DESTRA E CENTRODESTRA POPULISMO E POPOLARISMO MODERATO E SINISTRA DI RENZI SPUGNA


DESTRA E CENTRODESTRA POPULISMO E POPOLARISMO MODERATO E SINISTRA DI RENZI SPUGNA

anteprima si web : azimutassociazione@libero.it
scritto : 29-mar-2015 – https://azimutassociazione.wordpress.com
tra breve in rete : “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi: DESTRA E CENTRODESTRA POPULISMO E POPOLARISMO MODERATO E SINISTRA DI RENZI SPUGNA [ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 30 MARZO 2915 

logofuorionda
LA STORIA
[ da messaggio “postato” su facebook ]
 

UN CAPO DI STATO DEVE ESSERE PRECISO,INCITATORE,DECISO E ONESTO.

LUI LO ERA.

395.556 visualizzazioni

Il 18 dicembre 1932 Mussolini inaugura Littoria. Ecco il suo celebre discorso

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[ IL SERVIZIO ODIERNO ]
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[ “AZ-NEWS” : 30.03.’15 ]
   
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
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[ da messaggio “postato” su facebook ]
Evrika Rika ha condiviso la foto di Vivere più Sani.
foto di Vivere più Sani.
DESTRA E CENTRODESTRA POPULISMO E POPOLARISMO MODERATO E  SINISTRA DI RENZI SPUGNA
IN COPERTINA

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 30 MARZO 2015 ]
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Sintetizzo il mio pensiero: la Destra oggi in Italia non è rappresentata. Non è Destra il populismo di Salvini, non è sufficiente la testimonianza della Meloni. La Destra deve ritrovarsi e puntare alla conquista della leadership della coalizione di centrodestra in una rinnovata alleanza con le forze popolari moderate per costruire la vera alternativa a Renzi.

[ DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK ( di Andrea Santoro ): SI RIACCENDE IL DIBATTITO SULL’ASSENZA DELLA DESTRA, SUL MANCATO CENTRODESTRA, SULLA INESISTENTE ALTERNATIVA ALLA SINISTRA, ECCETERA. LEGGIAMO, IN MERITO, QUANTO – IN BREVE – RAPPRESENTATO DAL CONSIGLIERE COMUNALE DI NAPOLI ANDREA SANTORO ( vedi : sopra ) AL QUALE, PER INTANTO, AFFETTUOSAMENTE, DICIAMO CHE RESTA FUORI STRADA. IL COSIDDETTO “POPULISMO” NON E’ UNA BRUTTA BESTIA, IL “POPOLARISMO MODERATO” E’ L’EQUIVOCO PERENNE; METTIAMO IN PARENTESI LA “TESTIMONIANZA”  E PURE LA DESTRA CHE NON C’E’ MA CHE NON PUO’ ESSERE SURROGATA ALTRIMENTI; E, CON UNO SGUARDO ALLA REALTA’ DEL PRESENTE, PROVIAMO AD USCIRE DA MEZZO AL GUADO CON UNA POSSIBILE PROSPETTIVA, SEPPURE NON A BREVE TERMINE, MA NON TROPPO LONTANA NEL TEMPO, DATO E CONSIDERATO CHE GIUNGERE AL 2018 – PER LA RESA DEI CONTI INEVITABILE – E’ UNA PIA ILLUSIONE. APPENA LA SINISTRA SARA’ BELLA E PRONTA SI VOTERA’. CHI SPERA NEL CONTRARIO SBAGLIA E CHI VIVRA’ VEDRA’. I LETTORI, VISITATORI E I NOSTRI CONTATTI, DA ANNI, GIA’ BEN CONOSCONO QUANTO DA NOI PUBBLICATO IN TEMA. CI LIMITIANO A REITERARE QUANTO – DI RECENTE – SCRITTO. CI SEMBRA, QUINDI, UTILE (RI)PUBBLICARE PARTE DELL’ULTIMO INTERVENTO SUL CENTRODESTRA, ETC. ]

SU BERLUSCONI – SALVINI E LA MELONI, ECCETERA…..
“AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE
Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – il commento

