“LA CONSORTERIA DEL DANARO E’ SEMPRE LA CONTROPARTE PER I POPOLI: CI SONO CONSORTERIE GRANDI, CONSORTERIE PICCOLE E CONSORTERIE-SUPER STATO E SOVRANAZIONALI COME DA NOI NEL CASO DELL’UNIONE EUROPEA”


“LA CONSORTERIA DEL DANARO E’ SEMPRE LA CONTROPARTE PER I POPOLI: CI SONO CONSORTERIE GRANDI, CONSORTERIE PICCOLE E CONSORTERIE-SUPER STATO E SOVRANAZIONALI COME DA NOI NEL CASO DELL’UNIONE EUROPEA”

Data: 11/10/2014: <associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi ( tra notizie in breve ) : editoriale del presidente
 [ ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI https://azimutassociazione.wordpress.com ]

( “AZIMUT – NEWSLETTER” : LUNEDI’, 13 OTTOBRE 2014 )
 IL SERVIZIO ODIERNO 
  
   
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               “LA CONSORTERIA DEL DANARO E’ SEMPRE LA CONTROPARTE PER I
                POPOLI : CI SONO CONSORTERIE GRANDI, CONSORTERIE PICCOLE
               E CONSORTERIE-SUPER STATO  E SOVRANAZIONALI  COME DA NOI
            NEL CASO  DELL’UNIONE EUROPEA” — ( “AZIMUT”  ASS. – NAPOLI )
 
 AI LETTORI
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
[ “AZIMUT” ] Ai nostri giorni – come più volte abbiamo scritto – il mondo è diviso in campi contrapposti da due tesi antagonistiche che investono la sostanza della geopolitica, oggi ormai globalizzata. In tale conflitto di fondo  possiamo definire mondialismo e populismo i due tipi di approccio alla politica e all’economia. Ora il grande compito storico che ci sta davanti, un compito che richiede non meno immaginazione che volontà, è quello di potere e dovere giungere a un’etica rinnovata su cui possa rifondarsi, e il primato della politica, e la valorizzazione delle grandi risorse. Ci sembra pacifico che, nel ricondurre, il discorso centrale dei comportamenti, all’etica – da sempre scienza della condotta umana – vogliamo e intendiamo riferirci sia al raggiungimento del fine che ai mezzi da utilizzarsi. Una nuova etica ? E’ il problema che più tiene banco. E ciò sia a livello micropolitico-economico sia a livello macropolitico-economico; e, quindi, sia con riferimento alle articolazioni politico-sociali, alla struttura del mercato e all’insieme produttivo di ogni società, in ogni Stato. E non è la sussistenza del profitto che va modificata ma la filosofia del sistema economico nel quale essa è calata. L’egemonismo del danaro, ieri con lo strumento del consumismo, per l’oggi al contrario con la compressione delle capacità di ogni ceto, è l’architrave del mondialismo che, infatti, agita il  “pericolo populista”; non per noi, non per ogni nazione, in quantochè – in ogni paese dei cinque continenti – resta l’essenza della libertà e identità, del finalismo sociale. Il dibattito, in materia, ha fortemente interessato l’Italia per molti motivi  e, in specie per questi ultimi anni, non ha mostrato risoluzioni ( 1 ). D’altronde gli effetti della globalizzazione imposta  e l’europeismo di maniera, in termini di ricaduta, di certo non sono  stati, com’è  noto, un’opportunità. E il discorso giuridico, a livello nazionale e internazionale? E’ noto che ogni sistema politico-economico ha interessato la primaria, originaria,  sua cellula di intrapresa che,poi, risentì del passaggio dalla rilevanza del cosiddetto primario “atto di commercio” a quello di “impresa”; che dette, nel campo della disciplina dei rapporti collettivi economici di lavoro, un prioritario rilievo solo  alla figura degli imprenditori. La evoluzione successiva di tale svolgimento, da estendersi alla partecipazione delle maestranze, già restò – per vicende storiche conosciute  – bloccata e, sino ad arrivare ai nostri giorni, alla definitiva ingabbiatura nella rete delle subentrate multinazionali. Così stando le cose, siamo del parere che proprio sbloccando tale naturale, impedito, svolgimento si ricolloca sulla dritta via la possibile soluzione della “grande crisi”. Tale problematica, evidentemente, a nostro avviso,  non può non considerare il quadro politico-costituzionale, tanto per limitarci ai paesi-Ue, nel quale vivono il sistema politico e il sistema sociale. Ripristino dell’autonomia, e non “contrapposizione”, è quanto mai urgente. Autonomia, linfa vitale di una articolazione entro un regime di unione che non può essere solo condizionato dalla  politica monetaristica. Questo è il vero dibattito aperto attorno al tema centrale della crisi che appare irreversibile. Stoppare cessioni indiscriminate della sovranità, ne siamo più che convinti, sarà la vera questione, da risolversi, di questi subentrati anni 3000.

