“POVERA PATRIA”! FORZA ITALIA MIA RIALZIAMOCI! CAMBIERA’? SI’, CHE CAMBIERA’! – INTERVENTI (ALESSANDRO SANSONI, ETC.) – ALTRO…


“POVERA PATRIA” ! FORZA ITALIA MIA RIALZIAMOCI ! CAMBIERA’? SI’, CHE CAMBIERA’! – INTERVENTI ( ALESSANDRO SANSONI, ETC. ) – ALTRO …

 “POVERA PATRIA” ! FORZA ITALIA MIA RIALZIAMOCI ! CAMBIERA’? SI’, CHE CAMBIERA’! – INTERVENTI ( ALESSANDRO SANSONI, ETC. ) – ALTRO … [ “AZ.” – NEWS : 18 SETT. ’14
Servizio . tra breve in rete : Wednesday, September 17, 2014
https://azimutassociazione.wordpress.com  : FORZA ITALIA MIA RIALZIAMOCI !
[ “AZ.” – NEWS : 18 SETT. ’14 ]
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[ SCOZIA AL VOTO ]
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner
To:Sent: Wednesday, September 17, 2014 11:04 AM
Subject: Lehner: Obama bombarderà la Scozia?
Nel caso che il popolo sovrano scozzese voti a favore della secessione, Obama, Nato ed UE minacceranno ritorsioni, decreteranno sanzioni e allerteranno gli eserciti ai confini con la Scozia?
Giancarlo Lehner
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 O G G I
 [ “AZ.” ] – da “Azimut – archivio online” – servizio in rete : 21 dicembre 2013 – stralci e integrazioni. Ai lettori, visitatori e ai nostri contatti. Noi abbiamo riletto e consigliamo a tutti di (ri)leggere. C’eravamo sbagliati? forse che sì e forse che no; ma a ben vedere le cose non stanno proprio così. La capacità di metabolizzazione del sistema di potere, quanto al già antagonismo popolare, è di tutta evidenza. La protesta, avviata su binari giusti, è stata – prima – blandita e – poi – intimidita; indi neutralizzata e, in fin dei conti, congelata. Definitivamente? non lo pensiamo. Crediamo di no. E, comunque sia, il 2014 non è – ancora – interamente trasorso…

44. Povera Patria, de Franco Battiato – YouTube

► 3:46
http://www.youtube.com/watch?v=3UUS65a1c6Y25 ott 2007 – 4 min – Caricato da EvoluzioneSFC
Povera Patria, del album Come un cammello in una grondaia (1991) … You need Adobe …
 IN COPERTINA
FORZA ITALIA MIA
RIALZIAMOCI !
POVERA PATRIA TRA “PROTETTORATO ITALIA” E “DEMOCRAZIA SOSPESA” E LA “ZAVORRA ROSSA” – “GUARDIA BIANCA” DEL SISTEMA. POPOLO ITALIANO ALZA LA TESTA! E’ L’INIZIO DELL’ANTISISTEMA – CRESCERA’ SEMPRE DI PIU’…
[ IL 2014 (NON)SI PRESENTA COL RAMOSCELLO D’ULIVO… ]

L’EDITORIALE

  NESSUNO TEMI L’AVVENIRE. AVANTI ! Arturo StenioVuono *

Non fu il paventato – e sperato da Lor Signori –  il << dies irae >> ma lo storico giorno della chiarezza, sì. Una provvidenziale, nuova, legittimazione come logica derivazione dallo sfascio di folle tumultanti, era nei calcoli dei << Palazzi d’Inverno >> in cui  vive, tra stanchi rituali e servili protocolli, questa “democrazia prepotente” che, irreversibilmente, si avvia a perfezionarsi in una sorta di << democrazia totalitaria >> . Si vive, ormai, in un clima sudamericano e della costituzione si fa strame nel mentre che la pentola a pressione, nella quale ribolle l’intero paese, prima o poi farà la deflagrazione del dissenso totale e d’una globale, legittima e sacrosanta, alternativa al << sistema di potere >>. Certamente forte, e ben trincerato in tutte le sedi istituzionali, ma versando in uno stato di estrema debolezza quanto a rapportarsi con i sentimenti della Nazione. Lo scorso mercoledì se n’è avuto l’inizio. I tremila di Piazza del Popolo, a Roma, erano solo l’avanguardia dei comitati che si stanno attivando, in ogni angolo della penisola, e lo spontaneismo – come si sa – non mira a trasportare  truppe cammellate ; non ha nessuna fretta, punta a maturare e segue il corso d’una missione; erano la parte meno arrendevole del movimento dei forconi, e di diverse aggregazioni, che hanno preferito mostrare il conto di preavviso. L’altra coda del movimentismo, al sud,  tatticamente più prudente, ha scelto – per ora – il biglietto da visita di Piazza San Pietro, all’Angelus del Papa,  ma la saldatura resta, comunque sia, un fatto inevitabile.

“Cara e vecchia lira valevi il doppio”, e “l’impresa è morta di troppa eurocrazia…andatevene !…, “‘Studenti, braccianti, operai… il sole non sorge a Bruxelles’; e, ancora, “Qui c’è il popolo, non vogliamo i violenti…”,( a Napolitano) “Gli italiani vogliono rinunciare a lei”,”Vogliamo una piazzaallegra e pacifica”; alcuni degli slogan e, poi, i cori contro i giornalisti. Come non condividere questa piazza tricolore ? La macchina dei media ha ridimensionato, fuorviato e sottaciuto. Di solito, se poche centinaia di sfasciavetrine scendono in campo, si stigmatizza la violenza ma non si fa la sola cronaca e si riempiono, però, pagine intere per “spiegarsene” le ragioni, Capite ? Questo, insomma, è il << preambolo >>.

Un primo nucleo combattente, di uomini e donne, e di giovani, senza maschere e passamontagna, non s’era più visto da tempo; e potevano convogliarsi – in piazza – in misura di due o tre volte in più; ma sono irrilevanti le differenziazioni sulla strategia in quantochè chi non ha partecipato, in verità, s’è dichiarato, come s’è visto, non distinto e distante.Quel che, poi, conta – a parte chesono continuati, nel contempo, i presidi in sede locale e un poco dappertutto  – è che ognuno dei convenuti, al ritorno,  s’incaricherà dell’organizzazione e curerà d’essere la sentinella d’una << nuova frontiera >> attorno a cui si aggregheranno gli Altri.

In piazza, per il futuro, non ci  sarà una destra o una sinistra perchè quel che, oggi, appare soltanto  l’utopia del trasversalismo tricolore non potrà più essere impedito; e la residua resistenza della zavorra rossa, l’antagonismo di maniera che ha voluto – ancora – mostrare la sua presenza, rivendicando ma pur sempre guardia bianca del sistema, è destinata a far cilecca e, per il prosieguo, difficilmente attecchirà la solita invettiva – che la dice lunga – su nazionalismo e fascismo, e razzismo, del miserevole ventriloquo al premier di turno; che, infatti, non ha voluo potuto neppure considerare le istanze, legittime, cosicchè da rifugiarsi in una proditoria, e vile, accusa – una strumentale speculazione – di risorgente antisemitismo.

Ognuno dei presidi, a pelle di leopardo, ha già unito imprenditori, artigiani, dipendenti, liberi professionisti e disoccupati; e la sostanza delle proteste si concentra tutta in tre direzioni : rimuovere il protettorato Italia, azzerare la democrazia sospesa e per la liberazione del lavoro. La sintesi, poi, è apparsa su manifesti, volantini e striscioni : “Vogliamo lavorare per le nostre famiglie, non per le vostre. Quando l’ingiustizia diventa legge ribellarsi è un dovere. Popolo Italiano alza la testa!”.

Non fu, per ora, il << dies irae  >> ma il giorno della chiarezza certamente sì. Se non si fermeranno in tempo – con le loro Leggi di (in)Stabilità che chiedono a chi più non ha e consolidanoi privilegi – << terribile sarà l’ira degli onesti >>.E non potrà, tutto ciò, essere facilmente assorbito o metabolizzato perchè non funzionerà il miraggio democrat del << nuovo >> che più vecchio non si può, non dalla virtuale rivoluzione, a “5 stelle” ( e “a strisce” ! ) che, ormai, s’è rifugiata, nei fatti, sulla comoda via parlamentare ed elettorale, il “grillismo” – di volta in volta – ricorre all’escamotage e, come per ultimo, alla restituzione di parte del maltolto e della diaria degli eletti, come se fosse utile a garantire pane e lavoro  ; nel mentre che, già nell’attuale, la c.d. << partitocrazia >> e sia la  vecchia << sindacatocrazia >>, entrambe, sono destinate adessere fuorigioco. Peccato che gli esponenti del centrodestra abbiano valutato ancora non maturo-propizio, per l’occasione, una presenza, con un semplice saluto, alla piazza tricolore; che avrebbe significato una solenne dissociazione da chi ha così malridotto questa nostra << Povera Patria >>.  Ma, giocoforza, prima, o poi, oggettivamente e per esclusione, toccherà proprio, e sempre, a Silvio Berlusconi, alla fine, flettere il muro di gomma che, alle dimostrazioni, ha opposto la << politica .- politicante >>, non in grado neppure di pensare le risposte.

Due settimane, e più, di iniziative – assolutamente spontanee – in tutta Italia, hanno mostrato come tutte queste  manifestazioni pacifiche rendano, praticamente, ogni risposta,  impotente, a  una qualsiasi reazione all’insegna del cosidetto motto di << Legge & Ordine >> ; e le poche azioni, collaterali di sconsiderati non hanno minimamente potuto scalfire questo ch’è, in embrione, un potente ed inedito movimento popolare. E  la piazza non violenta ha denunciato la violenza dei “Palazzi >> e, per la prima volta, non ha trovato ostilità da parte delle stesse forze dell’ordine; il chè, per i propugnatori del cosiddetto “pugno di ferro”, vuol dire , per il futuro – prossimo venturo , il rischio – non peregrino – di ritrovarsi in una condizione di generali senza esercito.

