compromessa e precaria, sul piano generale, – per la perdita di risorse delle neo – generazioni; va delineandosi una fuga, epocale, dei molti – nostri – giovani ( in particolare, rientranti nella cosiddetta << disoccupazione intellettuale >> ) verso la Gran Bretagna, Francia, Germania e, pure, per l’Irlanda. La disoccupazione, risultante principe della << crisi >> in atto , praticamente – e inspiegabilmente ( ma non tanto ) – non è all’ordine del giorno, salvo i soliti e stucchevoli “annunci” in cui non crede più nessuno, e si giunge allo spregevole e sprezzante cinismo di considerarne l’andamento ( sotto – sotto ) come un prezzo da pagarsi  a tutte quelle forme esigenti di << stabilità >> ( un vero e proprio << totem >> che richiede continui  e inutili sacrifici ).

    Ci si muove sul tutto – e il contrario del tutto ( sulla linea di evidenti limitazioni ) – e, con la massima evidenza, sul problema di non potersi chiamare fuori dall’accoglienza delle moltitudini di migranti, com’è – in tal caso – giusto che sia ( ma sino a quando possibile e indefinita ? ), ma i nostri giovani sono stati relegati – in secondario – a una solitudine, ingiusta, a motivo di quel che – perciò – appare una sorta di << neutralismo dello Stato >>. Uno Stato, l’attuale,  che, come Medea, uccide i propri figli : “…così è, se vi pare”. L’imperante demagogia, cui non ha posto fine lo stesso ministero di competenza ( oggi in mano a una titolarità di colore ), in realtà, è per nascondere una deriva innegabile : barconi che attraccano al sud e i disperati che, nella migliore delle ipotesi, andranno ad alimentare il “lavoro nero”; e, purtroppo, a parte il lasciare l’Italia per il << vecchio continente >>, si rivedono i treni, certo più moderni d’una volta, sui quali viaggiano i giovani meridionali; che, ormai, non trovano più posto neppure in ambito della << economia sommersa >>, diretti verso il centro – nord della penisola, anche esso in asfissia ( per insediamenti di “estero imprenditoria”, non solo di cinesi, basati su forme di vera schiavitù e di feroce, disumano, sfruttamento delle maestranze, addette alla produzione ). Ma c’è, sempre, comunque, una cosiddetta << radice del male >> da ricercarsi e sulla quale interrogarsi.

