SERGIO MATTARELLA CAPO DELLO STATO NUOVO QUIRINALE VECCHIA CONSEGNA DELLA REPUBBLICA NAPOLITANA E DEL PROTETTORATO ITALIA – ALTRE NEWS


OGGI : SERGIO MATTARELLA CAPO DELLO STATO NUOVO QUIRINALE VECCHIA CONSEGNA DELLA REPUBBLICA NAPOLITANA E DEL PROTETTORATO ITALIA – ALTRE NEWS 

[ “AZ.” – 1 FEBBR. ’15 ]
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Sergio Mattarella ha superato il quorum, è il nuovo presidente della Repubblica
sabato, 31 gennaio 2015 ( ore 13:00 )

Mattarella è presidente della Repubblica

Sì di Ap, Fi scheda bianca, no Lega-M5S-Fdi. Napolitano: ‘Mattarella è una figura imparziale’

QUIRINALE – IL NUOVO INQUILINO AL COLLE !
 
“AZIMUT” – NAPOLI. TANTO PER ESSERE CHIARI – LO DICIAMO SUBITO CHIARO E TONDO !
 
 E’ IL LORO PRESIDENTE….. – SOLO DI LOR SIGNORI !
 
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HA VINTO IL << P.N.R. >> ( “PARTITO NAZIONALE per la RESTAURAZIONE” ) : NATO, PER RINNOVAZIONE, DEL << P.U.d.Mu.V >> ( “PARTITO UNICO DEI MUNGITORI – VACCHE” )
 
 

 

ECCO I COMPONENTI DEL << NUOVO BLOCCO > 
 PER MATTARELLA – PRESIDENTE 
 
PD – AP – GLI “ULTIMI APPRODATI” – “SPEZZONI DI RIVOLUZIONARI DA OPERETTA” – E TUTTI GLI “ALTRI CHE NON CONTANO”  ( NON MANCA CHI VUOL SOPRAVVIVERE )
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[ da messaggi “postati” su facebook )
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SENZA PAROLE
RITORNO A REPUBBLICA UNO ......LE ULTIME PAROLE FAMOSE .....Retromarcia di Ncd che torna a separarsi da Berlusconi e vota Mattarella. Così Renzi fa bingo. Mica mi ritroverò Lupi e Alfano nel Pd ????
 
SENZA PAROLE
Pensavo...... Renzi va diritto per la sua strada, calpestando tutto e tutti, il NCD non vuole lasciare il governo e fa finta di arrabbiarsi e alla fine vota Mattarella. FI si incazza ma vota scheda bianca e tutto finisce a tarallucci e .. Renzi. Povera Italia, sempre più a pecorone ......
 
SENZA PAROLE
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ULTIMA NOSTRA E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB ( SERVIZIO TRA BREVE IN RETE )
 
OGGI – QUESTO < STATO MEDEA > “UCCIDE” I PROPRI FIGLI E MENO MALE CHE IL SUD C’E’ ! 
[ “AZ.-NEWS” –  30.01.’15 ]
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( da messaggio – “postato” su facebook )
 



il SUDSIAMONOI – 
AZIONE MERIDIONALE

Sabato, 31 Gennaio 2015 
Via Speranzella, 81
E’ NATO il SUDSIAMONOI – AZIONE MERIDIONALE ( “BATTESIMO DEL FUOCO” A NAPOLI PRIMO CONVEGNO – GRANDE SUCCESSO , ADESIONE E PARTECIPAZIONE ]

NAPOLI

NASCE il SUDSIAMONOI – AZIONE MERIDIONALE ( “BATTESIMO DEL FUOCO” A NAPOLI – SABATO 31 GENNAIO 2015 – PRIMO CONVEGNO – INIZIO LAVORI ORE 10:30 )anteprima di web  azimutassociazione@libero.i
“Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi : SERGIO MATTARELLA CAPO DELLO STATO NUOVO QUIRINALE VECCHIA CONSEGNA DELLA REPUBBLICA NAPOLITANA E DEL PROTETTORATO ITALIA – ALTRE NEWS [ “AZ.” – 1 FEBBR. ’15 ]

Immagine di copertina
 
 
  
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
PER UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
 
SERGIO MATTARELLA CAPO DELLO STATO NUOVO QUIRINALE VECCHIA CONSEGNA DELLA REPUBBLICA NAPOLITANA E DEL PROTETTORATO ITALIA –  ALTRE NEWS 
[ “AZIMUT-NEWSLETTER” – 1 FEBBRAIO 2015 ]
 
PASSAGGIO DEL TESTIMONE MA “RE GIORGIO – SEMPRE”…..
 
Quirinale, nuova votazione in corso
IN COPERTINA – ITALIA E GRECIA ( PER ORA DUE REALTA’ DIVERSE…. )
 

Matteo  Renzi e Sergio Mattarella (il predestinato e il designato – due repubblikanes )


Panos Kammenos e Alexi Tsipras (destra nazionalista e sinistra radicale assieme)

 
( nelle foto : il presidente del consiglio Matteo  Renzi  con Sergio Mattarella  nuovo presidente della repubblica italiana –  il leader del partito di destra alleato di governo Panos Kammenos con il neo premier Alexi Tsipras)
 
( ROMA – sabato, 31 gennaio 2015 ) – IL NUOVO CAPO DELLO STATO E’ SERGIO MATTARELLA ( COSI’ SEMPRE UN “COMMISSARIO AL COLLE” E SEMPRE COME “PLENIPOTENZIARIO UE” ). UN VERO CAPOLAVORO DI MATTEO IL BARONETTO, TIPICO CAMPIONE-EREDE DELLA CASTA ETERNA INTRISA DA DOPPIEZZA E DALLA LINGUA BIFORCUTA,  UN GIOVINASTRO ROTTO A TUTTO DI CUI SARA’ DIFFICILE LIBERARSI ( così  – prima ancora dall’elezione – da Forza Italia: “Renzi fa il quaquaraquà. Prima vuole un accordo e poi decide da solo. Si tratta di un gesto arrogante“. Tanto che, minaccia la Santanché, la candidatura di Mattarella avrà delle coneseguenze: “La partita della legge elettorale non è chiusa, potrebbero esserci delle modifiche. Senza i nostri voti – continua – l’Italicum potrebbe bloccarsi” ).QUANTO AL NEO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA BEN INCARNA LA “GLORIOSA TRADIZIONE” DA PRIMIERA REPUBBLIK. ELETTO, OLTRE CHE DAI SOLITI UTILI  IDIOTI E DAI NEMICI DEL BERLUSCA, SOPRATUTTO PER IL NUMERO DEI DEPUTATI CHE ALLA CAMERA E’ NATO DAL PREMIO DI MAGGIORANZA D’UNA LEGGE DICHIARATA ANTICOSTITUZIONALE E BOCCIATA DALLA CONSULTA DI CUI PROPRIO MATTARELLA E’ STATO TRA I GIUDICI DELLA CORTE. INCOMINCIAMO BENE CON L’ATTO DI ONORATA ACCETTAZIONE CHE E’ LA MANIFESTAZIONE DELLA INCOERENZA  PIU’ ASSOLUTA. MA E’ NOTORIO CHE ALLE CHIAMATE NON CI SI PUO’ SOTTRARRE ! Si proseguirà, dunque, ” ( … ) con  un parlamento frutto di una legge elettorale dichiarata illegittima ( . . . ) un governo con nessuno dei suoi membri votato dal popolo e che subentra per sola nomina al precedente governo mai sfiduciato in aula, tutto questo deve apparire normalità democratica ( . . . ) , alla gente comune invece appare per quel che è un gran casino. Ne basta e avanza per tacciare d’antipolitica l’intero sistema che ci governa e non già le voci di dissenso che meno male ancora si levano, quando poi queste voci trovano conferma nel marcio diffuso che si scopre essere l’essenza dei partiti, con camarille di modello mafioso organizzate per depredare le risorse della nazione, allora bisognerebbe convenire che il dissenso dovrebbe non limitarsi alle sole parole.. ( . . . ) “

