L’APRILE COME OGNI ANNO A SENSO UNICO E DELLA “VULGATA” – “…GLI ESERCITI STRANIERI, PER QUALSIASI RAGIONE VENGANO, SONO SEMPRE ESERCITI STRANIERI…” – (LETTERA AL PRESIDENTE DELLA MUNICIPALITA’ DI ARENELLA – VOMERO A NAPOLI: MARIO COPPETO)


L’APRILE COME OGNI ANNO A SENSO UNICO E DELLA “VULGATA” – “…GLI ESERCITI STRANIERI, PER QUALSIASI RAGIONE VENGANO, SONO SEMPRE ESERCITI STRANIERI…” – (LETTERA AL PRESIDENTE DELLA MUNICIPALITA’ DI ARENELLA – VOMERO A NAPOLI: MARIO COPPETO)

Associazione Azimut – April 06, 2014
[“Az.” 7.04.’14]
ANTEPRIMA DI WEB – TRA BREVE I RETE

OGGI : L’APRILE COME OGNI ANNO A SENSO UNICO E DELLA “VULGATA” – “…GLI ESERCITI STRANIERI, PER QUALSIASI RAGIONE VENGANO, SONO SEMPRE ESERCITI STRANIERI…” – ( LETTERA AL PRESIDENTE DELLA MUNICIPALITA’ DI ARENELLA – VOMERO A NAPOLI : MARIO COPPETO ) – [“Az.” 7.04.’14] –

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[ “AZ.” ] ( MEMENTO ) – << …LA CLASSE DIRIGENTE ITALIANA NON SI E’ SMENTITA MAI NEL CORSO DEI SECOLI : NEL ’43 SCAPPO’ IL RE E SCAPPARONO I GENERALI, RESTARONO GRUPPI DI DISPERATI SIA DALL’UNA CHE DALL’ALTRA PARTE A COMBATTERE NEL NOME DELL’ITALIA; E, PURTROPPO, SI DILANIARONO TRA DI LORO E COSA PIU’ GRAVE DOPO NON SI MISERO D’ACCORDO PER GOVERNARE… ( . . . ) GLI ESERCITI STRANIERI, PER QUALSIASI RAGIONE VENGANO, SONO SEMPRE ESERCITI STRANIERI. NEL NON AVERE COMPRESO QUESTO C’E’ LA SPIEGAZIONE DELLA STORIA DEL POPOLO ITALIANO DALLA CADUTA DELL’IMPERO ROMANO FINO NOSTRI TEMPI… [ LUIGI FILOSA ] – >> [ PER LEGGERE ALTRO – VEDI : OLTRE ]
( * ) VEDI : OLTRE
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[ “AZ.” ] ( IN COPERTINA )
[ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”- NAPOLI : NELLE DUE FOTO – TRATTE DAL WEB – SOLDATI DELLA REPUBBLICA SOCIALE ITALIANA E PARTIGIANI DELLA RESISTENZA NEL NORD DELL’ITALIA – 1944 – ]
sette fratelli govoni
( “AZ.” – I SETTE FRATELLI GOVONI )
Spettacolo Teatrale " I SETTE FRATELLI CERVI "
( “AZ.” – I SETTE FRATELLI CERVI )

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[ “AZ.” ] ( REPETITA IUVANT )

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Giornalismo è diffondere ciò che qualcuno non vuole che si sappia. Il resto è propaganda”
[ LETTO SUL WEB ]
Evidenza - Manifestazione tricolore
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI

anteprima di web -“AzimutUfficio Stampa

FerruccioMassimo Vuono massimovuono@libero.it
scritto : 06/04/2014 ( data degli interventi )

https://azimutassociazione.wordpress.com —- associazioneazimut@tiscali.it

( tra breve, in rete ) – E.Mail: an.arenella@libero.it

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( * ) [ “AZ.” ] DA NOSTRO ULTIMO SERVIZIO – replica

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( L’APRILE – COME OGNI ANNO – A SENSO UNICO E DELLA “VULGATA”… )

[ “AZ.” ] ( RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO – vedi : oltre )

( “AZIMUT” – DAL WEB : LA LAPIDE AL VOMERO E IL PRESIDENTE DELLA MUNICIPALITA’ MARIO COPPETO )

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—– Original Message —– From: Mario Coppeto

Sent: Friday, April 04, 2014 1:46 PM
Subject: Fwd: Il Cardinale di Napoli benedice la “Resistenza!”

