“…LA DESTRA O EUROPA O NON E’. E VI DICO QUALCOSA DI PIU’ : L’EUROPA O VA A DESTRA O NON SI FA…”


“…LA DESTRA O EUROPA O NON E’. E VI DICO QUALCOSA DI PIU’ : L’EUROPA O VA A DESTRA O NON SI FA…”

Data: 17/11/2014
Oggi: “…LA DESTRA O EUROPA O NON E’. E VI DICO QUALCOSA DI PIU’ : L’EUROPA O VA A DESTRA O NON SI FA…” ( GIORGIO ALMIRANTE ) – [ “AZ.” – 18 NOV. ’14 ]

IN COPERTINA

azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)

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PROSSIMO SERVIZIO IN RETE :
( ultima E.mail anteprima di web )
14/11/2014
 “SCIOPERO SOCIALE” –NASSIRIYA – EURASIA VLADIMIR PUTIN E LA GRANDE POLITICA PRESENTAZIONE A VARESE – ARRIVA IL PRODE SIGNOR PRODI – 
ANCORA SU BAGNOLI LA PROTESTA E ALTRE NOTIZIE…
[“AZ.”-14 NOV.’14 ]
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  ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI
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STEFANO MINGARDI ( GIORGIONE )
 

A ricordarlo sono Bud Spencer, Massimo Boldi e Gerry Calà

“Un grande saluto al mio amico Stefano che se n’è andato in cielo troppo presto. Giorgione ti ricorderò sempre”. Bud Spencer ricorda così sulla sua pagina ufficiale di Facebook, Stefano Mingardo, protagonista di Bomber in cui recitava il ruolo del pugile Giorgione, morto alcuni giorni fa. Ex giocatore di football, Mingardo, di cui Bud Spencer posta due foto del film che lo rese famoso nel 1982, era conosciuto sui set con il nome di Mike Miller ed era nato il 4 gennaio del 1949.

$(function(){ $().widgetWrap({ provider:’fb’ }) });A ricordarlo, qualche giorno fa anche Massimo Boldi postando una foto su Twitter: “Ciao Stefano, quanti ricordi”. Anche Jerry Calà, che con Stefano aveva lavorato nel film Bomber, ha ritwittato l’addio di molti fan sul suo profilo

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IL SERVIZIO ODIERNO
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“…LA DESTRA O E’ EUROPA O NON E’. E VI DICO  QUALCOSA DI PIU’: L’EUROPA  O VA A DESTRA   O NON SI FA…” ( GIORGIO ALMIRANTE ) – [ “AZ.” – 18 NOV. ’14 ]
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    La destra o è coraggio o non è, o è libertà o non è, o è nazione o non è, così vi dico adesso, la destra o è Europa o non è. E vi dico qualcosa di più: l’Europa o va a destra o non si fa.
    • Arturo Stenio Vuono
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    Il Quarto Reich

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    • Lettere riservate a capi di governo, telefonate segrete alle più alte cariche di Stati sovrani, pressioni esercitate in mille modi da poteri forti che si muovono al di fuori e al di sopra delle elementari regole democratiche. La storia del ruolo svolto in questo inizio secolo dalla Germania in Europa, e in particolare nell’Unione europea, è ancora tutta da raccontare, soprattutto in relazione alle vicende politiche dell’Italia, il paese che per decenni è stato suo partner amichevole ma anche temibile concorrente economico sui mercati mondiali. Di questa storia, Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano tracciano qui il quadro generale e non es…
 
