QUEL 13 FEBBRAIO DEL GENOCIDIO E DELLA DISUNITA’ E L’OLOCAUSTO DEL SUD ROMPIAMO SILENZIO E COMPLICITA’ SECOLARI


QUEL 13 FEBBRAIO DEL GENOCIDIO E DELLA DISUNITA’ E L’OLOCAUSTO DEL SUD ROMPIAMO SILENZIO E COMPLICITA’ SECOLARI [ “AZ.”-16.02.’15 ]

 
 
[ da messaggio “postato” su facebook ]
Dino Simonelli e Annalisa Ferrara hanno condiviso la foto di Le Città del Sud.
Dalla Shoah alle Foibe si ripetono ogni anno le giornate della memoria. Però gli italiani hanno il vizio di avere la memoria corta. La loro memoria non arriva al periodo compreso tra il 1860 ed il 1870, quando circa 1 milione di meridionali (secondo le stime fornite da Civiltà Cattolica) vennero trucidati dall'esercito piemontese. Nel 1861 il Piemonte, per conto di Mr. Albert Pike, Gran Maestro Venerabile della massoneria di Londra, iniziava il più grande genocidio e  prima pulizia etnica della storia del nostro paese. Per 10 anni il Meridione divenne un inferno: cannoni contro città indifese; fuoco appiccato alle case, ai campi; baionette conficcate nelle carni dei giovani, dei preti, dei contadini; donne incinte violentate, sgozzate; bambini trucidati; vecchi falciati al suolo.Ruberie, chiese invase, saccheggiati, i loro tesori rubati, quadri, statue trafugate, monumenti abbattuti, libri bruciati, scuole chiuse per decreto. La fucilazione di massa divenne pratica quotidiana. In dieci anni dal 1861 al 1871 circa novecentomila cittadini furono uccisi su una popolazione complessiva di 9.117.050. Mai nessuna statistica fu data dai governi piemontesi. Nessuno doveva sapere. Alcuni giornali stranieri pubblicarono delle cifre terrificanti: dal settembre del 1860 all’agosto del 1861 vi furono 8.968 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22 frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13.529 arrestati, 918 case incendiate e 6 paesi dati a fuoco, 3.000 famiglie perquisite, 12 chiese saccheggiate, 1.428 comuni sollevati. All’estero doveva apparire tutto tranquillo e mai giornalista fu ammesso a constatare ciò che stava accadendo nelle province meridionali.Facciamo diventare, allora, il 13 febbraio il giorno della memoria del popolo meridionale, affinché ogni figlio della nostra terra sappia la verità  e la memoria delle terribili storie, ci possa aiutare a costruire un futuro migliore. Un futuro in cui quelle atrocità non si ripetano mai più!
…ll periodo compreso tra il 1860 ed il 1870, quando circa 1 milione di meridionali (secondo le stime fornite da Civiltà Cattolica) vennero trucidati dall’esercito piemontese.
Nel 1861 il Piemonte, per conto di Mr. Albert Pike, Gran Maestro Venerabile della massoneria di Londra, iniziava il più grande genocidio e prima pulizia etnica della storia del nostro paese.
Per 10 anni il Meridione divenne un inferno: cannoni contro città indifese; fuoco appiccato alle case, ai campi; baionette conficcate nelle carni dei giovani, dei preti, dei contadini; donne incinte violentate, sgozzate; bambini trucidati; vecchi falciati al suolo.
Ruberie, chiese invase, saccheggiati, i loro tesori rubati, quadri, statue trafugate, monumenti abbattuti, libri bruciati, scuole chiuse per decreto. La fucilazione di massa divenne pratica quotidiana. In dieci anni dal 1861 al 1871 circa novecentomila cittadini furono uccisi su una popolazione complessiva di 9.117.050. Mai nessuna statistica fu data dai governi piemontesi. Nessuno doveva sapere. Alcuni giornali stranieri pubblicarono delle cifre terrificanti: dal settembre del 1860 all’agosto del 1861 vi furono 8.968 fucilati, 10.604 feriti, 6.112 prigionieri, 64 sacerdoti, 22 frati, 60 ragazzi e 50 donne uccisi, 13.529 arrestati, 918 case incendiate e 6 paesi dati a fuoco, 3.000 famiglie perquisite, 12 chiese saccheggiate, 1.428 comuni sollevati. All’estero doveva apparire tutto tranquillo e mai giornalista fu ammesso a constatare ciò che stava accadendo nelle province meridionali.
Facciamo diventare, allora, il 13 febbraio il giorno della memoria del popolo meridionale, affinché ogni figlio della nostra terra sappia la verità e la memoria delle terribili storie, ci possa aiutare a costruire un futuro migliore. Un futuro in cui quelle atrocità non si ripetano mai più!…
 

13 Febbraio 1861, il Regno delle Due Sicilie cade e il Sud perde l’indipendenza

 
 
