REALTA’ VIRTUALE LEGGE STABILITA’ – REALTA’ QUOTIDIANA UVA REGINA € 4 AL KG. – ALTRE NEWS (MANIFESTAZIONE A NAPOLI PENSIONATI PPdE E ALTRO ANCORA)


REALTA’ VIRTUALE  LEGGE STABILITA’ – REALTA’ QUOTIDIANA UVA REGINA € 4 AL KG. – ALTRE NEWS  (MANIFESTAZIONE A NAPOLI PENSIONATI PPdE E ALTRO ANCORA)

OGGI :REALTA’ VIRTUALE  LEGGE STABILITA’ – REALTA’ QUOTIDIANA UVA REGINA € 4 AL KG. – ALTRE NEWS 

( MANIFESTAZIONE A NAPOLI PENSIONATI PPdE E ALTRO ANCORA )
 
 [ “AZ.” – 19  OTT.  ’14 ]
 
LA STORIA
 
[ in questo numero – tra le tante notizie –
intervento di Filippo Giannini – vedi:oltre ]
foto di Nicola Barichello.
UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !  –   “…PRIMA DELL’ARRIVO DELLA MONETA  DI BELZEBU’… ” ( per leggere tutto – vedi :oltre ) – DA QUEST’EUROPA E DA QUEST’EURO TIRIAMOCI FUORI ! ! !
 
[ “AZ.” ] DIETRO LE QUINTE…..
RIDONO SUI NOSTRI GUAI PRESENTI E FUTURI.INCOSCIENTI!guglielmo donnini
S E N Z A   P A R O L E

 [ “…LA MONETA DI BELZEBU’…” – per leggere tutto vedi : oltre ]
 ( SERVIZIO TRA BREVE IN RETE – AMTEPRIMA DI WEB )

REALTA’ VIRTUALE  LEGGE STABILITA’ – REALTA’ QUOTIDIANA UVA REGINA € 4 AL KG. – ALTRE NEWS

 [ “AZ.” – 19  OTT.  ’14 ]
 
IN COPERTINA
L. Stabilità: Chiamparino, basta con tweet, vediamoci. ANSA/  ALESSANDRO DI MARCO (ANSA) 
 
LEGGE STABILITA’ ED EURO

[ “AZ.” ] – DEL << LIBRO DEI SOGNI >> DI MATTEO ( CON PROTESTE ( ! ) DI SUOI SODALI ) NE ABBIAMO BEN DONDE…DELL’EURO – LA MONETA CHE CI AFFAMA ( CI SVUOTA LA VITA – CI SVUOTA LE TASCHE ) NON SI DICE MAI ABBASTANZA – (VISTO IN BOTTEGA) : OGGI PER VOI UVA REGINA EURO 4 AL CHILOGRAMMO  – PRIMA DELL’ARRIVO DELLA MONETA  DI BELZEBU’ – CON GLI STESSI SOLDI – NE POTEVANO AVERE BEN DIECI  DI CHILOGRAMMI – SVEGLIA ! DA QUEST’EUROPA E DA QUEST’EURO TIRIAMOCI FUORI ! ! !
E A PROPOSITO
[ da messaggio – “postato” su facebook ]
Consuelo Calchini 16 ottobre 7.41.16
Che commento si puo’ fare arrivati a questi punto ? Tarsu , tasi , imu , disoccupazione , immigrazione , politici marci e falsi come il peccato originale . Non cambia nulla . Stiamo sempre peggio . Non abbiamo in mano uno strumento democratico valido per mandare a casa per sempre tutta la politica che ci governa compreso napolitano e poi costruire un nuovo stato patriottico . Persino beppe grillo si e’ scoperto per quello che e ‘ . Solo Salvini della lega dimostra una coerenza politica e una affinita’ ideologica sociale democratica ed economica con il pensiero del popolo italiano . La lega e’ sempre stata un partito popolare malgrado il tsumani che l’ha travolta per finanziamento illecito ai partiti mentre nello stesso periodo veniva screditato Berlusconi ossia due partiti che erano il vero ostacolo all’ascesa del pd al dominio inconstratato dell’italia . Facciamo coesione perche’ qui non cambia nulla .
LA MANIFESTAZIONE – A NAPOLI – DEL  MOVIMENTO “PENSIONATI D’EUROPA” ( SABATO 18 OTTOBRE 2014 )
Un corteo è partito – dopo le ore 10:00 – muovendo da Piazza degli Artisti e ha attraversato le vie della Municipalità V^ di Arenella Vomero; presenti folte rappresentanze di anziani, pensionati, disabili e di loro associazioni, giovani famiglie, disoccupati, precari, esodati;a margine della protesta-il segretario nazionale dell’organizzazione-Fortunato Sommella – ha così riassunto i motivi dell’odierna manifestazione : << Oggi ( a parte il disagio e l’abbandoni di tutte le categorie meno abbienti – al loro precario  destino di indigenza sempre più grave –  ), per quanto ci riguarda,  nell’Agenda della politica ( Governo e Partiti ) manca la delicata questione degli Anziani e dei Pensionati. Ad esempio, gli 8o euro ora sono un diritto, come già  fu per l’assistenza sanitaria da garantirsi per 12 mesi all’anno. Uno Stato che ignora una parte così grande di popolo che continua a dare il proprio fattivo contributo alla vita di tutti i giorni della nostra Società, è uno Stato ingrato contro il quale è più che giusto ribellarsi >>. 
[sintesi dichiarazione – come da Ufficio Stampa PPdE ( “Partito Pensionati d’Europa” ) – info : 081 – 5465809 / 347 – 8066712 / NAPOLI ]
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[ QUANDO LA MENZOGNA VIENE A DOMICILIO ]
LA FALSA PROPAGANDA DEGLI AVIOGETTI CHE LANCIANO “CONFETTI”…
( CAPITE ? ) – I VERI E UNICI COMBATTENTI LASCIATI SOLI…
ONORE AI CURDI ! ! ! 
 
Isis, nuovi scontri a Kobane: i curdi respingono attacchi jihadisti
[ ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI ]
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[ “AZ.,”  ALTRE NEWS
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[ “AZ.” ]  PER LEGGERE TUTTO – DOPO  LINK – VEDI : OLTRE ]
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[ “AZ.” ] IL FATTO DEL GIORNO
 
Notizie relative a berlusconi incontra putin a milano 


 
Milano: dopo gli impegni ufficiali, Putin incontra nella notte l’amico Berlusconi 

TGCOM7 ore fa
10:28 – Incontro in piena notte, giovedì sera, tra il presidente russo Vladimir Putin e Silvio Berlusconi, nella villa del l’ex premier a Milano.
 
