Sul viale del bel tramonto compleanno di Vuono senior – Il mondo Mediterraneo dei Costumi delle donne degli anni Quaranta Pierfranco Bruni Mostra a Cosenza


Associazione  Culturalsociale “Azimut – NAPOLI –  July 02, 2014
OGGI : Sul viale del bel tramonto compleanno di Vuono senior – Il mondo Mediterraneo dei Costumi delle donne degli anni Quaranta Pierfranco Bruni Mostra a Cosenza [ “Az.-News” : 3 Luglio ’14 ]

 IN COPERTINA
Striscione apparso ieri in zona Museo Ultra': mamma Ciro, dopo preghiera su di noi scesa la pace ANSA / CIRO FUSCO (ANSA)
[ NELLE FOTO : LO STRISCIONE A NAPOLI ( SULLA VIA PESSINA “DAL 1861 FRATELLI DI NESSUNO” ) E LA MAMMA DEL TIFOSO DEL NAPOLI CALCIO CIRO ESPOSITO ( CON IL VESSILLO SUDISTA ) ALLE ESEQUIE ]
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<< speciale presidente “Azimut”  >> – compleanno di Arturo Stenio Vuono
 CON AMARCORD
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“AZIMUT” – WEBM. ADM. DES. : Fabio Pisaniello
PER LEGGERE TUTTO – VEDI : OLTRE
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ATTUALITA’ DEL BLA – BLA – BLA…..
[ PRIMA PARTE DEL “PISTOLOTTO” DEL << DIRE >> QUEL CHE NON SI FARA’ MAI – PER IL PROSIEGUO DEL SERMONE CHE HA RECITATO MATTEO IL CAMPIONE DELLA << DEMOCRAZIA AMPUTATA >> VI RINVIAMO ALL’AMPIA E RUFFIANA RASSEGNA STAMPA – NOI IN VERITA’ NON NE SIAMO INTERESSATI – L’ABUSIVO DI PALAZZO CHIGI CHE SI GLORIA DEL  CONTRABBANDATO RECENTE “PLEBISCITO” DELLE << EUROPEE >> ( SOLO DUE ITALIANI – SU DIECI ISCRITTI A VOTARE – QUESTO IL REALE E INTEGRALE RISULTATO DEL CONSENSO ) RAPPRESENTA LA MIGLIORE CONCEZIONE CATTOCOMUNISTA DEL POTERE CHE VIENE BENEDETTA DAL COLLE… ( VI STAZIONA – ANCORA – GIORGIO NAPOLITANO CHE, IN VERITA’, NON HA MAI CHIARITO A SUFFICIENZA IL PERCHE’ SI PROLUNGHI IL SUO SECONDO MANDATO STRAORDINARIO)… ]
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Renzi parla all’Ue: ‘serve ritrovare l’anima’Il premier a Strasburgo per il discorso programmatico del semestre italiano

[ tratto dal web ] STRASBURGO 02 luglio 2014

Si è aperta a Strasburgo la nuova legislatura del Parlamento europeo ed è iniziato anche il semestre italiano di presidenza dell’Ue. Matteo Renzi è all’europarlamento per tenere il suo discorso programmatico, incentrato sulla necessità di sostenere la crescita e non puntare solo sul rigore. IN SINTESI:

15:33
“Se dobbiamo unire le nostre burocrazie, vi garantisco che a noi basta la nostra”. C’è “un’identità da respirare insieme. Non voglio sottovalutare le questioni economiche e finanziarie ma il valore più grande” non è questo. Lo ha detto il premier Matteo Renzi intervenendo all’europarlamento.

15:31
L’Italia sa che deve “fare le sue riforme, cambiare la burocrazia, il sistema fiscale, le istituzioni. In questo momento il Senato sta votando la riforma costituzionale che cambia le regole del gioco. Sappiamo che prima di tutto dobbiamo chiedere a noi la forza di cambiare per essere credibili”. Così il premier Matteo Renzi a Strasburgo. Il nostro è il “partito che ha preso più voti: li abbiamo presi non dicendo che era responsabilità dell’Ue ma che i problemi nascono dall’Italia. Abbiamo usato il linguaggio della responsabilità”.

15:28
“Non ci sarà spazio per l’Europa se accetteremo di restare solo un puntino su Google map”. Così il premier Matteo Renzi a Strasburgo, che ha esortato la Ue a riprendere il ruolo di “avanguardia” sull’innovazione, il cambiamento climatico, il capitale umano. “Un’Europa senza il Regno Unito non sarebbe meno ricca ma sarebbe meno Europa, meno se stessa”, ha aggiunto Renzi.

15:26
L’Italia sa “che prima di tutto dobbiamo chiedere a noi stessi la forza di cambiare per essere credibili. L’Italia non viene in Europa per chiedere ma per dare”. Così il premier Matteo Renzi a Strasburgo. L’Italia “crede nelle istituzioni europee e ha voglia di cambiare”.

15:24
“Il futuro ha bisogno di noi ma se pensiamo al passaggio del testimone tra Grecia e Italia non pensiamo a cose straordinarie e affascinanti e ricche di suggestione, come il rapporto tra Anchise ed Enea, Pericle e Cicerone, l’agora ed il foro ma alla crisi finanziaria perché è molto forte nel nostro corpo la ferita della crisi”. Così Renzi.

15:22
“La vera e grande sfida che abbiamo di fronte è ritrovare l’anima dell’Europa”.

15:20
“Con estrema preoccupazione devo dire che se l’Europa oggi si facesse un selfie, emergerebbe il volto della stanchezza, in alcuni casi della rassegnazione. L’Europa oggi mostrerebbe il volto della noia”.

15:08
“Un grande in bocca al lupo da parte del popolo italiano ” al presidente Schulz e a tutti gli eurodeputati: “Avete la grande responsabilità di riportare fiducia e speranza nella Ue”.

L’incontro con gli europarlamentari italiani – “La cifra italiana del nostro semestre, la parola chiave, deve essere coraggio ed orgoglio perché è il tempo in cui coraggio ed orgoglio sono richiesti all’Europa e all’Italia”. Lo ha detto il premier Matteo Renzi incontrando gli europarlamentari italiani a Strasburgo. “Il Governo – ha proseguito – è convinto che mai come ora bisogna che l’Italia non vada in Europa a chiedere o a rivendicare” ma a portare “una storia straordinaria ed un futuro all’altezza del nostro passato”.

