AZIMUT ONLINE – CLICCA E LEGGI – SU ALMIRANTE E SU BERLUSCONI – UN POCO DI SATIRA NON GUASTA ( VIDEO ) – CORRISPONDENZE DIVERSE…


AZIMUT ONLINE – CLICCA E LEGGI – SU ALMIRANTE E SU BERLUSCONI – UN POCO DI SATIRA NON GUASTA ( VIDEO ) – CORRISPONDENZE DIVERSE…

Sent: Saturday, September 20, 2014
OGGI

AZIMUT ONLINE – CLICCA E LEGGI – SU ALMIRANTE E SU BERLUSCONI – UN POCO DI SATIRA NON GUASTA ( VIDEO ) – CORRISPONDENZE DIVERSE…[ “AZ.-NEWS” : 22.09.’14 ]

[ NOI IN RETE – ULTIMO SERVIZIO LINK ]
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ROMA ITALY (BISANZIO) – SE TORNASSE CROMWELL – GIA’ ALMIRANTE DIXIT (1973) – E ALTRO ANCORA…
ROMA ITALY (BISANZIO) – SE TORNASSE CROMWELL – GIA’ ALMIRANTE DIXIT (1973) – E ALTRO ANCORA…
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[ LEGGI STRALCI DEL DISCORSO DI GIORGIO ALMIRANTE – vedi : sotto ]

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DALL’AMICO GIANCARO LEHNER ( RICEVIAMO E “GIRIAMO” )
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—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner
To:  ( . . . ) – Sent: Friday, September 19, 2014 11:26 AM
Subject: Lehner su Bersani
L’analfabetismo di ritorno dal pensiero di Marx-Engels al nulla di Civati-Bersani  scolpisce l’epitaffio del defunto stalinotogliattismo.
Giancarlo Lehner
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GIORGIO ALMIRANTE E IL << SISTEMA SI POTERE >>
LEGGI – vedi : oltre
[ e poi, al termine della lettura, trovi – anche – due ultimissime notizie che riguardano Silvio Berlusconi ]
[ IN QUESTO NUMERO : UN POCO DI SATIRA NON GUASTA ( e noi non la temiamo ) – ce n’è per tutti ( al termine del servizio trovi i video – eccone uno : vedi : sotto ) – VEDI E ASCOLTA ]