Il seme, dunque, è stato gettato su un terreno, pronto e fertile, e il 2004 (non)si presenta col ramoscello d’ulivo. Per intanto facciamoci gli auguri. Nessuno temi l’avvenire. Avanti !

* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
 [ IL 2014 (NON)SI PRESENTA COL RAMOSCELLO D’ULIVO… ]
E A PROPOSITO
 [ TRATTO DA STAMPA LIBERA – L’INTERVENTO MERITA DI ESSERE LETTO, CON ATTENZIONE, E NOI LO CONDIVIDIAMO; SALVO AD OSSERVARE CHE I RIFERIMENTI AGLI ANNI ’30 E ALLE COSIDDETTE “STRAGI FASCISTE”, NONCHE’ IL PRODE PRODI “PENTITO”, IN VERITA’, RILANCIANO TESI ABBASTANZA CONFORMISTICHE E ASSAI LONTANE DA << VERITA’ VERE >> MAI SVELATE… “Azimut” ]

Napolitano teme una insurrezione violenta nel 2014

18 dicembre 2013 | Autore Luciano Lago |  Stampa articolo 

Ambrose Evans Pritchard, analista del giornale britannico “The Telegraph” commenta gli allarmi di Napolitano sui “Forconi” e le minaccie non tanto velate di Draghi, che non offrono risposte alle tensioni sociali  ma solo imperativi impossibili. Non si può rimanere in recessione e disoccupazione di massa  quando le soluzioni esistono e sono a portata di mano: la protesta sta diventando un movimento anti-Euro.

In Italia gli eventi stanno volgendo al peggio. Il presidente Giorgio Napolitano ha lanciato l’allarme su possibili “tensioni sociali e disordini diffusi” nel 2014, mentre la lunga recessione si trascina. Coloro che vivono ai margini vengono coinvolti in “atti di protesta indiscriminata e violenta, verso una forma di opposizione totale”.

Il suo ultimo discorso è una vera e propria Geremiade. Migliaia di aziende sono “sull’orlo del collasso”. Grandi masse di persone prendono il sussidio di disoccupazione o rischiano di perdere il posto di lavoro. L’altissimo tasso di disoccupazione giovanile (41%) sta portando verso un pericoloso stato di alienazione.

“La recessione sta ancora mordendo duro, e c’è la sensazione diffusa che sarà difficile sfuggirle, e trovare il modo per tornare alla crescita” ha detto.

Ma ora, quale potrebbe essere la causa di tutto questo? Potrebbe avere qualcosa a che fare con il fatto centrale e prioritario che l’Italia ha una moneta sopravvalutata del 20% o più, all’interno dell’Unione Monetaria Europea: che è intrappolata in un sistema di cambi fissi stile anni ’30, gestito da una banca centrale anni ’30, che sta lì a guardare (per motivi politici) mentre l’aggregato monetario M3 ristagna, il credito si contrae e la deflazione incombe?

Napolitano non offre alcuna risposta. Ex stalinista, che ha applaudito all’invasione sovietica dell’Ungheria nel 1956 (un peccato giovanile), Napolitano da tempo ha manifestato il suo fervore ideologico a favore del progetto UE. Egli è per natura incapace di mettere in discussione le premesse dell’unione monetaria, quindi non aspettatevi nessuno spunto utile dal Quirinale su come uscire da questa impasse.

Egli ammette che la crisi della zona euro “ha messo a dura prova la coesione sociale”, ma lascia la questione in sospeso, e la sua argomentazione incompiuta, più sul descrittivo che sull’analitico.

Senza arrivare al punto di lanciare l’allarme sul rischio che corre lo Stato italiano stesso, ha detto che la crescente minaccia delle forze insurrezionali deve essere affrontata. La legge deve essere rigorosamente rispettata. Il paese deve andare avanti con disciplina. “L’Europa ci sta guardando”, ha detto.

Napolitano è allarmato, e ha ragione di esserlo. La rivolta dei “Forconi” ha preso una svolta inquietante per le élite dell’Italia. Durante l’ultima manifestazione di massa a Torino la polizia si è tolta i caschi, come manifestazione di simpatia.

Questo sta diventando un movimento anti-UE. Uno dei leader dei Forconi è appena stato arrestato per essere salito agli uffici dell’Unione europea a Roma e aver strappato giù la bandiera blu e oro dell’Europa.

Dove porti tutto questo nessuno lo sa. Secondo Citigroup nel 2014 l’Italia resterà bloccata in depressione con una crescita dello 0.1%, di nuovo a zero nel 2015, e allo 0.2% nel 2016. Se è così, ben otto anni dopo la crisi, la produzione in Italia sarà ancora del 10% sotto l’ultimo picco, una performance di gran lunga peggiore di quella avuta durante la Grande Depressione.

Anche se la zona euro incontrasse una ripresa nel corso dei prossimi tre anni o giù di lì, il meglio che l’Italia possa sperare è la stabilizzazione su livelli di disoccupazione di massa – al 20% se si considera l’altissimo livello di lavoratori Italiani scoraggiati (numero tre volte superiore alla media UE) che sono usciti fuori dalle statistiche. La domanda è quanto tempo la società potrà tollerare tutto questo. Nessuno di noi sa la risposta.

Per ora l’Italia ha evitato un ritorno agli “anni di piombo”, il terrorismo tra gli anni ’70 e i primi anni ’80, quando la stazione ferroviaria di Bologna fu fatta saltare dai fascisti e l’ex premier Aldo Moro fu sequestrato e ucciso dalle Brigate Rosse. Ma questo tipo di violenza non è poi così lontano come la gente pensa. Nel 2011 il capo dell’agenzia fiscale Equitalia è stato quasi accecato da una lettera bomba di matrice anarchica. Da allora ci sono stati ripetuti casi di attacchi dinamitardi.

La mia ipotesi è che ad un certo punto ci sarà un incidente – un po’ come lo scontro tra le truppe francesi e i portuali a Brest nel 1935, quando un lavoratore fu colpito a morte con il calcio di un fucile, mettendo in moto degli eventi che infine costrinsero Laval alle dimissioni e fecero uscire la Francia dal Gold Standard.

A coloro che continuano a insistere che l’Italia deve stringere la cinghia e recuperare competitività tagliando i salari, vorrei obiettare che questo è matematicamente impossibile, in un clima di ampia deflazione o quasi deflazione in tutta l’UEM.
La ragione dovrebbe essere evidente a tutti, ormai. Non è possibile permettere allo stock di debito nominale di salire su una base nominale in contrazione. Una politica del genere fa sì che la traiettoria del debito aumenti in maniera esponenziale. Negli ultimi tre anni il debito Italiano è già aumentato dal 119% al 133% del PIL, in gran parte a causa delle politiche di austerità fiscale.

Sotto le attuali politiche UEM questo rapporto presto sfonderà il 140%, nonostante l’avanzo primario del bilancio Italiano – un livello oltre il punto di non ritorno per un paese senza moneta sovrana o senza una propria banca centrale. Tale è il potere dell’effetto denominatore.

Giusto per essere chiari. Non credo che l’Italia debba lasciare l’euro come prima opzione. Ci sono altre misure che dovrebbero essere prese prima, se non altro per costruire un contesto politico e morale favorevole.

L’Italia può cambiare la sua strategia diplomatica, spingendo per un cartello degli stati debitori del Club Med a leadership francese che prenda il controllo della BCE e della macchina politica dell’UEM. Hanno i voti, e la piena autorità legale basata sui trattati, per forzare una strategia di reflazione che potrebbe cambiato tutto, se solo osassero.

Questo è più o meno il nuovo piano di Romano Prodi, ex premier Italiano e “Mr. Euro”, che ora sta sollecitando l’Italia, la Spagna e la Francia a unirsi, piuttosto che illudersi di poter fare da soli, e “sbattere i pugni sul tavolo”.

L’economista premio Nobel Joe Stiglitz riprende il tema su Project Syndicate , dicendo: “Se la Germania e gli altri non sono disposti a fare il necessario – se non c’è abbastanza solidarietà per far funzionare la politica – allora l’euro potrebbe dover essere abbandonato per salvare il progetto europeo”.

Ieri, al Parlamento europeo, Mario Draghi della BCE ha avvertito che l’uscita dall’UEM porterebbe ad una svalutazione del 40% e a una crisi che metterebbe qualsiasi paese in ginocchio, ancor più brutalmente di quella che si deve affrontare adesso. Questo è sempre lo stesso argomento che viene portato avanti in difesa dei regimi di cambio fissi, sia del Gold Standard nel 1931, che dello SME nel 1992, o dell’ancoraggio argentino al dollaro nel 2001. E’ stato dimostrato falso, anche nel caso dell’Italia negli anni ’90, quando la svalutazione ha funzionato benissimo.

Draghi si sofferma sul trauma immediato, ma ignora gli effetti molto più corrosivi di una crisi permanente. I paesi possono infatti recuperare molto velocemente se il tasso di cambio si sblocca. Si potrebbe ugualmente sostenere che ci sarebbe una marea di investimenti in Italia nel momento in cui il paese prendesse risolutamente il toro dell’euro per le corna e ristabilisse l’equilibrio valutario.

In ogni caso, la tesi di Draghi presuppone che la BCE lascerebbe accadere una svalutazione del 40%, anche quando le potenze del nord hanno un forte interesse ad assicurare un’uscita ordinata dell’Italia? La BCE potrebbe intervenire sui mercati FX per stabilizzare la lira per un paio di mesi, fino a quando la situazione si calmasse. Questo eviterebbe gli eccessi, eviterebbe delle perdite rovinose per il blocco dei creditori e degli esportatori tedeschi, ed eviterebbe una crisi da deflazione in Germania, Olanda, Finlandia e Francia.

Quello che Draghi sta implicitamente affermando (senza volerlo), è che la BCE si comporterebbe in maniera spericolata, punendo l’Italia per il gusto di farlo, anche se questo potrebbe rendere l’intera prova peggiore per tutti. Sarebbe stato bello se un deputato gli avesse chiesto perché mai la BCE dovrebbe fare una cosa del genere.