 
foto di Gennaro Sangiuliano.
  BEVAGNA – PERUGIA ( PRESENTAZIONE “QUARTO REICH” CON GENNARO SANGIULIANO ) – 15 NOV. ’14
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[ “AZIMUT” – ARCHIVIO ]
REPUBBLICA PRESIDENZIALE / TATARELLA / OTTOBRE ’91…;
( AZ. NewsLetter: 26, agosto – 2010 )
N O N   D I M E N T I C A R E !
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[ Noi, “militanti storici” ex Msi e An…non ci sentiamo “minoranza”…avremmo già dovuto fare “nostro” il PdL ]
( ecco perchè : rileggiamo un primo intervento dell’indimenticabile Pinuccio – ’91 : vedi oltre )
Così nacque, con la prima “scintilla” – genialità e intuizione per uscire dall’assedio al sole – , il tempo dell’analisi e del progetto : una stagione fertile, una dopo l’altra, per approdare dall’eterno << – polo escluso – >> alla nuova << – destra di governo – >> ; e, se dopo circa un ventennio, però la << – rivoluzione presidenzialista – >>, come logico e ineludibile << – sblocco modernizzatore – >>, non s’è compiuta, onde riassumere il tutto d’una marcia di << – lunga durata – >>, se è vero – com’è vero – che il faticoso, ma entusiasmante, “tragitto” cozzò / cozzava / cozza contro i << – poteri forti – >>; a maggior ragione, per l’oggi e il  presente, quale alternativa ? forse, ragionevole, l’andare a ritroso ? mutatis mutandis, la situazione non sarebbe, forse, la stessa – o quasi… (del ’91) ? e…,dunque, riscossa dei << – restauratori – >> ?
L’ARTICOLO
 AMARCORD
Su << – REPUBBLICA PRESIDENZIALE – >>
mensile di attualità politica e istituzionale
Anno I n. 5 ottobre 91
Direttore Giuseppe Tatarella
“LA DESTRA COME MOVIMENTO DELLA DEMOCRAZIA DIRETTA PER IL RINNOVAMENTO | TUTTO CAMBIA FUORCHE’ L’ITALIA. IL VENTO DELLA STORIA E L’AFA DELLA CRONACA. IL PSI DAL FRONTE DEL PRESIDENZIALISMO AL PROGETTO DELL’UNITA’ A SINISTRA. LA TERZA AREA POSSIBILE E L’INCONTRO-SCONTRO DC-SINISTRA” | Nell’articolo : una foto di gruppo che ritrae gran parte dell’allora  << – stato maggiore diccì – >>, in “pompa magna” – tutti sorridenti e gaudenti – , e col relativo commento:[ “Mai sorriso è più che giustificabile. L’Italia è l’unico paese al mondo che ha un partito e una nomenklatura di regime al potere ininterrottamente dal dopoguerra ad oggi. Questo sorriso, dovuto ad una anomalia, può essere sostituito dalla tristezza se nelle prossime elezioni politiche l’ansia di rinnovamento si traduce in una svolta elettorale di ridimensionamento della supergonfiata << – balena  – >> Dc. E ciò è possibile se si crea un’area di riferimento politico, culturale ed elettorale di contrapposizione alle due aree di Centro e di Sinistra. – articolo di Giuseppe Tatarella ]
    La storia e la cronaca. L’Est e l’Italia. Il vento della storia saluta alla fine del secolo la vittoria della democrazia diretta sul regime ideato da Lenin. L’afa della cronaca in Italia registra la vittoria del regime sulla democrazia diretta. In Russia la democrazia diretta dei cittadini, dei giovani, degli intellettuali, scende in piazza, sconfigge il regime basato sul partito unico, l’esercito, il Kgb, gli strumenti operativi del pensiero leninista. In piazza nasce la democrazia diretta che cambia la storia. E’ la vittoria della libera scelta contro il dogma del partito unico, del collettivismo, della massificazione e della nomenklatura che si coopta.
    Come contrappaso dantesco ma minuscolo alla gigantesca rivoluzione di democrazia diretta e di partecipazione  all’Est, in Italia invece il regime, i partiti di regime, la nomenklatura, vincono la piccola battaglia contro la democrazia diretta, la partecipazione popolare, il presidenzialismo, il rinnovamento.
    In Russia la gente vince sul partito, in Italia i partiti vincono sulla gente.
    Ovunque tutto cambia e si aggiorna nel mondo, solo in Italia rimane tutto fermo, immobile, antico, mentre sale e dilaga l’ansia vitale del rinnovamento.
    La fine di questa legislatura, aperta al’insegna della grande riforma, poteva e doveva essere utilizzata per introdurre la democrazia diretta nella riforma dello Stato, per segnare il passaggio dalla prima repubblica partitocratica e postbellica, alla seconda repubblica dell’avvenire, del cambiamento, della modernizzazione, del presidenzialismo, della democrazia diretta che azzera il dopoguerra e il passato e lancia la Nazione e le istituzioni verso il nuovo secolo.