La società dei grillaccioni (fatece largo) – MERIGHI & TROJA …

► 2:11
http://www.youtube.com/watch?v=9ot-SZxYJZY4 dic 2012 – 2 min – Caricato da Tony Troja
Video scoop! Alcuni candidati grillini sorpresi dalle nostre telecamere in un locale romano.
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[ replica ]
IN COPERTINA
Foto: 22 Maggio 1988 - 22 Maggio 2014  CIAO SEGRETARIO........
GIA’ ALMIRANTE DIXIT ( 1973 )
[ SULLA ( LORO ) REPUBBLICA E IL DNA DELL’INTOLLERANZA E DI TIRANNIA – LIBERTICIDA )
CAMERA DEI DEPUTATI – SEDUTA DEL 23 MAGGIO 1973
[ LA PERSECUZIONE GIUDIZIARIA CONTRO ALMIRANTE…E’ BEN NOTA…ADDIRITTURA SI ARRIVO’ A PROPORRE L’INCRIMINAZIONE PER RICOSTITUZIONE DEL P.N.F. ( . . . ) QUESTA VICENDA MOLTE VOLTE SARA’ DISCUSSA DALLA CAMERA…NELLA SEDUTA DEL 23 MAGGIO 1973….IL SEGRETARIO DEL MSI SI
<< DIFENDE >> METTENDO SOTTO ACCUSA IL SISTEMA ( . . . ) – ]
L’ATTO DI ACCUSA CONTRO IL SISTEMA ( tratto dal web )
[ qualche stralcio ]
ALMIRANTE. – Signor Presidente, onorevoli colleghi, l’onorevole relatore ha detto che questa vicenda non è collegata alle vicende elettorali. Mi dispiace doverla smentire, onorevole relatore, se è vero, come è certamente vero, che l’indagine di polizia giudiziaria fu promossa dal dottor Bianchi d’Espinosa dopo il 13 giugno del 1971 e la richiesta di autorizzazione a procedere è stata trasmessa alla Camera subito dopo il 7 maggio del 1972. ( . . . )
Non è tradizione che l’imputato parli in occasione di una richiesta di autorizzazione a procedere contro di lui. Penso però che un imputato che si trova e si colloca nella posizione in cui sono io in questo momento abbia, Signor Presidente, non solo il diritto ma il dovere di parlare all’Assemblea, in quanto ho or ora appreso dall’onorevole relatore che sulle mie personali spalle graverebbe non soltanto la responsabilità di avere, tutto solo, ricostituito il disciolto Partito nazionale fascista, ma anche quella visto che altri imputati per lo stesso reato non vi sono, sembra, per ora in questa aula di avere scatenato un clima di violenza in tutta Italia, di avere determinato in maniera fondamentale la crisi che le istituzioni attraversano; ho imparato di essere io, tutto solo, un pericolo per le istituzioni repubblicane; ho imparato che lo sono diventato da poco tempo, non direi in questo momento, quanto meno dalla metà del 1969 in poi, cioè da quando, se ben ricordo, le fortune elettorali del nostro partito sono andate lievitando; ho imparato perfino, dalle ultime dichiarazioni dell’onorevole relatore, che anche la crisi economica, sociale e politica che il nostro paese attraversa non può essere disgiunta da queste responsabilità ( . . . )
Voglio dire alla Camera, e dalla Camera al popolo italiano che, attraverso la stampa, spero sia messo in grado di registrare fedelmente le mie parole; primo, in base a quale tipo di procedura io sono stato trascinato quì in veste di imputato politico; secondo, per effetto di quale legge; terzo, con quali addebiti; quarto, dinanzi a quale tribunale; quinto, per quali motivi; sesto, in quale posizione mia personale e politica; settimo, in quale clima e ambiente; ottavo, con quali prospettive. ( . . . )
…si trascina dinanzi a un tribunale il segretario di un partito politico, onorevole relatore, perchè, avendo consultato le collezioni de l’Unità, dell’Avanti!, del Paese Sera, gli studi del convitto Rinascita…si è rilevato che esistono << indizi >> a carico del Movimento Sociale Italiano. ( . . . )
Altro intanto debbo dire a proposito della procedura con la quale sono stato trascinato quì. Il relatore vi ha chiarito, onorevoli colleghi, che la vicenda è cominciata con una indagine di polizia giudiziaria promossa dal dottor Bianchi d’Espinosa… ( . . . )
…devo ricordare agli ignari, ai dimentichi, che dieci anni prima, nel luglio 1961, il dottor Bianchi d’Espinosa, che forse era diversamente orientato a quell’epoca ( vedete le mutate vicende al vertice della magistratura ), così si esprimeva, e per iscritto : << La legge del 1952 è un congegno tanto assurdo che, esaminando a fondo il testo legislativo, viene da domandare se realmente il legislatore abbia voluto l’attuazione dell’articolo 12 della Costituzione >>( scusate l’errore, che non è mio , ma è suo, perchè non è un articolo ma una disposizione transitoria ) << o non abbia invece voluto, sia pure, inconsciamente, rendere tale attuazione praticamente impossibile. Perchè equivale ad attribuire una funzione che praticamente non può essere esercitata, attribuire a 154 tribunali la competenza di emettere sentenze di accertamento circa la identificazione con il partito fascista di una sola formazione politica che opera sul piano nazionale >>. ( . . )
All’origine della vicenda vi è dunque una indagine di polizia giudiziaria, del tutto arbitraria, messa in opera da un uomo che pochi anni prima la pensava in maniera completamente diversa. ( . . . )
Debbo dire ( è il secondo punto ) qualcosa circa la tanto discussa Legge Scelba…Non spenderò neppure una parola per riferirmi a problemi di incostituzionalità…Non spenderò neppure una parola a proposito della legittimità o meno della XII disposizione transitoria della Costituzione; non spenderò neppure una parola per dire che è transitoria, e non finale; si tratta di una norma costituzionale, e le firme in calce alla Costituzione vengono dopo le norme transitorie. Io sono rispettoso della Costituzione; non ho problemi di eversione costituzionale…; so benissimo ( e vorrei che lo ricordaste voi, perchè lo dimenticate troppo spesso ) che la nostra Costituzione, essendo rigida, contiene una norma di fondo relativa alla procedura per rivedere anche in toto, tranne un articolo, la Carta costituzionale. Gli anni scorsi, durante le precedenti legislature, insieme con il gruppo del Movimento sociale italiano ( ancor prima che diventasse Destra Nazionale ), più volte ho avuto l’onore di presentare proposte di revisione costituzionale… ( . . . )
Ed allora Signor Presidente ed onorevoli colleghi : ricostituzione del disciolto partito fascista, fascismo nel dopoguerra ? Vi faccio notare, in base a dati di fatto, che il legislatore costituente ed il legislatore del Parlamento repubblicano nel dopoguerra, in tutto il dopoguerra, non sono fin quì riusciti e non potevano d’altra parte riuscire a dare una definizione chiara, univoca, concorde ed efficace di quel che possa essere rinascita del fascismo o ricostituzione del disciolto partito fascista, tant’è vero che vi fu un’interpretazione nel 1945, quella che faceva parte del decreto luogotenenziale del 1945, ed era un’interpretazione che si riferiva esclusivamente ad eventuali formazioni paramilitari o armate. Poi vi fu la definizione del 1947, che risaliva al trattato di  pace ( articolo 17 ) e si riferiva al metodo della violenza. Poi vi fu la definizione della Legge Scelba, primo testo, quando essa fu presentata al Senato e quando lo stesso onorevole Scelba non si era discostato dal fascismo inteso come violenza e come dittatura. Infine, nel passaggio alla Camera-Senato ( 1950-1952 ), si è avuta la formulazione attuale, la quale pretende di individuare e colpire giuridicamente il fascismo anche come idea, dando così luogo ad una definizione giuridica della democrazia, dando così luogo ad una definizione giuridica della Resistenza, dando così luogo ad una definizione giuridica del razzismo, dando così luogo a una definizione giuridica del totalitarismo, dando così luogo a una definizione giuridica della violenza e cadendo come mi sarà facile dimostrare in una serie di contraddizioni…se è vero, come è vero, che un’idea, un’ideologia, quale che essa sia, di destra, di sinistra, di centro, non è definibile in termini giuridici, tanto meno è colpibile in termini giuridici, non è colpibile da una legge penale che pretenda di statuire delle pene nei confronti di chi interpreti quell’ideologia in un determinato modo, di fronte ad un Parlamento che a sua volta sovrappone la sua interpretazione  a quella dell’eventuale imputato. di fronte  alla magistratura che a sua volta sovrappone la sua interpretazione, nei diversi gradi, a quella dell’imputato e a quella del Parlamento, Non è possibile racchiudere in norme giuridiche siffatta materia, ( . . )
Aggiungo ancora che….questa è una legge eccezionale…E chi lo dice ? Ho citato poco fa il senatore Terracini e adesso cito un rappresentante del gruppo comunista della Camera il quale in Commissione interni quando si discutevaquesta legge ebbe testualmente a dire all’onorevole Scelba ; << questa legge così come è non ve la daremo perchè è una legge totalitaria >>.E adesso sulla base di una legge che essi stessi ritenevano totalitaria e ne dirò il motivo nel 1952, i comunisti difendono la democrazia contro di me e la maggioranza si associa ai comunisti…Questa legge era totalitaria allora e, oggi, attraverso questa legge totalitaria, essi contribuiscono a difendere, nell’interesse della patria, dei supremi valori, la democrazia…. ( . . . )
Desidero richiamare la vostra attenzione sull’articolo 3 della Legge Scelba, e particolarmente sul secondo comma : …perchè, quando la legge Sceba fu varata in questa Camera e anche al Senato, contro l’articolo 3 della legge si appuntò la nettissima ostilità delle sinistre. Il deputato comunista che fu incaricato di parlare in aula disse : << Siamo nettamente contrari al secondo comma dell’articolo 3 >>… ( . . . )
Guardate come erano gentili i comunisti di allora : temevano quella norma, che affida all’esecutivo la possibilità di sciogliere, senza alcuna sentenza e senza alcuna indagine a livello di magistratura, un partito, un movimento politico ritenuto fascista che veniva ritenuto …come una norma che poteva portare la maggioranza a ricattare il movimento fascista…Che cosa era in vista del 1952, quando si discuteva alla Camera e al Senato la legge Scelba ? Erano in vista le elezioni del 1953. Attraverso quale legge ? La Legge che le sinistre definirono come << legge truffa >>…la nascita di un regime cui essi attribuirono addirittura una sigla non fascista, ma nazista : lo chiamavano SS, cioè Saragat-Scelba. Se ne sono dimenticati tutti. ( . . . )
E se quello era, come voi lo definivate, socialcomunisti, un tentativo di vero e proprio colpo di Stato mascherato sotto una legge elettorale; se quello era l’unico tentativo serio di colpo di Stato ( do una vostra definizione, non una mia, perchè sarei più tenue ) verificatesi in questo dopoguerra, noi lo abbiamo combattuto…. ( .. . )
…..Siamo stati determinanti nel combattere tale tentativo e voi, comunisti, << gentilini >>, avevate paura che noi potessimo essere ricattati; quindi non vi garbava il congegno dell’artricolo 3, secondo comma, della legge Scelba. A noi, invece, non piace in prospettiva, perchè è una ignominia, perchè è assurdo, perchè è incostituzionale; ma sopratutto perchè ,è immorale ed inconcepibile che attraverso una decisione dell’esecutivo, a prescindere da qualsiasi sentenza e da qualsiasi azione giudiziaria, si possa sciogliere un partito politico, qualsivoglia partito politico. ( . . . )
C’è una…citazione dell’onorevole Togliatti…che viola in pieno l’articolo 1 della legge Scelba…su Rinascita del 18 gennaio 1952 :  << E’ comprensibile e giusto che in questa nuova società comunista l’esistenza di diversi partititi scompaia… >>…<< e i cittadini più avanzati si raccolgano in una sola organizzazione politica, alla quale è affidato il compito di educare tutta l’umanità nella pratica e nello spirito del socialismo >>.  Violazione della legge Scelba ? Vogliamo retroattivamente proporre lo scioglimento del Partito comunista perchè Togliatti ha violato l’articolo 1 della legge Scelba ? Non vi accorgete del grottesco e del cinico che insieme avete collocato in disposizioni simili, che logicamente erano cadute in desuetudine, perchè non applicabili in un sistema non dico democratico ma serio, e che oggi riemergono a seguito di dispiaceri elettorali e di preoccupazioni politiche ?  ( . . . )
Ed allora…consentitemi di dirvi: siate più seri. Quando cercate di lasciare intendere al popolo italiano che io sono il pericolo fascista, che Annibale è alle porte, e che adesso vi accorgete ( tornerò su questo argomento ) dell’insorgenza di questo pericolo fascista…perchè deve emergere l’aspetto scandalosamente, cinicamente opportunistico delle vostre attuali manovre contro di noi e contro di me ! ( . . . )
Se sono io il << ricostituito partito fascista >>, allora consentitemi di dire che lo sono dalle origini; anzi ( e ve lo spiegherò ) alle origini potevo esserlo, o potevo essere ritenuto tale, molto più di oggi…oggi tutto potete fare tranne che dichiarare fuori dalla Costituzione un partito… ( . . . )
Da quando la Destra ha determinato una sua autonoma forza… vi sentite in pericolo…Non vi piace una tale situazione, perchè una destra condizionante e di alternativa programmatica vi mette in difficoltà…Ecco quel che vi ha turbati. Ecco perchè dal 1969 in poi, siamo diventati un pericolo. Ecco perchè il Movimento sociale- Destra nazionale dovrebbe essere tolto di mezzo… ( . . . )
…Io mi onoro di dirigere un partito libero…Che vale che un partito si dichiari fedele cultore del pluripartitismo o di tutte le democrazie di questo mondo se al suo interno mostra una compagine ferrea, se al suo interno e al suo vertice non si discute, se i segretari di partito sono capi clientela, capi cabila o capi casta o capi tribù ? Che importa garantire agli italiani tutte le libertà, se poi la partitocrazia uccide la democrazia parlamentare, e la correntocrazia ( e voi democristiani avete in casa vostra, e lo dico compiangendovi, ben tristi esempi ) anch’essa uccide, o per lo meno deprime, quelli che potrebbero essere, financo in una partitocrazia, gli aspetti positivi o favorevoli ? ( . . . )
Voi ci accusate di istigazione alla violenza ? La destra nazionale ha in questi anni, la mia persona ha in questi anni trascorso momenti durissimi, che non auguro ai peggiori dei nostri nemici…Ci siamo anzi inchinati di fronte alle vittime appartenenti alle altre forze politiche che purtroppo la violenza ha falciato senza alcuna discriminazione, e siamo sempre pronti a rifarlo….perchè al di là dei programmi politici, al di là dei programmi sociali ed economici, c’è fra noi questa volontà di coesione per gli italiani e tra gli italiani. Ed è proprio per questo discorso che abbiamo raccolto tre milioni di voti; è proprio per avere portato avanti questo discorso che vi abbiamo fatto paura…. ( . . . )
Questa è la destra nazionale e per questo, Signor Presidente, la si vuole colpire. Oh, se girassimo in grottesche mascherate nostalgiche, come in grottesche mascherate sfilano gli hippies tanto cari in Italia e in tante parti del mondo; se fossimo un appoggio, una moda, un costume; se fossimo quattro accattoni in cerca di viscerali applausi; se fossimo dei demagoghi da strapazzo e se predicassimo, impotenti e velleitari, odio e violenza, nessuna legge speciale od ordinaria verrebbe invocata contro di noi ( . . . )
Ed allora, che si fa quando non si riesce a documentare niente contro di noi e non si vuol documentare ciò che è documentabilissimo nei confronti degli altri ? Si inventa e si distorce ( . . . )
Presentate un corpo di leggi idonee a colpire il disordine e la violenza…nel momento stesso in cui mi accingo a votare contro di me…vi invito ad uscire dal conformismo gretto e pigro al quale vi siete adeguati ( . . . )
…Vogliamo fare, in confronto fra noi, il discorso non sulle leggi eccezionali ma sulle riforme di struttura ? Vogliamo chiederci che cosa stia a monte del fallimento, da voi stesso confessato, dello Stato democratico, delle sue istituzioni, dei suoi ordinamenti ? Voi affermate che i voti dati al nostro partito sono voti di protesta, e quindi irrazionali;ma non vi accorgete che quando la protesta matura nel cuore di un popolo e continua per venticinque anni, essa è la cosa più razionale che si possa immaginare ?…Volete rendervi conto che state perdendo l’anima del paese ( o della patria ) perchè avete perso la vostra ? ( … )
Volete chiarirci…quale sia la vostra dottrina….? Ora invece…non avrete altra dottrina che non sia quella che Pietro Nenni ha definito in un suo discorso a vostro e anche a loro discredito quando ha detto che questa << democrazia >> è ridotta ad essere soltanto una << crazia >>, cioè un puro e semplice esercizio del potere per il potere. E’ il potere che ci scomunica ? E voi credete che il potere possa scomunicare la libertà ? …Ho pronunziato la parola libertà…Pronunzio questa parola concludendo e vi ringrazio, onorevoli colleghi… ( . . . )
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L A    R E A L T A’ ( SENZA PAROLE )…..
Un italiano su 3 teme di diventare povero. Boom di depositi in banca
[ DAL WEB ]

