NO TAX DAY (ROMA – 29 NOV.) – REGIONALI IN CALABRIA – FINI A NAPOLI – PIPPO FALVELLA NON E’ PIU’ – QUARTO REICH (FELTRI – SANGIULIANO) – DE MAGISTRIS & MARINO E ALTRE NEWS


NO TAX DAY  (ROMA – 29 NOV.) – REGIONALI IN CALABRIA – FINI A NAPOLI – PIPPO FALVELLA NON E’ PIU’ – QUARTO REICH (FELTRI – SANGIULIANO) – DE MAGISTRIS & MARINO E ALTRE NEWS 

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” – NAPOLI
UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
OGGI : NO TAX DAY  ( ROMA – 29 NOV.) – REGIONALI IN CALABRIA – FINI A NAPOLI – PIPPO FALVELLA NON E’ PIU’ – QUARTO REICH ( FELTRI – SANGIULIANO ) – << DE MAGISTRIS & MARINO >> E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 22 / 23 NOV. ’14 ]

Municipalità V^ di Arenella – Vomero ( La Collina )

Data: 21/11/2014
azimutassociazione@libero.it
<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi ( tra le tante notizie ) : Invito all’evento: NO TAX DAY – ROMA

[ per leggere tutto – vedi : oltre ]
 
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ESCLUSIVO ( TRATTO DA MESSAGGIO – “POSTATO” SU FACEBOOK )
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IN COPERTINA

venerdì, 21 novembre 2014

Niente fotomontaggio…presa in diretta vicino all’aeroporto..2 domande: ma sto aereo è decollato in maniera verticale prima di prendere la rotta?; scia chimica?…e su queste belle parole io vado a prendermi una buona colazione…

curioso.

Niente fotomontaggio...presa in diretta vicino all'aeroporto..2 domande: ma sto aereo è decollato in maniera verticale prima di prendere la rotta?; scia chimica?...e su queste belle parole io vado a prendermi una buona colazione...
 [ “AZ.” ] SCIE CHIMICHE ? ESISTONO – ECCOME – MA SI “NEGANO”…..

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IL SERVIZIO ODIERNO – NUMERO : 22 – 23 NOVEMBRE 2014

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 IL PREMIER CAPATAZ – EL TRIO DE LA MUERTE
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MA PER LUI SIAMO TUTTI FESSI?Nel frattempo Renzi, sprezzante, si fa fare crêpes e frittate con le uova che sempre più spesso gli vengono tirate contro da coloro i quali hanno capito il suo gioco perverso.
È un caso che questi tre individui non siano andati al governo passando  attraverso legittime elezioni? JJ RIVA DESTRA
“… Ovunque le contestazioni crescono e al Renzi del chiuso nelle sale, bravo funambulo ma il re travicello, e dei “buoni propositi” irrealizzabili, si contrappone il mondo variegato del dissenso…” [ “Azimut” Napoli ]
—-Messaggio originale—-Da: giancarlolehner
Data: 20/11/2014 14.05
A: ( . . . )
Ogg: Lehner: Renzi o al voto o sei fritto

–>

Nulla mi lega, né mi legherà a Matteo Renzi, ergo mi permetto un consiglio disincantato e disinteressato: ricorri al voto, vista l’aria che tira, prima che ti stritolino. L’ultima data utile per te è la primavera del 2015. Ricorda, intanto, che Dc e Psi, perdendo il treno col voto anticipato nel 1991, furono criminalizzati, demonizzati, distrutti. 

Giancarlo Lehner
A PARMA – 20 NOV. ’14 [ TRATTO DAL WEB  ]
Scontri a Parma tra la polizia e i centri sociali, che stavano manifestando nel centro della città aspettando la visita del premier Matteo Renzi. Alcuni manifestanti hanno provato a sfondare il cordone di polizia che ha risposto con una carica.

“Ci sono stati più scioperi in queste settimane che contro tutti gli altri governi. Ma il governo sta cercando di mettere in piedi tutte le azioni necessarie per far ripartire il lavoro. Se coloro i quali non hanno mai scioperato in passato, oggi scioperano sempre, gli faccio i miei auguri”, aveva detto il premier Matteo Renzi a Rtl 102.5.

“Non mi preoccupo di far scioperare le persone ma farle lavorare.Anziché passare il tempo a inventarsi ragioni per fare scioperi, mi preoccupo di creare posti di lavoro perché c’è ancora tantissimo da fare”, commenta Renzi a proposito dello sciopero generale.

“Il Paese – ha proseguito – è diviso in due: tra chi si rassegna e chi va avanti. Ma chi oggi in Italia continua a tener duro sta ottenendo risultati. Non mi preoccupo: possono far scioperi ma noi abbiamo promesso che cambieremo e, piazza o non piazza, le cose le cambiamo”.

Se fosse vero che il Governo Renzi vuole creare posti di lavoro “non distribuirebbe fondi a pioggia alle imprese, ma li vincolerebbe alle assunzioni”. E’ la risposta del segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, al presidente del Consiglio, che aveva accusato il sindacato di inventarsi le ragioni per fare gli scioperi, mentre il Governo si preoccupa di creare posti di lavoro.  “Il problema ormai sempre più evidente del presidente del Consiglio – attacca la leader sindacale – è che lui dialoga solo con chi gli dà ragione e non si pone invece il problema che se i lavoratori hanno riempito la piazza il 25 ottobre a Roma, e se continua la mobilitazione forse bisognerebbe ascoltare le ragioni di quel disagio nel mondo del lavoro e dare risposte positive”.

Il premier affronta la questione Quirinale. “E’ nel pieno diritto” di Giorgio Napolitano “lasciare prima del tempo. Nessuno deve tirargli la giacchetta, neanche io. A me farebbe piacere che restasse il più possibile ma sarà lui a decidere e qualunque sia la decisione dovrà avere la gratitudine di tutti gli italiani e soprattutto delle forze politiche”.

Per Renzi non bisogna dare una lettura nazionale del voto di domenica, comunque vada. Se sulle regionali in Emilia Romagna e Calabria “qualcuno vuole fare un test di come stanno i partiti, a me va bene: negli ultimi mesi il Pd ha vinto le partite in Regioni che erano del centrodestra, da Piemonte a Sardegna e Abruzzo. “Se domenica vogliono dire come sta il Pd sarò felice, ma non darei una lettura nazionale. E non la darò io stesso se, come spero, vinciamo”.

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L’INTERVISTA ( tratto dal web )

di Alessandro Brogani

Incontro Gennaro Sangiuliano in un bar del centro di Roma, poco prima di tornare a Berlino. Lo avevo contattato dopo aver letto con viva curiosità il libro da lui scritto, assieme a Vittorio Feltri, “Il quarto Reich, come la Germania ha sottomesso l’Europa“. Il titolo è già tutto un programma.

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Napoletano di origini, laurea in giurisprudenza e specializzazione in Diritto ed Economia, Sangiuliano ha prima diretto il Roma, tra il 1996 ed il 2001, per poi diventare vicedirettore di Libero nel 2002 e, dopo altre esperienze, è stato nominato vicedirettore del TG1 dal 2009.

Com’è nato questo libro scritto a quattro mani con Feltri? Qual è la sua genesi?

Questo è il secondo libro che scrivo con Vittorio (il primo si intitola “Una repubblica senza patria, breve storia d’Italia dal ’43 a oggi”). Ho preparato il canovaccio e lui ci ha rimesso mano. Io mi sono occupato principalmente della parte storico culturale, lui di quella relativa a Berlusconi e alla Cancelliera Merkel.

Dunque, ci sarebbe una volontà di rivalsa della Germania dietro l’attuale crisi dei Paesi europei? Perché si parla di quarto Reich?

Diciamo subito che faccio sempre una distinzione fondamentale fra grandi città, quale può essere Berlino, e la realtà rurale dei singoli Paesi (America compresa). Dico questo perché, quando parlo di volontà storica di “rivalsa” del popolo tedesco, mi riferisco principalmente a quest’ultima realtà, quella appunto per così dire di provincia. Il libro analizza proprio questo sentimento, concretizzatosi in una supremazia di tipo economico-politica all’interno dell’Unione Europea.

Occasione di quest’analisi è la Crisi. Qual è la vostra tesi in proposito? Come si è generata e con quali sviluppi ?