    Il regime, con in testa la DC, ha impedito questa svolta. Questo Parlamento si chiude senza avere approvato nè la grande riforma, nè le regole di cambiamento, dal referendum propositivo all’art. 138 per la modifica della Costituzione.
    I socialisti, penduli tra il fronte presidenzialista e l’alternativa di sinistra, fra il fronte del cambiamento presidenzialista e l’unità socialista, hanno fatto il gioco dell’unico partito che ha l’interesse legittimo e vitale a non cambiare per non morire : la DC.
    Si corre così il rischio di veder messo in soffitta il presidenzialismo socialista per privilegiare l’unità della sinistra o l’unità socialista, contenitori troppo datati e compromissori per sposare il tema della scelta presidenzialista come modello moderno di democrazia diretta a ogni livello.
    Attenuandosi e accantonato lo scontro sul presidenzialismo, il quadro politico, di oggi per domani, si muove nella definizione di grandi aree di riferimento.
Assistiamo così al grande e utile dibattito a sinistra sul ruolo della sinistra, sull’ipotesi o sulla necessità del partito riformista e di sinistra, sulla validità del termine socialismo, sul ruolo del centro, sull’eternità o vulnerabilità della DC, sulla contrapposizione destra-sinistra e sulk basso tasso elettorale di destra in Italia.
    Il dibattito sul quadro politico in movimento riguarda tutto ll << -villaggio globale- >> della politica, tutte le aree, quindi anche l’area di destra, specie in rapporto alla sinistra.
    Se il PSI, come pare, abbandona la strada del fronte del cambiamento, ( da costruire insieme alla pubblica opinione presidenzialista e alla dichiarata volontà della destra missina e del centro liberale ) per il contenitore della sinistra, socialista e riformista,occorre evitare di limitare il quadro politico della prossima legislatura ad un condominio di incontro-scontro tra il contenitore di sinistra che nasce e l’eterna DC con il duplice scenario o di uno scontro tra le due formazioni alternative o dell’incontro con la santa alleanza del governissimo.
         Contemporaneamente e conseguentemente assistiamo al tentativo di dipingere la DC come la destra. E’ un tentativo possibile ? Offrendo l’interrogativo sul dibattito in corso, e a destra e a sinistra, esaminiamo le prime analisi ( La Spina e Montanelli ) del fenomeno.
    Analizza su La Stampa La Spina in un articolo dal significativo titolo << – L’alternativa non è di sinistra – >> che << – vagheggiare perciò uno spostamento meccanico del sistema politico per trovare a sinistra una maggioranza e così relegare a destra il partito di Forlani e di De Mita è un altro sogno da cullare per arrivare al duemila – >>.
    E aggiunge: << – l’alternativa possibile a un partito che in quasi mezzo secolo di dominio si è fatto Stato, e non per caso, in Italia, si dovrà misurare su scelte concrete che trovino consensi davvero “trasversali” nell’opinione pubblica e non su generiche parole d’ordine di sinistra, comunque aggettivata – >>.
    Montanelli, in un’intervista a Panorama dall’altrettanto significativo titolo : << – Ci rituriamo il naso ? – >>, fa questo riferimento: << – Quel che esiste è una gran confusione a sinistra, nelle varie sinistre venute allo scoperto. Non si capisce dove vadano a parare. Beninteso, è giustissimo e fisiologico che ci sia una sinistra; ma è altrettanto necessario che ci sia un centro che la fronteggi. Continuo a credere che il perno di questo centro non possa non essere la Dc – >>.
    Coniugando l’analisi di La Spina ( L’alternativa non può essere di sinistra ) con l’omissione di Montanelli ( nessun riferimento alla destra ), nasce un altro interrogativo: in un momento di assestamento delle aree politiche  e culturali, non diventa necessario il potenziamento, l’aggiornamento, il ridefinirsi di una destra politica, moderna, sociale, produttivistica, capace di togliere voti alla DC e di dare valori diffusi nella società ?
    Questi sono gli interrogativi che nascono spontanei, naturaliter. E che noi poniamo, senza certezze dogmatiche, senza pregiudizi, con l’ansia costruens dell’analisi e del confronto. [ GIUSEPPE TATARELLA – OTTOBRE 1991 – Repubblica Presidenziale – Anno I n.5  – Reg. Trib. Roma n.13 del 9.1.91 – articolo di fondo in prima pagina-titolo principale in testata |Archivio ]
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Il piano segreto dell′Europa: saccheggiare i nostri risparmi
Redazione | 14-11-2014 Categoria: Politica

