23 SETTEMBRE 1968 IL GIORNO CHE PADRE PIO CI LASCIO’ – L’ATTUALITA’ E LA STORIA ( L’ITALIA CHE C’E’ E QUELLA CHE FU ) – ALTRE NEWS…


23 SETTEMBRE 1968 IL GIORNO CHE PADRE PIO CI LASCIO’ – L’ATTUALITA’ E LA STORIA ( L’ITALIA CHE C’E’ E QUELLA CHE FU ) – ALTRE NEWS… [ “AZ.” – 23 SETTEMBRE 2014 ]

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Franco Madonna ha condiviso una foto sul gruppo DX e CDX uniti per restituire la dignità agli Italiani

Vincenzo Savarese ha condiviso il video di Gianni DN.

02:53
UN VERO PROFESSIONISTA NEL LECCARE CULI!

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Fai il tuo dovere adesso..vai CAZZO!!!
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—-Messaggio originale—-
Da:
no-reply@forzasilvio.it
Data: 22/09/2014 18.47
A: “Arturo Stenio Vuono”<
an.arenella@libero.it>
Ogg: Il ritorno di Silvio

Arturo stenio,

ieri Silvio Berlusconi è tornato a parlare in pubblico, intervenendo alla tre giorni di formazione di Sirmione.

Il nostro Presidente ha ribadito la sua determinazione e il suo impegno per il rilancio di Forza Italia, chiamando a raccolta soprattutto i giovani e invitando tutti a recuperare lo spirito del ’94.

Questa conferma segue due notizie entrambe molto importanti: 1) La conferma della campagna adesioni a Forza Italia, che finirà il 31 ottobre, seguita poi dalla elezione dei comitati locali. 2) La decisione della Corte europea dei diritti dell’uomo di esaminare i due ricorsi presentati da Silvio Berlusconi alla condanna e allo svolgimento del processo cosiddetto “Mediatrade”, per violazione delle regole del giusto processo e per l’applicazione retroattiva della legge Severino.

In sostanza, siamo in campo, nonostante tutte le difficoltà del momento, per offrire agli elettori del centrodestra una possibilità di presenza politica alternativa alla sinistra. Tutto ciò mantenendo il nostro atteggiamento di opposizione responsabile, che mette al centro il bene del Paese. Ciò significa appoggiare le riforme istituzionali senza però fare sconti rispetto alla finora deludente azione economica del governo Renzi, che molto promette ma ben poco realizza.

Ultimo esempio la promessa di saldare i debiti della pubblica amministrazione verso le imprese entro ieri, 21 settembre, San Matteo. Così non è stato. Secondo il presidente di Confartigianato, Giorgio Merletti, mancano 21,4 miliardi di euro perché sono stati pagati alle aziende 26,1 dei 47,5 miliardi stanziati dal governo. Per Giuseppe Bertolussi, presidente della Cgia di Mestre, i fondi resi disponibili ammontano a 56,8 miliardi, ma alle aziende ne sono stati pagati soltanto 26,1.

Per far fronte a questa situazione, serve una Forza Italia solida e unita, forte del tuo sostegno e di quello di tutti coloro che si riconoscono nella nostra storia.

Grazie per quello che farai.

Cordialmente,

on. Antonio Palmieri
responsabile internet Forza Italia

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—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner
To: ( . . . ) – Sent: Monday, September 22, 2014 5:47 PM
Subject: Lehner: denuncio chi mi dà del giornalista
 
Appresa la notizia del doppio stipendio del compagno giustiziere e moralista Curzio Maltese, diffido chiunque a rammentarmi, specie dopo i pasti, che sono anch’io iscritto all’albo dei giornalisti professionisti
Giancarlo Lehner
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—– Original Message —– From: Vincenzo Mannello
To: ( . . . ) – Sent: Monday, September 22, 2014 3:45 PM
Subject: appelli telepatici di una tartaruga morente
 
Sabato  20 settembre : alle 9,30 un custode rinviene sul bagnasciuga sabbioso della Plaia di Catania uno splendido esemplare di tartaruga marina Caretta caretta.
Specie ultraprotetta dalle istituzioni mondiali ed italiane in particolare.
La tartaruga è visibilmente malridotta,perde sangue abbondantemente ed ha bisogno di immediato soccorso.
Siamo “dentro” Catania,a circa due kilometri dal porto ed in orario “lavorativo”. Più volte (è giusto ricordarlo) sono “scappati” tutti per dare una mano in casi simili. In questa occasione qualcosa non funziona,il meccanismo si inceppa : “non è competenza nostra”,”non siamo autorizzati ad intervenire”…”non risponde nessuno”. Queste le frasi riportate dal quotidiano La Sicilia nella ricostruzione del come e perché la splendida tartaruga marina sia stata ,da tutti gli organi preposti (o meno),abbandonata per più di 12 ore al proprio destino e fatta morire lì ove era giunta in cerca di salvezza.
Questa la sintetica cronaca di pubblica conoscenza.
A me,che per le tartarughe marine ho una particolare predilezione dovuta a qualcosa di ancestrale,é sembrato di raccogliere nell’etere qualcosa di non spiegabile : gli “appelli” lanciati dalla tartaruga fin dal suo approdo sulla spiaggia catanese.
Li ho captati quasi “telepaticamente” ma postumi…inspiegabili sensazioni che sembrano “vere” e che fedelmente riporto.
– “Mare Nostrum ? Sono una tartaruga Caretta caretta….sono in acque italiane e sto per approdare in una spiaggia di Catania…. Sto malissimo,qualcuno mi ha trascinato per mare colpendomi violentemente,forse con delle eliche…ero tranquilla che solcavo le onde,non me lo aspettavo….non ho capito piú niente…,solo qualcosa di gelido traversare  la mia corazza e squarciarmi le carni….non so come faccio ad essere viva….sento il sangue uscire dal mio corpo ed ho pure tanta paura….aiutatemi…!!”.
“Da dove vengo ? Quanti siamo ? Si riconoscono gli scafisti ? E quanto è grande l’imbarcazione…..?? Scusi…cosa ha capito ? Sono una Caretta caretta….una tartaruga di mare…,sono sola e mi trasporta il mio stesso carapace…gli scafisti cosa sono,quelli che mi hanno investito ? Non so dirle altro”.
“No,non sono una profuga superstite di un naufragio…lo vuole capire ? Sto perdendo sangue ma…..non sono partita dalla Libia….sto arrivando sulla spiaggia della Plaia,si….ove morirono annegati tutti quei poveracci di clandestini….a due passi dalla riva”.
“Non potete far niente ? Perché ?….effettuate solo salvataggi di “umani” e direttamente a domicilio ?….ed io cosa faccio ? Chi chiamo ?….la Guardia Costiera ?….ma io mi sento male….vabbè…,grazie lo stesso e buon lavoro”.
“Dio Nettuno,come mi sento male……,Guardia Costiera ? Mi scusi…sono un Caretta caretta ferita gravemente,ho bisogno di soccorso….dove mi trovo ? In questo momento ho poggiato le pinne sul bagnasciuga della Plaia….cerco di arrivare all’asciutto per potermi riposare”.
“Si,ho messo le pinne sulla sabbia…..ah…non è più vostra competenza perché già ho toccato terra ?……e che faccio ?…..si,aspetto un minuto che si informi…devo chiamare la Capitaneria di Porto ?…..vabbè,grazie lo stesso”.
“Dio Nettuno,mi sento peggio ancora…quanto sangue perdo…..proviamo con questi,va……Capitaneria di Porto ? Sono una Caretta caretta e mi trovo a poca distanza da voi….,sono ferita e perdo sangue….mi date aiuto ? Dove sono ? Alla Plaia,spiaggia libera 3….si…,mi sono trascinata una decina di metri sulla sabbia…..meglio chiamare la Polizia Locale ? Cosa è  ? Ah….la municipale….sono sicuramente più vicini ?…ma io sto sempre peggio….,mi muovo con gravissima difficoltà…le mie chiamate telepatiche divengono difficili”.
“Dio Nettuno,c’è un umano….,anzi ne vedo tanti….,sempre piú attorno a me. Vedo che hanno un aggeggio in mano,uno lo ho ingoiato una volta…si chiama telefonino e serve a comunicare tra loro….me lo ha spiegato un delfino mentre nuotava attorno a me”.
“C’è un gran vociare ora,tanti umani…..capisco che si danno da fare,vogliono aiutarmi…..un bimbo mi parla,pure a gesti…..”.
“È tardi,c’è tanto caldo,la sabbia scotta….io sto tanto,tanto male….mi hanno pure fotografato…forse c’è un video su YouTube…sono debole….il bimbo si avvicina e mi dice di non preoccuparmi….hanno avvisato tutti….”.
“il mio sangue è freddo di natura ma ora mi sembra bollente…forse non ne ho piú…,non riesco a muovermi ma capisco ancora tutto…..gli umani sono in continuo movimento…guardano lontano,come aspettassero qualcuno”.
Un uomo mi accarezza pure la zampa…mi sussurra qualcosa….lo comprendo…..hanno chiamato tutti.. Polizia,Carabinieri,Guardia di Finanza,il sindaco Bianco,il governatore Crocetta,forse Renzi e pure Napolitano…se non di persona con il pensiero….così mi dice quel signore accarezzandomi”.
Manca il Centro Recupero Fauna Selvatica di Catania….quelli non risponde proprio”.
“Troppo tempo…..sto per morire….lo sento….quì….,a Catania….città d’Europa e faro di civiltà…..non male….”.
“Me ne vado….mi addormento per sempre sulla sabbia….somiglia a quella del mio primo giorno di vita….vado a solcare altre onde,in altro mare….:
Dio Nettuno…almeno tu rispondimi….”.