Dopo il 1989 tre miliardi d’individui (Cina, India e Paesi asiatici in genere) sono entrati nel Mercato volendo svolgere giustamente un ruolo nel contesto economico mondiale, spostandone di fatto il baricentro. Era già accaduto nella storia, con la scoperta dell’America. Oggi gli Stati Uniti sono il fulcro tecnologico-progettuale, mentre l’Asia quello produttivo-manifatturiero. L’Europa s’è trovata schiacciata nel mezzo e la Germania, anziché farsi capofila di un riscatto di carattere economico e politico, si è arroccata in una Super-Europa che è formata da lei stessa e dai Paesi “virtuosi” a lei vicini (Olanda, Danimarca, Belgio, Finlandia, Lussemburgo, Repubbliche Baltiche e Croazia). Hanno formato in pratica il quarto Reich, espressione usata oramai comunemente sul New York Times e sul Washington Post. È entrata nel lessico giornalistico mondiale.

Secondo lei, in questa gravissima crisi economica europea, sono anche coinvolte le grandi banche finanziarie americane?

Sì, l’America l’ha prodotta con i derivati, che sono una specie di “pacco” napoletano (con il mattone dentro). Questo in virtù della deregulation finanziaria promulgata da Clinton prima e Bush dopo ma, al contrario dell’Europa, il nuovo continente ha adottato delle contromisure efficaci di stampo keynesiano, quale l’immissione di moneta e l’incentivazione delle opere pubbliche. Tutto ciò sembra avergli dato ragione finora: Obama ha visto bene quando ha fatto un piano di reindustrializzazione, incentivando il rientro delle aziende negli Stati Uniti dall’Asia. In Italia, dopo la crisi del ’29, tutte le aziende e le banche erano private. Il fascismo fondò l’IRI e con il denaro pubblico risanò l’economia, creando prodotti di valore. Ora non è più possibile fare una cosa del genere, perché l’Europa non sarebbe d’accordo per via dei rigidi parametri di stabilità (il famoso 3% del rapporto deficit-Pil). Il nostro è un Paese che non può vivere se non d’industria, e di quella della trasformazione in particolare. Il turismo non sarebbe affatto sufficiente a far vivere la nostra economia, nonostante si affermi il contrario (neanche se raddoppiasse il suo Pil al 16%). Noi, storicamente, siamo sempre stati i principali competitors dei tedeschi nella manifattura, nella chimica e nell’industria di precisione. Questo ha dato fastidio alle grandi industrie tedesche. Ora non dico che qualcuno nella Cancelleria tedesca si sia messo a tavolino per “programmare” una deindustrializzazione dell’Italia, ma un qualche tipo d’interesse a che questo accadesse c’è stato.

Non pensa che nelle decisioni prese dall’Unione Europea e dalla BCE possa essere coinvolta anche la più grande banca d’affari finanziaria americana, la Goldman Sachs, attraverso suoi ex dirigenti quali Mario Draghi, anziché Frau Merkel?

Quarto_Reich_Libro_Feltri_Sangiuliano

Non nego che quello che affermi sia vero, però credo che lo fosse in un primo momento. Dopo c’è stato un ruolo diretto della Germania. La telefonata della Cancelliera tedesca a Napolitano è qualcosa di anomalo in campo diplomatico. Non si è mai visto un Presidente del Consiglio italiano telefonare direttamente al Presidente della Repubblica tedesco Joachim Gauck (del quale molti italiani ignorano perfino l’esistenza). Jean-Claude Juncker, il lussemburghese Presidente della Commissione Europea, si è preso un capo di gabinetto tedesco (Martin Selmayr). Non sarà un caso. I principali Uffici di Bruxelles sono in mani tedesche. Intendiamoci: il popolo tedesco è un grande popolo. Dalla filosofia al diritto ha dato un contributo innegabile all’umanità. Però, come la Germania di Hegel e Marx ha partorito un imbianchino (Hitler, seppur austriaco di nascita), così la Germania odierna ha in sé qualcosa di insondabile che la spinge a sentirsi portatrice di rigore e leadership.

Nel libro mettete in evidenza come la grande assente dal quadro europeo sia la Politica.

Rendiamo tributo alla politica tedesca, dicendo che tutti noi vorremmo avere una Merkel nei Paesi in difficoltà, Italia in testa. Imputiamo ai nostri governanti grandi colpe di carattere politico-economico, pur non essendo i tedeschi assenti da difetti (vedi la vicenda della corruzione delle casse rurali tedesche). Quindi è la nostra politica ad essere latitante.

Come se ne esce da questa situazione indubbiamente difficile?

Stando in Europa, però con la schiena dritta. Personalmente credo all’Europa delle nazioni, patrimonio che va preservato, e non in un Super Stato europeo. Noi italiani siamo stati assenti nel Parlamento europeo quando si sono prese le decisioni importanti, almeno finora. A Bruxelles abbiamo mandato tutte figure alla fine della loro carriera politica. Le norme sono state create e pensate per la Germania. Possiamo fare l’esempio delle leggi europee sull’architettura che prevedono norme inerenti le costruzioni di edifici (maniglie antipanico piuttosto che finestre con misure particolari). Noi abbiamo un patrimonio architettonico molto antico che non si può adattare a tale tipologia di norme, pensate per la ricostruzione di una Germania distrutta dopo la guerra. La Merkel è consapevole, tuttavia, che deve concedere delle aperture; ad esempio alla Francia, dove Marie Le Pen sta avendo il sopravvento nella politica nazionale. Perfino un regista come Jean-Luc Godard, esponente della Nouvelle Vague francese, ha dichiarato che voterà per la Le Pen alle prossime elezioni regionali del 2015. È un segnale allarmante a cui bisognerà porre rimedio per tempo. Dunque l’attuale Cancelliera, o qualcuno dopo di lei, dovrà porre in atto dei cambiamenti, perché ben sanno i tedeschi che quando la crisi economica è troppo grande può succedere di tutto. Come accadde in Germania prima delle seconda guerra mondiale. L’avanzata delle destre in Europa (Francia, Gran Bretagna e Grecia, ad esempio) sono una realtà da tener ben presente. La Merkel, tenendo la barra politica sulla destra, è riuscita a contenere i movimenti estremisti che stanno dilagando in Paesi come l’Ungheria.

Prossimo libro?

Sto lavorando ad una biografia di Putin.

Auguri, la leggeremo senz’altro con interesse.

Ci salutiamo mentre s’è fatta sera. Esco e passo davanti alla vetrina illuminata di una libreria di Via Veneto. Due signori sono fermi a guardare  i libri. Fra gli altri c’è proprio quello di cui abbiamo discusso poco prima con Gennaro. Uno dei due dice all’altro, indicandolo con un dito: “Ahò, anvedi Feltri e quest’artro. C’hanno proprio ragione! Sti tedeschi se stanno a pià n’antra vorta er monno intero. So’ ‘na brutta razza, quelli.” (Traduzione per i non romani: “Guarda Feltri e quest’altro. Hanno proprio ragione! I tedeschi si stanno impossessando un’altra volta del mondo intero. Sono una brutta razza, quelli.”).

Non condivido, ovviamente, il loro pensiero, ma la cosa mi fa riflettere su come sia un tema attuale discutere dell’Europa e del suo futuro. Il libro di Vittorio Feltri e Gennaro Sangiuliano è senz’altro di stimolo in tal senso. Sarebbe interessante sapere cosa se ne pensa di tutto ciò anche qui in Germania, sia fra i tedeschi che nella nostra folta comunità italiana.

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LE CALABRIE – ELEZIONI REGIONALI OVVERO MUTANDIS MUTATIS…
 
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ECCO CHI SONO I POTENTI MASSONI Il libro shock del gran maestro MagaldiLEGGI: bit.ly/1p1fkMg
 
TERRA NOBILE MA  SCARSA DI DECISORI E “RICCA” DI << FAMIGLIE CONSOCIATIVE >>…
PULLUPA DI PRONI AL BACIO DELL’ANELLO DEI << 33 >>
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( tratto dal web )
 

Panico da sondaggi nel centrodestra (e non solo)

  • Ncd esulta: «Forza Italia ci cerca perché ha paura del flop». Per l’Huffington Post Oliverio è ben oltre il 50%. E i grillini tornano a sperare
19 Nov 2014

COSENZA ::: Le versioni sono due. La prima circola negli ambienti forzisti e parla di un Berlusconi piuttosto tranquillo. E’ roba di qualche giorno fa. L’ex Cavaliere spiegò al suo inner circle: «In Emilia andiamo a perdere, temo pesantemente. In Calabria le cose vanno piuttosto bene». Non che pensasse a una vittoria, ma i dati che aveva in mano parlavano di una sostanziale tenuta di Wanda Ferro.

