TUTTI ORFANI IMPOTENTI DEL RINNOVAMENTO – LA NAZIONE INCREDULA E ATTONITA – CAMBIERA’ ? – SI CHE CAMBIERA’ !


TUTTI ORFANI IMPOTENTI DEL RINNOVAMENTO – LA NAZIONE INCREDULA E ATTONITA  – CAMBIERA’ ?  –  SI CHE CAMBIERA’ !

anteprima di web –  azimutassociazione@libero.it
servizio tra breve in rete : 7-dic.-2014
“Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
[ “AZ.” – NEWSLETTER :  9 DIC. ’14 ]

———————————————————————————————————ULTIMO NOSTRO INVIO

[ “AZ.” ] ANTEPRIMA DI WEB —  OGGI : ITALIA << “POLITICA” & “SOCIETA’ ” >> – DESTRA << “DIASPORA” & “DISSOLUZIONE” >> – CASSAZIONE E INPS
 << “STATO ASSISTENZIALE” “STATO SOCIALE” >>  
[ “AZ.” – 8 DIC. ’14 ] tra breve n retei

——————————————————————————————————–

   
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
O G G I
OGGI – TUTTI ORFANI IMPOTENTI DEL RINNOVAMENTO – LA NAZIONE INCREDULA E ATTONITA  – CAMBIERA’ ?  –  SI CHE CAMBIERA’ ! [ “AZ.” – 9 DIC. ’14 ]
 
 FATE  PRESTOARTURO STENIO VUONO – PRESIDENTE “AZIMUT”
F A T E   P R E S T O   !   !   !
DESTRA…
( LEGGI TUTTO – DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” ]
 
 
Senza titolo-1
 
 
 
NELLE FOTO : GIANCARLO LEHNER – VINCENZO NARDIELLO – ARTURO STENIO VUONO E ALESSANDRO SANSONI
[  Arturo Stenio Vuono  presidente di “Azimut” Associazione, Vincenzo Nardiello  giornalista del < Roma >, Alessandro Sansoni  presidente provinciale Modavi; a suo tempo, furono – rispettivamente – tra gli esponenti della Destra ( il primo ) e della
 < Giovane Destra > , partenopea, al quartiere di Arenella(detta la <mitica Arenella> ); che, per lunghi anni ( dal Msi al Msi-Dn, da An e al Polo, e al  PdL ), rappresentarono quel che – dai molti – fu definito il  < laboratorio della collina >. ].
 
 
2 VOTES
anteprima di web : Associazione CulturalSociale “Azimut ” – NAPOLI
Servizio, tra breve in rete ( invio E.mail ) Wednesday, July 17, 2013
il dibattito : < Per la Destra un ritorno al futuro >
[ “Azimut-NewsLetter” : mercoledì, 17 luglio 2013 ]
 Associazione Azimut - Naples, Italy

OGGI SUL QUOTIDIANO < ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) > : L’INTERVENTO, ARTURO STENIO VUONO – PRESIDENTE DI “AZIMUT”

Per la Destra un ritorno al futuro 

O G G I – < Per la Destra ritorno al futuro >

an.arenella@libero.it  – associazioneazimut@tiscali.ithttps://azimutassociazione.wordpress.com

webm.adm. des. Fabio Pisaniello

ULTIMO – NOSTRO – INVIO – tra breve, in rete )  “STOP ESM” E UNA < DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE >…CAMBIARE NECESSE EST – LEHNER – TRILOGIA, E ALTRO…..

< DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE >

( DOPO CHE AVRETE LETTO ) : CREDETE VOI CHE SIA CAMBIATO QUALCOSA ?