Il Cardinale di Napoli benedice la “Resistenza!”

Nell’ambito delle manifestazioni per la celebrazione del 70° anniversario delle 4 Giornate di Napoli sabato 5 aprile 2014 alle ore 10,00 presso il Liceo Sannazaro Via G. Puccini, 12 (Vomero) Napoli, S.E.Cardinale Crescenzio SEPE benedirà le aule del Liceo dove furono deposte le salme dei Partigiani che persero la vita durante i combattimenti per liberare Napoli dalle truppe nazifasciste.All’iniziativa promossa dalla Municipalità 5, l’A.N.P.I, l’Istituto Campano per la Storia della Resistenza (Vera Lombardi), e dal Liceo Sannazaro, parteciperanno delegazioni delle scuole della Municipalità 5 Autorità civili, religiose e militari della Città di Napoli.

Si ringrazia per la partecipazione, certo di fare cosa gradita.

Saluti,

Mario Coppeto
Presidente Municipalità 5
Arenella-Vomero, Comune di Napoli
Via Morghen 84
80128 Napoli
vuono [ Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” : L’amico Mario Coppeto, attuale presidente della quinta municipalità di Napoli (Collina Arenella – Vomero ), ci invia il comunicato che – doverosamente e correttamente – pubblichiamo per un pieno rispetto all’informazione e a pluralismo, però, ci consenta un breve commento. Premesso che lo stesso, come diciamo – da sempre – costituisce un buon esempio di governo municipale e, nel suo versante, altro esempio di coerenza ( impegno – a sinistra – in “Sinistra – Ecologia – Libertà ” / Sel di Vendola ), ci dispiace molto che – assai conformisticamente – utilizzi l’arcinoto termine del cosiddetto << nazifascismo >> ( una ideologia “nazifascista” non è mai esistita ). Il fascismo proprio non c’entra con le vicende che – nel dopoguerra – portarono ( nel nostro territorio ) tanti e tanti giovani a ribellarsi avverso il bando di lavoro obbligatorio ( con trasferimento in Germania ) e ai conseguenti rastrellamenti dei tedeschi ( cosa ch’era mai avvenuta, per l’appunto, sino a quando il fascismo governò) . Io stesso, vale ricordarlo, venti anni orsono, lui presidente della ex circoscrizione di Arenella, all’epoca ero il capogruppo di Alleanza Nazionale ( dopo essere stato quello del Msi ) e portavoce unico della coalizione del centrodestra nel “parlamentino”, resi omaggio alla lapide – sita in due porte all’Arenella – che ne ricorda i caduti ( assieme a tutti i consiglieri – con deposizione di corona ); ma alla presenza anche dei rappresentanti dell’associazione degli ex partigiani ( Anpi ), nell’aula consiliare – per la precedente celebrazione, non mancai di invitare – tutti – a corrispondere, parimenti, con l’onorare gli altri giovani che – diversamente – scelsero la Repubblica Sociale Italiana e di ribellarsi agli angloamericani ( vedi : sotto ); e, altresì, esortando a farsi portatori d’una storia compiuta e a stigmatizzare pure : la “Napoli paradigma di ogni liberazione-globalizzazione: prima i catastrofici bombardamenti poi la guerra civile, il sangue e l’odio, quindi l’invasione con l’alluvione delle amlire, una forma legalizzata di rapina, annientamento della morale degli ideali, materialismo, imposizione di una nuova “classe dirigente”, partiti finanziati ed asserviti agli invasori, lotta di classe, disoccupazione…”. – Mi rendo conto che, dal 1994, molta acqua è passata sotto i ponti, a suo tempo nessuno mi impedì di dirlo – anche se ne scaturì il silenzio… – , e devo constatare che siamo in una sorta di retrocessione e di deriva nella vulgata – a senso unico – che, per il futuro, credo che azzeri la possibilità, pur tra le differenti posizioni, d’una necessaria << casa comune >> nella quale vanno onorati tutti coloro che sono caduti in purezza di cuore e di ideali…]