    Una << radice del male >> ( con profezie ? )  – che viene da lontano – e in archivio, per pochi “precedenti” dimenticati, per cui  si troverà che, sul finire degli anni settanta, già da parte di Roy Jenkins ( presidente dell’allora Commissione ex C.E.E. ), a Strasburgo, si attribuivano nere previsioni alla “sfida delle nuove tecnologie” : << …se guardiamo il futuro, ciò che ci aspetta è il crollo dell’ordine economico e sociale al quale è stata costretta l’Europa del dopoguerra >> . Noi, oggi, sappiamo esserci stata – prevalente – un’altra causa : l’aver l’Europa, ricostruita se stessa sui modelli  politico – sociali degli anni << ’20 >> , come se non fosse nulla accaduto di  “ardita sperimentazione” ( e di  – temporaneamente – “risolutivo” :  in Italia, con un cammino interrotto – di viva forza – da “potentati ostili” e vicende belliche, e come altrove ). E, sul finire degli anni settanta, già da parte del Fondo Monetario Internazionale, si affermava : << …è assolutamente necessario assicurare la moderazione dei costi interni, specialmente del costo del lavoro, perchè… >> , << …è perciò essenziale che i  nuovi contratti salariali  a livello nazionale ed aziendale assicurino che la crescita dei costi del lavoro in termini reali, incluso l’effetto derivante dalla ristrutturazione del salario…sia mantenuta molto al di sotto della crescita produttiva >> , << …a questo riguardo è necessaria la moderazione dei costi di lavoro nominali oltre che reali… >> ( << raccomandazioni >> – anche allora all’Italia – di cui al << rapporto >> del 9 aprile 1979 ). Noi, oggi, sappiamo esserci stata – prevalente – un’altra cosa : l’avere il montante << capitalismo di carta >> ( uso a “pilotazioni di borsa” e a sottrarsi al “rischio d’intrapresa” ) , in tutti i modi, impedito che si concretizzasse l’evoluzione – in giusta direzione – di quello << produttivo >> e la sua trasformazione – oltre il modello tradizionale ( in mani dei soli << imprenditori proprietari >> e senza l’associazionismo del lavoro dipendente ) – che avrebbe garantito l’innalzamento della produttività ( in uno con la “competitività” ), risolvendo così il << problema >>; costringendo, in pratica, l’imprenditoria privata – pena una marginalizzazione, in ambito, della << economia di mercato >> , e il perimento ( nonostante le resistenze che, nell’attuale, scemano sempre di più ) – a delocalizzarsi per operare in aree vicine ( nei Balcani, ex – Iugoslavia, ex “satelliti sovietici” ) oppure muoversi –  in cointeressamento –  verso gli Stati, come la Cina e i “paesi emergenti”,  che “aprendosi” ( per, poi, monopolizzare e fagocitare il << mercato >> ) – però hanno operato e operano con nuove forme, camuffate, di << economia collettivistica >>.  E, sempre sul finire degli anni settanta, già da parte di non pochi studiosi, venivano le molte preoccupazioni ( ne citiamo, una per tutte, del Pietro Terna, che si chiedeva ) : “…quale sarà  nel prossimo avvenire, il nuovo modello di sviluppo…? Forse, molto semplicemente ( rispondeva lo stesso Terna ) quello della << impossibilità della crescita economica >> ; la macchina economica – precisava – si è inceppata a causa della crescita incompatibile, con le << leggi >> dello sviluppo economico, della quota di reddito di lavoro dipendente sul prodotto industriale…”. Noi, oggi, sappiamo esserci stato – prevalente – un’altro motivo: il cosiddetto << inceppamento >> – non come fatto naturale – è stato semplicemente indotto dalla scelta in direzione, esclusivamente, dei “maggiori profitti” ( con la  predisposta “cortina fumogena” del pervenire, necessariamente,  ai << minimi costi >> ); una “scelta” volta a perpetuare – dopo il declino dell’ << errore affascinante del marxismo >> ( K. Hornung – 1979 ) – l’alienazione dell’ << uomo lavoratore >> ( e siamo portati a porci – e a porre – una domanda : ma c’è stata, veramente, una << caduta del muro di Berlino >> ? dato che la sola Russia, già uscita dal << socialismo reale >>, e oggi – in specie – per merito di Putin, ha cancellato il comunismo – ma avendo rifiutato e rifiutando, decisamente,  il cosiddetto << villaggio globale >> ); è alienazione perchè, quì da noi – come in tutta Europa -, c’è il non occupato, c’e il sottoccupato ( ma, in tal senso, pure per l’occupato ), o perchè altrove, in pratica, vi sono le braccia dell’impiegato-addetto, “collettivamente” o “coattivamente”, occupazione sì ma  una verità “oscurata”.

    Come, poi, s’è operato, durante l’ultimo trentennio, nel quale si sviluppava l’invertimento e il sovvertimento, il pervertimento di tutte le logiche politico-economiche, è noto a tutti e si può così riassumere : giungere a tutto quel cui siamo giunti. In Italia, quanto a noi, ereditando gli anni ottanta dell’ex-Pci che – direttamente o indirettamente ( anche per il tramite della CGIL – la << cinghia di trasmissione >> ) – si faceva “scopritore” d’una << nuova economia >> (!) e che, col << breviario dell’austerità operaia >> ( marzo 1978 ), al riferirsi ad un’egualitarismo – livellante la condizione del lavoro – gettando l’esca di generici  e per  successivi “miglioramenti” ( la retribuzione come una << variabile indipendente >> e il “contentino” d’una perequazione salariale, destinando un poco di più alle << mansioni usuranti >> ). In Europa, con la sola eccezione della Germania, a ripararsi e conservarsi ( introducendo : forme di cogestione e coinvolgimento delle maestranze nella << decisionalità produttiva >> ), l’immobilismo e l’indifferenza – suicida – più assoluta. E la sola novità dalla Polonia – del Lech Walesa di “Solidarnosc” – nella quale si smascherò il << padrone – Stato >> ( gennaio 1981 ).

