I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO”, ETC


I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO”, ETC
Saturday, February 15, 2014
[“AZIMUT-NEWSLETTER”:16/2/’14]
UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
Silenzio pre elettorale, domenica si vota per le regionali AL VOTO – LA SARDEGNA ( MA…COME…ANCORA SI VOTA ?… )
OGGI : << I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO”, ETC.
[“AZIMUT-NEWSLETTER”:16/2/’14]
[ROMA 13 FEBBR.’14 – POLITBURO NOMENKLATURA << “OLIGARCHIA” & “GERONTOCRAZIA” >> E IL “GIOVIN SIGNORE” PER LA (SENZADEMOS)CRAZIA ]
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[ IN QUESTO NUMERO – TRA LE TANTE NOTIZIE ]
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1 LO << SCUDISCIO DI LEHNER >> Renzi a Palazzo Chigi – Cicchitto trans-politico ]
e…Lehner sui Letta
[ << I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” ]
 L’EDITORIALE DI ARTURO STENIO VUONO E DUE MESSAGGI DI GIANCARLO LEHNER – PER LEGGERE TUTTO : VEDI OLTRE ]
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 [ dal << Roma >> di Napoli : sabato, 15 febbraio 2014 ]
[ PER LEGGERE TUTTO : VEDI OLTRE ]
IN COPERTINA
foto di ROBA DA PDL.
[ DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK ]
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Saturday, February 15, 2014
CONSULTAZIONI

Cav: ‘Noi opposizione, ma rispettiamo patti’ Alfano: ‘Buona volontà Renzi, esito incerto’

Letta a passeggio il giorno dopo le dimissioni FOTO

Berlusconi dopo colloquio con Napolitano Berlusconi dopo colloquio con Napolitano

Renzi vede Baricco e Guerra Segretario Ncd: ‘Se il programma è grande non ci deve essere fretta’. FOTODIRETTA GIORNATA Incarico in tempi stretti. FdI consegna simbolicamente al presidente della Repubblica le tessere elettorali VIDEO. ‘Controconsultazioni’ del M5s davanti a Montecitorio VIDEOIl calendario: c’è Berlusconi, non Renzi. Impazza il toto-ministri

[ CONSULTAZIONI – ( . . . ) in chiusura, Forza Italia guidata da Silvio Berlusconi. Manca solo il Pd guidato dal coordinatore della segreteria Renzi, Lorenzo Guerini. Per le 20 le consultazioni dovrebbero essere concluse, toccando poi a Napolitano far sapere le sue conclusioni. ( . . . ) … ]
( . . . ) Berlusconi: Fi farà opposizione responsabile – “Noi siamo all’opposizione” del governo Renzi “ma la nostra sarà una opposizione responsabile”, ha affermato il leader di Fi, Silvio Berlusconi, al termine delle consultazioni. ” ( . . . ) abbiamo manifestato preoccupazione e stupore per questa crisi che si è aperta fuori dal Parlamento, nell’ambito di un solo partito e dando vita alla proposta di un nuovo governo senza che si sia sentita una sola parole su quale sarà il programma”. In ogni caso “Forza Italia mantiene l’accordo su legge elettorale e riforme”, ha concluso Berlusconi. ( . . . )
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Ripresa economica: Pil del quarto trimestre a +0,1% IL LAVORO ? PUO’ ATTENDERE ! ! ! [ ASSOCIAZIONE “AZIMUT” – NAPOLI ]
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LO << SCUDISCIO DI LEHNER >> 
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner – To: ( . . . )  
Sent: Friday, February 14, 2014 11:15 AM
Subject: Lehner sui Letta
Se il centrodestra avesse liquidato lo zio, come il Pd ha fatto col nipote, lo spread dell’ipocrisia italiana sarebbe disceso da 1.000 a quota 100.
Giancarlo Lehner
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—– Original Message —– From: “ezio” –  To: arturo vuono
Sent: Friday, February 14, 2014 5:11 PM
Subject: svegliate berlusconi
QUALCUNO AVVISI BERLUSCONI CHE RENZI GLI STA SCAVANDO LA FOSSA!!!!
Ezio
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—– Original Message —– From: Associazione Azimut
Sent: Thursday, February 13, 2014 6:55 PM
OGGI : << I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO”, ETC.
[“AZIMUT-NEWSLETTER”:16/2/’14]
A NAPOLI
Associazione Azimut - Naples, Italy   
LA << POSTAZIONE TELEMATICA DELLA LIBERTA’ >>
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[ IN QUESTO NUMERO ]
 LO << SCUDISCIO DI LEHNER >> Renzi a Palazzo Chigi – Cicchitto trans-politico ]

[ << I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” ]
 L’EDITORIALE DI ARTURO STENIO VUONO E DUE MESSAGGI DI GIANCARLO LEHNER – PER LEGGERE TUTTO : VEDI OLTRE ]
[ dal << Roma >> di Napoli : sabato, 15 febbraio 2014 ]

[ PER LEGGERE TUTTO : VEDI OLTRE ]
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[ TRATTO DAL WEB ]
Associazione Azimut – Thursday, February 13, 2014

Letta domani da Napolitano per dimissioni Renzi: ‘Usciamo da palude. Nuovo governo’

Segui il LIVEBLOG Direzione del Pd approva il documento che chiede una ‘fase nuova, con nuovo esecutivo’ con 136 voti a favore, 16 voti contrari e 2 astenuti

Matteo Renzi ed Enrico Letta Matteo Renzi ed Enrico Letta

(FOTO DirettaAlfano: governo cade a causa scontro interno Pd. Berlusconi vede i suoi nella sede del partito per fare il punto. Scelta Civica, da Renzi risposta importante. Lega, votare subito

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UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
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<< I 30 ( SENATUR – N.C.D. ) DI “ALI BABA’ ! >>  E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO” !  – [ “AZIMUT-NEWSLETTER”:16.02.’14 ]

 
  
[IN QUESTO NUMERO : LO << SCUDISCIO DI LEHNER >> Renzi a Palazzo Chigi – Cicchitto trans-politico ]
[ << I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” ]
[ L’EDITORIALE DI ARTURO STENIO VUONO E DUE MESSAGGI DI GIANCARLO LEHNER – PER LEGGERE TUTTO : VEDI OLTRE ]
 [ dal << Roma >> di Napoli : sabato, 15 febbraio 2014 ]
[ PER LEGGERE TUTTO : VEDI OLTRE ]
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[ IL SOLITO << TORMENTONE – ITALY >> ]
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“…e al fin della licenza, io non perdono e tocco…”

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[ MEMENTO ]

