TESTO INTEGRALE MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA AL PARLAMENTO NEL GIORNO DEL GIURAMENTO E IL COMMENTO DI AZIMUT ASSOCIAZIONE


TESTO INTEGRALE MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA AL PARLAMENTO NEL GIORNO DEL GIURAMENTO E IL COMMENTO DI AZIMUT ASSOCIAZIONE
 [ “AZ.”-4.02.’15 ]

ANTEPRIMA DI WEB

SERVIZIO TRA BREVE IN RETE
 
la foto di CAFFEINA.
[ “AZIMUT” – STUPISCE CHE L’ABBIA DETTO PROPRIO BENIGNI CHE PERCORRE LA SOLITA E STATICA (SUA) COMODA VIA E, PER UNA VOLTA, SIAMO D’ACCORDO ( MA LUI LO FACCIA ) … ]
foto di CAFFEINA.
OGGI
TESTO INTEGRALE MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA AL PARLAMENTO NEL GIORNO DEL GIURAMENTO E IL COMMENTO DI AZIMUT ASSOCIAZIONE
 [ “AZ.”-4.02.’15 ]
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[ tratto da messaggio “postato” su facebook – Quando si dice che non bisogna mai ritornare indietro. Al punto in cui siamo arrivati e’ preferibile invertire la marcia… ]

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foto di Dimissioni e tutti a casa.
[ “AZIMUT” – SIAMO D’ACCORDO MA VA FATTA UN PRECISAZIONE – vedi:sotto )
 
( tratto da “Il termometro politico” – 3 febbraio 2015 )
 

Tsipras e Fiscal Compact

“…l’ex Cavaliere ha risposto anche sui più scottanti dossier di politica internazionale. Nel pomeriggio a Roma sono attesi Tsipras e il ministro delle Finanze greco, Varoufakis… Berlusconi non esita : “sul fatto che questa politica europea non funziona sono d’accordo con Tsipras”. Poi, con ritrovata nonchalance, si avvicina a Padoan e lo punzecchia: “mi scusi se mi permetto ma il fiscal compact è completamente antistorico, un sacrilegio…” [ n.d.r. Il governo italiano di centrodestra ha più volte posto il veto a decisioni U.E. ma è rimasto solo e ha più volte sollecitato la revisione di accordi e trattati  intereuropei  e internazionali, sempre il solo ]

QUESTO SOLO PER LA VERITA’ !

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MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA – COMMENTO DI AZIMUT ASSOCIAZIONE
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[ MESSAGGIO ]
 
per leggere il messaggio – vedi : oltre
[ COMMENTO ]
per leggere il commento – vedi : oltre
vuono
SENZA CHIEDERE PERMESSO
COMMENTO ( dopo il messaggio )
“Azimut” Il post del presidente – Arturo Stenio Vuono
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PER UNA CORRETTA INFORMAZIONE
MATTARELLA HA GIURATO…..
[ L’INTERVENTO PER L’INSEDIAMENTO INNANZI A CAMERE CONGIUNTE ]

Messaggio del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Parlamento nel giorno del giuramento

[ DAL 1948 C’E’ STATA CONCESSA
LA LIBERTA’ DI PAROLA….. 
( CI DICONO… )MA SI SONO RISERVATI IL DIRITTO DI NON ASCOLTARE… ]
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Il capo dello Stato al Colle: "Questa è la casa degli italiani"
MESSAGGIO
 
 


Palazzo Montecitorio, 03/02/2015

Signora Presidente della Camera dei Deputati, Signora Vice Presidente del Senato, Signori Parlamentari e Delegati regionali,


Rivolgo un saluto rispettoso a questa assemblea, ai parlamentari che interpretano la sovranità del nostro popolo e le danno voce e alle Regioni qui rappresentate. 


Ringrazio la Presidente Laura Boldrini e la Vice Presidente Valeria Fedeli.

Ringrazio tutti coloro che hanno preso parte al voto.

Un pensiero deferente ai miei predecessori, Carlo Azeglio Ciampi e Giorgio Napolitano, che hanno svolto la loro funzione con impegno e dedizione esemplari. 


A loro va l’affettuosa riconoscenza degli italiani.

Al Presidente Napolitano che, in un momento difficile, ha accettato l’onere di un secondo mandato, un ringraziamento particolarmente intenso. 


Rendo omaggio alla Corte Costituzionale organo di alta garanzia a tutela della nostra Carta fondamentale, al Consiglio Superiore della magistratura presidio dell’indipendenza e a tutte le magistrature.

Avverto pienamente la responsabilità del compito che mi è stato affidato.

La responsabilità di rappresentare l’unità nazionale innanzitutto. L’unità che lega indissolubilmente i nostri territori, dal Nord al Mezzogiorno. 


Ma anche l’unità costituita dall’insieme delle attese e delle aspirazioni dei nostri concittadini.
Questa unità, rischia di essere difficile, fragile, lontana.

L’impegno di tutti deve essere rivolto a superare le difficoltà degli italiani e a realizzare le loro speranze.

La lunga crisi, prolungatasi oltre ogni limite, ha inferto ferite al tessuto sociale del nostro Paese e ha messo a dura prova la tenuta del suo sistema produttivo.


Ha aumentato le ingiustizie.

Ha generato nuove povertà.

Ha prodotto emarginazione e solitudine.

Le angosce si annidano in tante famiglie per le difficoltà che sottraggono il futuro alle ragazze e ai ragazzi.

Il lavoro che manca per tanti giovani, specialmente nel Mezzogiorno, la perdita di occupazione, l’esclusione, le difficoltà che si incontrano nel garantire diritti e servizi sociali fondamentali. 


Sono questi i punti dell’agenda esigente su cui sarà misurata la vicinanza delle istituzioni al popolo.


Dobbiamo saper scongiurare il rischio che la crisi economica intacchi il rispetto di principi e valori su cui si fonda il patto sociale sancito dalla Costituzione.

Per uscire dalla crisi, che ha fiaccato in modo grave l’economia nazionale e quella europea, va alimentata l’inversione del ciclo economico, da lungo tempo attesa.

E’ indispensabile che al consolidamento finanziario si accompagni una robusta iniziativa di crescita, da articolare innanzitutto a livello europeo.

Nel corso del semestre di Presidenza dell’Unione Europea appena conclusosi, il Governo – cui rivolgo un saluto e un augurio di buon lavoro – ha opportunamente perseguito questa strategia.