Quello che sembra certo è che nessun paese democratico sopporterà uno stato perdurante di semi-recessione e disoccupazione di massa, quando esistono delle alternative plausibili.
Fonte: Voci Dall’Estero

http://www.controinformazione.info/napolitano-teme-una-insurrezione-violenta-nel-2014/

http://blogs.telegraph.co.uk/finance/ambroseevans-pritchard/100026297/italys-president-fears-violent-insurrection-in-2014-but-offers-no-remedy/

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POVERA PATRIA” ! FORZA ITALIA MIA RIALZIAMOCI ! CAMBIERA’? SI’, CHE CAMBIERA’! – INTERVENTI ( ALESSANDRO SANSONI, ETC. ) – ALTRO …
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Per non dimenticare,la falsa destra e la falsa sinistra, solo politicanti corrotti che con le loro promesse, e la loro miseria dell'animo hanno ridotto un popolo a un NON più popolo.
Noi che abbiamo insegnato tutto a tutto il mondo, dalle arti alla storia, noi che ERAVAMO STORIA, noi che siamo stati ILLUMINISTI sociali, purtroppo eravamo.
 Ora grazie alla politica politicante,e  grazie a chi con il voto li legittima, ( sia destra che sinistra) ci ritroviamo con una lingua che ha poco a vedere con la nostra, parole straniere in uso corrente, feste che non sono nate dalla nostra cultura , costumi importati e usi alieni a noi, addirittura sconosciuti.
Cosa è rimasto dell'Italia delle nostre tradizioni?, NULLA solo il nome.
migliaia di uomini chiamiamoli EROI, hanno dato la vita per la nostra nazione, per difendere la nostra storia, per difendere un POPOLO, OGGI QUEL POPOLO LI HA DIMENTICATI!!!.
A.D.P. Azione Di Popolo.

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FIEREZZA E ORGOGLIO DI ESSERE LIBERALI – LIBERTA’ E SOLIDARIETA’ – PREMIALITA’ E MERITOCRAZIA – VALORIZZAZIONE DEL SINGOLO INDIVIDUO ! NELLA SUA PREZIOSA PARTICOLARITA’ !

Forza alziamoci il futuro è aperto entriamoci e le tue mani unite alle mie energie per sentirci più grandi — grandi Forza Italia mia che siamo in tanti a cr…
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DALL’AMICO DOTTOR GIULIO ROLANDO – DIRETTORE DELLA RIVISTA << IL CERCHIO >> – NAPOLI
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—– Original Message —– From: cerchionapoli@gmail.com
Sent: Tuesday, September 16, 2014 4:51 PM
Subject: COMUNICATO STAMPA cerchio (1) (2)
Caro Arturo, come vedi siamo ancora una volta in piena sintonia si pensiero. Giulio Rolando

IL CERCHIO

Rivista di cultura e politica fondata nel 1994 da Max Vajro e Giulio Rolando

cerchionapoli@gmail.com

Napoli, via Santa Lucia 110 -081.2405174

COMUNICATO STAMPA

IL CERCHIO COMPIE 20 ANNI

IN USCITA IL PROSSIMO NUMERO DELLA RIVISTA

E’ in corso di distribuzione un nuovo numero della rivista Il Cerchio, giunta al20esimo anno di ininterrotta pubblicazione. Al centro del nuovo fascicolo una serie di idee legate all’esperienza del passato e indispensabili per superare questo controverso momento storico.

Il progetto più suggestivo e determinante per l’impostazione di un nuovo ordine globale è certo quello di Papa Francesco. Il convegno di Scanno sarà aperto dalla presentazione, con la partecipazione dell’Autore, del libro di Enrico Massimo Milone “Pronto? Sono Francesco –Il Papa e la rivoluzione comunicativa un anno dopo” (Libreria Editrice Vaticana). Ed è proprio dalla testimonianza di Milone che Ciriaco M. Viggiano e Micol Bruni hanno tratto spunto per una recensione ricca di precisi approfondimenti e rimandi a problemi così ampi e complessi.

Ma per una rivista di politica e di cultura – nata e  vissuta sempre con un proprio preciso orientamento – non poteva certo venir meno l’esigenza di rapportare i progetti di oggi all’esperienza del passato e a tanti illuminanti ricordi che si sono andati cancellando. Qui il sommario si concentra su una serie di interventi volti a chiarire che significhi, oggi, sentirsi di Destra: a confronto pensatori e giornalisti del calibro di Luigi Iannone e Mario Bozzi Sentieri, Luigi Nuzzo e Salvo Iavarone, senza dimenticare Gennaro Malgieri a colloquio con Rosemary Jadicicco, sul suo progetto di combattere il nichilismo. Non solo: i ricordi di Gianfranco de Turris e di Giovanni Sessa, a 40 anni dalla morte di Evola, si intrecciano con la figura di Andrea Emo, filosofo dell’antimodernismo, presentato per la prima volta ai lettori de Il Cerchio. Nel centenario dello scoppio della prima guerra mondiale, non potevano mancare l’analisi di Pierfranco Bruni e di Aurora Cacopardo sull’opera dei pensatori e scrittori che vissero quegli eventi: tra i tanti, cara al cuore dei napoletani è la storia di Raffaele Paolucci, eroe di guerra e poi illustre clinico. Il ruolo determinante che ebbero le riviste in quell’epoca di burrascosa trasformazione è ricostruito con dovizia di preziosi dettagli e integrata dall’analisi di due interessanti letture: “Una Repubblica senza Patria” di Vittorio Feltri e Gennnaro Sangiuliano e   “Dittaura  e Monarchia” di Domenico Fisichella.                                                                        Nel centenario del Manifesto dell’architettura di Sant’Elia non poteva certo mancare nemmeno una preziosa pagina sul Futurismo elaborata, come consuetudine, da Luigi Tallarico. In questa materia le suggestioni e i ricordi si rapportano con immediatezza ai progetti dell’oggi e del domani: di qui la progettualità di  alcuni eccelsi talenti napoletani quali Aldo Loris Rossi Massimo e Riccardo Rosi, oltre a Sandro Raffone che ha voluto ricordare l’ingegno di Benedetto Gravagnuolo.

Completano il sommario le riflessioni sulla politica internazionale degli Ambasciatori Sergio Romano e Michelangelo Pisani Massamormile. La presentazione del Premio Nobel della Letteratura da parte di Stefano Dentice di Accadia Ammone apre le molte pagine dedicate dalla rivista ai talenti della scrittura,condotti per mano da Paola de Ciuceis.  Francesco D’Episcopo, da par suo, parlando dei grandi progetti per Napoli, introduce i lettori alla conoscenza di un importante reperto archeologico dal cui recupero potrebbero dipendere le sorti del centro storico della città.  Da Napoli a Sorrento,  gentile come sempre ama ripetere Giuliana Gargiulo, il passo non è lungo e qui ci si sofferma con le cronache culturali di Annarita Siniscalchi.

In conclusione dello speciale fascicolo non poteva mancare un significativo ritorno a Scanno grazie ai ricordi di Giovanni Anzidei, da sempre artefice col suo entusiasmo e con la sua esperienza di lavoro all’Accademia dei Lincei, delle più significative edizioni del passato e che il 6 settembre parteciperà alla presentazione della nuova tappa della prestigiosa iniziativa culturale.

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]
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DA MESSAGGI – “POSTATI” SU FACEBOOK
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qualcuno vuole commentare ??

Guardate un pò cosa mi ha passato una mia amica.....ma toh...!

Guardate un pò cosa mi ha passato una mia amica…..ma toh…!

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“COSE DI CASA NOSTRA”… ( HAINOI ! )

Circolocentogiovani Roma ha pubblicato qualcosa in DX e CDX uniti per restituire la dignità agli Italiani

Circolocentogiovani Roma
Circolocentogiovani Roma 12 settembre 17.46.45
LA CASSAZIONE QUANDO SI ESPRIMERA’ ANCHE IN MERITO A UN SIMBOLO CRIMINALE COME IL PENTAGONO STELLATO E LA FALCE E MARTELLO? SIMBOLI CON PIU’ DI 60 ML DI MORTI DIETRO? O SONO TROPPO AFFEZIONATI A CERTI SIMBOLI SOVIETICI?? DI RIGURGITI COMUNISTI COME MAI NON SI PARLA MAI?? CI SARA’ VERA DEMOCRAZIA QUANDO LE REGOLE DELLA STESSA VARRANNO PER TUTTI!

http://www.tgcom24.mediaset.it/politica/2014/notizia/cassazione-saluto-romano-va-vietato_2067519.shtml

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

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INTERVENTI ( ALESSANDRO SANSONI – TRATTI DA FACEBOOK )
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Il “Delirio del Relativismo”:
“…tutto il mondo era condannato ad essere vittima di una terribile, inaudita, mai veduta pestilenza che dal fondo dell’Asia marciava sull’Europa. Tutti dovevan perire, tranne alcuni, pochissimi, eletti. Eran comparse certe nuove trichinie, esseri microscopici che si insinuavano nei corpi degli uomini. Ma quegli esseri erano spiriti, dotati d’intelligenza e di volontà. Gli uomini che li accoglievano dentro di sè diventavano suito indemoniati e p…azzi. Però mai, mai degli uomini si erano stimati così intelligenti e infallibili come si stimavano quegli appestati. Mai avevano creduto più incrollabili le loro sentenze, le loro deduzioni scientifiche, le loro convinzioni morali e le loro fedi. Interi villaggi, intere città e nazioni s’infettavano e impazzivano. Tutti erano in agitazione e nessuno più capiva l’altro, ognuno pensava che in lui solo fosse racchiusa la verità e soffriva alla vista degli altri, si batteva il petto, piangeva e si torceva le mani. Non sapevano chi dovessero giudicare nè come, non riuscivano ad accordarsi su quel che fosse da ritener bene o male. Non sapevano chi accusare, chi assolvere. Gli uomini si ammazzavano a vicenda in una specie di raia insensata. Si apprestavano a marciare gli uni contro gli altri con interi eserciti, ma gli eserciti, già entrati in campagna, cominciavano d’un tratto a dilaniarsi ciascuno per conto suo, le schiere si scompaginavano, i guerrieri si gettavano l’uno sull’altro, infilzandosi e sgozzandosi scambievolmente, si mordevano e si divoravano tra loro. Nelle città tutto il giorno si sonava a stormo: tutti eran chiamati a riunione, ma chi chiamasse, e perchè, nessuno lo sapeva, e tutti erano in allarme. I mestieri più comuni erano stati abbandonati, perchè ognuno proponeva le sue idee, le sue innovazioni, e non potevan mettersi d’accordo; l’agricoltura si era arrestata. Qua e là gli uomini si radunavano, convenivano tra loro su qualche punto, giuravano di non più separarsi; ma subito intraprendevano cose affatto diverse da quelle che un momento prima essi stessi si erano proposte, cominciavano ad accusarsi tra loro, ad azzuffarsi e a scannarsi. Comparvero gli incendi, comparve la fame. Tutto e tutti perivano. Il flagello cresceva e avanzava sempre più lontano. Nel mondo intero non potevano salvarsi che pochi: eran questi i puri e gli eletti, i predestinati a cominciare una nuova razza umana e una nuova vita, a rinnovare e purificare la terra, ma nessuno mai aveva visto questi uomini, nessuno mai aveva udito le loro parole e le loro voci…”
[Dostoevskij]

