REFERENDUM FORNERO NEGATO 27 GENNAIO IL “GIORNO DELLA MEMORIA” MAMMA ROSA BERLUSCONI NAPOLI OGGI PER UNA AZIONE MERIDIONALE LA CALABRIA SCONOSCIUTA DELLE MERAVIGLIE E ALTRE NEWS


REFERENDUM FORNERO NEGATO 27 GENNAIO IL “GIORNO DELLA MEMORIA” MAMMA ROSA BERLUSCONI NAPOLI OGGI PER UNA AZIONE MERIDIONALE LA CALABRIA SCONOSCIUTA DELLE MERAVIGLIE E ALTRE NEWS

anteprima di web : azimutassociazione@libero.it
https://azimutassociazione.wordpress.com : 21-gen-2015
“Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi: REFERENDUM FORNERO NEGATO 27 GENNAIO IL “GIORNO DELLA MEMORIA” MAMMA ROSA BERLUSCONI NAPOLI OGGI PER UNA AZIONE MERIDIONALE LA CALABRIA SCONOSCIUTA DELLE MERAVIGLIE E ALTRE NEWS [ “AZ.”-22.01.’15 ]
[ IN QUESTO NUMERO : DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” ]
< HOLOCAUST MEMORIAL DAY > : DOPO LA CELEBRAZIONE…LE NOSTRE RIFLESSIONI. 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”: MERCOLEDI’, 30 GENNAIO 2013 ]
 
Giorno della Memoria, l’Italia ricorda la Shoah.
L’EDITORIALE
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[ per leggere tutto – vedi : oltre ]
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Riceviamo e pubblchiamo :
INVITO
Progetto Dreyfus

Piazza delle Cinque Scole, 36

Roma, Rm 00186

Italy
( per leggere tutto – vedi : oltre )
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IN COPERTINA
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[ “AZ.” ] –  I << RODITORI >> ….FINIRANNO CON IGNOMINIA…..
( MEMENTO : TRA I “BRUTI DI BETTINO…” E TRA I “PAPABILI AL COLLE…” )
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Amato al Quirinale? Mai con i voti della Lega!
[ DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK ]
[ PER LEGGERE TUTTO CLICCA salvini – VEDI : SOTTO ]

Consulta, no al referendum Fornero. Salvini: “Questa Italia fa schifo, vaff…”

Duro il commento del segretario del Carroccio Matteo Salvini: “L’Italia fa schifo”

Pubblicato il 20/01/15 da Affaritaliani.it in Videonews|TAGS: salvini, fornero, referendum, video
[ ALTRO TRATTO DAL WEB ]
Salvini furioso dopo la bocciatura del referendum sulla Legge Fornero da parte della Corte Costituzionale, che lo ha dichiarato inammissibile. Il referendum era stato proposto dalla stessa Lega Nord.

“La Corte costituzionale, nell’odierna Camera di consiglio – informa una nota – ha dichiarato inammissibile la richiesta di referendum relativa all’articolo 24 (Disposizioni in materia di trattamenti pensionistici) del decreto legge 6 dicembre 2011, n. 201 (Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici)”, la cosiddetta legge Fornero, appunto, “convertito in legge, con modificazioni, dall’articolo 1, comma 1, della legge 22 dicembre 2011, n. 214, nel testo risultante per effetto di modificazioni e integrazioni successive”. “La sentenza – informa inoltre la Consulta – sarà depositata entro i termini previsti dalla legge”.

“Bocciato referendum? L’Italia fa schifo”
I giudici della Corte Costituzionale, bocciando il referendum sulla riforma Fornero delle pensioni, hanno “fottuto un diritto sacrosanto”: così ha detto il segretario della Lega Nord Matteo Salvini, su Radio Padania. “Questa Italia mi fa schifo – ha aggiunto – e mi batterò per ribaltarla”.

Consulta BOCCIA #Referendum contro Legge #Fornero. Oggi muore la Democrazia, VAFFANCULO. Ma non finisce qui. #Salvinipic.twitter.com/lndmpi9EfH

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 20 Gennaio 2015”Come Lega faremo tutto quello che la democrazia permette, anche se ho dei dubbi che con oggi si possa parlare di democrazia in Italia” ha detto Salvini, rilanciando la manifestazione del 28 febbraio. ”Spero rimanga tranquillo, però mi metto nei panni di chi ci sperava – ha aggiunto – E’ chiaro che sabato 28 febbraio è Renzi a casa con le buone, ma non solo con le buone perché questo sta sfasciando il Paese”. Secondo Salvini, ”mentre il palazzo discute alla Camera della legge elettorale e al Senato della Costituzione, l’unico cambiamento vero, reale, positivo per la gente è stato fottuto. Oggi è veramente una giornata del c…, in un Paese del c…, con un governo del c… e spero che gli italiani si sveglino”. Il segretario ha parlato di ”beffa” e ”furto di democrazia”. E a chiesto in diretta radio se c’era una mail, un referente della Corte Costituzionale. ”Com’è – ha detto – che uno riesce a chiamare per dire mi fate pena, vergognatevi?”. Il conduttore gli ha dato il numero riportato sul sito della Consulta. ”Ovviamente molto civilmente – ha concluso Salvini – semplicemente per dire vergogna, oggi avete rubato un pezzo di democrazia”.

Fornero,buona decisione,ora il tema al Parlamento – La Corte Costituzionale ”avrà avuto le sue buone ragioni. Ritengo questa decisione positiva per il Paese”. Lo ha detto l’ex ministro del Lavoro, Elsa Fornero a proposito della decisione della Consulta sull’inammissibilità del referendum sulla riforma delle pensioni. ”Ora il Parlamento se vuole esamini la riforma con pacatezza e lungimiranza”.

VERGOGNATI E TACI. Che schifo. MA NON FINISCE QUI. #Referendum#Forneropic.twitter.com/W4J6ZUIDVB

— Matteo Salvini (@matteosalvinimi) 20 Gennaio 2015

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LA CORSA VERSO IL QUIRINALE

LE CARIATIDI DELLA PRIMIERA REPUBBLIK IN ALLARME ! ! !

GRILLO E CASALEGGIO – LORO “MOSCHE COCCHIERE”…..

( E… D’ALEMA….LAVORA SOTTO BANCO…FINGENDO ALTRO… UNA VECCHIA FAINA…)

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Quirinale, Grillo e Casaleggio a Renzi: fuori i nomi 
Martino candidato di Berlusconi

“Chiediamo al premier, prima che inizino le votazioni, la rosa dei nomi che si appresta a presentare per proporla ai nostri iscritti in Rete e farla votare. Non decida Renzusconi”

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[“AZ.”] -IL SOLITO “BAFFINO”…CHENON SI SMENTISCE MAI !

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( da messaggio “postato” su facebbok ) 

IERI SERA A LA7 DURANTE IL CONFRONTO CON MARINE LA PEN ( UNA DISFATTA TOTALE PER D'ALEMA) inviataci da un amico

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[ “AZ.” ] – MESSAGGIO DEL PRESIDENTE
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—-Messaggio originale—-
Da: no-reply@forzasilvio.it
Data: 20/01/2015 22.32
A: “Arturo Stenio Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Arturo stenio, il premio alla lista va verso il bipartitismo

Forzasilvio.it

Arturo stenio,
da sempre affermiamo che, dal 1948 ad oggi, noi italiani non abbiamo mai imparato a votare. La legge in discussione al Senato può forse essere lo strumento per superare quella frammentazione endemica del quadro politico che riteniamo essere uno dei peggiori mali della nostra democrazia e che troppe volte, nei decenni passati, ha contribuito a minare l’efficacia della azione di ogni governo.

Nella cosiddetta Prima Repubblica sono stati indispensabili cinque partiti per fare una maggioranza e un governo. Col risultato che i litigi erano la regola e i governi duravano in media undici mesi. Dal ’94 ad oggi la situazione è un po’ cambiata. Nel Centro-Destra abbiamo cercato col Popolo della Libertà di mettere insieme sette partiti (tutti meno la Lega) ma l’esperimento ha funzionato solo in parte.

Ora con la nuova legge elettorale l’attribuzione del premio di maggioranza a una lista invece che a una coalizione può rappresentare un importante stimolo a superare egoismi e particolarismi delle forze politiche, quasi una imposizione di legge per l’unificazione del Centro-Destra. E’ questo un ulteriore tentativo per raggiungere quel bipolarismo che davvero riteniamo essere la migliore soluzione per governare un Paese.

Vedremo. La nuova legge sarà applicabile solo tra un anno e otto mesi. Un periodo sufficiente per una auspicabile maturazione di tutti i movimenti moderati e magari per introdurre l’elezione diretta del Presidente della Repubblica, in modo da rendere finalmente l’Italia una moderna democrazia.


Silvio Berlusconi

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NOI IN RETE
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azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)

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[ “AZ.” ] – 27 GENNAIO IL “GIORNO DELLA MEMORIA”
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO ( VEDI : ANCHE OLTRE )
MA PER LEGGERE E VISIONARE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE APRI L’ALLEGATO
 

——– Original Message ——–

Subject: OLOCAUSTO, QUELLO CHE GLISTORICI NON DICONO
Date: Mon, 19 Jan 2015 21:31:25 +0100
From: “Circolo Culturale Excalibur” <excaliburitalia@libero.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: excaliburitalia@libero.it
 

Il 27 gennaio di ogni anno si celebra il “Giorno della Memoria”. Esprimiamo la nostra piena solidarietà al popolo ebraico per la persecuzione subita sotto il regime hitleriano e la ferma condanna ad ogni forma di discriminazione razziale. Questo però non deve ndurci a sorvolare sulle pesanti responsabilità, condite di cinismo e ipocrisia, delle democrazie occidentali che vedevano, sapevano e volgevano lo sguardo altrove rendendosi, perlomeno sotto il profilo politico e morale, complici dei carnefici.

Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo Culturale Excalibur – Varese

[ DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” ]

< HOLOCAUST MEMORIAL DAY > : DOPO LA CELEBRAZIONE…LE NOSTRE RIFLESSIONI. 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”: MERCOLEDI’, 30 GENNAIO 2013 ]
 
Giorno della Memoria, l’Italia ricorda la Shoah.
L’EDITORIALE
Associazione Azimut - Naples, Italy  “AZIMUT” *
Giorno della Memoria, l’Italia ricorda la Shoah
 
    Allorchè, annualmente, si ripete – doverosamente – il ricordo della tragedia, immane ed epocale, che colpì il popolo ebraico, noi osserviamo il silenzio e proviamo angoscia e intima sofferenza. Sì.  E come uomini, da sempre “a destra”, (ri)confermiamo il nostro impegno – pure di sempre – contro ogni < totalitarismo > e ogni tipo di < razzismo > come contro ogni forma di persecuzione e discriminazione, in ogni modo,  delle cosiddette  < diversità >.
    Centrale è la persona, in quanto tale, sacra e inviolabile, tant’è che se vi fosse stata anche una sola vittima, una soltanto, in ragione – solo e soltanto – della propria sua e specifica 
< appartenenza > , e a una classe sociale, e a una religione, e a una razza, o per altro e diverso motivo, non “ammessa”, già ricadremmo nell’Olocausto.
    Ma ci siamo appartati dalle celebrazioni”ufficiali” che, francamente, offrono più di un motivo di non sincerità.Passato il “clamore” , e l’ipocrisia, e nostro il sincero silenzio, le riflessioni.  Inderogabili e necessarie.
    Non esitiamo, intanto, a considerare che, per la corrente < vulgata >, eredi di ogni olocausto, e di molteplici < crimini contro l’umanità > – tuttora impuniti -, celebrano questa tragedia – e questa sola – “tambureggiando” di < nazifascismo> , un termine inventato – strumentalmente – non per onorare i periti del < popolo della diaspora > ma per falsificare, scientemente, a riguardo dell’Italia che fu.
    E (ci) chiediamo : cosa mai c’entra il < nazismo > col < fascismo > ? e cosa mai hanno avuto – ideologicamente e dottrinariamente – in comune ? e come, ancora, si possa far rientrare – contro ogni evidenza – una indubitabile < concezione latina > del nostro popolo nel “cono d’ombra” della Shoah ?
    Questo vale per l’Italia. Questo, non lo accettiamo. Non a caso i “registi sovietici”, andando oltre la “mistificazione casalinga”,  sino a quando il < socialismo reale > imperante, per imput – comunista, ma – in forme diverse – si continua – , hanno “diligentemente”  aggiunto e fatto il “lavoro sporco” : additando, in riferimento alle deportazioni ed ai campi di concentramento in Europa,  il cosiddetto < orrore fascista >; “tutto a posto e niente in ordine” che, infatti, il termine nazista non in uso, per così dire, essendo che il  d’ogni soviet –  < bolscevismo > ed il < nazionalsocialismo > comportano una “cuginanza”.
    Il < Fascismo >, lo sappiamo bene, fu altra cosa !
   La furibonda reazione alle dichiarazioni che, per l’occasione, Silvio Berlusconi ha esternato – però nel disapprovare le < leggi razziali > adottate in Italia – la dice lunga sui veri motivi che guidano, sempre,  i c.d. < gendarmi della memoria >, a solo – ed esclusivamente – scopo politico: coprirsi, con uno scudo, praticando e “cavalcando” l’una e l’una solissima 
< condanna >, onde non rendere conto dei crimini “rossi” o “bianchi”, o “gialli”, passati e presenti, vietati alla denuncia; così, con ignominia,   perpetuando l’abietto impedimento, almeno  alla pari condanna, e disapprovazione, di ogni e qualsiasi sorta di < olocausto > che ha colpito o colpisca l’umanità. In ogni continente, e in ogni frangente, incluse le stesse popolazioni germaniche, a conflitto cessato, e per molto tempo, da parte della feroce 
< armata rossa >.
    Senza se o ma !
   Chi più di noi, d’altronde, fatte le debite proporzioni, può comprendere il dramma degli ebrei, già – da tempo – nei secoli < dispersi >? Noi, e chi più di noi,  fatti segno, “democraticamente “ – almeno per mezzo secolo e più – , di ogni discriminazione politica e di accuse, le più atroci ed infamanti; e quindi, per essere stati ristretti nella “riserva indiana”, come la gente del < polo escluso > ! Noi, se c’è consentito, tra le fila del proditorio, bestiale, bersaglio di assassini e infami che hanno fatto strage di diecine di martiri, innocenti, si converrà, perciò – noi – una specie di  ”ebrei politici” della cosiddetta, �onorata”, antifascistissima, e “timorata”, e “pulita” < prima repubblica > !
    D’altronde , per passare ad altro,  tragedie, a noi più vicine, sottaciute e negate, volutamente e criminalmente ignorate, tanto per citare un solo esempio, soltanto nel recente, ci hanno consentito – seppure nel prosieguo del “boicottaggio rosso”, intellettuale e culturale, – di celebrare un < Giorno del Ricordo > per i nostri fratelli di Dalmazia, d’Istria, Fiume e della  Venezia Giulia, “incaprettati” e mutilati, torturati, violentati,  precipitati nelle foibe, e l’esodo – verso ogni continente – di quelle italianissime popolazioni. Tuttora restano i falsi dei testi scolastici e la pervicace menzogna dei < cattivi maestri >.
    Una vergogna consumata per < oscurare > !
   Uno, e non il maggiore, dei crimini di quel comunismo che, ancora per l’oggi, si consente la “guida morale” di “discepoli” – checchè se ne dica… – , in sede di celebrazioni per 
l’< HOLOCAUST MEMORIAL DAY >. Non c’è odio, da parte nostra, ma sete di giustizia e di fede nella verità.     Tutto deve ripararsi ! Tutto deve, alfine, essere detto !
   Come la stampa ha – poi –  riportato, per quanto ha interessato il dire del “vituperato” 
< cavaliere >, si può avere la controprova di quanto sia stato dirompente “sconfinare” dal fascismo come il < male assoluto >. S’è letto, peraltro, che : < …Il giorno dopo lafrase di Berlusconi su Mussolini –che “fece anche cose buone” – pronunciata durante la Giornata della memoria, la polemica è ancora alta e a poco è servita la nota serale della presidenza del Pdl che esplicitava una condanna senza appello dello leggi razziali. Oggi il Cavaliere bolla gli attacchi dei quali viene fatto oggetto come “una polemica gonfiata solo per la campagna elettorale” …>. E, noi, aggiungiamo, come già detto, e non solo.
    Ma a ben vedere, in sostanza – poi – il < Fascismo > c’entra fino a un certo punto; il regime della < diarchia >, fatto salvo tutto il potere del Sovrano,  nel < ventennio >, originato – inizialmente – dal responso, altamente maggioritario delle urne, in una cornice perfettamente liberaldemocratica,  nel prosieguo si basò, sempre in vigore lo < Statuto Albertino > e in piedi il senato di nomina regia, opinabile – dunque – una definizione di dittatura, in parte, per la conduzione, accentrata e autoritaria, del governo del Regno da parte dell’allora presidente del Consiglio – Benito Mussolini – accompagnato, sempre, dall’altissimo consenso popolare. I cittadini italiani, appartenenti all’ebraismo, non lesinarono di appoggio e furono, per molta parte, presenti in posti di prestigio nelle istituzioni. Una sinergia che, certamente, venne – poi – a mancare per l’emanazione delle < leggi razziali > che, in circostanze non imputabili alla diretta volontà del capo del governo, introdussero – in Italia – una sorta di < antiebraismo spirituale > ( ma meglio dire la reazione alle ostilità antifasciste dell’internazionalismo sionista, in uno con i comunisti ) ; anche in questo caso nulla in comune con quello che definiremo “biologico e di razza” del nazionalsocialismo. Indubitatamente si ruppe un filo di ampia collaborazione, seppure, le leggi – sostanzialmente – “disapplicate”; e, comunque sia, incontestabile che le persecuzioni, come le deportazioni, furono del dopo ovvero di quando cessò il < regime >. Parimenti incontestabile che i cittadini ebrei – durante il conflitto – non ebbero modo di patire sofferenze ove, fortunosamente, in zone sotto giurisdizione dei militari italiani. Quanti degli attuali antifascisti possono vantare, per il passato, uguale comportamento?
    Ma v’è di più, si vuole far torto a un popolo – l’italiano – che nel < Giardino dei Giusti >, in Israele, compare con oltre 500 cittadini ( ma la cifra è sottostimata ) che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo….. dalla Shoah…;( Giusti tra le nazioni ) “…tra i giusti italiani vi sono persone, come Giovanni PalatucciGiorgio Perlasca o monsignor Angelo Rotta, la cui azione ha portato alla salvezza di migliaia di ebrei; persone ( come don Francesco Repetto e don Carlo Salvi a Genova, don Leto Casini e padre Cipriano Ricotti a Firenze, padreAldo Brunacci e padre Rufino Niccacci a Assisi, don Arturo Paoli a Lucca, padre Maria Benedetto a Roma, don Arrigo Beccari a Nonantola, don Raimondo Viale aBorgo San Dalmazzo, ecc. ) i quali si trovarono a gestire complesse reti di assistenza clandestina…; e persone che nella semplicità della loro esistenza quotidiana e nella spontaneità di un gesto di amore hanno salvato anche una sola vita”…Molti gli uomini delle isituzioni, sacerdoti, medici, militari, impiegati dello stato, etc. ; “…La salvezza dell’80-85% della popolazione ebraica italiana dovette richiedere la complicità e la connivenza di migliaia di persone…”;”…la solidarietà italiana si estese ben oltre i confini nazionali: Giorgio Perlasca, monsignor Angelo Rotta e i Cicutti in UngheriaGuelfo Zamboni e i Citterich ( i genitori del giornalista Vittorio Citterich)  in Grecia; Gino Signori in Germania; Lorenzo Perone in Polonia; Fosco Annoni in Ucraina…”; c’è da chiedersi come mai, nel < Giardino >, ove – com’è noto – abbonda il ricordo dei molti italiani, i non mai “dissociati” o “pentiti” del fascismo , a tutt’oggi, si ricordano pochissimi “…membri della Resistenza, partigiani e antifascisti (Rinaldo Arnaldi,Giuseppe BrusascaGiacinto Domenico LazzariniFortunato SonnoLorenzo Spada)….”; una domanda che non avrà mai risposta, non che ve ne sia il bisogno poichè l’alterazione “luciferima” dei fatti è tutta all’insegna dell’arcinoto < usum Delfini >.
    Del resto, come ampiamente risulta, infatti, l’< isolamento civile > e  il contrasto frontale, con la “condanna all’esilio” – anche in patria -, tocca agli storici – che “osano” scandagliare i troppi meandri oscuri del comportamento dei < vincitori >, anche ai più rigorosi,  messi – indiscriminatamente –  all’indice e definiti del “connivente ” < revisionismo >; e, dunque, non – questo il paradosso – al < negazionismo > di per sè stesso; nel tentativo di farli coincidere e “criminalizzare” ogni ricerca che demolisca la presunta  < innocenza > degli alleati, delle democrazie occidentali e, in specie, quella dell’ex Unione Sovietica, non solo e non soltanto per le cause degli eventi bellici, pure in rapporto a quella che fu – per l’appunto – la disumana vicenda della Shoah e l’Olocausto, tra gli olocausti,  di cui ha sofferto tutto il popolo ebraico.
   La Storia non può e non deve essere la “storia di chi ha vinto” !
* Arturo Stenio Vuono – presidente Associazione
< HOLOCAUST MEMORIAL DAY > : DOPO LA CELEBRAZIONE…LE NOSTRE RIFLESSIONI. ALTRE NOTIZIE E COMMENTI…
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”: MERCOLEDI’, 30 GENNAIO 2013 ]
 