…..Un italiano su 3 teme di diventare povero…..

[ “AZ.” –  Ribellarsi è giusto ! ]
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[ due ultimissime notizie che riguardano Silvio Berlusconi ]
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Forza Italia, Silvio Berlusconi vuole azzerare i vertici e rifondare il partito

Forza Italia, Silvio Berlusconi vuole azzerare i vertici e rifondare il partito
Questa nuova Forza Italia, Silvio Berlusconi, l’ha fortemente voluta ma sin dal principio non l’ha mai troppo amata. Le divisioni e le battaglie interne lo hanno amareggiato. Ed è in questo contesto che il Cavaliere starebbe meditando a un progetto rivoluzionario, di cui dà conto Repubblica. Una “sorpresa per la quale dovrete pazientare ancora un po’”, anticipata ai coordinatori regionali e ai vertici del partito. Vertici che ora tremano. Berlusconi avrebbe detto ai suoi fidatissimi: “Voglio azzerare tutto, ma questa volta per davvero”. Rifondare ancora il partito, insomma, e tornare all’agognato spirito del ’94. Cancellando l’attuale classe dirigente, facendo poche eccezioni.
Un giudice a Strasburgo – “Sto già completando la scelta dei curriculum di giovani volti”, ha raccontato il leader in Forza Italia. Curriculum in gran parte portati dall’ex sindaco rottamatore di Pavia Alessandro Cattaneo. Insomma, Berlusconi si prepara a tornare in campo a tutto tondo: “Tornerò a fare il presidente a tempo pieno di Forza Italia e il leader del centrodestra, così come sono tornato a fare il presidente del Milan con i risultati che sono sotto gli occhi di tutti”. Il Cav è smanioso, attende con ansia la pronuncia della Corte di Strasburgo che potrebbe cancellare l’interdizione e riconsegnargli la piena agibilità politica. Eppure il voto non è sui radar: “Non si andrà a breve alle elezioni. L’ho detto anche a Renzi, siamo persone responsabili, pronte a dare una mano se occorre”.
Riavvicinamenti – Berlusconi punta a riprendersi tutto, il partito, azzerandolo, ma anche la coalizione. Non a caso, nelle ultime ore, hanno preso a circolare delle indiscrezioni su una possibile fuoriuscita di quasi-ex alfaniani da Ncd: nove senatori, capeggiati da Renato Schifani, sarebbero pronti a tornare in Forza Italia. E in questo contesto si inseriscono anche le manovre di riavvicinamento alla Lega Nord di Matteo Salvini: la prossima settimana Berlusconi incontrerà il leader del Carrocci. L’obiettivo a breve termine è quello di sbloccare la partita per le nomine di Consulta e Csm. Quello a medio termine sono le alleanze per le regionali. Poi, ancora più in là, la speranza è di ricomporre una grossa coalizione in grado di giocarsela alle urne.

venerdì 19 settembre 2014

SILVIO TORNA CANDIDABILE? Da Strasburgo assist al Cav: Ammesso ricorso processo Mediaset

Silvio Berlusconi frode fiscale, la Cedu di Strasburgo ammette il ricorso dell’ex premier
Dopo l’assoluzione nel processo Ruby, arriva un’altra buona notizia per Silvio Berlusconi. Questa volta sul fronte della condanna per il processo Mediaset. La Corte europea dei Diritti dell’uomo ha “ammesso” il ricorso di Berlusconi post condanna per frode fiscale (4 anni) del 2 agosto 2013 da cui è derivato tutto il resto: servizi sociali, decadenza dalla carica di senatore, incandidabilità per cinque anni, interdizione penale dai pubblici uffici per due anni, estromissione da ogni carica rappresentativa e onorifica il divieto di candidarsi in ogni tipo di elezione. La comunicazione, come racconta l’Huffingtonpost, della Cedu è stata notificata ai legali nelle scorse settimane.
La comunicazione – Nella missiva si comunica che “quanto prima possibile” sarà decisa la fissazione del procedimento avviato da “Berlusconi Silvio per violazione ripetuta dei principi cardine del giusto processo”. Non è un verdetto ma la Corte spiega che sono “degne” di valutazione quelle che nel corso del dibattimento sulla cosiddetta compravendita dei diritti tv sono state, secondo i legali di Berlusconi, “violazioni ripetute dei diritti dell’imputato”.
Cosa può cambiare – La comunicazione della Corte arriva soprattutto alla luce di quello che è accaduto il 9 luglio scorso quando la Corte d’Appello di Milano ha assolto in un processo gemello Fedele Confalonieri e Pier Silvio Berlusconi e altri sette manager. L’impostazione dell’accusa si fondava sullo stesso presupposto del processo finito invece con la condanna di Silvio. Ma per Confalonieri e Berlusconi jr la Corte ha dato ragione alle difese. Forti, quindi, anche di un’assoluzione per gli stessi fatti, i legali di Berlusconi pretendono che la Cedu valuti se ci sia stata violazione dei diritti della difesa nel procedimento che ha condannato l’ex Cavaliere. Se fossero, infatti, riconosciute le violazioni di cui Berlusconi si dichiara vittima, sarebbe annullata la sentenza di condanna e automaticamente l’ex Cavaliere tornerebbe titolare di tutti i suoi diritti. Attivi e passivi. Potrebbe votare e, soprattutto, candidarsi ed essere votato. Il tutto in un arco di tempo che ragionevolmente potrebbe coincidere con la prossima primavera.
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LA SATIRA – I VIDEO
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Quando i grillini fanno “No” (FERRINI & TROJA) – YouTube

