ROMA ITALY (BISANZIO) – SE TORNASSE CROMWELL – GIA’ ALMIRANTE DIXIT (1973) – E ALTRO ANCORA…


ROMA ITALY ( BISANZIO ) – SE TORNASSE CROMWELL – GIA’ ALMIRANTE DIXIT ( 1973 )
– E ALTRO ANCORA…..

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Oggi: ROMA ITALY ( BISANZIO ) – SE TORNASSE CROMWELL – GIA’ ALMIRANTE DIXIT ( 1973 )
– E ALTRO ANCORA…..  [“AZ.”-20.09.’14 ]
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IN QUESTO NUMERO ( TRA LE TANTE NOTIZIE ) :
Da: “o.g.”-  A: “Vuono”an.arenella@libero.it
Ogg: Il diavolo fà le pentole ma non i coperchi…
( …l’ex candidato alla Casa Bianca senatore John McCain in riunione con diversi capi della resistenza anti Assad…Solo che tra questi “capi” contrassegnato col cerchio rosso c’è Al Baghdadi ora califfo dell’ISIS in Iraq… ) – PER LEGGERE E VISIONARE TUTTO – VEDI : OLTRE –
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<< REPUBBLICA NAPOLITANA >> & “PROTETTORATO ITALIA”
 ROMA ITALY ( BISANZIO )
[ “AZ.” ] …rimuovere il protettorato Italia, azzerare la democrazia sospesa e per la liberazione del lavoro…
 UN POPOLO AL BIVIO – REAGIRE O SCOMPARIRE! RIBELLARSI E’ GIUSTO!!! “DRESDA BRUCIA ANCORA”… E ALTRE NOTIZIE…
IN NOME DI DIO ANDATEVENE !
foto di Luigi Antonio de Novellis.
SE TORNASSE CROMWELL
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CHI DI SPADA FERISCIE…DI SPADA PERISCE…. [ “AZ.” ]
Bancarotta fraudolenta, indagato il padre di Renzi
—Messaggio originale—-Da: giancarlolehner@hotmail.com
Data: 18/09/2014 17.10
A: Ogg: Lehner: non sono parente di Renzi

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Dichiaro sotto giuramento che, di contro al subdolo relativismo, non dubito mai del dogma dell’intoccabilità delle ferie dei magistrati e, alla luce di quanto capita al babbo di Renzi, smentisco decisamente ogni parentela, sia pure alla lontana, col presidente del Consiglio.
Giancarlo Lehner
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( tratto dal web )

Si è sciolto il sangue di San Gennaro

Annuncio dal cardinale Sepe ai fedeli in cattedrale a Napoli

 NAPOLI 19 settembre 201410:15 News

(. . . ) – NAPOLI, 19 SET – Si è ripetuto alle 10.12 il prodigio della liquefazione del sangue di San Gennaro.
L’annuncio del miracolo, dato dall’arcivescovo di Napoli, il cardinale Crescenzio Sepe, è stato accolto da un lungo applauso dei fedeli, giunti in cattedrale sin dalle prime ore del mattino.
Il ripetersi del prodigio viene considerato dai napoletani come un segno di buon auspicio per la città.(. . . ).

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DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK
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[ “AZ.” ]  – IL << FUORISACCO >>
“NAPOLI NOBILISSIMA” MA SVENTURATA…..
Dedico questo video a tutte le persone,che come me,amano Napoli…la città piu bella del mondo.
youtube.com
 
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[ “AZ.” ] – NOI IN RETE ( ULTIMI 2 SERVIZI ) LINK
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“POVERA PATRIA”! FORZA ITALIA MIA RIALZIAMOCI! CAMBIERA’? SI’, CHE CAMBIERA’! – INTERVENTI (ALESSANDRO SANSONI, ETC.) – ALTRO…
“POVERA PATRIA”! FORZA ITALIA MIA RIALZIAMOCI! CAMBIERA’? SI’, CHE CAMBIERA’! – INTERVENTI…
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PAPA FRANCESCO : “LA GUERRA…” (“…AVIDITA’ DI DENARO E DI POTERE…E C’E’ L’INDUSTRIA DELLE ARMI…”) – SULL’EURO, ETC. (L’INTERVENTO – OLIVIERI GIANCARLANTONIO) – “ALL’ARMI SIAM NASCISTI” (MARCELLO VENEZIANI – SU “IL GIORNALE”) – E ALTRO ANCORA…