PER NEWS – ATTUALITA’ vedi : oltre 
 
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[ tratto da messaggio “postato” su facebook ]
 

l ultimo re

L ultimo re di napoli purtroppo sali al trono dopo la morte del padre nel 1859 aveva solo 23anni non era ancora adatto per il comando e venne tradito dai suoi gererali e la maggior parte dei suoi ufficiali ma mai dal suo popolo che combattete per lui dopo la caduta del regno ad opera di quel savoiardo che era anche suo cugino e si impossesso del suo regno con la forza oggi non vedo nel suo discendente la voglia e la forza perche il sud si liberi dall oppressione se un giorno decidera di schierarsi a favore dell indipendenza del sud saro il primo a battermi per lui Onore a s.m. Francesco || l ultimo grande re del regno delle due sicilie
….traditori generali e la maggior parte dei suoi ufficiali ma mai tradito dal suo popolo che combattette per lui dopo la caduta del regno ad opera di quel savoiardo che era anche suo cugino e si impossesso del suo regno con la forza oggi non vedo nel suo discendente la voglia e la forza perche il sud si liberi dall’ oppressione; se un giorno deciderà di schierarsi a favore della indipendenza del sud sarò il primo a battermi per lui 
Onore a s.m. Francesco || l ultimo grande re del regno delle due sicilie
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[ “AZ.” ] L’ARGOMENTO E’ STATO DA NOI TRATTATO AMPIAMENTE E DI CONTINUO – OGGI  NE RINNOVIAMO IL RICORDO PER L’ANNIVERSARIO DELLA CADUTA DI GAETA “LA FEDELISSIMA”  E PER LA BELLA PAGINA SCRITTA – A SUO TEMPO – DALL’AUTENTICO POPOLO MERIDIONALE CHE, DOPO, SEMBRA AVERE SMARRITO LA VIA DELLA MEMORIA…..
fonte : << Siamo tutti briganti ( Napoli Capitale ) >> –  PER L’OCCASIONE ABBIAMO SCELTO VOLUTAMENTE DA UN SITO  DI CERTO NON NEO BORBONICO O MONARCHICO – NON SECESSIONISTA – NEPPURE DI DESTRA – DA MOLTI CONSIDERATO “IN ODORE DI SINISTRA” (?) – VOLENDO DOCUMENTARE QUANTO SIA VASTO IL RADICAMENTO TRASVERSALE DEL SENTIMENTO SUDISTA E QUANTO SIA OMOGENEO L’ORGOGLIO MERIDIONALISTA….
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI


  
QUEL 13 FEBBRAIO DEL GENOCIDIO E DELLA DISUNITA’ E L’OLOCAUSTO DEL SUD ROMPIAMO SILENZIO E COMPLICITA’ SECOLARI [ “AZ.”-16.02.’15 ]
UNO TRA I TANTI OLOCAUSTI CHE NON HANNO DA ESSERE  

[ “AZ.”- 16 .02.’15 ]
 
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( “…AI GIOVANI , CUI – PER TROPPO TEMPO – E’STATO NEGATO DI SAPERE, IO DICO , CHIARO E TONDO, CHE DEVONO CONOSCERE TUTTA LA VERITA’ NASCOSTA SUL NOSTRO SUD  – IN OGNI SCUOLA E UNIVERSITA’….” ) – [ Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” )
vuono

E.mail
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anteprima di web – servizio tra breve in rete
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[ da messaggio “postato” su facebook ]
 
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[ IN COPERTINA – DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK ]

154 anni fa, il 13 Febbraio 1861, il Sud perse la propria indipendenza.
Quel giorno si concluse l’assedio di Gaeta,
ma durante la resa il generale piemontese Enrico Cialdini continuò a bombardare i civili. Fu una vera e propria barbarie.

