OGGI – ASCOLI PRECIPITANO DUE TORNADO – “SIAMO NELLA TERZA GUERRA MONDIALE, MA A PEZZI” (L’HA DETTO PAPA FRANCESCO) – COSSIGA DIXIT – “I PA – DRONI” – PUTIN E ALTRO…


[ “AZ” ] OGGI – ASCOLI PRECIPITANO DUE TORNADO – “SIAMO NELLA TERZA GUERRA MONDIALE, MA A PEZZI”
( L’HA DETTO PAPA FRANCESCO ) – COSSIGA DIXIT – “I PA – DRONI” – PUTIN E ALTRO…
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”: 20.08.2014 ]

ASCOLI PRECIPITANO DUE TORNADO [ ultima dal web ]
Scontro nei cieli di Ascoli: precipitano due Tornado

Scontro nei cieli di Ascoli: precipitano due Tornado – Foto

Piogge al Nord, trombe d’aria in Liguria

Al Sud torna il caldo africano: le previsioni

Due Tornado dell’Aeronautica Militare sono rimasti coinvolti in un incidente aereo avvenuto nei cieli delle Marche. Alcuni testimoni raccontano di avere visto i due velivoli toccarsi in volo, uno dei dei due ha preso fuoco ed entrambi sono precipitati al suolo. L’Aeronautica Militare ha confermato che nell’incidente aereo sono coinvolti due velivoli Tornado che stavano svolgendo una missione addestrativa nell’area. I due Tornado che si sono scontrati in volo nei cieli sopra Ascoli Piceno provenivano dalla base di Ghedi (Brescia) e dopo il volo d’addestramento sarebbero dovuti rientrare alla base. L’Aeronautica ha inviato un team di esperti sul luogo dell’incidente per le prime verifiche.
Quattro militari dispersi –  I piloti dei due Tornado che si sono scontrati in volo nei cieli sopra Ascoli Piceno si sarebbero lanciati. Non si sa ancora se vi siano vittime, a bordo degli aerei c’erano quattro militari. I quattro, secondo quanto confermano fonti militari, sarebbero dispersi ed è già partita una squadra di esperti per la loro ricerca. Al momento sul luogo dell’incidente sono stati ritrovato un motore e altri pezzi.
I testimoni: “Incidente visibile da chilometri” – Alcuni testimoni riferiscono che lo scontro in volo tra i due Tornado è stato visibile a chilometri di distanza . “Mio fratello è in vacanza sul Monte Piselli (1.814 metri slm, a 20 km da Ascoli, ndr) – racconta uno di loro – e mi ha telefonato. Io avevo solo sentito un boato”. Secondo gli stessi testimoni, i due velivoli provenivano da due direzioni. L’impatto ha provocato la caduta di frammenti di aereo e di detriti incendiari “come coriandoli”, raccontano alcuni residenti della frazione di casa Murana.
Ginefra (Pd): “Sia fatta immediata chiarezza” – “Sia fatta immediata chiarezza sullo scontro tra i due caccia tornado e sulla presunta esercitazione in corso al momento dell’incidente e – auspicata l’incolumità dei militari coinvolti e di eventuali civili residenti nell’area dove sono precipitati i velivoli – immediatamente accertata ogni eventuale responsabilità”. Così il deputato del PD Dario Ginefra che aggiunge: “sono certo che il Ministro Pinotti sarà la prima a voler chiarire l’accaduto e a voler spiegare perchè – se confermate le voci dell’esercitazione – questa sarebbe avvenuta in prossimità di aree abitate e non sul vicino mare adriatico”.
19 agosto 2014

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IL SERVIZIO ODIERNO

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https://azimutassociazione.wordpress.com ( anteprima di web – servizio tra breve in rete )

SU PAPA FRANCESCO ( tratto dal web )

O G G I

Il Papa: “Siamo di fronte alla III guerra mondiale, pronto andare Kurdistan”

