DALL’ITALIA E DAL MONDO – MESSAGGI E CORRISPONDENZE – SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI


Data: 08/10/2014 18.59: <associazioneazimut@tiscali.it>

DALL’ITALIA E DAL MONDO – MESSAGGI E CORRISPONDENZE – SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 9 0TT. ’14 ]

 IN COPERTINA
Sono ore drammatiche, decisive. Nella città siriana di Kobane un manipolo di combattenti curdi, tra cui molte donne, si oppone casa per casa all'avanzata dei fanatici dell'Isis. Sanno benissimo che, se catturate, verranno torturate e decapitate. Ma combattono per la propria terra, per la libertà, per l'umanità. Il mondo si inchini di fronte a tanto coraggio.

Sono ore drammatiche, decisive. Nella città siriana di Kobane un manipolo di combattenti curdi, tra cui molte donne, si oppone casa per casa all’avanzata dei fanatici dell’Isis. Sanno benissimo che, se catturate, verranno torturate e decapitate. Ma combattono per la propria terra, per la libertà, per l’umanità. Il mondo si inchini di fronte a tanto coraggio.

Altro…

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AZIMUT – NAPOLI
ONORE
ALLE RAGAZZE CURDE ! ! !
 
 
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AZIMUT – TUTTO VA BEN MADAMA LA MARCHESA….
 
 
 


Politica.

Lega e M5S occupano banchi governo. Renzi: ‘Al Senato sceneggiate non politica’. Il ministro Boschi ha chiesto il voto di fiducia sul Jobs Act. Minoranza Pd voterà fiducia

Il presidente del Senato Pietro Grasso (ANSA)Il presidente del Senato Pietro Grasso


 
 
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DALL’AMICO GIANCARLO LEHNER
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner su Giorgio Napolitano
Date: Wed, 8 Oct 2014 10:46:17 +0000
From: Giancarlo Lehner <giancarlolehner@hotmail.com>
To:  
Che Riina e Bagarella possano interloquire in Tribunale con Napolitano, nell’ambito di un procedimento, secondo la maggioranza degli italiani, quanto meno improbabile, non lede la persona bensì l’Istituzione. Conferma, peraltro, quanto scrissero Sciascia e Falcone a proposito delle riforme necessarie, purtroppo mai fatte, per evitare che l’Italia, culla del Diritto,  ne divenisse la tomba.
Giancarlo Lehner

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REPLICA ( AL DIRETTORE DE “IL MATTINO”
 
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RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE
DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S.
– “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’  “)
 
PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA
 
[ “AZ.” ] Abbiamo letto con molto interesse il fondo domenicale di Alessandro Barbano : sorta di carta del richiamo, preceduto, com’è noto, dalla serie di provocatorie dichiarazioni, rilasciate a manca e a destra, dal sindaco De Magistris che pare giunto al termine della corsa e che è tra color che son sospesi.
“Salvi Napoli chiunque può”, l’editoriale, con molto interesse l’abbiamo letto e riletto, e per varie ragioni; e, per intanto, dando per scontato che tutti l’abbiano letto integralmente, a parte ripubblichiamo, in merito,  un nostro più volte reiterato post sul tormentone partenopeo che, a nostra avviso, è cosa irrisolvibile; e nessuno, salvo l’imponderabile, può di certo salvare Napoli.
Con la massima attenzione l’abbiamo letto. In primo luogo per il peso del personaggio. In secondo luogo per le affermazioni contenute nel brevissimo saggio. Ma lo abbiamo letto anche per i silenzi : per quanto, cioè, non vi abbiamo trovato ma che per le sorprendenti tesi esposte, implicitamente v’è compreso, e che non può essere taciuto.
Diciamo subito che l’editoriale de “il Mattino” non va letto in chiave disinteressata come, al contrario, ha fatto più di uno e qualche nostro amico; tutti politici attenti, sì, ma frettolosi.Quì l’interesse per Napoli non c’entra, si tratta solo d’una faida.
Un tentativo, insomma, di rimettere ordine nella sinistra; una presa di posizione per ripristinare la corsa su giusti binari; solo un richiamo a ritornare sulla tradizionale e classica via della sinistra partenopea ; questo, e solo questo, a nostro modesto avviso, le caratteristiche portanti dello scritto che, nella dichiarata continuità con una linea editoriale di sempre, cerca solo di acquisire presso le locali nomenklature le solite credenziali di ortodossia della politica affiancatrice; l’esigenza operativa che, ovviamente, Alessandro Barbano non poteva più sacrificare; parimenti, lungi da noi tentare la difesa di De Magistris dal quale ci separano miliardi di anni luce, in questi ultimi tempi, oltre che le teste d’uovo del quotidiano che dirige, si sono mossi i filosofi e gli intellettuali, e la gran parte dei media, usi eternamente a lanciare filippiche, anatemi e scomuniche, avverso la disamministrazione ma da decenni i primi che non hanno mai mosso un muscolo onde avviare un vero rinnovamento; e che, in illo tempore, tanto per memoria, ineffabili, servizievoli, incensarono  il rinascimento di Antonio Bassolino. Ma, come si sa, chi esce dal seminato non è nei loro programmi e chi tocca i fili muore. E chi vuole intendere, intenda.
L’aver dichiarato, tuttavia , l’anomalia della cosiddetta “Legge Severino”, Monti e la Cancellieri con sodali docet, e la sua indubbia interferenza nella normale dinamica democratica; l’aver riconosciuto che certe scelte, a sinistra, come quelle di De Magistris, antagonisti diversi e lor compagni di merende, possono non essere  la giusta proiezione della collocazione maestra, non comportano, forse l’obbligo d’una vera revisione o almeno di serena riconsiderazione dell’impostazione, anche da esso coltivata, quasi dogmatica, di presunta liceità quando e allorchè si colpiva in direzione antiberlusconiana ?
L’aver riconosciuto sbagliate le previsioni che affidavano alla ventata arancione il compito di assicurare la medicina, la più idonea, per guarire tutti i mali di Napoli, non fornisce, nella migliore delle ipotesi, forse, prova di tardiva resipiscenza o, meglio, il semplice rizelarsi che, per l’oggi, però all’interno della sinistra non si risparmiano, da parte dell’ex ( ? )  sindaco gattopardo, i micidiali colpi da fuoco amico verso tante icone e i molti santuari rossi?
I non sinceri accenti revisionistici non sono, in realtà. nuovi. Se ne ascoltarono, e in una versione sempre non lineare, in seno al gotha dei molti soloni postcomunisti, etc., ai quali fu concesso considerevole spazio e credibilità. E’ un espediente tattico una tale revisione ? Noi riteniamo di sì.Che se così non fosse, la sinistra avrebbe trovato in Barbano un suo kamikaze: e cioè la via al suicidio politico. Il giustizialismo, a Napoli e in Italia, composto da minoranze attive di toghe che nulla hanno proprio in comune con la stragrande parte della magistratura, e come a suo tempo i pretori di assalto, ha operato e agito sempre a senso unico e ha fatto strame del garantismo e dello stato di diritto. Dov’era il direttore Barbano ? Oggi, solo oggi, scopre l’acqua calda.
Il puzzle Napoli è sotto gli occhi di tutti,  ora anche a sinistra non si tratta solo d’una democrazia amputata; non si risolve con la scorciatoia giudiziaria, i funambolismi e la doppiezza.
 
 Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
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PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S. “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ “)

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——- Original Message ——–

Subject: UNIVERSITAS News: Edizione di ottobre 2014
Date: Tue, 07 Oct 2014 13:38:43 +0200
From: NINO LUCIANI <nino.luciani@alice.it>
To: universitas1@universitas.bo.it


___________________
UNIVERSITAS  News
Foglio Indipendente on Line
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7
NINO LUCIANI**, Direttore responsabile
Tel  347 9470152

– Ai Colleghi universitari in Italia e nel mondo
– Ad Altri cittadini, ovunque interessati

Informo che e’ uscita la Edizione di ottobre 2014.
Clicca su: http://www.universitas.bo.it/

ARGOMENTI :
1) La Francia dice no alla austerity della UE, ma per poter abbassare imposte e spese, in una visione da “reaganomics”.
Gli argomenti, opposti, di Draghi (BCE) e Sapin (Ministro Francese, reagonomics ?).
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/INDEX.html#HOME – 2014

2) Abilitazione scientifica nazionale: Testo sentenza tAR del Lazio. conferma bocciatura di un ricercatore cardiologo, aspirante a prof. Associato.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/STATO%202014.htm#STATO GIURIDICO 2014

3) Palermo: ARS-Assemblea Regionale Siciliana. Convegno in ricordo e presentazione, alla Sicilia, di E.d’Albergo, scienziato di Economia della Finanza Pubblica, in occasione della pubblicazione in internet, in inglese, dell’opera magna, per l’onore della scienza delle finanze italiana nel mondo, nel 50° dalla morte.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/RUBRICA%202014.htm#RUBRICA 2014

4) Riforma dei partiti: ripercorso storico-critico di uomini e fatti della dc: A. De Gasperi, G. Dossetti, F. Marini.  Difendere i valori non negoziabili
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/FORUM%204-2014.htm#FORUM 4 – 2014

5) Regioni: riforma del titolo V della Costituzione. Questa riforma di Renzi avrà un impatto importante sul piano politico, ma non sul risanamento del bilancio dello Stato.
Discutiamo quale riforma, che giustifichi validamente (come la Francia) ritardi di austerity, di fronte alla UE.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/FORUM%201-2014.htm

6) Scelte pubbliche: CONVENTION di FONTANA e TASSONE a Roma il 10 ottobre, 2014 ore 10, alla Domus Pacis, per la rianimazione di un partito “di”cattolici, dopo il flop della UDC nelle elezioni del 2013.
CLICCA su: http://www.universitas.bo.it/FORUM%202-2014.htm#FORUM 2 – 2014

 
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—— Original Message ——–

Subject: 7 Ottobre 1985: il dirottamento dell’Achille Lauro
Date: Mon, 6 Oct 2014 21:17:13 +0200
From: “uri b” <uri.b@fastwebnet.it>
To: “‘Uri.b'” <uri.b@fastwebnet.it>


Invitiamo a leggere anche gli altri articoli presenti tra i commenti a fondo pagina, che contengono ulteriori dettagli sulla vicenda trattata nell’articolo che vi proponiamo oggi. Buona lettura.

7 Ottobre 1985: il dirottamento dell’Achille Lauro

http://www.focusonisrael.org/2008/04/14/dirottamento-achille-lauro-7-ottobre-1985/

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Emanuel Baroz 
14 aprile 2008

10 commenti

7 Ottobre 1985: il dirottamento dell’Achille Lauro

 7 Ottobre 1985: il dirottamento dellAchille Lauro

Il 7 ottobre 1985, mentre compiva una crociera nel Mediterraneo, al largo delle coste egiziane, venne dirottata da un commando del Fronte di Liberazione della Palestina. A bordo erano presenti 201 passeggeri e 344 uomini di equipaggio.