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<< Per noi i guerrieri non sono quello che voi intendete. Il guerriero non é chi combatte, perché nessuno ha il diritto di prendersi la vita di un altro. Il guerriero per noi é chi sacrifica se stesso per il bene degli altri. E’ suo compito occuparsi degli anziani, degli indifesi, di chi non può provvedere a se stesso e soprattutto dei bambini, il futuro dell’umanità. [ Toro Seduto ] >>

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[ TRATTO DA WWW.ILGIORNALE.IT ]

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Il Cav: no agli inciuci. Possiamo collaborare soltanto sulle riforme

Berlusconi resta in attesa: “Letta ha fatto di tutto per cacciarmi, ora rischia di essere mandato via dai suoi”

Adalberto Signore – Gio, 13/02/2014

 « In questa vicenda io resto uno spettatore e niente altro. Di certo, sono contrario a qualunque tipo di inciucio…

E dunque, che rimanga Letta o che arrivi Renzi, l’unica disponibilità che avrà dal sottoscritto è sul fronte delle riforme istituzionali. Sulla nuova legge elettorale e sull’abolizione del Senato, infatti, Forza Italia continua ad essere pronta a tenere fede agli impegni già presi con il segretario del Pd. Niente di più, perché il resto sono giochi di Palazzo e basta ». Ufficialmente continua a restare chiuso nel suo silenzio il Cavaliere. Anche se con chi ha occasione di sentirlo ostenta un certo distacco dalle vicende di queste ore, convinto che non solo il Pd stia regalando « uno spettacolo indegno » ma anche i suoi alleati di governo. Ecco perché in un momento simile l’unica strada da seguire è quella del silenzio, la stessa che non a caso ha imboccato in queste ore anche Beppe Grillo. Con un obiettivo chiaro: quello di restare il più possibile fuori da un teatrino che tutto farà fuorché portare consensi. Chi parla, dunque, è ancora una volta Giovanni Toti. Che ai microfoni del Tg1 conferma che « Forza Italia starà all’opposizione come già accade adesso con un governo che non sa risolvere i problemi del Paese ». E se davvero andasse in porto il Renzi I, punta il dito il consigliere di Berlusconi, si tratterebbe del « terzo governo che non arriva dalle elezioni e con un altro presidente del Consiglio che arriva a Palazzo Chigi con una staffetta ». Una presa di distanza nettissima, dunque. Solo sul fronte riforme Berlusconi lascia aperto un canale, convinto che il via libera ad una nuova legge elettorale e l’abolizione del Senato possano essere due passaggi chiave per rilanciare la politica e riproporsi come chi ha dato un contributo fondamentale al passaggio dalla Seconda alla Terza Repubblica. Per questo il Cavaliere vorrebbe andare avanti, pur temendo che con il segretario del Pd a Palazzo Chigi cambino sia la tempistica che gli equilibri. Renzi, infatti, non avrebbe più interesse ad un accelerazione che chiuda la partita in dodici mesi, visto che l’orizzonte del voto si sposterebbe al 2018. Senza considerare che a quel punto la riforma elettorale dovrebbe essere concordata anche con Alfano, visto che a quel punto Ncd non sarebbe più l’alleato di Letta ma dello stesso Renzi. Non a caso, uno dei timori usciti ieri nella riunione a Palazzo Grazioli con Verdini è proprio che la trattativa sulle riforme vada per le lunghe e che alla fine dal segretario del Pd arrivi a sorpresa una « controriforma » che tuteli i piccoli, da Ncd a Sel. Di certo, c’è che ieri il Cavaliere ha assistito alla conferenza stampa di Letta con un pizzico di soddisfazione. La battuta sulla « fine del Ventennio », infatti, Berlusconi non l’hai mai troppo mandata giù e vedere solo pochi mesi dopo il premier ad un passo dalla crisi di governo e per giunta per mano del Pd non gli ha propriamente rovinato la giornata. Da quando si è seduto a Palazzo Chigi ha fatto il possibile per cacciare me e Forza Italia – è il senso della sua riflessione – e ora « “rischia di finire che il Pd caccia lui” ».

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LO << SCUDISCIO DI LEHNER >> 

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[ Renzi a Palazzo Chigi – Cicchitto trans-politico ]

Giancarlo Lehner

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—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner – To: ( . . . )  
Sent: Wednesday, February 12, 2014 7:10 PM
Subject: Renzi a Palazzo Chigi
Renzi farà qualcosa di positivo a Palazzo Chigi? Credo di no, a meno che non possieda lo stesso culo a cielo aperto della Fiorentina vincente con rapina sull’Udinese.
Giancarlo Lehner
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner -To: ( . . . )  
Sent: Thursday, February 13, 2014 1:13 PM
Subject: Cicchitto trans-politico

Cicchitto, un’intervista al giorno toglie l’autocoscienza di torno, ormai fa parte dei trans-politici.
Che Alfano e Letta nipote siano tesi a rifondare la Dc è naturale; che all’associazione per riscudocrociare l’Italia partecipi  il già laico-socialista Cicchitto, ora zatterante alla deriva,  è contro natura.
Sic trans gloria mundi.
Giancarlo Lehner
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[ L’ARTICOLO – LEGGI ]
L’opinione di
Vincenzo Nardiello
Una democrazia sotto sequestro