A colloquio con Martin Schulz e il ‘giallo’ della conferenza stampa – Renzi avrà ora un colloquio con il presidente del Parlamento Martin Schulz. Che – rispondendo nella conferenza stampa di fine presidenza greca – ha confermato che non ci sarà la conferenza stampa congiunta con il presidente del Consiglio Matteo Renzi ed il presidente della Commissione europea, Josè Manuel Barroso, al termine della presentazione del programma del semestre di presidenza italiana della Ue. “Non è la prima volta. Non è perché non vogliamo ma eccezionalmente ed esclusivamente a causa di restrizioni di orario del premier”, ha detto Schulz .

[ “AZIMUT” – CI FERMIAMO QUI’ PERCHE’ L’INIZIO E’ SUFFICIENTEMENTE “ILLUMINANTE” – DOPPIEZZA CLASSICA – AMBIGUITA’ – LINGUAGGIO TRA IL SUADENTE E IL SERVILE – UN VERO “CAPOLAVORO”… ]

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( Dal web ) – TRE NOTIZIE ( SENZA PAROLE )

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Gioia Tauro: trasferite le prime armi chimiche

Gioia Tauro: trasferite le prime armi chimiche – Foto – Video

guarda il video Idrolisi per neutralizzare le armi

Sarkozy rilasciato, resta l'accusa di corruzione

guarda il video “Ridi ancora, Sarkozy”: i giornali

Nuovo naufragio: altri 70 migranti dispersi nel Canale di Sicilia

Nuovo naufragio: altri 70 migranti dispersi nel Canale di SiciliaCommenta  Mare nostrum

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IL SERVIZIO ODIERNO E IL MESSAGGIO DEL PRESIDENTE
PER LEGGERE TUTTO – VEDI : OLTRE
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Vincenzo Nardiello  Wednesday, July 02, 2014
Sul << Roma ( “il Giornale di Napoli” ) >>
Una città senza memoria è condannata a prendere a prestito quella altrui. Fin dalla sua lontana nascita, la toponomastica è frutto dell’esigenza d’identificazione storica e culturale. Va da sé che una città che si vergogna dei propri figli, specie se hanno contribuito a scrivere pagine importanti della sua storia, è intrinsecamente prona a lasciarsi colonizzare da altre memorie. Altre storie. Intendiamoci, nulla da dire sulla decisione d’intitolare un toponimo ad Enrico Berlinguer nel trentesimo della sua morte. Ma di certo il legame che univa il segretario comunista a Napoli non è neanche lontanamente paragonabile a quello che ha accomunato la città a grandi leader della destra, Achille Lauro e Giorgio Almirante in primis. La comparazione non sarebbe neanche pensabile, se non fosse per l’intollerabile contrasto tra la rapidità con cui il Comune ha deciso d’intitolare una strada allo storico leader del Pci, e la pervicace opposizione che da anni impedisce di fare altrettanto con l’ex sindaco di Napoli e l’ex leader missino. Anche in questo caso, la damnatio memoriae ha imposto la rimozione del nostro ’o Comandante di mare e d’editoria, e la sua sostituzione con ben altro comandante d’importazione: il medico sanguinario Che Guevara. Per il compagno Berlinguer è immancabile il coro dei soliti intellettuali, politici e sindacalisti. L’uomo di sinistra, si sa, è sempre più chic. Anche da morto.
Brutto, sporco e cattivo, invece, Lauro: il suo essere così vicino al popolo (populista, come dicono quelli che frequentano i salotti postberlingueriani con la puzza sotto il naso), l’insofferenza per il teatrino partitico della Prima Repubblica, l’incallito donnaiolo, la voglia di contribuire alla nascita di una destra in grado di governare e non solo di testimoniare, l’impero economico e la presidenza del calcio Napoli (mitico l’acquisto di Jeppson) ne fanno il primo, grande leader politico istrionico della storia novecentesca di Napoli. In una parola, il laurismo. Per tanti versi anticipatore di molte delle caratteristiche del bassolinismo, del berlusconismo e che perfino il renzismo prova oggi a scimmiottare. Insomma, ce n’è abbastanza per dire con orgoglio che l’allora sindaco di Napoli anticipò e non seguì, fu imitato e non copiò, esportò un modello invece che importarlo. In una città abituata ad essere dominata da uomini e idee forestiere non è poco. Certo, come tutti i grandi leader Lauro suscitò passioni opposte, amori incondizionati e odii viscerali. Ma, appunto, suscitò. è giusto dibattere in sede storiografica di meriti e colpe che certo non mancarono, ma è tempo di riconoscere che la storia non è mai un percorso lineare, bensì sempre il frutto di eventi complessi che vanno opportunamente contestualizzati. Negare, cancellare e manipolare serve solo a prorogare lo stato d’ignoranza storica collettiva nel quale Napoli si ostina a vivere. Vale per Lauro, ma anche – per dirne una – per il periodo borbonico. Ecco perché una piazza a Lauro e Almirante accanto a slargo Berlinguer non sarebbe soltanto un atto di verità per la storia della città, ma anche un gesto di pacificazione da troppo tempo atteso invano.
Senza sapere da dove si viene non si va lontano. Ma vivere con una memoria falsificata o ricostruita a posteriori, è anche peggio.
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OGGI : Sul viale del bel tramonto compleanno di Vuono senior
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3 LUGLIO 1943 – 3 LUGLIO 2014
COMPLEANNO
Giovedì 3 luglio
SUL VIALE DEL BEL TRAMONTO COMPLEANNO DI VUONO SENIOR
[ GRAZIE MOLTE A TUTTI PER GLI AUGURI ]
E SONO SETTANTUNO. IL COMPLEANNO DEL BEL TRAMONTO. SE MI CONTINUANO A PERVENIRE MESSAGGI DAI “NOSTRI” CON IL “DOMANI APPARTIENE A NOI” SPIACENTE MA NON POSSO PIU’ ATTENDERE E HO TANTA FRETTA; E, PARIMENTI, QUELLI CHE SI PRESENTANO PER L’OGGI, DAGLI AMICI DEL CENTRODESTRA, E, PURTROPPO, ALLA PREDICA NON SEGUE LA PRATICA. Perciò, in verità,  per i primi, mi tocca parafrasare Franco Cardini : “La prossima rotta? Non passerò da Itaca” – “A Itaca, o da qualunque parte dell’Ellade veniate, cari camerati, tornateci voi. Io sono vecchio: e passata la settantina si perdono tanti bei piaceri e tanti invidiabili vantaggi, forse non si diventa nemmeno tanto più saggi (anzi, per la verità c’è il pericolo di rimbambire…), ma in cambio si acquista l’impagabile diritto di dir ormai quel che si vuole. Insomma, “La prossima rotta? Non passerò da Itaca” ( . . . ). Per i secondi null’altro da dire che già ho detto fino alla noia. Per coloro che reputo più vicini, come per i cortesi avversari delle tante altre “parrocchie”, scrivo e riscrivo, da anni, quel che penso ma vi sono due problemi;  primo : a chi legge, e non sono pochi, visto che spesso – poi – si arzigogola e mi imbatto con il “bastian contrario”, oppure constato che si “fa orecchi di mercante”, ho più volte detto ( parafrasando Paolo Barnard ) : ” SO BENE CHE NON SIETE CAPACI DI REAGIRE, NON LO FARESTE NEPPURE AD APPICCARVI FUOCO, INUTILI VIGLIACCHI…Non mi scrivete” ( . . . ).Secondariamente, dato che il futuro è nel grembo di Giove, molte volte mi accade di deludere chi, come i tanti giovani che ho avviato da dirigente politico, e che mi incontrano, e che desiderano ancora interpellarmi sul rebus ( parafrasando Ugo Spirito : “Ai miei allievi non ho più nulla da insegnare…il problematicismo ? è una domanda senza risposta…” ). Cosicchè sovente rifletto e concludo, parafrasando da Giorgio Almirante, la realtà del presente : <<  (…) Non ho voglia di vivere a lungo (…). Quello che potevo fare di buono l’ho già fatto. Ho seminato (. . . ) Ho esortato ( . . . ). Vorrei tanto che, quando non ci sarò più, si dicesse di me ( . . . ): “Facesti come colui che cammina di notte, e porta lume dietro a sé, e con quel lume non aiuta se stesso. Egli cammina al buio, si apre la strada al buio, ma dietro di sé illumina gli altri” >>. Sul viale del bel tramonto, per questo compleanno, scelgo la compagnia, almeno per un giorno, non del presente e non  del futuro ma quello che fu. Scusatemi dell’amarcord e grazie molte a tutti per gli auguri.
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[ AMARCORD ]
DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”
( STRALCI TRATTI DA NOSTRI SERVIZI IN RETE )
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  1. 26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA …

    azimutassociazione.wordpress.com/2013/…/26-dicembre-1946-26-dicembre- 2013-amarcord-msi-da-azimut-archivio-online-e-nostra-giovin…

    27 dic 2013 … 26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA “AZIMUT
    ARCHIVIO ONLINE”) E NOSTRA GIOVINEZZA [ “AZ.-NEWS” : 29 …
  2. 26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA …

    azimutassociazione.wordpress.com/…/26-dicembre-1946-26-dicembre-2013- amarcord-msi-da-azimut-archivio-online-e-nostra-giovinezza/

    27 dic 2013 … Posts about 26 DICEMBRE 1946 – 26 DICEMBRE 2013 – AMARCORD MSI (DA
    “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE”) E NOSTRA GIOVINEZZA …

Foto
“AZIMUT” – IL PRESIDENTE, Arturo Stenio Vuono[  VUONO IUNIOR, OGGI, HA INVIATO UN MESSAGGIO ( vedi : sopra ) PER RICORDARMI QUEL CHE, IN VERITA’, NON HO MAI DIMENTICATO MA CHE, LUI BAMBINO, IO IMPEGNATO A RESPINGERE IL QUOTIDIANO ASSEDIO, NON HO MAI AVUTO IL TEMPO DI RACCONTARGLI… QUANDO, DALLA EX – SEZIONE DEL MSI DI ARENELLA ( A NAPOLI ), ERA IL RITORNO A CASA, LUI GIA’ – ERA ORMAI TROPPO TARDI – DORMIVA DA QUALCHE ORA,  DOPO CHE MIA MOGLIE MARIA TERESA LO AVEVA, CON CURA E TENEREZZA, ACCUDITO IN OGNI MODO…POI DA RAGAZZO, E DA ADULTO, IN VERITA’, S’E’ DOCUMENTATO IN PROPRIO… ]

DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” ][ “AZIMUT” – ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE – NAPOLI ]

PER UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
associazioneazimut.blogattivo.com – Blog Associazione Azimut …
associazioneazimut.blogattivo.com/…/Abbiamo-lottato-torniamo-a-ca…Copia cache 16 ott 2010 – Abbiamo lottato, torniamo a casa, combatteranno meglio i nostri nipoti…” “Azimut” : “…Abbiamo lottato, torniamo a casa, combatteranno meglio i …
PER UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
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[ ALTRI UOMINI – ALTRI TEMPI ! ! ! ]

an.arenella@libero.it –  associazioneazimut@tiscali.it

Scritto : March 10, 2012
[ leggi uno stralcio – che riguarda Almirante – vedi: oltre ]

AMARCORD

[ “Azimut-NewsLetter: domenica, 11 marzo 2012 ]
Arturo Stenio Vuono :  QUANDO CI SI ACCORGE DI TROVARSI SUL “VIALE DEL BEL TRAMONTO”… IL PENSIERO CI PORTA A QUEGLI ENTUSIASMANTI ANNI SESSANTA, IN PIENA E GENEROSA GIOVINEZZA, AUTENTICAMENTE MILITANTE,  DELLE NOTTI CAPITOLINE : era buona la bevuta della “birra nera alsaziana”, portata in stivali di vetro ( litri due ), nel locale alle spalle di piazza Colonna – prima che ci si portasse alla fontana di Trevi – , oppure – in alternativa – si optava per le speciali “bruschette universitarie” presso “Meo Patacca” a Trastevere ( ascoltando musica e ballando, era di casa, allora, la ”New Roman jazz band” ) ; le “frequentazioni”, più strettamente politiche, “pendolavano” tra: vicoletto del Pantheon ( pure con l’appendice, nel sottostante locale del palazzo,  per l’immancabile pizza …) , via degli Scipioni, piazza del Risorgimento e Via Domenico Fontana…etc., etc., etc. ( erano tutte – come si diceva – “sedi extraparlamentari”… ); tra via delle IV Fontane, via Sommacampagna, etc., e la facoltà universitaria di piazzetta della Fontanella Borghese, etc., in “luoghi ortodossi” – come si diceva – della destra missina; all’Istituto di Cultura Austriaco in  Italia, in conferenze con il buffet di “crauti al senape” ( in via dei Parioli ) ; pure in via Rovereto (per lavoro – presso studio legale – in modo da “arrotondare”) e, parimenti, in via dei Taurini ( alla tipografia – in locale piano terra della direzione e redazione del giornale – per integrare: come correttore di bozze ) , etc.; e potremmo continuare ( quanti splendidi ricordi… ) . La nostra gioventù!….. ( e Roma… )
[ leggi uno stralcio – che riguarda Almirante – vedi: oltre ]