“AZIMUT” – LA PRESIDENZA

( ATENE – domenica, 25 gennaio 2015 ) – Vince la sinistra radicale che assorbe interamente la protesta dei greci e che, nulla di nuovo sotto il sole ( la “scaletta è sempre – in ogni tempo – la stessa ), è subentrata alla potenziale rivolta. a sigla di << Alba Dorata >> , azzerata dall’esecutivo uscente con la scrematura  e la repressione – all’insegna di “Legge & Ordine” – del fronte antitroika.; e con l’isolamento di quei settori del centrodestra che, a riguardo dell’Europa, andavano assumendo una posizione << anti >> e << indipendente >> e che hanno preso parte alle consultazioni con una propria lista, all’insegna dell’antiausterità e dell’antieuro. Il vincitore, preso in prestito – per trequarti – il programma antiausterità e per la sovranità di Marine Le Pen, onde affascinare le folle stremate dalle innumerevoli torchiature dei satrapi di Bruxelles e dei bankster, però non contro l’euro, ovviamente – antagonista e comunista – è sopratutto antipopulista e anti euroscettici. Rientra, di certo, a pieno titolo nella compagnia di bandiera che usa lapreghiera al dio euro  “…nell’euro per l’euro e con l’euro…” l’ invocazione idolatra scimmiottante il rito della consacrazione, altro che nemico degli ueisti. IL COPIONE PREDISPOSTO – “…CAN CHE TROPPO ABBAIA NON MORDE…” MA C’E’ SEMPRE IL DIAVOLO CHE FA LE PENTOLE MA NON I COPERCHI…E COSI’…ha, invece, prevalso l’astuzia del vincitore che ha fatto correre sul suo conto la tranquillizzante velina di cui sinora abbiamo detto; un minuto dopo la vittoria, infatti, s’è avviato in direzione opposta e ha chiaramente caldeggiato l’appoggio e la collaborazione degli eletti della destra nazionalista e indipendente. Reggerà l’alleanza ? Forse che sì e forse che no ! 
Ma ne vedremo delle belle. A ben vedere è proprio il neo premier greco  ad essere messo alla prova. Farà sul serio ? Forse che sì e forse che no !  Che dire ancora ? cosa aggiungere ? “Tutto a posto e niente in ordine”. E così sia ! Difficilmente i fatti ci smentiranno, Profezie ?

“AZIMUT” – LA PRESIDENZA

“RE GIORGIO – SEMPRE”…..
Quirinale, nuova votazione in corso
“RE GIORGIO – SEMPRE”…..
index [ ROMA ( nella foto – tratta dal web ) : PRESIDENTE USCENTE E NEO SENATORE CON LATICLAVIO A VITA – MICA E’ USCITO DI SCENA – SEMPRE PRESENZIALISTA   PER IL NUOVO QUIRINALE E’ LA VECCHIA CONSEGNA : << “REPUBBLICA NAPOLITANA” & “PROTETTORATO ITALIA” >>  ]
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GIANCARLO LEHNER ( DA ROMA )
 
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—-Messaggio originale—-
Da: giancarlolehner

Data: 30/01/2015 13.05
A: ( . . . )
Ogg: Lehner: 
Fitto ha avuto ragione, Berlusconi torto

Galbani, un tempo, voleva dire fiducia. Purtroppo, quasi tutti i  Galbani presunti da Berlusconi l’hanno tradito. A Silvio mi lega un’antica immarcescibile virile amicizia e mi dispiace ricordargli che, Consule Gianni Letta, il consigliere a perdere, si fidò  di Scalfaro, quindi di Ciampi e Napolitano.  Creò dal nulla un nulla di nome Alfano e questi, per un piatto di lenticchie governativo, lo mollò.
L’ultimo presunto  Galbani – Consule l’arguto egotico Denis Verdini – è stato Renzi, che, puntualmente, lo ha scaricato.  Ora, se Renzi denota d’essere un politico scaltro e di di futuro, azzerando con un solo Mattarella i tardocomunisti interni ed i neoforzisti, gli uni e gli altri resi ormai politicamente irrilevanti, Berlusconi ha confermato di non saper azzeccare mai un autentico Galbani. Se avesse tenuto presente Dante Alighieri e non il creativo di Fivizzano, non si sarebbe mai consegnato mani e piedi ad un fiorentino per giunta cattolico di sinistra. Eppure, il demonizzato Fitto, che di Dc se ne intende, l’aveva avvertito e messo in guardia.
 
Giancarlo Lehner
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prima ancora dall’elezione
 
LA CASTA DEI <MANTENUTI DI STATO > E DEI “BENEFIT – POLITICA “….
 
DELLA FAMIGLIA MATTARELLA E NON SOLO…..
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[ TRATTO DA DAGOSPIA ]
 
 

1. LE OMBRE DEL PICCOLO SCALFARO – SAN SERGIO FINÌ NEI GUAI PER FINANZIAMENTO ILLECITO. E IL FRATELLO…

Tommaso Montesano per “Libero Quotidiano

sergio mattarellaSERGIO MATTARELLA

«Con la schiena dritta». Eccola la formula più usata, dai sostenitori della sua candidatura al Quirinale, per descrivere Sergio Mattarella. «Un politico per bene», twitta il presidente del Consiglio, Matteo Renzi. Un ex popolare con un rigore morale, a leggere i ritratti comparsi sui giornali, La Repubblica in primis, da fare invidia a Oscar Luigi Scalfaro.

Nelle biografie ufficiali e non, Sergio Mattarella risulta avere un solo fratello: Pier Santi, l’ex presidente della Regione Sicilia assassinato a Palermo da Cosa Nostra il 6 gennaio 1980. In realtà il candidato del centrosinistra al Quirinale di fratello ne ha anche un altro. Si chiama Antonino ed è balzato agli onori delle cronache alla fine degli anni Novanta nell’ambito di un’inchiesta della procura di Venezia per riciclaggio di denaro sporco e associazione mafiosa.

Procedimento poi archiviato nel 1996 per mancanza di prove. Le cronache dell’epoca consentono di ricostruire la vicenda. Secondo l’allora sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia di Roma, Andrea De Gasperis, citato dal Giornale di Sicilia del 18 ottobre 1999, Antonino Mattarella, insieme al commercialista trapanese «Giuseppe Ruggirello, avrebbe convogliato nella perla del Cadore (Cortina d’Ampezzo, ndr) un’ingente massa di soldi sporchi, riconvertendo in multiproprietà alcuni grandi alberghi».

ENRICO NICOLETTI NEL 1996ENRICO NICOLETTI NEL 1996

Tra gli indagati ci furono anche Enrico Nicoletti, il «cassiere» della banda della Magliana, Riccardo Lo Faro, legale rappresentante della «Cortina Sport», proprietaria di una delle strutture acquisite (l’hotel Mirage), e un imprenditore di Frosinone, Mario Chiappisi. Indagine chiusa per mancanza di prove sulla presunta provenienza illecita del denaro. A macchiare l’immagine di Sergio, invece, c’è la confessione di aver accettato, alla vigilia delle Politiche del 1992, un contributo elettorale di tre milioni di lire – sotto forma di buoni benzina – dall’imprenditore agrigentino Filippo Salamone, noto in Sicilia per essere vicino a Cosa Nostra.

ENRICO NICOLETTIENRICO NICOLETTI

Il padre di Pier Santi e Sergio, Bernardo, è stato pure lui in politica. Deputato per cinque legislature, oltre che uno dei leader della Dc siciliana nel Dopoguerra. Un ruolo di primo piano, alla guida della corrente morotea dell’isola, che emerge anche dalla relazione di minoranza che nel 1976 depositò in Parlamento l’allora deputato comunista Pio La Torre, assassinato a Palermo il 30 aprile 1982 per mano di Cosa Nostra. Dal nonno al nipote.

BANDA DELLA MAGLIANA LA REGGIA DEL CASSIERE ENRICO NICOLETTIBANDA DELLA MAGLIANA LA REGGIA DEL CASSIERE ENRICO NICOLETTI

 Il figlio di Sergio, Bernardo Giorgio, docente di Diritto amministrativo (all’università di Siena e alla Luiss di Roma), è capo dell’ufficio legislativo della Funzione pubblica al ministero della Pubblica amministrazione guidato da Marianna Madia. Quella Madia che è stata fidanzata con Giulio Napolitano, il figlio dell’ex presidente Giorgio. Forse è anche in nome di questi legami che ieri Napolitano senior ha fatto per la prima volta il suo ingresso nell’Aula di Montecitorio nella nuova veste di senatore a vita.