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[ TRATTO DA STAMPA LIBERA – http://www.stampalibera.com ]
 

Il piano segreto dell’Europa: saccheggiare i nostri risparmi

L’allarme di Standard & Poor’s: vicina la terza recessione. Un’interpellanza rivela: in caso di emergenza la Bce potrà bloccare i conti correnti e prelevare denaro per salvare banche e Stati

Gian Maria De Francesco Ven, 14/11/2014 – 11:17

Un’«euro-rapina» sui conti correnti? Potrebbe accadere e i poveri risparmiatori subirebbero una mazzata con pochi precedenti (tra i quali il prelievo forzoso notturno del 1992 effettuato dal governo Amato).

E, soprattutto, è quello che teme il focoso europarlamentare leghista, Gianluca Buonanno, che ha presentato un’interrogazione scritta alla Commissione Ue e alla Bce per chiedere di confermare «l’esistenza di un piano di misure adottato nel luglio 2014» secondo il quale, come già sperimentato a Cipro, «sarebbe prevista l’imposizione di misure d’urgenza che consentirebbero il congelamento dei conti correnti bancari dei cittadini e delle imprese europee e il prelievo forzato delle somme ritenute necessarie a fronteggiare l’esposizione debitoria».

Ma la domanda che pone Buonanno è anche un’altra: «la Bce ritiene che il rischio di default sia concreto a tal punto da permettere l’adozione di un tale piano?». La risposta non è semplice: anche se le crisi si presentano sempre in forme diverse, l’opera di prevenzione (anche se l’Ue ha raggiunto soglie maniaco-depressive) può rappresentare un aiuto. Tuttavia quando si ascoltano le parole del capo economista di Standard & Poor’s, Jean-Michel Six, l9o shock è fortissimo. «La ripresa economica ha perso molto slancio e, avvicinandoci al 2015, nell’Eurozona sono aumentati i rischi di una terza recessione dopo il 2009 e il 2011», ha detto.

I quesiti aumentano. Perché il presidente della Bce, Mario Draghi, e soprattutto le istituzioni italiane – pubbliche e private – in questi mesi hanno messo l’accento sulla creazione di una bad bank , cioè di un ente che si faccia carico dei crediti deteriorati degli istituti (in Italia hanno superato i 180 miliardi) per ripulire i bilanci e consentire una migliore sopravvivenza del sistema? Perché la principale banca italiana, Intesa Sanpaolo, ha scaricato dal portafoglio 17 miliardi di Btp? Qui rispondere è più facile: hanno ripreso valore e ha guadagnato, la Bce li penalizza e, se la recessione proseguisse, meglio stare leggeri.

Perché allora Buonanno lancia questo allarme? «Mi è stato detto da fonti interne alla Commissione che esiste un documento nel quale si specifica che il prelievo sui conti correnti potrebbe arrivare al 10% delle giacenze», racconta sostenendo che «in ogni caso la Bce e la Commissione devono smentire se si tratta di una notizia falsa oppure confermarla».

Vale la pena di raccontare la storia per intero. Sin dall’anno scorso in sede comunitaria è stato approvato un piano d’azione per la «risoluzione ordinata delle crisi bancarie», contestuale alla nascita dell’Unione bancaria. I pilastri sono due. Il primo è il Single supervisory mechanism (Ssm), ossia la vigilanza unificata della Bce sulle più importanti banche europee. È stato istituito un organismo, sono state scritte delle regole sui requisiti minimi di solidità patrimoniale e sono stati condotti gli stess test che in Italia hanno bocciato Monte dei Paschi e Banca Carige.

Il secondo pilastro è il Single resolution mechanism (Srm), ossia il dispositivo per i salvataggi in caso di crisi. La trattativa è stata complicatissima e si è conclusa solo nell’Ecofin di Lussemburgo dello scorso giugno. Come al solito ha vinto la Germania. È, infatti, passato il principio-guida del bail-in , cioè il salvataggio delle banche con mezzi propri. Se le cose vanno male, come accaduto a Cipro, pagano prima gli azionisti (con aumenti di capitale mostruosi) e poi gli obbligazionisti (con una rinegoziazione del debito). Se la situazione non migliorasse, sarebbero i correntisti con depositi oltre i 100mila euro a rimetterci. È prevista, inoltre, l’istituzione di un fondo unico finanziato dagli Stati membri (che raggiungerà la dotazione di 55 miliardi nel 2024) per tamponare le eventuali carenze di liquidità. È chiaro che i prestiti del fondo andranno comunque restituiti dalle banche con le modalità sopra descritte. I piccoli risparmiatori che volessero chiudere i conti prima che la propria banca fallisca potrebbero dover aspettare almeno 15 giorni fino al 2018. E, comunque, i derivati non si toccano!

 

“AZIMUT” –  INVIATA DA UN LETTORE [ MA CHE ITALIANO E’ ? ? ? ]
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[ DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” ]
 
L’ARTICOLO DI PINUCCIO TATARELLA LO PUBBLICAMMO – IN ULTIMO – NEL SERVIZIO DEL MAGGIO 2013
 ( VEDI : SOTTO
 
 

APPELLO A SILVIO BERLUSCONI: “TIRATI FUORI”! L …

azimutassociazione.wordpress.com/…/appello-a-silvioberlusconitiratifu

04/mag/2013 – https://azimutassociazione.wordpress.com : Associazione “Azimut” -NAPOLI anteprima di web : Associazione CulturalSociale “Azimut ” Scritto: …

Associazione Azimut – Facebook

https://www.facebook.com/AssociazioneAzimut/posts/457954727613683

https://azimutassociazione.wordpress.com/2013/05/04/appello-a-APPELLO A SILVIO BERLUSCONI: “TIRATI FUORI”! L’ITALIA NE HA BISOGNO!