DEL MARTIRIO DEI CRISTIANI – L’OLOCAUSTO DEI MANSUETI ABBIAMO ABBONDANTEMENTE SCRITTO 
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[ “AZ.” ] – MAMMA ROSA BERLUSCONI
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IL RICORDO – DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK
Umberto Calderazzo ha condiviso la sua foto.
17 gennaio
MAMMA ROSA GRANDE MAMMA DI COTANTO DEGNO FIGLIO, AMATO DA TANTISSIMI ITALIANI DAL CUORE NOBILE E DALLE MENTI LIBERE. VIVA BERLUSCONI, IL PIU' GRANDE STATISTA ITALIANO DEI TEMPI MODERNI, CHE IL CIELO CE LO CONSERVI A LUNGO, QUESTO PALADINO DI DEMOCRAZIA E DEL RISPETTO DELL'ITALIA CIVILE NEL CONTESTO EUROPEO.

MAMMA ROSA

GRANDE MAMMA DI COTANTO DEGNO FIGLIO, AMATO DA TANTISSIMI ITALIANI DAL CUORE NOBILE E DALLE MENTI LIBERE. VIVA BERLUSCONI, IL PIU’ GRANDE STATISTA ITALIANO DEI TEMPI MODERNI, CHE IL CIELO CE LO CONSERVI A LUNGO, QUESTO PALADINO DI DEMOCRAZIA E DEL RISPETTO DELL’ITALIA CIVILE NEL CONTESTO EUROPEO.

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NAPOLI OGGI PER UNA AZIONE MERIDIONALE ]

[ “AZ.” ] – REPETITA IUVANT

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[ “AZ.” ] – L’EDITORIALE – REPLICA

NAPOLI – OGGI ( IL POST DEL PRESIDENTE )
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DAL 1861 FRATELLI DI NESSUNO 
MENO MALE CHE IL SUD C’E’ !
 
ABROGARE LA COLONIA MEZZOGIORNO  FARE PRESTO !
 
PERSONALMENTE  HO AVUTO – DA SEMPRE – UN SOGNO. Che amici, compagni, camerati e fratelli, che pure monarchici o repubblicani – fratelli li compendia tutti – hanno da sempre in comune – nel Sud – e, forse, non lo sanno.Mancò e manca, da sempre, solo l ‘appuntamento. Da anni, ormai, non partecipo a convegni e iniziative diverse, convocati dalle varie e note nomenklature che privilegiano platee di sodali silenti e usi solo all’esercizio dell’applauso facile.Quando, infine, ci si ritrova, oggi, sul viale del bel tramonto si temono le dimenticanze e le emozioni. “… Io sono vecchio: e passata la settantina si perdono tanti bei piaceri e tanti invidiabili vantaggi, forse non si diventa nemmeno tanto più saggi (anzi, per la verità c’è il pericolo di rimbambire…), ma in cambio si acquista l’impagabile diritto di dir ormai quel che si vuole. Cari fratelli di non so più quale sponda, siamo stati felici anche quando  eravamo o ci ritenevamo o fingevamo di essere degli Arrabbiati. In fondo, il mondo era nostro: di noialtri happy fews, di noi emarginati e ghettizzati, odiati e disprezzati, discriminati e ( ……….. )  perseguitati, ma anche Signori dell’Isola-Che-Non-C’è…” ; e dico questo – che non è mio ma in cui mi ritrovo – perchè è venuto il momento che , per Napoli, ognuno deve approdare con la sua storia personale, di cui non vergognarsi, e perchè non c’è bisogno di pentiti e dissociati o rinnegati. Dico che il centralismo è sempre stato ed è  la controparte dei meridionali; vi sono centralismi  piccoli, vi sono centralismi grandi e centralismi – Stato come nel caso della Roma dei Palazzi. Confesso che, in cinquant’anni di militanza politica – senza mai avere richiesto mercede alcuna -, spazio non ci fu per la questione meridionale ma l’impegno di portare l’immenso masso in vetta non ce lo consentiva; e solo in questo avviato e successivo decennio, a Dio piacendo verso il traguardo del 2018, ne ho preso completa coscienza. Credo che rialzare il vessillo del “meno male che il Sud c’è”, il tentativo di far muovere da Napoli una vasta aggregazione di tutti i movimenti che,in tutto il sud, reclamano riparazioni che non vi sono mai state; ricompattare tutti quelli che, giustamente, sono decisi a creare un nuovo rapporto di forze fra gli italiani, già appartenenti all’ex Regno delle Due Sicilie, e l’apparato della prima repubblica – che si rigenera e si ricicla da sempre – non solo sia una giusta aspirazione ma una necessità che potrà rappresentare uno sbocco fecondo per l’intera Italia.In termini politici, in termini economici e in termini istituzionali.Abrogare, oggi,  la colonia mezzogiorno è una priorità ? Certo che sì; e almeno per due motivi: liberare energie, potenzialità e aspirazioni soffocate; riabilitare l’inventiva, la produzione e fantasia creatrice, impedite. L’aspirazione ad un fronte sudista, perciò, non solo va incoraggiato ma, per quel poco che si può, sostenuto e condiviso senza se o ma. Come già per il Regno delle Due Sicilie si vide la grande spoliazione, per l’attuale si assiste all’opera di devastazione dell’Italia intera da parte degli ueisti e dei mondialisti. Chi più di noi meridionali può muovere la giusta battaglia ? Le mie sono elucubrazioni, credo di no e credo di essere in buona compagnia. Recentissimamente, in contesto assai più vasto, direi immensamente planetario, nel quale diviene di fatto vieppiù incluso il sacrificato nostro mezzogiorno, esempio di come  può incidere l’altrui << devastazione >>, il  sacco e il saccheggio violento,
lo stesso Papa Francesco ha testualmente detto  che : “E’ giunta l’ora di costruire assieme l’Europa…No a sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti”. Io dico, con grande convinzione, che – quì da noi – per riformare assieme l’Italia, occorre a maggior ragione ricostruire il mezzogiorno d’Italia. Diamoci, dunque, questa consegna. D’altronde, come millenni di storia insegnano, sono state sempre le minoranze attive – controcorrente – a godere del carisma di innovare e portare alla sintesi delle antitesi. Quale sarà lo sviluppo, per il futuro, d’una “unificante meridionale”?. Nessuno può dirlo ma occorre e serve procedere per andare oltre; oltre gli schemi, oltre gli steccati e oltre l’attuale. Prima, evidentemente, sul piano culturale e, poi, ovviamente, trasferendola in ambito dell’agone politico vero e proprio; o coordinando l’inserimento, a promuovere una provvidenziale azione meridionale, in ambito di tutte le forze politiche di suoi aderenti, oppure con la concretizzazione di un nuovo e autonomo movimento.

E si può. IL SALVINI CHE CALA NEL SUD NON PUO’, DI CERTO, DISPIACERCI…( FA BENE A “PUNGOLARE”… ) MA NOI CHE FACCIAMO ? DIAMOCI UNA RISPOSTA !  La Lega Nord, col sen. Volpi,   ha già fatto il suo convegno a Napoli, “Noi con Salvini”, sotto la veste nuova.  

FINANCHE EUGENIO SCALFARI ALTRO “PENTITO & CONVERTITO” ha affermato che l’unificazione piemontese è stata occupazione.

 Se ancora potrò dedicare altri anni a una missione utile, e non dipende solo da me, il sogno è quello di contribuire a far nascere un comune direttorio, con una guida dirigente e giovane, rappresentativa di  tutti i meridionali e per parlare a tutti  gli italiani. Una nuova frontiera. Avanti ! ! !


Arturo Stenio Vuono
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale
Napoli
ADESSO…L’INEFFABILE QUOTIDIANO DI NAPOLI << IL MATTINO >>….
INIZIANO A PREOCCUPARSI ! ! !
…E INIZIA L’OPERA DI “ATTIVAZIONE & INTOSSICAZIONE” – BUON SEGNO ! ! !