il 13 Febbraio 1861 si concluse l’assedio di Gaeta, e il Regno delle Due Sicilie perse sovranità ed indipendenza.
VESUVIOLIVE.IT
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Il 13 Febbraio è una data importantissima per il Sud, seppur pressoché totalmente cancellata dalla memoria della gente, insieme alla coscienza della propria millenaria identità. Quel giorno dell’anno 1861 il Mezzogiorno perse la sua indipendenza, e da Stato sovrano, florido e culturalmente avanzato passò sotto la dominazione piemontese che realizzò una falsa unità, Unità d’Italia i cui risultati abbiamo davanti agli occhi: povertà sempre più diffusa al Sud, degrado sociale e culturale, ingiuste e continuate campagne denigratorie ai danni del Mezzogiorno, storia negata e cancellata.Il 6 Settembre 1860, Francesco II lasciò Napoli e partì per Gaeta su consiglio di Liborio Romano, il capo della polizia: il giorno dopo la camorra, coinvolta dallo stesso Romano, scortò l’ingresso di Giuseppe Garibaldi a Napoli e il 21 ottobre sorvegliò sul plebiscito di annessione al Regno d’Italia, con violenze e minacce alla popolazione. L’assedio di Gaeta durò poco più di tre mesi, fu un martirio per i soldati rimasti fedeli alla loro patria e soprattutto per i civili, che furono sterminati dai bombardamenti senza sosta da parte dell’esercito piemontese. Se le tradizionali regole della cavalleria imponevano di non coinvolgere la popolazione nelle guerra, per esse adesso non vi era più posto come in tutta la campagna meridionale, dove furono compiuti eccidi e rasi al suolo interi paesi: pure Gaeta subì quella sorte, e le bombe cadevano indiscriminatamente sulla Piazzaforte, sulle caserme, sulle chiese, sulle abitazioni. Determinante per la vittoria di Vittorio Emanuele II fu l’aiuto dell’Inghilterra e della Francia.Quando Francesco II decise di firmare la resa per fermare lo sterminio della sua gente, il generale Enrico Cialdini dispose l’intensificazione dei bombardamenti e, approfittando della cessazione delle risposte della fazione avversaria, uscì dalle linee e si avvicinò alla cittadina, per averla meglio sotto tiro. A chi gli chiedeva di fermarsi perché erano in corso le trattative per la resa rispose, dicendo il falso, che la sua abitudine era quella di non fermarsi fino a quando essa non fosse ufficiale: “Sotto le bombe si tratta meglio”, disse. E in tre giorni, infatti, dalla sera del 10 fino al 13, fece sparare ben 60mila bombe. In questo modo si verificò la drammatica esplosione della polveriera della Batteria Philipstad, la quale causò l’inutile morte di tanti giovanissimi allievi della Nunziatella e di molti civili, già massacrati dal lungo assedio. Il 14 Febbraio Francesco II e la consorte, che si distinse per gli aiuti portati alla popolazione e ai soldati, partirono per l’esilio a Roma. Arrivato là i piemontesi, senza alcun rispetto per egli che aveva perso il regno il giorno prima, inscenarono dei festeggiamenti con lo scopo di infierire. Questo è il comunicato che Francesco II mandò al suo popolo al momento di partire per Gaeta: Popoli delle Due Sicilie – Si alza la voce del vostro Sovrano per consolarvi nelle vostre miserie. Quando veggo i sudditi miei, che tanto amo, in preda a tutti i mali della dominazione straniera, quando li vedo come popoli conquistati, calpestati dal piede di straniero padrone, il mio cuore Napoletano batte indignato nel mio petto contro il trionfo della violenza e dell’astuzia. Io sono Napolitano; nato tra voi, non ho respirato altra aria, i vostri costumi sono i miei costumi, la vostra lingua la mia lingua, le vostre ambizioni le mie ambizioni. Ho preferito lasciare Napoli, la mia propria casa, la mia diletta capitale per non esporla agli orrori di un bombardamento. Ho creduto di buona fede che il Re di Piemonte, che si diceva mio fratello, mio amico, non avrebbe rotto tutti i patti e violate tutte le leggi per invadere i miei Stati in piena pace, senza motivi né dichiarazioni di guerra. Le finanze un tempo così floride sono completamente rovinate: l’Amministrazione è un caos: la sicurezza individuale non esiste. Le prigioni sono piene di sospetti, in vece di libertà lo stato di assedio regna nelle province, la legge marziale, la fucilazione istantanea per tutti quelli fra i miei sudditi che non s’inchinino alla bandiera di Sardegna. E se la Provvidenza nei suoi alti disegni permetta che cada sotto i colpi del nemico straniero, mi ritirerò con la coscienza sana, farò i più fervidi voti per la prosperità della mia patria, per le felicità di questi Popoli che formano la più grande e più diletta parte della mia famiglia.

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CONOSCERE TUTTA LA VERITA’ NASCOSTA SUL NOSTRO SUD  

17 Marzo 1861: Unità d’Italia

“…Con l’invasione savoiarda le città meridionali eccidiate furono più di 100, in cui persero la vita migliaia e migliaia di civili compresi bambini e donne le quali furono prima stuprate: tra le stragi più efferate ci sono quelle che furono condotte a Bronte, Montefalcione, Pontelandolfo e Casalduni…” 

