BARBANO “IL MATTINO” E IL CASO NAPOLI DE MAGISTRIS – A CHI IL POTERE? A NOI! A CHI IL “RESTAR IN SELLA”? A NOI


—-Messaggio originale—-
Da: massimovuono@libero.it
Data: 09/10/2014 18.04
A: <associazioneazimut@tiscali.it>
Cc: <an.arenella@libero.it>
Ogg: BARBANO “IL MATTINO” E IL << CASO NAPOLI DE MAGISTRIS > – A CHI IL POTERE? A NOI! A CHI IL “RESTAR IN SELLA”? A NOI! [“AZ.-NEWS”10 OTT. ’14 ]

 [ “AZ.-NEWS” – 10 OTT. ’14 ]
BARBANO “IL MATTINO” E IL  << CASO NAPOLI DE MAGISTRIS >> – A CHI IL POTERE? A NOI! A CHI IL “RESTAR IN SELLA”? A NOI!
Da Ufficio Stampa “Azimut”–  09/10/2014
servizio tra breve in retehttps://azimutassociazione.wordpress.com
07/10/2014
associazioneazimut@tiscali.it
<an.arenella@libero.it>
Oggi: RISPOSTA AL DIRETTORE DE “IL MATTINO” DI NAPOLI

 [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : MARTEDI’ 7 OTTOBRE 2014 ]

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)

L E G G I – V I S I T A

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domenica 5 ottobre 2014 – 09:26
RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE
DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S.
– “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’  “)
 
PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA
 
[ “AZ.” ] Abbiamo letto con molto interesse il fondo domenicale di Alessandro Barbano : sorta di carta del richiamo, preceduto, com’è noto, dalla serie di provocatorie dichiarazioni, rilasciate a manca e a destra, dal sindaco De Magistris che pare giunto al termine della corsa e che è tra color che son sospesi.
“Salvi Napoli chiunque può”, l’editoriale, con molto interesse l’abbiamo letto e riletto, e per varie ragioni; e, per intanto, dando per scontato che tutti l’abbiano letto integralmente, a parte ripubblichiamo, in merito,  un nostro più volte reiterato post ( 1 ) sul tormentone partenopeo che, a nostra avviso, è cosa irrisolvibile; e nessuno, salvo l’imponderabile, può di certo salvare Napoli.
Con la massima attenzionel’abbiamo letto. In primo luogo per il peso del personaggio. In secondo luogo per le affermazioni contenute nel brevissimo saggio. Ma lo abbiamo letto anche per i silenzi : per quanto, cioè, non vi abbiamo trovato ma che per le sorprendenti tesi esposte, implicitamente v’è compreso, e che non può essere taciuto.
Diciamo subito che l’editoriale de “il Mattino” non va letto in chiave disinteressata come, al contrario, ha fatto più di uno e qualche nostro amico; tutti politici attenti, sì, mafrettolosi.Quì l’interesse per Napoli non c’entra, si tratta solo d’una faida.
Un tentativo, insomma, di rimettere ordine nella sinistra; una presa di posizione per ripristinare la corsa su giusti binari; solo un richiamo a ritornare sulla tradizionale e classica via della sinistra partenopea ; questo, e solo questo, a nostro modesto avviso, le caratteristiche portanti dello scritto che, nella dichiarata continuità con una linea editoriale di sempre, cerca solo di acquisire presso le locali nomenklature le solite credenziali di ortodossia della politica affiancatrice; l’esigenza operativa che, ovviamente, Alessandro Barbano non poteva più sacrificare; parimenti, lungi da noi tentare la difesa di De Magistris dal quale ci separano miliardi di anni luce, in questi ultimi tempi, oltre che le teste d’uovo del quotidiano che dirige, si sono mossi i filosofi e gli intellettuali, e la gran parte dei media, usi eternamente a lanciare filippiche, anatemi e scomuniche, avverso la disamministrazione ma da decenni i primi che non hanno mai mosso un muscolo onde avviare un vero rinnovamento; e che, in illo tempore, tanto per memoria, ineffabili, servizievoli, incensarono  il rinascimento di Antonio Bassolino. Ma, come si sa, chi esce dal seminato non è nei loro programmi e chi tocca i fili muore. E chi vuole intendere, intenda.
L’aver dichiarato, tuttavia , l’anomalia della cosiddetta “Legge Severino”, Monti e la Cancellieri con sodali docet, e la sua indubbia interferenza nella normale dinamica democratica; l’aver riconosciuto che certe scelte, a sinistra, come quelle di De Magistris, antagonisti diversi e lor compagni di merende, possono non essere  la giusta proiezione della collocazione maestra, non comportano, forse l’obbligo d’una vera revisione o almeno di serena riconsiderazione dell’impostazione, anche da esso coltivata, quasi dogmatica, di presunta liceità quando e allorchè si colpiva in direzione antiberlusconiana ?
L’aver riconosciuto sbagliate le previsioni che affidavano alla ventata arancione il compito di assicurare la medicina, la più idonea, per guarire tutti i mali di Napoli, non fornisce, nella migliore delle ipotesi, forse, prova di tardiva resipiscenza o, meglio, il semplice rizelarsi che, per l’oggi, però all’interno della sinistra non si risparmiano, da parte dell’ex ( ? )  sindaco gattopardo, i micidiali colpi da fuoco amico verso tante icone e i molti santuari rossi?
I non sinceri accenti revisionistici non sono, in realtà. nuovi. Se ne ascoltarono, e in una versione sempre non lineare, in seno al gotha dei molti soloni postcomunisti, etc., ai quali fu concesso considerevole spazio e credibilità. E’ un espediente tattico una tale revisione ? Noi riteniamo di sì.Che se così non fosse, la sinistra avrebbe trovato in Barbano un suo kamikaze: e cioè la via al suicidio politico. Il giustizialismo, a Napoli e in Italia, composto da minoranze attive di toghe che nulla hanno proprio in comune con la stragrande parte della magistratura, e come a suo tempo i pretori di assalto, ha operato e agito sempre a senso unico e ha fatto strame del garantismo e dello stato di diritto. Dov’era il direttore Barbano ? Oggi, solo oggi, scopre l’acqua calda.
Il puzzle Napoli è sotto gli occhi di tutti,  ora anche a sinistra non si tratta solo d’una democrazia amputata; non si risolve con la scorciatoia giudiziaria, i funambolismi e la doppiezza.
 VIDEO
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
( 1 )  LA
 << “NAPOLI NOBILISSIMA”
 MA SVENTURATA >>
[ L’EDITORIALE ]
AL VISITATORE E AL LETTORE
OPPOSIZIONE SI’, OPPOSIZIONE NO
Arturo Stenio Vuono *
    Noi siamo contro l’arancione, Luigi De Magistris – Sindaco, e la maggioranza dei gattopardi che lo sostiene. E siamo per la
<< opposizione >>.
    Noi siamo contro l’esercizio ( in Consiglio e in Città ) dell’attuale “opposizione”.
    Tale nostra ( apparentemente contradditoria ) posizione è ( al contrario ) il contenuto di una lucida linea culturale e politica.
    E tentiamo di spiegarci ( dopo tanto – ma tanto – “pazientato” ).
    All’indomani della discesa in campo dell’attuale capo delle “opposizioni” ( solo il centrodestra, ad oggi, ne conta ben sette – con undici consiglieri comunali [ ! ], tutto un “programma” ) , Gianni Lettieri, per l’imprevista sua investitura a candidato – sindaco, raccolse – anche – il consenso da parte di pezzi della società civile – più o meno riconducibili agli attuali democrat – che, infatti, non gli lesinarono una sponsorizzazione in tutto il corso delle elezioni amministrative del 2011 ( già quando Lettieri era a capo dell’Unione Industriali, com’è noto, il Pd napoletano, che lo guardava con simpatia, addirittura lo voleva candidare dopo la Iervolino).
