PAPA BERGOGLIO PASQUA 2015 “CRISTIANI PERSEGUITATI CON IL NOSTRO SILENZIO COMPLICE” E ALTRE NEWS


PAPA BERGOGLIO PASQUA 2015 “CRISTIANI PERSEGUITATI CON IL NOSTRO SILENZIO COMPLICE” E ALTRE NEWS

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PAPA BERGOGLIO PASQUA 2015 “CRISTIANI PERSEGUITATI CON IL NOSTRO SILENZIO COMPLICE” E ALTRE NEWS [ “AZ.-8 APR. ’15 ]

LUNGA VITA AL PAPA !

Francesco

PAPA BERGOGLIO PASQUA 2015 “CRISTIANI PERSEGUITATI CON IL NOSTRO SILENZIO COMPLICE”  E ALTRE NEWS 
 [ “AZ.-8 APR. ’15 ]
   
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
 
[ IN QUESTO NUMERO DEDICATO ALLA PASQUA DI RESURREZIONE : LE ALTRE NEWS – AL  TERMINE DEL SERVIZIO ODIERNO – DOPO LA “LOCANDINA REDAZIONALE ]
 
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PAPA BERGOGLIO PASQUA 2015
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MESSAGGIO URBI ET ORBI
DEL SANTO PADRE FRANCESCO

PASQUA 2015

Loggia centrale della Basilica Vaticana
Domenica, 5 aprile 201
5

[Multimedia]


Cari fratelli e sorelle, buona Pasqua.

Gesù Cristo è risorto!

L’amore ha sconfitto l’odio, la vita ha vinto la morte, la luce ha scacciato le tenebre!

Gesù Cristo, per amore nostro, si è spogliato della sua gloria divina; ha svuotato sé stesso, ha assunto la forma di servo e si è umiliato fino alla morte, e alla morte di croce. Per questo Dio lo ha esaltato e lo ha fatto Signore dell’universo. Gesù è Signore!

Con la sua morte e risurrezione Gesù indica a tutti la via della vita e della felicità: questa via è l’umiltà, che comporta l’umiliazione. Questa è la strada che conduce alla gloria. Solo chi si umilia può andare verso le “cose di lassù”, verso Dio (cfr Col 3,1-4). L’orgoglioso guarda “dall’alto in basso”, l’umile guarda “dal basso in alto”.

Al mattino di Pasqua, avvertiti dalle donne, Pietro e Giovanni corsero al sepolcro e lo trovarono aperto e vuoto. Allora si avvicinarono e si “chinarono” per entrare nel sepolcro. Per entrare nel mistero bisogna “chinarsi”, abbassarsi. Solo chi si abbassa comprende la glorificazione di Gesù e può seguirlo sulla sua strada.

Il mondo propone di imporsi a tutti costi, di competere, di farsi valere… Ma i cristiani, per la grazia di Cristo morto e risorto, sono i germogli di un’altra umanità, nella quale cerchiamo di vivere al servizio gli uni degli altri, di non essere arroganti ma disponibili e rispettosi.

Questa non è debolezza, ma vera forza! Chi porta dentro di sé la forza di Dio, il suo amore e la sua giustizia, non ha bisogno di usare violenza, ma parla e agisce con la forza della verità, della bellezza e dell’amore.

Dal Signore risorto oggi imploriamo la grazia di non cedere all’orgoglio che alimenta la violenza e le guerre, ma di avere il coraggio umile del perdono e della pace. A Gesù vittorioso domandiamo di alleviare le sofferenze dei tanti nostri fratelli perseguitati a causa del Suo nome, come pure di tutti coloro che patiscono ingiustamente le conseguenze dei conflitti e delle violenze in corso. Ce ne sono tante!

Pace chiediamo anzitutto per l’amata Siria e per l’Iraq, perché cessi il fragore delle armi e si ristabilisca la buona convivenza tra i diversi gruppi che compongono questi amati Paesi. La comunità internazionale non rimanga inerte di fronte alla immensa tragedia umanitaria all’interno di questi Paesi e al dramma dei numerosi rifugiati.

Pace imploriamo per tutti gli abitanti della Terra Santa. Possa crescere tra Israeliani e Palestinesi la cultura dell’incontro e riprendere il processo di pace così da porre fine ad anni di sofferenze e divisioni.

Pace domandiamo per la Libia, affinché si fermi l’assurdo spargimento di sangue in corso e ogni barbara violenza, e quanti hanno a cuore la sorte del Paese si adoperino per favorire la riconciliazione e per edificare una società fraterna che rispetti la dignità della persona. Anche in Yemen auspichiamo che prevalga una comune volontà di pacificazione per il bene di tutta la popolazione.