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[ “AZ.” ] NOI IN RETE
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: an.arenella@libero.it – Data: 17/10/2014  –  <associazioneazimut@tiscali.: <massimovuono@libero.it>

PREANNUNCIO DI SERVIZIO

Associazione Azimut ha condiviso un link.
Pubblicato da Arturo Stenio Vuono · ( . . . )
TRA BREVE IN RETE : GLOBALIZZAZIONE E CRISI, ETC. ,https://azimutassociazione.wordpress.com/
 
[ UN VIAGGIO ALLE RADICI – BREVE BIBLIOGRAFIA SECOLO SCORSO – SOCIALIZZAZIONE E “NO AL SALAIO” ( GIUSEPPE CIAMMARUCONI ROMA 1981 ) – PER UNA TESI DI LAUREA ]
 
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[ “AZ.” ] – VECCHI E NUOVI FUSTI ( FATE VOI LA DIFFERENZA )
 

GIORGIO ALMIRANTE – BIOGRAFIA – Cronologia – Leonardo.it 

cronologia.leonardo.it/storia/biografie/almirant.htm

15), visse i suoi primi cinque anni seguendo la famiglia da una città all’altra nelle
… essendo stato selezionato nei pre-Littoriali del GUF di Roma per il convegno di
… Conseguite la laurea in lettere (a Roma, nel 1937, con una tesi sulla fortuna di
… del maresciallo Graziani al teatro Adriano di Roma (1° ottobre), compì senza …

 
 

Matteo Renzi – Wikipedia 

it.wikipedia.org/wiki/Matteo_Renzi

Matteo Renzi (Firenze, 11 gennaio 1975) è un politico italiano. È stato presidente
della Provincia di Firenze dal 2004 al 2009 e sindaco di Firenze dal 2009 al …

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[ “AZ.” ] NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA – MISERIE E ACCATTONI DELLA POLITICA – “COSE DI (CO)CASANOSTRA” – IL TRIONFO DEI MOLLUSCHI E DEI SENZA SPINA DORSALE – QUANDO AVRA’ TERMINE QUESTO SQUALLIDO CONNUBIO CONSOCIATIVO DI INVERTEBRATI ? E QUESTO, GENERALE, OSCENO, “RESTA IN SELLA” DEI DERETANI DI PIETRA INCOLLATI ALLE POLTRONE? VERGOGNA ! ! !
[ “AZ.” ] “… Così stando le cose, nulla potrà cambiare. Il puzzle Napoli è sotto gli occhi di tutti,  ora anche a sinistra non si tratta solo d’una democrazia amputata; non si risolve con la scorciatoia giudiziaria, i funambolismi e la doppiezza.”  [ per leggere tutto – vedi : sotto ]
 
( NON PER RIPETERCI : TUTTE LE NOMENKLATURE TACCIONO…EPPURE LE NOSTRE DENUNCE ERANO E SONO CHIARE, PRECISE, CIRCONSTANZIATE…CHE ALTRO DIRE ? INSOMMA – CHI TACE ACCONSENTE ! ]
[ per leggere quanto pubblicato in rete : vedi oltre ]
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[  “AZ.” ] REPETITA IUVANT – NUOVO POST
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[ VERSIONE PER LA STAMPA – ove vi sia pubblicazione, ne daremo notizia ]
 

PUZZLE NAPOLI IN ARANCIONE
Arturo Stenio Vuono *
Abbiamo letto fondi dei media e le  dichiarazioni  del sindaco De Magistris che pareva giunto al termine della corsa e che  resta tra color che son sospesi. Calato il silenzio, il tormentone partenopeo  è cosa irrisolvibile e nessuno può di certo salvare Napoli.L’interesse per la città non c’entra, prevale l’aspetto di quel che appare  come una faida nella sinistra; lungi da una difesa di De Magistris, mai condiviso, cosa però dire delle teste d’uovo, filosofi e  intellettuali,  usi a  filippiche avverso l’amministrazione ma che non hanno mai mosso un muscolo per un vero rinnovamento?  Come si sa, chi esce dal seminato non è nei loro programmi e chi tocca i fili muore; che non si risparmiano, da parte dell’ex ( ? ) sindaco , i micidiali colpi da fuoco amico verso tante icone e i molti santuari rossi.La denunciata anomalia della c.d. “Legge Severino”, e la interferenza nella dinamica democratica che, nella fattispecie, ha originato la sospensione, è un vero autogol; e manda in frantumi l’impostazione, dogmatica, di  liceità allorchè si colpiva in direzione antiberlusconiana. La verità ? Coloro   che confidarono  nella ventata arancione,  la medicina per guarire tutti i mali di Napoli, davano per scontato che una linea eterodossa non li avrebbe giammai colpiti. D’altra parte tacciare, oggi,  di giustizialismo De Magistris registra  il secondo autogol;Il giustizialismo,che nulla ha in comune con la stragrande parte della magistratura, infatti, ha operato e agito sempre a senso unico, poco ha  colpito a sinistra, ha fatto strame del garantismo e dello stato di diritto. Dov’erano i tanti che solo oggi lo rigettano ? Oggi, solo oggi, si scopre l’acqua calda.Noi, che  siamo per la << opposizione >>, non tifiamo né  per l’arancione, Luigi De Magistris � Sindaco, e la maggioranza dei gattopardi che lo sostiene, né per l’attuale, frammentata,  “opposizione” a sinistra come a destra. Così stando le cose, nulla potrà cambiare. Il puzzle Napoli è sotto gli occhi di tutti,  ora anche a sinistra non si tratta solo d’una democrazia amputata; non si risolve con la scorciatoia giudiziaria, i funambolismi e la doppiezza.
 
* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napolli
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[ “AZ.” ] DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” – OTT. ’14 ]
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 ( …COSICCHE’I NAPOLETANI SCELSERO IL MEGLIO COME I MILANESI…OHIBO’..,.) 
 
RISPOSTA AD ALESSANDRO BARBANO DIRETTORE
DE “IL MATTINO” ( L’EDITORIALE DI DOMENICA 5 U.S.
– “SALVI NAPOLI CHIUNQUE PUO’  “)
 