ENRICO NICOLETTIENRICO NICOLETTI

L’ex capo dello Stato non ha nascosto di tifare per l’elezione di Mattarella: «È persona di assoluta lealtà, correttezza, coerenza democratica, alta sensibilità costituzionale». Un endorsement in piena regola che testimonia l’attivismo di Napolitano per l’ascesa del giudice costituzionale – nominato alla Consulta dal Parlamento proprio sotto la sua presidenza – al Colle. «Io lo conosco bene, da quando era deputato», ripete il presidente emerito in Transatlantico prima di lasciare il Parlamento.

2. IL FRATELLO ANTONINO E QUEGLI AFFARI COL RAS DELLA MAGLIANA

Marco Lillo per “il Fatto Quotidiano

   Un fratello che chiedeva prestiti a Enrico Nicoletti: non è certo un punto a favore della candidatura di Sergio Mattarella la presenza in famiglia di un tipo come l’avvocato Antonino Mattarella, o forse sarebbe meglio dire ex avvocato perché, stando ad alcune pubblicazioni di una decina di ani fa, sarebbe stato cancellato dall’ordine professionale per i suoi traffici.

   Le colpe dei fratelli non ricadono sui presidenti in pectore però è giusto conoscere a fondo la storia delle famiglie di provenienza quando si parla di capi di Stato. Sia nella luce, come nel caso del fratello Piersanti, nato nel 1935 e ucciso nel 1980 dalla mafia, sia nell’ombra, come nel caso di Antonino, nato nel 1937, terzo dopo Caterina (del 1934) e prima del piccolo Sergio, classe 1941.

ENRICO NICOLETTI A CASA SUAENRICO NICOLETTI A CASA SUA

Antonino Mattarella ha fatto affari con quello che è da molti chiamato “Il cassiere della Banda della Magliana” anche se in realtà quella definizione è imprecisa e sta stretta a don Enrico Nicoletti, una realtà criminale, come dimostra la sua condanna definitiva per associazione a delinquere a 3 anni e quella per usura a sei anni, autonoma e soprattutto di livello più alto.

Enrico Nicoletti era in grado di parlare con Giulio Andreotti, faceva affari enormi come la costruzione dell’università di Tor Vergata, si vantava di conoscere Aldo Moro, ha pagato parte del riscatto del sequestro dell’assessore campano dc Ciro Cirillo. Ora si scopre che ha prestato, 23 anni fa, 750 milioni di vecchie lire al fratello di un possibile presidente della Repubblica.

sergio mattarella e pierferdinando casiniSERGIO MATTARELLA E PIERFERDINANDO CASINI

Il Tribunale di Roma nel provvedimento con il quale applica la misura di prevenzione del sequestro del patrimonio di Nicoletti nel 1995 si occupa dei rapporti tra l’avvocato Antonino Mattarella e Nicoletti. Nell’ordinanza scritta dal giudice estensore Guglielmo Muntoni, presidente Franco Testa, si descrive la storia di un palazzo in zona Prenestina comprato da Nicoletti, tramite una società nella quale non figurava, grazie anche alla transazione firmata con il curatore di un fallimento di un costruttore, Antonio Stirpe.

   L�affare puzza, secondo i giudici, perché il curatore, Antonino Mattarella era indebitato con lo stesso Nicoletti. Il palazzo si trova in via Argentina Altobelli in zona Prenestina e ora è stato confiscato definitivamente dallo Stato. “Davvero allarmanti sono le vicende attraverso le quali il Nicoletti ha acquistato l’immobile in questione – scrivono i giudici – Nicoletti infatti ha rilevato l’immobile dalla società in pre-fallimento (fallimento dichiarato il 20 luglio 1984) dello Stirpe con atto 9 gennaio 1984; è riuscito ad evitare una azione revocatoria versando una cifra modestissima, lire 150 milioni, rispetto al valore del bene, al fallimento.

sergio mattarella e ciriaco de mitaSERGIO MATTARELLA E CIRIACO DE MITA

La transazione risulta essere stata effettuata tramite il curatore del fallimento Mattarella Antonino, legato al Nicoletti per gli enormi debiti contratti col proposto (dalla documentazione rinvenuta dalla Guardia di finanza di Velletri emerge che il Nicoletti disponeva di titoli emessi dal Mattarella, spesso per centinaia di milioni ciascuno)”.

   La legge fallimentare cerca di evitare che i creditori di un imprenditore restino a bocca asciutta. Il curatore dovrebbe evitare che, prima della dichiarazione di fallimento, i beni prendano il volo a prezzo basso. Per questo esistono contro i furbi le cosiddette azioni revocatorie che riportano i beni portati via con questo trucco nel patrimonio del fallimento. Il curatore dovrebbe vigilare e invece, secondo i giudici, l’avvocato Antonino Mattarella aveva fatto un accordo con Nicoletti e il palazzo era finito nella società di don Enrico.

sergio mattarella 6SERGIO MATTARELLA 6

Per questo le carte erano state spedite in Procura ma, prosegue l’ordinanza del sequestro, “una volta che gli atti furono trasmessi dal Tribunale Civile alla Procura della Repubblica per il delitto di bancarotta si rileva che le indagini vennero affidate al Maresciallo P. che risulta tra i soggetti ai quali Nicoletti inviava generosi pacchi natalizi”.

   Non era l’unica operazione realizzata dalla società riferibile a Nicoletti e poi sequestrata, la Cofim, con Antonino Mattarella. “In data 23 aprile 1992 risulta il cambio a pronta cassa dell’assegno bancario di lire 200 milioni non trasferibile, tratto sulla Banca del Fucino all’ordine di Mario Chiappni”, che è l’uomo di fiducia di Nicoletti per l’attività di usura. “In data 28 aprile viene versato sul predetto c/c altro assegno di lire 200 milioni sulla Banca del Fucino, tratto questa volta all’odine della Cofim dallo stesso correntista del primo assegno: questo viene richiamato dalla società, a firma dell’Amministratore sig. Enrico Nico-letti. In data 30 aprile 1992 la Banca del Fucino comunica l’avvio al protesto del secondo assegno).”

   L’assegno citato – concludono i giudici di Roma – risulta essere stato emesso dal Prof. Antonino Mattarella”.

sergio mattarella 3SERGIO MATTARELLA 3

   I giudici riportano le conclusioni del rapporto degli ispettori della Cassa di Risparmio di Rieti, Cariri. “A tal proposito – scrive il Tribunale – viene esemplificativamente indicato il richiamo di un assegno di 550 milioni emesso sempre dal Prof. Mattarella. Si riporta qui di seguito per estratto quanto esposto dall’ispettorato Cariri: ‘In data 15 maggio 1992 (mentre era in corso la presente ispezione), è stato effettuato dalla Succursale il richiamo di un assegno di Lire 550 milioni, tratto sulla Banca del Fucino da Mattarella Antonio, versato in data 4 maggio sul c/c 12554 della Cofim (società riferibile a Nicoletti e poi sequestrata, ndr).

Il richiamo è avvenuto previo versamento sul c/c della Cofim di altro assegno di pari importo tratto dallo stesso Mattarella, essendo il primo insoluto’. La Banca del Fucino ha regolarmente informato la nostra Succursale (il giorno 21 o 22) che anche il secondo assegno, regolato nella stanza di compensazione del 18 maggio, era stato avviato al protesto. (…).

sergio mattarella 2SERGIO MATTARELLA 2

   L’assegno di 550.000.000 lire è tornato protestato il 4 giugno e, al termine dell’ispezione, è ancora sospeso in cassa per mancanza della necessaria disponibilità per il riaddebito sul conto della Cofim”. I rapporti tra Nicoletti e Antonino Mattarella risalivano ad almeno 3 anni prima. I giudici riportano un episodio: il 17 luglio del 1989 Nicoletti telefona al suo uomo di fiducia Mario Chiappini mentre sta nell’ufficio di un tal Di Pietro della Cariri. Chiappini prende il telefono e dice al suo boss “che aveva prelevato e fatto il versamento e che era tutto a posto. Doveva sentire solo Mattarella con il quale aveva un appuntamento”.

3. BORDIN LINE

Massimo Bordin per “Il Foglio

RENZI MATTARELLARENZI MATTARELLA

Nel settembre 1970 Vito Ciancimino divenne sindaco di Palermo. Durò pochissimo. Fu il segretario della Dc di allora, Arnaldo Forlani, a imporre da Roma le sue dimissioni. Del resto la maggioranza che lo aveva eletto fu molto risicata. Nella stessa Dc votarono contro gli andreottiani di Lima, la corrente di Alessi e qualche spirito libero, oltre a socialisti e comunisti. I neofascisti si divisero nel segreto dell’urna, a favore votarono repubblicani e socialdemocratici oltre ai Dc fanfaniani, guidati da Gioia, e morotei, guidati dal giovane Piersanti Mattarella che aveva proposto la candidatura di Ciancimino.