Nello stesso tempo con speranza affidiamo al Signore che è tanto misericordioso l’intesa raggiunta in questi giorni a Losanna, affinché sia un passo definitivo verso un mondo più sicuro e fraterno.

Dal Signore Risorto imploriamo il dono della pace per la Nigeria, per il Sud-Sudan e per varie regioni del Sudan e della Repubblica Democratica del Congo.

Una preghiera incessante salga da tutti gli uomini di buona volontà per coloro che hanno perso la vita – penso in particolare ai giovani uccisi giovedì scorso nell’Università di Garissa, in Kenia –, per quanti sono stati rapiti, per chi ha dovuto abbandonare la propria casa ed i propri affetti.

La Risurrezione del Signore porti luce all’amata Ucraina, soprattutto a quanti hanno subito le violenze del conflitto degli ultimi mesi. Possa il Paese ritrovare pace e speranza grazie all’impegno di tutte le parti interessate.

Pace e libertà chiediamo per tanti uomini e donne soggetti a nuove e vecchie forme di schiavitù da parte di persone e organizzazioni criminali. Pace e libertà per le vittime dei trafficanti di droga, tante volte alleati con i poteri che dovrebbero difendere la pace e l’armonia nella famiglia umana. E pace chiediamo per questo mondo sottomesso ai trafficanti di armi, che guadagnano con il sangue degli uomini e delle donne.

Agli emarginati, ai carcerati, ai poveri e ai migranti che tanto spesso sono rifiutati, maltrattati e scartati; ai malati e ai sofferenti; ai bambini, specialmente a quelli che subiscono violenza; a quanti oggi sono nel lutto; a tutti gli uomini e le donne di buona volontà giunga la consolante e sanante voce del Signore Gesù: «Pace a voi!» (Lc 24,36) «Non temete, sono risorto e sarò sempre con voi!» (cfr Messale Romano, Antifona d’ingresso del giorno di Pasqua).

* * *

Cari fratelli e sorelle,

desidero rivolgere i miei auguri di Buona Pasqua a tutti voi che siete venuti in questa Piazza da diversi Paesi, come pure a quanti sono collegati attraverso i mezzi di comunicazione sociale. Portate nelle vostre case e a quanti incontrate il gioioso annuncio che è risorto il Signore della vita, recando con sé amore, giustizia, rispetto e perdono!

Grazie per la vostra presenza, per la vostra preghiera e per l’entusiasmo della vostra fede in una giornata tanto bella ma anche tanto brutta per la pioggia. Un pensiero speciale e riconoscente per il dono dei fiori, che anche quest’anno provengono dai Paesi Bassi. Vi auguro una Buona Pasqua a tutti! Pregate per me, buon pranzo e arrivederci.

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“AZIMUT” – NELLA STORIA GLI ASPETTI OSCURATI….. 

 << – GESU’ CRISTO SI VEDE A BETLEMME, SI CONOSCE A NAZARETH, SI AMMIRA SUL TABOR, E’ CREDUTO SUL GOLGOTA, SI AMA ATTRAVERSO IL VANGELO…..E’ L’UNICO, IL VERO RIVOLUZIONARIO CHE DELLA SUA CROCE FECE LEVA E BANDIERA PER SOLLEVARE IL MONDO AGLI SPLENDORI DELLA FEDE DIVINA…..IO LO VEDO COME L’ASSE DELLA STORIA ED I SECOLI DANZARGLI INTORNO…..GLI UOMINI SI APPOGGIANO ALLA CROCE, GUARDANO I SUOI OCCHI CHE RISCHIARANO  LE VIE DELL’ETERNITA’….. >> ( Qualcuno ha detto, e scritto, pensato  così di LUI…fu Benito Mussolini – dicembre 1944 )
 
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PASQUA ANNO DEL SIGNORE 2015 SI RINNOVA SEPOLCRO VUOTO E IL RISORTO
 

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Via crucis, Papa: ”Cristiani perseguitati con il nostro silenzio complice”