    Tale inedito affiancamento, seppure in tono minore, ovviamente, non avveniva a caso e non ispirato, nella fattispecie, dall’interessato. Si inseriva, e si inserisce, evidentemente, in un quadro politico cittadino i cui ingredienti sono : la cronica linea – compromissoria e consociativa – che, da sempre, ben incarna quella editoriale del maggiore quotidiano partenopeo ( n.d.r. – “IlMattino” ) , cioè, l’azione di sistematica critica alle insufficienze delle amministrazioni di sinistra e per poi, sistematicamente, ad ogni turno elettorale, richiamare –  la pubblica opinione – a un ricambio che mai venga, però, a determinarsi – per globale alternativa – con precisi connotati “a destra” ( solo Giorgio Almirante – negli anni ottanta – provò a smontare tale patologia, attaccò frontalmente il tabù e sfiorò solo per un soffio il debellare, una volta per tutte, questo vero e proprio cancro partenopeo ); l’incongruenza e le spaccature, nell’ambito della destra e – poi – del centrodestra, frutto d’una classe elettiva che ha – da sempre – privilegiato il proprio << particulare >> ( così, per l’oggi, la completa frammentazione in PdL Napoli, PdL, Liberi per il sud, Fratelli d’Italia, Futuro e Libertà, Forza Italia e il Nuovo centrodestra ); le garanzie di “moderatismo ( è solo un dolce eufemismo ) del candidato extra-sinistra ovvero che, prevalga o meno, ad essere – sempre – un << ponte >> verso l��apparato politico-istituzionale del centrosinistra ( per cui, prima, giocoforza, l’industriale Lettieri come figura “autonoma” e “indipendente”, dotata di un certo << neutralismo >> e, oggi, di certo non per sua scelta, che resta “fuori dall’agone delle polemiche di partito, e al di sopra dei partiti, una funzione che esercita sia in aula che – per così dire – in piazza ); d’altronde, a riguardo di tale comportamento, il massimo risultato, con qualche blitz – nei confronti di esponenti della giunta municipale in carica – sostenuto, pure, da eletti della maggioranza, in occasionale “eresia”, ha mostrato, per l’appunto, come i conti non tornano.
    Un quadro politico cittadino, cioè, nel quale, apparentemente eliminata la ipoteca della “sinistra classica” ( e in ultimo di Bassolino e della Russo Iervolino ), sempre vi sia via libera al consolidamento del solito, identico, e storico << assetto >> nel quale, come si vede, nessun problema è possibile risolvere.Maggiormente per l’affinamento – da parte dell’attuale primo cittadino ( alias, per i “lazzari”, << Giggino ‘a manetta >> ) – del marchingegno marxiano all’insegna del << partito delle tasse >> che, tanto per fare un solo esempio, utilizza anche la prima, e unica, casa come bancomat “per garantire i servizi” inesistenti ( leggasi : per oliarne le solite nomenklature di preposti e “dispensatori”) e “per ristorare le fasce disagiate ” ma non dei veri meno abbienti (leggasi : le clientele elettorali di sempre e i “falsi poveri� , perciò, da precettarsi ).
    Sembra che per contribuire e consolidare tale << modello >> ( di gestione – a “Palazzo San Giacomo” ) e il governo locale che si tinse di rosso ( dal 1976, in poi, salvo qualche risibile interruzione ) e, successivamente, presentato in rosa, indi in “arancione” ( con il “…che cambi tutto, affinchè nulla cambi…” ), non vi sia, al momento, strumento migliore che una “opposizione frammentata” e a copertura della quale egregiamente si prestano, purtroppo, e il sopraggiunto << bing bang >> del PdL e il ridefinire la nuova composizione delle aggregazioni consiliari che vi sono subentrate, o che subentrino, spacciate per una risultante di << politica nobile >> ( e non solo del e nel centrodestra, antesignani – per altri versi –  il già “pendolarismo” Udc, con la politica dei “due forni” e lo sterile velleitarismo  a volere essere buoni  di “Futuro e Libertà”;che contribuirono, seppure nel loro piccolo,  a consegnare la Città a De Magistris e al flop del rinnovamento nelle municipalità ).
    In tale quadro di presunta riconsiderazione e di ristrutturazione degli equilibri, nel quale si restringe e si rinserra – in specie e segnatamente – l’alternativa del centrodestra, invero, non v’è più spazio e posto per una reale e vera << opposizione >>; poichè venendone a mancare i presupposti fondamentali ed i soggetti idonei; e nessuna prospettiva, così stando le cose, esondando l’incoerenza, per il ripristino d’una normale fisiologia democratica di alternanza; e, per il futuro, salvo l’eventuale inversione di tendenza e provvidenziali svolte, possibilità scarsissime di ricambio degli eletti che “questuano” briciole di potere; di conseguenza nessuna appropriata candidatura che, come tale, dovrebbe disarticolare tutto ciò che – a tutt’oggi” – impedisce una fertile e salvifica << contrapposizione>> ( ciascuno dei protagonisti – quasi sempre gli stessi – per avere, politicmente, i propri “scheletri negli armadi” e, perciò, “preferiti” all’occupare gli scranni municipali ).
      Diciamo, quindi, e sempre << No >> all’attuale maggioranza in quanto non trova posto nelle prospettive per le quali operiamo.Diciamo altrettanto << No >> all’attuale “opposizione” in quanto ribadiamo, chiaro e tondo, che – stante le nostre prospettive – non intendiamo, oggi, lavorare per il consolidamento di un sistema politico cittadino che ha fatto il suo tempo e che, o si evolve diversamente o deve, inesorabilmente, approdare all’ultima tappa della metastasi di questa nostra << “Napoli – nobilissima” ma sventurata” >> .
* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