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RICOMINCIAMO DA TRE – DELLO SCANDALO ?
“( . . . ) Prima di dire la nostra, la premessa:  ( . . . ) << OPORTET UT VENIANT SCANDALA  >>;  ( . . . ) “è necessario che gli scandali avvengano” … che a volte per scatenare una giusta reazione o per far emergere un problema è necessario un evento scandaloso… ; MA DOVE LO SCANDALO E CHI DELLO SCANDALO ?. La premessa registra, per così dire,  e le scomposte reazioni di tutti coloro che temono la fenice risorga dalle ceneri, e le attese di chi non ha mai cessato di sperare nel cambiamento, e i tremiti dei falsi centro-destristi, e di quelli che si dicono attendisti ma pronti a rientrare in campo. Lor Signori lo sanno che, ancora, c’è l’Italia che non teme nuove svolte e, se del caso, soluzioni le più radicali ? Per il passato, decisi e irriducibili, abbiamo operato per il partito unico di centrodestra, forti sempre delle nostre radici e mai temendo di perdere le nostre sensibilità e l’identità, corrispondendo in pieno al superiore interesse della nazione e alle attese di quell’area vasta, alternativa alla sinistra, che disunita e in ordine sparso non aveva mai potuto giungere a governare. Si dimostrò, a suo tempo e sino a quando non prevalsero gli sfascisti, che gli italiani non disertavano le urne e privilegiavano le forze federate, e coalizzate, assegnando ampie maggioranze parlamentari e guide forti. D’altronde, nell’attuale, il partito democratico che tale non è – essendo una federazione di partiti – è subentrato nel governo della repubblica con uno schema che, propriamente, fu dell’ex centrodestra; ma con una differenza, essendo – ancora – una minoranza nel paese, dal momento che risulta sì “maggioritario” ma sulla metà, al massimo, dell’Italia che continua a votare. Detto ciò, passando all’attuale, diciamo – chiaro e tondo – a tutti i professorini, e agli sfasciacarrozze, che così hanno fatto le loro fortune personali, di non menare scandalo se ci si riprova: Berlusconi, con Salvini e la Meloni, crediamo debbano stringersi a un primo patto e convergere nel richiamo a tutte le altre forze disponibili, e sono tante, come – ad esempio – il filone del montante movimentismo neo meridionalista, alla nuova alleanza che sconfigga – democraticamente – i grandi burattinai che manovrano il renzismo, una sorta di spugna che assorbe tutti, tutto e il contrario di tutto. Nessuno, com’è noto, può contare sul cosiddetto antagonismo e mai, poi mai, sull’ultima invenzione del grillismo, entrambe le facce – vecchie e nuove – dell’opposizione a sua maestà della quale necessita il sistema di potere nel normalizzare la protesta – e la piazza – concedendo il palco del contrasto parlamentare che, infatti, nulla può produrre. Delle richieste, solo, di maggiore tabacco, eccetera, dei rifondatori, neo comunisti, centri sociali, in uno con gli immigrati,  et similia, sono lastricate le vie di questo inferno e in quanto al M5S che dire ? no comment ! Provare per credere, e provino il duo aziendale “Casaleggio & Grillo” a smuovere dallo scranno il deretano dei Di Maio, Fico, e compagnia cantante, perfettamente integrati e all’opera per guadagnarsi una zuppa di minestra, e ne vedremo delle belle. Battere il regime, che di regime si tratta, è una priorità che deve porre in subordine, se necessario, l’esercizio legittimo di linee e delle proprie ragioni – ma sterile se solitario – caratteristico delle diverse anime in campo che si rifanno ai tre, e non solo ai tre, per rifondare un centrodestra vincente. Lavoro arduo, rispetto al passato, atteso già il succedersi dei molti cavalli di troia che infestano il terreno sul quale arare, e con buona pace del leader di turno – da prefisso telefonico – come Alfano e non solo come “Angelino il moderato”, alias il carabiniere antitasse e sentinella di frontiere, tutto e soltanto teso – appassionatamente – a guadagnarsi il salvacondotto al 2018; il “moderatismo” non può ridursi a stampella della vetero sinistra, riverniciata a nuovo, che più vetero non si può. Il gruppuscolo N.C. che lo segue ( “Nuovo Centro” senza << D >> – Destra ), n.c. – non classificato, lo abbandoni al proprio declino, un destino cinico e baro che, prima o poi, si chiuderà con l’eliminazione della fotocopia, da prima repubblica, di quel che fu il ricattatorio ago della bilancia per i governi che nascevano o morivano.Non ci sembra un reato, contro la democrazia, il realizzarsi dell’alleanza che stigmatizzi una condizione povera di sovranità e non disposta a fare morire l’Italia di Europa ed euro, così come sono; che denunci un peso ormai insostenibile e il conseguente, irreversibile, impoverimento degli italiani. Anzi. Di aria di democrazia, in verità, se ne respira poco; le istituzioni, tutte, in pratica, sono sostanzialmente occupate da abusivi; riforme – maquillage della carta repubblicana impediscono, come sempre, i progetti di ingegneria costituzionale per la modernizzazione; risultano al confino quasi tutti gli esponenti politici che, per maggiore peso, disarticolarono la sinistra e, a ciò, per il cosiddetto “concorso esterno di reato”; come, in illo tempore, con << mani pulite >>, la dispensa per i post(?)comunisti, molto – da mane a sera – discettando di lotta alla corruzione, è sempre la sinistra – con sodali e compagni di merende – a restarne integra e indenne. Questi sono fatti ed è questa la realtà da demolirsi.Prima che sia troppo tardi.Ricominciamo da tre.BERLUSCONI SALVINI E MELONI dello scandalo ? Nossignori!”
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[ “AZ.” ] – ABBIAMO GIA’ SCRITTO SULLA FAVOLETTA DELL’ANDREAS SECONDO PILOTA CHE SI BARRICA NELLA CABINA DI GUIDA E SI PRECIPITA CON L’AEREO…ABBIAMO PUBBLICATO UN SERVIZIO – TRATTO DA STAMPA LIBERA ( VEDI SOTTO LINK ) – CHE SMANTELLA TOTALMENTE LA “VERSIONE UFFICIALE” . L’ARTICOLO DI SOCCI CHE, OGGI, PUBBLICHIAMO INVECE L’ACCETTA MA VA LETTO PERCHE’ AFFRONTA ALTRI ASPETTI DEL << CASO >>...
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L’ENIGMA DEL DISASTRO AEREO IN FRANCIA – MA NON TANTO 
[TRATTO DA STAMPA LIBERA ]
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UN TEST USA AVREBBE DISTRUTTO L′AEREO DELLA GERMANWINGS
Redazione | 27-03-2015 Categoria: Esteri Stampa

lunedì 30 marzo 2015

Socci: ecco cosa ci dice la tragedia della Germanwings L’11 settembre dell’Europa che precipita senza Dio

Lubitz e la strage Germanwings, Antonio Socci: “L’Europa ha chiuso Dio fuori dalla cabina di quell’aereo”
di Antonio Socci 
Le cronache sulla tragedia dell’ aereo precipitato in Alta Provenza descrivono tutto nel dettaglio, ma ne manca sempre uno. Essenziale. Anche nei giorni del dolore di tante famiglie, nell’elaborazione del lutto, quando si cerca di arginare l’ oceano di lacrime che sale dal cuore con la rabbia, manca dalle cronache la sola presenza capace di illuminare la notte oscura del male e della morte: Dio.  È stato notato che i giornali parlano di soccorritori, volontari e psicologi, ma mai della presenza di sacerdoti… Forse nella Francia della «laicité», la Francia che legifera contro i segni religiosi negli spazi pubblici, Dio continua ad essere come il pilota che è stato chiuso fuori dalla cabina: fuori dalla scena pubblica, fuori dalla storia. Del resto è stato proprio un poeta francese come Jacques Prévert a cantarlo: «Padre nostro che sei nei Cieli/ Restaci./ E noi resteremo sulla terra». Totalmente diverso il comportamento degli americani dopo l’ 11 settembre 2001 e dopo altre tragedie simili. Oltreoceano il dolore della comunità assume subito un orizzonte religioso, si esprime con la preghiera, con segni e riti che rimandano alla grande speranza che vince il male e la morte. Negli Stati Uniti la religione cristiana esprime la forza morale che illumina la vita comune, la democrazia e la libertà personale (non a caso è consuetudine che il giuramento del presidente venga fatto sulla Bibbia).
 
È stato detto, banalmente, che questa dell’ Alta Provenza è la prima tragedia aerea europea: volo partito dalla Spagna, diretto in Germania, precipitato in Francia con passeggeri di tutte le nazionalità. Ma è una tragedia europea anche perché mostra lo smarrimento spirituale della nostra Europa, incapace di dare un nome al mistero del Male e di accogliere la testimonianza di un Bene più forte della morte. In fin dei conti potremmo dire che questa tragedia assume un valore simbolico. Perché l’ oscura follia individuale del copilota, che ha causato la strage, evoca le nostre follie collettive e i loro fiumi di sangue.
 