Siamo sotto sequestro. Un Governo morto e uno nato nel sottoscala di un partito; la volontà popolare umiliata e resa di fatto inutile; il Parlamento ridotto a notaio di decisioni del Pd; la credibilità delle istituzioni a pezzi. L’esito della mossa renziana è un panorama di macerie. Nell’attesa di giudicare Renzi sui fatti, non è possibile tacere quanto sta accadendo in queste ore. I cittadini guardano attoniti. Sconcertati. Si chiedono a cosa serva votare, se non si tratti ormai di un vuoto rituale. E a cosa servano e quanto valgano le parole dei leader politici. La cosiddetta staffetta – ovvero cambiare premier, Governo, programma e forse anche maggioranza sulla testa degli italiani – ci riporta al peggio della Prima Repubblica targata Dc. Ma stavolta il protagonista di questo passo del gambero non è un consumato attore di antica data, bensì colui che ha costruito le proprie fortune annunciando proprio la fine della vecchia politica. Dopo aver giurato che mai avrebbe accettato di andare a Palazzo Chigi senza il voto popolare, in omaggio ai peggiori bizantinismi- fare sempre il contrario di ciò che si dice – il nostro disarciona Letta come D’Alema spodestò Prodi: con una manovra di palazzo. È grave che la crisi non sia stata parlamentarizzata. Se si vuol cambiare Governo senza passare per il popolo, si dovrebbe avere almeno la decenza di farlo nel luogo dove la sovranità popolare trova la sua rappresentanza: il Parlamento. Si potrebbe obiettare che anche Berlusconi nel 2011 si dimise senza un voto di sfiducia. Appunto, non si capisce dove sia la novità di Renzi. Anche questo passaggio è in piena continuità con modalità extraparlamentari quantomeno discutibili. Per non parlare della caccia aperta a potenziali “traditori” di Sel, M5S e Lega. Per molto meno Berlusconi l’avrebbero lapidato in piazza. Il Pd si comporta come il padrone del Governo senza aver neanche vinto le elezioni e non si capisce come il Capo dello Stato possa dire « decida il Pd ». Decidere cosa? È il popolo che dovrebbe decidere. Dal 2011 siamo entrati in una sorta di “dittatura dei palazzi”, con governi calati dall’alto, sui quali peraltro grava il forte sospetto di “interessamenti” stranieri. Anche ieri la Merkel ha “benedetto” Renzi, intimando all’Italia di « fare presto »: è la dimostrazione che restiamo una Nazione a sovranità limitata. Cosa farà il governo Renzi lo vedremo. Vedremo se userà la stessa spregiudicatezza per realizzare ciò che serve all’Italia. Ad esempio con l’Anm, quando si tratterà di riformare la giustizia, o con le lobby della burocrazia improduttiva per tagliare la spesa pubblica. Vedremo. Ma l’inizio non è un buon viatico.

[ dal << Roma >> di Napoli : sabato, 15 febbraio 2014 ]
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[ROMA 13 FEBBR.’14 – POLITBURO NOMENKLATURA << “OLIGARCHIA” & “GERONTOCRAZIA” >> E IL “GIOVIN SIGNORE” PER LA (SENZADEMOS)CRAZIA ]
[ L’EDITORIALE ]
Scritto: Thursday, February 13, 2014 6:55 PM
[ DEDICATO A << “COMPAGNI” & “UTILI IDIOTI” ]
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( Alla Camera : i << transfughi >> … “nulla aggiungono e nulla tolgono”… )
I  << 30 >> senatori Ncd ( “Nuovo Centro Destra” ) – pardon del N.C. [ non classificato ] : Laura Bianconi, Giovanni Bilardi, Luigi Compagna, Paolo Naccarato, Piero Aiello, Andrea Augello, Antonio Azzollini, Antonio Caridi, Federica Chiavaroli, Francesco Colucci, Antonio D’Alì, Nico D’Ascola, Giuseppe Esposito, Massimo Cassano, Roberto Formigoni, Antonio Gentile, Carlo Giovanardi, Marcello Gualdani, Franco Conte, Bruno Mancuso, Giuseppe Marinello, Pippo Pagano, Gaetano Quagliariello, Luciano Rossi, Maurizio Sacconi, Renato Schifani, Salvatore Torrisi, Simona Vicari, Guido Viceconte e Mario Dalla Tor.
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Presidente della Repubblica Pd, del Consiglio Pd, del Senato Pd, della Camera Sel. L’Italia è un Paese comunista a dispetto del voto degli italiani e in virtù della teoria gramsciana dell’impadronirsi delle istituzioni.

Presidente della Repubblica Pd, del Consiglio Pd, del Senato Pd, della Camera Sel. L’Italia è un Paese comunista a dispetto del voto degli italiani e in virtù della teoria gramsciana dell’impadronirsi delle istituzioni.

Arturo Stenio Vuono [ editoriale ]
vuono
<< I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE”

 

Il 13 febbraio 2014, a Roma, nel corso d’una frettolosa ed improvvisata conferenza stampa ( per noi : “a futura memoria” ), Alfano rilancia l’idea della “rinnovata stampella” al prossimo esecutivo, in prospettiva, della sola egemonia-democrat; le “condizioni” (dixit: o si cambia sul serio oppure al voto ) lasciano il tempo che trovano. D’altronde l’Angelino – “il galleggiante” – è abbastanza navigato per sapere, perfettamente, che “alzare la posta” del << sostegno >> è gioco spericolato; ne sortirebbe, dal tendere – troppo – la corda( ma si chiede il massimo, per ottenere – almeno – il minimo ), per un braccio di ferro tra il “diversamente berluscones” e il “renzuscones”, un  prevalere di quest’ultimo; e il << Giovin Signore >> della Sinistra,oltre che rottamatore, spregiudicato e ambizioso, ha già imparato bene la lezione; e, giammai, sarà la “testa di turco” di nessuno. Ad ogni modo, considerato lo scenario – ormai – da << repubblica delle banane >> e del “baratto”, facile sarebbe il far collimare del Renzi con settori – al senato – dell’opposizione, di “preoccupati” per una sicura non rielezione, ove vi fosse interruzione traumatica dell’attuale legislatura, che – dopo avere liquidato il premier Enrico Letta – si libererebbe anche dell’ex vice. Tutto, e il contrario di tutto, è possibile, alla bisogna – per migrazioni di singoli eletti – , se si eccettua la compattezza di FI ( già PdL ); e con buona pace di chi, ancora oggi, vuole riscrivere la storia ( per via giudiziaria ) di caduta dei governi per presunta “compravendita di senatori” ( ma c’è solo uno – più o meno – “accertabile” da “Toga-Toga” partenopea ); che, more solito, vince sempre il << teorema >> e, per usare il plurale, la << guerra delle parole >>.C’è, veramente, da “scompisciarsi” ! Trattando del tema di Renzi, e della compagine governativa che verrà a guidare, lo stesso  affermava che non si può trattare d’una maggioranza definita di centrosinistra: e ci sarà accanto,come per l’uscente Mr.Letta, il cosiddetto  << nuovo centrodestra >>. Questo vuol dire che la distinzione non è completamente superata e che anzi, col riconoscimento – riconfermato – degli attuali scarsi numeri in parlamento, si è legalizzato un limite che è l’ultimissimo  residuo di una procedura da << prima repubblica >>, cioè dall’antica ritualità delle note alchimie agli attuali, degradati, tempi. Solo , e soltanto, un’ammenicolo, dato che – ormai – nella << repubblica napolitana >> , a motivo che – sovente – il popolo “sbaglia” [ sic ] , si procede con metodo meno complicato ( l’ultimo premier – indicato, risultato dalle urne, è stato Silvio Berlusconi ) e con la sola benedizione del Colle, più gradimento della Merkel, per – poi – una pedissequa “ratifica” a “Monte Citorio” e “Palazzo Madama”.  Nessuno certo può essere così ingenuo da pensare che il “patriottico” << collaborazionismo >> di Angelino Alfano si risolva tutto in una funzione del neo << moderatismo >>; epperò basterebbe riflettere, per dirne solo una, alla indisponibilità di perdere gli << scranni >>, per accorgersi del disvalore della nuova – ma vecchia – presa di posizione. Ma è pur vero che il problema originario, e principale, l’unico, è rimasto tuttavia quello della difesa di “interessi individuali” e della conservazione delle prebende. Nel rinnovato passo la preoccupazione dominante è e doveva essere quella di scansarsi dai pericoli : la opera più propriamente ricostruttiva, infatti, può cominciare solo, forse,in un secondo tempo, quando – semmai – il ricambio è effettivamente garantito dallo scioglimento precoce delle camere e dalle pronunce del << popolo sovrano >>. E a questa prioritaria meta bisogna guardare fin d’ora con lungimirante consapevolezza, per spiegarci le antinomie tuttora non risolte. Così si può spiegare come il Ncd ( il “Nuovo Centro Destra”? meglio dire solo Nc ovvero  il << Gruppo >> “non classificato”… ) , impegnato sul fronte del c.d. “resistere ad ogni costo”, stazioni ancora ai margini dell’alternanza.<< Paese reale >> e << Paese legale >> vivono tuttora in due mondi separati e l’unico  << rapporto >> per il quale le istituzioni sono legate – comuni ai cittadini, seppure apparentemente, è quello per cui – salvo sempre ad evitarle – sono proprio e solo le consultazioni elettorali. Il fatto democratico, nella sua sostanza, però non interessa più di tanto la pletora tutta degli eletti e non interessa, quindi, a maggior, per mezzo dell’arcinoto << parlamentarismo >>, la loro attività in modo trasparente e coerente; la coerenza resta estranea alla filosofia dei diversi – sacri, e immutabili, << Palazzi >>; anzi vi interviene, all’incontrario, battezzata del cosiddetto “mandato senza vincoli” di deputati e senatori. Cosìcchè, costituzione, democrazia, istituzioni e Stato : quattro termini che non hanno, mai, trovato un << centro sistematico >>.Quale sarà l’avvenire? ce lo siamo chiesti, immediatamente, e senza dover attendere gli ulteriori sviluppi del solito “tormentone italico”: dati i termini del problema, così com’è stato da noi stigmatizzato, la soluzione logica appare quella, urgente, d’una nuova legge elettorale, conseguente una chiamata alle urne; e in tale prospettiva, perciò,da doversi includere una normativa avverso il “cambio di casacca”. E’ una soluzione che, almeno sulla carta, risolve le antinomie  sopra accennate, unisce l’elettore all’eletto, e  può eliminare il << trasformismo >>.

