PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S. “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ “)


PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S. “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ “)

Da Ufficio Stampa “Azimut”-  06/10/2014 –
servizio tra breve in rete https://azimutassociazione.wordpress.com
Anteprima di web : <associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi: PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S. “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ “)
[ “AZ.-NEWS” : 7 OTT. ’14 ]-

IN COPERTINA
( foto tratte dal web )
napolitanomare
S E N Z A    P A R O L E
PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S. – “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ ” )
 [ “AZ.-NEWS : 7 OTT. ’14 ]
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( tratto dal web )

L’editoriale del direttore Barbano Salvi Napoli chiunque … – Il Mattino

1 giorno fa … Salvi Napoli chiunque può. PER APPROFONDIRE: editorialebarbano. di
Alessandro Barbano … CONTINUA A LEGGERE SUL MATTINO HD … Come
quando sostiene di non volere attaccare Napolitano e, nello stesso tempo …

editoriale+barbano – Il Mattino

1 risultati per la tag “editoriale barbano” … Salvi Napoli chiunque può …
Immagine L’untore di Ebola che infettava per vendetta: contagiato dalla
compagna che …

ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO”
( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 OTT. ’14  – “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ ) – [  stralci del fondo in prima e segue a pag. 58 ]
Mettiamo in ordine i fatti di Napoli.

Primo: la norma che sospende il sindaco condannato anche solo in primo grado. La chiamano erroneamente legge Severino, perché rientra in un pacchetto legislativo più ampio ideato dall’allora guardasigilli del governo Monti. In realtà la impose il ministro dell’Interno Cancellieri, cedendo alle pressioni del giustizialismo di piazza, di cui tra gli altri era protagonista il movimento di De Magistris e Ingroia. Con uno spirito di supplenza tipico dei nostri giorni, la legge trasforma un criterio condivisibile di opportunità politica – quello di mettersi da parte in attesa della conclusione di un giudizio – in un’esclusione automatica, che ha un contenuto punitivo per il singolo amministratore e che entra a gamba tesa nel campo di gioco della politica, il cui vero giudice naturale dovrebbe essere il cittadino elettore…
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Secondo: le leggi sbagliate si cambiano in Parlamento o, al più, nel sinedrio della Corte Costituzionale. Non in piazza. De Magistris invece elude e disapplica le leggi che non gli piacciono, o che non gli convengono. Non accetta nei fatti la sospensione subìta e agita la maschera del sindaco di strada, che arringa il popolo e governa dall’esterno il Palazzo…
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Terzo: la reazione da tigre ferita del sindaco svela la sua inadeguatezza istituzionale e un tratto della personalità che si può, senza timore di esagerare, definire inquietante. Oltre la consueta, e ormai desueta, evocazione dei poteri occulti e della paccottiglia ideologica che fanno parte del suo corredo culturale, c’è un’aggressività della quale egli non sembra avere piena consapevolezza né controllo. Come quando sostiene di non volere attaccare Napolitano e, nello stesso tempo, di essere stato da questo abbandonato in balia dei poteri mafiosi che egli, magistrato in Calabria, cercava di scardinare…
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Quarto: con la complice, anche se involontaria, sponda mediatica, abbonata alla mitologia del complotto come il talk show televisivo lo è alla fiction, De Magistris scorrazza tra una trasmissione e l’altra con i panni inattuali ma sempre suggestivi del magistrato scomodo e del Masaniello redivivo, pronto a rientrare in gioco in una Napoli dove la politica vera latita ormai da anni. Che tuttavia resta la Terza città del Paese e quella più dotata, a dispetto del degrado che l’affligge, di una vera proiezione culturale…
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Quinto: l’atteggiamento di De Magistris dopo la condanna subita isola ancora di più una città che avrebbe tanto bisogno di dialogo istituzionale, ne danneggia l’immagine e la vincola a restare acefala per un tempo troppo lungo. Ma soprattutto in balìa di una maggioranza risicatissima che rappresenta a mala pena, quando non si divide su tutto, i singoli consiglieri che la compongono…

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SUL MATTINO HD

domenica 5 ottobre 2014 – 09:26
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RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE
DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S.
– “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’  “)
 
PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA
[ “AZ.” ] Abbiamo letto con molto interesse il fondo domenicale di Alessandro Barbano : sorta di carta del richiamo, preceduto, com’è noto, dalla serie di provocatorie dichiarazioni, rilasciate a manca e a destra, dal sindaco De Magistris che pare giunto al termine della corsa e che è tra color che son sospesi.
“Salvi Napoli chiunque può”, l’editoriale, con molto interesse l’abbiamo letto e riletto, e per varie ragioni; e, per intanto, dando per scontato che tutti l’abbiano letto integralmente, a parte ripubblichiamo, in merito,  un nostro più volte reiterato post sul tormentone partenopeo che, a nostra avviso, è cosa irrisolvibile; e nessuno, salvo l’imponderabile, può di certo salvare Napoli.
Con la massima attenzione l’abbiamo letto. In primo luogo per il peso del personaggio. In secondo luogo per le affermazioni contenute nel brevissimo saggio. Ma lo abbiamo letto anche per i silenzi : per quanto, cioè, non vi abbiamo trovato ma che per le sorprendenti tesi esposte, implicitamente v’è compreso, e che non può essere taciuto.
Diciamo subito che l’editoriale de “il Mattino” non va letto in chiave disinteressata come, al contrario, ha fatto più di uno e qualche nostro amico; tutti politici attenti, sì, ma frettolosi.Quì l’interesse per Napoli non c’entra, si tratta solo d’una faida.
Un tentativo, insomma, di rimettere ordine nella sinistra; una presa di posizione per ripristinare la corsa su giusti binari; solo un richiamo a ritornare sulla tradizionale e classica via della sinistra partenopea ; questo, e solo questo, a nostro modesto avviso, le caratteristiche portanti dello scritto che, nella dichiarata continuità con una linea editoriale di sempre, cerca solo di acquisire presso le locali nomenklature le solite credenziali di ortodossia della politica affiancatrice; l’esigenza operativa che, ovviamente, Alessandro Barbano non poteva più sacrificare; parimenti, lungi da noi tentare la difesa di De Magistris dal quale ci separano miliardi di anni luce, in questi ultimi tempi, oltre che le teste d’uovo del quotidiano che dirige, si sono mossi i filosofi e gli intellettuali, e la gran parte dei media, usi eternamente a lanciare filippiche, anatemi e scomuniche, avverso la disamministrazione ma da decenni i primi che non hanno mai mosso un muscolo onde avviare un vero rinnovamento; e che, in illo tempore, tanto per memoria, ineffabili, servizievoli, incensarono  il rinascimento di Antonio Bassolino. Ma, come si sa, chi esce dal seminato non è nei loro programmi e chi tocca i fili muore. E chi vuole intendere, intenda.
L’aver dichiarato, tuttavia , l’anomalia della cosiddetta “Legge Severino”, Monti e la Cancellieri con sodali docet, e la sua indubbia interferenza nella normale dinamica democratica; l’aver riconosciuto che certe scelte, a sinistra, come quelle di De Magistris, antagonisti diversi e lor compagni di merende, possono non essere  la giusta proiezione della collocazione maestra, non comportano, forse l’obbligo d’una vera revisione o almeno di serena riconsiderazione dell’impostazione, anche da esso coltivata, quasi dogmatica, di presunta liceità quando e allorchè si colpiva in direzione antiberlusconiana ?
L’aver riconosciuto sbagliate le previsioni che affidavano alla ventata arancione il compito di assicurare la medicina, la più idonea, per guarire tutti i mali di Napoli, non fornisce, nella migliore delle ipotesi, forse, prova di tardiva resipiscenza o, meglio, il semplice rizelarsi che, per l’oggi, però all’interno della sinistra non si risparmiano, da parte dell’ex ( ? )  sindaco gattopardo, i micidiali colpi da fuoco amico verso tante icone e i molti santuari rossi?
I non sinceri accenti revisionistici non sono, in realtà. nuovi. Se ne ascoltarono, e in una versione sempre non lineare, in seno al gotha dei molti soloni postcomunisti, etc., ai quali fu concesso considerevole spazio e credibilità. E’ un espediente tattico una tale revisione ? Noi riteniamo di sì.Che se così non fosse, la sinistra avrebbe trovato in Barbano un suo kamikaze: e cioè la via al suicidio politico. Il giustizialismo, a Napoli e in Italia, composto da minoranze attive di toghe che nulla hanno proprio in comune con la stragrande parte della magistratura, e come a suo tempo i pretori di assalto, ha operato e agito sempre a senso unico e ha fatto strame del garantismo e dello stato di diritto. Dov’era il direttore Barbano ? Oggi, solo oggi, scopre l’acqua calda.
Il puzzle Napoli è sotto gli occhi di tutti,  ora anche a sinistra non si tratta solo d’una democrazia amputata; non si risolve con la scorciatoia giudiziaria, i funambolismi e la doppiezza.
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
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SOSPENSIONE LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO ARANCIONE GATTOPARDO (ALIAS PER I LAZZARI “GIGGINO ‘A MANETTA”) E LA NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA – REPLICA VUONO FERRUCCIO SENIOR