L’epoca dei Totalitarismi – È un po’ la metafora del Novecento europeo, il tempo delle ideologie, dei totalitarismi e delle due guerre mondiali. Forse qualcuno troverà eccessivo o arbitrario questo parallelo. Ma l’ immagine di un uomo solo, perso nei meandri della sua mente, che impedisce al vero pilota di rientrare nella cabina, e – suicidandosi – porta a schiantarsi sulla roccia tutta un’ umanità, fotografa in modo impressionante il Novecento europeo. Somiglia al secolo in cui si è preteso di espellere Dio dalla cabina della storia e l’ uomo, solo, nel suo delirio di onnipotenza, nel suo superomismo che ha partorito tiranni sanguinari, ha prodotto l’ inferno sulla terra.
 
E oggi? Oggi che apparentemente quelle ideologie e quei totalitarismi, in Europa, sono stati spazzati via? Siamo sicuri che i loro veleni non circolino ancora nelle nostre vene? Siamo certi che la laica tecnocrazia europea, così politically correct, nichilista e accanita gendarme dei parametri economici, non ci stia portando in picchiata contro la montagna? Oggi che continuiamo a tenere il Pilota fuori dalla cabina della vita sociale e della storia, stiamo andando verso un mondo più umano? Siamo sicuri che stavolta l’ espulsione di Dio ci sta facendo volare nei cieli della felicità e della libertà? La potenza tecnologica e scientifica di cui disponiamo, mirabile come il jet della Lufthansa, appare guidata da un’ ideologia tecnocratica faustiana che è incapace di distinguere il bene dal male e addirittura rifiuta di porsi il problema del Bene e del Male. Infine rifiuta i «limiti» che si devono imporre al «copilota», cioè all’ uomo. Crediamo che così ci arridano davvero le magnifiche sorti e progressive? Molti segni dicono l’ esatto contrario. Non c’ è solo la perdurante crisi economica che sembra condannare l’Europa a un declino che porterà povertà e crisi sociali devastanti, mentre veniamo «comprati» dall’ imperialismo economico di giganti totalitari come la Cina o dalla finanza petrolifera islamica. Ma c’ è di più: c’ è la sistematica guerra contro la vita e contro la famiglia, il vertiginoso restringimento delle libertà personali e dei diritti dei popoli, il disprezzo verso ogni riferimento morale e spirituale, l’ incapacità totale di far fronte alla pesantissima minaccia islamista, se non con il dileggio satirico delle religioni e delle cose sacre.
C’è il declino demografico, l’ immigrazione massiccia, il nichilismo dilagante che rende un deserto la vita spirituale delle giovani generazioni. Sono solo alcuni dei segnali di allarme che ci dicono: attenzione, l’ «aereo Europa» perde vertiginosamente quota e sta andando in picchiata contro una montagna. Poi come sempre l’ Europa trascina con sé il mondo. Un grande filosofo francese contemporaneo, René Girard, in un suo libro recente, analizzando proprio questi segni, scriveva: «L’ impressione è che l’ intera umanità si stia recando a una sorta di appuntamento planetario con la propria violenza». Girard, grande convertito, ritiene che la sorte della civiltà si giochi nel prendere posizione di fronte a Gesù Cristo, colui che ha tagliato in due la storia umana e che pone ogni epoca davanti al bivio: o lui o la violenza distruttrice del Male. Del resto è quello che la Chiesa ha provato a ripetere per tutta la modernità. Scrisse il grande John Henry Newman: «L’ eccesso dell’ iniquità è l’ indizio di una morte prossima. Se si rimuovesse dal mondo la Chiesa, il mondo giungerebbe in breve tempo alla sua fine». Anche Benedetto XVI, che nei nostri anni è la voce del «Pilota divino» rifiutato dal mondo, nell’ enciclica sulla speranza ha messo a tema «la fine perversa di tutte le cose» come conseguenza della cancellazione definitiva del cristianesimo.
«La fine perversa di tutto» – Lo ha fatto con una citazione di Kant molto eloquente: «Se il cristianesimo un giorno dovesse arrivare a non essere più degno di amore (…) allora il pensiero dominante degli uomini dovrebbe diventare quello di un rifiuto e di un’ opposizione contro di esso; e l’ anticristo (…) inaugurerebbe il suo, pur breve, regime (fondato presumibilmente sulla paura e sull’ egoismo). In seguito, però, poiché il cristianesimo, pur essendo stato destinato ad essere la religione universale, di fatto non sarebbe stato aiutato dal destino a diventarlo, potrebbe verificarsi, sotto l’ aspetto morale, la fine (perversa) di tutte le cose». È un pensiero drammatico, quasi apocalittico. Ma c’ è una controprova? Sì e ce la fornisce la storia. Infatti lìEuropa, che era il continente più piccolo e svantaggiato, messo al tappeto dalle invasioni barbariche, ha potuto letteralmente conquistare tutto il pianeta alla sua civiltà proprio grazie all’ energia intellettuale e morale che si è sprigionata dai secoli cristiani, che non sono solo quelli del Medioevo, ma anche quelli dell’ umanesimo, del Rinascimento e dell’ epoca barocca post-tridentina.
Proprio in questi giorni rileggevo due pensieri di un grande sociologo e storico delle religioni, Rodney Stark (non cattolico) che parlando ai moderni europei li ammoniva così: se il cristianesimo non avesse fatto irruzione nella storia «la maggior parte di voi non avrebbe imparato a leggere e gli altri leggerebbero papiri scritti a mano». E ancora: «Senza una teologia affidata alla ragione, al progresso, all’ uguaglianza morale, il mondo intero sarebbe oggi più o meno dove le società non europee erano, diciamo, nell’ 800: un mondo pieno di astrologi e alchimisti ma non di scienziati. Un mondo di despoti, senza università, banche, fabbriche, occhiali, camini e pianoforti. Un mondo dove la maggior parte dei bambini non raggiunge i 5 anni di vita e molte donne muoiono dando alla luce un figlio. Un mondo che vive veramente in “secoli bui”». L’ uomo contemporaneo, credente o no, deve tutto al cristianesimo. Eppure lo disprezza e volendo escludere la fede, rischia di perdere la ragione. E di suicidarsi. 
Da “Azimut archivio online” LINK

DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) “IL GALLEGGIANTE”

Posts about I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) “ IL … Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut. Home · Info · Login …

DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) “IL GALLEGGIANTE”

15 feb 2014 – I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) … [ TRATTO DAL WEB ]. Associazione Azimut – Thursday, February 13, 2014 …

febbraio | 2014 | Associazione Azimut | Pagina 3

16 feb 2014 – I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’! E L’ANGELINO (ALFANO) … Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut. Home · Info · Login …

(SENZADEMOS) CRAZIA E – Associazione Azimut

12 dic 2013 – La ragazza ha accusato il governo di essere succube delle politiche diausterity europee che ….. I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’!

