GIORGIO NAPOLITANO E L’AGONIA DEL BEL PAESE-INIZIO’ CON MR. MONTI(IL ROBOTICO ILLUMINATO) E A RUOTA MONSEUR LETTA(IL NIPOTE) POI CON IL MATTEO IL BARONETTO( <>)-E’ ORA DI “STACCARE LA SPINA”


GIORGIO NAPOLITANO E L’AGONIA DEL BEL PAESE-INIZIO’ CON MR. MONTI(IL ROBOTICO ILLUMINATO) E A RUOTA MONSEUR LETTA(IL NIPOTE) POI CON IL MATTEO IL BARONETTO( << “RENZISPOT” & “RENZISCOOP” >>)-E’ ORA DI “STACCARE LA SPINA”

UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
anteprima di web – tra breve in rete
 
[ “AZIMUT” ] OGGI : GIORGIO NAPOLITANO E L’AGONIA DEL BEL PAESE – INIZIO’ CON MR. MONTI( IL ROBOTICO ILLUMINATO ) E A RUOTA MONSIEUR LETTA ( IL NIPOTE ) POI CON IL MATTEO IL BARONETTO (<< “RENZISPOT” & “RENZISCOOP” >>) –  E’ ORA DI “STACCARE LA SPINA”  – 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : DOMENICA, 2 NOVEMBRE 2014 ]
[ “AZ.” ] LA “CORTINA FUMOGENA”  – RIFORME ! RIFORME ! – RIFORME ! – OVVERO LA GRANCASSA MEDIATICA ( LO SCHERMO ) : MANCA SOLO LA “TASSA SUL MACINATO” ! ! !
[“AZ.” ] L’AGONIA… E, IN ULTIMO,  VENNE IL GIOVIN SIGNORE DELLA SINISTRA – “RE TRAVICELLO” E IL “FUNAMBULO TESTA DI TURCO” – PER COMPLETARE L’OPERA…..
 E LO STATO DELL’ARTE – E PER LA GODURIA DEI SATRAPI DI BRUXELLES…]
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GENTILONI AGLI ESTERI 
 

E PER INTANTO – TUTTI IMPERTERRITI – AVANZA IL << NUOVO >> ( OHIBO’ )
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[ “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE ]
Associazione Azimut . –  Saturday, July 07, 2012

EUROCRATI…( 666 )… SANGUISUGHE…NECESSITA, SEMPRE,  UN “POLO DELLA LIBERTA’ “. COSA DICONO I VERTICI DEL CENTRODESTRA ?
[ “Azimut-NewsLetter” : 8 Luglio 2012 ]
 
<< BUONTEMPONE, CHE “ABBAIA” E “NON MORDE”… >>, COME OGNI SODALE DELLE SINISTRE DI “TUTTE LE SALSE”…( CHE “ATTACCA”) : CAPOFILA ..DEI << VETEROREPUBBLIKANES >>, CON UN PASSATO DA “SCHELETRI NELL’ARMADIO”… ( . . . );  IL PERSONAGGIO CHE “BIASCICA 
& BORBOTTA”…ARZIGOGOLA…”FARFUGLIA”…NEL MENTRE CHE GLI ITALIANI, IN VERITA’, ORMAI “SUDANO…LE PROVERBIALI SETTE CAMICIE” E “ALLO SPIEDO” DA  SISTEMATICO <<TASSA & RITASSA >> !
DOMANDA DALLE < CENTO PISTOLE > :
A QUANDO LA < TASSA SUL MACINATO > ?
[…ma…interverrà “il Grillo”… ]
Il < simulatore >…
che “…prende per i fondelli…”

 EUROCRATI…[ 666 ] … Sanguisughe…

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Da: azimutassociazione@libero.it
Data: 31/10/2014 – aggiornamento : al sabato 1 novembre 2014
Arenella – Napoli [ Ferruccio Massimo – massimovuono@libero.it ]
anteprima di web – servizio tra breve in rete

 ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI
  “Azimut” – Ufficio Stampa : massimovuono@libero.it
Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)
 
——————————————————————————ULTIMA NOSTRA E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB :

 CIAO NINO – FESTA DI OGNISSANTI E COMMEMORAZIONE DEI DEFUNTI – IL TRIONFO DI PUTINA BELGRADO E IL PIANO DI BERLUSCONI A MARZO 

– ALTRE NEWS… ( MOSTRA FUTURISMO A COSENZA, ECC. )

 [ “AZ.-NEWS” : 30 OTT. ’14 ]
tra breve in rete
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DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” [ REPLICA –  REPETITA IUVANT ]
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“Azimut” – Ufficio Stampa:

Ferruccio Massimo Vuono massimovuono@libero.it 

anteprima web : 05/12/2013
associazioneazimut@tiscali.it an.arenella@libero.it

invio E.mail : Servizio, tra breve in rete :

OGGI GIORGIO NAPOLITANO A NAPOLI. DA CITTADINO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – LETTERA APERTA AL CAPO DELLO STATO

[ “AZ.-NEWS” : 05.12.’13 ]

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 GIORGIO NAPOLITANO E L’AGONIA DEL BEL PAESE
MEMENTO

Rubbia, Abado, Cattaneo e Piano ( . . . )