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1 – 17 Marzo 1861: Unità d’Italia. Il giorno che secondo l’epopea risorgimentale ha liberato la penisola italica, e in special modo il Meridione, dallo straniero invasore ed oppressore per dare vita a un Regno libero, guidato dal piemontese Re “galantuomo” Vittorio Emanuele II e formato grazie alle abilità politiche del conte di Cavour e a quelle militari dell’eroe dei Due Mondi, Giuseppe Garibaldi, l’uomo che a capo di mille uomini e 3 cannoni riesce a sbarcare in Sicilia e da lì fa capitolare strada facendo, e nel giro di pochi mesi, il Regno delle Due Sicilie con il suo esercito di 30.000 effettivi: un’autentica impresa, o forse c’è bisogno di integrare il racconto con qualche altra informazione?Il Regno delle Due Sicilie, lungi dall’essere una nazione arretrata e governata dallo straniero, era uno Stato legittimo, sovrano e indipendente sin dal 1734-35, quando era ancora diviso nelle due corone di Napoli e Sicilia. Con i Borbone, il Sud divenne insieme all’Inghilterra e alla Francia il Paese più florido d’Europa, la meta finale e più preziosa del Gran Tour che fece dire a Stendhal nel 1817: “In Europa ci sono due capitali: Parigi e Napoli”. Le Due Sicilie vantavano vari primati, tra cui il primo Stato in Italia a concedere una Costituzione, la costruzione della prima ferrovia italiana, la prima illuminazione a gas in una città italiana, il primo ponte sospeso in ferro in Italia, il primo museo al mondo (Museo di Capodimonte), la prima fabbrica di locomotive e materiale ferroviario d’Italia, la prima Nazione a effettuare la raccolta differenziata e a costruire edifici antisismici, il primo osservatorio astronomico italiano, il primo telegrafo in Italia, la prima assistenza sanitaria gratuita, la prima assistenza pensionistica. I Borbone, inoltre, costruirono il primo teatro operistico del mondo (il Real Teatro di San Carlo), la Reggia di Caserta, quelle di Portici e di Carditello, portarono alla luce gli Scavi Archeologici di Ercolano e Pompei, fondarono il conservatorio di San Pietro a Majella, l’Albergo dei Poveri, la Fabbrica di Capodimonte per le porcellane, costituirono il primo orto botanico d’Italia, le prime cattedre di astronomia ed economia, e… dopo aver terminato questo articolo, continuate a leggere quill “Re galantuomo”, in accordo con il banchiere Conte di Cavour, dunque decise di invadere, senza dichiarazione di guerra, il Regno di Francesco II. Cugino del re savoiardo, il giovane re Borbone era appena salito al trono, prima di quanto fosse previsto, per la morte prematura di Ferdinando II, suo padre. Vittorio Emanuele II fece passare come “autonoma” dalla politica sabauda la spedizione dei mille. Infatti, mentre gli giurava amicizia e condannava le operazioni di Garibaldi, aiutato dagli inglesi il re sabaudo ordì contro il Regno delle Due Sicilie, corrompendo i generali ed alti ufficiali dell’esercito duosiciliano, i  quali ordinavano ai propri soldati di arrendersi: ad esempio, circa 3000 soldati si ritirarono su ordine del generale Landi dopo aver quasi respinto gli uomini di Garibaldi, mentre in Calabria 10.000 uomini alzarono bandiera bianca senza sparare un solo colpo. Garibaldi, arrivato nella capitale Napoli fu accolto dal prefetto Liborio Romano che mise a capo della polizia il camorrista Salvatore De Crescenzo, detto “Tore ‘e Crescienzo”, a cui fu affidato con i suoi uomini di mantenere l’ordine pubblico e supervisionare il plebiscito di annessione. L’appoggio della malavita tuttavia l’eroe dei due mondi lo ebbe sin dall’inizio, quando in Sicilia si alleò con i “picciotti”, tanto è vero che prima del 1861 il termine “mafia” non esisteva.La Mafia, oggi conosciuta come organizzazione malavitosa articolata ed occulta con rapporti intensi con la politica italiana, ebbe inizio perciò proprio nel 1861!Perché invadere il Regno delle Due Sicilie? Il Regno di Sardegna era gravato da un enorme debito pubblico: i Piemontesi, che avevano scarse risorse economiche, cominciarono a stampare banconote senza la corrispondente riserva monetaria e, perciò, con l’acqua al collo i Savoia pensarono che fosse cosa buona e giusta conquistare un Sud dove circolava soltanto denaro in oro e argentoe in cui non vi era debito pubblico: il solo Regno delle Due Sicilie possedeva una quantità di oro pari al doppio dell’oro di tutti gli altri stati della penisola italiana messi insieme, 60 volte superiore a quello dei Savoia. Non a caso appena entrato a Napoli il buon Re galantuomo provvide a saccheggiare il Banco di Napoli di tutto il suo oro, poi ordinò di portare a Torino i mobili del Palazzo Reale partenopeo e, facendo l’inventario dei beni presenti nella Reggia Caserta, non sapendo che quello che utilizzava la Regina fosse un bidet lo chiamarono “strano oggetto a forma di chitarra”. La Storia stravolta e nascosta non termina qui però, perché c’è il capitolo degli stermini. Con l’invasione savoiarda le città meridionali eccidiate furono più di 100, in cui persero la vita migliaia e migliaia di civili compresi bambini e donne le quali furono prima stuprate: tra le stragi più efferate ci sono quelle che furono condotte a Bronte, Montefalcione, Pontelandolfo e Casalduni. Coloro che si opponevano a all’esercito sabaudo, dunque un vero esercito di occupazioni, come contadini e gli stessi soldati dell’ex esercito duosiciliano che oggi sarebbero definiti “partigiani”, furono allora etichettati come “briganti”, fuorilegge da mettere a morte e con i cui corpi senza vita e le teste mozzate si fecero fotografare i carabinieri e i bersaglieri. I fautori dei massacri, quali Cialdini e Nino Bixio (conosciuto come “la belva” tra i contadini del Mezzogiorno) furono autori di crimini contro l’umanità che lo Stato Italiano ha eletto a eroi e Padri della Patria. A Fenestrelle, località in provincia di Torino, fu edificato un forte utilizzato come campo di concentramento per “briganti”, ed oggi fa parte della lista dei monumenti nazionali.Fu vera liberazione? Stavolta non sembra spettare ai posteri l’ardua sentenza: fu invasione, conquista, riduzione a colonia interna. È un caso che dopo il 1861 il Nord abbia sorpassato e surclassato economicamente il Sud? Carlo Bombrini, amico di Cavour e direttore generale della Banca Nazionale nel Regno d’Italia, istituto di diritto privato ma con le pubbliche funzioni di Tesoreria dello Stato, ebbe a dire circa i Meridionali che “Non dovranno mai essere più in grado di intraprendere”, e infatti da proprietario della debole Ansaldo fece in modo che la concorrente Pietrarsa fallisse, che le industrie del Sud (molto più numerose qui che nel resto d’Italia, infatti Sicilia, Calabria e Puglia erano le prime 3 regioni della penisola per numero di operai) fossero smantellate, che si potenziasse la rete ferroviaria al Nord ottenendo la maggior parte dei finanziamenti. Meritano poi di essere menzionati lo smantellamento del porto di Salerno per essere ricostruito a Genova in modo da far concorrenza ai cantieri di Castellammare di Stabia, la chiusura delle scuole al Sud per ben 15 anni (un popolo ignorante si domina meglio) e il fatto che il Mezzogiorno conoscesse per la prima volta cosa significa emigrare: nacque la questione meridionale per risolvere la questione settentrionale.Queste sono le parole Fëdor Michajlovič Dostoevskij sull’appena nato Regno d’Italia: “per che cosa possiamo congratularci con l’Italia, che cosa ha ottenuto di meglio dopo la diplomazia del conte di Cavour? È sorto un piccolo regno di second’ordine, che ha perduto qualsiasi pretesa di valore mondiale, […] un regno soddisfatto della sua unità, che non significa letteralmente nulla, un’unità meccanica e non spirituale e per di più pieno di debiti non pagati e soprattutto soddisfatto del suo essere un regno di second’ordine. Ecco quel che ne è derivato, ecco la creazione del conte di Cavour!”.Ecco il ritratto, troppo breve e sommario, dell’Unità d’Italia, un ritratto che porta alla mente quello letterario di Dorian Gray, opera di Oscar Wilde, il cui viso dipinto riporta i segni di tutte le brutture e le corruzioni e che il suo proprietario nasconde così sotto un telo, per non renderlo visibile: come Dorian Gray, anche l’Italia deve finalmente squarciare un quadro fatto di menzogne.