Politica | Associazione Azimut | Pagina 102

https://azimutassociazione.wordpress.com/category/politica/page/102/

… CulturalSociale “Azimut “. Scritto: Saturday, May 04, 2013. per invio E.mail :APPELLO A SILVIO BERLUSCONI : “TIRATI FUORI” ! L’ITALIA NE HA BISOGNO !

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1 Vote


Scritto: Saturday, May 04, 2013
per invio E.mail :
APPELLO A SILVIO BERLUSCONI : “TIRATI FUORI” ! L’ITALIA NE HA BISOGNO ! ! ! PER LIQUIDARE LA SINISTRA DEI 
< VETEROREPUBBLIKANES” & PER ABROGARE IL
 < GRILLO BLUFF >; altre notizie e il “fuorisacco” 
( Cosenza ).
[“Az.-News” ; 05.05.’13]
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<< TRILOGIA DELLA NAPOLEIDE >>
Per essere al completo manca Pisapia... Come si dice a Napoli: "Ll'aucielle s'apparono 'nciele e 'e chiaveche 'nterra."Equivalente del latino: similis cum similibus, con l'aggravante della spregevolezza degli individui che fanno comunione sulla terra.Il termine chiaveca  è la cloaca, la fogna; tenendo ciò presente si può capire quale valenza morale abbiano per i napoletani, gli uomini detti chiaveche.
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[ TRATTO DAL << ROMA ( IL” GIORNALE DI NAPOLI” ) >>
L’opinione di
Pietro Lignola
Giggino come Marino, confronto fra titani

Amici lettori, questa è stata una settimana per molti versi diversa dalle altre. Il nostro sindaco, ad esempio, ha segnato qualche punto a proprio vantaggio e questa è una novità inaspettata No, non si tratta soltanto del rientro a Palazzo San Giacomo e dell’epura-zione in corso, che estrometterà defi-nitivamente quei pochi seguaci dimo-stratisi tiepidi nei momenti più diffici-li. Il punto è che la sfida di Roma, da me incautamente derisa quando l’Ur-be pretendeva di detenere il primato dei fuóssi, rischia di diventare vincen-te. Il sindaco Marino è venuto prepo-tentemente alla ribalta, guadagnan-dosi un accostamento al capitanoSchettino, in occasione della “bombad’acqua” romana: ha chiuso le scuo-le, invitato i romani a restarsene a ca-sa e se l’è filata a Milano con la scu-sa di una riunione dell’Anci. Figura-tevi se Giggino nostro avrebbe mai ri-nunziato a una comparsata su tutti i telegiornali, avendo come sfondo lo scenario da tregenda di una tempesta annunziata! Non è tutto: Marino è chiacchierato per l’annullamento di una serie di multe alla sua Panda ros-sa che circolava abusivamente nella Ztl capitolina. Manco a dirlo, grida al complotto e fin qui Giggino gli tiene brillantemente testa; ma alla guida della Panda pare ci fosse la signora Marino, mentre la signora di de Ma-gistris che annullava le multe era sol-tanto un assessore. Marino, per com-pletare la serie di figuracce, è andato a inaugurare la terza linea della Me-tropolitana di Roma, al via dopo sette anni di lavori: ebbene, il primo con-voglio senza conducente si è bloccato dopo appena undici minuti di corsa! Ilpovero Giggino non è in grado di emu-larlo, perché a Napoli anche il com-pletamento della Linea uno, per cui oc-corrono non sette anni ma settanta vol-te sette, è un sogno lontano nel tempo.Si è dovuto accontentare di presenzia-re, a San Gregorio Armeno, all’inau-gurazione delle luminarie natalizie. Io non c’ero, ma ho letto su Facebook il link di una persona che di cose napo-letane ne capisce: “Avrei qualcosa da ridire sulle luci di San Gregorio Ar-meno, che trovo un po’ bruttarelle…”.De Magistris, insomma, non è riuscito a emulare De Luca, il quale l’anno scorso, benché in trasferta, pare se la sia cavata molto meglio. Giggino, di là dall’inaugurazione della strada dei pa-stori, ha in programma grandi lumi-narie e festeggiamenti per il Santo Na-tale. Se sarà come gli anni precedenti,sarò costretto, ahimè, a sorbirmeli, poi-ché non ho un programma di feste fuo-ri città. In ogni modo, il sindaco rein-tegrato si occupa come al solito di un evento: di spilare saittèlle, ripulire stra-de, dénchiere fuósse e di tutte le altre cose banali cui normalmente provve-de un Comune non se ne parla proprio.In compenso, il Nostro, impegnato in-sieme a Marino nell’assemblea del-l’Anci a Milano, ha mandato il vice e un po’ di assessori a Bagnoli per ma-nifestare contro il commissariamento governativo dei progetti per lo svilup-po dell’area Ovest. Una protesta che doveva essere tutta arancione, ma si è ben presto colorata con il rosso delle bandiere innalzate dai vari collettivi urlanti e poi con il black dei block vio-lenti. Vicesindaco e assessori se la so-no filata, cosa risultata assai più diffi-cile per i bambini della scuola in visi-ta al Museo delle Scienze.Truvànnoce facènno, vogliamo parla-re di Città delle Scienze, della colma-ta velenosa, del risanamento che non parte? Ma che ne parlammo a ffà’. Tut-ti se ne vogliono occupare, ma nessu-no fa niente. Giggino ha continuato a buttare i nostri soldi nel dissesto di Ba-gnoli Futura, che a chiacchiere aveva abolito in campagna elettorale, fino al fallimento. Renzi, che ha litigato con ilsindaco proprio per il commissaria-mento, non trova un commissario per-ché il decreto è sbagliato. C’è da pian-gere e menare le mani, ma, dato che siamo napoletani, pigliammoncélla arìrere: ‘a còllera fa’ male â salute.

