STOP QE DRAGHI ! “HOLOCAUST MEMORIAL DAY” – DA NAPOLI RISCOSSA DEL SUD – “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli – e altre news


STOP QE DRAGHI ! “HOLOCAUST MEMORIAL DAY” – DA NAPOLI RISCOSSA DEL SUD – “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli – e altre news

 
STOP QE DRAGHI !

 

 

STOP ESM

DALL’EURO ALL’EURODOLLAROYEN

CI SVUOTANO LE TASCHE….CI SVUOTANO LA VITA…CI RIDURRANNO A UN CENTESIMO !

COMPROMESSO-PATTO  DI NON AGGRESSIONE
[ E LORO LASCIANO FARE…MUNITI DI OGNI E QUALSIASI LASCIAPASSARE…. ]
Oggi: STOP QE DRAGHI ! “HOLOCAUST MEMORIAL DAY” – DA NAPOLI RISCOSSA DEL SUD – “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli – e altre news [ “AZ.”-23.01.’15 ]
 
10 Febbraio: Giorno-del Ricordo-2015

27 Gennaio Giorno-della-Memoria-2015
 
“HOLOCAUST  MEMORIAL DAY” – DA NAPOLI RISCOSSA DEL SUD – “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli – e altre news  [ “AZ.”-23.01.’15 ]
foto di Associazione Azimut.ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI – UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA ! [ numero del sabato 24 e domenica 25 del gennaio 2015 ]
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controstoria.it
il fascismo e gli ebrei
MEMENTO

Mussolini ( ITALIA – EBREI ):

« In Italia non si fa assolutamente nessuna differenza fra ebrei e non ebrei; in tutti i campi, dalla religione, alla politica, alle armi, all’economia… la nuova Sionne, gli ebrei italiani, l’hanno qui, in questa nostra adorabile terra. »

 

“…È ridicolo pensare, come fu detto, che si dovessero chiudere le sinagoghe! Gli Ebrei sono a Roma dai tempi dei Re; erano 50.000 ai tempi di Augusto e chiesero di piangere sulla salma di Giulio Cesare. Rimarranno indisturbati. .. )

“…Altro motivo non essenziale: quello della razza. Noi fascisti non intendiamo farci banditori di esclusivismi e di odi razziali…”

« … S.E. ha dichiarato formalmente che il governo e il fascismo italiano non hanno mai inteso di fare e non fanno una politica antisemita, e che anzi deplora che si voglia sfruttare dai partiti antisemiti esteri ai loro fini il fascino che il fascismo esercita nel mondo. »

(da un comunicato )

« Razza: questo è un sentimento, non una realtà; il 95% è sentimento. Io non crederò che si possa provare che biologicamente una razza sia più o meno pura (…) Quelli che proclamano nobile la razza germanica sono per combinazione tutti non germanici: De Gobineau francese, Chamberlain inglese, Woltmann israelita, Laponge nuovamente francese. Una cosa simile da noi non succederà mai. L�orgoglio nazionale non ha bisogno di deliri di razza (…). L’antisemitismo non esiste in Italia.(…) Gli ebrei italiani si sono sempre comportati bene come cittadini, e come soldati si sono battuti coraggiosamente. »
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IN QUESTO NUMERO :
an.arenella@libero.it
22-gen-2015
azimutassociazione@libero.it
 “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli
[PER LEGGERE TUTTO – VAI AL TERMINE DEL SERVIZIO – DOPO LA “LOCANDINA REDAZIONALE“]
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“AZIMUT” – STOP QE DRAGHI
 IN COPERTINA
IL MANIFESTO ● DRAGON BALL ● La sfida di Draghi ai falchi della Bce: l'acquisto massiccio del debito pubblico dell'eurozona. Il "quantitative easing" di mille miliardi è superiore alle attese ma il rischio maggiore (l'80%) resta nella pancia delle banche centrali nazionali. La misura cerca di placare la crisi senza curarne la causa: l'assenza di investimenti ///LA MIA OPINIONEER BAZOOKA DE NOANTRITra i vari titoli dei giornali, il Manifesto ha pubblicato quello che più risponde alla sintesi dei fatti. Pioggia di miliardi sull'Europa, ma per l'80% sul groppone di ogni singola banca centrale. Frau Merkel, accolta ieri a Firenze dal lacchè Matteo, avrebbe voluto nientepopodimeno il 100% sul gobbo di ciascun paese. Draghi è riuscito a contenere la erinni teutonica strappandole uno sconto del 20%.MOLTI DI QUESTI EURO NON FINIRANNO NELLA DISPONIBILITÀ DELLE FAMIGLIE E DELLE AZIENDE PERCHÉ IL SISTEMA BANCARIO TERRÀ STRETTI I CORDONI DELLA BORSA NEL TIMORE DI PERDITE TOTALI. La fantasia dei giornalisti ha estratto dal vocabolario guerresco il termine "bazooka" per dare un nome all'azione di Draghi. Il bazooka è un arma lanciarazzi anticarro. Mancano all'Italia, come scrive il Manifesto, gli investimenti che richiedono un clima di fiducia tuttora latitante nel Bel Paese. Quindi solo effetti palliativi sugli italici malanni? Il rischio c'è, e non dobbiamo nasconderlo dietro la solita cortina di belle parole.guglielmo donnin
[ DA MESSAGGIO – “POSTATO” SU FACEBOOK ]

MILLE MILIARDI DI EURO  ALLE BANCHE – ENTRO TUTTO IL 31 DICEMBRE 2016 – MA SOLO E SOLO PER ACQUISTARE TITOLI DI STATO ( EVVIVA IL DEBITO PUBBLICO ! )

GUARDA E SPERA…IL “COMANDANTE PADOAN”…..

CHE, PER INTANTO, MENTE SAPENDO DI MENTIRE, FACENDO CREDERE A IMPRESE E FAMIGLIE CHE I SOLDI SONO IN ARRIVO PER LORO…..