Sussiste oggi l’esigenza di confermare il patto costituzionale che mantiene unito il Paese e che riconosce a tutti i cittadini i diritti fondamentali e pari dignità sociale e impegna la Repubblica a rimuovere gli ostacoli che limitano la libertà e l’eguaglianza.

L’urgenza di riforme istituzionali, economiche e sociali deriva dal dovere di dare risposte efficaci alla nostra comunità, risposte adeguate alle sfide che abbiamo di fronte.

Esistono nel nostro Paese energie che attendono soltanto di trovare modo di esprimersi compiutamente.
Penso ai giovani che coltivano i propri talenti e che vorrebbero vedere riconosciuto il merito.

Penso alle imprese, piccole medie e grandi che, tra rilevanti difficoltà, trovano il coraggio di continuare a innovare e a competere sui mercati internazionali.

Penso alla Pubblica Amministrazione che possiede competenze di valore ma che deve declinare i principi costituzionali, adeguandosi alle possibilità offerte dalle nuove tecnologie e alle sensibilità dei cittadini, che chiedono partecipazione, trasparenza, semplicità degli adempimenti, coerenza nelle decisioni.

Non servono generiche esortazioni a guardare al futuro ma piuttosto la tenace mobilitazione di tutte le risorse della società italiana.

Parlare di unità nazionale significa, allora, ridare al Paese un orizzonte di speranza.

Perché questa speranza non rimanga un’evocazione astratta, occorre ricostruire quei legami che tengono insieme la società.

A questa azione sono chiamate tutte le forze vive delle nostre comunità in Patria come all’estero.

Ai connazionali nel mondo va il mio saluto affettuoso.

Un pensiero di amicizia rivolgo alle numerose comunità straniere presenti nel nostro Paese.

La strada maestra di un Paese unito è quella che indica la nostra Costituzione, quando sottolinea il ruolo delle formazioni sociali, corollario di una piena partecipazione alla vita pubblica.

La crisi di rappresentanza ha reso deboli o inefficaci gli strumenti tradizionali della partecipazione, mentre dalla società emergono, con forza, nuove modalità di espressione che hanno già prodotto risultati avvertibili nella politica e nei suoi soggetti.

Questo stesso Parlamento presenta elementi di novità e di cambiamento.

La più alta percentuale di donne e tanti giovani parlamentari. Un risultato prezioso che troppe volte la politica stessa finisce per oscurare dietro polemiche e conflitti.

I giovani parlamentari portano in queste aule le speranze e le attese dei propri coetanei. Rappresentano anche, con la capacità di critica, e persino di indignazione, la voglia di cambiare.

A loro, in particolare, chiedo di dare un contributo positivo al nostro essere davvero comunità nazionale, non dimenticando mai l’essenza del mandato parlamentare.

L’idea, cioè, che in queste aule non si è espressione di un segmento della società o di interessi particolari, ma si è rappresentanti dell’intero popolo italiano e, tutti insieme, al servizio del Paese.

Tutti sono chiamati ad assumere per intero questa responsabilità.Condizione primaria per riaccostare gli italiani alle istituzioni è intendere la politica come servizio al bene comune, patrimonio di ognuno e di tutti.

E’ necessario ricollegare a esse quei tanti nostri concittadini che le avvertono lontane ed estranee.

La democrazia non è una conquista definitiva ma va inverata continuamente, individuando le formule più adeguate al mutamento dei tempi.

E’ significativo che il mio giuramento sia avvenuto mentre sta per completarsi il percorso di un’ampia e incisiva riforma della seconda parte della Costituzione.

Senza entrare nel merito delle singole soluzioni, che competono al Parlamento, nella sua sovranità, desidero esprimere l’auspicio che questo percorso sia portato a compimento con l’obiettivo di rendere più adeguata la nostra democrazia.

Riformare la Costituzione per rafforzare il processo democratico.

Vi è anche la necessità di superare la logica della deroga costante alle forme ordinarie del processo legislativo, bilanciando l’esigenza di governo con il rispetto delle garanzie procedurali di una corretta dialettica parlamentare.
Come è stato più volte sollecitato dal Presidente Napolitano, un’altra priorità è costituita dall’approvazione di una nuova legge elettorale, tema sul quale è impegnato il Parlamento.

Nel linguaggio corrente si è soliti tradurre il compito del capo dello Stato nel ruolo di un arbitro, del garante della Costituzione.

E’ una immagine efficace.

All’arbitro compete la puntuale applicazione delle regole. L’arbitro deve essere – e sarà – imparziale.
I giocatori lo aiutino con la loro correttezza.

Il Presidente della Repubblica è garante della Costituzione.

La garanzia più forte della nostra Costituzione consiste, peraltro, nella sua applicazione. Nel viverla giorno per giorno.

Garantire la Costituzione significa garantire il diritto allo studio dei nostri ragazzi in una scuola moderna in ambienti sicuri, garantire il loro diritto al futuro.

Significa riconoscere e rendere effettivo il diritto al lavoro.

Significa promuovere la cultura diffusa e la ricerca di eccellenza, anche utilizzando le nuove tecnologie e superando il divario digitale.

Significa amare i nostri tesori ambientali e artistici.

Significa ripudiare la guerra e promuovere la pace.

Significa garantire i diritti dei malati.

Significa che ciascuno concorra, con lealtà, alle spese della comunità nazionale.

Significa che si possa ottenere giustizia in tempi rapidi.

Significa fare in modo che le donne non debbano avere paura di violenze e discriminazioni.

Significa rimuovere ogni barriera che limiti i diritti delle persone con disabilità.

Significa sostenere la famiglia, risorsa della società.

Significa garantire l’autonomia ed il pluralismo dell’informazione, presidio di democrazia.

Significa ricordare la Resistenza e il sacrificio di tanti che settanta anni fa liberarono l’Italia dal nazifascismo.

Significa libertà. Libertà come pieno sviluppo dei diritti civili, nella sfera sociale come in quella economica, nella sfera personale e affettiva.

Garantire la Costituzione significa affermare e diffondere un senso forte della legalità.
La lotta alla mafia e quella alla corruzione sono priorità assolute.

La corruzione ha raggiunto un livello inaccettabile.

Divora risorse che potrebbero essere destinate ai cittadini.