ROMA ( VENERDI’ 3 APRILE 2015 ) PAPA FRANCESCO – ALLA VIA CRUCIS COLOSSEO

“Adesso torniamo a casa col ricordo di Gesù, della sua passione, del suo grande amore, e anche con la speranza della sua gloriosa resurrezione”. Con queste parole papa Francesco, acclamato dalle grida di “viva il Papa”, ha concluso il solenne rito della via crucis al Colosseo, al quale hanno preso parte decine di migliaia di persone. Subito prima papa Bergoglio ha ricordato le ferite del crocifisso e della umanità, accennando ad alcuni dei temi delle meditazioni. In primo piano i cristiani perseguitati, le vittime della violenza.”In te venduto e crocifisso – ha detto il Pontefice – vediamo i nostri consueti tradimenti e quotidiane infedeltà, nel tuo viso sfigurato vediamo la brutalità dei nostri peccati, la crudeltà del nostro cuore e azioni”, “vediamo tutti gli abbandonati della società”, “i corpi dei nostri fratelli abbandonati lungo le strade, sfigurati dalla nostra negligenza e indifferenza”. “La sete del tuo padre misericordioso che in te ha voluto abbracciare, perdonare e salvare tutta l’umanità – ha proseguito – ci fa pensare alla sete dei i nostri fratelli perseguitati, decapitati e crocifissi per a loro fede in te, sotto i nostri occhi o spesso con il nostro silenzio complice”. In un ulteriore passaggio il Papa ha ricordato che “che Dio non dimentica mai i suoi figli e non si stanca mai di perdonarci e abbracciarci con sua misericordia, e non dobbiamo stancarci mai di chiedere perdono e credere nella misericordia di Cristo”.Anche in questo breve discorso finale dunque il Papa ha ricordato i cristiani perseguitati, tema purtroppo del giorno, a causa dell’attacco di ieri a un collegio in Kenya, per il quale attacco papa Francesco aveva espresso al mattino la propria condanna,,stigmatizzando in particolare la “brutalità” della violenza. Le sofferenze dei cristiani perseguitati avevano aperto anche le meditazioni della via Crucis, con il ricordo tra gli altri del ministro pakistano Bhatti assassinato nel 2011. Tra le invocazioni del rito, il no alla tortura e alla pena di morte, il ricordo delle vittime della violenza, in particolare i bimbi, le fragilità delle famiglie, con preghiere anche in vista del prossimo sinodo. A portare la croce nelle 14 stazioni, oltre al vicario di Roma Agostino Vallini, singoli e famiglie italiane, nigeriane, cinesi, egiziane, siriane, latinoamericane, e due frati della Custodia di Terra Santa.

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CRISTIANI TERRORISMO STERMINIO PERSECUZIONI E MASSACRI NEL MONDO 
[ LEGGI EDITORIALE – AGOSTO 2014]

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[ DA “AZIMUT ARCHIVIO ONLINE” – AGOSTO  ]

  • AI NOSTRI LETTORI E VISITATORI – AI NOSTRI CONTATTI – IL NOSTRO PUNTO DI VISTA
  • ( L’EDITORIALE – VEDI : SOTTO )

