DOMENICA DELLE PALME E ULTIME DAL WEB E FACEBOOK DA IL NOTIZIARIOLOCALEBLOGSPOT.COM DI GAETANO DANIELE


DOMENICA DELLE PALME E ULTIME DAL WEB E FACEBOOK DA IL NOTIZIARIOLOCALEBLOGSPOT.COM DI GAETANO DANIELE

[ “AZ.-NEWS” : 29.03.’15 ] 
   
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI

Risultati immagini per il papa oggi a napoli e pompei

(ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 29 MAR – Se la via di Dio è l’umiltà, “c’è una strada contraria a quella di Cristo: la mondanità”. Lo ha detto il Papa nell’omelia della Messa delle Palme sottolineando che “la mondanità ci offre la via della vanità, dell’orgoglio, del successo”. “Il maligno l’ha proposta anche a Gesù ma l’ha respinta senza esitazione. E con Lui anche noi possiamo vincere questa tentazione, non solo nelle grandi occasioni ma nelle comuni circostanze della vita”. “Questa è la strada, non ce n’è un’altra”.
 
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[ “AZ.-NEWS” : 29.03.’15 ] 
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI
 

venerdì 27 marzo 2015

Un sondaggio spinge Salvini e Cav Operazione rimonta: tutti i numeri

Sondaggio Ixè, crescono Matteo Salvini e Silvio Berlusconi. Matteo Renzi cala di un punto
 
Salvini e Berlusconi a braccetto nei sondaggi per guidare la rimonta del centrodestra (possibile? Probabile?) sul centrosinistra di Renzi. Secondo la rilevazione Ixè per Agorà su Raitre il Pd guadagna leggermente e si porta al 38,9% (+0,1) ma Lega Nord e Forza Italia fanno meglio, salendo rispettivamente al 13,7% (+0,3) e al 12,7% (+0,2). Davanti a loro c’è ancora il Movimento 5 Stelle, sia pure in lieve flessione (-0,1, ora al 18,5%). A sinistra cala Sel di Vendola (-0,2, ora al 4,2%), anche per l’effetto del “debutto” quasi ufficiale del leader Fiom Maurizio Landini sulla scena politica e anti-renziana. A destra, invece, prosegue la crescita di Fratelli d’Italia-Alleanza nazionale, che molti istituti danno oltre la soglia del 4% ma che secondo Ixè è al 3,5%, +0,2. Al centro perdono tutti: Ncd è al 2,5% (-0,1), Udc allo 0,8% (-0,2), Scelta civica ormai confluita in Parlamento nel Pd vicino all’inesistenza (0,1%). 
 
Berlusconi sorpassa Grillo – Resta stabile la fiducia nel governo (al 32%) mentre cala leggermente quella nel presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la cui riservatezza e basso profilo hanno fatto perdere un punto (ora al 71%) e il premier decisionista e pigliatutto Matteo Renzi (al 40%, -1, ma ancora significativamente superiore alla sua squadra). Alle loro spalle continua a salire il leader leghista Matteo Salvini (al 23%, +2) mentre Silvio Berlusconi torna davanti a Beppe Grillo, 15% (+1) contro 14%. Invariato invece il 13% di Angelino Alfano, alle prese con i guai e lo sfaldamento del suo Nuovo Centrodestra.
 

venerdì 27 marzo 2015

Pensioni, sarà una “bomba sociale”: quanto si perderà e come rimediare

Pensioni, il sistema contributivo sarà una “bomba sociale”. Le previsioni sugli assegni, chi ci perde e come rimediare
La riforma delle pensioni rischia di diventare una “bomba sociale”. Tutta colpa del sistema contributivo esteso a tutti quanti, in combinazione con lo spostamento in avanti dell’età pensionabile e degli anni contributivi necessari. Il contributivo, infatti, a differenza del vecchio metodo retributivo si basa non sulla retribuzione media dell’ultimo quinquennio e dell’ultimo decennio ma sulla contribuzione effettivamente versata durante la vita lavorativa, rivalutata tramite coefficienti. Un passaggio che rischia di penalizzare molti pensionati. 
 