[ “AZ.” ] – L’ENNESIMO PIANO CRIMINALE – VOGLIONO TUTTA LA TRIPPA !
[ TRATTO DAL WEB ]

Liquidità in arrivo: Borse in festa

 Critico il Ppe: si è piegato alla Merkel

Soru (Pd): “Ora via al Piano Juncker”

Muller: rischio deprezzamento euro

 
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“AZIMUT” – NAPOLI
 
ALLO SCONTRO FINALE
DALL’EURO ALL’EURODOLLAROYEN – DRAGHI CON ELMETTO ALLA GUERRA
LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE DINERO – POPOLI
 
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E IL << CONVITATO DI PIETRA >>

 

CI SALVERA’ PUTIN “IL BATTEZZATO” ?
IL NOVELLO ZAR DI TUTTE  LE RUSSIE E GUIDA SUPERMAX DELLA << TERZA ROMA >> …..
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[ TRATTO DA “ACCADENIA DELLA LIBERTA’ ]
——————————————————————————DRAGHI DECRETA LA MORTE DELL’EURO: ”RISCHI QE SARANNO PER L’80% DEGLI STATI”
22 gennaio – Il nuovo piano di acquisti di titoli privati e pubblici della Bce prevede una condivisione dei rischi solo ”al 20 per cento”. Lo ha riferito il presidente Mario Draghi, nella conferenza stampa al termine del Consiglio direttivo. Prima degli annunci di oggi era trapelata la possibilità che le emissioni pubbliche acquistate venissero fatte ricadere sui bilanci delle Banche centrali nazionali. In pratica, Draghi ha decretato la fine dell’euro come valuta unica europea. Ciascuna nazione se vorrà usare il QE di Draghi dovrà caricarsi dell’80% del rischio, che è come dire: ne risponde con la propria ricchezza nazionale.

[ TRATTO DA “COSENOSTREACASANOSTRA” ]
Il Blog di Nicoletta Forcheri
L’economia è resa appositamente incomprensibile, è il canto gregoriano della sottomissione degli uomini
Bernard Maris

Fonte: http://www.ilnord.it/index.php?id_articolo=3987#.VMAlHJ7nUGw.facebook

 

mercoledì 21 gennaio 2015

FRANCOFORTE – Domani la Bce dara’ quasi certamente il via al suo programma di acquisto di titoli di Stato nell’ambito di un programma di quantitative easing, probabilmente col pretesto ufficiale di rispondere alle aspettative sempre piu’ pressanti degli investitori ed evitare il “caos dei mercati”.
Ma il quantitative easing non aiutera’ l’eurozona e potrebbe addirittura danneggiarla gravemente, scrive sul settimanale “Der Spiegel” l’opinionista Daniel Stelter.” Anziche’ finanziare gli Stati in modo occulto, sarebbe semmai piu’ corretto ed efficace versare i soldi direttamente ai cittadini”, scrive l’opinionista, citando un’ipotesi che ha preso piede, ad esempio, anche in Giappone, dopo i deludenti risultati del mega-alleggerimento monetario dell’ultimo biennio.
Nelle ultime settimane i critici hanno piu’ volte sostenuto che il quantitative easing dell’eurozona non avra’ effetti, per i seguenti motivi: da una parte bisogna considerare il fatto che anche negli Usa, in Inghilterra e in Giappone il quantitative easing non ha avuto gli effetti sperati. Diversamente dagli Usa, inoltre, in Europa il settore bancario e’ decisivo per i finanziamenti: solo poche aziende hanno un accesso diretto al mercato finanziario.
Fino a quando il sistema bancario non sara’ risanato e non caleranno i debiti privati, non avremo un rilancio dei crediti. Infine, non e’ affatto detto che i soldi stanziati dalla Bce finiscano ad alimentare investimenti nell’eurozona e non, ad esempio, al sicuro in Germania o investiti in titoli di Stato Usa. Infine, il tasso di interesse guida nell’eurozona e’ gia’ ai minimi storici, ed e’ improbabile che un ulteriore intervento di politica monetaria consegua alcunche’.
Ciononostante, accusa Stelter, la Bce vuole proseguire a tutti i costi su una linea potenzialmente pericolosa. Il fatto e’ che la Bce e’ ormai schiava delle aspettative dei mercati finanziari, e se non ne tenesse conto rischierebbe di far apprezzare la moneta unica e di perdere il controllo sui tassi di interesse dei debiti sovrani piu’ a rischio dell’eurozona. Draghi ha portato la Bce in un vicolo cieco, e l’euro vicino alla rottura.
Redazione Milano
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QUEL CHE ABBIAMO SCRITTO IL 2013 – REPLICA
IL POST DEL PRESIDENTE
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[ DA “AZIMUT – ARCHIVIO ONLINE” ]

< HOLOCAUST MEMORIAL DAY > : DOPO LA CELEBRAZIONE…LE NOSTRE RIFLESSIONI. 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”: MERCOLEDI’, 30 GENNAIO 2013 ]
Giorno della Memoria, l’Italia ricorda la Shoah.
L’EDITORIALE
Associazione Azimut - Naples, Italy  “AZIMUT” *
Giorno della Memoria, l’Italia ricorda la Shoah
 
