LABOCCETTA LA MAGISTOCRAZIA E GLI ANNI <> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO


LABOCCETTA LA MAGISTOCRAZIA E GLI ANNI << ’70 >> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO


 [ “AZ.”-15[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 15.APR.2015 ]

Oggi : LABOCCETTA LA MAGISTOCRAZIA E GLI ANNI << ’70 >> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO [ “AZ.”-15.APR.’15 ]

LA STORIA – MEMENTO

 
Risultati immagini per rivolta di reggio calabria
1970 – LA MANO PESANTE DEL SISTEMA DI POTERE, IN PERFETTO STILE SOVIETICO, SI ABBATTE SULLA CITTA’ CALABRESE E NORMALIZZA REGGIO DI CALABRIA [ “AZIMUT” ]


anteprima di web :
azimutassociazione@libero.it
scritto :
14-apr-2015 – aggiornamento : al mercoledì, 15 aprile 2015 –

“Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
[ nostro odierno  servizio – monotematico – tra breve
Oggi: LABOCCETTA LA MAGISTOCRAZIA E GLI ANNI << ’70 >> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO 
[ “AZ.”-15.APR.’15 ]
 
————————————————————————-
ULTIMA DAL WEB
————————————————————————-
 

Draghi aggredito da una manifestante Blockupy saltata sul palco durante una seduta della Bce

Il presidente della Banca centrale europea è stato aggredito durante una riunione del consiglio direttivo ed è stato necessario interrompere la seduta. Il brusco “fuori programma” è stato provocato da una manifestante che è balzata sopra la scrivania dietro la quale si trovava Draghi, urlando frasi apparentemente in lingua tedesca e lanciando in aria alcuni oggetti. La conferenza stampa è stata brevemente interrotta e poi è ripresa regolarmente.
Esponente Blockupy si lancia sul palco – L’aggressione, più verbale che altro, è stata portata a termine da una manifestante del movimento Blockupy che si è lanciata sul palco dove Mario Draghi aveva appena iniziato a parlare lanciando fogli di carta, coriandoli e urlando “stop alla dittatura delle Bce”. Subito dopo la donna è stata bloccata dalle guardie del corpo.

Acquisti bond almeno fino settembre 2016 – L’interruzione ha avuto breve durata a poco dopo Draghi ha ripreso a parlare dei temi della conferenza stampa mantenendo il consueto aplomb e riferendo che gli acquisti di titoli pubblici da parte della Bce “proseguiranno fino a settembre 2016 e in ogni caso fino a che l’inflazione non sarà risalita in linea con la stabilità dei prezzi”. Per Draghi la ripresa nell’Eurozona sta accelerando, come mostrano gli indicatori più recenti, e i rischi sono diventati più bilanciati. Le misure adottate dalla Bce “dovrebbero fornire sostegno a un ulteriore miglioramento” del credito a famiglie e imprese. Inoltre, ha annunciato, il numero uno della Bce, “continueremo a fornire liquidità alle banche greche solventi”.

La Bce mantiene i tassi interesse allo 0,05% – Prima dell’interruzione, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato gli attuali livelli sul costo del denaro nell’area euro, che vedono il principale tasso di rifinanziamento allo 0,05 per cento. La decisione era ampiamente attesa dai mercati.
15 aprile 2015
Redazione Tiscali
 
 
 
 
 
 

————————————————————————————————-

LABOCCETTA LA MAGISTOCRAZIA 

– DA MESSAGGIO “POSTATO” SU FACEBOOK
———————————————————————————————————————

di Amedeo Laboccetta Il cerchio si sta chiudendo. L’arresto di Marcello Dell’Utri, il lavorio delle Procure su Silvio Berlusconi che prosegue incessante, il diktat del pg che vorrebbe vietare al…
ILTEMPO.IT|DI AMEDEO LABOCCETTA ; * GIÀ DEPUTATO AL PARLAMENTO
——————————————————————————————————————————————————————————————————————————
 
14/04/2014 06:05

Laboccetta: «La magistocrazia è ormai alle porte»

di Amedeo Laboccetta Il cerchio si sta chiudendo. L’arresto di Marcello Dell’Utri, il lavorio delle Procure su Silvio Berlusconi che prosegue incessante, il diktat del pg che vorrebbe vietare al…

APPALTI ROMEO:LABOCCETTA DA PM,INCHIESTA VERSO CHIUSURA

Altri articoli che parlano di…

Il cerchio si sta chiudendo. L’arresto di Marcello Dell’Utri, il lavorio delle Procure su Silvio Berlusconi che prosegue incessante, il diktat del pg che vorrebbe vietare al leader politico più importante degli ultimi venti anni di fare campagna elettorale e di esprimere liberamente le proprie opinioni sulla giustizia (che corrispondono a quelle della maggioranza degli italiani, anche se non tutti hanno il coraggio di parlarne): tutto fa supporre che la «magistrocrazia» sia ormai alle porte. Colpa anche di una parte dei mass-media che hanno faticato con grande lena per preparare l’avvento della Repubblica dei pm. Una Repubblica che non ci piace. Conosco Dell’Utri: temo che gli faranno fare la fine di un altro galantuomo, Bruno Contrada. Entrambi affidati alle «cure» di un magistrato di nome Antonio Ingroia, candidato polverizzato alle ultime politiche col suo movimento di sanculotti, e tutti e due massacrati per un reato che il codice penale nemmeno contempla. Dell’Utri è persona di cultura, straordinario organizzatore di uomini e cose. Paga per aver contribuito, venti anni fa, a mettere in piedi la squadra che smantellò la «gioiosa macchina da guerra» del Pds e delle Procure rosse. Perderà la libertà senza che sia stata emessa una condanna definitiva. Un’aberrazione.