BERNARDO MATTARELLABERNARDO MATTARELLA

E fu proprio Piersanti Mattarella ad essere convocato a Roma da Forlani, segretario nazionale del partito e fanfaniano, eppure convinto che fosse meglio evitare un sindaco del genere. Ciancimino dovette dimettersi e Piersanti Mattarella fu, dieci anni dopo, un coraggioso presidente della regione che pagò con la vita il suo diniego alle pretese di Ciancimino e dei mafiosi.

Il fratello di Piersanti, Sergio, entrò in politica qualche anno dopo l’omicidio di suo fratello, chiamato da De Mita a rappresentare in Sicilia la svolta della Dc e il suo e emendarsi da un passato di contiguità con la mafia, rappresentato anche da Bernardo Mattarella, notabile Dc siciliano, padre di Piersanti, più volte denunciato come amico dei mafiosi da Danilo Dolci, e da tutta la sinistra, negli anni 50 e 60.

sergio mattarellaSERGIO MATTARELLA

Oggi si vuole al Quirinale suo figlio Sergio, persona irreprensibile. Almeno si sappia che, incolpevolmente, rappresenta questa storia, familiare e politica. Molto più tragica e grave di un carrello dell’Ikea o di un processo per truffa.

 
prima ancora dall’elezione
 
IL << SOLITO IMBROGLIO >> ….
 
[ TRATTO DA il FATTOQUOTIDIANO ]
 
 

L’attuale favorito per la corsa al Quirinale nel 2001 è stato “trapiantato” dal suo partito in Trentino-Alto Adige. Poi arrivò il rinvio a giudizio di 17 esponenti locali, accusati si una sfilza di irregolarità nei documenti necessari a metterlo in lista. Ma nel 2004 il reato è stato depenalizzato e tutto è finito prescritto

di Lorenzo Galeazzi | 30 gennaio 2015

 COMMENTI

“Il difficile trapianto di ‘Sergiuzzu’ Mattarella”, scrive Gian Antonio Stella sulle pagine del Corriere della Sera il 19 aprile 2001. L’articolo racconta del terremoto politico provocato dalla decisione dei vertici nazionali della Margherita di candidare l’ex ministro della Difesa, oggi indicato dal Pd come successore di Giorgio Napolitano al Quirinale, in un seggio sicuro in Trentino-Alto Adige per le elezioni politiche del 2001. Dopo la prima levata di scudi, i maggiorenti locali del partito, Lorenzo Dellai in primis, (“Non possiamo venire a sapere che uno si candida qui, com’è accaduto, dal Giornale di Sicilia”) si piegano ai diktat di Roma, complici anche le dichiarazioni accomodanti del diretto interessato: “Avrei potuto essere candidato nelle Madonie (Palermo, ndr). Era un collegio buono. Sono io che ho preferito spendermi dentro una progetto nazionale. E venire a Trento e Bolzano, che spero mi adottino”.

Così il “siculo dal pallore londinese”, per usare sempre le parole di Stella, diventa il candidato unico della Margherita all’ombra delle Dolomiti. “Tra tutti quelli che ci potevano imporre Sergio è il migliore. Stia certo che non gli mancherà il nostro sostegno”, conferma Dellai, tant’è che il il 26 maggio 2001, il politico palermitano viene eletto deputato della Repubblica per la sesta volta.  Tutto a posto allora? No, perché le operazioni lampo per la sua candidatura finiscono quasi subito sotto la lente dellamagistratura di Bolzano e, il 4 aprile 2003, il giudice per le indagini preliminari del tribunale altoatesino rinvia a giudizio 17 esponenti locali della Margherita con l’accusa di aver falsificato alcune firme necessarie per la presentazione della candidatura di Mattarella (che non è stato indagato).

Pubblicità

Tra gli imputati figura anche l’ex vicepresidente della giunta provinciale di Bolzano Michele Di Puppo che, insieme ad altri dirigenti e collaboratori, si era attivato all’ultimo minuto per raccogliere le sottoscrizioni necessarie per la corsa elettorale dell’ex esponente della sinistra Dc. Secondo la procura, in maniera fraudolenta: dalle autentificazioni tarocche, alla raccolta senza autorizzazione, fino alla falsificazione bella e buona di firme fantasma di persone del tutto estranee alla competizione politica.

Il processo dura poco più di un anno e, a luglio 2004, si conclude con un nulla di fatto perché nel frattempo ci pensa la maggioranza che sostiene il governo di Silvio Berlusconi. Sì, perché, nella primavera di quello stesso anno entra in vigore una legge che depenalizza il reato trasformandolo da delitto punibile con pene che vanno da uno a sei anni a contravvenzione per cui è previsto il pagamento di una semplice ammenda.

Agli imputati, per giunta, va ancora meglio perché l’intervento legislativo, in concorso con i tempi biblici della giustizia italiana, fa scadere i termini della prescrizione costringendo il giudice ad archiviare la pratica e mandare assolti tutti senza che sborsino nemmeno un quattrino di contravvenzione. Una legge molto attesa dalle parti di Bolzano, come scrive l’Alto Adige a luglio 2004: “Come si ricorderà, nel corso del procedimento gli imputati avevano chiesto e ottenuto più volte lunghi rinvii a seguito dell’iter parlamentare in corso della legge che avrebbe successivamente depenalizzato il reato”.

Autenticare o creare liste false tornerà delitto solo due anni dopo, a fine 2006, quando la Corte costituzionale tirerà un tratto di penna sulla legge del governo Berlusconi. Nel frattempo però la XV legislatura è finita, Berlusconi è andato a casa e a Palazzo Chigi è tornato Romano Prodi. E Mattarella? E’ ancora parlamentare, per la settima e ultima volta. Questa volta eletto nella circoscrizione Sicilia 1 e grazie al Porcellum, la riforma “porcata” della legge elettorale di Roberto Calderoli che ha mandato in soffitta proprio il suo Mattarellum.

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PROFEZIE ?
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“AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE ( TRATTO DA SERVIZIO 10 GENNAIO 2015 )
 