Impedisce la corretta esplicazione delle regole del mercato.

Favorisce le consorterie e penalizza gli onesti e i capaci.

L’attuale Pontefice, Francesco, che ringrazio per il messaggio di auguri che ha voluto inviarmi, ha usato parole severe contro i corrotti: «Uomini di buone maniere, ma di cattive abitudini».

E’ allarmante la diffusione delle mafie, antiche e nuove, anche in aree geografiche storicamente immuni. Un cancro pervasivo, che distrugge speranze, impone gioghi e sopraffazioni, calpesta diritti.

Dobbiamo incoraggiare l’azione determinata della magistratura e delle forze dell’ordine che, spesso a rischio della vita, si battono per contrastare la criminalità organizzata.

Nella lotta alle mafie abbiamo avuto molti eroi. Penso tra gli altri a Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
Per sconfiggere la mafia occorre una moltitudine di persone oneste, competenti, tenaci. E una dirigenza politica e amministrativa capace di compiere il proprio dovere.

Altri rischi minacciano la nostra convivenza.

Il terrorismo internazionale ha lanciato la sua sfida sanguinosa, seminando lutti e tragedie in ogni parte del mondo e facendo vittime innocenti.

Siamo inorriditi dalle barbare decapitazioni di ostaggi, dalle guerre e dagli eccidi in Medio Oriente e in Africa, fino ai tragici fatti di Parigi.

Il nostro Paese ha pagato, più volte, in un passato non troppo lontano, il prezzo dell’odio e dell’intolleranza. Voglio ricordare un solo nome: Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell’ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano.

La pratica della violenza in nome della religione sembrava un capitolo da tempo chiuso dalla storia. Va condannato e combattuto chi strumentalizza a fini di dominio il proprio credo, violando il diritto fondamentale alla libertà religiosa.

Considerare la sfida terribile del terrorismo fondamentalista nell’ottica dello scontro tra religioni o tra civiltà sarebbe un grave errore.

La minaccia è molto più profonda e più vasta. L’attacco è ai fondamenti di libertà, di democrazia, di tolleranza e di convivenza.

Per minacce globali servono risposte globali.

Un fenomeno così grave non si può combattere rinchiudendosi nel fortino degli Stati nazionali.

I predicatori d’odio e coloro che reclutano assassini utilizzano internet e i mezzi di comunicazione più sofisticati, che sfuggono, per la loro stessa natura, a una dimensione territoriale.

La comunità internazionale deve mettere in campo tutte le sue risorse.

Nel salutare il Corpo Diplomatico accreditato presso la Repubblica, esprimo un auspicio di intensa collaborazione anche in questa direzione.

La lotta al terrorismo va condotta con fermezza, intelligenza, capacità di discernimento. Una lotta impegnativa che non può prescindere dalla sicurezza: lo Stato deve assicurare il diritto dei cittadini a una vita serena e libera dalla paura.

Il sentimento della speranza ha caratterizzato l’Europa nel dopoguerra e alla caduta del muro di Berlino. Speranza di libertà e di ripresa dopo la guerra, speranza di affermazione di valori di democrazia dopo il 1989.

Nella nuova Europa l’Italia ha trovato l’affermazione della sua sovranità; un approdo sicuro ma soprattutto un luogo da cui ripartire per vincere le sfide globali. L’Unione Europea rappresenta oggi, ancora una volta, una frontiera di speranza e la prospettiva di una vera Unione politica va rilanciata, senza indugio.

L’affermazione dei diritti di cittadinanza rappresenta il consolidamento del grande spazio europeo di libertà, sicurezza e giustizia.

Le guerre, gli attentati, le persecuzioni politiche, etniche e religiose, la miseria e le carestie generano ingenti masse di profughi.

Milioni di individui e famiglie in fuga dalle proprie case che cercano salvezza e futuro proprio nell’Europa del diritto e della democrazia.

E’ questa un’emergenza umanitaria, grave e dolorosa, che deve vedere l’Unione Europea più attenta, impegnata e solidale.

L’Italia ha fatto e sta facendo bene la sua parte e siamo grati a tutti i nostri operatori, ai vari livelli, per l’impegno generoso con cui fronteggiano questo drammatico esodo.

A livello internazionale la meritoria e indispensabile azione di mantenimento della pace, che vede impegnati i nostri militari in tante missioni, ¬ deve essere consolidata con un’azione di ricostruzione politica, economica, sociale e culturale, senza la quale ogni sforzo è destinato a vanificarsi.

Alle Forze Armate, sempre più strumento di pace ed elemento essenziale della nostra politica estera e di sicurezza, rivolgo un sincero ringraziamento, ricordando quanti hanno perduto la loro vita nell’assolvimento del proprio dovere.

Occorre continuare a dispiegare il massimo impegno affinché la delicata vicenda dei due nostri fucilieri di Marina, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, trovi al più presto una conclusione positiva, con il loro definitivo ritorno in Patria.

Desidero rivolgere un pensiero ai civili impegnati, in zone spesso rischiose, nella preziosa opera di cooperazione e di aiuto allo sviluppo.

Di tre italiani, padre Paolo Dall’Oglio, Giovanni Lo Porto e Ignazio Scaravilli non si hanno notizie in terre difficili e martoriate. A loro e ai loro familiari va la solidarietà e la vicinanza di tutto il popolo italiano, insieme all’augurio di fare presto ritorno nelle loro case.

Onorevoli Parlamentari, Signori Delegati,
Per la nostra gente, il volto della Repubblica è quello che si presenta nella vita di tutti i giorni: l’ ospedale, il municipio, la scuola, il tribunale, il museo.

Mi auguro che negli uffici pubblici e nelle istituzioni possano riflettersi, con fiducia, i volti degli italiani:
il volto spensierato dei bambini, quello curioso dei ragazzi.

i volti preoccupati degli anziani soli e in difficoltà il volto di chi soffre, dei malati, e delle loro famiglie, che portano sulle spalle carichi pesanti.

Il volto dei giovani che cercano lavoro e quello di chi il lavoro lo ha perduto.

Il volto di chi ha dovuto chiudere l’impresa a causa della congiuntura economica e quello di chi continua a investire nonostante la crisi.

Il volto di chi dona con generosità il proprio tempo agli altri.

Il volto di chi non si arrende alla sopraffazione, di chi lotta contro le ingiustizie e quello di chi cerca una via di riscatto.