PAPA FRANCESCO : “LA GUERRA…” (“…AVIDITA’ DI DENARO E DI POTERE…E C’E’ L’INDUSTRIA DELLE…
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PAPA FRANCESCO : “LA GUERRA…” (“…AVIDITA’ DI DENARO E DI POTERE…E C’E’ L’INDUSTRIA DELLE ARMI…”) – SULL’EURO, ETC. (L’INTERVENTO – OLIVIERI GIANCARLANTONIO) – “ALL’ARMI SIAM NASCISTI” (MARCELLO VENEZIANI – SU “IL GIORNALE”) – E ALTRO ANCORA… [ 8245 more words. ]
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GIORGIO ALMIRANTE E IL << SISTEMA SI POTERE >>
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Foto: 22 Maggio 1988 - 22 Maggio 2014  CIAO SEGRETARIO........
GIA’ ALMIRANTE DIXIT ( 1973 )
[ SULLA ( LORO ) REPUBBLICA E IL DNA DELL’INTOLERANZA E DI TIRANNIA – LIBERTICIDA )
CAMERA DEI DEPUTATI – SEDUTA DEL 23 MAGGIO 1973
[ LA PERSECUZIONE GIUDIZIARIA CONTRO ALMIRANTE…E’ BEN NOTA…ADDIRITTURA SI ARRIVO’ A PROPORRE L’INCRIMINAZIONE PER RICOSTITUZIONE DEL P.N.F. ( . . . ) QUESTA VICENDA MOLTE VOLTE SARA’ DISCUSSA DALLA CAMERA…NELLA SEDUTA DEL 23 MAGGIO 1973….IL SEGRETARIO DEL MSI SI << DIFENDE >> METTENDO SOTTO ACCUSA IL SISTEMA ( . . . ) – ]
L’ATTO DI ACCUSA CONTRO IL SISTEMA ( tratto dal web )
[ qualche stralcio ]
ALMIRANTE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l’onorevole relatore ha detto che questa vicenda non è collegata alle vicende elettorali. Mi dispiace doverla smentire, onorevole relatore, se è vero, come è certamente vero, che l’indagine di polizia giudiziaria fu promossa dal dottor Bianchi d’Espinosa dopo il 13 giugno del 1971 e la richiesta di autorizzazione a procedere è stata trasmessa alla Camera subito dopo il 7 maggio del 1972. ( . . . )
Non è tradizione che l’imputato parli in occasione di una richiesta di autorizzazione a procedere contro di lui. Penso però che un imputato che si trova e si colloca nella posizione in cui sono io in questo momento abbia, Signor Presidente, non solo il diritto ma il dovere di parlare all’Assemblea, in quanto ho or ora appreso dall’onorevole relatore che sulle mie personali spalle graverebbe non soltanto la responsabilità di avere, tutto solo, ricostituito il disciolto Partito nazionale fascista, ma anche quella visto che altri imputati per lo stesso reato non vi sono, sembra, per ora in questa aula di avere scatenato un clima di violenza in tutta Italia, di avere determinato in maniera fondamentale la crisi che le istituzioni attraversano; ho imparato di essere io, tutto solo, un pericolo per le istituzioni repubblicane; ho imparato che lo sono diventato da poco tempo, non direi in questo momento, quanto meno dalla metà del 1969 in poi, cioè da quando, se ben ricordo, le fortune elettorali del nostro partito sono andate lievitando; ho imparato perfino, dalle ultime dichiarazioni dell’onorevole relatore, che anche la crisi economica, sociale e politica che il nostro paese attraversa non può essere disgiunta da queste responsabilità ( . . . )
Voglio dire alla Camera, e dalla Camera al popolo italiano che, attraverso la stampa, spero sia messo in grado di registrare fedelmente le mie parole; primo, in base a quale tipo di procedura io sono stato trascinato quì in veste di imputato politico; secondo, per effetto di quale legge; terzo, con quali addebiti; quarto, dinanzi a quale tribunale; quinto, per quali motivi; sesto, in quale posizione mia personale e politica; settimo, in quale clima e ambiente; ottavo, con quali prospettive. ( . . . )
…si trascina dinanzi a un tribunale il segretario di un partito politico, onorevole relatore, perchè, avendo consultato le collezioni de l’Unità, dell’Avanti!, del Paese Sera, gli studi del convitto Rinascita…si è rilevato che esistono << indizi >> a carico del Movimento Sociale Italiano. ( . . . )
Altro intanto debbo dire a proposito della procedura con la quale sono stato trascinato quì. Il relatore vi ha chiarito, onorevoli colleghi, che la vicenda è cominciata con una indagine di polizia giudiziaria promossa dal dottor Bianchi d’Espinosa… ( . . . )
…devo ricordare agli ignari, ai dimentichi, che dieci anni prima, nel luglio 1961, il dottor Bianchi d’Espinosa, che forse era diversamente orientato a quell’epoca ( vedete le mutate vicende al vertice della magistratura ), così si esprimeva, e per iscritto : << La legge del 1952 è un congegno tanto assurdo che, esaminando a fondo il testo legislativo, viene da domandare se realmente il legislatore abbia voluto l’attuazione dell’articolo 12 della Costituzione >>( scusate l’errore, che non è mio , ma è suo, perchè non è un articolo ma una disposizione transitoria ) << o non abbia invece voluto, sia pure, inconsciamente, rendere tale attuazione praticamente impossibile. Perchè equivale ad attribuire una funzione che praticamente non può essere esercitata, attribuire a 154 tribunali la competenza di emettere sentenze di accertamento circa la identificazione con il partito fascista di una sola formazione politica che opera sul piano nazionale >>. ( . . )
All’origine della vicenda vi è dunque una indagine di polizia giudiziaria, del tutto arbitraria, messa in opera da un uomo che pochi anni prima la pensava in maniera completamente diversa. ( . . . )
Debbo dire ( è il secondo punto ) qualcosa circa la tanto discussa Legge Scelba…Non spenderò neppure una parola per riferirmi a problemi di incostituzionalità…Non spenderò neppure una parola a proposito della legittimità o meno della XII disposizione transitoria della Costituzione; non spenderò neppure una parola per dire che è transitoria, e non finale; si tratta di una norma costituzionale, e le firme in calce alla Costituzione vengono dopo le norme transitorie. Io sono rispettoso della Costituzione; non ho problemi di eversione costituzionale…; so benissimo ( e vorrei che lo ricordaste voi, perchè lo dimenticate troppo spesso ) che la nostra Costituzione, essendo rigida, contiene una norma di fondo relativa alla procedura per rivedere anche in toto, tranne un articolo, la Carta costituzionale. Gli anni scorsi, durante le precedenti legislature, insieme con il gruppo del Movimento sociale italiano ( ancor prima che diventasse Destra Nazionale ), più volte ho avuto l’onore di presentare proposte di revisione costituzionale… ( . . . )