COSA E’ CAMBIATO ?

( 1 )  [ DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” – IL POST DEL PRESIDENTE CH’ERA PER MR. MARIO MONTI “IL BOCCONIANO” E “ROBOTICO ILLUMINATO”…CHE – POI – MONSEUR LETTA-NIPOTE NULLA AGGIUNSE E NULLA TOLSE…E VENNE IL “GIOVIN SIGNORE DELLA SINISTRA” ( MATTEO IL BARONETTO – RENZIE – IL “RE TRAVICELLO” – RENZISPOT E RENZISCOOP ) : REITERIAMO – “SE NON E’ ZUPPA E’ PAN BAGNATO”……

HAINOI !

 DEDICATO AI LIVREASERVENTI DEI PROCONSOLI DEL DINERO

 

NELLA << REPUBBLICA NAPOLITANA >> E NEL “PROTETTORATO ITALIA”

Abbiamo letto con molto interesse il saggio natalizio di Mario Monti, sorta di < carta del compromesso > preceduta, come è noto, dalla provocatoria ( sua ultima ) conferenza stampa “propinata” a tutti i servizievoli della carta stampata e dell’etere.

   Con molto interesse, l’abbiamo letta e per varie ragioni.

   In primo luogo per il < peso > politico del personaggio, peso che nessun artificio può minimizzare; dato, e considerato, che per “franchigia” – in esonero dal rapportarsi con la sovranità popolare – è uomo che “conta” in quantochè delegato da tutti i < poteri forti – apolidi e anonimi >. In secondo luogo per le affermazioni contenute nello scritto. Ma lo abbiamo letto con interesse anche per i < silenzi > di esso personaggio per quanto, cioè, nello scritto non abbiamo trovato ma che per le tesi, non più soltanto e solo < economiche >, “ipotesi politiche” evocate, non può essere taciuto.

   Diciamo subito che il saggio non va letto, perciò, in chiave puramente < economica > come, al contrario, hanno fatto la gran parte dei commentatori : specialisti, sì, ma frettolosi. Quì l’economia politica non c’entra.

   Un tentativo, in tutto lo stucchevole bla – bla – bla, di “revisione ideologica” ( si fa per dire ); una tentata e “forte” carica di politica economica; un più che ambizioso, seppure e solo autoreferenziale, disegno di ingegneria politica; queste, a nostro avviso, le prevalenti caratteristiche portanti dello scritto che ( . . . )  cerca solo di acquisire, ora, presso la propria base politica solo composta di < sinistra-centro >, checchè se ne dica, le necessarie credenziali di apparente ortodossia politica ( esigenza operativa che, cessata l’imposizione esercitata, ovviamente, Mario Monti non poteva dimenticare ).

