LA DIPARTITA FILIPPO RECCIA GIGANTE DELLA MODESTIA E’ ANDATO AVANTI VERSO L’ALTRA DIMENSIONE DELL’ESSERE


LA DIPARTITA FILIPPO RECCIA GIGANTE DELLA MODESTIA  E’ ANDATO AVANTI VERSO L’ALTRA DIMENSIONE DELL’ESSERE

[ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI SERVIZIO MONOTEMATICO – DIPARTITA SEN. FILIPPO RECCIA ]
Addio a Filippo Reccia, militante di una destra vissuta col cuore
LA DIPARTITA FILIPPO RECCIA GIGANTE DELLA MODESTIA  E’ ANDATO AVANTI VERSO L’ALTRA DIMENSIONE DELL’ESSERE 
 
[ “AZ-NEWS” : 27.93.’15 ]
   
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
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26 marzo 2015

LUTTO NELLA “FU” DESTRA CASERTANA: è morto il senatore Filippo Reccia. Funerali domani, venerdì, alle 15 e 30

Si è spento stamattina, a San Cipriano d’Aversa, nella sua casa di via Luigi Caterino. Domani, i funerali 

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SAN CIPRIANO D’AVERSA – E’ morto pochi minuti fa nella sua casa di via Luigi Caterino, Filippo Reccia, per due volte parlamentare e precisamente senatore.Soffriva da tempo di una grave malattia che lo ha portato alla fine, dopo una lunga sofferenza, lenita solo dalla consolazione dei propri cari.Filippo Reccia è stata senatore nell XII legislatura quella del 1994, in cui il suo partito, il MSI, strinse un’alleanza al sud con Forza Italia, in quello che fu definito il polo del buon governo che era la struttura politico-elettorale asimmetrica, “inventata” da Silvio Berlusconi, per far convergere tutti i voti in un unico contenitore che, seppur con nome e identità distinti, comprendeva anche, al di la della linea gotica, il cosiddetto Polo della Libertà, in cui Forza Italia non si alleava con i MSI bensì con la Lega Nord, allora dominata da Umberto Bossi.All’elezioni del 1996, la svolta di Fiuggi, a cui Filippo Reccia partecipò direttamente e in maniera convinta, portò alla nascita di Alleanza Nazionale. E fu in rappresentanza di Alleanza Nazionale fu ricandidato e rieletto in quello che era diventato anche al sud il Polo della Libertà.Filippo Reccia si aggiudicò l’elezione nel collegio senatoriale dell’Agro Aversano. A Roma svolse funzioni importanti in diverse commissioni, a partire da quella all’Agricoltura.I funerali si svolgeranno domani, nella chiesa della Santa Croce San Cipriano d’Aversa , alle ore 15 e 30, e saranno celebrate da Don Sebastiano Colella.

G.G.

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PUBBLICATO IL: 26 marzo 2015 ALLE ORE 12:47

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LA DIPARTITA FILIPPO RECCIA [  parlamentare presente e scrupoloso ]
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Filippo RECCIA

XIII Legislatura
 

Foto del Senatore Filippo RECCIA Regione di elezione: Campania
Nato il 15 ottobre 1948 a S. Cipriano d’Aversa (Caserta)
Residente a San Cipriano D’aversa (Caserta)
Professione: Insegnante

Elezione: 21 aprile 1996
Proclamazione: 30 aprile 1996

Convalida: 29 luglio 1997 

Mandati


Incarichi e uffici ricoperti nella Legislatura

Gruppo Alleanza Nazionale :

Membro dal 9 maggio 1996 al 19 luglio 1998 

Gruppo Forza Italia :
Membro dal 20 luglio 1998 al 10 maggio 1999
Gruppo Alleanza Nazionale :
Membro dall’11 maggio 1999 al 29 maggio 2001
9ª Commissione permanente (Agricoltura e produzione agroalimentare):
Membro dal 30 maggio 1996 al 21 luglio 1998
Membro dal 22 luglio 1998 al 29 maggio 2001