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[ vedi : anche sotto ]
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Gli eurobond che fecero l’Unità d’Italia quando il Regno di Napoli era come la Germania di Giuseppe Chiellino30 giugno 2012Commenti (16) IN QUESTO ARTICOLO Argomenti: Stéphanie Collet | Germania | Université Libre de Bruxelles | Piemonte | Stato Pontificio | Anversa | Borsa di Parigi | Tommaso Padoa Schioppa | Angela Merkel My24 Gli eurobond che fecero l’unità d’Italia quando il Regno di Napoli era come la Germania (Corbis) Il vertice europeo di fine giugno ha cancellato gli eurobond dall’agenda. Almeno per ora. Angela Merkel è stata drastica: «Mai finchè sarò viva» aveva detto in pubblico qualche giorno prima. Chissà se la cancelliera tedesca aveva avuto il tempo di leggere lo studio di Stéphanie Collet, storica della finanza della Université Libre de Bruxelles che è andata a spulciare negli archivi delle Borse di Parigi e Anversa per studiare l’unico precedente assimilabile agli Eurobond: l’unificazione del debito sovrano dei sette stati che 150 anni orsono, su iniziativa del Piemonte e sotto tutela di Francia e Inghilterra, costituirono il Regno d’Italia. Nella storia dello stato moderno è l’esperienza storicamente più vicina al faticosissimo di Giuseppe Chiellino – Il Sole 24 Ore – leggi su http://24o.it/ybCzo

…prima ci ignoravano, adesso ci vogliono confutare: stiamo parlando di coloro, storici, economisti ed addetti ai lavori in generale, che si impegnano a smontare e ridicolizzare le ricostruzioni storiche del periodo precedente all’Unità d’Italia, effettuata da studiosi che non accettano che si dicano quelle falsità secondo cui Garibaldi e Cavour  sarebbero venuti a liberare il Sud dall’oppressore straniero, quel Sud estremamente arretrato, così arretrato che neanche 153 anni di Italia sono riusciti ad ammodernare. Il Meridione, secondo gli storici ufficiali, era assimilabile nel 1861 all’Africa, abitato da individui incivili, sporchi e rozzi, mentre chi afferma il contrario è subito etichettato come diffusore di frottole(vedi Alessandro Barbero) e spregiativamente “neoborbonico”… ( continua – vedi : sotto )

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154 anni fa, il 13 Febbraio 1861, il Sud perse la propria indipendenza.
Quel giorno si concluse l’assedio di Gaeta, 
ma durante la resa il generale piemontese Enrico Cialdini continuò a bombardare i civili. Fu una vera e propria barbarie.

il 13 Febbraio 1861 si concluse l’assedio di Gaeta, e il Regno delle Due Sicilie perse sovranità ed indipendenza.
VESUVIOLIVE.IT
 
 
 

fonte : << Siamo tutti briganti ( Napoli Capitale ) >> –  PER L’OCCASIONE ABBIAMO SCELTO VOLUTAMENTE DA UN SITO DI CERTO NON NEO BORBONICO O MONARCHICO – NON SECESSIONISTA – NEPPURE DI DESTRA – DA MOLTI CONSIDERATO “IN ODORE DI SINISTRA” (?) – VOLENDO DOCUMENTARE QUANTO SIA VASTO IL RADICAMENTO TRASVERSALE DEL SENTIMENTO SUDISTA E QUANTO SIA OMOGENEO L’ORGOGLIO MERIDIONALISTA….

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NOI IN RETE
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ARTICOLI RECENTI – SERVIZI TRA BREVE IN RETE :

1 – 

 OGGI – 

RIVOLTA CONTRO LE POLTRONE A MARZO RITORNA SILVIO ANCORA GRIDIAMO “SIAMO TUTTI ISTRIANI” ALTRE NEWS CYBERCRIME CONFERENCE 2015 ECC. [ “AZ.”-13.02.’15 ]

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2 – 

OGGI – 

DRESDA 70 ANNI DA UNO TRA I TANTI OLOCAUSTI CHE NON HANNO DA ESSERE E ALTRE NOTIZIE

[ “AZ.”-14 – 15 .02.’15 ]
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venerdì, 13 febbr. ’15

ATTUALITA’ E ALTRE NEWS

“…Scontro tra governo e opposizioni sulle riforme. Il Movimento 5 Stelle, la Lega e Sel, dopo una riunione dei capigruppo che non ha portato a una mediazione annunciano che lasceranno i lavori dell’Aula. Dura la replica del premier Matteo Renzi che di fronte all’assemblea dei parlamentari del Pd ribadisce che non cederà ai ricatti e all’attacco delle opposizioni: “Vogliono bloccare il governo”. Ma dalla sinistra Dem arriva un appello a fermarsi e Cuperlo avanza in Aula la necessità di una pausa di riflessione. Negata, i lavori vanno avanti. Conferenza stampa delle opposizioni e Aventino, con accuse – provenienti da Fi – di “deriva autoritaria”…

[ tratto dal web ] – VERSO L’AVENTINO DELLE OPPOSIZIONI ?