   L’aver considerato, però, l’economia politica e tutta  la sua complessa problematica, tema < centrale > – e prioritario – scopre gli “altarini” del < conducator >, da lodato “proconsole” del novello < protettorato Italia >; accompagnandolo alla “parola talismano” ovvero alla cosiddetta, futura,  introduzione d’una non meglio defininita < patrimoniale >, Mr. Monti ha già fornito l’alibi per una < grossa coalizione > da Fini a Vendola. Almeno tre momenti, a partire dal dopoguerra italiano, hanno visto una sorta di revisionismo ideologico : nel 1946, in piena < guerra fredda >, con la nota e imprevista < svolta degasperiana > ( “scaricando” le sinistre ), sul finire degli anni settanta che, invece,  prepararono la cultura del < compromesso storico > ( con un Pci, incensatore della nota < austerità >,  dalle nuove idee economiche ) ed < oggi >. Da qualche anno, atteso che i revisionismi – da sempre – non sono assolutamente “farina del nostro sacco” ( poichè ci sono imposti ), andiamo sostenendo che, per l’Italia, si “consente” : un  delegato commissario al Colle ( e, in mancanza, a un neo superdicastero all’Economia – Affari Europei), evidentemente con un “governicchio cattocomunista” e, ovviamente,  una “idonea” < opposizione a sua maestà > ( già prevista e “pompata” con “il Grillo” , < guitto e taccagno nazionalpopolare >). Insomma, < centrodestra > Kaput !

   Per un trentennio, in Italia, a sinistra,  s’è fatto proprio l’assunto che < certe scelte possono non essere la pura proiezione della collocazione economica e dello status sociale > : oltre e più che un tentativo di riconsiderazione del < materialismo storico > di Marx ed Engels; < sbagliate > le previsioni marxiane ( e togliattiane ) di crisi della produzione capitalistica e riconoscendo, vieppiù riconsiderando quanto alle affermazioni nel < Capitale >,  che, tuttavia ,  il < capitalismo italiano ha avuto comunque un suo sviluppo >. Note le posizioni, in materia, che – da sempre – la Destra ha chiaramente sostenuto, in termini di non ostilità ad una forma di < capitalismo produttivo e partecipativo >, diffidando di ogni forma di < superiorità del mercato >, si può comprendere come il cosiddetto < berlusconismo > abbia tentato, nell’alveo del < primato della politica >, di affermarsi e, poi, di opporsi – seppure timidamente – alla sua espulsione.

  Nel mentre, in nome dell’evoluzione, da più decenni, a sinistra, è stato ricusato l’obbligo di professare il marxismo-leninismo ( ad opera, principalmente, di Enrico Berlinguer ), vediamo – ora – che la sintesi dell’errata  previsione di Karl Marx sull’arcinota “fine del capitalismo” ( < La produzione capitalistica genera essa stessa la propria negazione con la fatalità che presiede alla metamorfosi della natura > ), previsione fallita,”caduto il comunismo” ( ? ), viene – invece – realizzata propriamente  dal < turbocapitalismo >ovvero dal < capitalismo finanziario – di carta >.

   Sinistra ( e destra ?  ) , ci domandiamo, hanno solo “usato” espedienti tattici ? Se, poi,  così fosse, dunque, si ritroverebbero – entrambe – in Mr. Mario  Monti :  la “giusta guida” sulla via al suicidio politico. Cosìt utta quì : l’ < agenda Monti >, “taccuino 2013″ di coatta spoliazione e di < esproprio proletario >; solo  tutta quì : la vagheggiata via “europeista e riformista”, contro il < populismo> ( o meglio contro i popoli ); e, “caduto” il comunismo ( ? ), eccoci con  il paradosso che, intanto,  ci sorprende: < …L’eurocomunismo è un processo che ha bisogno di tempo, di molti anni… > ( lo spagnolo Carrillo, a suo tempo, dixit ); come dire: era ancora tutto da inventare ! Realizzato, per l’oggi, dai < tecnocrati > e dagli < eurocrati >.  E ancora : < …il marxismo – affermava Bernard Henri Lévy, uno dei nuovi filosofi francesi – non è in crisi. Esiste una profonda omogeneità fra il pensiero marxista e la sua realizzazione…L’esistenza del gulag è profondamente legata ad un pensiero che pone come progetto di società l’idea di una società senza classi… >.