    Allorchè, annualmente, si ripete – doverosamente – il ricordo della tragedia, immane ed epocale, che colpì il popolo ebraico, noi osserviamo il silenzio e proviamo angoscia e intima sofferenza. Sì.  E come uomini, da sempre “a destra”, (ri)confermiamo il nostro impegno – pure di sempre – contro ogni < totalitarismo > e ogni tipo di < razzismo > come contro ogni forma di persecuzione e discriminazione, in ogni modo,  delle cosiddette  < diversità >.Centrale è la persona, in quanto tale, sacra e inviolabile, tant’è che se vi fosse stata anche una sola vittima, una soltanto, in ragione – solo e soltanto – della propria sua e specifica  < appartenenza > , e a una classe sociale, e a una religione, e a una razza, o per altro e diverso motivo, non “ammessa”, già ricadremmo nell’Olocausto.  Ma ci siamo appartati dalle celebrazioni”ufficiali” che, francamente, offrono più di un motivo di non sincerità.Passato il “clamore” , e l’ipocrisia, e nostro il sincero silenzio, le riflessioni.  Inderogabili e necessarie.Non esitiamo, intanto, a considerare che, per la corrente < vulgata >, eredi di ogni olocausto, e di molteplici < crimini contro l’umanità > – tuttora impuniti -, celebrano questa tragedia – e questa sola – “tambureggiando” di < nazifascismo> , un termine inventato – strumentalmente – non per onorare i periti del < popolo della diaspora > ma per falsificare, scientemente, a riguardo dell’Italia che fu. E (ci) chiediamo : cosa mai c’entra il < nazismo > col < fascismo > ? e cosa mai hanno avuto – ideologicamente e dottrinariamente – in comune ? e come, ancora, si possa far rientrare – contro ogni evidenza – una indubitabile < concezione latina > del nostro popolo nel “cono d’ombra” della Shoah ? Questo vale per l’Italia. Questo, non lo accettiamo. Non a caso i “registi sovietici”, andando oltre la “mistificazione casalinga”,  sino a quando il < socialismo reale > imperante, per imput – comunista, ma – in forme diverse – si continua – , hanno “diligentemente”  aggiunto e fatto il “lavoro sporco” : additando, in riferimento alle deportazioni ed ai campi di concentramento in Europa,  il cosiddetto < orrore fascista >; “tutto a posto e niente in ordine” che, infatti, il termine nazista non in uso, per così dire, essendo che il  d’ogni soviet –  < bolscevismo > ed il < nazionalsocialismo > comportano una “cuginanza”. Il < Fascismo >, lo sappiamo bene, fu altra cosa ! La furibonda reazione alle dichiarazioni che, per l’occasione, Silvio Berlusconi ha esternato – però nel disapprovare le < leggi razziali > adottate in Italia – la dice lunga sui veri motivi che guidano, sempre,  i c.d. < gendarmi della memoria >, a solo – ed esclusivamente – scopo politico: coprirsi, con uno scudo, praticando e “cavalcando” l’una e l’una solissima  < condanna >, onde non rendere conto dei crimini “rossi” o “bianchi”, o “gialli”, passati e presenti, vietati alla denuncia; così, con ignominia,  perpetuando l’abietto impedimento, almeno  alla pari condanna, e disapprovazione, di ogni e qualsiasi sorta di < olocausto > che ha colpito o colpisca l’umanità. In ogni continente, e in ogni frangente, incluse le stesse popolazioni germaniche, a conflitto cessato, e per molto tempo, da parte della feroce  < armata rossa >. Senza se o ma ! Chi più di noi, d’altronde, fatte le debite proporzioni, può comprendere il dramma degli ebrei, già – da tempo – nei secoli < dispersi >? Noi, e chi più di noi,  fatti segno, “democraticamente “ – almeno per mezzo secolo e più – , di ogni discriminazione politica e di accuse, le più atroci ed infamanti; e quindi, per essere stati ristretti nella “riserva indiana”, come la gente del < polo escluso > ! Noi, se c’è consentito, tra le fila del proditorio, bestiale, bersaglio di assassini e infami che hanno fatto strage di diecine di martiri, innocenti, si converrà, perciò – noi – una specie di ”ebrei politici” della cosiddetta, “onorata”, antifascistissima, e “timorata”, e “pulita” < prima repubblica > ! D’altronde , per passare ad altro,  tragedie, a noi più vicine, sottaciute e negate, volutamente e criminalmente ignorate, tanto per citare un solo esempio, soltanto nel recente, ci hanno consentito – seppure nel prosieguo del “boicottaggio rosso”, intellettuale e culturale, – di celebrare un < Giorno del Ricordo > per i nostri fratelli di Dalmazia, d’Istria, Fiume e della  Venezia Giulia, “incaprettati” e mutilati, torturati, violentati,  precipitati nelle foibe, e l’esodo – verso ogni continente – di quelle italianissime popolazioni. Tuttora restano i falsi dei testi scolastici e la pervicace menzogna dei < cattivi maestri >. Una vergogna consumata per < oscurare > ! Uno, e non il maggiore, dei crimini di quel comunismo che, ancora per l’oggi, si consente la “guida morale” di “discepoli” – checchè se ne dica… – , in sede di celebrazioni per  ’< HOLOCAUST MEMORIAL DAY >. Non c’è odio, da parte nostra, ma sete di giustizia e di fede nella verità.     