Chi ci perde – I meno danneggiati sono coloro che rientrano nel sistema retributivo fino al 2011, ossia 18 anni di contributi al 31/12/1995). Chi alla stessa data non aveva ancora maturato i 18 anni di contributi rientra nel “metodo misto” (retributivo fino al 1995, poi contributivo). I più giovani e chi è entrato più tardi nel mondo del lavoro verrà dunque notevolmente danneggiato rispetto al precedente trattamento previdenziale. La differenza sarà minore per chi ha goduto di retribuzioni simili e omogenee tra inizio e fine della vita lavorativa. Gli altri (la maggioranza) dovranno prepararsi a forti decurtazioni. Piccolo esempio: un lavoratore autonomo (la categoria meno tutelata) di 61 anni godrà di una pensione compresa tra 595 e 978 euro lordi al mese. Peggio probabilmente andrà a chi è precario o inquadrato in bassi livelli. 
 
Le contromisure – Per ovviare a queste prospettive poco rosee occorre pensare ad alternative “personalizzate” e integrative come la previdenza complementare (fondi pensione e piani individuali, sia pur tassati dal governo). Altro rimedio è la destinazione del Tfr ai fondi pensione, anche se in questo caso l’integrazione rispetto alla pensione risulta minima. Come ricorda il sito Quifinanza, è consigliabile ricorrere agli accantonamenti già in età pre-lavorativa e scegliere con cura gli investimenti considerando rendimenti e costi di gestione. 


 

La sparata sciacalla di Grillo sulla strage “Renzi come Lubitz, ci farà schiantare”

Tragedia Germanwings, Beppe Grillo paragona Matteo Renzi ad Andreas Lubitz: “L’uomo solo al comando ci farà schiantare”
 
Dopo una tragedia come lo schianto dell’Airbus della Germanwings arrivano gli sciacalli. In prima fila c’è Beppe Grillo che non perde l’occasione per cavalcare la vicenda dell’Airbus per lanciarsi in un intrepido paragone tra il copilota autore della strage Andreas Lubitz e il presidente del Consiglio Matteo Renzi. “Ci sono inquietanti analogie tra i due – scrive il fu comico sul blog – Si tratta in entrambi i casi di uomini soli al comando”.
 
Il paragone – Il delirio grillino prova ad argomentare l’analogia tra il copilota tedesco e il premier: “Entrambi si sono chiusi dentro eliminando ogni interferenza esterna. Dall’interno della cabina di pilotaggio Lubitz ha azionato il cockpit door, Renzie ha eliminato il Senato e ogni opposizione interna e ridotto il Parlamento a un ratificatore di decreti legge. I passeggeri dell’Airbus – continua Grillo – hanno capito solo all’ultimo che il copilota li stava portando al disastro, dopo otto lunghi minuti. L’Italia lo capirà anche’essa all’ultimo, quando non ci sarà più niente da fare”.

 

Un film già visto: un “mister x” dice qualcosa che non piace alla sinistra, i parlamentari s’indignano, parte il tam-tam sul web al grido “boicotta, boicotta”…
SECOLODITALIA.IT|DI FRANCESCO SIGNORETTA
Da Vecchioni a Dario Fo: i vip partecipano alla fucilazione di Barilla con la loro “sinistra saggezza”

Da Vecchioni a Dario Fo: i vip partecipano alla fucilazione di Barilla con la loro “sinistra saggezza”