( . . . ) La lapide posta a Sant’Angelo in Formis (Caserta), a ricordo dei 13 giovani volontari della RSI fucilati dagli angloamericani, porta scritte le seguenti parole: “Nel gigantesco scontro del “sangue contro l’oro” qui, tra Gennaio e Maggio del 1944, nella visione di una più grande Italia in un’Europa unita, caddero fucilati dagli invasori angloamericani, i giovani soldati della RSI.Il 30 aprile 1944 nella cava di pozzolana di Sant’Angelo in Formis (Caserta) con grande coraggio ed esemplare serenità affrontarono la morte:Franco Aschieri figlio di Pietro Aschieri e Romana Conter, nato a Roma il 21 gennaio 1926, paracadutista della “X Mas” Natale Italo Palesse figlio di Antonio Palesse e Rosa Rosa, nato a Cavalletto d’Ocre (L’Aquila) il 10 ottobre 1921 Mario Tapoli-Timperi figlio adottivo di Angelo Timperi e Caterina Bertolucci, nato a Roma il 4 giugno 1925, studente in medicina, Vincenzo Tedesco figlio di Salvatore Tedesco e Vincenza Alliviello, nato a Napoli il 14 aprile 1925
tutti e quattro andarono alla morte cantando gli inni della Patria, ciò che destò negli stessi ufficiali e soldati alleati che comandarono ed eseguirono la fucilazione. ( . . . )
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Scritto : April 06, 2014
[“AZ.-NEWS”: 7 APR.’14]

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[ “AZ.” ] ( SENZA PAROLE )

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Curzio Malaparte

La pelle

STORIA E RACCONTO
A cura di Caterina Guagni, Giorgio Pinotti
2010, 4ª ediz., pp. 379
isbn: 9788845925283
Letteratura italiana
€ 20,00 –15% € 17,00
Risvolto
Una terribile peste dilaga a Napoli dal giorno in cui, nell’ottobre del 1943, gli eserciti alleati vi sono entrati come liberatori: una peste che corrompe non il corpo ma l’anima, spingendo le donne a vendersi e gli uomini a calpestare il rispetto di sé. Trasformata in un inferno di abiezione, la città offre visioni di un osceno, straziante orrore: la ragazza che in un tugurio, aprendo « lentamente la rosea e nera tenaglia delle gambe», lascia che i soldati, per un dollaro, verifichino la sua verginità; le « parrucche » bionde o ruggine o tizianesche di cui donne con i capelli ossigenati e la pelle bianca di cipria si coprono il pube, perché « Negroes like blondes »; i bambini seminudi e pieni di terrore che megere dal viso incrostato di belletto vendono ai soldati marocchini, dimentiche del fatto che a Napoli i bambini sono la sola cosa sacra. La peste – è questa l’indicibile verità – è nella mano pietosa e fraterna dei liberatori, nella loro incapacità di scorgere le forze misteriose e oscure che a Napoli governano gli uomini e i fatti della vita, nella loro convinzione che un popolo vinto non possa che essere un popolo di colpevoli. Null’altro rimane allora se non la lotta per salvare la pelle: non l’anima, come un tempo, o l’onore, la libertà, la giustizia, ma la « schifosa pelle ». E, forse, la pietà: quella che in uno dei più bei capitoli di questo insostenibile e splendido romanzo – uno dei pochi che negli anni successivi alla guerra abbiano lasciato un solco indelebile nel mondo intero – spinge Consuelo Caracciolo a denudarsi per rivestire del suo abito di raso, delle calze, degli scarpini di seta la giovane del Pallonetto morta in un bombardamento, trasformandola in Principessa delle Fate o in una statua della Madonna. Come ha scritto Milan Kundera, nella Pelle Malaparte « con le sue parole fa male a se stesso e agli altri; chi parla è un uomo che soffre. Non uno scrittore impegnato. Un poeta ».