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REPLICA
IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” –  da “Azimut – archivio online
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[ L’EDITORIALE ]
vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE
OPPOSIZIONE SI’, OPPOSIZIONE NO
Arturo Stenio Vuono *
 Noi siamo contro l’arancione, Luigi De Magistris – Sindaco, e la maggioranza dei gattopardi che lo sostiene. E siamo per la
<< opposizione >>.
    Noi siamo contro l’esercizio ( in Consiglio e in Città ) dell’attuale “opposizione”.
    Tale nostra ( apparentemente contradditoria ) posizione è ( al contrario ) il contenuto di una lucida linea culturale e politica.
    E tentiamo di spiegarci ( dopo tanto – ma tanto – “pazientato” ).
    All’indomani della discesa in campo dell’attuale capo delle “opposizioni” ( solo il centrodestra, ad oggi, ne conta ben sette – con undici consiglieri comunali [ ! ], tutto un “programma” ) , Gianni Lettieri, per l’imprevista sua investitura a candidato – sindaco, raccolse – anche – il consenso da parte di pezzi della società civile – più o meno riconducibili agli attuali democrat – che, infatti, non gli lesinarono una sponsorizzazione in tutto il corso delle elezioni amministrative del 2011 ( già quando Lettieri era a capo dell’Unione Industriali, com’è noto, il Pd napoletano, che lo guardava con simpatia, addirittura lo voleva candidare dopo la Iervolino).
    Tale inedito affiancamento, seppure in tono minore, ovviamente, non avveniva a caso e non ispirato, nella fattispecie, dall’interessato. Si inseriva, e si inserisce, evidentemente, in un quadro politico cittadino i cui ingredienti sono : la cronica linea – compromissoria e consociativa – che, da sempre, ben incarna quella editoriale del maggiore quotidiano partenopeo, cioè, l’azione di sistematica critica alle insufficienze delle amministrazioni di sinistra e per poi, sistematicamente, ad ogni turno elettorale, richiamare –  la pubblica opinione – a un ricambio che mai venga, però, a determinarsi – per globale alternativa – con precisi connotati “a destra” ( solo Giorgio Almirante – negli anni ottanta – provò a smontare tale patologia, attaccò frontalmente il tabù e sfiorò solo per un soffio il debellare, una volta per tutte, questo vero e proprio cancro partenopeo ); l’incongruenza e le spaccature, nell’ambito della destra e – poi – del centrodestra, frutto d’una classe elettiva che ha – da sempre – privilegiato il proprio << particulare >> ( così, per l’oggi, la completa frammentazione in PdL Napoli, PdL, Liberi per il sud, Fratelli d’Italia, Futuro e Libertà, Forza Italia e il Nuovo centrodestra ); le garanzie di “moderatismo ( è solo un dolce eufemismo ) del candidato extra-sinistra ovvero che, prevalga o meno, ad essere – sempre – un << ponte >> verso l��apparato politico-istituzionale del centrosinistra ( per cui, prima, giocoforza, l’industriale Lettieri come figura “autonoma” e “indipendente”, dotata di un certo << neutralismo >> e, oggi, di certo non per sua scelta, che resta “fuori dall’agone delle polemiche di partito, e al di sopra dei partiti”, una funzione che esercita sia in aula che – per così dire – in piazza ); d’altronde, a riguardo di tale comportamento, il massimo risultato, con qualche blitz – nei confronti di esponenti della giunta municipale in carica – sostenuto, pure, da eletti della maggioranza, in occasionale “eresia”, ha mostrato, per l’appunto, come i conti non tornano.