Storie di donne e di uomini, di piccoli e di anziani, con differenti convinzioni politiche, culturali e religiose.

Questi volti e queste storie raccontano di un popolo che vogliamo sempre più libero, sicuro e solidale. Un popolo che si senta davvero comunità e che cammini con una nuova speranza verso un futuro di serenità e di pace.

Viva la Repubblica, viva l’Italia!

 Massimo Iaquinangelo ha pubblicato qualcosa in Associazione culturale universitaria “NEW POLITIK”

Massimo Iaquinangelo
Massimo Iaquinangelo 3 febbraio 20.34.14
Foto del diario

Ecco il video del discorso del presidente Mattarella. http://buff.ly/1CVlTUN

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TRA PASSATO E PRESENTE ( E IL FUTURO ? )

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 sergio mattarella e ciriaco de mitaquirinale

 

 

sergio mattarella e pierferdinando casini

I VANTAGGI PER “PASSAGGIO MONARCHICO”...
Ll ministro Marianna Madia è il datore di lavoro di Bernardo Giorgio Mattarella, primogenito di Sergio, nuovo presidente della Repubblica.

La denuncia è di Libero, che scrive:

Il 47enne docente di Diritto amministrativo, infatti, è oggi capo dell’ufficio legislativo del ministro Madia, con uno stipendio da 125mila euro lordi all’anno. Mattarella Junior, come scriveva il Giornale, è oggi ordinario amministrativista all’Università di Siena e condirettore del Master in management della Pa alla Luiss di Roma, ma è entrato al Ministero della Funzione pubblica già nel 1993, a 25 anni.

Pupillo di Sabino Cassese, vi è tornato in pianta stabile con Renato Brunetta ed è stato confermato sotto i governi Monti e Renzi, mentre Letta lo aveva mandato all’Università per affiancare l’allora ministro Maria Chiara Carrozza. Ora, come detto, l’esperienza a fianco della Madia.
 

Il successore di Napoltano? Napolitano. Non è un refuso, ma una possibilità: quella che al Colle dopo Giorgio Napolitano, arrivi suo figlio Giulio Napolitano. Certamente non a “questo giro”, considerato che “il principe Giulio” ha solo 45 anni e non ha raggiunto i 50 anni previsti dalla Costituzione per diventare Presidente della Repubblica.  Della suggestione ne parla Il Giornale che sottolinea che il figlio dell’attuale Capo dello Stato sia un habitué dei Palazzi dei poteri romani. Professore all’Università RomaTre “a lungo guidata dal rettore Guido Fabiani, per coincidenza marito della sorella di Clio Napolitano, madre di Giulio”. Il figlio del presidente ha ricevuto molte consulenze: dalla giunta Veltroni, dal Conim, dalla Federcalciio, dall’Agcom e anche dalla Fondazione dell’ex presidente del Consiglio Enrico Letta…Ben inserito nei palazzi che contano, Giulio potrebbe prendere il posto di papà Giorgio. A nessuno è sfuggita la sua presenza in bella vista nella foto dietro al padre mentre prepara il discorso di fine anno….

La figura – Giulio Napolitano – come scrive il sito L’inKiesta “sembra destinato a prendere quel ruolo di mediazione e tessitura economico-politica bipartisan, appaltato nella prima e nella seconda Repubblica all’ex direttore del Tempo”. Frequentatore dei salotti romani che, nel tempo libero, si sposta nella Toscana “che conta”, tra Capalbio ed Ansedonia. Anche qui Giulio si muove con disinvoltura esattamente come nei meandri a molti oscuri dell’amministrazione dello Stato. Insomma, per un Napolitano (Giorgio) che lascia la scena politica, si affaccia con prepotenza un altro Napolitano (Giulio). Arriverà anche lui al Colle? C’è chi è pronto a scommettere che è solo questione di tempo….

[ tratto dal web]

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SU SILVIO BERLUSCONI – LEGGI TUTTO ( vedi: sotto e oltre )
—-Messaggio originale—-
Da: no-reply@forzasilvio.it
Data: 03/02/2015 13.32
A: “Arturo Stenio Vuono”<an.arenella@libero.it>
Ogg: Arturo stenio, ci aspettiamo un Capo dello Stato rispettoso della Costituzione

Forzasilvio.it

Mattarella ha fatto un discorso adeguato e rispettoso della Costituzione, proprio quello che noi ci aspettiamo da un Capo dello Stato.
Non lo conosco personalmente ma mi sembra una brava persona.


Silvio Berlusconi

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[ “AZIMUT” –  CON’E’ NOTO – SEPPURE CON LE NOSTRE AUTONOME VEDUTE – CONTINUIAMO A CONSIDERARCI NEL NOVERO DEI CONVINTI SOSTENITORI DI SILVIO BERLUSCONI. CON L’OCCASIONE QUALCHE BREVE OSSERVAZIONE : DI BRAVE PERSONE SONO LASTRICATE LE VIE DELL’INFERNO… ( DI QUESTA REPUBBLICA ) ; IL TROPPO RISPETTO DELLA COSTITUZIONE,IL TROPPO STROPPIA,  PERO”, FINISCE PER CELARE  QUELLA CONSERVAZIONE ESASPERATA DELL’ARCHITRAVE – ARTICOLATO DELLA MAGNA CARTA E TANT’E’ CHE OGNI RIFORMA IN ESSERE E’ SOLTANTO UN MAQUILLAGE… ]
IL NEO PRESIDENTE NE SARA’ IL VIGILE GUARDIANO !
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Berlusconi al Colle: “Non so come sta il patto del Nazareno, ma riforme vanno avanti”

Pubblicato il 3 febbraio 2015 da Giacomo Salvini 


Una mattinata importante per Silvio Berlusconi. L’invito al Quirinale per assistere alla cerimonia di insediamento di Sergio Mattarella sembra infatti avergli restituito quella verve di leone indomito che sembrava smarrita nei giorni del disastro presidenziale. Di prima mattina, prende un volo per Roma, dove lo attendono molti dei suoi. Arriva al Quirinale e le agenzie rilanciano un siparietto tra l’ex Cavaliere, il premier Renzi e il ministro dell’Economia Padoan. E’ la prima volta che Berlusconi incontra di persona il titolare di Via XX Settembre: “speriamo non sia birichino come te” ironizza rivolgendosi al premier. Tempi duri per il Nazareno, questi. Poi le dichiarazioni di circostanza sul neo-Presidente eletto: “Mattarella non lo conosco ma mi sembra una brava persona e – aggiunge– ha una bella immagine e il dono della concisione, che non guasta”. I due si erano sentiti giovedì e Berlusconi aveva ribadito all’interessato che Forza Italia non lo avrebbe votato non per una questione di merito ma “di metodo”. Il metodo Renzi. Domenica sera, verso le 20, la seconda telefonata: Mattarella invita il leader di Forza Italia al Colle. La rivalsa. Venerdì ai servizi sociali, martedì al Quirinale.