Il presidente Berlusconi rischia, invece, di perdere un’altra libertà, non meno importante: quella di parola.

Il procuratore generale vorrebbe mettergli la mordacchia per impedirgli di parlare delle oscenità del mondo della giustizia che ci sono in Italia. Una cosa ridicola oltre che incostituzionale. E a quanti, oggi, anche dalle colonne di autorevoli quotidiani, chiedono la lapidazione evangelica di Dell’Utri, verrebbe da rispondere con le parole di Filippo Mancuso: si può capire la «giustizia» in Italia solo quando bussa alla tua porta.

Ho sempre difeso le persone che ritenevo innocenti: il presidente Berlusconi, Dell’Utri, Cosentino e Vittorio Pisani; e continuerò a farlo nella libertà di giudizio e di autonomia di pensiero. Non faccio parte di associazioni o lobby, e l’unico club di cui mi onoro di far parte è quello degli amici leali di Silvio Berlusconi.

Dell’Utri in galera, l’assassino Cesare Battisti al Carnevale di Rio de Janeiro. È questa l’Italia che ci meritiamo?

Amedeo Laboccetta ; * Già deputato al Parlamento

———————————————————-
ULTIMO NOSTRO INVIO E.MAIL ANTEPRIMA DI WEB – SERVIZIO  TRA BREVE IN RETE
———————————————————-
 
 azimutassociazione@libero.it
 “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>
 “Arenella Ferruccio Massimo”<massimovuono@libero.it>
Oggi: IL PAPA GENOCIDIO ARMENI CONVEGNO LEGA NAZIONALE ROMA 21 APRILE TATARELLA BERLUSCONI DESTRA E SINISTRA POTERI FORTI NAPOLI NOBILISSIMA MA SVENTURATA E ALTRE NEWS 
[ “AZ.” – 14.04.’15 ]
 
SE TROVI SPAZIO BIANCO  PROSEGUI
Foto di un utente.
———————————————————-
 
OGGI
ANNI << ’70 >> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO
 
   
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 
 
———————————————————-
 
L’ITALIA CHE NON VUOLE CAMBIARE E CHE NON CI PIACE
———————————————————-
[ da messaggio “postato” su facebook ]

“Il comunismo è il futuro dell’umanità”.
Mah… Boh… Commenti?

Foto di un utente.
—————————————————————————————-
LEGGI IL BREVE EDITORIALE [ VEDI : SOTTO ]
—————————————————————————————-
“AZIMUT” – IL POST DEL PRESIDENTE
 