[ “AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE – VERSIONE D’INVIO ALLA STAMPA QUOTIDIANA ]
L’INTERVENTO

CRISTIANI, IL MARTIRIO E L’OLOCAUSTO DEI MANSUETI

di Arturo Stenio Vuono *

Solo di recente, per i centomila e più ch’erano in fuga dall’Iraq verso il Kurdistan autonomo, sotto attacco jihadista, denunciato dal patriarca caldeo di Babilonia, è riemersa la tragedia di fedeli e religiosi cristiani che si va consumando da tempo, in tutto il mondo, e che Papa Francesco ha più volte richiamato alla coscienza di tutta la  comunità internazionale.Gli integralisti islamici tolgono le croci dalle chiese e bruciano gli antichi manoscritti, conducono le donne cristiane velate in nero e in catene per venderle all’asta; l’ottanta per cento delle stragi di religione sono di cristiani e si stima in settanta milioni il numero dei soppressi di ogni fede  e di martiri cristiani, vittime di questa folle carneficina, di cui più della metà s’è già consumata nel ventesimo secolo, cosicchè la fede in Cristo è la più perseguitata. Il riluttante Mr.Obama, con tante responsabilità ascrivibili alla politica Usa nel recente come nel passato,sensibile a ben altri interessi, perciò  interventore seppure tardivo, tanto per salvarsi la faccia, sembra che si sia accorto dell’ultimo tentativo di genocidio e, alfine, sono piovuti bombe sui massacratori e aiuti in viveri sui profughi in marcia forzata verso i curdi. Nulla di più. L’offensiva contro i credenti cristiani, una mattanza spesso e volentieri oscurata e ignorata, si manifestò e si manifesta  dall’Egitto, non più a guida di Mubarak,  dell’attacco suicida alla Chiesa copta di Alessandria, alla Turchia dove non sono mancati casi di omicidi di religiosi e a Cipro con chiese sconsacrate e saccheggiate; dalla Nigeria con azioni terroristiche , rapimenti e uccisioni di fedeli; al Pakistan della blasfemia con imprigionamenti e condanne a morte; dalla Corea del Nord con zone cristiane totalmente spopolate per uccisioni indiscriminate e alla Cina con l’abbattimento di chiese e croci , ufficialmente non in sintonia con i piani urbanistici; alla Siria con tutte le comunità cristiane a rischio, di certo non ad opera di Assad, e alla Libia, senza più Gheddafi, con gli esodi di massa; in Sudan con processi e condanne, e potremmo continuare. Ora cruenta in Iraq che non è più di Saddam Hussein. L’Islam che predica la convivenza con il cristianesimo e l’ebraismo, dove sta e cosa fa ?  Il sorgere di califfati, anche per via degli scontri tra le diverse fazioni islamiche, e le nuove persecuzioni dell’Isil, non si limitano solo a colpire i cristiani e si allargano nell’agire contro tutte le altre minoranze che non condividono questa rinnovata e brutale serie di uccisioni di massa. Pure gran parte della catastrofe umanitaria dei migranti, che cercano scampo nel mediterraneo, è il risultato di questa generale offensiva dell’integralismo islamico che, per certi versi, supera di  molto finanche il risultato delle devastazioni di guerre che, a suo tempo, condusse il feroce Saladino ma che non si accaniva sui vinti, con  ebrei lasciati vivere nelle loro terre e il consentito culto nelle chiese cristiane. Oggi su croci improvvisate, ad esempio ed avvertimento, vengono appesi i cristiani, e non solo, con sgozzamenti a colpi di scimitarra che vengono filmati e ampiamente pubblicizzati nei minimi e crudeli particolari. Quello dei cristiani è, in termini assoluti, il più grande e drammatico martirio di massa di tutti i tempi ed è un vero e proprio olocausto dei mansueti. Una vergogna che l’intero occidente non può più continuare soltanto a guardare e a stigmatizzare con semplici petizioni di principio; e con l’ignavia di tollerarla ulteriormente.Con buona pace di tutti gli apprendisti stregoni che hanno peraltro tifato per le cosiddette primavere arabe e con buona pace dell’ineffabile  pacifismo, ad ogni costo, quello  di panciafichisti in servizio continuo e permanente effettivo. Cosa s’intende fare, nel concreto, per fermare la barbarie ? Lo chiediamo, chiaro e tondo, a coloro cui compete ogni risposta in merito.  Ad iniziare dai soloni dell’Ue, che tutti si diano dunque una mossa.

* presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

—-Messaggio originale—- Da: o.g.- Data: 12/08/2014 9.37
A: “massimovuono@libero.it”<massimovuono@libero.it
Ogg: Re: ( DA VUONO ) L’INTERVENTO

Bell’ntervento, precipitano nell’orrore i luoghi ove il cristianesimo ha proselitato e messo le radici e non a caso ,appare come un disegno preciso minuziosamente architettato anche dal punto di vista simbolico, dura da qualche secolo a ora ha un’impennata e purtroppo chi dovrebbe e potrebbe intervenire appare invece dirigere l’orchestra, il prossimo passo interesserà Roma?
( . . . ) Saluti. Giancarlo
Il Domenica 10 Agosto 2014 11:55, “massimovuono@libero.it” <massimovuono@libero.it> ha scritto

L’INTERVENTO
CRISTIANI, IL MARTIRIO E L’OLOCAUSTO DEI MANSUETI

di Arturo Stenio Vuono *
( . . . ) *presidente Associazione Culturalsociale “Azimut” – Napoli

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ULTIMO – NOSTRO – SERVIZIO IN RETE

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2 APRILE SAN FRANCESCO DA PAOLA EREMITA I 100 ANNI DI PIETRO INGRAO DISASTRO AEREO FRANCIA E FAVOLETTA ANDREAS PILOTA PSICOPATICO SUICIDA E ALTRO…..

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[ IL SERVIZIO CONTINUA ]
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“CRISTIANI PERSEGUITATI CON IL NOSTRO SILENZIO COMPLICE”
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VENERDÌ SANTO 03 aprile 2015

Il Papa alla messa della Passione, la preghiera per i cristiani perseguitati

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Città del Vaticano – «La sete del tuo padre misericordioso che in te ha voluto abbracciare, perdonare e salvare tutta l’umanità ci fa pensare alla sete dei nostri fratelli perseguitati, decapitati e crocifissi per la loro fede in te, sotto i nostri occhi o spesso con il nostro silenzio complice». Lo ha detto il Papa nel rito della Via Crucis al Colosseo, al quale hanno preso parte decine di migliaia di persone.