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

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PURTROPPO DI QUESTO A SCUOLA NON SE NE PARLA.

PURTROPPO DI QUESTO A SCUOLA NON SE NE PARLA.

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NAPOLI————————————————————–

 —-Messaggio originale—-
Da:
grazianigiuseppe@yahoo.it
Data: 20/09/2014 13.10
A: <undisclosed recipients:;>
Ogg: invito “Settembre ai Decumani”

Buongiorno,
in allegato il programma e l’invito alla serata inaugurale della rassegna di Settembre ai Decumani, rinviata per maltempo nei giorni scorsi.

Cordiali Saluti

Giuseppe Graziani
Presidente CCN Borgo Dante e Decumani

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sabato 20 settembre 2014

La voce sul Pd: “Vogliono un altro premier” Mezzo Nazareno prepara la congiura contro Renzi Ecco chi vogliono a Palazzo Chigi…

Pd, l’indiscrezione sul Nazareno: “La minoranza dem vuole Visco al posto di Renzi”
La cena dei veleni voluta da D’Alema per fare il punto con la sinistra Pd è stato un campanello d’allarme. Matteo Renzi è tornato nel mirino della sinistra Pd. Baffino, secondo quanto ha raccontato il Corriere della sera qualche giorno fa, avrebbe criticato aspramente il premier accusandolo di non aver mantenuto i patti: “A me aveva detto determinate cose, sia sulla composizione del governo che sulla nomina europea dell’Alto rappresentante e poi non ha tenuto fede alla parola data. Prima o poi qualcuno dovrà raccontare le bugie che dice quello lì”. Parole pesanti che hanno riacceso i riflettori sulla faida interna al Nazareno cominciata nel momento in cui Renzi è arrivato alla segreteria. Così con un parlamento poco fedele al premier e marcatamente orientato su posizioni bersaniane, Renzi ha mandato un messaggio chiaro a chi vorrebbe dargli una spallata: “Non esistono alternative a questo governo, l’unica alternativa possibile è il voto”. 
 
Le mosse del Nazareno – Ma a quanto pare, secondo quanto racconta Francesco Verderami sul Corriere della Sera, la minoranza Pd che va da Civati a Bersani, passando per D’Alema, prepara la mossa per ribaltare il tavolo di palazzo Chigi. I rumors parlano di “un’operazione tipo Monti, una soluzione di riserva”. Insomma un altro premier che sostituisca Matteo e possibilmente tecnico come lo era il Prof bocconiano. “Nel Pd c’è chi discute di questa eventualità”, come afferma Civati, ma nessuno esplicitamente fa il nome del panchinaro che si scalda a bordo campo. Ma qualcuno, come Maurizio Sacconi e qualche dirigente del Pd, si spinge oltre e fa un nome: Ignazio Visco. Il governatore di Bankitalia era nella rosa dei probabili ministri di un esecutivo Bersani che però naufragò davanti alle larghe intese. 
 
Gli avvertimenti – Insomma al Nazareno si lavora senza sosta alle spalle di Renzi. Anche Gianni Cuperlo non nasconde l’ipotesi di un cambio della guardia a palazzo Chigi: “Ragionevolmete dopo Matteo c’è solo il voto, anche se la politica a volte ti mette di fronte a degli scarti imprevedibili”. Fassina è più prudente: “Lavoro per cambiare l’agenda del governo, non il governo”. Insomma dentro il Nazareno ci sono diverse correnti, non una novità dalle parti del Pd, ma la minoranza che prepara qualche sorpresa amara per il premier preoccupa e non poco i renziani. Insomma Matteo non riesce ancora a tenere saldamente il partito dalle sue mani. Un partito che ormai ha un solo obiettivo: fare opposizione al premier pur essendo in maggioranza. 
—-Messaggio originale—-
Da:
notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 22/09/2014 8.23
A: “Esercito di Silvio”<
esercitodisilvioitalia@groups.facebook.com>
Ogg: [Esercito di Silvio] il Notiziario: SILVIO ALLA LEOPOLDA AZZURRA “Io sono una bandiera a mezz’asta…..


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lunedì 22 settembre 2014

SILVIO ALLA LEOPOLDA AZZURRA “Io sono una bandiera a mezz’asta…” Ecco cosa serva a Forza Italia

Berlusconi: “Ecco cosa serve a Forza Italia”
“Venti anni di battaglie politiche ti tolgono entusiasmo, passione, c’è un pò di stanchezza. È fisiologico. Forza Italia ha bisogno di forze nuove, di tornare a quel richiamo del ’94”. Lo ha detto Silvio Berlusconi, intervenendo alla scuola di formazione politica a Sirmione organizzata da Mariastella Gelmini. “Mi piacerebbe – ha detto ancora l’ex premier – stare in un partito dove io posso essere ancora una bandiera da sventolare, come ora sventola Matteo Renzi. Ora sono una bandiera a mezz’asta. Sarebbe bello avere in campo un esercito di azzurri che avesse per bandiera un vecchietto e tutti gli altri giovani. Noi dobbiamo mettere insieme un esercito di giovani forze decise a combattere per la cosa più alta e nobile, la libertà”. Si definisce una bandiera a mezz’asta che dev’essere sventolata e, prima di prendere la parola Berlusconi aveva scherzato sull’età, con tono ironico, ha detto a che un certo punto “cala la vista, l’udito e cala anche altro…”. E, davanti alle risata della platea precisa: “I pantaloni, infatti ho dovuto mettere le bretelle”. E le mostra. Parla della crisi internazionale tra Russia e Ucraina. Poi torna a parlare di sé come un martire, per la persecuzione giudiziaria: “Mi hanno attaccato nei miei diritti politici, nella mia libertà, nel mio tempo, nel patrimonio. Mi hanno tolto il diritto di essere votato e di votare. Hanno attentato alla mia libertà oggi sono sottoposto a una pena che mi vieta di fare attività politica come vorrei, spostandomi l’Italia”. 