[ TRATTO DAL WEB ]

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Nuova Compagnia di Canto Popolare – Tammurriata nera – YouTube

► 3:46
[ IL SERVIZIO CONTINUA ]
http://www.youtube.com/watch?v=eDjBF_24Ojw30 set 20084 minCaricato da texvinrot
Nuova Compagnia di Canto Popolare
Tammurriata neraTammurriata nera

 

[ “AZ.” ] ( ULTIMO INVIO ANTEPRIMA – TRA BREVE IN RETE)

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“AZIMUT” – WEBM. ADM. DES. : Fabio Pisaniello
VISITA IL SITO – LEGGICI !
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Ingilizliyakat.jpg foto di il Post.
ELISABETTA IN URBE – << NAVI E POLTRONE >> ( TRIZZINO DOCET ) – SENZA PAROLE E QUI VULT CAPERE CAPEAT – E ALTRO ( L’articolo del 01-04-2014 Il Mattino, etc. ) – [“AZ.-NEWS”:5/6 APR.’14] –
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[ “AZ.” ] ( TRATTO DAL WEB : RESISTENZA IN ITALIA – TESTIMONIANZE )
( L’ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA – LA STORIA NEGATA)
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QUANTA VIOLENZA IN NOME DELLA RESISTENZA
Dopo i libri di Pansa ed alcuni film sulla parte oscura della Resistenza, sembra che il muro di omertà e connivenza si sia cominciato a sgretolare.
Avremo anche in Italia la caduta del muro come a Berlino?
Il partigiano Giuseppe Bonzio di Milano ha trovato il coraggio, dopo 64 anni dai fatti, di confessare ciò che ha visto con i suoi occhi e lo ha scritto al Giornale:
« Ho 86 anni e mi scusi se sono costretto a scriverle a mano: non riesco più a usare la macchina per scrivere.
Sono stato partigiano. Avevo 22 anni.
Mi trovai in difficoltà con gli altri partigiani, quasi tutti reduci di guerra. Io ero il più giovane.
Gli altri erano tutti sui trent’anni e anche più. Quasi tutti erano stati soldati nei vari fronti della spaventosa Seconda guerra mondiale. Io avevo ottenuto l’esonero dal servizio militare perché dovevo lavorare per alimentare i miei sette fratelli. Mio padre era morto d’infarto.
Finita la guerra ci fu un’orgia tremenda con la caccia al fascista.
Non soltanto venivano maltrattati quelli che avevano aderito al fascismo, ma tanti altri, che con il fascismo non avevano mai avuto nulla a che fare.
Fu un’orgia tremenda, ripeto. Ricordo alcuni fatti.
Un partigiano (però in quel momento si facevano chiamare partigiani anche molte persone malfamate: ladri, provocatori, gente che viveva di espedienti, furto soprattutto) andò nella casa di un impiegato comunale e volle che quella casa diventasse sua.
Costrinse il malcapitato a firmare un foglio nel quale era detto che quella casa la cedeva al partigiano e pretese che la famiglia dell’impiegato uscisse di casa, perché quella casa era sua.