Ci si avvierebbe, poi, gradualmente, a una più sicura riforma che supera il << bicameralismo perfetto >> ( ed abrogando il senato della repubblica così com’è ), superando – in parte – gli stessi contenuti del titolo quinto della << costituzione repubblicana >>. La nostra visione ( della quale abbiamo evidenziato poco e solo  l’essenziale ) che prende spunto dalle vicende di transfughi del centrodestra; come la nostra proposta innovativa, potendosi rendere rigida – e non mutabile – l’appartenenza ai gruppi parlamentari, sono tuttora motivo di sospetto e peloso “scandalo”. Ma, per ritornare a bomba, quanto al Ncd ( o Nc ?) come collocare – politicamente e culturalmente – i << 30 >> di “Ali Babà” e l’Angelino che “galleggia”? E’ il consociativismo << democratico >>? << Collaborazionismo >> da e di “vetero repubblikanes”? << Particularismo >> ? << Collateralismo >> ? O puro e semplice << deviazionismo >> ? Quali di tali nostri  concetti interrogativi, spiegano più propriamente l’aspetto che, difficilmente, può interessare il << politologo >>, il sociologo, o il filosofo, o l’economista? Non è male forse ricordare che la dichiarata funzione di garanzia ( in ambito di ex e nuovo esecutivo ), col riferirsi all’evidente dualismo già  nelle “più coese, strette intese”, Alfano la giustifica come del << carabiniere antitasse >> [ sic ] e la (ri)troviamo, in mancanza, ripresa e ripetuta-poi-sotto la nuova forma di presunto contrappeso per altre questioni, già poste sul tappeto, in tema di “unioni civili”, immigrazione, etc.; che – di certo – non saranno accantonate; e la (ri)troviamo, da sempre, come la blanda funzione per la ripetuta cantilena di assicurare equità – sviluppo – occupazione.Tale specie di  “tesi” è fin troppo logorata: è la tesi che, per l’oggi e come in futuro, non potrà più alimentare altre iniziative politico -istituzionali. Cosa potrà dire, di nuovo, Alfano? “Ai miei: – (prima o poi, il leader del Ncd ) – non ho più nulla da indicare”. Come dire che la “funzione” è una sorta di domanda senza risposta. Ad altri, quindi, lasciamo, volentieri, l’arduo impegno di dare una spiegazione a tali incomprensibili comportamenti del gruppuscolo di “scissionisti”; noi – che la consideriamo come una pagina non meritevole dell’analisi – scegliamo di bollarla , a dir poco, disdicevole. Fare politica è concorrere, ossia: affermare o negare, e quindi non solo porre ma risolvere i problemi, non proporre ma superare obiezioni; non urtare in antinomie ma superarle: cioè per giudicare e scegliere. Ciò, e tutto ciò, solo ciò, sul piano politico, la insegna ch’è, sempre, in ogni tempo e in ogni modo,  da privilegiarsi;la << insegna >> che, come si scriverà, non ha appartenuto – e non appartiene – ai << 30 >>  ( 29 più l’interventore, seppure tardivo, on.le  Schifani) e ad Angelino “galleggiante”. Per il resto, gli altri << sodali >> – alla camera – nulla aggiungono, nulla tolgono.Che tutti costoro siano in buona fede – o meno – non è problema che ci interessa; che, poi, eventualmente, rivengano nella  coalizione  del centrodestra, è tutto un’altro problema; che, infine, pensino – successivamente – di “riposizionarsi” e così di “ricircuitarsi” è solo, soltanto, un loro problema.Quel che conta, e conterà, comunque sia, resta una traccia indelebile – per la similitudine della sottana che se alzata per la prima volta, ulteriormente, sarà sempre così – ,  è l’avere disatteso il mandato dei propri elettori e il programma, la linea di impegno,etc., cosicchè, oggettivamente, scesi a livello di veri e propri << ladroni di voti >>. A tempo debito e opportuno, perciò, nel moniterarli e “rivoltarli come i calzini” ( gli elettori, se del caso, non hanno “l’anello al naso” ), le loro posizioni personali, di << famigli >>, amici degli amici e << compagni di merenda >> , evidentemente, non dovranno essersi “variate”. Oppure no ? Per intanto, e in attesa, un nostro <<  Amen >> ! ! !