Bergoglio ha seguito il rito dalla terrazza del Palatino, adiacente alla chiesa di Santa Francesca Romana.

Le tappe della Via Crucis
Un applauso ha salutato il Pontefice quando ha raggiunto la sede che fu per lunghi anni di San Giovanni Paolo II e poi di Benedetto XVI. Francesco ha poi introdotto la Via Crucis con il segno della Croce.

Lo speaker della Radio Vaticana, Orazio Coclite, ha quindi ricordato alcune parole dell’omelia della messa d’inizio del Pontificato di Bergoglio, pronunciate il 19 marzo 2013, dedicate alla figura di San Giuseppe, custode di Gesù, della Chiesa e di tutta la creazione.

| Fotogallery: la Via Crucis al Colosseo |

«In Gesù caricato della Croce si possono scorgere uomini e donne imprigionati, condannati o trucidati, perché credenti o impegnati in favore della giustizia e della pace», con queste parole, nelle meditazioni della Via Crucis presieduta dal Papa, è stato evocato il sacrificio dei cristiani perseguitati di oggi che «si possono intravedere nella tristezza e nell’angoscia di Cristo che va incontro alla morte», ha sottolineato la meditazione letta da Francesca Fialdini, che stasera ha affiancato la «voce ufficiale» di Radio Vaticana, Orazio Coclite.

La riflessione proposta dai due speaker, scritta dal vescovo emerito di Novara e ex ausiliare del cardinale Martini, ha passato in rassegna le sofferenze degli innocenti «feriti dalla solitudine, dall’abbandono, dall’indifferenza, dalla malattia».

Mentre vengono lette le parole del vescovo Corti sui cristiani perseguitati, nella VI stazione la Croce è affidata alle domenicane irachene Sr. Sundus Qasmusa e Sr. Susan Sulaiman. La VII stazione coinvolge Philip Astephan e Wael Salibe dalla Siria. L’VIII Leo Udensi e Charles Nwoke dalla Nigeria. La IX è di Malak Gergis e Maikel Hanna dall’Egitto. Nella X, poi, la Croce viene portata da Ivan Zhano e Qi Qiaosu che vengono dalla Cina.

La XI stazione coinvolge una realtà missionaria: l’Istituto Maria Santissima Annunziata con Sr. Silvana Parmegiani e Sr. Mariangela Addis. La XII stazione tocca a due frati della Custodia di Terra Santa, Evenzio Herrera e Gianfranco Pinto Ostuni, che è stato portavoce dell’Ordine dei Frati Minori ed è ben conosciuto dai giornaliti vaticanisti.

| Fotogallery: il Papa prostrato a terra in preghiera |

Nel pomeriggio la messa della Passione
Si è conclusa con una preghiera «per i nostri fratelli di fede perseguitati, e per tutti gli “Ecce homo” che ci sono in questo momento sulla faccia della terra, cristiani e non cristiani» la omelia che padre Raniero Cantalamessa, predicatore della Casa pontificia, ha tenuto, presente il Papa, nella basilica vaticana, durante il rito di rievocazione della «Passione del Signore».Papa Francesco, che all’inizio della celebrazione è rimasto prostrato sul pavimento, in preghiera, per circa due minuti (fotogallery) , ha poi seguito seduto la lettura e il canto del racconto biblico della Passione e, come tutti gli altri, si è inginocchiato a lungo al momento in cui il lettore ha narrato il momento preciso della morte di Cristo sul Golgota.

Hanno partecipato al rito nella basilica vaticana cardinali e vescovi, tra cui Angelo Sodano, Giovanni Battista Re, Jean Louis Tauran, il sostituto alla segreteria di Stato mons. Angelo Becciu, il «ministro degli Esteri» vaticano Gallagher. Tra i possibili accenti legati alla passione padre Cantalamessa, come ha fatto anche il Papa nella udienza generale di mercoledì scorso, ha insistito sulla persecuzione dei cristiani, spinto da una attualità tragica in Kenya, in Nigeria, in Siria e in Medio oriente.

| Fotogallery: Venerdì Santo, le celebrazioni nel mondo |

Il taglio della predica di Cantalamessa, anche questo bergogliano, è stato improntato allaconcretezza. «Per una volta – ha invitato il predicatore – non pensiamo alle piaghe sociali, collettive: la fame, la povertà, l’ingiustizia, lo sfruttamento dei deboli. Di esse si parla spesso, anche se mai abbastanza, ma c’è il rischio che diventino astrazioni». «Per una volta – ha proseguito – pensiamo alle sofferenze dei singoli, delle persone con un nome e una identità precise; alle torture decise a sangue freddo e inflitte volontariamente, in questo stesso momento da esseri umani a altri esseri umani, perfino dei bambini».