Ed allora Signor Presidente ed onorevoli colleghi : ricostituzione del disciolto partito fascista, fascismo nel dopoguerra ? Vi faccio notare, in base a dati di fatto, che il legislatore costituente ed il legislatore del Parlamento repubblicano nel dopoguerra, in tutto il dopoguerra, non sono fin quì riusciti e non potevano d’altra parte riuscire a dare una definizione chiara, univoca, concorde ed efficace di quel che possa essere rinascita del fascismo o ricostituzione del disciolto partito fascista, tant’è vero che vi fu un’interpretazione nel 1945, quella che faceva parte del decreto luogotenenziale del 1945, ed era un’interpretazione che si riferiva esclusivamente ad eventuali formazioni paramilitari o armate. Poi vi fu la definizione del 1947, che risaliva al trattato di  pace ( articolo 17 ) e si riferiva al metodo della violenza. Poi vi fu la definizione della Legge Scelba, primo testo, quando essa fu presentata al Senato e quando lo stesso onorevole Scelba non si era discostato dal fascismo inteso come violenza e come dittatura. Infine, nel passaggio alla Camera-Senato ( 1950-1952 ), si è avuta la formulazione attuale, la quale pretende di individuare e colpire giuridicamente il fascismo anche come idea, dando così luogo ad una definizione giuridica della democrazia, dando così luogo ad una definizione giuridica della Resistenza, dando così luogo ad una definizione giuridica del razzismo, dando così luogo a una definizione giuridica del totalitarismo, dando così luogo a una definizione giuridica della violenza e cadendo come mi sarà facile dimostrare in una serie di contraddizioni…se è vero, come è vero, che un’idea, un’ideologia, quale che essa sia, di destra, di sinistra, di centro, non è definibile in termini giuridici, tanto meno è colpibile in termini giuridici, non è colpibile da una legge penale che pretenda di statuire delle pene nei confronti di chi interpreti quell’ideologia in un determinato modo, di fronte ad un Parlamento che a sua volta sovrappone la sua interpretazione  a quella dell’eventuale imputato. di fronte  alla magistratura che a sua volta sovrappone la sua interpretazione, nei diversi gradi, a quella dell’imputato e a quella del Parlamento, Non è possibile racchiudere in norme giuridiche siffatta materia, ( . . )
Aggiungo ancora che….questa è una legge eccezionale…E chi lo dice ? Ho citato poco fa il senatore Terracini e adesso cito un rappresentante del gruppo comunista della Camera il quale in Commissione interni quando si discutevaquesta legge ebbe testualmente a dire all’onorevole Scelba ; << questa legge così come è non ve la daremo perchè è una legge totalitaria >>.E adesso sulla base di una legge che essi stessi ritenevano totalitaria e ne dirò il motivo nel 1952, i comunisti difendono la democrazia contro di me e la maggioranza si associa ai comunisti…Questa legge era totalitaria allora e, oggi, attraverso questa legge totalitaria, essi contribuiscono a difendere, nell’interesse della patria, dei supremi valori, la democrazia…. ( . . . )
Desidero richiamare la vostra attenzione sull’articolo 3 della Legge Scelba, e particolarmente sul secondo comma : …perchè, quando la legge Sceba fu varata in questa Camera e anche al Senato, contro l’articolo 3 della legge si appuntò la nettissima ostilità delle sinistre. Il deputato comunista che fu incaricato di parlare in aula disse : << Siamo nettamente contrari al secondo comma dell’articolo 3 >>… ( . . . )
Guardate come erano gentili i comunisti di allora : temevano quella norma, che affida all’esecutivo la possibilità di sciogliere, senza alcuna sentenza e senza alcuna indagine a livello di magistratura, un partito, un movimento politico ritenuto fascista che veniva ritenuto …come una norma che poteva portare la maggioranza a ricattare il movimento fascista…Che cosa era in vista del 1952, quando si discuteva alla Camera e al Senato la legge Scelba ? Erano in vista le elezioni del 1953. Attraverso quale legge ? La Legge che le sinistre definirono come << legge truffa >>…la nascita di un regime cui essi attribuirono addirittura una sigla non fascista, ma nazista : lo chiamavano SS, cioè Saragat-Scelba. Se ne sono dimenticati tutti. ( . . . )
E se quello era, come voi lo definivate, socialcomunisti, un tentativo di vero e proprio colpo di Stato mascherato sotto una legge elettorale; se quello era l’unico tentativo serio di colpo di Stato ( do una vostra definizione, non una mia, perchè sarei più tenue ) verificatesi in questo dopoguerra, noi lo abbiamo combattuto…. ( .. . )
…..Siamo stati determinanti nel combattere tale tentativo e voi, comunisti, << gentilini >>, avevate paura che noi potessimo essere ricattati; quindi non vi garbava il congegno dell’artricolo 3, secondo comma, della legge Scelba. A noi, invece, non piace in prospettiva, perchè è una ignominia, perchè è assurdo, perchè è incostituzionale; ma sopratutto perchè ,è immorale ed inconcepibile che attraverso una decisione dell’esecutivo, a prescindere da qualsiasi sentenza e da qualsiasi azione giudiziaria, si possa sciogliere un partito politico, qualsivoglia partito politico. ( . . . )