 CHE CAMBI QUALCOSA ? )

 “Azimut” – Ufficio Stampa: Ferruccio Massimo Vuono

 [ OGGI SUL “ROMA” – in prime e segue in penultima pagina]

L’INTERVENTO

PER LA DESTRA UN RITORNO AL FUTURO

 di Arturo Stenio Vuono*
Opportunamente s’è aperto sul nostro “Roma”, antico foglio di saggezza e di equilibrio, il dibattito sulla possibile e per ora ventilata ricomposizione della Destra.
C’è tempesta in Italia e c’è voglia di Destra. Ciò che occorre innanzitutto
– causa un passato che non ha dato buona prova di sé – è evitare una semplice operazione a ricircuitare i cocci della diaspora.
Una riflessione certamente s’impone per l’attuale, ma per privilegiare i contenuti.
Quale il quadro? Avanza e si consolida una « democrazia senza popolo », la nostra è una democrazia malata e cresce il distacco tra il paese legale e il paese reale. La patologia, incurabile, si manifesta chiaramente e, in prospettiva, il futuro è tutto nel segno d’una “(senza) demos-crazia”.
Come ripensare la Destra? C’è già o verrà? La “stagione referendaria”, le passioni per il grande cambiamento, la tensione ideale e tutto il resto che contrassegnò i tempi che furono, ad iniziare dall’anno 1993, è ormai solo preistoria.
Perché non dirlo? Venuto meno tutto ciò e ogni spinta propulsiva per la trasformazione e la sperata, invocata modernizzazione, oggi ci ritroviamo tutti orfani, impotenti del già auspicato rinnovamento. La nazione, incredula e attonita, appare rassegnata. L’Italia, che voti o meno, sente che il rito delle urne oramai serve a poco e, francamente, come e più per il passato, tutte le consultazioni – che spostino gli equilibri a destra o a sinistra – il baricentro alla fine resta sempre al centro; ovverosia nel vuoto della marmellata e del neutro-liquido più assoluto.
Il maggioritario, l’alternanza, il presidenzialismo, in uno con e per il bipolarismo e il federalismo, sono tutte pagine del passato; e difficilmente potranno, dopo un ventennio di più tentativi impossibili, (ri)trovare la forza del ritorno. Lo sanno bene gli uomini, le donne e i giovani che ne sposarono il destino, di svolta in svolta, lungo il percorso che dal Msi al Msi-Dn e da An portò al Polo e, infine, nel Pdl.
Da qualche anno, poi, si aggiunge un dramma quotidiano e una doppia angoscia ti assale: per prima la cosiddetta morte della politica e del suo primato, unita alle morti che ora, quotidianamente, genera la cosiddetta “crisi”; e angoscia perché ormai non fa più notizia la disperazione di famiglie e giovani, di imprenditori, operai e pensionati. Angoscia l’avanzare di vecchi e nuovi poveri.
E’ questo, e non solo, il risultato dell’unica, vera e reale contaminazione dell’antiberlusconismo che, a suo tempo, si regalò il prode Signor Prodi e che poi, nel recente, s’è regalato il robotico Mister Monti. In quanto al subentrato Letta, se son rose fioriranno e chi vivrà vedrà. Perciò, e per tutto ciò, occorre non negarsi al dibattito.
E cosa si accinge a dire, se si ricostituirà, una Destra? Una Destra per il centrodestra? Una Destra per battere la crisi? E’, questa, più d’una domanda delle cento pistole. Lo sanno costoro che, in mancanza di risposte, mai e poi mai potrà interessare la rinnovata, ineffabile e sterile “cronaca di Bisanzio”?
*Presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
 
…che c’è ad Est di Alfano?…
 —– Original Message —– From: “Giancarlo Lehner” <giancarlolehner > – To: “Sent: Wednesday, July 17, 2013 10:58 AM

Subject: Lehner : che c’è ad Est di Alfano?