Seconda versione: questa volta le fonti sono del Pd e le cita, tra gli altri, l’Huffington Post. Ci sarebbe un sondaggio di tre giorni fa secondo cui Mario Oliverio supererebbe il 50 per cento, con vette di consenso, nella provincia Cosenza, di oltre il 70. Un numero così alto che un avrebbe fatto dire a un dirigente renziano del partito (Oliverio al congresso nazionale si è schierato con Cuperlo): «Speriamo qualcosa in meno». Mario sembra lanciato come un caterpillar verso il voto di domenica. Il centrodestra forzista, invece, sempre stando al sondaggio di marca democrat, avrebbe perso posizioni nonostante l’impegno profuso dalla candidata: Wanda Ferro starebbe addirittura al di sotto del 20%. Un risultato tremendo. L’Ncd, invece, con Nico D’Ascola al timone, sarebbe attorno all’8%. Cioè quello che serve per entrare in consiglio regionale. E non dimentichiamo i botti di fine campagna elettorale: Renzi per Oliverio e Alfano per D’Ascola. Berlusconi non potrà esserci, dunque anche l’effetto traino è tutto per il centrosinistra e Ncd.

Fin qui le (parzialissime) notizie sui sondaggi. Non sono le sole a preoccupare il fronte dei berluscones ed esaltare gli avversari ed ex alleati del Nuovo centrodestra.

I sondaggi hanno segnato il dibattito-scontro odierno tra Fi e Ncd. Nel pomeriggio “l’Occidentale”, portale di riferimento degli alfaniani, è entrato a gamba tesa: «A volte quelli che sembrano grandi sommovimenti tellurici hanno origini molto più banali di quanto possa apparire. E’ il caso dei romanzi fantasy di questi giorni circa nuovi predellini e presunte riedizioni del centrodestra che fu, con tanto di telefonate (inesistenti) tra Silvio Berlusconi e Angelino Alfano e altrettanto inventati piani di riunificazione tra Forza Italia e Nuovo Centrodestra. Cosa c’è dietro? Semplice: i sondaggi sulle regionali in Calabria, che evidentemente a piazza San Lorenzo in Lucina hanno scatenato il panico». La chiusa declina l’invito alla reunion: «Noi abbiamo fatto una scelta di autonomia e andiamo avanti per la nostra strada. Lo sanno gli amici calabresi che su questa scelta hanno messo in gioco tutto ciò che politicamente possiedono». Dello stesso tenore anche il tweet di Gaetano Quagliariello, coordinatore nazionale di Ncd. Girano bufale su riavvicinamenti tra Ncd e Forza Italia. Voci false messe in giro da chi è terrorizzato per i sondaggi sulla Calabria. E non siamo noi».

Il sondaggio e gli altri. «Panico» in Forza Italia, ma come va dalle altre parti? Facciamo un po’ di conti. Con il Pd oltre il 50%, Fi tra il 15 e il 20 ed Ncd all’8%, restano speranze di superare lo sbarramento anche il Movimento 5 Stelle (più difficile per L’Altra Calabria). Ossigeno per i grillini dopo il flop delle comunali di Reggio Calabria, dove sono rimasti sotto il 3%. Dipende tutto da Oliverio: se sfondasse il 60% complessivo non ci sarebbe spazio (quasi) per nessuno. Ma sono solo sondaggi (e tra l’altro di una parte politica), domenica tocca ai voti veri. 

[ “AZ.” ] UNA PIA ILLUSIONE….

foto di Lorenzo Poldo Sposato.

( “AZ.” – da messaggio – “postato” su facebook : uno dei tanti manifesti elettorali – quello di Alberto Vuono – nostro lontano parente

(LONTANO DA NOI non solo per parentela ma DALLE NOSTRE IDEE. ) – Sinceri intendimenti ?  Forse sì – spesso hanno coinciso molte rivendicazioni da noi sostenute. Di certo…velleitari…per la compagnia da lui scelta)

[ “AZ.” ] “…CHE TUTTO CAMBI AFFINCHE’ NULLA CAMBI…”

ECCO QUEL CHE ISPIRA – NON SOLO IN CALABRIA – LA << CASTA >> ! ! !
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[ “AZ.” ] “…NON E’ VERO MA CI CREDO…” ( IL FAR CREDERE CHE NON ESISTA…RENDE – ECCOME ! )
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[ tratto dal << ROMA ( il GIORNALE di NAPOLI ) >> ]
La riflessione di
Pietro Lignola
L’economia mondiale e la mano di Satana

Alcuni giorni fa ero nella stazione ferroviaria della Giustiniana, in attesa del trenino proveniente da Viterbo e diretto a Roma Ostiense. Fui avvicinato da un omino sulla sessantina, ben vestito e dall’aspetto simpatico; il treno era in leggero ritardo e allora cominciammo a conversare. Ci trovammo subito d’accordo sul fatto che Voltaire aveva ragione e Leibniz torto: tutto andava nel peggior modo possibile nel nostro mondo, il peggiore di tutti i mondi possibili specialmente da quando a Napoli e a Roma imperversavano gli attuali sindaci. A un certo punto egli mi chiese se sapessi chi ci fosse dietro tutti i malanni sociali che colpivano la gente comune; gli risposi che, come ormai tutti sapevano, c’erano la Trilaterale, il gruppo di Bildemberg e altra gente della stessa risma che affamavano il mondo. Egli insistette: “Ma lei sa chi c’è dietro costoro?”. Compresi dove voleva andare a parare e annuii, facendo un cenno col dito rivolto verso il basso, come Aristotele nel quadro nella Scuola di Atene. “Satana!”, ribadì soddisfatto l’omino. “Il tempo della resa dei conti è vicino”, aggiunse, consegnandomi un foglietto frettolosamente, perché il treno era ormai arrivato. Come avevo immaginato alla fine del colloquio, si trattava di un testimone di Geova, il che m’indusse a rettificare in meglio il mio giudizio sugli appartenenti a questa setta, che avevo sempre considerato insopportabili. In fin dei conti l’omino aveva ragione e i “testimoni” non fanno altro che andare a due a due per evangelizzare le genti, come Gesù ordinò, a suo tempo, agli apostoli. Tornando a noi, non mi sembra dubbio che tutti i mali vengano dal denaro, vero e proprio sterco del diavolo, come si diceva in tempi migliori dei nostri. Uno sterco che non è diventato più profumato da quando l’oro è diventato cartamoneta, poi carta di credito, addirittura file in un computer capace di spostare in un attimo immense ricchezze da una parte all’altra del pianeta. Non sarebbe più sufficiente, infatti, il rimedio di Licurgo, che impose l’uso del ferro per le monete spartane, allo scopo di impedire l’eccessivo accumulo di ricchezza. Lo sterco virtuale fa solo danni, non ha le caratteristiche positive del concime. Voi sapete, amici lettori, che io sono profondamente ignorante in materia di economia. Sono ancora dell’idea che il principio fondamentale di una sana amministrazione consista nell’evitare che le uscite eccedano le entrate. Sono fermo, cioè, alle teorie vigenti prima che si affermasse il pensiero moderno, dovuto soprattutto a John Maynard Keynes. Non riesco a convincermi del principio che indebitarsi sia cosa buona e giusta, né del corollario che non dobbiamo preoccuparci del futuro, perché tanto noi non ci saremo. Qualsiasi essere umano abituato a contare l’euro (o il dollaro o la sterlina) a decine e centinaia a non a miliardi (o a fantastilioni come Paperon dei Paperoni egli attuali padroni del mondo), infatti, comprende, istintivamente prima e razionalmente poi, che i debiti, a lungo andare, mandano in rovina. Qualsiasi essere umano dotato di buon senso comprende che noi viviamo nel futuro dei keynesiani delle precedenti generazioni e che i nostri figli, nipoti e pronipoti vivranno nel futuro reso meno vivibile dai keynesiani della nostra generazione. Qualsiasi essere umano dotato di amore per il prossimo si rende facilmente conto che il consumo eletto a sistema distrugge la creazione intorno a noi e la coscienza dentro di noi, crea sempre nuovi bisogni e, conseguentemente, nuove sofferenze per miliardi di esseri umani. La mia ignoranza in materia di economia m’induce a dissentire dalle opinioni correnti, sostenute dai governi e dai media. Io non riesco a comprendere perché l’inflazione sia buona e la deflazione cattiva. Provate a chiedere a un pensionato (oppure a un salariato o stipendiato) se preferisce che i prezzi salgano con l’inflazione o scendano con la deflazione. Pur senza comprendere appieno che l’inflazione è uno strumento per togliere ai poveri e dare ai ricchi, vi risponderà che se i prezzi aumentano gli sarà sempre più difficile arrivare alla fine del mese senza ricorrere all’usura che, in breve, lo distruggerà completamente. Potrei fare altri esempi come questo, ma lo spazio sta per finire e la vostra pazienza anche. Tanto basta per concludere che l’omino aveva proprio ragione: dietro i fantastilionari che manovrano l’economia mondiale c’è proprio Satana. Io spero che abbia ragione anche nel resto e, cioè, che la fine di questo mondo malvagio sia prossima e che Satana, con tutti i suoi servi al governo del mondo, sia precipitato nuovamente negli abissi.