venerdì 27 settembre – 16:38

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Un film già visto: un “mister x” dice qualcosa che non piace alla sinistra, i parlamentari s’indignano, parte il tam-tam sul web al grido “boicotta, boicotta” e alla fine arrivano le parole degli intellettuali (o presunti tali) – cantanti, attori, scrittori, nani, ballerine, aspiranti veline, clown – che in coro leggono la sentenza di condanna per “mister x”. Stavolta sulla forca è salito Guido Barilla, il re della pasta, condannato per aver detto che, a suo giudizio, la famiglia è quella formata da un uomo e una donna. E che quindi, legittimamente, le immagini della pubblicità le sceglie sulla base delle sue convizioni. In un Paese normale, tutto questo passerebbe inosservato perché ognuno fa quel che vuole, specie con il proprio portafoglio. Ma in Italia niente è scontato, tutto fa scandalo e – com’è noto – proprio per questa ragione si è scatenato l’inferno contro Barilla. Ciò che fa sorridere, però, è il soccorso rosso dei vip, i soliti noti, quelli che amano mettere becco su ogni argomento, magari alternando le loro esternazioni pseudo-intellettuali con qualche canzonetta o qualche atto teatrale alla “Mistero Buffo”. E si permettono anche di usare un linguaggio che – se fosse usato dai loro “avversari” – sarebbe apostrofato come volgare, rozzo, squallido, inopportuno, violento e magari anche un po’ intollerante. Detto da loro, però, è “pura arte”. «Povero cretino, sono tesi inconsistenti che non so se fanno ridere o piangere», ha commentato Roberto Vecchioni. Sì, proprio così, “l’elegante” cantautore ha dato del “cretino” a Barilla solo perché contrario agli spot con le famiglie omosessuali. Ma non solo: «Conosco la famiglia Barilla, e mi sembra strano che possano avere questo tipo di opinione», come se si trattasse di un’opinione da reato penale. Non poteva mancare all’appello la “lettera aperta” di Dario Fo, con le sue parole piene di “sinistra saggezza”: «L’amore, in tutto il mondo, può nascere tra un uomo e una donna, due donne, due uomini. Sull’amore si fonda una famiglia, quella che la vostra azienda racconta nella sua comunicazione. Sull’amore si fonda una casa. Ecco Guido: la sua azienda rappresenta l’Italia…». Nel frattempo, sul web la sinistra scatenava la mobilitazione “Boicotta la pasta Barilla”. Il re della pasta è circondato, la sinistra politica e la sinistra dello spettacolo hanno preparato tutto per costringere il buon Barilla ad arrendersi. Una resa per quieto vivere in un Paese libero solo di nome.

 
 
 
 

domenica 29 marzo 2015

Pansa butta Renzi giù dal balcone “Quando e perché lo faranno fuori”

Giampaolo Pansa a nudo, dalla cugina “con le tette perfette” al libertino Scalfari. E poi Renzi: “Un bluff, vira al nero, gli manca il balcone”
 
Dalla zia dalle “tette perfette” al libertino Scalfari, fino al Renzi ganassa che vira al nero. Giampaolo Pansa non ha mai avuto paura di andare controcorrente, correndo il rischio di venire etichettato come “traditore” dalla “sua” sinistra come accaduto dopo aver scritto I figli dell’aquila e Il sangue dei vinti sulla guerra civile italiana, gettando una luce cupa su alcuni aspetti della Resistenza. Intervistato dal Fatto quotidiano, l’editorialista di Libero si diverte a smitizzare personaggi, professioni, situazioni ripercorrendo i suoi quasi 80 anni di resistenza. 
 
La cugina, la mamma, la guerra – Si parte con gli aspetti più intimi e privati, affrontati sempre con burbera ironia.  Il nonno bracciante morto a 38 anni mentre zappava. L giovane zia Carolina, “la ragazza con le tette più belle della città. Mia madre, che faceva la modista, diceva sempre: non c’è nessuna donna, nessuna ragazza che ha delle tette come quelle di zia Carolina. A onor del vero anche mia madre aveva delle gran tette”. Poi la giovinezza a Casale Monferrato, in Piemonte, “una città di provincia tutta affacciata sul Po”, il padre Ernesto socialista non iscritto al partito e impiegato alle Poste telegrafi, “lo zio Francesco unico comunista dei fratelli”, la “miseria più nera” da cui il papà è sfuggito facendo il militare nella Grande Guerra (“L’esercito mi ha dato per la prima volta un cappotto e finalmente un paio di scarponi nuovi – ricordava Pansa senior -. Per la prima volta, sotto l’esercito, ho mangiato due volte al giorno, e c’era sempre un pezzo di carne oppure il baccalà. Ho mangiato il cioccolato, ho bevuto il cognac. E poi, per la prima volta, sono andato a donne nei bordelli militari della Terza armata. La prima volta è stato con una donna di quarant’anni, io ero un ragazzo. Però meglio che niente, mi ha svezzato”). Tra tutte svetta la figura della mamma, “donna pazzesca, forte, energica”. Quando un giorno, nel maggio ’44, il piccolo Giampaolo e sua sorella sentono il rombo dei bombardieri pensano sia arrivata l’ora della fine. “No, no Giampa – mi chiamava così – non dobbiamo morire, adesso dobbiamo mangiare le frittelle che ho appena cucinato”. 
 