Ad Est di Alfano, si staglia l’orribile vicenda del padre che, per distruggere l’ex moglie, avrebbe comminato ai suoi figli di 9 e 13 anni la condanna al rogo.
Paragonando modi e tempi, più veloci della luce, versus madre e figlia kazache e, di contro, la lentezza bradipica di magistrati e poliziotti davanti a miriadi denunce contro quel marito potenziale satanico vendicatore, vien fuori la tragedia degli italiani sottoposti a poteri repressivi autoreferenziali, corporativi, supercaste troppo spesso dannose, incapaci, inadeguate.
Giancarlo Lehner

 OGGI
DALL’INTERVENTO DI ARTURO STENIO VUONO

 

…C’è tempesta in Italia e c’è voglia di Destra…

DALL’ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO,  TRA BREVE IN RETE

…CAMBIARE NECESSE EST…
[ NewsLetter” : 15.07.’13 ]
“GLI UOMINI PASSANO, LE IDEE RESTANO. RESTANO LE LORO TENSIONI IDEALI E CONTINUERANNO A CAMINARE SULLE GAMBE DI ALTRI UOMINI”   
 [ GIOVANNI FALCONE ]
  [  nella foto : GIOVANNI FALCONE E PAOLO BORSELLINO ] 
Associazione Azimut, Naples, Italy.
 
direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online: Fabio Pisaniello webm. adm.
 Uff. Stampa Associaz. : Ferruccio Massimo Vuono    
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081. 770 13 32  
PAGINE SIMILI :
Associazione Azimut  – “Azimut” – NewsLetter : 17 di Luglio – 2013 ]

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di Arturo Stenio Vuono*
Opportunamente s’è aperto sul nostro “Roma”, antico foglio di saggezza e di equilibrio, il dibattito sulla possibile e per ora ventilata ricomposizione della Destra.
C’è tempesta in Italia e c’è voglia di Destra. Ciò che occorre innanzitutto – causa un passato che non ha dato buona prova di sé – è evitare una semplice operazione a ricircuitare i cocci della diaspora. Una riflessione certamente s’impone per l’attuale, ma per privilegiare i contenuti. Quale il quadro? Avanza e si consolida una « democrazia senza popolo », la nostra è una democrazia malata e cresce il distacco tra il paese legale e il paese reale. La patologia, incurabile, si manifesta chiaramente e, in prospettiva, il futuro è tutto nel segno d’una “(senza) demos-crazia”. Come ripensare la Destra? C’è già o verrà? La “stagione referendaria”, le passioni per il grande cambiamento, la tensione ideale e tutto il resto che contrassegnò i tempi che furono, ad iniziare dall’anno 1993, è ormai solo preistoria.
Perché non dirlo? Venuto meno tutto ciò e ogni spinta propulsiva per la trasformazione e la sperata, invocata modernizzazione, oggi ci ritroviamo tutti orfani, impotenti del già auspicato rinnovamento. La nazione, incredula e attonita, appare rassegnata. L’Italia, che voti o meno, sente che il rito delle urne oramai serve a poco e, francamente, come e più per il passato, tutte le consultazioni – che spostino gli equilibri a destra o a sinistra – il baricentro alla fine resta sempre al centro; ovverosia nel vuoto della marmellata e del neutro-liquido più assoluto. Il maggioritario, l’alternanza, il presidenzialismo, in uno con e per il bipolarismo e il federalismo, sono tutte pagine del passato; e difficilmente potranno, dopo un ventennio di più tentativi impossibili, (ri)trovare la forza del ritorno. Lo sanno bene gli uomini, le donne e i giovani che ne sposarono il destino, di svolta in svolta, lungo il percorso che dal Msi al Msi-Dn e da An portò al Polo e, infine, nel Pdl. Da qualche anno, poi, si aggiunge un dramma quotidiano e una doppia angoscia ti assale: per prima la cosiddetta morte della politica e del suo primato, unita alle morti che ora, quotidianamente, genera la cosiddetta “crisi”; e angoscia perché ormai non fa più notizia la disperazione di famiglie e giovani, di imprenditori, operai e pensionati. Angoscia l’avanzare di vecchi e nuovi poveri.
E’ questo, e non solo, il risultato dell’unica, vera e reale contaminazione dell’antiberlusconismo che, a suo tempo, si regalò il prode Signor Prodi e che poi, nel recente, s’è regalato il robotico Mister Monti. In quanto al subentrato Letta, se son rose fioriranno e chi vivrà vedrà. Perciò, e per tutto ciò, occorre non negarsi al dibattito.E cosa si accinge a dire, se si ricostituirà, una Destra? Una Destra per il centrodestra? Una Destra per battere la crisi? E’, questa, più d’una domanda delle cento pistole. Lo sanno costoro che, in mancanza di risposte, mai e poi mai potrà interessare la rinnovata, ineffabile e sterile “cronaca di Bisanzio”?
*Presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli
associazioneazimut@tiscali.it – 
https://azimutassociazione.wordpress.com[ “AZIMUT”. – IL DIBATTITO, SUL QUOTIDIANO < ROMA ( “il GIORNALE di NAPOLI” ) >, E’ STATO APERTO IL 16 U.S. ( 2 PRIMI INTERVENTI, A FIRMA RISPOLI E BRUNETTI ), CON  PROSIEGUO – IMMEDIATO-DA PARTE DI ARTURO STENIO VUONO -CHE AVEVA, PER COSI’ DIRE, “CHIESTO LUMI”… ]