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ARRIVA…
ARRIVA LA MEDICINA…
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<< “NAPOLI NOBILISSIMA” MA SVENTURATA >> E IL “TORMENTONE PARTENOPEO”...
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[ tratto dal << ROMA ( il GIORNALE di NAPOLI >> )  ]
 
L’opinione di
Gerardo Mazziotti
Le mani sulla città dei contemporanei

Mi limito solo a due episodi tra i tantissimi, che hanno visto architetti torinesi, milanesi, genovesi, bolognesi, romani, napoletani e anche spagnoli, francesi e cileni manomettere piazze, strade e viali di questa disgraziata città Nella colpevole indifferenza del mondo culturale, accademico e professionale, di Italia Nostra, del Fai e delle tante associazioni ambientaliste nel 1952 venne bandito un concorso nazionale per la nuova stazione ferroviaria e per la sistemazione della piazza Garibaldi. Il grande urbanistica Luigi Piccinato, tra i vincitori del concorso, disegnò la nuova sistemazione demolendo l’ottocentesco fabbricato viaggiatori, coprendo i binari del livello inferiore e organizzando un nuovo sistema di traffico che hanno dato alla piazza una fisionomia di particolare gradevolezza e una soddisfacente funzionalità. Perciò non c’era alcun bisogno di modificarla. Ciò nondimeno l’architetto francese Dominique Perrault ha pensato di inserirvi una megastruttura reticolare di tubolari di acciaio, con una copertura traslucida, con l’intento di “trasformare la qualità dello spazio urbano e sociale di Napoli, riqualificando il capoluogo campano e riportando agli antichi fasti una città sepolta da una “munnezza” reale e simbolica (…) la pericolosa e abbandonata Piazza Garibaldi diventerà l’area principale di transito cittadino, il nuovo centro di Napoli”. Facciamo fatica a credere che questi ambiziosi intenti progettuali saranno conseguiti. Per il momento possiamo solo indignarci della presenza nel panorama cittadino di questo “ecomostro hitech”. Sorte analoga è stata riservata alla piazza Nicola Amore, nata con l’avvio dei lavori del Risanamento in un’area dove una volta insisteva la cosiddetta piazza della Sellaria o del Pendino, in cui erano presenti la fontana della Sellaria e la cinquecentesca fontana di Atlante. Il toponimo originario era piazza Agostino Depretis ma, successivamente, fu attuato uno scambio di toponimi con la via Nicola Amore, come fu stabilito nel 1894 di chiamare l’attuale via Depretis. Nel 1896 il regio commissarioOttavio Serena deliberò che la piazza accogliesse la fontana del Nettuno, che, dopo molte peregrinazioni in varie piazze cittadine, si trova attualmente relegata a ridosso di un palazzo in via Medina. Al centro della piazza fu quindi posta il 7 febbraio 1904 una statua scolpita da Francesco Jerace e raffigurante il sindaco Nicola Amore. E da quel giorno la piazza ha assunto la denominazione che tuttora conserva. La statua venne spostata il 5 maggio del 1938 in piazza Vittoria per eliminare qualunque ostacolo lungo il rettilineo che venne percorso a bordo di un’auto scoperta da Hitler e da Mussolini in occasione della rassegna alla Regia Marina nel golfo di Napoli. E da quella “giornata particolare” la statua non fece mai più ritorno nella sua piazza perché tutti i podestà, i sindaci e i commissari prefettizi, che nell’arco di 76 anni si sono succeduti a Palazzo San Giacomo, hanno preferito lasciare al suo posto un’aiuola fiorita. Non l’ha fatto nemmeno il sindaco Luigi de Magistris che pure aveva promesso “una forte discontinuità col passato”. Questa gravissima decisione ha consentito all’architetto romano Massimiliano Fuksas, progettista della stazione Duomo del metrò collinare, di “bucare” la piazza e di collocarvi un semiguscio d’uovo in acciaio e vetro per “fare entrare la luce solare nella sottostante stazione”. Una decisione del tutto ingiustificata visto che tutte le stazioni metropolitane del mondo, comprese quelle napoletane, sono illuminate con l’energia elettrica. E lo sarà anche questa nelle ore serali e notturne. Viene da chiedersi perché è stato impedito a Gae Aulenti di “bucare” piazza Dante e a Michele Capobianco di “bucare” piazza Vanvitelli per illuminare con la luce solare le loro stazioni del metrò. Come che sia, sulle opere hi-tech di Perrault e di Fuksas vale il giudizio di Oscar Niemeyer: “Gli architetti contemporanei mi fanno orrore, hanno smarrito il senso della bellezza”. Che siamo in tanti a condividere.

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[ AL LUPO ! AL LUPO ! AL LUPO ! ]
ORMAI NON FUNZIONA PIU’ NEPPURE AL SUD !
 
MAMMA…LI LEGHISTI SO’ SBARCATI ALLA MARINA…”
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Matteo Salvini

(ANSA) – SALERNO, 19 NOV – Matteo Salvini, giunto a Salerno per una intervista in pubblico, è in pieno feeling con il sindaco De Luca, che lo riceve a Palazzo di Città e raccoglie oltre 350 persone nel salone del Comune. All’esterno 30, forse 40 appartenenti ai centri sociali, gli urlano insulti di ogni genere e lo accolgono al grido ”fascista”. In sala il segretario della Lega raccoglie applausi e una cinquantina di sostenitori lo aspettano per scattare foto e selfie con lui e lo salutano scandendo il suo nome.

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ANCORA SU BAGNOLI E ANTAGONISTI A NAPOLI ( CON << ANNESSI” & “CONNESSI”… )
“Non giustifichiamo nessuna forma di  violenza ma la città è stremata e l’Italia non ne può più, e l’Europa è lacerata”. [ “AZIMUT” – NAPOLI ]
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L’INTERVENTO ( testo aggiornato )
BAGNOLI 
LA PARTENOPE ANTAGONISTA

Arturo Stenio Vuono*

I lettori hanno avuto l’occasione di seguire l’ultima e rapida polemica, sui più recenti disordini a Napoli, senza che ne risultasse una logica e conseguenziale conclusione. Nulla di nuovo sotto il sole e tutto va ben madama la marchesa. Ritorniamo in temadato che la coltre di silenzio, successivamente, è servita a celare che, come al solito, a rubare la scena ad arancioni, grillini, gattopardi e “cani sciolti”, sono stati gli antagonisti in rosso e il contorno dei soliti blac block  rigorosamente in nero.C’è stato l’allarme rosso, il campanello ha suonato a Bagnoli in forte opposizione al decreto  << Sblocca Italia >> che non miete consensi solo a Napoli. Più che gli scontri di piazza, e il solito rimbalzo delle responsabilità, c’e da chiedersi se si tratti di un fatto isolato. Ovunque le contestazioni crescono e al Renzi del chiuso nelle sale, bravo funambulo ma il re travicello, e dei “buoni propositi” irrealizzabili, si contrappone il mondo variegato del dissenso; come s’è visto pure all’Alcatel di Vimercate e alla Piaggio di Villanova d’Albenga, etc, oltre che per le occupazioni difronte ai danni del maltempo;  e, in ultimo, per il cosiddetto “sciopero sociale” in venticinque città. In cantiere, seppure in ordine sparso,  lo sciopero generale di dicembre che muove, sopratutto, da sinistra contro il << giovin signore della sinistra >>, un vero guazzabuglio. Che la protesta venga diversamente catalogata è irrilevante;c’è l’antagonismo delle estreme, c’è stato quello delle manifestazioni di destra e le altre “autonome-tricolori” ,oggi in sonno, e pure muove da sinistra o dai sindacati, però le molteplici rivendicazioni mostrano un trasversalismo di fatto.L’ipotesi, non peregrina, è   che l’ebollizione delle diverse linee politiche porti a uno sbocco futuro del  <nuovo> .Ora i due antagonismi,”a destra” e “a sinistra”, continueranno ancora a contrapporsi tra  di loro; oppure prevarrà altro ? Ristabilire equità e occupazione, giustizia sociale e sviluppo, per uno stop a tutti gli apologeti dell’attuale Ue, già è un “manifesto comune”;i governi continuano sempre  a perdere pezzi di sovranità e l’impoverimento generale  che,ormai, colpisce tutti i ceti n’è la più lampante conseguenza. Non solo in Italia, gli ultimi  tumulti a Bruxelles e a Londra hanno mostrato quanto sia  difficile l’azzoppare i popoli. La pagina di Bagnoli e della  partenope antagonista di certo non nasce a caso ; e  nel frattempo il mondo cambia, e non è più  tempo di divisori ma di lungimiranti che superino l’attuale  spartiàcque dagli euroscettici e dai cosiddetti <<populismi>> . Noi non giustifichiamo nessuna forma di  violenza ma la città è stremata e l’Italia non ne può più, e l’Europa è lacerata.
 
*presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

azimutassociazione@libero.it

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[ “AZ.” ] – LA FORMULA DEL DOPPIOPESISMO E DELLA GIUSTIZIA A DUE VELOCITA’ ( PER  IL LUIGI  DE MAGISTRIS : LA “SOSPENSIONE DELLA SOSPENSIVA”… ) – “…MA IL DIAVOLO FA LE PENTOLE…..  MA NON FA I COPERCHI…” ( COSICCHE’……. PRIMA CHE LA CONSULTA SI PRONUNCI -DEFINITIVAMENTE – SI VEDRA’ IN SEDE EUROPEA QUANTO, COME, SI ESCOGITERA’ –  EVENTUALMENTE – ULTERIORMENTE E DIVERSAMENTE PER IL “BERLUSCA” : << L’INTRUSO – ESPULSO >>.)  ATTENDIAMO !
ROMA – Respinti dal Consiglio di Stato i ricorsi del governo e di due associazioni contro la decisione del Tar Campania sul caso de Magistris: il sindaco di Napoli resta per ora in carica. Viene infatti confermata la sospensiva del Tar che ha bloccato gli effetti della delibera con cui il Prefetto lo aveva sospeso da sindaco per la legge Severino.

Lo ha deciso, dopo l’esame in camera di consiglio, la terza sezione del Consiglio di Stato presieduta da Pier Giorgio Lignani, mentre relatore della causa è stato il giudice Rosario Polito. Tutti e tre i ricorsi, presentati, contro la sospensiva del provvedimento prefettizio, dal governo il 12 novembre, tramite il ministro dell’Interno e la prefettura di Napoli, e pochi giorni prima da due associazioni, il Movimento difesa del cittadino e l’Associazione lotta piccole illegalità, sono stati esaminati congiuntamente e insieme rigettati.

Il dispositivo. «Nel bilanciamento degli interessi coinvolti, riveste prevalenza quello inerente alla prosecuzione del mandato elettivo». Lo scrive il Consiglio di Stato nel provvedimento su de Magistris, legando quest’aspetto al giudizio di costituzionalità pendente sulla legge Severino e sollevato proprio nell’ambito del caso de Magistris.

Fermo restando che la questione posta alla Corte costituzionale non entra nel giudizio del Consiglio di Stato, i giudici spiegano però che la stessa prosecuzione del mandato da sindaco non è «reversibile per il periodo di estromissione in caso di esito favorevole del giudizio di costituzionalità, mentre ad un suo esito negativo segue la reviviscenza della misura di sospensione medio tempore resa inefficace».

Secondo il Consiglio di Stato, inoltre, «la misura di cautela adottata dal primo giudice» – cioè la sospensiva del Tar Campania rispetto al provvedimento del Prefetto che ha sospeso de Magistris da sindaco – «per il suo carattere interinale e la subordinazione della sua efficacia al tempo necessario per la conclusione del giudizio di costituzionalità, si configura conforme agli indirizzi della giurisprudenza della Corte Costituzionale, del Consiglio di Stato e della Corte di Giustizia U.E., tesi a privilegiare l’effettività della tutela giurisdizionale e l’integrità delle posizioni coinvolte dal contendere fino alla decisione di merito».

Il Consiglio di Stato, non entra nel merito: spetterà alla Consulta esaminare la norma. Ma spiega, in sostanza, che se il giudizio di costituzionalità fosse favorevole, non sarebbe possibile rendere «reversibile» la prosecuzione del mandato nel periodo in cui da quel mandato il sindaco è stato estromesso; detto in parole povere, non si potrebbe riavvolgere il nastro e tornare indietro. Se invece l’esito fosse negativo, allora seguirà «la reviviscenza della misura di sospensione», temporaneamente «resa inefficace». In altri termini, non si può togliere a monte ciò che non si potrebbe restituire poi: meglio togliere a valle.

In un’ultima analisi, sarà così la Corte Costituzionale a decidere le sorti di de Magistris. Per ora alla Consulta gli atti non sono giunti e tutto si deve ancora incardinare. Poi ci vorranno almeno sei mesi per una decisione. La tesi sostenuta da Giuseppe Russo, legale di de Magistris, e da Fabio Ferrari, legale del Comune, costituitosi a fianco del sindaco, è che nella comparazione degli interessi, quello di de Magistris fosse irreparabile e che una sospensione in corso d’opera dalla carica di sindaco avrebbe pregiudicato l’amministrazione di una città come Napoli e anche la costituzione, in itinere, della città metropolitana. Questa tesi ha prevalso. La controparte, con i suoi legali, ha lamentato che «solo per Napoli è stata disapplicata una scelta del Parlamento e dell’ordinamento», cioè la legge, come ha detto l’avvocato Gianluigi Pellegrino. E ha fatto leva su un precedente di pochi giorni fa: quello di Stefano Nicotra, sindaco di Torri del Benaco, paesino di 3mila abitanti in provincia di Verona, che è stato sospeso per una condanna a due anni per rivelazione di segreto d’ufficio e ha visto confermata la sospensione da Tar e Consiglio di Stato. Ma questa linea non ha pagato.

giovedì 20 novembre 2014 – 20:21
[ “AZ.” ] …E INTANTO…”GIGGINO ‘A MANETTA E SINDACO DI STRADA…
QUEL DE MAGISTRIS CHE NON FINISCE MAI DI STUPIRE…
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[ tratto dal “Secolo d’Italia” ]
Giggino è tornato, i problemi anche. Ecco le ultime 4 bugie di De Magistris

“Risanato conti comune, no a sacco Bagnoli, ordinato a chi ha inquinato di pagare, no a camorra, cricche e casta: ecco perché vogliono eliminarci”. Lo ha scritto, qualche giorno fa, Luigi De Magistris su twitter. Il che, letto così, sembra la denuncia e il grido di battaglia di un amministratore in trincea a difesa della propria città. Ma andiamo ad analizzare frase per frase il tweet e cerchiamo di capire se tali affermazioni corrispondono alla realtà.

“Risanato conti comune” presuppone interventi volti sostanzialmente a mettere in sicurezza finanziaria l’ente, riducendo i debiti. La realtà, invece, carte alla mano, ci dice che in tre anni e mezzo, sotto la guida De Magistris, il Comune di Napoli ha aumentato la debitoria di circa 1 miliardo di euro (duemila miliardi delle vecchie lire) ed è finito al predissesto. Dunque nessun risanamento, ma cronicizzazione di una situazione di pericolo finanziario.

“No a sacco Bagnoli, ordinato a chi ha inquinato di pagare” presuppone atti volti a evitare speculazioni sull’area. Ed invece, ripercorrendo gli ultimi avvenimenti, constatiamo che, con l’amministrazione De Magistris, Bagnoli Futura è fallita ed i terreni – a causa di una discutibile delibera arancione – sono stati messi improvvidamente alla mercè dei creditori. Il Governo, vista l’incapacità dell’amministrazione di tutelare e dare una prospettiva di sviluppo a quel territorio, ha avocato a sé i poteri commissariando tutto. Impedendo, dunque, quello che potremmo definire l’autosacco di Bagnoli da parte del comune!