    Ma intervenendo, nel frattempo, la << Laborem Exercens >>, una enciclica intitolata al  << lavoratore >> – che si mosse in direzione del rinnovato antimarxismo ma già contro l’intravedersi d’una forma di  “capitalismo, definitivamente deragliato, non più produttivo e << deviato >> ” – per rivendicare il lavoro come “fatica senza fatica” ( Lettera Enciclica << Laborem Exercens >> del Pontefice Giovanni Paolo II – 14 Settembre 1981 ); e a Napoli, già a quel tempo – purtroppo – “capitale di tutte le precarietà” , ove – in materia – operava attivamente una << consulta permanente >> ( coordinata dal Mons.Antonino Pace ), l’eminente Cardinale Corrado Ursi – con una lettera pastorale – bollava la disoccupazione di << controvangelo del lavoro >>. Questo e altro, tutte le voci inascoltate : lavoro, natura e capitale, da sempre variabili dipendenti – variabili reciprocamente dipendenti – furono, al contrario, violentate nella loro formula di combinazione; una verità solare e inoppugnabile che ha – poi – compromesso il governare anche la sofisticata economia degli << anni duemila >> ( e oltre ) ; e, ciò, nonostante le facilitazioni – pure – dall’introdotta utilizzazione dei progressi della << cibernetica >>.

    Alla << radice del male >> , dunque, a nostro avviso, v’è solo la ragione di avere svoltato in senso opposto a quel che necessitava, ovvero non per una << modernizzazione >> – da affidarsi in mani delle nuove generazioni –  ma per la << globalizzazione >> – che garantiva il sussistere dei vecchi interessi per diversa collocazione – ; per non avere associato il lavoro a partecipare alla gestione dell’impresa e alle decisioni sulla distribuzione del reddito prodotto; per non avere sgombrato il campo dal residuo della cosiddetta << lotta di classe >> – che ha finìto per il “favorire” , rispettivamente, e il << trasloco del mercato >>  e il declino dell’ << apparato produttivo >> interno : ove si fossero neutralizzate  le conseguenze politiche di tale lotta, la migliore “alleata” del risvolto di << globalizzazione >> ,  tutti i problemi interdipendenti, infatti, avrebbero trovato la più fisiologica delle risoluzioni. Il << nuovo ordine economico >> , come si converrà, non è nato “come un fungo”. E dovrà essere, prima o poi, senza se o ma, rigettato – interamente – per guadagnarsi la << salvezza >>.

    In sintesi, e in sede europea, tale “nuovo ordine”  è passato mancando una costruzione – o ricostruzione economica – che, seppure – sempre – nel rispetto delle leggi dell’economia, si industriasse per una nuova etica della proprietà e dando all’uomo ( principio e fine di ogni attività economica ) il posto che gli è dovuto. Quale l’alternativa intervenuta ? Più chiaramente , e precisamente, come da noi, e non solo : con questo << Stato Medea >> che “uccide” i propri figli. La risposta verrà – se verrà – ma bisogna crederlo ( seppure – per ora – solo una speranza ) : affidandosi al << timone >> d’una, prossima e auspicata, “rivolta giovanile”  contro le devastazioni della << decadenza >> in atto, da Brest a Bucarest, che coniughi – in un solo << blocco >> – la rivincita del  << patriottismo >> , non retorico, della << produzione >> e del << lavoro >>.

    La sola, unica, difficile ma non impossibile,  “via di uscita” !

 presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

https://azimutassociazione.wordpress.com

( DA TRENTO )

[ SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE ]

—– Original Message —– From: CSSEO

To: ( . . . ) : Sent: Friday, January 24, 2014 10:03 AM
Subject: 29 gennaio – Germania e Russia: una insospettabile fratellanza spirituale
 

INVITO

GERMANIA E RUSSIA: UNA INSOSPETTABILE FRATELLANZA SPIRITUALE

Il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale organizza a Trento, mercoledì 29 gennaio, alle ore 17,30, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55), l’incontro-dibattito Germania e Russia: una insospettabile fratellanza spirituale. Interviene Massimo Libardi.