2 – LE RISPOSTE…E LE 
< PROSPETTIVE >…
Vincenzo Nardiello
Destra, è tempo di ricostruire

Resistere non serve a niente. Il titolo del libro di Walter Siti, vincitore del premio Strega 2013, meriterebbe di essere l’epigrafe della Destra che verrà (se verrà). Si resiste, infatti, a un processo che avanza e che s’intende contrastare. Ma qui il processo è giunto al suo compimento: l’Italia snazionalizzata, economicamente in ginocchio e ridotta a periferia d’Occidente. Alla morte delle passioni ideali e comunitarie che – nel bene e nel male – hanno scandito il processo storico di crescita della Nazione, segue il trionfo della tecnica e della finanza nemica della produzione. Il compito della Destra è allora ricostruirsi attraverso un progetto alternativo che individui schmittianamente in tutto ciò il proprio nemico. Un progetto di governo, non di testimonianza di un tempo che fu e non ritornerà. Al bando le mozioni degli affetti. Che fare allora? Ripartire dalle idee. Per questo si può dire fin d’ora che la discussione sulla Destra da rifare è iniziata col piede sbagliato, interrogandosi sul contenitore anziché sui contenuti. Il primo, ineludibile paletto da piantare è che tutti i responsabili delle macerie in cui la Destra è ridotta se ne tornino da dove sono venuti. Pensare di affidare la nuova azienda a chi ha portato i libri della vecchia in tribunale, non convincerebbe neanche un lattante. Minerebbe alle fondamenta il nuovo progetto. Il secondo punto fermo riguarda la rimozione della causa decisiva di tale fallimento: la mancata comprensione della lotta politica come una più complessiva battaglia culturale il cui fine è “penetrare” la società. Il terzo punto da chiarire è quale sia il compito della Destra nel terzo millennio. Ciò esclude automaticamente tutti coloro che in questi anni – e sono tanti – hanno cianciato di fine della Destra e della Sinistra. Gente che non sa da dove viene (o, nella migliore delle ipotesi, l’ha dimenticato) non può pretendere di spiegare agli altri dove andare. La dicotomia destrasinistra ha invece basi cognitive profonde, al punto da essere studiata anche dalle neuroscienze. Qual è dunque il compito della destra nell’“era liquida”? Semplice: fare la destra. E sarebbe pure ora. Occorre riorganizzare un blocco sociale attorno a cinque stelle polari: la questione sociale, attraverso una ricetta antistatalista e anti- debito in grado di ridare al ceto medio e ai produttori la forza economica, l’influenza politica e la dignità sociale perdute; la sovranità nazionale ed economica, in aperto contrasto con l’Europa dei banchieri e degli «incappucciati della finanza»; tradizione e identità, perché la nostra è una Nazione culturale prima che politica; la difesa della vita e della famiglia naturale; la rifondazione dello Stato come strumento della modernizzazione, dunque da rafforzare con il presidenzialismo. Da un punto di vista puramente tattico, va da sé che il ritorno a Fi deciso da Berlusconi certifica il fallimento di quel Pdl che pure tante speranze aveva suscitato. Di conseguenza non resta che il ritorno a un centrodestra articolato, in cui la destra potrà avere un ruolo solo alle condizioni dette. Premessa indispensabile è battersi per la permanenza di un quadro sostanzialmente bipolare, cosa che al momento appare tutt’altro che scontata, pena il rischio di un’ingovernabilità peggiore di quella attuale. C’è in giro tanta gente delusa, stordita, indignata, che rischia di disperdersi in una diaspora senza ritorno. Per non dilapidare questo patrimonio, occorre una forma partito moderna ma forte e strutturata, non debole e liquida. Una destra di militanza in carne e ossa sul territorio, non virtuale in un web indefinito e inconoscibile. Perché non è più tempo di resistere, ma di ricostruire.