Altro…

LA VIA OBBLIGATA DEL CAVALIERE

(da pag. 1 del “Roma” del 20 agosto 2013)

Non era difficile da comprendere già ad una prima lettura. La nota del Presidente Napolitano sulle conseguenze politiche e giudiziarie della sentenza che ha colpito Berlusconi è una pura e semplice richiesta di resa al Cavaliere, nonostante la pressante domanda di una “soluzione politica” avanzata dal PdL al Quirinale.

Napolitano ha chiuso tutte le porte, concedendo tuttavia l’onore delle armi all’ex premier. Ne ha rimarcato l’importante ruolo politico, riconoscendo le difficoltà per il sistema italiano di assorbire la condanna inflitta all’uomo che, nel bene e nel male, ha segnato la vita del nostro paese per vent’anni.

Per un intellettuale provvisto del senso della storia come il Presidente della Repubblica, non è stato un riconoscimento troppo difficile da concedere.

Ma il politico Napolitano è stato implacabile, lasciando cadere anche l’ipotesi di indire elezioni anticipate.

Diciamoci la verità, non sarebbe difficile per “Re Giorgio”, divenuto ormai il “deus ex machina” della politica italiana, trovare una nuova maggioranza in Parlamento: mantenendo, infatti, l’asse sul PD, anche senza coinvolgere i Cinque Stelle nel loro complesso, una ventina di senatori disposti a preservare la legislatura si raccoglierebbero, tanto a destra, quanto tra i grillini, e si avvierebbe anche il processo di spappolamento del PdL.

Il punto è che i margini di manovra per Berlusconi ormai si sono esauriti. Nonostante le intemperanze interessate dei falchi, staccare la spina al governo, oltre che inutile, potrebbe essere molto dannoso sul piano personale. Non gli sfuggono di certo le ripercussioni che potrebbero subire le sue aziende: il ricordo della bufera che colpì il titolo Mediaset in borsa, in occasione della crisi che portò Monti alla presidenza del Consiglio, sono bene impresse nella sua mente, così come i rischi connessi ad una guerra esplicita con il Colle.

La rinuncia, a quanto pare definitiva, di Marina a raccogliere l’eredità della leadership politica del padre, è un sintomo di questi timori.

Insomma, per quanto umiliante, l’unica soluzione ragionevole per il Cav, a meno di voler spaccare il paese con conseguenze davvero imprevedibili, è proprio accettare l’”onore delle armi” concessogli da Napolitano, facendo un passo indietro, proseguendo la sua attività politica al di fuori delle istituzioni e mettendo il suo carisma e, perché no, una parte delle sue risorse a disposizione di un progetto politico a medio termine finalizzato alla costruzione di un nuovo partito di centro-destra, partendo proprio dai 10 milioni di italiani che anche nelle ultime, difficili elezioni hanno visto in lui l’unico in grado di rappresentarli.

Qua si tratta, per lui, di trascendere per un momento la contingenza politica e personale e porsi sul piano della storia: ci sono almeno 10 milioni di italiani, ma probabilmente sono molti di più, che attendono la costruzione reale, e non di plastica, di un soggetto politico dotato di una classe dirigente autorevole e competente, in grado di dare rappresentanza ad alcune esigenze del paese. La riforma del fisco, della pubblica istruzione, del welfare e del sistema giudiziario. Milioni di italiani che non si riconoscono nell’ideologia del “politicamente corretto”, né nell’Europa così come è stata realizzata sino ad oggi.

Milioni di italiani che desiderano una destra ed una sinistra “normali”, in grado di confrontarsi sui temi concreti, ma anche su una visione di lungo periodo di come deve essere il nostro paese.

In questa logica poco senso ha riesumare Forza Italia, un’ipotesi che monca di una guida provvista del cognome Berlusconi già sta perdendo la sua ragion d’essere, così come scarsa capacità di aggregazione avrebbero suggestioni intellettualistiche come quella del “partito liberale di massa” ancora in circolazione.

Una forza ancorata al “popolarismo europeo”, una famiglia politica all’interno della quale convivono ampie sfaccettature, che faccia propri in formule culturalmente mature valori maggioritari come l’interesse nazionale e la dottrina sociale della Chiesa, potrebbe essere il “lascito storico”, realizzabile in un paio d’anni, di un Berlusconi che, facendosi “padre nobile” di un nuovo centro-destra, accetta l’”onore delle armi” offertogli da Napolitano.

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TRATTO D STAMPA LIBERA : www.stampalibera.com

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L′UNIONE EUROPEA NON ESISTE?
Administator | 11-09-2014
Catagoria: SocietàFREE

Riceviamo e pubblichiamo. Ai lettori considerazioni e giudizi

L′UNIONE EUROPEA NON ESISTE?
Administator | 11-09-2014 Categoria: Società

L’UNIONE EUROPEA NON ESISTE
Pensavamo che la fantasia potesse essere sfrenata, ma la realtà la supera di gran lunga!
Ascoltiamoci un’ultima volta la sigla dell’Eurovisione, musica di Jean Francois Charpentier, pensando a quanto siamo stati gonzi a cadere in questa colossale, sanguinosa messinscena ai nostri danni.
Facciamo girare immediatamente a mille questa notizia che ha un impatto tremendo su tutte le nostre vite.
E subito dopo traiamo le conseguenze nei fatti…
L’europa è solo una visione, anzi una Eurovisione, non una realtà in jure.
Jervé
AVETE CAPITO BENE: L’UNIONE EUROPEA GIURIDICAMENTE NON ESISTE!!! NON CI SONO ATTI VALIDI CHE NE ATTESTANO L’ESISTENZA, È TUTTO UN FALSO!!!

Non esiste giuridicamente alcuna “unione” europea, tant’è vero mancano gli atti che la potrebbero dimostrare.
Non può sussistere alcuna “unione” europea, o “trattato” su intenti unitari tra stati nazionali del continente europeo. E per tale ragione non c’è alcun “parlamento europeo” né tanto meno può esserci una “commissione europea” e una “gendarmeria europea”.
Il fatto è che il presidente di Germania non possa firmare alcunché alle persone che pretenderebbero di costituire una “unione europea” poiché Germania è ancora commissariata dal 1944 (1) avendo soltanto un governo provvisorio, non avendo mai firmato alcun armistizio (mancano gli atti) alla società privata Alleanza atlantica che l’occupa militarmente e ufficialmente dalla data indicata.

Documenti seguono.

«9-maggio-2003 – Cinquantotto anni dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, lo stato della Germania è ancora privo di una costituzione e di un trattato di pace. La Germania rimane una colonia d’occupazione degli Stati Uniti, secondo il governo provvisorio del Secondo Reich Tedesco, il quale cerca di restaurare la sovranità germanica basata su leggi internazionali.

“Il governo in Germania è illegale, “Wolfgang Gerhard Günter Ebel afferma ad American Free Press” e quello che eseguono con lo stesso, non ha basi legali.” Chieda com’è possibile che il popolo germanico sia ignaro di questa situazione, attesta Ebel “I media Tedeschi sono già sotto il controllo degli Alleati. I mezzi mediatici d’informazione sono controllati interamente.”

“La Seconda Guerra Mondiale, non è cessata poiché un trattato di pace non è mai stato firmato fra la Germania e gli Alleati,” Ebel dichiara, “Un contratto per la pace è la più importante cosa da noi ritenuta necessaria e voluta.”

“Finché non avremo un trattato di pace, la Germania è una colonia degli Stati Uniti,” dichiara Ebel a John Kornblum del Dipartimento di Stato U.S, il 20 Ottobre 1985.

La conduzione di leggi d’occupazione U.S. sotto il Supreme Headquarters Allied Expeditionary Force (SHAEF) è già in esecuzione, afferma Ebel. La prima legge Proclamazione N°. 1, assegnò al Generale Dwight D. Eisenhower la suprema autorità nell’area sotto il controllo U.S. sottoscritto al 13 Febbraio 1944. Le autorità degli Alleati informarono Ebel che quella legge della SHAEF sarebbe rimasta effettiva per 60 anni dalla data di segnatura e applicata a tutta l’Europa.

“Le Nazioni Unite sono lo stesso provvisorie – se vi sarà un trattato di pace fra la Germania e gli Alleati (principalmente gli Stati Uniti) – L’ONU cesserà d’esistere come noi ben sappiamo, egli afferma.

Il 9 Gennaio 1984, il Dipartimento di Stato U.S. a Berlino nominò Ebel a servire alla testa di un’arbitraria Germania (Reichsbahn) della Berlino Orientale. Esattamente quarant’anni dopo la resa militare della Germania (Wehrmacht), al 8 Maggio 1985, Ebel fu ordinato Ministro dei trasporti per il Reich Tedesco dall’Alto Commissario U.S. in Germania, del quale s’afferma che fosse allora Ambasciatore U.S. per la Germania Orientale (BRD), Richard Burt.