Tutto deve ripararsi ! Tutto deve, alfine, essere detto ! Come la stampa ha – poi –  riportato, per quanto ha interessato il dire del “vituperato”  < cavaliere >, si può avere la controprova di quanto sia stato dirompente “sconfinare” dal fascismo come il < male assoluto >. S’è letto, peraltro, che : < …Il giorno dopo lafrase di Berlusconi su Mussolini –che “fece anche cose buone” – pronunciata durante la Giornata della memoria, la polemica è ancora alta e a poco è servita la nota serale della presidenza del Pdl che esplicitava una condanna senza appello dello leggi razziali. Oggi il Cavaliere bolla gli attacchi dei quali viene fatto oggetto come “una polemica gonfiata solo per la campagna elettorale” …>. E, noi, aggiungiamo, come già detto, e non solo. Ma a ben vedere, in sostanza – poi – il < Fascismo > c’entra fino a un certo punto; il regime della < diarchia >, fatto salvo tutto il potere del Sovrano,  nel < ventennio >, originato – inizialmente – dal responso, altamente maggioritario delle urne, in una cornice perfettamente liberaldemocratica,  nel prosieguo si basò, sempre in vigore lo < Statuto Albertino > e in piedi il senato di nomina regia, opinabile – dunque – una definizione di dittatura, in parte, per la conduzione, accentrata e autoritaria, del governo del Regno da parte dell’allora presidente del Consiglio – Benito Mussolini – accompagnato, sempre, dall’altissimo consenso popolare. I cittadini italiani, appartenenti all’ebraismo, non lesinarono di appoggio e furono, per molta parte, presenti in posti di prestigio nelle istituzioni. Una sinergia che, certamente, venne – poi – a mancare per l’emanazione delle < leggi razziali > che, in circostanze non imputabili alla diretta volontà del capo del governo, introdussero – in Italia – una sorta di < antiebraismo spirituale > ( ma meglio dire la reazione alle ostilità antifasciste dell’internazionalismo sionista, in uno con i comunisti ) ; anche in questo caso nulla in comune con quello che definiremo “biologico e di razza” del nazionalsocialismo. Indubitatamente si ruppe un filo di ampia collaborazione, seppure, le leggi – sostanzialmente – “disapplicate”; e, comunque sia, incontestabile che le persecuzioni, come le deportazioni, furono del dopo ovvero di quando cessò il < regime >. Parimenti incontestabile che i cittadini ebrei – durante il conflitto – non ebbero modo di patire sofferenze ove, fortunosamente, in zone sotto giurisdizione dei militari italiani. Quanti degli attuali antifascisti possono vantare, per il passato, uguale comportamento? Ma v’è di più, si vuole far torto a un popolo – l’italiano – che nel < Giardino dei Giusti >, in Israele, compare con oltre 500 cittadini ( ma la cifra è sottostimata ) che hanno agito in modo eroico a rischio della propria vita per salvare la vita anche di un solo ebreo….. dalla Shoah…;( Giusti tra le nazioni ) “…tra i giusti italiani vi sono persone, come Giovanni PalatucciGiorgio Perlasca o monsignor Angelo Rotta, la cui azione ha portato alla salvezza di migliaia di ebrei; persone ( come don Francesco Repetto e don Carlo Salvi a Genova, don Leto Casini e padre Cipriano Ricotti a Firenze, padreAldo Brunacci e padre Rufino Niccacci a Assisi, don Arturo Paoli a Lucca, padre Maria Benedetto a Roma, don Arrigo Beccari a Nonantola, don Raimondo Viale aBorgo San Dalmazzo, ecc. ) i quali si trovarono a gestire complesse reti di assistenza clandestina…; e persone che nella semplicità della loro esistenza quotidiana e nella spontaneità di un gesto di amore hanno salvato anche una sola vita”…Molti gli uomini delle isituzioni, sacerdoti, medici, militari, impiegati dello stato, etc. ; “…La salvezza dell’80-85% della popolazione ebraica italiana dovette richiedere la complicità e la connivenza di migliaia di persone…”;”…la solidarietà italiana si estese ben oltre i confini nazionali: Giorgio Perlasca, monsignor Angelo Rotta e i Cicutti in UngheriaGuelfo Zamboni e i Citterich ( i genitori del giornalista Vittorio Citterich)  in Grecia; Gino Signori in Germania; Lorenzo Perone in Polonia; Fosco Annoni in Ucraina…”; c’è da chiedersi come mai, nel < Giardino >, ove – com’è noto – abbonda il ricordo dei molti italiani, i non mai “dissociati” o “pentiti” del fascismo , a tutt’oggi, si ricordano pochissimi “…membri della Resistenza, partigiani e antifascisti (Rinaldo Arnaldi,Giuseppe BrusascaGiacinto Domenico LazzariniFortunato SonnoLorenzo Spada)….”; una domanda che non avrà mai risposta, non che ve ne sia il bisogno poichè l’alterazione “luciferima” dei fatti è tutta all’insegna dell’arcinoto < usum Delfini >. Del resto, come ampiamente risulta, infatti, l’< isolamento civile > e  il contrasto frontale, con la “condanna all’esilio” – anche in patria -, tocca agli storici – che “osano” scandagliare i troppi meandri oscuri del comportamento dei < vincitori >, anche ai più rigorosi,  messi – indiscriminatamente –  all’indice e definiti del “connivente ” < revisionismo >; e, dunque, non – questo il paradosso – al < negazionismo > di per sè stesso; nel tentativo di farli coincidere e “criminalizzare” ogni ricerca che demolisca la presunta  < innocenza > degli alleati, delle democrazie occidentali e, in specie, quella dell’ex Unione Sovietica, non solo e non soltanto per le cause degli eventi bellici, pure in rapporto a quella che fu – per l’appunto – la disumana vicenda della Shoah e l’Olocausto, tra gli olocausti,  di cui ha sofferto tutto il popolo ebraico. La Storia non può e non deve essere la “storia di chi ha vinto” !
* Arturo Stenio Vuono – presidente Associazione
< HOLOCAUST MEMORIAL DAY > : DOPO LA CELEBRAZIONE…LE NOSTRE RIFLESSIONI. ALTRE NOTIZIE E COMMENTI…
[ “AZIMUT-NEWSLETTER”: MERCOLEDI’, 30 GENNAIO 2013 ]
 