“No a camorra, cricche e casta”. Sulla camorra, al di là di slogan e adesioni a manifestazioni, si fatica a trovare interventi e atti deliberativi dell’amministrazione efficaci e sistemici per minare il controllo della camorra su determinate aree del territorio. Su cricche e casta non si puó non rilevare la solita genericità con cui De Magistris prova a scaricare su nemici immaginari e indefiniti colpe e responsabilità. Viceversa salta agli occhi che esponenti di questa amministrazione, sindaco in testa, sono stati oggetto di avvisi di garanzia, rinvii a giudizio e condanne con una frequenza mai registrata in precedenza.”
“Ecco perché vogliono eliminarci�� è il concetto madre di ogni fase della vita pubblica di De Magistris. Si ritiene, da sempre, vittima di qualcuno che farebbe di tutto per sollevarlo dai suoi incarichi. Molto evocativo. Però, approfondendo la questione, troviamo un puntuale provvedimento di censura da parte del Csm per i metodi con cui l’ex Pm svolgeva il proprio mandato; troviamo le sue autonome dimissioni da europarlamentare; troviamo i fallimenti amministrativi che hanno costellato la sua esperienza amministrativa di sindaco di Napoli e che stanno portando al progressivo commissariamento della città. Delle due l’una: o De Magistris è realmente vittima di un complotto intergalattico che mette insieme la magistratura italiana, l’Unione Europea, il Governo nazionale (e magari anche Obama e Al Pacino che non hanno risposto al suo invito di venire a Napoli!) oppure, più semplicemente, si mostra inadatto ad ogni ruolo che viene chiamato a ricoprire e, per il quale, non è mai riconfermato.Quante bugie in 140 caratteri, vero?Sono semplicemente i motivi per i quali De Magistris continua ad autoeliminarsi.

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IL SERVIZIO CONTINUA
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CORRISPONDENZE
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LINK
Massimo Iaquinangelo
Massimo Iaquinangelo 19 novembre 23.29.02
Data colloquio Tirocinio 2014/2015MO.DA.VI.-New Politik

newpolitik.wordpress.com
A tutti coloro che hanno inviato il curriculum vitae in formato europeo a New Politik, si comunica c…
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IL 29 NOVEMBRE FINI A  NAPOLI
PER LA PRECEDENTE VISITA
 DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” – LINK
[ RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ]
 
 
 A MARGINE DELLA VISITA DI FINI A NAPOLI
—– Original Message —– From:  “O.G” – To: Associazione Azimut
Sent: Wednesday, November 06, 2013
Subject: Considerazioni zoologiche,antropologiche e politiche.
                 Caro Arturo, la Calabria è terra strana manca di moltissime cose specie in termini istituzionali e sociali ma in alcuni angoli segreti del suo territorio custodisce e accoglie specie faunistiche e botaniche che sono una vera rarità.Nei corsi d’acqua che incidono l’appenino calabro dei territori dei comuni di s.sosti,policastrello,s.marco argentano alligna il tritone alpestre o italiano ovunque pressocchè scomparso,alpi comprese ed inoltre delle quattro specie di avvoltoi italiani cioè il capovaccaio,il grifone,l’avvoltoio monaco e l’avvoltoio degli agnelli o gipeto anch’esse a rischio estinzione almeno due sono ancora presenti in Calabria.
Io stesso qualche anno fà durante un’escursione alle “Timpe di Cassano” sono stato testimone del volo planato in avvitamento di due capovaccai ed in un centro avifaunistico per il recupero degli uccelli feriti mi hanno assicurato che nelle aree interne dell’alto Ionio e nel parco del Pollino è presente il Grifone,con più di una coppia.
Non che questo mi dia autorità scientifica in merito agli avvoltoi sia pure solo nostrani,però una certa sensibilità si, sufficiente ad accorgermi della comparsa di un’altra specie di avvoltoi italici,evolutasi negli ultimi anni sull’onda dell’antiberlusconismo, stanziale nei cieli di Roma e che nidifica nei pressi dei palazzi della politica, parliamo del  Capobeccaio.La specie è ben conosciuta dall’esimio Giancarlo Lenher che oltre a darle il nome sul tuo blog,ne ha individuato diversi esemplari,d’altronde Lenher è un’esperto avendoci avuto a che fare nel corso della vicenda conclusiva di Bettino Craxi. Recentemente poi è ricomparso il pìù autorevole esemplare di questa torma,il che è allarmante e deve spingerci a domandarci il perchè proprio ora. Il richiamo in servizio di Fini con gran clamore di trombe mediatico,appare andar oltre il fatto scontato del parlar male di Berlusconi per accellerarne o comunque favorirne la morte politica,c’è qualcos’altro. Non dimentichiamo che Fini è un’agente di quello che definiremo partito britannico,(anche se non invitato sul Britannia,all’epoca non ne aveva i requisiti n.d.r.)partito interessatissimo all’Italia e che di fatto governa qui da noi sin dalla unità,periodo fascista escluso naturalmente. In Italia qualsiasi opposizione alla politica del partito britannico è sempre stata solo di tipo individuale,dovuta ad un moto di dignità e di amore patrio del singolo ed ad una sorta di rabbia contro questi padroni occulti,ebbene queste opposizioni sono state neutralizzate di volta in volta,distruggendo talora moralmente,ma all’occorrenza anche fisicamente i politici o i manager o gli imprenditori o chiunque altro le perseguiva. Limitandoci al passato recente basta pensare a Mattei a Moro o a Bettino Craxi, le vicende dei quali sono a tutti note, non solo per come ce le hanno propinate i mezzi d’informazione che in Italia è cosa certa non fanno nè informazione nè storia bensì disinformazione. Chi scrive non dispone di informative riservate nè di inviati speciali nè quant’altro,per cui onde capire le cose può solo rifarsi ai fatti di cronaca,come riportati dai media e ricostruire l’accaduto ponendo al giusto posto personaggi il cui agire è troppo spesso ammantato da motivazioni etiche morali o ideologiche,ma che di fatto sono mossi da mero opportunismo,smisurata autoconsiderazione,desiderio di potere e di prebende personali e perchè no spesso anche da ricatto e da paura.
Per questo vale la pena ricalcare i fatti salienti della cronaca recente di Fini per capire come quando e perchè egli da capo che era,diviene esecutore fallimentare della destra sociale prima,disgregatore della destra in generale poi e nemico acerrimo di Berlusconi. Tutto ha inizio con Fini segretario del MSI-Dn dopo Almirante,partito uscito moralmente indenne da mani pulite, perciò forte nella considerazione degli italiani che si appresta a accogliere l’elettorato democristiano anticomunista sbandato e disorientato, ad iniziare dalle elezioni comunali di Roma e Napoli. E’ il 1993 i dati finali danno a Roma il MSI-DN con Fini al 46,9% ed a Napoli con Alessandra Mussolini al 44,4% il che indica chiaramente che gli italiani anticomunisti si volgono verso la destra sociale e non hanno affatto la puzza al naso nel riconsiderare il “fascista” MSI,c’è n’è abbastanza per far entrare in panico il partito britannico,che mal vede  l’Italia governata dagli italiani e per conto degli italiani.
Inizia la demolizione del MSI-DN,con la scusa di renderlo più consono alla realtà della società moderna,più europeo ecc. ecc. insomma snaturarlo e svuotarlo,il trattamento è già stato sperimentato con successo nel PCI, per mezzo di un’operazione verticistica da far digerire alla base come ineluttabile e necessaria per il bene del movimento,senza perdere consenso ed adesione. 
Con la differenza però,che il PCI ha alle spalle un muro di Berlino al quale non sopraviverebbe,mentre il MSI ha alle spalle un crescendo di consenso a riprova che le idee che propugna e che rappresenta sono valide ed accettate. L’operazione per il MSI-DN avviene a Fiuggi il 27.01.1995,si aggiunge Alleanza Nazionale al nome e si liquidano le basi idelogiche su cui poggia il partito,che non sono affatto quel vecchiume nostalgico che ci vogliono far credere consegnando alla storia, alias liquidando non già il fascismo o Mussolini che nella storia ci sono di diritto,ma lo stesso MSI-Alleanza Nazionale,benchè reduce da elezioni politiche trionfali,le ultime. Obiettivo voluto,ma nell’orgia autocelebrativa dell’evento nessuno sembra accorgersene e lo stesso ultimo tentativo d’opposizione condotto da Rauti,certo accorato è teorico e rievocativo non centra il problema e non taccia Fini di tradimento ed i cosidetti colonnelli di complice coglioneria,d’altronde uno dei colonnelli è genero di Rauti. Questo a gennaio,subito dopo nel febbraio del 1995 Fini,ricalcando le orme di d’Alema và a Londra ed alla Chatam House recita un’ampio autodafè ai nuovi padroni e questa volta non solo consegna alla storia ma rinnega sic et simpliciter il fascismo che scopre come “male assoluto”,credendo con ciò di consacrarsi come uomo di governo. Crede di divenire chissà cosa,di essere un prescelto ma è solo un versipelle e tale credo lo considera anche la potentissima congrega di massoni di cui la Chatam House è tempio,questa gente sà bene che “il tradito pùò essere un’ingenuo ma il traditore resta sempre un’infame”,tanto più che lo ha fatto per niente. Come altri a sinistra anche Fini è stato usato per liquidare il partito di cui è capo punto e basta,forse a loro fu fatto credere,solleticandone l’orgoglio,che nel gioco dell’alternanza erano gli unici uomini politici destinati a governare l’Italia futura, saranno invece relegati nei magazzini della politica per essere utilizzati a comando,ove e quando necessari. Il resto è storia nota,l’unione prima con FI e la fusione poi ne PdL mascherano il tracollo del partito di Fini che dal ’95 in poi non fà altro che decrescere nel consenso,risultato atteso senza dubbio tant’è che Fini entra in quiescenza,avendo con successo neutralizzato il rinascente “male assoluto”. Ma allorchè Berlusconi smette di essere il sollecito cavalier servente degli americani e inaugura una politica estera finalizzata alla sufficienza energetica dell’Italia e forse ad una maggiore autonomia politica,che vede Russia e Libia patner preferenziali allora le pruderie moralizzatrici di Fini si risvegliano. Non ricordo più perchè attaccò Berlusconi se per le donnine o per qualche legge ad personam o se per l’affare della casa a Montecarlo ma mi sembra che queste erano scuse in realtà bisognava distruggere Berlusconi che con la politica intrapresa rischiava di portare l’Italia fuori dall’orbita Usa e Nato tanto cara al partito britannico. Anche stavolta il nostro,scindendo il PdL fece un buon lavoro,che ebbe però pessimi risultati dato che alle elezioni,le più recenti, gli italiani fecero sparire Fini ed il suo Fli,riaffermando la fiducia in Berlusconi anche contro ogni attesa. Poi la cassazione le sentenze e la decadenza di Berlusconi,sembra che sia tutto fatto e non ci sia più bisogno di interventi ulteriori,allora a che pro ricompare Fini facendosi precedere da un’intervista sul Corrierone,esibendosi alla Tv dalla Annunziata ed ammanendoci un libro che certo spiegherà che il “male assoluto”stavolta è,guarda caso Berlusconi. Berlusconi non rappresenta il mio ideale politico tutt’altro,ma secondo me ha dei meriti non sottacibili,intanto da statista non è mai andato a Londra alla Chatam House,parla più spesso d’Italia che non d’Europa ed a molti nemici nazionali ed internazionali,ma guarda caso tutti del partitobritannico.Resta sempre da rispondere alla domanda per cosa è ricomparso Fini,francamente non so dirlo,forse perchè la resistenza inaspettata di Berlusconi alla sua fine politica ha spiazzato tutti, forse perchè mendica qualche posto nel centro che ancora non c’è,forse perchè vuole offrirsi come “consigliore” ad Angelino Alfano & Co,sia come sia ce lo dirà lui stesso tra non molto forse a Napoli quando presenterà il “ventennio”, speriamo non dimentichi di dire che è stato anche il suo ventennio. Resta una domanda che mi pongo da tempo,”come ha fatto Almirante a non capire chi era Fini”,perchè non ci si scopre dall’oggi al domani qualche segno premonitore si dà sempre,certo deve averlo ingannato politicamente dissimulando bene il suo vero sentire politico,l’errore forse è stato nel non giudicarlo anche dal punto di vista umano. Un’amico zoologo mi spiegò che il capobeccaio non ama beccar carogne ma usa occupare i nidi di altri prendendone le donne e considerando suoi gli averi,questo anche nel caso di compagni di volo di più o meno stretta conoscenza. Pùò darsi che vista la presunta crisi del PdL o  se volete FI e l’auspicata uscita di Berlusconi dalla scena Fini vede un posto per sè nella guida di questa destra già fatta ed apparecchiata,staremo a vedere. Intanto c’è un’altra destra forse ancora disorientata,che pensa non era suo diritto liquidare un patrimonio ideale che  non gli apparteneva e per il quale altri avevano lottato e patito per molti decenni e che in ogni termine questo è il vero abominio.
Considerazioni zoologiche,antropologiche e politiche. –
di O.G. da COSENZA ( fine )
 