PUZZLE NAPOLI – L’ITALIA DELLA SCORCIATOIA GIUDIZIARIA E LA DEMOCRAZIA AMPUTATA
[ “AZ.” ] Abbiamo letto con molto interesse il fondo domenicale di Alessandro Barbano : sorta di carta del richiamo, preceduto, com’è noto, dalla serie di provocatorie dichiarazioni, rilasciate a manca e a destra, dal sindaco De Magistris che pare giunto al termine della corsa e che è tra color che son sospesi.
“Salvi Napoli chiunque può”, l’editoriale, con molto interesse l’abbiamo letto e riletto, e per varie ragioni; e, per intanto, dando per scontato che tutti l’abbiano letto integralmente, a parte ripubblichiamo, in merito,  un nostro più volte reiterato post sul tormentone partenopeo che, a nostra avviso, è cosa irrisolvibile; e nessuno, salvo l’imponderabile, può di certo salvare Napoli.
Con la massima attenzione l’abbiamo letto. In primo luogo per il peso del personaggio. In secondo luogo per le affermazioni contenute nel brevissimo saggio. Ma lo abbiamo letto anche per i silenzi : per quanto, cioè, non vi abbiamo trovato ma che per le sorprendenti tesi esposte, implicitamente v’è compreso, e che non può essere taciuto.
Diciamo subito che l’editoriale de “il Mattino” non va letto in chiave disinteressata come, al contrario, ha fatto più di uno e qualche nostro amico; tutti politici attenti, sì, ma frettolosi.Quì l’interesse per Napoli non c’entra, si tratta solo d’una faida.
Un tentativo, insomma, di rimettere ordine nella sinistra; una presa di posizione per ripristinare la corsa su giusti binari; solo un richiamo a ritornare sulla tradizionale e classica via della sinistra partenopea ; questo, e solo questo, a nostro modesto avviso, le caratteristiche portanti dello scritto che, nella dichiarata continuità con una linea editoriale di sempre, cerca solo di acquisire presso le locali nomenklature le solite credenziali di ortodossia della politica affiancatrice; l’esigenza operativa che, ovviamente, Alessandro Barbano non poteva più sacrificare; parimenti, lungi da noi tentare la difesa di De Magistris dal quale ci separano miliardi di anni luce, in questi ultimi tempi, oltre che le teste d’uovo del quotidiano che dirige, si sono mossi i filosofi e gli intellettuali, e la gran parte dei media, usi eternamente a lanciare filippiche, anatemi e scomuniche, avverso la disamministrazione ma da decenni i primi che non hanno mai mosso un muscolo onde avviare un vero rinnovamento; e che, in illo tempore, tanto per memoria, ineffabili, servizievoli, incensarono  il rinascimento di Antonio Bassolino. Ma, come si sa, chi esce dal seminato non è nei loro programmi e chi tocca i fili muore. E chi vuole intendere, intenda.
L’aver dichiarato, tuttavia , l’anomalia della cosiddetta “Legge Severino”, Monti e la Cancellieri con sodali docet, e la sua indubbia interferenza nella normale dinamica democratica; l’aver riconosciuto che certe scelte, a sinistra, come quelle di De Magistris, antagonisti diversi e lor compagni di merende, possono non essere  la giusta proiezione della collocazione maestra, non comportano, forse l’obbligo d’una vera revisione o almeno di serena riconsiderazione dell’impostazione, anche da esso coltivata, quasi dogmatica, di presunta liceità quando e allorchè si colpiva in direzione antiberlusconiana ?
L’aver riconosciuto sbagliate le previsioni che affidavano alla ventata arancione il compito di assicurare la medicina, la più idonea, per guarire tutti i mali di Napoli, non fornisce, nella migliore delle ipotesi, forse, prova di tardiva resipiscenza o, meglio, il semplice rizelarsi che, per l’oggi, però all’interno della sinistra non si risparmiano, da parte dell’ex ( ? )  sindaco gattopardo, i micidiali colpi da fuoco amico verso tante icone e i molti santuari rossi?
I non sinceri accenti revisionistici non sono, in realtà. nuovi. Se ne ascoltarono, e in una versione sempre non lineare, in seno al gotha dei molti soloni postcomunisti, etc., ai quali fu concesso considerevole spazio e credibilità. E’ un espediente tattico una tale revisione ? Noi riteniamo di sì.Che se così non fosse, la sinistra avrebbe trovato in Barbano un suo kamikaze: e cioè la via al suicidio politico. Il giustizialismo, a Napoli e in Italia, composto da minoranze attive di toghe che nulla hanno proprio in comune con la stragrande parte della magistratura, e come a suo tempo i pretori di assalto, ha operato e agito sempre a senso unico e ha fatto strame del garantismo e dello stato di diritto. Dov’era il direttore Barbano ? Oggi, solo oggi, scopre l’acqua calda.
Il puzzle Napoli è sotto gli occhi di tutti,  ora anche a sinistra non si tratta solo d’una democrazia amputata; non si risolve con la scorciatoia giudiziaria, i funambolismi e la doppiezza.
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
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 SERVIZIO IN RETE – LINK
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1 Vote
SOSPENSIONE LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO ARANCIONE GATTOPARDO (ALIAS PER I LAZZARI “GIGGINO ‘A MANETTA”) E LA NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA – REPLICA VUONO FERRUCCIO SENIOR

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REPLICA
IL POST DEL PRESIDENTE DI “AZIMUT” –  da “Azimut – archivio online
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[ L’EDITORIALE ]
vuono
AL VISITATORE E AL LETTORE
OPPOSIZIONE SI’, OPPOSIZIONE NO
Arturo Stenio Vuono *
 Noi siamo contro l’arancione, Luigi De Magistris – Sindaco, e la maggioranza dei gattopardi che lo sostiene. E siamo per la
<< opposizione >>.
    Noi siamo contro l’esercizio ( in Consiglio e in Città ) dell’attuale “opposizione”.
    Tale nostra ( apparentemente contradditoria ) posizione è ( al contrario ) il contenuto di una lucida linea culturale e politica.
    E tentiamo di spiegarci ( dopo tanto – ma tanto – “pazientato” ).
    All’indomani della discesa in campo dell’attuale capo delle “opposizioni” ( solo il centrodestra, ad oggi, ne conta ben sette – con undici consiglieri comunali [ ! ], tutto un “programma” ) , Gianni Lettieri, per l’imprevista sua investitura a candidato – sindaco, raccolse – anche – il consenso da parte di pezzi della società civile – più o meno riconducibili agli attuali democrat – che, infatti, non gli lesinarono una sponsorizzazione in tutto il corso delle elezioni amministrative del 2011 ( già quando Lettieri era a capo dell’Unione Industriali, com’è noto, il Pd napoletano, che lo guardava con simpatia, addirittura lo voleva candidare dopo la Iervolino).
    Tale inedito affiancamento, seppure in tono minore, ovviamente, non avveniva a caso e non ispirato, nella fattispecie, dall’interessato. Si inseriva, e si inserisce, evidentemente, in un quadro politico cittadino i cui ingredienti sono : la cronica linea – compromissoria e consociativa – che, da sempre, ben incarna quella editoriale del maggiore quotidiano partenopeo, cioè, l’azione di sistematica critica alle insufficienze delle amministrazioni di sinistra e per poi, sistematicamente, ad ogni turno elettorale, richiamare –  la pubblica opinione – a un ricambio che mai venga, però, a determinarsi – per globale alternativa – con precisi connotati “a destra” ( solo Giorgio Almirante – negli anni ottanta – provò a smontare tale patologia, attaccò frontalmente il tabù e sfiorò solo per un soffio il debellare, una volta per tutte, questo vero e proprio cancro partenopeo ); l’incongruenza e le spaccature, nell’ambito della destra e – poi – del centrodestra, frutto d’una classe elettiva che ha – da sempre – privilegiato il proprio << particulare >> ( così, per l’oggi, la completa frammentazione in PdL Napoli, PdL, Liberi per il sud, Fratelli d’Italia, Futuro e Libertà, Forza Italia e il Nuovo centrodestra ); le garanzie di “moderatismo ( è solo un dolce eufemismo ) del candidato extra-sinistra ovvero che, prevalga o meno, ad essere – sempre – un << ponte >> verso l��apparato politico-istituzionale del centrosinistra ( per cui, prima, giocoforza, l’industriale Lettieri come figura “autonoma” e “indipendente”, dotata di un certo << neutralismo >> e, oggi, di certo non per sua scelta, che resta “fuori dall’agone delle polemiche di partito, e al di sopra dei partiti”, una funzione che esercita sia in aula che – per così dire – in piazza ); d’altronde, a riguardo di tale comportamento, il massimo risultato, con qualche blitz – nei confronti di esponenti della giunta municipale in carica – sostenuto, pure, da eletti della maggioranza, in occasionale “eresia”, ha mostrato, per l’appunto, come i conti non tornano.
    Un quadro politico cittadino, cioè, nel quale, apparentemente eliminata la ipoteca della “sinistra classica” ( e in ultimo di Bassolino e della Russo Iervolino ), sempre vi sia via libera al consolidamento del solito, identico, e storico << assetto >> nel quale, come si vede, nessun problema è possibile risolvere.Maggiormente per l’affinamento – da parte dell’attuale primo cittadino ( alias, per i “lazzari”, << Giggino ‘a manetta >> ) – del marchingegno marxiano all’insegna del << partito delle tasse >> che, tanto per fare un solo esempio, utilizza anche la prima, e unica, casa come bancomat “per garantire i servizi” inesistenti ( leggasi : per oliarne le solite nomenklature di preposti e “dispensatori”) e “per ristorare le fasce disagiate ” ma non dei veri meno abbienti (leggasi : le clientele elettorali di sempre e i “falsi poveri” , perciò, da precettarsi ).
    Sembra che per contribuire e consolidare tale << modello >> ( di gestione – a “Palazzo San Giacomo” ) e il governo locale che si tinse di rosso ( dal 1976, in poi, salvo qualche risibile interruzione ) e, successivamente, presentato in rosa, indi in “arancione” ( con il “…che cambi tutto, affinchè nulla cambi…” ), non vi sia, al momento, strumento migliore che una “opposizione frammentata” e a copertura della quale egregiamente si prestano, purtroppo, e il sopraggiunto << bing bang >> del PdL e il ridefinire la nuova composizione delle aggregazioni consiliari che vi sono subentrate, o che subentrino, spacciate per una risultante di << politica nobile >> ( e non solo del e nel centrodestra, antesignani – per altri versi –  il già “pendolarismo” Udc, con la politica dei “due forni� e lo sterile velleitarismo  a volere essere buoni  di “Futuro e Libertà”;che contribuirono, seppure nel loro piccolo,  a consegnare la Città a De Magistris e al flop del rinnovamento nelle municipalità ).
    In tale quadro di presunta riconsiderazione e di ristrutturazione degli equilibri, nel quale si restringe e si rinserra – in specie e segnatamente – l’alternativa del centrodestra, invero, non v’è più spazio e posto per una reale e vera << opposizione >>; poichè venendone a mancare i presupposti fondamentali ed i soggetti idonei; e nessuna prospettiva, così stando le cose, esondando l’incoerenza, per il ripristino d’una normale fisiologia democratica di alternanza; e, per il futuro, salvo l’eventuale inversione di tendenza e provvidenziali svolte, possibilità scarsissime di ricambio degli eletti che “questuano” briciole di potere; di conseguenza nessuna appropriata candidatura che, come tale, dovrebbe disarticolare tutto ciò che – a tutt’oggi” – impedisce una fertile e salvifica
<< contrapposizione>> ( ciascuno dei protagonisti – quasi sempre gli stessi – per avere, politicmente, i propri “scheletri negli armadi” e, perciò, “preferiti” all’occupare gli scranni municipali ).
      Diciamo, quindi, e sempre << No >> all’attuale maggioranza in quanto non trova posto nelle prospettive per le quali operiamo.Diciamo altrettanto << No >> all’attuale “opposizione” in quanto ribadiamo, chiaro e tondo, che – stante le nostre prospettive – non intendiamo, oggi, lavorare per il consolidamento di un sistema politico cittadino che ha fatto il suo tempo e che, o si evolve diversamente o deve, inesorabilmente, approdare all’ultima tappa della metastasi di questa nostra << “Napoli – nobilissima” ma sventurata” >> .
* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