DEL MARTIRIO DEI CRISTIANI – L’OLOCAUSTO DEI MANSUETI ABBIAMO ABBONDANTEMENTE SCRITTO 
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DA NAPOLI RISCOSSA DEL SUD
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NAPOLI – OGGI
 

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DAL 1861 FRATELLI DI NESSUNO 
MENO MALE CHE IL SUD C’E’ !
 
ABROGARE LA COLONIA MEZZOGIORNO FARE PRESTO !
 
PERSONALMENTE  HO AVUTO – DA SEMPRE – UN SOGNO. Che amici, compagni, camerati e fratelli, che pure monarchici o repubblicani –  fratelli li compendia tutti – hanno da sempre in comune – nel Sud – e, forse, non lo sanno.Mancò e manca, da sempre, solo l ‘appuntamento. Da anni, ormai, non partecipo a convegni e iniziative diverse, convocati dalle varie e note nomenklature che privilegiano platee di sodali silenti e usi solo all’esercizio dell’applauso facile.Quando, infine, ci si ritrova, oggi, sul viale del bel tramonto si temono le dimenticanze e le emozioni. “… Io sono vecchio: e passata la settantina si perdono tanti bei piaceri e tanti invidiabili vantaggi, forse non si diventa nemmeno tanto più saggi (anzi, per la verità c’è il pericolo di rimbambire…), ma in cambio si acquista l’impagabile diritto di dir ormai quel che si vuole. Cari fratelli di non so più quale sponda, siamo stati felici anche quando eravamo o ci ritenevamo o fingevamo di essere degli Arrabbiati. In fondo, il mondo era nostro: di noialtri happy fews, di noi emarginati e ghettizzati, odiati e disprezzati, discriminati e ( ……….. )  perseguitati, ma anche Signori dell’Isola-Che-Non-C’è…” ; e dico questo – che non è mio ma in cui mi ritrovo – perchè è venuto il momento che , per Napoli, ognuno deve approdare con la sua storia personale, di cui non vergognarsi, e perchè non c’è bisogno di pentiti e dissociati o rinnegati. Dico che il centralismo è sempre stato ed è  la controparte dei meridionali; vi sono centralismi  piccoli, vi sono centralismi grandi e centralismi – Stato come nel caso della Roma dei Palazzi. Confesso che, in cinquant’anni di militanza politica – senza mai avere richiesto mercede alcuna -, spazio non ci fu per la questione meridionale ma l’impegno di portare l’immenso masso in vetta non ce lo consentiva; e solo in questo avviato e successivo decennio, a Dio piacendo verso il traguardo del 2018, ne ho preso completa coscienza. Credo che rialzare il vessillo del “meno male che il Sud c’è”, il tentativo di far muovere da Napoli una vasta aggregazione di tutti i movimenti che,in tutto il sud, reclamano riparazioni che non vi sono mai state; ricompattare tutti quelli che, giustamente, sono decisi a creare un nuovo rapporto di forze fra gli italiani, già appartenenti all’ex Regno delle Due Sicilie, e l’apparato della prima repubblica – che si rigenera e si ricicla da sempre – non solo sia una giusta aspirazione ma una necessità che potrà rappresentare uno sbocco fecondo per l’intera Italia.In termini politici, in termini economici e in termini istituzionali.Abrogare, oggi,  la colonia mezzogiorno è una priorità ? Certo che sì; e almeno per due motivi: liberare energie, potenzialità e aspirazioni soffocate; riabilitare l’inventiva, la produzione e fantasia creatrice, impedite. L’aspirazione ad un fronte sudista, perciò, non solo va incoraggiato ma, per quel poco che si può, sostenuto e condiviso senza se o ma. Come già per il Regno delle Due Sicilie si vide la grande spoliazione, per l’attuale si assiste all’opera di devastazione dell’Italia intera da parte degli ueisti e dei mondialisti. Chi più di noi meridionali può muovere la giusta battaglia ? Le mie sono elucubrazioni, credo di no e credo di essere in buona compagnia. Recentissimamente, in contesto assai più vasto, direi immensamente planetario, nel quale diviene di fatto vieppiù incluso il sacrificato nostro mezzogiorno, esempio di come  può incidere l’altrui << devastazione >>, il sacco ed il saccheggio con violenza, l’occupazione cruenta,
lo stesso Papa Francesco ha testualmente detto  che : “E’ giunta l’ora di costruire assieme l’Europa…No a sistemi uniformanti di potere finanziario al servizio di imperi sconosciuti”. Io dico, con grande convinzione, che – qu� da noi – per riformare assieme l’Italia, occorre a maggior ragione ricostruire il mezzogiorno d’Italia. Diamoci, dunque, questa consegna. D’altronde, come millenni di storia insegnano, sono state sempre le minoranze attive – controcorrente – a godere del carisma di innovare e portare alla sintesi delle antitesi. Quale sarà lo sviluppo, per il futuro, d’una “unificante meridionale”?. Nessuno può dirlo ma occorre e serve procedere per andare oltre; oltre gli schemi, oltre gli steccati e oltre l’attuale. Prima, evidentemente, sul piano culturale e, poi, ovviamente, trasferendola in ambito dell’agone politico vero e proprio; o coordinando l’inserimento, a promuovere una provvidenziale azione meridionale, in ambito di tutte le forze politiche di suoi aderenti, oppure con la concretizzazione di un nuovo e autonomo movimento.

E si può. IL SALVINI CHE CALA NEL SUD NON PUO’, DI CERTO, DISPIACERCI…( FA BENE A “PUNGOLARE”… ) MA NOI CHE FACCIAMO ? DIAMOCI UNA RISPOSTA !  La Lega Nord, col sen. Volpi,   ha già fatto il suo convegno a Napoli, “Noi con Salvini”, sotto la veste nuova. 

FINANCHE EUGENIO SCALFARI ALTRO “PENTITO & CONVERTITO” ha affermato che l’unificazione piemontese è stata occupazione.

 Se ancora potrò dedicare altri anni a una missione utile, e non dipende solo da me, il sogno è quello di contribuire a far nascere un comune direttorio, con una guida dirigente e giovane, rappresentativa di  tutti i meridionali e per parlare a tutti  gli italiani. Una nuova frontiera. Avanti ! ! !


Arturo Stenio Vuono
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale
Napoli
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NOI IN RETE
L’INFORMAZIONE ONLINE NON CONFORMISTA – TRA CRONACA E STORIA –CONTRO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA –
azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)
 
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anteprima di web : azimutassociazione@libero.it
https://azimutassociazione.wordpress.com : 21-gen-2015
“Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi: REFERENDUM FORNERO NEGATO 27 GENNAIO IL “GIORNO DELLA MEMORIA” MAMMA ROSA BERLUSCONI NAPOLI OGGI PER UNA AZIONE MERIDIONALE LA CALABRIA SCONOSCIUTA DELLE MERAVIGLIE E ALTRE NEWS [ “AZ.”-22.01.’15 ]
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REFERENDUM FORNERO NEGATO 27 GENNAIO IL “GIORNO DELLA MEMORIA” MAMMA ROSA BERLUSCONI NAPOLI OGGI PER UNA AZIONE MERIDIONALE LA CALABRIA SCONOSCIUTA DELLE MERAVIGLIE E ALTRE NEWS

REFERENDUM FORNERO NEGATO 27 GENNAIO IL “GIORNO DELLA MEMORIA” MAMMA ROSA BERLUSCONI NAPOLI OGGI…
azimutassociazione.wordpress.com
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IL VENETO CHE TIFA BERLUSCONI E PER MARTINO AL QUIRINALE [ tratto dal web ]
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Nazareno, Furlan (Fi): “Vi spiego la genialata di Berlusconi. Martino piace anche alla Rete”

simone furlan“Il Patto del Nazareno? Una genialata di Berlusconi”. “I fittiani sono ininfluenti dentro Fi, meglio se escono��. Due concetti chiave attorno ai quali ruota l’analisi di Simone Furlan, esponente di punta di Fi e molto vicino a Berlusconi, che a Intelligonews parla di Quirinale, Patto del Nazareno ma anche del riavvicinamento tra il leader azzurro e Alfano…Furlan, lei ha il filo diretto con Berlusconi. Lo ha sentito in queste ore? Cosa vi siete detti?

«In realtà non ci siamo sentiti : in queste ore così delicate io lo lascio tranquillo perché so quanto impegno sta mettendo nella partita del Quirinale, ma l’ho visto dieci giorni fa per la campagna elettorale in Veneto. Il presidente mi ha manifestato tutta la sua determinazione affinchè vi sia un capo dello Stato che sia veramente arbitro super-partes e la consapevolezza che per quanto riguarda la legge elettorale, il punto sul premio di maggioranza alla lista anziché alla coalizione non era poi così male».

Fatto sta che il Patto del Nazareno 2 sancisce un cambio di maggioranza. Lei cosa ne pensa?