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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
SUL FINIRE DELLO SCORSO ANNO PUBBLICAMMO IN RETE IL NOSTRO APPELLO AL CAPO DELLO STATO – CHE REPLICHIAMO. RIFLETTERE, OGGI, SUI GUASTI PRODOTTI DAL NON ACCOGLIMENTO DELLA NOSTRA ISTANZA.RIEPILOGHIAMO:
GIA’ DOPO L’ESTROMISSIONE DELL’INTRUSO ( E L’AZZERAMENTO DELLA NOTA COSIDDETTA VARIABILE INDIPENDENTE OVVERO L’ALLONTANAMENTO DELL’UNICO PREMIER ELETTO SILVIO BERLUSCONI [ 1 ] ) IN VERITA’ IL DILUVIO : FU SOLO  L’INIZIO DELLA FINE MARCATO DAL ROBOTICO ILLUMINATO MR. MONTI, POI MONSIEUR LETTA – NIPOTE ( COSICCHE’ NOI  ALLORA SCRIVEMMO A GIORGIO NAPOLITANO ) INDI  IL PROSIEGUO, PURTROPPO,  DI MATTEO – IL BARONETTO – NOVITA’ ( << “RENZISPOT” & “RENZISCOOP” >> ). SI COMPLETO’ CON IL PRIVARE IL CAVALIERE DELLA CONDIZIONE ELETTIVA ( AL SENATO )
 PARLAMENTARE. OGGI LA LEGGE SEVERINO NON VIENE APPLICATA E SI REGISTRA UNA SOSPENSIONE [ 2 ] NEL CASO DEL SINDACO DI NAPOLI LUIGI DE MAGISTRIS ( IL TAR ) REINTEGRATO.NEL MENTRE CHE, PURE NON CERTO DAL VERSANTE DI CENTRODESTRA, AH – QUESTI INEFFABILI GRILLINI ! , ORA,
SI ATTACCA IL CAPO DELLO STATO ( MA SEMPRE CON UNA SPRUZZATINA DI ANTIBERLUSCONISMO ) MA CON DOPPIEZZA E ROZZEZZA ( ALTRO E’ INFATTI ESSERE IN DISACCORDO [ 3 ] ) – E A BEN VEDERE, COL SENNO DI POI, FORSE TESI A PARARSI IL DERETANO, I MOLTI A FAR VENTRILOQUO DEL BERLUSCA COME, PER ULTIMO, IL NOSTRO INEFFABILE DE BENEDETTI… ( 4 ) – GIUNTI A QUESTO PUNTO QUEL CHE CI STUPISCE E’ IL FATTO CHE IL PRESIDENTE BERLUSCONI NON ROMPI GLI INDUGI E SI ATTARDI – ANCORA – A STAZIONARE IN MEZZO AL GUADO. ( 5 )
NOI NON COMPRENDIAMO ? CERTO CHE SI’. CIO’, NONDIMENO, RESTA L’UNICA E SOLA ALTERNATIVA ? CERTO CHE SI’. NOI ANCORA CONFIDIAMO ? CERTO CHE SI’.
 
(RI)LEGGERE LA NOSTRA LETTERA – APPELLO
 
[ PER LE NOTE 1 – 2 – 3  – 4  – 5 / VEDI : OLTRE ]
 
Arturo Stenio Vuono – presidente Associazione “Azimut” – Napoli
 DA CITTADINO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO
Gentile Presidente,
so bene che, nella Sua agenda, ha appuntato almeno due future scadenze, dal 22 al 28 maggio del prossimo anno elezioni europee e dal primo di luglio, poi, il semestre di presidenza italiana dell’ Ue; e vorrei, in verità, che ne aggiungesse di terza, una scadenza, allorchè si ponga un limite – temporale –  invalicabile a tutti i vulnus e le anomalie, ai cambi di casacca e ai ribaltoni. Bene il prossimo passaggio parlamentare del premier, e tuttavia non ci serve, certo, un governicchio di sinistra – con un centrino – puntellato dal gruppuscolo di eletti, non più in linea con la pregressa legittimazione popolare, assolutamente autoreferenziale e che si definisce di nuovo centrodestra ( sic ). A parte che gli eminenti nominati, non più dal Suo successore, con laticlavio a vita, rappresentando tutti gli italiani, farebbero bene nel prosieguo  a non interferire – avendo  partecipato ai recenti lavori senatoriali una tantun – e ad astenersi, con decenza, dall’assumere posizioni di parte; ciò detto, in premessa, semprechè i democrat, dopo avere smaltito la minestra riscaldata di lor primarie, non diano un out.
Le chiedo la pazienza di ascoltare, e valutare, le mie ragioni. Riandando alla passata riunione congiunta delle camere, vale ricordarlo, Ella non solo giurò sulla carta costituzionale ma, per il Suo secondo mandato, già un fatto straordinario ed eccezionale, ne affermò – solennemente –  la condizione  da tutti accettata, sottoscritta, essendo – per la votazione – marginale che vi siano stati i contro ma con presa d’atto. Una chiarissima << postilla >> ch’è stata la condizione – sine qua non – per accettare l’investitura; ovverosia l’unità delle forze politiche che L’avevano richiamato in nome di un comune programma politico-eonomico-riformista che non c’è più; e la foglia di fico dell’asse Letta – Alfano, per il presunto passaggio dalle larghe alle solide intese, a poco potrà servire. E chi vivrà, vedrà. Ella, per mantenersi fedele all’impegno preso, confido – perciò – voglia traghettarci verso nuove consultazioni elettorali, con le urgenti nuove norme, in sintonia con le decisioni in merito della Corte Costituzionale,  e con l’abbinamento alle consultazioni << europee >>, ed immediatamente – successivamente – rimettendo il Suo secondo mandato. Che si vada alle urne è la soluzione logica e legittima, con una nuova legge elettorale ; alla partenza – almeno per l’attuale – i tre potenziali blocchi : centrodestra, centrosinistra e Movimento 5 Stelle; che, in ogni caso, nulla potrà cambiare – ai fini della governabilità – il “fuori uno e tutti a casa” di Beppe Grillo  il quale, nella vagheggiata evenienza del “primeggiare”, sarebbe condannato – comunque sia – ad allearsi proprio con coloro che, da mane a sera, stigmatizza essere la peggiore classe dirigente. Ma ristabilire la normalità, tuttavia, resta – sempre – il problema, urgente e principe, onde azzerare, come Le ho scritto,  i vulnus e le anomalie. D’altronde, come potrà convenire, esistono precedenti di governi mandati a casa – senza voto di sfiducia – per ragioni di emergenza nonchè richiamate, presunte,  discrasie con il quadro internazionale e, per l’oggi, a maggior ragione, definita  – comunque sia – la Legge di Stabilità, mille e mille ragioni – di prevalente natura interna – depongono a favore di questa improcrastinabile soluzione.