C’è una…citazione dell’onorevole Togliatti…che viola in pieno l’articolo 1 della legge Scelba…su Rinascita del 18 gennaio 1952 :  << E’ comprensibile e giusto che in questa nuova società comunista l’esistenza di diversi partititi scompaia… >>…<< e i cittadini più avanzati si raccolgano in una sola organizzazione politica, alla quale è affidato il compito di educare tutta l’umanità nella pratica e nello spirito del socialismo >>.  Violazione della legge Scelba ? Vogliamo retroattivamente proporre lo scioglimento del Partito comunista perchè Togliatti ha violato l’articolo 1 della legge Scelba ? Non vi accorgete del grottesco e del cinico che insieme avete collocato in disposizioni simili, che logicamente erano cadute in desuetudine, perchè non applicabili in un sistema non dico democratico ma serio, e che oggi riemergono a seguito di dispiaceri elettorali e di preoccupazioni politiche ?  ( . . . )
Ed allora…consentitemi di dirvi: siate più seri. Quando cercate di lasciare intendere al popolo italiano che io sono il pericolo fascista, che Annibale è alle porte, e che adesso vi accorgete ( tornerò su questo argomento ) dell’insorgenza di questo pericolo fascista…perchè deve emergere l’aspetto scandalosamente, cinicamente opportunistico delle vostre attuali manovre contro di noi e contro di me ! ( . . . )
Se sono io il << ricostituito partito fascista >>, allora consentitemi di dire che lo sono dalle origini; anzi ( e ve lo spiegherò ) alle origini potevo esserlo, o potevo essere ritenuto tale, molto più di oggi…oggi tutto potete fare tranne che dichiarare fuori dalla Costituzione un partito… ( . . . )
Da quando la Destra ha determinato una sua autonoma forza… vi sentite in pericolo…Non vi piace una tale situazione, perchè una destra condizionante e di alternativa programmatica vi mette in difficoltà…Ecco quel che vi ha turbati. Ecco perchè dal 1969 in poi, siamo diventati un pericolo. Ecco perchè il Movimento sociale- Destra nazionale dovrebbe essere tolto di mezzo… ( . . . )
…Io mi onoro di dirigere un partito libero…Che vale che un partito si dichiari fedele cultore del pluripartitismo o di tutte le democrazie di questo mondo se al suo interno mostra una compagine ferrea, se al suo interno e al suo vertice non si discute, se i segretari di partito sono capi clientela, capi cabila o capi casta o capi tribù ? Che importa garantire agli italiani tutte le libertà, se poi la partitocrazia uccide la democrazia parlamentare, e la correntocrazia ( e voi democristiani avete in casa vostra, e lo dico compiangendovi, ben tristi esempi ) anch’essa uccide, o per lo meno deprime, quelli che potrebbero essere, financo in una partitocrazia, gli aspetti positivi o favorevoli ? ( . . . )
Voi ci accusate di istigazione alla violenza ? La destra nazionale ha in questi anni, la mia persona ha in questi anni trascorso momenti durissimi, che non auguro ai peggiori dei nostri nemici…Ci siamo anzi inchinati di fronte alle vittime appartenenti alle altre forze politiche che purtroppo la violenza ha falciato senza alcuna discriminazione, e siamo sempre pronti a rifarlo….perchè al di là dei programmi politici, al di là dei programmi sociali ed economici, c’è fra noi questa volontà di coesione per gli italiani e tra gli italiani. Ed è proprio per questo discorso che abbiamo raccolto tre milioni di voti; è proprio per avere portato avanti questo discorso che vi abbiamo fatto paura…. ( . . . )
Questa è la destra nazionale e per questo, Signor Presidente, la si vuole colpire. Oh, se girassimo in grottesche mascherate nostalgiche, come in grottesche mascherate sfilano gli hippies tanto cari in Italia e in tante parti del mondo; se fossimo un appoggio, una moda, un costume; se fossimo quattro accattoni in cerca di viscerali applausi; se fossimo dei demagoghi da strapazzo e se predicassimo, impotenti e velleitari, odio e violenza, nessuna legge speciale od ordinaria verrebbe invocata contro di noi ( . . . )
Ed allora, che si fa quando non si riesce a documentare niente contro di noi e non si vuol documentare ciò che è documentabilissimo nei confronti degli altri ? Si inventa e si distorce ( . . . )
Presentate un corpo di leggi idonee a colpire il disordine e la violenza…nel momento stesso in cui mi accingo a votare contro di me…vi invito ad uscire dal conformismo gretto e pigro al quale vi siete adeguati ( . . . )
…Vogliamo fare, in confronto fra noi, il discorso non sulle leggi eccezionali ma sulle riforme di struttura ? Vogliamo chiederci che cosa stia a monte del fallimento, da voi stesso confessato, dello Stato democratico, delle sue istituzioni, dei suoi ordinamenti ? Voi affermate che i voti dati al nostro partito sono voti di protesta, e quindi irrazionali;ma non vi accorgete che quando la protesta matura nel cuore di un popolo e continua per venticinque anni, essa è la cosa più razionale che si possa immaginare ?…Volete rendervi conto che state perdendo l’anima del paese ( o della patria ) perchè avete perso la vostra ? ( … )
Volete chiarirci…quale sia la vostra dottrina….? Ora invece…non avrete altra dottrina che non sia quella che Pietro Nenni ha definito in un suo discorso a vostro e anche a loro discredito quando ha detto che questa << democrazia >> è ridotta ad essere soltanto una << crazia >>, cioè un puro e semplice esercizio del potere per il potere. E’ il potere che ci scomunica ? E voi credete che il potere possa scomunicare la libertà ? …Ho pronunziato la parola libertà…Pronunzio questa parola concludendo e vi ringrazio, onorevoli colleghi… ( . . . )
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DELLA SCOZIA – ETC.
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Scozia, è il referendum day: seggi chiusi alle 22