PIU’ VECCHIO NON SI PUO’… – Associazione Azimut

18 feb 2014 – “Azimut” – Ufficio Stampa : Ferruccio Massimo Vuono – massimovuono@libero.it ….. I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’! E L’ANGELINO …

LA REPUBBLICA DELLE BANANE E DEL “BARATTO …

16 feb 2014 – Associazione Azimut. Sunday, February … To: Associazione culturalsocialeAzimut. Sent: Saturday … I 30 (SENATUR – N.C.D.) DI ALI BABA’!

[ “Azimut” –  tratti dai servizi : due post del presidente – Leggi ]
Arturo Stenio Vuono [ editoriale ]
vuono
<< I 30 (SENATUR – N.C.D. ) DI ALI BABA’ ! >> E L’ANGELINO ( ALFANO ) “IL GALLEGGIANTE”

Il 13 febbraio 2014, a Roma, nel corso d’una frettolosa ed improvvisata conferenza stampa ( per noi : “a futura memoria” ), Alfano rilancia l’idea della “rinnovata stampella” al prossimo esecutivo, in prospettiva, della sola egemonia-democrat; le “condizioni” (dixit: o si cambia sul serio oppure al voto ) lasciano il tempo che trovano. D’altronde l’Angelino – “il galleggiante” – è abbastanza navigato per sapere, perfettamente, che “alzare la posta” del << sostegno >> è gioco spericolato; ne sortirebbe, dal tendere – troppo – la corda( ma si chiede il massimo, per ottenere – almeno – il minimo ), per un braccio di ferro tra il “diversamente berluscones” e il “renzuscones”, un  prevalere di quest’ultimo; e il << Giovin Signore >> della Sinistra,oltre che rottamatore, spregiudicato e ambizioso, ha già imparato bene la lezione; e, giammai, sarà la “testa di turco” di nessuno. Ad ogni modo, considerato lo scenario – ormai – da << repubblica delle banane >> e del “baratto”, facile sarebbe il far collimare del Renzi con settori – al senato – dell’opposizione, di “preoccupati” per una sicura non rielezione, ove vi fosse interruzione traumatica dell’attuale legislatura, che – dopo avere liquidato il premier Enrico Letta – si libererebbe anche dell’ex vice. Tutto, e il contrario di tutto, è possibile, alla bisogna – per migrazioni di singoli eletti – , se si eccettua la compattezza di FI ( già PdL ); e con buona pace di chi, ancora oggi, vuole riscrivere la storia ( per via giudiziaria ) di caduta dei governi per presunta “compravendita di senatori” ( ma c’è solo uno – più o meno – “accertabile” da “Toga-Toga” partenopea ); che, more solito, vince sempre il << teorema >> e, per usare il plurale, la << guerra delle parole >>.C’è, veramente, da “scompisciarsi” ! Trattando del tema di Renzi, e della compagine governativa che verrà a guidare, lo stesso  affermava che non si può trattare d’una maggioranza definita di centrosinistra: e ci sarà accanto,come per l’uscente Mr.Letta, il cosiddetto  << nuovo centrodestra >>. Questo vuol dire che la distinzione non è completamente superata e che anzi, col riconoscimento – riconfermato – degli attuali scarsi numeri in parlamento, si è legalizzato un limite che è l’ultimissimo  residuo di una procedura da << prima repubblica >>, cioè dall’antica ritualità delle note alchimie agli attuali, degradati, tempi. Solo , e soltanto, un’ammenicolo, dato che – ormai – nella << repubblica napolitana >> , a motivo che – sovente – il popolo “sbaglia” [ sic ] , si procede con metodo meno complicato ( l’ultimo premier – indicato, risultato dalle urne, è stato Silvio Berlusconi ) e con la sola benedizione del Colle, più gradimento della Merkel, per – poi – una pedissequa “ratifica” a “Monte Citorio” e “Palazzo Madama”.  Nessuno certo può essere così ingenuo da pensare che il “patriottico” << collaborazionismo >> di Angelino Alfano si risolva tutto in una funzione del neo << moderatismo >>; epperò basterebbe riflettere, per dirne solo una, alla indisponibilità di perdere gli << scranni >>, per accorgersi del disvalore della nuova – ma vecchia – presa di posizione. Ma è pur vero che il problema originario, e principale, l’unico, è rimasto tuttavia quello della difesa di “interessi individuali” e della conservazione delle prebende. Nel rinnovato passo la preoccupazione dominante è e doveva essere quella di scansarsi dai pericoli : la opera più propriamente ricostruttiva, infatti, può cominciare solo, forse,in un secondo tempo, quando – semmai – il ricambio è effettivamente garantito dallo scioglimento precoce delle camere e dalle pronunce del << popolo sovrano >>. E a questa prioritaria meta bisogna guardare fin d’ora con lungimirante consapevolezza, per spiegarci le antinomie tuttora non risolte. Così si può spiegare come il Ncd ( il “Nuovo Centro Destra”? meglio dire solo Nc ovvero  il << Gruppo >> “non classificato”… ) , impegnato sul fronte del c.d. “resistere ad ogni costo”, stazioni ancora ai margini dell’alternanza.<< Paese reale >> e << Paese legale >> vivono tuttora in due mondi separati e l’unico  << rapporto >> per il quale le istituzioni sono legate – comuni ai cittadini, seppure apparentemente, è quello per cui – salvo sempre ad evitarle – sono proprio e solo le consultazioni elettorali. Il fatto democratico, nella sua sostanza, però non interessa più di tanto la pletora tutta degli eletti e non interessa, quindi, a maggior, per mezzo dell’arcinoto << parlamentarismo >>, la loro attività in modo trasparente e coerente; la coerenza resta estranea alla filosofia dei diversi – sacri, e immutabili, << Palazzi >>; anzi vi interviene, all’incontrario, battezzata del cosiddetto “mandato senza vincoli” di deputati e senatori. Cosìcchè, costituzione, democrazia, istituzioni e Stato : quattro termini che non hanno, mai, trovato un << centro sistematico >>.Quale sarà l’avvenire? ce lo siamo chiesti, immediatamente, e senza dover attendere gli ulteriori sviluppi del solito “tormentone italico”: dati i termini del problema, così com’è stato da noi stigmatizzato, la soluzione logica appare quella, urgente, d’una nuova legge elettorale, conseguente una chiamata alle urne; e in tale prospettiva, perciò,da doversi includere una normativa avverso il “cambio di casacca”. E’ una soluzione che, almeno sulla carta, risolve le antinomie  sopra accennate, unisce l’elettore all’eletto, e  può eliminare il << trasformismo >>.