    Un quadro politico cittadino, cioè, nel quale, apparentemente eliminata la ipoteca della “sinistra classica” ( e in ultimo di Bassolino e della Russo Iervolino ), sempre vi sia via libera al consolidamento del solito, identico, e storico << assetto >> nel quale, come si vede, nessun problema è possibile risolvere.Maggiormente per l’affinamento – da parte dell’attuale primo cittadino ( alias, per i “lazzari”, << Giggino ‘a manetta >> ) – del marchingegno marxiano all’insegna del << partito delle tasse >> che, tanto per fare un solo esempio, utilizza anche la prima, e unica, casa come bancomat “per garantire i servizi” inesistenti ( leggasi : per oliarne le solite nomenklature di preposti e “dispensatori”) e “per ristorare le fasce disagiate ” ma non dei veri meno abbienti (leggasi : le clientele elettorali di sempre e i “falsi poveri” , perciò, da precettarsi ).
    Sembra che per contribuire e consolidare tale << modello >> ( di gestione – a “Palazzo San Giacomo” ) e il governo locale che si tinse di rosso ( dal 1976, in poi, salvo qualche risibile interruzione ) e, successivamente, presentato in rosa, indi in “arancione” ( con il “…che cambi tutto, affinchè nulla cambi…” ), non vi sia, al momento, strumento migliore che una “opposizione frammentata” e a copertura della quale egregiamente si prestano, purtroppo, e il sopraggiunto << bing bang >> del PdL e il ridefinire la nuova composizione delle aggregazioni consiliari che vi sono subentrate, o che subentrino, spacciate per una risultante di << politica nobile >> ( e non solo del e nel centrodestra, antesignani – per altri versi –  il già “pendolarismo” Udc, con la politica dei “due forni� e lo sterile velleitarismo  a volere essere buoni  di “Futuro e Libertà”;che contribuirono, seppure nel loro piccolo,  a consegnare la Città a De Magistris e al flop del rinnovamento nelle municipalità ).
    In tale quadro di presunta riconsiderazione e di ristrutturazione degli equilibri, nel quale si restringe e si rinserra – in specie e segnatamente – l’alternativa del centrodestra, invero, non v’è più spazio e posto per una reale e vera << opposizione >>; poichè venendone a mancare i presupposti fondamentali ed i soggetti idonei; e nessuna prospettiva, così stando le cose, esondando l’incoerenza, per il ripristino d’una normale fisiologia democratica di alternanza; e, per il futuro, salvo l’eventuale inversione di tendenza e provvidenziali svolte, possibilità scarsissime di ricambio degli eletti che “questuano” briciole di potere; di conseguenza nessuna appropriata candidatura che, come tale, dovrebbe disarticolare tutto ciò che – a tutt’oggi” – impedisce una fertile e salvifica
<< contrapposizione>> ( ciascuno dei protagonisti – quasi sempre gli stessi – per avere, politicmente, i propri “scheletri negli armadi” e, perciò, “preferiti” all’occupare gli scranni municipali ).
      Diciamo, quindi, e sempre << No >> all’attuale maggioranza in quanto non trova posto nelle prospettive per le quali operiamo.Diciamo altrettanto << No >> all’attuale “opposizione” in quanto ribadiamo, chiaro e tondo, che – stante le nostre prospettive – non intendiamo, oggi, lavorare per il consolidamento di un sistema politico cittadino che ha fatto il suo tempo e che, o si evolve diversamente o deve, inesorabilmente, approdare all’ultima tappa della metastasi di questa nostra << “Napoli – nobilissima” ma sventurata” >> .
* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