Finalmente il 27 Settembre 2000, Ebel fu nominato cancelliere del Reich Tedesco (Reichskanzler) da Ernst Matscheko, un rappresentante del Dipartimento di Giustizia U.S. nominato Reichspräsident ed ambasciatore speciale delle Nazioni Unite.

Estratti in:
Venerdì 9 maggio-2003, 03:15:26 – GERMANIA: 58 anni d’Occupazione U.S.A. Di Christopher Bollyn.

http://www.cieliparalleli.com/documenti000/occupazioneusaingermaniaCB.html

PRODI E D’ALEMA FIRMANO IL FALSO

Pubblicato da WALKING CLASS lunedì, 30 giugno 2008 a 8:06 PM <>.

Leggere il testo completo in
http://walkingclass.blogspot.it/2008/06/anche-la-germania-blocca-la-ratifica.html

German president suspends ratification of EU treaty, 07/01/2008 – 05:42

«Berlino – Il presidente tedesco Horst Koehler ha sospeso la ratifica del trattato di Lisbona a seguito di una richiesta di attendere dalla corte costituzionale tedesca, i suoi aiutanti lo hanno dichiarato a Berlino Lunedì .

Gli oppositori del trattato dell’Unione europea (UE) e della sua riforma sono andati al tribunale per ingiunzioni contro la sua ratifica. La corte costituzionale per dare un verdetto può richiedere un anno.

Il documento (Trattato di Lisbona) avrebbe già ottenuto una benedizione da entrambe le camere del parlamento tedesco ma, ha bisogno di una firma da Koehler per la ratifica della Germania. Il trattato è stato posto in pericolo da quando è stato respinto dagli elettori irlandesi in un referendum.

“In considerazione delle richieste di ingiunzioni, il presidente ha aderito alla richiesta della Corte costituzionale”, una dichiarazione dell’ufficio di Koehler dichiara.

Le ingiunzioni sono state avviate (anche) da Peter Gauweiler, un deputato federale della Christian Social Union ( CSU ) in Baviera, e dal Partito della Sinistra. La sinistra sostiene le violazioni dei trattati sui diritti parlamentari.

Nel 2006, Koehler ha anche ritardato la sua firma su un precursore del Trattato di Lisbona . Questo trattato costituzionalmente è successivamente crollato quando è stato respinto dagli elettori olandesi e francesi».
Leggere il testo completo in http://www.topnews.in/german-president-suspends-ratification-eu-treaty-250245

Germania ancora senza armistizio. Intervista con Wolfgang Gerhard Günter Ebel
http://www.cieliparalleli.com/Appunti-di-Cronaca/germania-ancora-senza-armistizio-intervista-con-wolfgang-gerhard-guenter-ebel.html

Nota 1 – In realtà Germania fu aggredita, bombardata e militarmente occupata dalla “Battaglia della Baia di Helgoland” fra il settembre 1939 e l’aprile 1940.
http://it.wikipedia.org/wiki/Battaglia_della_Baia_di_Heligoland_%281939%29
***** * *****

Fino ad oggi 8 aprile 2014, la situazione politica del governo provvisorio e commissariato in Germania rimane immutata e per tale ragione non può proprio esistere legittimamente alcuna “unione europea” adesso.

Le elezioni che si terranno in Italia a maggio per eleggere “rappresentanti politici” di un “parlamento europeo” inesistente, di fatto, sono dunque una gran frode da denunciare e i truffatori da far arrestare e sancire.
Approfondimenti
Leggete quel che la “Gazzetta Ufficiale” dal 2007 pretenderebbe di spacciare per l’atto del “Trattato di Lisbona”

http://www.cieliparalleli.com/images/stories/pdf/Trattato_Lisbona_1_testo_fraudolento_spacciato_per-vero_.pdf

Trattasi, invece, di un volgare FALSO TESTUALE. Pensate ad esempio quante volte noi siamo costretti a firmare, scrivere in aggiunta il nostro nome e cognome in stampatello e a far vidimare con un timbro postale i foglietti d’accompagnamento di un’ordinaria raccomandata con ricevuta di ritorno.

Ecco perché quel testo indicato privo di timbri, di firme affiancate da nomi e cognomi ma spacciato addirittura nel 2007 come “Trattato di Lisbona” dalla redazione della Gazzetta Ufficiale sia una clamorosa frode accertata spudoratamente avanzata.

Di seguito è mostrato un falso testuale diffuso nel 2007 dalla “Gazzetta Ufficiale” e spacciato addirittura come “Trattato di Lisbona”.

Cercheremo di analizzare il testo indicato come “Trattato di Lisbona” per dimostrare che si tratti di un falso spudorato e non di un atto giuridico.

Innanzi tutto un atto necessita della firma autografata con accanto un nome ben visibile scritto in stampatello del firmatario e inoltre, ogni foglio di un atto notarile necessita di un timbro, istituzionale (vidimazione) della nazione rappresentativa eventualmente partecipante ad un qualsiasi concordato di carattere unitario.

Nel testo propinato nel 2007 come “Trattato di Lisbona” alla pagina 5 manca oltretutto, il riferimento al nome del “Presidente della repubblica federale di Germania” che nel 2007 fu “Horst Köhler”.

In immagine, Horst Köhler “Presidente della Repubblica Federale Tedesca”. Durata mandato 1º luglio 2004 – 31 maggio 2010.

Ma noi abbiamo appreso che:
“Il presidente di Germania Horst Köhler sospende la ratificazione del trattato europeo”.

Pubblicato da WALKING CLASS lunedì, 30 giugno 2008 a 8:06 PM
http://walkingclass.blogspot.it/2008/06/anche-la-germania-blocca-la-ratifica.html
«Il presidente della Repubblica Horst Köhler non apporrà la sua firma sulla ratifica fino a quando la corte costituzionale non avrà giudicato su due ricorsi che obiettano la compatibilità del trattato rispetto alla costituzione tedesca. E’ stata la corte stessa a chiedere al presidente di astenersi dalla firma, valutando evidentemente piuttosto serie le obiezioni mosse. …».

E’ aggiunto anche il seguente articolo dimostrante che nel 2007 il presidente di Germania Horst Köhler non ha potuto firmare alcun “Trattato di Lisbona”:

German president suspends ratification of EU treaty, 07/01/2008 – 05:42
http://www.topnews.in/german-president-suspends-ratification-eu-treaty-250245
«Berlino – Il presidente tedesco Horst Köhler ha sospeso la ratifica del trattato di Lisbona a seguito di una richiesta di attendere dalla corte costituzionale tedesca, i suoi aiutanti lo hanno dichiarato a Berlino Lunedì.

Gli oppositori del trattato dell’Unione europea (UE) e della sua riforma sono andati al tribunale per ingiunzioni contro la sua ratifica. La corte costituzionale per dare un verdetto può richiedere un anno.

Il documento (Trattato di Lisbona) avrebbe già ottenuto una benedizione da entrambe le camere del parlamento tedesco ma, ha bisogno di una firma da Köhler per la ratifica della Germania. Il trattato fu posto in pericolo da quando è stato respinto dagli elettori irlandesi in un referendum.

“In considerazione delle richieste di ingiunzioni, il presidente ha aderito alla richiesta della Corte costituzionale“, una dichiarazione dell’ufficio di Köhler dichiara.

Le ingiunzioni sono state avviate (anche) da Peter Gauweiler, un deputato federale del Christian Social Union ( CSU ) in Baviera, e dal Partito della Sinistra. La sinistra sostiene le violazioni dei trattati sui diritti parlamentari.

Nel 2006, Köhler ha anche ritardato la sua firma su un precursore del Trattato di Lisbona. Questo trattato costituzionalmente è successivamente crollato quando è stato respinto dagli elettori olandesi e francesi».
In pratica e purtroppo componenti la redazione della “Gazzetta Ufficiale” sono responsabili in diffusione di falso testuale in associazione a delinquere ai fini estorsivi con i titolari della frode che in Italia sono Giorgio Napolitano e i suoi favoreggiatori.

In Italia il “Ministro della giustizia” è Andrea Orlando.

https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_9.wp;jsessionid=240D4AD8DA96FD21C1AFB2C6918FE70A.ajpAL03
Votare non serve, l’Ue è solo una farsa. Di Ida Magli
il Giornale | 15.03.2014

http://www.italianiliberi.it/Edito14/contro-le-elezioni-europee.html

Fonte: ☛ realtofantasia.blogspot.it
Tratto da: ☛ cieliparalleli.com

Attraverso: http://guardforangels.altervista.org/blog/bomba-non-esiste-giuridicamente-alcuna-unione-europea

http://www.iconicon.it/blog/2014/07/incredibile-lunione-europea-esiste/

Pubblicato da FUORI DI MATRIX 10:45 Nessun commento: 