Non si tratta, solo, di precaria situazione politico-economico-sociale ma del rischio di aggravarne gli esiti che non potrebbero, certamente, affrontarsi con una pseudo stabilità di governo e la tentazione di supportarla con un ritorno alle piaghe purulenti che, a suo tempo, si richiamarono al preferenzialismo e al proporzionalismo nonchè al mandato senza vincolo, in assoluto, degli eletti; i parlamentari che, anche per l’oggi, presumono legittimo muoversi – sempre – all’incontrario del mandato richiesto agli elettori. Sono certo che Ella, però, si muova nel solco della non contrapposizione agli umori della Nazione che, per stragrande parte dei suoi cittadini, rigetta totalmente, sperando di superare la disaffezione per le urne, una deriva della “democrazia prepotente” e d’una << democrazia totalitaria >> . Far collimare << paese legale > e << paese reale >>, necesse.
Il nostro Paese è una grande Nazione, il semestre di presidenza europea è l’occasione giusta –  non solo per ristabilire equità e occupazione, giustizia sociale e sviluppo, – ma per dare un salutare stop agli apologeti dell’attuale Ue, ormai una gabbia intollerabile, una vera e propria camicia di nesso,  che viaggia irreversibilmente sulla linea del combinato disposto dell’azzoppare i popoli e delle impotenze congenite a far fronte ai suoi doveri.. Con un governo forte,  a tali apologeti diciamo che c’è un limite a tutto. o si rivedono i trattati, da sottoporsi a referendum, oppure è finita: o si giunge alla totale e diretta elezione degli organi di governo, alla moneta di proprietà, a un comune esercito di difesa, etc., oppure è finita. Questa europa non è l’Europa, non ci piace. Nulla cambiando, sempre di più crescerà il numero di coloro che da questa Europa, da quest’euro, vuole tirarsi fuori.  Inutile, quindi, tuonare contro i cosiddetti “euroscettici” e i definiti – vituperati << populismi >>. Mi richiamo alla Sua sensibilità. Resto, fiducioso e certo, d’una Sua – pronta – pubblica risposta.

Accolga i miei deferenti ossequi.
Arturo Stenio Vuono
LE NOTE NN, 1 – 2 – 3 – 4 –  5 [ LEGGI ]
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…’ DOPO L’ESTROMISSIONE DELL’INTRUSO ( E L’AZZERAMENTO DELLA NOTA COSIDDETTA VARIABILE INDIPENDENTE OVVERO L’ALLONTANAMENTO DELL’UNICO PREMIER ELETTO SILVIO BERLUSCONI ) IN VERITA’ IL DILUVIO : FU SOLO  L’INIZIO DELLA FINE,,,”
(1)

Rating truccato contro il Cav S&P e Fitch vanno a giudizio

Inchiesta rating, a giudizio Standard & Poor’s e Fitch
 
 
di Sergio Rame
 
 
 

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 DA

MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK [ vedi : sotto ]
 “..

NEL MENTRE CHE, PURE NON CERTO DAL VERSANTE DI CENTRODESTRA,
Sotto inchiesta i report sull’affidabilità del sistema creditizio e sul declassamento del rating italiano. Manager e analisti delle due agenzie accusati di aver manipolato il mercato nel biennio 2011-2012. Brunetta: “Il complotto comincia a prendere forma”. Adesso Standard & Poor’s e Fitch dovranno rispondere davanti a un giudice per l’attacco finanziario che, a cavallo tra il 2011 e il 2012, ha letteralmente messo in ginocchio il sistema Italia. 
 