Dopo frenetiche trattative diplomatiche si giunse in un primo momento ad una felice conclusione della vicenda, grazie all’intercessione dell’Egitto, dell’OLP di Arafat (che in quel periodo aveva trasferito il quartier generale dal Libano a Tunisi a causa dell’invasione israeliana del Libano) e dello stesso Abu Abbas (uno dei due negoziatori, proposti da Arafat, insieme a Hani El Hassan, un consigliere dello stesso Arafat ), che convinse i terroristi alla resa in cambio della promessa dell’immunità.

Due giorni dopo si scoprì tuttavia che a bordo era stato ucciso un cittadino americano, Leon Klinghoffer, ebreo e paralitico: l’episodio provocò la reazione degli Stati Uniti. L’11 ottobre dei caccia statunitensi intercettarono l’aereo egiziano (un Boeing 737), che, secondo gli accordi raggiunti (salvacondotto per i dirottatori e la possibilità di essere trasportati in un altro paese arabo), conduceva in Tunisia i membri del commando di dirottatori, lo stesso Abu Abbas, Hani El Hassan (l’altro mediatore dell’OLP) oltre ad degli agenti dei servizi e diplomatici egiziani, costringendolo a dirigersi verso la base NATO di Sigonella, in Italia, dove fu autorizzato ad atterrare poco dopo la mezzanotte.

Vedi tutte le 4 foto della galleria >>

focus on israel autori sequestro achille lauro 150x150 7 Ottobre 1985: il dirottamento dellAchille Lauro

focus on israel klinghoffer achille lauro 150x150 7 Ottobre 1985: il dirottamento dellAchille Lauro

focus on israel leon klinghoffer 150x150 7 Ottobre 1985: il dirottamento dellAchille Lauro

focus on israel sequestro achille lauro 1985 150x150 7 Ottobre 1985: il dirottamento dellAchille Lauro

L’allora presidente del Consiglio italiano Bettino Craxi si oppose tuttavia all’intervento americano, chiedendo il rispetto del diritto internazionale e sia i VAM (Vigilanza Aeronautica Militare) che i carabinieri di stanza all’aeroporto si schierarono a difesa dell’aereo contro la Delta Force statunitense che nel frattempo era giunta su due C-141. A questa situazione si aggiunse un altro gruppo di carabinieri, fatti giungere da Catania dal comandante generale dei carabinieri (il generale Riccardo Bisogniero). Si trattò della più grave crisi diplomatica del dopoguerra tra l’Italia e gli Stati Uniti, che si risolse cinque ore dopo con la rinuncia degli USA ad un attacco all’aereo sul suolo italiano.

I quattro membri del commando terrorista vennero presi in consegna dalla polizia e rinchiusi nel carcere di Siracusa e furono in seguito condannati, scontando la pena in Italia. Per il resto della giornata vi furono numerose trattavive diplomatiche tra i rappresentanti del governo italiano, di quello egiziano e dell’OLP.

Alla ripartenza dell’aereo con destinazione Ciampino si unirono al veivolo egiziano un veivolo del SISMI (Servizio per le Informazioni e la Sicurezza Militare) che era nel frattempo giunto con l’ammiraglio Fulvio Martini (che nelle prime ore della crisi era stato costretto a seguire le trattative solo per via telefonica) e a una piccola scorta di due F-104S decollati dalla base di Gioia del Colle e altri due decollati da Grazzanise, voluta dallo stesso Martini. Nel frattempo un F-14 statunitense decollò dalla base di Sigonella senza chiedere l’autorizzazione e senza comunicare il piano di volo e cercò di rompere la formazione del Boeing e dei velivoli italiani, sostenendo di voler prendere in consegna il veivolo con Abbas a bordo, venendo però respinto dagli F-104 di scorta.

Una volta giunti a Ciampino, intorno alle 23:00, un secondo aereo statunitense, fingendo un guasto, ottenne l’autorizzazione per un atterraggio di emergenza e si posizionò sulla pista davanti al velivolo egiziano, impedendone un’eventuale ripartenza. Su ordine di Martini al caccia venne allora dato un ultimatum di cinque minuti per liberare la pista, in caso contrario sarebbe stato spinto fuori pista da un Bulldozer; dopo tre minuti il caccia statunitense ridecollò, liberando la pista.

Gli Stati Uniti richiesero nuovamente la consegna di Abu Abbas, in base agli accordi di estradizione esistenti tra Italia e USA, senza tuttavia portare prove del reale coinvolgimento del negoziatore nel dirottamento. I legali del ministero di Ministero di Grazia e Giustizia e gli esperti in diritto internazionale consultati dal governo ritennero comunque non valide le richieste statunitensi.

Il Boeing egiziano venne quindi trasferito a Fiumicino, dove Abu Abbas e l’altro mediatore dell’OLP vennero fatti salire su un diverso velivolo, un volo di linea di nazionalità Jugoslava la cui partenza era stata appositamente ritardata. Solo il giorno successivo, grazie alle informazioni raccolte dai servizi segreti israeliani (che tuttavia non erano state consegnate al SISMI durante la crisi, pur essendo già disponibili), si ottennero alcuni stralci di intercettazioni che potevano legare Abu Abbas al dirottamento. La CIA consegnò solo alcuni giorni dopo (il 16 ottobre) i testi completi delle intercettazioni, effettuate da mezzi statunitensi, che provavano con certezza le responsabilità di Abu Abbas, il quale venne processato e condannato all’ergastolo in contumacia.