Dalla guerra giusta alla necessità di fermare l’aggressore ingiusto, con una forte indicazione di multilateralismo e del ruolo dell’Onu. Ancora la denuncia della “crudeltà inaudita” dei conflitti non convenzionali e della tortura. Infine una constatazione: “siamo nella III guerra mondiale, ma a pezzi”. Si può sintetizzare così la visione del Papa davanti al precipitare della situazione irachena e del conflitto in Terrasanta, mentre è in volo da Seul a Roma dopo il terzo viaggio internazionale del pontificato.
L’aggressore ingiusto – Papa Francesco riceve una domanda molto diretta: “è d’accordo se gli Stati Uniti bombardano l’Iraq per prevenire il genocidio?”. “In questi casi dove c’è un’aggressione ingiusta posso solo dire che è lecito fermare l’aggressore ingiusto, sottolineo il verbo, dico fermare, non bombardare o fare la guerra”, e “i mezzi con i quali fermare l’aggressore ingiusto dovranno essere valutati”. Ma “quante volte – ammonisce – con questa scusa di fermare l’aggressore le potenze hanno fatto una vera guerra di conquista.
Il ruolo dell’Onu – Una sola nazione non può giudicare come si ferma un aggressore”. Papa Bergoglio ricorda che “dopo la Seconda guerra mondiale è nata l’idea della Organizzazione delle Nazioni Unite, è là che si deve discutere: ‘Come facciamo a fermarlo?'”. “Fermare l’aggressore ingiusto – ha spiegato il Papa – è un diritto dell’umanità, ma è anche un diritto che ha l’aggressore di essere fermato perché non faccia il male”.
La situazione irachena – Racconta anche che ha studiato con i collaboratori tutti i passi da fare per la situazione irachena, ha emesso un comunicato, ha scritto al segretario dell’Onu Ban ki-moon, ha mandato il card. Fernando Filoni quale suo inviato in Iraq e Kurdistan, e ha deciso di essere “disposto ad andare in Kurdistan” e che “c’è questa possibilità”, che è stata valutata prima di partire per il viaggio in Corea e per il momento resta una possibilità.
“Il fumo delle bombe” – “Questi sono i frutti della guerra”, dice il Papa ricordando le vittime di oggi, e di ieri, e “il fumo delle bombe” che in Terrasanta non fa vedere la “porta” che si è aperta con la preghiera comune nei giardini vaticani dei presidenti israeliano e palestinese Shimon Peres e Abu Mazen, ma il fumo delle bombe “è congiuntura”, mentre la porta resta aperta. Dalla guerra alle speranze di dialogo, papa Francesco è pronto a partire per Pechino “magari, domani”, spiega ai 72 giornalisti da 11 paesi del mondo che lo hanno accompagnato nel suo terzo viaggio internazionale.
Il viaggio a Filadelfia – Conferma inoltre il viaggio a Filadelfia di settembre 2015 e spiega che, avendo ricevuto inviti anche dal presidente e dal parlamento americano e dal segretario dell’Onu si potrebbero visitare “forse le tre città insieme”, cioè Filadelfia, Washington e New York. Spiega poi che andrà in Albania il 21 settembre per due motivi “importanti”: in Albania “sono riusciti a fare un governo nazionale” fra diverse componenti, cattolici, ortodossi, “e questo va bene – sottolinea il Papa perché vuol dire che è possibile lavorare bene insieme”.
Ateismo pratico – Altro motivo è che “l’Albania è l’unico Paese comunista che aveva l’ateismo pratico nella costituzione, se andavi a messa era anticostituzionale”. “Sono state distrutte – ha aggiunto – 1820 chiese, voglio citare il numero preciso, sia ortodosse che cattoliche, in altre sono stati fatti cinema e teatri”. In ottima forma al termine dell’impegnativo viaggio in Oriente, il Papa racconta anche alcuni aspetti della sua vita in Vaticano, alla ricerca di normalità, e senza abbandonare la abitudine di non fare vacanze ma ritrovare un ritmo più disteso, leggendo e dormendo di più e ascoltando musica. Contento anche della popolarità di cui gode, “se il popolo è felice per quello che faccio”. “La vivo come generosità – spiega – ma cerco di pensare anche ai miei peccati, però cerco anche di godermela, perché so che durerà poco tempo e poi sarò nella Casa del Padre”.
19 agosto 2014
Redazione Tiscali
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LA RUSSIA…IN CONTROTENDENZA… ( ANCHE PER NOSTRA FORTUNA… )
[ da messaggio – “postato” su facebook ]
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foto di Daniele Manenti.
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COSSIGA ( VECCHIA INTERVISTA…MA SEMPRE “FRESCA”….LEGGI TUTTO )
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Speciale Esiste l’Italia?

Perchè contiamo poco

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colloquio di Lucio Caracciolo con Francesco Cossiga
Una riflessione sul ruolo dell’Italia nella guerra fredda, da Il richiamo dei Balcani.

A che servono i servizi, il numero di Limes sull’intelligence.


[Francesco Cossiga in una foto di Sky Tg24]

LIMES Perchè oggi (l’intervista è del 1995, n.d.r.) l’Italia conta così poco?
COSSIGA Per capire il declino attuale conviene anzitutto analizzarne le origini. E dunque ricordare quale fosse la nostra collocazione geopolitica durante la guerra fredda. Noi eravamo un paese doppiamente di confine: c’era un limes esterno, con i paesi dell’Est, ma allo stesso tempo esisteva un limes interno, giacché la cortina di ferro attraversava l’Italia e la spaccava in due – «occidentali» amici dell’America e «orientali» amici dell’Unione Sovietica. L’Italia era segnata da una contrapposizione ideologica e di civiltà. Gli equilibri politici nazionali erano condizionati dalla costellazione geopolitica mondiale. Ricordo ancora un colloquio con Giuseppe Saragat, negli anni Cinquanta: «Ma perché cosa credi che io abbia rotto l’unità con i socialisti, se non per scegliere l’America, l’alleanza Atlantica, l’Occidente?»