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    Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut
    AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM
  • Arturo Stenio Vuono
    ARTURO STENIO VUONO – PRESIDENTE ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI

Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee,o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.CHIEDETE L'AMICIZIA AL PROFILO PRINCIPALEhttps://www.facebook.com/borghese90

 [ A FUTURA MEMORIA ]

[ SE TORNASSE GIORGIO ALMIRANTE – LO GRIDEREBBE A SQUARCIAGOLA – SGOMBRA IL CAMPO ! A NAPOLI CI PIOVE !  CONSIGLIAMO VIVAMENTE AI << “CONVOCATI” & “PRECETTATI” >> DI RIFLETTERE…..]

 

 
http://www.youtube.com/watch?v=UfzlZOlI5tM8 apr 20096 minCaricato da carlitosmilano
Intervistra di Giorgio Almirante, segretario del MSI a Mixer con Gianni Minoli.
 

Intervista a Giorgio Almirante (Mixer Notte/Gianni Minoli) – Destra.it … 

15 feb 2011 … Burlando: “E’ colpa dei condoni, fatti dal governo di Roma”. Insomma, in un’Italia
… Intervista a Giorgio Almirante (Mixer Notte/Gianni Minoli).

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PRONTI A RINNOVARE UNA << SCELTA  DI CAMPO >>

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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI [anteprima di web – servizio tra breve in rete ]
DEL “MATTEO IL BARONETTO” ( RENZIE-FONZIE) – FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE SU LUIGI GORRINI – VENTENNALE RIVISTA “IL CERCHIO” – CIVG Informa N° 52 – DA LAOGAI ITALIA E ALTRO

 

ULTIME – NOSTRE – E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB ( SERVIZI TRA BREVE IN RETE ) :

14/11/2014
 “SCIOPERO SOCIALE” –NASSIRIYA – EURASIA VLADIMIR PUTIN E LA GRANDE POLITICA PRESENTAZIONE A VARESE – ARRIVA IL PRODE SIGNOR PRODI – 
ANCORA SU BAGNOLI LA PROTESTA E ALTRE NOTIZIE…
[“AZ.”-14 NOV.’14 ]
 
17/11/2014
“…LA DESTRA O EUROPA O NON E’. E VI DICO QUALCOSA DI PIU’ : L’EUROPA O VA A DESTRA O NON SI FA…” ( GIORGIO ALMIRANTE ) – [ “AZ.” – 18 NOV. ]
 [ servizi pubblicati : 19 nov. ’14 ]
 
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DEL “MATTEO IL BARONETTO” ( RENZIE-FONZIE) – FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE SU LUIGI GORRINI – VENTENNALE RIVISTA “IL CERCHIO” – CIVG Informa N° 52 – DA LAOGAI ITALIA E ALTRO
DEL “MATTEO IL BARONETTO” ( RENZIE-FONZIE) – FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE SU LUIGI GORRINI -…
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DEL “MATTEO IL BARONETTO” ( RENZIE-FONZIE) – FONDAZIONE ALLEANZA NAZIONALE SU LUIGI GORRINI – VENTENNALE RIVISTA “IL CERCHIO” – CIVG Informa N° 52 -…
 

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“…LA DESTRA O EUROPA O NON E’. E VI DICO QUALCOSA DI PIU’ : L’EUROPA O VA A DESTRA O NON SI FA…”

“…LA DESTRA O EUROPA O NON E’. E VI DICO QUALCOSA DI PIU’ : L’EUROPA O VA A DESTRA O NON SI FA…”
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“SCIOPERO SOCIALE” – NASSIRIYA – EURASIA VLADIMIR PUTIN E LA GRANDE POLITICA PRESENTAZIONE A VARESE – ARRIVA IL PRODE SIGNOR PRODI – ANCORA SU BAGNOLI LA PROTESTA E ALTRE NOTIZIE…

