L’ANNUNCIO ARTURO STENIO VUONO LA BUONA BATTAGLIALA ERANO GLI ANNI DELL’URLO E DELLA QUIETE AUTOBIOGRAFIE DEGLI IRRIDUCIBILI


L’ANNUNCIO ARTURO STENIO VUONO LA BUONA BATTAGLIALA ERANO GLI ANNI DELL’URLO E DELLA QUIETE AUTOBIOGRAFIE DEGLI IRRIDUCIBILI

  

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI

https://azimutassociazione.wordpress.com

anteprima di web : azimutassociazione@libero.it
scritto :
15-mar-2015 
https://azimutassociazione.wordpress.com: “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi:  L’ANNUNCIO ARTURO STENIO VUONO LA BUONA BATTAGLIALA ERANO GLI ANNI DELL’URLO E DELLA QUIETE AUTOBIOGRAFIE DEGLI IRRIDUCIBILI
[ “AZIMUT-NEWS” : 15.03.’15 ]

[ ULTIMO SERVIZIO IN RETE ]
 
 
 
 
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PROCUREIDE DE PASDARAN MENEGHINI E LA MORALE A SENSO UNICO PER IL SOLO BERLUSCONI ALTRE NEWS A NAPOLI “IL 1971 DI LUCIO BATTISTI” ECC.

PROCUREIDE DE PASDARAN MENEGHINI E LA MORALE A SENSO UNICO PER IL SOLO BERLUSCONI ALTRE NEWS A NAPOLI “IL 1971 DI LUCIO BATTISTI” ECC. [ 8559 more words. ]
AZIMUTASSOCIAZIONE.WORDPRESS.COM

 

 
OGGI
L’ANNUNCIO ARTURO STENIO VUONO LA BUONA BATTAGLIA ERANO GLI ANNI DELL’URLO E DELLA QUIETE AUTOBIOGRAFIE DEGLI IRRIDUCIBILI
[ “AZ.-NEWSLETTER : domenica, 15 marzo 2015 ]
 
 
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PRIMO PIANO  . INTERVENTI
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——- Original Message ——–

Subject: Lehner: a quando una questione morale sulla Fiat?
Date: Mon, 16 Mar 2015 07:52:53 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Già organo di stampa del togliattismo, del forcaiolismo magniloquente e cretino (indimenticabile il Di Pietro assimilato a Ulisse, Gulliver, Marco Polo e  Laurence Sterne) dell’antiparlamentarismo becero, oggi il “Corriere della Sera” ammicca al fondamentalismo islamico, bucando proditoriamente il brutale omicidio del ragazzo ternano.
La vera grande questione morale da sollevare nella nostra Italia riguarda la disamina coraggiosa della storia della Fiat e dei suoi giornali, dalle commesse militari del 1915-1918  al capitalismo assistito a suon di miliardi scippati al contribuente, nonché ai fondi neri celati sotto il pavimento, con l’Avvocato che poteva non sapere.
Giancarlo Lehner
 

——– Original Message ——–

Subject: Carabinieri a Tripoli ? No,grazie
Date: Mon, 16 Mar 2015 15:00:28 +0100
From: Vincenzo Mannello <info@vincenzomannello.it>
To: ( . . . )

I Carabinieri impieghiamoli in Italia,non in Libia…questa la proposta che avanzo alla opinione pubblica in vista di quel che si prepara. Oggi l’ineffabile ministro degli Esteri GentilOnu (lo chiamo così perché sempre deferente vera le N.U. e gli USA padroni) ha anticipato pubblicamente l’invio a Tripoli dei Carabinieri per fermare l’Isis e pure l’ondata di sbarchi in Sicilia.In verità ha premesso che ciò avverrà nel “quadro di un intervento internazionale” ed in accordo con le “autorità libiche” ma queste parole hanno reso piú preoccupante la cosa. Infatti mi sembra improbabile che l’Onu possa,in questa complicatissima fase internazionale,decidere qualsiasi intervento in qualsivoglia paese. Pertanto presumo che Italia ed “alleati” stiano cercando di smuovere la Nato per intervenire sul campo. Magari su richiesta del “legittimo governo” libico che,però,ha un piccolo difettuccio : non si sa quale sia e quanto effettivo potere abbia sul territorio nazionale. Tra quello “riconosciuto” (dagli occidentali) di Tobruk  e quello illegittimo di Tripoli si è infilato il terzo,il piú preoccupante di tutti : quello dell’Isis a Sirte e dintorni. E,non solo a mio  parere, esiste pure il quarto : quello dei mercanti di morte delMediterraneo che fanno soldi con i poveri clandestini e con i profughi di mezzo mondo. Gente che rappresenta un potere a parte, indipendente dalle fazioni in lotta. Già nel marzo 2011 il sottoscritto,assieme a pochi altri,aveva messo in guardia la opinione pubblica (tramite le testate indipendenti) dal farsi trascinare dagli entusiasmi per la Primavera araba libica che avrebbe portato (come puntualmente avvenuto) alla caduta ed all’assassinio di Gheddafi (per mano occidentale,non realmente popolare). Facile allora ipotizzare lo sfacelo della “unitarietà” della Libia ed il via libera a tagliagole ed integralisti peggiori di Gheddafi. Al seguito di BombObama,Sarkozy e soci pure Berlusconi si riscoperse interventista contro un amico (dittatore) ed alleato (si,avevamo un trattato di amicizia con il Colonnello). Seguendo il modello Irak con Saddam l’intervento ha prodotto i suoi effetti,conosciuti da tutti : abbiamo l’Isis a due passi dalla Sicilia ed a 3 da Roma !!Ma il bello (o brutto) è che gli “altri” libici,di tutte le fazioni, non è che siano migliori dei “terroristi” del Califfato. Sono altrettanto pericolosi ed armati,forse pure di piú,e non hanno alcuna intenzione reale di “pacificare” la Libia. Vogliono solo scannarsi al meglio ed avendo i maggiori appoggi economici e militari possibili dagli “infedeli” occidentali,primi tra tutti gli italiani. Non credo che qualcuno,esperto o meno,possa contestare questa sintetica analisi…se non per malafede (come accaduto per Gheddafi). Reitero quindi la mia proposta-appello ai media ed a chi legge : i Carabinieri (ed altri militari) teniamoli in Italia,non mandiamoli nel “bel suol d’amore” di Tripoli..,rischierebbero inutilmente la pelle (e si sottrarrebbero uomini e mezzi ai già scarsi presidi territoriali in Italia).


Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello


domenica 15 marzo 2015

“COLPO DI STATO IN RUSSIA” Putin scomparso, voci inquietanti

Russia, Vladimir Putin scomparso. Da Israele: “In atto un colpo di Stato”
Cosa sta succedendo a Vladimir Putin? Il mistero sulle condizioni del presidente russo è sempre più fitto e dall’Israele l’ex ambasciatore di Tel Aviv a Mosca Zvi Magen, citato dal quotidiano Haaretz, lancia un inquietante previsione: “Ci sono molti segnali di un colpo di Stato”. “Il movimento dei militari attorno al Cremlino indica che c’è un cambio di governo, o che un tentativo di cambiare il governo è in corso”, spiega il diplomatico secondo cui il potenziale golpe sarebbe portato avanti da “fazioni dell’esercito in lotta tra loro, o da ricchi e influenti imprenditori”. 
 
La malattia, la Svizzera – Di sicuro, c’è che dal 5 marzo scorso Putin non dà notizie di sé. Prima le voci di una presunta malattia, quindi l’indiscrezione secondo cui “lo Zar” si sarebbe recato in gran segreto in Svizzera per il parto della compagna Alina Kabaeva, 31enne ex deputata e ginnasta. Rumors smentiti dal portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, che ha anche rassicurato sulla salute del presidente: “Potrebbe stritolarvi la mano”. Eppure, molto non torna. 
 
La Crimea, l’Ucraina, Nemtsov, la Cecenia – Secondo quanto riferisce l’agenzia Interfax, il responsabile per la stampa del Cremlino si è rifiutato di commentare con i giornalisti dove si trovi Putin, che da mesi è al centro di contese con riflessi internazionali: la guerra in Crimea prima e in Ucraina poi e, nelle ultime settimane, le polemiche interne e dall’estero per l’omicidio del suo oppositore politico Boris, Nemtsov, assassinato a pochi metri dal Cremlino. Le indagini hanno portato all’arresto di cinque sospettati, tutti ceceni. La pista “ufficiale” conduceva alla Cecenia e all’estremismo islamico, presto smentita. Secondo la Novaja gazeta l’omicidio sarebbe legato a una “guerra” tra gli apparati di forza federali e il leader ceceno Kadyrov, uomo di Putin nella instabile regione caucasica. 
 
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IN COPERTINA
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[ da messaggio “postato” su facebook ]

Camerata Tricarico…PRESENTE!

foto di Carlo Alberto Paolino.
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  • Enrico Cella Ricordo quel brutto giorno. Ciao Anastasio.
  • Arturo Stenio Vuono
    Scrivi un commento…UNO DEI PIU’ PURI E GENEROSI MILITANTI DELLA GIOVANE DESTRA PARTENOPEA CHE CI LASCIO’ PREMATURAMENTE-NON LO DIMENTICHIAMO !

[ tratto dal web ]

“,,,La carriera o il carrierismo, nemmeno sapevamo cosa fossero.

Eravamo cavalieri, noi. O tali ci consideravamo. Ci bastava “lottare” per i nostri ideali: nessun premio in cambio chiedevamo.Le “cariche” – quando le si otteneva – erano il premio alla militanza. Al sacrificio e al merito, mostrati nel sostenere la “Causa”.Mai stati estremisti, noi. Mai.La mia militanza, anzi – come quella di tutte le centinaia di persone che ho conosciuto – era improntata ad una normale – normalissima – moderazione.Ho ricevuto la gratificazione di qualche incarico/carica: sono stato fiduciaro del Fronte della Gioventù nel mio liceo. Poi dirigente provinciale – settore “Stampa e propaganda” – delle medesima struttura.Poi – dopo il suicidio del mio amico Anastasio – e per proseguirne l´opera, accettai di diventare Presidente del Fuan: la struttura universitaria del partito.Avevo 19 anni. Ed ero oramai “solo”, senza il mio amico “Ana”… [ “Camelot” ]


maggio 26, 2008 alle 11:38 am

Caro Camelot che ricordi hai fatto salire a galla ( . . . ) .Come dimenticare��fu Anastasio a cambiarmi la vita, fu lui a farmi capire tante cose e per anni, fin quando non si formò “la compagnia” fu un esempio una guida e non parlo solo della politica. Fu lui a spingermi a scrivermi all’università , fu con lui che entrai la prima volta ad architettura e sempre lui venne a firmare in ospedale quando per la prima volta da quell’università  né usci con 2 costole rotte. ( , , , ). Non ho capito chi sei “camelot” , ma questo non è importante, ( . . . ) Usci dalla compagnia prima della sua morte, ma non usci dal suo cameratismo, ci sentivamo ( . . ) Caro Camelot , la cosa che voglio ricordare e quel maledetto giorno. Non credo che interessi a nessuno, ma la scrivo per ricordarla anche solo a me stesso. Appresi la notizia via radio….scendevo da una gita sul Vesuvio e accendendo lo stereo in macchina ascoltai il radiogiornale (non l´avevo mai fatto prima, mai fatto dopo) “…giovane esponente della destra universitaria…… MORTO….. Anastasio Tricarico”. Non esistevano i telefonini ( . . . ) Il gelo, l’incredulità , il dolore….sino all’arrivo, l’arrivo ad un telefono. Il numero, gli squilli, la risposta, la conferma. Chi è stato? Lasciai il telefono e tra le lacrime innanzi a me i ricordi, le sue battute caustiche, ( . . . )  Entrai nella mia stanza, la stessa in cui mi aveva insegnato a suonare la chitarra, la stessa in cui col naso rotto si era rifugiato tante volte, la stessa in cui il “batterfly” sembrava la cosa più “normale” da prendere. Salutai mio padre, senza dirgli niente, avrebbe capito, mi avrebbe fermato, mio padre ci aveva visto crescere….lo salutai con un bacio, in pratica un addio. In quel momento, non importava nulla, solo Ana, solo Ana, era importatnte.All’ingresso del palazzo, mi fermano, non ricordo chi…. occhi lucidi, incrociano occhi lucidi, mani fredde stringono mani fredde. Il primo a parlare mi disse testuali parole, “io non ci credo, vogliono farci credere che si è suicidato, vogliono tenerci buoni….tu ci credi?” …… SUICIDATO!? Come suicidato? Percosi il cortile inebetito…suicidato…. che significa suicidato… un dolore allo stomaco come una pugnalata, ma non era il coltello…. mi risvegliai ma non ero nella saletta d’ingresso, ero dietro una macchina, con Totore che mi perquisiva e continuava a dirmi a muso duro di non fare stronzate, che dentro c’era la digos, che ci sarebbe stato tempo… Solo in quel momento capì il significato della parola suicidato. Entrai “nudo” e a metà  della prima rampe di scale, gli occhi andarono alla “capa e Mussolini” li su quel armadio, il braccio scatto in saluto, le lacrime incominciarono a scendere…Ogni gradino un ricordo, un sogno, un mondo diverso, una lotta impari, la voglia di non mollare..ma in quel momento, sull´ultimo ballatoio, incrociai lo sguardo, lo sguardo di qualcuno, non ricordo se quello di Paolino, di Massimiliano o del Molaroski, non ricordo, ma capì, capì che Ana era morto, perché era troppo il dolore di quegli occhi. Quasi svenni quando incrociai gli occhi della sorella, e l´avrei fatto se lei non fosse stata una donna. Riscendemmo le scale e mentre eravamo giù da soli, mi accorsi che l´idea della vendetta non era stata solo la mia. Quella saletta era ormai un armeria ed il mio Batterfly era davvero poca cosa, ma non la mia determinazione. La veglia, le bandiere, il funerale, i( . . . ) Lo sforzo più grande sforzarmi di capire che si era suicidato. Che dirti Camelot ( . . . ) Non credo che la compagnia avesse ben chiaro cos´era il fascismo, ( ma chi può averle), ma di una cosa sono ancora sicuro, di quei cavalieri qualcuno “cavalca ” ancora e se ne frega altamente, sia di chi va a fare i pellegrinaggi , sia di chi ci ha messo 10 anni per capire cosa significavano quei pellegrinaggi. Molti hanno smesso di “cavalcare”, ma sai che ti dico…per quanto mi riguarda la “COMPAGNIA CAVALCA ANCORA”.                  [  Nando ]

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[ da messaggio “postato” su facebook ]

“Da ragazzo ho giurato a me stesso di rimanere fedele alla mia giovinezza: un giorno ho cercato di mantenere la parola”
70 anni fa si dava la morte Pierre Drieu La Rochelle

""Da ragazzo ho giurato a me stesso di rimanere fedele alla mia giovinezza: un giorno ho cercato di mantenere la parola"70 anni fa si dava la morte Pierre Drieu La Rochelle"
 

“…Durante la Francia di Vichy diventa direttore della Nouvelle Revue Française (NRF), dal 1940 al 1943 e si schiera a favore di una politica di collaborazione con la Germania, che egli spera si metta alla testa di una sorta di “Internazionale fascista”. A partire dal 1943, disilluso, rivolge il suo impegno allo studio delle religioni orientali. In seguito allo sbarco in Normandia e laliberazione di Parigi nel 1944, rifiuta di rifugiarsi a Sigmaringen ed è costretto a nascondersi. Sarà aiutato da alcuni amici, tra cui André Malraux e l’ex moglie Colette Jéramec, ricercato daiGaullisti: dopo due tentativi falliti nell’agosto 1944, il 15 marzo 1945 stacca il tubo del gas e ingerisce una dose letale di fenobarbital. Nel 2012 entra nella “Bibliothèque de la Pléiade“, una delle collane più prestigiose del mondo, con la raccolta di Récits, Romans et Nouvelles….”