lunedì 22 settembre 2014

RISCHIO SCISSIONE NEL PD La fronda prepara l’imboscata Ecco chi vuole mollare Renzi…

Riforma Lavoro, Matteo Renzi e la fronda Pd: 110 parlamentari pronti a dire “no”
Matteo Renzi adesso ha paura. Il premier prova a portare avanti le sue riforme, ma il Pd, il suo partito è pronto a remare contro. Sulla riforma del Lavoro il premier si gioca faccia e poltrona di palazzo Chigi. La minoranza del Pd ha letto la mail di Renzi come una dichiarazione di guerra. Nel messaggio pubblicato ieri sul sito del Pd, Renzi ha messo in guardia la vecchia guardia cercando di prevenire le mosse della sinistra Pd. Ma a quanto pare al Nazareno c’è una gran voglia di combattere contro il premier e di metterlo con le spalle al muro proprio sulla riforma del Lavoro. “Dica quello che crede. Su questo piano io non mi ci metto”, sibila Pier Luigi Bersani in una versione insolita, è furioso. 
 
La faida – Così è già scattata la conta interna. Fra deputati e senatori la componente bersaniana unita alle altre anti-Renzi, può contare all’incirca su 110 dissidenti. Martedì si riuniranno, dopo il vertice che vedrà allo stesso tavolo Fassina, Cuperlo, Bindi, Civati. L’ex sfidante delle primarie pronuncia chiaramente la parola che altri non vogliono nemmeno sentire, ma che in caso di scontro nessuno può escludere. “Se Renzi pensa di andare alle urne sulla riforma del lavoro credo che troverà una nuova forza di sinistra in campo – dice Pippo Civati -. È uno choc, lo capisco. Ma il fantasma della scissione aleggia e non solo dalle mie parti”.
 
Scissione in vista? – Ma dietro le polemiche sulla Riforma del Lavoro c’è anche chi briga per provare a creare un partito di sinistra figlio del Pd e su posizioni anti-renziane. Le parole di Stefano Fassina vanno in questa direzione: “La posta in gioco è un partito progressista utile all’Italia o un PdR, ossia il partito di Renzi, incapace di un cambiamento progressivo”, spiega l’ex viceministro. E ancora: “Ho vinto le parlamentarie grazie a migliaia di consensi. Il mio mandato di deputato è chiaro: votare riforme diverse da quelle della destra come invece vorrebbe Renzi. La direzione può decidere ciò che vuole. Per me è prioritario l’impegno che ho preso con gli elettori”, spiega a Repubblica. Alla riunione convocata martedì dovrebbero essere presenti 110 parlamentari, ovvero i dissidenti che sono pronti a votare contro la riforma del lavoro. L’ipotesi scissione diventa tanto più concreta quanto più aumentano i sospetti sul vero obiettivo del premier. “Penso che la sua sia una manovra politica. Andare alle elezioni accusando il Parlamento di impedirgli la rivoluzione del Paese”, dice Fassina. La riunione dei parlamentari dovrà fornire la consistenza della “fronda”. Il voto anticipato permetterebbe a Renzi di spazzare via la componente Ds dal Pd. Ma una guerra fratricida dentro il suo partito potrebbe anche erodere il consenso degli elettori nel premier e nel Pd… 
 
Gennaro Capodanno ti ha invitato all’evento di Gennaro Capodanno:
Vomero: No alla notte bianca. Riparate le strade e restituiteci un quartiere decente!
Domenica 21 settembre alle ore 0.05 – Domenica 12 ottobre alle ore 9.00 presso Via Luca Giordano
Salvatore Ronghi, Francesco D’Ercole e altre 4 persone sono stati invitati.
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Pasquale Perri ti ha invitato al suo evento:
Memoria di S. PIO da Pietrelcina
Martedì 23 settembre alle ore 17.45 presso Santuario SS. Crocifisso – Cosenza
Annarita Vuono, Pasquale Perri e altre 3 persone sono stati invitati.
foto di Pasquale Perri.
Partecipa
Memoria di S. PIO da Pietrelcina

Martedì alle 17.45

Santuario SS. Crocifisso – Cosenza

 

San Pio da Pietrelcina (Francesco Forgione)

23 settembre

Pietrelcina, Benevento, 25 maggio 1887 – San Giovanni Rotondo, Foggia, 23 settembre 1968

Francesco Forgione nasce a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Il 20 settembre 1918 il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Muore il 23 settembre 1968, a 81 anni. Dichiarato venerabile nel 1997 e beatificato nel 1999, è canonizzato nel 2002.

Etimologia: Pio = devoto, religioso, pietoso (signif. Intuitivo)

Martirologio Romano: San Pio da Pietrelcina (Francesco) Forgione, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori Cappuccini, che nel convento di San Giovanni Rotondo in Puglia si impegnò molto nella direzione spirituale dei fedeli e nella riconciliazione dei penitenti ed ebbe tanta provvidente cura verso i bisognosi e i poveri da concludere in questo giorno il suo pellegrinaggio terreno pienamente configurato a Cristo crocifisso.