“Non è un caso che sia stato proprio un russo, ancora Dostoevskij, a caratterizzare già più di una generazione e mezzo fa, l’antitesi fra l’Europa occidentale e la Germania , questo «popolo grande… e singolare»”.

La Germania è in guerra con la Russia e mentre Thomas Mann conclude le sue Considerazioni di un impolitico (il volume viene pubblicato per la prima volta a Berlino nel 1918 da Fischer Verlag) “si annuncia l’armistizio” tra le due nazioni. Eppure in tutti questi anni di conflitto bellico Mann vede nella Russia il suo vero alleato nella guerra, che non è una guerra per la conquista di territori e ricchezze, per l’affermazione di interessi nazionali, ma una guerra di principi. Questa guerra “rappresenta in sostanza una nuova esplosione, la più grandiosa forse e alcuni credono l’ultima, dell’antichissima lotta dei tedeschi contro lo spirito dell’Occidente”, contro quelle che vennero definite le idee dell’Ottantanove e più indietro contro la tradizione latina.

Certo la Russia è alleata con le potenze occidentali — la Francia , l’Inghilterra —, ma la sua vera natura è quella di rappresentare per l’Oriente ciò che la Germania rappresenta per l’Occidente: il rifiuto del prevalere dell’individuo e dell’economia, della superiorità della società sulla comunità. Mann vedeva nella grande tradizione russa e nel panslavismo incarnati da Dostoevskij un alleato in questa guerra spirituale contro l’Occidente. E Dostoevskij con il suo Diario di uno scrittore è uno dei numi tutelari del saggio manniano. Del resto i due libri presentano analoghi caratteri: entrambe non sono un’opera omogenea, almeno secondo il corrente canone letterario, ma una raccolta di testi che registrano riflessioni e umori diversi.

Le idee di Mann, anche se durante la Repubblica di Weimar lo scrittore diventa un paladino della democrazia e del liberalismo, non smettono di lavorare sottotraccia e le sue Considerazioni influenzeranno quella galassia di movimenti che va sotto il nome di Rivoluzione conservatrice. Elementi centrali sono il rifiuto del regime liberal-democratico e borghese della Repubblica di Weimar, la critica al parlamentarismo e alla democrazia, definiti “la tirannia del denaro”, la nostalgia per i valori tradizionali della vecchia Germania.

Ad essa aderiscono personaggi noti come Carl Schmitt, i fratelli Jünger, Erich von Salomon, o i meno noti Moeller van den Bruck (curatore della prima edizione tedesca di Dostoevskij), August Winnig, Ernst Niekisch e i fratelli Strasser. Tutti costoro videro nella Russia sovietica la macchina distruttiva che, finalmente, avrebbe contribuito a eliminare dalla scena il liberalismo e il mondo borghese, cui si doveva la decadenza della civiltà e l’avvento del dominio del mercantilismo economicista. Formularono scenari in cui una Germania socialista e nazionalista avrebbe potuto affiancare l’URSS in un finale regolamento di conti contro l’Occidente capitalista.

Questi temi sono affrontati nell’incontro-dibattito Germania e Russia: una insospettabile fratellanza spirituale che si terrà a Trento mercoledì 29 gennaio, alle ore 17,30, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55). L’incontro è organizzato dal Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale. Interviene Massimo Libardi.

Con questo incontro prende inizio il ciclo Gli spiriti della rivoluzione. La Russia e l’Europa.

È difficile immaginare un paese che più della Russia sia stato, in positivo o in negativo, un punto di riferimento per gli intellettuali e gli stessi popoli europei. Prima dello scoppio della rivoluzione, una parte della cultura tedesca guardava alla Russia e in particolare alla corrente slavofila come a un alleato contro le idee dell’Ottantanove, le idee della democrazia liberale, cui contrapponevano una comune visione organicista della società.

La rivoluzione del 1917 rappresenta una frattura intono a cui si coagulano tutte le ribellioni, le insofferenze, le rabbie del vecchio continente. Inizialmente appare come un momento aurorale dello spirito, un nuovo inizio, un polo magnetico che attrae a sé tutte le avanguardie. Ma quando il fervore rivoluzionario cede il passo alla costruzione dello stato totalitario, questo diventa un modello (nascosto e negato) del totalitarismo che si affermerà nella parte occidentale del continente.