Galassia Sud: volti, sigle, liste e movimenti in vista delle Regionali

di Pietro Treccagnoli
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Simmo d’o Sud, cantava Pietra Montecorvino, camminiamo a piedi, dateci il tempo di arrivare. Le canzoni sono canzoni e tali restano. La galassia meridionale, meridionalista, insorgente, indipendentista, secessionista, terronista, borbonica, neoborbonica, aborbonica, si nutre di simboli e di cultura (a volte metabolizzata a singhiozzo), ma di sicuro sembra avere più nomi che numeri. E come tutte le galassie ha stelle, pianeti, satelliti, comete e buchi neri. Intanto, in vista delle prossime elezioni regionali, tutti provano a creare qualche rotazione o rivoluzione. Tra destra e sinistra, oltre la destra e la sinistra, dentro la destra e la sinistra. Con qualcuno che resta alla finestra a guardare le scie. Simmo d’o Sud e camminiamo a piedi, fatichiamo a faticare e figuriamoci ad arrivare a un traguardo che sembra irrangiungibile: il quorum del dieci per cento per il candidato governatore e del tre per cento per le liste collegate. Ma il dado è tratto, il Garigliano, come il Rubicone, sta per essere guadato. Qualcosa si muove, oltre il folklore e lo sventolio di bianchi stendardi con il complicato stemma di Ferdinando IV.

Il campo dell’antagonismo e dell’antipartitico smanettante sul web (territorio privilegiato di incontro e di scontro) è già prepotentemente occupato, in chiave persino antipolitica, dal MoVimento Cinque Stelle, che, sebbene attorcigliato sui computi ragionieristici dei rimborsi, la sua forza ancora la conserva. Ma intanto, si procede, si cammina con assemblee, convegni, anche ben affollati, curiosi, attenti, e con incontri, faccia a faccia, riunioni, tavoli e tavolini.

Si muove di più la sinistra a sinistra del Pd (ma pure accanto al Pd), sempre pronta a mettersi insieme per poi dividersi. Ora ha improvvisamente scoperto l’indipendentismo, rileggendo in chiave eterodossa l’innocente Antonio Gramsci che, ricordiamolo, è il fondatore dell’«Unità» (anche) e non il padre nobile del secessionismo.

Da settimane, i frammenti di un discorso meridionale ruotano attorno alla lista civica «Mo!» (sta per «Adesso!») che ha tra gli animatori Lucio Iavarone (presidente dei comitati Fuochi), lo scrittore Pino Aprile e il giornalista del «Mattino» Marco Esposito (che secondo i rumors potrebbe essere il candidato presidente per le Regionali). Il nome verrà fuori il 28 febbraio, intanto il 31 gennaio a Cava de’ Tirreni verrà presentato il simbolo.

Ci sono stati dibattiti pubblici e privati e alcuni movimenti meridionalisti o chiaramente neoborbonici hanno aderito o stanno per aderire o, comunque, fiancheggeranno. C’è l’Unione Mediterranea. Tra i fondatori ha Annamaria Pisapia che da anni, con il negozio di via Filangieri, «Argenio», dà vita a un revival borbonico ed è fornitrice dell’ex-casa regnante delle Due Sicilie.

La Pisapia ci tiene subito a precisare: «Non siamo né di destra né di sinistra. La nostra è una lista civica, vogliamo parlare a chi è stanco di una politica che in 154 anni non ha fatto nulla per il Sud». E cita Franz Fanon: «Siamo ridotti come i dannati della terra. Loro hanno subito la colonizzazione, noi la nordificazione».

Più o meno coinvolti con «Mo!» anche l’Associazione Briganti e il Movimento Vanto (un acronimo che sta per Valorizzazione Autentica Napoletanità e Tutela dell’Orgoglio). Il secondo è guidato dallo scrittore Angelo Forgione che spiega: «Il nostro è soprattutto un movimento culturale e crediamo in battaglia di idee. Supportiamo ”Mo!”, ma riteniamo anche che molti fingono di essere meridionalisti, in realtà sono solo fanatici». Antonio Panico, di «Briganti», chiarisce che non parteciperà in modo ufficiale, ma ha un obiettivo principale: «Siamo completamente avversi alla Lega Nord e a chi si allea con Salvini».

Attenzione al cartello elettorale pure da parte di «Identità Insorgenti» della giornalista Lucilla Parlato, recentemente molto attiva nel sociale e che da settembre si è collegata con movimenti della sinistra antagonista, radicale e legata ai centri sociali. «Noi siamo per uno schieramento che vada oltre le divisioni di destra e sinistra» puntualizza la Parlato �ma pure oltre la logica Nord-Sud con la conseguente dialettica inquinata di borbonismo».
Insomma, uno schieramento composito che sta filtrando con la sinistra-sinistra ma già istituzionale, ovvero Rifondazione, Sel e l’area Tsipras.

Si uniscono e si dividono in valzer degli addii e degli abbracci. La parola chiave è «Maggio», il nome di un’altra lista che, non è ancora chiaro, si dovrebbe alleare o dovrebbe comprendere «Mo!». «C’è una discussione aperta» spiega il segretario provinciale del partito che fu di Bertinotti, Gabriele Gesso. «Gli spunti per un dialogo sono buoni». Ma non hanno ancora quagliato: «Stiamo provando a fare una coalizione sociale che tenga dentro i soggetti alternativi alle politiche dell’austerità, quindi a Stefano Caldoro e a Matteo Renzi».

E come la mettete con i presunti secessionisti? Risposta leninista: «Nella prospettiva di breve termine ci può essere un’alleanza». Su tutto l’ombra arancione del Convitato di pietra, il sindaco Luigi de Magistris, che con la sua nuova associazione DeMa (ovvero Democrazia Autonomia) di sicuro scenderà in campo (non di persona, ovvio) e andrà a pescare in questo stagno.

Scelta completamente diversa quella di Nando Dicé, presidente di Insorgenza civile, in passato legato alla Parlato. Si è detto disponibile ad appoggiare il primo cittadino di Salerno, Vincenzo De Luca. «È una persona antisistema» non esita Dicé. Il sindaco sceriffo di lunga militanza comunista? «Certo. Noi, però, cerchiamo garanzie, perché siamo fuori dal discorso del voto inutile. E siamo dei meridionalisti atipici. Niente bandiere borboniche. Da sempre ci battiamo contro l’usura delle banche e il signoraggio. Ma se non ci sarà accordo, non partecipiamo al voto».

Vicini a «Mo!» e al Pd sono i Meridionali democratici Federalisti europei (sede a Pozzuoli) che hanno tra i promotori Tony Quattrone. «Abbiamo partecipato alle riunioni della lista, ma stiamo discutendo con De Luca e pure con Leonardo Impegno. Alle Europee abbiamo appoggiato (sebbene non ufficialmente) Gianni Pittella. Cosa faremo? Non lo sappiamo ancora. Di sicuro siamo contro i partiti che massacrano il Sud e pensiamo in un’ottica di Europa federale».

A correre da sola, e lo annuncia già da adesso, è la Federazione Movimento Base. Ha definito il candidato presidente: Sergio Angrisano. Lo presenterà il 24 gennaio. «Per noi» chiarisce la dirigente Antonella Ianuario «non ci sono i presupposti per la secessione, quindi lavoriamo per l’indipendenza territoriale anche con la valorizzazione dei prodotti del Sud e una nuova politica per i rifiuti». Chi ha deciso di stare alla finestra è lo storico Movimento Neoborbonico, fondato 21 anni fa dal fu Riccardo Pazzaglia e da Gennaro De Crescenzo che taglia corto: «Non aderiamo a nulla». Libertà di coscienza? «Diciamo diffidenza di coscienza, come abbiamo sempre fatto, contro tutti i partiti. La nostra missione è diffondere l’orgoglio del Sud».

E lasciate che la vostra bandiera sia ora sventolata da una parte della sinistra? «Sono tentativi ridicoli, fuori tempo massimo e strumentali». Quindi? «Come sempre, qualcuno annullerà la scheda, altri si asterranno. Andremo al mare, magari a Gaeta, per ricordare la resistenza di Francesco II». Si tirano fuori, sdegnosi. Il Sud non vale una ressa. Soprattutto quella dei parvenu sul fronte del Volturno.

martedì 20 gennaio 2015 – 12:59   Ultimo agg.: 13:01
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1853, morte a Torino; (40 milioni raspati) dallo speculatore CavourLa  notte del 18 ottobre del 1853  una moltitudine di popolo si affollò sotto la casa del Conte Camillo Benso di Cavour. Quei cittadini non volevano inneggiare al loro primo ministro, volevano solo dimostrare la loro rabbia nei confronti di uno speculatore. Cosa era successo? In quell’anno i raccolti di grano erano stati scarsissimi in tutta Italia,  persino nel Regno delle Due Sicilie, di solito super produttore di tale primaria fonte di nutrimento. Ma, mentre Ferdinando II di Borbone, per calmierare i prezzi ed evitare rivolte e speculazioni, ne faceva acquistare subito grandi quantità all’estero, in Piemonte, governato  dal primo ministro massone, le cose andarono diversamente. Il liberalissimo ed osannato  ministro piemontese  approfittò subito della carestia, fece incetta di  grano a fini speculativi, riempì i  granai personali anziché far sfamare i poveri. La folla inferocita, fra grida e vituperi, mandò in frantumi i vetri delle finestre della villa superprotetta del ministro speculatore che diede ordine alla forza pubblica di sparare sulla folla. Molti popolani morirono, altri furono incarcerati. Quella notte Cavour, oltre che speculatore, divenne anche assassino. Il giornale l’Indipendente ammonì il primo ministro ad aprire i suoi granai per far sfamare i poveri torinesi che lo accusavano di  incetta immorale e contro legge. Il giornale fu denunciato per diffamazione e difeso dall’avvocato liberale Brofferio della Bigongia. Questi confutò davanti alla Corte le accuse dimostrando che il Cavour aveva ammassato grani, in violazione della legge. Dalla difesa fu esibito anche un atto notarile attestante la partecipazione del primo ministro al 90% delle azioni della Società Mulini di Collegno, il cui presidente, fu dimostrato, era il Cavour stesso. La magistratura era a quel tempo completamente asservita al potere politico in Piemonte e nonostante  ciò gli imputati furono assolti. Angelo Brofferio così commenta la sentenza su “La Voce” del 24 novembre del 1853:<<... il conte di Cavour è magazziniere di grano e farina, contro il precetto della moralità e della legge- e che- sotto il governo del conte di Cavour ingrassano illecitamente i monopolisti, i magazzinieri, i borsaiuoli, i telegrafisti, e gli speculatori sulla pubblica sostanza, mentre geme, soffre e piange l’università dei cittadini sotto il peso delle tasse e delle imposte- e che- il sangue innocente sparso dal conte di Cavour nella capitale dello Stato senza aggressione, senza resistenza, per una semplice dimostrazione che potevasi prevenire, fu atto barbaro e criminoso...”L’Indipendente fu assolto ma i morti rimasero sul selciato. Alla sua morte, ci fa sapere il De Sivo, l’onesto Cavour  “...con la sua morale si fece quattordici milioni, raspati in pochi anni;  e fu chi stampò quaranta...” (Giacinto De Sivo, Storia delle Due Sicilie, Edizioni Brenner, Vol. II, pag. 420).  Sia Cavour che Garibaldi, nella storiografia italiana,  si dividono, forse, in egual misura la popolarità d’essere considerati tra i grandi padri della Patria. Così ha decretato l’intelighentia massonica.                                                              Antonio Ciano.