È chiaro che in questa condizione l’Italia era più un oggetto che un soggetto della politica internazionale. La scelta atlantica era obbligata. Su di essa convergevano l’interesse nazionale italiano e l’interesse ecclesiastico vaticano: non solo non eravamo in grado di garantire la nostra indipendenza senza l’ombrello atlantico, ma esso era necessario anche a proteggere la sicurezza della Santa Sede, l’organo centrale della Chiesa cattolica incastonato nel nostro territorio.

Il fatto curioso è che l’opzione atlantica del Vaticano era più ecclesiastica che cattolica. Corrispondeva agli interessi di sicurezza della Santa Sede, molto meno al sentire di buona parte del cattolicesimo politico italiano. Nella Dc, la sinistra dossettiana era neutralista. Poi si allineò con De Gasperi, ma solo perché la neutralità si era rivelata impraticabile.

Il nostro fu un atlantismo di necessità, un atlantismo minimalista. Questo spiega, fra l’altro, perché noi non siamo diventati una potenza militare al livello di paesi di analogo peso economico e demografico, tipo Francia o Gran Bretagna…

LIMES Forse anche perché avevamo perso la guerra…
COSSIGA Ma agli americani non importava nulla che avessimo perso la guerra! Loro ragionavano nel nuovo contesto bipolare. O di qua o di là. Su di noi ha sempre pesato il sospetto del neutralismo. I nostri alleati ci consideravano atlantisti per necessità, non convinti.

LIMES Non si fidavano di noi?
COSSIGA Non completamente. Basti ricordare che nella rete atlantica di Stay Behind entrò prima la Germania dell’Italia. A noi non ci volevano. Entrammo solo grazie alla mediazione della Francia.

LIMES Intende dire che furono i francesi a sponsorizzare Giadio?
COSSIGA Gladio è un’invenzione. Lei sa benissimo che non c’è un documento che parli di Gladio. No, io intendo la rete atlantica di Stay Behind (ricordo l’acronimo: S./B.) che avrebbe dovuto organizzare la resistenza nei paesi alleati in caso di aggressione dall’Est. Un organismo di non grandissima importanza, creato sulla base dell’esperienza dello Special Operation Executive voluto da Churchill e dell’OSS americano.

LIMES Quanto contava la presenza del maggiore partito comunista dell’Occidente nella percezione dell’Italia come paese inaffidabile?
COSSIGA Noi avevamo metà del paese dall’altra parte. I concetti fondamentali su cui si incardina l’unità nazionale dei nostri partner occidentali – patria e libertà da noi non erano valori condivisi. Su di essi l’Italia era spaccata. I comunisti avevano un’idea di patria diversa da quella che avevamo noi democristiani, sull’altro versante della cortina di ferro interna. Non erano traditori della patria. Semplicemente, ne avevano un’altra concezione.

In entrambi, comunisti e democristiani, il concetto di patria era fortemente temperato dall’influenza del comunismo internazionalista, d’un lato, e della Chiesa, dall’altro. La verità è che nell’Italia della guerra fredda c’erano quattro tipi di lealtà, due da una parte e due dall’altra della frontiera interna: noi democristiani eravamo fedeli all’Italia e all’Alleanza Atlantica ma anche, in gran parte, alla Chiesa; loro comunisti erano divisi fra fedeltà nazionale e legame critico con il campo sovietico. Le radici della tragedia italiana sono tutte qui. Solo quando riusciremo a ricostruire un comune sentimento di patria potremo riconquistare il nostro posto nel mondo occidentale.

LIMES Per voi democristiani si poneva dunque un dilemma geopolitico e morale: essere fedeli all’Italia o alla Chiesa?
COSSIGA Confesso che non abbiamo mai avuto il coraggio di affrontare apertamente questo problema.

LIMES Ma lei personalmente…
COSSIGA Io non sono assolutamente un caso tipico di cattolico democristiano. Sono stato educato in una famiglia schierata con la Repubblica durante la guerra civile spagnola. Per me, cattolico liberale, il problema era già risolto in partenza.

LIMES Ma per De Gasperi, per Moro, per Andreotti?
COSSIGA Distinguiamo. De Gasperi, educato in uno Stato vero come l’impero austro-ungarico, era un cattolico laico, liberale. La sua scelta per il Patto Atlantico era insieme politica e di civiltà. Moro era un realista. Accettò l’atlantismo per ragionamento, non per convinzione. La scelta coscienziale di Moro sarebbe stata certamente, come per Dossetti, in favore di un’Italia neutrale. L’atlantismo di Andreotti fu frutto di una grande mediazione. Andreotti coniugò bene – fedeltà alla Chiesa e fedeltà allo Stato. Sarebbe molto interessante studiare la politica estera andreottiana e osservare quante volte egli tenne conto, per ragioni di convinzione personale ma anche di equilibri geopolitici, degli interessi della Chiesa.

LIMES Per esempio?
COSSIGA Prendiamo la guerra del Golfo. Io, come presidente della Repubblica e capo supremo delle forze armate, non ebbi alcuna titubanza, se non per quel che attiene a ogni coscienza pacifica e cristiana, a portare in guerra il mio paese. Sapevo bene che non era questa la posizione della Santa Sede. Sono testimone del fatto che invece questo per Andreotti fu un problema. Lui era preoccupato di coniugare le strategie italiana e vaticana più di quanto non lo fossi io. E questo gli americani non lo apprezzarono.