Dalla Stampa a Barbapapà – Giornalista precoce perché spinto dal maestro, Pansa ha trascorso la carriera dal ’59 a oggi in tutte le più prestigiose testate italiane: La Stampa con il direttore Giulio De Benedetti (che gli assegnò uno stipendio da 120mila lire al mese per trasferirsi a Torino), al Giorno chiamato dall'(allora) amico Giorgio Bocca, al Messaggero, al Corriere della Sera con Piero Ottone. Infine nei santuari di sinistra, Repubblica prima e l’Espresso poi. Con Scalfari “ci sono stato la bellezza di 16 anni. Dopodiché ne ho fatti altri 17 all’Espresso: 33 anni con quelli lì”. “La grande lezione di Scalfari è che il direttore di un giornale, specie di un giornale che ha bisogno di crescere, deve pensare al giornale 24 ore al giorno. E deve viverci dentro almeno 12 o 13”. Una volta Barbapapà predicava il giornale libertino, in grado di sconfessarsi e smentirsi. Oggi invece “è diventata una caserma, siamo al servizio militare portato all’estremo”. Un po’, forse, come vorrebbe Matteo Renzi e il suo partito della nazione. 
 
“Renzi? Gli manca solo il balcone” – E proprio a Renzi è riservata la parte finale dell’intervista. “Anche lui vorrebbe ridurci al pensiero unico, ma non ci riuscirà perché gli italiani sono anarchici, e gli piace essere comandati da un uomo dal polso duro. Però poi si stufano”. “Il premier è un bluff – prosegue Pansa -: purtroppo nella palude, nel vero senso della parola, della politica italiana di oggi lui giganteggia. È il nuovo leader della destra, lo dico in questo ultimo libro che è uscito per Rizzoli, La destra siamo noi. Deve solo imparare a fare i discorsi da un balcone… E’ arrogante, disprezza chi non la pensa come lui. Renzi è un parolaio bianco, speriamo non diventi nero. Circondato da troppe persone inesperte, amici degli amici degli amici. In politica la forma è sostanza. Mi ricorda una vecchia battuta su cui Forattini aveva costruito una vignetta, che diceva Quando il sole è al tramonto anche l’ombra del nano si allunga: il disegno riguardava Fanfani. Però pensaci un po’ bene: quando il sole è al tramonto anche l’ombra del nano si allunga…”. Il tempo di Renzi però non è infinito: “E’ vero che gli italiani sono un popolo un po’ anarchico, non amano ubbidire, gli piace essere comandati e possono anche fingere di obbedire, però in fondo non gli va: è una cosa che Renzi non ha ancora capito. La gente è stufa dei politici ganassa, vedremo cosa succederà quando gli italiani si renderanno conto che la grande ripresa non c’è, che soprattutto sta nascendo un modo di far politica accentratore… Ma scusa, questo è andato dal presidente della Repubblica a dire: adesso tengo io l’interim del ministero delle Infrastrutture. Ma siamo pazzi?”
 

domenica 29 marzo 2015

Landini in piazza per il corteo anti-Renzi “Abbiamo più consensi del suo governo”

Roma, primo corteo per la Coalizione sociale di Maurizio Landini: “Abbiamo più consenso del governo di Matteo Renzi”
Il corteo organizzato a Roma da Maurizio Landini è di fatto l’esordio della nascente Coalizione sociale, il soggetto politico per tanti aspetti ancora sconosciuto lanciato dal sindacalista della Fiom. Più che una manifestazione di piazza, questo per Landini può diventare il primo esame politico, un modo per contare le forze effettive che lo appoggiano e convincere quei partiti della frastagliata sinistra che ancora non sanno che fare da grandi. Per unire, Landini punta tutto sulle bordate a Matteo Renzi: “Oggi inizia una nuova primavera – ha detto a corteo appena partito – Renzi stia tranquillo che noi abbiamo più consensi del governo”.
 
Polemica – Dalla Cgil la stessa Susanna Camusso aveva rimproverato al leader della Fiom di voler fare politica con un partito. Landini ha incassato, sapendo che senza il sostegno del sindacato va poco lontano. E ringalluzzito dalla giornata di manifestazione ha rilanciato: “In questo Paese tutti fanno politica e questa teoria che il sindacato non fa politica è una sciocchezza. Se il sindacato proclama uno sciopero contro il governo non è un atto politico?”
 