 

[ NOSTRA GIOVINEZZA E PROSIEGUO : << CAMMIN DI NOSTRA VITA > … ]
  
[ NELLE FOTO 😦 SOPRA ) COSENZA –  ROMA – NAPOLI – ( SOTTO )TORINO – MODANE ( SAVOIE – FRANCE ) – ]
[ TUTTO…INIZIO’ NEL 1958 ]
…… LE CITTA’ DELLA < MILITANZA > ; CON E PER LA < DESTRA > : TUTTI I  LUOGHI DELLA < MARCIA DI LUNGA DURATA >, SULLA “STRADA MAESTRA” E PER LA “DRITTA VIA”…..
[DAL 1946 –  IL MSI] < 50 ANNI DI MOVIMENTO >,  OGGI , IN PROSIEGUO, DI PIU’…
AG Napoli: La storia del Msi, vissuta da un militante ( uno stralcio, dal sito )

22 novembre 2006 |  Autore: admin
TRATTO DA ” 50 ANNI DI MOVIMENTO : LA STORIA DEL MSI, VISSUTA DA UN MILITANTE ” di Arturo Stenio Vuono “STAMPATO IN PROPRIO DA A.G.- ARENELLA – NAPOLI – 1997″ ( II – PAG. 7 E SEGUENTI ; XIII PAG. 33 e SEGUENTI ) –  (II° – pag.n. 7 e seguenti)
< …Di Almirante, possiamo tentare di dire qualcosa : aveva fiducia in tutti ma non si fidava di nessuno, detestava le “confidenze”, non curava ( troppo ) la sua persona; così preso dalla sua missione, pensando a tutto personalmente, curando direttamente anche la copiosa corrispondenza con la “base” degli iscritti, contraddizione tra le contraddizioni, accettava di buon grado che la sua vita la si organizzasse, sopportava poco la confusione, “tollerava” opportunisti e mezze figure semprechè non aspiranti al ruolo di protagonisti, riteneva decisamente irripetibile ( e non ne faceva mistero ) l’esperienza del ventennio fascista così come – storicamente – s’era realizzata; giornalista polemico ma non fazioso e grande amico nonchè educatore dei giovani. Del personaggio così abbozzato si tentò di aggiungervi ch’era stato, all’epoca della Repubblica Sociale Italiana, un “fucilatore” ma, questo, perchè dopo i successi della Destra , il leader era ormai divenuto totalmente e realmente credibile anche fuori dal ristretto ambito, tradizionalmente, missino ( nel ’70 tredici consiglieri comunali a Roma e Lui che batte per preferenze il leader storico comunista Ingrao, già in età giovanile definito il “poeta di Mussolini”; nel ’71 la grande avanzata in Sicilia nelle elezioni regionali, nel ’72 lo sfondamento – seppure non come le massime previsioni – alle politiche del neonato Msi-Dn : la < < Destra Nazionale >> ).

Almirante, infatti, sino a quegli anni ( agirà, sempre, all’insegna di “una politica per ogni stagione” e con lucido pragmatismo ), aveva fatto perno sui concetti dell’autonomia del vecchio Msi ( senza Dn) e dello sganciamento da ogni intesa permanente ( usando poco e malvolentieri il termine “destra” ) per, poi, con lungimiranza, uscire dall’isolamento; con un primo esperimento che portò alla <  costituente di destra  > ed alla “Destra Nazionale” ( inglobando monarchici ed altre – seppure minoritarie – correnti cattoliche e laico-liberal-risorgimentali ).

Se gli si continuava a dire, questo per la cronaca, che – mancando il Msi – si sarebbe dovuti essere almeno socialisti, amava ripetere : che…”non ci sarebbe stato niente di male, ma ( io ) sono stato un “sociale con la socializzazione”, e non un “socialista senza la socializzazione” ( un “poveraccio” e non un “padrone” )…”eccetera. Altre sue caratteristiche: contrario ai metodi violenti ed allo “scontro fisico” per lo scontro, era un convinto sostenitore di una “Europa dei Popoli” ( che non fosse a guida di soli finanzieri ), per uno stato “nazionale ma non nazionalista”, “sociale ma non socialista”; contrario, come politico, “a passare la mano” – nel campo dell’economia – ai soli tecnici così, come nel campo della cultura, solo ed esclusivamente agli intellettuali. Uno dei suoi cento “cavalli di battaglia”, ad esempio, restò la “impresa partecipata” ( come modello di partecipazione agli utili ed alla gestione delle aziende, da parte delle maestranze ); fu il primo, con avveniristica intuizione, a proporre: elezione diretta dei sindaci, del presidente della repubblica e, oppure, del presidente del consiglio “indicato”, direttamente da parte del popolo ( a Napoli: “per una nuova repubblica”, nel ’79 ).

E del ’79, ci piace ricordarlo, fu quella intervista a Gianfranco Fini ( allora a capo dell’ex Fronte Della Gioventù ), curata da me e da alcuni amici di “Radio Fiamma”, su questi temi ed altro – essendo lo stesso legatissimo ad Almirante – che si concluse con un’augurale “salutiamo il futuro segretario del partito”.