Risultati immagini per arturo stenio vuono
L’AMICO DI SEMPRE AMEDEO LABOCCETTA, CON IL QUALE HO PARTICOLARMENTE CONDIVISO DECENNI DI MILITANZA NELLA DESTRA, E DEL QUALE SONO STATO UNO STRETTO COLLABORATORE ALL’EPOCA CHE,  SUL FINIRE DEGLI ANNI ’80  , LO VIDE ALLA GUIDA DELLA FEDERAZIONE PARTENOPEA DEL MSI-DN OGGI LICENZIA ALLA STAMPA UNA FORTE  DENUNCIA DELLA << MAGISTOCRAZIA >>. IL SERVIZIO ODIERNO, IN ORIGINE MONOTEMATICO, A RIGUARDO DELLA RIVOLTA 1970 DI REGGIO CALABRIA CONTRO IL SISTEMA DI POTERE E LA GUIDA DI CICCIO FRANCO, CON BREVI CENNI AD ALTRE PAGINE CHE INTERESSARONO – SEMPRE QUELL’ANNO – COSENZA ( CON L’UNIONE BRUZIA – DI CUI CI SIAMO AMPIAMENTE OCCUPATI  ) E ALTRI COMUNI DELLA REGIONE, NONCHE’ L’AMARCORD SUL NOSTRO SUD. VIENE AD ESSERE INTEGRATO DA QUESTA NOTIZIA. UNA COINCIDENZA PROVVIDENZIALE. IN VERITA’ GIA’ NOI AVEVAMO SCRITTO ( VEDI : SERVIZIO 30 MARZO 2015 ) : “…Di aria di democrazia, in verità, se ne respira poco; le istituzioni, tutte, in pratica, sono sostanzialmente occupate da abusivi; riforme – maquillage della carta repubblicana impediscono, come sempre, i progetti di ingegneria costituzionale per la modernizzazione; risultano al confino quasi tutti gli esponenti politici che, per maggiore peso, disarticolarono la sinistra e, a ciò, per il cosiddetto “concorso esterno di reato”; come, in illo tempore, con << mani pulite >>, la dispensa per i post(?)comunisti, molto – da mane a sera – discettando di lotta alla corruzione, è sempre la sinistra – con sodali e compagni di merende – a restarne integra e indenne. Questi sono fatti ed è questa la realtà da demolirsi.Prima che sia troppo tardi…”
L’ACCOSTAMENTO DI QUEL CHE L’AMICO AMEDEO STIGMATIZZA, IN AMBITO DELL’ATTUALE << SISTEMA >> – TALE RIMASTO – CON LE VICENDE CALABRE, DUNQUE, E’ PURAMENTE CASUALE. 
PERO’ QUALCHE BREVE RIFLESSIONE – ORA – S’IMPONE. NEL NOSTRO EDITORIALE PER IL 2014 CI SIAMO OCCUPATI DEL FENOMENO AUTONOMO E SPONTANEO CHE, IN TUTTA LA PENISOLA, AVEVA VISTO – SUL FINIRE DEL 2013 – LE PROTESTE POPOLARI CONTRO L’ESECUTIVO. OGGI IL RENZISMO RISULTA ESSERE, PURTROPPO, UNA LETALE MORFINA E GLI ITALIANI IN TOTALE CATALESSI. NESSUNA RIFORMA VERA DEL SISTEMA ED E’ IL SISTEMA CHE SI AUTORIFORMA SOLO PER SOPRAVVIVERE. DETTO CIO’, TANTO PER NON DILUNGARCI E CONCLUDERE, IRROMPE IL CATTIVO PENSIERO – FACENDO PECCATO – E CI DOMANDIAMO : QUALE L’ESITO OVE – COME A REGGIO DI CALABRIA – CENTO E PIU’ DELLE NOSTRE CITTA’ , PER I MOLTISSIMI MOTIVI DI CRONICA SOFFERENZA, DECIDESSERO PER IL << CONTRO >> ? CHE SAREBBERO SUFFICIENTI INTERVENTI, CONCOMITANTI, A RIPRISTINARE L’ORDINE? ASSOLVEREBBERO A TALE COMPITO LE FORZE DELL’ORDINE E TUTTI I CORPI MILITARI DELLO STATO ? UNA DOMANDA DELLE CENTO PISTOLE . DATEVI UNA RISPOSTA ! FATE VOI ! ! !
 
1993
 
[ Foto da “Azimut archivio online” ]
 [ NELLA FOTO : MANIFESTANTI OFFRONO ROSE AI POLIZIOTTI ]
Forconi bandiera rivoluzionaria

Baciò un poliziotto, no Tav denunciata per violenza sessuale 

 
( CAPITE ? )
———————————————————-
 
GLI ANNI << ’70 >> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO 
[ “AZ.”-15.APR.’15 ]
 

Risultati immagini per la rivolta di reggio calabria la storia siamo noiRisultati immagini per senatore franco reggio calabriaRisultati immagini per senatore franco reggio calabria

 
———————————————————-
IL SERVIZIO ODIERNO
 
Associazione Azimut
Associazione Culturale Azimut

 
 
Risultati immagini per la rivolta di reggio calabria
Risultati immagini per la rivolta di reggio calabria

———————————————————-
ANNI << ’70 >> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO
 
Risultati immagini per solo cosenza stenio vuono foto
NON TUTTO E’ CONOSCIUTO – MOLTO E’ STATO SECRETATO
———————————————————-
 