► 3:54
www.youtube.com/watch?v=dmYuop-lfHw26 apr 2014 – 4 min – Caricato da Tony Troja
Video satirico ideato, scritto e realizzato da Ettore Ferrini e Tony Troja. … Quando i …

Tutto il culo che ho – FERRINI & TROJA – YouTube

► 3:38
www.youtube.com/watch?v=iacSbuBfYk014 mag 2014 – 4 min – Caricato da Tony Troja
Video dedicato ad un grande giornalista, non schierato e … Tutto il culo che ho …

GRILLO NON TOLLERA LA SATIRA DI MERIGHI E TROJA – YouTube

► 2:19
http://www.youtube.com/watch?v=MbKSQSaAWZw8 mar 2013 – 2 min – Caricato da Tony Troja
Censura un video satirico e finisce perfino al TG1 Una giornalista del … Tutto il culo …

“Gli anni d’oro del grande PCI” – FERRINI & TROJA – YouTube

► 4:09
http://www.youtube.com/watch?v=aQCtcruFEeg1 mag 2014 – 4 min – Caricato da Tony Troja
Video satirico realizzato da Ettore Ferrini e Tony Troja. … Torna il vecchio maiale …

Gli anni d’oro del grande PCI – FERRINI & TROJA – YouTube

► 4:07
http://www.youtube.com/watch?v=Hgdb6m9NcIo30 apr 2014 – 4 min – Caricato da Tony Troja
Video satirico realizzato da Ettore Ferrini e Tony Troja. Gli autori del video non …

Torna il vecchio maiale – MERIGHI & TROJA – YouTube

► 2:53
http://www.youtube.com/watch?v=8UyLFrWmy6s12 dic 2012 – 3 min – Caricato da Tony Troja
Una nuova parodia di Merighi & Troja. … You need Adobe Flash Player to watch this …

Torna il vecchio maiale MERIGHI & TROJA – YouTube

► 2:53
http://www.youtube.com/watch?v=-qjBI8aI55818 dic 2012 – 3 min – Caricato da Leonello Greganti
VIDEO BELLISSIMO DA VEDERE. … You need Adobe Flash Player to watch this video …

Tu scendi dalle stelle (molto più di 5) – MERIGHI & TROJA – YouTube

► 5:21
http://www.youtube.com/watch?v=7uqIH1043To24 dic 2012 – 5 min – Caricato da Tony Troja
E converrebbe buttare non solo l’acqua sporca, ma anche certi bambini (a parte l’ ultimo).

Torna Berlusco’, ma le gnocche no! – ME.TRO. (Massimo Merighi …

► 5:02
http://www.youtube.com/watch?v=DAEFktcou0E20 lug 2012 – 5 min – Caricato da Tony Troja
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Torna Berlusco, ma le gnocche no! ME TRO Massimo Merighi Tony …

► 5:02
http://www.youtube.com/watch?v=xxz3eeYqWDU21 lug 2012 – 5 min – Caricato da Achille Fossa
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LE ALTRE NOTIZIE – LEGGI
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1 – [ VINCENZO MANNELLO – DALLA SICILIA –  DA CATANIA ]
—– Original Message —– From: Vincenzo Mannello
To:  ( . . . . ) -Sent: Thursday, September 18, 2014 5:24 PM
Subject: Ebola 3.000….??….
…cosa vuol significare ?
Soltanto che quanti non associno immediatamente la cifra al nome del terribile virus si sono “distratti” dalla notizia.
Oppure che la notizia passata sui media non ha avuto sufficiente risalto.
Fatto sta che giorni fa il Premio Nobel per la Pace Obama ha annunziato al mondo la ferma intenzione sua personale di lottare il dilagare dell’Ebola in ogni modo.
Gli Usa invieranno nei tanti paesi africani “a rischio” ospedali,medicine e……soldati !!
Si,proprio “soldati”….militari,gente armata (benissimo) e pronta al combattimento.
Ripeto per quanti non fossero a conoscenza : BombObama manda 3.000 soldati in Africa centrale per “combattere”  l’Ebola.
Pure io,malpensante nato (oh,non “della Nato”) verso gli americani,ho avuto difficoltà ad “interpretare” l’annuncio.
Soldati per fermare l’epidemia ? Perché ?
E che tipo di soldati ? La Delta Force ? I Seals ? No,credo i Seals siano meno di 3.000 e forse servono per il Califfo.
La Delta Force  mi lascia perplesso….è di “intervento rapido” e non staziona mai a lungo sul territorio.
Marines…saranno marines,numerosi e possono stare a lungo ovunque.
Qui in Sicilia li abbiamo dal luglio 1943 e,in mancanza d’altro,combattono l’immondizia che appesta l’Isola.
Dubbio atroce : ma sono pochi per poter presidiare il perimetro del focolaio.
Tutto il continente africano é a rischio,la fascia centrale per prima ma pure il resto.
Quindi no,non presidieranno i confini.
Sorveglieranno gli ospedali da campo made in Usa e l’eventuale personale impiegato ?
Possibile ma avrebbero richiesto l’intervento dell’Onu,si sa che i militari yankees sul terreno significano guai per tutti,pure per se stessi.
Allora ? Una volta vidi un film,Cassandra Crossing,in cui un treno ostaggio di terroristi (non dell’Isis) viaggiava verso la catastrofe con a bordo provette di un terribile virus frutto della “sapienza” occidentale.
L’eroina di allora (Sofia Loren se non ricordo male) risolse tutto all’ultimo secondo ma….gli americani c’erano (come sempre).
Vuoi vedere che (giuro,non sono “complottista” per partito preso)  è vera la storiella decennale che Ebola sia “creatura” sperimentale a stelle e strisce sfuggita al controllo degli “scienziati” ?
E che ora,per isolare davvero i focolai ed evitare contagi in paesi e continenti  “diversi”, servano le “maniere forti” ?
Non oso andar oltre,stavolta non ho alcun altro elemento da poter aggiungere con un minimo di attendibilità.
Saranno gli amici che vorranno leggere a trarre conclusioni tutte personali.
Ripropongo soltanto l’interrogativo iniziale : che c’entrano 3.000 soldati americani con Ebola ?

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

2 – [dal Veneto ]
—– Original Message —– From: longolegal@libero.it
Sent: Wednesday, September 17, 2014 2:12 PM
Subject: I: LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA ANTI EQUITALIA DEL TRIBUNALE DI TRIESTE

—-Messaggio originale—-
Da: longolegal@libero.it
Data: 17-set-2014 14.11
A:
Ogg: LE MOTIVAZIONI DELLA SENTENZA ANTI EQUITALIA DEL TRIBUNALE DI TRIESTE

http://edoardolongo.blogspot.it/2014/09/equitalia-le-motivazioni-del-tribunale.html

3 – [  CAMPANIA – DA NAPOLI ]
—– Original Message —– From: Daniele Sannino
Sent: Friday, September 19, 2014 12:52 PM
Subject: Comunicato Stampa del 19-09-2014

SE IL PRESIDENTE DELL’A.N.I.D.A. PERDE,  PERDONO CON LUI TUTTI I DISABILI!