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L’ANNUNCIO – IL LIBRO
 
[ il presidente di “Azimut” si racconta e racconta dei tanti… ]
 
<< CON ALMIRANTE, NEL MIO PICCOLO ( E PER QUEL CHE HA CONTATO )…. MOLTI DI NOI HANNO AVUTO UN RAPPORTO ASSAI STRANO : MAI – COMPLETAMENTE – CONDIVIDENDO LA SUA POLITICA, IN POSIZIONE DI DISTINGUO NELLA DINAMICA DELLA DIALETTICA INTERNA; SEMPRE – IN ULTIMA ANALISI – CON IMMENSA FIDUCIA PERO’ NELLA SUA FIGURA DI “REGGITORE” E DI “TIMONIERE” DI CUI – E’ CHIARO – CHE NON SI POTEVA FARE A MENO E DI CUI, COMUNQUE, CI SI POTEVA – CERTAMENTE – FIDARE; E ALMIRANTE : COME LA “STELLA POLARE”, UOMO BUONO E GIUSTO NONCHE’ MITE, BENCHE’ IRRIDUCIBILE, PIENO DI SENTIMENTI UMANI, MASSIMAMENTE APERTO AL COLLOQUIO CHE NESSUNA BARRIERA DELLA POLITICA, PURE IN PRESENZA DI ASPRI CONTRASTI, AVREBBE POTUTO – PER LUI – IMPEDIRE. E SPESSO NON SI POTEVA EVITARE…CHE I SUOI SENTIMENTI UMANI SOPRATUTTO T’INONDASSERO E L ACQUA, COSI’, CADENDO SUL FUOCO….. >>
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ARTURO STENIO VUONO
 
foto di Arturo Stenio Vuono.
LA BUONA BATTAGLIA ERANO GLI ANNI DELL’URLO E DELLA QUIETE…………..
AUTOBIOGRAFIE DEGLI IRRIDUCIBILI
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NON E’ UNA COPERTINA – SARA’ COMPITO DELL’EDITORE ( UNITAMENTE ALLA PRESENTAZIONE DELL’AUTORE E AD ASSEGNARNE LA PREFAZIONE ) MA LO SCHEMA DEL RIORDINO DI MEMORIE PASSATE E RECENTI CHE, A DIO PIACENDO, SARA’ LICENZIATO ALLE STAMPE ENTRO IL CORRENTE ANNO. UN LIBRO CHE SI PREANNUNCIA COME UNA VERA NOVITA’  PER I TIPI DE “LE AUTOBIOGAFIE DEGLI IRRIDUCIBILI” – SONO CENTINAIA LE OPERE SCRITTE A RIGUARDO DELLA DESTRA MA MANCA IL RACCONTO DELLA STORIA VISSUTA DAI TANTI MILITANTI CON MOLTI EPISODI VERI E INEDITI.
DOPO IL TANTO RINVIO, E LE CONTINUE E MOLTE PRESSIONI, FINALMENTE…
[ il “team azimut online ]
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NON E’ VERO MA CI CREDO [ tratto dal web ]

La Russia avverte: “preparatevi a difendere la Terra, gli angeli caduti sono tornati”

BY NOTIZIEDALPOPOLO · FEBBRAIO 28, 2015
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[ TRATTO DAL WEB ]

Un rapporto sensazionale del comitato scientifico sulle Forze Militari (MSC) in relazione agli esperimenti recentemente condotti dal progetto di sistema d’arma laser Almaz-Anteyhigh 27 del Central Research Institute (CRI-27), afferma che la “sua distribuzione sarà immediata” soprattutto verso la federazione composta da paesi alleati come l’India, la Cina e il Brasile secondo i quali è assolutamente necessario difendere il pianeta dalle “ostili entità interdimensionali” che potrebbero presto intraprendere una campagna di conquista del nostro mondo. E’ importante notare su questo rapporto che i riferimenti a “entità interdimensionali” elencati su di esso risalgono alla seconda guerra mondiale, quando i servizi segreti sovietici avevano ammesso che il regime nazista tedesco era in “contatto” con i “demoni/angeli caduti”, che alcuni manoscritti tra i più antichi della Terra si riferiscono a loro come degli “dèi”. Questi angeli caduti, dice il Rapporto, sono stati eliminati dalla faccia della Terra 6000 anni fa in quello che gli antichi chiamarono “il grande sconvolgimento”, che aveva congelato milioni di mammut in Siberia e distrutta la città colossale conosciuta come Atlantide, che si conserva nelle leggende e folklore, in particolare in quello che viene chiamato il “grande diluvio”.Ancora più importante, però,è che la più grande zona sulla Terra è stata distrutta da questo “grande sconvolgimento”, dice il rapporto, da angeli caduti che vivevano nel sub-continente indiano, tra l’Himalaya e la moderna Ucraina, e la cui progenie di questi era conosciuta come la razza ariana.Il Mahabharata e il Ramayana, due grandi classici della letteratura indiana in sanscrito, forniscono tutti i dettagli delle interazioni di questi “angeli caduti” con una razza ariana, l’utilizzo del loro veicolo dell’aria, il Vimana , descritto come un “dispositivo che avvalendosi della propria energia e’ in grado di spostarsi da un luogo ad un altro sullaTerra e non solo».Controllare questa incredibile e vecchia affermazione del potere del Vimana non è solo straordinario per gli abitanti di questo pianeta, ma anche per gli altri, riferisce il rapporto. Il simbolo degli “angeli caduti” e’ conosciuto come la svastica, che si trova in molte culture dell mondo, anche prima della seconda guerra mondiale, quando i soldati della 45 ° divisione di fanteria degli Stati Uniti orgogliosamente indossarono questo simbolo ancora prima del loro confronto con la Germania nazista . In effetti, la relazione rileva che l’oggetto che ricorda altri simboli simili alla svastica costituiva una difesa dai mammut che vivevano nella colonia di Mezine Paleolitico, Ucraina, 10.000 anni fa, ed è stato scoperto che il suo primo impiego risale all’epoca antica Mississippian, nelle valli dell’ Ohio e Mississippi e dagli indiani Hopi e Navajo del Nord America e dei Celti, Germani, finlandesi e molti altri.Per la nostra razza umana il tentativo d riconnettersi con questi “angeli caduti”, dice il rapporto, sembra aver avuto successo solo nel 16 ° secolo, quando una nuova luminosa stella apparve nel cielo all’inizio di novembre 1572.Ora sappiamo che questa era la supernova Tycho della costellazione di Cassiopea ed e’ stata una delle otto supernovae osservate dalla razza umana nel corso della storia. E ‘importante notare che questa supernova Tycho; asseriscono gli esperti di stato nel rapporto Msc, avrebbe “aperto un gap interdimensionale” per consentire agli esseri umani di comunicare di nuovo con gli “angeli caduti” che erano già stati espulsi dal nostro pianeta.Il più importante di loro era l’astrologo e mago personale della regina Elisabetta I d’Inghilterra, John Dee (aka 007). Cio’ che ha consentito all’Inghilterra di avere successo e gloria è data dall’intervento diretto di questi “angeli caduti”, afferma il rapporto, secondo il quale questa guida occulta sarebbe iniziata durante il Primo Impero Britannico, quando il “sole non tramontava mai sulle terre britanniche “fino alla fine del 20 ° secolo dopo la morte della regina Victoria nel 1901.La casa tedesca di Hannover (della regina Victoria I) ha incentivato la diffusione della sua “conoscenza nascosta” gelosamente custodita in tutte le case reali di Europa. La relazione rivela che dopo questo periodo di gloria è iniziato, un secolo di guerre “deliberatamente iniziate e controllate” da questi “angeli caduti” attenti affinche’ si verificasse la distruzione totale del nostro modo in modo da stabilire la loro religione tra gli umani o a un nuovo radicale di sterminio di massa attraverso una guerra mondiale.Il fatto che la seconda guerra mondiale è stata così distruttiva, il rapporto spiega, e’ stato perché i nazisti tedeschi sono stati in grado di creare un accordo inter-dimensionale per il trasporto e comunicazione denominato Die Glocke (The Bell) iniziato per la prima volta nel 1561, attraverso la costruzione del ‘Vimana’ (o astronave nella versione moderna) da essere utilizzata sulla Terra nel 1937.Il precedente tentativo di reintrodurre le astronavi degli angeli caduti sulla Terra per “la grande perturbazione”, secondo il rapporto, si è verificato il 14 Aprile 1561, quando John Dee si è recato a Norimberga, in Germania, utilizzando “meccanismi occulti” occasione in cui queste entità gli avevano insegnato quello che avvenne nel corso di una battaglia con un altro mondo, che è stata osservata da tutti gli abitanti delle città, tra i quali gli “angeli caduti” che si sono infiltrati confondendosi tra gli abitanti della Terra.Nel 1937, tuttavia, il rapporto riferisce che un Vimana venne messo nelle mani dei nazisti che poi iniziarono a replicare e diventare in quello che oggi è chiamato “Foo Fighters”, un termine usato dai piloti di aerei alleati per descrivere vari UFO o misteriosi fenomeni aerei visti nel cielo durante le operazioni militari in Europa e nel Pacifico.

UFO Lazar374 Feb. 24 12.05

Anche dopo la seconda guerra mondiale, gli esperti sono categorici sui “Foo Fighters” tedeschi rimanenti, che oltre al “dispositivo” Die Glocke, altri sono stati rimpatriati in segreto in Antartide dove esistono ancora oggi, e cio’ � stato evidenziato da numerose personalità di alto rango ed ex funzionari militari russi.Per capire come il nostro pianeta è in pericolo a causa di queste entità interdimensionali, avverte il rapporto, bisogna considerare il misterioso evento del 9 dicembre 2009 denominato “la spirale in Norvegia”,  dove una spirale di un altro mondo apparve nel cielo notturno norvegese e svedese. L’evento deve essere preso come punto di partenza come una prossima invasione secondo quanto riferito dal rapporto.

spiral

Infine, gli scienziati occidentali sembrano che vogliano preparare la loro gente ad accettare l’esistenza di mondi paralleli e dimostrare le loro interazioni con il nostro mondo, un’idea che è stata la prima ad essere sostenuta dal famoso scienziato e ufologo francese Jacques Vallee, il quale avverte che quello che per decenni abbiamo chiamato “alieni” sarebbero in realtà degli angeli caduti.

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fonte originale: WhatDoesItMean.Com

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GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA – IL GIORNALE DI MILANO LINK
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La cassazione ha aperto il vaso di Pandora – IlGiornale.it 

Piero Ostellino – Dom, 15/03/2015 – 17:29. commenta. L’assoluzione di Silvio Berlusconi, da parte della Cassazione, ha sollevato il coperchio di quel vaso di … Dal vaso di Pandora è uscito un odoraccio di marcio, il cui obiettivo era stato la ..

 
Ora il Parlamento faccia luce sul complotto 

il Giornale – 13 ore fa

Nelle capitali europee, e non solo, non si vedeva l’ora di infangare, sporcando … C’era nel nostro governo un’energia che pareva quella che …

Altre notizie su ora il parlamento faccia luce sul complotto brunetta il giornale

 
[ E ARTICOLI ]
 
 

Crimea, Putin gela Obama: “Ero pronto a usare l’atomica”

Putin alla vigilia dell’anniversario dell’annessione della penisola ucraina alla Federazione russa: “A Kiev gli americani orchestrarono un golpe”. Poi avverte Obama: “La Crimea è stata trasformata in una fortezza, con oltre 40 sistemi missilisti e una ventina di batterie mobili”

Sergio Rame – Dom, 15/03/2015 – 19:10

La Russia era pronta a mettere in allerta le forze nucleari del Paese. Quando l’anno scorso la Crimea decise di annettersi alla Federazione, se gli Stati Uniti e i loro alleati fossero intervenuti,Vladimir Putin sarebbe stato anche disposto a usare l’atomica.

“Eravamo pronti a farlo”, ha rivelato il presidente russo nel documentario Crimea: the road to Motherland trasmesso oggi dalla tivù di Mosca Rossiya 1 tornando ad avvertire Barack Obama e i leader europei di non immischiarsi.

Al presidente americano Putin imputa di aver orchestrato la destituzione dell’allora capo di Stato ucraino Viktor Yanukovych.

Alla vigilia dell’anniversario del referendum che decise l’unione della penisola ucraina alla Federazione russa, la tivù di Mosca trasmette un documentario che suona come un durissimo avvertimento per gli Stati Uniti. Per Putin diventa, infatti, l’occasione per far sapere a Obama che lo scorso anno “la Crimea è stata trasformata in una fortezza, con oltre 40 sistemi missilistici s-300 e una ventina di batterie mobili, insieme ad altre armi pesanti”. Troppe volte l’America e le super potenze del Vecchio Continente hanno sconfinato andando a pestare i piedi alla Russia. In primis, in Ucraina. Secondo il capo del Cremlino gli americani sono stati i “burattinai” del colpo di Stato a Kiev che portò alla destituzione di Yanukovich. “Gli Stati Uniti – ha spiegato – hanno addestrato i nazionalisti che volevano rimuovere fisicamente Ianukovich”.

L’anno scorso, dopo la decisione di non firmare più l’accordo di adesione con l’Unione europea, migliaia di persone manifestarono per settimane contro Yanukovich chiedendone le dimissioni. Alla fine l’allora presidente dell’Ucraina fu costretto a fuggire in Russia. Era la notte tra il 22 ed il 23 febbraio. Il Cremlino era venuto a sapere che la vita di Yanukovych era in pericolo: volevano ucciderlo. Per questo la Russia intervenne e gli salvò la vita. “Ricevemmo informazioni che c’erano piani non solo per la sua cattura – rivela Putin – ma, preferibilmente da parte di coloro che avevano condotto il golpe a Kiev, anche per la sua eliminazione fisica”. Per il presidente russo salvare la vita a Yanukovych è stata “una buona azione”.

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

 

Così il fanatismo islamico perseguita e uccide i cristiani

Dall’Isis a Boko Haram, da al Qaida al Fronte al Nusra: nei Paesi musulmani continua a scorrere il sangue dei cristriani. Vai al reportage: Cristiani perseguitati

Sergio Rame – Dom, 15/03/2015 – 18:56

Trucidati in nome del fanatismo e radicalismo religioso. Dalla Nigeria all’Africa subsahariana, dalla Siria all’Iraq, fino alla strage di oggi in Pakistan, si allarga a macchia d’olio la mappa della persecuzione dei cristiani nel mondo.

Una lunga scia di sangue che li vede sempre più sotto attacco con arresti, deportazioni, torture, stupri e decapitazioni.

“Mentre assicuro la mia preghiera per le vittime e le loro famiglie – ha detto papa Francesco durante l’Angelus – chiedo dal Signore, imploro dal Signore, il dono della pace e la concordia per quel Paese, e che questa persecuzione contro i cristiani che il mondo cerca di nasconderla finisca, e ci sia la pace”.

Tra i crimini recenti più efferati la barbara uccisione dei 21 cristiani copti, rapiti a Sirte in Libia dai miliziani affiliati al sedicente Stato islamico. Un vero e proprio supplizio quello inflitto loro: umiliati e decapitati con le immagini della loro esecuzione diffuse sul web. Le limitazioni alle libertà religiosa conoscono un triste primato anche in Darfur con stupri di massa.