Arturo Stenio Vuono
ARTURO STENIO VUONO – ALCUNE OSSERVAZIONI
 
———————————————————-
ANNI << ’70 >> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO
ABBIAMO SCELTO DI PUBBLICARE – TRATTO DAL WEB – UN SINTETICO RESOCONTO NON DI PARTE. MA SULLA RIVOLTA CI SAREBBE MOLTO DA DIRE, INNANZITUTTO LA LOTTA DI REGGIO RACCOLSE DIVERSE ADESIONI IN TUTTA LA CALABRIA E NON SOLO DA PARTE DELL’UNIONE BRUZIA DI COSENZA CHE RIUNI’, SIMBOLICAMENTE, I PROPRI QUADRI PROPRIO IL 14 LUGLIO 1971 – PRIMO ANNIVERSARIO DEI MOTI CHE NON FURONO CONTRO LO STATO MA CONTRO IL SISTEMA DI POTERE CHE OCCUPAVA LO STATO. MOLTE SIMPATIE CI FURONO DA PARTE DI ORGANIZZAZIONI ( COME L’UNIONE ) INDIPENDENTI E ANTIPARTITOCRATICHE CHE PARTECIPARONO ALLE LOCALI ELEZIONI del 1970. LA REPRESSIONE FU BRUTALE E DURA. NON VI FURONO ECCEZIONI NEL COLPIRE – AD ESEMPIO – ANCHE LE DONNE CHE MANIFESTARONO IN MASSA. “REPARTI SPECIALI VIOLARONO I DOMICILI E INFLISSERO TORTURE – IN SERVIZIO 24 ORE / SU 24 / – CON L’USO DI STUPEFACENTI” (COME DETTO DA MOLTI CITTADINI); NESSUNA COLLUSIONE CON LA STRAGE DI GIOIA TAURO CH’E’ RIMASTA SEMPRE E SOLO UNA CONGETTURA. GIORGIO ALMIRANTE, UNICO LEADER CUI SI CONSENTI’ UN COMIZIO, PROVO’ A RIMUOVERE LA LINEA DURA DEL GOVERNO ONDE PROMUOVERE UN PONTE PER IL DIALOGO MA NON FU ASSOLUTAMENTE ASCOLTATO. ALLA REPRESSIONE SI ACCOMPAGNO’ LA MOBILITAZIONE SINDACALE DA TUTTA ITALIA CHE CALO’ A REGGIO PER INTIMIDIRLA. L’ADESIONE DI PARTE DELL’ESTREMA SINISTRA FU UN FATTO SIMBOLICO E NON REGISTRO’ UNA PRESENZA DI PIAZZA. SUL FINIRE DELLA RIVOLTA ERA STATA PROGETTATA L’ASTENSIONE DAL LAVORO DI TUTTI I MERIDIONALI AL NORD CHE, POI, NON EBBE PIU’ MODO DI REALIZZARSI. LE BRUTALITA’ DELLE FORZE SPECIALI TROVARONO, SPESSO, NON CONDIVISIONE PURE DA PARTE DEGLI UOMINI DELLE LOCALI FORZE DELL’ORDINE CHE, INFATTI, COME ACCADDE PER L’INIZIATIVA DELL’UNIONE BRUZIA DI FAR GIUNGERE PROPRI MANIFESTI DI SOLIDARIETA’ ( PURE AFFISSI A COSENZA ) E VOLANTINI, CONSENTIRONO – IN PRATICA – CHE NON VALESSE IL BLOCCO TOTALE DELLA CITTA’. NESSUNO POTEVA ENTRARE A REGGIO O USCIRE DA REGGIO. NULLA POTEVA INVIARSI…..
[ su tutto ritorneremo  – “Azimut” La PRESIDENZA]
Risultati immagini per solo cosenza stenio vuono foto

————————————————————————————————-

TRATTO DAL WEB
MA NON TUTTO E’ CONOSCIUTO – MOLTO E’ STATO SECRETATO
————————————————————————————————-

 moti di Reggio Calabria: una città contro lo Stato

REGGIO CALABRIA –Inizia il 14 luglio del 1970 la rivolta urbana più grande – per numeri e durata – d’Italia e d’Europa.

E’ stata paragonata a una ”mini-rivoluzione francese” (per il giorno in cui iniziò) e ad una ribellione senza precedenti e mai più attuata. Un campo di battaglia, dietro il quale non c’era solo il disagio del sud, l’abbandono di una Regione intera e di una popolazione. C’era altro. Giorni di rabbia che sono stati identificati storicamente con il nome di ”moti di Reggio o rivolta di Reggio”, una sommossa popolare che animò Reggio Calabria dal luglio del 1970 al febbraio del 1971 in seguito alla protesta dovuta alla decisione di collocare il capoluogo di regione a Catanzaro con l’istituzione degli enti regionali.

L’INIZIO DELLA TENSIONE – In quei giorni di luglio, almeno inizialmente, il malcontento fu politicamente trasversale (ad esclusione del Partito Comunista Italiano), ma in una seconda fase i movimenti di destra, ed in particolare il Movimento Sociale Italiano, ricoprirono un ruolo di primo piano. Il sindacalista della Cisnal, Ciccio Franco, esponente missino, rilanciò il motto ”Boia chi molla” (usato già ai tempi della prima guerra mondiale dagli Arditi) e ne fece uno slogan per cavalcare la protesta dei reggini, indirizzandola verso una connotazione antisistema e fortemente polemica nei confronti di un governo che non sapeva ascoltare la voce del sud più profondo ed arretrato. Nell’Italiarepubblicana non era mai successo che un’intera città si schierasse così apertamente contro lo Stato. Accadde a Reggio Calabria, con modi e tempi assolutamente imprevedibili.

BOIA CHI MOLLA – Il 13 luglio del 1970 viene proclamato un primo sciopero, che ha una scarsa adesione a seguito della improvvisa defezione della Cgil, sindacato che si dichiara indisponibile a ”battaglie di tipo campanilistico”. Anche il Pci e il Psi si chiamano fuori e il giorno seguente è così organizzato un nuovo sciopero a cui partecipano circa un migliaio di persone fino a Piazza Italia, dove il sindacoPietro Battaglia, affiancato dal consigliere provinciale del Msi, Fortunato Aloi, tiene un comizio appassionato, ma dai toni non violenti. E’ nella serata, però, che gli eventi prendono una piega diversa. Occupata la stazione ferroviaria, i manifestanti vengono fatti oggetto di un durissimo intervento delle forze dell’ordine, che arrestarono numerosi cittadini. I feriti sono quaranta. Il 15 luglio vengono assaltate le sedi del Pci e del Psi. Gli scontri in strada sono violenti. Nel tentativo di reprimerli, la polizia carica. Muore il ferroviere Bruno Labate, 46 anni, iscritto alla Cgil, forse a causa di un candelotto sparato ad altezza d’uomo. In occasione dei sui funerali, le forze dell’ordine presidiano il corteo imbracciando addirittura i mitra. Mille giovani assaltano la questura e a stento il questore Santillo, uomo di grande prudenza e civiltà, impedisce agli agenti di aprire il fuoco.