Ci si avvierebbe, poi, gradualmente, a una più sicura riforma che supera il << bicameralismo perfetto >> ( ed abrogando il senato della repubblica così com’è ), superando – in parte – gli stessi contenuti del titolo quinto della << costituzione repubblicana >>. La nostra visione ( della quale abbiamo evidenziato poco e solo  l’essenziale ) che prende spunto dalle vicende di transfughi del centrodestra; come la nostra proposta innovativa, potendosi rendere rigida – e non mutabile – l’appartenenza ai gruppi parlamentari, sono tuttora motivo di sospetto e peloso “scandalo”. Ma, per ritornare a bomba, quanto al Ncd ( o Nc ?) come collocare – politicamente e culturalmente – i << 30 >> di “Ali Babà” e l’Angelino che “galleggia”? E’ il consociativismo << democratico >>? << Collaborazionismo >> da e di “vetero repubblikanes”? << Particularismo >> ? << Collateralismo >> ? O puro e semplice << deviazionismo >> ? Quali di tali nostri  concetti interrogativi, spiegano più propriamente l’aspetto che, difficilmente, può interessare il << politologo >>, il sociologo, o il filosofo, o l’economista? Non è male forse ricordare che la dichiarata funzione di garanzia ( in ambito di ex e nuovo esecutivo ), col riferirsi all’evidente dualismo già  nelle “più coese, strette intese”, Alfano la giustifica come del << carabiniere antitasse >> [ sic ] e la (ri)troviamo, in mancanza, ripresa e ripetuta-poi-sotto la nuova forma di presunto contrappeso per altre questioni, già poste sul tappeto, in tema di “unioni civili”, immigrazione, etc.; che – di certo – non saranno accantonate; e la (ri)troviamo, da sempre, come la blanda funzione per la ripetuta cantilena di assicurare equità – sviluppo – occupazione.Tale specie di  “tesi” è fin troppo logorata: è la tesi che, per l’oggi e come in futuro, non potrà più alimentare altre iniziative politico -istituzionali. Cosa potrà dire, di nuovo, Alfano? “Ai miei: – (prima o poi, il leader del Ncd ) – non ho più nulla da indicare”. Come dire che la “funzione” è una sorta di domanda senza risposta. Ad altri, quindi, lasciamo, volentieri, l’arduo impegno di dare una spiegazione a tali incomprensibili comportamenti del gruppuscolo di “scissionisti”; noi – che la consideriamo come una pagina non meritevole dell’analisi – scegliamo di bollarla , a dir poco, disdicevole. Fare politica è concorrere, ossia: affermare o negare, e quindi non solo porre ma risolvere i problemi, non proporre ma superare obiezioni; non urtare in antinomie ma superarle: cioè per giudicare e scegliere. Ciò, e tutto ciò, solo ciò, sul piano politico, la insegna ch’è, sempre, in ogni tempo e in ogni modo,  da privilegiarsi;la << insegna >> che, come si scriverà, non ha appartenuto – e non appartiene – ai << 30 >>  ( 29 più l’interventore, seppure tardivo, on.le  Schifani) e ad Angelino “galleggiante”. Per il resto, gli altri << sodali >> – alla camera – nulla aggiungono, nulla tolgono.Chetutti costoro siano in buona fede – o meno – non è problema che ci interessa; che, poi, eventualmente, rivengano nella  coalizione  del centrodestra, è tutto un’altro problema; che, infine, pensino – successivamente – di “riposizionarsi” e così di “ricircuitarsi” è solo, soltanto, un loro problema.Quelche conta, e conterà, comunque sia, resta una traccia indelebile – per la similitudine della sottana che se alzata per la prima volta, ulteriormente, sarà sempre così – ,  è l’avere disatteso il mandato dei propri elettori e il programma, la linea di impegno,etc., cosicchè, oggettivamente, scesi a livello di veri e propri << ladroni di voti >>. A tempo debito e opportuno, perciò, nel moniterarli e “rivoltarli come i calzini” ( gli elettori, se del caso, non hanno “l’anello al naso” ), le loro posizioni personali, di << famigli >>, amici degli amici e << compagni di merenda >> , evidentemente, non dovranno essersi “variate”. Oppure no ? Per intanto, e in attesa, un nostro <<  Amen >> !