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ISIS E DINTORNI…

1
Massimo Iaquinangelo
Massimo Iaquinangelo 14 settembre 17.51.39
Obama e l’Isis: tutto quel che dovreste sapere. Ma pochi spiegano – il Blog di Marcello Foa

blog.ilgiornale.it
Sieti sicuri di aver capito cosa sta accadendo in Iraq e perché Obama abbia dichiarato guerra all’Is…
2
SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE
—– Original Message —– From: Vincenzo Mannello
To:  ( . . . ) – Sent: Monday, September 15, 2014 11:06 AM
Subject: Magdi Allam, “Califfo alla casareccia”
Partiam,partiamo….passate avanti voi…
Continua il martellamento di Magdi Allam  su il Giornale e in Tv per l’indizione della “nuova” Crociata contro l’Islam.
Non “solo” contro l’Isis di Al Baghdadi ma proprio “contro” tutto il mondo musulmano.
Tutti “terroristi” di fatto o potenziali dato che,sempre secondo lui,il Corano “obbliga” i fedeli a “conquistare” tutte le terre conosciute.
Con le buone o le cattive,meglio se con le cattivissime come storia insegna.
Certo,una storia dalla s minuscola quella di Allam….che,sorvolando allegramente sulla “evangelizzazione” obbligatoria della Chiesa cattolica o protestante in Europa ed in tutto il globo,non mette certo in conto le decine di milioni di vittime tra pagani,nativi americani,indios e pure aborigeni australiani….con ampia partecipazione di musulmani e di tutte le religioni rappresentate.
Sempre il Magdi dimentica le guerre fratricide tra cristiani dai Catari agli Ugonotti,dagli Ortodossi ai Maroniti.
Vecchie storie ? Non direi proprio….
Nei due conflitti mondiali gli eserciti si battevano al grido di “Dio con Noi”,ed erano sempre cappellani militari e sacerdoti cristiani ad incoraggiarli per la “giusta guerra”.
E popolazioni cristiane si sono affrontate e massacrate tra loro dalla Jugoslavia di ieri all’Ucraina di oggi.
Oddio,in Bosnia partecipava l’eterno nemico….”il musulman cattivo” per cui qualche massacro alla Srebrenica era più che giustificato.
Tornando quindi ad Allam si può pertanto notare come sfrutti benissimo l’attuale clima di terrorismo mediatico scatenato dalle crudeltà commesse dall’Isis.
Non so se sia o meno in buona fede,fatti suoi….e neppure se sia colpito dalla “sindrome del rinnegato”.
Quella che portava i Giannizzeri turchi,tutti cristiani rapiti,ad essere i piú crudeli difensori del mondo musulmano.
Quel che mi interessa,e potrebbe interessare a chi leggesse queste righe, è la faziosissima inutilità di una posizione parolaia così brutale.
Propugnare la “guerra santa” contro Maometto ed i suoi seguaci “urbi et orbi” non credo proprio possa servire a qualcosa tranne che a provocare pure la reazione contraria e sempre piú estremizzata di coloro che,europei non islamici e neppure stupidi,non siamo disponibili a questo tipo di “crociate”.
Se poi Magdi Allam vorrà passare dalle parole ai fatti,assieme ai suoi tanti seguaci ,parta pure per l’Irak al seguito di BombObama…nuovo difensore della cristianità.
Magari troverà il conforto di Papa Francesco e l’aiuto di Matteo Renzi.
Se non vorrà partire e vorrà continuare la “crociata mediatica” faccia pure……si potrà insignire del titolo di “Califfo alla casareccia”.

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

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SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE
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1
—– Original Message —– From: uri b
Sent: Monday, September 15, 2014 8:07 PM
Subject: Gaza: Hamas continua a scavare tunnel verso Israele. ANP denuncia: “Gli aiuti umanitari non vengono distribuiti alla popolazione palestinese”

Invitiamo a leggere anche le altre notizie presenti tra i commenti a fondo pagina, alcune delle quali ulteriormente esplicative circa la reale volontà di Hamas. Buona lettura.

Gaza: Hamas continua a scavare tunnel verso Israele. ANP denuncia: “Gli aiuti umanitari non vengono distribuiti alla popolazione palestinese”

http://www.focusonisrael.org/2014/09/12/gaza-hamas-continua-a-scavare-tunnel-verso-israele-anp-denuncia-gli-aiuti-umanitari-non-vengono-distribuiti-alla-popolazione-palestinese/

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Emanuel Baroz
12 settembre 2014

4 commenti

Hamas prende in giro tutti. Scavano già i nuovi tunnel

Infranta la tregua stipulata con Israele, lo dimostra un video trasmesso da Al Jazeera. La denuncia di un ministro palestinese: aiuti umanitari rivenduti per finanziare i terroristi.

di Michael Sfaradi

GERUSALEMME – Che l’operazione “Margine Protettivo” sia stata interrotta prima di raggiungere risultati concreti contro Hamas è ormai un fatto assodato e in Israele è già in corso il toto-guerra sulla data in cui l’organizzazione terroristica ricomincerà a lanciare missili. Basandosi su questi presupposti il servizio andato in onda qualche giorno fa su Al-Jazeera almeno in Israele non ha fatto scalpore. Semmai è ulteriore benzina alle critiche nei confronti del governo israeliano che ha ceduto ancora una volta alle pressioni internazionali. Nelle immagini del servizio si vede il giornalista che viene bendato e poi portato all’interno di un tunnel in costruzione situato presumibilmente nei pressi del confine con Israele. Le descrizioni del tunnel e delle condizioni di lavoro con cui viene realizzato sono precise e il reporter avanza mentre la telecamera spazia nello stretto cunicolo dove si vede l’ampio uso del cemento che doveva essere invece destinato alla costruzione di edifici civili.

II tunnel non è completo è c’è anche il tempo per far vedere i lavori in corso e intervistare il terrorista di Hamas che descrive la scena come se si trattasse di una grande opera di ingegneria, poi, alla fine, la domanda di rito, e cioè l’obbiettivo del tunnel. La risposta, data con tutta l’enfasi possibile è suonata come l’ennesima dichiarazione di guerra «Questi tunnel saranno pronti per la prossima battaglia». E sì, è proprio questa la notizia vera del servizio, lo scoop: nonostante i bombardamenti, nonostante il cessate il fuoco permanente in corso, Hamas ha ripreso, anzi non ha mai terminato, di scavare i suoi tunnel, attraverso i quali passano le armi e i missili con cui bombardano Israele.

II servizio finisce poi nei pressi di in un altro tunnel, che è un punto di lancio dei missili anticarro Kornet e con le immancabili immagini che mostrano l’abilità con cui vengono preparate le rampe di lancio e i razzi puntati contro i civili israeliani. Da questi tunnel poi passa anche il contrabbando, e non ultimo gli aiuti umanitari “rubati”. II 5 settembre scorso, durante un’intervista alla televisione dell’Anp, il Primo Ministro del governo di unità nazionale palestinese Rami Hamdallah ha dichiarato: «Il governo palestinese ha saputo che molti aiuti umanitari non sono mai giunti a destinazione. Generi di tutti i tipi sono conservati nei magazzini e non sono mai stati distribuiti alla popolazione ma ne hanno beneficiato solo ad alcuni gruppi protetti politicamente. L’entità degli aiuti che arrivano a Gaza da tutto il mondo è enorme e nella Striscia c’è una grande eccedenza di prodotti alimentari. Le medicine inviate sono più del necessario e non distribuite. Io vi dico che ci sono più medicine a Gaza che in tutta la Cisgiordania. Finora chiunque voglia dare una mano e rafforzare Gaza non sa cosa succede veramente nella Striscia. Ci sono dei ministri di cui abbiamo perso ogni controllo». Che Hamas facesse mercato nero degli aiuti umanitari non è una novita, il “pizzo” terroristico era stato a più riprese denunciato, e sempre inascoltato, dalle autorità israeliane.

Ora però la notizia è stata confermata da un appello pubblico ad Hamas, da parte dei vertici del governo palestinese, che chiede di distribuire il cibo e medicinali fermi nei magazzini alle classi più povere. Ma anche in questo caso pertò la notizia è passata in sordina in tutto l’occidente. Le cronache di guerra hanno riempito le prime pagine di tutti i giornali, ma quando gli aiuti umanitari per i sopravissuti diventano merce al mercato nero il silenzio complice e colpevole dell’occidente è assordante.

(Fonte: Libero, 11 Settembre 2014)

Emanuel Baroz, 12 settembre 2014

Categorie: Hamas, Striscia di Gaza, Terrorismo
Tags: aiuti umanitari Gaza, business degli aiuti umanitari, controllo Hamas su aiuti umanitari, gestione aiuti umanitari,gestione Hamas aiuti umanitari Gaza, Hamas, missili anticarro Kornet, operazione antiterrorismo Protective Edge (“Margine Protettivo”), operazione Protective Edge (“Margine protettivo”), Rami Hamdallah Primo Ministro del governo di unità nazionale palestinese, rete di tunnel sotto la Striscia di Gaza, Striscia di Gaza, Terrorismo, terrorismo antisraeliano,terrorismo palestinese, tunnel del contrabbando, tunnel del terrorismo, tunnel tra Striscia di Gaza e Israele,“Amministrazione tunnel” di Hamas

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#1Emanuel Baroz

Gaza: Ismail Haniyeh certifica il fallimento della tregua con Israele

di Sarah F.

In una conferenza stampa avvenuta questa mattina a Gaza, il capo di Hamas nella Striscia di Gaza, Ismail Haniyeh, ha detto che Hamas non ha alcuna intenzione di disarmare e di smilitarizzare la Striscia di Gaza né tantomeno di lasciarla sotto il controllo della ANP.

«La resistenza armata è legittima – ha detto Haniyeh – e fino a quando la Palestina non sarà libera Hamas continuerà a fare resistenza armata con ogni mezzo disponibile».

Ismail Haniyeh ha poi duramente criticato il leader della ANP, Mahmoud Abbas (Abu Mazen), accusandolo di connivenza con il nemico e invitandolo a rivedere la sua politica di collaborazione con Israele.

Oggi Ismail Haniyeh ha quindi, di fatto, rinnegato qualsiasi accordo raggiunto per il cessate il fuoco che vede proprio nella smilitarizzazione di Gaza uno dei suoi punti cardine e, nei fatti, ha annunciato quello che tutti già sapevano, cioè che Hamas non ha alcuna intenzione né di lasciare la Striscia di Gaza né di abbandonare il terrorismo contro Israele. Ismail Haniyeh ha certificato ufficialmente il fallimento della tregua raggiunta meno di un mese fa e ha confermato i timori espressi da Lieberman e da altri ministri sulla opportunità o meno di fermare l’attacco a Gaza.