La rivolta assume da subito un carattere feroce e non sfuggirà più tardi agli storici ed ai giornalisti un collegamento diretto con la strage di Gioia Tauro, accaduta il 22 luglio 1970, dove una bomba deraglia il “Treno del Sole” Palermo-Torino provocando sei morti e più di cinquanta feriti.

MISSINI ED EX PARTIGIANI, INSIEME – Il vero motore organizzativo e politico della rivolta è il ”Comitato d’azione per Reggio capoluogo”, i cui principali esponenti sono Ciccio Franco, l’ex comandante partigiano Alfredo Perna, Rocco Zoccali, Rosario Cassone, Franco Arillotta, Giuseppe Avarna duca di Gualtieri e Fortunato Aloi. Partigiani e uomini della destra assieme, quasi a circoscrivere un atteggiamento e un’idea che vuole andare al di là delle etichette che già appaiono sui giornali e che misurano la sconquasso di Reggio dentro ad un’identità ”neofascista”.

Il 17 settembre 1970 Ciccio Franco e Alfredo Perna vengono arrestati con l’accusa di istigazione a delinquere e apologia di reato. Condannati, vengono rimessi in libertà provvisoria il 23 dicembre 1970. Due armerie e la Questura intanto vengono prese d’assalto da almeno cinquecento persone. Un poliziotto, Curigliano Vincenzo, 47 anni, muore di infarto. Nuovamente ricercato dalla polizia, Franco, nel febbraio 1971, è per un breve periodo latitante. Viene raggiunto nel suo rifugio segreto dalla giornalista Oriana Fallaci, alla quale – per spiegare la nascita dei moti e la loro evoluzione politica – afferma:”Specie nei quartieri popolari v’erano tanti ragazzi che ritenevano che Reggio potesse esser difesa dai partiti della sinistra o di centro-sinistra. E, dopo la posizione assunta dai partiti di sinistra e di centro-sinistra contro Reggio, questi ragazzi hanno ritenuto di dover rivedere la loro posizione anche politicamente. Molti, oggi, fanno i fascisti semplicemente perché ritengono che la battaglia di Reggio sia interpretata in modo fedele solo dai fascisti”. A pagare questo clima è ad esempio Pietro Ingrao (Pci), il cui un comizio viene contestato dalla folla. In Italia, nel frattempo nasce il governo guidato dal democristiano Emilio Colombo, all’interno del quale inizia una sorta di opera di ”demolizione mediatica” della rivolta. Dopo l’iniziale interessamento alle cause che avevano spinto l’inizio della protesta, infatti, tutti i maggiori quotidiani si limitano a ridurre la cronaca riguardo Reggio Calabriasminuendone talvolta anche la portata.

LOTTA CONTINUA STA CON I RIVOLTOSI – Molti giovani neofascisti, in quelle giornate di lotta, accorrono a Reggio, soprattutto gli universitari missini, ma va detto anche che i moti trovano un sostegno ideale anche da parte della sinistra estrema, ove l’idea di una “rivolta proletaria” – applicata per le strade della città calabrese – stuzzica varie analisi e considerazioni positive, sopratutto da parte di Lotta Continua, del Movimento Studentesco milanese, di Servire il popolo ed anarchici.

Per mesi la città fu letteralmente barricata in più punti, persino isolata, paralizzata e infuocata dagli scontri ripetuti con la polizia, accentuati da una serie di attentati dinamitardi che interruppero le comunicazioni ferroviarie o distrussero le apparecchiature della stazione di Reggio Calabria Lido. Il Ministro degli interni Franco Restivo, annunciò che solo dal 14 luglio al 23 settembre furono compiuti 13 attentati dinamitardi, 33 blocchi stradali, 14 blocchi ferroviari, 3 blocchi portuali e aeroportuali, sei assalti alla prefettura e quattro alla questura. Per questi motivi, l’esecutivo fu quindi costretto, dopo alcuni mesi in cui la situazione non accentuava a placarsi, di assumere provvedimenti di carattere eccezionale.

CARRI ARMATI E DELUSIONI – La rivolta si concluse a dieci mesi dal suo inizio con l’inquietante immagine dei carri cingolati che arrivano in una città ormai allo sbando e sfiancata da mesi di lotte. Oltre alla forza, per la soppressione delle mobilitazioni, si ricorse al cosiddetto “Pacchetto Colombo”, che portò ad una insolita divisione degli organi istituzionali della Calabria (la giunta regionale a Catanzaro, il consiglio a Reggio Calabria) e all’insediamento nel territorio di apparati produttivi che non furono mai realizzati o furono subito oggetto di speculazioni della criminalità organizzata. Il ”pacchetto Colombo” passerà alla storia, per questi motivi, come un ulteriore umiliazione di un intero territorio.

A distanza di anni, va detto che quella di Reggio Calabria fu la prima rivolta ”identitaria” d’Europa, l’ultima di natura popolare. Costò sei morti tra i civili, centinaia di feriti e migliaia di denunce. Dopo di quella tappa, il Mezzogiorno – anche se la ”questione meridionale” non è main stata risolta – non ha più prodotto una rivolta di massa di quelle dimensioni forse a causa di quell’occasione persa, di quella delusione, di quella sconfitta. Tuttavia la rivolta del 1070-71 continua ad essere un precedente per quel meridione che continua a vivere una crisi industriale, occupazionale e di legalità che lo affama e lo uccide da decenni.