“SCIOPERO SOCIALE” – NASSIRIYA – EURASIA VLADIMIR PUTIN E LA GRANDE POLITICA PRESENTAZIONE A…
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“SCIOPERO SOCIALE” – NASSIRIYA – EURASIA VLADIMIR PUTIN E LA GRANDE POLITICA PRESENTAZIONE A VARESE – ARRIVA IL PRODE SIGNOR PRODI – ANCORA SU BAGNOLI LA PROTESTA E ALTRE NOTIZIE… [ 8495 more words. ]
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SE NE VANNO
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Avvocato del lavoro tra i più apprezzati in Campania Il fratello Carlo fu ucciso nel ‘72 da un militante di sinistra
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La classe forense salernitana è in lutto per la scomparsa dell’avvocato Pippo Falvella. Giuslavorista, intellettuale, uomo politico, Falvella combatteva da t…
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Questa mattina ero in udienza penale dal Dott. Mazza quando sono stato raggiunto dalla notizia della scomparsa di Pippo Falvella. Ho chiesto al Giudice la sospensione per qualche minuto della udienza e tutti i colleghi presenti in aula, giovani e meno giovani, si sono alzati in piedi in segno di doveroso rispetto verso il Collega che ha scritto pagine e pagine di diritto nelle aule dei Tribunali. Affido a queste poche righe il mio ricordo dell’Amico e del Camerata il quale non si è mai sottratto ad elargirmi consigli, dritte, esperienze di vita, forte com’era di una profonda umanità e di una cultura storica ed umanistica immensa. La mia voce tremante, questa mattina, nel porgere ai presenti nell’aula di Giustizia la ferale notizia, sintetizzava l’immenso dolore per la scomparsa di una persona che ha dato tantissimo alla società civile di Salerno, attraverso il Suo impegno in politica, rappresentando in maniera Nobile gli Ideali di una parte politica che più volte ha affidato a Lui le Istanze, i Valori e le Speranze di una intera collettività.
Ciao Pippo, ciao Avvocato Filippo Falvella, senza retorica alcuna, potrò sempre dire di avere avuto il sommo onore di averTi conosciuto e di avere avuto la possibilità di crescere come uomo e come professionista, di avere acquisito quei pochi elementi di politica di cui mi sono nutrito anni addietro, anche grazie alla Tua presenza.

Altro…

 


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 L’APPUNTAMENTO
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—-Messaggio originale—-
Da: notification+kr4mymgan4wn@facebookmail.com
Data: 19/11/2014 16.52
A: “Ferruccio Massimo Vuono”<massimovuono@libero.it>
Ogg: Invito all’evento: NO TAX DAY – ROMA

   
 
   
   
Italia Protagonista ti ha invitato all’evento di Basta Tasse Sulla Casa

NO TAX DAY – ROMA
Sabato 29 novembre alle ore 10.30
Hotel Capital Inn a Roma
 
Partecipa
   
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Basta Tasse Sulla Casa
Anche Alessandro Sansoni e altre 6 persone sono nella lista degli invitati.
       
 
 
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[ “AZ.” ] LE SINISTRE DEL DISASTRO E DEL DEGRADO CAPITOLINO [ ORMAI DISTANTI DAL POPOLO ROMANO ]
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Noi abbiamo presentato una mozione di sfiducia al Sindaco Marino, loro hanno deciso di salvarlo. Ognuno si prenderà le sue responsabilità di fronte agli elettori.
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ROMA
[ “AZ.” ] L’UOMO DELLA BICICLETTA CHE NASCOSE LA PANDA…MA COME DE MAGISTRIS : “NON MI DIMETTO…RESTO…” ( MARINO SINDACO – DIXIT ) – POVERA PATRIA !
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Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 19/11/2014 9.21
A: “Esercito di Silvio”<esercitodisilvioitalia@groups.facebook.com>
Ogg: [Esercito di Silvio] il Notiziario: “Dimissioni, dimissioni!” Il Campidoglio contro Marino

mercoledì 19 novembre 2014

“Dimissioni, dimissioni!” Il Campidoglio contro Marino

Il Campidoglio contro Marino: “Dimissioni, te ne devi andare”

di Andrea Indini 

Dibattito in Campidoglio sulle multe. Il sindaco: “Ho pagato le sanzioni anche se non dovevo”. Ma l’Aula lo contesta. Otto multe per un totale di 1.021 euro. Alla fine il sindaco di Roma Ignazio Marino le ha pagate lo scorso venerdì.

Dopo un imbarazzante tira e molla che gli ha fatto perdere la faccia con i romani, che la scorsa settimana sono scesi in piazza urlandogli “Pinocchio, vattene!”, il primo inquilino del Campidoglio ha deciso di darci un taglio e pagare le contravvenzioni staccate dal 25 giugno al 25 luglio, il mese in cui la Panda rossa del sindaco risultava “sguarnita” del pass per il centro. Oggi si è presentato in Aula Giulio Cesare per provare a fare tabula rasa delle polemiche che lo stanno travolgendo. E, invece, si è trovato schiacciato da contestazioni, urla e fischi.

Agli occhi dei romani, e dell’Italia tutta, un sindaco senza più tricolore, sotto il fuoco nemico e amico. Perché, dietro al malcontento, non c’è solo la figura “barbina” delle multe. A farlo sbandare del tutto è soprattutto l’allarmante situazione di degrado in cui vessano le periferie della Capitale, in primis Tor Sapienza e Infernetto. Sebbene lo spettro delle elezioni anticipate, come richiesto da più parti, sembrerebbe esser stato allontanato (almeno per il momento), le urla “Dimissioni, dimissioni!” e “Te ne devi andare” in Campidoglio la dicono lunga del livello di esasperazine raggiunto dai romani nei confronti di un sindaco che non riconoscono più tale. E lo si è capito non appena ha messo piede in Comune tra i fischi e le urla. D’altra parte, come fa sapere anche Dagospia, il faccia a faccia avuto col vicesegretario piddì Lorenzo Guerini prima di riferire in Aula è finito a pesci in faccia.

Col sindaco che ha voluto fare il duro col braccio destro di Matteo Renzi opponendosi a cambiare radicalmente la Giunta. E così, in Aula, ha dovuto fronteggiare sia le opposizioni sia i democrat (renziani) inferociti.

Da una parte cori “Marino, dimettiti!” e cartelli “Vergogna” e “Roma senza guida”, dall’altra una sparuto gruppo di sostenitori con la bandiera “Daje sindaco”. Le contestazioni, Marino se le trascina dietro. I fischi e le urla di Tor Sapienza sono stati solo un assaggio. E, quando ha provato a difendersi assicurando di “voler mettere la faccia” sullo scandalo delle multe (“Le ho pagate anche se non dovevo”), in Aula è volato di tutto.

“Ho detto agli uffici, che pur mi comunicavano che non ero tenuto a farlo, che volevo pagare le multe. Mi sono state indicate le somme ed ho pagato”, ha detto il primo cittadino accusando l’opposizione di aver trattato la Panda rossa “manco fosse un cacciabombadiere”. Una sfrontatezza che non ha fatto altro che far ulteriormente infuriare le opposizioni. “Dimissioni, dimissioni!”, hanno continuato a urlare. E il sindaco ha continuato a ridergli in faccia: “Non ci sono dimissioni né elezioni in vista”.

Pubblicato da Gaetano DANIELE a 11/19/2014 05:19:00 AM

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[ IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE ]

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REPORT FOTO COSENZA 

IL BAGNETTO VICINO AL CAMINRTTO – IL RITORNO A CASA FACENDO I FERRI – QUANDO NON ESISTEVA INTERNET 

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——– Original Message ——–

SUBJECT: una volta
DATE: Fri, 14 Nov 2014 09:20:37 +0000 (UTC)
FROM: stenio vuono <stevu48@yahoo.it>
TO: “arturo s. vuono” <associazioneazimut@tiscali.it>
vedi allegati
ci facevano il bagnetto vicino al caminettomentre torta acasa lavora ai ferri per guadagnare tempoQuando non c' era l' internet.
 
[ ALLEGATI – REPORT FOTO DA COSENZA – VEDUTE GIA’  VISIONABILI IN RETE E CON PRESENTE E.MAIL ]

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