Ora ci chiediamo se sia il caso di continuare con questa farsa, di aiutare Hamas a riarmarsi con lo scudo degli aiuti umanitari, oppure se non sia il caso di chiudere definitivamente la partita con i terroristi infischiandosene dell’opinione pubblica internazionale e mettendo avanti a tutto il bene della popolazione di Israele.

http://www.rightsreporter.org/gaza-ismail-haniyeh-certifica-il-fallimento-della-tregua-con-israele/

14 set 2014, 22:33 Rispondi|Quota

#2Emanuel Baroz

La nuova rivoluzionaria strategia di Hamas e delle ONG per distruggere Israele

di Noemi Cabitza

ONG e Hamas, un connubio tanto incredibile quanto reale. Fino ad oggi sono state le ONG straniere e le organizzazione dell’Onu a garantire la sopravvivenza di Hamas diventando persino i suoi esattori o permettendo ai terroristi di usare le loro strutture come deposito di missili o come piattaforme di lancio per i missili stessi. Oggi Hamas cerca addirittura di alzare il tiro e lancia una vera e propria campagna per il reclutamento di cooperanti stranieri mirato a compromettere la capacità difensiva di Israele.

“L’esito della nostra battaglia dipende da voi” è la frase coniata da Eletronic Intifada per lanciare la campagna di reclutamento che non necessariamente prevede il trasferimento a Gaza ma che, anzi, chiede alle varie organizzazioni di agire a tutti i livelli contro Israele anche dai loro Stati di origine attraverso le più disparate campagne che vanno dal boicottaggio dei prodotti israeliani fino alla pressione sui Governi per imporre il congelamento degli aiuti militari a Israele e persino al congelamento dei rapporti di libero scambio con lo Stato Ebraico.

Il messaggio che si vuole lanciare è il solito, cioè che i terroristi di Hamas sono i buoni e che hanno tutto il diritto di porsi come obbiettivo l’uccisione di cittadini israeliani e, in ultimo, la distruzione di Israele, mentre Israele è lo stato cattivo, quello che non ha alcun diritto alla autodifesa. Non è un caso che la nuova campagna punti molti di più a bloccare gli aiuti militari allo Stato Ebraico piuttosto che a boicottarne il commercio, azione che per altro non ha mai avuto un particolare successo e che anzi ha provocato problemi proprio ai palestinesi della Cisgiordania.

Questa nuova campagna lanciata dalla “intelligentia” di Hamas e dai loro sostenitori occidentali, pur basandosi sugli stessi capisaldi del passato, cioè sulle cosiddette “organizzazioni umanitarie” che poi umanitarie non lo sono affatto, è più subdola di quelle del passato perché non punta a colpire l’economia israeliana ma punta direttamente a minarne le capacità difensive. E’ la prima volta nella storia che si cerca di coinvolgere la cosiddetta “società civile” non per colpire le capacità offensive di uno Stato ma per comprometterne le capacità difensive. Sotto certi aspetti è persino rivoluzionaria, il tentativo di fare un salto di qualità sia nel portare il boicottaggio ai prodotti israeliani da circoscritto a globale che nel bloccare la capacità difensiva di Israele.

La rete dei sostenitori di Hamas, quelli che incredibilmente si definiscono “difensori dei Diritti Umani” è già in fermento. Manifestazioni sono previste in Germania per protestare contro la consegna di un sottomarino allo Stato Ebraico di Israele avvenuta pochi giorni fa. Altre manifestazioni sono state programmate negli Stati Uniti, in Canada e in Australia nei luoghi cioè dove vengono prodotti i componenti del sistema Iron Dome, cioè del sistema difensivo per eccellenza. Su un forum chiuso frequentato da estremisti sostenitori di Hamas (forum che seguiamo da tempo ma del quale non forniamo il link perché ci serve riuscire a seguirlo) si indica addirittura come “obbiettivo primario” fermare la produzione di Iron Dome.

E’ una nuova fase del boicottaggio a Israele che vede come obbiettivo primario quello di colpire la capacità difensiva dello Stato Ebraico. Di solito le campagne contro le armi tendono a bloccare la fornitura di armi offensive. E’ la prima volta che si vuole bloccare un sistema d’arma completamente difensivo, il che la dice lunga sulle reali intenzioni di questi pseudo “difensori dei Diritti Umani”.

http://www.rightsreporter.org/la-nuova-rivoluzionaria-strategia-di-hamas-e-delle-ong-per-distruggere-israele/

14 set 2014, 22:34 Rispondi|Quota

#3Emanuel Baroz

Dopo i tunnel di Hamas quelli di Hezbollah?

di Miriam Bolaffi

Nahariya, 9 settembre 2014 – E dopo i tunnel di Hamas si torna a parlare anche dei tunnel di Hezbollah. In tutto il nord di Israele la maggioranza delle persone sono convinte che il gruppo terrorista libanese e i diversi gruppi palestinesi presenti in Libano abbiano costruito diversi tunnel del tutto simili a quelli costruiti da Hamas lungo il confine con Gaza.

Il sospetto è più che plausibile e di certo nessuno ne sarebbe sorpreso, solo che fino ad ora nessuno ne ha mai trovato uno. Un allarme molto generico è scattato questa mattina quando alcuni contadini a nord di Nahariya hanno chiamato il comando del IDF sostenendo di sentire nitidamente rumori di scavo provenienti da sotto terra. Le segnalazioni sono state diverse e nessuna era collegata tra di loro, ma al momento l’IDF non ha trovato nulla che confermi gli allarmi. In ogni caso il comando IDF ha avvertito la sua controparte di UNIFIL, oltre il confine con il Libano, di verificare se vi fossero scavi aperti. Un ufficiale del IDF ci ha detto che i militari israeliani stanno monitorando con molta attenzione una serie di costruzioni in territorio libanese molto vicine al confine dalle quali potrebbero partire i tunnel. Ma il timore tra la gente non è tanto che si stiano scavando dei tunnel ma che siano stati già scavati e che aspettino solo di essere utilizzati da Hezbollah o dai gruppi palestinesi presenti in Libano.

A Nahariya la gente non si fa illusioni, sanno che prima o poi dovranno fare i conti con gli Hezbollah. Qui la paura di Hamas o del ISIS è praticamente nulla, qui a fare paura sono i terroristi sciiti armati e finanziati dall’Iran. «E’ solo questione di tempo – ci dice quasi rassegnata Ilayah, una giovane ragazza che fa la commessa – prima o poi succederà qualcosa. Un rapimento, un omicidio o una salva di missili. Intanto qui sono tutti convinti che sotto di noi ci siano decine di tunnel come quelli che Hamas ha costruito a Gaza. Se lo hanno fatto loro è impossibile che non gli abbiano fatti quelli di Hezbollah che non hanno alcun controllo». Obbietto che però l’IDF dice di non aver trovato nulla e lei mi risponde con un sorriso forzato: «ci sono, ci sono, fidati».

Parlo del problema con un ufficiale del IDF il quale mi conferma di conoscere le preoccupazioni della gente del luogo ma conferma anche che fino ad oggi non è stato trovato alcun tunnel. Gli chiedo se è possibile che Hezbollah gli abbia costruiti con calma e accuratezza e che non li utilizzi per non bruciare un’arma per un attacco a sorpresa. L’ufficiale non lo esclude ma ribadisce che l’IDF è molto attento e che il livello di allarme è molto alto. Gli ricordo che nel 2010 Debka File svelò un piano di Hezbollah per invadere la Galilea e per conquistare diverse città israeliane con la collaborazione di Hamas e gli chiedo se quel piano non fosse basato anche sull’utilizzo dei tunnel. L’ufficiale rimane titubante sulla fattibilità del piano in oggetto anche perché, dice, “le condizioni sono cambiate”, tuttavia ammette che in caso di attacco da parte di Hezbollah l’utilizzo di eventuali tunnel potrebbe permettere l’ingresso di terroristi molto all’interno dei confini israeliani. Tuttavia conferma nuovamente che al momento non si sono scoperti tunnel pur ammettendo che ci sia la possibilità che, nel caso in cui ci fossero, gli Hezbollah potrebbero aver evitato di aprire il lato israeliano per non farli scoprire.

Rimane il fatto che la popolazione nel nord di Israele è molto preoccupata e in pochi dubitano che prima o poi, tunnel o meno, dovranno farei conti con Hezbollah e con tutta la sua potenza militare.

http://www.rightsreporter.org/dopo-i-tunnel-di-hamas-quelli-di-hezbollah/

14 set 2014, 22:35 Rispondi|Quota

#4Emanuel Baroz

10 settembre 2014 – La Jihad Islamica palestinese si vanta d’aver già iniziato a ricostruire tunnel terroristici a Gaza. Lo ha fatto accompagnando un reporter della tv Al-Jazeera in un tour dentro alcune nuove opere sotterranee incemento, durante il quale un terrorista del gruppo ha detto che il lavoro è iniziato “il giorno stesso in cui è finita la guerra a Gaza” e che i tunnel serviranno “per attaccare il nemico sionista durante la prossima guerra”.

(Fonte: Israele.net)

15 set 2014, 15:49

2

IO,  MONTANELLI  E  RAI/BUFALE

di Filippo Giannini

Gli Stati Uniti d’America sono l’unico Paese occidentale ad essere passato da uno stato di barbarie ad uno di decadenza senza essersi fermato neanche per un giorno in quello della civiltà. (G. Bernard Shaw)

Venerdì 12 settembre di quest’anno, nei programmi televisivi RAI/STORIA, ma dal sottoscritto definita RAI/BUFALA, ha mandato in onda un programma sui bombardamenti tedeschi su Londra, lasciando intendere e avvalorando la favola secondo la quale sarebbe stato Hitler a scatenare il terrore sulle città inglesi. La verità è completamente diversa. A prescindere da quanto ha scritto lo storico americano George N. Crocker (Lo Stalinista Roosevelt, pag. 210):<Lo stesso Hitler aveva fatto sinceramente di tutto onde raggiungere con l’Inghilterra un accordo per limitare l’offesa aerea alle zone di operazione>.