—————————————–
 
ANNO 2014 – VIDEO
—————————————–

Anniversario Ciccio Franco 16 novembre 2014 – YouTube

17 nov 2014 – Caricato da Luigi Palamara

Reggio Calabria – Anniversario Ciccio Franco 16 novembre 2014REGGIO CALABRIA. Si è svolta …

Il senatore Maurizio Gasparri a Reggio Calabria – YouTube

18 gen 2014 – Caricato da Luigi Palamara

Il senatore Maurizio Gasparri a Reggio Calabria. … You need Adobe Flash Player to watch this …

Reggio ricorda il senatore Ciccio Franco a 23 anni della scomparsa

 

Venerdì 14 Novembre 2014
Ricorre domenica il 23° anniversario della morte del Sen. Francesco Franco, per tutti Ciccio Franco. Il leader dei “boia chi molla” protagonista dei Moti per Reggio Capoluogo del 1970, scomparve improvvisamente a 61 anni la mattina del 16 novembre 1991. La destra reggina lo ricorderà con una cerimonia prevista per le ore12 presso la Stele posta davanti l’Anfiteatro sul lungomare, che nel 2005 l’Amministrazione comunale guidata da Giuseppe Scopelliti gli ha voluto dedicare. All’iniziativa hanno aderito  Alleanza Calabrese, Destra per Reggio, Fratelli d’Italia-AN, Centro studi Tradizione Partecipazione, Reggio Futura e l’Ugl. Lo comunica Giuseppe Agliano, che fu uno dei suoi collaboratori, tracciando anche un breve profilo dello scomparso Senatore: Ciccio Franco fu un personaggio che ha segnato indelebilmente la storia di Reggio, con le sue battaglie politiche e sindacali in difesa della Città e dei più deboli. A tanti ha insegnato l’arte della politica, quella vera, quella pulita, la politica della spirito di servizio, dell’interesse della collettività, dal dare e non dell’avere, del concreto e non dell’effimero, della fierezza e non dell’asservimento. Con la sua morte, continua Agliano, finì un’epopea, un mito per tutti i giovani militanti della destra dell’epoca, il punto di riferimento non solo politico, una figura indelebile quasi paterna, pari solo a quella di Giorgio Almirante (di cui ricorre quest’anno il centenario della nascita) per il quale, peraltro, Ciccio Franco nutriva molta ammirazione e, ogni qualvolta lo storico Segretario del MSI-DN veniva a Reggio, si occupava personalmente con una pignoleria quasi ossessiva dell’organizzazione della visita. Ciccio Franco e Almirante avevano anche molte similitudini: erano l’esatto opposto del modello politico che allora andava per la maggiore, erano tuttaltro che damerini con ghette e pomate, non parlavano in politichese, non usavano fumisterie intellettualistiche, erano  efficacissimi comunicatori e la loro oratoria risultava comprensibile, diretta, popolare. Ciccio Franco era un generoso, un puro di cuore e la sua disponibilità lo portava a condividere fino in fondo i bisogni e la povertà dei più umili.Ciò forse per la sua fervida anima sindacalista, infatti, fu anche attivissimodirigente della CISNAL, il sindacato in cui mosse i primi passi e di cui ne divenne Segretario Generale aggiunto
A parte la prima elezione del 1972 , ricorda Agliano, con circa il 37% pari a oltre 47.000 voti nell’intero collegio ed il 48% in Città (un reggino su due allora votò per lui), fui al suo fianco in tutte le altre tornate elettorali. Ciccio Franco fu rieletto senatore nel 1976, nel 1979, nel 1983 e nel 1989 e fu consigliere comunale ininterrottamente per circa 30 anni, a testimonianza del grande gradimento popolare che lo ha sempre accompagnato. E così fu anche il giorno del funerale: nella camera ardente allestita nella sala riunioni del Consiglio comunale, che allora era al piano superiore del Teatro Cilea, tutta la Città gli rese omaggio, amici ed avversari politici, autorità e migliaia di semplici cittadini. Per l’intera giornata ci fu un continuo pellegrinaggio a testimonianza del generale riconoscimento all’uomo, al politico. Alle 16,30, sotto una pioggia battente, la bara uscì dall’Aula e fu portata a spalla per tutto il Corso Garibaldi e Via De Nava fino a raggiungere la chiesa di S. Lucia dove don Mimmo Geraci, unitamente a don Salvatore Nunnari e don Giorgio Costantino, celebrarono il rito funebre.
( . . . ) durante l’orazione, ( . . . ): “noi sappiamo che non te ne vai per sempre, perchè fosti per davvero un eroe, l’eroe di tanta brava gente, coraggiosa, fiera, umile, tenace, l’eroe che, pagando di persona come sempre sano fare gli eroi, seppe(…) 
—————————————-
 
ARGOMENTI CORRELATI – DA ARCHIVIO ONLINE
—————————————–
 

L’UNIONE BRUZIA 1970 – PRIMA DOCUMENTAZIONE ( segue : al prossimo servizio )

( L’argomento, inoltre, già risulta inserito in due – nostri – precedenti  servizi )

PER LEGGERE TUTTO : VISITA IL SITO https://azimutassociazione.wordpress.com

 Cosenza 1970 – documentazione : nascita dell’Unione Bruzia.