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[“AZ.” ]  LO “SCUDISCIO” DI LEHNER 

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[ ALFANO, TI PREGO RITORNA ! ]
 
“Se torna Alfano, me ne vado io”. Dunque, dalla selva oscura del Calippo,  risuona l’eco, che annuncia la buona novella per Forza Italia, visto che sta scritto: “Presto, portate qui il vestito più bello e rivestitelo, mettetegli l’anello al dito e i calzari ai piedi. Portate il vitello grasso, ammazzatelo, mangiamo e facciamo festa, perché questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

 
 
Giancarlo Lehner

[ COME BATTERE L’ISIS ]
 
Per rubar loro la vittoria  e sconfiggere i pazzoidi del Califfato non servono droni, bombardamenti, truppe di terra. 

Basta organizzare una partita Isis-Juventus, arbitrata da Rocchi.

 
Giancarlo Lehner
 
 
[ LUXURIA IN VATICANO ]
 
Altro che seconda Porta Pia. Noto, con  laica goduria, che Vladimir Luxuria detta la linea non soltanto a Forza Italia, ma anche ai vescovi cattolici ed a Francesco I. Trans gloria mundi.
 Giancarlo Lehner
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[ “AZ.” ] CORRISPONDENZE ( DA VINCENZO MANNELLO )
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[ NON TUTTE LE MANIPOLAZIONI ( STORICHE ) RIESCONO COL BUCO….
 
Che bello manipolare gli eventi storici a proprio piacimento solo per dare addosso,ideologicamente,ai “tedeschi incattiviti che davano la caccia a contadini e pastori” in quel di Savoca (provincia di Messina) nel 1943 !!
Due mesi dopo (da quale giorno e mese si parte ??),secondo la ricostruzione di Domenico Trischitta ( La Sicilia del 14 scorso) Luz Long (medaglia d’argento alle Olimpiadi di Berlino del 1936) muore a Gerbini “battendo la ritirata sotto l’incalzare delle truppe angloamericane”. Sulla storia di Luz Long e sui retroscena della gara di salto in alto vinta poi da Owens nulla da dire sportivamente. Al massimo farei notare all’autore come un campione di tal fatta abbia fatto il proprio dovere di soldato tedesco fino alla fine,senza godere di alcun privilegio  Morendo proprio in quel di Gerbini (e dintorni) ove gli stessi tedeschi (tutti) si batterono coraggiosamente per difendere la Sicilia da una invasione straniera. Assieme a quella parte di truppe italiane che non volle disertare o,peggio,tradire.
Altro che persecutori di contadini e pastori !! Poi l’articolista,per avvalorare la tesi e sfiorando il ridicolo,testualmente scrive : “poi,nel ’43 la svolta,l’armistizio italiano,Long sbarcò in Sicilia per unirsi alle rabbiose truppe tedesche allo sbando ,e per questo particolarmente efferate”. Così sentenzia Domenico Trischitta nel proprio furore “antinazista”.
Bene,anzi malissimo….faccio notare (non a lui) ai lettori che il cosiddetto “armistizio” è dell’ 8 settembre 1943 e che non occorre essere uno storico per saperlo.
SUCCESSIVO alla fine della Campagna di Sicilia conclusasi con il passaggio dello Stretto di Messina da parte dei tedeschi ed italiani il 17 agosto 1943. Che tale “traghettamento”  (Operazione Lerghang) è ad oggi ,considerato il migliore  mai effettuato da una forza armata e che mai si sarebbe potuto realizzare senza ordine e disciplina.
Concludo scrivendo che addirittura fino al 28 aprile del 1945 le truppe tedesche,pur accusando grandi perdite,mai diedero segno di sbandamento collettivo.
Rabbiosità,sicuramente si…pure feroce ma qui non bastano tonnellate di discussioni per dirimere la questione.
In Sicilia,dal 9 luglio al 17 agosto 1943,certamente no..salvo casi isolati connaturati alla guerra. Peggio fecero i “liberatori”,almeno a mio parere.
Però cerco sempre di minimamente documentarmi prima di parlare o scrivere.

Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

n.b.
di seguito testo integrale di Domenico Trischitta ed allegato foto pagina se si volesse pubblicare

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La Sicilia

Martedì 14 Ottobre 2014 OggiCultura Pagina 19

La storia di Luz Long
l’atleta ariano
ucciso a Gerbini

Domenico Trischitta
Ci fu un rastrellamento in Sicilia nel 1943, uno dei tanti consumato nell’isola del sole. I tedeschi si incattivivano e davano la caccia a contadini e pastori. Don Nino era uno di questi, svernava con le sue capre sotto la valle di Savoca e non si accorse nemmeno che era stato attorniato da un drappello di crucchi che sembravano belve impazzite! , lo circondarono e lo portarono al comando mentre un biondo ufficiale ripeteva: San Pietro e Paolo.
Nino si illuminò di colpo e pensò all’abbazia basiliana che si stagliava a dominare il fiume, gli gridò contro facendo larghi gesti con le braccia abbronzate. Lui era il custode di quella chiesa abbandonata, lì faceva riparare il gregge, il tenente lo guardò con stizza incuriosito, ma decise di ascoltare quell’uomo terrorizzato dalla morte. Lo seguirono sferrandogli calci e schiaffi, e lui imperterrito camminava per i contorti sentieri fin quando apparve la maestosa basilica. Si zittirono tutti dinanzi a tanta meraviglia, poi il giovane ufficiale entrò dentro mentre un raggio di sole lo trafisse negli occhi verdi, sorrise e guardò Nino che ancora in ginocchio lo implorava. La sua vita fu salva come quella del pianista di Polanski, che non riuscì a salvare la vita del tedesco che lo aveva protetto. Due mesi dopo un altro soldato tedesco si aggirava presso l’aeroporto di G! erbini, battendo la ritirata sotto l’incalzare delle truppe an! gloamericane, ad un tratto una pallottola beffarda lo ferì a morte, i suoi occhi rimasero spalancati mentre emetteva l’estremo suono: “Berlin”. Il suo nome era Luz Long.
Nella Berlino del 1936 si organizzavano i giochi olimpici, lo stadio era tappezzato da bandiere con la croce uncinata, mentre il primo cancelliere Adolf Hitler camminava nervosamente prima di assistere alla finale del salto in lungo. Il suo atleta ariano avrebbe sicuramente vinto la medaglia d’oro, ma non aveva fatto i conti con lo stratosferico atleta di colore dell’Alabama, Jesse Ovens, che aveva già conquistato i titoli dei cento e duecento metri piani. Jesse e Luz avevano fraternizzato, qualcosa di osceno che turbava le ferree leggi razziali del terzo Reich, il nero e il bianco che si scambiavano consigli sulle tecniche di salto. Durante la semifinale Jesse rischiò di essere squalificato per due salti nulli, ma Luz prima dell’ultima prova gli diede un consiglio prezioso: con le sue leve Ov! ens avrebbe dovuto saltare trenta centimetri prima della riga bianca per sfruttare la sua potenza. Così fu, conquistò la finale, ma non era stato previsto dallo stato maggiore nazista che lo sporco “negro” vincesse anche la medaglia d’oro. Quella sarebbe stata del biondo Long, orgoglio della nazione, l’ultimo ostacolo prima di festeggiare il trionfo. Le cose andarono diversamente, Ovens fece suo anche il terzo titolo, e Long invece di chinare il volto gli corse accanto per abbracciarlo e congratularsi. Si chiuse il sipario dei giochi e si aprì quello del secondo conflitto mondiale.
Il tenente, ex atleta, nel 1940 venne spedito sul fronte meridionale, quello africano, a respirare sabbia del deserto sotto un sole che non lasciava scampo. Poi nel ’43 la svolta, l’armistizio italiano, Long sbarcò in Sicilia per unirsi alle rabbiose truppe tedesche allo sbando, e per questo particolarmente efferate. In una fatale imboscata tentò il suo ultimo salto per salvarsi la ! vita, ma ancora una volta perse l’attimo e assaporò la fatale sconfitta! , la morte. Dalla provincia ragusana la sua salma venne trasportata al cimitero di Motta S. Anastasia, nei pressi di Catania, e lì fu sepolto come un milite ignoto. Ignoto e ignorato da tutti, come quella medaglia d’argento vinta nel 1936 a Berlino.

14/10/2014

 
[ INESORABILE ( IN SUDAMERICA ) LA GIUSTIZIA ITALIANA ]
 
Quelli italiani si che sono magistrati con gli attributi…!!
Vanno a cercare in tutto il Sudamerica i colpevoli delle “scomparse” di italiani sotto i “regimi” che si sono susseguiti in Argentina,Cile,Perù,Bolivia etc…ovviamente tutti rigorosamente “fascisti”. Si sa che le toghe nazionali,quando si tratta di perseguire “crimini nazisti”,non dormono,non bevono e non mangiano (si fa per dire) fin quando non possono emettere un bel mandato di cattura internazionale per vecchi novantenni o giovani settantenni per portarli alla sbarra in Italia.
Eh…la legge è uguale per tutti,si vuole disconoscere il rigore morale e l’ansia di giustizia che anima gli accusatori ?
Me ne guardo bene,anche per non finire in galera per “ricostituzione della Operazione Condor”.
Ma chiedo sommessamente,tra me e me stesso : non c’è mai,in una qualunque parte del mondo un italiano che sia stato vittima di uno qualsiasi dei tanti “regimi comunisti” passati e presenti  ?
Ma,forse,quelli…,i rossi,non avevano regimi e non facevano sparire nessuno.
Esattamente come accaduto in Italia dal 28 aprile 1945 in poi e per mesi…cosa andiamo a riscoprire…!!
Però ora ci sono accuse precise e circostanziate fatte da gente che “fascista” non è di orribili eccidi e qualche “criminale rosso e bianco” si potrebbe ritrovare scorrendo gli elenchi partigiani.
No,signori giudici ? Che so…neppure apertura di un fascicolo “contro ignoti” magari per salvare la faccia…

Grazie per l’attenzione
Vincenzo Mannello

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[ “AZ.” ] LA STORIA ( DA FILIPPO GIANNINI )
 
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DEDICATO A “RAI BUFALA” SUI PROGRAMMI INDICATI,

FALSAMENTE COME “RAI STORIA” (Ma và là)

I Quaquaraqua (ovverosia i senzacabasisi) e il rinnovato stinnicchio antifascista

di Filippo Giannini

   In uno dei precedenti articoli avevo ricordato che la Rai (per la quale pago un truffaldino canone, ma penso di non pagarlo più) da qualche tempo ha scatenato una nuova offensiva contro il fascismo e il suo capo, avvalendosi di storici, almeno così si presentano sugli schermi (per me sono dei semplici ciarlatani, anche se ben pagati). Con questo articolo desidero presentare il pensiero su quel fenomeno dello scorso secolo di alcuni personaggi.   Da dove inizio? E se cominciassi da quello che considero un furbesco falso problema: l’articolo 18? Quanto avrei da scrivere sull’argomento, ma invito i lettori (almeno quelli che hanno un minimo di conoscenza storica) di andare a consultare i contenuti della Carta del Lavoro presentata il 21 aprile 1927, quindi quasi un secolo fa. Con questa Carta Benito Mussolini presentava PER LA PRIMA VOLTA AL MONDO i più equilibrati rapporti fra il lavoratore e il datore di lavoro. Quindi dico: ma che andate a cianciare con l’articolo 18, vera presa per il ci u elle o dei lavoratori (quanno ce vò ce vò!).