Clicca sul link seguente e ascolta l’Intervista in cui Il Presidente Sannino spiega dettagliatamente quanto gli sta accadendo
4 – [ CAMPANIA –  DA CAPRI ]
—– Original Message —– From: Capri Watch
Sent: Friday, September 19, 2014 4:27 PM
Subject: MODA: CAPRI WATCH LANCIA LA CAPRI BAG MAIOLICA, IL NUOVO SIMBOLO DELL’ELEGANZA CAPRESE. IL BRAND DELL’ISOLA AZZURRA PUNTA A BISSARE IL SUCCESSO DELLA PRIMA FORTUNATISSIMA SERIE

COMUNICATO STAMPA

MODA: CAPRI WATCH LANCIA LA CAPRI BAG MAIOLICA, IL NUOVO SIMBOLO DELL’ELEGANZA CAPRESE

IL BRAND DELL’ISOLA AZZURRA PUNTA A BISSARE IL SUCCESSO DELLA PRIMA FORTUNATISSIMA SERIE

Dopo il grande successo della prima edizione della collezione I’m The Capri Bag, Capri Watch, azienda leader emergente nel settore dell’orologeria e accessori fashion, rilancia stavolta con una magnifica variante dell’originale: la Capri Bag Maiolica.  Stessa combinazione vincente di materiale, forma e colore, ma con una stampa originale che rende la borsa unica ed inconfondibile. Il disegno infatti riproduce le maioliche dipinte a mano, un classico dell’artigianato locale ispirato ai colori e forme tipici del mediterraneo: il giallo, l’arancione, il verde, il blu e tutte le sfumature dei colori del sole e del mare.

Come le tante creazioni del brand Capri Watch, anche questa nuova borsa riflette l’eleganza e lo stile caprese riconosciuto in tutto il mondo, un connubio eccellente tra tradizione e modernità. Allegra e originale la borsa I’m The Capri Bag è anche funzionale grazie all’ottima combinazione di leggerezza e robustezza garantita dal materiale utilizzato, la lycra, e dalla tecnica di lavorazione. Un dettaglio non secondario per la donna di oggi, che predilige borse resistenti e capienti ma pur sempre glamour per sottolineare la propria femminilità.

Accattivanti anche il modello, da indossare all’incavo del braccio come usano le star, ed il prezzo: 79 euro per la tinta unita e 109 per le edizioni limitate negli esclusivi design.

Ufficio stampa Capri Watch : Cristina Cennamo 340 – 5135781, cristinacennamo@interfree.it

Public link per immagine in alta risoluzione: https://www.dropbox.com/s/ejj8n5kzzri2qbf/5252.jpg?dl=0

 5 – [ DALLE CALABRIE – COSENZA ]

( REPORT FOTO – tra breve visionabili in rete e con nostra successiva E.mail )

—– Original Message —– From: Associazione Azimut

—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Wednesday, September 17, 2014 10:53 AM
Subject: COSENZA PANORAMA
Panorama dall'acquedotto ANNI 40.
Panorama dall’acquedotto. Si notano l’ex Casa del Fascio, oggi istituto Nitti, a sinistra e destra le case popolari, sempre a destra la strada che oggi collega viale della Repubblica con Piazza Cappello ed ancora a destra l’ospedale in costruzione Primi anni ’40.
—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Thursday, September 18, 2014 7:06 PM
Subject: COSENZA IERI
PREPARATIVI
30 MARZO 1939 MUSSOLINI A COSENZA
—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Thursday, September 18, 2014 7:11 PM
Subject: COSENZA UNA VOLTA
VEDI
 1934 1935 presso il cinema teatro Italia 1941, campeggio in Sila delle universitarie fasciste del G.U.F
—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Friday, September 19, 2014 9:47 AM
Subject: IL MERONE
merone
panorama dal merone anni 30 a destra l’ospedale In costruzione e a sinistra le case popolari
—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Sunday, September 14, 2014 8:16 PM
Subject: COSENZA
NEL VENTENNIO
 Cosenza, anni 30 sfilata a viale Trieste fasci2 Gerarchi fascisti cosentini in occasione dell'inaugurazione del monumento ai caduti nella villa nuova il re a cosenza b Il re Vittorio Emanuele III a Cosenza (30 Luglio 1927) Mussolini (Vittorio veneto '38) - Anche loro alzavano le mani
—– Original Message —– From: stenio vuono
Sent: Wednesday, September 10, 2014 7:24 PM
Subject: cosenza ieri
piazza ex GIL
piazza amendola anni 20 _e inaugurazione della sede della Gioventu' Italiana del Littorio- opera balilla- i balilla in picchetto d'onore !!!!!! la costruzione della G.I.L prosegue
——————————————————————————————–
SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE
——————————————————————————————–
—– Original Message —– From: uri b
Sent: Friday, September 19, 2014 4:32 PM
Subject: L’appoggio al terrorismo islamico come “unica arma dei popoli oppressi” è un errore (anche) storico

Invitiamo a leggere anche gli altri articoli presenti tra i commenti a fondo pagina, decisamente interessanti. Buona lettura.

L’appoggio al terrorismo islamico come “unica arma dei popoli oppressi” è un errore (anche) storico

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Emanuel Baroz
16 settembre 2014

3 commenti

Cinque stelle, quattro in condotta, zero in storia

La faciloneria e il semplicismo di chi non conosce il passato e giudica i conflitti restandosene comodamente al riparo.

di Ugo Volli

Ha fatto rumore, un paio di settimane fa, l’ennesima sparata del grillino di turno, in appoggio al terrorismo: “Nell’era dei droni e del totale squilibrio degli armamenti il terrorismo, purtroppo, è la sola arma violenta rimasta a chi si ribella. È triste ma è una realtà. Se a bombardare il mio villaggio è un aereo telecomandato a distanza io ho una sola strada per difendermi a parte le tecniche non violente che sono le migliori: caricarmi di esplosivo e farmi saltare in aria in una metropolitana. Non sto né giustificando né approvando, lungi da me. Sto provando a capire. Per la sua natura di soggetto che risponde ad un’azione violenta subita il terrorista non lo sconfiggi mandando più droni, ma elevandolo ad interlocutore“. L‘onorevole Di Battista (questo il nome dell’illuminato personaggio) non si riferiva per una volta al terrorismo contro Israele, ma all’Isis, quella funebre formazione che si è proclamata califfato (che per chi non lo sapesse, è un’istituzione religiosa: “khalifa” significa successore, del profeta, naturalmente) e che pratica il genocidio di cristiani, yazidi e altri “infedeli”. Ciò nonostante le sue dichiarazioni sono utili a capire la ragione per cui tanti “progressisti” politici e religiosi si schierano contro Israele e quindi vanno considerate con attenzione. Nell’anti-israelismo e nell’antisionismo c’è spesso una base tradizionalmente antisemita, questo è chiaro. Israele non è solo lo Stato degli ebrei, è l’ebreo degli Stati e viene trattato come gli ebrei venivano trattati durante l’esilio: ghettizzato, discriminato, boicottato, sospettato di crimini ridicoli e spesso infamanti, come “ammazzare bambini”.