Primo esperimento, in Italia, di < Lega Locale >; nel 1970, i componenti della neo formazione, poi detti “unionisti”, parteciparono – con una propria lista – alle elezioni, in città, < amministrative > ( per il rinnovo del consiglio comunale ). L’Unione Bruzia si collegò con diverse organizzazioni civiche, in Calabria, pure – esse – partecipanti alle< amministrative >, operanti nella piana di Lamezia ( Catanzaro ) e di Gioia Tauro ( Reggio di Calabria ), come – anche – con il < Comitato di Azione per Reggio Capoluogo > ( l’organismo che guidò quel che, poi,  fu definita la  ”rivolta di Reggio Calabria” ).

[lo slogan elettorale ’70. “UNIONE BRUZIA”. – < NON POSTI DA OCCUPARE MA PROBLEMI DA RISOLVERE > – IL 7 GIUGNO, VOTA “SETTE COLLI” ! ]
L’AGGREGAZIONE LOCALISTICA E LA < DEMOCRAZIA LEGHISTA >.

L’Unione Bruzia fu una “compagine elettorale”, però non divenuta – mai – una formazione politica, tradizionale, vera e propria; che partecipò alle elezioni comunali di Cosenza, nel 1970, e si costituì in lista per le elezioni <amministrative> di quell’anno e mancò, per una “manciata di voti”, l’entrata di un proprio rappresentante nel consiglio comunale della città. L’iniziativa, fu ad opera dello staff dirigenziale della< Gi.Fra. > ( “Gioventù Francescana” ), che operava presso il convento dei Padri Cappuccini – detti della Riforma – i  quali mantennero un “benevole neutrallsmo” ( senza il sostegno ma senza una sconfessione… ). Ben presto all’iniziativa si aggiunsero altri giovani che provenivano da militanze attive nella Destra, come al < centro > e della stessa Sinistra cosentina. Si trattò di un sorprendente e inedito < trasversalismo > in nome di un programma che prevedeva, tra l’altro, la rivendicazione per la < Grande Cosenza >. Lo slogan elettorale, “non posti da occupare ma problemi da risolvere” – il 7 giugno vota sette colli – , si accompagnò ad una intensa propaganda e fregiandosi di un logo, assai particolare ed originale, costituito da un cerchio che racchiudeva – per l’appunto –  la figura dei “sette colli” della città e in circolo la scritta “Unione Bruzia”. Punti essenziali del programma, a dir poco avveniristico, erano : l’ipotesi d’una conurbazione della città con i centri viciniori ( . . . )

———————————————————ARGOMENTI CORRELATI

LA PROPAGANDA DI LISTA E DI UNO DEI CANDIDATI

———————————————————-
PER IL RINNOVO DEL CONSIGLIO COMUNALE DI COSENZA – QUESTA VOLTA C’E’ ANCHE L’UNIONE BRUZIA – IL 7 GIUGNO PUOI SCEGLIERE LA LISTA DEGLI UNIONISTI – UN VOTO NUOVO PER I GIOVANI DELLA LISTA N.3 – I PARTITI POSSONO FARE MENO POLITICA E PIU’ AMMINISTRAZIONE – COSENZA AVANTI ! ! ! 
1 – LA GRANDE COSENZA – 2 LA CONSULTA GIOVANILE – 3 L’UNIVERSITA’ CALABRESE – 4 IL PROBLEMA IDRICO – 5 IL PIANO REGOLATORE – 6 L’INDUSTRIA – 7 LE COMUNICAZIONI – 8 IL COMMERCIO – 9 CONSIGLI DI QUARTIERE 



 



 
[ da messaggio “postato” su facebook ]
 
Ercole Porco ha aggiunto 2 nuove foto.

Erano gli anni 70 avevamo le idee chiare………….però …………………..

foto di Ercole Porco.
foto di Ercole Porco.
  • Ercole Porco Sasa’ stiamo parlando del 1970 – la lega non esisteva !!
  • Arturo Stenio Vuono
    Scrivi un commento…
     
 
———————————————————
ARGOMENTI CORRELATI
———————————————————-
14 LUGLIO 1971
 
“… Il prof Olivieri ha quindi comunicato di avere deciso per i prossimi giorni la convocazione della < Consulta > dell’Unione Bruzia alla quale sarà affidato il compito di decidere sui contatti con esponenti politici cittadini ed altri ex candidati della passata competizione elettorale che intenderebbero aderire alla Unione Bruzia…”
[ riunione dell’Unione Bruzia – Cosenza – dalla relazione del segretario Olivieri Giancarlantonio ]
 
———————————————————-
AMARCORD – IL NOSTRO SUD
CHE NON E’ STATO SEMPRE DORMIENTE…..
 