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[ DALLA RASSEGNA – STAMPA ]
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[ TRATTO DA WWW.ILGIORNALE.IT ]

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Foto

[ “AZIMUT”  NAPOLI – NELLA FOTO DI ARCHIVIO : LABOCCETTA E VUONO SENIOR ]

Lo zampino di Napolitano anche nella congiura di Fini

Laboccetta: “Da presidente della Camera si sentiva con Napolitano ogni giorno”. Poi disse: “Non avrò pace finché non vedrò la testa del Cav cadere ai miei piedi”

Andrea Cuomo – Gio, 13/02/2014 –

Roma – Il complotto anti-Berlusconi? È partito ben prima del luglio 2011 e ha un protagonista inatteso ma neanche troppo: Gianfranco Fini, allora presidente della Camera e numero due del Pdl.

L’ex leader di An già tesseva le fila del suo tradimento nei confronti del leader del centrodestra giocando di sponda con il Quirinale per fare le scarpe al suo « capo » e prendere il suo posto a Palazzo Chigi. Ricostruzioni che si devono non a un giornalista un po’ « fanta » e un po’ politico, ma a un politico che di quelle vicende fu testimone privilegiato. Quell’Amedeo Laboccetta allora deputato del Pdl e vero braccio destro di Fini, che racconta in una lunga intervista a Carlantonio Solimene del Tempo gli antefatti del complotto narrato nel suo libro da Alan Friedman. Certo, si può anche sospettare un po’ di risentimento da parte di Laboccetta nei confronti del suo leader e amico (intendiamo Fini) a cui non ha mai perdonato l’ultima stagione politica, quella delle coltellate alla schiena. « Prima che politici bisogna essere uomini. E Fini non lo è mai stato », la spietata diagnosi di Laboccetta. Una testimonianza di disprezzo certamente ingigantita dalla delusione. Però i racconti dell’esperto politico campano sono dettagliati e non solo una vendetta servita gelata.
Il racconto di Laboccetta parte dal 2008, quando, appena salito Berlusconi a Palazzo Chigi dopo il trionfo elettorale, Fini inizia a coltivare rapporti privilegiati (e politicamente adulterini) con Giorgio Napolitano. « Si sentono al telefono praticamente ogni giorno », il ricordo di Laboccetta, testimone diretto di molti di quei colloqui perché in quel momento è uno dei pochi del suo entourage di cui Fini si fida ciecamente. Arriva il 2009 e Fini inizia a dare segni di insofferenza nei confronti del Cavaliere e quest’ultimo cerca di rabbonirlo proponendogli la segreteria del partito. Ma Fini si tiene stretto Montecitorio « perché da lì poteva “tenere per le palle Berlusconi” ». Poi Fini alza la posta e chiede addirittura la testa di La Russa, Gasparri e Matteoli. Suoi amici. « Ma l’amicizia in politica non ha valore », replica spietato Fini. Quanto al Cav la ferocia del fondatore di An è addirittura agghiacciante: « Una volta mi disse: “Non avrò pace fino a quando non vedrò ruzzolare la testa di Berlusconi ai miei piedi” ».
Si arriva allo showdown del 2010. Fini è convinto che il Cavaliere sia « finito » e si prepara a papparsene i resti. Alimenta la fronda interna e prepara quello che dovrebbe essere il suo grande giorno: il 14 dicembre 2010 quando, in un clima incandescente dentro e fuori Montecitorio, il governo Berlusconi si gioca la sopravvivenza con un voto di fiducia. Fini è convinto di far cadere l’esecutivo, ma non ci riesce e da quel momento inizia la sua parabola negativa come leader di Fli, il partito-yogurt, nel senso della durata. Ma ciò che importa è la frase che prima dell’imboscata fallita Fini rivolge a un Laboccetta che cerca di farlo ragionare: «Tu non pensare che io giochi d’azzardo. Credi che mi muoverei così se non avessi un accordo forte con Napolitano? ». Che a sua volta rispondeva a « una regia extranazionale ». Quello che a Re Giorgio non riesce quel tumultuoso giorno di dicembre con il burattino Fini, gli riuscirà quasi un anno dopo in un clima più fertile perché economicamente degradato e con uno strumento politicamente più credibile: Mario Monti. Ecco, quelle del 2010 sono prove tecniche di quasi golpe. Che Laboccetta rivela solo ora perché « all’epoca ho fatto di tutto per favorire una ricomposizione » e in seguito « ho ritenuto che era meglio lasciare queste cose alle miserie umane ». Oggi però che le rivelazioni di Friedman illuminano gli ultimi punti oscuri di una storia a lungo solo immaginata, è giusto raccontare anche il prequel di una saga già troppo lunga.

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[ROMA 13 FEBBR.’14 – POLITBURO NOMENKLATURA << “OLIGARCHIA” & “GERONTOCRAZIA” >> E IL “GIOVIN SIGNORE” PER LA (SENZADEMOS)CRAZIA ]
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UN POPOLO AL BIVIO – REAGIRE O SCOMPARIRE! RIBELLARSI E’ GIUSTO!!! “DRESDA BRUCIA ANCORA”… E ALTRE NOTIZIE…

UN POPOLO AL BIVIO – REAGIRE O SCOMPARIRE! RIBELLARSI E’ GIUSTO!!! “DRESDA BRUCIA ANCORA”… E ALTRE NOTIZIE…

Inviato da Production Reserved ⋅ 12 febbraio 2014

 

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UN POPOLO AL BIVIO – REAGIRE O SCOMPARIRE! RIBELLARSI E’ GIUSTO!!! “DRESDA BRUCIA ANCORA”… E ALTRE NOTIZIE…

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1
—– Original Message —– From: CSSEO
To:  ( . . . ):
Sent: Thursday, February 13, 2014 11:02 AM
Subject: 19 febbraio – Futurismo italiano e Futurismo russo

INVITO

FUTURISMO ITALIANO E FUTURISMO RUSSO

 

Il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale organizza a Trento, mercoledì 19 febbraio, alle ore 17,30, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55), l’incontro-dibattito Futurismo italiano e Futurismo russo. Interviene Maurizio Scudiero. Introduce Massimo Libardi.