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IL RISULTATO

IL POPOLO – PER LA META’ – S’E’ GIA’ DISTACCATO DAL REGNO UNITO [ “AZ.” ]

[ tratto dal web  ]
La Scozia ha detto no all’indipendenza e la sterlina vola. Nella notte più lunga sfuma la battaglia per staccarsi da Londra e il Regno resta Unito, cos’ come sancito oltre 300 anni fa. Poco ha potuto la passione, la campagna fino all’ultimo voto combattuta dagli indipendentisti. Si allontana quella ”occasione della vita” sulla quale il premier di Edimburgo, Alex Salmond, capofila del fronte del Sì, aveva puntato tutto.

”Accettiamo la vittoria del no”, dice stamattina Salmond parlando a Edimburgo, quando ormai non ci sono più dubbi: ”Riconosciamo la scelta democratica degli scozzesi”. Ringrazia però la Scozia per quel milione e seicentomila voti che ha fatto sopravvivere il sogno. E adesso, incalza, ”si onorino lo promesse. Lo chiedano tutti gli scozzesi”. Si rivolge già a Londra, promette a sua volta di lavorare con e nel Regno rimasto Unito, ma non dimentica che è stato preso un impegno: se votate No avrete più poteri, ha detto Westminster compatta fino all’ultimo accorato appello. Ha promesso cambiamento.