«Berlusconi non mi ha mai manifestato un’intenzione in tal senso. Secondo me non c’è un cambio di maggioranza e tutto è molto più semplice e lineare di quanto si dica, si pensi o si scriva. Renzi e Berlusconi lo hanno detto chiaramente che il Patto del Nazareno è finalizzato alle riforme per consentire all’Italia di andare verso due schieramenti contrapposti e con regole ben chiare. La legge elettorale è il primo atto di democrazia: sapere il giorno dopo il voto chi governa per cinque anni. Chi dice che Berlusconi si è sottomesso a Renzi dice una boiata. Il presidente ha visto nel premio di maggioranza alla lista il coronamento del sogno del ’94: due grandi schieramenti e ciò costringerebbe anche le forze politiche del centrodestra a restare unite, a stare insieme».

E a chi, come la minoranza dem, ritiene che sia Renzi a essersi “sottomesso” a Berlusconi cosa risponde?

«Fin dall’inizio ho avuto l’impressione che il Patto del Nazareno in realtà fosse una genialata di Berlusconi, nel senso che il leader di Fi ha dato a Renzi la possibilità di governare sapendo che al suo interno il premier aveva ed ha i franchi tiratori pronti a massacrarlo. E ieri Berlusconi lo ha salvato. Renzi da Davos ha detto che i dissidenti dem sono ininfluenti e questo grazie a Berlusconi».

Quindi senza Berlusconi Renzi non governa?

«Assolutamente sì. Ma il punto è circoscritto alle riforme perché il leader di Fi non è disposto a salvare il premier su tutto. Noi siamo molto distanti dal Pd ad esempio sul capitolo delle misure economiche e sulla politica economica che questo governo sta adottando. Credo che sia giusto votare le riforme insieme al Pd ma non altro. Poi vedremo se Renzi è in grado di governare da solo».

Se Renzi ha i suoi dissidenti, Berlusconi non è messo meglio. Diciamo che i dissidenti sono equamente ripartiti dentro Fi e Pd. Da questo punto di vista come giudica l’azione dei fittiani e quali effetti avrà sulla tenuta del suo partito?

«Ma sono gli stessi che una volta si facevano chiamare lealisti? Me lo domando perché oggi sembrano l’opposto. Per fortuna si tratta di una manciata di persone che portano avanti le vecchie abitudini della Dc della prima Repubblica, tra correnti e rivendicazioni varie. La verità è che i fittiani sono ininfluenti all’interno del partito e la Fi del futuro non ha bisogno di personaggi che appartengono a logiche del passato».

Ma cosa risponde all’obiezione di Fitto che non digerisce il Patto del Nazareno perché toglie voti a Fi e snatura la sua identità?

«Credo sia un ragionamento pretestuoso perché la lotta interna di Fitto e della sua ‘ciurma’ di parlamentari è iniziata molti mesi fa. Ricordo un Ufficio di presidenza dove volarono gli stracci; credo che in questa fase abbia colto l’occasione per tirare fuori argomenti che in qualche modo potrebbero abbagliare gli elettori paventando il rischio di una subordinazione di Fi al Pd. Cosa assolutamente non vera: ragiona così solo chi non ha capito qual è il vero dna di Berlusconi, la sua storia prima di imprenditore e poi di politico di successo. Peculiarità che ci insegnano che se il presidente ha visto nel premio di maggioranza alla lista un elemento positivo, vuol dire che ha in testa un progetto che ancora noi non vediamo, Fitto in primis».

Insomma: scissione sì o no?

«Beh, troppo comodo restare dentro Fi così. Io mi auguro che i fittiani se ne vadano perché se non condividono la linea del partito non si capisce per quale motivo restino ancora al loro posto. L’altro giorno nella riunione dei senatori a Palazzo Grazioli il voto sull’Italicum è passato con 47 sì e 11 no dei fittiani: ecco, in democrazia uno si adegua alle decisioni della maggioranza pur pensandola diversamente. Guardi, arrivo perfino a dire che auspico che sia il presidente a metterli fuori da Fi perché se vogliamo ricostruire un partito nuovo non possiamo avere personaggi vecchi e non mi riferisco, ovviamente, all’età anagrafica. Fitto vive da sempre di politica e grazie a Berlusconi».

Dopo insulti, strappi, porte sbattute e adii cosa c’è tra Berlusconi e Alfano? Insieme per il Colle ma non solo, come da ieri pare chiaro.

«Frequentando Berlusconi sto crescendo e imparando tanto. Sì, ho guerreggiato molto, politicamente s’intende, con Alfano ma Berlusconi mi ha spiegato come sia fondamentale mettere da parte talune posizioni per mettere davanti gli interessi del Paese ed è evidente che se non ricuciamo lo strappo nel centrodestra anche con il partito di Alfano per presentarci come uno schieramento unito e compatto, noi non potremmo tornare a vincere. Aggiungo un piccolo inciso…».

Prego.

«Questo non vuol dire che, ragionando in prospettiva, Alfano sarà il nostro segretario. Penso che lui conterà per quel due per cento che oggi conta in termini di consenso elettorale».

E come la mette con Salvini che dice che se Berlusconi resta con Renzi lui di Fi non ne vuole sentire parlare e andrà avanti da solo?

«Beh, se è coerente con quel che dice, lo faccia anche in Veneto dove governa la Regione solo grazie ai voti di Fi. A maggio nella mia regione ci sono le regionali, se è così forte e bravo corra da solo… Credo che Salvini stia cavalcando il populismo e la demagogia sapendo perfettamente che non dovrà mai dimostrare di applicare le cose che dice. Quindi, può anche dire che gli asini volano perché tanto non dovrà mai dimostrarlo».

Toto-Quirinale. Berlusconi ha lanciato la candidatura di Martino per il primo voto. Lei condivide la scelta?

«Sui social network ho notato che per Martino c’è un grande affetto. Da settimane è partito il tam tam tra la base che lo indica come candidato ideale dimostrando il proprio gradimento. Io reputo Martino una straordinaria personalità che davvero potrebbe aprire una fase nel Paese di grande responsabilità ed equilibrio nei confronti di tutti. Bisogna poi vedere se nelle prime tre votazioni ci sarà la convergenza delle altre forze politiche sul nome di Martino, ma è giusto che Fi indicasse il proprio candidato…o[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

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TRATTO DA STAMPA LIBERA – www.stampalibera.com
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Via un altro pezzo di libertà e diritti
Redazione | 21-01-2015 Categoria: Economia

Via un altro pezzo di libertà e diritti

Mentre la società civile chiamata a raccolta dal PD (ossia il padrone chiama i centri sociali) per protestare contro Casa Pound, la Consulta decreta che  MILIONI di italiani devono dire addio definitivamente alla loro pensione.