Grazie a un millennio e mezzo e passa di martellante antigiudaismo cristiano, gli ebrei sono il gruppo che viene facile odiare e il loro Stato, che non doveva mai essere costituito secondo la sensibilità cristiana (perché l’esilio dell’ebreo errante faceva parte della punizione del “popolo deicida”) segue la stessa sorte, unico fra gli stati del mondo. Ma oltre a questa radice teologico-politica, nello schieramento istintivo da parte di molta sinistra a favore del terrorismo arabo vi è qualcosa di più generale, che si ripercuote anche contro Israele: l’idea che bisogna schierarsi con loro, anche se usano metodi di lotta atroci e inumani, perché sono i “più deboli”, “gli oppressi”, e dunque i nuovi proletari, la “moltitudine” di cui parlava Toni Negri nel suo best seller internazionale “Impero”. E’ un atteggiamento così diffuso e irriflesso che non si può non farci i conti. Ma bisogna dire che esso è radicalmente sbagliato. E’ sbagliato sul piano etico, naturalmente. Il drone o l’aereo che cerca di uccidere il terrorista può sbagliare naturalmente e coinvolgere persone che non c’entrano. In guerra è sempre successo, purtroppo e questo è un buon motivo per cercare di evitare le guerre, per tentare di risolvere le dispute sul piano pacifico. Ma il colpo mira a un bersaglio preciso, a un combattente nemico. Il terrorista suicida che si fa saltare nella metropolitana o, come è successo spesso in Israele, negli autobus nei caffè nei supermercati nei ristoranti non cerca neanche di distinguere, non si dà obiettivi militari, se la prende con la gente qualunque dall’altra parte della barricata. Lo stesso fanno i razzi di Hamas, le molotov e i sassi sulle macchine, gli accoltellamenti casuali, le stragi di civili di altra religione, magari dopo aver marcato la loro casa con un segno infamante come facevano i nazisti.

C’è in questo modo di combattere l’idea, tipicamente razzista, che tutto l’altro popolo sia non solo nemico, ma degno di morire in massa, salvo che eventualmente si sottometta e si converta. Questo modo di combattere senza distinzione fra civili e militari è tipico dell’Islam, è all’origine del genocidio armeno e assiro, della distruzione dei greci che abitavano e avevano fondato le città della costa asiatica dell’Egeo che oggi si dicono turche, delle conquiste islamiche antiche della Spagna, dell’Africa del nord, della Mesopotamia. Ma in questo modo di vedere le cose vi sono anche degli errori di fatto. Non è vero che gli arabi siano gli “umili”, i “deboli”. Loro non si vedono affatto così. Storicamente hanno sempre pensato a se stessi come i signori e si battono per riconquistare questo ruolo, che considerano oggi provvisoriamente usurpato. Sono stati storicamente i più grandi colonialisti: partiti dalla penisola arabica deserta e spopolata, hanno conquistato e arabizzato mezzo mondo, accumulando ricchezze gigantesche depredate ai popoli che conquistavano e opprimevano, distruggendo la loro cultura e la loro economia. L’Africa del Nord era il granaio dell’Impero Romano, abitata da popolazioni berbere; la conquista araba le ha reso spopolate, incolte … e arabe; la Mesopotamia era abitata dai babilonesi, la Siria dagli assiri, che parlavano l’aramaico, ora virtualmente estinto. L’Africa nera fu depredata dai mercanti di schiavi arabi, che per un certo periodo fornirono gli inglesi di carne umana per le colonie americane, ma molto più a lungo servirono il mercato domestico arabo.

Le regole del Corano sono tipicamente coloniali: gli indigeni conquistati sono inferiori, se non si convertono devono riscattare la loro sopravvivenza con umiliazioni legali e fiscali senza fine. Anche il territorio dell’antica Giudea e dell’attuale Israele è stato sottoposto a queste pratiche di arabizzazione forzata e anche di immigrazione islamica dall’Egitto, dall’Arabia Saudita, perfino dall’Anatolia e dal Caucaso. La “questione palestinese” in buona parte deriva da queste pratiche coloniali. E’ facile mostrare che la “Nakbah ” palestinese consiste esattamente in questa condizione di non essere più i padroni coloniali del Medio Oriente. Quanto alla miseria, essa è essenzialmente autoinflitta: non c’è regione al mondo che abbia guadagnato tanto senza sforzo nell’ultimo secolo, quanto i paesi arabi del Medio Oriente col petrolio. Quel che non ha funzionato è il meccanismo di redistribuzione, di diversificazione, di investimento. I ceti dominanti arabi hanno usato questo denaro per godere di un lusso illimitato e non hanno pensato affatto a far vivere un’economia produttiva, a elevare la condizione di vita dei loro ceti popolari. I poveri arabi sono stati sfruttati, sì, ma dai loro capi, non dall’Occidente o da Israele. Con gli ebrei è accaduto l’opposto. Oppressi per secoli in terra di Israele dai loro colonizzatori arabi, trattati come gli ultimi, oppressi spesso sterminati sia nel mondo islamico che in quello cristiano, quando hanno potuto liberarsi hanno cercato di arrivare in Israele. Ci sono riusciti finalmente in massa a partire dalla seconda metà dell’Ottocento, arrivando per lo più poverissimi, armati solo delle loro braccia, della loro intelligenza e del loro amore per la terra, aiutati in parte da donazioni degli ebrei europei più benestanti a comprare della terra che hanno sviluppato con straordinario successo. La creazione di Israele è un atto di decolonizzazione sia dagli occupanti britannici che dai colonialisti arabi.

Il benessere attuale di Israele è la dimostrazione che un territorio desertico e desolato può essere reso fruttuoso col lavoro e che il fattore umano è almeno altrettanto importante per l’economia della ricchezza delle materie prime. L’odio arabo per Israele è in buona parte invidia, volontà predonesca di prendersi i beni che sono stati accumulati con la fatica di generazioni – invece di rimboccarsi le maniche e costruirli a propria volta. Gli ebrei sono odiati dagli arabi perché erano oppressi erano schiavi e si sono emancipati. I progressisti dovrebbero stare dalla parte di una società di schiavi liberati (come già Israele fu all’uscita dall’Egitto). Ma la miopia ideologica impedisce di vedere le radici storiche dei problemi e ne coglie solo gli aspetti superficiali: i “poveri” palestinesi che rivendicano una terra “loro” (cioè che una volta occupavano come colonialisti, o piuttosto emanazione locale dei colonialisti turchi) e dato che l’esercito israeliano ha il torto di impedire loro di ammazzare liberamente gli ebrei, si danno, poverini, al terrorismo.

(Fonte: Shalom, 15 Settembre 2014)

Emanuel Baroz, 16 settembre 2014

Categorie: Antisemitismo, Antisionismo, Fondamentalismo islamico, pregiudizio antisraeliano, Terrorismo
Tags: “khalifa” (successore del profeta), Alessandro Di Battista (M5S), Antigiudaismo, Antisemitismo, Antisionismo,appoggio al terrorismo, colonialismo arabo, fondamentalismo islamico, giustificazione del terrorismo, Isis (autoproclamato stato islamico di Iraq e Siria), pregiudizio antisraeliano, Terrorismo, terrorismo islamico

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#1 Emanuel Baroz

A proposito dell’ISIS riteniamo utile riproporre oggi questo articolo di qualche tempo fa:

L’era del califfo

Bat Ye’or, la storica che predisse il “Califfato universale” spiega l’errore europeo su islam e cristiani.

di Matteo Matzuzzi

ROMA. “E’ una catastrofe, una tragedia colossale sul piano umano, storico e della civilizzazione”. Bat Ye’or, in ebraico “Figlia del Nilo”, fuggita dall’Egitto nel 1955, è autrice di bestseller come “Eurabia” (Lindau, 2006) e “Verso il califfato universale” (2008). Con il Foglio commenta l’esodo dei cristiani da Mosul, città caduta in mano alle milizie del califfo al Baghdadi: “Questi fatti ci dimostrano che ormai vivi amo nel tempo del Corano. Un tempo diverso dal nostro. Il tempo del Corano non cambia, rimane sempre arroccato sulla parola del Profeta, sui suoi gesti e comportamenti. Leggendo le dichiarazioni del nuovo Califfato, riconosco gli stessi discorsi fatti nel Settimo secolo durante le guerre contro gli infedeli. E’ la stessa mentalità, la stessa rigidità.