Ma ancora più agghiaccianti sono i massacri compiuti in Nigeria dai fondamentalisti islamici Boko Haram. Un radicalismo che li ha portati a bruciare chiese e templi, a violentare e a massacrare chiunque si opponga al loro fanatismo. Non da meno i tormenti inflitti ai cristiani in Medio Oriente. In Iraq sono circa 120mila quelli costretti a fuggire dalle loro case sotto l’incalzare dell’avanzata dei jihadisti dell’Isis nell’estate dello scorso anno. Il più grave attacco alla loro comunità risale al 31 ottobre del 2010, quando l’allora Stato islamico in Iraq diede l’assalto alla cattedrale cattolico-siriaca di Nostra Signora del Soccorso a Baghdad, massacrando 53 persone. Nella vicina Siria a macchiarsi dei più efferati episodi di violenza sono stati invece i miliziani del Fronte al Nusra, la branca locale di al Qaida, con sequestri e uccisioni.

Per scampare al martirio molti cristiani scelgono di partire, ma chi decide di restare o vi è costretto vive un vero e proprio inferno di angherie e soprusi. In altre parole “profughi a casa nostra”, come ha denunciato recentemente nella toccante testimonianza a Montecitorio l’arcivescovo armeno cattolico di Aleppo, Butros Marayati. “I cristiani perseguitati trovano un ostacolo nel lasciare il Paese perché non è loro riconosciuto lo status di profughi – ha spiegato Marayati – quindi per lo più vanno in Libano in attesa di un visto che non si sa se arriverà”. Ma oltre allo strazio del corpo, la persecuzione può passare anche attraverso i simboli come è accaduto a Tel Hamis, località nell’est della Siria vicino all’Iraq, con la rimozione delle croci e dei crocifissi dalle chiese, poi a loro volta distrutte. “Un ecumenismo del sangue”, ha denunciato a gennaio papa Francesco che oggi ha pregato affinché “questa persecuzione, che il mondo cerca di nascondere, finisca”.

[ IL SERVIZIO CONTINUA ]

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DEI MISFATTI CONTRO IL NOSTRO SUD
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[ da messaggii “postato” su facebook ]
 
 

17 MARZO. IO NON FESTEGGIO!

E arrivarono i “liberatori” nel Regno delle Due Sicilie e da allora per noi la “libertà” cambiò vestito. Da quel momento, infatti, la “libertà” dei cosidetti “fratelli” italiani, venuti a riscattarci, trasformò un Regno, che viveva di propria Autonomia e Indipendenza, in un possedimento coloniale. L’antico regno fu ridotto a colonia interna, asservito agli interessi di un Nord sempre più ingordo, rapace, egoista ed oppressivo. Spuntò una casta, una combutta di infami, di sfruttatori e di nuovi ricchi con bandiera, stemma, istituzioni, con polizia collusa con mafia e camorra, e prigioni stracolme di innocenti! Tracciarono una linea nera:”Di qui noi, i vincitori, e di lá voi, plebei, paria d’Europa, abitanti della “bassa Italia”, razza inferiore, africani, tutti costretti ed assiepati dentro porcili, definiti poveracci, vagabondi, straccioni, pidocchiosi, canaglia, miserabili, disgraziati, sudici, oziosi, popolo e gente senza nome, servi della gleba, TERRONI!!!.. Eppure essi si erano dichiarati fratelli, liberatori e patrioti. Si decorarono, allora, nei loro “club” e si accinsero a scrivere la “storia”. Si autoproclamarono eroi, padri della patria, legislatori, statisti, conquistatori e valorosi condottieri! Il nuovo Parlamento si riempì di fasto, ed essi si spartirono subito le nostre ricchezze, rubarono le nostre industrie, le nostre terre, imposero la loro legge, intitolarono a se stessi le vie e le piazze delle nostre città, s’impossessarono delle nostre scuole, tenendole chiuse per circa 15 anni, affinché nessuno venisse a conoscenza dei loro misfatti, tentarono di abolire le nostre antiche università, fonti del nostro più importante sapere, ammorbarono la nostra aria, avvelenarono le nostre acque e le nostre terre, invasero con i loro cortigiani i nostri Palazzi, portarono al Nord la nostra arte, tentarono di annientare la nostra cultura, si allearono con le mafie introducendole fin nel cuore delle istituzioni, ci rubarono tutto finanche la Speranza! La loro straordinaria iniziativa fu lo Stato, uno stato eretto su questa forma: LA RIGIDA IMPOSTURA! Ne discussero, prima, come sempre, con solennità nei loro banchetti nelle loro sfarzose adunate, nei loro covi segreti, nei loro circoli massonici, con politicanti corrotti, militari traditori, avvocati compiacenti, banchieri di potere, industriali profittatori e sfruttatori e con “storici” corrivi, e alla fine aiutati anche dai tanti nostri traditori borghesi, da loro strapagati, portarono in Parlamento la Legge suprema, l’intangibile da 154 anni, ancora vigente, la più famigerata, quella a senso unico, detta appunto per questo, la legge suprema dell'”IMBUTO”: “PRIMA IL NORD”, ovvero tutto a loro e niente a noi. E fu subito approvata!!!… Scoppiarono gli applausi da tutto il Parlamento e ognuno di loro corse, come fa ancora oggi, a riempirsi le tasche nei loro “affari”, ribadendo lo stesso eterno concetto:”IL 94% AL NORD E IL RESTO SE RIMANE AL SUD!” E tutti chiamandosi a gran voce, come fanno ancora oggi: “liberatori”, “fratelli” e “PATRIOTI”, corruppero oltre ai soliti nostri traditori, finanche la storia ufficiale, nascondendo i loro intrighi, enfatizzando il loro falso patriottismo e lodando la loro finta solidarietà. Gli stessi falsi valori da loro proclamati pomposamente nella “Legge dell’Imbuto”… in un eterno e intollerabile “inciucio” in cui tutte le ricchezze furono convogliate al nord e le chiacchere al sud!!! Tutto questo fu da loro trionfalisticamente chiamato: RISORGIMENTO! 
MA ANCORA NON CONTENTI DI TANTA INFAMIA FURONO LIBERI DI ASSASSINARE, AVVALENDOSI DI UNA LEGGE CRIMINALE, LA PIÙ INIQUA, MAI PROCLAMATA DA UN POPOLO CIVILE, PASSATA ALLA STORIA COME “LEGGE PICA”, TUTTI I NOSTRI PATRIOTI CHE CONTINUARONO A CHIAMARE “BRIGANTI”, E CHE INVECE ERANO I MIGLIORI FIGLI DEL NOSTRO POPOLO ORMAI STREMATO, DA LORO DEFINITO “TERRONE” CON INAUDITO ODIO RAZZISTA! 

I nostri eroi morirono a migliaia e migliaia, tra il popolo a causa delle loro stragi in 12 anni, dal 1860 al 1872, di feroce guerra d’invasione, si contarono complessivamente quasi un milione di morti, milioni di emigranti, gli altri rimasero affamati e SCHIAVI con altri milioni di sventurati, “TERRONI” abbandonati in una Terra prima florida e poi spogliata di tutto, anche di un pezzo di pane! E la storia continua…ONORE A CHI È MORTO PER LA NOSTRA PATRIA SACCHEGGIATA E DISTRUTTA, A TUTTI I NOSTRI MARTIRI E A CHI ANCORA OGGI È EMIGRANTE! VERGOGNA INVECE AI TRADITORI !…

"17 MARZO. IO NON FESTEGGIO! E arrivarono i "liberatori" nel Regno delle Due Sicilie e da allora per noi la "libertà" cambiò vestito. Da quel momento, infatti, la "libertà" dei cosidetti "fratelli" italiani, venuti a riscattarci, trasformò un Regno, che viveva di propria Autonomia e Indipendenza, in un possedimento coloniale. L'antico regno fu ridotto a colonia interna, asservito agli interessi di un Nord sempre più ingordo, rapace, egoista ed oppressivo. Spuntò una casta, una combutta di infami, di sfruttatori e di nuovi ricchi con bandiera, stemma, istituzioni, con polizia collusa con mafia e camorra, e prigioni stracolme di innocenti! Tracciarono una linea nera:"Di qui noi, i vincitori, e di lá voi, plebei, paria d'Europa, abitanti della "bassa Italia", razza inferiore, africani, tutti costretti ed assiepati dentro porcili, definiti poveracci, vagabondi, straccioni, pidocchiosi, canaglia, miserabili, disgraziati, sudici, oziosi, popolo e gente senza nome, servi della gleba, TERRONI!!!.. Eppure essi si erano dichiarati fratelli, liberatori e patrioti. Si decorarono, allora, nei loro "club" e si accinsero a scrivere la "storia". Si autoproclamarono eroi, padri della patria, legislatori, statisti, conquistatori e valorosi condottieri! Il nuovo Parlamento si riempì di fasto, ed essi si spartirono subito le nostre ricchezze, rubarono le nostre industrie, le nostre terre, imposero la loro legge, intitolarono a se stessi le vie e le piazze delle nostre città, s'impossessarono delle nostre scuole, tenendole chiuse per circa 15 anni, affinché nessuno venisse a conoscenza dei loro misfatti, tentarono di abolire le nostre antiche università, fonti del nostro più importante sapere, ammorbarono la nostra aria, avvelenarono le nostre acque e le nostre terre, invasero con i loro cortigiani i nostri Palazzi, portarono al Nord la nostra arte, tentarono di annientare la nostra cultura, si allearono con le mafie introducendole fin nel cuore delle istituzioni, ci rubarono tutto finanche la Speranza! La loro straordinaria iniziativa fu lo Stato, uno stato eretto su questa forma: LA RIGIDA IMPOSTURA! Ne discussero, prima, come sempre, con solennità nei loro banchetti nelle loro sfarzose adunate, nei loro covi segreti, nei loro circoli massonici, con politicanti corrotti, militari traditori, avvocati compiacenti, banchieri di potere, industriali profittatori e sfruttatori e con "storici" corrivi, e alla fine aiutati anche dai tanti nostri traditori borghesi, da loro strapagati, portarono in Parlamento la Legge suprema, l'intangibile da 154 anni, ancora vigente, la più famigerata, quella a senso unico, detta appunto per questo, la legge suprema dell'"IMBUTO": "PRIMA IL NORD", ovvero tutto a loro e niente a noi. E fu subito approvata!!!... Scoppiarono gli applausi da tutto il Parlamento e ognuno di loro corse, come fa ancora oggi, a riempirsi le tasche nei loro "affari", ribadendo lo stesso eterno concetto:"IL 94% AL NORD E IL RESTO SE RIMANE AL SUD!" E tutti chiamandosi a gran voce, come fanno ancora oggi: "liberatori", "fratelli" e "PATRIOTI", corruppero oltre ai soliti nostri traditori, finanche la storia ufficiale, nascondendo i loro intrighi, enfatizzando il loro falso patriottismo e lodando la loro finta solidarietà. Gli stessi falsi valori da loro proclamati pomposamente nella "Legge dell'Imbuto"... in un eterno e intollerabile "inciucio" in cui tutte le ricchezze furono convogliate al nord e le chiacchere al sud!!! Tutto questo fu da loro trionfalisticamente chiamato: RISORGIMENTO! MA ANCORA NON CONTENTI DI TANTA INFAMIA FURONO LIBERI DI ASSASSINARE, AVVALENDOSI DI UNA LEGGE CRIMINALE, LA PIÙ INIQUA, MAI PROCLAMATA DA UN POPOLO CIVILE, PASSATA ALLA STORIA COME "LEGGE PICA", TUTTI I  NOSTRI PATRIOTI CHE CONTINUARONO A CHIAMARE "BRIGANTI", E CHE INVECE ERANO I MIGLIORI FIGLI DEL NOSTRO POPOLO ORMAI STREMATO, DA LORO DEFINITO "TERRONE" CON INAUDITO ODIO RAZZISTA! I nostri eroi morirono a migliaia e migliaia, tra il popolo a causa delle loro stragi in 12 anni, dal 1860 al 1872, di feroce guerra d'invasione, si contarono complessivamente quasi un milione di morti, milioni di emigranti, gli altri rimasero affamati e SCHIAVI  con altri milioni di sventurati, "TERRONI" abbandonati in una Terra prima florida e poi spogliata di tutto, anche di un pezzo di pane! E la storia continua...ONORE A CHI È MORTO PER LA NOSTRA PATRIA SACCHEGGIATA E DISTRUTTA, A TUTTI I NOSTRI MARTIRI E A CHI ANCORA OGGI È EMIGRANTE! VERGOGNA INVECE AI TRADITORI !..."
Marco Picardi ha condiviso la foto di Ivan Cuocolo.
"Fra i tanti disastri della sanguinosa occupazione sabauda ce n'è una troppo spesso dimenticata: la speculazione edilizia che portò all'arricchimento di personaggi indegni vicini alla corte di Torino e alla distruzione di opere d'arte di inestimabile valore storico e architettonico. Fra le tante oggi voglio ricordare la straordinaria Cinta bastionata cinquecentesca del Maschio Angioino,  quasi totalmente distrutta dopo il 1860. I fossati furono colmati, furono demoliti il Baluardo del Molo, il Bastione della Maddalena, il Torrione dell'Incoronata.  Nel 1886 venne cancellato il colossale Baluardo di S. Spirito.  Scompariva così per sempre una straordinaria testimonianza dell'evoluzione dell'arte militare moderna, un unicum nell'intera Penisola, per forme e proporzioni immani.Una perdita della cui gravità, ancora oggi, per ignoranza o per disonesto silenzio nei manuali universitari, non ci si è  ancora pienamente resi conto."

Fra i tanti disastri della sanguinosa occupazione sabauda ce n’è una troppo spesso dimenticata: la speculazione edilizia che portò all’arricchimento di personaggi indegni vicini alla corte di Torino e alla distruzione di opere d’arte di inestimabile valore storico e architettonico.

Fra le tante oggi voglio ricordare la straordinaria Cinta bastionata cinquecentesca del Maschio Angioino, quasi totalmente distrutta dopo il 1860. I fossati furono colmati, furono demoliti il Baluardo del Molo, il Bastione della Maddalena, il Torrione dell’Incoronata. Nel 1886 venne cancellato il colossale Baluardo di S. Spirito.

Scompariva così per sempre una straordinaria testimonianza dell’evoluzione dell’arte militare moderna, un unicum nell’intera Penisola, per forme e proporzioni immani.

Una perdita della cui gravità, ancora oggi, per ignoranza o per disonesto silenzio nei manuali universitari, non ci si è ancora pienamente resi conto.