3 – LA RIFONDAZIONE …E LE “CONDIZIONI”…
Alessandro Sansoni
C’è ancora spazio per la Destra, ma…

La risposta che la classe politica della Seconda Repubblica sta provando a dare alla crisi di sistema e di credibilità che la sta disintegrando ha un sapore un po’ vintage. Un po’ tutti vorrebbero mettere le lancette dell’orologio indietro di vent’anni: c’è chi vuole rifare Forza Italia e tornare allo “spirito del ’94, qualcun altro vorrebbe trasformare il PD nei DS e poi ci sono le “grandi manovre”a destra per ricostruire Alleanza Nazionale.

Quello del “ritorno alle origini” deve essere un “riflesso pavloviano” adottato dai ceti politici ogni qual volta si vive una fase di collasso e transizione.

Accadde così anche negli anni di Tangentopoli. Qualcuno forse ricorderà il tentativo di Martinazzoli di tornare allo “spirito di Don Sturzo”, cambiando il nome di una Democrazia Cristiana in balia della magistratura in Partito Popolare, o gli innumerevoli richiami a Nenni ed alla loro identità di sinistra con cui i socialisti provarono a reagire alla disfatta di Craxi. In entrambi i casi l’operazione non riuscì.

Quando termina un ciclo storico è difficile arginare i processi. Soprattutto quando si tratta di dinamiche connesse alla circolazione ed al ricambio delle élites. Lo hanno spiegato molto bene all’inizio del ‘900 politologi come Mosca, Michels, Pareto, ma c’è da dubitare che i politici italiani e soprattutto gli esponenti della destra aennina li abbiano letti. L’unica possibilità per loro di non essere travolti sarebbe quella di accompagnare il processo di trasformazione facendo un passo indietro.

E invece non lo faranno e quindi il destino delle varie “cose”, “cosette” e “cosuzze” nere è già segnato.

I vari Alemanno, Larussa e compagni non riescono a comprendere che oramai quella rendita elettorale che ha consentito loro di esistere politicamente è semplicemente scomparsa. Possiamo perfino indicare la data che ne ha determinato l’estinzione: il 14 dicembre 2010, il giorno in cui fu affossato in Parlamento il tentativo di Fini di far cadere il governo Berlusconi. I mesi precedenti, segnati dagli scontri violentissimi tra Fini e i suoi colonnelli e da una martellante campagna di stampa che mostrava l’utilizzo fatto del patrimonio accumulato dagli ex-missini grazie ai sacrifici di tanti militanti in buona fede negli anni difficili dell’antifascismo militante (la famosa Casa di Montecarlo), avevano provocato la caduta del velo con cui la retorica neofascista (nonostante le prese di distanza degli ultimi anni) aveva mascherato l’aspetto di un re dalle sembianze francamente indecenti. Un’intera nomenclatura politica è stata coperta dal discredito ed abbandonata dai suoi elettori, i quali erano persone semplici, ma molto esigenti sotto il profilo della dignità e del decoro morale.