Ascolta da RadioVaticana:
Ascolta da RadioRai:
Ascolta da RadioMaria:
Quando muore, il 23 settembre 1968, a 81 anni, le stimmate scompaiono dal suo corpo e, davanti alle circa centomila persone venute da ogni dove ai suoi funerali, ha inizio quel processo di santificazione che ben prima che la Chiesa lo elevasse alla gloria degli altari lo colloca nella devozione dei fedeli di tutto il mondo come uno dei santi più amati dell’ultimo secolo.
Francesco Forgione era nato a Pietrelcina, provincia di Benevento, il 25 maggio 1887. I suoi genitori, Grazio e Giuseppa, erano poveri contadini, ma assai devoti: in famiglia il rosario si pregava ogni sera in casa tutti insieme, in un clima di grande e filiale fiducia in Dio e nella Madonna. Il soprannaturale irrompe assai presto nella vita del futuro santo: fin da bambino egli riceveva visite frequenti di Gesù e Maria, vedeva demoni e angeli, ma poiché pensava che tutti avessero queste facoltà non ne faceva parola con nessuno. Il 22 gennaio 1903, a sedici anni, entra in convento e da francescano cappuccino prende il nome di fra Pio da Pietrelcina. Diventa sacerdote sette anni dopo, il 10 agosto 1910. Vuole partire missionario per terre lontane, ma Dio ha su di lui altri disegni, specialissimi.
I primi anni di sacerdozio sono compromessi e resi amari dalle sue pessime condizioni di salute, tanto che i superiori lo rimandano più volte a Pietrelcina, nella casa paterna, dove il clima gli è più congeniale. Padre Pio è malato assai gravemente ai polmoni. I medici gli danno poco da vivere. Come se non bastasse, alla malattia si vanno ad aggiungere le terribili vessazioni a cui il demonio lo sottopone, che non lasciano mai in pace il povero frate, torturato nel corpo e nello spirito.
Nel 1916 i superiori pensano di trasferirlo a San Giovanni Rotondo, sul Gargano, e qui, nel convento di S. Maria delle Grazie, ha inizio per Padre Pio una straordinaria avventura di taumaturgo e apostolo del confessionale. Un numero incalcolabile di uomini e donne, dal Gargano e da altre parti dell’Italia, cominciano ad accorrere al suo confessionale, dove egli trascorre anche quattordici-sedici ore al giorno, per lavare i peccati e ricondurre le anime a Dio. È il suo ministero, che attinge la propria forza dalla preghiera e dall’altare, e che Padre Pio realizza non senza grandi sofferenze fisiche e morali.
Il 20 settembre 1918, infatti, il cappuccino riceve le stimmate della Passione di Cristo che resteranno aperte, dolorose e sanguinanti per ben cinquant’anni. Padre Pio viene visitato da un gran numero di medici, subendo incomprensioni e calunnie per le quali deve sottostare a infamanti ispezioni canoniche; il frate delle stimmate si dichiara “figlio dell’obbedienza” e sopporta tutto con serafica pazienza. Infine, viene anche sospeso a divinis e solo dopo diversi anni, prosciolto dalle accuse calunniose, può essere reintegrato nel suo ministero sacerdotale.
La sua celletta, la numero 5, portava appeso alla porta un cartello con una celebre frase di S. Bernardo: “Maria è tutta la ragione della mia speranza”. Maria è il segreto della grandezza di Padre Pio, il segreto della sua santità. A Lei, nel maggio 1956, dedica la “Casa Sollievo della Sofferenza”, una delle strutture sanitarie oggi più qualificate a livello nazionale e internazionale, con 70.000 ricoveri l’anno, attrezzature modernissime e collegamenti con i principali istituti di ricerca nel mondo.
Negli anni ‘40, per combattere con l’arma della preghiera la tremenda realtà della seconda guerra mondiale, Padre Pio diede avvio ai Gruppi di Preghiera, una delle realtà ecclesiali più diffuse attualmente nel mondo, con oltre duecentomila devoti sparsi in tutta la terra. Con la “Casa Sollievo della Sofferenza” essi costituiscono la sua eredità spirituale, il segno di una vita tutta dedicata alla preghiera e contrassegnata da una devozione ardente alla Vergine.
Da Lei il frate si sentiva protetto nella sua lotta quotidiana col demonio, il “cosaccio” come lo chiamava, e per ben due volte la Vergine lo guarisce miracolosamente, nel 1911 e nel 1959. In quest’ultimo caso i medici lo avevano dato proprio per spacciato quando, dopo l’arrivo della Madonna pellegrina di Fatima a San Giovanni Rotondo, il 6 agosto 1959, Padre Pio fu risanato improvvisamente, tra lo stupore e la gioia dei suoi devoti.
“Esiste una scorciatoia per il Paradiso?”, gli fu domandato una volta. “Sì”, lui rispose, “è la Madonna”. “Essa – diceva il frate di Pietrelcina – è il mare attraverso cui si raggiungono i lidi degli splendori eterni”. Esortava sempre i suoi figli spirituali a pregare il Rosario e a imitare la Madonna nelle sue virtù quotidiane quali l’umiltà,la pazienza, il silenzio,la purezza,la carità.“Vorrei avere una voce così forte – diceva – per invitare i peccatori di tutto il mondo ad amare la Madonna”.
Lui stesso aveva sempre la corona del rosario in mano. Lo recitava incessantemente per intero, soprattutto nelle ore notturne. “Questa preghiera – diceva Padre Pio – è la nostra fede, il sostegno della nostra speranza, l’esplosione della nostra carità”.
Il suo testamento spirituale, alla fine della sua vita, fu: “Amate la Madonna e fatela amare. Recitate sempre il Rosario”.
Intorno alla sua figura in questi anni si sono scritti molti fiumi di inchiostro. Un incalcolabile numero di articoli e tantissimi libri; si conta che approssimativamente sono più di 200 le biografie a lui dedicate soltanto in italiano. “Farò più rumore da morto che da vivo”, aveva pronosticato lui con la sua solita arguzia. Quella di Padre Pio è veramente una “clientela” mondiale. Perché tanta devozione per questo san Francesco del sud?
Padre Raniero Cantalamessa lo spiega così:“Se tutto il mondo corre dietro a Padre Pio – come un giorno correva dietro a Francesco d’Assisi – è perché intuisce vagamente che non sarà la tecnica con tutte le sue risorse, né la scienza con tutte le sue promesse a salvarci, ma solo la santità. Che è poi come dire l’amore”.

Autore: Maria Di Lorenzo

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Circolocentogiovani Roma
Circolocentogiovani Roma 21 settembre 11.36.00
Ormai il concetto Sinistra-Marino dovrebbe essere chiaro a tutti, spremere i romani fino all’osso con ogni metodo, da una ZTL ad una TARSU una TARES d’altronde i contribuenti in Italia non possono che essere gli italiani e non possono scappare.
I pollastrelli del bello stivale vengono mandati a picco con una semplice e BULGARA tracciabilità, con una disincantata estorsione di Stato, con una peculiare minaccia di Stato, con TEDESCHI rastrellamenti fiscali in casa… sempre il tutto di Stato.

In Italia per non essere perseguitati bisognerebbe cancellare la propria italianità in via del tutto ufficiale…. dichiararsi appartenente ad un etnia nomade rom o camminante, e si tornerebbe finalmente LIBERI PER SEMPRE.

CONCLUDIAMO CON UNA DOMANDA PER IGNAZIO CRETINO… A QUANDO UNA ZTL PER QUESTI SOGGETTI???

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

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—-Messaggio originale—-
Da: desk@pressinforma.com
Data: 21/09/2014 17.35
A: <an.arenella@libero.it>
Ogg: Incontro d’autore a Capri con Alessandro Preziosi nell’Atelier per l’Arte di Gianluca Isaia in via Fuorlovado.

COMUNICATO STAMPA

Incontro d’autore a Capri con Alessandro Preziosi nell’Atelier per l’Arte di

Gianluca Isaia in via Fuorlovado.

 

Capri 21 Settembre 2014.

E’ stato questo l’evento culturale nato da un’idea di  Gianluca Isaia che ha voluto dare in maniera diversa ed originale l’addio all’estate e salutare l’autunno trasformando il suo spazio di Via Fuorlovado in una piccola agorà dove amici, vacanzieri e clienti sono stati invitati all’incontro d’autore per essere testimoni di una serata particolare interamente dedicata all’arte ed alla cultura. Alessandro Preziosi ha voluto prestare la voce e la  sua straordinaria verve d’artista al suo amico Gianluca Isaia leggendo dei brani tratti da “L’isola è una conchiglia” di Erri De Luca, edizioni La Conchiglia. Una serie di racconti che Preziosi ha letto con voce vibrante, accompagnato dalle note del sax di Alessandro Ferraglioni, tra il silenzio del pubblico tra cui era presente il sindaco di Capri Gianni de Martino, il presidente dell’Azienda di Soggiorno Fernanda Speranza, l’avv. Emilio Ruotolo presidente del Porto Turistico, lo chansonnier caprese Guido Lembo e la bellissima compagna di Preziosi Greta Carandini, milanese, studentessa di economia alla Bocconi, che ha rubato il cuore del bel tenebroso del piccolo e grande schermo e del teatro. E’ stato un vero e proprio tributo a Capri che Preziosi ed Isaia, entrambi napoletani, hanno voluto fare all’isola attraverso il libro di De Luca, i cui brani hanno echeggiato sotto le volte dell’atelier boutique che apre le sue vetrine proprio nel centro storico di Capri. Ed erano tante persone che hanno accolto l’invito e la piccola stradina di Via Fuorlovado, oltre gli spazi della boutique all’imbrunire di ieri si è affollata come non mai di vacanzieri e turisti, ma anche di tanti stranieri che hanno goduto di un inedito fuori programma assistendo alla performance di Preziosi, tra i più bravi ed apprezzati attori del nostro cinema e teatro.