Questo è uno dei tanti casi di quei giorni maledetti.
Ho visto un carcere strapieno di gente (uomini, donne e bambini) arrestata dai partigiani perché fascista.
Ricordo una donna che piangendo mi disse che lei non si era mai occupata di politica. L’avevano arrestata perché non voleva cedere la sua casa ad un partigiano.
E poi altri fatti dolorosi, che mi costrinsero a ritirarmi.
In quelle settimane in cui ero stato partigiano non ho visto altro che violenze tremende, appropriazioni indebite, furti, ricatti.
Gli unici a comportarsi bene erano i reduci di guerra trasformatisi in partigiani. Gli altri erano soltanto ladri.
Ora mi domando: io non sono in grado di fare lunghi tragitti, cammino con il bastone. E nel 1945 avevo 22 anni.
Come mai esistono oggi baldanzosi partigiani che sfilano baldanzosi? Hanno la mia età?
E com’è possibile che l’associazione partigiana abbia sempre nuovi iscritti?
E la Quinta armata inglese e l’Ottava armata americana, che dalla Sicilia al Brennero, hanno invaso l’Italia liberandola da un regime ormai finito, non sono esistite? Solo le bande di partigiani hanno liberato l’Italia? »

Commento: Le associazioni partigiane e le istituzioni hanno permesso che questi “partigiani” (ladri, provocatori, gente che viveva di espedienti, furto soprattutto) si confondessero con coloro che hanno onestamente contribuito alla liberazione dell’Italia.
E purtroppo bisogna constatare che le cose non sono poi cambiate di molto.
Chi ha visto la manifestazione di Milano del 25 aprile si è potuto rendere conto che nella attuale rappresentanza della Resistenza convivono ancora queste ambiguità.

HO RICEVUTO QUESTA TESTIMONIANZA: Dalle mie parti i partigiani erano renitenti alla leva, disertori e questi erano i meno facinorosi. Gli altri erano ladri, assassini evasi dalle carceri, ergastolani, delinquenti comuni, tutti nascosti nelle nostre montagne dove gozzovigliavano rubacchiando derrate ai poveri abitanti di quelle terre. Quando arrivarono gli americani a liberarci, i “valorosi” partigiani uscirono dai loro nascondigli, si misero le loro medaglie alzarono le loro bandiere rosse e ci raccontarono che erano stati loro a liberare l’Italia e pretesero “tutti” di essere assunti negli enti di stato anche se erano analfabeti . Altro che tessera del fascio. Quei figuri erano considerati, da i miei concittadini, la peggiore feccia della città. ( . . . )

QUANTA VIOLENZA IN NOME DELLA RESISTENZA
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[ “AZ.” ] ( CRIMINI CONTRO L’UMANITA’ – RIMASTI IMPUNITI )
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M E M E N T O
DALLE CALABRIE
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[ “AZ.” ]
AH ! QUESTI << LIBERATORI >…!
( CHE PREFERIVANO ALLO SCONTRO DI TERRA – “IL REGALAR CONFETTI”…DAL CIELO… )
PER LORO – NESSUNA NORIMBERGA…
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—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Saturday, April 05, 2014 2:49 PM
Subject: bombardamento americano su Cosenza