L’opinione di
Aldo De Francesco
Immagine di Napoli? Via i soliti furbetti

Per qualche settimana su due autorevoli quotidiani cittadini, “Il Mattino” e” Il Corriere del Mezzogiorno”, ha tenuto banco un dibattito sulla “immagine di Napoli”, che ha visto in campo anche i rispettivi direttori, Alessandro Barbano e Antonio Polito, con una girandola finale di reciproche, vivaci punte polemiche. Domenica scorsa il direttore del “ Mattino”, l’ottimo Barbano, che ricordiamo mite viceredattore capo ai tempi della salomonica direzione Zavoli, è partito lancia in resta contro il frizzante Polito, accusato di far parte di “una certa intellighentia cittadina che gioca di sponda con chi riduce Napoli a un luogo, dove la realtà sarebbe solo mera caricatura di sé” e anche altro. Questi, a sua volta, dopo aver incassato una serie di fendenti, memore di un vezzo vicereale, che riconosce una legittimazione dialettica solo a chi ha natali nel perimetro dell’ex Capitale, gli ha reso pan per focaccia, stroncando il duello con un rotondo no “barocco”: “È difficile discutere di Napoli con un “leccese”. Da escludere così un terzo tempo, che invece – è qui il motivo della nostra ingerenza – vorremmo tanto vi fosse. Naturalmente non più incentrato sulla ossessiva curiosità di Napoli a conoscere l’immagine che il mondo ne ha ma sulle responsabilità – troppe – dei tanti furbetti, le cui colpe hanno fatto appioppare a Napoli un’immagine negativa, mai così tanto sconfortante come oggi. Potrà apparire inusuale il nostro invito, ma sono lustri, diciamo, dagli anni Ottanta, dal dopo terremoto e dalle dismissioni delle Partecipazioni statali che Napoli è rimasta al palo, incapace di imboccare una strada per lo sviluppo, da augurarsi una permanente mobilitazione contro il “mandarinismo” senza fughe astratte. Visto, storto morto, che i politici pagano – lentamente – ma pagano, ora rottamati all’interno dei loro gruppi o clan, come dir si voglia, ora dallo elettorato di riferimento, perché la stessa sorte non può essere riservata anche a manager, burocrati, nostromi e maggiordomi, fedeli e potenti controfigure di fallimentari gestioni? Tra Partecipate, enti vari di dirette emanazioni istituzionali territoriali – da Bagnolifutura all’Autorità Portuale, l’ultima nella crescente collezione delle maglie nere – da troppo tempo assistiamo a rotazioni di soliti nomi su poltrone utili solo a chi le occupa e di nessun vantaggio per la collettività. Tutto questo, senza scandalo, come se niente fosse accaduto nella nostra città. È concepibile che, per vedere interrotto questo perverso automatismo, debbano verificarsi incidenti di percorso giudiziari, sempre più in crescita? Valga, vivaddio, anche per loro una verifica di merito, di risultato e di produttività, come avviene per decine di migliaia di giovani, che prima di accedere al mercato del lavoro e al mondo delle professioni – o appena vi accedono – gli esami non finiscono mai. Una città in declino, senza dare la caccia alle streghe o fare di tutt’erbe un fascio, deve pretenderlo.