Secondo le dichiarazioni rese da Omar Ahmad, uno dei membri del commando terroristico, il piano originario dei dirottatori era quello di condurre la nave in un porto militare israeliano, di sparare ai soldati presenti, uccidendone il più possibile, e quindi di fuggire in Libia. La vicenda si svolse invece diversamente, secondo Omar Ahmad, per colpa di Abu Abbas.

Dopo aver lasciato Alessandria e aver effettuato uno scalo in Grecia, l’Achille Lauro si diresse verso Napoli, quando la CIA passò un’informazione, forse proveniente dai servizi egiziani, relativa alla possibile presenza di esplosivo su alcune casse caricate ad Alessandria. Pur non potendo verificare la veridicità dell’informazione il SISMI, in accordo con il comandante della nave, decise per precauzione di far gettare in mare alcune casse di cui non era stato possibile far controllare il cui contenuto.

Il ministro della difesa Giovanni Spadolini ed altri due ministri repubblicani presentarono le dimissioni in segno di protesta contro Craxi, provocando la caduta del governo.

Emanuel Baroz, 14 aprile 2008

 

 

 

 

Categorie: AntisemitismoAntisionismoFondamentalismo islamicoGalleryOLP (PLO)Per non dimenticareTerrorismoYasser Arafat
Tags: 7 Ottobre 1985Abu AbbasAntisemitismoAntisionismoBettino CraxiCIAcrisi diplomatica,dirottamento Achille LauroFronte di Liberazione della PalestinaGiovanni SpadoliniLeon Klinghoffer,NATOnave da crociera Achille LauroOLP (PLO)Omar Ahmadomicidio Leon Klinghofferomicidio Leon Klinghoffer 1985PFLPsequestro Achille Laurosequestro Achille Lauro 1985SigonellaSISMITerrorismo,terrorismo palestineseYasser Arafat

 

 

 

 

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#1Edoardo

Un ricordo personale a margine delle NOTE nefandezze di marca andreottian-craxian-morotea…
Leggendo quanto già da oltre un trentennio SAPEVO (x averlo fiutato fin da QUEI TEMPI e continuato a “leggere fra le righe” con il passar degli anni…), cioè l’intervista a Cossiga su Olp/Arafat, Tachè & dintorni, mi sono ricordato come, nell’ottobre del 1985 (dirottamento Lauro/Sigonella/Abu Abbas), andato a casa Craxi in via FOPPA 5 a Milano con una LETTERA di PROTESTA – da lasciare in portineria -, protesta contro il VERGOGNOSO, INFINGARDO, VIGLIACCO comportamento dell’allora presidente del Consiglio Bettino – ricordate come si comportò in quei giorni il Nostro nel suo intervento alla Camera salvo, due giorni dopo, tentare una tanto tardiva quanto barcollante e traballante retromarcia al Senato??? – , venni “ARRESTATO” dalla pattuglia di guardia al palazzo in oggetto… Se la memoria mi sostiene, credo sia accaduto proprio in questi giorni di ottobre… 23 anni fa… E, da allora, ben poco è cambiato… O sbaglio?… Buon Kippur
Edoardo

7 ott 2008, 23:37 Rispondi|Quota

#2HaDaR

I membri del commando terrorista NON furono arrestati dall’Italia, ma furono LIBERATI e lasciati partire per la Libia o la Tunisia, all’epoca rifugio di tutti i criminali assassini e terroristi e poi divenuta rifugio anche di Craxi.
Solo in seguito uno fu preso e processato, gli altri furono condannati in contumacia. nutile dire che la vita di un Ebreo per l’Eurabia di cui l’Italia è una delle avanguardie, non vale molto e infatti dopo pochi anni anche chi era stato incarcerato uscì a continuare la sua attività di supporto per i nazisti di oggi.
Abu Abbas, il capo del commando, non passò mai un giorno in carcere e morì, B”H, di cancro due o tre anni fa sotto la protezione dell’Autorità PalestinISTA per la quale era un eroe.

7 ott 2011, 16:23 Rispondi|Quota

#3Parvus

Una delle pagine più vergognose della storia italiana, con i giornali che definivano coraggioso uno strisciante vile.
Ma guardiamo avanti, la vergognosa nave è finita in fondo al mare, l’innominabile comandante è finito nel dimenticatoio e l’esecrabile primo ministro ha fatto la fine che meritava.

7 ott 2012, 12:24 Rispondi|Quota

#4Parvus

@Parvus:
Ricordiamo magari un evento più positivo: La distruzione della flotta islamica in questo stesso giorno.