In Italia, così come in Occidente l’unica opposizione ammessa è quella addomesticata. L’unica titolata ad andare in piazza e state pur certi che, al di là delle sceneggiate contro l’austerità di cui il regime Monti fu espressione, quando  si tratta di contrastare efficacemente i singoli provvedimenti  imposti da un governo illegittimo non si muoverà foglia. Poi il referendum per l’abrogazione della legge Fornero fu proposto da quelli “cattivi brutti e sporchi” della Lega, anche perché i difensori della classe operaia se ne sono ben guardati dal combattere seriamente, non a suon di sfilatine in centro, gli editti prodotti dai governi della troika, hanno pur sempre il merito di aver “liberato” l’Italia dal nano di Arcore…
E poi l’Europa (che impone questi provvedimenti) piace tanto ai compagni, e contestarla significa essere euroscettici e quindi brutti sporchi e cattivi.
I miei vivi complimenti ai giudici o magistrati della Consulta, che, forti dei loro privilegi e diritti acquisiti, come si confà ad una casta, si arroga il diritto di negarli alle persone di serie B dei ceti inferiori.
I loro lautissimi stipendi e pensioni saranno accreditati come sempre mensilmente lo stesso, sono ricompensati anche per questo, per tutelare il potere. Alla faccia dell’eguaglianza, democrazia e diritti, ancora un volta da un apparato del regime si riceve la conferma che sono tutte balle.
E per finire con le liete notizie dal mondo di Orwell 2015:
Tutto pronto per il Patriot Act europeo?
Paura. Una parola che si insinua nella mente come un germe inarrestabile. Soprattutto quando indotta. Come un tumore che si annida nelle parti più nascoste del corpo, viene alimentato da noi stessi, inconsapevolmente, dalla nostra voglia di chiarezza che porta a credere alla spiegazione più semplice. E poi, d’un tratto, dispiega i suoi effetti. Così è accaduto negli Stati Uniti all’indomani del 11 settembre 2001, così ci sono i primi segni possa accadere anche nella vecchia e “saggia” Europa.
 La pagina più nera in tema di libertà negli USA è stata scritta non con il crollo delle torri gemelle, bensì con l’entrata in vigore del Patriot Act. George W. Bush ci mise poco più di un mese a firmarlo, all’inizio facendolo passare come una legge transitoria e d’emergenza – e di “emergenze” senza fine in Italia abbiamo grande esperienza – e poi di volta in volta prorogata fino a oggi. Vennero rafforzati i poteri e le libertà d’azione di FBI, CIA e NSA, rimosse le restrizioni sul controllo delle conversazioni telefoniche, delle chat, delle e-mail, delle cartelle cliniche, delle transazioni bancarie, sulla segretezza dei colloqui tra detenuti e legali. Addirittura si arrivò a dichiarare legittime le perquisizioni effettuate senza avviso e presenza del diretto interessato e consentire arresti di non meglio definiti “combattenti” sulla base di semplici sospetti. Una legge dichiarata, nella parte in cui prevedeva tabulati telefonici e Internet di sospettati senza mandato della magistratura e notifica agli indagati, incostituzionale – e anche in questo in Italia siamo dei veterani. Il tutto utilizzando una definizione di “atti terroristici” un tantino troppo di libera interpretazione: “atti che appaiono tesi ad influenzare la politica di un governo con l’intimidazione o la coercizione”.
Adesso, all’indomani dell’attentato al Charlie Hebdo, si invoca anche in Europa una legge che dia poteri tali agli Stati da far sentire al sicuro i cittadini. Una specie di Patriot Act nostrano, che “almeno” cancelli l’accordo di Schengen.
 A questo punto bisogna fare un passo indietro. L’accordo, datato 1985, coinvolge a oggi 26 Stati: Grecia, Italia, Malta, Portogallo, Spagna, Francia, Svizzera, Liechtenstein, Lussemburgo, Belgio, Paesi Bassi, Danimarca, Slovenia, Ungheria, Austria, Slovacchia, Repubblica Ceca, Polonia, Germania, Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Svezia, Norvegia e Islanda. L’accordo prevede che i confini siano liberamente attraversabili dai cittadini dei Paesi aderenti. Tale norma, e soprattutto il suo allargamento, ha fatto molto parlare. L’ultima volta che è salito all’onore delle cronache è stato quando con l’entrata di Polonia, Romania e Bulgaria (questi ultimi due al momento aderenti ma non ancora membri a tutti gli effetti) si è temuta una immigrazione in massa di cittadini dell’Est che, attratti dal luccichio dei Paesi più ricchi, sarebbero potuti venire a cercare occupazione “rovinando” il mercato del lavoro europeo – o peggio ancora pretendendo paghe all’altezza del loro nuovo Paese ospitante. Che il timore sia proprio questo lo dimostra il continuo rimandare la data dell’effettivo calo delle frontiere rumene e bulgare soprattutto per l’opposizione tedesca. Forse non è un caso che proprio Romania e Bulgaria abbiano il triste primato del più basso costo del lavoro in tutta Europa: tutto sommato è conveniente che rimangano a casa loro e che siano le aziende a delocalizzare, sfruttando la libertà di movimento di capitali a discapito di quella delle persone, questo il ragionamento.
In quest’ottica, forse non è un caso nemmeno che a invocare un cambio di Schengen – per carità, “solo” per proteggerci dal terrorismo – siano quei Paesi che in questi anni hanno visto una forte immigrazione di lavoratori dalle periferie d’Europa, in testa Inghilterra, Francia, Germania (nonostante le ultime “morbide” dichiarazioni in proposito della Merkel). E allo stesso tempo non è un caso che invece l’Italia si sia subito schierata con la libertà di circolazione, per non ritrovarsi tutti gli immigrati che usano il Bel Paese solo come ponte verso il Nord d’Europa rispediti al confine soprattutto ora che il lavoro scarseggia in Italia anche per loro.
 La macchina in ogni caso si è messa in moto. Nelle stanze dei bottoni entro fine mese si incontreranno i ministri degli Esteri e i ministri degli Interni degli Stati membri. Temi caldi saranno le regole di Schengen, la condivisione di informazioni, la circolazione di armi, il controllo di Internet e l’istituzione di una banca dati dei passeggeri aerei.
Chissà che dopo aver sfilato per le vie di Parigi in nome di una libertà di espressione che non gli appartiene più, la folla non sfili a favore dell’annientamento delle libertà civili. Per pura, semplice, inoculata e terroristica paura.
 Sara Santolini
Il ribelle
Questa sarebbe l’applicazione sia della dottrina Wolfowitz del 1992 (impedire all’Unione europea di diventare un potenziale concorrente degli Stati Uniti)sia della teoria di Christina Romer, del 2009 (salvare l’economia USA attraverso un assorbimento dei capitali europei come alla fine della crisi del 1929). Thierry Meyssan