In realtà, la sindrome dell’8 settembre non ha mai cessato di incombere su di noi, nella percezione dei nostri maggiori alleati. (continua…)

 

Leggi l’intero articolo scaricandolo in formato pdf (190Kb)

(2/05/2008)

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GERONTOCRAZIA OVVERO (SENZADEMOS)CRAZIA… [ da messaggio – “postato” su facebook ]
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IL POST CHE CIRCOLA IN RETE GIA’ DA DUE ANNI

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Ercole Porco ha condiviso la foto di Notiziario 360.

Forse anche i giovani hanno le loro colpe e forse anche noi padri.

FATE GIRARE!
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ECCOVI UNO DEI TANTI ESPONENTI DELLA CATEGORIA DEI << RODITORI >> – VETEROREPUBBLIKANES…
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Di non ti fai un pò "SCIFO" !!! Pina (Riva Destra)

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LE “COMBINATE” DEL GUITTO… ( da messaggio – “postato” su facebook ]
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——– Original Message ——–

Subject: I: [Esercito di Silvio] Blog di Grillo: “Maiali leghisti. Hanno istigato odio contro gli arabi”
Date: Mon, 18 Aug 2014 21:24:03 +0200 (CEST)
From: “an.arenella@libero.it” <an.arenella@libero.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it

—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 18/08/2014 20.49
A: “Esercito di Silvio”
Ogg: [Esercito di Silvio] Blog di Grillo: “Maiali leghisti. Hanno istigato odio contro gli arabi”

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Alessia Maria Munaro
Alessia Maria Munaro 18 agosto 20.49.28
Blog di Grillo: “Maiali leghisti. Hanno istigato odio contro gli arabi”

www.imolaoggi.it
18 agosto – I più pericolosi sono stati quelli della lega lombardo veneta che con le loro magliette…
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SENZA PAOLE… [ TRATTO DA http://www.stampaqlibera.com ]
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Troika e decadenza: rispunta il collaborazionismo e la voglia di farsi invadere
Administator | 16-08-2014 Categoria: Politica Stampa

 

di Marco Fontana

http://italian.ruvr.ru/2014_08_14/Troika-e-decadenza-rispunta-il-collaborazionismo-e-la-voglia-di-farsi-invadere-1622/

Troika e decadenza: rispunta il collaborazionismo e la voglia di farsi invadere

Troika e decadenza: rispunta il collaborazionismo e la voglia di farsi invadere

© Foto: Flickr.com/Città di Modena/cc-by-nc-sa 3.0

Che il patriottismo non sia una qualità radicata nel popolo italiano è cosa nota da tempo. La storia parla chiaro: l’italiano medio riscopre l’orgoglio nazionale solo in occasione dei mondiali di calcio, quando si affretta a comprare la bandiera tricolore da esporre sul balcone per non sfigurare col vicino.

Resta sempre attuale la chiosa di Winston Churchill, il quale affermò: Gli italiani perdono le partite di calcio come se fossero guerre e perdono le guerre come se fossero partite di calcio.

Il dramma è che da questo difetto non è immune neanche l’intelligenzia salottiera nostrana: in particolare quella rappresentata dai numerosi radical chic, o pseudo tali, che bivaccano nei più affermati quotidiani progressisti della Penisola e che al soldo dei propri padrini politici non perdono occasione per gettare fango sull’Italia.

Così in questi giorni assistiamo al ritorno di una strana e odiosa forma di “collaborazionismo” verso altri Stati, ai quali si chiede di invadere l’Italia. Per carità, non si invoca l’arrivo fisico di truppe straniere nel Paese, come avvenne nei moti del 1848 con gli Asburgo o durante la Seconda Guerra mondiale. Si tratta di una presa di posizione molto più subdola, nella quale si invoca il commissariamento del Governo italiano da parte della Troika europea, la stessa che è riuscita a mettere in ginocchio con le sue ricette miracolose Paesi come Grecia e Cipro, finiti loro malgrado sotto il “protettorato” di questi improvvisati salvatori stranieri. A perorare l’intervento della Troika è il quotidiano La Repubblica con un editoriale del suo fondatore Eugenio Scalfari, desideroso di rottamare il presidente del Consiglio Renzi. Dirò un’amara verità– dice il noto opinionista – che però corrisponde a mio parere ad una realtà che è sotto gli occhi di tutti: forse l’Italia dovrebbe sottoporsi al controllo della Troika internazionale formata dalla Commissione di Bruxelles, dalla Bce e dal Fondo monetario internazionale. Capisco– continua Scalfari, che sente di doversi giustificare sapendo di averla sparata grossa – che dal punto di vista del prestigio politico sottoporsi al controllo diretto della Troika sarebbe uno scacco di rilevanti proporzioni, ma a volte la necessità impone di trascurare la vanagloria e questo è per l’appunto uno di quei casi. Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo Alberto Quadrio Curzio, docente emerito della Cattolica di Milano che dalle colonne de Il Mattino di Napoli ha affermato: Avremmo anche noi dovuto utilizzare lo scudo europeo e accettare la Troika. E di qui a breve, c’è da starne certi, seguiranno altri vassalli a perorare l’invasione “leggera” dell’Italia.