Nulla è cambiato: ciò che vediamo oggi spiega gli eventi del passato”. A cosa si riferisca, Bat Ye’or lo spiega subito: “Parlo dei massacri per le conquiste, del terrore che faceva fuggire interi popoli, dei saccheggi, della legge della dhimmitudine e di tutti quei processi di islamizzazione che ho esaminato nel mio libro ‘Il declino della cristianità sotto l’Islam’ (Lindau, 2009)”. La nostra interlocutrice è stata la prima a porre il tema della dhimmitudine, condizione teologica, politica e giuridica legata inesorabilmente all’oppressione e alla persecuzione degli infedeli: “Sono stata attaccata in modo feroce per aver forgiato questa espressione, volta a spiegare la relazione fra musulmani e non musulmani. Ho mostrato che non vi era tutta quella tolleranza che andavano sbandierando i poteri politici europei, obbedienti all’Organizzazione della cooperazione islamica (Oci). Sono molti i motivi – aggiunge – che spiegano il senso di sottomissione delle comunità cristiane. C’è naturalmente il senso di paura, di vulnerabilità. C’è il trauma di tredici secoli di massacri e terrore. Ma non si deve dimenticare che queste comunità sono state abbandonate dai paesi europei nel corso del Ventesimo secolo.

Paesi che non hanno protetto gli armeni, che all’Armenia indipendente hanno preferito la Turchia. E lo stesso vale per i greci massacrati dai turchi. I paesi europei non volevano proteggere i cristiani, volevano usarli. Vedevano in loro uno strumento per modernizzare e occidentalizzare la mentalità musulmana, la società, l’islam”. Si pensi solo a quanto accadde tra il 1950 e il 1980, quando “l’Europa voleva costruire con i cristiani del Levante un ponte verso i paesi musulmani e arabi, e lottava contro i nazionalismi dei cristiani dhimmi. L’Europa andava dicendo che che la buona integrazione dei cristiani nella società musulmana era la prova della correttezza della sua politica di fusione con il mondo arabo. Era nient’altro che il fondamento di Eurabia, dell’immigrazione massiccia. Nonché un argomento permanente della sua lotta contro Israele”.

Vi era una disposizione precisa, spiega la saggista, data ai cristiani dei paesi musulmani da parte dei poteri europei, delle loro chiese, dei notabili: “Integrarsi nelle società musulmane, essere più arabi degli arabi, odiare Israele e allearsi con i palestinesi. Questa scelta rappresentava la loro unica garanzia di sopravvivenza nei paesi musulmani. Sapevano molto bene che i paesi cristiani non li avrebbero protetti, che sarebbero stati sacrificati sul banco degli interessi dei musulmani”. Eppure, di questo fenomeno, prima dell’esodo da Mosul, non se ne parlava. I motivi sono semplici, a giudizio di Bat Ye’or: “Tutta la politica mediterranea della Comunità europea, fin dal 1973, s’è fondata sulla tolleranza, l’amore per la pace e i princìpi umanitari dell’islam. La storia è stata reinterpretata e scritta per provare questa nuova dottrina. Tutti gli scrittori e gli storici che proponevano un’interpretazione diversa venivano attaccati. Nei miei libri mostravo che la scelta dell’Ue di unire la cultura alla politica sulla scia della suggestione di Javier Solana rappresentava un ritorno al fascismo”.

L’Europa, nota, “ha rigettato il cristianesimo per avvicinarsi sempre di più all’islam, e in questo rigetto rientrano anche l’odio verso Israele e l’alleanza con i suoi nemici”. Le ragioni, però, sono anche altre, a cominciare dalla “distruzione dello stato nazionale, con le sue radici culturali, storiche e religiose; con le sue istituzioni democratiche”. E poi, il silenzio fa comodo: “Perché parlare dei cristiani? Loro rappresentano la prova del fallimento della politica europea. Cosa che si deve celare. Dove sono gli eserciti dell’Europa che aiutino i cristiani e proteggano gli europei dal terrorismo? I nostri governanti ci hanno trasformato in mercenari del jihad”. Sopra ogni altra cosa, però, osserva la nostra interlocutrice, “difendere i cristiani vittime del jihad significherebbe riconoscere che la lotta di Israele è giusta. Israele, popolo che l’Europa odia. Preferisce che muoiano i cristiani e l’Europa stessa piuttosto che vi sia un riavvicinamento a Israele. E più l’Europa respinge Israele, più non sarà in grado di combattare per la sopravvivenza, dal momento che Israele è la sua stessa anima e forza”.

(Fonte: Il Foglio, 31 luglio 2014)

18 set 2014, 14:12 Rispondi|Quota

#2Frank

Molto interessante il racconto storico e attuale. Sono sempre stato e ne sono convinto che l’odio dei arabi-mussulmani la gran maggioranza é l’INVIDIA , di vedere un grande popolo come Israele. Comunque se i politici e i generali IDF non si impegnano con risolutezza contro Hamas e in generale ai nemici della porta accanto, succede che tutto quanto hanno fatto i pionieri ebrei e i condottieri dell’esercito israeliano possa finire anche male per l’intera nazione. Il pericolo teroristico che bolle perimetralmente allo Stato d’Israele deve essere preso con grande serietà e con tempestività senza aspettare i consigli dell’occidente e degl’USA.@ Emanuel Baroz :

18 set 2014, 16:49 Rispondi|Quota

#3 Daniel

Il mito dell’age d’or? L’idillio tra arabi ed ebrei del passato? Tutto falso. Una lecture fuori dal coro ci spiega perché, documenti storici alla mano

Alle radici dell’antigiudaismo arabo: sfatiamo il mito della tolleranza araba

di Fiona Diwan

Milano, 17 Settembre 2014 – Perché è così difficile scrivere la storia degli ebrei dei paesi arabi? Perché è intrisa di mito, si nutre di leggende che vanno sfatate. «Se i rapporti tra arabi ed ebrei erano così idilliaci perché sono bastati pochi decenni, tra il 1945 e il 1970, per svuotare i Paesi arabi e il Nord Africa della sua INTERA popolazione ebraica, comunità millenarie che risiedevano lì ben prima degli stessi arabi, come ad esempio in Iraq dove gli ebrei vi abitavano da duemila anni? Un esodo silenzioso e implacabile, avvenuto senza che nemmeno ci fosse stato bisogno di una espulsione vera e propria, ad eccezione dell’Egitto. Un mondo intero è svanito in pochi decenni, è bastata una sola generazione e la civiltà giudeo araba è andata in frantumi senza che nessuno dicesse una parola».

Con queste parole esordisce il grande storico francese Georges Bensoussan, ospite del Festival Jewish and the city, con una folgorante lezione di storia contemporanea tenuta all’Università Statale di Milano, una lettura inedita e originale di una pagina di storia abitualmente marginalizzata dai manuali. Un contributo, quello di Bensoussan, in grado non solo di ribaltare molti luoghi comuni ma di modificare l’atteggiamento storiografico sul tema (argomento al centro del nuovo saggio di Bensoussan e non ancora tradotto in italiano, Juifs aux Pays Arabes).

In una sala gremita, introdotto da Guido Vitale , direttore di Pagine Ebraiche, e seguito da un interessante intervento del filosofo Mino Chamla, lo storico Bensoussan smonta mattone dopo mattone, documenti d’archivio alla mano, l’intero edificio farlocco su cui avrebbe poggiato finora il mito dell’age d’or, dell’idillio dei rapporti tra ebrei e arabi e della presunta tolleranza del mondo arabo. «Abitualmente si crede che i rapporti tra ebrei e mondo arabo si siano guastati con la nascita dello stato d’Israele, ovvero a partire dal 1948. Non è così, anzi è una vera bufala che nessuno finora ha avuto il coraggio di smontare. L’antigiudaismo arabo è una realtà storica molto più antica che con Israele non c’entra niente. Chiunque si sia chinato sugli archivi ha potuto capire e toccare con mano la virulenza del sentimento antiebraico nelle popolazioni del Maghreb e del Medioriente. In pieno Ottocento, quando ancora non esistevano né Israele né il Sionismo, si registrano numerosi efferati omicidi in tutto il Nord Africa contro ebrei comuni, generati da odio e invidia sociale. Su quali fonti mi sono documentato? Non quelle ebraiche ma piuttosto sui report dei governanti locali e poi delle amministrazioni coloniali inglesi, francesi, italiane. L’evidenza è che l’antigiudaismo arabo poggi da sempre sulla denigrazione e abbia la sua pietra angolare nella figura dell’ebreo come elemento tra i più disprezzabili nella scala sociale, un paria, una sottospecie. In arabo marocchino si usa una odiosa espressione, Yahud chashak, che significa che il solo fatto di pronunciare la parola ebreo, yahud, ti sporca la bocca ed è quindi rivoltante perfino il fatto di nominarlo. Io vengo dal Marocco sento ancora nelle orecchie risuonare questa offesa. Ma se Israele e il Sionismo non c’entrano nulla, da cosa nasce allora l’antigiudaismo arabo? Risposta: dal processo di modernizzazione e occidentalizzazione delle società ebraiche mediorientali (senza voler dimenticare l’umiliante status di dhimmi che accomunava tutti gli infedeli, i non musulmani, per secoli). La spiegazione è semplice: quando una minoranza disprezzata e umiliata si emancipa diventando più colta e ricca, tutto questo viene percepito come intollerabile, oltraggioso, che dà fastidio, finendo per generare una gelosia sociale distruttiva e omicida», spiega Bensoussan e colpisce la similitudine con la realtà della Germania alla fine del XIX secolo e fino agli anni ’40, un parallelismo che mette i brividi.