   Ciò che, in altre forme e per altri mezzi, realizza propriamente il < turbocapitalismo >, ovvero il <capitalismo finanziario-di carta> che, infatti, presuppone un ristretto < vertice – detentore di potere e di ricchezze > e le masse, livellate in basso, dei “sottoposti”. AMEN.

* Arturo Stenio Vuono

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NOI IN RETE – ULTIMO SERVIZIO LINK

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Associazione Azimut ha condiviso un link.
Pubblicato da WordPress
MONTI & C. L’INIZIO DELLA GRANDE SPOLIAZIONE – VECCHI E NUOVI MOSTRI – MONDIALISMO O POPULISMO TERTIUM NON DATUR – ALTRE NEWS

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LE ALTRE NEWS

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Napolitano verso le dimissioni: “Missione portata a termine”. Ecco quando.

Posted on October 10, 2014 by admin  No Comments ↓

L'affondo di Napolitano:

Giorgio Napolitano potrebbe annunciare le sue dimissioni dal ruolo di Presidente della Repubblica a breve. Ne è sicuro il portale Dagospia, non nuovo, fra l’altro, ad annunciare notizie del genere. “Re Giorgio” potrebbe ritirarsi a vita privata dopo più di mezzo secolo di attività politica, subito dopo la fine del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea che dovrebbe scadere a gennaio 2015. Il Parlamento in carica, pertanto, sarebbe chiamato a nominare un suo successore a breve e le forze politiche, sottobanco, potrebbero aver già iniziato i primi incontri.

Dimissioni Napolitano: addio fra dicembre 2014 e gennaio 2015

Secondo Dagospia il Presidente della Repubblica potrebbe salutare la compagnia fra l’inizio del nuovo anno, cioè a gennaio 2015, o al massimo entro il 29 giugno quando compirà la bellezza di novant’anni. Addirittura qualcuno ipotizza un addio il 31 dicembre, sulla falsariga di quanto fu pronosticato quasi un anno fa, nel corso del tradizionale discorso di fine anno che in ogni caso pare essere l’ultimo del suo lungo mandato. Lo stesso Napolitano, del resto, ha avvisato fin dal principio della provvisorietà del suo secondo mandato che difficilmente avrebbe portato a termine. Con il governo Renzi molto probabilmente ha ritenuto finito il suo compito dato che l’esecutivo guiderà il Paese senza più bisogno del suo aiuto o, comunque, si andrà verso uno scioglimento anticipato delle Camere con cui il Premier chiederà la fiducia ai cittadini.

Secondo quanto riportato dal quotidiano, l’approvazione del Jobs Act sarebbe stato un segnale che avrebbe convinto “Re Giorgio” circa la possibilità di fare le riforme. Il fenomeno delMovimento 5 Stelle, afferma Dagospia, sarebbe in caduta libera e pertanto il Presidente non sarebbe più terrorizzato dall’idea di “lasciare l’Italia in mano a Grillo”. Che questa fosse una delle sue più grandi preoccupazioni, del resto, lo si era sempre capito. Comunque andrà a finire, dopo le dimissioni, il successore del Presidente Giorgio Napolitano sarà chiamato a rimediare rispetto allo stravolgimento del ruolo messo in atto dal Capo dello Stato, divenuto attore politico di primo piano in questi ultimi anni.

Fonte: http://it.blastingnews.com

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03:04
Elena Abate ha caricato un nuovo video.

Condividete!!!!! E’bellissimo

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IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE MA VAI AL << FUORISACCO >> 

( VEDI : DOPO LA “LOCANDINA REDAZIONALE” )

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 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 
 

(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 �� 80131 NAPOLI

TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
IL << FUORISACCO >>
Marco Fele ha condiviso la foto di Serie A TIM.
14 h · 

La disorganizzazione e il lassismo ha creato un altra cicatrice sul volto di Genova

In questi momenti difficili per la città di Genova, tutto il mondo del calcio italiano è vicino alla popolazione colpita dall'alluvione. Coraggio Genova, non mollare!

In questi momenti difficili per la città dinova, tutto il mondo del calcio italiano è vicino alla popolazione colpita dall’alluvione. Coraggio Genova, non mollare!

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