Per gli indipendentisti, la prima doccia fredda era giunta a seggi appena chiusi: un sondaggio YouGov che, pur su un campione limitato, dava il No chiaramente in testa al 54% e il Sì in affanno, al 46%. Con una distanza di poco ma più definita rispetto ai sondaggi che per giorni si erano trincerati dietro il ‘too close to call’. E il direttore dell’istituto di rilevamenti che scandiva, sicuro, ”al 99% vincerà il No”. Coraggioso secondo alcuni, un azzardo per altri. Tutti cauti, anche dopo i primi risultati, con i No delle contee più piccole e di quelle più prevedibili.

Per la prima affermazione del Sì si è dovuto aspettare Dundee, la ‘Yes City’. Ma che la corsa era stata frenata lo ha dimostrato Aberdeen, la prima grande città con un ‘bottino’ di voti per il ‘No’. ”Verso la salvezza dell’Unione”, hanno cominciato a mormorare a quel punto gli unionisti, perché se il Sì di Glasgow era scontato, la voglia di indipendenza così evidente per le strade tappezzate di bandiere, nel segreto dell’urna ha subito alla fine una battuta d’arresto: deve avere accusato il colpo delle incognite che il sogno, forse troppo grande, portava con sé.

Finché – dopo il largo successo di No (60%) fatto segnare da Edimburgo, la capitale – a fare i conti arriva la Bbc: calcolando il superamento della soglia matematica dei No con cui la Scozia ha respinto l’indipendenza. La percentuale risulta pari al 55% contro un 45% di Sì, sullo sfondo di un’affluenza record dell’84%. Un risultato che scatena subito il sollievo sui mercati, con la sterlina spinta subito al suo massimo dal 2012.

LE PAROLE DI DAVID CAMERON – ‘E’il tempo per il nostro Regno Unito di andare avanti”. Lo ha detto il primo ministro britannico David Cameron parlando davanti a Downing Street dopo l’esito del referendum in Scozia. ”La questione ora è stata risolta per una generazione o, come ha detto Salmond, per una vita”. ”Ho appena parlato con Salmond e mi sono congratulato con lui per la campagna combattuta con forza”, ha scritto il premier britannico sul suo profilo Twitter. ”Sono felicissimo che il suo Snp parteciperà ai colloqui per una ulteriore devolution”. ”Rispetteremo le promesse fatte alla Scozia in pieno”, ha quindi dichiarato Cameron che ha parlato di una bozza di legge al riguardo “entro gennaio”. ”Gli scozzesi hanno mantenuto unito il nostro Paese formato da quattro nazioni e come milioni di altre persone sono felicissimo”, ha concluso Cameron assicurando che gli scozzesi “avranno più poteri sulla gestione dei loro affari”, ma che questo varrà “ugualmente per gli abitanti di Inghilterra, Galles e Irlanda del nord”.

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E A PROPOSITO – tratto da Stampa Libera ( www.stampalibera.com )

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Dalla Scozia alla Catalogna ritorna il sogno delle Piccole Patrie
Administator | 15-09-2014 Categoria: Economia

Dalla Scozia alla Catalogna ritorna il sogno delle Piccole Patrie

di Salvo Ardizzone – 15/09/2014

Fonte: Il Faro sul Mondo

L’11 settembre una folla incredibile, calcolata fra il milione e mezzo e i due milioni di manifestanti, ha riempito la Gran Via e la Diagonal, le due grandi arterie di Barcellona, trasformandole in un’immensa bandiera catalana; con una partecipazione sempre crescente, è dal 2012 che il giorno della Diada, la festa nazionale catalana, assume il carattere di protesta aperta contro il governo centrale.

Il 9 novembre il governo regionale avrebbe voluto tenere un referendum sull’indipendenza, ma nel marzo scorso la Corte Costituzionale ha stabilito che è incostituzionale e sulla scorta di quel pronunciamento, il parlamento di Madrid l’ha rigettato; solo con una modifica della Costituzione si potrebbe tenere ed avere effetto legale, ma è difficile che ciò possa avvenire, nella capitale e nel resto della Spagna sono in troppi ad essere contro.

La Catalogna non è poi così grande, 32mila chilometri quadrati con circa 7,5 milioni di abitanti, ma è il motore economico dello Stato, e le altre regioni, Province Basche e Galizia escluse, sono contrarie ad una secessione che le priverebbe delle entrate fiscali catalane. Ma la Catalogna una Nazione è, non solo per tradizioni, identità, storia e cultura, ma addirittura anche per la lingua, visto che il catalano non ha nulla a vedere con il castigliano (quello che noi chiamiamo spagnolo) che si parla a Madrid e nel mondo.