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Oggi 13:59 CET

Mattarella prende atto richiesta opposizioni, oggi nessun incontro

Per oggi nessun incontro al Quirinale fra i gruppi parlamentari di opposizione e il nuovo presidente della repubblica Sergio Mattarella, richiesto dalla opposizione con riferimento al caos e allo scontro alla Camera sulla riforma della Costituzione proposta dal governo Renzi. Mattarella, secondo quanto si è appreso, sta valutando se eventualmente accordare l’incontro nei prossimi giorni.///

LA MIA OPINIONE
Tipico atteggiamento moroteo. Mattarella attende che la grana si sgrani da sola…
Chi sperava in qualcosa di meglio, è pregato di accomodarsi in sala di attesa.
Col tempo e con la paglia, maturano le sorbe e la canaglia.
Stamattina ho ascoltato un piddino (a Omnibus) parlare di dittatura delle minoranze.
Siamo a Carnevale.
guglielmo donnini

HUFFPOSTLIVE BLOGNewest   |   OldestOggi 13:59 CETMattarella prende atto richiesta opposizioni, oggi nessun incontroPer oggi nessun incontro al Quirinale fra i gruppi parlamentari di opposizione e il nuovo presidente della repubblica Sergio Mattarella, richiesto dalla opposizione con riferimento al caos e allo scontro alla Camera sulla riforma della Costituzione proposta dal governo Renzi. Mattarella, secondo quanto si è appreso, sta valutando se eventualmente accordare l'incontro nei prossimi giorni.///LA MIA OPINIONE Tipico atteggiamento moroteo. Mattarella attende che la grana si sgrani da sola...Chi sperava in qualcosa di meglio, è pregato di accomodarsi in sala di attesa.Col tempo e con la paglia, maturano le sorbe e la canaglia.Stamattina ho ascoltato un piddino (a Omnibus) parlare di dittatura delle minoranze.Siamo a Carnevale.guglielmo donnini