 

 

[ TRATTO DAL << ROMA ( IL” GIORNALE DI NAPOLI” ) >>

 

L’opinione di
Orazio Abbamonte
Il capopolo de Magistris è sempre più isolato

La piena adesione che la Giunta de Magistris ha dato alla manifestazione antigovernativa organizzata a “tutela” del sito di Bagnoli e dei suoi futuri assetti urbanistici, ci forniscono un’anticipazione di quello che c’è da attendersi nei prossimi mesi dal nostro sindaco e da ciò che girerà intorno a lui. Una delle caratteristiche proprie della vita politica è che i suoi processi non possono governarsi più di tanto: nel senso che, date certe condizioni, “naturalmente” si verificano reazioni, senza che le parole e le volontà possano incidere sugli assetti ed i rapporti di forze che quelle condizioni richiedono e determinano.
Con il decreto legge in corso di conversione che ha stabilito un sostanziale esautoramento del comune di Napoli circa la pianificazione urbanistica dell’ex area industriale di Bagnoli, il pur politicissimo Matteo Renzi ha commesso certamente un errore: ha fornito ad un sindaco ormai in dismissione un’occasione non da poco per rendersi paladino della città. Alimentando la fiaba del difensore delle ragioni d’un capoluogo espropriato da governo di Roma nei suoi diritti d’autodeterminazione, il nostro primo cittadino può nascondere il proprio evidente
fallimento politico – o almeno in mancanza d’altro può tentare di farlo. È la vecchia storia del nemico esterno. Il commissariamento dell’istituzione comunale in uno dei suoi più importanti spazi di progettazione del futuro, è un tema che può cavalcarsi e declinarsi in molti modi ed in tante occasioni: un tema che può servire a far dimenticare come quella progettazione sia al palo da anni senza che nessuno, De Magistris compreso, sia riuscito ad evitarne sino ad oggi il sonoro fallimento. Non sorprende dunque che l’amministrazione dell’ex pm si sia schierata
con quell’area di associazioni più o meno riconducibili all’estrema sinistra ed ai cosiddetti antagonisti. Il sindaco ha già dato in molte occasioni prova d’una connaturata tendenza a vestire le insegne del capopopolo: a far data dal giorno della sua elezione e dell’ormai antonomastica bandana per giungere al sindaco di strada. Oggi le cose per lui si sono notevolmente aggravate. È di tutta evidenza che i suoi spazi nell’ambito dei circuiti
istituzionali siano fortemente ristretti. Anzitutto, da tempo il nostrode Magistris è privo di veri interlocutori nelle stanze del potere ufficiale, sia perché da molto ha perso un partito politico di riferimento al quale appoggiarsi e dal quale avere sostegno per tutto quanto non possa risolversi a livello comunale, ed è tanto; sia perché il suo impossibile carattere, gli ha impedito di creare anche quel flusso d’energie tutt’altro che trascurabile in politica,
rappresentato dai rapporti personali con i propri interlocutori. Adirla più semplicemente, Luigi de Magistris è un isolato. Isolato, ben s’intenda, come può esserlo chi è ancora sindaco d’una grande città, ma isolato resta, perché il sindaco d’una grande città deve poter tessere un’intensa rete di rapporti per svolgere bene il suo lavoro. Ed invece il nostro ha litigato un po’ con tutti, partiti locali e nazionali, Presidente della giunta regionale, Capo
del governo, Soprintendenti, poteri più o meno forti e così via. Oggi, poi, è proprio quel che si definisce un’anatra zoppa: non tanto perchéù non governa il suo consiglio comunale
– perché su quel consiglio è meglio far discendere un pietoso silenzio – ma perché dopo il decreto di sospensione, la sua vita politica è appesa ad un filo: esile quanto può esserlo quello che dipenda dalle decisioni imprevedibili del giudice amministrativo. Insomma, tutto il contesto surreale che ferita, dolente, incredula la città sta vivendo, cospira a spostare il
suo sindaco dall’area delle istituzioni a quella della piazza e della protesta, da quella dell’ordine del diritto a quella della contestazione più o meno genuina. Certo, Luigi de
Magistris ha tenuto a dichiarare che la violenza – non da poco esplosa venerdì scorso a Città della Scienza – è sempre deprecabile e va condannata. Ma in politica le parole hanno una potenza simbolica assai meno pregnante delle azioni: si può ben predicare l’ordine, ma se si partecipa al disordine le persone comprendono bene da che parte si stia. Chiunque sa distinguere la distanza che corre tra il dire ed il fare, tra le posizioni ufficiali e la realtà delle
cose. I processi politici, dicevo prima, hanno una loro naturalità inconculcabile e nessuna dichiarazione ufficiale può spostare l’intuizione collettiva del come la realtà effettivamente vada. In questo ambitoil giudizio collettivo difficilmente sbaglia, ed è questo che rende
ancora possibile quel complicato modello organizzativo che sono le democrazie. Credo di non sbagliare, presagendo che avremo un sindaco – sempre che resista ancora per qualche tempo – il quale farà leva sulla piazza piuttosto che sui meccanismi istituzionali, che si servirà
del diffuso disagio, per ricercare qualche forma di sostegno e legittimazione. È chiaro che in una comunità degradata come la nostra non è esattamente quanto avremmo potuto sperare da un’istituzione guida come il Comune; ma è altrettanto chiaro che nelle attuali condizioni
le inesorabili leggi della politica non possono, razionalmente, portarci a prevedere qualcosa di diverso.