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inno nazionale kurdo eseguito dalla Kenwood Symphony Orchestra.

Kurdish National Anthem/ Ey Reqib/ Arranged by Ah.J. ئه‌ی ره‌قیب

► 2:01
http://www.youtube.com/watch?v=mvaWrgehjeo19 set 20082 minCaricato da serwansereni
Ey Reqib Arranged by Ah.J.Kenwood Symphony Orchestra, Maestro Kenneth Freed, … You

Kurdistan.wmv – YouTube

► 2:02
http://www.youtube.com/watch?v=pHuuM-qWV5k9 gen 20112 minCaricato da ale mantova
Inno Kurdistan. … This video is unavailable. You need Adobe Flash Player to watch this video

BANDIERA E INNO NAZIONALE

Bandiera del Kurdistan

Inno nazionale del Kurdistan
Ey Reqîb [Oh nemici che ci guardano]

Oh nemici che ci guardano, la nazione di lingua kurda è viva
Non può essere sconfitta dai produttori di armi di ogni tempo
Non si dica che i kurdi sono morti, i kurdi sono vivi
I kurdi sono vivi e la nostra bandiera non cadrà
Noi siamo i figli del colore rosso della rivoluzione
La nostra storia è piena di sangue
Nessuno dica che i kurdi sono morti,
I kurdi sono vivi, e la nostra bandiera non cadrà mai,
Noi siamo i figli dei Medi e Kai Khosrow
La nostra patria è la nostra fede e religione
Non si dica che i kurdi sono morti, i kurdi sono vivi
I kurdi sono vive, e la nostra bandiera non cadrà mai
La gioventù kurda è risorta come nobili guerrieri
Per disegnare la corona della vita con il sangue
Non si dica che i kurdi sono morti, i kurdi sono vivi
I kurdi sono vivi e la nostra bandiera non cadrà mai
La gioventù kurda è sempre pronta  ed è sempre pronta a sacrificare la loro vita
A sacrificare la loro vita, a sacrificare la loro vita

Dal poeta Dildar (pen name – noto anche come Yonis Reuf, 1917-1948)
Link al Video: inno nazionale kurdo eseguito dalla Kenwood Symphony Orchestra

ULTIMA NOSTRA E.MAIL – ANTEPRIMA DI WEB

[ SERVIZIO TRA BREVE IN RETE ]

Data: 08/10/2014 18.59: <associazioneazimut@tiscali.it>

DALL’ITALIA E DAL MONDO – MESSAGGI E CORRISPONDENZE – SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 9 0TT. ’14 ]

IN COPERTINA

TAGLIAGOLE – MERCENARI – SOLDATAGLIE ISIS

NO PASARAN
¡No pasarán!

¡No pasarán!, Ils ne passeront pas, They shall not pass!, Non passeranno
Sono ore drammatiche, decisive. Nella città siriana di Kobane un manipolo di combattenti curdi, tra cui molte donne, si oppone casa per casa all'avanzata dei fanatici dell'Isis. Sanno benissimo che, se catturate, verranno torturate e decapitate. Ma combattono per la propria terra, per la libertà, per l'umanità. Il mondo si inchini di fronte a tanto coraggio.
combattono per la propria terra, per la libertà, per l’umanità. Il mondo si inchini di fronte a tanto coraggio.
AZIMUT – NAPOLI
ONORE
ALLE RAGAZZE CURDE ! ! !
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”  NAPOLI 
  
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE SERVIZIO
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