E di mancanza di decoro morale occorre parlare di fronte alla pretesa di coloro che hanno provocato l’autoaffondamento della destra italiana di continuare, una volta trombati, a rappresentare una tradizione politica, richiamandosi a valori ed idee da loro sistematicamente disattesi in questi anni.

C’è ancora spazio per le posizioni politico-culturali della destra in Italia? Certamente si, anche perché interesse nazionale, tutela della sovranità, difesa dell’economia reale dalla speculazione finanziaria e salvaguardia dei principi etici non negoziabili sono tutte questioni di grande attualità. Ma non saranno i volti usurati dei colonnelli di AN che potranno incarnarli efficacemente e, soprattutto, per sapere se costituiranno l’ossatura programmatica di un nuovo progetto politico bisognerà aspettare che il processo di sgretolamento e riconfigurazione del quadro politico in atto si completi. Tranquilli, non dovremo attendere ancora molto tempo.

< DESTRA & DINTORNI > : IL DIBATTITO CONTINUA. NON ( PIU’ ) “AFFAIRE – NOMENKLATURA”. INTERVENTI – REPLICA – VUONO SENIOR E NARDIELLO, ( OGGI ) SANSONI. ALTRE NOTIZIE [ “AZIMUT-NEWSLETTER”: 23 LUGLIO 2013 ].
Sent: Tuesday, July 23, 2013

Il tweet di Francesco dall'aereo papale in volo verso Rio  Papa Franceco a Rio (Ansa)

[  ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” A NAPOLI : FRANCESCO E’ ARRIVATO : < …NON VI PORTO ORO E ARGENTO…MA VI PORTO GESU’ CRISTO…>… ]

*Per leggere le prime notizie: vedi oltre

[ ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO, PUBBLICATO IN RETE ]

Associazione Azimut ha condiviso un link.
FRANCESCO A RIO – BUONE VACANZE! (SI FA PER DIRE…) E UN VIATICO: GIA’ CROLLO’ IL MURO E, PRIMA O POI, …. IL DOMINIO DEL DINERO! …EVENTO, A DIR POCO, STRAORDINARIO – EPOCALE…. (LEGGICI!)
FRANCESCO A RIO – BUONE VACANZE! (SI FA PER DIRE…) E UN VIATICO: GIA’ CROLLO’ IL MURO E, PRIMA…
azimutassociazione.wordpress.com
[ Associazione CulturalSociale “Azimut” – Napoli ]. FRANCESCO A RIO. – BUONE VACANZE ! ( SI FA PER DIRE… ) E UN VIATICO : GIA’ CROLLO’ IL < MURO > E, PRIMA O POI, …….. IL < DOMINIO D…
Ferruccio Massimo Vuono tramite Associazione Azimut
[ Associazione CulturalSociale “Azimut” – Napoli ]. FRANCESCO A RIO. – BUONE VACANZE ! ( SI FA PER…
azimutassociazione.wordpress.com
*
Papa Francesco assediato dai fedeli a Rio. Disinnescato un ordigno artigianale ad Aparecida

[  ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” A NAPOLI : FRANCESCO E’ ARRIVATO : < …NON VI PORTO ORO E ARGENTO…MA VI PORTO GESU’ CRISTO…>… ]