| Assalto al campus, Papa Francesco: «Un atto di brutalità senza senso» |

Quanti Ecce homo nel mondo, quanti che si trovano nelle stesse condizioni di Gesù sotto Pilato, soli, ammanettati, torturati, in balia di militari rozzi e pieni di odio, che si abbandonano a ogni sorta di crudeltà fisica e psicologica, divertendosi a veder soffrire. «Non bisogna dormire, non bisogna lasciarli soli».

In un inserto a braccio, il predicatore ha quindi inserito il ricordo della strage, ieri, in un collegio del Kenya di almeno 147 persone , uccise, ha detto, «dalla furia jahidista». E il martirio, ha constatato il predicatore, sarà la realtà per molti cristiani, «anche la Pasqua di questo anno 2015 dopo Cristo», denunciando inoltre «la inquietante indifferenza delle istituzioni mondiali e della opinione pubblica di fronte a tutto ciò». «Rischiamo di essere tutti, istituzioni e persone del mondo occidentale, dei Pilati che si lavano le mani».

Gesù, ha spiegato padre Cantalamessa, morì gridando una richiesta di perdono, «è gridata, perché la si oda bene»: «Dobbiamo credere che il Padre abbia ascoltato anche questa ultima preghiera sulla croce, e che anche i crocifissori di Gesù, certo non senza essersi prima, in qualche modo ravveduti, e sono con lui in paradiso, a testimoniare per l’eternità fin dove è stato capace di spingersi l’amore di Dio».

«Noi cristiani – ha osservato in un altro passaggio – reagiamo inorriditi alla idea che si possa uccidere in nome di Dio», e la Genesi ci presenta un mondo senza violenza, «neppure per vendicare Abele dunque per punire un assassino, è lecito uccidere». Dopo la predica di Cantalamessa, la celebrazione è proseguita con la preghiera universale, la processione della croce, l’adorazione e la benedizione finale.

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Stenio Vuono
Stenio Vuono 4 aprile 18.34.09
Ulivo significa pace; spero che non solo in questo giorno, ma anche per tutto l’anno regni nelle vostre case.
Auguri di buona Pasqua a tutto il gruppo

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IN TUTTA LA PENISOLA – IN COMUNIONE CON PAPA FRANCESCO

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ABBIAMO SCELTO LE CALABRIE [ COSENZA ]
Diocesi
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Mons. Nunnari alla Via Crucis: “anche a Cosenza costruire l’uomo nuovo”

Il Vescovo ha concentrato il suo pensiero sull’umanesimo a partire da Cristo, “l’uomo che si è realizzato”. In preparazione al Convegno ecclesiale di Firenze, anche da Cosenza mons. Nunnari auspica una presa di coscienza della propria umanità, respingendo tutto ciò che è contrario alla cultura del bene che edifica l’uomo. Un pensiero ai giovani che giovedì scorso hanno voluto celebrare il precetto pasquale nonostante le protesti dell’Uaar.

Mons. Nunnari alla Via Crucis: "anche a Cosenza costruire l'uomo nuovo"
via crucis 2

L’uomo nuovo, in previsione di Firenze 2015. E’ stato questo il tema centrale del pensiero sviluppato da monsignor Salvatore Nunnari nell’omelia a conclusione della Via Crucis cittadina. Tremila persone, forse qualcosa in più, hanno attraversato le strade della città per il tradizionale rito del venerdì santo. Dietro la croce, portata, di volta in volta, da famiglie della città.

Tempo propizio per una riflessione profonda, mentre la Chiesa si prepara a vivere straordinari momenti di grazia. Dal Sinodo sulla famiglia – a cui subito si è rivolto il pastore bruzio – al convegno ecclesiale del prossimo novembre, un’occasione per celebrare “in Gesù Cristo il nuovo umanesimo”. E proprio questo è stato l’auspicio che l’Arcivescovo ha voluto formulare per la città di Cosenza, quando ha detto “questa sera licenziandoci, portiamo l’immagine del Cristo l’uomo vero, l’uomo realizzato perché il sì, che fu la risposta prima al padre, lo portò sulla Croce. E’ il sì dell’obbedienza”. Il s�� al Padre.