Ahimé, nessuno di loro si è preoccupato di quell’invasione già avvenuta nel tessuto produttivo italiano da parte di aziende estere, anzi l’hanno spesso definita salvifica, assistendo inermi alla cessione pezzo dopo pezzo di parte dell’eccellenza del “prodotto italiano”. Tale scempio si è compiuto anche grazie alle deregolamentazione effettuata proprio dalla Troika. È recente la notizia comunicata dalla Cgia di Mestre circa l’aumento vertiginoso di imprese nostrane a guida straniera: tra il 2012 e il 2013 sono aumentate del 3,1%, toccando il valore assoluto di 708.317. Quelle condotte da cinesi hanno addirittura registrato un boom, essendo cresciute del 6,1%, superando la soglia delle 66.000 unità. Niente a che vedere con lo sconfortante risultato conseguito dalle imprese italiane che, purtroppo, sono diminuite dell’1,6%. Si pensi che rispetto al 2008, le attività economiche cinesi presenti in Italia sono aumentate addirittura del 42,9%. Un dato che dovrebbe allarmare i giornali italiani, ma nessuno se ne occupa: si ulula alla luna per le percentuali di disoccupati in continua crescita, mentre in silenzio si sta permettendo un’inesorabile colonizzazione del motore produttivo del Paese. Così come in pochi hanno denunciato che la Cassa depositi e prestiti Spa ha ceduto per 2 miliardi di euro ai cinesi di SGID (State Grid Corporation of China) il 35% del capitale sociale di CDP RETI Spa, con al suo interno Terna e Snam Rete Gas. Solo il Fatto Quotidiano, in controtendenza, ha avuto il coraggio di affermare che Ambrose Evans Pritchard, columnist del Telegraph, scrive come l’eurozona si stia rilevando per l’Italia una lenta tortura.

Un messaggio che dovrebbe far riflette e anche molto, prima che qualche pennivendolo inviti a “farsi invadere” pacificamente da potenze estere.
Per saperne di più: http://italian.ruvr.ru/2014_08_14/Troika-e-decadenza-rispunta-il-collaborazionismo-e-la-voglia-di-farsi-invadere-1622/

Commenti (1)

Scritto da silvestra
16-08-2014 19:08

ma è proprio una cosa voluta, mi è capitato di sentire in macchina la trasmissione caterpillar che gioiva di questa invasione straniera, e invitava gli ascoltatori a farlo con la motivazione “tanto che cambia per noi? magari è anche meglio il capo straniero”…ho spento ovviamente

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NOI IN RETE – ULTIMO SERVIZIO IN WEB LINK

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Associazione Azimut ha condiviso un link.
Pubblicato da WordPress · ( . . . )
A SETTEMBRE IL MANIFESTO DI “AZIMUT” PER I COMITATI DIFESA DELLA LIBERTA’ (UN “C.D.L.” PER OGNI CITTA’) – DI COSA SI TRATTA ? LO SAPRETE… http://wp.me/p2IJHA-QL

A SETTEMBRE IL MANIFESTO DI “AZIMUT” PER I COMITATI DIFESA DELLA LIBERTA’ (UN “C.D.L.” PER OGNI…
azimutassociazione.wordpress.com
A SETTEMBRE IL MANIFESTO DI “AZIMUT” PER I << COMITATI DIFESA DELLA LIBERTA’ >> ( UN “C.D.L.” PER OGNI CITTA’ ) – DI COSA SI TRATTA ? LO…

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[ INFORMAZIONE E INDISCREZIONI –  TRATTO DA YAHOO  NOTIZIE ]
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Disastro del Pil sulle Pensioni: nel futuro saranno dimezzate

Trend OnlineScritto da Rossana Prezioso | Trend Online –  9 ore fa

Ok, il clou delle vacanze è passato, il maxiponte di Ferragosto si è concluso. Ora, queste le premesse: 3/4 degli italiani, dicono le statistiche, non sono andati in vacanza, la metà, sempre per stessa fonte, non ha un lavoro, la pressione fiscale, ancora numeri alla mano, è da record mondiale, il Pil italiano, Istat conferma, è in recessione tecnica, quello della zona euro è in calo. La base di partenza, o per meglio dire, quello che ci aspetta al ritorno, non è una delle situazioni migliori. Nemmeno se si guarda all’immediato passato con un +107% di tasse sulla casa. Ma per chi invece tremava in attesa dell’autunno, stagione solitamente dedicata a manovre correttive, conti pubblici da rimettere a posto e scadenze varie, rimarrà deluso, perchè l’urgenza incombe e la necessità di fare cassa anche. A fine agosto parte lo Sblocca-Italia e i due protagonisti del progetto saranno costretti a venire a più miti consigli.