    Tanta gente del popolo si lamenta che questo sistema ha fallito e che deve essere cambiato. Abbiamo un nuovo sistema che sostituisca questo marciume? Lo Stato Corporativo che se ha bene funzionato allora perché non riproporlo? Perché manca l’Uomo? Certamente un altro Uomo del valore del Male Assoluto nasce raramente, ma, dal mio punto di vista non abbiamo altra soluzione. Dello stesso parere è anche il professore di Scienze Politiche, ebreo, dell’Università di Gerusalemme Zeev Sternhell, il quale con queste parole illustra le caratteristiche dello Stato Corporativo: <Il Fascismo fu una dottrina politica un fenomeno globale, culturale che riuscì a trovare soluzioni originali ad alcune grandi questioni che dominavano i primi anni del secolo(…). Le ragioni dell’attrazione esercitata dal Fascismo su eminenti uomini della cultura europea, molti dei quali trovarono in esso la soluzione dei problemi relativi al destino della civiltà occidentale>. Ė superfluo ricordare che Sternhell si riferiva ai problemi relativi alla crisi congiunturale nata nel 1929, la quale a detta di molti economisti fu più grave di quella che stiamo vivendo. Debbo aggiungere che lo Stato Corporativo era il passaggio obbligato per giungere alla Socializzazione dello Stato, come era nel programma mussoliniano e questo fu uno dei motivi – ripeto UNO dei motivi – per cui i fascismi dovevano essere eliminati, costringendoli alla più grande tragedia che l’umanità abbia mai conosciuto: la Seconda Guerra Mondiale, checché sostengano i quaquaraquà di Rai bufala.

   Ed ora vogliamo dare uno sguardo al dramma della disoccupazione? Oggi questo disgraziatissimo Paese con circa 55 milioni di abitanti lamenta una disoccupazione ben sopra i 3 milioni di disoccupati. Con il Male Assoluto al governo, in piena crisi congiunturale e con una popolazione di 45 milioni di abitanti, presentava una disoccupazione di circa 810 mila disoccupati, e siamo nel 1932-33.

   E con l’attuale crisetta? C’è un volume, oggi praticamente introvabile, L’Economia Italiana tra le due Guerra, edito sotto l’alto patronato di Sandro Pertini e composto dal Comitato d‘Onore di Nilde Jotti, Francesco Cossiga, Bettino Craxi ecc. ecc. (non so se mi spiego!!!), dove a pag. 137, possiamo leggere: <L’onda d’urto provocata dal risanamento monetario non colse affatto di sorpresa la compagine governativa (per capirci bene cari “quaquaraquà, quella guidata da Mussolini), con  provvedimenti di varia natura, attenuarono, dove possibile i conseguenti effetti negativi soprattutto nel mondo della produzione (…). Permise comunque al nostro Paese di affrontare in condizioni di sanità generale la grande depressione mondiale del 1929 (…)>. Per capirci meglio possiamo ricordare che negli anni fra il ’25 e il ’30, soprattutto grazie alla guida di Antonio Mosconi, i conti nazionali registrarono attivi da primato. Proprio come oggi, vero quaquaraquà di Rai/bufala?

   Visto quel che è accaduto a Genova – ma sappiamo bene che l’alluvione della città ligure è solo la punta dell’iceberg – diamo uno sguardino come al tempo del male assoluto venivano affrontate le calamità. Su questo tema debbo fare una breve premessa.

      La notte del 23 luglio 1930 uno dei terremoti più devastanti (6,5 Scala Richter) che la nostra storia ricordi colpì vaste aree della Campania, del Sannio, della Lucania e del Subappennino pugliese: all’incirca, cioè, quelle stesse zone colpite dal sisma del novembre 1980 (6° grado Scala Richter).

   Mussolini, appena conosciuta la notizia, convocò il ministro dei Lavori Pubblici, Araldo di Crollalanza, certamente uno dei più prestigiosi collaboratori del Governo di allora, e gli affidò l’opera di soccorso e di ricostruzione.

      Araldo di Crollalanza, in base alle disposizioni ricevute dal Capo del Governo, e giovandosi del RDL del 9 dicembre 1926 e alle successive norme tecniche del 13 marzo 1927 che concentra­vano tutte le competenze operative, nei casi di catastrofi, nel Mini­stero dei Lavori Pubblici, al primo annunzio del sisma (cosiddetto del Volture), fece attivare, nel giro di pochissime ore, il trasferi­mento di tutti gli uffici del Genio Civile del personale tecnico, verso la zona sinistrata, così come era previsto dal piano di inter­vento e dalle tabelle di mobilitazione che venivano periodicamente aggiornate.

   Secondo le disposizioni di legge sopra ricordate, nella stazio­ne di Roma, su un binario morto, era sempre pronto un treno speciale, completo di materiali di pronto intervento, nonché munito di apparecchiature per demolizioni ed escavazioni e quant’altro necessario per provvedere alle prime esigenze di soccorso e di as­sistenza alle popolazioni sinistrate. Sul treno, appena appresa la notizia del sisma, presero posto il Ministro e il personale dell’am­ministrazione centrale del servizio calamità. La partenza fu im­mediata. Destinazione: l’epicentro della catastrofe.

   Questa struttura entrò in azione, per la prima volta, proprio in occasione del sisma del 1930. Quindi non è errato affermare che ANCHE quella struttura fu opera del Male assoluto, struttura che poi prenderà il nome di Protezione Civile.

   Naturalmente, per tutto il periodo della ricostruzione, il Mini­stro Araldo di Crollalanza non si allontanò mai dalla zona sinistrata, adattandosi a dormire in una vettura del treno speciale che si spostava, con il relativo ufficio tecnico, da una stazione all’altra per seguire direttamente le opere di ricostruzione.

   Può essere interessante riportare la testimonianza di chi visse personalmente quella vicenda il Signor Liberato Iannantuoni di Meda (Milano): «Nella notte del 29 luglio 1930 il terremoto distrus­se alcuni centri della zona ai limiti della Puglia con la Lucania e l’avellinese, in particolare Melfì, Anzano di Puglia, Lacedonia. Proprio tra le macerie di questo borgo, all’indomani del terribile sisma, molte personalità del tempo accorsero, turbate da tanta straziante rovina, tra le quali il Ministro dei Lavori Pubblici Araldo di Crollalanza: in sua compagnia vi era la Duchessa d’Aosta. Avevo allora 22 anni, unitamente ad altri giovani fummo comandati allo sgombro delle macerie. Ecco perché conobbi da vicino Crollalanza; si trattenne un po’ con noi con la serena e ferma parola d’incitamento al dovere; re­stò per me uomo indimenticabile per i fatti che seguirono. Tutto quello che il sisma distrusse nell’estate 1930, l’anno nuovo vide non più macerie, ma ridenti case coloniche ed al­tre magnifiche costruzioni con servizi adeguati alle esigenze della gente del luogo. Moderne strade fiancheggiate da filari di piante ornamentali; si seppe anche che i costi occorrenti fu­rono decisamente inferiori al previsto (…)».