 

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Contatti
Tel: 081 8378832

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[ DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE ]
5 maggio 2013

La via ad Almirante e quell’ipocrisia tardo-azionista

di Redazione/mer 4 gennaio 2012/20:43

La via ad Almirante e quell’ipocrisia tardo-azionista 

Intervista

« Sarà un paradosso. Ma forse, vista la compagnia, meglio non figurare nelle vie delle città…». La provocazione viene lanciata da Giancarlo Lehner, parlamentare dei Responsabili, ma soprattutto storico e saggista, autore di un libro che ha chiarito molte verità scomode, La tragedia dei comunisti italiani-Le vittime del Pci in Urss (Oscar Mondadori). Fare una chiacchierata con lui, già socialista ma anticomunista, sulle polemiche al calor bianco suscitate dalla proposta  di intitolare una strada di Roma a Giorgio Almirante è molto costruttivo. La toponomastica legata ai personaggi della politica italiana fa registrare una fibrillazione del sismografo a corrente alternata, in base a strani e inaccettabili meccanismi dai quali un clima politico maturo e intellettualmente onesto dovrebbe emanciparsi. Invece…

Lehner, a fare infuriare è l’Almirante redattore della rivista “La difesa della razza”. Lei a proposito dei peana pronunciati in occasione della morte di Giorgio Bocca, stigmatizzò l’ipocrisia per come dalla retorica ufficiale fosse scomparso il Bocca “razzista”. L’antisemitismo non è una macchia per tutti, allora?

Già. È incontestabile che Almirante sia firmatario del Manifesto della razza. Ma in realtà ad Almirante non si contesta tanto questo, ma il fatto che non sia stato un voltagabbana come altri, come Bocca, Dario Fo e tutta l’intellighenzia comunista che era stata fascista. Lo storico Gabriele De Rosa, anche lui firmatario del Manifesto, saltò sul carro dei Pci, poi della Dc. Bocca nel ’42 su un giornale piemontese scrisse un editoriale in cui sosteneva che la Seconda Guerra Mondiale altro non era che la giusta risposta ariana alla congiura ebraica internazionale, si figuri. Altri come Argan e Guttuso divennero in un batter d’occhio antifascisti. Almirante, ritengo, paghi la sua coerenza ideale, che in Italia non è molto apprezzata….

Lei ha conosciuto Almirante, che giudizio ne conserva?

Lo dico da socialista: apprezzo la fedeltà alle sue idee e la lealtà, i motivi per cui lo stimava Bettino Craxi, che, mi disse, sognava di rifondare una “casa madre socialista” con l’Msi. Lo ammiravo quando lo vedevo girare da solo e senza scorta durante gli anni di piombo. Da ebreo ritengo che aver firmato quel Manifesto sia una macchia. Ma le dico pure che vivo in Italia, dove il primo presidente della Corte costituzionale è stato Gaetano Azzarita, che fu, dopo la promulgazione delle leggi razziali, il Presidente del Tribunale della Razza. Una carriera fulminante grazie a Togliatti, che quando era Guardasigilli lo volle come braccio destro.

Ha fatto un nome chiave: Palmiro Togliatti. Su di lui la storia ha svelato molte “macchie”, eppure persino lui ha piazze e strade ovunque…

Macchie? Dica pure che è stato uno dei grandi criminali. Nel suo periodo sovietico è stato più stalinista di Stalin, con gravi responsabilità nell’uccisione degli stessi comunisti che erano scappati nell’Urss. Era l’organizzatore del sistema della Vigilanza Rivoluzionaria. I suoi misfatti non sono più un mistero.

E allora come mai nessuno si scandalizza a vedere vie e piazze da un capo all’altro della Penisola?

Ci sono anche molte strade dedicate a Stalin se è per questo. Sono i lasciti di una cultura tardo-azionista e di un antifascismo non molto intelligente che si trincera dietro dei dogmi. Permane, poi, il retaggio di molti nostri giornalisti a sentirsi “alternativi”.

Siamo condannati a vedere strade intitolate a “criminali” e ad Almirante no?

Guardi ha persino una strada intitolata a Giulianova Francesco Moranino, partigiano, medaglia d’oro, uccisore di partigiani “bianchi”, uomini e donne. L’Anpi che tanto urla per Almirante, scrisse su di lui un elogio vergognoso che ancora dovrebbe avere nei suoi archivi. Condannato e fuggito a Praga, ottenne la grazia da Saragat, con cui il Pci fece un patto per far confluire i suoi voti per l’elezione alla presidenza della Repubblica… Di che parliamo? Meglio non figurare nelle pubbliche piazza, se la logica è questa… Meglio fare chiarezza sulle verità storiche, a questo punto.

 Il tradito potrà anche essere un ingenuo, ma il traditore rimarrà sempre un infame!