7 ott 2012, 12:25 Rispondi|Quota

#5Daniel

Non dimentichiamo

Cartoline da Eurabia, di Ugo Volli

Cari amici,

una delle abitudini dei giornali è quella di dedicare grandi paginate agli anniversari: centenari, bicentenari, cinquantenari. Diciamo che è un po’ una manncanza di fantasia. C’è anche un certo numero di pagine Internet dedicate al tema (http://www.italiaculturale.it/anniversari-2012-centenari-2012/http://www.blitzquotidiano.it/societa/2012-ricorrenze-e-anniversari-1065973/ ,http://www.alinariarchives.it/images/PDF/Ricorrenze_2012_IT.pdf), secondo cui sarebbero passati 1200 anni dall’editto di Caracalla che concesse la cittadinanza a tutti gli abitanti dell’impero nel 212 (in realtà sono 1800, se la mia aritmetica non sbaglia, ma non fa differenza), 500 anni dalla morte di Vespucci, cento da quella di Pascoli e dalla concessione del suffragio universale in Italia (universale sì, ma solo per gli uomini…). Nel 2013 sappiamo già che dovremo festeggiare il secondo centenario della nascita di Giuseppe Verdi e il settimo di Boccaccio: attenzione per gli studenti che fanno la maturità e per i redattori delle pagine culturali.

Ma ci sono degli anniversari che bisogna ricordare, anche se non fanno cifra tonda. Oggi, per esempio, ricorre il ventisettesimo anniversario del dirottamento dell’Achille Lauro, la nave italiana che fu assalita da un commando palestinese esattamente il 7 ottobre 1985. Come andarono le cose si sa: ci fu una “mediazione” di Arafat, che spedì a bordo il suo vice Abu Mazen (vi dice qualcosa questo nome?) a bordo, con l’ordine di ritirarsi, avendo ottenuto una promessa di impunità per il dirottamento. Sennonché i terroristi non avevano fatto solo “propaganda armata”, si erano presi il gusto di ammazzare un cittadino americano ebreo, giusto per chiarire in piccolo qual era lo scopo della loro “lotta”: Leon Klinghoffer, paralizzato e dunque incapace di sottrarsi alla vigliaccheria dei terroristi. Dopo varie vicissitudini, gli americani riuscirono a bloccare su suolo italiano il commando terrorista in fuga, con l’intenzione di portarlo a un regolare processo. Lo impedì con le armi dei carabinieri Craxi, allora presidente del consiglio col pretesto di “difendere la dignità nazionale”: un gesto che probabilmente gli valse il rifugio a Tunisi qualche anno dopo, durante la tempesta giudiziaria e politica di “Mani pulite”. (http://www.focusonisrael.org/2008/04/14/dirottamento-achille-lauro-7-ottobre-1985/)

Perché ricordare questo anniversario? Perché ogni tanto si tende a dimenticare che la dirigenza attuale dei palestinesi – tutta, non solo Hamas – si è formata ed è stata selezionata in decenni di attività terrorista. Gli accordi di Oslo (del ’93, contemporanei di Mani pulite…) furono motivate dall’illusione di una parte della politica israeliana che l’Olp fosse disposto a chiudere definitivamente questa fase e a dedicarsi in buona fede alla costruzione di un’economia e di uno stato per la loro popolazione, rinunciando alla lotta armata e all’intenzione di distruggere Israele, magari paralizzandolo prima e seguendo il modello del delitto Klinghoffer. Fu per l’appunto un’illusione: lo spostamento dell’apparato dell’Olp nel territorio dato loro dagli accordi comportò un aumento del numero e della gravità degli attentati e una militarizzazione della società araba dei territori, che esplose poi nell’ondata terroristica 2000-2004.

Da allora le cose non sono cambiate sostanzialmente, come non è mutata l’ideologia palestinese. Solo la loro tattica si è fatta più sofisticata, includendo un vittimismo propagandistico e una ricorso sistematico al sistema dei media e degli organismi internazionali. Anche la tolleranza, per non dire la complicità, col terrorismo dei “progressisti” occidentali non è cambiata, è solo anch’essa diventata più sofisticata e complessa sul piano diplomatico, politico, mediatico, giudiziario.

Per questo bisogna ricordare Klinghoffer e le migliaia di vittime del terrorismo palestinese, come quest’estate si è fatto con gli atleti di Monaco. Per evitare che lo schermo fumogeno delle flottiglie, dei ricorsi all’Onu, delle denunce, dei rituali terzomondisti occulti la semplice base omicida del terrorismo palestinese.

P.S.
Dopodomani cade anche la data di un altro crimine palestinese che ci riguarda, il trentesimo anniversario dell’omicidio del piccolo Stefano Gay Taché. E’ importante ricordare anche lui, che ci insegna le stesse cose di Klinghoffer: la violenza nazista dei terroristi palestinesi e la complicità della politica italiana, inclusa la sinistra e i sindacati.

http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=46358

7 ott 2012, 14:42 Rispondi|Quota

#6Emanuel Baroz

SIGONELLA: DALLA PARTE DEI TERRORISTI

http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/10/12/sigonella_dalla_parte_dei_terr.html

7 ott 2012, 18:15 Rispondi|Quota

#7Emanuel Baroz

LA COLPA DI ESSERE EBREO

http://ilblogdibarbara.ilcannocchiale.it/2006/10/08/la_colpa_di_essere_ebreo.html

7 ott 2012, 18:16 Rispondi|Quota

#8Emanuel Baroz

IL CASO ACHILLE LAURO – Nel 1985 Craxi vi impedì l’arresto di Abu Abbas

La base aerea di Sigonella è ben nota per un famoso episodio avvenuto nell’ottobre 1985. Oggetto di un contrasto tra i governi dell’Italia e degli Stati Uniti che rischiò addirttura di sfocia re in uno scontro armato fu allora il destino dei sequestratori palestinesi della nave da crociera «Achille Lauro», che avevano ucciso un cittadino Usa ed erano stati fatti atterrare con la forza a Sigonella. Alcune decine di teste di cuoio americane cercarono di arrestare Abu Abbas e i suoi uomini per condurli in America, ma il premier Bettino Craxi ordinò di impedrilo, e così avvenne.

