ROMA 13 FEBBR.’14 – POLITBURO NOMENKLATURA “OLIGARCHIA” & “GERONTOCRAZIA” E IL “GIOVIN SIGNORE” PER LA (SENZADEMOS)CRAZIA


ROMA 13 FEBBR.’14 – POLITBURO NOMENKLATURA “OLIGARCHIA” & “GERONTOCRAZIA” E IL “GIOVIN SIGNORE” PER LA (SENZADEMOS)CRAZIA
Saturday, February 15, 2014 – ANTEPRIMA DI WEB –
Anticipazione – Editoriale : ROMA 13 FEBBR.’14 – POLITBURO NOMENKLATURA << “OLIGARCHIA” & “GERONTOCRAZIA” >> E IL “GIOVIN SIGNORE” PER LA (SENZADEMOS)CRAZIA
[ “AZ.-NEWS” : 15.02.2014 ]
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NOSTRO – PROSSIMO – SERVIZIO, TRA BREVE IN RETE : << I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE” – RENZI A LETTA “AL FIN DELLA LICENZA IO TOCCO”, ETC.
[“AZIMUT-NEWSLETTER”:16/2/’14]
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O G G I

 ANTICIPAZIONE : EDITORIALE PER IL SERVIZIO DI DOMANI

foto di ROBA DA PDL.
[ DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK ]
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Scritto: Thursday, February 13, 2014 6:55 PM
[ DEDICATO A << “COMPAGNI” & “UTILI IDIOTI” ]
Arturo Stenio Vuono [ editoriale ] *
vuono
<< I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE”