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EDITORIALE
VERSO LA TIRANNIA
2015. “Dopo anni abbiamo ridotto le tasse”, la prima menzogna che arriva a domicilio; e, poi, nessuna novità, arriverà un’altro commissario al Colle. Guai per tutti e guai per l’Italia. Sono già 9,2 milioni di italiani in grave difficoltà, circa 45 giovani su cento sono senza lavoro e i disoccupati quasi a quota tre milioni e mezzo. Ah, questa sinistra di sempre ! Dunque, dove eravamo rimasti ? Alla repubblica napolitana e al protettorato Italia che si spinge, per il nuovo anno, verso la tirannia. Un dispotismo democratico che si astrae, avulso com’è dalla realtà, da una cornice permeata dalle tre crescenti piaghe di miseria, solitudine e disoccupazione. Più che l’austerità, nel periodo ch’è stato tra il Natale e il subentrato 2015, chi – mi chiedo – ha potuto fare a meno di mescolare alla serenità la tristezza? Le caste vanno verso l’involuzione della democrazia e si autoriformano con l’evidente scopo di conservarsi, l’illusione d’una resistenza che pensano di lunga durata. Ponendo il bambino nella grotta e, poi, come d’uso, con il brindisi augurale per il saluto al nuovo anno, chi di noi – almeno per un attimo –  non è stato preso dal cruccio per i meno fortunati? Una rabbia pacifica che, a tutt’oggi, non è ancora una reazione violenta avverso la pletora dei satrapi che infestano l’Italia. Le camere, invalidate da pesanti eccezioni di dubbia elezione e incostituzionalità, pretendono un potere di nomina per il nuovo capo dello Stato. Il vulnus alla sovranit� del  popolo e l’anomalia permanente, lungi da una soluzione riparatrice, guarda al prosieguo, sino – addirittura – al 2018; ed è questo, a ben vedere,  il comune collante su cui punta Renzi per mantenersi in sella. Al quarto anno, ormai, di esecutivi imposti – disarcionato il cavaliere – Monti, Letta, in ultimo Renzi, sostituitesi a Silvio Berlusconi, ci lasciano macerie dappertutto e con buona pace dei pifferai mediatici – ruffiani del potere – che, più renzisti del Renzi, faticano sempre di più a far credere il contrario. Di tutto ciò, ormai non richiesti, essendo che , terminata la luna di miele con gli italiani, Matteo procede con arroganza e non tiene più conto del consenso, o meno, che si registra  – per sondaggi  quotidiani �  a riguardo dell’andamento lento dell’attuale governicchio. “Una riforma al mese”, checchè ne dicano gli incensatori, ha ceduto il passo – semmai – a una riforma ogni cinque anni e uno slogan bugiardo come quello che “per la prima volta abbiamo dato”, con la c.d. legge di stabilità, suona come una beffa tragica dal momento che l’imposizione del fisco, in pratica, risulta quadruplicata rispetto all’anno  2011 del centrodestra. D’altronde, com’è noto, ai presidenti del consiglio tocca solo il compito di esercitarsi in petizioni di principio che non trovano mai realizzazione e il lavoro sporco, concordato, lo fanno i ministri dell’economia che, in pratica, sono i becchini per delega dell’Ue. E lo stato dell’arte, conservando benefit per poche minoranze,  è fatto per artifizi, partite di giro e qualche regalia; nessun vero ristoro per i meno abbienti, i pensionati taglieggiati, il ceto medio inginocchiato, l’imprenditoria attaccata, ecc., risparmio e accantonamenti prosciugati; vogliono tutta la trippa. Atro che la pubblicizzata riduzione delle bollette di gas ed elettricità, è andata a regime, per questo 2005, la gragnuola di aumenti sui balzelli che era giàinsostenibile.Si vive. ormai, in un regime di diffusa illegalità, in un clima di angherie e prepotenze, di intolleranza e liberticida, dei corrotti e della corruzione non vale altro aggiungere ; è un pozzo senza fondo, ritornano in auge i roditori come Amato, Prodi, e compagnia cantante; e cosa ancora più allarmante siamo all’inizio di quel poco e inocuo nero di quà, e del molto inquietante rosso di là, un tentativo di riedizione dei cosiddetti opposti estremismi di cui si necessita, in prospettiva, per autolegittimarsi e già disinnescare una collera popolare, per ora, solo in embrione. La violazione della costituzione repubblicana, con assoluta impunità e totale complicità, così ha raggiunto l’acme per soprusi nei confronti dei cittadini, vessati dal tassa e ritassa, disattesi i principi, contenuti rispettivamente nell’art. 53 della carta nonchè per l’art. 54 – coma 1 del codice penale, del versare come e solo da capacità contributiva proporzionale al proprio reddito e, se lo Stato diversamente richiedendo,  la non punibilità di chi non assolve per lo stato di necessità. Coloro che reggono le istituzioni ne sono i responsabili, per le tante vittime che ha mietuto e che miete la disperazione, la loro colpa si chiama induzione al suicidio. Prima o poi, inevitabilmente, e la suprema Corte, e la magistratura, se ne dovranno seriamente occupare. Di Lor Tiranni ! Che, difficilmente e a lungo, potranno farla franca. 2015, dunque, l’anno della tirannia, ma non e’ detto. Prima o poi, ci sarà rivolta contro la grande spoliazione; che non si può continuare – all’infinito – con lo svuotarci le tasche e con il svuotarci la vita. Non servirà che ci sono le << riforme >>, quali ? Il giovin signore della sinistra, “renzispot e renziscoop”,  è avvisato !
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
 
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[ DA “ARCHIVIO AZIMUT ONLINE” : AGOSTO – SETTEMBRE 2012 – MOLTA ACQUA E’ PASSATA SOTTO I PONTI MA CONVERRETE CON NOI ( se vuoi rileggere tutto : vedi : sotto ) CHE NULLA PROPRIO NULLA E’ CAMBIATO – ANZI… ]
 
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PROFEZIE ?
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ECCO PARTE DEL SERVIZIO 2012 DI ARCHIVIO
 
IL GUANTO DI SFIDA “CONCLAVE” DA “VILLA D’ESTE” : < “PAPERONI” & “SANGUISUGHE” >
[ < “PRODI” & “PRONI” ] : A CHI LA “TRIPPA” ?
“TUTTA LA TRIPPA”…! A NOI ! ! !
IN NOME DI DIO ANDATEVENE !
NOI AVEVAMO SCRITTO…MA SONO  GIA’ “ANDATI OLTRE”…
Incendio all'impianto di Acerra, in fumo tremila balle di rifiuti
l
’Italia.

 

( E PAOLO BARNARD, PREVEDENDO, CHIARAMENTE DIXIT : ”…So bene che non siete capaci di reagire, non lo fareste neppure ad appiccarvi fuoco, inutili vigliacchi. Non mi scrivete… )
 