STAZIONE DI COSENZA 12 aprile 1943

fedelefedele1
12 aprile 1943 ore 17.00 stazione di Cosenza delle Ferrovie Calabro Lucane, due treni , la cui composizione è già formata, sono in attesa della partenza: uno, alla biforcazione della stazione di Pedace, si dirigerà verso Rogliano, l’altro verso S.Pietro in Guarano. Entrambi raccolgono i pendolari del lavoro: studenti, operai, professionisti, impiegati.Saranno cinque, sei, settecento persone che, terminata la giornata, ciascuno nei suoi pensieri, si accingono al sospirato ritorno ed al meritato riposo. E’ l’ora incerta della giornata: le ombre non sono ancora vicine ed il giorno è ormai lontano. E’ l’ora nella quale i raggi del sole smettono di pungere; l’ora in cui – come in un caleidoscopio- i colori si fondono, si confondono, si attenuano, si inteneriscono in dolcissime, struggenti dissolvenze. Per dirla con le parole di un grande: “è l’ora che volge al desio ed ai naviganti intenerisce il core”. All’ improvviso un urlo lacerante strazia l’aria.Sono le sirene che, con il loro sinistro linguaggio, informano della situazione, di possibile pericolo imminente, ricordano a tutti lo stato di guerra nel quale una ciurma di barbari dell’umanità ha trascinato il mondo intero. Si, si, è vero, sapevano tutti di essere in guerra, ma, almeno fino a quel momento, questa si era consumata lontano. Nessuno si era mai domandato per chi suonava la campana; né mai si erano posti il problema che quella campana avesse potuto suonare per loro. E così, com’era da sempre accaduto, nessuno (ma proprio nessuno) si mosse per raggiungere il più vicino rifugio antiaereo ad un centinaio di metri dalla stazione. E si che era proprio vicino la galleria, che congiunge la stazione di Cosenza a quella di Cosenza Casali, situata al disopra della confluenza dei due fiumi: il macilento Crati e lo storico Busento. A un tratto si stagliò, sfrecciando nell’opale del cielo, una simmetricamente perfetta formazione di “fortezze volanti” del 376th HBG. Naso in aria, occhi volti all’insù, ci si limitò ad additarsele l’un l’altro; a commentare il rombo cupo dei motori; a ripararsi, col palmo della mano, dagli accecanti bagliori delle rifrazioni dei raggi del sole che battevano contro il metallo lucente dei mostri volanti. La curiosità aveva avuto la meglio sulla paura anche perché la formazione sorvolò Cosenza e si diresse verso Nord. Pericolo scampato, dunque. Ora bisognava far presto a prendere posto sui treni, già in ritardo sulla partenza, anche se non era suonato il cessato allarme. Ormai i mostri erano andati. Il capostazione era pronto a far trillare il suo fischietto; il capotreno a suonare la sua cornetta d’ottone; il macchinista ad azionare lo stridulo fischio della locomotiva con gli stantuffi sbuffanti. Ma più veloce di tutti fu il ritorno delle formazione degli aerei. Ed ancora più rapidi furono i quattro, cinque, sei filari di bombe che si stagliarono fra cielo e terra. Il tempo di un batter di ciglia, del fremito d’ali di farfalla e fu il caos! Boati, fuoco, fumo, polvere, urla di uomini e di sirene……………la desertificazione. diverse persone avevano cercato riparo all’interno delle “latrine” quelle che oggi si chiamerebbero servizi igienici, un gabbiotto in muratura a pochi metri dall’ufficio del capostazione. Al suo posto ora c’era una fossa colma di corpi straziati dei quali fu difficile la conta ed impossibile il riconoscimento-una bomba lo aveva centrato con millimetrica scrupolosità. Trovarono la morte i ferrovieri: capostazione dirigente Manza Salvatore; applicato di stazione Piane Mario; manovratore Occhiuto Salvatore; manovali Aiello Giuseppe, Azzimaro Oronzo, Locanto Raffaele. Altri 13 riportarono ferite tra i quali il capostazione principale Andrea De Lorenzo al quale la scheggia di una bomba aveva amputato di netto il braccio destro che egli diceva di sentirselo ancora e lo toccava……toccando il nulla.
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[ “AZ.” ] ( SU SILVIO BERLUSCONI )
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( DA MESSAGGI – “POSTATI” SU FACEBOOK )
Berlusconi

Faccio tanti auguri affettuosi a chi non sta bene, alle persone anziane che passeranno da sole questi giorni, agli studenti, alle mamme e ai papà che hanno la preoccupazione di far tornare i conti e di portare avanti la famiglia.  E naturalmente anche agli imprenditori, piccoli e grandi, agli artigiani e a tutti coloro che soffrono questa situazione di crisi.  A tutti io prometto un impegno grandissimo.