Nazareni

“Come sta il Patto del Nazareno? Francamente non lo so abbiamo sempre avuto uno spirito di Stato e siamo convinti che ci vogliano riforme per il Paese”. Tutto rientrato? Può darsi. Ma come abbiamo scritto ieri, nel partito non tira proprio una bella aria. E Berlusconi ammette: “quando il gatto non c’è, i topi ballano”. Brunetta contro Toti, Verdini contro Fitto, il cerchio magico contro Letta e Verdini. Il clima è quello di un drammatico redde rationem condito di vendette, trame e egoismi incrociati. Il maggior indiziato comunque rimane Denis Verdini, il nazareno per definizione chiamato a trattare in prima persona con i due concittadini Lotti e Renzi. Ieri, dopo gli attacchi interni ha replicato: “le dimissioni non sono nel mio Dna”. Anche Berlusconi stamane è tornato sull’argomento, smentendo la collera dei giorni passati perché “sono sicuro della lealtà di Verdini”. Che però, intanto, ha votato Mattarella. Ma tant’è. Sul Nazareno l’ex Cavaliere è rimasto sfuggente anche se “da oggi voteremo sì solo a ciò che ci convince”.

Tsipras e Fiscal Compact

Per distarsi un po’ dai veleni interni, l’ex Cavaliere ha risposto anche sui più scottanti dossier di politica internazionale. Nel pomeriggio a Roma sono attesi Tsipras e il ministro delle Finanze greco, Varoufakis. E siccome sul carro, a distanza di una settimana, rimane ancora qualche posto, Berlusconi non esita a salirci: “sul fatto che questa politica europea non funziona sono d’accordo con Tsipras”. Poi, con ritrovata nonchalance, si avvicina a Padoan e lo punzecchia: �mi scusi se mi permetto ma il fiscal compact è completamente antistorico, un sacrilegio”.

Risate e pisolino

Il fattoquotidiano.it gli ha regalato quella che nel calcio si chiamerebbe una “telecamera personalizzata”. Berlusconi arriva poco prima dell’insediamento. Quattro chiacchiere col vicepresidente del Senato Gasparri, col capogruppo Brunetta e con Nunzia De Girolamo, probabile fuoriuscita dal Nuovo Centro Destra. Un abbraccio con Vendola che, fervente antiberlusconiano, appare alquanto imbarazzato. Entrano Grasso e Mattarella. Lui si siede, doppio petto blu. Giorgia Meloni, in onore degli antichi fasti, gli siede accanto. Inizia a parlare Grasso. Poi Mattarella. Lui intanto si assopisce. Ma, come dice Razzi, probabilmente stava “pensando ad occhi chiusi”.

Giacomo Salvini

[ IL SERVIZIO CONTINUA – SE TROVI SPAZIO IN BIANCO VAI OLTRE ]
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(AGI) – Roma, 31 gen. – Silvio Berlusconi ha inviato un telegramma di buon lavoro a Sergio Mattarella. Lo riferisce Giovanni Toti, che poi commenta il voto che al quale Forza Italia si e’ presentata con indicazione schieda bianca. – “Qualche voto di stima personale a Mattarella sara’ andato, non ci trovo nulla di male, ma l’indicazione di FI e’ stata rispettata. La nostra contestazione e’ sul metodo”, dice Giovanni Toti che aggiuge: “Una volta che e’ eletto e’ il presidente di tutti”. Iil consigliere politico di Forza Italia si esprime poi sul patto del Nazareno: “Faremo le riforme, continueremo a farle. Anche se con un clima diverso”.

Meloni, spero sia un uomo libero. Salvini, il centrodestra e’ finito

Nel primo pomeriggio arriva il commento politico di Forzi Italia affidato al ‘Mattinale’. “L’azzardo morale fa vincere le battaglie ma porta – per le strane e giuste leggi della vita – alla perdizione. Il percorso di riscrittura della Costituzione e della legge elettorale iniziato il 18 gennaio tra Renzi e Berlusconi, e che di fatto ha portato il segretario del Pd a Palazzo Chigi per la forza propulsiva e di pacificazione di quell’atto, e’ stato vanificato da questa elezione presidenziale”. Lo scrive Il Mattinal, la nota politica redatta dallo staff del gruppo Forza Italia della Camera dei deputati.

Berlusconi scrive a Mattarella, “buon lavoro”; Salvini, “centrodestra e’ morto”

Agenzia Giornalistica Italia –  dom 1 feb 2015

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OGGI
TESTO INTEGRALE MESSAGGIO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA SERGIO MATTARELLA AL PARLAMENTO NEL GIORNO DEL GIURAMENTO E IL COMMENTO DI AZIMUT ASSOCIAZIONE
 [ “AZ.”-4.02.’15 ]
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TRATTO DAL WEB
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Berlusconi al Colle, dà del “birichino” a Renzi e dice: “Nazareno? Da oggi voteremo solo ciò che ci piace””