 Il 13 febbraio 2014, a Roma, nel corso d’una frettolosa ed improvvisata conferenza stampa ( per noi : “a futura memoria” ), Alfano rilancia l’idea della “rinnovata stampella” al prossimo esecutivo, in prospettiva, della sola egemonia-democrat; le “condizioni” (dixit: o si cambia sul serio oppure al voto ) lasciano il tempo che trovano. D’altronde l’Angelino – “il galleggiante” – è abbastanza navigato per sapere, perfettamente, che “alzare la posta” del << sostegno >> è gioco spericolato; ne sortirebbe, dal tendere – troppo – la corda( ma si chiede il massimo, per ottenere – almeno – il minimo ), per un braccio di ferro tra il “diversamente berluscones” e il “renzuscones”, un  prevalere di quest’ultimo; e il << Giovin Signore >> della Sinistra,oltre che rottamatore, spregiudicato e ambizioso, ha già imparato bene la lezione; e, giammai, sarà la “testa di turco” di nessuno. Ad ogni modo, considerato lo scenario – ormai – da << repubblica delle banane >> e del “baratto”, facile sarebbe il far collimare del Renzi con settori – al senato – dell’opposizione, di “preoccupati” per una sicura non rielezione, ove vi fosse interruzione traumatica dell’attuale legislatura, che – dopo avere liquidato il premier Enrico Letta – si libererebbe anche dell’ex vice. Tutto, e il contrario di tutto, è possibile, alla bisogna – per migrazioni di singoli eletti – , se si eccettua la compattezza di FI ( già PdL ); e con buona pace di chi, ancora oggi, vuole riscrivere la storia ( per via giudiziaria ) di caduta dei governi per presunta “compravendita di senatori” ( ma c’è solo uno – più o meno – “accertabile” da “Toga-Toga” partenopea ); che, more solito, vince sempre il << teorema >> e, per usare il plurale, la << guerra delle parole >>.C’è, veramente, da “scompisciarsi” ! Trattando del tema di Renzi, e della compagine governativa che verrà a guidare, lo stesso  affermava che non si può trattare d’una maggioranza definita di centrosinistra: e ci sarà accanto,come per l’uscente Mr.Letta, il cosiddetto  << nuovo centrodestra >>. Questo vuol dire che la distinzione non è completamente superata e che anzi, col riconoscimento – riconfermato – degli attuali scarsi numeri in parlamento, si è legalizzato un limite che è l’ultimissimo  residuo di una procedura da << prima repubblica >>, cioè dall’antica ritualità delle note alchimie agli attuali, degradati, tempi. Solo , e soltanto, un’ammennicolo, dato che – ormai – nella << repubblica napolitana >> , a motivo che – sovente – il popolo “sbaglia” [ sic ] , si procede con metodo meno complicato ( l’ultimo premier – indicato, risultato dalle urne, è stato Silvio Berlusconi ) e con la sola benedizione del Colle, più gradimento della Merkel, per – poi – una pedissequa “ratifica” a “Monte Citorio” e “Palazzo Madama”.  Nessuno certo può essere così ingenuo da pensare che il “patriottico” << collaborazionismo >> di Angelino Alfano si risolva tutto in una funzione del neo << moderatismo >>; epperò basterebbe riflettere, per dirne solo una, alla indisponibilità di perdere gli << scranni >>, per accorgersi del disvalore della nuova – ma vecchia – presa di posizione. Ma è pur vero che il problema originario, e principale, l’unico, è rimasto tuttavia quello della difesa di “interessi individuali” e della conservazione delle prebende. Nel rinnovato passo la preoccupazione dominante è e doveva essere quella di scansarsi dai pericoli : la opera più propriamente ricostruttiva, infatti, può cominciare solo, forse,in un secondo tempo, quando – semmai – il ricambio è effettivamente garantito dallo scioglimento precoce delle camere e dalle pronunce del << popolo sovrano >>. E a questa prioritaria meta bisogna guardare fin d’ora con lungimirante consapevolezza, per spiegarci le antinomie tuttora non risolte. Così si può spiegare come il Ncd ( il “Nuovo Centro Destra”? meglio dire solo Nc ovvero  il << Gruppo >> “non classificato”… ) , impegnato sul fronte del c.d. “resistere ad ogni costo”, stazioni ancora ai margini dell’alternanza.<< Paese reale >> e << Paese legale >> vivono tuttora in due mondi separati e l’unico  << rapporto >> per il quale le istituzioni sono legate – comuni ai cittadini, seppure apparentemente, è quello per cui – salvo sempre ad evitarle – sono proprio e solo le consultazioni elettorali. Il fatto democratico, nella sua sostanza, però non interessa più di tanto la pletora tutta degli eletti e non interessa, quindi, a maggior, per mezzo dell’arcinoto << parlamentarismo >>, la loro attività in modo trasparente e coerente; la coerenza resta estranea alla filosofia dei diversi – sacri, e immutabili, << Palazzi >>; anzi vi interviene, all’incontrario, battezzata del cosiddetto “mandato senza vincoli” di deputati e senatori. Cosìcchè, costituzione, democrazia, istituzioni e Stato : quattro termini che non hanno, mai, trovato un << centro sistematico >>.Quale sarà l’avvenire? ce lo siamo chiesti, immediatamente, e senza dover attendere gli ulteriori sviluppi del solito “tormentone italico”: dati i termini del problema, così com’è stato da noi stigmatizzato, la soluzione logica appare quella, urgente, d’una nuova legge elettorale, conseguente una chiamata alle urne; e in tale prospettiva, perciò,da doversi includere una normativa avverso il “cambio di casacca”. E’ una soluzione che, almeno sulla carta, risolve le antinomie  sopra accennate, unisce l’elettore all’eletto, e  può eliminare il << trasformismo >>.