 

domenica 29 marzo 2015

Ecco la clamorosa idea di Berlusconi: Mara Carfagna leader di Forza Italia

L’idea di Silvio Berluconi: Mara Carfagna leader di Forza Italia
Da una parte ci sono Silvio Berlusconi e Matteo Salvini che fondamentalmente farebbero a meno l’uno dell’altro ma che, al momento, hanno bisogno l’uno dell’altro. Sono quindi costretti ad un’alleanza in vista delle Regionale, un’alleanza a “loro insaputa”, come scrive il Corriere della Sera. O loro malgrado. Ma dall’altra parte che quel magma che si muove dentro Forza Italia e, più in generale, nel centrodestra. Per quanto riguarda gli azzurri, c’è il caso “Fitto” con l’ex governatore pugliese che sarebbe pronto allo strappo con i suoi uomini per fondersi con tutti gli insoddisfatti di Ncd e con i delusi da Salvini (con Tosi in testa).
 
La strategia – Ma c’è anche chi dice che in realtà Berlusconi vuol costringere Fitto a rompere per farlo contare nelle urne, addebitargli la sconfitta nelle urne. C’è poi quella voce sul gruppo autonomo di Verdini ma, secondo quanto scrive il Corriere, si tratterebbe di una mossa per mantenere un “ponte” con Renzi. Berlusconi si tiene stretto i pochi fedelissimi e, tra questi, c’è Mara Carfagna che scrive Francesco Verderami, il Cav vorrebbe al vertice del partito per dare un segno concreto del cambio generazionale. 
 
 
28/03/2015 18:30

Fi: Furlan, Berlusconi suona carica, Esercito di Silvio è pronto

Altri articoli che parlano di…

Roma, 28 mar. (AdnKronos) – “Il presidente Berlusconi suona la carica e noi siamo pronti a scendere in campo ancora piu’ forti e motivati di prima. Il primo obiettivo, come ha giustamente evidenziato il presidente di Forza Italia, e’ riconquistare Milano dopo la gestione scellerata di Pisapia. Ci attende una sfida importante e avvincente: ritornare a essere noi la proposta numero uno per gli italiani. Renzi vuole trasformare il Paese nel suo regno, fatto di cortigiani e ‘yes men’: glielo impediremo in ogni modo”. Lo sottolinea Simone Furlan, leader dell’Esercito di Silvio.

Adnkronos

domenica 29 marzo 2015

Quel muro della vergogna che imbarazza la Moretti: la faccia di Alessandra e il porno-manifesto

Veneto, spunta il manifesto porno accanto a quello di Alessandra Moretti e si scatenano i leghisti


A sinistra il manifesto di Alessandra Moretti, a destra – chissà se affisso prima o dopo – quello di un imperdibile spettacolo osè con un tre giovani “artiste” che posano ammiccanti. A diffondere il muro un po’ imbarazzante per la candidata Pd è stata la pagina Facebook “Matteo Salvini leader” seguito da Luca Morisi, spin doctor della comunicazione del leader leghista. “Involontarie simmetrie” ha scritto Morisi che ha poi aggiunto l’hashtag #iostoconzaia. Pioggia di like per il muro dell’infamia, tra i quali anche quello del senatore leghista Gian Marco Centinaio e un fiume di commenti scatenati dei leghisti: “In effetti – si legge in un commento – Questa è l’unica cosa che potrebbe venirgli bene…” anche se qualcuno ha dubbi anche su questo.

 

domenica 29 marzo 2015

L’intervista al senatore Barani: “Qui si sniffa, vi dico chi sono i drogati”

Lucio Barani: “Tanti senatori sniffano cocaina”
Intervista a cura di Barbara Romano 
 
Lucio Barani da Aulla, classe 1953, senatore iscritto al gruppo delle Grandi autonomie e libertà. Socialista più craxiano di Craxi, come certificano i suoi continui pellegrinaggi ad Hammamet («la terra santa degli orfani di Bettino») e il garofano che ammicca dal taschino. Ha appena messo a segno un record: è il primo parlamentare della Repubblica che prenderebbe a sberle la seconda carica dello Stato. Prova a smussare: «No, io non ho detto questo. Ho detto che sono pronto a dare quattro ceffoni a chiunque cita a sproposito Calamandrei e i padri costituenti che ci hanno dato questa Costituzione garantista».
 
Resoconto stenografico dell’Aula, seduta del 26 marzo. Il senatore Barani rivolto al presidente Grasso: «Credo che anche i suoi genitori le abbiano dato ceffoni, e forse, se gliene avessero dati di più l’avrebbero educata meglio». «Gli ho detto che avremmo dovuto avere un’educazione riformista dai nostri genitori, che avrebbero dovuto darci qualche scappellotto in più. A tutti noi, compreso Grasso. A scopo educativo».
 