Il pio esercizio è partito dalla chiesa di Santa Teresa, per concludersi sul sagrato di quella di San Nicola. Temperature un po’ più basse della media. Ma i cosentini non hanno voluto mancare all’appuntamento annuale del giorno in cui la Chiesa commemora la morte di Gesù. Ci sono tante famiglie, bambini, i sacerdoti delle parrocchie cittadine, i seminaristi. Dietro la croce, anche il primo cittadino, Mario Occhiuto.

La croce, di legno, svetta per le strade. E’ la croce di Cristo. “Il Signore è tanto amico dell’uomo da dare la sua vita per noi” – dice l’Arcivescovo, che in pochi minuti sintetizza le ultime ore di Gesù. Fino a Pilato che, “inerme”, presenta il Figlio di Dio, il Nazareno, “al popolo che aveva perso la sua dignità Gesù: ‘ecce homo’.

L’uomo, appunto. “Gesù è un uomo che si è realizzato, perché tutta la sua vita fu un sì al Padre” – chiosa mons. Nunnari, che poi pensa alle stragi, ai dolori, alla cronaca brutale. “Quanto dobbiamo imparare per questo tempo sull’umano!… Gli uomini sono delle bestie, delle belve feroci: quelli che tagliano la testa, ma, soprattutto, tagliano la storia dell’umanità. L’umanità – riprende – non può vivere lo spettacolo terribile di 145 ragazzi uccisi da questi pochi uomini”. Un passaggio sulla storia recente, su quello che doveva essere il tempo del progresso, come descritto da Giovanni Paolo II. E invece, “dall’11 settembre, quando caddero le torri in America, il sangue scorre per tante strade”.

Farsi uomo, incarnarsi della storia, portando la ricchezza che Dio, creandoci a sua immagine e somiglianza, ha dato a tutti noi. E’ questo l’impegno richiesto dall’Arcivescovo. “L’impegno , in questa nostra città, che si prepara con tutte le altre diocesi di Italia a celebrare il nuovo umanesimo, nel convegno decennale ecclesiale a Firenze, è mandare una informazione precisa, esatta: a Cosenza c’è una bella umanità, a Cosenza c’è l’uomo che pensa, che lavora, che testimonia”.

Che soffre e spera, contro chi vuole rubargli la speranza. Da qui l’invito a “vincere nella nostra realtà cittadina e calabrese tutto ciò che sa di non cultura umana, sconfiggendo i sentori della mafia che ancora serpeggiano nella nostra cultura e storia, avendo il coraggio di essere noi stessi, un popolo dalla storia e dalla civiltà antica, che alla cultura ha unito sempre una grande e bella umanità”. Perché a Cosenza ci sono “cristiani che testimoniano, una bella cultura dell’humanum, e non possiamo permettere che una minoranza rovini la nostra storia, non possiamo dare ospitalità, nella nostra cultura, a gente che non ha il rispetto della libertà e della verità”.

Ultimo passaggio, per i giovani studenti del Fermi che, nonostante la diffida dell’Uaar, hanno voluto celebrare il precetto pasquale riempiendo la chiesa di San Domenico. “Bene hanno fatto quei 500 giovani che hanno avuto il coraggio di dire no a una setta di uomini, agnostici o non so come – ha detto l’Arcivescovo – che non possono imporre il proprio pensiero. Giovani, siate uomini nuovi della storia per una società nuova. Siate per Cosenza una generazione nuova, uomini nuovi, siate il fiore nuovo di Cosenza.

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Ferruccio Massimo Vuono

 