In seguito, Almirante, usava – perciò – ripetere ( sempre sui temi della  sua < < nuova repubblica >>, e non solo, che si facevano strada ): “Quando la verità affiora sulle labbra del tuo avversario, vanne fiero perchè è il segno della tua vittoria” . Almirante, pure, usò definire il regime catto-comunista come un regime popolato da sudditi e non da cittadini liberi. Di questo straordinario protagonista delle vicende italiane, di Giorgio ( più che Almirante ), come più le nostre folle – e in specie i giovani – lo acclamavano, potrei dirvi tante altre cose; nel suo libro ( ho già citato < < Autobiografia di un “fucilatore” >> ), più che scrivere ci parla ( e me ne accorgo quando lo rileggo ), dedica: “…agli amici di tutta una vita”, definiti “protagonisti – sin dall’inizio della nascita del Msi – d’una dura battaglia di riscatto nazionale e piccola pattuglia di credenti”.

Quando incrociai la mia vita col Msi ( era nel ’58 ed io avevo solo quindici anni ed il movimento ne aveva solo dodici ), fu un vero e proprio “colpo di fulmine”, diciamo “un’amore a prima vista” già in incubazione: da più piccolo avevo assistito alla scena di un comizio missino, sciolto di viva forza dalla “celere”, ricordavo le foto dei giornali sulla restituzione – in una cassa di imballaggio – delle spoglie mortali di Benito Mussolini, m’era impressa la scena d’una grande manifestazione di giovani nazionali ( a sostegno della “rivolta ungherese” ) – nel ’56 – contro il comunismo russo; eravamo, all’epoca così tanto pochi ( ad esporci ) che la conoscenza – anche personale ( e più stretta ) – del leader massimo, sia sul piano nazionale che locale, come di tutti gli altri dirigenti, ad ogni livello, era inevitabile; cosicchè, solo e per questo, posso aggiungere qualcosa di personale.

Nel 1965 ( avevo 22 anni, non compiuti ) alla vigilia dell’VIII° Congresso Nazionale di Pescara, lo incontrai insieme ad altri ( nella “Sala Donato”, in Cosenza, nel popolarissimo quartiere ove sono nato : vi avevano abbondato i vecchi socialisti, poi – nel dopoguerra – con tanta gioventù di destra ), avendo un breve “scontro” incruento ( intendo dialettico ) ; che, nel prendere la parola ( quale più giovane delegato eletto in Italia ), gli contestai di avere preso le distanze, dalla segreteria di Michelini ( col quale aveva, comunque, cogestito la cosiddetta politica di “centro”, nel partito, sostenuta dalla “destra interna” dell’onorevole Romualdi ) , solo strumentalmente, per inquadrare – ed assorbire – il malcontento che stava, invece, portando “l’ala sinistra” ( sempre interna : degli onorevoli Leccisi e Manco ) a posizioni di forza impreviste; solo strumentalmente per , poi, a Pescara, “rientrare” ( cosa che, in effetti, avvenne); e fu, da parte sua, solo uno sguardo di meraviglia, una non risposta ( per comprensione ), e più tardi ne metabolizzai il senso ed il suo scopo ch’era invece mirato, unicamente, alla preservazione del movimento. In effetti, come vedremo, ognuno dei segretari del Msi ( o a chi a tale missione fosse chiamato, più che aspirare ) si pose sempre al centro e come equilibratore “di destra e di sinistra, interne” ( al partito ); una costante di tanti e tanti anni difficili e di immensi affanni, resistendo a tutto e a tutti, onde continuare ad essere una “riserva morale” per l’Italia che l’attuale, diverso, più comodo scenario di Alleanza Nazionale non può appieno fare comprendere. Citerò qualche altra occasione “d’incontro ravvicinato”..

Una colazione di lavoro si tenne presso la stazione di Roma Termini, fui insieme a lui ed ai colleghi della direzione centrale del sindacato Usfi ( il sindacato “Unione Sindacale Ferrovieri Italiani”, aderente all’ex confederazione Cisnal ), s’era nel ’72 : io, dirigente nazionale del sindacato, sui trent?anni – mio figlio Ferruccio Massimo nato da pochi mesi – , già eletto nella commissioni interne di Modane ( Savoia – Francia ) e della stessa Roma Termini, più in là sarei divenuto il segretario di quella della stazione di Napoli Centrale; si parlò del più e del meno : ci disse, a proposito di Salsomaggiore, ch’era sì nato il 27 giugno ’14 ma non proprio in quella cittadina, all’altezza di quella città, invece, era nato in treno ( e vi fu registrato per legge) ;e, precisamente, sotto la galleria della direttissima Roma- Firenze; sua madre e suo padre, infatti, assieme agli zii ( Luigi, Ernesto e Giacomo ), costituivano una nota compagnia teatrale che si spostava, continuamente, in tutta Italia. Almirante, però, dopo la sua “parte” di girovago, già aggregato a quella compagnia ( dopo la sua infanzia ), ha risieduto – stabilmente – prima ( per pochi anni ) a Torino e, poi, sempre a Roma. Giornalista, professore in lettere per licei, capo di gabinetto del ministero della cultura popolare( al nord : dal ’43 al ’45 ), latitante ( per motivi politici ), rappresentante e venditore “porta a porta”, insegnante privato e, infine, deputato e segretario di partito – si può dire – per una vita intera. Anche perseguito, sottolineo stupidamente, per il reato di tentata ricostituzione del disciolto Partito Fascista, proprio lui a differenza dei tanti nostri “rivoluzionari” in gioventù ( evidentemente con “l’autorizzazione del ministero degli interni…” ), tant’è che poi in età più matura, li ritroviamo – tutti – notai, magistrati oppure “questurini”, ecc. ( lo dico senza voler mancare di rispetto, indiscriminatamente, a queste categorie, soltanto volendo sottolineare il “paradosso, se così posso dire ).

Per ultimo, volendo accennare anche l’episodio ( assai emblematico ) dell’Hotel Paradiso, a Napoli ( ove nel 1983 il Presidente Rastrelli, in mio appoggio e di altro candidato – come me – alle “amministrative” di quell’anno, volle convocare una c.d. “cena elettorale”, con la sua presenza prestigiosa e cioè di Almirante ); io ho fatto – come candidato – solo quattro campagne elettorali : “politiche” del ’79, “comunali” dell’83, “circoscrizionali” del 1987 e del 1993 ( oltre che con una lista civica , l’Unione Bruzia – a Cosenza 1970 – primo esperimento in Italia di “lega locale”, come risulta ) ; episodio che colpì, profondamente, mia moglie ( avvicinatasi – anch’essa – alla destra, in occasione delle “politiche” ’79 ) a motivo della genuina affabilità ed umiltà del grande leader ( assolutamente scevro da voglie di eleganza, indossava un semplice maglione sotto la giacca…..).