*Per leggere le prime notizie: vedi sotto

 Papa Francesco in Brasile Gmg: aereo Papa atterrato a Rio de Janeiro
Pochi minuti per mettere in difficoltà la sicurezza, mandare in tilt il protocollo e far innamorare i brasiliani. Giunto a Rio de Janeiro, il Papa ha percorso la città a bordo di un’auto con il finestrino aperto, salutando i fedeli e dando baci ai bambini che si avvicinavano. Il primo contatto dei Francesco in Brasile � stato quindi in sintonia con quanto egli stesso ha fatto finora in Italia. Anzi, in pochi minuti il Papa si è fatto conoscere dai brasiliani e dai pellegrini giunti per la Giornata mondiale della gioventù (Gmg), i quali a loro volto si sono presentati al Pontefice argentino con un calore ed entusiasmo manifestato in mille modi.
Auto bloccata dai fedeli – Subito dopo essere sceso dall’aereo proveniente da Roma, e dopo essere stato accolto dalla presidente brasiliana Dilma Rousseff, Bergoglio si è recato in centro città a bordo di un’auto coperta – una Fiat grigia – con i finestrini abbassati. Il corteo delle auto si è velocemente diretto fino alla Cattedrale, attraversando diversi quartieri, tra i quali alcune ‘favelas’ della periferia di Rio. Poco prima di arrivare a destinazione, in un tratto di strada più stretto, l’auto ha rallentato a causa della folla dei pellegrini che sono riusciti ad avvicinarsi ai finestrini della vettura per salutare il Pontefice. Episodi simili si sono avuti poi più volte. Il Papa non ha mai smesso di salutare. Si sono vissuti quindi momenti di apprensione visto che l’auto è stata bloccata più volte dalla folla che le si assiepava intorno, senza alcuna delimitazione con transenne. I gendarmi hanno avuto problemi a tenere a freno l’assalto dei fedeli.
Il giro in Jeep – Giunto in Cattedrale, il Papa è sceso dall’auto ed è subito salito su una jeep bianca scoperta, a bordo della quale ha percorso alcune strade del centro: non ha smesso di salutare e sorridere dalla vettura, circondato da uomini della sicurezza. Il Papa era giunto nel pomeriggio in città, dove l’attendono circa due milioni di ragazzi per partecipare alla Gmg. Dopo aver sceso con agilità le scale dell’aereo, Bergoglio è stato ricevuto dalla Rousseff. Indossando un semplice tailleur blu, la presidente era accompagnata da autorità locali, tra cui l’arcivescovo di Rio mons. Orani Tempesta. Dopo la calorosa stretta di mano con Rousseff, il Papa ha salutato personalmente, sorridendo, le autorità presenti nell’ aeroporto, scambiando qualche parola mentre si avvicinava al terminal sia con la presidente sia con mons. Tempesta.
Il discorso – “Per aver accesso al Popolo brasiliano bisogna entrare dal portale del suo immenso cuore; mi sia quindi permesso in questo momento di bussare delicatamente a questa porta. Chiedo il permesso di entrare e trascorrere questa settimana con voi”. Parole affettuose del Papa nel suo primo discorso pubblico ai brasiliani, durante la cerimonia di benvenuto nel palazzo Guanabara, all’inizio del suo primo viaggio internazionale. Ma anche prima che il Papa le pronunciasse i brasiliani avevano risposto con un impressionante bagno di folla, dall’aeroporto per le strade della città, con il Papa prima su una piccola “Fiat Idea” e poi sulla papamobile scoperta, con la gente che lo toccava attraverso i finestrini e l’entusiasmo che si percepiva lungo i chilometri, A Guanabara, davanti alla presidente Dilma Rousseff, la cerimonia ufficiale di benvenuto, dopo il benvenuto del popolo lungo la strada.