L’EDITORIALE  [ REPLICA  – 22.08.2012 ]
Per favore !
E così è… (se vi pare ) ! ! !
 (Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” Napoli) 
[ Leggevo, pensavo… che ….. < “In Islanda è stato riaffermato un principio fondamentale: è la volontà del popolo sovrano a determinare le sorti di una nazione, e questa deve prevalere su qualsiasi accordo o pretesa internazionale. Per questo nessuno racconta a gran voce la storia islandese.” E chissà quando la nostra amata Italia si sveglierà da questo incubo!!! ….. >]
Arturo Stenio Vuono Breve l’estate, l’idea del ritorno prevalente, l’autunno incombente, scrivere su ciò che la stampa, ufficiale e accredidata, ama “presentarci” era ovviamente assolutamente inutile; cosicchè meglio raccogliere i pensieri che, in questi giorni, per la “tregua feriale”, ci hanno ispirato letture alternative.
La banca padrona di Draghi e Monti, in sordina, fugge dai btp italiani e il Rettore del governo di Roma, accelera i tempi sul sacco degli immobili pubblici. Goldman & Sachs si è “liberata” del 92% di titoli italiani. A Wall Street è corsa all’acquisto di derivati: si teme l’implosione dell’euro.
Con uno sguardo, oltre l’Italia, la Siria è sotto attacco e Mr. Terzi vuole mettersi l’elmetto; certo che il ritorno alla lira, e alla dracma, non è previsto anzi la crisi, pare, che generi una sorta di eurodollaro. Nell’eurozona il rigore dei conti, atteso che la Bce continua con i prestiti alle banche che non fanno più credito, innesca – sistematicamente – la recessione.
Tra Btp e Bond c’è una calma apparente, una tregua implicita, ma la situazione non muta : la disoccupazione, ad esempio, aumenta inesorabilmente; e fuori dai confini, migliore non è, pure la Francia rischia – essa stessa – di rientrare nel girone della stagnazione. E’ in piedi l’incognita, in ogni senso, riguardo a Teheran; della Libia si sa poco o nulla e in quanto alla Turchia si temono “scintille”.
Il ménage à trois che, in Italia, regge l’esecutivo  in verità non convince la stragrande maggioranza dei cittadini che lo considera, a torto o a ragione, come una “maggioranza artificiale” e da “formula innaturale”. E uno dei temi in campo, trattativa “Stato – mafia” che fu, forse che sì e forse che no, è tutto all’insegna d’una serie di caffè alla stricnina. Insomma futuro oscuro, non solo per l’Italia, ma per l’intera Europa che, per esistere, dovrebbe sposare – giunti a questo punto – l’idea per una confederazione – sopratutto e innanzitutto politica – di popoli indipendenti e sovrani.    Curiosamente, nell’affanno di individuare la ricetta giusta, si ritorna anche all’analisi del Fascismo, in tutte le sue “sfaccettature”, opinabile – però – nell’incalzare della c.d.
 < crisi >, non solo in economia, che se ne possa (ri)licenziare e (ri)proporre una versione tutta da < sinistra >, solo per coprire il vuoto di antagonismo alle classi dominanti. Ma su questo – ch’è altro problema – riprenderemo, a parte, un dibattito già più volte aperto.
 Monti e Fornero, e sodali, seppure tra i responsabili della recessione in atto, di recente, hanno discettato di “investimenti necessari perchè il futuro è a rischio” ( sic ! ); ed è abbastanza evidente, una vera e propria contraddizione in termini, nonostante ciò e altro, l’incapacità a reagire e si marcia verso un vero e proprio asservimento di massa. Un nuovo < autunno caldo > ? Ma le proteste, ammesso che si manifestino, non preoccupano pù di tanto il Monti.
Il < professore >, infatti, si considera – non l’unico “esposto” – in buona compagnia quanto alla cosiddetta, prevista, crescita zero ( che, ora, si  profila e si valuta possa estendersi pure al Regno Unito ). Madrid continua a temporeggiare sul prestito e un poco tutti i popoli europei, salvo quelli non a valuta – euro, sono costretti nella gabbia dell’eurocrazia – risultando impediti alla ripresa – poichè manca ovvvero non è concesso il cammino per una nuova < ideologia del lavoro > ( ma la Germania ne sarà – sempre – immune ? ). D’altra parte i parlamenti, tipico l’esempio di quello italiano, sono ormai ridotti ad “organi ratificanti”, e decreti – legge, e < questioni di fiducia >. In Italia è sempre più difficile dissentire, non a caso siamo un “popolo di intercettati” e la “pista” si libera – unicamente – per coloro che, come i centristi e i dalemiani, etc., fanno il verso del “vate ai banchieri”; i digiuni dei radicali sono, ormai, fuori gioco e fuori moda; Vendola è il più “corteggiato” e il Di Pietro si sente, definitivamente, accantonato; e resta il “grillo”, Carneade chi è costui ?
Anticipo di < autunno al gelo > ? Altro che “autunno caldo” ! Risultò rinviato, si fa per dire, allorchè dall’attacco – blitz al …   sul Wall Street Journal, l’eminente tecnocrate – venuto a far politica – ne mostrò solo l’assaggio; e, in verità, dopo quello portato in Europa, il Monti – prima o poi – innescherà lo scontro interno; egli, più forte di quel che si pensa, per intanto, agisce con manovre su manovre ( l’ultima mascherata da spending review ), di certo non ostacolato dai paladini del < governo mondiale > e dell’usura internazionale che operano ben oltre il declino del dollaro. Che dicono, su ciò, i neo “italioti think tank” ovverosia le guide delle cosiddette fondazioni, le < teste d’uovo > cui i partiti – direttamente o indirettamente – hanno delegato il < pensiero >? Nulla, proprio nulla ! E che dicono a proposito del < Signore Euro Tuo > ? Nulla di nulla ! E in merito all’eterna “filastrocca” del nostro ( sic ! ) < debito pubblico > ? Niente di niente !
Nell’ultima intervista, rilasciata al Der Spiegel, un vero e proprio “paradosso”, col piglio e la maniera del vincente < conducator >, nonostante la generale “arrendevolezza”, Mr. Monti Mario – come e nella qualità di eccellente esecutore di disposti della nota < Troika > ( Fmi, Bce e Ue ) – si disse deciso, ancora,  a una naggiore libertà proprio rispetto ai partiti e, in fin dei conti, dallo stesso parlamento italiano ( capite ? ).
Ancora e di più : una necessaria”libertà maggiore” ( capite ? ).
E gli speculatori di borsa, una neo specie di parassiti, infatti, agiscono con la velocità che ( a lor ) “impone” ( ! ) il rischio dell’eventuale crollo della moneta unica e di quello, possibile, dell’intera zona – euro; e non è un mistero, si converrà, che “dietro le quinte”, britannici e russi, seppure diversamente interessati, già sono alle prese con l’impegno – abbastanza seriamente – d’uno studio, preventivo, di tale ipotesi – scenario; britannici e russi, in particolare, rispettivamente favorevoli ( la < perfida Albione > guarda agli Usa ) e contrari ( invece la < Terza Roma > guarda all’Europa ). Noi, dunque, abbiamo necessità d’una compagine governativa che sia politica ! Nei piani d’ogni governo tecnico, come già abbiamo visto e sperimentato, tale ipotesi ( scenario ) viene completamente ignorata; un limite, voluto, che ci troverebbe impreparati e assoluamente disarmati. Un governo politico, risultato delle urne, avrebbe ogni e qualsiasi potere di < rinazionalizzare >  e  < socializzare > l’economia ove la Bce, teoricamente garante della moneta “unificata”, non fosse messa in grado di concorrere a difenderci dall’indotto e paventato < default >. Cioè, se – come nel presente – non abbia potuto o voluto adoperarsi per l’intervento, nell’altalena virtuale e speculativa dello spread ( con costi reali ), e se così per il futuro,  dal nostro ( ! ) debito pubblico, ormai alla soglia dei duemila miliardi di euro, si può e si deve uscire ma politicamente. Dato, e considerato, che di questo < debito > ( ! ) , sostanzialmente sottoscritto dagli italiani, solo il 30% è di natura estera, occorre – con autorità sovrana – rinegoziarne tale quota parte: richiamando… < Lor Signori > al ”prendere o lasciare” ! Un debito obbligazionario ( solo ) decennale che permetta alla Nazione di pareggiarne il conto e al Paese di liberarsene : per tagli e risparmi che, azzerando il gioco del bluff di “borsaioli” – “masnadieri� e “biscazzieri”, puo’ arrivare ad interessare anche sino al 70% del capitale e interessi.
Rafforzerebbe, comunque sia, in anticipo sul 2016, il principio per la trasformazione dell’Unione Europea in una federazione di Stati membri; e, per l’Italia, matura l’idea dell’inutilità di esecutivi, come quello attuale, “giustificati solo dallo spread”, mettendolo – definitivamente – fuori gioco e in quantochè operante da eterno < governo balneare > !
I Monti e i Draghi, i Rehn, i Rompuy, etc., complici di George Soros e Henry Paulson, etc., sono infatti colpevoli quantomeno di alto tradimento. E’ l’ora del < Re nudo >, è il momento giusto per condannarli. Draghi e Monti ( con Hollande ruota di scorta ) vogliono salvare l’euro ma senza fare la guerra allo spread ( ? ). Nossignori ! Si salvano le banche ma non i colpiti della crisi economica, s’impone l’ennesimo trattato – sulla pelle dei popoli – come, per ultimo, il “Mes” ( meccanismo di stabilità europeo ) che trasferisce la sovranità budgettaria, totalmente, melle mani degli eurocrati. Francoforte, infatti, la fa da padrone e la Bundesbank continua a imporre “rubinetti chiusi”, salvo a volere prestare altri soldi alle banche, con il reitero del  < niet > al diretto acquisto di titoli pubblici, sia  di propria iniziativa che attraverso l’Esm ( Meccanismo Europeo di Stabilità, MES – pure European Stability Mechanism, abbreviato in ESM) nato , come noto , dalle modifiche al Trattato Europeo … ; e cosa mai può muovere un Draghi oppure il Monti – ex Goldman Sachs ( ex consulente di Moody’s, membro – ex ? – della Trilaterale Commissione ) ? Insomma < ubi maior, minor cessat >, per alleanze impossibili a spezzare la catena delle sovvenzioni a interesse, per crediti illimitati, il cui acme di tali interessi sul debito pubblico, se non ��cancellato”, peraltro impedirà la rinascita dell’Europa e la ridurrà, per sempre, a Terzo Mondo.
L’euro, così com’è, è solo un “pinnacolo” di carta straccia su cui, attualmente, vorrebbe reggersi l’Ue. In Italia (ohibò ! ) si vuole rispondere con la ricetta migliorista ( dei Bersani, dei Vendola che si accodano, e dei Casini che si aggiungono, forse di Altri che si aggregano ) e degli alleati ai “Banksters” che già precedettero – e li abbiamo visti – come i D’Alema, etc. ( travestiti da “…occidentali, liberali e moderati..” ): come sempre una porta aperta per la crisi, porta a  lavoro interinale, precariato, “privatizzazioni”, delocalizzazione delle imprese,  disoccupazione e per il”lavoro popperiano”.
L’euro, così com’è, è una < gabbia di ferro > ( da “patto” scellerato ) che ha significato solo una < grande abbuffata > per i pochi e, in più, ha “picconato” la sovranità economica e nazionale; conseguentemente, oggi, van di moda gli “italians”, sguatteri ministeriali dei < poteri forti > , graditi ai “Lurchi”, con la genuflessione dell’asse parlamentare Pd-Udc e l’abbraccio mortale al PdL.
Cosa fare ? Impedire che si devastino, ulteriormente, le identità nazionali e che si proceda alla svendita della democrazia, e fare muro contro il potere usurocratico, per costruire una nuova Bruxelles e, da noi, porre fine alla < Repubblica Napolitana >. Chiudere il < sistema >, e non”chiudere” l’Ilva, non più ostaggi di nessuno : che ci fa, ordunque, il Pdl nel citato ménage à trois ? Attende cosa ? Che ci consegnino a Pd-Udc-Sel  ( e chissà ! Con Di Pietro e Grillo ) ? Un coacervo di destro-sinistro-centro con venature di pseudo “peronismo”. E con futuri presidenti del consiglio promossi dalla city ! Insomma, che l’incantesimo si perpetui, nel tempo, ben oltre l’attuale legislatura, more solito ( magari per averne ancora un’altra, e magari  cosiddetta  < costituente > ) ? Perchè il prosieguo sia, tutto, all’insegna della”new economy” e, sempre, al grido che “l’euro non si tocca” ?
L’Italia di “Lor Signori”, per quanto ci riguarda, è tutta una… < cosa > di “casa nostra” che non ci appassiona ! Neppure la loro < Europa Unita >, pilotata alla Financial Times e”compagnia cantante�, che non ci appartiene ! I “professori” concionano e pretendono i “sacrifici” ( sic !) ; per lo “spread” drogato, la speculazione, attacco su attacco proditorio, ed è bene – perciò- che ritornino a casa ! Il ritorno all’economia reale, che non interessa gli attuali “paggetti”, significa emendarsi dalla < Caporetto > ! Proteggere la produzione nazionale, respingere ogni riforma che soltanto procrastini lo < status quo > ,”parteggiare” per elezioni anticipate, non sono una “bestemmia” ! Parimenti, respingere trattati non sottoposti a referendum popolari, cioè < Kaputt > ! Abrogare il “tassa e ritassa”, la “Equa Italia” [ sic ! ], provvedimenti come, per il recente, il < Fiscal Compact >, spacciati per “equità sociale”.
Così, realizzando che la < La legge è uguale per tutti > ! ! !
E “spegnete” la nuova < Radio Londra >: il “cicaleccio” contro chi dissente : tacciato di essere seguace del < complottismo >, quindi settario ed estremista.
 