Un attacco che, oltre ad aver duramente l’economia, ha assestato un colpo senza precedenti alla democrazia interna. Sei tra manager e analisti di Standard & Poor’s e ad altri due dell’agenzia Fitch sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di aver manipolato il mercato attraverso i report sull’affidabilità del sistema creditizio e sul declassamento del rating italiano.
 
Nel 2011 ci fu una violentissima speculazione sui titoli di Stato italiani con lo spread sui Bund tedeschi che arrivò nel giro di poche settimane a 570 punti base. Una leva economica e politica che destabilizzò il Belpaese spingendo l’allora premier Silvio Berlusconi a presentare, nel novembre del 2011, le dimissioni al capo dello Stato Giorgio Napolitano. La decisione della procura di Trani alimenta i dubbi su un periodo opaco per il nostro Paese che, complici i tecnocrati di Bruxelles e lo stesso presidente della Repubblica, portò a quello che non si fatica a essere definito un golpe bianco. “Il complotto comincia a prendere forma anche in Italia”, commenta il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta ricordando “il grande imbroglio che stava alla base di una strategia tesa a speculare sul debito sovrano del nostro paese e a cancellare la democrazia in Italia, costringendo Berlusconi alle dimissioni, sulla 

 base dell’invenzione dello spread”. A questa strategia le agenzie di rating diedero un contributo determinante. Per Standard & Poor’s sono stati rinviati a giudizio Deven Sharma, che all’epoca dei fatti contestati era il presidente mondiale di S&P Financial Service, il responsabile per l’Europa a Londra Yann Le Pallec, il rappresentante legale di S&P Londra David Pearce, e gli analisti del debito sovrano Eileen Zhang, Franklin Crawford Gill e Moritz Kraemer. “Francamente sono sorpreso per l’assenza, finora, in questo delicato processo, della Consob – ha commentato il pm di Trani Michele Ruggiero – la sua presenza avrebbe dato un segnale importante ai mercati finanziari”.
 
La prima udienza del processo è stata fissata per il 4 febbraio dell’anno prossimo. “Le carte – conclude Brunetta – diranno chi aveva ragione”. Ma l’ultima parola non può essere lasciata soltanto ai giudici di Trani. “Si aprono ulteriori squarci su ciò che è accaduto nell’estate 2011 – commenta Deborah Bergamini di Forza Italia – e sul perché si è arrivati alle dimissioni forzate del governo Berlusconi”. Alla luce della decisione della procura di Trani di andare fino in fondo, Forza Italia rinnova la richiesta di istituire una commissione parlamentare d’inchiesta per far luce sull’accaduto. “Vogliamo sapere in che modo la nostra democrazia – conclude la Bergamini – e la sovranità popolare dell’Italia sono state violate”.
 
 
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“..OGGI LA LEGGE SEVERINO NON VIENE APPLICATA E SI REGISTRA UNA SOSPENSIONE NEL CASO DEL SINDACO DI NAPOLI LUIGI DE MAGISTRIS ( IL TAR ) REINTEGRATO…”
(2 )
(ANSA) – NAPOLI, 31 OTT – Con addosso la fascia tricolore il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, ha celebrato il matrimonio tra la scrittrice napoletana Valeria Parrella e il regista Davide Iodice. La celebrazione del matrimonio, officiato nella sede della Municipalita’ in piazza Dante, e’ stato il primo atto in cui de Magistris, dopo il reintegro del Tar Campania, ha indossato la fascia. Il matrimonio e’ stato celebrato in una sala gremita.
[ tratto da “il Giornale” di Milano ]

Il Tar, in seguito al ricorso presentato dall’ex pubblico ministero, ha deciso di inviare gli atti alla Consulta per la non manifesta infondatezza della questione di legittimità costituzionale. In particolare il Tar si riferisce agli articoli 10 e 11 del decreto legislativo 235. Il provvedimento che ha sospeso De Magistris come sindaco è stato quindi temporaneamente bloccato, almeno fino alla decisione della Consulta. Il presidente della prima sezione del Tribunale amministrativo della Campania Cesare Mastrocola ha affermato: “Posso dire solo che abbiamo fatto una fatica enorme, considerata la complessità del quesito“.

Il sindaco di Napoli era stato condannato ad un anno e tre mesi per abuso d’ufficio (la pena è stata sospesa) per la sentenza sul caso “Why not“. In base alla legge Severino il pm era stato sospeso dunque dalla carica di primo cittadino della città per un periodo massimo di 18 mesi. La sospensione era stata firmata dal prefetto Francesco Antonio Musolino. Gli era subentrato, in qualità di sindaco –reggente, il suo vice Tommaso Sodano.