1853, morte a Torino; (40 milioni raspati) dallo speculatore Cavour
La notte del 18 ottobre del 1853 una moltitudine di popolo si affollò sotto la casa del Conte Camillo Benso di Cavour. Quei cittadini non volevano inneggiare al loro primo ministro, volevano solo dimostrare la loro rabbia nei confronti di uno speculatore. Cosa era successo? In quell’anno i raccolti di grano erano stati scarsissimi in tutta Italia, persino nel Regno delle Due Sicilie, di solito super produttore di tale primaria fonte di nutrimento. Ma, mentre Ferdinando II di Borbone, per calmierare i prezzi ed evitare rivolte e speculazioni, ne faceva acquistare subito grandi quantità all’estero, in Piemonte, governato dal primo ministro massone, le cose andarono diversamente. Il liberalissimo ed osannato ministro piemontese approfittò subito della carestia, fece incetta di grano a fini speculativi, riempì i granai personali anziché far sfamare i poveri. La folla inferocita, fra grida e vituperi, mandò in frantumi i vetri delle finestre della villa superprotetta del ministro speculatore che diede ordine alla forza pubblica di sparare sulla folla. Molti popolani morirono, altri furono incarcerati. Quella notte Cavour, oltre che speculatore, divenne anche assassino. Il giornale l’Indipendente ammonì il primo ministro ad aprire i suoi granai per far sfamare i poveri torinesi che lo accusavano di incetta immorale e contro legge. Il giornale fu denunciato per diffamazione e difeso dall’avvocato liberale Brofferio della Bigongia. Questi confutò davanti alla Corte le accuse dimostrando che il Cavour aveva ammassato grani, in violazione della legge. Dalla difesa fu esibito anche un atto notarile attestante la partecipazione del primo ministro al 90% delle azioni della Società Mulini di Collegno, il cui presidente, fu dimostrato, era il Cavour stesso. La magistratura era a quel tempo completamente asservita al potere politico in Piemonte e nonostante ciò gli imputati furono assolti. Angelo Brofferio così commenta la sentenza su “La Voce” del 24 novembre del 1853:<<… il conte di Cavour è magazziniere di grano e farina, contro il precetto della moralità e della legge- e che- sotto il governo del conte di Cavour ingrassano illecitamente i monopolisti, i magazzinieri, i borsaiuoli, i telegrafisti, e gli speculatori sulla pubblica sostanza, mentre geme, soffre e piange l’università dei cittadini sotto il peso delle tasse e delle imposte- e che- il sangue innocente sparso dal conte di Cavour nella capitale dello Stato senza aggressione, senza resistenza, per una semplice dimostrazione che potevasi prevenire, fu atto barbaro e criminoso…”
L’Indipendente fu assolto ma i morti rimasero sul selciato. Alla sua morte, ci fa sapere il De Sivo, l’onesto Cavour “…con la sua morale si fece quattordici milioni, raspati in pochi anni; e fu chi stampò quaranta…” (Giacinto De Sivo, Storia delle Due Sicilie, Edizioni Brenner, Vol. II, pag. 420).
Sia Cavour che Garibaldi, nella storiografia italiana, si dividono, forse, in egual misura la popolarità d’essere considerati tra i grandi padri della Patria. Così ha decretato l’intelighentia massonica.

Antonio Ciano.

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ALTRE NEWS  [ DA VINCENZO MANNELLO ]
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[ “AZ.” ] – “…SPIONAGGIO UMANITARIO…”
( SIC )
[ “AZ.” ] – “…MARE LORUM…” ( SIC )
———- Original Message ——–
Subject: per informazione
Date: Mon, 19 Jan 2015 20:51:16 +0100
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To:
( . . . )
Bianco e Nero Radio1 poco fa…incredibile dichiarazione di un esperto (mi è sfuggito il nome) di Organizzazioni umanitarie non governativa operante in 86 paesi del mondo e regolarmente accreditata dalla Farnesina.
Piú o meno ha detto :
“anzi,la collaborazione delle Ong con la intelligence (servizi segreti) risulta oltremodo utile nelle aree a rischio”. Ne deriva in automatico che, quando governi (Siria ad esempio) o autorità di fatto sul territorio (Isis ed altri) le accusano di spionaggio nell’aiutare i propri nemici,non hanno torto nel giudicarli così. Non so cosa aggiungere…

Vincenzo Mannello

——– Original Message ——–

Subject: Mare Nostrum…immigrati aiutati,italiani no !!
Date: Wed, 21 Jan 2015 14:47:43 +0100
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )
La sottostante lettera di riflessioni è stata ospitata su La Sicilia di oggi.
Stante l’interesse collettivo, che presumo abbia l’argomento trattato, si autorizza eventuale pubblicazione integrale se ritenuto opportuno dalle testate in indirizzo.
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Come volevasi dimostrare…pure a quanti hanno la memoria corta,piú o meno volutamente. Infuriando le polemiche su Mare Nostrum e sulla sua utilità umanitaria ebbi modo,grazie pure a La Sicilia,di rilevare come si dovesse oramai parlare di Mare Lorum…inteso come Mediterraneo centrale in mano e sotto controllo di trafficanti e marinerie varie tranne una : la Marina militare italiana. Con tutte le unità disponibili e le risorse economiche spese per andare a prelevare quanto piú a domicilio gli immigrati era chiaro che venivano di fatto abbandonate a se stesse le flotte pescherecce italiane ed il controllo effettivo delle coste  nazionali. Ieri l’ Egitto ha sequestrato,pure in maniera violenta,due pescherecci siciliani ed ora deve “accertare i fatti”. Oddio,va bene che pure prima di Mare Nostrum i nostri pescatori (e relative imbarcazioni) erano preda di “cacciatori di riscatti” nordafricani e che i vari governi tutto facevano tranne che vigilare sulla sicurezza in mare da questo tipo di aggressioni (in verità qualche volta anche parzialmente giustificate da “sconfinamenti” abusivi) ma oggi,stando ai media,abbiamo un governo “autorevole” e che pure appoggia tutti quelli del Nord-Africa fin dalla loro genesi. Egitto ed Al Sisi in testa. E così,mentre su nave (militare) Libra nasceva una nuova vita (cui auguro le migliori fortune) frutto di un salvataggio in mare,le motovedette egiziane hanno abbordato (forse speronato) in acque (sembra) internazionali le due imbarcazioni italiane da pesca e presi come ostaggi di fatto gli equipaggi.
Nessuna presenza di navi ed elicotteri della Marina militare,nessun aereo della aviazione,neppure un modesto drone  (sono in Irak) hanno tutelato i nostri cittadini pescatori nel momento del bisogno. Tantomeno una qualsivoglia unità delle onnipresenti Unione Europea e Nato. Questa è la realtà..: aiutiamo gli immigrati ed abbandoniamo gli italiani.
Apprendendo in diretta radio del rilascio dei due natanti e degli equipaggi mi ero rassicurato perlomeno che stavolta l’Italia non avrebbe sborsato dollari per il riscatto…ma i nostri pescatori hanno pagato direttamente : lasciando agli egiziani i pescespada pescati !!
Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello
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[ “AZ.” ] – LA STORIA ( DA FILIPPO GIANNINI )
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——– Original Message ——–

Subject: Articolo
Date: Tue, 20 Jan 2015 09:12:49 +0100
From: “Filippo Giannini” <fg@filippogiannini.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: filip.giannini@tiscali.it

Questo articolo sarà pubblicato su “Il Borghese”.

 

 

Visita il sito http://www.filippogiannini.it

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Anche questo nostro intervento per smentire le fandonie di RAIBUFALA

QUANDO GLI ISLAMICI NON SPARAVANO AGLI ITALIANI, TUTT’ALTRO, ESSI LI AMAVANO

di Filippo Giannini

   Agli inizi degli anni Trenta fu concepita una apertura fra il Governo di Roma e i Paesi arabi. Tra il 1930 e il 1936 Roma cercò di accentuare la ua azione culturale ed economica nel Medio Oriente e nell’area araba-islamica in generale. Nel 1930 fu concepita la Fiera del Levante di Bari. Convegni furono organizzati dai Gruppi Universitari Fascisti nel 1933 e nel 1934 allo scopo di far incontrare a Roma gli studenti islamici. Radio Bari iniziò a trasmettere in lingua araba notiziari e programmi culturali. Tutto ciò mirava ad una penetrazione pacifica politica-culturale nel mondo arabo. Si diede anche maggior impulso agli studi arabi e a quelli sull’islamologia. L’impulso era orientato principalmente verso il mondo giovanile arabo che rispose creando affiliazioni fra le quali il Partito Giovane Egitto (Hisb al Folà) di Ahmad Hussayn e le Falangi Libanesi (al-Kadr al Lubnòniyya), e le Camicie Azzurre (al-Qumsàn az Zarqǎ) organizzazioni egiziane che si ispiravano, anche se vagamente, al Fascismo. Per conferire maggior impulso a questa politica, dal 12 al 21 marzo 1937 il Duce si recò in Libia dove, fra l’altro inaugurò la grande strada litoranea, detta Baldia opera gigantesca che si estendeva dai confini della Tripolitania a quello della Cirenaica con l’Egitto con un percorso di 1882 chilometri. Tempo impiegato: un anno; inaugurò, quindi la Fiera di Tripoli. Pose la prima pietra per la costruzione di un sanatorio e per una scuola elementare. <Quando il Duce appare a cavallo sulla più alta duna, esplose il triplice grido “Ulad!” I cavalieri prescelti offrono al Duce la spada lampeggiante dell’Islam in oro massiccio intarsiato (…) Il Duce snuda la spada e l’alza fieramente puntata verso il sole, lanciando a voce altissima il grido “Ulad!” (…). Il Duce lascia la duna e si avvia verso Tripoli, seguito da duemila cavalieri galoppanti> (Il Popolo d’Italia, 19/3/1937).