   A quattro giorni dal disastro, furono estratti dalle macerie e seppelliti i morti dei Comuni devastati. Si provvide al completamento degli attendamenti e ad assicurare, in modo ordi­nato, la prima opera di assistenza. Fu assicurato anche il tempesti­vo arrivo sul posto, con treni che avevano la precedenza assoluta per il trasporto degli occorrenti laterizi, garantendo così l’avvio della ricostruzione. Si costituirono depositi adeguati dei materiali e dei sacchi di cemento sui piazzali di tutte le stazioni perimetrali della vasta area colpita. Con l’intento che alcune testimonianze non vadano perse (vedi le trasmissioni di Rai/bufala), ecco quanto scrisse il sig. Adolfo Sacci a Il Giornale  d’Italia in data 28 novembre 1988: <Il terremoto del 1908 (ripeto 1908, nda) ridusse in fumanti macerie Reggio Calabria, Messina e le cittadine di quelle due province. Con l’aiuto di mezzo mondo ben presto furono costruiti interi baraccamenti per il ricovero dei superstiti. Ed in quelle baracche vivemmo per ben venti lunghissimi anni! Dal 1908 al 1928. Finché Mussolini lasciò la capitale per recarsi in Sicilia. Il Capo del Governo poté vedere dai finestrini della sua carrozza riportandone vivissima impressione, il succedersi ininterrotto di baracche già vecchie e stravecchie. L’anno dopo al loro posto c’erano già in tutti i paesi terremotati altrettante belle, decorose palazzine che ancora oggi testimoniano il sollecito, intervento di Mussolini che ci tolse, finalmente! dalle miserrime condizioni di baraccati>. Esattamente come da settanta anni ad oggi, vero quaquaraquà di Rai/bufala?!

   Avrei tanto, ma tanto ancora da far confrontare, ma doveri di spazio me lo impediscono, però prima di terminare non posso non citare alcuni brani del più grande storico-giornalista svizzero Paul Gentizon. Egli sul numero 24 della rivista Les Mois Suisse  del maggio 1945 scrisse un necrologio su Benito Mussolini dal quale riportiamo alcuni brani significativi: <Mussolini ha subito un’atroce fine (…). Per anni tutti gli stranieri di rilievo che vennero a Roma non avevano altro interesse che avvicinare l’uomo  che, in condizioni estremamente difficili era riuscito a rimettere ordine e ritmo all’intera vita dell’Italia moderna (…). Il potere non lo logorò per niente, non si possono enumerare i suoi atti di bontà (…). Il bilancio del Fascismo? Ha nome: strade, autostrade, ferrovie, canali di irrigazione, centrali elettriche, scuole, stadi, sports, aeroporti, porti, igiene sociale, ospedali, sanatori, bonifiche industrie, commercio, espansione economica, lotta contro la malaria, battaglia del grano, Littoria, Sabaudia, Pontinia, Guidonia, Carta del Lavoro, collaborazione di classe, Corporazioni, Accademia, Codici Mussoliniani, Opera Maternità e Infanzia, Carta della Scuola, Enciclopedia, Patti Lateranensi, Pacificazione della Libia, Marina Mercantile, Marina da Guerra, Aeronautica, Conquista dell’Abissinia. Tutto ciò che ha fatto il Fascismo è consegnato alla storia. Ma se c’è un nome, che in tutto questo dramma, resterà puro e immacolato, sarà quello di Mussolini (…)>.

    Capito signori quaquaraquà volete voi contestare Paul Gentizon?

    Per concludere: ve lo immaginate un Marchionne al tempo del Governo Mussolini?

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[ “AZ.” ] EVENTI ( INVITO )
 
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—-Messaggio originale—-
Da: notification+kr4mymgan4wn@facebookmail.com
Data: 16/10/2014 14.40
A: “Ferruccio Massimo Vuono”<massimovuono@libero.it>
Ogg: Invito all’evento: PRESENTAZIONE LIBRO “QUARTO REICH” MONDADORI

   
 
   
   
Gennaro Sangiuliano ti ha invitato al suo evento
 
PRESENTAZIONE LIBRO “QUARTO REICH” MONDADORI
Martedì 21 ottobre alle ore 17.30
Roma a Roma
 
Partecipa
   
Forse
   
Rifiuta
 
“IV REICH-COME LA GERMANIA HA SOTTOMESSO L’EUROPA” con Vittorio Feltri, Roberto Napoletano, Giorgia Meloni, Francesco Boccia. Palazzo Bonadies, via San Pantaleo 66, ore 17.30 (piazza Navona). MODERA L…
Anche Alessandro Sansoni e altre 3 persone sono nella lista degli invitati.
        
 
 
Inviti in sospeso (3) Vuoi bloccare gli inviti da parte di Gennaro?
 
 
   
   
 
Questo messaggio è stato inviato a massimovuono@libero.it. Se non vuoi più ricevere questo tipo di e-mail da Facebook, annulla l’iscrizione.
Facebook, Inc., Attention: Department 415, PO Box 10005, Palo Alto, CA 94303
   
 


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[ “AZ.” ]  DELL’ETERNA DIASPORA SOCIALISTA 
 
( TRATTO IN RETE – ARCHIVIO IN WEB )
Corriere della Sera

De Michelis offre la tessera numero 1 all’ ex segretario e propone di candidarlo alle Europee. E il Picconatore: ” Non ci vedrei nulla di strano “

Al congresso del Ps Cossiga e Berlusconi difendono Craxi: ” Un collaboratore leale ” , ” un amico “