Alla notizia del ritorno in carica di De Magistris è subito iniziato un fitto via vai di assessori, consiglieri e dirigenti comunali a Palazzo San Giacomo, dove si trova l’ufficio del primo cittadino.

azimutassociazione@libero.it
Data: 30-ott-2014
<an.arenella@libero.it>
PRONUNCIA TAR SU DE MAGISTRIS NULLA DI NUOVO SOTTO IL SOL
E

 
PUZZLE NAPOLI IN ARANCIONE
Arturo Stenio Vuono *
Pronuncia del TAR su De Magistris, nulla di nuovo sotto il sole. Tutto va ben madama la marchesa. Napoli nobilissima ma sventurata. Avevamo letto fondi dei media e le  dichiarazioni  del sindaco De Magistris che pareva giunto al termine della corsa e che  non è più tra color che son sospesi. Già, dopo il primo clamore, era calato il silenzio, il tormentone partenopeo  è cosa irrisolvibile e nessuno può di certo salvare Napoli.L’interesse per la città non c’entra, prevale l’aspetto di quel che appare  come una faida nella sinistra; lungi da una difesa di De Magistris, mai condiviso, cosa però dire delle teste d’uovo, filosofi e  intellettuali,  usi a  filippiche  avverso l’amministrazione ma che non hanno mai mosso un muscolo per un vero rinnovamento?  Come si sa, chi esce dal seminato non è nei loro programmi e chi tocca i fili muore; che non si risparmiarono, da parte del ritrovato sindaco , i micidiali colpi da fuoco amico verso tante icone e i molti santuari rossi.La denunciata anomalia della c.d. “Legge Severino”, e la interferenza nella dinamica democratica che, nella fattispecie, aveva originato la sospensione, è un vero autogol; e manda in frantumi l’impostazione, dogmatica, di  liceità allorchè si colpiva in direzione antiberlusconiana. Solo ora le eccezioni di  incostituzionalità e l’invio alla consulta. La verità ? Coloro   che confidarono  nella ventata arancione,  la medicina per guarire tutti i mali di Napoli, davano per scontato che una linea eterodossa non li avrebbe giammai colpiti. D’altra parte tacciare, oggi,  di giustizialismo De Magistris registra  il secondo autogol.Il giustizialismo, che nulla ha in comune con la stragrande parte della magistratura, infatti, ha operato e agito sempre a senso unico, poco ha  colpito a sinistra, ha fatto strame del garantismo e dello stato di diritto. Dov’erano i tanti che solo oggi lo rigettano ? Oggi, solo oggi, si scopre l’acqua calda. Noi, che  siamo per la << posizione >>, non tifiamo né  per l’arancione, Luigi De Magistris – Sindaco, e la maggioranza dei gattopardi che lo sostiene, né per l’attuale, frammentata,  “opposizione” a sinistra come a destra. Così stando le cose, nulla potrà cambiare. Il puzzle Napoli è sotto gli occhi di tutti,  ora anche a sinistra non si tratta solo d’una democrazia amputata; non si risolve con la scorciatoia giudiziaria, i funambolismi e la doppiezza.
 
* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napolli
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foto di Il Popolo Dice Basta, Basta, Basta E Basta.
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( 3 )


 IL SERVIZIO CONTINUA
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SI ATTACCA IL CAPO DELLO STATO ( MA SEMPRE CON UNA SPRUZZATINA DI ANTIBERLUSCONISMO ) MA CON DOPPIEZZA E ROZZEZZA ( ALTRO E’ INFATTI ESSERE IN DISACCORDO )…”
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[ IL MOVIMENTO 5 STELLE ]
 
Occorre dosare le parole, esiste infatti il reato di vilipendio nei confronti del Capo dello Stato ma i fatti sono fatti. Ecco 12 azioni commesse da questo soggetto, politicamente, indecoroso.
1. Giorgio Napolitano è entrato in Parlamento l'anno della morte di Stalin. Era il 1953 e i suoi  61 anni di politica sono costati al contribuente italiano oltre 16 milioni di euro tra stipendi e rimborsi vari.
2. Nel 1956, quando i carri armati sovietici massacravano gli studenti a Budapest dichiarava che l'URSS stava portando la pace in Ungheria. 
3. Nel 1981 definì le parole di Berlinguer sulla questione morale (“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali”) “vuote invettive”.
4. Nel 1993, quando la Guardia di Finanza si presentò alla Camera per richiedere gli originali dei bilanci dei partiti (in epoca tangentopoli) il Segretario generale della Camera, su ordine dell'allora Presidente Napolitano, oppose ai finanziari l'immunità di sede, ovvero il divieto per le forze dell'ordine di entrare a Montecitorio.
5. Durante il processo sulle tangenti ENIMONT Craxi, dichiarò all'allora PM Di Pietro che “non è credibile che il Presidente della Camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni ministro degli Esteri del PCI e aveva rapporti con tutta la nomenklatura comunista dell'Est a partire da quella sovietica, non si fosse mai accorto del grande traffico (di finanziamento irregolare) che avveniva sotto di lui”.
6. Mentre è Ministro degli Interni viene criticato per non aver fatto sorvegliare Licio Gelli, boss della P2, condannato, tra l'altro, per depistaggio sulla Strage di Bologna e bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano), che riesce a fuggire all'estero.
7. Il Ministro degli Interni Napolitano, con la legge Turco-Napolitano, istituisce i CPT, i Centri di Permanenza Temporanea, vere e proprie prigioni per clandestini in mano alle solite cooperative degli amici degli amici.
8. Era Ministro degli interni quando venne posto il segreto di stato sulle confessioni del camorrista Schiavone che già nel 1997 aveva raccontato il dramma della Terra dei Fuochi.
9. Da Presidente della Repubblica firma senza batter ciglio (pur potendo esercitare il potere di rinvio presidenziale) due leggi-porcate berlusconiane: Lodo Alfano e Legittimo Impedimento. Entrambe le leggi vengono poi dichiarate incostituzionali dalla Corte.
10. Nel 2012 concede la grazia al colonnello USA Joseph L. Romano condannato, assieme ad altri 22 agenti della CIA, per il rapimento ed il sequestro sul territorio italiano dell'Imam di Milano Abu Omar.
11. Ha mantenuto una condotta poco trasparente riguardo al processo sulla Trattativa Stato-Mafia. Ha sollevato il Conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo, in merito ad alcune intercettazioni telefoniche indirette riguardanti lo stesso Capo dello Stato. Intercettazioni che poi sono state distrutte. Inoltre non ha espresso alcuna solidarietà al PM Di Matteo quando quest'ultimo ha ricevuto una vera e propria condanna a morte dal boss Totò Riina.
12. Non si è presentato spontaneamente ai giudici di Palermo che lo volevano interrogare nell'ambito del processo sulla Trattativa. Sarà costretto solo dalla decisione della Corte di Assise di Palermo.
Noi non dimentichiamo Presidente, noi non stiamo zitti perché il silenzio è mafia. La rete è libera e queste informazioni viaggeranno per l'eternità e tutti sapranno cosa lei ha fatto. Con rispetto.