Faccio tanti auguri affettuosi a chi non sta bene, alle persone anziane che passeranno da sole questi giorni, agli studenti, alle mamme e ai papà che hanno la p…reoccupazione di far tornare i conti e di portare avanti la famiglia. -E naturalmente anche agli imprenditori, piccoli e grandi, agli artigiani e a tutti coloro che soffrono questa situazione di crisi. -A tutti io prometto un impegno grandissimo…

"Il problema non è euro o non euro ma quello di rinegoziare tutti i trattati firmati in ginocchio davanti alla Germania"  Silvio Berlusconi.  Forza Italia, forza Silvio!

“Il problema non è euro o non euro ma quello di rinegoziare tutti i trattati firmati in ginocchio davanti alla Germania” ( . . . )

[ DAL WEB ]

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[ “AZ.” ] ( REPORT – FOTO )

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( COSENZA – DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK )

Cosenza - Piazza L. Fera e Via B. Alimena. Cartolina in Bromostampa del 1960.

Cosenza – Piazza L. Fera e Via B. Alimena. Cartolina

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[ “AZ.” ] ( MAI DIRE MAI – E MAI PERDERE LA SPERANZA )

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( LETTO IN WEB )

Onore a coloro che nella vita
hanno scelto le proprie Termopili e vi stanno a guardia.

Mai distogliendosi dal proprio dovere
Giusti e retti in ogni azione,…
pur con un senso di pietà e di compassione;
generosi quando ricchi, e quando
poveri, generosi ancora un po’.
Ancora aiutando, per quanto loro possibile,
sempre dicendo il vero,
senza neppure odio nei confronti di chi mente.

Ed ancor maggiore onore gli è dovuto
Quando prevedano (e molti lo prevedono)
Che infine spunterà un Efialte
E che i Medi, alla fine, passeranno. Termopili, Costantino Kavafis

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[ “AZ.” ] ( RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO )
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( DALLA SARDEGNA )
—– Original Message —– From: Vincenzo Mannello
To: Associazione Azimut ; ( . . . )
Sent: Saturday, April 05, 2014 3:57 PM
Subject: ultimo Tanko a San Marco
 