“No vedo, non sento, non parlo”. Il leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, arrivando nella sala dei Corazzieri dove si tiene la cerimonia di insediamento del presidente della Repubblica, prova a schivare i giornalisti assiepati all’ingresso del Quirinale nel tentativo di strappare dichiarazioni agli invitati selezionati. “Sono completamente afono, ma respiro!” dice ai parlamentari di Forza Italia che lo accolgono. L’ex premier partecipa alla cerimonia lasciando dietro di sé da una scia di polemiche riguardo l’opportunità della sua presenza. Il leader di Forza Italia ha infatti a suo carico una condanna a quattro anni (di cui tre condonati) – e attualmente si trova in prova ai servizi sociali – per il reato di frode fiscale. Berlusconi tira dritto e nella sala della cerimonia scambia battute con i suoi e con le altre personalità che gli si avvicinano per salutarlo.
Birichinate e Fiscal Compact – Stretta di mano e un veloce saluto per Berlusconi e il premier Matteo Renzi, che presenta a Berlusconi il ministro Pier Carlo Padoan. Il leader di Forza Italia scherza: “Speriamo non sia birichino come te”. “Il fatto è – replica Renzi – che io sono meno birichino di te”. Poco dopo il premier incrocia Gianni Letta e gli racconta l’episodio: “Nella classifica dei birichini c’è prima Padoan, poi Berlusconi e poi io” sorride. Oltre le battute, il Cav. trova un momento per una battuta seria. Rivolto al titolare dell’Economia dice: “Mi scusi se mi permetto ma il fiscal compact è completamente antistorico”. E continua: “Noi l’abbiamo contrastato esercitando il diritto di veto, un vero e proprio ‘sacrilegio'”. E aggiunge: “Lo devo dire a chi è nuovo al governo, visto che la situazione non migliora, nonostante siano passati tre anni di governi non eletti dal popolo”.
Patto del Nazareno – A chi gli chiede come sta il Patto del Nazareno, Berlusconi risponde: “Francamente non lo so abbiamo sempre avuto uno spirito di Stato e siamo convinti che ci vogliano riforme per il Paese. Se una proposta arriva dalla sinistra la giudichiamo e decidiamo”, dice lasciando intendere che nulla sarà più dato per scontato. E prova a spiegarsi meglio: “Noi siamo sempre gli stessi e finora abbiano votato sì per amore di riforme, ma da oggi voteremo sì solo a ciò che ci convince”.
Caos nel Cd – Sul “caos” che c’è nel centrodestra, spiega: “Beh… che volete, mi hanno confinato ad Arcore. E sapete come dice il proverbio ‘quando il gatto non c’è i topi ballano'”. Senza addentrarsi nel tema, dice che “delle questioni interne al partito parleremo quando tutto questo sarà finito”, ma intanto “posso dire che sono sempre stato e sono ancora sicuro della fedeltà di Denis Verdini”.
Siparietti – Se a Rosy Bindi ha dato dell'”uomo”, ricevendo un’aspra replica dall’interessata, ad Anna Finocchiaro, incontrata al buffet aperto dopo la cerimonia, ha detto: “Abbiamo tifato per lei”. Lasicando intendere che il centrodestra aveva preso inc onsiderazione l’ipotesi di una sua elevazione al Quirinale.
Rivoluzione liberale impossibile – “Le condizioni che abbiamo trovato hanno reso impossibile la nostra rivoluzione liberale” anche perché “abbiamo trovato sul nostro cammino la magistratura che conoscete e che c’è in Italia e tre capi di Stato ostili”, ha detto uscendo dal Quirinale spiegando come mai lui e il suo Movimento negli anni in cui era al governo non sia riuscito a portare a termine “la rivoluzione liberale”.
Vendita Mediaset? Tutto falso – “I giornali sono organi di disinformazione”, ha infine risposto a chi gli chiedeva conto delle indiscrezioni secondo le quali dismetterebbe quote Mediaset. “Mentre venivo in aereo qui a Roma ho stilato una lista di 35 nefandezze della sentenza Mediaset”, ha detto ai cronisti nella sala degli Arazzi al Quirinale. Poco prima, davanti alla ministra Madia, il leader di Fi aveva definito la sentenza “scandalosa”.
03 febbraio 2015
Redazione Tiscali
foto di Giorgia Meloni.
SENZA CHIEDERE PERMESSO
COMMENTO ( dopo il messaggio )
“Azimut” Il post del presidente – Arturo Stenio Vuono
( vedi anche LE PRIORITA’ CHE INTERESSANO I CITTADINI – segue dopo il commento )
Un discorso dalla normale-anormalità, teso a consolidare lo status quo, che tutto cambi affinchè nulla cambi, dosato – sapientemente – di accenti sui problemi dolorosi e dei soliti generici appelli , in perfetto stile da prima repubblica, ignorando totalmente cosa è accaduto in questo ultimo ventennio; assolutamente privo non diciamo di condanne ma almeno ad auspicare che si provveda a rimuovere quel coacervo di privilegi d’una minoranza che violenta la totalità dei cittadini e a revisionare i vergognosi benefit della casta, e non solo; un messaggio che non rimuove l’anomalia della democrazia sospesa e un clima, ormai da più di un triennio, che si può definire da vulnus della carta e “golpista”. Può essere sembrato il tono, e l’esposizione, su molti temi che affliggono il popolo italiano, e che non sono nati come funghi ma per precise responsabilità – di cui un giorno si dovrà pur rendere conto – , ispirate a sincerità; ma a ben vedere le cose non stanno proprio così : si toccano le corde della pubblica opinione ma nessuna innovazione risolutrice e, quindi, affermazioni banalmente strumentali. Non una sola parola sulla vera e propria tragedia sociale in cui s’è fatta precipitare l’Italia; cosicchè fuori luogo l’encomio a chi ha preceduto e a chi, a tutt’oggi, resiste a stare in sella. Dinnanzi a questa più che deplorevole situazione, com’è noto, ormai più della metà dei nostri connazionali delegittima l’intera classe politico-dirigente col disertare – sistematicamente – il voto. Non lo diciamo con piacere, di tutto ciò non ci compiaciamo ma la realtà è questa ed è triste; e il distacco tra paese legale e reale, per intanto, è un fatto irreversibile; checchè se ne dica.Ciò, nondimeno, ovviando alle tante implicite Sue reticenze, e con tutto il rispetto, una doppia domanda: sino a quando consentirà che non si voti ? e, pure, sino a quando il ceto iperabbiente, cui Ella appartiene, dovendosi passare dalla predica alla pratica, si negherà a ridimensionare emolumenti milionari e a cedere di suo in favore di chi la crisi – sempre in atto – ha inginocchiato ( e ha avuto la forza di non essere tra i suicidati ) fatica a provvedere