http://www.ilgiornale.it/news/esteri/caso-achille-lauronel-1985-craxi-vi-imped-larresto-abu-abbas-956834.html

15 ott 2013, 16:26 Rispondi|Quota

#9HaDaR

@Emanuel Baroz:
Per me questo dimostra l’ERRORE da parte alleata di aver smesso di considerare l’Italia – che da cent’anni non fa altro che cambiamenti di fronte: sia nella I sia nella II Guerra Mondiale ha tradito i suoi alleati, NON rifiutando di combattere ma PASSANDO DALL’ALTRA PARTE – una POTENZA NEMICA OCCUPATA e di avere accettato qualsiasi sovranità Italiana nelle basi USA.
Gli Italiani sono profondamente antiamericani, tanto quanto sono profondamente antisemiti (questo da oltre duemila anni), sia per l’ostilità vaticana, sia per l’ostilità socialista (in entrambe le sue manifestazioni: fascista, comunista e da qualche anno nazi-comunista) che sono le due sole vere ideologie dominanti in Italia, visto che i liberal-democratici da decenni non raggiungono il 10% e sono marginali. Basta leggersi i commenti – ANCHE DI POLITICI ELETTI- scritti sui media di ogni tipo a proposito di Priebke e le azioni tedesche…
Quando trentenni fascistelli idioti come il Consigliere Comunale di Torino Marrone possono scrivere le porcate antiamericane che hanno scritto, pari a quelle di un Diliberto, Ferrero, Storace, ecc., si capisce che LA CULTURA SOTTOSTANTE È LA STESSA.
Purtroppo a vincere contro Germania e Italia sono stati popoli CIVILI anglosassoni come USA, GB, Australia, New Zealand e non gentaglia infanticida e amorale come i Romani… altrimenti, come fecero i Romani a Cartagine, avrebbero raso al suolo i posti che hanno generato il disgusto liberticida chiamati fascismo e nazismo e li avrebbero cosparsi di sale… Altro che Piano Marshall!

15 ott 2013, 17:08 Rispondi|Quota

#10Emanuel Baroz

Abu Abbas: Sigonella, quella notte dell’ottobre ’85

ROMA – Sigonella ospita la piu’ grande struttura logistica militare statunitense nel Mediterraneo, ma e’ una base italiana a tutti gli effetti, in cui sono in vigore le leggi del nostro Paese. Cosi’ Bettino Craxi, l’ 11 ottobre del 1985, da presidente del Consiglio, motivo’ il suo ‘no’ al presidente degli Usa, Ronald Reagan, che gli chiedeva di consegnargli Abu Abbas ed altri esponenti dell’ Olp. Al centro della lunga notte di forti contrasti tra i governi italiano e americano c’ era la ”gestione” della vicenda, cominciata il 7 ottobre 1985, dei dirottatori della nave ‘Achille Lauro’, responsabili dell’uccisione dell’ebreo americano Leon Klinghoffer, un disabile che fu lanciato in mare con la sua carrozzella. I quattro palestinesi e il loro capo, Abu Abbas, dopo avere liberato la nave e gli ostaggi in cambio di un lasciapassare, uscirono dall’Egitto con un volo di linea civile. L’aereo, un Boeing 737 dell’Egyptair, fu intercettato sul Mediterraneo da alcuni caccia Usa che, minacciando di abbatterlo, lo costrinsero a scendere a Sigonella, dove era pronta una squadra speciale della Delta Force. Il velivolo atterro’ poco dopo la mezzanotte. Ma i carabinieri di servizio a Sigonella, su disposizione del governo, impedirono ai militari americani di fare irruzione nell’aereo per arrestare i guerriglieri palestinesi. L’ iniziativa fu giustificata con la ”legittimita’ territoriale” che spettava al governo italiano. ”Il presidente Reagan – rivelo’ allora Craxi – mi ha telefonato esprimendomi il desiderio del governo americano di poter avere sul suo territorio i responsabili dell’assassinio di un cittadino americano per sottoporli a regolare processo”. ”Ma – aggiunse l’ allora presidente del Consiglio – i reati sono stati commessi su una nave italiana, che e’ quindi territorio italiano, e il governo non puo’ sottrarre i dirottatori alla competenza dei tribunali italiani” Lo scontro fu duro, sia tra militari che rischiarono uno scontro a fuoco nella base Nato, sia tra le due diplomazie. Reagan chiese al governo italiano, tramite contatti tra l’ ambasciatore Rabb e il ministro degli Esteri Giulio Andreotti, l’arresto preventivo di Abu Abbas. Contatti frenetici ci furono anche tra il segretario statunitense alla Difesa, Caspar Weinberger, e il collega italiano della Difesa, Giovanni Spadolini. Ma Abu Abbas fu fatto ripartire la notte stessa per Roma, alle 22.01, con l’aereo di linea egiziano, che atterro’ a Ciampino. Egli fu poi liberato e condotto con un volo segreto a Belgrado. Gli altri quattro guerriglieri che avevano materialmente preso parte al sequestro furono invece trasferiti nel carcere di Ortigia a Siracusa. Gli Usa chiesero inutilmente la loro estradizione. Gli atti dell’inchiesta furono trasferiti a Genova per competenza territoriale. Della tensione di quella sera rimase traccia anche nel Palazzo di giustizia di Siracusa: l’ allora giudice istruttore Roberto Abu archivio’, rilevando che ”nulla di penalmente perseguibile era accaduto” nella contrapposizione tra militari italiani ed americani. Sigonella e’ la piu’ grande base aeronavale Usa nel Mediterraneo anche se le cifre sui militari che vi operano – si parla di circa 5.000 persone ma il contingente sarebbe salito di alcune migliaia di marines dal 2001 dopo l’attacco alle Torri Gemelle di New York – sono ‘top secret’. Ingloba piu’ di 40 comandi e attivita’. Al suo interno operano, tra gli altri, il quarto squadrone elicotteri da supporto in combattimento (HC-4), equipaggiati con gli MH-53E e che possono trasportare un carico di 16 tonnellate; uno squadrone di aerei da pattugliamento marittimo, equipaggiato con i P3 Orion; un gruppo volo C26-D, con aerei che possono trasportare merci e passeggeri; e uno squadrone U2, aeroplani da ricognizione di ultima generazione che raggiungono un’ altezza in quota di 21.336 metri e che hanno un’ autonomia di 11.265 chilometri. La difesa della base di Sigonella, che rimane territorio italiano, e’ affidata alla Aeronautica militare e ai Carabinieri. Il comando della struttura e’ del responsabile del 41/o stormo antisom, 88/o gruppo volo che e’ dotato di veivoli Breguet 1150 Atlantic, un pattugliatore marino che ha un’ autonomia di 9.000 chilometri e che puo’ rimanere in volo per circa 13 ore con un equipaggio di 13 uomini e una velocita’ massima di 650 chilometri all’ ora. Impiegata per appoggio logistico durante le fasi calde di conflitti medio-orientali, Sigonella e’ stata la base di appoggio per gli Usa durante la prima guerra del Golfo con l’ Iraq di Saddam Hussein nel febbraio del 1991. Sul cielo siciliano volarono decine di aerei al giorno, soprattutto per fare rifornimento di carburante e, si sospetto’, anche di armi.