 …..invasione in armi e < invasione del “dinero”….. >
 
[ Prima, era invasione in armi e, oggi, < invasione del “dinero”….. >.Noi, meridionali, meglio di tutti gli altri italiani, sappiamo bene come si distrugge una Nazione e un Popolo…clicca sul testo – sotto – del video ]
La canzone intitolata “Se Tornasse Ferdinando” scritta e cantata da Valerio Minicillo. La canzone è dedicata alla…
Di Ilovenaples2007|youtube.com|3.731 condivisioni
[ DOPO IL VIDEO – ATTENDI LA SCHERMATA : NE TROVERAI, DA VISIONARE, TANTI ALTRI ]
[ “AZ.” ]…MA…L’ITALIA…fu una, e unita, Nazione – e, tutto, concorde un Popolo…nel corso del tanto “vituperato” e “deprecato” <ventennio>.
[ il video : vedi sotto ]
salve o popolo di eroi salve o patria immortale son rinati i figli tuoi con la fede e l’ideale…
Di cameratafriulano|youtube.com|1.096 condivisioni
—– Original Message —– From: Giancarlo Lehner – To:  ( . . . )
Sent: Sunday, July 28, 2013 2:36 PM
Subject: FW: Lehner: Obama proviene dal Pd?
Il disastro della primavera araba inchioda Obama, politico politicante, che non sa quello che fa e, tuttavia, fortissimamente lo fa. Più che un presidente Usa, sembra un perfetto candidato alla segreteria del Pd.
  Associazione Azimut - Naples, Italy 
 GIANCARLO LEHNER [ tratto da “Azimut – archivio online : pubblicato – in replica : maggio 2008 – articolo, sul “Roma”, del 3 ottobre 2007 ].
—– Original Message —– From: associazioneazimut
Giancarlo Lehner – articolo sul < Roma ( ” il Giornale di Napoli” ) > – mercoledì 3 ottobre 2007 – in prima e segue a pag.2 ]
Diciamoci tutto
Sobrietà di Almirante
e mandanti del Grillo
    In un certo pomeriggio degli Anni Settanta del secolo scorso, a Roma, quartiere Prati, nei pressi di Via Cola Di Rienzo, vidi con stupore, Giorgio Almirante passeggiare tranquillo, sicuro, a testa alta, senza guardie del corpo e senza scorta. Eppure, erano i tempi in cui certa sinistra, predicava che ammazzare i “fascisti” non configurava reato.
    Eppure, erano i tempi barbarici e psicotici del rogo di Primavalle.
    Il 17 aprile 1973 bruciarono vivi, per mano comunista, il giovane Virgilio Mattei e il fratellino Stefano di otto anni, solo perchè figli di un missimo. Erano i tempi in cui gli assassini, purchè marxisti-leninisti, potevano sicuramente godere della protezione del circolo mediatico-giudiziazio. Anzi, grandi carriere si aprirono ai protettori di codesti criminali, specie ai difensori politici, che oggi sono al governo, e ai giornalisti ed ai buffoni, che oggi fanno la morale all’universo mondo. Il 28 febbraio 1975, sempre nella Capitale, a poche centinaia di metri da dove camminava Almirante, tra via Ottaviano e piazza Risorgimento, uno studente greco del Fuan, Mikis Mantakas, colpevole solo di aver chiesto giustizia per l’omicidio dei fratelli Mattei, venne fucilato…. da un < compagno > tiratore scelto e assassino. Questo era il clima, eppure Giorgio Almirante non aveva preteso dallo Stato una scorta di polizia, che, oggi, invece, togliendo personale all’ordine pubblico e alla sicurezza dei cittadini, non si nega a nessuno, basta che si faccia parte della Casta. Tuttavia, va pur detto che, dato per assiomatico e urgentissimo l’imperativo di moralizzare la politica, magari mordendola a sangue, non dobbiamo neppure cadere nella trappola dei mandanti di un’improbabile eticità.
    Nel settembre 2005, Gerardo Mazziotti diede alle stampe < L’assalto alla diligenza >, edito da Denarolibri; tre mesi dopo, uscì, per i tipi della Mondadori, < Il costo della democrazia > di Salvi e Villone.In quei testi si denunciavano, dati alla mano, sprechi, sperperi e quant’altro fa schifo e vergogna, come, ad esempio, il fatto che il Quirinale costi al contribuente più di quattro volte Buckingam Palace. Tuttavia, Mazziotti, Salvi e Villone passarono inosservati e nessun Grillo saltò su. La triste verità è che, in assenza di un mandante forte ed organizzato, nessuna denuncia e nessuna verità pare posa aver il giusto spazio in Italia.Poi, venne il libro, < La casta > di Rizzo e Stella, l’unico volume a memoria d’uomo onorato da un editoriale sulla prima pagina del Corriere della Sera, siglato da una firma pesante e nobile come quella di Sergio Romano. Il mandante, questa volta, traspare nitido e fortissimo, essendosi ben stagliato, non solo col successo del libro, pompato da centinaia di recensioni, dibattiti e citazioni, ma anche con lo scatenamento a tutto campo delle pulci alla politica – per carità giustissime – e la riapparizione di vecchi e nuovi buffoni e santoni dell’antipolitica. 
    A me che non sono grullo e non credo a Grillo sorge un dubbio lancinante: ma se c’è un mandante, che fa esplodere le cose a orologeria, come posso credere che la voglia di sobrietà, di onestà e di moralità non sia finalizzata a tutt’altro, magari al suo contrario? Allora, mi torna in mente l’onestà e il coraggio di Almirante, che camminava indifeso in via Cola Di Rienzo, quando essere missini era un peccato mortale, in tutti i sensi.
Ferruccio Massimo Vuono PUBBLICATO ( 2 agosto 2013 )
( 15 settembre 2012 )
Alcoa, sindacalisti: "Stare qui è dura". Sindaci del Sulcis sotto il silo …< DISPOSTI A TUTTO > , PURTROPPO, E’ RIMASTO ( SOLO ) – TRA I TANTI – UNO “SLOGAN OPERAIO”: GIA’ DA TEMPO, VISTO CHE L’INERZIA DELLE CAMERE HA “CEMENTATO” IL < GOLPE SILENZIOSO >…, LO SLOGAN DOVEVA ASSURGERE A PROGRAMMA DELL’INTERO POPOLO ITALIANO ! ! !COSI’ NON E’ ! GLI ITALIANI…ATTENDONO ( COSA) ?
Incendio all'impianto di Acerra, in fumo tremila balle di rifiuti
l’Italia
( E PAOLO BARNARD, PREVEDENDO, CHIARAMENTE DIXIT : ”…So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete… )
Arturo Stenio Vuono Arturo Stenio Vuono. – Ripetutamente, numerosi i messaggi, su : cosa fare ? quale legge elettorale ? se, per Silvio Berlusconi, una nuova “discesa in campo” ? quale il “tempo delle urne” ? quale posizione assumere ? Ribadiamo nuovamente che…
[ LEGGI L’ODIERNO SERVIZIO ]
[Sulla possibilità d’una nuova “legge elettorale, già avendo detto, aggiungiamo che il dibattito, in corso, è totalmente “fuorviante”; e non ci sono argomentazioni, nell’attuale, che ci “appassionano” : non crediamo alle diverse rappresentazioni del  presunto “pomo della discordia” ( su “preferenze”, < premio di maggioranza >, eccetera ). Per quanto ci riguarda la “partita in gioco”  ( sotteranea ) è altra; la verità è che si vuole giungere alle urne senza che gli elettori possano decidere nulla: non la coalizione che vada a governare, non l’indicazione del premier , non il programma e la maggioranza di sostegno; tutto si muove nella direzione di scegliere eletti “senza vincolo” e nel segno del puro e semplice < parlamentarismo ” che, poi, dovrà decidere tutto ( a prescindere del risultato delle urne ); ergo : ancora il Monti, e il Casini, sulla “cresta dell’onda”…per “manovre di Bisanzio”, dopo le elezioni, che riguardano l’okkupazione del Colle e di “Palazzo Chigi” (salvo, per altra “posta in gioco” -una “variante di potere”- diversa < soluzione >…]
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Gennaro Sangiuliano ha aggiunto 2 nuove foto.

“Quarto Reich, come la Germania ha sottomesso l’Europa” il libro di Vittorio Feltri e mio, è nella classifica dei più venduti, pubblicata da La Repubblica e Corriere della Sera

"Quarto Reich, come la Germania ha sottomesso l'Europa" il libro di Vittorio Feltri e mio, è nella classifica dei più venduti, pubblicata da La Repubblica e Corriere della Sera
"Quarto Reich, come la Germania ha sottomesso l'Europa" il libro di Vittorio Feltri e mio, è nella classifica dei più venduti, pubblicata da La Repubblica e Corriere della Sera
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Circolocentogiovani Roma
Circolocentogiovani Roma 21 settembre 22.54.00
Dopo i fatti di Torpignattara anche oggi ennesima feroce rissa tra italiani e clandestini a Trastevere a Corcolle un vero e proprio assalto di clandestini con conseguente devastazione di un bus e una giovane donna fuggita al peggio… SARANNO PAROLE FORTI CHE FARANNO RIDERE QUALCHE RADICAL CHIC DI SINISTRA DAL SALOTTINO DEI PARIOLI E FARLO GRIDARE AL RAZZISMO…. MA QUESTO SISTEMA CREATO AD HOC DA UNA SINISTRA CRIMINALE PORTERA’ IN UN NON LONTANO FUTURO AD UNA GUERRA CIVILE TRA NATIVI E IMMIGRATI… ORMAI L’ITALIA PONTE TRA AFRICA ED EUROPA STA’ DIVENTANDO UN IMMENSO CAMPO PROFUGHI INTRISO DI ANARCHIA… DOVE AD ESSERE PROTAGONISTI SARANNO SOLO GRUPPI ETNICI NEMICI TRA LORO E GLI ITALIANI DALL’ALTRA PARTE…
ITALIA COME LA LIBIA!
[ IL SERVIZIO CONTINUA ]
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—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 22/09/2014 1.42
A: “DX e CDX uniti per restituire la dignità agli Italiani”<SHITSTORM.berlusca.infame@groups.facebook.com>
Ogg: [DX e CDX uniti per restituire la dignità agli Italiani] http://torri.romatoday.it/castelverde/manif&#8230;