Con questo incontro prosegue il ciclo Gli spiriti della rivoluzione. La Russia e l’Europa.

 

È un fatto incontrovertibile.

Quando il 20 febbraio 1909 il quotidiano parigino Le Figaro pubblicò in prima pagina il manifesto di fondazione del Futurismo, il panorama dell’arte cambiò drasticamente.

Certo vi erano già stati segnali “forti” di cambiamento, come l’Espressionismo e il Cubismo, ma niente che avesse a che vedere con la rivoluzione epocale che si stava scatenando in quel momento, non solo in Italia, ma su tutta l’Europa. Infatti, quel manifesto, pubblicato a Parigi, cioè nella “tana del lupo”, dove stava il centro pulsante dell’arte europea, ebbe l’effetto di un “cavallo di Troia”, e inoltre la massima diffusione, ad Ovest, a Nord, ma soprattutto ad Est, in Russia, dove ne fu data notizia e tradotti ampi stralci quasi in tempo reale.

Le
                                                        Figaro, 20
                                                        febbraio 1909 :
                                                        il Manifesto di
                                                        fondazione del
                                                        FuturismoE la Russia fu l’unico paese dove le idee Futuriste non furono solo un “fuoco giovanile”, ma divennero invece un vero e proprio movimento grossomodo fino al 1916, cioè in parallelo all’analogo termine storico della prima fase del Futurismo italiano che si concluse con la morte di Umberto Boccioni e Antonio Sant’Elia.

Ma gli sviluppi nei due paesi presero sin da subito strade molto diverse, anche se vi era comunque questo grande “ombrello”, l’etichetta “futurista” che li accomunava.

Nella Russia ancora zarista, a differenza che in Italia dove invece si poteva parlare di “gruppo monolitico”, il Futurismo si articolò in vari gruppi, correnti, distinguo, che di fatto, al di là delle apparenze, operavano su posizioni teoriche del tutto diverse non solo tra di loro, ma soprattutto rispetto al Futurismo italiano.

Se ne rese conto Filippo Tommaso Marinetti, il capo-fondatore, quando nel 1914 intraprese il suo viaggio in Russia che si rivelò con esiti contrastanti, tra trionfi e decise contestazioni, e dove i “punti in comune” si rivelarono in minoranza rispetto alle “differenze”.

Ma per trovare queste differenze non basta guardare alle opere, perché il loro “pensiero originante” si trova nei testi poetici e teorici. Ed è proprio lì la vera ricchezza dei due movimenti.

Filippo Tommaso Marinetti 

Affronta queste vicende Maurizio Scudiero nell’incontro-dibattito Futurismo italiano e Futurismorusso, organizzato a Trento dal Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale (mercoledì 19 febbraio alle ore 17,30, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale, Via Roma 55

 

 

Il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale è su  <!–[if !vml]–><!–[endif]–>Facebook.

 

 

 

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2

—– Original Message —– From: csrbruni
Sent: Saturday, February 15, 2014 2:43 PM
Subject: Pavese Fascista. Pierfranco Bruni ricostruisce gli anni di quando Pavese scriveva a Benito Mussolini

Centro  Studi  

E

 Ricerche

Francesco Grisi

 3389108211 – 3494282197

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pavese Fascista nella ricostruzione di Pierfranco Bruni

 

Pierfranco Bruni ricostruisce gli anni di

quando Pavese scriveva a Benito Mussolini

 

 

Pavese a Mussolini: “…mai io mi ero sognato di fare della politica, di qualunque genere, e tanto meno dell’antifascismo”.

 

 

“È necessario rileggere Cesare Pavese, (nato nel 1908 –  e morto nel 1950),  scrittore e poeta, con una interpretazione politica, sottolinea Pierfranco Bruni, Presidente del Centro Studi e Ricerche ‘Francesco Grisi’ e autore di numerosi saggi  dedicati allo scrittore piemontese. Uno scrittore importante che va riletto anche attraverso la sua posizione ideologica e oltre gli scemi conformisti finora proposti. Non va dimenticata la polemica innescata nel 1990 con la pubblicazione del suo ‘Taccuino segreto’ dove si evince, ancora una volta, la sua vicinanza al Fascismo. Cosa da me sottolineata in più occasioni, ma si evidenzia anche un altro aspetto che è quello di un segno irriguardoso nei suoi confronti da parte di politici comunisti e di intellettuali antifascisti”.

Pierfranco Bruni, nel rileggere e scrivere su Pavese, afferma: “Non vanno dimenticate le parole che usò Pajetta quando si pubblicarono i ‘Taccuini’. Dietro alla storia del Fascismo di Pavese si sono consumate numerosi conflitti anche di natura letteraria. È giunto il momento di fare chiarezza e di non abbandonarsi a falsi giudizi. Mi auguro che  si possa prendere in considerazione, in modo serio, anche la posizione o le posizioni politiche di uno scrittore straordinario e unico qual è Cesare Pavese”.

      Pierfranco Bruni all’opera di Pavese ha dedicato tre libri (una significativa lettura è recente: “Il viaggio omerico di Cesare Pavese” e “Pavese tra il mare, le donne e il sentimento tragico” ) e numerosi saggi e si appresta a pubblicare un nuovo lavoro dal titolo emblematico:  “L’amore e l’impossibile in Cesare e Costance”, in cui si parla della sua ultima storia d’amore tra Pavese e l’attrice americana Constance Dowling.

      C’è un dato di fondo sostengono al Centro Studi e Ricerche “Francesco Grisi ed è quello che non si può ormai disconoscere che Cesare Pavese abbia aderito al Fascismo con convinzione. Come molti intellettuali e scrittori della sua generazione.

      “A provarlo, sostiene Bruni, non sono soltanto la sua iscrizione al Pnf (nel 1933) e le pagine di diario, risalenti al periodo del Ventennio, pubblicate successivamente nel 1990, e rimaste inedite sino a quella data, ma a confermare e a definire il suo Fascismo vi sono le lettere, indirizzate agli organi di governo, scritte dal confino di Brancaleone in Calabria (1935 – 1936) dove era stato mandato per un puro errore e non per reali motivi politici oltre ad alcune pagine emblematiche de “La luna e i falò”, romanzo antiresistenza per eccellenza che anticipa di cinquant’anni le ricerche e gli studi di Giampaolo Pansa”.

      Gli studi di Bruni si aprono a ventaglio su queste considerazioni già sottolineate in  testi e saggi precedenti. Bruni, tra l’altro, pone all’attenzione una questione centrale nella poetica dello scrittore delle Langhe: il sentimento della memoria. Non la storia ma la nostalgia.