Arturo Stenio Vuono [ editoriale ]
vuono

GLI << UTILI IDIOTI >> E GLI “INUTILI IDIOTI” – ETC

Il percorso del gruppuscolo di scissionisti, inverecondi, del centrodestra – che ne vorrebbero uno “nuovo di zecca ” ( a Lor simiglianza ) – si dimostra, sempre più, accidentato; e, per l’ultima occasione, alla convention degli amministratori locali Ncd ( ohibò ), ha visto l’ex delfino del << cavaliere >> calcare la scena, in tono direi arrogante – se non tracotante -, per rivendicare una presenta “spinta riformatrice” [ sic ] pro secondo governo della sinistra che è in procinto di insediarsi ( il primo, premier Letta, lo divenne – di fatto, negandosi istanze politico – sociali di adesione, concordate con  tutto il centrodestra, e con la copertura fornita dalla mini – scissione del “salto della quaglia” ); mettere in forse, alla buon’ora, una qualsiasi – futura – alleanza elettorale Ncd Fi; aggiuntosi, come volevasi dimostrare, inopinatamente, ai detrattori di Silvio Berlusconi, anche per il << siculo >>, ora, il << male assoluto >>. Originato tale comportamento, meglio dire che l’Angelino ha colto la palla al balzo ( non vedeva l’ora ), dall’ esternata constatazione, asettica e pacata, da parte di Silvio Berlusconi, che i parlamentari del cosiddetto, da Loro, nuovo centrodestra rinverdiscono – absit iniuria verbis – il ruolo di << utili idioti >>; ruolo che, nella storia repubblicana,  è stato una costante del deleterio << trasformismo >>; cioè del basso livello, “ricattatorio”, da “ago della bilancia” – com’è a tutti noto – che ha rappresentato, in ogni tempo, il vero e proprio cancro di tutte le legislature. Il controgiro di parole, in risposta, ovvero a botta e risposta, lanciato da Alfano sui troppi “inutili idioti” che, da sempre, a suo dire, hanno circondato Silvio Berlusconi : lapsus linguae o lapsus freudiano ? autogol ? significando, forse, l’ << escusatio non petita – accusatio manifesta >>? La reazione e le considerazioni, si fa per dire, del “bruto di Silvio” –  per il tramite della filippica, tra il ringhio e l’insulto, – ruotano attorno a tre tesi : due di politica spicciola , una di presunta << politica nobile >>. La cinica distinzione – nel << nostro >> – dei due aspetti ( l’utile e l’inutile ) degli << idioti >>; il ricorso all’arcinoto << antiberlusconismo >> , la più coerente incarnazione – nella fattispecie – dei gretti comportamenti e dei particolari impulsi del singolo; l’indebita rivendicazione, volendosi sostituire alla funzione storica del centrodestra, a fare la mancata << rivoluzione liberale >>. Mi consentirà l’Angelino di dire con tutta franchezza che ho l’impressione che la << confusione >> che albergava in tutto il centrodestra, per via dell’adesione all’eccezionalità delle << larghe intese >>, continua ad albergare nei sessanta parlamentari che lo seguono e non saprei dire in quanti degli elettori che, eventualmente, lo seguirebbero. E’ noto come la << confusione >> che fu dell’intero PdL ( oggi FI ) ha almeno una qualche radice di giustificazione: il non sottrarsi a fronteggiare l’emergenza che ne segnò l’inizio. Ma se quella fu << confusione >>, determinata a contribuire per risvolti decisivi sul piano della realtà politica, la sua ( sempre più evidente ) rischia di essere paralizzante. Non consente, a nostro avviso, di operare con rigore e metodo. E’ risaputo come le polemiche sul carattere contingente della trascorsa “partecipazione governativa” si sono, ormai, dissolte ( per merito, in primis, di Silvio Berlusconi ) , separando nettamente la funzione di una teoria dell’attività pratica ( dalla quale ci si è tirati fuori – e andando all’opposizione) da quella per la realizzazione delle riforme e incentrando nell’esercizio delle scelte, meglio se condivise, il carattere della stessa attività politica. L’attività politica è la teoria, è la spiegazione razionale dei comportamenti determinati dal motivo di conseguire, come obiettivo principe, i fini nella maggiore misura possibile; è, per l’oggi, considerata la parte – sopratutto privilegiata – d’una rivendicazione più generale : l’alternativa e l’alternanza; e, come tale, e solo come tale, l’attività politica si sottrae ai giudizi di bene e di male.Non vi rientra, e non vi rientrerà, quella di cui si gloria e si compiace la guida, autoreferenziale, del Ncd che – da tempo – fa parte di quel << nuovo >> che più vecchio non si può; non si sottrae ai giudizi di valore che si riferiscono, per l’uomo, al << dover essere >>. La dissacrazione di tale << nuovo >> che avanza investirà, prima o poi, pure tutti gli altri protagonisti – montati mediaticamente – come nel caso anche dei Grillo ( 1 )  e dei Renzi ( 2 ); il cui aspetto sconosciuto, il verace, non è ancora di dominio della pubblica opinione e che, tuttavia, inizia a trapelare da diversi report in rete. La politica, non é, di per sé, il gretto << particulare >> o la “convenienza”. Sono i risultati dell’attività politica che possono essere censurati, a seconda che decadino in manifestazioni di << politica politicante >>. Ma i << risultati >> dell’attività politica dipendono dagli uomini e dall’uso che ne fanno in ambito delle istituzioni politico – economiche – giuridiche nelle quali si opera. E, così, senza  mai confondere << politica >> con  “politica – politicante”, non ci pare – per l’appunto – che l’esperienza del Ncd si sia posta al servizio dell’interesse superiore che implica l’esigenza permanente di rigetto del << frazionismo >> e dell’operare, cicero pro domo sua, con e per il << separatismo >>; tal’è il carattere distintivo – da vero e proprio vicolo cieco – ch’è tipico di ogni forma d’incoerenza che ha un solo sbocco:il << trasformismo >> e l’illecito operare a mezzo del << cambio di casacca >>. Il dato etico della politica, l’esigenza, cioè, di priorità della coerenza, anche nella politica, si risolve non mutando la << funzione >>, ma facendo sì che le funzioni possano combinarsi – sempre – con il mandato popolare. Il dato etico della politica si risolve, cioè, a livello di comportamenti e a livello di politica coerente. Non è questa, di certo, la via che ha intrapreso Alfano; che si iscrive nell’albo dei “misteri d’Italia” ( ma non tanto “misteriosi” ) e tra la schiera dei paladini del << nuovo >> che più vecchio non si può. Addio ! Vada, dunque, incontro al suo destino : la meteora, brillante di luce riflessa per una qualche – momentanea �� briciola di potere, con la finale disintegrazione dell’inevitabile declino. Non ci sarà, vogliamo crederlo, posto per  “pugnalatori contriti” come, per “compassionevole misericordia”, verso gli immancabili “pentiti” o “dissociati” da accogliersi in guisa del ritorno di “figliol prodigo”.  Verrà il << tempo delle mele >> – che l’Angelino lo voglia o no – quando la sinistra sarà pronta per le urne, e, ciò, prima che lo si pensi. Addio “garanzie” ! Addio, Angelino !
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[ tratto da “il Giornale” di Milano ]
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L’omelia di papa Francesco: “I cristiani perseguitati sono i martiri di oggi”

Il Pontefice ricorda così la persecuzione dei cristiani in Terra Santa e in altre regioni del Medio Oriente e dell’Africa. Sostieni il reportage

Luca Romano – Dom, 29/03/2015 – 11:42

“Pensiamo all’umiliazione di quanti per il loro comportamento fedele al Vangelo sono discriminati e pagano di persona.E pensiamo ai nostri fratelli e sorelle perseguitati perché cristiani, i martiri di oggi: non rinnegano Gesù e sopportano con dignità insulti e oltraggi. Lo seguono sulla sua via”. Papa Francesco ricorda così la persecuzione dei cristiani in Terra Santa e in altre regioni del Medio Oriente e dell’Africa nell’omelia della messa celebrata nella basilica di San Pietro in Vaticano nella solennità della Domenica delle Palme.”Possiamo parlare di un nugolo di testimoni, osserva il Papa citando un brano delle Sacre Scritture. “L’esempio di tanti uomini e donne che, nel silenzio e nel nascondimento, ogni giorno rinunciano a sé stessi per servire gli altri: un parente malato, un anziano solo, una persona disabile. Lo stile di Dio e del cristiano è l’umiltà, uno stile che non finirà mai di sorprenderci e di metterci in crisi: a un Dio umile non ci si abitua mai! Umiliarsi è prima di tutto lo stile di Dio: Dio si umilia per camminare con il suo popolo, per sopportare le sue infedeltà. In questa Settimana Santa, che ci conduce alla Pasqua, noi andremo su questa strada dell’umiliazione di Gesù. E solo così sarà “santa” anche per noi”.