Occorre dosare le parole, esiste infatti il reato di vilipendio nei confronti del Capo dello Stato ma i fatti sono fatti. Ecco 12 azioni commesse da questo sogg…etto, politicamente, indecoroso.

1. Giorgio Napolitano è entrato in Parlamento l’anno della morte di Stalin. Era il 1953 e i suoi 61 anni di politica sono costati al contribuente italiano oltre 16 milioni di euro tra stipendi e rimborsi vari.
2. Nel 1956, quando i carri armati sovietici massacravano gli studenti a Budapest dichiarava che l’URSS stava portando la pace in Ungheria.
3. Nel 1981 definì le parole di Berlinguer sulla questione morale (“I partiti hanno occupato lo Stato e tutte le sue istituzioni, a partire dal governo. Hanno occupato gli enti locali, gli enti di previdenza, le banche, le aziende pubbliche, gli istituti culturali, gli ospedali, le università, la Rai TV, alcuni grandi giornali”) “vuote invettive”.
4. Nel 1993, quando la Guardia di Finanza si presentò alla Camera per richiedere gli originali dei bilanci dei partiti (in epoca tangentopoli) il Segretario generale della Camera, su ordine dell’allora Presidente Napolitano, oppose ai finanziari l’immunità di sede, ovvero il divieto per le forze dell’ordine di entrare a Montecitorio.
5. Durante il processo sulle tangenti ENIMONT Craxi, dichiarò all’allora PM Di Pietro che “non è credibile che il Presidente della Camera, onorevole Giorgio Napolitano, che è stato per molti anni ministro degli Esteri del PCI e aveva rapporti con tutta la nomenklatura comunista dell’Est a partire da quella sovietica, non si fosse mai accorto del grande traffico (di finanziamento irregolare) che avveniva sotto di lui”.
6. Mentre è Ministro degli Interni viene criticato per non aver fatto sorvegliare Licio Gelli, boss della P2, condannato, tra l’altro, per depistaggio sulla Strage di Bologna e bancarotta fraudolenta (Banco Ambrosiano), che riesce a fuggire all’estero.
7. Il Ministro degli Interni Napolitano, con la legge Turco-Napolitano, istituisce i CPT, i Centri di Permanenza Temporanea, vere
e proprie prigioni per clandestini in mano alle solite cooperative degli amici degli amici.
8. Era Ministro degli interni quando venne posto il segreto di stato sulle confessioni del camorrista Schiavone che già nel 1997 aveva raccontato il dramma della Terra dei Fuochi.
9. Da Presidente della Repubblica firma senza batter ciglio (pur potendo esercitare il potere di rinvio presidenziale) due leggi-porcate berlusconiane: Lodo Alfano e Legittimo Impedimento. Entrambe le leggi vengono poi dichiarate incostituzionali dalla Corte.
10. Nel 2012 concede la grazia al colonnello USA Joseph L. Romano condannato, assieme ad altri 22 agenti della CIA, per il rapimento ed il sequestro sul territorio italiano dell’Imam di Milano Abu Omar.
11. Ha mantenuto una condotta poco trasparente riguardo al processo sulla Trattativa Stato-Mafia. Ha sollevato il Conflitto di attribuzione dinanzi alla Corte costituzionale nei confronti della Procura della Repubblica di Palermo, in merito ad alcune intercettazioni telefoniche indirette riguardanti lo stesso Capo dello Stato. Intercettazioni che poi sono state distrutte. Inoltre non ha espresso alcuna solidarietà al PM Di Matteo quando quest’ultimo ha ricevuto una vera e propria condanna a morte dal boss Totò Riina.
12. Non si è presentato spontaneamente ai giudici di Palermo che lo volevano interrogare nell’ambito del processo sulla Trattativa. Sarà costretto solo dalla decisione della Corte di Assise di Palermo.

Noi non dimentichiamo Presidente, noi non stiamo zitti perché il silenzio è mafia. La rete è libera e queste informazioni viaggeranno per l’eternità e tutti sapranno cosa lei ha fatto. Con rispetto.