Il fatto è che una sua secessione sarebbe un colpo durissimo per il resto della Spagna, e anche per il resto dell’Europa che vedrebbe un nuovo precedente, accanto a quello che si prepara in Scozia, capace di minare definitivamente l’unità di troppi Stati; per tutte basta citare la questione delle Fiandre in Belgio, della Bretagna e della Corsica in Francia e così via. Per questo sia una Bruxelles impaurita da un possibile contagio, che soprattutto Madrid e i suoi partiti nazionali, hanno eretto un muro sempre più alto man mano che le rivendicazioni dei catalani prendevano forza.

Nel passato, soprattutto ai tempi di Zapatero, solo il blocco socialista aveva promesso concessioni sostanziali salvo lasciar cadere la cosa per non perdere i consensi del resto del Paese; per questo i partiti tradizionali hanno visto calar di molto il loro seguito in Catalogna; anche Convergencia i Unio, che aveva cavalcato l’indipendenza, a seguito di troppi scandali e fallimenti oggi è in declino, e la gente si rivolge a movimenti nuovi o più radicali come Esquerra Republicana de Catalunya.

Questo quadro di chiusura completa da parte del Governo e delle altre forze politiche nazionali, viene vissuto dai catalani con rabbia e frustrazione che, in assenza di possibili sbocchi politici, potrebbero determinare forti tensioni destabilizzatrici; insomma, un sopruso dettato dall’egoismo contro cui ribellarsi a cui s’aggiungono forti componenti identitarie e culturali: i classici ingredienti d’una rivolta dagli esiti imprevisti.

Ancora una riflessione da questa vicenda: come abbiamo detto, è in tutta Europa che s’assiste al risveglio di Piccole Patrie che intendono divorziare da uno Stato centrale incapace di rappresentarne gli interessi, le aspirazioni, le identità. Non è qualcosa d’improvviso e nemmeno una coincidenza; è frutto d’un modello di sviluppo profondamente errato, il più delle volte imposto da meccanismi sovrannazionali ed applicato da classi dirigenti troppo spesso inette, che seguono comunque interessi particolari (centri di potere o lobby che siano) che nulla hanno a che spartire con i Popoli. In un simile contesto, è naturale che aree omogenee sviluppino forme identitarie marcate e rivendichino proprie autonomie, sia come difesa delle proprie collettività, che come rivendicazione di proprie vie di sviluppo.

In questo, i partiti tradizionali, quasi sempre collusi e comunque invischiati in reti di interessi che nulla hanno a che vedere con quelli della popolazione, sono necessariamente tagliati fuori; di qui il fiorire in tutta Europa di formazioni capaci d’intercettare questa crescente domanda di rappresentanza. Gli Stati centrali hanno abdicato al loro ruolo essenziale di tutela delle proprie collettività; ora sono le collettività, che attorno a comuni interessi si stringono in comunità, a mettersi in cammino per trovare strutture e realtà capaci di rappresentarle.

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E ALTRO ANCORA [“AZ.”-20.09.’14 ]
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—-Messaggio originale—-
Da: “o.g.”-  Data: 17/09/2014 20.50
A: “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>, “Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Il diavolo fà le pentole ma non i coperchi

La foto è tratta da un servzio postato su “stampa libera” e mostra l’ex candidato alla Casa Bianca senatore John McCain in riunione con diversi capi della resistenza anti Assad,è questo è normale essendo storia di ieri che gli Usa  in testa tutto l’occidente era impegnato ad esportare la democrazia in Siria con l’mpiego di bande armate.
Solo che tra questi “capi” contrassegnato col cerchio rosso c’è Al Baghdadi ora califfo dell’ISIS in Iraq.
Temo si stia ripetendo la stessa storia d Bin Laden,con gli Usa che prima creano il mostro poi radunano coalizioni a combatterlo e l’Italia in prima fila nella gara di stupidità che si è aperta.
Meno male che c’è Putin.

Palazzi Corrado | 16-09-2014 Categoria: Mondialismo

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LEGGI E VISIONA
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John McCain, un uomo….. Il suo ruolo nel ‘lancio dell’Isis

ll senatore repubblicano, ex candidato alla Casa Bianca, compare in varie foto e VIDEO con estremisti siriani, fra cui Al Baghdadi, ora califfo dello Stato Islamico.
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DA MESSAGGIO – “POSTATO” SU FACEBOOK
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Massimo Iaquinangelo
Massimo Iaquinangelo 17 settembre 17.40.18
“Le maschere del califfo”, l’indice degli autori

temi.repubblica.it
Le maschere del califfo è il nuovo numero di Limes dedicato ai jihadisti dello Stato Islamico, alla …


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“Le maschere del califfo”, l’indice degli autori


L’indice degli autori di Limes 9/14 Le maschere del califfo

Le maschere del califfo è il nuovo numero di Limes dedicato ai jihadisti dello Stato Islamico, alla rivalità tra Arabia Saudita e Iran e alla situazione in Israele e Palestina dopo la guerra di Gaza. Da giovedì 18 settembre in edicola, libreria, su iPad e in ebook.