 
LA DOPPIEZZA DI LUIGI DE MAGISTRIS – SINDACO GATTOPARDO ARANCIONE – ALIAS ( PER I LAZZARI ) GIGGINO ‘A MANETTA…..LEGGI IL NOSTRO COMMENTO ( vedi : dopo la notizia )
NAPOLI “SGOMBERA” IL << SAVOIARDO >>   [ da messaggio “postato” su facebook ]
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Abolita via Vittorio Emanuele III
„” ( … ) Su proposta del Partito del Sud il sindaco Luigi de Magistris in Commissione Toponomastica del Comune di Napoli, ha dato il via libera nella seduta della Commissione in data 9 marzo, di ratificare l’abolizione del toponimo della strada (tratto dal Teatro S.Carlo e fino e davanti il Maschio Angioino) intitolato a Vittorio Emanuele III°, savoiardo ( . . . . . )

Annuncio promozionale

“In sostituzione la via sarà intitolata a Salvatore Morelli – Libero pensatore, Meridionale,vissuto e morto a Napoli, singolare figura e spina nel fianco di tutti i regimi,difensore dei diritti civili,del voto alle donne e di tutte le battaglie femminili. autore del saggio “Garibaldi il dittatore”.Conosciuto,omaggiato e stimato negli Stati Uniti e in tutta Europa e sinora trascurato nella sua terra. Nella stessa seduta è stata decisa la titolazione a Massimo Troisi del tratto di scale tra via Crispi e Piazza Beneventano come da nota scena di Scusate il Ritardo ( … )

LEGGI IL NOSTRO COMMENTO 

[ “AZ.” ] – L’ASTUZIA VOLPINA DEL PERSONAGGIO PUNTA SULLA LETTURA SUPERFICIALE DELLA DECISIONE. “GIGGINO”, INFATTI, AGGANCIA BENE IL MONTANTE SENTIMENTO MERIDIONALISTA ED ESPROPRIA IL << SAVOIARDO >> MA – ATTENZIONE ! – NON PER AVERE OKKUPATO IL SUD MA PER ESSERE STATO, A SUO DIRE, FILOFASCISTA. INTESTA, QUINDI, AD ALTRO PERSONAGGIO CHE, PERO’, A PARTE LE SUE PIU’ CHE GIUSTE BATTAGLIE, NON E’ MAI STATO << CONTRO >> E NON SI E’ MAI SOGNATO DI SCHIERARSI CON GLI OPPOSITORI DI QUELL’APPARATO DELLO STATO – COSIDDETTO UNITARIO – PARTORITO CON PREPOTENZE, STRAGI, VIOLENZE, ECCETERA.

 LA DOPPIEZZA DI LUIGI DE MAGISTRIS – SINDACO GATTOPARDO ARANCIONE – ALIAS ( PER I LAZZARI ) GIGGINO ‘A MANETTA…..

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DEL CARABINIERE ANTITASSE & SENTINELLA DI FRONTIERE…..
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Durissimo attacco delle forze dell’ordine, in particolar modo dal sindacato del COISP. Le durissime parole contro il ministro dell’Interno.

“La sicurezza non si fa a chiacchiere, le parole a volte a volte non servono a nulla e anzi sono pericolose, e non si può insistere a fare spot utili solo all’immagine pubblica del ministro Alfano – denunciano dal sindacato del Coisp…
FREEDOM24NEWS.EU
 
 
Andrea Landi ha condiviso il post di Simone Furlan.

Comunicato stampa: esilarante Alfano che tira Fi per la giacca su Regionali

Roma, 15 mar. (askanews) – “Trovo esilaranti le parole di Alfano, il peggior ministro degli Interni della storia repubblicana, che porta avanti politiche di sinistra con i voti di destra e si permette di tirare per la giacca Forza Italia”. Lo dichiara in una nota Simone Furlan, leader dell’Esercito di Silvio e componente dell’Ufficio di presidenza di Fi. “Prima di chiedere a noi di sciogliere nodi sulle alleanze dica lui per primo – aggiunge – se è ha scelto di essere comunista insieme a Renzi, oppure no. In caso contrario si dimetta e tolga l’appoggio a questo Governo. Con i suoi ragionamenti da statista improvvisato potrebbe andare a La sai l’ultima, il suo partito ha percentuali da prefisso telefonico. Inesistente”. Pol/Bac 15 13:22 MAR 15

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Notizie

Attività recenti
"CI TENGONO IN PUGNO...!!!TRANI SMASCHERA STANDARD & POOR'S E LE SUE TRESCHE ANTITALIANE...!!!"

CI TENGONO IN PUGNO…!!!
TRANI SMASCHERA STANDARD & POOR’S E LE SUE TRESCHE ANTITALIANE…!!!

L’ULTIMA DI GANO DI MAGONZA – E LE VELINE DEI MEDIA A COPERTURA….
VEDI IL NOSTRO COMMENTO DOPO LA NOTIZIA 
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HOME POLITICA ALFANO RICATTA BERLUSCONI: “CON NOI IN VENETO O PERDI LA CAMPANIA”

Alfano ricatta Berlusconi: “Con noi in Veneto o perdi la Campania”


Angelino Alfano

Attacca Alfano su Repubblica: “Il Veneto è l’ultima occasione che ha Forza Italia per farsi valere rispetto alla Lega. Il presidente Berlusconi deve capirlo adesso, mentre è ancora in tempo, o lo capirà comunque dopo, quando sarà troppo tardi. La scelta sta a loro, noi la nostra l’ abbiamo fatta: mai con Salvini”. Se invece Berlusconi scegliesse Zaia allora in Campania si vedrà: “Caldoro è stato un buon presidente ma con lui non abbiamo ancora discusso del programma futuro. E dobbiamo confrontarci con i nostri amici in Campania per decidere cosa fare. Una scelta di Forza Italia in Veneto a rimorchio della Lega comunque darebbe alla vicenda campana – e a un eventuale accordo con Caldoro – solo una dimensione territoriale, senza respiro nazionale. Viceversa il nostro obiettivo è costruire un’ area moderata tra la destra estrema di Salvini e la sinistra di Renzi”.

 
“AZIMUT” – COMMENTO : PUBBLICHIAMO QUALCHE ARTICOLO, A RIGUARDO DELLE PROSSIME REGIONALI IN VENETO E CAMPANIA, APPARSI DI RECENTE E CHE HANNO GIA’ AVUTO UN PROSIEGUO ( vedi : sopra e sotto ). L’ULTIMA DI GANO DI MAGONZA OVVERO DI ANGELINO IL SICULO ALIAS IL CARABINIERE ANTITASSE E LA SENTINELLA DI FRONTIERE. CIOE’: L’ATTENDISMO – LE CONTORSIONI – LE PROVOCAZIONI DEL KAPO DEI PUTTANI CHE FANNO DA STAMPELLA ALLA SINISTRA : COME DIRE CHE IL LASCIAPASSARE AL 2018 “VAL BENE UN VENETO ( E CAMPANIA )”. ALLA FINE, STATENE CERTI, ESEGUIRA’ LE DIRETTIVE DE LI SUPERIORI OVVEROSIA SE LA MORETTI DOVRA’ CORRERE PER VINCERE TENTARE DI FARE LA DIFFERENZA ( RISPETTO A ZAIA ) CON L’ALLEANZA – TOSI; QUANTO A DE LUCA, SE MATTEO CONVERRA’, TENTARE DI FARE LA DIFFERENZA (RISPETTO A CALDORO) SVINCOLANDOSI DAL PATTO.
 
MISERIE ! ! !
(Foto di Figli delle Chiancarelle)

(Foto di Figli delle Chiancarelle)

A tutti quelli che ancora credono nelle grandi doti di amministratore di Vincenzo De Luca consigliamo di dare un’occhiata a questo schema di Vincenzo De Simone che riporta solo un breve assaggio del “grande” lavoro dell’ormai ex sindaco di Salerno, ovvero della fine che hanno fatto alcune delle opere che avrebbero dovuto trasformare – sempre a detta sua – Salerno in una città di livello europeo, modello da seguire in Italia e non solo.

È bene ricordare che De Luca ha governato Salerno per circa vent’anni �� dal lontano 1993 fino al 3 febbraio del 2015 per un totale di ben 4 mandati interrotti solo dal passaggio a Roma come deputato  – autoproclamandosi  più volte come “l’uomo del fare”, quello dell’amministrazione “francescana” sebbene sia stato indagato su più fronti, condannato e decaduto e, nonostante tutto, ora aspirante governatore della Campania per la seconda volta.

Più che uomo del fare a noi sembra chiaro che De Luca sia stato bravo a fare gli interessi propri e non quelli del suo elettorato, visto anche che alle scorse regionali – perse contro Caldoro, sebbene avesse annunciato di voler essere l’opposizione in Regione al centrodestra, si dimise dopo soli 20 giorni, tradendo così chi aveva creduto comunque in lui facendogli ottenere ben oltre il milione di voti (1.258.715).

A De Luca interessa solo il potere in quanto tale, egli è il classico esempio di uomo politico attaccato alla poltrona e ai tanti benefici che ne conseguono; uomo di slogan, proclami e promesse a puro sfondo propagandistico e null’altro; l’amministratore dal debito facile e dall’insulto sempre pronto per chi tenta di opporre un minimo di resistenza alla sua megalomania. Alla regione Campania serve ben altro che un imbonitore da televendite.

Floriana Tortora

Campania e Veneto sono le due vere sfide delle regionali di maggio. Le due cartine di tornasole per misurare vincitori e vinti, in una competizione che tra Toscana, Umbria, Marche, e persino Puglia e Liguria, non annuncia particolari sorprese. Entrambe le regioni sono tra le poche rimaste in mano al centrodestra, coalizioni nate nel 2010, quando a palazzo Chigi c’era Berlusconi, un’altra era geologica. E dunque si presentano come laboratori per nuove alchimie anche a livello nazionale. Con Ncd che oscilla pericolosamente tra la fedeltà all’alleato di governo Renzi e il richiamo della foresta della ricostruzione di una coalizione a destra, dividendosi al suo interno.

In entrambe le regioni si sta combattendo una battaglia forsennata dentro gli schieramenti che, a torto o a ragione, sentono il vento in poppa. E così in Veneto, oltre al centrodestra, sta andando in pezzi la stessa Lega che esprime il governatore uscente Luca Zaia. Con l’ennesima puntata della faida tra Zaia e Tosi (che dura da prima delle scorse regionali) e il rischio che il sindaco di Verona, con una sua candidatura di disturbo, possa dare delle concrete chance di vittoria alla front woman del Pd Alessandra Moretti, decisamente indietro nei sondaggi. Parallelamente, in Campania, la faida è tra due vecchie volpi che vengono dal Pci-Pds-Ds, conCozzolino nei panni dell’erede dell’ancora più antico rivale di Vincenzo De Luca, Antonio Bassolino. Renzi e i suoi uomini in Campania hanno sempre visto come fumo negli occhi l’ipotesi di primarie tra i due capibastone, ma non sono riusciti né a farli ritirare (nonostante la condanna del sindaco di Salerno) né a imporre una candidatura unitaria.

Ci hanno provato con Gennaro Migliore, che ora si ritrova a correre da candidato semplice alle primarie rinviate cinque volte dal 14 dicembre, e fissate nelle ultime ore dalla direzione regionale al primo marzo. Una data che per alcuni è definitiva, per molti altri invece solo l’ennesimo rinvio “per cercare nel frattempo una soluzione unitaria”. Renzi ci ha provato con il ministro della Giustizia Andrea Orlando, poi con il presidente dell’Anticorruzione Raffaele Cantone, ma ha ricevuto solo dei no. Ogni tanto spunta il nome del presidente del Cnr ed ex ministro Luigi Nicolais, che potrebbe attrarre anche Ncd, o almeno una sua parte, visto che l’ala che fa riferimento a Nunzia De Girolamo non ci pensa neppure a schierarsi coi dem. Del resto, martedì pomeriggio in Senato, nello studio della fedelissima del Cavaliere Maria Rosaria Rossi, due delegazioni ai massimi livelli di Forza Italia e Ncd hanno stretto una prima bozza di accordo per correre insieme alle regionali. Partendo proprio da Veneto e Campania, dove già governano insieme.

In Veneto, però Salvini ha posto un veto su Ncd e Udc. E questo potrebbe complicare le cose anche nei rapporti tra alfaniani e forzisti in Campania. Ma il punto più delicato è la faida leghista: Tosi negli ultimi anni ha siglato vari patti che sono sempre stati disattesi. Prima doveva fare il governatore in Veneto, nel 2010, poi quando la Lega è passata nelle mani dei barbari sognanti, con la segreteria a Salvini, a lui toccava fare il candidato premier, e allargare i consensi al centrosud. Si era mosso per tempo, già nel 2013, con la sua fondazione “Il faro”, ma negli ultimi mesi Salvini gli ha soffiato il progetto sud, connotandolo con contenuti lepenisti che al sindaco veronese stanno molto stretti. “Con questa linea non vinceremo mai le elezioni, al massimo saremo i primi tra le opposizioni”. “Per Renzi, Salvini è il miglior competitor possibile”, ragionano gli uomini più vicini al sindaco di Verona. A differenza dell’altro Matteo, che non ha mai amministrato, Tosi è uomo di governo. E dunque vorrebbe una Lega e un centrodestra meno estremisti.

E tuttavia questi sono i mesi della star Salvini, l’uomo che “ha resuscitato la Lega”. Mentre Tosi è costretto a giocarsi la partita della vita. Se non riesce a incidere sulle liste per le regionali, a piazzare i suoi uomini, Salvini e Zaia rischiano di cancellarlo. E i due sono intenzionati a fare piazza pulita dei tosiani. Per questo, come mossa della disperazione, Tosi potrebbe correre da governatore con una sua civica che potrebbe mettere insieme forzisti ed ex democristiani, come ha già fatto nel 2012 sotto l’Arena. I sondaggi commissionati dicono che l’avventura si può tentare, soprattutto se di qui a maggio, con i voti del Pd, Tosi riuscirà a cambiare la legge elettorale regionale: non più maggioranza assoluta al primo classificato, ma ballottaggio se nessuno supera il 40%. In questo modo, Zaia sarebbe costretto a fare i conti con lui. In questi giorni il sindaco di Verona è negli Usa. Ma l’incontro di lunedì nel vicentino con Zaia e Salvini è andato malissimo. E l’accordo è lontanissimo.

In Campania, invece, salvo ulteriori colpi di scena, si dovrebbe votare il primo marzo. E dopo gli infortuni giudiziari di De Luca, l’eurodeputato Cozzolino è senza dubbio favorito. “Stiamo già preparando tutto il materiale per le primarie, a oggi sono convocate e si faranno”, assicura il segretario regionale del Pd Assunta Tartaglione. A meno che Renzi non decida di prendere in mano il dossier in prima persona, imponendo un nome da Palazzo Chigi. Per il momento, tra liti, insulti, rinvii, manovre sottobanco, personalismi, il Pd ha dato uno spettacolo increscioso ai suoi simpatizzanti. Esattamente come il centrodestra in Veneto. Un contesto che non aiuta la ricerca di un nome “alla Cantone” che possa metterci la faccia.