   La Spada dell’Islam, in oro massiccio, finemente cesellata dagli artigiani berberi, assumeva un notevole valore simbolico e venne consegnata al Duce da uno dei capi berberi Lusuf Kerbisc: era il riconoscimento di una sostanziale parte del mondo islamico, per la politica filo-araba del fascismo. Il viaggio in Libia fu programmato in previsione di un piano quinquennale per l’insediamento di 53mila coloni in Tripolitania. Negli anni 1938-39, in due riprese, sbarcarono in terra d’Africa 20mila coloni veneti scelti fra i non proprietari di terra e trasportati nei nuovi villaggi. Ad essi vennero assegnate case coloniche con apprezzamento di terreno; ogni casa era fornita da pozzi artesiani con quanto necessario per il pompaggio di acqua potabile. Ogni giorno automezzi dell’Ente Nazionale della Libia riforniva le famiglie di quanto necessario per vivere, nonché di attrezzi e sementi per rendere quelle terre aride in verdi di piante. La stessa assistenza veniva fornita anche ai libici, i cui  possedimenti  furono inseriti fra quelli dei coloni italiani affinché apprendessero le tecniche più moderne per il migliore sfruttamento del suolo. Così in quegli anni mai si dovette assistere a carrette del mari che, come in questi periodi trasportano disperati che navigano verso l’Europa e che tanti morti hanno causato. E tu, caro lettore, non ti chiedi perché RaiBufata, e i suoi coi detti storici, mai trattano anche questo argomento?

   A Tripoli e Bendasi vi erano due ospedali, di moderna concezione, dove potevano accedere – al contrario di quanto accadeva al di fuori delle nostre colonie – anche cittadini autoctoni. Le stazioni dei carabinieri erano composte anche da militari indigeni perché, come vedremo più avanti, considerati Italiani della Quarta Sponda; la criminalità era inesistente.

    Per ritornare al viaggio del Duce in Libia, è interessante ricordare alcune tappe. Mussolini  visita la piccola città di Sirte dove <la popolazione indigena adunata intorno ai vessilli dell’Islam, lo accoglie con fervide dimostrazioni di fedeltà e di entusiasmo; il Duce, che traversa la città in piedi sull’automobile risponde con il saluto romano alle intense acclamazioni della folla>. Quindi si sposta a Tauroga, poi a Misurata, dove ispeziona i lavori di bonifica e di irrigazione; quindi si porta a Bir Tumina, ove scaturisce acqua da un pozzo artesiano, capace di irrigare tremila ettari di terreno. Quindi è la volta di Tripoli, ove giunto al tramonto scende dalla macchina, monta a cavallo e, alla testa di duemilaseicento cavalieri entra in città. Il giorno dopo, in occasione dell’inaugurazione della Fiera di Tripoli, loda il lavoro compiuto in poco meno di un decennio <le città si sono trasformate e abbellite e nelle campagne i forti rurali italiani svegliano, col vomero temprato, una terra che dormiva da secoli>.

   Prima di rientrare in Patria affermò: <Nei Paesi della cosiddetta democrazia, questo continuo allarmismo nevrotico, questa seminaggione di panico e sospetto non serve certamente alla causa della pace, perché turba profondamente l’atmosfera fra i popoli. Entro il Mediterraneo e fuori noi desideriamo di vivere in pace con tutti e offriamo la nostra collaborazione a coloro che manifestino un’identica volontà>. Ricordiamo che questo discorso fu tenuto nel pieno ella guerra civile spagnola, quando tutto il mondo era schierato contro il nostro Paese.

   Appena rientrato, il 18 marzo Mussolini concesse un’intervista al giornalista Ward Price del Daily Mail, e così espresse il suo pensiero in merito ad una paventata guerra europea: <Anche soltanto dal punto di vista pratico del profitto e delle perdite, nulla potrei guadagnare da una guerra europea, mentre esporrei l’Italia a un terribile rischio>. Alla domanda  di Price se <fosse pronto a dichiarare che l’Italia è ora interamente soddisfatta> il Duce così rispose: <Sì, dichiaro che dal punto di vista coloniale l’Italia è soddisfatta. L’Etiopia è un territorio immenso, colmo di enormi possibilità. Lo sviluppo di questo richiede tempo, energia e capitali ed è ragionevole che l’Italia desideri cooperare con le nazioni europee che hanno colonie in Africa, continente che rappresenta il complemento dell’Europa ed è necessario ai suoi interessi economici>.

   Proprio in quei giorni si verificherà un avvenimento unico nella storia e che, da solo, dovrebbe vanificare le bufale raccontate da soggettini come RaiBufala e dai suoi cosiddetti storici, sempre se si raccontasse la STORIA, quella vera e non le bufale raccontate per annullare il valore di quell’Uomo e di quel Regime. Ecco i fatti:

NELLA 179° RIUNIONE DEL “GRAN CONSIGLIO DEL FASCISMO” TENUTASI IL 26 OTTOBRE 1938, ESAMINANDO LA POSIZIONE DELLA LIBIA, RELATORE ITALO BALBO, VENNE APPROVATA UNA MOZIONE CHE STABILISCE “CHE LE QUATTRO PROVINCE DELLA LIBIA ENTRANO A FAR PARTE DEL TERRITORIO NAZIONALE”>. Questo provvedimento non è che l’estensione del R.D.Legge 3 dicembre 1934 XIII N° 2012 e del R.D. 8 aprile 1937 XV N° 431, nel quale l’articolo 4 riconosce: <una cittadinanza italiana speciale per i nativi musulmani delle quattro province libiche che fanno parte integrante del Regno d’Italia>. Con questa legge i libici divennero gli ITALIANI DELLA QUARTA SPONDA.

   Un decreto veramente rivoluzionario: mai nulla di simile era stato realizzato da alcun Paese coloniale. Ma questo determinò un ulteriore motivo di attrito con Londra e Parigi, che mal sopportavano qualsiasi mutamento allo status quo che considerava le colonie delle semplici terre di sfruttamento e gli autoctoni degli schiavi.

   Anche e sottolineo anche in questo caso la soluzione si trova ispirandosi alla politica del mai sufficientemente deprecato ventennio. La dissennata politica dell’accoglienza è un danno per noi europei e per coloro che fuggono dall’inferno. C’è un solo modo di risolvere il problema: portare la civiltà europea e la capacità di lavoro sul posto: in Africa. All’incirca come si fece nell’infame periodo. Che sempre sia benedetto

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LA LEGA…NON SLEGA…

[ “AZ.” ] IL CONVEGNO – A NAPOLI – “NOI CON SALVINI”

Sala affollatissima – molte le presenze di esponenti della società civile – e di qualche esponente deluso del centrodestra – preavviso della partecipazione alle prossime elezioni regionali in Campania e la prossima venuta di Salvini a Napoli ( come riportato da tutta la stampa cittadina )

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[ “AZ.” ] – LA LEGA NORD VERSO IL MEZZOGIORNO

Siamo pronti ...
 
[ “AZ.” ] “ANTAGONISTI A COMANDO” – “RIVOLUZIONARI DI OPERETTA”…..CHE SONO SEMPRE IN << SERVIZIO PERMANENTE EFFETTIVO >> …. ( vedi : sotto )
 

I “salviniani” a Napoli, contestazione all’hotel Ramada – Fotogallery/Video

Una cinquantina di persone si sono riunite all’esterno della sede dell’incontro del movimento “Noi con Salvini”: nutrita presenza di forze dell’ordine, cori contro i leghisti, lancio di uova contro l’ingresso dell’albergo

NAPOLI – Hotel Ramada a corso Galileo Ferraris, va in scena la conferenza stampa di presentazione del gruppo di appoggio a Matteo Salvini, “#NoiconSalvini”, con la presenza dell’esponente leghista Raffaele Volpi. Iniziativa che non è naturalmente piaciuta ai napoletani: è stato infatti creato un evento su Facebook intitolato “Accoglienza a Matteo”, avente l’obiettivo di contestare l’iniziativa leghista. 
 
MASSICCIA PRESENZA 

E inevitabilmente, all’ingresso dell’hotel, era presente un ingente dispiegamento di forze dell’ordine, per controllare soprattutto gli accessi “filtrando” gli ingressi. L’obiettivo era quello di evitare la presenza di contestatori durante l’incontro di Volpi con il movimento che appoggia Salvini: qualcuno però dev’essere riuscito a entrare lo stesso, poichè sono comparsi all’interno dell’hotel alcuni volantini con la faccia di Raffaele Volpi ed il suo “manifesto” “Prima il Nord”. Quasi come a voler ricordare chi siano questi signori. 
 
ALL’ESTERNO CORI E LANCI DI UOVA. All’esterno, circa un centinaio di persone appartenenti perlopiù all’area della sinistra antagonista napoletana si sono radunati intonando cori contro Matteo Salvini e la Lega Nord, ed in favore di Emilio, il 50enne di Cremona picchiato selvaggiamente dai neofascisti. Esposto lo striscione “Voi con Salvini Noi con Partenope, Napoli antifascista”. Ma non ci sono stati momenti di tensione: il traffico non è stato bloccato. Si è verificato un ripetuto lancio di uova contro i poliziotti e le vetrate dell’albergo, senza però conseguenze. Sparati alcuni fuochi pirotecnici all’esterno: rumore, ma null’altro. Intorno alle 20 il presidio è stato sciolto.
 