«Gli arabi videro nell’emancipazione degli ebrei la negazione di sé, un qualcosa che avrebbe impedito loro di continuare ad essere se stessi. In Francia, e in quanto storico, lavorare oggi su un tema così scottante è molto difficile e impopolare», dice Bensoussan.

Il punto di partenza resta il mito dell’age d’or, l’età dell’oro, il mito della tolleranza benevola arabo-musulmana verso gli ebrei. Come nasce? Chi lo inventò? Sorpresa: questo mito fu costruito a tavolino, nell’Ottocento, da intellettuali ashkenaziti ansiosi di puntare il dito contro i governi assassini dell’est Europa, contro chi scatenava i pogrom, denunciando così le proprie misere condizioni di vita. Come dire: “guardate come stanno bene gli ebrei nei paesi arabi, e guardate invece come è terribile la nostra condizione, qui nell’est Europa!”. Peccato che di questo mito si sia poi impossessata l’opinione pubblica occidentale e la gauche europea del XX secolo.

«Va anche detto, con dispiacere, che la storia degli ebrei orientali è poco e mal conosciuta, in genere considerati dagli studiosi come i parenti poveri della storia ebraica: poche misere pagine, un capitolo striminzito in ogni tomo ponderoso di storia ebraica contemporanea. Senza contare la fatica di molti intellettuali ad abbandonare una visione folkloristica, da thè alla menta e gellaba tradizionale, degli ebrei orientali.

Insomma, quella che va scardinata è la mitologia di un mondo arabo tollerante e accogliente, una radioso eldorado se paragonato a un Europa cristiana tetra e antisemita. È stata soprattutto la sinistra occidentale a far suo il mito e oggi è davvero difficile scardinare queste false credenze. Il grande George Orwell aveva sempre messo in guardia dalla difficoltà di abbandonare false illusioni e preconcetti. E anche le parole di Marcel Proust ci aiutano a meglio capire: “I fatti non penetrano mai nel Paese dove abitano le nostre credenze più profonde”, scrive. Come dire che l’evidenza dei fatti non riesce mai a spuntarla contro le idees recues, i pregiudizi e le convinzioni; il disprezzo della verità storica vince sempre in presenza di idee precostituite. Dispiace dirlo, ma il rifiuto di vedere è una ricorrente e frequente passione occidentale.

In Francia, specie la sinistra, – la gauche e il gauchismo -, continua a coltivare una visione “incantata” delle relazioni tra arabi-ebrei, un passato mitico e profumato che non è mai esistito. L’idillio giudeo-arabo appare ormai sempre di più un’invenzione pura e semplice, mai esistito, almeno alla luce delle ultime fonti storiche. Così come è falsa l’idea che il sionismo sia una risposta all’antisemitismo: non è stato affatto così poiché si trattò di un movimento di autodeterminazione nazionale scaturito dalla volontà di creare un ebraismo laico, tanto è vero che tutti i padri fondatori non erano religiosi. Un’altra bufala da smascherare è quella per cui la Moschea di Parigi accolse e protesse volontariamente gli ebrei durante la seconda Guerra Mondiale. La cosa è infondata, non esistono uno straccio di documento, prova o testimonianza storica che lo attesti, è un altro mito costruito a posteriori».

Ma c’è un altro elemento che aiuta a capire. Va detto che lo stesso mondo ebraico ha sempre voluto edulcorare il passato in terra araba. Esiste una memoria polifonica degli ebrei arabi, una memoria molteplice, a seconda dell’appartenenza sociale e della loro vicinanza al potere coloniale. Non dimentichiamo che stiamo parlando di una società ebraica attraversata da conflitti e disuguaglianze sociali tale quale ciò che avveniva in altri ambiti. Ovvio, quindi, che la memoria dei ricchi borghesi ebrei dei quartieri alti di Casablanca sia del tutto diversa da quella dei diseredati che vivevano nella mellah o nella hara cittadina.

«Il punto di svolta si colloca intorno al 1940: è a partire da questa data che prende il via una politica di umiliazione sistematica, una vera e propria epurazione etnica degli ebrei nel mondo arabo. Negli archivi ricorrono ossessivamente due parole: paura e umiliazione», spiega ancora Bensoussan. «Ma il vero problema oggi sapete qual è nella Francia del 2014? Che a raccontare tutto ciò si viene subito accusati di razzismo anti-arabo cosa che vi rende immediatamente non più credibili né autorevoli, intellettualmente impresentabili. L’accusa peggiore è quella di essenzialismo: ovvero il fatto riportare gli arabi a una presunta essenza, categoria razzista e inaccettabile, poiché non ha senso parlare di essenza di un popolo».

Occidentalizzazione e modernizzazione finiscono così per scatenare una invidia sociale, una gelosia che diventa risentimento. L’emancipazione degli ebrei era vista dagli arabi come inaccettabile, l’uscita dalla condizione di inferiorità impensabile. Lo stesso discorso valeva e vale ancora per le donne, che nell’economia psichica del mondo arabo vengono sempre accostate agli ebrei e ne condividono il medesimo destino. Ancora oggi rivolgo la mia gratitudine a Albert Memmi, autore misconosciuto per troppo tempo, il primo che raccontò la civiltà giudeo-araba senza paraocchi, con i suoi racconti sugli ebrei di Tunisi. Credo che oggi quello arabo-israeliano sia un conflitto soprattutto antropologico e culturale, che sì ha anche un cotè politico ma che, strutturalmente, va molto al di là del problema palestinese».

Bensoussan continua soffermandosi sul milieu intellettuale francese. Il loro mestiere sarebbe quello di vedere, dice, di mantenersi lucidi. E invece un sottile veleno inquina il loro spirito, specie nella sinistra che per decenni chiuse gli occhi sui crimini di Pol Pot, di Mao, di Stalin, dei compagni che sbagliano. Una cecità colpevole e incomprensibile. Il perché? Per non mettersi in discussione e non cadere nella disperazione davanti al fallimento del loro modello culturale», conclude lo storico.

Gli fa eco il filosofo Mino Chamla: «Dobbiamo fare buon uso del vissuto. Per questo mi piace riesumare una parola che un pensatore di destra come Giulio Preti scagliò come un insulto contro gli ebrei: l’accusa di essere meteque, meteco, parola che indicava gli stranieri ad Atene, nel periodo della Grecia classica. Aristotele fu il più grande tra i meteci», spiega Chamla. «Ecco, mi piace pensare per gli ebrei del mondo arabo e per me che sono di origine egiziana, a una identità meteca, più ricca e sfaccettata, consapevole che le narrazioni nuove non possono mai essere storie di compiaciuto trionfo o di totale successo: lasciare un paese, perdere tutto, sentirsi esiliato non è mai edificante o bello a dispetto della fortuna che avrai dopo. Una identità, quella meteca, capace di recuperare la dimensione di una “modernità critica”, come fu quella di Edmond Jabès o di Walter Benjiamin».

http://www.mosaico-cem.it/articoli/attualita/jewish-and-the-city-georges-bensoussan-alle-radici-dellantigiudaismo-arabo-sfatiamo-il-mito-della-tolleranza-araba

19 set 2014, 16:14

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