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Il paragone fra certi p.m. di Magistratura Democratica e gli estremisti della Brigate Rosse è sicuramente improprio ma il fanatismo e la propensione agli affari degli uni e…
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Boccassini, una delle famiglie di magistrati più corrotte della storia d’Italia

CRONACAmartedì, 14, maggio, 2013

Il paragone fra certi p.m. di Magistratura Democratica e gli estremisti della Brigate Rosse è sicuramente improprio ma il fanatismo e la propensione agli affari degli uni e degli altri è sicuramente simile.Ilda Boccassini appartiene a una delle famiglie di magistrati più corrotte della storia d’Italia. Suo zio Magistrato Nicola Boccassini fu arrestato e condannato per associazione a delinquere, concussione corruzione, favoreggiamento e abuso di ufficio perchè spillò con altri sodali e con ricatti vari 186 milioni di vecchie lire a un imprenditore. Vedi: [ricerca.repubblica.it] (vendeva processi per un poker repubblica)Anche suo padre Magistrato e suo cugino acquisito Attilio Roscia furono inquisiti. Suo marito Alberto Nobili fu denunciato alla procura di Brescia da Pierluigi Vigna, Magistrato integerrimo e universalmente stimato per presunte collusioni con gli affiliati di Cosa Nostra che gestivano l’Autoparco Milanese di via Salamone a Milano. Vedi: [ricerca.repubblica.it] (attacco ai giudici di Milano Repubblica) [ricerca.repubblica.it] (Brescia torna inchiesta autoparco). Non se ne fece niente perchè la denuncia finì nelle mani del giudice Fabio Salomone, fratello di Filippo Salomone, imprenditore siciliano condannato a sei anni di reclusione per associazione a delinquere di stampo mafioso. Vedi: [www.antoniodipietro.com]L’Autoparco milanese di via Salomone era un crocevia di armi e di droga ha funzionato per 9 anni di seguito (dal 1984 al 1993), fu smantellato dai magistrati fiorentini e non da quelli milanesi e muoveva 700 milioni di vecchie lire al giorno. A Milano tutti sapevano che cosa si faceva lì dentro.Visto ciò che è emerso a carico del marito per l’Autoparco e visto ciò che sta emergendo a carico del giudice Francesco Di Maggio (anche lui della Procura di Milano) relativamente alla strage di Capaci (Vedi [www.19luglio1992.com]) anche il suo trasferimento a Caltanisetta nel 1992 appare sospetto.In realtà a quel tempo sei magistrati massoni della Procura di Milano appoggiavano il progetto di Riina e Gardini, i quali erano soci, di acquisire Eni e poi di fondare Enimont e quindi da un lato favorivano l’acquisizione di denaro da parte di Cosa Nostra tutelando l’Autoparco (700.000.000 di vecchie lire al giorno di movimento di denaro) tutelando i traffici con il c.d. metodo Ros (502.000.000 di euro di ammanchi) e simulando con altre inchieste minori (Duomo Connenction, Epaminonda) un contrasto alla mafia che in realtà non c’era, dall’altro con Di Maggio intervennero pesantemente in Sicilia già nel 1989 per contrastare un attacco della FBI americana contro i corleonesi attraverso il pentito Totuccio Contorno e facendo ricadere la responsabilità delle lettere del corvo su Falcone, poi attentato simulatamente dalla stessa Polizia. Vedi: [www.siciliainformazioni.com] Poi nel 1992 sempre con uomini di Di Maggio contribuirono alla strage di Capaci ove morì Giovanni Falcone il quale si opponeva acchè il progetto Enimont, a quel tempo gestito da Andreotti e da Craxi, tornasse nelle mani di Gardini e di Riina.Ora è noto ormai che anche le Brigate Rosse eseguirono il sequestro Moro per affarismo e rifiutarono dieci miliardi di vecchie lire da parte del Papa Paolo VI per liberare Aldo Moro perchè qualcun altro le remunerò di più. Vedi: [www.storiain.net]Napolitano ha ben fatto appello più volte a questi Magistrati di moderarsi.Palamara non c’entra niente con questo discorso perchè è un buon Magistrato ed è affiliato a Unicost, una corrente di magistrati seri e responsabili e non a M.D.Il tutto sembrerebbe discutibile se il parente che si è messo in condizione di essere criticato fosse solo uno . Ma qui i parenti chiacchierati sono tre. Fra l’altro osservo che Alberto Nobili, dopo che si è separato dalla Boccassini, è tornato a essere un magistrato stimato (vedi: [www.youtube.com]), per cui viene il dubbio che nei casini ce lo abbia messo lei.

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Grande Papa Francesco, ha indetto un Giubileo straordinario!!! Altro che Expo! Italia Patrimonio di San Pietro, statemi a sentire! E in 10 anni diventiamo una superpotenza…

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FRANCO CARDINI: NON PASSERO’ DA ITACA! NON …

20 mag 2013 – NON PASSEREMO DA ITACA ? “. … anteprima di web : Associazione “Azimut” – NAPOLI … Franco Cardini: NON PASSERO’ DA ITACA!

FRANCO CARDINI: NON PASSERO’ DA ITACA … – Facebook

Associazione Azimut · May 20, 2013 ·. FRANCO CARDINI: NON PASSERO’ DA ITACA! NON PASSEREMO DA ITACA? “…CE LO SIAMO CHIESTI IN TANTO…

E GOVERNA LA FINANZA… (VIDEO “AZIMUT” SU YOU TUBE)

associazioneazimut.blogattivo.com/Azimut…/E-GOVERNA-LA-FINANZA-…

03 lug 2012 – Associazione CulturalSociale Azimut – Arenella – NAPOLI – Scritto : 2 luglio, …. title=”Permalink a Franco Cardini: NON PASSERO’ DA ITACA!