per il pane e il latte ? Per il resto, senza troppo dilungarci, rinviamo a quanto ci hanno scritto – in precedenza – e da noi pubblicato ( vedi : oltre ); e dispiace che il nuovo capo dello Stato, sinceramente rammaricati, in ambito del generale orientamento ad autoconservarsi e di scongiurare svolte necessarie di revisione storica, abbia voluto tranquillizzare i residui del reducismo della vulgata come il superstite gruppuscolo dei gendarmi della memoria, in uno coi restanti fautori della scrematura delle barbarie; in verità, da tempo, la dissacrazione dei miti ha fatto giustizia della conclamata purezza della resistenza e, altresì, l’opera degli studiosi ha cancellato la pretesa di volere fare esistere una ideologia del nazifascismo ( “nazifascista” è termine inventato; cosa mai centra il fascismo con il nazismo ? Il fascismo,a  prescindere  che se ne voglia dire male o bene, tuttavia è stato altra cosa ). Ella, presidente, ha fatto molto bene a portarsi, in raccoglimento, alle fosse ardeatine e a ricordare : “…Stefano Taché, rimasto ucciso nel vile attacco terroristico alla Sinagoga di Roma nell’ottobre del 1982. Aveva solo due anni. Era un nostro bambino, un bambino italiano” ma è opportuno che compia, nel prossimo immediato, parimenti, l’omaggio ai martiri italiani, precipitati nelle foibe dai comunisti titini, cogliendo l’occasione – il 10 febbraio – della “Giornata del Ricordo” e che trovi spazio per onorare, ugualmente,( con Virgilio Mattei )  il fratellino Stefano di 8 anni che morì carbonizzato, nel rogo di Primavalle il 16 aprile del ’73, provocato dai terroristi rossi, non riuscendo a gettarsi dalla finestra. Il dramma, com’è noto,  avvenne davanti ad una folla che si era accumulata nei pressi dell’abitazione, e assistette alla progressiva morte dei due ( non fu mai versata una lacrima dall’egemone cattocomunismo ). Signor Presidente credo converrà, infatti, che l’unità del popolo italiano, da Lei invocata ed auspicata, non può realizzarsi per essere, a tutt’oggi,  non compatibile con il sussistere del discrimine. Riceva i miei deferenti ossequi. (Arturo StenioVuono)
 [ LE PRIORITA’ CHE INTERESSANO I CITTADINI – DA INTERVENTO RICEVUTO E PUBBLICATO – PARTE  – da precedente servizio in rete : Promemoria per il nuovo capo dello Stato…]
“… C’è da augurarsi che chi subentrerà sia degno del ruolo, ami l’Italia, sia garante delle sue leggi e del suo popolo e dell’autonomia e non già uomo di parte e di partito…non un assertore e difensore del più becero atlantismo e fedele guardiano del più assurdo UE-ismo; che parli dei giovani, dell’economia, dell’euro che non funziona, del lavoro che non c’è, della corruzione e via dicendo, senza ricadere nella velina strumentale sull’antipolitica; che s’impegni per i marò in India, per le famiglie delle centinaia di italiani, che dal 2011 a tutt’oggi cedendo alla disperazione si sono suicidati, ma è più giusto dire sono stati suicidati in nome di una politica economica stolta e controproducente e da un fisco avido ed esoso che, ad onta degli sforzi fatti per rendercelo gradevole, dà comunque la percezione di un Cerbero. Che si adoperi, seriamente, per i milioni di giovani che sono senza lavoro ma sopratutto senza speranza di lavoro e dell’assillo dei loro genitori e delle loro famiglie per questa condizione apparentemente irreversibile e che non solo impedisce ogni realizzazione sociale ma toglie qualsiasi aspirazione ad una vita normale, inclusa la possibilità di formarsi una famiglia, insomma toglie autonomia e dignità di vita autonoma. Che si pronunci, chiaramente,  sui veri motivi della corruzione che ha invaso i glanghi dello Stato e ne drena la ricchezza, la quale corruzione è solo politica ed originata dalla politica; che condanni il nepotismo : la punta di lancia della corruzione, piaga che toglie ogni possibilità alla gente comune e viola il principio delle pari opportunità. Infatti figli, nipoti, mogli, amanti, puttane, puttani e chi più ne ha più ne metta, dei politici hanno l’avvenire assicurato con i migliori posti loro riservati, per essi non valgono nè concorsi, nè flessibilità, nè precariato, nè paletti e cazzate varie, loro sono originati dallo sperma degli dei e per questo sanno tutto, gli spetta tutto, sono sempre una spanna più in alto della gente comune. Che consideri temporaneo, e a termine, il governo attuale, risultato del terzo colpo di mano, il cui capo, insediato, appare essere un logorroico affabulatore, un imbonitore e mentitore ampiamente scafato prodigioso nel promettere senza mantenere, egregio nel menare il can per l’aia sostenendo riforme o pseudo tali, non realizzate ma neanche in itinere e men che meno tali da migliorare la situazione economica delle famiglie e del popolo…che stigmatizzi del come è ridotta questa nazione, che perso il suo patrimonio produttivo, viaggia al 50% di disoccupazione giovanile e retrocedendo nella storia, vede ancora le sue regioni del Sud preda di un’esodo dalle dimensioni bibliche verso il nord d’Italia e più ancora verso il nord d’Europa esportando non solo braccia ma sopratutto cervelli…che non reiteri la liberticida scomunica repubblicana ovverosia che l’antipolitica è la patologia eversiva delle moderne nazioni civili….; che non avalli un sistema politico  senza opposizione, completa e piena, un parlamento frutto di una legge elettorale dichiarata illegittima…un governo con nessuno dei suoi membri votato dal popolo e che subentra per sola nomina al precedente governo mai sfiduciato in aula, tutto questo  non può e non deve apparire normalità democratica… ;che, in mancanza, è lecito  tacciare d’antipolitica l’intero sistema che ci governa e non già le voci di dissenso che meno male ancora si levano, quando poi queste voci trovano conferma nel marcio diffuso che si scopre essere l’essenza dei partiti, con camarille di modello mafioso organizzate per depredare le risorse della nazione, allora bisognerebbe convenire che il dissenso dovrebbe non limitarsi alle sole parole… Che concepisca  l’Italia come stato indipendente e sovrano….e si schieri per la revisione di trattati capestro chiamati impegni europei e salvaguardia dell’euro ad ogni costo fino ad esserne vittime e schiavi…. [ tratto da O.G. – Cosenza 24.01.2015 – stralci revisionati ed integrati ]
 