      Pierfranco Bruni rilegge alcune lettere che Pavese indirizzava al Duce. 

      In una delle lettere indirizzate a Benito Mussolini Pavese annota: “…mai io mi ero sognato di fare della politica, di qualunque genere, e tanto meno dell’antifascismo; e che comunque, per quel tanto di leggerezza dimostrato nel mio reato, riconoscevo la mancanza e chinavo il capo. (…) Non mi rivolsi sinora all’Eccellenza Vostra -benché consigliatone da parenti e beneficati che ne conoscono tutta l’umanità- per una natura la ripugnanza a intralciare con piccole cose la giornata a Chi ha ben altro cui attendere…”.

      Gli studi di Bruni, comunque, analizzano, a tutto tondo, la poetica di Pavese. Uno scrittore e un poeta che resta in quella letteratura della memoria e del mito, ovvero dell’indefinibile ritorno e della dissoluzione del ritorno, ben consistente nel contesto italiano del Novecento. Dopo i libri dedicati a Pascoli,  a D’Annunzio, al Futurismo Pierfranco Bruni ritorna sul suo Cesare Pavese attraverso una lettura che pone come punti di riferimento la sua visione politica e il suo amore per l’attrice americana in una contestualizzazione che tocca proprio le Lettere e le pagine del Diario.

—– Original Message —– From: csrbruni

Sent: Friday, February 14, 2014 2:55 PM

Subject: La cultura del Novecento e D’annunzio tra la letteratura e la Grande Guerra nel nuovo saggio “Io ho quel che ho donato” di Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni     

 

 

La cultura del Novecento e D’annunzio tra la letteratura  e la Grande Guerra nel nuovo saggio “Io ho quel che ho donato”  (Nemapress) di Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni   

 

 

Il Dannunzianesimo nel Novecento della cultura e della vita. È un tema che sempre più affascina e traccia degli orizzonti che attraversano articolati processi dentro il Novecento. Una problematica ben affrontata dal saggio, che riscuote sempre più consensi e successo di critica, pubblicato da Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni, dedicato, appunto, a Gabriele D’Annunzio, dal titolo “Io ho quel che ho donato”, edito, in  una elegante veste, dalla Casa editrice Nemapress. Presentato recentemente sia Roma che ad Alghero, sono previsti incontri a Taranto per il prossimo 3 marzo, a Napoli e in Calabria.

Lo studio, che è stato pubblicato in occasione dei 150 anni della nascita di D’Annunzio, (Pescara, 12 marzo 1863 – Gardone Riviera, 1º marzo 1938), ha aperto una vasta dialettica anche sulla funzione che il dannunzianesimo ha avuto all’interno della cultura europea e internazionale. Infatti il lavoro di Bruni e De Giovanni è arricchito con contributi di: Emanuela Forgetta che parla del rapporto di D’Annunzio con la Catalogna , Stefan Damian con la Romania , Arjan Kallco con l’Albania, Andrea Guiati con gli Stati Uniti d’America, André Ughetto con la Francia , Valentina Piredda  con l’Austria.

Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni hanno indagato tra le pagine e nella vita di D’annunzio, con un approfondimento sull’interventismo dannunziano alla Prima Guerra Mondiale, tracciando delle linee originali e portando sullo scenario letterario una lettura innovativa, coraggiosa e ricca di importanti stimoli. E’ considerato un saggio che apre delle prospettive nuove ad un D’Annunzio dentro tutto il Novecento tra letteratura, estetica e antropologia e scava nel “nascosto” letterario e umano di Gabriele.

Neria De Giovanni è  Presidente dell’AICL, critica letteraria e saggista ed è tra i massimi esperti di Grazia Deledda. Pierfranco Bruni è scrittore e Vice presidente del Sindacato Libero Scrittore oltre ad essere esponente di spicco dell’Associazione Internazionale dei Critici Letterari ed è tra esperti di Cesare Pavese.

 “Abbiamo voluto ricordare l’opera di D’Annunzio, sottolineano Pierfranco Bruni e Neria De Giovanni, constatando che non sempre la critica ufficiale, accademica ed universitaria, ha dato seguito a percorsi innovativi, a tutto campo, sull’attività letteraria del Vate all’interno dei processi letterari moderni. Il nostro studio cerca nelle pieghe della sterminata opera dannunziana, zone ancora poco esplorate o lette in maniera distorta, ideologicamente preconcetta”.

Il saggio si esplica su alcuni percorsi e presupposti precisi. Infatti sia Bruni che De Giovanni dichiarano: “L’estetica è nel D’Annunzio che lega il senso del tragico al sublime. Un percorso in cui l’eros è nella sensualità, la quale assume una dimensione certamente “carnale” ma anche metafisica attraverso una griglia simbolica che trova nel romanzo che segna il Novecento Il fuoco un punto centrale. C’è una originalità che tocca elementi mitico – sacrali certamente ma si inserisce, il viaggio dannunziano, in una visione che è quella del magico e dell’alchemico. Si pensi al suo rapporto con gli oggetti”.

I due autori si soffermano anche sui simboli rappresentativi dei luoghi dannunziani.

Pierfranco Bruni chiarisce così: “I luoghi di D’Annunzio sono una lettura interpretativa degli oggetti. Il Vittoriale è ricco di segni e di simboli. La tartaruga è un rimando prettamente sciamanico. Come lo sono le aquile. Come lo è il Budda. Ci sono archetipi non solo classici occidentali ma i riferimenti provenienti dall’Oriente, in D’Annunzio, restano fondamentali. Una chiave di lettura ad intreccio che aprirà nuove prospettive interpretative. Il mondo tragico e quello sciamanico sono aspetti da leggere con molta attenzione”.

Mentre Neria De Giovanni cesella: “Il D’Annunzio poeta viene affrontato nelle raccolte meno note, i libri delleLaudi del cielo, del mare, della terra, degli eroi (1903-1918) che per l’impostazione ideologica irredentista e nazionalista, non hanno avuto buona lettura, diremmo alcuna lettura, negli anni trascorsi alla luce di una  preponderante ideologia impossessatasi anche dell’esercizio critico. Ovviamente lo stile letterario dannunziano è stato contestualizzato e storicizzato anche  confronto con la coeva produzione poetica italiana”.

Il titolo, “Io ho quel che ho donato”, scelto per l’intero volume è la famosa epigrafe che D’Annunzio scelse per essere apposta all’ingresso del Vittoriale. Il saggio costituisce un punto di riferimento nella dialettica dannunziana dei nostri giorni. Importanti i capitoli dedicati al rapporto tra D’Annunzio, l’inteventismo alla Prima Guerra Mondiale che i precedenti di Fiume e la Carta del Carnaro.