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,,,E A BEN VEDERE, COL SENNO DI POI, FORSE TESI A PARARSI IL DERETANO, I MOLTI A FAR VENTRILOQUO DEL BERLUSCA COME, PER ULTIMO, IL NOSTRO INEFFABILE DE BENEDETTI…”

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(4)

TRATTO DA << IL GIORNALE >> DI MILANO

giovedì 30 ottobre 2014

De Benedetti diventa berlusconiano L’Ingegnere si converte da Ferrara

Carlo De Benedetti, su “Il Foglio” la sua ricetta anti-crisi: uguale a quella di Silvio Berlusconi
 
Nei giorni in cui Silvio Berlusconi, pur tra una punzecchiatura e l’altra, promuove Matteo Renzi, nei giorni in cui al governo c’è una strana maggioranza, quella di Matteo, spesso appoggiata (o tollerata) dall’opposizione (quella di Silvio e non dei Cinque Stelle), ci si imbatte in fatti piuttosto peculiari. Per esempio capita che su Il Foglio di Giuliano Ferrara, da sempre vicino al Cav (al quale secondo alcuni detta anche la linea politica), faccia capolino un articolo firmato niente meno che da Carlo De Benedetti, l’editore di Repubblica, il nemico giurato di Berlusconi nonché sostenitore (seppur, ultimamente, a targhe alterne) proprio del presidente del Consiglio.
Berlusconvertito? – Sulle lunghe colonne de Il Foglio (da tempo, per voce di Ferrara, sostenitore del giovane Renzi), CdB propone la sua personalissima ricetta economica per portare l’Italia fuori dai vortici della crisi. E se già stupisce il fatto di trovare la firma dell’Ingegnere sulle pagine di uno dei “templi” del berlusconismo, stupisce ancor di più la ricetta che propone il presidente del Gruppo l’Espresso. Tra le misure ipotizzate per arginare il “disastro”, infatti, spuntano alcuni cavalli di battaglia forzisti, dall’eliminazione totale dell’Irap residua fino a un “draconiano” taglio delle tasse sul costo del lavoro. E ancora, l’Ing si spinge ad azzardare lo sforamento del deficit al 6% del Pil (a quelle cifre non ci era arrivato neppure Silvio), rivolgendo una metaforica pernacchia ai burocrati rigoristi capeggiati dalla signora di Berlino, proprio quella metaforica pernacchia che al Cav è sempre rimasta stretta tra i denti.
Rigoristi, tiè – De Benedetti prosegue la sua intemerata proto-berlusconiana sottolineando la necessità dell’acquisto da parte della Bce di bond societari, putacaso proprio come fa la Fed americana, da anni eletta ad esempio da seguire da parte del centrodestra. Punta il dito contro Berlino, che “sta indebolendo l’economia europea portandola alla deflazione, perché non spinge sulla domanda interna, pur avendo i conti in sostanziale pareggio”. E ancora, sul trattato di Maastricht afferma che “risale ormai alla preistoria” e che “i parametri adottati allora erano (forse) giusti per quel mondo dei primi anni Novanta” e che “oggi sono semplicemente senza senso”. Secondo CdB alla grande crisi “avremmo dovuto reagire da subito buttando via i modelli teorici” degli istituti centrali, e invece “abbiamo risposto con l’austerità e il pareggio di bilancio. Scoprendo solo ora che così il peso del debito non poteva che aumentare”.
Matteo, bastone e carota – Frasi, quelle dell’Ing, che ricordano in tutto e per tutto il Berlusconi-pensiero. Frasi ospitate su Il Foglio di Ferrara e che fanno pensare a una sorta di “conversione” dell’editore di Repubblica. De Benedetti, infine, riserva un paragrafo a Matteo Renzi, che “ha dimostrato di essere un eccellente politico e quindi saprà fare la sua parte in Europa. Anche questa manovra – aggiunge – è nel complesso positiva. Ma è proprio da un punto di vista tecnico che dico che la legge di stabilità appena approvata non serve a far uscire l’Italia dal suo declino o meglio dal suo degrado”. CdB, col premier, usa il bastone e la carota. Un po’ bene, un po’ male. Toh, che caso, proprio come Berlusconi, che alterna carota e bastone, e che sulla legge di Stabilità partorita dal governo dell’uomo da Rignano sull’Arno, in buona sostanza, ha mosso gli stessi, identici, appunti.

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( 5 )

“,,,……………GIUNTI A QUESTO PUNTO QUEL CHE CI STUPISCE E’ IL FATTO CHE IL PRESIDENTE BERLUSCONI NON ROMPI GLI INDUGI E SI ATTARDI  – ANCORA – A STAZIONARE IN MEZZO AL GUADO. ..”

“…NOI NON COMPRENDIAMO ? CERTO CHE SI’. CIO’, NONDIMENO, RESTA L’UNICA E SOLA ALTERNATIVA ? CERTO CHE SI’. NOI ANCORA CONFIDIAMO ? CERTO CHE SI’..”.

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TRATTO DA << IL GIORNALE >> DI MILANO

Ma quando arrivano i nostri?

Vedi Renzi dappertutto, è ormai il codice d’accesso al sistema, la password e insieme il virus

– Ven, 31/10/2014 – 13:01

Vedi Renzi dappertutto, è ormai il codice d’accesso al sistema, la password e insieme il virus. Vedi lo spettacolo della sinistra disciolta nell’acido, ma i suoi temi bioetici, civili e culturali tengono banco e mantengono potere.