AI LETTORI E VISITATORI : FACILE SARA’ IL CONFRONTO CON I CONTENUTI DELL’INTERVENTO – PER L’INSEDIAMENTO INNANZI A CAMERE CONGIUNTE – DEL NEO CAPO DELLO STATO SERGIO MATTARELLA; E POTRETE LIBERAMENTE OSSERVARE E GIUDICARE  ]
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PENTITI O DISSOCIATI OPPURE SOLTANTO DOVUTE BANALITA’ IN  DEPLOREVOLE RITARDO ?
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( da nessaggio “postato” su facebook )

(da Huffington Post – Lucia Annunziata – 03/02/15 = in occasione del discorso di Mattarella)

(…) “Quello che rimane è il senso di una specie di nuovo inizio, una sorta di reset della confusione politica che ha spezzato la storia del paese dal 2011 – dalla brusca e ancora oggi in parte inspiegata conclusione extraparlamentare del governo di Silvio Berlusconi – fino ad oggi.
Un reset di doveri, priorità ma anche di clima. La brevità e la semplicità delle parole, la forza di un mite, sembrano aver ripreso posizione centrale nella scena spingendo ai margini i singulti, le frenesie, il bullismo e le astrattezze in cui viviamo da fin troppo tempo.

Ragazzi del Parlamento, la ricreazione è finita.”.

LA MIA OPINIONE

Se anche Lucia Annunziata – non certo amica del Cavaliere – ha voluto riferirsi alla “BRUSCA E ANCORA OGGI IN PARTE INSPIEGATA CONCLUSIONE EXTRAPARLAMENTARE DEL GOVERNO DI SILVIO BERLUSCONI”; vuol dire che la cronaca del 2011 ha iniziato a divenire storia da condividere, al di là dei colori di appartenenza.

Era ora!
guglielmo donnini

(da Huffington Post - Lucia Annunziata - 03/02/15 = in occasione del discorso di Mattarella) (...) "Quello che rimane è il senso di una specie di nuovo inizio, una sorta di reset della confusione politica che ha spezzato la storia del paese dal 2011 - dalla brusca e ancora oggi in parte inspiegata conclusione extraparlamentare del governo di Silvio Berlusconi - fino ad oggi.Un reset di doveri, priorità ma anche di clima. La brevità e la semplicità delle parole, la forza di un mite, sembrano aver ripreso posizione centrale nella scena spingendo ai margini i singulti, le frenesie, il bullismo e le astrattezze in cui viviamo da fin troppo tempo.Ragazzi del Parlamento, la ricreazione è finita.".LA MIA OPINIONE Se anche Lucia Annunziata - non certo amica del Cavaliere - ha voluto riferirsi alla "BRUSCA E ANCORA OGGI IN PARTE INSPIEGATA CONCLUSIONE EXTRAPARLAMENTARE DEL GOVERNO DI SILVIO BERLUSCONI"; vuol dire che la cronaca del 2011 ha iniziato a divenire storia da condividere, al di là dei colori di appartenenza.Era ora!guglielmo donnini
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Quando spuntò il suo nome per il Quirinale, una delle critiche più feroci che subito vennero mosse a  Giuliano Amato, riguardava il cumulo degli stipendi. Cumulo che in realtà non c’è più, visto che una volta entrato a fare parte della Corte Costituzionale, si è autosospeso la pensione. Sergio Mattarella  mensilmente passa all’incasso ben tre volte: la prima per la pensione, la seconda per il vitalizio da ex parlamentare e, la terza per incassare l’emolumento quale giudice costituzionale. 
 
I conti in tasca – Il curriculum del neo-presidente è lungo e prestigioso. Nonostante ciò, Mattarella ama conservare abitudini e tenore di vita umili, cominciare dal trilocale di 50 metri a due passi dal Quirinale. Niente sfarzi nemmeno al volante, con la sua ormai proverbiale Panda grigia. Eppure qualche soldo in tasca il Capo dello Stato se lo ritrova. A giudicare dai calcoli del Fatto quotidiano, per esempio, i 25 anni in Parlamento (dal 1983 all’aprile 2008) gli hanno fruttato una “liquidazione” da 234mila euro, con vitalizio da 9.363 euro al mese percepito dal 2008 all’ottobre 2011, quando Mattarella è stato eletto alla Corte Costituzionale: in tutto, 400mila euro. In più ci sono i compensi da membro del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, il Csm del Tar, carica presieduta dall’aprile 2009 all’ottobre 2011: 65mila euro l’anno più benefit. Dal 2011, infine, Mattarella come detto è stato giudice costituzionale. Il suo stipendio si calcola in base al compenso del primo giudice della Cassazione aumentato del 50%, più una “indennità giornaliera di presenza pari a un trentesimo della retribuzione mensile spettante ai giudici ordinari”. Fino allo scorso giugno erano circa 470mila euro all’anno. Poi è scattato il tetto di 240mila euro per i giudici che ha di fatto abbassato lo stipendio anche ai membri della Consulta a circa 400mila euro. In tutto, secondo il Fatto, Mattarella guadagnerebbe all’anno circa un milione e mezzo di euro, cui si deve aggiungere la pensione da professore universitario (assistente e poi docente di diritto parlamentare a Palermo dal 1965 al 1983): circa 80mila euro l’anno. Calcolo complessivo, 2,8 milioni di euro dal 2008 ad oggi.
 
AUGURI PRESIDENTE! Condividete questa vergogna, dobbiamo aprire gli occhi e informare!
[ TRATTO DAL WEB ]
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Associazione Azimut, Napltaly.
AZIMUT – ULTIME NOSTRE E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB – SERVIZI  TRA BREVE IN RETE
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Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)
 
https://azimutassociazione.wordpress.com ) OGGI : MATTARELLA FOR PRESIDENT L’ULTIMA TRINCEA DEGLI ABUSIVI VETEROREPUBBLIKANES  – VISITA IL SITO 
[ “AZ.”-2.02.’15 ]
( https://azimutassociazione.wordpress.com ) OGGI : MATTARELLA HA GIURATO MA IL DISTACCO TRA PAESE LEGALE E PAESE REALE E’ IRREVERSIBILE ED E’ IL CANCRO PER IL NOSTRO SUD ! 
[ “AZ.”- 3.02.’15 ]
 
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
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Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono

 

(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI

TEL. 340. 34 92 379 / FAX: 081 – 7701332
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