Per favore !
E così è… (se vi pare ) ! ! !

[ “AZIMUT” – ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE ]
 www.associazioneazimut.blogattivo.com  
Associazione Azimut
Scritto : Saturday, September 08, 2012
Per invio E.mail – NewsLetter :
< …SUD “FAI DA TE” – GIOVANI “INDUSTRIATEVI” – SENZA DESCO “ARRANCIATEVI”… > ! [ sic ! ] ”La dittatura dei banchieri” su IL MONDO DI SUK, e altro…..
[ “AZ.NEWS”10.09.’12 ]

Monti: in Europa populismo pericoloso che mira a disgregazione (. . . )

L’allarme del premier al termine del bilaterale con il presidente del consiglio Ue, Herman Van Rompuy ( . . . )

Pubblicato il 08/09/12 da TMNews in Politica| TAGS: roma
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Roma, 8 set. (TMNews) – In Europa si sta diffondendo un “pericoloso fenomeno” con “populismi che mirano alla disgregazione” nei diversi stati membri. E’ l’allarme lanciato dal premier Mario Monti dopo il bilaterale con il presidente del Consiglio europeo Herman van Rompuy a Cernobbio.

Nel suo intervento al termine del bilaterale con Van Rompuy, Monti ha aggiunto che ci sarà un incontro del Consiglio europeo ad hoc e che ha proposto il Campidoglio a Roma come sede di tale incontro. ( . . . ) 

U N A    B U O N A    D O M E N I C A    E    U N A     B U O N A    L E T T U R A
Associazione Azimut – ANTEPRIMA DI WEB  – Arenella / NAPOLI
Saturday, September 08, 2012 – www.associazioneazimut.blogattivo.com
Segnalazione :  Recensione de “La dittatura dei banchieri” su IL MONDO DI SUK
[ per leggere tutto – al termine del servizio ]
Crisi, Napolitano:
…E…S E N Z A < D I A R C H I A > … ! ! !
L’ULTIMISSIMA DEI “SUPERMARIO” ( OHIBO’ ) : DA FRANCOFORTE A BARI…

Associazione CulturalSociale   “Azimut”- Napoli

TI CONSIGLIAMO – ANCHE – LA LETTURA DI ALTRO SERVIZIO DI ARCHIVIO ( 2011 )

[ VAI AL SITO A CERCA IL  SERVIZIO DEL NOVEMBRE 2011 ]

( è sufficiente . e molto più facile – digitarne il testo sui motori di ricerca )

PROFEZIE ?

CANNES 2011 – UE E G20: NUOVE E VECCHIE “POTENZE – PADRONE DEL GLOBO”, CHI E COME “MENA LE DANZE” ?… [ AZ. NEWSLETTER : venerdì, 4 novembre 2011 ]

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27 GENNAIO 1995 – 27 GENNAIO 2015

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SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE

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“Azimut” – I lettori ( non necessita alcun commento ) ben conoscono le ragioni della nostra scelta di adesione alle svolte : dal Msi al Msi-Dn, dal Msi-Dn al Msi-An, dal Msi-An verso il centrodestra ( da An e sino al PdL ) 

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[ tratto dal web ]

alleanza nazionale

Roma, 27 gen – Per alcuni è stato il momento della verità, per altri un alibi, oppure ancora una passerella, un’occasione di carriera, la fonte di un eterno risentimento o l’attimo giusto per fare outing. Venti anni fa, il 27 gennaio 1995, al centro congressi diFiuggi, nasceva Alleanza Nazionale. Un evento di cui tanto si è parlato e si continua a parlare, quasi sempre sbagliando categorie.

An, in realtà, era già nata da un po’ quando si tenne l’assise nella cittadina laziale. Il primo accenno al nuovo movimento, chiamandolo con questo nome, lo fece il politologo conservatore Domenico Fisichella sul Il Tempo del 19 settembre 1992, contrapponendo una possibile alleanza di tutte le forze nazionali, variamente intese, contro il raggruppamento dei progressisti, che in quel momento sembrava doversi chiamare Alleanza Democratica (che invece fu solo il nome di un effimero movimentino).

Si era nel pieno del terremoto di Tangentopoli e Gianfranco Fini, che pure per un certo periodo ha avuto quasi fama da statista lungimirante e machiavellico, non aveva capito nulla, limitandosi – in parte a ragione, ma con sguardo miope – a cavalcare l’ondata manettara senza farsi tante domande. Non troppo tempo prima, il programma di Fini era quello di proporre il “fascismo del 2000”, che non voleva dire nulla, così come poi non vorrà dire nulla l’altra scatola vuota della “destra europea”, ma che se non altro aveva ancora il pregio della chiarezza lessicale. Come in tutte le svolte politiche fortunate di Fini, furono gli eventi a dettare l’agenda.

L’11 dicembre 1993 il Comitato Centrale missino approverà ufficialmente il nome diMovimento Sociale Italiano-Alleanza Nazionale. Il nuovo soggetto debutterà vittoriosamente alle elezioni politiche del 1994 come alleato di Forza Italia di Silvio Berlusconi: il partito raggiungerà uno storico 13,4 % e diventerà forza di governo.

Per riempire l’etichetta di contenuti ci sarà tempo, ma questo tempo non arriverà mai. Al bivio se restare fermi o evolvere, An deciderà di non decidere. Di certo non ci sarà gran riflessione a Fiuggi, al congresso fondativo. Poco male, i grandi movimenti non nascono da troppe elucubrazioni, in genere hanno il decisionismo di un capo che supplisce. Ma in An non ci sarà mai neanche quello. Tutte le volte che Fini proverà a metterci del suo, le cose andranno in modo disastroso: dalla coccinella all’Elefantino, fino alla triste parabola di Fli.

A Fiuggi si farà molta caciara sulle mozioni programmatiche di taglio più “culturale”, che abbozzavano il profilo di un buon partito conservatore e cattolico (buono se fossimo nell’Ottocento, ovviamente).

alleanzanazionale1Qualcuno storcerà un po’ la bocca per l’inserimento di Gramsci nel pantheon nazionale, che forse era una delle pensate meno banali. Si far� in tempo anche a condannare l’antisemitismo, ovviamente, anche se “travestito daantisionismo”. Per la prima volta, un partito poneva come pietra fondativa l’impossibilità di criticare la politica di uno stato. Per la prima volta fuori da Israele, almeno.