(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)
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"RENZI – STORIA DI UN DISASTRO ANNUNCIATODi CiuenlaiDopo un anno è tempo di bilanci. E questi sono i risultati , scritti in calce sulle prime pagine del Sole 24 ore (non della Pravda) :1) La Pressione fiscale al 43,5% con punte che superano il 50% (ma il Governo non aveva fatto sgravi fiscali pari a 18 miliardi euro? 2) La spesa pubblica è salita, in un trimestre del 2,6% (Ma come fa a salire se agli enti locali vengono continuamente tagliati i fondi, se i dipendenti pubblici diminuiscono e i loro stipendi sono fermi da 6 anni, se le Province e le Comunità Montane, dice che sono state abolite, se la spending review dovrebbe aver tagliato 16 miliardi quest’anno?)3) Il rapporto deficit pil è del 3% (ma non doveva essere del  2,6% ?)4) La disoccupazione generale e, soprattutto quella giovanile cresce (Ma dopo il Job act non dovevano essere creati, come ha detto Poletti copiando Berlusconi, un milione di nuovi posti di lavoro?)5) La corruzione aumenta e aumenta soprattutto dentro il partito del premier (ma non era stata messa in un “Cantone?”)6) L’evasione fiscale è in crescita (si segnalano 425 mila contribuenti in meno e solo il 5% degli italiani dichiarano più di 50 mila euro. Ma il paese è pieno di gente che gira con “macchinoni”, sta in case da sogno e fa una vita lussuosa . Coma mai nessuno gliene chiede conto?)7) I diritti sul lavoro sono stati cancellati. Il contratto a tempo indeterminato non esiste più. Che tempo indeterminato è quello nel quale il datore di lavoro ti può licenziare in ogni momento senza giusta causa? Il contratto a “tutele crescent” dovrebbe infatti essere ribattezzato “a tutele inesistenti”.8) Gli spazi di democrazia si stanno comprimendo. Per le Province ed il Senato non si voterà più e la nuova legge elettorale è simile alla legge Acerbo che favorì l’ascesa del fascismo. 9) Il pil è quasi piatto. Per parlare di crescita, come dice il Presidente della Confindustria, bisogna superare quota 2%. Al massimo si arriverà ad un misero 0,5/6 %. Come dire missione fallita10) Il potere d’acquisto delle famiglie , nonostante i famosi 80 euro, è restato uguale e in molti casi è addirittura diminuito e la propensione al risparmio è calataQuali altri disastri deve fare un Governo per essere mandato a casa?"

RENZI – STORIA DI UN DISASTRO ANNUNCIATO

Di Ciuenlai

Dopo un anno è tempo di bilanci. E questi sono i risultati , scritti in calce sulle prime pagine del Sole 2

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"WALL STREET SMASCHERA IL BLUFF DI RENZI...!!!"L'ITALIA, NON LA GRECIA, IL CUORE DEL PROBLEMA EURO!""

WALL STREET SMASCHERA IL BLUFF DI RENZI…!!!
“L’ITALIA, NON LA GRECIA, IL CUORE DEL PROBLEMA EURO!”

  • Carlo MyzarIntanto, il WSJ ha lanciato un “monito”…!!! Che poi suoni come campana a morto o semplice richiamo, vedremo…!!!
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Ncd a un bivio: o lascia il governo o finisce per suicidarsi nel Pd

Ncd a un bivio: o lascia il governo o finisce per suicidarsi nel Pd

venerdì 3 aprile – 15:37

Tertium non datur, per il partito di Alfano è giunto il momento della scelta: o di qua o di là. Le scadenze elettorali si avvicinano, i sondaggi non promettono nulla di buono, il malcontento interno aumenta, le voci dissidenti si moltiplicano e già si è verificata l’emorragia di esponenti Ncd in varie parti d’Italia. Se la scelta è quella di rimanere al governo si rischia grosso, perché si finisce nella rete del Pd dalla quale sarà impossibile uscire prima della campagna elettorale. In sostanza, un partito che nel nome ha la parola “centrodestra” diventa parte integrante della sinistra Se invece la scelta è quella di abbandonare il governo, non si può aspettare altro tempo, anche per una questione di credibilità (e di dignità, visto come Alfano è stato trattato daRenzi nella vicenda delle dimissioni di Lupi).

Ncd e le difficoltà di convivere con Renzi

Stare al governo – ha detto Gaetano Quagliariello in un’intervista al Corriere della Sera – è una «grande difficoltà» perché Renzi «non conosce neanche lontanamente la logica del governare in coalizione». E lui, da coordinatore Ncd, preferisce «lavorare alla ricostruzione del centrodestra». Malumori anche sull’aut aut al ministero destinato sempre al partito di Alfano: «Ci è stata fatta la richiesta di una donna. Ma quando è uscita la Mogherini è entrato Gentiloni, che mi pare sia un uomo…».

Il rischio di ridursi a fare la costola del Pd

È quindi ancor più urgente scegliere: «Se il Nuovo centrodestra – ha commentato Renato Brunetta, presidente dei deputati azzurri – farà la costola di Renzi, deciderà del proprio suicidio. Noi abbiamo un altro progetto: un grande centrodestra vincente con due forze fondamentali come Forza Italia e Lega». Dure anche le parole di Nunzia De Girolamo, ex ministro Ncd: «È Renzi che chiede la mia testa. Forse perché non sono disposta a farmi mettere il guinzaglio».

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1 commento su “PAPA BERGOGLIO PASQUA 2015 “CRISTIANI PERSEGUITATI CON IL NOSTRO SILENZIO COMPLICE” E ALTRE NEWS”

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