http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2013/10/08/Abu-Abbas-Sigonella-quella-notte-ottobre-85_9427333.html

15 ott 2013, 16:28

 

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ULTIMI 2 SERVIZI IN RETE – LINK
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PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S. “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ “)

PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL…
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PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA – IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” – RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S. “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’ “) [ 3290 more words. ]


 
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SOSPENSIONE LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO ARANCIONE GATTOPARDO (ALIAS PER I LAZZARI “GIGGINO ‘A MANETTA”) E LA NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA – REPLICA VUONO FERRUCCIO SENIOR
SOSPENSIONE LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO ARANCIONE GATTOPARDO (ALIAS PER I LAZZARI “GIGGINO ‘A…
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SOSPENSIONE LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO ARANCIONE GATTOPARDO (ALIAS PER I LAZZARI “GIGGINO ‘A MANETTA”) E LA NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA – REPLICA VUONO FERRUCCIO SENIOR [ 5523 more words. ]


 
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TUTTO DA MESSAGGI “POSTATI” SU FACEBOOK
 
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Emanuele E Gioconda Vuono
8 ottobre alle ore 0.00
 
Sono stati due Nonni stupendi, vi ricorderemo per sempre ed un giorno riabbracceremo i nostri cari che sono addormentati nella morte. (Vangelo di Giovanni 5:28-29 Giovanni – Non vi meravigliate di questo, poiché verrà l’ora in cui tutti coloro che sono nei sepolcri udranno la sua voce e ne usciranno: quanti fecero il bene per una risurrezione di vita e quanti fecero il male per una risurrezione di condanna. 11:11-14)
 
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ALLORA RIEPILOGANDO..LE SENTINELLE IN PIEDI SONO STATE ATTACCATE A BOLOGNA, TRENTO, MILANO,ROMA,TORINO, NAPOLI E QUASI OVUNQUE ABBIANO MANIFESTATO..L’ITALIA Ė UNA REPUBBLICA DEMOCRATICA FONDATA SULLA TOLLERANZA PER I GLI EXTRACOMUNITARI, I ROM, GLI ANTAGONISTI DEI CENTRI SOCIALI, SUGLI OMOSESSUALI E LESBICHE CHE PRETENDONO DI ADOTTARE FIGLI, SU CHI VUOLE ABORTIRE E APPLICARE L’EUTANASIA, SUGLI ANARCHICI INSURREZIONALISTI CHE DEVASTANO LE VETRINE E RIBALTANO AUTO, NEI CONFRONTI DEGLI. UBRIACHI E DROGATI AL VOLANTE CHE UCCIDONO PER LE STRADE, GLI IMAM DELLE MOSCHEE,CHE PREDICANO L’ODIO, GLI ULTRAS CHE METTONO A FERRO E FUOCO LE CITTÀ.L’UNICA INTOLLERANZA DA APPLICARE È QUELLA CONTRO I CRISTIANI CHE VOGLIONO RESTARE CRISTIANI…

Oggi la veglia in 100 piazze d’Italia. Ma la mobilitazione è soltanto la parte visibile. Dietro c’è un intreccio di vite che si consumano in notti a scrivere volantini, monitorare siti, setacciare giornali, vigilare sull’attualità, informare
 
 
 


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Virus Ebola e il terrorismo islamicodell’Isis: le due minacce globali che in questi mesi stanno terrorizzando l’Occidente pronte a unirsi nei prossimi mesi in un’unica e terribile strategia del terrore. Sarebbe infatti pronta la nuova campagna mediatica dei miliziani islamici: mostrarsi in video mentre si iniettano sangue infetto e farsi quindi riprendere in luoghi europei ad alta concentrazione di persone, come stadi, centri commerciali o musei delle principali capitali, Italia compresa. La strategia sarebbe stata elaborata in Sierra Leone, il Paese africano dove l’incidenza del virus è maggiore, circa un mese fa: è stato attaccato un presidio sanitario, e i medici tenuti in ostaggio sono stati interrogati sul virus, sulle modalità di contagio e sulle possibilità di utilizzare sangue infetto per una sorta di “guerra batteriologica”.
 