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 De Michelis offre la tessera numero 1 all’ ex segretario e propone di candidarlo alle Europee. E il Picconatore: “Non ci vedrei nulla di strano” Al congresso del Ps Cossiga e Berlusconi difendono Craxi: “Un collaboratore leale”, “un amico” ROMA – Si sfidano anche su Bettino Craxi. “Un collaboratore politico di cui ho sempre apprezzato la lealta”, azzarda il presidente provvisorio dell’ Udr Francesco Cossiga. “Un amico, che ho l’ onore di avere avuto come testimone di nozze”, ribatte il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Applausi per entrambi, dalla platea socialista commossa, tra garofani e bandiere rosse. Sono ospiti del secondo congresso del rifondato partito socialista di Gianni De Michelis. Sorride compiaciuto l’ ex ministro. Non avra’ forse seguito la sua proposta di ripresentare il simbolo alle Europee dell’ anno prossimo, ne’ quella di aprire una commissione parlamentare d’ inchiesta su Tangentopoli, ma la celebrazione della memoria politica dell’ ex segretario socialista, tessera numero uno del nuovo partito, e’ quasi del tutto riuscita: avevano invitato anche Giuliano Amato al loro congresso, ma l’ ex vicesegretario socialista non ha accettato. + un rito un po’ nostalgico, piu’ che un congresso vero e proprio, quello in cui si stabilisce che il Ps entrera’ nella federazione di centro di Berlusconi. Un po’ per i volti che si incontrano sul palco: Giusy La Ganga, Margherita Boniver, Fabrizio Cicchitto, Bobo Craxi, Giulio Di Donato, Paris Dell’ Unto. Un po’ per il tono degli interventi dei due ospiti d’ onore. Berlusconi e Cossiga si salutano per cortesia, si siedono accanto, l’ ex presidente non si risparmia qualche battutina sull’ anticomunismo di Berlusconi. Comincia Cossiga, in maniche di camicia, dopo aver sorseggiato un caffe’ e un dito di whisky. Prende le distanze dal progetto socialista, che fa parte della federazione di centro di Berlusconi. Ma poi aggiunge: “Sono unito a voi, lasciate che vi chiami “cari compagni”, nel dolore per la sorte di un uomo che fu mio collaboratore politico e di cui ricordo le doti di lealta’ , Bettino Craxi”. Applausi, tutti in piedi. Solo Berlusconi non applaude. Ancora: “Siamo diversi ma non distanti e dobbiamo stare insieme per difendere cinquant’ anni di storia d’ Italia e impedire che degli ultimi anni di vita del Paese venga data un’ immagine se non falsa, incompleta”. Altri applausi e anche qualche “Francesco, Francesco”. Giu’ dal palco, l’ ex presidente della Repubblica e presidente provvisorio dell’ Udr, da’ anche il suo placet ad un’ idea di De Michelis: “Craxi candidato alle Europee? Non ci vedrei nulla di strano. Io mi sono seduto accanto a tanti senatori condannati all’ ergastolo e non ci ho trovato nulla di strano”. Quando sale sul palco Berlusconi, in giacca scura, fa anche di piu’ . Tra attacchi ai “comunisti”, al “regime”, al governo, il leader di Forza Italia commemora le “notti insonni del 1992”, l’ esilio del leader e il “vostro Sergio Moroni”, morto suicida dopo l’ incriminazione (sono tutti in piedi per l’ applauso) e infine l’ “amico Bettino Craxi, che ho avuto l’ onore di avere come mio testimone di nozze e come padrino di due dei miei figli. In piu’ occasioni l’ ho difeso e ho dato testimonianza della mia stima e amicizia, ora credo che sulla bilancia della storia tra qualita’ e difetti prevarra’ il piatto delle qualita”. Applaudono tutti, Cossiga compreso. Bobo Craxi scende a ringraziare. Chiusa la celebrazione del passato, si parla del futuro. E subito scoppia la polemica tra i partiti eredi del Psi. + De Michelis a provocarli: e’ vero che il Ps partecipa alla federazione di centro di Berlusconi, che ha scelto dunque il centro – destra, ma ora chiedera’ l’ adesione all’ Internazionale socialista e al Partito socialista europeo: “Vedremo con che faccia ci diranno di no”. + quasi in diretta invece la replica di Boselli e Intini dello Sdi: “Non si e’ mai visto un partito socialista che sta con la destra. De Michelis si e’ alleato con Fini, ma i socialisti non potranno mai allearsi con gli eredi dei fascisti”. Gianna Fregonara

Fregonara Gianna

Pagina 4
(5 luglio 1998) – Corriere della Sera

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[ “Az.” ] “ANGELINO IL SICULO” ALIAS “IL CARABINIERE ANTITASSE” [ SIC ! ] E “IL VIGILANTE INVASIONE ASSISTITA” [ SIC ]

KAPO DEI PUTTANI N.C.D. OVVEROSIA  N.C. (SENZA D – DELLA DESTRA ) GRUPPO NON CLASSIFICATO…

[ ULTIMISSIMA ]

giovedì 16 ottobre 2014

Dall’Ue schiaffone ad Alfano: “Controllate da soli i confini”

Dall’Ue schiaffone ad Alfano: “Controllate da soli i confini”
 
 
di Andrea Indini 
 
 
 
Il ministro aveva detto: “Con Triton terminerà l’operazione Mare Nostrum”. Ma il direttore di Frontex: “La gestione del controllo dei confini resta agli stati membri”. “Con Triton l’Europa si reimpossessa delle frontiere e consente di far terminare l’operazione Mare Nostrum”. Da giorni il ministro dell’Interno Angelino Alfano va in giro per l’Italia a vendere l’operazione Triton, che partirà il primo di ottobre, come un successo suo personale, la pietra tombale alla fallimentare Mare Nostrum che a Roma è costata svariate decine di milioni di euro, decine di migliaia di extracomunitari da soccorrere e soprattutto un’emergenza umanitaria senza precedenti. Ma sono tutte chiacchiere. La verità sull’operazione deliberata da Bruxelles ce la dice il direttore esecutivo di Frontex Gil Arias Fernandez durante un briefing con la stampa a Roma: “Mare Nostrum non sarà sostituita dall’operazione Triton di Frontex”.
 
Una doccia gelata per il Viminale, uno schiaffo per Alfano che aveva scommesso tutto su Triton per cavarsi fuori da una figuraccia internazionale senza precedenti. E l’emergenza immigrazione rischia seriamente di esplodere nelle mani del leader del Nuovo centrodestra. Perché, ancora una volta, l’Unione europea ha deciso di lasciare l’Italia da sola a fronteggiare gli sbarchi di clandestini che assaltano le nostre cose. Niente di nuove. Cecilia Malmström, commissario Ue agli Affari esteri, aveva già avvertito il titolare del Viminale. “È chiaro che l’operazione Triton non sostituirà Mare Nostrum – aveva dichiarato nei giorni scorsi – il futuro di Mare Nostrum rimane in ogni caso una decisione italiana”. Non era stata certo la prima volta che la commissaria svedese aveva preso le distanze dal governo italiano. In un estenuante gioco di annunci italiani e sconfessioni europee è, infine, venuta a galla la verità: l’annunciata volontà di chiudere Mare Nostrum non dipende da Bruxelles ma è una scelta che spetterà unicamente al premier Matteo Renzi e ai suoi uomini.
 
A chiudere il cerchio ci ha pensato il direttore esecutivo di Frontex rispondendo duramente e senza ombra di dubbio alle dichiarazioni dei giorni scorsi di Alfano. “La decisione di interrompere Mare Nostrum spetta solo alle autorità italiane e Triton comincerà indipendentemente da Mare Nostrum – ha dichiarato Gil Arias Fernandez – la gestione del controllo dei confini resta agli stati membri: Frontex aiuta gli stati membri ma non li sostituisce”. Insomma, né Frontex né l’Unione europea hanno l’autorità per sostituire l’autorità dello Stato membro nel controllo dei suoi confini. “Frontex è un’integrazione al compito svolto dagli Stati membri nell’affrontare sfide esterne eccezionali, tramite operazioni congiunte come Triton – insiste Gil Arias Fernandez – la gestione dei confini esterni dell’Unione europea è una responsabilità congiunta dello Stato membro e dell’Ue”. Toccherà dunque al governo, e in particolar modo al Viminale e alla Difesa, gestire il controllo dei confini. Dal canto suo Bruxelles offre ad Alfano un minimo aiuto di cooperazione. Niente di più.
 
 
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Stenio Vuono
Stenio Vuono 18 ottobre 10.22.25
COSENZA CASALI NEL 1918
 
 
[ “AZ.” ] REPORT FOTO DALLE CALABRIA ( DA COSENZA – STENIO VUONO )
V E D I

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[ “A-Z.” ]  IL SERVIZIO ODIERNO VOLGE AL TERMINE – A PRESTO SENTIRCI ! 
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT”  NAPOLI 

  

 direzione responsabile: presidenza Associazione

 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.

 Uff. Stampa Associaz. “Azimut”:   Ferruccio Massimo Vuono 

 

(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
�AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 �� 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081.7701332
 
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