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30 giugno 2012 | Autore Redazione | Stampa articolo Stampa articolo
…..Cos’è la destra e cos’è la sinistra? Ce lo siamo chiesti in tanti…
Franco Cardini ai ‘camerati’: “La prossima rotta? Non passerò da Itaca”
 A Itaca, o da qualunque parte dell’Ellade veniate, cari camerati, tornateci voi. Io sono vecchio: e passata la settantina si perdono tanti bei piaceri e tanti invidiabili vantaggi, forse non si diventa nemmeno tanto più saggi (anzi, per la verità c’è il pericolo di rimbambire…), ma in cambio si acquista l’impagabile diritto di dir ormai quel che si vuole.Cari fratelli di non so più quale sponda, siamo stati felici anche quando eravamo o ci ritenevamo o fingevamo di essere degli Arrabbiati. In fondo, il mondo era nostro: di noialtri happy fews, di noi emarginati e ghettizzati, odiati e disprezzati, discriminati e perseguitati, ma anche Signori dell’Isola-Che-Non-C’è, Sovrani dell’Agartha misteriosa, Custodi dell’Ultima Dimora Accogliente al di là della quale c’è l’Ombra che si allunga da est, Sentinelle dell’ultima ridotta che veglia sul Deserto dei Tartari. Ed era nostro anche l’Avvenire: quello del Mito e dell’Apocalisse, anche se non proprio quello della Storia.Era una strana follìa, la nostra. Chi prima chi dopo, tra gli Anni Quaranta e gli Anni Novanta del secolo scorso, per mezzo secolo circa – e non è poco… – abbiamo continuato a viver intensamente e appassionatamente di politica e qualcuno anche a morirne: eppure, non è che facessimo sul serio politica nel senso proprio e corrente di tale termine. Quella, ci ripetevamo, erano i politicanti e i politicastri a farla: e il politicume non c’interessava. Erano i nostri miti, quelli che inseguivamo. L’Europa che non c’era mai stata anche quando era sembrato che ci fosse, gli dèi che muoiono e che risorgono di cui parla Drieu La Rochelle, la Nazione strettamente legata alla Giustizia Sociale, l’Europa consumata nel rogo di Berlino e schiacciata dai carrarmati sovietici per le strade di Budapest. La Tradizione risplendente di sole dorato e il Fascismo immenso e rosso. Anche dall�altra parte, per noi boscevichi e borghesucci non erano nulla di concreto: erano grotteschi fantasmi creati nella Terra di Mordor, dove l’Ombra cupa scende. Non avevamo certo tempo di scender da cavallo per guardar che cosa ci fosse sotto le pieghe del Capitale di Marx o dentro gli armadi delle banche di mister Adam Smith. A sistemar quella paccottiglia bastavano una riga di Nietzsche, un verso di Pound, un aforisma di Sorel. Com’è bello, al limite quanto è comodo, essere dei puri e assoluti Sconfitti! Che ebbrezza sentirci liberi dalle avvilenti responsabilità reali e concrete, esenti da mediazioni e da relativizzazioni, perfettamente intangibili dinanzi al sudore e al fango di chi, vincendo, era obbligato a sottostare al giogo umiliante del mondo!E intanto, attorno a noi, si srotolava la Commedia Umana di chi invece viveva del nostro entusiasmo e del nostro amore per le Vette innevate. Avvocaticchi e onorevolucci avvinghiati ai loro collegi, amministratori oculati del ghetto dove si agitavano bravi e onesti travet del nostalgismo littorio e ragazzacci rissosi che si divertivano a picchiarsi uno contro dieci, picchiatori il più delle volte a loro volta picchiati. Loro si arrampicavano sulla roccia del nostro entusiasmo, andavano a Montecitorio e a Palazzo Madama grazie ai manifesti che noi attaccavamo di notte, distribuivano stentorei A noi! durante grevi cene cameratesche e quindi, sottobanco, svendevano al politicantume clericale e moderato i voti raggranellati nel nome della Rivoluzione affinché venissero metabolizzati in moneta corrente e politically correct, biglietti della Banca del Trasformismo e cambiali pagabili alla Borsa dello Scambio dei Piccoli Favori. Fu così che, da Michelini a Fini, si bruciarono i nostri entusiasmi e si consumarono le nostre illusioni.
Ritualmente, a intervalli più o meno regolari, le nostre successive generazioni si svegliavano dal sogno incantato e se se andavano. Spesso sbattendo la porta, più sovente alla chetichella e a testa bassa. Chi cercava un lavoro, chi si faceva una famiglia, chi pensava alla carriera, chi si accorgeva di aver intanto cambiato idea e chi si rendeva conto di non averne mai avuta una al di là dei simboli e degli slogan,spesso démodés e di cattivo gusto. Qualcuno, come Roberto Mieville o Adriano Romualdi, moriva. Qualcun altro, come Roberto Vivarelli o Beppe Vacca o Giulio Salierno o Carlo Mazzantini o Stanis Ruinas o Antonio Pennacchi o i “ragazzi di vita” di Pierpaolo Pasolini, passava al “nemico” (ammesso che fossequello il nemico): magari per un paradossale eccesso di coerenza e di fedeltà, come forse sarebbe accaduto a Berto Ricci se non fosse andato lucidamente e disperatamente a cercar la Bella Morte.Eppure, qualcosa era rimasto. Finché, politicantismo parlamentare e ipocrisia di federali e di funzionari a parte, le condizioni politiche ci obbligavano a un iterato nondum matura est, restava l’illusione di essere degli emarginati perché, in un mondo di vili e di corrotti, noialtri eravamo nonostante tutto migliori degli altri. Finché c’erano gli altri a considerarci diversi, a ripetere che il miglior fascista era quello morto, la nostra Voce poteva pur orgogliosamente dirsi quella della Fogna. Nell’immenso oceano delle idee confuse sì ma non certo poche, nel Grande Magazzino di noialtri Eversivi e Refrattari, c’era tutto e il contrario di tutto. C’erano il Sacro Romano Impero e la Vandea, la fedeltà al Re (“Dio guardi!”) e al Papa-Re, ma anche la Rivoluzione sociale e il mito – nato “a sinistra” contro il Trono e l’Altare, scivolato “a destra� contro la sovversione materialistica – della Nazione.Che cos’era dunque la Destra, che cos’era la Sinistra? Se lo sono chiesti in tanti, ce lo siamo chiesti in tanti, prima di Giorgio Gaber. A suo tempo, qualcuno ha dato perfino ascolto ad Armando Plebe e un po’ tutti abbiamo giocato al quiz proposto da “L’Espresso”, quello col cane di destra e il gatto di sinistra, la vasca da bagno di destra e la doccia di sinistra, il bluson noir e gli stivali a punta di destra e l’eskimo innocente di sinistra, Battisti (nel senso di Lucio) di destra e Guccini di sinistra.
Quando avevo vent’anni e mi piacevano Nietzsche, Sorel e un po’ anche Bakunin, ero missino ma la destra non mi diceva nulla: mi piaceva il gesto di D’Annunzio che scavalca i banchi parlamentari correndo a sinistra, “verso la vita”, mentre sapevo bene che Mussolini aveva scelto per la sparuta pattuglia dei deputati fascisti entrati di fresco a Montecitorio la destra come cosciente provocazione contro la “Destra� e la “Sinistra” storiche dell’Italietta.Se il pugnale del Luccheni a lacerar la carne dell’imperatrice Elisabetta mi appariva già da allora un sacrilegio blasfemo, vedevo in cambio in Gaetano Bresci che spara al “Re Buono” un giusto vindice dei cannoni dell’infame Bava Beccaris puntati a zero contro la povera gente: e un giovane geniale universitario, Gabriele Truci – filosofo e musicologo, beethoveniano di stretta osservanza, caduto a ventitré anni dal cielo sullo Starfighter che guidava come sottotenente d’aeronautica – mi confortava nel mio “fascismo di sinistra” figlio sia pur discolo della gloriosa Unione Sindacale Italiana; contemporaneamente a quella scelta storico-politica, però, mi affascinava la “Destra cosmica” proposta da Attilio Mordini, da Fausto Belfiori, da Primo Siena: gli eletti alla Destra del Padre, il Destra versus Sinistra come il Sopra divino contrapposto al Sotto infero, Luce contro Tenebra. Del resto ero cattolico, come con qualche occasionale debolezza sono grazie a Dio sempre rimasto: e mi sentivo fermamente, solidamente ancorato alla Dottrina Sociale della Chiesa alla quale amavo avvicinare la bozza di costituzione della Repubblica Sociale, i “Diciotto Punti di Verona”, almeno per i capitoli dedicati appunto all’economia e alla socialità. Il mio ideale sarebbe stato la quadratura del cerchio, la composizione di quell’ossimorico enigma, la conciliazione tra Sinistra storica e Destra ontologico-metafisica.Ma ci si poteva accontentare anche di meno. Per molti di noi, la Destra stava nell’inginocchiarsi dinanzi all’Altare della Patria; per molti altri, nel sogno di vederlo saltar in aria. Si stava “a destra” con De Maistre e con Donoso Cortés, con Schmitt e con De Unamuno; ma anche con Sorel e con D’Annunzio, con Mussolini e perfino con Perón; qualcuno, tra Anni Settanta e Anni Ottanta, decise di stare “a destra” perfino col “Che” Guevara. Si evitava accuratamente di porci qualche imbarazzante questione: stendevamo un velo pietoso, e forse anche un po’ ipocrita, su quello che per analogia con il “socialismo reale” potremmo definire il “fascismo reale”, quello del compromesso con il capitale, della repressione poliziesca, del colonialismo tardivo ma non meno feroce, del razzismo e del genocidio. In quanto “fascisti immaginari”, ci autoassolvevamo da colpe e da doveri di critica: la nostra emarginazione ce lo consentiva in quanto non c’imponeva né discussione né verifica. Il nostro sogno era la conciliazione fra Tradizione, Nazione e Giustizia Sociale; e quindi l’avventura cavalleresca, Ungern e Harrer, Lawrence d’Arabia e i mercenari “cuori-di-tenebra” nel Katanga. Mitologia, mitopoietica, metapolitica, antipolitica.Un po’ più di rigore storico, forse, sarebbe stato necessario: e, come si recita nel seder pasquale ebraico, “ci sarebbe bastato”. Allora avremmo visto bene, e ce ne saremmo accorti con chiarezza, come la radice dei nostri malintesi e dei nostri disagi stava tutta – Zeev Sternhell lo ha spiegato bene – nel groviglio di eventi e nel piano inclinato di malintesi maturato tra la “rivoluzione” del 1830 e quella del 1848, quando le borghesie europee, impaurite per l’ascesa del Quarto Stato, avevano mischiato le loro idee, le loro aspirazioni e i loro interessi “nazionali” con una buona dose di quelle istanze “tradizionaliste” che fino ad allora erano state proprie di una  Destra cattolica, legittimista e comunitarista che esse avevano fino ad allora odiato e considerato la sua massima nemica. Da quel foedum impius era derivato tutto il resto: quello era stato – cari camerati che volete tornare a Itaca – il “”cavallo di Troia” attraverso il quale capitalismo, borghesismo e liberismo si erano insinuati in quel che restava del bastione antimoderno compromettendolo del tutto.Perché la radix omnium malorum, non dimentichiamolo, è la rivoluzione della Modernità intesa anzitutto come individualismo e come Volontà di Potenza connessa con l’inversione – maturata tra XII e XVI secolo e sfociata nella follìa conquistatrice e rapinatrice del mondo – del rapporto tra produzione e consumo, quindi con il primato dell’economico e con il processo di secolarizzazione che ha desacralizzato il potere politico e del quale le Chiese cristiane storiche dell’Occidente sono esse stesse corresponsabili. Individualismo e Volontà di Potenza che ci hanno strappato dall’antica, millenaria regola secondo la quale si produce per consumare, che ci ha obbligato a consumare per produrre sempre di più, che ci ha resi schiavi delle regole del profitto e del progressismo faustiano, che ha distrutto progressivamente qualunque “cultura del limite”.La grande apostasia è cominciata quando l’Europa ancora cristiana ha definitivamente accantonato la prospettiva scolastica del rapporto tra homo e communitas come un rapporto tra imperfezione e perfezione, e quindi della perfezione della comunità di fronte all��imperfezione del singolo individuo – che non diventa persona se non nella sua dimensione sociale, nel suo rapporto con gli altri – ch’era fondata sulla base di un’unità e di una gerarchia esistenti nella società in analogia con quelle che reggevano il cosmo: perché “sicut homo est pars domus, ita domus est partis civitatis: civitas autem est communitas perfecta, ut dicitur in I Politicae. Et ideo sicut bonum unius hominis non est ultimus finis, sed ordinature ad bonum commune, ita etiam et bonum unius domus ordinaretur ad bonum unius civitatis, quae est communitas perfecta”; e di conseguenza, “bonum proprium non potest esse sine bono comuni vel familiae vel civitatis aut regni” (Thomae Aquinatis Summa theologiae, I.a. II.ae, q. XC, art. 3 e II.a II.ae, q. XLVII, art. 10, sulla scorta della Politica aristotelica). Tutte le grandi civilt� dell’antichità e per quel che ne sappiamo dello stesso medioevo occidentale si sono naturaliter ordinate a questo principio che Tommaso lucidamente codifica in pieno Duecento: qui sta il nucleo forte e profondo della natura umana, dell’homo politicus che in quanto tale è anche homo religiosus, quindi del fondamento stesso di quel “diritto naturale” che oggi, lontano dal dogma e a oltre mezzo millennio dall’avvìo della rottura apostatica, appare tanto arduo non solo a restaurarsi, ma anche a definirsi per il presente: poiché il faustismo, una volta accettato in parte e ancorché in inizialmente limitata misura, diventa inarrestabile e conduce fatalmente alla legittimazione dell’ homunculus.In fondo, cari amici, con molti errori e con una prospettiva neopagana e immanentistica di fondo che quanto meno a me cattolico lo rendeva inaccettabile, tutto ciò era stato sul serio spiegato con una qualche efficacia nella Rivolta contro il mondo moderno di quell’a noi ben noto Innominabile Jettatorio Barone dal magistero del quale in un modo o nell’altro almeno noialtri nati fra il ’30 e il ’60 siamo stati tutti toccati e al quale dobbiamo pertanto esser tutti grati.Ma forse il potere logora davvero soprattutto chi non ce l’ha. Privi di Maestri e provvisti di rozzi metodi artigianali, lontani dai centri nei quali il pensiero poteva essere agevolmente ed efficacemente elaborato, ridotti alle nostre piccole università artigianali di covi di periferia in cui si studiava su libri comprati di seconda mano, non siamo stati – sia pur magari senza colpa – all’altezza della situazione che abbiamo dovuto affrontare nel mezzo secolo tra la fine della seconda guerra mondiale e l’effimero fallace avvento dell’era della Megapotenza Unica mondiale e del “pensiero unico”. Stavamo passando, come ha detto Zygmunt Bauman, dalla �Modernità solida” ben certa dei suoi valori individualistici ed economicistici alla “Modernità liquida”, o “Postmodernità”, che li avrebbe invece messi in discussione: avremmo dovuto egemonizzare questa fase di passaggio, invertire magari il ciclo storico, metterlo in discussione e postularne perfino la reversibilità. Non ne siamo stati capaci. Ci ostinavamo, per provincialismo e per ignoranza, a parlar ancora in termini tardottocenteschi e a baloccarci con oziose desuete questioni mentre il mondo se ne andava per conto suo. Le lobbies multinazionali lo stavano divorando e inquinando, eppure noi non ce ne accorgevamo. La follìa dello sfruttamento e la cecità dell’iperprogressismo tecnologico facevano della terra un immenso deserto e lo chiamavano Libertà e Democrazia, mentre noialtri fascisti immaginari continuavamo ancora ad accapigliarci per stabilire se si dovesse stare con le Giacche Blu o con quelle Grige, con i garibaldini o con i Borboni, con D’Annunzio o con Mussolini, con il fascismo-”movimento” o con il fascismo-”regime”, con i falangisti o con i carlisti, con le SA o con le SS, con i �berretti verdi” o con Giap e Ho-Chi-Min, con il socialismo sionista dei kibbutzim o con il “socialismo arabo” di Nasser.Ma è venuta poi l’alba livida del disincanto: e dopo di essa abbiamo perduto il diritto di  fingerci innocenti. Sono venuti i giorni in cui l’uva è miracolosamente sembrata infine matura per noialtri piccole volpi. Bastava camuffarsi solo un pochino, vendere appena qualche brandello dei nostri inutili sogni romantici et voilà: ecco che chi fino ad allora aveva sognato come massimo traguardo della sua vita un posticino di consigliere comunale si trovava sottosegretario; chi aveva sperato ardentemente di diventar segretario federale si trovava in Senato senza aver nemmeno capito bene come ci fosse arrivato; chi aveva gridato al miracolo perché i brandelli di lottizzazione di cui gli era toccato di godere lo avevano portato al livello di caposervizio, ora si vedeva fiondato dietro la scrivania di mogano e cristallo dei Direttori Megagalattici di Rete.Ed è così che il Burattinaio di Arcore, comprandosi a un tanto al chilo il nostro intemerato rigore e la nostra specchiata onestà, ci ha aiutato a liberarci dai miti e dai sogni: prima Fiuggi, poi la disgregazione della solidarietà interna frammentata in una miriade di cosche e di nicchie, infine il Magnus Opus, il solve et coagula del Popolo delle Libertà dove tutte le vacche son bige e dove gli ex bravi ragazzi che per decenni si erano rifiutati di piegarsi al mito conformista della Resistenza  scoprivano lietamente il fascino di “quei bravi ragazzi venuti in Europa per darci la libertà” e applaudivano all’esportazione della democrazia nel Vicino Oriente, incuranti di quel po’ di “fuoco amico” e di “danni collaterali” che ciò poteva comportare. Qualcuno, più audace, si spinse oltre fino all’apologia dei libertarians statunitensi paragonati ai cavalieri medievali e alla lode della magna Europa  liberal-liberista d’Oltreoceano proposta come esito della Tradizione da ex “reazionari cattolici” tutti d’un pezzo frettolosamente convertiti al Verbo theoconservative.Potrei parlare, e con ottima cognizione di causa, di alcuni di voi: delle sue scivolate, dei suoi compromessi, delle sue furberie, della ventata di megalomania che lo ha preso nei mesi nei quali tutta Roma dal Gianicolo a Via Veneto e dalle terrazze ai salotti (altro che borgate, altro che Acca Larenzia!…) gli pareva sua e aveva telefoni e segretarie o sperava di averne a breve, dei suoi eroici furori ora che tutto è finito e che qualcuno si sta dimenticando che a parte le Uri nel Paradiso di Allah – che sia sempre benedetto il Suo Nome – nessuno può riconquistare la verginità perduta. Non lo farò, per un senso di pietas. Vi parlerò del caso che conosco meglio: il mio. Perché no? Per alcuni mesi, fra ’94 e ’95, ho accettato di rimettermi in pista dopo che, trent’anni prima, ero uscito dal MSI fiorentino e dalla Direzione Nazionale Giovanile, ero stato nella Giovane Europa di Jean Thiriart e avevo avuto la mia brava “primavera rossa”. Per breve tempo, allora, ho sperato che Irene Pivetti fosse davvero la nostra nuova Giovanna d’Arco e la nostra nuova Eva Perón; più tardi, ho sinceramente lavorato insieme con Marzio Tremaglia alla costruzione di un soggetto politico-culturale serio e credibile, e ancor oggi, quando ripenso ai suoi quarant’anni stroncati, mi pongo inutilmente seri problemi di teodicea; e sulla sua tomba, come su quella dell’indimenticabile fraterno amico Marco Tangheroni, ho deposto le mie cinque rose rosse, quelle che i falangisti dedicano aicamaradas fallecidos il ricordo delle Cinque Piaghe del Signore e delle cinque frecce di Ferdinando il Cattolico. Ci ho sperato, in quelle due ultime occasioni: l’amico Marco Tarchi, pi� giovane anagraficamente ma tanto più saggio e prudente di me sul piano caratteriale e tanto più rigoroso di me su quello intellettuale, mi aveva pur diffidato dal farmi illusioni. Aveva ragione lui.Non mi pento tuttavia di quegli esperimenti, come non mi pento delle sperimentazioni culturali tentate con Renato Besana e con Beppe Tagliente (il “Toson d’Oro” di Fermo”) e dell��avventura di Identità Europeaavviata con Adolfo Morganti e che ancora continua, per quanto in quel contesto mi sia autodegradato a semplice iscritto. Non ho nulla da rinnegare, nulla di cui vergognarmi, nulla per la quale debba fingere miserabili amnesie. Sono stato petit commis d’état come consigliere di amministrazione RAI voluto dalla Pivetti e come consigliere di amministrazione di Cinecittà scelto da Veltroni per quanto sapesse benissimo che io ero (parole sue) “di un’altra parrocchia” rispetto alla propria. Ho lavorato con coscienza, con onestà: posso affermarlo serenamente, ed è innegabile che ne sia uscito a testa alta. Eppure il potere, che logora soprattutto chi non ce l’ha, logora tuttavia sempre e profondamente chi lo detiene, sia pure in modesta se non minima misura. Ho fatto correttamente quel che potevo e dovevo. Ho anche cercato di cambiare qualche piccola cosa: e lì ho fallito, o il mio successo non è stato né incisivo né duraturo quanto sarebbe stato necessario.Ci sono tanti modi di perdere la verginità, cari camerati. Per amore, per passione, per paura, per tornaconto, per leggerezza, per avidità, per ebbrezza o per qualche stato di coscienza alterata,  per vanità, per desiderio carnale, per gioco, per curiosità, per illusione, per violenza propria, per violenza altrui. Ma, una volta perdutala, indietro non si torna (come diceva Lui). Ormai la via dell’Eden e quella dell’Agartha sono smarrite, l’incanto si è rotto: e chi poi in un modo o nell’altro è stato anche solo qualche settimana sulla stessa barca degli Scajola e dei “Trota”, delle Carfagna e delle Santanché, dei Cicchitto e dei Verdini, chi magari entro certi limiti e fino a un certo punto senza nemmeno rendersene conto ha retto il sacco ai ladri e ai corrotti (nel nome di che cosa? Dell’anticomunismo? Della diga contro il fondamentalismo islamico?) non potrebbe più tornare a Itaca nemmeno se davvero lo volesse con tutte le forze. Non entra nella reggia del divino Ulisse chi odora anche alla lontana di bunga bunga.Quanto a me, poi, ho molta simpatia per il re della piccola sassosa isola vicina a Cefalonia, per l’Orditore d’Inganni che ha parlato con i morti e che ha molto sofferto, Ma non dimentico che egli è anche l’inventore del cavallo che ha conquistato la mia prima vera patria interiore. Voi, cari camerati, vi sentite ancora e nonostante tutto dalla parte di chi ha perduto la  seconda guerra mondiale, e qualcuno di voi sostiene di aver in fondo perduto anche la prima : io, invece, le ho perse tutte. E qualcuna irreversibilmente: a dirne una, avrei preferito di gran lunga (e datemi pure del filomusulmano) barattare la vittoria del 1571 con la sconfitta del 1588, veder le galee di Juan de Austria e del doge Venier colare a picco nelle acque azzurre di Lepanto pur di assistere poi al  trionfo dei galeoni della Invencible Armada sui plumbei flutti dell’Atlantico, là presso alle coste inglesi.  Lepanto non ha cambiato il corso della storia: il prevalere di Filippo II su Elisabetta avrebbe forse potuto. Così come forse lo avrebbe cambiato la vittoria di Antonio su Ottaviano nel limpido specchio marino di Azio, poco più di  un millennio e mezzo prima di Lepanto. Ne abbiamo perdute, di occasioni; ne abbiamo avute, di scalogne: ma che nessun nipotino di Hegel venga fuori, per piacere, a parlarmi di senso della storia, di occulti eppur necessari disegni immanenti. L’Imponderabile paretiano, quello sì: ma esso altro non è se non quel che i maghi di Faraone, dinanzi alla verga serpentina di Mosè, definivano ezbà Elohim, il dito di Dio…Comunque, da parte mia, non ho atteso certo la débacle della Monarchia di Spagna per avviare la mia carriera di avvocato di tutte le cause perse. E non ho atteso nemmeno la sconfitta di Serse a Salamina: per quanto ancor oggi pianga a calde lacrime sullo smacco inflitto al Gran Re da quattro rissosi chiacchieroni greci. Ho cominciato a perdere le guerre già da prima, fino da subito, molto da prima che il contadino teppista Romolo assassinasse il suo libero fratello, il pastore Remo (ci avete fatto caso, come diceva il grande Aldo Fabrizi, che la storia di Romolo e Remo somiglia paro paro a quella di Caino e di Abele, sempre col sedentario assassino e il nomade assassinato: e non vi dice vulla, tutto questo?). Ho cominciato a capire da che parte stare, e che stare da quella sarebbe stata la mia sempiterna condanna, fino da quando ho visto il mio signore ferito a morte, lordo di sangue e di fango, legato e trascinato attorno alle mura di Troia dal carro di un macellaio isterico destinato invece, lui, a diventare nei secoli l’eroe della Grecità e della Modernità, con tutti i brigantaggi e le fregature che da lì sono discesi. E ora che ho passato i settant’anni, sento di perdere di nuovo la mia guerra ogni volta che un piccolo afghano viene ammazzato “incidentalmente” dai Portatori di Libertà (… poi però la NATO si scusa del disagio arrecato…) nell’indifferenza dei borghesacci che finanziano con le loro tasse gli elicotteri e i droni assassini; ogni volta che un bambino del Sahel muore di sete o uno nigeriano di AIDS mentre da noi c’è chi nuota ogni mattina in una piscina olimpionica inquinando una quantità d’acqua che potrebbe bastare a placar la sete di cento villaggi.Ho discettato abbastanza di Destra e di Sinistra; ho assistito a troppi onanismi intellettuali di mediocre qualità attraverso i quali si giustificavano di fatto la corruzione e l’ingiustizia. Ho vissuto la vita intera tra i libri: molto spesso, anche buoni libri. Ecco perché la vostra paccottiglia erudita, cari camerati, non m’interessa più. Nella vostra Itaca, non riuscirete nemmeno a riorganizzare un Campo Hobbit degno di questo nome. E intanto il mondo continuerà a bruciare senza di voi, ma nella vostra noncuranza e con la vostra complicità. Il vostro Ulisse tessitor d’inganni, cari camerati, non vale nemmeno un’unghia di madre Teresa di Calcutta. Da qualche parte, tra l’Africa e l’America latina, c’è gente che lavora per gli Ultimi della terra, che soffre con loro: quelli sono i veri Cavalieri, mentre molti di voi amano ancora perder tempo baloccandosi con i Neotemplari.Ho molta, magari perfino troppa, stima, e molto, magari perfino troppo, affetto per molti di voi. Però, quando parlate  con  finta nostalgia di un Passato mai esistito e di un Futuro che non ci sarà mai e che in fondo non v’interessa, mi annoiate. Vi saluterò con affettuosa mestizia, mentre volgete le vostre prore verso Itaca. Cercatelo pure, il divino Ulisse tessitor d’inganni: ma vogliano gli dèi che ivi approdati non ci troviate invece, accampati tra quegli omerici scogli, il teschiuto Sallusti che si fa un drink con la siliconica Santanchè, o l’ohimè neocredente Ferrara che prende il sole con la signora dall’Olio all’ombra di un confortevole padiglione decorato stars and strips, o qualche neoconservatore immerso nell’esegesi di una dotta pagina di Léo Strauss (chi era costui?), o qualche adepto nostrano del nobile sodalizio lusitan-brasileiro “Tradiçao, Familia, Propriedade” che vi spiegherà con sussiego quale sia l’alta funzione sociale del latifondo accompagnando la sua lezione con appropriate citazioni tratte da Giovanni Calvino e travestite da Russell Kirk .Quello sarà il Club Méditerranée che meritate. Ma non invitatemici. Mi piace guardar il mare, ma il rullìo delle barche mi dà la nausea, il pesce non mi piace e non so nemmeno nuotare.
Lasciatemi ai sassi aridi della mia Troade, alle memorie del mio Ettore domatore di cavalli, al riflesso della pira ardente che ne ha disperso per sempre le ceneri nel cielo.
Franco Cardini
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AMARCORD – STRALICI
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GIORGIO ALMIRANTE, L’UOMO CHE VIDE IL FUTURO…