Ma in fondo quelle erano tutte “cazzate per turisti”, come direbbe Quentin Tarantino. Il vero congresso di fondazione di An, di fronte ai grandi elettori del partito, avvenne qualche settimana dopo. Il 15 e 16 febbraio del 1995, infatti, Fini si recava ritualmente a Londra per presenziare, sia pur in mezzo a qualche timida protesta del Times, a una conferenza a Chatham House, celebre istituto internazionale di studi strategici in fortissimo odore di massoneria, e a una “colazione di lavoro” presso la Banca Rotschild. Si trattava del pellegrinaggio d’ordinanza, che del resto nello stesso periodo anche gli ex comunisti si apprestavano a compiere.

Intanto un drappello di ex missini, raccolti dietro a Pino Rauti, diede vita all’esperienza della Fiamma tricolore, drenando per lo più i trombati di ogni sezione, anche a prescindere dalla loro radicalità. I risultati politici, culturali e sociali di questa frangia di dissidenza, dopo vent’anni impietosamente fermi allo zero nonostante una base di partenza non esigua in termini di struttura e militanza, dicono già tutto.

Del resto Fiuggi avrà tra le conseguenze nefaste anche quella di fornire l’alibi a tutto un mondo di buoni a nulla. Poiché quelli erano cambiati in peggio, era bene non cambiare. Poiché quelli avevano tradito, basta non essere dei loro per non essere un traditore. Più in qua negli anni, questo meccanismo si riprodurrà sulla pelle del solo Fini: tutto il male veniva raccolto nello spazio puntiforme di un’unica persona, tutti gli altri venivano assolti per il solo fatto di non essere Gianfranco Fini. Anche chi ne aveva condiviso ogni passo, persino quelli più umilianti. Anche chi, avendone avuto la possibilità, avrebbe fatto di peggio. Era un modo come un altro per non farsi domande, per non diventare mai radicali per davvero. Un gigantesco giubileo permanente, dove si largheggerà in indulgenze plenarie. Per salvare l’anima a molti è bastato riunirsi negli scantinati e dire“Fini boia”.

Perché, poi? Perché Fini aveva portato il Msi a Fiuggi. Meno scalpore aveva fatto, vent’anni prima, l’ingresso nello stesso Msi dell’ammiraglio Birindelli, ex-comandante delle forze Nato del Mediterraneo, o del generale De Lorenzo, noto antifascista. Nel ’71 il Msi aveva avviato i contatti con il partito monarchico, contatti che sfoceranno nella presentazione di liste comuni alle elezioni del 1972, e nell’unificazione dei due partiti, votata all’unanimità dal Consiglio Nazionale monarchico del 8-9 luglio 1972. Nel Congresso del 1973 Almirante aveva potuto dichiarare profeticamente: “Noi stiamo diventando il centro-destra”. Nel 1973 era poi scomparsa la clausola che qualificava l’appartenenza alla massoneria come incompatibile con l’iscrizione al partito. Sulla politica estera, meglio stendere un velo pietoso.

Insomma, che cosa aveva davvero cambiato Fiuggi? Nulla. Certo, il Msi restava pur sempre un collettore di forze radicali che vivacchiavano nel partito nonostante il partito. Ma la stessa identica cosa accadrà in An. Il peccato originale dei fiuggini, a ben vedere, era stato quello di praticare lo stesso opportunismo dei vent’anni precedenti, ma stavolta con risultati cospicui in termini di quote di potere. Basta abiure per nulla, che almeno arrivi una poltrona. Le poltrone arrivarono, copiose. Il che non è un male, anzi. Basterebbe che poi si facesse politica, anche tollerando una quota fisiologica di cazzi propri da sbrigare. Ma politica, An non la farà mai. In compenso farà molti cazzi propri.

Vent’anni dopo si fatica a isolare il contributo della destra postfascista alla parabola berlusconiana. Il centrodestra Arcore-centrico sarebbe in fondo stato pressoché identico, senza gli ex missini. In taluni casi, sarebbe persino stato meglio. Per il resto, non un giornale, una cooperativa, una struttura, un’idea, una legge, un segno anche solo simbolico lasciato se non nella storia, almeno nella cronaca, viene in mente. A meno che per segno simbolico non si intenda La Russa che strilla “culattone” a un ragazzino supponente.

Il 27 gennaio 1995, quando il Msi visse gli ultimi istanti di vita, una frangia di irriducibili romantici si attarderà nella platea cantando fuori programma “Il domani appartiene a loro”. Gli sarebbe appartenuto davvero, almeno per 20 anni, ma non avrebbero saputo cosa farci.

Adriano Scianca

Commenti

  1. […] Svolta di Fiuggi e nascita Alleanza Nazionale | IL PRIMATO NAZIONALE […]

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VINCENZO MANNELLO ( DA CATANIA )

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SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE

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“Azimut” – I lettori ( non necessita alcun commento ) ben conoscono le ragioni della nostra scelta di adesione all’idea di un partito unico di centrodestra e di sostegno alle iniziative politiche a guida dell’unico leader  –  il presidente Silvio Berlusconi)

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[ riceviamo e pubblichiamo ]

——– Original Message ——–

Subject: RenzUsconi al dunque
Date: Thu, 29 Jan 2015 17:47:58 +0100
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To:          ( . . . )  
Berlusconi,Renzi e RenzUsconi
sono ovviamente un “ibrido” unico ma non è detto che non si “scindano”…quando ? Non appena il Cavaliere avrà completamente distrutto Forza Italia e fatto si che ufficiali e truppa possano trasmigrare con il Putto fiorentino…poi riceverà la giusta ricompensa : lui pensa la grazia e la salvaguardia delle proprie aziende. 
Io,invece,propendo per un calcio nel sedere !!☺ 
Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

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ALTRE NEWS

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GAETANO DANIELE ( per leggere tutto clicca link – titolo ; vedi : sotto )

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DALLE CALABRIE ( Tonino Sicoli – Cosenza ) INVITO

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—-Messaggio originale—-
Da: notification+acf6oy26@facebookmail.com
Data: 29/01/2015 23.54
A: “IN PENOMBRA / ANDREA ALFANO NELLA COLLEZIONE DI VIETRI a cura di Tonino Sicoli”<an.arenella@libero.it>
Ogg: [IN PENOMBRA / ANDREA ALFANO NELLA COLLEZIONE DI VIETRI a cura di Tonino Sicoli] INVITO

Tonino Sicoli
Tonino Sicoli 29 gennaio 23.54.33
INVITO
Questa mostra al Museo Crocetti di Roma presenta una selezione significativa delle opere di Andrea Alfano appartenenti alla collezione Di Vietri, che viene esposta per la prima volta nella sua contestualità originaria, dall’1 al 14 febbraio.
Si tratta di 30 dipinti eseguiti fra gli anni Dieci e i Cinquanta del Novecento e conservati per oltre mezzo secolo nella casa dell’amico e medico personale, che gli è stato accanto fino agli ultimi istanti di vita. Il rapporto fra Alfano e la famiglia di Vincenzo Di Vietri è documentato non solo da questo corpus di opere, ma anche da uno scritto inedito che viene pubblicato nel catalogo stampato per l’occasione da Gangemi.
Alfano non fa una pittura di racconto, con scene  Altro…
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DALLE CALABRIE ( Stenio Vuono – Cosenza ) REPORT FOTO

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——- Original Message ——–

Subject: foto
Date: Thu, 29 Jan 2015 09:02:39 +0000 (UTC)
From: stenio vuono <stevu48@yahoo.it>
To: “arturo s. vuono” <associazioneazimut@tiscali.it>
Al campo scuola 1965
Anno 1965

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( foto visionabile tra breve in rete e con nostra successiva E.mail )

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ULTIMA NOSTRA E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB ( SERVIZIO TRA BREVE IN RETE )
 
OGGI – QUESTO < STATO MEDEA > “UCCIDE” I PROPRI FIGLI E MENO MALE CHE IL SUD C’E’ ! 
[ “AZ.-NEWS” –  30.01.’15 ]
 
NOI IN RETE
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Un pensiero su “SERGIO MATTARELLA CAPO DELLO STATO NUOVO QUIRINALE VECCHIA CONSEGNA DELLA REPUBBLICA NAPOLITANA E DEL PROTETTORATO ITALIA – ALTRE NEWS”

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