Anche qui il Papa ha parlato dei giovani – I giovani parlano “lingue differenti, sono portatori di culture variegate, eppure – ha detto papa Francesco – trovano in Cristo le risposte alle loro più alte e comuni aspirazioni” e un “amore autentico che unisce al di là delle loro diversità”. I giovani, ha osservato, sono come i figli per i genitori, “la pupilla dei nostri occhi” e “la finestra attraverso la quale la luce entra in noi regalandoci il miracolo della visione”. “La gioventù – ha spiegato il Papa davanti ai vertici istituzionali e politici del Paese – è la finestra attraverso la quale il futuro entra nel mondo, e quindi ci impone grandi sfide. La nostra generazione – ha aggiunto – si rivelerà all’ altezza della promessa che c’è in ogni giovane, quando saprà offrirgli spazio; tutelarne le condizioni materiali e spirituali per il pieno sviluppo; dargli solide fondamenta su cui possa costruire la vita; garantirgli la sicurezza e l’educazione affinchè diventi ciò che può essere; trasmettergli valori duraturi per cui vale la pena vivere; assicurargli un orizzonte trascendente per la sua sete di felicità autentica e la sua creatività nel bene; consegnargli l’eredità di un mondo che corrisponda alla misura della vita umana; svegliare in lui le migliori pontenzialità per essere protagonista del proprio domani e corresponsabile del destino di tutti”. Alla fine il Papa ha chiesto “a tutti la gentilezza e l’attenzione e, se possibile, l’empatia necessaria per stabilire un dialogo tra amici” e ha offerto le sue braccia “per abbracciare l’intera nazione brasiliana, nella sua complessa ricchezza umana, culturale e religiosa: dalla Amazzonia fino alla pampa, dalle regioni aride fino al Pantanal, dai piccoli paesi fino alle metropoli, nessuno si senta escluso dall’affetto del Papa”.
Polemiche per la sicurezza – Sono bastati pochi minuti e i dispositivi della sicurezza predisposti dalle autorità brasiliane sono saltate. Subito dopo essere arrivato a Rio de Janeiro, l’auto del Papa è rimasta bloccata, di fatto imbottigliato, nel traffico della città, mentre la vettura veniva avvicinata da pellegrini e passanti. Quanto si è visto questo pomeriggio a Rio de Janeiro, che di fatto non ha precedenti nelle visite papali, ha sorpreso persino il responsabile ai Trasporti di Rio, Carlos Osorio, che ha subito puntato il dito contro la polizia federale, responsabile della sicurezza durante le visite dei capi di Stato. Lo stesso hanno detto in queste ore anche altri esperti della città carioca, oltre a tanti brasiliani. “Devo dire la verità, pure io sono rimasto sorpreso dal percorso”, ha detto Osorio alla stampa, precisando che l’auto con il Papa a bordo, e il suo corteo, avrebbero dovuto “prendere la corsia centrale, non quella alla destra” (più piccola). Quanto è successo è quindi risultato delle decisioni prese “dalla polizia federale. Non sappiamo perché il corteo sia finito in quel tratto del percorso”.
Disinnescato un ordigno –  Il riferimento di Osorio è al punto nel quale l’auto con il Papa è rimasta bloccata nella avenida Getulo Vargas – tra le principali arterie della città – poco prima di arrivare alla Cattedrale. Francesco non ha mai perso la calma. Anzi, ha salutato i pellegrini che si erano avvicinati. Disperati erano invece gli uomini della sicurezza. Il tema sarà domani all’ordine del giorno delle autorità brasiliane, anche perché la visita del Papa è appena iniziata e ci sono tappe particolarmente delicate. Per esempio, Aparecida, vicino a San Paolo (vi si recherà il Pontefice mercoledì prossimo), dove lunedì sera è stato disinnescato un ordigno artigianale.
23 luglio 2013
Redazione Tiscali
[ “AZIMUT” – LA PRESIDENZA. IL “TEAM AZIMUT ONLINE”, TRA BREVE, SI CONCEDERA’ UNA PAUSA FERIALE. L’INTERRUZIONE, PIU’ O MENO, PER QUALCHE SETTIMANA, INTERESSERA’ L’ENTRANTE MESE DI AGOSTO; COME DA CONSOLIDATA TRADIZIONE, PERO’, NON MAMCHEREMO L’INTERVENTO IN WEB PER “FATTO STRORDINARIO” ].
( FINE DEL SERVIZIO )
Associazione Azimut, Naples, Italy.
 
 direzione responsabile: presidenza Associazione
 team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm.
 Uff. Stampa Associaz. : Ferruccio Massimo Vuono    
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081. 770 13 32  
PAGINE SIMILI :
Associazione Azimut  – “Azimut-News” : 23 di Luglio – 2013 ]
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