Le scadenze di agosto

Sappiamo che la situazione politica è delicatissima, con il ministro dell’economia, Padoan, che ormai non nasconde più i suoi malumori e il suo scetticismo per l’evolversi, in peggio, della situazione, così come anche Cottarelli dato in fase di partenza per ottobre: le urgenze sono altre, con l’Unione che preme su lavoro, industrie, produttività, competitività e Renzi che preferisce guardare al Senato. Il pericolo di deflazione per l’eurozona e di terza recessione per l’Italia, avanza sempre di più alla luce dei dati snocciolati sopra. Per l’autunno (cosa più unica che rara) non sono previste manovre correttive. Ufficialmente. Si, perchè adesso le cose si risolveranno (in maniera provvisoria) ufficiosamente e cioè con 11 scadenze fiscali che arriveranno in questi giorni e che porteranno poco meno di 30 miliardi (per l’esattezza sarebbero 29).

A fare la parte del leone sarà l’IVA (13 miliardi) seguita a ruota dall’acconto Irpef di dipendenti e lavoratori vari. Irap, Ires e altre sigle seguono a ruota. Stretta che non si allenta nonostante gli appelli arrivino da più parti, e che non può permettersi alcun allentamento visto che lo stesso Padoan ha confermato una crescita del 2014 di molto inferiore alle attese: verrebbe da domandarsi come un’economia in crisi possa permettersi di poter onorare le scadenze in questione. Ad ogni modo, proprio per questo motivo, la cifra che la popolazione dovrà corrispondere allo stato, nel 2015 non solo rischia di essere superiore, ma potrebbe essere accompagnata da quella manovra correttiva che quest’ano si vuole (ufficialmente) evitata.

Spending review

E che sarà invece motivata da quella “clausola di salvaguardia” che obbliga i cittadini a pagare la differenza tra le entrate tributarie previste dal governo e quelle effettivamente arrivate. Logica assurda proprio perchè una logica non c’è: basta una spending review andata male (magari boicottata proprio dai poteri politici che dovrebbero decidere sulla sua validità o meno) e gli italiani si vedranno tagliate agevolazioni fiscali e detrazioni varie, privilegi che per il FMI sono troppo alte e per l’OCSE da rivedere. Indubbiamente l’Italia per anni ha vissuto al di sopra delle proprie possibilità, ma è anche vero che adesso togliere le detrazioni (magari non alla cieca) significa permettere di appoggiarsi su altre risorse economiche (vedi introiti da lavoro).

Le pensioni a rischio

Privilegi che se nel passato sono stati dati a pioggia, adesso rischiano di penalizzare chi di quei privilegi non ha mai goduto e che, purtroppo, i guai dei quali è chiamato a sanare. I contributi versati oggi e nel prossimo futuro, rischiano di subire una forte decurtazione a causa di un calo della crescita. Infatti poco più di un terzo di ogni stipendio dev’essere ceduto come contributo previdenziale all’Inps, questa, poi è obbligata a rivalutare la quota secondo la stima della crescita media del Pil (nominale) nei 5 anni precedenti: meno Pil e più deflazione porteranno a una perdita del valore di quanto versato. C’è da temere che chi inizia a versare contributi oggi, in caso di crescita zero ancora a lungo, eventualità non remota, considerando quanto finora detto da tutti i rappresentanti politici (compresi quelli che fino a qualche tempo fa avevano fatto voto di ottimismo a prescindere da tutto) circa i tempi lunghi della ripresa, gli effetti delle riforme che si vedranno solo tra due anni (parola di Padoan) e gli obiettivi più volte mancati, oltre alle varie proiezioni puntualmente smentite perchè troppo ottimistiche, potrebbe trovarsi, nel futuro, una pensione praticamente dimezzata, come nel caso di un lavoratore dipendente di 30 anni che potrebbe trovarsi una pensione pari al 49% dell’ultima busta paga. Anche peggio per gli autonomi oggi quarantenni che saranno in pensione a 65: in caso di crescita zero per loro non si andrebbe oltre il 34% dell’ultimo stipendio.

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DEL “GRILLO & SODALI”… ( da messaggio – “postato” su facebook )

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Foto dal post di Circolocentogiovani Roma in DX e CDX uniti per restituire la dignità agli Italiani


Siamo stati Signori con le polpette!
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AMARCORD ( E NON SOLO ) IN RETE – VEDI : OLTRE
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DEL BARONETTO MATTEO – << “RENZISCOOP” & “RENZISPOT” >>  ( da messaggio – “postato” su facebook )
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—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 19/08/2014 11.58
A: “Esercito di Silvio”<esercitodisilvioitalia@groups.facebook.com>
Ogg: [Esercito di Silvio] il Notiziario: La carica dei 300 consulenti di Renzi

Gaetano Daniele
Gaetano Daniele 19 agosto 11.37.02
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AMARCORD ( E NON SOLO ) IN RETE
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SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE
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—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 18/08/2014 17.48
A: “Arturo Stenio Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Nuovo messaggio da Giampiero Catone!