05 mag 2013 – Associazione Azimut Sunday, May 05, 2013 CHE LEGGANO ( “LOR SIGNORI” ) ! … 50 ANNI DI MOVIMENTO – LA STORIA DEL MSI, VISSUTA DA UN …. VISSUTA DA UN MILITANTE ” di Arturo Stenio Vuono “STAMPATO IN …

Sul viale del bel tramonto compleanno di Vuono senior – Il …

03 lug 2014 – < speciale presidente “Azimut” >> – compleanno di Arturo Stenio Vuono….. TRATTO DA ” 50 ANNI DI MOVIMENTO : LA STORIA DEL MSI, …

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[DAL 1946 –  IL MSI] < 50 ANNI DI MOVIMENTO >,  OGGI , IN PROSIEGUO, DI PIU’…
AG Napoli: La storia del Msi, vissuta da un militante ( uno stralcio, dal sito )

22 novembre 2006 |  Autore: admin
TRATTO DA ” 50 ANNI DI MOVIMENTO : LA STORIA DEL MSI, VISSUTA DA UN MILITANTE ” di Arturo Stenio Vuono “STAMPATO IN PROPRIO DA A.G.- ARENELLA – NAPOLI – 1997″ ( II – PAG. 7 E SEGUENTI ; XIII PAG. 33 e SEGUENTI ) –  (II° – pag.n. 7 e seguenti)

< …Di Almirante, possiamo tentare di dire qualcosa : aveva fiducia in tutti ma non si fidava di nessuno, detestava le “confidenze”, non curava ( troppo ) la sua persona; così preso dalla sua missione, pensando a tutto personalmente, curando direttamente anche la copiosa corrispondenza con la “base” degli iscritti, contraddizione tra le contraddizioni, accettava di buon grado che la sua vita la si organizzasse, sopportava poco la confusione, “tollerava” opportunisti e mezze figure semprechè non aspiranti al ruolo di protagonisti, riteneva decisamente irripetibile ( e non ne faceva mistero ) l’esperienza del ventennio fascista così come – storicamente – s’era realizzata; giornalista polemico ma non fazioso e grande amico nonchè educatore dei giovani. Del personaggio così abbozzato si tentò di aggiungervi ch’era stato, all’epoca della Repubblica Sociale Italiana, un “fucilatore” ma, questo, perchè dopo i successi della Destra , il leader era ormai divenuto totalmente e realmente credibile anche fuori dal ristretto ambito, tradizionalmente, missino ( nel ’70 tredici consiglieri comunali a Roma e Lui che batte per preferenze il leader storico comunista Ingrao, già in età giovanile definito il “poeta di Mussolini”; nel ’71 la grande avanzata in Sicilia nelle elezioni regionali, nel ’72 lo sfondamento – seppure non come le massime previsioni – alle politiche del neonato Msi-Dn : la < < Destra Nazionale >> ).

Almirante, infatti, sino a quegli anni ( agirà, sempre, all’insegna di “una politica per ogni stagione” e con lucido pragmatismo ), aveva fatto perno sui concetti dell’autonomia del vecchio Msi ( senza Dn) e dello sganciamento da ogni intesa permanente ( usando poco e malvolentieri il termine “destra” ) per, poi, con lungimiranza, uscire dall’isolamento; con un primo esperimento che portò alla <  costituente di destra  > ed alla “Destra Nazionale” ( inglobando monarchici ed altre – seppure minoritarie – correnti cattoliche e laico-liberal-risorgimentali ).

Se gli si continuava a dire, questo per la cronaca, che – mancando il Msi – si sarebbe dovuti essere almeno socialisti, amava ripetere : che…”non ci sarebbe stato niente di male, ma ( io ) sono stato un “sociale con la socializzazione”, e non un “socialista senza la socializzazione” ( un “poveraccio” e non un “padrone” )…”eccetera. Altre sue caratteristiche: contrario ai metodi violenti ed allo “scontro fisico” per lo scontro, era un convinto sostenitore di una “Europa dei Popoli” ( che non fosse a guida di soli finanzieri ), per uno stato “nazionale ma non nazionalista”, “sociale ma non socialista”; contrario, come politico, “a passare la mano” – nel campo dell’economia – ai soli tecnici così, come nel campo della cultura, solo ed esclusivamente agli intellettuali. Uno dei suoi cento “cavalli di battaglia”, ad esempio, restò la “impresa partecipata” ( come modello di partecipazione agli utili ed alla gestione delle aziende, da parte delle maestranze ); fu il primo, con avveniristica intuizione, a proporre: elezione diretta dei sindaci, del presidente della repubblica e, oppure, del presidente del consiglio “indicato”, direttamente da parte del popolo ( a Napoli: “per una nuova repubblica”, nel ’79 ).

E del ’79, ci piace ricordarlo, fu quella intervista a Gianfranco Fini ( allora a capo dell’ex Fronte Della Gioventù ), curata da me e da alcuni amici di “Radio Fiamma”, su questi temi ed altro – essendo lo stesso legatissimo ad Almirante – che si concluse con un’augurale �salutiamo il futuro segretario del partito”.

In seguito, Almirante, usava – perciò – ripetere ( sempre sui temi della  sua < < nuova repubblica >>, e non solo, che si facevano strada ): “Quando la verità affiora sulle labbra del tuo avversario, vanne fiero perchè è il segno della tua vittoria” . Almirante, pure, usò definire il regime catto-comunista come un regime popolato da sudditi e non da cittadini liberi. Di questo straordinario protagonista delle vicende italiane, di Giorgio ( più che Almirante ), come più le nostre folle – e in specie i giovani – lo acclamavano, potrei dirvi tante altre cose; nel suo libro ( ho già citato < < Autobiografia di un “fucilatore” >> ), più che scrivere ci parla ( e me ne accorgo quando lo rileggo ), dedica: “…agli amici di tutta una vita”, definiti “protagonisti – sin dall’inizio della nascita del Msi – d’una dura battaglia di riscatto nazionale e piccola pattuglia di credenti”.

Quando incrociai la mia vita col Msi ( era nel ’58 ed io avevo solo quindici anni ed il movimento ne aveva solo dodici ), fu un vero e proprio “colpo di fulmine”, diciamo “un’amore a prima vista” già in incubazione: da più piccolo avevo assistito alla scena di un comizio missino, sciolto di viva forza dalla “celere”, ricordavo le foto dei giornali sulla restituzione – in una cassa di imballaggio – delle spoglie mortali di Benito Mussolini, m’era impressa la scena d’una grande manifestazione di giovani nazionali ( a sostegno della “rivolta ungherese” ) – nel ’56 – contro il comunismo russo; eravamo, all’epoca così tanto pochi ( ad esporci ) che la conoscenza – anche personale ( e più stretta ) – del leader massimo, sia sul piano nazionale che locale, come di tutti gli altri dirigenti, ad ogni livello, era inevitabile; cosicchè, solo e per questo, posso aggiungere qualcosa di personale.

Nel 1965 ( avevo 22 anni, non compiuti ) alla vigilia dell’VIII° Congresso Nazionale di Pescara, lo incontrai insieme ad altri ( nella “Sala Donato”, in Cosenza, nel popolarissimo quartiere ove sono nato : vi avevano abbondato i vecchi socialisti, poi – nel dopoguerra – con tanta gioventù di destra ), avendo un breve “scontro” incruento ( intendo dialettico ) ; che, nel prendere la parola ( quale più giovane delegato eletto in Italia ), gli contestai di avere preso le distanze, dalla segreteria di Michelini ( col quale aveva, comunque, cogestito la cosiddetta politica di “centro”, nel partito, sostenuta dalla “destra interna” dell’onorevole Romualdi ) , solo strumentalmente, per inquadrare – ed assorbire – il malcontento che stava, invece, portando “l’ala sinistra” ( sempre interna : degli onorevoli Leccisi e Manco ) a posizioni di forza impreviste; solo strumentalmente per , poi, a Pescara, “rientrare” ( cosa che, in effetti, avvenne); e fu, da parte sua, solo uno sguardo di meraviglia, una non risposta ( per comprensione ), e più tardi ne metabolizzai il senso ed il suo scopo ch’era invece mirato, unicamente, alla preservazione del movimento. In effetti, come vedremo, ognuno dei segretari del Msi ( o a chi a tale missione fosse chiamato, più che aspirare ) si pose sempre al centro e come equilibratore “di destra e di sinistra, interne” ( al partito ); una costante di tanti e tanti anni difficili e di immensi affanni, resistendo a tutto e a tutti, onde continuare ad essere una “riserva morale” per l’Italia che l’attuale, diverso, più comodo scenario di Alleanza Nazionale non può appieno fare comprendere. Citerò qualche altra occasione “d’incontro ravvicinato”..

Una colazione di lavoro si tenne presso la stazione di Roma Termini, fui insieme a lui ed ai colleghi della direzione centrale del sindacato Usfi ( il sindacato “Unione Sindacale Ferrovieri Italiani”, aderente all’ex confederazione Cisnal ), s’era nel ’72 : io, dirigente nazionale del sindacato, sui trent?anni – mio figlio Ferruccio Massimo nato da pochi mesi – , già eletto nella commissioni interne di Modane ( Savoia – Francia ) e della stessa Roma Termini, più in là sarei divenuto il segretario di quella della stazione di Napoli Centrale; si parlò del più e del meno : ci disse, a proposito di Salsomaggiore, ch’era sì nato il 27 giugno ’14 ma non proprio in quella cittadina, all’altezza di quella città, invece, era nato in treno ( e vi fu registrato per legge) ;e, precisamente, sotto la galleria della direttissima Roma- Firenze; sua madre e suo padre, infatti, assieme agli zii ( Luigi, Ernesto e Giacomo ), costituivano una nota compagnia teatrale che si spostava, continuamente, in tutta Italia. Almirante, però, dopo la sua “parte” di girovago, già aggregato a quella compagnia ( dopo la sua infanzia ), ha risieduto – stabilmente – prima ( per pochi anni ) a Torino e, poi, sempre a Roma. Giornalista, professore in lettere per licei, capo di gabinetto del ministero della cultura popolare( al nord : dal ’43 al ’45 ), latitante ( per motivi politici ), rappresentante e venditore “porta a porta”, insegnante privato e, infine, deputato e segretario di partito – si può dire – per una vita intera. Anche perseguito, sottolineo stupidamente, per il reato di tentata ricostituzione del disciolto Partito Fascista, proprio lui a differenza dei tanti nostri “rivoluzionari” in gioventù ( evidentemente con “l’autorizzazione del ministero degli interni…” ), tant’è che poi in età più matura, li ritroviamo – tutti – notai, magistrati oppure “questurini”, ecc. ( lo dico senza voler mancare di rispetto, indiscriminatamente, a queste categorie, soltanto volendo sottolineare il “paradosso, se così posso dire ).

Per ultimo, volendo accennare anche l’episodio ( assai emblematico ) dell’Hotel Paradiso, a Napoli ( ove nel 1983 il Presidente Rastrelli, in mio appoggio e di altro candidato – come me – alle “amministrative” di quell’anno, volle convocare una c.d. “cena elettorale”, con la sua presenza prestigiosa e cioè di Almirante ); io ho fatto – come candidato – solo quattro campagne elettorali : “politiche” del ’79, “comunali” dell’83, “circoscrizionali” del 1987 e del 1993 ( oltre che con una lista civica , l’Unione Bruzia – a Cosenza 1970 – primo esperimento in Italia di “lega locale”, come risulta ) ; episodio che colpì, profondamente, mia moglie ( avvicinatasi – anch’essa – alla destra, in occasione delle “politiche” ’79 ) a motivo della genuina affabilità ed umiltà del grande leader ( assolutamente scevro da voglie di eleganza, indossava un semplice maglione sotto la giacca…..).

Ora, volendo evitare una cronologica e lunga elencazione di incontri, infine lo vidi – proprio per l’ultima volta – nel decisivo XV congresso nazionale di Sorrento ( Napoli ) del 1987 ( allora gli anni erano saliti, per me, a 44 ). Lui, “passando il testimone”, e fu l’anno dell’elezione a segretario dell’attuale presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini. Elezione preceduta dal geniale lavoro di coordinamento di Pinuccio Tatarella.