Ora, volendo evitare una cronologica e lunga elencazione di incontri, infine lo vidi – proprio per l’ultima volta – nel decisivo XV congresso nazionale di Sorrento ( Napoli ) del 1987 ( allora gli anni erano saliti, per me, a 44 ). Lui, “passando il testimone”, e fu l’anno dell’elezione a segretario dell’attuale presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Elezione preceduta dal geniale lavoro di coordinamento di Pinuccio Tatarella.

Almirante s’era gia seduto nella prima fila della platea ( avendo abbandonato il palco del teatro ove si svolgevano i lavori congressuali : deluso ed amareggiato, in parte, perchè una quota del partito gli negava la presidenza all’unanimità e per acclamazione : a Lui, ironia della sorte, colpevole di avere un “delfino” ); stava con l’affettuosa ed inseparabile – sua moglie – nobildonna Donna Assunta, come al solito e con grande pazienza autografava – per ricordo – gli stampati congressuali che gli porgevano i numerosi delegati o invitati, e ne fui tentato anch’io ( chè un “peccato veniale”, nella mia libreria – infatti – sono a diecine i libri autografati che conservo per mio figlio e per il figlio di mio figlio, dei maggiori protagonisti a cominciare dallo stesso Almirante – di tutta la destra italiana ed europea ). Stava seduto, quando nel leggere il mio cognome – stampato sull’invito che gli porgevo – si alzò per dirmi testualmente: “Vuono e adesso chi leggerà più le tue benedette lettere, scritte a mano ? e ti risponderà ?” ..e disse altro…. Non compresi che la frase, seguita da un’abbraccio inconsueto ( alla presenza dei molti…), e lo compresi più tardi, non era un addio da segretario uscente e, piuttosto, anticipava – non so come – la sua morte fisica ( Lui era già gravemente ammalato ma molti di noi non sapevano.. ), di lì a poco avvenuta, nella primavera dell’88 ( all’età di 74 anni, ancora non compiuti ), seguita – a 24 ore di distanza – da quella dell’altro “grande vecchio” ( cofondatore del Msi ), on.le Pino Romualdi; ne furono congiunti i funerali, quel 22 maggio ’88, in Roma, incredibilmente imponenti ed attraversarono, lo ricordo con grande emozione, per l’ultimo saluto, uno straordinario e commovente mare di folla e di popolo genuino, giunto da ovunque ( lo ricorderanno i tantissimi intervenuti – anche – della nostra città e della nostra regione ). >>

<< CON ALMIRANTE, NEL MIO PICCOLO ( E PER QUEL CHE HA CONTATO )…, MOLTI DI NOI HANNO AVUTO UN RAPPORTO ASSAI STRANO : MAI – COMPLETAMENTE – CONDIVIDENDO LA SUA POLITICA, IN POSIZIONE DI DISTINGUO NELLA DINAMICA DELLA DIALETTICA INTERNA; SEMPRE – IN ULTIMA ANALISI – CON IMMENSA FIDUCIA PERO’ NELLA SUA FIGURA DI “REGGITORE” E DI “TIMONIERE” DI CUI – E’ CHIARO – CHE NON SI POTEVA FARE A MENO E DI CUI, COMUNQUE, CI SI POTEVA – CERTAMENTE – FIDARE; E ALMIRANTE : COME LA “STELLA POLARE”, UOMO BUONO E GIUSTO NONCHE’ MITE, BENCHE’ IRRIDUCIBILE, PIENO DI SENTIMENTI UMANI, MASSIMAMENTE APERTO AL COLLOQUIO CHE NESSUNA BARRIERA DELLA POLITICA, PURE IN PRESENZA DI ASPRI CONTRASTI, AVREBBE POTUTO – PER LUI – IMPEDIRE. E SPESSO NON SI POTEVA EVITARE…CHE I SUOI SENTIMENTI UMANI SOPRATUTTO T’INONDASSERO E L ACQUA, COSI’, CADENDO SUL FUOCO….. >>

NOTE
<<  (XIII° – pag. n. 33 e seguenti.)…E’ nell’anno ’76, tanto per ritornare al tema, che – registrando ( anche ) una perdita elettorale rispetto al ’72 – il Msi-Dn raggiunge l’acme delle sue divergenze interne : sono due le “correnti” ( ora, ufficialmente, precostituite ) in aperta contrapposizione alla segreteria di Almirante : “Linea Futura” dell’on.le Pino Rauti e “Democrazia Nazionale” degli on.li De Marzio – Nencioni – Roberti ( Rauti, come abbiamo detto, poi, opterà per un accordo all’XI° congresso nazionale, nel gennaio ’77); e “Democrazia Nazionale”, nel dicembre ’76, si scinde dal Movimento e diventa un vero e proprio partito ( con molti “in attesa….a “doppia tessera”…). Su “Democrazia Nazionale”, finita nel nulla entro il breve volgere di tre anni ( sarà spazzata via – dall’elettorato di destra – nelle “politiche” del ’79 : il Msi-Dn si riprenderà in tutta Italia, in specie a Napoli dove – poi – si svolgerà la campagna speciale elezioni per << Almirante Sindaco >> – 1980 – con uno straordinario consenso popolare ), l’argomento non può interessare più di tanto, comunque sia, va detto che alla “Destra Nazionale” servirà ( per paradosso ) a dimostrare che non era cessata la linea di < < – alternativa al sistema  – >> ( che, invece, proprio i cosiddetti “rivoluzionari interni” sostenevano che fosse stata tradita sin dal ’73; smentiti, ora, da quelli che – essi stessi – definivano, da sempre, i “moderati”; che, per l’appunto, ne chiedevano la smobilitazione; e osserviamo, perciò, che entrambe queste linee di tendenza, di fatto convergevano contro Almirante ). E che il presupposto dell’autoscioglimento del Msi-Dn, in una nuova (ri)fondata e presunta nuova < destra democratoica >  onde colloquiare con settori democristiani e liberali ( a loro dire ) preoccupati di un possibile “compromesso storico” ( con il Pci ), veniva decisamente rigettato.