Circolocentogiovani Roma
Circolocentogiovani Roma 22 settembre 1.42.18
http://torri.romatoday.it/castelverde/manifestazione-corcolle-via-polense-21-settembre.html

ULTIM’ORA: CORCOLLE NON CI STA’… ROMA E ITALIA…INSORGI!

Corcolle, tensione alle stelle: cittadini bloccano la via Polense

torri.romatoday.it
Duecentocinquanta, trecento persone hanno bloccato la strada dove il giorno prima è stato preso d’as…


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Tensione alle stelle a Corcolle. Dopo l’assalto al bus 042 avvenuto nella serata di sabato, i cittadini hanno deciso di scendere in strada. Obiettivo della ‘rivolta’ il centro d’accoglienza della zona, causa, secondo i residenti, dei problemi di sicurezza della zona. Duecentocinquanta, trecento persone hanno bloccato la via Polense. E’ accaduto proprio nelle ore in cui 24 ore prima Elisa, autista dello 042, veniva aggredita da 30 – 40 persone. La classica goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Tanta anche la solidarietà nei confronti dell’autista aggredita nella serata di sabato.

Sul posto sono intervenute numerose pattuglie del commissariato Casilino che hanno evitato che la situazione degenerasse ed hanno sbloccato il traffico, bloccato per quasi un’ora, con ripercussioni soprattutto sulla Prenestina.

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PERIFERIE IN RIVOLTA – Corcolle è solo l’ultimo quartiere a scendere in piazza. L’area di Roma est è infatti una pentola a pressione che sta esplodendo settimana dopo settimana, mese dopo mese. A Luglio Pigneto e Torre Angela i due focolai più importanti, con blocchi sulla Casilina, per protestare rispettivamente contro lo spaccio e contro il progetto del centro d’accoglienza. A inizio settembre è stata Torpignattara a rivoltarsi. Blocchi sulla Casilina e proteste contro il Campidoglio, prima di arrivare ai fatti di questi giorni, con l’omicidio di villa De Sanctis e la rissa finita in omicidio alla Marranella. E proprio la sicurezza è l’obiettivo del movimento #torpignanoncista. Oggi Corcolle.

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Luigi Rispoli ha condiviso la foto di Briganti.
« I'm not italian, i'm neapolitan! Is another thing!»
« Non sono italiana , sono napoletana! È un'altra cosa! »
(Sophia Loren nel'intervista con Barbara Walters)

« I’m not italian, i’m neapolitan! Is another thing!»
« Non sono italiana , sono napoletana! È un’altra cosa! »
(Sophia Loren nel’intervista con Barbara Walters)

10:39

Ieri il giornalista Marco Esposito nonostante non fosse in un ambiente favorevole, è riuscito con grande intelligenza e perizia a sfruttare i pochi interventi concessi per mostrare, dati alla mano, che la parte del Paese che sicuramente non ha tratto nè sta traendo benefici dall’essere uniti è quella che non ha voce perchè considerata aprioristicamente colpevole.
Separiamoci
Unione Mediterranea

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Domenico MANNO – Senato della Repubblica 

Scheda di attività di Domenico MANNO nella VII Legislatura (dal 5 luglio 1976 al
19 giugno 1979) … Nato il 5 settembre 1914 a Caulonia (Reggio di Calabria)

Magistratura e conflitto sociale nella Calabria del dopoguerra – Risultati da Google Libri 

books.google.it/books?isbn=8881010348
Umberto Ursetta  – ‎1997 – History
Così come è da escludere l’esistenza di un qualche nesso tra questo triste … fatto
vi è la testimonianza dell’ex senatore Domenico Manno, di San Nicola di
Caulonia, … Ammendolia-N. Frammartino, La Repubblica rossa di Caulonia,
Casa del …
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—– Original Message —– From: uri b
Sent: Monday, September 22, 2014 4:00 PM
Subject: “Hamas gestisce e lucra sul traffico di clandestini per l’Italia”
 

Invitiamo a leggere anche le altre notizie presenti tra i commenti a fondo pagine, che contengono ulteriori dettagli sull’argomento trattato nell’articolo che vi proponiamo oggi. Buona lettura.

“Hamas gestisce e lucra sul traffico di clandestini per l’Italia”

http://www.focusonisrael.org/2014/09/19/hamas-gestisce-e-lucra-sul-traffico-di-clandestini-per-litalia/

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Emanuel Baroz
19 settembre 2014

3 commenti

 “Hamas gestisce e lucra sul traffico di clandestini per l’italia”

Denuncia bomba dell’Autorità nazionale palestinese

Gaza, 17 Settembre 2014- Il gruppo terrorista palestinese di Hamas e’ coinvolto nel traffico dell’immigrazione clandestina. E’ quanto riferiscono alti esponenti di Fatah in Cisgiordania, citati dall’agenzia di stampa ufficiale dell’Autorita’ Nazionale Palestinese (ANP) “Wafa”.

Secondo l’Autorità Nazionale Palestinese, quindi, chiunque tenti di raggiungere l’Europa sarebbe costretto a pagare tremila e cinquecento dollari per lasciare Gaza attraverso il valico di Rafah, al confine con l’Egitto, e altri duemila dollari per lasciare Gaza attraverso un tunnel sotterraneo. Nelle operazioni sarebbero implicati anche trafficanti egiziani del Sinai.

Secondo l’agenzia di stampa, l’esodo dei palestinesi in fuga da Gaza e’ principalmente legato a ragioni di natura economica, ma soprattutto alle pressioni, intimidazioni e continue violenze che coloro che non appartengono al gruppo terrorista di Hamas sono costretti a subire dai miliziani di questa pericolosa organizzazione armata islamica.

“Il versante palestinese del valico di Rafah e’ una mafia gestita da Hamas” ha sintetizzato “Wafa”, accusando anche i vertici di Hamas di distribuire solo fra i suoi seguaci gli aiuti internazionali che giungono nella Striscia di Gaza. In meno di una settimana, 450 palestinesi in fuga dalla Striscia sono morti nelle acque di Malta e 15 in quelle di Ale ssandria.

Ora è finalmente svelato chi c’è dietro le ondate micidiali di extracomunitari che arrivano – grazie a mare Nostrum – in Italia: una delle più temibili organizzazioni terroristiche islamiche, Hamas.