 

3

—-Messaggio originale—-Da: gianluca@cantalamessa.it
Data: 14/02/2014 13.34
A: “massimo”<
massimovuono@libero.it>
Ogg: Invito

Ciao massimo,

sono lieto di invitarti il 19 Febbraio 2014 alle ore 19.00 alla manifestazione “Conquistiamo la normalità” che si svolgerà presso il cinema Filangieri (Via Filangieri 43),

60 minuti cronometrati per dire cosa ci fa rabbia, cosa ci fa essere ottimisti, cosa pensiamo di poter fare e cosa pensiamo possano fare i nostri amici per Lei,

Se credi che Napoli non possa migliorare, sei parte del problema!

Per una migliore organizzazione ti chiedo di confermare la tua presenza entro lunedì 17 p.v. al mio indirizzo

gianluca@cantalamessa.it

grazie

Gianluca Cantalamessa.

4

—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 13/02/2014 10.14
A: “Arturo Stenio Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Giampiero ti ha invitato a MANIFESTAZIONE DELL’UNIONE DEI MOVIMENTI POPOLARI su Facebook

 

 

facebook
Giampiero Catone ti ha invitato al suo evento:
MANIFESTAZIONE DELL’UNIONE DEI MOVIMENTI POPOLARI
Sabato 1 marzo alle ore 9.30 presso Grand Hotel Parco Dei Principi

IL  SERVIZIO CONTINUA ]

5

 —-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 13/02/2014 19.55
A: “Comitato 10 Febbraio – Napoli”<
186759231346639@groups.facebook.com>
Ogg: [Comitato 10 Febbraio – Napoli] 
http://www.ilmeridianonews.it/2014/02/giugliano-il


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 [ IL  SERVIZIO CONTINUA ] 

6

—– Original Message —– From: Vincenzo Mannello
Sent: Saturday, February 15, 2014 11:39 AM
Subject: fanne quel che vuoi….,purché spariscano
Ora è appuratamente “costituzionale”.
Trattiamo di “terrorismo” o di presunto tale. Lo ha stabilito (da quanto scritto sui giornali) la Suprema Corte nelle motivazioni relative al processo per il rapimento di Abu Omar.
Per chi non lo ricordasse l’Imam egiziano di Milano venne “prelevato” da 10 agenti della Cia,supportati dai servizi segreti italiani,in pieno centro città. Subito dopo condotto alla base Usa di Aviano,caricato su un aereo,venne portato in Egitto. Lì gli americani,fruendo di carceri e carcerieri egiziani,ebbero mano libera (nel vero senso della parola) per interrogarlo. Ovviamente torturandolo.
I fatti sono del 2003 ma,si sa,la “giustizia” italiana ha i suoi tempi.
La magistratura,presa da un sussulto “garantista”,aprì un procedimento contro i servizi segreti dello zio Sam e del suo domestico governo tricolore. Incriminò e condannò,in varia sede,23 agenti Cia e diversi funzionari dell’italico Sismi per rapimento.
Gli yankees si sono persi per strada,figuriamoci quanto se ne sono fregati delle sentenze di condanna in Italia.I nostri 00(7) sono stati in parte condannati in parte assolti.
Tutti,con il sostegno dei vari governi,si sono appellati al solito “segreto di stato”.
Ed ora,con le motivazioni della Corte Costituzionale,ecco recepite le regole della democrazia occidentale : “pare arduo negare che la copertura del segreto si proietti su tutti i fatti….,…..,anche riguardanti le renditions ed il sequestro Abu Omar. Ciò,ovviamente,a condizione che gli atti ed i comportamenti degli agenti siano oggettivamente orientati alla tutela della sicurezza dello Stato”.
Capito bene ? Siamo sicuri ?
Da ieri,in Italia,è ufficialmente possibile la “consegna straordinaria di elementi ostili”. Per consegnare occorre prelevare,quindi qualunque cattivone potrà essere fermato,imballato e recapitato a domicilio agli “amici degli amici” della Cia e del Mossad.
Ovunque e dovunque,senza confini e rogne di legge.
Eh,certo….la guerra al terrorismo ha le proprie “necessità” : tutti intercettati,tutti sorvegliati,molti rapiti,pochi processati,tantissimi assassinati.
È così che si difende la democrazia…parola di Obama,premio Nobel per la Pace.
Potevamo noi italiani restare indietro rispetto ai nostri padroni Usa ?
Sia mai…..però ora, con il pieno conforto della sentenza Abu Omar, basta siano un “pericolo per lo Stato” e possono sparire impunemente tutti i sospettati.
La magistratura italiana, così efficiente dall’aver tuonato sui “desaparecidos” argentini,ha di fatto riconosciuta valida la norma applicata dal buon generale Videla : “fanne quel che vuoi,purché spariscano”.

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

7
—– Original Message —– From: NINO LUCIANI
Sent: Saturday, February 15, 2014 4:00 PM
Subject: La pagina della domenica (16 feb. 2014), di Alessi. Anche altro …

___________________
Centro studi per l’ IMPEGNO Politico dei CATTOLICI
ORGANO DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA NUOVA
http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7 – 347 9470152
Prof. NINO LUCIANI, Direttore responsabile

– Al popolo DC
– A TUTTI GLI INTERESSATI

ARGOMENTI:
1.- La lettera della domenica ( 16 feb.) dell’On. Dr. Alberto Alessi, Con Renzi, futuro incerto per l’Italia: più che sposare, uccide le sue “LUCIE”
 ;
2.- Gabriele Cantelli, A proposito di Simone Cristicchi, sulle foibe;
3.- Lorenzo Carrozza, L’Italia, da Paese industriale, sta divenendo un Paese desertico ?
4.- Nino Luciani, Ai modi extra-parlamentari di Renzi e alla riserva del NCD circa il dare la fiducia, Napolitano si limiti prudenzialmente ad un incarico esplorativo a Renzi stesso, per ora.

Per una lettura degli argomenti, clicca su: http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/ :
Cordialita’. Nino Luciani

 

 

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OGGI : << I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO”, ETC.

[“AZIMUT-NEWSLETTER”:16/2/’14]

——————————————————————————-
[ E.MAIL ASSOCIAZIONE – DIREZIONE – REDAZIONE ]

Presidenza : associazioneazioneazimut@tiscali.it  – Segreteria : an.arenella@libero.it
Ufficio Stampa : massimovuono@libero.it
 ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI 
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
F I N E    S E R V I Z I O

Un pensiero su “I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO”, ETC”

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