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IlGiornale.it – Le ultime notizie su attualità, politica ed … 

Versione online del giornale fondato da Indro Montanelli e di proprietà della famiglia Berlusconi.

GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA
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1

L’islam tribale che decapita il progresso

Ancora oggi nei Paesi musulmani ci sono lotte fratricide e anarchia

Francesco Alberoni – Dom, 29/03/2015 – 07:00

In Europa c’è continuità fra la storia dei greci, dei romani e la nostra. I fondamenti della matematica, della geometria sono ancora quelli elaborati dai greci.

I romani ci hanno dato il Diritto e la separazione fra Stato e Chiesa. La filosofia medioevale sviluppa la filosofia greca adattandola al cristianesimo. Umanesimo e Rinascimento rappresentano una rinascita dell’arte antica. Lo stesso nella politica: il concetto di democrazia è greco-romano.

Nei comuni medioevali c’erano ancora i consoli. Il latino continuò ad essere usato fino al XVII secolo ed anche in seguito gli scienziati lo usarono per i termini scientifici. Gli imperatori si chiamavano Cesare (Kaiser, Czar), gli americani hanno posto il loro congresso nel Campidoglio. L’islam, invece, ha spezzato il processo storico introducendo una nuova religione, una nuova lingua, un nuovo alfabeto, nuove leggi, un nuovo tipo di arte, di vita quotidiana e ha fondato il potere o sulla discendenza dal profeta o sulla conquista militare. Nei secoli, però, con lo sviluppo del califfato a Bagdad, si formò un fiorente impero cosmopolita (pensiamo all’epoca del califfo Harun al Rashid e delle Mille e una notte).

Ma sfortunatamente, nel 1200, sono arrivati i mongoli di Gengis Khan che hanno distrutto tutti i centri islamici con inauditi massacri. I mongoli poi si convertirono all’islam in modo rozzo, peggiorando le cose perché imposero la religione, pena la morte e lasciarono dietro di loro solo un deserto insanguinato con confraternite religiose, bande armate ed effimeri regni. Questa era la situazione del cuore dell’islam quando in Italia stava fiorendo il Rinascimento. Una rovina che ha impedito a quei Paesi di avere il progresso politico, scientifico e civile che abbiamo avuto in Europa.

Un tentativo di modernizzarsi l’ha fatto l’impero ottomano, ma è finito con la Prima guerra mondiale. Il risultato è che ancora oggi, nei Paesi a maggioranza musulmana, troviamo lotte fra tribù, fra sunniti e sciiti, fanatismi religiosi, bande jihadiste rivali che costruiscono poteri fragili e truculenti. Uno stato di anarchia che speriamo finisca presto.

2

Processo Meredith, i colpevoli sono i pm

Otto anni sono troppi per rimediare a una brutta figura, e la figuraccia rimane, soprattutto perché si poteva evitare

Vittorio Feltri – Dom, 29/03/2015 – 19:40

Dal punto di vista degli imputati assolti, meglio tardi che mai. Ma otto anni sono troppi per rimediare a una brutta figura, e la figuraccia rimane, soprattutto perché si poteva evitare. L’elenco degli errori è lungo e non riguarda solo gli investigatori e i giudici di vario grado, ma anche il sistema giustizia italiano, contorto e profondamente confuso, oltre che di una lentezza mediorientale.

Tutto è bene ciò che finisce bene, si fa per dire. Raffaele Sollecito e Amanda Knox, tra una doccia fredda e una doccia calda, sono stati scagionati, come era giusto che fosse, per un motivo tanto semplice da essere disarmante: non si condannano persone per un delitto che non si è certi abbiano commesso. Punto e amen.

La strada che si è percorsa per giungere a questa conclusione è piena di accidenti, di crudeltà e di assurdità. E meno male che la Cassazione ha dimostrato un’assennatezza di cui francamente non la accreditavamo. Altrimenti oggi saremmo di fronte al sospetto che un paio di innocenti fossero in carcere, ciò che spesso è accaduto e accadrà ancora finché non cambieranno i metodi processuali. Metodi che suscitano perplessità in altri Paesi dove pure si sbaglia, ma si cerca almeno di evitarlo. Come? Per esempio consentendo di ricorrere in appello soltanto a chi in primo grado sia stato condannato, al quale bisogna assicurare la possibilità di un «esame di riparazione». Appello, viceversa, non previsto per la pubblica accusa in base al principio che se essa non è stata capace di provare la colpevolezza dell’accusato, significa che le prove e gli indizi raccolti non sono abbastanza forti.

Da noi, invece, il secondo grado è aperto sia all’accusa sia alla difesa col risultato che tra magistrati (Pm) e avvocati scoppia una vera e propria lite, con tanto di ripicche che assomigliano molto a vendette. Ma che giustizia è quella che sfocia regolarmente in risse, quasi che il soccombente rischiasse di perdere la faccia? Talvolta gli effetti prodotti da simile braccio di ferro sono surreali. È stato il caso di Amanda e Raffaele, i quali si sono fatti quattro anni – una vita, alla loro età – di carcerazione preventiva e altri quattro di libertà provvisoria (in attesa di verdetto definitivo), immagino trascorsi nell’angoscia e senza alcuna opportunità di costruirsi un’esistenza normale. Tutto questo è inammissibile. All’estero incomprensibile. Ovvio che la stampa straniera consideri l’Italia fuori dal mondo civile, altro che culla del diritto.

Da vari anni è stata abolita una vecchia formula salvifica: la cosiddetta «insufficienza di prove», grazie alla quale in «dubio pro reo». Cancellata questa scappatoia, oggi i tribunali sono di fronte a un bivio: o colpevole o innocente. Tertium non datur . Cosicché in camera di consiglio, i magistrati si scannano per far valere le loro opinioni. E sottolineo opinioni. Se teniamo conto che i giudici popolari – non togati – non capiscono un cavolo di diritto, immaginate quale scempio del diritto stesso avverrà nelle sacre stanze della giustizia.