Insomma, col 22 dicembre ’76, la metà dei deputati e senatori del Msi- Dn ( a Napoli, tutti ) lasciano il partito e passano a “Democrazia Nazionale”; tutto sarà evidentemente inutile poichè ( a prescindere che resta il dubbio – su tale vicenda – che sia stato, solo, il riflesso nella destra, delle divergenti strategie che, all’interno della Dc, si ispiravano agli on.li Andreotti e Moro ) gli anni a seguire, poi, dimostreranno inequivocabilmente, il fatto che se la stessa “Democrazia Nazionale” avesse avuto successo ( anche per l’ingente quantità in mezzi finanziari di cui dispose ), e così non fu, non sarebbe stata altro che una “foglia di fico” ( e una “riserva indiana” ) per una “destra di paravento” – e a copertura della stessa Dc – essendosi decisa, comunque sia ( per ragioni interne ed internazionali ), la legittimazione – piena – del Partito Comunista Italiano.

A riguardo, in conclusione, essendosi verificato il rientro – in questi ultimi anni – di tanti che uscirono dalla Destra ( scegliendo “Democrazia Nazionale”), questi transfughi – da parte mia – sì – li ritengo i veri “riciclati” – il pericolo in atto è che si possa accreditare un falso “parallelismo” con l’attuale Alleanza Nazionale ( di cui – essi – in cerca d’una “riverginatura”, dunque, si riterrebbero “anticipatori”); c’è che nel ’76, invece, si voleva una “neo destra” come “ruota di scorta” ( legittimata – “santificata” – neo “democraticamente” ) della Democrazia Cristiana mentre, ai nostri giorni, e prima, almeno più accentuatamente ad inizio degli anni novanta, viene – semmai – ad operarsi l’irreversibile sostituzione della Dc al potere ( e volendosi evitare che ne occupasse il cessato ruolo di governo, come apparve chiaro, la compagine post-comunista del Pds); in cui la Destra ( oggi : Alleanza Nazionale ) sostiene un proprio ruolo, attraverso alleanze paritarie e adeguate ai tempi, inclusa quella coi cattolici “diccì – non deviati” ( ex che, nulla, hanno da rimproverarsi : come Rocco Buttiglione ed altri); ruolo in proprio, sapendo che la “partita è tuttora aperta” ( eccome ! ).
A Napoli, dal 5 al 7 ottobre ’79, si svolge il XII° congresso che, con Rauti in ascesa ( firmatario della mozione “Spazio Nuovo” )…, vede – però – rieletto Almirante : egli “candida il Msi-Dn a partito guida delle riforme istituzionali, in favore del presidenzialismo” ( e per una < < nuova repubblica >> ); e, poi, seguirà, nel 1980 – a Napoli – la nota campagna per < – Almirante Sindaco  >. A Roma, dal 18 al 21 febbraio ’82, il XIII° congresso che…..vede… prevalere la mozione della segreteria (Almirante rieletto)…..>>

[ P.S. – SU GIANFRANCO FINI, POI, PURTROPPO, E’ TUTTO  ABBASTANZA NOTO… ]

[ NO COMMENT ]
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LE FOTO ( amarcord )
Foto: Cosenza corso Umberto anni 50: mio fratello Ferruccio con la moglie Carmela e i figli Arturo e Rito( ANNI CINQUANTA –  VUONO SENIOR CON I GENITORI E UNO DEI FRATELLI A COSENZA )

 

 ( A SEDICI ANNI – COSENZA )

    ( DIVERSI MOMENTI – A COSENZA )

( ALL’ISTITUTO PER RAGIONIERI – LA FILODRAMMATICA GI.FRA [ “GIOVENTU’ FRANCESCANA” ] – IL QUARTIERE NATIO [ RIONE RIFORMA – CASE FERROVIERI ]  E ANCORA…VEDI : SOTTO )

 Foto
NAPOLI – 1983  ( CON ALMIRANTE  ) – NAPOLI – 1987 ( CON TATARELLA )
Foto
E COME OGNI ANNO – PER IL PERIODO FERIALE – CON LA MOGLIE MARIA TERESA NEL BUON RITIRO DELL’ISOLA D’ISCHIA ( A CASAMICCIOLA TERME )
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da : Ufficio Stampa – Ferruccio Massimo Vuono

Associazione Azimut, Naples, Italy.
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( . . . ) – Ed i suoi diavoletti scatenano sulla terra veri e propri Sabba infernali, mostrando nel contempo angelici volti alla Renzi. “Uno sparo dal mondo”….nella speranza che non si tramuti, prima o poi, in un botto definitivo…
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RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
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—– Original Message —– From: Vincenzo Mannello
To:  ( . . . ) – Sent: Wednesday, July 02, 2014 7:38 AM
Subject: “uno sparo dal mondo”
Ecco il titolo piú appropriato per una comunicazione mediatica su quanto avviene nel mondo oggi…., appena fuori dai nostri confini o piú in là ove tramonta il sole. Ucraina, Libia ,Egitto, Siria, Israele e Gaza, Libano,Irak, Nigeria, Sudan, Somalia, Yemen,Pakistan,Afghanistan….quelli in cui lo “sparo” trova grosso riscontro sui media mondiali, piú o meno a secondo di interessi geopolitici, economici e pure ideologici.  Una caterva gli “spari” con silenziatore, quelli “locali” che ancora non innescano alcun interesse o considerati circoscritti a nazioni ancora “controllabili”. Ciad, Sierra Leone ,Repubblica del Congo, Centrafrica nel continente nero.Cina (con gli Uiguri musulmani), Ceylon, Filippine, India e tante altre nazioni nel mondo….,tutti paesi e regioni che non vengono in mente fin quando non ne sentiamo il nome in tv o ne abbiamo notizia dai giornali e da internet. Già, in Europa siamo in pace grazie alla Unione Europea…., così pontificano i signori della dittatura UEista. Peccato abbiano scatenato una guerra civile in Ucraina rovesciando con la illusione dell’euro un governo democraticamente eletto. E non guardiamo indietro quando l’UEismo, al servizio degli Usa e della Nato, ha aggredito la Serbia, “creato” il Kosovo e partecipato attivamente a tutte le “primavere arabe” che hanno portato al bagno di sangue odierno. E l’Onu ? Assiste,dibatte ,ammonisce e….,soprattutto,tace. Certo non è l’Occidente il solo “male del mondo”, il demone della guerra alligna ovunque.Purtroppo sembra pure connaturato alla natura umana. Ma, filosofia a parte, il Grande Satana ci mette lo zampino, dove e quando vuole. Ed i suoi diavoletti scatenano sulla terra veri e propri Sabba infernali, mostrando nel contempo angelici volti alla Renzi. “Uno sparo dal mondo”….nella speranza che non si tramuti, prima o poi, in un botto definitivo.