Di seguito l’indice degli autori:

MARCO ANSALDO – Inviato speciale e vaticanista di la Repubblica. Docente di Giornalismo estero presso l’Università Luiss-Guido Carli di Roma.

ELEONORA ARDEMAGNI – Analista di relazioni internazionali, scrive soprattutto di Yemen e monarchie del Golfo e collabora con Affari Internazionali, Aspenia, Ispi e Limes.

FRANCESCA ASTORRI – Giornalista. Ha lavorato in Qatar per l’Ansa e per altre testate internazionali.

ANISEH BASSIRI TABRIZI – Analista politica, consulente freelance e dottoranda in Relazioni Ue-Iran e questione nucleare al King’s College di Londra.

EDOARDO BORIA – Geografo, insegna all’Università La Sapienza di Roma.

GIUSEPPE CUCCHI – Generale della riserva dell’Esercito. Già direttore del Centro militare di studi strategici, consigliere militare del presidente del Consiglio, rappresentante militare permanente dell’Italia presso Nato, Ue e Ueo. Consigliere scientifico di Limes.

GIORGIO CUSCITO – Consigliere redazionale di Limes, analista, studioso di geopolitica cinese.

LORENZO DECLICH – Esperto di mondo islamico contemporaneo. È autore di L’islam nudo, le spoglie di una civiltà nel mercato globale, di prossima uscita.

UMBERTO DE GIOVANNANGELI – Giornalista de l’Unità.

EMANUELA C. DEL RE – Esperta di geopolitica e sicurezza. Specialista di Balcani, Caucaso e Medio Oriente. Docente di Sociologia politica, Università Unicusano di Roma. Fondatrice e presidente di Epos International Mediating and Negotiating Operational Agency.

DARIO FABBRI – Giornalista, consigliere redazionale di Limes. Esperto di America e Medio Oriente.

GIOVANNI FONTANA – Ha studiato Lettere in Italia e Relazioni internazionali in Inghilterra.

ANTONIO GIUSTOZZI – Senior visiting researcher al King’s College di Londra, dove ha appena lanciato un progetto sui taliban dopo il 2001. È autore di diversi volumi, tra i quali Policing Afghanistan (Londra, 2013).

ANDREW HAMMOND – Policy fellow presso lo European Council on Foreign Relations. Autore di The Islamic Utopia: The Illusion of Reform in Saudi Arabia and Popular Culture in the Arab World. Già caporedattore della Reuters a Riyad.

JOHN C. HULSMAN – Presidente e cofondatore della John C. Hulsman Enterprises. Membro permanente del Council on Foreign Relations, è autore o coautore di svariati libri, fra i quali Ethical Realism, The Godfather Doctrine e una biografia di Lawrence d’Arabia, To Begin the World Over Again.

FABRIZIO MARONTA – Giornalista, responsabile relazioni internazionali di Limes.

MÛSÅ ABÛ MARZÛQ – Vicepresidente dell’ufficio politico di Hamås e capo delegazione ai negoziati del Cairo con Israele.

KARIM MEZRAN – Senior Fellow presso il Rafik Hariri Center for the Middle East dell’Atlantic Council, Washington DC.

ALBERTO NEGRI – Inviato speciale de Il Sole-24 Ore.

MARGHERITA PAOLINI – Coordinatrice scientifica di Limes.

NICOLA PEDDE – Direttore dell’Institute for Global Studies e direttore della ricerca per il Medio Oriente al Centro militare di studi strategici.

FEDERICO PETRONI – Consigliere redazionale di Limes, responsabile del Limes Club Bologna e co-fondatore di iMerica.

LAPO PISTELLI – Viceministro degli Esteri.

KATHERINA PRUEGEL – Sta frequentando un master alla School of Advanced International Studies (Sais) della Johns Hopkins University, Washington DC.

FULVIO SCAGLIONE – Vicedirettore di Famiglia Cristiana e responsabile dell’edizione online del giornale.

YUVAL STEINITZ – Ministro per gli Affari strategici d’Israele.

MATTIA TOALDO – Visiting Policy Fellow presso lo European Council on Foreign Relations.
Consigliere scientifico di Limes.
ROBERTO TOSCANO – Diplomatico e scrittore.

LORENZO TROMBETTA – Studioso di Siria contemporanea e autore di Siria. Dagli ottomani agli Asad. E oltre (Mondadori Università, 2013). Da Beirut è corrispondente per l’Ansa e collabora con numerose testate nazionali e straniere.

(17/09/2014)
Tag: autori
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 A PRESTO SENTIRCI – UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
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Sede: Via Pasquale del Torto,1 – 80131 Napoli

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