A complicare le cose negli ultimi tempi è intervenuta la scienza, di cui abbiamo il massimo rispetto, che però, essendo maneggiata da uomini, può trasformarsi in una fonte di topiche macroscopiche. Non raramente le perizie ordinate dal tribunale e quelle di parte sono contrastanti, si smentiscono l’una con l’altra. Quali sono esatte e quali no? Se anche gli esperti non sono d’accordo tra loro, ci si può fidare delle congetture e dei teoremi dei pubblici ministeri, che affrontano i processi con lo stesso spirito combattivo dei pugili, pronti a tutto pur di vincere il match dal cui esito dipendono fama e carriera?

In alcune circostanze si ha l’impressione che le toghe siano sadiche e godano allorché le loro decisioni servano a sbattere in prigione gli imputati a ogni costo, anche quello di prendere un granchio. In questo senso la vicenda di Amanda e Raffaele è paradigmatica. Rudy Guede, condannato a 16 anni per concorso in omicidio di Meredith Kercher, non ha mai fatto i nomi dei due quali suoi complici. Le cui tracce nel teatro dell’omicidio non sono state rilevate, se si esclude una briciola di Dna sul gancetto del reggiseno recuperato sotto il letto della vittima 40 giorni dopo il delitto. Altri elementi non c’erano per incastrare lei e lui. Solo elucubrazioni. Qualche labile indizio.

Occhio, però. L’opinione pubblica era divisa in due parti: innocentisti e colpevolisti. Più numerosi quelli che pretendevano di aver capito, sulla scorta di sensazioni, che i due innamorati meritassero la cella. Le pressioni ambientali, le aspettative della gente influenzano tutti, in particolare i giudici popolari. E così si comprende la piega negativa che hanno assunto le sentenze di primo grado e dell’Appello bis. Ma, al netto delle supposizioni, delle malevolenze e delle stupidaggini a cui la stessa Amanda ha dato corpo nel corso dell’inchiesta, nulla giustificava una pena detentiva da infliggersi ai due giovani.

L’avvocato Giulia Bongiorno e il suo collega Carlo Della Vedova sono stati impeccabili. Mi domando se il merito dell’assoluzione sia tutto loro o abbia giocato favorevolmente la notevole sensibilità della Corte. Difficile rispondere. Comprensibile il dolore dei genitori della vittima, i quali a distanza di otto anni dal fatto di sangue non sanno ancora se ad averlo commesso sia solo Rudy o se questi si sia avvalso della complicità di qualcuno. Eventualmente, chi? Ma � anche vero che o gli assassini vengono identificati con sicurezza, e castigati, oppure, nella vaghezza delle ipotesi, è criminale selezionare due individui e punirli per ciò che forse hanno compiuto o forse no. Comunque la nostra giustizia – e non mi riferisco alla Cassazione – ha confermato di essere malata. Soprattutto di protagonismo.

3

Dalla Gruber “cattolico” diventa un insulto

“Il suo ragionamento è proprio da cattolico…”. “A me cattolico non lo dice…”

Maurizio Caverzan – Dom, 29/03/2015 – 16:10

Accadono cose strane nella televisione italiana. Fatti sgradevoli, espressione d’intolleranze e settarismi che tutti, inguaribili ottimisti, credevamo relegati ad epoche e luoghi lontan

L’altra sera nel salotto di Otto e mezzo , amministrato dalla democratica Dietlinde Gruber detta Lilli, si conversava della tragedia dell’Airbus A320 e dell’ardito paragone grilliano tra Matteo Renzi e il pilota Andrea Lubitz, due uomini soli al comando. La qualificata compagnia degli ospiti era formata da Claudio Sabelli Fioretti, giornalista, scrittore e conduttore radiofonico, Gloria Origgi, filosofa con cattedra all’Ecole des Hautes Etudes en Sciences Sociales di Parigi nonché blogger del Fatto quotidiano, e Vittorio Sgarbi. «Stasera, però, parliamo anche dell’uso delle parole e del fatto che spesso, in politica, si perde il senso del limite proprio delle parole», aveva ammonito la conduttrice nella sua rassicurante premessa. Insomma, un minuetto. Appena rannuvolato dal fatto che – aiuto! – il politicamente corretto è stato rottamato. E adesso come si fa? Niente di grave per Sabelli Fioretti, anzi, una buona cosa, fine dell’ipocrisia e del perbenismo. È meglio dare del «negro a qualcuno e trattarlo bene che chiamarlo nero e trattarlo male…». Fin qui tutto ok, anche se la Gruber appariva contrariata.

Accadono, però, cose sorprendenti nella televisione italiana. A sentire Sabelli Fioretti, la filosofa con cattedra nella Città dei Lumi, arricciava il nasino e scuoteva la chioma fresca di parrucchiere: su questo l’Italia è proprio rimasta indietro…. «Negro non si può più dire, punto e basta…». È una questione di linguaggio e di ethos e di un «modo di comportamento». Il suo ragionamento è proprio «da cattolico…», sferzava la signora, il peggio possibile, come dire, da nazista… Anzi, rincarava la signora, «se mi avesse detto che è di Comunione e Liberazione ci avrei creduto». Non solo nazista, pure delle SS… Sabelli opponeva un timido «a me cattolico non lo dice…», tipo: no, non sono lebbroso… A quel punto, la Gruber che tiene molto «all’uso delle parole e al senso del limite», lasciava correre e sembrava rasserenata. Per ripristinare un filo di tolleranza, si sperava in Sgarbi. Ma, sfoderando il suo primato di più querelato d’Italia, il critico d’arte difendeva Dolce e Gabbana, precisando solo che «non tollererei di essere di Comunione e Liberazione». Sorrisi reciproci e saluti finali.

È accaduto venerdì sera a Otto e mezzo, il talk show più «politicamente corretto» della televisione italiana.

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azimutassociazione@libero.it
29-mar-2015 
 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
Oggi: I NOSTRI DUE SERVIZI IN RETE
 
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DOMENICA DELLE PALME E ULTIME DAL WEB E FACEBOOK DA ILNOTIZIARIOLOCALEBLOGSPOT.COM DI GAETANO DANIELE

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REPORT FOTO DALLE CALABRIE [ DA COSENZA – messaggio “postato” su facebook ]
Ercole Porco ha condiviso un post.

Maria Giova’ lo vedi adesso : tre ponti sul Crati !

foto di Osvaldo Spizzirri.
foto di Osvaldo Spizzirri.
foto di Osvaldo Spizzirri.
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Cosenza, vista dal primo terrazzo di nord-est del Castello Normanno – Svevo. I suoi panorami, i suoi , monumenti, i suoi tetti, le sue bellezze….!!!

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