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

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RICEVIAMO E VOLENTIERI PUBBLICHIAMO
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—– Original Message —– From: csrbruni
Sent: Sunday, June 29, 2014 4:14 PM
Subject: Il mondo Mediterraneo dei Costumi delle donne degli anni Quaranta letto da Pierfranco Bruni in uno studio che è diventato una Mostra

Il mondo Mediterraneo dei Costumi delle donne degli anni Quaranta letto da Pierfranco Bruni in uno studio che è diventato una Mostra e presentato su Rai Uno

Pierfranco Bruni: “La cultura di un popolo è anche nella civiltà dei costumi e nella tradizione dell’abbigliamento. Soprattutto il mondo mediterraneo offre spaccati di umanità attraverso l’abito che si indossava epropone dei precisi dettagli per comprendere la storia di una comunità in una visione sia estetica che etica”.

“Donne e costumi. Il mondo Arabo. Il mondo Albanese”. È il titolo di una Mostra in corso di svolgimento al Terrazzo Pellegrini di Cosenza. La mostra è stata presentata da Pierfranco Bruni, esperto di letterature ed etnie del Mediterraneo e Responsabile del Progetto “Minoranze storiche” del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo.

Si tratta di un percorso storico di alcune forme antropologiche che offrono una chiave di lettura della cultura del Mediterraneo attraverso i costumi e gli abiti tra anni Trenta e Quaranta.

Pierfranco Bruni, profondo conoscitore delle culture del Mediterraneo, continua a lavorare sul rapporto tra letteratura e modelli etnici all’interno di un contesto geopolitica che è quello che intreccia la realtà dei Balcani e la realtà dei Mediterranei.

Il titolo dello studio è il seguente: “Le donne arabe e albanesi nei vestimenti mediterranei”.

Più volte, con numerose pubblicazioni, Pierfranco Bruni si è soffermato su questi incisi grazie a testi che sono stati tradotti sia in albanese che in arabo. Già a qualche decennio fa risale il suo imponente studio dal titolo: “Mediterraneo. Percorsi di civiltà nella letteratura”.

Bruni studiando le letteratura e le etnie del Mediterraneo ci propone una chiave di lettura che è quella dei “vestimenti” delle donne in uno scavo che rimanda al rapporto tra l’Italia e il Mediterraneo tra gli anni del Regime.

La Mostra che è stata presentata anche su Rai Uno propone uno spaccato importante e delinea una dimensione tra l’Immagine, la Letteratura e lo scavo Etno-antropologico stesso.

Si tratta di un interessante e originale itinerario per immagini di donne arabe e albanesi  e risale alla temperie degli anni tra il 1930 e 1940. Quaranta immagini  con costumi tipici di quel tempo che rispecchiano le culture albanesi e arabe con i volti, la vestitura,  la posa.

Tre aspetti che la Mostra porta come elemento centrale. Sono immagini che offrono uno spaccato interpretativo sia storico – geografico che antropologico. È proprio l’aspetto antropologico l’elemento predominante oltre chiaramente quello fotografico.

 

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SINTESI DEL NOSTRO ULTIMO EDITORIALE ( PER LA STAMPA )
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Arturo Stenio Vuono  BERGOGLIO L’ENCICICLICA QUOTIDIANA
Arturo Stenio Vuono *
Papa Francesco, chiamato al soglio “dalla fine del mondo”, è una figura dal nuovo carisma, Quel che più colpisce è la quotidianetà con la quale va scrivendo  la magnifica enciclica  del cui sbocco, per la Chiesa, è prematuro intravedere l’esito.Sappiamo che l’intervento del Santo Spirito prevede e provvede, sotto la sua guida la Chiesa s’è rimessa in marcia e  il nuovo martirio dei molti cristiani, nei cinque continenti, è la risposta delle forze che vorrebbero annientare la verità della luce. La mia generazione ha conosciuto ben sette romani pontefici, dei quali due fatti santi, che hanno incrociato tutto il profetico, ciò che sin dal tempo dei tempi è scritto e  gli interventi, straordinari della Vergine, come nel caso dell’attentato a Giovanni Paolo II il papa magno, perchè le profezie possono cambiarsi  o addirittura azzerarsi. Come incardinarvi Francesco ? E’, per ora, una domanda ancora senza risposta. Oggi c’è questo vescovo, autentico, nato Jorge Mario, e pensionante a Santa Marta, che si mostra propriamente per quel che è; il gesuita francescano, già amato da tutti, condiviso dai giovani, accettato da quelli passati per più tiepidi e scettici, ma in specie è il prediletto dei bambini come degli anziani, e sopratutto dei diversamente abili e sofferenti che sono più vicini di noi al Gesù dei patimenti indicibili; essi, corrispondendo in pieno alle  carezze di Bergoglio hanno il volto rischiarato e, comunque sia, risanati nello spirito. E’ il  nuovo carisma del pastore che tocchiamo con mano. Lui, Francesco, è venuto, a parte l’enigma della meteora di Albino Luciani, papa Giovanni Paolo I,  in successione a Karol Wojtyla e Joseph Ratzinger, per completare una missione che ha già visto, rispettivamente, la resa del materialismo storico e la resistenza alle insidie del virulento assalto alla fede; ora alla Chiesa tocca battersi avverso le rinnovate tirannie dell’edonismo,  del danaro e contro l’errore. Gli erranti sono altra cosa e quel che attiene il terzo millennio, tra i tanti compiti, sarà quello di accoglierli, curarne le ferite e comprendere per non giudicare. Non è più il tempo dei mercanti nel tempio e non c’è più bisogno di trincerarsi  dietro il credere che  perciò “la mia casa è la mia chiesa”. Uscire si deve e si può. Il credente, praticante o meno, e chicchessia di buona volontà, è chiamato come non mai ad essere in prima linea, e non può e non deve più disertare. Lunga vita al Papa !
* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
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(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
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