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FILIPPO RECCIA GIGANTE DELLA MODESTIA
* Arturo Stenio Vuono
*
“AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE Caro Filippo ci hai lasciato anche Tu, e ci ritroviamo, sempre di più, soli e orfani della buona battaglia; come i dispersi, dopo i tanti anni dell’urlo e della quiete, presi tra l’orgoglio e la disillusione. Spero tanto fare in tempo per parlarTi, prima che il cordone ombelicale si recida e la Tua anima corra verso la Grande Luce; per salutarTi così e abbracciarTi : il gigante della modestia – che tutti noi abbiamo conosciuto e stimato – è andato avanti verso l’altra dimensione dell’Essere. Solo gli stolti possono negare la vita oltre la vita. Scomparso, riferito a Te, è un controsenso perchè già in vita eri una presenza forte nel nostro cuore, e nella nostra mente, pure durante questi ultimi anni della diaspora che non ci consentivano più occasioni per poterci incontrare. Restano tanti ricordi, incancellabili, e la memoria delle Tue visite nella fucina di quel che fu, a Napoli, il laboratorio politico della Destra collinare; Ti piaceva ascoltare, sostando nell’area di ingresso della sede, anche da senatore, ogni dibattito – e gli interventi, in specie dei tantissimi giovani che vi operavano, – e, al termine, l’abbraccio e il saluto. Ti congratulavi, affettuosamente, con me che ne avevo l’onere e l’onore della conduzione. Tu, più di tutti noi, sei stato uomo di destra, una guida politica saggia e preziosa sul territorio, parlamentare presente e scrupoloso, docente e contadino. In tutto non Ti sei risparmiato, sei stato veramente un totale.Quando sarà, a Dio piacendo, riparando alle involontarie dimenticanze e alle cessate frequentazioni, a quel che ancora potevamo e non fatto, ci rivedremo-ne riparleremo. Arturo Stenio
 
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CI HA LASCIATO FILIPPO RECCIA [ tratto dal web ]
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Quando muore una persona cara e le lacrime inondano il viso è difficile non avvertire il turbamento provocato dal lutto: ci ha lasciato Filippo Reccia. Riassumere in un articolo i valori che ha saputo trasmettere a tanti di noi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo è assai difficile, eravamo i ragazzi di quello che fu il Fronte della Gioventù. Il Federale prendeva ognuno di noi “per mano” cercando di accudirci nel nostro percorso di crescita umano e militante, faceva di tutto per trasmettere quei valori di socialità e cameratismo che forse si sono cancellati irrimediabilmente per mano di molti che hanno tradito pugnalando. Eravamo un gruppo umano autentico e spesso come in ogni famiglia c’erano anche i momenti di litigio, lui sempre lì pronto a mediare, a mettere la pace a consigliare, rendendo la comunità militante un percorso di crescita non solo politica. Il suo essere generoso con gli altri andava oltre il partito, era il nostro Federale quando negli anni ’90 percorreva in lungo e largo Terra di Lavoro alla guida della sua Tipo Bianca, sembrava una sorta di cavaliere solitario, tenace nel perseverare obiettivi che agli altri sembravano utopie, poi divennero realtà. Arrivava all’improvviso nelle sezioni senza mai avere l’atteggiamento di chi comanda ma di chi consiglia, aveva fatto diventare il Movimento Sociale Italiano un modo di vivere più che un soggetto politico, una vera “Comunità Militante”. Si relazionava con i ragazzini senza mai far pesare di essere un capo, aveva l’umiltà di non farti sentire che lui era un grande. Aveva il carisma affascinante di chi può insegnare a tanti. Infatti nella vita, prima che lo chiamassimo il Federale, era O’Prufssor, poi per sempre fu O’ Senator. Quando divenne parlamentare la gioia fu immensa, nel Senato c’era veramente uno di noi non uno che millantava di esserlo, sembrava impossibile eppure accadde per ben due volte di seguito. In molti lo hanno pugnalato alle spalle, magari anche qualcuno di quelli che oggi lo piangeranno, ma lui non ha mai mostrato il rancore, era un Signore, lo dimostrò anche quando reagimmo dormendo nella sede della Federazione, sentivamo come una cattiveria contro tutti noi, la sua mancata ricandidatura al Senato. Da quel giorno tutto cambiò, ci fu l’avvento di certi cacciatori di prebende e il nostro mondo fu irrimediabilmente compromesso ed amputato, da lì iniziò il declino e lo sperpero di un patrimonio, ideale, politico e umano che ancor oggi provoca il magone, ma la sua signorilità alleviava l’amarezza. Le strade di tanti di noi, a volte cresciuti insieme, si divisero per sempre. L’unico che non portava rancore per nessuno era lui. In molti hanno continuato a volergli bene anche quando certe esperienze erano diventate il lontano ricordo quasi ingiallito dei tempi che furono: l’altoparlante sulla macchina per annunciare i comizi, le uscite notturne ad attaccare i manifesti, i discorsi alla gente su camion che fungevano da improbabile palco, l’Inno a Roma cantato come atto di fede sempre e comunque. La voglia di andare nei Paesi è parlare alle piazze vuote rivolgendosi alla gente “che si nascondeva dietro alle finestre”, sembrava follia ma era solo amore di un’idea, insieme a Filippo volevamo una patria, più libera, più onesta e più valorosa.
 