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[ LO “SCUDISCIO” DI LEHNER ]

——– Original Message ——–

Subject: Lehner su ( . . . )
Date: Sat, 4 Oct 2014 10:54:42 +0000
From: Giancarlo Lehner
To: ( . . . )
Che Silvio Berlusconi sia un genio è ratificato dalla Storia. Il capolavoro finale,  gemma della sua follia erasmiana, sarà la liquidazione del movimento politico da lui creato. Tra i forzisti,troppi nani/e e ballerini/e per non abbandonarli alla loro mediocrità.

Giancarlo Lehner
De Magistris sta a Napoli come Mazzarri all’Inter.

Giancarlo Lehner
De Magistris sta a Napoli come Mazzarri all’Inter e Civati al Pd.

Giancarlo Lehner
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LE ALTRE NEWS E I MESSAGGI
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foto di Ferruccio Massimo Vuono.

——– Original Message ——–

Subject: Re: Vs.lutto
Date: Sun, 05 Oct 2014 17:26:44 +0200
From: associazioneazimut@tiscali.it
To: Vincenzo Mannello <vmannel@alice.it>

GRAZIE MOLTE. SALUTI
Il 05.10.2014 17:14 Vincenzo Mannello ha scritto:

Solo ora apprendo,dalla lettura del notiziario la grave perdita personale e di tutta l’Associazione Azimut.
La perdita di un padre ed un nonno,a qualunque età avvenga,lascia sempre un gran vuoto,specie in persone “fatte in un certo modo”.
Non aggiungo altro.
Vincenzo
—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 05/10/2014 14.43
A: “Esercito di Silvio”<esercitodisilvioitalia@groups.facebook.com>
Ogg: [Esercito di Silvio] Invasione: 17 navi cariche di clandestini dirette verso l’Italia, migliaia a bordo

Alessia Maria Munaro
Alessia Maria Munaro 5 ottobre 14.42.55
Invasione: 17 navi cariche di clandestini dirette verso l’Italia, migliaia a bordo

voxnews.info
Gli scafisti della Marina informano che nel Canale di Sicilia, le navi militari inserite nel dispos…
Alessia Maria Munaro
Alessia Maria Munaro 5 ottobre 18.00.28
LAMPEDUSA: CONTESTATO E SFANCULATO IL KAPO’ SCHULZ! BASTA MARE NOSTRUM, BASTA CON IL CENTRO DI…

www.grandecocomero.com
“Questa è una pagliacciata, i colpevoli siete voi, siete voi gli assassini”

—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 06/10/2014 8.20
A: “Esercito di Silvio”<esercitodisilvioitalia@groups.facebook.com>
Ogg: [Esercito di Silvio] il Notiziario: Lavoro, Renzi “copia” Marchionne Ecco come saranno i nuovi contr…

Facebook
Anche Vincenzo Amato (amico di Marco Nonno) ha commentato la foto diMarco Nonno.
Vincenzo Amato
6 ottobre alle ore 0.19
Voi avete il tonno nella testa!!!!! Noi italiani siamo stati una delle prime nazioni ad emigrare e nessun paese nessuno!!! Ci ha mai sbattuto la porta in faccia! il problema principale di questa nazione e’… il sistema!!!!!!! Tutto gira in torno al sistema!!! E tutto calcolato l’euro, la crisi,la corruzione, il malessere e il sistema! Il governo nn vogliono farr leggi che in altri paesi funzionano!!!! Fateci caso,!!! Il sistema fiscale e sbagliato, il sistema del lavoro e sbagliato,. Come e sbagliato che noi ci ritroviamo un presidente del consiglio che nn abbiamo votato!!!! Un presidente della repubblica che nn abbiamo votato!!!!! L’ex governo tecnico che nn abbiamo votato!!! Ci hanno fatyo credere che con uno stipendio base da 1200€ e xon una busta paga moi potevamo comprarci tutto la macchina lo scooter la casa la palestra l’estetista la vasca idromassaggio etc etc… ci hanno fatto credere che l’italia stava bene!! Ma voi lo sapete xche stiamo pieni di debiti!!!? X che dal dopo guerra fino ad oggi non hanno fatto altro che ASSISTENZIALISMOOOO!!!! Buttando via i nostri soldi senza creare nulla!!! X che!? Xche i politici e dico tutti!!!! Sono delle luride sanguisuga con giaccha e cravatta strapagati straviziati e stra sputtanati e nessuno fa nulla!! Neanche le brigate rosse !!? Xche!? Xche sivsono comprati pure i terroristi! In tutto questo vivdico solo … rivolta!!!!!!!!!!!!
—-Messaggio originale—-
Da: update+kr4mymgan4wn@facebookmail.com
Data: 05/10/2014 22.34
A: “Ferruccio Massimo Vuono”<massimovuono@libero.it>
Ogg: Gerardo Pontolillo ha commentato la tua foto.

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Gerardo Pontolillo ha commentato la tua foto.
Gerardo Pontolillo
5 ottobre alle ore 22.34
Ciao Massimo vedo che hai bei ricordi dei tuoi nonni e come tu dici li porterai sempre nel tuo cuore ed io penso che loro ti staranno sempre al tuo fianco aiutandoti in tutto quello che fai ciao
Mi piace
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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
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