DE MAGISTRIS: NOI ACCOGLIAMO TUTTI. �Noi siamo altra cosa rispetto a Salvini”. Lo ha detto il sindaco di Napoli Luigi de Magistris commentando la presentazione del movimento “Noi con Salvini” in programma oggi pomeriggio in città. Il sindaco, sottolineando che Napoli è “una città inclusiva e che accoglie tutti”, ha affermato che “ci può stare che arrivi qui il suo movimento, ma noi non abbiamo nulla a che vedere con Salvini”.
Vincenzo Perfetti
 
 
LINK

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]
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[ “AZ.” ] – LA CALABRIA SCONOSCIUTA DELLE MERAVIGLIE
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VIDEO
 

Gennaro Pirozzi ha condiviso un link.
Nel cuore della Calabria, un luogo straordinario e del tutto sconosciuto, con un canyon lungo dieci chilometri e oltre cento cascate (Servizio del TG1 di Eli…
youtube.com
 
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[ “AZ.” ] – ALTRE NEWS 
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——– Original Message ——–

Subject: FW: REMINDER: Iscrizione a newsletter Progetto Dreyfus
Date: Wed, 21 Jan 2015 21:12:01 +0100
From: “uri b” <uri.b@fastwebnet.it>
To: ( . . . )


Ricevo e rigiro. Con preghiera di massima diffusione

 


From:  Progetto Dreyfus

To: uri.b
Subject: REMINDER: Iscrizione a newsletter Progetto Dreyfus
Date: Mon, 24 Nov 2014 20:28:46 +0100

 

Per chi ancora non lo avesse fatto, rinnovo l’invito ad iscriversi alla mailing list di Progetto Dreyfus cliccando sul link seguente e seguendo le (facili) istruzioni: http://eepurl.com/UiVOT


Da: info@progettodreyfus.com [mailto:info@progettodreyfus.com]
Inviato: sabato 15 novembre 2014 18:21
A: undisclosed-recipients:
Oggetto: PROGETTO DREYFUS ha bisogno di te!

 

PROGETTO DREYFUS ha bisogno di te!

 

Siamo quasi pronti per inaugurare i nostri invii settimanali. L’abbiamo chiamata DREYFUS 72H. Perché la manderemo ogni 3 giorni, selezionando per te le notizie delle ultime ore da tutte le nostre piattaforme, anche da quelle che non frequenti:

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Lo staff di PROGETTO DREYFUS

 

 

 

 

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PROGETTO DREYFUS diffonde giornalmente news su ebraismo e Israele e materiale utile a stimolare iniziative condivise con altre comunità e associazioni nella società civile. Ci occupiamo di innovazione, tecnologia, turismo, cultura, scienza senza trascurare il dibattito su temi come il conflitto mediorientale e i contrasti religiosi e storici in Israele e nelle altre comunità di ebrei nel mondo.

 

PROGETTO DREYFUS è un’organizzazione senza scopo di lucro, apolitica e slegata dalle comunità ebraiche d’Italia e da altre associazioni.

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——- Original Message ——–

Subject: ATR, i risultati di oggi confermano le premesse di successo dei turboprop
Date: Wed, 21 Jan 2015 18:46:36 +0000
From: Aerospaziocampania/aeropolis <napoliaeropolis@gmail.com>
To: <associazioneazimut@tiscali.it>


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NEWSLETTER N°31 – 22 gennaio 2015

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[ “AZ.” ] –  SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI SENZA FILTRI O CENSURE
LA NUOVA INVENZIONE – “SUDISMO ANTIFASCISTA” [ OHIBO’… ]
Mario Picariello
Mario Picariello 20 gennaio 9.11.49
grazie
Cronologia commenti
Arturo Stenio Vuono
Post originale
William Lo Scrittore
William Lo Scrittore 19 gennaio 22.27.41
sera a tutti questa e una mia nuova canzone data a un amico che lavorava con me aiutiamolo

Amici visto la vostra accoglienza e vi ringrazio di vero cuore vi voglio regalare un anteprima del m…

INVITO

——- Original Message ——–

Subject: 28 gennaio – Lo splendore delle masse
Date: Tue, 20 Jan 2015 16:30:59 +0100
From: CSSEO <info@csseo.org>
To: destinatari nscosti:;
Reply-To: info@csseo.org
INVITO


LO SPLENDORE DELLE MASSE

Mercoledì 28 gennaio 2015, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55) il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale e la Fondazione Museo Storico del Trentino organizzano l’incontro-dibattito “Lo splendore della masse”. Interviene Massimo Libardi. Introduce Fernando Orlandi.

Una delle caratteristiche peculiari che gli storici riconoscono alla Prima guerra mondiale è di essere l’espressione della massificazione della società. Oltre che una guerra industriale, nella quale si fronteggiavano come mai prima le risorse produttive e tecnologiche delle potenze belligeranti, essa fu una guerra fordista, che mise al centro delle operazioni militari la forza d’urto di milioni di uomini.

La modernità, ha nella nascita delle metropoli e delle folle urbane il proprio battesimo. La scoperta delle folle che si accalcano nelle vie delle grandi metropoli come Londra, Parigi e Berlino viene registrata con stupore dagli scrittori dell’Ottocento – tra tutti Hoffmann, Baudelaire, Poe, Balzac, Zola. Ma la folla non è ancora massa. La massa per esistere richiede non solo una moltitudine di individui, ma un legame che li unisca e questo elemento colloidale è secreto nelle trincee della Grande Guerra.

Dal fronte tornano non solo gli individui, i reduci, ma la massa.

Elias Canetti, il grande studioso della massa e delle sue metamorfosi, ne “Il frutto del fuoco” racconta come il 15 luglio 1927 a Vienna, quando avvenne l’assalto al Palazzo di Giustizia, “quel giorno tremendo, di luce abbagliante, lasciò in me la vera immagine della massa, la massa che riempie il nostro secolo”.

Il periodo che va dalla fine dell’Ottocento è il periodo in cui nasce l’interesse teorico verso le “masse”. Uno dei libri più noti è “Psicologia delle folle (1895) di Gustav Le Bon. Etnologo e psicologo fu il primo a proporsi di studiare scientificamente il comportamento delle folle, cercando di identificarne i caratteri peculiari e proponendo tecniche adatte per guidarle e controllarle. Per questa ragione le sue opere vennero lette e attentamente studiate dai dittatori del novecento, i quali basarono il proprio potere sulla capacità di controllare e manipolare le masse.

Con Le Bon si confronta anche Sigmund Freud quando scrive “Psicologia delle masse e analisi dell’Io (1921) come pure Gustav Jung. Nel 1930 José Ortega y Gasset scrive “La ribellione delle masse dove descrive l’apparizione di un nuovo tipo d’uomo, animato da uno spirito gregario che cela una profonda “distruttività” e che rappresenta un pericolo mortale per la civiltà europea.Tuttavia il grande libro novecentesco sulla massa è “Massa e potere” di Canetti, pubblicato nel 1960 ma iniziato nel 1925 e nato – come egli stesso afferma – dalla necessità di comprendere il nazionalsocialismo e l’enigma della massa, ovvero il desiderio del singolo di dissolversi nella massa.

Tutte queste riflessioni, che confluiranno nella definizione della società novecentesca come la “società di massa”, hanno la loro origine nella temperie della Grande Guerra, nei legami che si formano al fronte, nei movimenti politici che seguono la Guerra e di cui i reduci sono i protagonisti.

Affronta questi importanti temi Massimo Libardi nell’incontro-dibattito “Lo splendore delle masse”, che si terrà a Trento mercoledì 28 gennaio, alle ore 17,30, nella Sala degli affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55).

L’incontro è organizzato dal Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale e dalla Fondazione Museo Storico del Trentino. Interviene Massimo Libardi.

L’iniziativa rientra nel programma ufficiale della Presidenza del Consiglio dei Ministri-Struttura di Missione per gli anniversari di interesse nazionale per la commemorazione del centenario della Prima Guerra Mondiale.

Questo incontro è il sesto del ciclo “La seconda Guerra dei Trent’anni”, organizzato dal Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale e dalla Fondazione Museo Storico del Trentino.

Con il Patrocinio di: Comune di Trento; Provincia Autonoma di Trento; Presidenza del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento; Regione Autonoma Trentino-Alto Adige; Consiglio Regionale del Trentino-Alto Adige

  Il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale è su  Facebook.
___________________________________________________________   Questa mail viene spedita in osservanza della legge 196/2003,

INVITO
——- Original Message ——–

Subject: comunicato Stampa Alilauro spa
Date: Tue, 20 Jan 2015 16:17:42 +0100
From: ufficio stampa <ufficiostampa@alilauro.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it

News da:

Gentile Azimut Associazione Culturalsociale Napoli,

Comunicato Stampa 

Il presidente di Terminal Napoli spa, on. Salvatore Lauro, si pregia di invitare quanti ne avessero interesse, il giorno 21/Gennaio/2015 alle ore 10,15, aula1.2 Palazzo Pacanowski 13 Napoli, al convegno organizzato dall’Università degli Studi di Napoli Parthenope, Dipartimento di Giurisprudenza, sul tema “I contratti di arruolamento della gente di mare: qualificazione, effetti e specialità”.

Il simposio, sarà l’occasione affinchè giuristi e addetti ai lavori affrontino alcune delle annose questioni legate alla supremazia, che in particolar modo in Italia, si riconosce al diritto del lavoro rispetto a quello della navigazione, continuando in modo miope a non considerarli uno il completamento dell’altro in un mondo che sempre più velocemente tende alla globalizzazione e dove non è più possibile avere procedure tortuose che nella maggior parte dei casi si traducono nella delocalizzazione di  flotte. Gli ultimi accadimenti ci devono indurre a riflettere, ma soprattutto, ci devono portare a creare una vera e propria cultura del mare, specie in un contesto marinaresco come quello di Napoli, che possa restituire capacità di competizione alla flotta italiana spesso non adeguatamente tutelata. Terminal Napoli spa sarà parte propone nte e attiva di una vera e propria rivoluzione culturale mirante alla nascita della “cultura del mare” capace di assicurare redditività e competitività  non solo agli armatori ma anche e soprattutto alle città che ne faciliteranno l’attecchimento, per avere un’idea della portata del progetto si pensi allo sviluppo e alla redditività delle città marinaresche nei tempi che furono. Cultura del mare  si traduce in crescita economico sociale, in nuove opportunità lavorative, nella creazione di nuove figure professionali, in competitività, in altre parole in… ricchezza.