(Fonte: Il Nord Quotidiano, 19 Settembre 2014)

Thanks to Progetto Dreyfus

Nella foto in alto: migranti siriani e provenienti dalla Striscia di Gaza fermati dalla guardia costiera egiziana martedì scorso

Emanuel Baroz, 19 settembre 2014

 

 

 

 

Categorie: A.N.P., Hamas, Striscia di Gaza
Tags:
agenzia di stampa palestinese Wafa Arab News, ANP (Autorità Nazionale Palestinese), gestione Hamas su traffico migranti, Hamas, Striscia di Gaza, traffico di migranti, traffico di persone, tunnel tra Egitto e Striscia di Gaza, valico di Rafah tra Egitto e Gaza, Wafa (agenzia di stampa dell’ANP)

 

 

 

 

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#1 Emanuel Baroz

“MEGLIO MORIRE ANNEGATI CHE CONTINUARE A VIVERE A GAZA”

Dopo l’affondamento di un barcone di migranti lungo le coste egiziane di qualche giorno fa, un abitante di Gaza racconta: “Non credo che quest’incidente fermerà l’esodo da Gaza perché la gente è disperata e vuole andarsene. Chi scappa dice che è meglio morire in mare che morire di disperazione a Gaza”.

Quest’articolo pubblicato da Haaretz getta nuova luce sulla tragedia degli abitanti della Striscia di Gaza controllata da Hamas: la migrazione clandestina orchestrata da trafficanti senza scrupoli sono vicini agli ambienti di Hamas che a loro volta impedisco al governo di unità nazionale palestinese di fermare le vie del traffico clandestino.

Con l’aiuto dei trafficanti migliaia di palestinesi hanno lasciato Gaza usando i tunnel e le navi già dall’inizio dell’Operazione Margine Protettivo. L’ambasciata palestinese in Grecia ha dichiarato che la nave affondata l’altro giorno lungo le coste di Malta aveva a bordo 450 persone di cui gran parte palestinesi della Striscia che sono stati intenzionalmente speronati da una nave di trafficanti.

Diverse testimonianze raccontano il meccanismo del traffico umano: “Per scappare bisogna pagare 3.500/4.000$ a persona. Per uscire da Gaza si fa uso dei famigerati tunnel di Rafah, valico che separa Gaza dall’Egitto. Sono tunnel piccoli perché quelli grandi sono stati distrutti dagli egiziani, tant’è che per diversi metri bisogna anche gattonare per arrivare in Egitto. Una volta sbucati, un minibus è già pronto per portare i disperati a Port Said dove rimarranno ad aspettare in un alloggio fintanto che non verranno preparati i documenti falsi e corrotto quanto basta le autorità egiziane. Poi una volta giunti ad Ale ssandria, un barcone sarà pronto a salpare nella maggior parte dei casi, verso l’Italia. Il viaggio dura una settimana. In prossimità delle coste italiane il barcone invia un messaggio di aiuto per poi essere messi in salvo dalla Guardia Costiera italiana o dalla Croce Rossa.

https://it-it.facebook.com/ProgettoDreyfus/photos/a.387495981326769.85422.386438174765883/692194097523621/?type=1

21 set 2014, 11:36 Rispondi|Quota

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#2 Emanuel Baroz

Gaza, soldi per la ricostruzione agli scafisti per raggiungere l’Europa

Ciascuna famiglia della Striscia di Gaza riceve circa tremila dollari per le prime necessità dopo la guerra. Molte li usano per pagare gli scafisti per un “viaggio della speranza”.

di Raffaello Binelli

L’ultimo scontro tra Israele e Hamas ha avuto, come effetto collaterale, anche l’aumento dei viaggi della speranza verso l’Europa da parte di molti giovani della Striscia di Gaza, disposti a tutto pur di lasciare quella terra martoriata.

Una parte dei soldi dati dall’Autorità nazionale palestinese per la ricostruzione (denaro elargito per iniziare a rimettere in sesto le abitazioni distrutte), infatti, viene impiegato dai capifamiglia per pagare gli scafisti. Le famiglie palestinesi pagano quel poco che hanno pur di far arrivare i loro figli più giovani (prevalentemente adolescenti) in Europa. Da Gaza si è venuto a creare un flusso incessante verso l’Egitto: alcuni attraverso i tunnel usati dai contrabbandieri, altri invece passano dalla dogana corrompendo i gli addetti alla sorveglianza al valico di Rafah. Dati ufficiali non esistono ma secondo alcune organizzazioni che operano nella Striscia di Gaza sarebbero almeno un centinaio le persone partite per l’Europa e di cui si sono perse le tracce. A questi bisogna aggiungere quelli che hanno intrapreso il viaggio ma di cui si sono perse le tracce: molti sono arrivati a destinazione ma non hanno fornito dettagli sul loro viaggio, altri invece sono rinchiusi in qualche posto isolato (appartamenti o capannoni) in attesa di essere imbarcati sul primo barcone disponibile per la traversata. Il luogo di partenza di molti barconi sarebbe il porto di Damietta, sul Mediterraneo (delta del Nilo), circa 200 km a nord del Cairo. Per arrivarci, una volta oltrepassato il valico di Rafah, ci vogliono circa quattro ore di auto.

Due giovani sopravvissuti alla strage di profughi della scorsa settimana, compiuta da scafisti egiziani, ha ammesso di non provenire dalla Siria ma di essere fuggiti proprio da Gaza, dopo aver buttato i documenti. Insieme a loro, hanno raccontato, c’erano donne e bambini, in gran parte provenienti dalla Siria, ed anche molti palestinesi.

Alcuni alti esponenti di Fatah, in Cisgiordania, puntano il dito contro Hamas, dicendo che il gruppo islamista palestinese sarebbe coinvolto nel traffico dell’immigrazione clandestina. Citati d Wafa, l’agenzia di stampa ufficiale dell’Anp, forniscono anche il costo della fuga: chiunque tenta di raggiungere l’Europa è costretto a pagare 3.500 dollari. Le cifre da sborsare sono difficilmente verificabili. Qualcuno parla di duemila dollari solo per scappare attraverso un tunnel, altri dicono che sono sufficienti 400 dollari, una somma sicuramente molto più abbordabile. A far crescere il prezzo finale ovviamente c’è il viaggio via mare, su imbarcazioni di fortuna. E in certi casi si devono fare più trasbordi, con vere e proprie staffette in mare organizzate da chi gestisce i traffici di esseri umani per cercare di sviare i controlli radar, tentando di far passare i barconi per normali pescherecci.

Nelle operazioni sarebbero implicati anche alcuni trafficanti egiziani del Sinai. L’esodo dei palestinesi in fuga da Gaza sarebbe legato sia a ragioni di natura economica sia alle fortissime pressioni che coloro che non appartengono al gruppo islamista sono costretti a subire da Hamas.

(Fonte: Il Giornale, 19 settembre 2014)

21 set 2014, 11:41 Rispondi|Quota

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#3 Emanuel Baroz

Gaza – Ashrawi (Olp) condanna le esecuzioni da parte di Hamas

Sono illegali, violazione del diritto alla vita.

RAMALLAH, 18 set – L’esponente dell’Olp Hanan Ashrawi ha condannato le recenti esecuzioni extragiudiziarie di presunti ”collaboratori” da parte di Hamas a Gaza. “La ratifica delle pene di morte – ha ricordato – è un’esclusiva prerogativa del presidente dell’Autorità nazionale palestinese” e senza questa la pena capitale ”e’ illegale”. Ashrawi si e’ comunque detta contraria alla pratica che ”e’ una chiara violazione del diritto alla vita e una forma di tortura che e’ crudele e inumano trattamento”.

(Fonte: ANSA, 18 Settembre 2014)

21 set 2014, 11:41

 

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