C’è poi il grande enigma della Russia. Questa nazione sterminata, grande come un continente, a cavallo tra Europa e Asia, la cui parte orientale — dimenticata per decenni — viene riscoperta proprio a cavallo del Novecento. Un processo al quale parteciparono pensatori, come Solov’ev, scrittori famosi quali Dostoevskij, Tolstoj e Belyj.

In questo ciclo viene affrontato il tema del rapporto tra Russia ed Europa nel periodo che va dallo scoppio della Grande guerra al secondo dopoguerra.

Nel mese di febbraio, all’interno di questo ciclo, organizzeremo i seguenti incontri:

12 febbraio: L’avanguardia russa fra Occidente e Oriente (interviene Floarea Virban)

19 febbraio: Futurismo italiano e futurismo russo (interviene Maurizio Scudiero)

26 febbraio: La Russia e la Prima guerra mondiale (interviene Fernando Orlandi)

Il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale è su  <!–[if !vml]–><!–[endif]–>Facebook.

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DA NAPOLI – MESSAGGIO “POSTATO” SU DACEBOOK ]

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Pietro Foderini
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DA CAPRI )

—– Original Message —– From: Hotel La Minerva – Capri
Sent: Wednesday, January 22, 2014 5:55 PM
Subject: Classifica di Tripadvisor : il primo hotel di piccole dimensioni in Italia, l’Hotel La Minerva, si trova nell’isola azzurra.

COMUNICATO STAMPA

Il primo hotel di piccole dimensioni in Italia, l’Hotel La Minerva, si trova nell’isola azzurra.

22 Gennaio 2014

Tripadvisor Travel Choice 2014 ha pubblicato la classifica dei migliori hotel di piccole dimensioni in Italia, e l’Hotel la Minerva di Capri si piazza al primo posto nella top ten. Soddisfazione sull’isola azzurra per l’importante riconoscimento che Tripadvisor ha riservato all’Hotel La Minerva che per il secondo anno consecutivo si piazza ai vertici della classifica e si aggiudica il titolo del miglior Hotel di piccole dimensioni (con meno di 30 camere) che si trovano in Italia. Un successo che però viene anche raggiunto con la classifica europea, dove la Minerva, l’elegante ed esclusivo hotel di Via Occhio Marino, si piazza al terzo posto, e nei Top Ten al 9 posto nel mondo. I premi che sono stati assegnati alle migliori eccellenze nel campo dell’ospitalità internazionali sono stabiliti in base a diversi milioni di recensioni di gradimento che i clienti rilasciano al famoso portale turistico. La Minerva è stata anche inserita nella classifica degli Hotel più romantici piazzandosi al quarto posto in Italia, al settimo in Europa e al ventesimo nel mondo. Il riconoscimento ha riempito di orgoglio la famiglia Esposito, proprietaria dell’albergo ed i due direttori Luigi ed Antonino Esposito ritengono il riconoscimento un’ulteriore incoraggiamento per migliorare sempre più le tradizioni dell’ospitalità alberghiere e dell’accoglienza nell’isola di Capri.

Clicca qui per la fotogallery

Press- Hotel La Minerva

via Occhio Marino 8 – 80073 Capri (NA)
tel: +39 081 8377067
fax: +39 081 8375221
www.laminervacapri.com

DA COSENZA – CINQUE FOTO ]

—– Original Message —– From: stenio vuono

Sent: Friday, January 24, 2014 8:24 AM
Subject: Cosenza ieri
 

[ IMMMAGINI : da Cosenza – << COSENZA IERI >>. LE FOTO ( NON VISIONABILI – IN ANTEPRIMA ) : DOPO IL TERMINE – SERVIZIO CHE SARA’, TRA BREVE, IN RETE – SUCCESSIVAMENTE, CON INVIO ALTRA E.MAIL]


[ 2014 – RINNOVIAMO UNA << SCELTA DI CAMPO >> ]
 Associazione Azimut – NAPOLI 
  

  

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L E G G I C I ! ! !

—- Original Message —– From: stenio vuono

Sent: Friday, January 24, 2014 8:24 AM
Subject: Cosenza ieri

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(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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