[ DA “AZIMUT”  ARCHIVIO ONLINE” – IL POST DEL PRESODENTE  GENNAIO 2015 replica

SINISTRA DI SEMPRE…. :LA “GRANDE SPOLIAZIONE”…..CI SVUOTANO LE TASCHE – CI SVUOTANO LA VITA…..
Crisi: 9,2 milioni di italiani in grave difficoltà economica
SIAMO A 9,2 MILIONI DI ITALIANI IN GRAVE DIFFICOLTA’ – CIRCA 45 GIOVANI SU CENTO SONO SENZA LAVORO – QUASI 3 MIUìLIONI E MEZZO I DISOCCUPATI – [ MA CI SONO LE << RIFORME >> – QUALI ? ]
EDITORIALE
VERSO LA TIRANNIA
2015. “Dopo anni abbiamo ridotto le tasse”, la prima menzogna che arriva a domicilio; e, poi, nessuna novità, arriverà un’altro commissario al Colle. Guai per tutti e guai per l’Italia. Sono già 9,2 milioni di italiani in grave difficoltà, circa 45 giovani su cento sono senza lavoro e i disoccupati quasi a quota tre milioni e mezzo. Ah, questa sinistra di sempre ! Dunque, dove eravamo rimasti ? Alla repubblica napolitana e al protettorato Italia che si spinge, per il nuovo anno, verso la tirannia. Un dispotismo democratico che si astrae, avulso com’è dalla realtà, da una cornice permeata dalle tre crescenti piaghe di miseria, solitudine e disoccupazione. Più che l’austerità, nel periodo ch’è stato tra il Natale e il subentrato 2015, chi – mi chiedo – ha potuto fare a meno di mescolare alla serenità la tristezza? Le caste vanno verso l’involuzione della democrazia e si autoriformano con l’evidente scopo di conservarsi, l’illusione d’una resistenza che pensano di lunga durata. Ponendo il bambino nella grotta e, poi, come d’uso, con il brindisi augurale per il saluto al nuovo anno, chi di noi – almeno per un attimo –  non è stato preso dal cruccio per i meno fortunati? Una rabbia pacifica che, a tutt’oggi, non è ancora una reazione violenta avverso la pletora dei satrapi che infestano l’Italia. Le camere, invalidate da pesanti eccezioni di dubbia elezione e incostituzionalità, pretendono un potere di nomina per il nuovo capo dello Stato. Il vulnus alla sovranità del  popolo e l’anomalia permanente, lungi da una soluzione riparatrice, guarda al prosieguo, sino – addirittura – al 2018; ed è questo, a ben vedere,  il comune collante su cui punta Renzi per mantenersi in sella. Al quarto anno, ormai, di esecutivi imposti – disarcionato il cavaliere – Monti, Letta, in ultimo Renzi, sostituitesi a Silvio Berlusconi, ci lasciano macerie dappertutto e con buona pace dei pifferai mediatici – ruffiani del potere – che, più renzisti del Renzi, faticano sempre di più a far credere il contrario. Di tutto ciò, ormai non richiesti, essendo che , terminata la luna di miele con gli italiani, Matteo procede con arroganza e non tiene più conto del consenso, o meno, che si registra  – per sondaggi  quotidiani –  a riguardo dell’andamento lento dell’attuale governicchio. “Una riforma al mese”, checchè ne dicano gli incensatori, ha ceduto il passo – semmai – a una riforma ogni cinque anni e uno slogan bugiardo come quello che “per la prima volta abbiamo dato”, con la c.d. legge di stabilità, suona come una beffa tragica dal momento che l’imposizione del fisco, in pratica, risulta quadruplicata rispetto all’anno  2011 del centrodestra. D’altronde, com’è noto, ai presidenti del consiglio tocca solo il compito
di esercitarsi in petizioni di principio che non trovano mai realizzazione e il lavoro sporco, concordato, lo fanno i ministri dell’economia che, in pratica, sono i becchini per delega dell’Ue. E lo stato dell’arte, conservando benefit per poche minoranze,  è fatto per artifizi, partite di giro e qualche regalia; nessun vero ristoro per i meno abbienti, i pensionati taglieggiati, il ceto medio inginocchiato, l’imprenditoria attaccata, ecc., risparmio e accantonamenti prosciugati; vogliono tutta la trippa. Atro che la pubblicizzata riduzione delle bollette di gas ed elettricità, è andata a regime, per questo 2005, la gragnuola di aumenti sui balzelli che era giàinsostenibile.Si vive. ormai, in un regime di diffusa illegalità, in un clima di angherie e prepotenze, di intolleranza e liberticida, dei corrotti e della corruzione non vale altro aggiungere ; è un pozzo senza fondo, ritornano in auge i roditori come Amato, Prodi, e compagnia cantante; e cosa ancora più allarmante siamo all’inizio di quel poco e inocuo nero di quà, e del molto inquietante rosso di là, un tentativo di riedizione dei cosiddetti opposti estremismi di cui si necessita, in prospettiva, per autolegittimarsi e già disinnescare una collera popolare, per ora, solo in embrione.
La violazione della costituzione repubblicana, con assoluta impunità e totale complicità, così ha raggiunto l’acme per soprusi nei confronti dei cittadini, vessati dal tassa e ritassa, disattesi i principi, contenuti rispettivamente nell’art. 53 della carta nonchè per l’art. 54 – coma 1 del codice penale, del versare come e solo da capacità contributiva proporzionale al proprio reddito e, se lo Stato diversamente richiedendo,  la non punibilità di chi non assolve per lo stato di necessità. Coloro che reggono le istituzioni ne sono i responsabili, per le tante vittime che ha mietuto e che miete la disperazione, la loro colpa si chiama induzione al suicidio. Prima o poi, inevitabilmente, e la suprema Corte, e la magistratura, se ne dovranno seriamente occupare. Di Lor Tiranni ! Che, difficilmente e a lungo, potranno farla franca. 2015, dunque, l’anno della tirannia, ma non e’ detto. Prima o poi, ci sarà rivolta contro la grande spoliazione; che non si può continuare – all’infinito – con lo svuotarci le tasche e con il svuotarci la vita. Non servirà che ci sono le << riforme >>, quali ? Il giovin signore della sinistra, “renzispot e renziscoop”,  è avvisato !
Arturo Stenio Vuono
presidente Associazione Culturalsociale “Azimut”
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ATTUALITA’ E ALTRE NEWS [ ERA ORA ! ! ! ]

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ORGANIZZIAMO UNA FESTA A ROMA , PER IL RITORNO IN CAMPO DI SILVIO BERLUSCONI PENSAVO PER IL 14 DI MARZO, COSA NE PENSATE?‪#‎PASSAPAROLA‬ ‪#‎CONDIVIDI‬

 — con Silvana D’Angelo e altre 20 persone.

ORGANIZZIAMO UNA FESTA A ROMA , PER IL RITORNO IN CAMPO DI SILVIO BERLUSCONI                   PENSAVO PER IL 14 DI MARZO, COSA NE PENSATE?         #PASSAPAROLA #CONDIVIDI

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ATTUALITA’ E ALTRE NEWS [ della << banda bassotti >>

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foto di Avvistamenti di Creature Mitologiche.
Dino Simonelli ha condiviso la foto di TzeTze.
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ULTIM'ORA: per la Boschi adesso sono guai. Guardate cos'è venuto a galla poco fa: http://goo.gl/1d3eOfCondividete il più possibile!

ULTIM’ORA: per la Boschi adesso sono guai.

Guardate cos’è venuto a galla poco fa: http://goo.gl/1d3eOf

Condividete il più possibile!

La procura di Roma ha aperto un’inchiesta, per ora contro ignoti, sulle presunte operazioni anomale avvenute prima del 16 gennaio, data dei primi rumors sulla riforma delle banche popolari,riguardanti i titoli del comparto. Gli accertamenti sono curati dal procuratore Giuseppe Pignatone e dall’aggiunto Nello Rossi.

Il fascicolo è stato aperto dopo le dichiarazioni fatte ieri dal presidente della Consob Giuseppe Vegas in un’audizione alla Camera. “Le plusvalenze effettive o potenziali di tale operatività – ha dichiarato – sono stimabili in circa 10 milioni di euro”.