Almirante s’era gia seduto nella prima fila della platea ( avendo abbandonato il palco del teatro ove si svolgevano i lavori congressuali : deluso ed amareggiato, in parte, perchè una quota del partito gli negava la presidenza all’unanimità e per acclamazione : a Lui, ironia della sorte, colpevole di avere un “delfino” ); stava con l’affettuosa ed inseparabile – sua moglie – nobildonna Donna Assunta, come al solito e con grande pazienza autografava – per ricordo – gli stampati congressuali che gli porgevano i numerosi delegati o invitati, e ne fui tentato anch’io ( chè un “peccato veniale”, nella mia libreria – infatti – sono a diecine i libri autografati che conservo per mio figlio e per il figlio di mio figlio, dei maggiori protagonisti a cominciare dallo stesso Almirante – di tutta la destra italiana ed europea ). Stava seduto, quando nel leggere il mio cognome – stampato sull’invito che gli porgevo – si alzò per dirmi testualmente: “Vuono e adesso chi leggerà più le tue benedette lettere, scritte a mano ? e ti risponderà ?” ..e disse altro…. Non compresi che la frase, seguita da un’abbraccio inconsueto ( alla presenza dei molti…), e lo compresi più tardi, non era un addio da segretario uscente e, piuttosto, anticipava �� non so come – la sua morte fisica ( Lui era già gravemente ammalato ma molti di noi non sapevano.. ), di lì a poco avvenuta, nella primavera dell’88 ( all’età di 74 anni, ancora non compiuti ), seguita – a 24 ore di distanza – da quella dell’altro “grande vecchio” ( cofondatore del Msi ), on.le Pino Romualdi; ne furono congiunti i funerali, quel 22 maggio ’88, in Roma, incredibilmente imponenti ed attraversarono, lo ricordo con grande emozione, per l’ultimo saluto, uno straordinario e commovente mare di folla e di popolo genuino, giunto da ovunque ( lo ricorderanno i tantissimi intervenuti – anche – della nostra città e della nostra regione ). >>

<< CON ALMIRANTE, NEL MIO PICCOLO ( E PER QUEL CHE HA CONTATO )…, MOLTI DI NOI HANNO AVUTO UN RAPPORTO ASSAI STRANO : MAI – COMPLETAMENTE – CONDIVIDENDO LA SUA POLITICA, IN POSIZIONE DI DISTINGUO NELLA DINAMICA DELLA DIALETTICA INTERNA; SEMPRE – IN ULTIMA ANALISI – CON IMMENSA FIDUCIA PERO’ NELLA SUA FIGURA DI “REGGITORE” E DI “TIMONIERE” DI CUI – E’ CHIARO – CHE NON SI POTEVA FARE A MENO E DI CUI, COMUNQUE, CI SI POTEVA – CERTAMENTE – FIDARE; E ALMIRANTE : COME LA “STELLA POLARE”, UOMO BUONO E GIUSTO NONCHE’ MITE, BENCHE’ IRRIDUCIBILE, PIENO DI SENTIMENTI UMANI, MASSIMAMENTE APERTO AL COLLOQUIO CHE NESSUNA BARRIERA DELLA POLITICA, PURE IN PRESENZA DI ASPRI CONTRASTI, AVREBBE POTUTO – PER LUI – IMPEDIRE. E SPESSO NON SI POTEVA EVITARE…CHE I SUOI SENTIMENTI UMANI SOPRATUTTO T’INONDASSERO E L ACQUA, COSI’, CADENDO SUL FUOCO….. >>

NOTE
<<  (XIII° – pag. n. 33 e seguenti.)…E’ nell’anno ’76, tanto per ritornare al tema, che – registrando ( anche ) una perdita elettorale rispetto al ’72 – il Msi-Dn raggiunge l’acme delle sue divergenze interne : sono due le “correnti” ( ora, ufficialmente, precostituite ) in aperta contrapposizione alla segreteria di Almirante : “Linea Futura” dell’on.le Pino Rauti e “Democrazia Nazionale” degli on.li De Marzio – Nencioni – Roberti ( Rauti, come abbiamo detto, poi, opterà per un accordo all’XI° congresso nazionale, nel gennaio ’77); e “Democrazia Nazionale”, nel dicembre ’76, si scinde dal Movimento e diventa un vero e proprio partito ( con molti “in attesa….a “doppia tessera”…). Su “Democrazia Nazionale”, finita nel nulla entro il breve volgere di tre anni ( sarà spazzata via – dall’elettorato di destra – nelle “politiche” del ’79 : il Msi-Dn si riprenderà in tutta Italia, in specie a Napoli dove – poi – si svolgerà la campagna speciale elezioni per << Almirante Sindaco >> – 1980 – con uno straordinario consenso popolare ), l’argomento non può interessare più di tanto, comunque sia, va detto che alla “Destra Nazionale” servirà ( per paradosso ) a dimostrare che non era cessata la linea di < < – alternativa al sistema  – >> ( che, invece, proprio i cosiddetti “rivoluzionari interni” sostenevano che fosse stata tradita sin dal ’73; smentiti, ora, da quelli che – essi stessi – definivano, da sempre, i “moderati”; che, per l’appunto, ne chiedevano la smobilitazione; e osserviamo, perciò, che entrambe queste linee di tendenza, di fatto convergevano contro Almirante ). E che il presupposto dell’autoscioglimento del Msi-Dn, in una nuova (ri)fondata e presunta nuova < destra democratoica >  onde colloquiare con settori democristiani e liberali ( a loro dire ) preoccupati di un possibile “compromesso storico” ( con il Pci ), veniva decisamente rigettato.

Insomma, col 22 dicembre ’76, la met� dei deputati e senatori del Msi- Dn ( a Napoli, tutti ) lasciano il partito e passano a “Democrazia Nazionale”; tutto sarà evidentemente inutile poichè ( a prescindere che resta il dubbio – su tale vicenda – che sia stato, solo, il riflesso nella destra, delle divergenti strategie che, all’interno della Dc, si ispiravano agli on.li Andreotti e Moro ) gli anni a seguire, poi, dimostreranno inequivocabilmente, il fatto che se la stessa “Democrazia Nazionale” avesse avuto successo ( anche per l’ingente quantità in mezzi finanziari di cui dispose ), e così non fu, non sarebbe stata altro che una “foglia di fico” ( e una “riserva indiana” ) per una “destra di paravento” – e a copertura della stessa Dc – essendosi decisa, comunque sia ( per ragioni interne ed internazionali ), la legittimazione – piena – del Partito Comunista Italiano.

A riguardo, in conclusione, essendosi verificato il rientro – in questi ultimi anni – di tanti che uscirono dalla Destra ( scegliendo “Democrazia Nazionale”), questi transfughi – da parte mia – sì – li ritengo i veri “riciclati” – il pericolo in atto è che si possa accreditare un falso “parallelismo” con l’attuale Alleanza Nazionale ( di cui – essi – in cerca d’una “riverginatura”, dunque, si riterrebbero “anticipatori”); c’è che nel ’76, invece, si voleva una “neo destra” come “ruota di scorta” ( legittimata – “santificata” – neo “democraticamente” ) della Democrazia Cristiana mentre, ai nostri giorni, e prima, almeno più accentuatamente ad inizio degli anni novanta, viene – semmai – ad operarsi l’irreversibile sostituzione della Dc al potere ( e volendosi evitare che ne occupasse il cessato ruolo di governo, come apparve chiaro, la compagine post-comunista del Pds); in cui la Destra ( oggi : Alleanza Nazionale ) sostiene un proprio ruolo, attraverso alleanze paritarie e adeguate ai tempi, inclusa quella coi cattolici “diccì – non deviati” ( ex che, nulla, hanno da rimproverarsi : come Rocco Buttiglione ed altri); ruolo in proprio, sapendo che la “partita è tuttora aperta” ( eccome ! ).
A Napoli, dal 5 al 7 ottobre ’79, si svolge il XII° congresso che, con Rauti in ascesa ( firmatario della mozione “Spazio Nuovo” )…, vede – però – rieletto Almirante : egli “candida il Msi-Dn a partito guida delle riforme istituzionali, in favore del presidenzialismo” ( e per una < < nuova repubblica >> ); e, poi, seguirà, nel 1980 – a Napoli – la nota campagna per < – Almirante Sindaco  >. A Roma, dal 18 al 21 febbraio ’82, il XIII° congresso che…..vede… prevalere la mozione della segreteria (Almirante rieletto)…..>>

[ P.S. – SU GIANFRANCO FINI, POI, PURTROPPO, E’ TUTTO  ABBASTANZA NOTO… ]

[ NO COMMENT ]
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Augurissimi ad Arturo Stenio Vuono

Ricevo questa pagina dal circolo Arenella Napoli. “Complimenti e …Tanti tanti auguri anche da parte mia: non sempre è possibile essere così apprezzati dai componenti del proprio circolo” Arturo Stenio Vuono – omaggio doveroso – > * Arturo Stenio Vuono , presidente di Alleanza Nazionale all’Arenella e componente l’esecutivo della Federazione Provinciale di Napoli, da sempre sponsor convinto della “continuità ideale” e delle “ragioni della Destra” ; il cui destino è rimesso – interamente – nella capacità di evoluzione delle generazioni che si succedono, ciclicamente, per adesione giovanile ai e la mutazione rinnovatrice “secondo i tempi e le circostanze” che la non può (mai) ignorare. A lui, volentieri, sinceramente, dedichiamo una pagina. ° è entrato – con il 2003 – nel suo sessantesimo anno ( nato a Cosenza : 3 luglio 1943 ) ;

al compimento prossimo di quarantacinque anni, al servizio degli “Ideali della Destra” (per prima adesione registrata : ex -Msi 25 aprile 1958; in An anno costitutivo 1995);
° militante delle organizzazioni giovanili, poi dal 1969 al 1983 operatore del “sindacalismo nazionale”, infine pervenuto all’impegno organico nel movimento (dal 1984).
Ne apprezziamo l’esempio e l’impegno

*in sintesi: una vita intensa, dalla prima “adesione a destra” (1958) e a tutt’oggi : giovanissimo, coordinatore dei “Fiduciari di Istituto” (Asan “Giovane Italia”, poi Fdg – oggi ��Azione Giovani”) in Calabria (a Cosenza) nel 1959; universitario a Roma – a Economia e Commercio – rappresentante del Fuan ( poi “Fuan-Giovane Destra” – oggi “Azione Universitaria”), dal 1964 in poi. – Entra nelle Ferrovie dello Stato (1969) :poi membro della commissione interna di Modane Fx (Savoie-France), esponente dell’Usfi-Cisnal di Roma Termini (oggi sindacato Trasporti U.G.L.), segretario della commissione interna della stazione di Napoli Centrale. – Successivamente – nel 1979 – è segretario regionale – in Campania – del C.u.s.i. ( Comitato Unitario dei Sindacati – sociali – Indipendenti). –

Quindi alla guida della Destra all’Arenella-Napoli : prima nomina nel 1984. – Nel 1989 è stato “capo della segreteria politica” della Federazione Provinciale di Napoli. – Partecipa alle seguenti “tornate elettorali” : per la Camera dei Deputati – Circoscrizione di Napoli e Caserta(1979), per il Comune di Napoli(1983), per la Circoscrizione Quartiere Arenella (1987 e 1993); nella consiliatura anni ‘93-’97 è stato capogruppo(Msi e An) nel Consiglio Circoscrizionale Arenella, “portavoce del Polo”, presidente della “commissione speciale-istituzionale” per il ” Progetto Città Collinare” . –

Ha ricoperto molti incarichi, nelle organizzazioni giovanili – nel sindacato – nel partito, a livello provinciale – regionale – nazionale. – Primissimo, tra i primissimi, sostenitore del progetto per l’alleanza nazionale : aperto a “tutte le provenienze” e ai “pregressi percorsi” come incontro con la “fase di evoluzione” della Destra ( ex-Msi) per gli anni duemila.

Dal “politico” all’uomo. Scegliamo dal “registro telematico” una (sua) E – mail inviata :
(an.arenella@libero.it)

“…continuo a visionare i messaggi (di posta elettronica) ma se ne discuterà domani…nel frattempo abbiamo terminato di colloquiare in tre: io, mio padre e mio figlio; una catena che travalica tutto, il nostro spirito è alle stelle…ci siamo detto molto. Siamo liberi, indipendenti, siamo occupati da cose che si perdono nella “notte dei tempi”. Che meravigliosa fortuna il vecchio telefono! Il resto lo fanno le altre dimensioni che subentrano nelle fasi notturne del sonno : per completare con mia madre che ci ha solo preceduto. Al mio fianco l’angelo che mi accompagna per tutta questa mia vita : dorme e veglia la mia dolcissima. Il resto non conta…perchè è il mio spirito che vola oltre il quotidiano……………domani, comunque sia, sarò al mio posto…….” ( gennaio 2003 – comunicazioni ).

(Webmaster M.L. )

http://www.digilander.libero.it/an.arenella ( http://www.alleanzanazionale arenella ) ( http://www.azione giovani arenella )

Augurissimi. An – A.G. “Arenella” Napoli = Associazione = “Sportello del Cittadino”


Presentiamo il Circolo Arenella – Napoli


Non solo Irak>> di Arturo Stenio Vuono

 
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Data: 14-mar-2015 21.20
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PROCUREIDE DE PASDARAN MENEGHINI

Risultati immagini per toghe magistratiRisultati immagini per pasdaran iraniani azimutassociazione@libero.itscritto : 13-mar-2015 – aggiornamento : al sabato 14.03.’15
anteprima di web : “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

Oggi : PROCUREIDE DE PASDARAN MENEGHINI E LA MORALE A SENSO UNICO PER IL SOLO BERLUSCONI ALTRE NEWS A NAPOLI “IL 1971 DI LUCIO BATTISTI” ECC. 
[ “AZ.”- 14 / 15.03.’15 ]
 
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 Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – il commento
Questa curiosa e strana Italia, a due velocità – con la giustizia a due binari – e una doppia morale, non finisce mai di stupirci. Con il chiodo fisso del Berlusca, si agita per la recente pagina di assoluzione;eppure non è ancora finita, in piedi l’inchiesta bis e la futura, immancabile, in prosieguo ter; che la guerra non è assolutamente terminata. Del stracciarsi le vesti, di sepolcri imbiancati, di censori, sono lastricate le vie della repubblik. Ma per le solite reazioni, a ben vedere il richiamo alla….. 
<< morale >> è chiaramente strumentale; si teme, invece, che il cavaliere si possa presentare al tavolo dei bari, calare una delle sue imprevedibili carte vincenti e sparigliare; ovverosia l’emendarsi da quel che i suoi stessi amici hanno detto del “prestare il fianco” e ritornare nell’agone. E’ la sola ed unica preoccupazione. Rispetto a quel che fu  e a quello che è il marciume ed il cumulo di tantissime porcherie che contraddistingue – anche – la classe politica dirigente, Silvio Berlusconi, infatti, al massimo potrà apparire come l’innocuo anfitrione o l’ingenuo Trimalcione di turno, insomma solo e soltanto un giocherellone. Mai sconfitto politicamente ma auscultato e, forse, ingabbiato. Lasciamo volentieri ai puri e duri ( democristi o comunisti, antagonisti, statene alla larga ! ) lo scandalizzarsi; sono tutti quelli che, da sempre, si son giovati – in abbondanza – del divieto costituzionale di violare il domicilio oppure di guardarvi dal buco della serratura. Ne potremmo scrivere un tomo : degni eredi o sodali, nel presente, di pervertiti – cocainomani – pedofili e sodomiti – praticanti di balletti verdi e rosa – frequentatori di transessuali – puttani e puttane – mantenuti e mantenute – concubini o concubine, bigami di fatto – eccetera e ci fermiamo quì, chi li ha mai intercettati ? messi sotto giudizio ? processati ? condannati ? ; guardandoci bene dall’andare oltre e, dunque, giocoforza, mettiamo in parentesi le prodezze delle consorterie gay – onde non rischiare il “vilipendio” – per le quali, essendo ormai la loro l’unica normalit�, gli etero e l’amore tra due sessi diversi, il procreare e far famiglia, è da considerarsi quasi l’abominio. Siamo, infatti, dinnanzi a un sovvertimento e ad un invertimento, un pervertimento di tutti i valori. Ai lettori, ai visitatori, chiediamo venia per l’odierna eccezione, a riguardo della nostra abituale morigeratezza nello scrivere, per avere – forse – utilizzato termini così brutali e volgari ma reali.Era necessario pronunciarci e il non negarci. Fuori dal coro !
 
 
“AZIMUT� – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
telfax 081.7701332 – info 340 – 3492379
[ IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE ]
A PRESTO SENTIRCI – Arturo Stenio Vuono – presidente “Azimut”
UNA BUONA LETTURA E UNA BUONA DOMENICA !
Fabio Pisaniello – webm. adm. des.
il team azimut online
Ferruccio Massimo Vuono – Ufficio Stampa
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BUONA LETTURA
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A PRESTO SENTICI !
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2 pensieri su “L’ANNUNCIO ARTURO STENIO VUONO LA BUONA BATTAGLIALA ERANO GLI ANNI DELL’URLO E DELLA QUIETE AUTOBIOGRAFIE DEGLI IRRIDUCIBILI”

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