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E’ ASCESO AL CIELO FILIPPO RECCIA [ da messaggio “postato” su facebook ]
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E’ asceso al cielo Filippo Reccia, uno dei primi dirigenti che conobbi nel 90, quando entrai a far parte del MSI,ricordo la sua signorilità, la sua disponibilità, la sua autorevolezza che mai sfociava in autoritarismo. Sempre pronto a prendersi le responsabilità per tutte le cose che succedevano, anche quando lui non c’entrava niente, quando noi, quei mascalzoni del Fronte della Gioventu’, facevamo qualche cazzata, lui era in prima fila a dire “prendetevela con me”. Nel 94 fu
"Non poteva essere diversamente...RIP"
 
 
 eletto senatore, e quando si capitava a Roma per riunioni e manifestazioni Filippo era sempre disponibile, erano anni in cui si andava e non si sapeva se c’erano i soldi per tornare, per mangiare o per dormire, Filippo c’era sempre, faceva fronte a tutto, ma senza farlo pesare, con la discrezione e il disinteresse che contraddistingue un signore. E’ stato esempio e punto di riferimento, anche quando, comprese che per lui non ci sarebbe stato spazio, in punta di piedi, senza far rumore, continuo’ a occuparsi del territorio e della terra che ha sempre amato, a lui va il ringraziamento mio e di tutta una generazione che transitò nella destra di governo senza mai smarrire il senso di comunità e i valori comuni, che i sui occhi azzurri sempre fieri, anche nella sofferenza, che brillavano tra quella barba spesso incolta, possano guardarci ancora da lassu’….. ciao Filippo
 
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MORTO L’EX SENATORE FILIPPO RECCIA [ tratto dal web ]
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San Cipriano: destra casertana in lutto, morto l’ex senatore Filippo Reccia

Favicon Campania Notizie Campania Notizie  26 Marzo 2015   11:01   Notizie da: Regione Campania 
San Cipriano: destra casertana in lutto, morto l'ex senatore Filippo Reccia

Fonte immagine: Campania Notizie – link

Lutto a San Cipriano d’Aversa e nella destra casertana. E’ morto l’ex senatore di Msi e Alleanza Nazionale Filippo Reccia nella XII e XIII legislatura. In parlamento, quindi, subito dopo tangentopoli.  Era affetto da una grave malattia e aveva 67 anni. I funerali si terranno domani alle 15,30 presso la chiesa di Santa Croce. Reccia nel corso dei suoi mandati ha fatto parte della Commissione d’inchiesta sul caporalato e della commissione Agricoltura.