Joe Fallisi per il PuntoTV Testimonianza in ritorno da Tripoli

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Intervista da ricordare perché e cosa abbiamo fatto alla LIBIA

Contro la guerra in Siria –

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Registrazione dei preziosi contributi per la pace

Le prove delle scie chimiche: una rassegna parziale ma esaustiva
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Commenti (1)

Scritto da PIVA TORRIDO
22-01-2015 09:01

Salve ecco perchè piangeva la porca il giorno che ci fu presentata! nel frattempo si e rifatta il lifting ora sembra la sorella minore,e ha maturato maggiormente il suo contributo pensionistico.Siamo governati da un branco di delinquenti usurai.Viva il Serenissimo Governo del Nord!

 [ IL SERVIZIO CONTINUA ]
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IN QUESTO NUMERO :
an.arenella@libero.it
22-gen-2015
azimutassociazione@libero.it
 “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli
[PER LEGGERE TUTTO – VAI AL TERMINE DEL SERVIZIO – DOPO LA “LOCANDINA REDAZIONALE”]
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 ALTRE NEWS – LINK
( per leggere clicca i testi – vedi : sotto )
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[ “AZIMUT” –  FOTO E VIGNETTE E NOTIZIE TRATTE DAL WEB ]
( per leggere tutto – vedi : oltre )NAPOLI – ACCADE NELLA CITTA’ DI LUIGI DE MAGISTRIS SINDACO ARANCIONE GATTOPARDO ALIAS ( PER I LAZZARI ) GIGGINO ‘A MANETTA
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

——– Original Message ——–

Subject: Assunzioni Teatro Mercadante
Date: Fri, 23 Jan 2015 02:51:22 +0100
From: “Arch. Gaetano Troncone” <tronconestudio@tiscali.it>
To: <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: tronconestudio@tiscali.it

Teatro Mercadante, la mia denuncia sulle procedure di assunzione di 15 persone

Gentile cittadina/o,

desidero illustrarti la mia nota inviata al sindaco di Napoli Luigi de Magistris, in cui sollevo forti perplessità sui bandi pubblicati dal Teatro Mercadante e sulle procedure di selezione, a mio avviso, molto discutibili con le quali sono state assunte 15 persone a tempo indeterminato.

In attesa di ricevere una risposta chiarificatrice dall’amministrazione, vorrei sapere cosa ne pensi.

Leggi qui http://gaetanotroncone.blogspot.it/2015/01/teatro-mercadante-la-mia-denuncia-sulle.html

Consigliere Comunale Napoli

arch. Gaetano Troncone

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LA VERA STORIA DI GIGGINO ‘A MANETTA

vatinno On settembre – 27 – 2014

Ho conosciuto Luigi De Magistris nel 2010 quando dentro IdV organizzammo un’area di minoranza, la Base IdV, di dissenso politico
per il Congresso del febbraio 2010 a Roma.L’atteggiamento di De Magistris fu sempre ambiguo e opportunistico:finse di appoggiare il movimento che voleva un rinnovamento globale di un partito
che da anni aveva ceduto sulla moralità e l’etica.Il nostro movimento contava circa il 25 % degli iscritti e pensammo a De Magistris come leader.
Il sindaco di Napoli sfruttò il malcontento solo per rafforzarsi politicamente e qualche giorno prima del congresso, in una lunga passeggiata che facemmo a San Giovanni, a Roma, mi disse che lui voleva prendere il posto di Di Pietro ma senza spallate perchè dimessosi dalla magistratura non aveva più un lavoro…
De Magistris era molto agitato, pallido e direi spaventato da questa possibile responsabilità politica.
Entrava ed usciva dai bagni dei bar in evidente stato di ansia.
Gli dissi che era un’opportunità di rinnovamento per il partito che ormai era infiltrato da elementi poco raccomandabili.
Questo ci fece capire che a De Magistris del rinnovamento politico del partito e dell’Italia importava ben poco.
Aggiunse però che voleva fare un suo movimento e fare il Presidente del Consiglio.

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IN QUESTO NUMERO :
an.arenella@libero.it
22-gen-2015
azimutassociazione@libero.it
 “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli
[PER LEGGERE TUTTO – VAI AL TERMINE DEL SERVIZIO – DOPO LA “LOCANDINA REDAZIONALE“]
[ IL SERVIZIO CONTINUA ]
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono

 

(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081 – 7701332
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EVENTI
—————————————————————————————————-Messaggio originale—-

Da: redazione@controcorrentedizioni.it
Data: 22/01/2015 17.39
A: “Redazione Controcorrente”<redazione@controcorrentedizioni.it>
Ogg: “Il mistero della corazzata russa” – Presentazione a Napoli

Napoli, venerdì 6 febbraio 2015, 

Museo del Mare di Bagnoli

Presentazione del libro “IL MISTERO DELLA CORAZZATA RUSSA. Fuoco, fango e sangue” (Luigi Pellegrini ed.) 

di Luca Ribustini

Venerdì 6 febbraio alle ore 17.30 presso il Museo del Mare di Bagnoli (Napoli), presentazione del libro inchiesta di Luca Ribustini “Il mistero della corazzata russa. Fuoco, fango e sangue” (Luigi Pellegrini Editore). 
Intervengono Raffaella Salvemini (primo ricercatore ISSM – CNR), Paolino Vitolo (ingegnere elettronico, esperto d’informatica e giornalistaStefano Gallo (dottorato in storia Università di Pisa, assegnista di ricerca presso ISSM – CNR). Modera il dibattito Antonio Manzo (giornalista de Il Mattino).
Sarà Presente l’Autore.
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