Precisa Il Giornale:

Il governo insomma continua a scivolare sulla riforma delle banche popolari. Dopo il commissariamento della Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, l’istituto di cui il padre del ministro è vicepresidente, adesso si scatena il fuoco incrociato sul ministro delle riforme. Il vicepresidente di Fratelli d’Italia-Alleanza Nazionale,Giorgia Meloni in un tweet chiede le dimissioni del ministro: “Bankitalia commissaria Banca dell’Etruria e del Lazio e il padre della Boschi. Credo che anche il ministro Boschi dovrebbe dimettersi”.

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Gaetano Daniele ha condiviso un link.

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ATTUALITA’ E ALTRE NEWS

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…La Russia ha minacciato di rilasciare prove che espongono il presunto coinvolgimento del governo degli Stati Uniti in relazione agli attacchi dell’undici Settembre…

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[ tratto dal web ]

Questa mossa potrebbe significare la fine dei giochi. Per capirci qualcosa in più potrebbe essere necessario leggere questo articolo UnU

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La Russia ha minacciato di rilasciare prove che espongono il presunto coinvolgimento del governo degli Stati Uniti in relazione agli attacchi dell’undici Settembre.Il governo russo ha detto che si sta preparando a rilasciare la prova che dimostra che gli Stati Uniti sono stati coinvolti negli attacchi tramite le immagini satellitari in loro possesso.Relazione di Pravda.ru: Se avranno successo le rivelazioni di Putin saranno un duro colpo per il governo statunitense. La sua credibilità sarà compromessa, inoltre proteste di massa e rivolte potrebbero scoppiare in tutta l’America. La posizione dell’America come leader nella “lotta contro il terrorismo internazionale” cesserà di esistere quando le immagini verranno rilasciate. Gli esperti avvertono che il rilascio di immagini che dimostrano il coinvolgimento dei governi USA negli attacchi dell’undici Settembre potrebbe avere conseguenze più grandi di quanto chiunque possa immaginare in questo momento.– See more at:http://yournewswire.com/russia-threatens-to-publish-911-photos-proving-insidejob/#sthash.hlUNDV5k.dpuf – Mosca (Pravda): esperti americani ritengono che, nonostante il fatto che le relazioni tra gli Stati Uniti e la Russia abbiano raggiunto il punto peggiore dai tempi della Guerra Fredda, Putin ha fatto passare ad Obama soltanto i problemi minori. Gli analisti ritengono che questa sia la “calma prima della tempesta”. Putin sta per colpire e ha intenzione di colpire duramente. La Russia sta preparando il rilascio di prove del coinvolgimento del governo degli Stati Uniti e dei servizi di intelligence negli attacchi dell’11 settembre. Nella lista delle prove sono incluse immagini satellitari. Il materiale pubblicato può dimostrare la complicità del governo degli Stati Uniti negli attacchi dell’11 settembre e la manipolazione di successo dell’opinione pubblica. L’attacco è stato pianificato dal governo degli Stati Uniti, ma messo in opera per mano dei suoi delegati, in modo tale che un attacco contro l’America e il popolo degli Stati Uniti sembrasse un atto di aggressione da terrorismo internazionale. Il motivo dell’inganno e omicidio dei propri cittadini statunitensi è da cercarsi negli interessi petroliferi e nelle corporazioni statali del Medio Oriente. La prova sarà così convincente che smonterà completamente la versione ufficiale sull’11 settembre coperta e sostenuta dal governo degli Stati Uniti. La Russia dimosterà che l’America non è estranea all’utilizzo di terrorismo falsa bandiera contro i suoi cittadini al fine di avere un pretesto per un intervento militare in paese straniero. Nel caso degli “attacchi dell’11 settembre,” la prova sarà costituita da immagini satellitari conclusive. In caso di successo, le conseguenze della tattica di Putin potrebbero esporre le politiche terroristiche segrete del governo degli Stati Uniti. La credibilità del governo sarà compromessa e potrebbe portare proteste di massa nelle città fino ad una rivolta, secondo gli analisti americani .. L’effettivo sviluppo della situazione potrebbe essere molto peggio, di quanto gli esperti avvertono.- Via: Veterans Today

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L’INFORMAZIONE-

—Messaggio originale—-
Da: redazione@controcorrentedizioni.it
Data: 13/02/2015 18.33
A: “Redazione Controcorrente”<redazione@controcorrentedizioni.it>
Ogg: Atina: la città, la storia, la cultura – Servizio su “BorgoItalia”

ATINA
La città, la storia, la cultura
 
Servizio su “BorgoItalia”
il settimanale televisivo dedicato
allo straordinario e irripetibile patrimonio paesaggistico, 
storico-monumentale ed antropologico delle nostre terre
 
Regia e fotografia di SERGIO BILOTTA
 
Queste le emittenti che
trasmettono il programma
sull’intero territorio nazionale:
 

TUTTA ITALIA
• SKY Canale 518
Sabato ore 22.30- domenica ore 13.30 (r) – martedì ore 18.00 (r)

DIGITALE TERRESTRE (per ciascuna emittente sono indicati il numero LCN 

e la copertura, che è da intendersi regionale laddove non è diversamente indicato)

( . . . ) omissis

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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono

 

(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI

FINE SERVIZIO

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1 commento su “QUEL 13 FEBBRAIO DEL GENOCIDIO E DELLA DISUNITA’ E L’OLOCAUSTO DEL SUD ROMPIAMO SILENZIO E COMPLICITA’ SECOLARI”

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