Strategia studiata da tempo – E’ comunque da nove mesi che i terroristi islamici starebbero studiando questa nuova strategia per la loro guerra contro l’Occidente. A gennaio, in un covo tra Siria e Turchia, è stato ritrovato un computer che conteneva, tra le migliaia di file, anche numerosi testi relativi alla fabbricazione di bombe e armi biologiche. Ad agosto invece, durante un raid, è stato ritrovato un altro computer contenente file e studi sulla peste bubbonica. Intanto i governi europei stanno già correndo ai ripari, e stanno diffondendo una circolare operativa sulle procedure da attivare per contrastare la diffusione della malattia. In Italia è stato presentato un documento di ventuno pagine: “Malattia da virus Ebola, Protocollo centrale per la gestione dei casi e dei contatti sul territorio nazionale”. 
 
 
 

—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 08/10/2014 6.34
A: “Esercito di Silvio”<esercitodisilvioitalia@groups.facebook.com>
Ogg: [Esercito di Silvio] il Notiziario: De Magistris fu stroncato dai capi: ecco la pagella segreta di G…


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Circolocentogiovani Roma
Circolocentogiovani Roma 7 ottobre 16.00.00
ORMAI SI DELINEANO SEMPRE PIU’ ATTACCHI VIOLENTI ETEROFOBICI… LA FAMIGLIA AUTENTICA E’ SOTTO ATTACCO DA VERE E PROPRIE GENDARMERIE ARMATE DELL’ESTREMA SINISTRA ANTAGONISTA ASSOLDATE DALLA RICCA E POTENTE CASTA GAY.
COMBATTI L’ETEROFOBIA!

 

Circolocentogiovani Roma
Circolocentogiovani Roma 7 ottobre 16.00.31
ORMAI SI DELINEANO SEMPRE PIU’ ATTACCHI VIOLENTI ETEROFOBICI… LA FAMIGLIA AUTENTICA E’ SOTTO ATTACCO DA VERE E PROPRIE GENDARMERIE ARMATE DELL’ESTREMA SINISTRA ANTAGONISTA ASSOLDATE DALLA RICCA E POTENTE CASTA GAY.
COMBATTI L’ETEROFOBIA!
   
 
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Anche Ernesto Nonno (amico di Raffaele Tuccillo Fefe) ha commentato la foto di Marco Nonno.
 
   
Ernesto Nonno
7 ottobre alle ore 18.44
 
Noi italiani abbiamo esportato , oltre alle nostre miserie , principalmente cultura e ingegno , spirito d’iniziativa e capacità . L’America l’abbiamo fatta grande noi …. avrei proprio voluto vedere che ci sbattevano la porta in faccia . Questi poveracci hanno bisogno di aiuto , ma intanto ci portano solo ….. PIDOCCHI E FAME !!!
 
 
 
 

—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 07/10/2014 21.32
A: “Arturo Stenio Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Invito all’evento: Presentazione del libro “Voglio la mamma” di Mario Adinolfi

   
 
   
   
Luigi Mercogliano ti ha invitato al suo evento
 
Presentazione del libro “Voglio la mamma” di Mario Adinolfi
Martedì 4 novembre alle ore 16.30
Napoli – Scuola della Pace, via Speranzella n° 81
 
Partecipa
   
Forse
   
Rifiuta
 
« Dummì, o’ bello de’ ‘figlie l’avimmo perduto…’Figlie so chille che se teneno mbraccia, quando so’ piccirille ca te danno preoccupazione quanno stanno malate e nun te sanno dicere che se sénteno……
Anche Alessandro Sansoni e altre 14 persone sono nella lista degli invitati.
       
 
 
Inviti in sospeso (4) Vuoi bloccare gli inviti da parte di Luigi?
 
 
   
   
 
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in volo sui tetti di Cosenza
03:19

COSENZA. come non l’avete mai vista – Clicca HD
(Sono molto gradite CONDIVISIONI e MI PIACE sulla pagina INVIDIO)
https://www.facebook.com/pages/Invidio/127164359474

 
 
 
 
 

 

 

 

 

 

 

Carlo De Falco ha condiviso la foto di Enzo Lauda Bgrillo.
20 h  ·

questi si che ci difenderanno dagli islamisti

SERVIZI SEGRETI,,, SGOMINANO UN PROBABILE ATTACCO TERRORISTICO!

SERVIZI SEGRETI,,, SGOMINANO UN PROBABILE ATTACCO TERRORISTICO!

 


—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 08/10/2014 10.14
A: “Solo Cosenza”<1476870742553753@groups.facebook.com>
Ogg: [Solo Cosenza] Nuovo album fotografico: ARCHI DI CIACCIO

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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”  NAPOLI 
  
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
FINE SERVIZIO
Stenio Vuono
Stenio Vuono 8 ottobre 10.13.45
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