Ufficio Stampa Alilauro spa

Napoli 20/01/2015

| Alilauro S.p.A – Stazione Marittima Terminal Napoli 80133
| Email: alilauro@alilauro.it – Tel. 081 4972222 – Call Center 081 4972238
| Email: Ufficio Stampa Alilauro S.p.A.  
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PER LEGGERE TUTTO – VAI AL SITO

Profezie: l′Apocalisse arriverà tra un anno?
Redazione | 17-01-2015
Catagoria: GuerraFREE

Esistono persone dotate di una forza in grado di predire i futuri avvenimenti? “La Russia tornera’ ad essere un grande impero, soprattutto un impero spirituale”.

Profezie: l′Apocalisse arriverà tra un anno?
Redazione | 17-01-2015 Categoria: Guerra [Mondialismo] Stampa

 

 
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” F R A N C I S C U S   E    M A N I L A…”
 ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO IN RETE
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Associazione Azimut ha condiviso un link.
Pubblicato da WordPress · 14 ore fa
15 ANNI ORSONO LA SCOMPARSA DI CRAXI FRANCISUS E MANILA SALVINI A NAPOLI LA DISSACRAZIONE DEI MITI IL RITORNO DELLA PRIMIERA REPUBBLIK ? ITALIANI-ITALIBANI E MENO MALE CHE IL SUD C’E’!
15 ANNI ORSONO LA SCOMPARSA DI CRAXI FRANCISUS E MANILA SALVINI A NAPOLI LA DISSACRAZIONE DEI…
azimutassociazione.wordpress.com
15 ANNI ORSONO LA SCOMPARSA DI CRAXI FRANCISUS E MANILA SALVINI A NAPOLI LA..
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1 VOTE

15 ANNI ORSONO LA SCOMPARSA DI CRAXI FRANCISUS E MANILA SALVINI A NAPOLI  LA DISSACRAZIONE DEI MITI IL RITORNO DELLA PRIMIERA REPUBBLIK ? ITALIANI-ITALIBANI E MENO MALE CHE IL SUD C’E’!

[ PER LEGGERE TUTTO – VISITA IL SITO ]
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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MA PER LEGGERE E VISIONARE TUTTA LA DOCUMENTAZIONE APRI L’ALLEGATO
 
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——– Original Message ——–

Subject: OLOCAUSTO, QUELLO CHE GLISTORICI NON DICONO
Date: Mon, 19 Jan 2015 21:31:25 +0100
From: “Circolo Culturale Excalibur” <excaliburitalia@libero.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: excaliburitalia@libero.it

OLOCAUSTO
Quello che gli storici non dicono
La collaborazione tra nazisti ed organizzazioni ebraiche
e l’ipocrisia dell’occidente democratico
di Gianfredo Ruggiero

Se non si legge correttamente clicca QUI.
In allegato l’articolo completo con le note di approfondimento.

Nella drammatica vicenda della persecuzione hitleriana vi sono due aspetti poco noti e per nulla dibattuti, mi riferisco all’attiva collaborazione tra regime nazista e organizzazioni sioniste per agevolare il trasferimento degli ebrei tedeschi in Palestina e l’atteggiamento ipocrita dell’Occidente, che se da un lato esprimeva solidarietà  agli ebrei vessati dai nazisti dall’altro si rifiutava di ospitarli.

Altra questione poco dibattuta riguarda le linee ferroviarie da cui transitavano i convogli carichi di ebrei. Gli alleati sapevano fin dagli inizi del 1942 dell’esistenza dei campi di concentramento eppure, nonostante i massicci bombardamenti alleati che ridussero in macerie la Germania, le linee ferroviarie utilizzate dai tedeschi per trasferire gli ebrei nei campi di lavoro non furono mai attaccate, se non come effetto collaterale come avvenne il 24 agosto del 1944 con il bombardamento della fabbrica di armamenti di Mittelbau-Dora che coinvolse il vicino campo di Buchenwald dove morì, per effetto delle bombe alleate, Mafalda di Savoia.

Come mai, mi domando, questi fatti sono sottaciuti se non del tutto ignorati anche dagli storici più autorevoli? Forse per non mettere in imbarazzo i cosiddetti “paladini della libertà�

Nel “Giorno della Memoria†esprimiamo la nostra piena solidarietà  al popolo ebraico per la persecuzione subita e la ferma condanna ad ogni forma di discriminazione razziale. Questo però non deve indurci a sorvolare sulle pesanti responsabilità, condite di cinismo e ipocrisia, delle democrazie occidentali che vedevano, sapevano e volgevano lo sguardo altrove rendendosi, perlomeno sotto il profilo politico e morale, complici dei carnefici.

Gianfredo Ruggiero, presidente del Circolo Culturale Excalibur-Varese

CAVALIERI DI UN' IDEA

Questa mail vi giunge nominalmente in virtù del programma di distribuzione che le invia singolarmente.
Ultimo aggiornamento: 22.654 iscritti.

Per cancellarsi inviare una mail con oggetto “rimozione mailing list”.


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[ “AZ.” ] –  SPAZIO LIBERO APERTO A TUTTI SENZA FILTRI O CENSURE
LA NUOVA INVENZIONE – “SUDISMO ANTIFASCISTA” [ OHIBO’… ]
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—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 19/01/2015 23.16
A: “SIAMO TUTTI BRIGANTI (napoli capitale)”<www.siamotuttibriganti.it@groups.facebook.com>
Ogg: Re: [SIAMO TUTTI BRIGANTI (napoli capitale)] giusto così

Massimo Santo
Massimo Santo 19 gennaio 23.16.12
Napoli antifascista?????????????????????????????????????????
[ PER LEGGERE TUTTO – VAI AL TERMINE DEL SERVIZIO – DOPO LA “LOCANDINA REDAZIONALE ]
—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 19/01/2015 23.16
A: “SIAMO TUTTI BRIGANTI (napoli capitale)”<www.siamotuttibriganti.it@groups.facebook.com>
Ogg: Re: [SIAMO TUTTI BRIGANTI (napoli capitale)] giusto così

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[ “AZ.” ] – CHI SIAMO E DOVE STIAMO
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FINE SERVIZIO – A PRESTO RISENTIRCI !
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono

 

(Arturo Stenio Vuono �� presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI

TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081 – 7701332
Noi, noi non navighiamo “a vista”…
          
INFORMATIVA AI SENSI DEL D.LGS. 196/2003. Si informano i destinatari della presente email che gli indirizzi sono stati forniti direttamente dall’interessato o, in alcuni casi, reperiti direttamente in internet. Inoltre tali indirizzi vengono utilizzati unicamente per le comunicazioni di carattere politico, culturale, economico, etc., dell’Associazione e non verranno nè comunicati, nè ceduti a terzi. I titolari possono, ai sensi dell’articolo 7 del D.lgs. 196/2003 richiedere la cancellazione; comunicando, nei modi d’uso, agli indirizzi di posta elettronica : ogni loro decisione in merito.
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[ “AZ.” ] – L’INFORMAZIONE
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L’INIZIATIVA

INIZIATIVA – COLLETTA IN CORSO – IL RE DEI NAPOLITANI DALLA CAPITALE AI NOSTRI BALCONI Siamo a 23 partecipanti per 27 bandiere richieste . Prezzo invariato (7 euro). BOZZA GRAFICA DEL RE BANDIERA

L’UNIONE DI UNA BANDIERA STORICA E UN SIMBOLO NAZIONALE
Il gonfalone di Napoli, è una delle più antiche bandiere del mondo e cela una grande storia. In servizio dal 1328
In epoca Angioina, era un sigillo per documenti ufficiali nella capitale. Alla sua origine, già era costituito da uno scudo francese antico, corona ducale e bicolore oro-rosso/porpora. Lo scudo, nei secoli, si è evoluto, cambiando nel modello sannitico. L’adozione di un elemento appartenente al nostro territorio. Il Sannio.Lo stesso scudo che, oggi, usano tutti i comuni Napolitani

LA PARTECIPAZIONE AI FERMENTI STORICI DEL REGNO.
Nel 1600, era già bandiera e il simbolo si era circondato dei colori che portava dentro lo scudo. Durante la repubblica di Masaniello del 1647, dentro lo scudo venne stampata una P di popolo, divenuta poi C di Civitas. Espediente storico che, in un periodo di importanti cambiamenti come la repubblica di Masaniello, segna il suo carattere nazionale, rendendola meno monarchica e più vicina al popolo che agli averi di una monarchia.

VALORI AGGIUNTI
L’unico valore aggiunto, è la fusione tra le idee di due connazionali. Il cavallo, da sempre simbolo nazionale del regno Napolitano più un’ombra a forma di stivale che combacia perfettamente con l’animale

CARATTERISTICHE GENERALI: STORICA, PECULIARE, IN SERVIZIO DAL 1328, FACILITà DI RIPRODUZIONE: MEDIO-BASSA
Si tratta di un esperimento che se avrà successo, darà una bandiera, di pari dignità storica, al movimento indipendentista Napolitano. Una degna rappresentazione tra le bandiere del mediterraneo e nel mondo.
CHI VUOLE PARTECIPARE, METTE IL NOME SOTTO QUESTO LINK E MI LASCIA L’INDIRIZZO IN PRIVATO ( INDIRIZZO SOLO SE HA BISOGNO DELLA SPEDIZIONE)

foto di Neapoli Dan Rovito.
foto di Neapoli Dan Rovito.
foto di Neapoli Dan Rovito.
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