[ TRATTO DAL << ROMA ( IL” GIORNALE DI NAPOLI” ) >>
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[ TRATTO DA MESSAGGIO – “POSTATO” SU FACEBOOK ]

Avete “armi” di DIFESA che nemmeno immaginate perchè NON CONOSCETE LE LEGGI e la “VOSTRA IGNORANZA sarà sempre la LORO FORZA”

— con Giuseppe Di Bello e altre 45 persone.

Avete "armi" di DIFESA che nemmeno immaginate perchè NON CONOSCETE LE LEGGI e la "VOSTRA IGNORANZA sarà sempre la LORO FORZA"
————————————————————————————————————————————————————-

CORRISPONDENZE
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——- Original Message ——–

Subject: 10 verità sul Tibet. Obama: no all’indipendenza del Tibet. La Cina esentata dal “Protocollo di Kyoto”. Cambiamenti climatici e smog. Arresti e persecuzioni della Cina. Summit dei Premi Nobel per la Pace trasferito a Roma. Falsi “Made in Italy”.
Date: Sun, 16 Nov 2014 12:43:51 +0000
From: Laogai Research Foundation <info@laogai.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it


10 verità sul Tibet. Obama: no all’indipendenza del Tibet. La Cina esentata dal “Protocollo di Kyoto”. Cambiamenti climatici e smog. Arresti e persecuzioni della Cina. Summit dei Premi Nobel per la Pace trasferito a Roma. Falsi “Made in Italy”.

[ PUBBLICAZIONE SUL PROSSIMO NUMERO ]

——- Original Message ——–

Subject: targhiamo dimostranti (rossi)
Date: Sat, 15 Nov 2014 16:29:35 +0100
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )

 

Targhiamo i dimostranti : visto che rossi e progressisti sono pacifisti nati ed i caschi servono a protezione dalle violenze della polizia…., consentiamone l’uso con targa inclusa ☺

Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

 
 

—-Messaggio originale—-
Da: massimovuono@libero.it
Data: 15-nov-2014 17.36
A: <rimini-capitale@libero.it>
Ogg: R: acquisto volume

Purtroppo della pubblicazione di mio padre nessuna copia è disponibile – tuttavia provo a rivolgermi a qualche ex aderente al quello che fu il msi arenella e poi an a napoli – in caso positivo le invierò una e.mail e avendo il suo indirizzo le sarà recapitata una copia a domicilio per posta. saluti.

—-Messaggio originale—-
Da: rimini-capitale@libero.it
Data: 15/11/2014 17.23
A: <ASSOCIAZIONEAZIMUT@TISCALI.IT>, <an.arenella@libero.it>, <massimovuono@libero.it>
Ogg: acquisto volume

buonasera
vorrei acquistare il volume, che trovo indicato sul Vostro bellissimo sito, di Arturo Stenio Vuono, 50 ANNI DI MOVIMENTO – LA STORIA DEL MSI VISSUTA DA UN MILITANTE, ed. Arenella.
Vi chiedo gentilmente dove posso reperirlo e se è possibioe acquistarlo presso di Voi, tramite servizio postale.
grazie per la preziosa collaborazione.
cordialmente
daniele balducci
 
 
 
 
 

—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 16/11/2014 17.15
A: “Esercito di Silvio”<esercitodisilvioitalia@groups.facebook.com>
Ogg: [Esercito di Silvio] il Notiziario: RIVOLUZIONE GIUSTIZIA Niente carcere per furti e truffe

——– Original Message ——–

Subject: una volta
Date: Fri, 14 Nov 2014 09:20:37 +0000 (UTC)
From: stenio vuono <stevu48@yahoo.it>
To: “arturo s. vuono” <associazioneazimut@tiscali.it>


vedi allegati
ci facevano il bagnetto vicino al caminettomentre torta acasa lavora ai ferri per guadagnare tempoQuando non c' era l' internet.
 
[ ALLEGATI – REPORT FOTO DA COSENZA – VEDUTE VISIONABILI TRA BREVE IN RETE E CON NOSTRA SUCCESSIVA E.MAIL ]
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. ��Azimut”:  Ferruccio Massimo Vuono
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081 – 7701332
FINE SERVIZIO
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Un pensiero su ““…LA DESTRA O EUROPA O NON E’. E VI DICO QUALCOSA DI PIU’ : L’EUROPA O VA A DESTRA O NON SI FA…””

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