Questo il sogno di Luigi Faccia,il Tanko (armato) ai piedi del Leone di San Marco.
Con contorno di Serenissimi alla conquista dell’indipendenza.
Con le buone o con le cattive “la repubblica romana” avrebbe ceduto.
Così “l’impresa” del 1997,fallita senza che si fosse sparato un colpo,avrebbe trovato degna conclusione.
Eh,i precedenti erano tutto sommato illustri e parlavano chiaro,anche se più cruenti e datati.
Pochi anni dopo i fratelli Bandiera e il fallimento di Sapri non riuscì a Garibaldi il tris di conquistare il Regno delle Due Sicilie ?
Se a Sapri a far fuori i patrioti importati erano stati i contadini stessi era pur vero che,con qualche centinaio di “volontari” in più,l’eroe dei due mondi non aveva trovato alcuna resistenza popolare nel 1860…..dritto dritto da Marsala a Napoli.
Poco importa che quelli fossero “unitari”e questi (i Serenissimi) secessionisti.
I fatti sono fatti,avranno rimuginato per 17 anni, quindi via alla preparazione dell’impresa.
A quanto è dato sapere,senza aver dietro le “disponibilità” che si era ritrovato il Giuseppe nazionale.
Innanzitutto (errore gravissimo) i patrioti veneti non indossavano “camicie rosse”.
Caspita,dopo 70 anni di “costituzione resistenziale” non hanno imparato la prima regola di un vero patriota ? Se veste “rosso” ha maggiori possibilità,in onore al capostipite barbuto (Garibaldi,non Guevara).
A conti fatti avranno pure pensato che,con 800 lagunari,Venezia e tutto il Veneto sarebbero caduti ai loro piedi.
Sicuramente così se gli 800 fossero stati tali e non solo 35.
Ma,soprattutto,se si fosse trattato di Lagunari con le stellette o Incursori di Marina.
E non,come sembra assodato, semplicemente lagunari raccoglitori di vongole (con tutto il rispetto per la categoria) a Mestre e dintorni.
I mezzi a disposizione : non potendo contare su Bruxelles (che fomenta zizzania solo a Kiev) e neppure su Obama,considerando non consono a degli idealisti rivolgersi allo zar Putin,hanno scelto la strada del fai da te.
Mitra per tutti e,per non farsi mancar nulla,pure il mitico Tanko.
Le armi chissà chi le doveva portare…,non ci è stato spiegato dagli inquirenti….
Ma il Tanko c’è,bello e (quasi)pronto per la “marcia su Venezia”.
Prodotto autoctono della inventiva imprenditoriale veneta,mancava però di un “cannoncino da 20” ancora da assemblare.
Sembra che il carrista incaricato si ponesse il problema di come mirare.
Gli inquirenti sospettano che,sotto sotto,il progetto del Tanko fosse riconducibile ad una delle armi segrete di Hitler,mai utilizzate. E che il poderoso mezzo fosse in grado di mirare da solo.
E poi…,nella testa dei Serenissimi aleggiava una certezza : un sol colpo sarebbe bastato ad impadronirsi della piazza San Marco,di Venezia e del Veneto tutto.
Oggi sono in galera,con lo stato italiano non si scherza.
La “giustizia” ha colpito inesorabilmente,i servizi segreti hanno sventato il pericolo,Napolitano regna sulla nazione “una ed indivisibile”.
Beh,tempo loro….,dei padroni di Roma capitale.
Ancora oggi,domani non ci giurerei.

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

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[ “AZ.” ] NOSTRI LINK IN RETE )
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http://www.facebook.com/AssociazioneAzimut

https://azimutassociazione.wordpress.comhttps://twitter.com/AssAzimut

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[ “AZ.” ] ( IL SERVIZIO ODIERNO VOLGE AL TERMINE )

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[ “AZ.” ] ( CHI SIAMO E DOVE STIAMO )
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Sede: Via Pasquale del Torto,1 – 80131 Napoli

Municipalità V^ – Collina di Arenella – Vomero

 

http://www.facebook.com/AssociazioneAzimut

https://azimutassociazione.wordpress.comhttps://twitter.com/AssAzimut

 

Azimut” – associazione Festa della Liberazione Associazione CulturalSociale Napoli

<< La Storia non ha i binari obbligati come le ferrovie >>
[ Legum omnes servi sumus ut liberi esse possimus ]

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PER UNA BUONA LETTURA !

OGGI : L’APRILE COME OGNI ANNO A SENSO UNICO E DELLA “VULGATA” – “…GLI ESERCITI STRANIERI, PER QUALSIASI RAGIONE VENGANO, SONO SEMPRE ESERCITI STRANIERI…” — [“Az.” 7.04.’14]

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[ “AZ.” ] ( IL SERVIZIO ODIERNO TERMINA )

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[ “AZ.” ] ( LA “LOCANDINA REDAZIONALE” )

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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online: Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: Ferruccio Massimo Vuono
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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[ Ass. “Azimut” ] – INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LGS. 196/2003. — Si informano i destinatari della presente email che gli indirizzi sono stati forniti direttamente dall’interessato o, in alcuni casi, reperiti direttamente in internet. Inoltre tali indirizzi vengono utilizzati solo e unicamente per le comunicazioni di carattere politico, culturale, economico, etc., dell’Associazione e non verranno nè comunicati, ma nè ceduti a terzi. I titolari possono, ai sensi dell’articolo 7 del D.lgs. 196/2003 richiedere la cancellazione; comunicando — nei modi d’uso -agli indirizzi di posta elettronica : ogni loro decisione in merito

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