Giampiero Catone
Giampiero Catone 18 agosto 17.17.59
In Italia oggi l’unico amore che muove le cose è quello per la poltrona. Nessun ideale, nessun senso civico anima le scelte. Ma se per un momento potessi occupare TU quella sedia e adoperarti per il tuo Paese, come agiresti? Abbiamo costruito un Parlamento virtuale, più giusto e più meritevole di quello vero, dove risiedono i nostri indegni rappresentanti. Se per sfida, per sfinimento o per patriottismo volessi cimentarti in quest’impresa, presentando disegni di legge pensati da TE, prendendo parte a votazioni ed esprimendo finalmente il TUO punto di vista, clicca su questo linkhttp://l.facebook.com/l/oAQEHLz2IAQGtPJzqZaq_X_jjbF4IzvPrfVQFfdBxH_W3NA/www.parlamentovirtuale.it/aderisci.html iscriviti e diventa TU stesso un parlamentare.

COSA È IL PARLAMENTO VIRTUALE
Il Parlamento Virtuale è un luogo dove si incontrano 945 cittadini che fungono da parlamentari virtuali. I parlamentari si riuniscono in Commissioni che sono assolutamente identiche a quelle del Parlamento reale.
Le Commissioni sono:

COMMISSIONI PERMANENTI

I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)
II Commissione (Giustizia)
III Commissione (Affari esteri e comunitari)
IV Commissione (Difesa)
V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione)
VI Commissione (Finanze)
VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione)
VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici)
IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni)
X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo)
XI Commissione (Lavoro pubblico e privato)
XII Commissione (Affari sociali)
XIII Commissione (Agricoltura)
XIV Commissione (Politiche dell’Unione europea)

COMMISSIONI BICAMERALI E D’INCHIESTA

Commissioni di indirizzo, vigilanza e controllo
– Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica
– Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
– Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria
– Commissione parlamentare di controllo sull’attivita’ degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale
– Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attivita’ di europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione
– Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza

Commissioni d’inchiesta
– Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali,anche straniere
– Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti
– Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disservizi sanitari regionali
– Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale

Ogni parlamentare virtuale può partecipare ad un massimo di tre commissioni così suddivise al massimo 2 Commissioni Permanenti e 1 Commissioni Bicamerale e d’Inchiesta all’interno delle quali può fare proposte di legge, di regolamenti e discutere con gli altri parlamentari tutte le proposte che vengono presentate. Successivamente, le proposte vanno presentate al Parlamento virtuale per essere votate: ogni parlamentare vota anche le proposte di tutte le altre commissioni. Una volta approvata, la legge sarà valutata da un gruppo di esperti del mondo istituzionale e portata all’attenzione del Parlamento reale.

Per qualsiasi informazioni potete inviare una email all’indirizzo: info@parlamentovirtuale.it
Richiesta d’icrizione-Il Parlamento Virtuale
http://l.facebook.com/l/HAQH9ta8_AQGo2kgnBXMQ9bGymvM3sRmtq57b6N_GAx08Mw/www.parlamentovirtuale.it
In Italia oggi l’unico amore che muove le cose è quello per la poltrona. Nessun ideale, nessun senso civico anima le scelte. Ma se per un momento potessi occupare TU quella sedia e adoperarti per il tuo Paese, come agiresti? Abbiamo costruito un Parlamento virtuale, più giusto e più meritevole di quello vero, dove risiedono i nostri indegni rappresentanti. Se per sfida, per sfinimento o per patriottismo volessi cimentarti in quest’impresa, presentando disegni di legge pensati da TE, prendendo parte a votazioni ed esprimendo finalmente il TUO punto di vista, clicca su questo linkhttp://l.facebook.com/l/oAQEHLz2IAQGtPJzqZaq_X_jjbF4IzvPrfVQFfdBxH_W3NA/www.parlamentovirtuale.it/aderisci.html iscriviti e diventa TU stesso un parlamentare.

COSA È IL PARLAMENTO VIRTUALE
Il Parlamento Virtuale è un luogo dove si incontrano 945 cittadini che fungono da parlamentari virtuali. I parlamentari si riuniscono in Commissioni che sono assolutamente identiche a quelle del Parlamento reale.
Le Commissioni sono:

COMMISSIONI PERMANENTI

I Commissione (Affari costituzionali, della Presidenza del Consiglio e interni)
II Commissione (Giustizia)
III Commissione (Affari esteri e comunitari)
IV Commissione (Difesa)
V Commissione (Bilancio, tesoro e programmazione)
VI Commissione (Finanze)
VII Commissione (Cultura, scienza e istruzione)
VIII Commissione (Ambiente, territorio e lavori pubblici)
IX Commissione (Trasporti, poste e telecomunicazioni)
X Commissione (Attività produttive, commercio e turismo)
XI Commissione (Lavoro pubblico e privato)
XII Commissione (Affari sociali)
XIII Commissione (Agricoltura)
XIV Commissione (Politiche dell’Unione europea)