Vedi i poteri grossi, gli eurotecnici e gli eurosadici, senti i venti d’Europa che soffiano dal basso e le bombe finanziarie che piovono dall’alto. Vedi la magistratura che decide sulla vita della gente, vedi flussi di migranti che sbarcano da noi, e senti lontani colpi di terrore. Poi torni alla politica e vedi la fuffa, la protesta, il teatrino delle riformette, il vuoto. Da noi la decapitazione è faidate, le teste rotolano per conto loro, senza bisogno di tagliarle. Vedi i nomi, le sigle, i movimenti di piazza e di salotto, l’arsenale mediatico-culturale, e ti sono tutti estranei, se non ostili. E allora ti chiedi: ma quando arrivano i nostri?

Sì, d’accordo la destra è finita, andate in pace; sì, va bene, siamo da tre anni nel dopogoverno Berlusconi, ci sono tante belle faccine in tv, d’accordo, volano stracci e rottami… Ma quando arriva il turno delle nostre idee, dei nostri temi, delle nostre istanze? Quando vedremo sulla scena qualcuno di familiare che prende a cuore quest’Italia e dice le nostre cose sulla famiglia, la politica, lo Stato, la finanza, il lavoro, la civiltà? Quando ritroveremo simboli, gesti, parole e fatti che ci ricorderanno le origini, la nostra storia, le nostre aspettative e la promessa di un avvenire meno straniero? Chi ci farà sentire di nuovo a casa?

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IL << FUORISACCO >>

Francesco Totti (foto: ANSA)
Francesco Totti

In tanti si affannano a definirla una gara come tutte le altre, le forze dell’ordine invitano a non enfatizzare l’evento, ma su Napoli-Roma aleggiano, è inevitabile, i tragici eventi dello scorso 3 maggio con la morte di Ciro Esposito. La mamma del giovane, Antonella Leardi, ha invitato all’amore e alla pace. Il capitano della Roma, Francesco Totti, interviene sulla stessa linea: ”Mi sono sempre dissociato da ogni forma di violenza e spero vivremo una festa di puro sport”. “Da padre e da uomo” Totti manda un “abbraccio pieno di calore a tutte le famiglie colpite da lutti nel calcio e nello sport: penso a De Falchi, Sandri, Esposito. Sono vicino a quelle che hanno vissuto disgrazie come queste”.

E il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, dice: ”Basta odio”. Ma l’attenzione resta alta malgrado l’assenza ufficiale di tifosi giallorossi e misure di sicurezza in ogni caso sono state predisposte. Le forze dell’ordine hanno scortato la squadra della Roma dall’aeroporto di Capodichino, dove è giunta a bordo di un volo charter, fino all’hotel napoletano di Fuorigrotta dove i giocatori di Garcia trascorreranno la notte in vista dell’incontro con gli azzurri di Benitez. Grazie allo stop alla vendita dei biglietti al residenti nel Lazio, per le forze dell’ordine le uniche criticità da affrontare sono state rappresentate dall’arrivo e dalla ripartenza di Totti e compagni dalla città. Sul fronte dell’ordine pubblico, da qualche giorno la Questura di Napoli è al lavoro per tenere sotto controllo una situazione che, almeno finora, appare tranquilla.

“Ovviamente quella con la Roma – ha detto qualche giorno fa il questore di Napoli, Guido Marino – non è partita come altre: è un incontro delicato malgrado non ci siano i tifosi romanisti. Presenta peculiarità che teniamo bene presenti, che non vogliamo enfatizzare ma neppure banalizzare”. Al San Paolo è prevista l’affluenza delle grandi occasioni (saranno almeno in 50mila) e l’incontro tra Napoli e Roma, il primo dopo i tragici fatti che hanno portato alla morte del giovane supporter azzurro, rimane per il Comitato di analisi per la sicurezza delle manifestazioni sportive, “una gara ad alto rischio”. Di qui lo stop imposto ai tifosi giallorossi, come ha detto a Napoli il presidente della task-force Vincenzo Panico, “per segnali che non potevamo assolutamente trascurare”, rilevati dopo gli scontri dello scorso 3 maggio. A partire dalle prime ore della giornata, e fino alle 17, inoltre, saranno inibiti alla sosta i parcheggi adiacenti lo stadio San Paolo. Una misura adottata anche perché quello che una volta era denominato il ‘derby del Sud’ cade in concomitanza con la festività di Ognissanti e l’affluenza a Fuorigrotta sarà maggiore anche per la presenza di uno dei cimiteri della città. Numerosi, in questi giorni, sono stati gli appelli per favorire un clima di distensione: il cardinale Crescenzio Sepe ha chiesto di dare una “testimonianza della grande correttezza e compostezza”.

La mamma di Ciro ha ribadito che il suo messaggio di pace “è sempre lo stesso: mi raccomando divertitevi e godetevi lo spettacolo”. Il sindaco, Luigi de Magistris, si è augurato che “lo straordinario appello della famiglia Esposito e, in particolare, di Antonella” venga accolto dalle squadre e dai tifosi. ”Basta con l’odio” ha detto il primo cittadino.

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