Il post dal titolo: «San Cipriano: destra casertana in lutto, morto l’ex senatore Filippo Reccia» è apparso il giorno 26/03/2015, alle ore 11:01, sul quotidiano online Campania Notizie dove ogni giorno puoi trovare le ultime notizie dell’area geografica relativa a Campania.

Leggi la notizia integrale su: Campania Notizie 

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ADDIO A FILIPPO RECCIA [ tratto da “Il Secolo d’Italia” ]
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Addio a Filippo Reccia, militante di una destra vissuta col cuore

Addio a Filippo Reccia, militante di una destra vissuta col cuore

giovedì 26 marzo 

È morto con la stessa irruenza e con lo stesso impeto che ne avevano contrassegnato la militanza politica prima e l’impegno parlamentare dopo. Si era sentito male, Filippo Reccia, ma ha preferito scendere in strada piuttosto che chiamare l’ambulanza. Aveva 66 anni e da tempo soffriva di problemi cardiocircolatori e avrà probabilmente pensato che fosse sufficiente prendere un po’ d’aria per riportare tutto alla normalità. Ma così non è stato e quando si è deciso a chiamare l’ambulanza era già tardi. I medici accorsi non hanno potuto che constatarne la morte.

Filippo Reccia è stato colto da malore: aveva 66 anni

Conoscevo Filippo, praticamente, da sempre, entrambi figli della comune militanza missina, sebbene vissuta su opposte sponde interne: io rautiano, e perciò eretico; lui “federale” di antico conio e quindi ligio alla leadership almirantian-finiana. Ma non per questo acritico. Anzi, la sua idea di partito, territoriale e capillarmente radicato, era solo lo scheletro organizzativo su cui innestare quella sorta di “dottrina geopolitica” che egli stesso esaltava nei nostri congressi come autonomia casertana contro l’irrimediabile egemonia napoletana dei Parlato, degli Abbatangelo, dei Manna e dei Mazzone. Una stagione di appassionato confronto che aggiungeva alle tradizionali divisioni correntizie un elemento – il territorio, appunto – che di lì a poco, con l’introduzione dei piccoli collegi elettorali al posto delle grandi circoscrizioni, sarebbe diventato addirittura determinante nella lotta politica. E proprio le elezioni del  ’94, le prime con il Mattarellum, ci videro combattere fianco a fianco: io alla Camera, Filippo al Senato. Una campagna esaltante old style, con comizi infuocati da palchi improvvisati. Una sera gli assestai un calcio sullo stinco perché si era messo ad attaccare i preti. Un soprassalto di insospettato anticlericalismo urlato a squarciagola mentre le vecchiette uscivano dalla chiesa e per di più nel giorno di San Giuseppe. «Ma sei impazzito?», gli dico. E lui: « Ma hai dimenticato che noi li difendevamo e questi facevano votare Dc ». Lo guardo, incredulo, e gli faccio: « Filippo, ma la Dc non c’è più! » E lui, per niente convinto: « Lo dici tu. Con questi, non si sa mai ».

Fu senatore casertano di An dal 1994 al 2001

Poi arrivò la vittoria del 27 marzo, l’elezione al Senato, l’impegno nelle istituzioni che Filippo onorò in commissione Agricoltura. Nella vita insegnava francese. Ma appena poteva, si metteva alla guida del suo trattore per dedicarsi a quella terra che con la sua famiglia ed il suo partito erano le autentiche passioni della sua vita. Neppure le prime avvisaglie della malattia e l’uscita dal Senato nel 2001 lo convinsero a distaccarsi dalla politica. Qualche anno più tardi, Filippo ed io ci saremmo ritrovati ancora insieme a comiziare da un palco. Senza retorica, quella sera gli sentì pronunciare il più bel discorso che avesse mai pronunciato. E gli applausi, infatti, scrosciarono come non mai. Ora che ci ha lasciati, posso solo sperare dal profondo del cuore che quegli applausi, quel ritmare così gradito a chi vive la politica soprattutto come passione, possano scandire l’uscita di scena di un militante appassionato, di un politico galantuomo. Soprattutto, di un uomo vero.

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