COMMISSIONI BICAMERALI E D’INCHIESTA

Commissioni di indirizzo, vigilanza e controllo
– Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica
– Commissione parlamentare per l’indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi
– Commissione parlamentare di vigilanza sull’anagrafe tributaria
– Commissione parlamentare di controllo sull’attivita’ degli enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale
– Comitato parlamentare di controllo sull’attuazione dell’accordo di Schengen, di vigilanza sull’attivita’ di europol, di controllo e vigilanza in materia di immigrazione
– Commissione parlamentare per l’infanzia e l’adolescenza

Commissioni d’inchiesta
– Commissione parlamentare di inchiesta sul fenomeno della mafia e sulle altre associazioni criminali,anche straniere
– Commissione parlamentare di inchiesta sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti
– Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disservizi sanitari regionali
– Commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione e della pirateria in campo commerciale

Ogni parlamentare virtuale può partecipare ad un massimo di tre commissioni così suddivise al massimo 2 Commissioni Permanenti e 1 Commissioni Bicamerale e d’Inchiesta all’interno delle quali può fare proposte di legge, di regolamenti e discutere con gli altri parlamentari tutte le proposte che vengono presentate. Successivamente, le proposte vanno presentate al Parlamento virtuale per essere votate: ogni parlamentare vota anche le proposte di tutte le altre commissioni. Una volta approvata, la legge sarà valutata da un gruppo di esperti del mondo istituzionale e portata all’attenzione del Parlamento reale.

Per qualsiasi informazioni potete inviare una email all’indirizzo: info@parlamentovirtuale.it

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A.N.I.D.A. Onlus

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ITALIANA DIVERSAMENTE ABILI
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Napoli 18 Agosto 2014

LE BUONE INTENZIONI DEL SINDACO DI FORIO D’ISCHIA

Dopo circa 30 anni il Presidente dell’A.N.I.D.A. Giuseppe Sannino è ritornato a trascorrere qualche giorno di vacanza sull’Isola Verde. Purtroppo ha riscontrato che l’isola è inaccessibile ai Diversamente Abili

Dopo l’articolo pubblicato dal Redattore Sociale il 12/08/2014 dal titolo << Disabili in vacanza nelle isole del Golfo di Napoli, Anida: “Troppe Barriere”>> e l’intervista rilasciata dal Presidente Sannino il 15/08/2014 durante la trasmissione Baobab su RADIO RAI 1, Sannino oggi ha incontrato il sindaco di Forio dott. Francesco Del Deo.

Il sindaco ci ha tenuto a precisare che l’amministrazione attuale si è insediata solo da un anno, ma ha tutte le intenzioni di migliorare le condizioni di accessibilità del Comune di Forio. Allora il Presidente ha fatto notare al Primo Cittadino che proprio la sede del Comune in cui si è svolto l’incontro risulta priva della rampa di accesso per i disabili, il dott. Del Deo si è giustificato affermando che i locali a breve saranno lasciati dall’amministrazione comunale, perché l’affitto ammonta a circa 200.000,00 euro all’anno.

All’incontro era presente anche l’assessore alla viabilità del Comune di Forio d’Ischia dott. Mario Savio, il quale con il Sindaco hanno ascoltato, preso atto e condiviso le giuste rimostranze del Presidente: marciapiedi non a norma, lidi e spiagge inaccessibili, mare vietato ai disabili e strutture termali quali Poseidon, Negombo e Castiglione non del tutto accessibili ai disabili.

Al termine dell’incontro Sannino ha rivolto le seguenti domande al Sindaco e all’Assessore: quanti sono i contrassegni rilasciati dal comune di Forio, quanti sono gli stalli e quanti i parcheggi riservati ai disabili nel comune. Il sindaco gli ha riferito che nel giro di un paio di giorni fornirà le risposte alle sue domande.

Qualche giorno prima le stesse domande erano state rivolte al Comandante dei Vigili Urbani di Lacco Ameno dott. Monti, che gli ha riferito che il Comune di Lacco Ameno ha rilasciato 700 contrassegni su 5.000 abitanti bambini compresi e soltanto due stalli. La richiesta di soli due stalli su 700 contrassegni lascia parecchi dubbi sulla natura delle richieste.

Nonostante i parcheggi riservati ai disabili, da un primo riscontro, sembrano pochi rispetto al numero di contrassegni rilasciati su tutta l’isola, i comuni dell’isola hanno deciso comunque di far rispettare la sentenza con la quale si è stabilito che anche i disabili devono pagare la sosta nelle strisce blu.

Il Presidente Sannino lancia un appello all’Assessore Regionale al Turismo dott. Pasquale Sommese, affinché nel mese di settembre ci sia un incontro per fare il punto della situazione sull’inaccessibilità del turismo per i disabili campani.

L’Anida vigilerà sulle buone intenzioni del Sindaco di Forio e sensibilizzerà gli altri Primi Cittadini dell’isola al fine di renderla accessibile anche ai disabili.

Presidente Cell. 347-8140954 sito web: www.anidaonlus.it

e-mail: anidaweb@libero.it facebook anida

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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”  NAPOLI 
  
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE SERVIZIO
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