Già nel 1993 ebbi uno scambio epistolare con Indro Montanelli che sosteneva che fu Hitler a scatenare i propri bombardieri su Londra e che gli inglesi nel periodo bellico e pre-bellico “non avevano neanche gli occhi per piangere”. Scrissi ricordando al grande giornalista che 45 milioni di inglesi che stavano governando su 600 milioni di sudditi, un popolo che da almeno mille anni non ha lasciato una sola propria generazione senza lanciarla in imprese di dominazione e sfruttamento, rimasti solo con le lacrime? Accennai ai mostri volanti ideati per trasportare tonnellate di bombe: i Lancaster e Halifax, erano apparecchi che potevano raggiungere il cuore dell’Europa e la progettazione e messa in opera richiedevano anni di lavoro. I tedeschi, di contro, disponevano di piccoli bombardieri concepiti come apparecchi di appoggio in campo di battaglia, E vediamo ora il “non avere neanche le lacrime”. Lo stesso Churchill nella sua Storia della 2° G:M:, 1 Volume, pag 515: <Se l’industria aeronautica, come è organizzata al presente, con il lavoro di 360mila uomini può produrre quasi 1000 apparecchi a mese, mi sembra strano che…>. 1.000 apparecchi al mese ed eravamo solo al 18 settembre 1939… Altro che lacrime amare, quelle erano lacrime armate.

Prima di entrare direttamente nell’argomento bombardamento di obiettivi civili, voglio ricordare che all’entrata in guerra dell’Italia, Mussolini dette l’ordine di non gettare alcuna bomba sulla Francia e che gli anglo-francesi (due dei tre della triade infame) per primi bombardarono, due o tre giorni dopo l’entrata in guerra, Genova, Milano e Torino, causando solo in quest’ultima città 14 morti e 39 feriti, tutti scrupolosamente civili.

A testimonianza che Churchill inviò bombardieri della Raf con l’ordine di colpire centri abitati in Germania, allo scopo di provocare la reazione tedesca e colpire a loro volta Oxford, Coventry, Canterbury e questo per smuovere l’opinione pubblica americana così da coinvolgere gli Usa nel conflitto. Dato che inizialmente i tedeschi non reagirono, a conferma di quanto scritto, propongo La testimonianza di Charles De Gaulle il quale in quei momenti era ospite dello statista britannico, ebbene, De Gaulle nelle sue Memoires descrive così lo stato d’animo di Churchill:<Mi par ancora di vederlo, al Chequers, un giorno d’agosto: alzava i pugni verso il cielo e sibillava: “Non vengono quei maledett!” Ma ha tanta fretta – gli chiesi – di vedere le sue città ridotte in macerie? “Vede – mi spiegò – “se bombardassero Oxford, Coventry e Canterbury, una e ondata di indignazione si solleverebbe negli Stati Uniti, che l’America entrerebbe in guerra!>. E ancora George N. Crocker, opera sopra citata a pag. 209: <…fu soltanto la decisione presa a freddo dal ministro dell’aviazione britannica l’11 maggio 1940, non la crudeltà di Hitler, a scatenare la cosiddetta guerra totale>. Ecco alcuni bollettini di guerra tedeschi, i quali con un certo imbarazzo dovevano ammettere: 24 maggio 1940: <…anche la notte scorsa il nemico ha rinnovato (!) i bombardamenti a caso su obiettivi non militari nella Germania dell’Ovest e del Sud-Ovest>. 22 giugno: <Aeroplani nemici che hanno compiuto incursioni aeree sulla Germania settentrionale e occidentale attaccando per la prima volta i dintorni di Berlino…>. Così il 29 giugno e di seguito. Ho vissuto e lavorato per molti anni in Oceania e proprio in quei Paesi ho avuto modo di conoscere il carattere inglese. E almeno in quegli anni ho conosciuto lo sciovinismo sfrenato, si inventavano fatti che si tramandavano tante volte che alla fine credevano che fossero realmente avvenuti. Il brutto è che li hanno fatti credere anche a noi!

E  veniamo alla storia (le bufale) raccontate dalla Rai (e noi paghiamo il canone!). Nella citata trasmissione perché gli storici (così sono chiamati i competenti organizzatori delle trasmissioni) non hanno citato cosa era la teoria del moral bomber, o cosa intendeva esattamente scrivere W. Churchill nel libro The last Lion, pag 313: <…è chiaro che l’obiettivo sarà il centro residenziale>.. Oppure perché il maresciallo in capo bombardieri sir Athur Harris veniva nominato dai suoi subalterni The Butcher (Il macellaio); forse perché la sua teoria guerriera prevedeva che gli obiettivi preminenti erano le popolazioni civili, anziché quelli militari; cosicché <con massicci bombardamenti al cuore del territorio nemico avrebbero ridotto in rovina le città, la sua gente alla disperazione e il Governo alla capitolazione>? E non è quello che realmente è accaduto? E non è ancora oggi la stessa strategia della triade infame?

Dobbiamo dare atto che essi sono stati abilissimi nell’imbonire l’opinione pubblica mondiale, trasformando le loro azioni di predoni in azioni tese a portare pace, benessere e libertà, nascondendo con stupefacente destrezza i reali motivi delle loro cento e cento guerre di aggressioni.

Indro Montanelli – e ne debbo dar atto – pubblicò per intero il mio intervento. Per la verità alla fine mi rimproverò per la lunghezza della lettera terminando con queste parole: <Io capisco benissimo che si possa non amare gli inglesi, ma non capisco come si possa non ammirarli…>. Purtroppo non posso più attendere una risposta dal grande giornalista, vorrei, infatti scrivergli che gli inglesi li ammiro per il carattere da loro dimostrato e proprio per questa loro caratteristica non comprendo che rapporto ci possa essere con l’amare la libertà.

Per concludere: i liberatori erano tanto liberatori che liberarono anche i morti dalle loro tombe; quel 19 luglio 1943, quando i liberatori bombardarono Roma riuscirono anche a far cadere delle bombe, chiamate intelligenti, colpendo il cimitero Verano. Una di queste bombe, sempre intelligente, ma da me ritenuta geniale, centrò la mia tomba di famiglia gettando fuori, quindi liberandoli tutti i morti lì rinchiusi.

In conclusione: è mio giudizio che la Storia del XX Secolo non sia da RI-SCRIVERE, ma da SCRIVERE, perché quella propinata da 80 anni è una fucina di falsità. Ne è prova RAI/BUFALA.

Il perché di tante falsità è intuibile. L’ho scritto tante volte.

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IL FATTO DEL GIORNO ( TRATTO DAL WEB )

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Casoria (Na): La storia di Vincenzo che commuove il web e abbandonato dalle istituzioni

Casoria (Na): La storia di Vincenzo che commuove il web e abbandonato dalle istituzioni
di Ciro D’Agostino
Molte volte ci lamentiamo dell’invivibilità della nostra città. Di quanto sia complicato passeggiare lungo i marciapiedi, attraversare la strada, carenza di servizi e infrastrutture. Immaginiamo per un istante a vivere in questo stato di cose con un’invalidità più o meno grave.
Questa è la storia di Vincenzo, un ragazzo di 20 anni e cittadino casoriano. Vincenzo non è come tutti i ragazzi della sua età. Si impiega poco per capire che Vincenzo è un ragazzo speciale. Fin dalla nascita soffre di tetraparesi spastica, una paralisi cerebrale che gli impedisce di muovere gli arti superiori ed inferiori e che gli impedisce di parlare. La sua è stata fin dall’inizio una vita difficile, tra interventi, continue visite mediche, fisioterapie, trasfusioni di sangue. Quando siamo andati a trovarlo, ci ha accolto sua madre Franca, una madre che non ha mai perso la forza per dare al figlio tutto quello di cui ha bisogno. Purtroppo, Vincenzo in questi anni si è scontrato con un sistema socio politico ed economico che non sempre da importanza, o almeno non considera adeguatamente le persone con questo tipo di patologie. Fin dalle scuole elementari, e successivamente quelle medie, nessun istituto era attrezzato per ospitarlo. Tanto è vero che ha aspettato quattro lunghi anni affinché la scuola primaria in Via Settembrini venisse fornita di montacarichi per facilitargli la salita e la discesa, prima di quel momento doveva essere preso in braccio.
Ora, passa tutta la sua giornata in casa disteso sul letto dove riceve, oltre all’affetto dei genitori e della sorella, dieci ore settimanale di assistenza a domicilio e cinquanta minuti al giorno di fisioterapia obbligatoria. Non può uscire Vincenzo, non ha un posto dove interagire con il mondo esterno. Nel nostro comune, e in quelli limitrofi, non esiste nessuna struttura pubblica adeguata per ospitare persone con tale patologia e una struttura privata sarebbe economicamente insostenibile. Queste però non sono le uniche difficoltà che incontra nella sua vita. Lo stabile in cui abita Vincenzo è pieno di barriere architettoniche, non può essere montato un montacarichi, la sua casa non è adeguata alle sue necessità. Per portarlo giù, Vincenzo deve essere preso in braccio, dal secondo piano, e successivamente messo in carrozzina ma uscendo dal palazzo incontra le prime difficoltà, in quanto non esiste nessuna discesa per scendere facilmente dal marciapiede.
vincenzo2Nonostante più di un anno fa sia stata fatta una richiesta al comune di Casoria per costruire un piccolo scalino per venire incontro ai problemi del ragazzo. La mamma Franca ci racconta che, tolte le visite mediche gratuite, tutte le restanti spese sono a carico suo. Gli alimenti, il 50 % o la differenza per le medicine, gli spostamenti per le continue visite mediche. L’unica cosa che gli viene riconosciuta sono gli integratori alimentari ma questi devono essere presi all’Ospedale di Giugliano perché l’ASL di Casoria non li passa più. E per una famiglia che non possiede un’ auto, chiamare un taxi, fare Casoria Giugliano andata e ritorno, equivale a sostenere una spesa pari all’acquisto degli integratori.
Vincenzo è un ragazzo allegro, solare, ride di continuo. Ci guarda come se stesse per dirci qualcosa, che si diverte, che ci vuole bene e che impazzisce di gioia quando gli proponiamo di fare un selfie.

Una vita non facile quella di Vincenzo, e della sua famiglia, che tra mille difficoltà va avanti senza perdere mai la speranza per questo figlio speciale.

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DA NESSAGGI – “POSTATI” SU FACEBOOK
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Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 11/09/2014 19.49
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