Ci si avvierebbe, poi, gradualmente, a una più sicura riforma che supera il << bicameralismo perfetto >> ( ed abrogando il senato della repubblica così com’è ), superando – in parte – gli stessi contenuti del titolo quinto della << costituzione repubblicana >>. La nostra visione ( della quale abbiamo evidenziato poco e solo  l’essenziale ) che prende spunto dalle vicende di transfughi del centrodestra; come la nostra proposta innovativa, potendosi rendere rigida – e non mutabile – l’appartenenza ai gruppi parlamentari, sono tuttora motivo di sospetto e peloso “scandalo”. Ma, per ritornare a bomba, quanto al Ncd ( o Nc ?) come collocare – politicamente e culturalmente – i << 30 >> di “Ali Babà” e l’Angelino che “galleggia”? E’ il consociativismo << democratico >>? << Collaborazionismo >> da e di “vetero repubblikanes”? << Particularismo >> ? << Collateralismo >> ? O puro e semplice << deviazionismo >> ? Quali di tali nostri  concetti interrogativi, spiegano più propriamente l’aspetto che, difficilmente, può interessare il << politologo >>, il sociologo, o il filosofo, o l’economista? Non è male forse ricordare che la dichiarata funzione di garanzia ( in ambito di ex e nuovo esecutivo ), col riferirsi all’evidente dualismo già  nelle “più coese, strette intese”, Alfano la giustifica come del << carabiniere antitasse >> [ sic ] e la (ri)troviamo, in mancanza, ripresa e ripetuta-poi-sotto la nuova forma di presunto contrappeso per altre questioni, già poste sul tappeto, in tema di “unioni civili”, immigrazione, etc.; che – di certo – non saranno accantonate; e la (ri)troviamo, da sempre, come la blanda funzione per la ripetuta cantilena di assicurare equità – sviluppo – occupazione.Tale specie di  “tesi” è fin troppo logorata: è la tesi che, per l’oggi e come in futuro, non potrà più alimentare altre iniziative politico -istituzionali. Cosa potrà dire, di nuovo, Alfano? “Ai miei: – (prima o poi, il leader del Ncd ) – non ho più nulla da indicare”. Come dire che la “funzione” è una sorta di domanda senza risposta. Ad altri, quindi, lasciamo, volentieri, l’arduo impegno di dare una spiegazione a tali incomprensibili comportamenti del gruppuscolo di “scissionisti”; noi – che la consideriamo come una pagina non meritevole dell’analisi – scegliamo di bollarla , a dir poco, disdicevole. Fare politica è concorrere, ossia: affermare o negare, e quindi non solo porre ma risolvere i problemi, non proporre ma superare obiezioni; non urtare in antinomie ma superarle: cioè per giudicare e scegliere. Ciò, e tutto ciò, solo ciò, sul piano politico, la insegna ch’è, sempre, in ogni tempo e in ogni modo,  da privilegiarsi;la << insegna >> che, come si scriverà, non ha appartenuto – e non appartiene – ai << 30 >>  ( 29 più l’interventore, seppure tardivo, on.le  Schifani) e ad Angelino “galleggiante”. Per il resto, gli altri << sodali >> – alla camera – nulla aggiungono, nulla tolgono.Che tutti costoro siano in buona fede – o meno – non è problema che ci interessa; che, poi, eventualmente, rivengano nella  coalizione  del centrodestra, è tutto un’altro problema; che, infine, pensino – successivamente – di “riposizionarsi” e così di “ricircuitarsi” è solo, soltanto, un loro problema.Quel che conta, e conterà, comunque sia, resta una traccia indelebile – per la similitudine della sottana che se alzata per la prima volta, ulteriormente, sarà sempre così – ,  è l’avere disatteso il mandato dei propri elettori e il programma, la linea di impegno,etc., cosicchè, oggettivamente, scesi a livello di veri e propri << ladroni di voti >>. A tempo debito e opportuno, perciò, nel moniterarli e “rivoltarli come i calzini” ( gli elettori, se del caso, non hanno “l’anello al naso” ), le loro posizioni personali, di << famigli >>, amici degli amici e << compagni di merenda >> , evidentemente, non dovranno essersi “variate”. Oppure no ? Per intanto, e in attesa, un nostro <<  Amen >> ! ! !

presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

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Presidente della Repubblica Pd, del Consiglio Pd, del Senato Pd, della Camera Sel. L’Italia è un Paese comunista a dispetto del voto degli italiani e in virtù della teoria gramsciana dell’impadronirsi delle istituzioni.

Presidente della Repubblica Pd, del Consiglio Pd, del Senato Pd, della Camera Sel. L’Italia è un Paese comunista a dispetto del voto degli italiani e in virtù della teoria gramsciana dell’impadronirsi delle istituzioni.
[ DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK ]
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[ TRATTO DA ELABORATO PER IL PROSSIMO SERVIZIO IN RETE ]
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A NAPOLI
Associazione Azimut - Naples, Italy   
LA << POSTAZIONE TELEMATICA DELLA LIBERTA’ >>
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Presidenza : associazioneazioneazimut@tiscali.it  – Segreteria : an.arenella@libero.it
Ufficio Stampa : massimovuono@libero.it
 ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI 
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
F I N E    S E R V I Z I O
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