Grasso è maleducato?
 
«No, ma non è adatto alla politica. Ha fatto il magistrato, quindi è abituato solo a emettere sentenze. E non è in grado di capire quali sono i mali del Paese, la diagnosi e la cura. Il suo ddl anticorruzione aumenta le pene e non risolve niente. È come se dinanzi a un tumore, se non funziona la chemioterapia, il medico dicesse: “Ok, aumentiamo la dose”». 
 
C’è chi lo fa.
 
«Da medico le assicuro che così il malato muore. Lo stesso vale per la corruzione: l’aumento sic et simpliciter della pena non guarisce il reato, anzi. Portare la prescrizione a 30 anni ammazza il paziente».
 
Secondo la sua metafora Grasso è un assassino.
 
«No, però ragiona da pm. Lui e la politica sono agli antipodi. È come se dicesse: “Siccome ho fatto il capo dell’Antimafia, mi metto a pilotare un aereo”. Un disastro».
 
Da capo dell’Antimafia qualche competenza in materia Grasso l’avrà pure ottenuta.
 
«Secondo me lo ha fatto con dubbi risultati. La mafia non l’ha sradicata, anzi è più viva che mai. Di sicuro combina disastri ogni volta che presiede l’aula, perché gli mancano le basi politiche. Non ci si improvvisa legislatori da un giorno all’altro. Lui è un magistrato».
 
È il fatto che sia un magistrato il motivo per cui le sta tanto sulle scatole?
 
«Ma no, a pelle mi sta pure simpatico. È un bambinone».
 
E allora perché lo attacca in modo così duro?
 
«Perché è un dilettante allo sbaraglio, non è in grado di affrontare nessuna questione politica. S’intende solo di pene, giustizia e repressione. E perché è totalmente asservito alla maggioranza. È un militante del Pd, nelle cui file è stato eletto. Se lui continua a fare come gli pare in aula, chiederò d’istituire una commissione d’inchiesta sui presidenti della Repubblica e su quelli del Senato che, come Grasso, hanno svolto il loro ruolo in modo fazioso, non garantendo le minoranze e i regolamenti»
.
Lei ha presentato emendamento che propone la fucilazione per i rei di corruzione. 
 
«Proprio perché sono un garantista, nel secondo comma ho scritto: “La pena non può comportare la morte del reo”. Ovvio che la mia era una provocazione, una boutade. Io parlo per parabole, come nostro Signore».
 
Barani come Gesù.
 
«Se la corruzione è di così grave allarme sociale fuciliamo tutti i corrotti, no? Come si faceva con i briganti, torniamo indietro di 150 anni. La mia era una presa in giro per dire che i processi dobbiamo farli subito, su-bi-to! Non possiamo lasciare uno venti anni a bagnomaria, scherziamo? È anticostituzionale».
 
Craxi, il suo mentore, fu condannato per corruzione. Lo vuole vendicare? 
 
«Craxi era innocente per davvero. Mentre i magistrati sono gli unici in Italia che non pagano mai per i loro errori. Hanno in mano la vita delle persone, io li sottoporrei a visite psicoattitudinali. Per estirpare la corruzione ci vorrebbero degli statisti, non degli ubriaconi. È come dare l’Avis in gestione a Dracula. Non abbiamo messo Poletti, il capo delle coop rosse, al minist

ero del Lavoro? Lo stesso vale per Grasso».

 
Che c’entra adesso Poletti?
 
«Poletti al Welfare ovviamente farà gli interessi delle coop. E se metti il capo dell’Antimafia alla presidenza del Senato, cosa farà? Vorrà inquisire tutti, no?».
 
Lei in Senato ha anche detto: «In quest’Aula c’è chi si droga». A chi si riferiva?
 
«C’è gente che soffre di cretinismo politico, poi tira di coca e viene in Aula a blaterare».
 
Ci sono senatori che pippano cocaina?
 
«Certo. Ce ne sono tanti. Io sono medico, ho fatto diagnosi per molti anni. Basta che li guardi negli occhi, so riconoscere le pupille di chi sniffa. Poi chiedono la parola e parlano a sproposito».
 
In quali partiti sniffano di più?
 
«In quelli di nuova formazione, dove dilaga il cretinismo politico. La colpa non è solo della impreparazione, ma anche dell’assunzione di sostanze stupefacenti».
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