———————————————————
 

Napolincanto – Canto dei Sanfedisti – YouTube

30 giu 2010 – Caricato da PasqualinaNives

A tutti i patrioti, definiti per spregio “lazzaroni”, che lottarono e morirono per Dio, la Patria e il Re contro …

Napolincanto – Libertà (Brigante se more) – YouTube

30 giu 2010 – Caricato da PasqualinaNives

Napolincanto – Libertà (Brigante se more) …. E nel finale, la bestemmia è contro la falsa libertà dei ..

 
 

Canto Dei Sanfedisti – YouTube

11 mar 2008 – Caricato da Giordano Criscuolo

You need Adobe Flash Player to watch this video. … Canto Dei Sanfedisti …. Viva la Repubblica …

Canto dei Sanfedisti NCCP – YouTube

16 mar 2011 – Caricato da rino de filippo

You need Adobe Flash Player to watch this video. … Artist. Nuova Compagnia Di Canto Popolare …

Peppe Barra Canto dei sanfedisti Testo – YouTube

13 giu 2013 – Caricato da dario1019

This video is unavailable. You need Adobe Flash Player to watch this video. Download it … Peppe Barra …

Canto dei Sanfedisti – Carmagnola – YouTube

05 set 2009 – Caricato da Martino Napoletano

canto dei sanfedisti, Carmagnola, Canto antirivoluzionario intonato dalle bande realiste … You need ..

 
« A lu suone d’ê grancasce

viva viva ‘o populo vascie,
a lu suono d’î tammurielli
so’ risuorte ‘i puverielle.
A lu suono d’ê campane
viva viva ‘i pupulane,
a lu suono d’î viulini
morte a li giaccubbine!
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunsiglie
viva ‘o rre cu la famiglia.

A Sant’Eremo tanto forte[8]
l’hanno fatto comm’â ricotta,
a ‘stu curnuto sbrevognato
l’hanno mis’ ‘a mitria ‘n’capa[9].
Maistà, chi t’ha traduto?
Chistu stommaco chi ha avuto?
‘E signure, ‘e cavaliere
te vulevano priggiuniere.
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunsiglie
viva ‘o rre cu la famiglia.

Alli trirece de giugno[10]
sant’Antonio gluriuso
‘e signure, ‘sti birbante
ê facettero ‘o mazzo tante.
So’ venute li francise
aute tasse n’ci hanno mise,
liberté… egalité
tu arruobbe a me
io arruobbo a te!
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunsiglie
viva ‘o rre cu la famiglia.

Li francise so’ arrivate
ci hanno bbuono carusate,
et voil�, et voilà…
cavece ‘n culo a la libbertà!
A lu ponte d’â Maddalena[11]
‘onna Luisa è asciuta prena[12]
e tre miedece che banno
nu’ la ponno fa’ sgravà.
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunsiglie
viva ‘o rre cu la famiglia.

A lu muolo senza ‘uerra
se tiraie l’albero[13] ‘n terra
afferraino ‘e giacubbine
‘e facettero ‘na mappina.
È fernuta l’uguaglianza
è fernuta la libertà
pe ‘vuie so’ dulure e panza
signo’, iateve a cuccà!
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunsiglie
viva ‘o rre cu la famiglia.

Passaie lu mese chiuvuso[14]
lu ventuso e l’addiruso
a lu mese ca se mete
hanno avuto l’aglio arrete.
Viva tata maccarone[15]
ca rispetta la religgione,
giacubbine iate a mare[16]
ch’ v’abbrucia lu panare!
Sona sona
sona Carmagnola
sona li cunsiglie
viva o rre cu la famiglia. »

 
Testo Traduzione CANTO DEI SANFEDISTI

Al suono della grancassa
viva il “popolo basso”;
al suono di tamburelli
son risorti i poverelli;
al suono di campana
viva viva i popolani;
al suono di violini
morte ai giacobini!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i “consigli”:
viva il re con la famiglia!

I Francesi sono arrivati,
e ci hanno completamente dissanguati;
“et voilà, et voilà”,
calci in culo alla libertà!
Son venuti i Francesi
e ci hanno imposto altre tasse;
“Libertè, egalitè”…
tu rubi a me, io rubo a te!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i “consigli”:
viva il re con la famiglia!

A Sant’Elmo, così forte,
l’hanno ridotto una poltiglia,
a questo cornuto svergognato
gli hanno messo la mitria in testa.
Maestà, chi ti ha tradito?
Chi ha avuto questa volontà?
I signori e i cavalieri
ti volevano prigioniero!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i “consigli”:
viva il re con la famiglia!

Il tredici di giugno,
Sant’Antonio glorioso,
ai signori, questi birbanti,
fecero il culo grosso così!
Viva “Tata Maccarone”
che rispetta la religione.
Giacobini andate a mare,
che vi brucia il sedere!

Suona, suona
Suona la Carmagnola
suonano i “consigli”:
viva il re con la famiglia!

————————————————————————-
IL SERVIZIO VOLGE AL TERMINE 
A PRESTO !
————————————————————————-
 [ “AZ-NEWS” : 15.04.’15 ]
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
Ferruccio Massimo Vuono
(Arturo Stenio Vuono – presidente di “Azimut” – Napoli)

“AZIMUT” – VIA P. DEL TORTO, 1 – 80131 NAPOLI

FINE SERVIZIO
Annunci

2 pensieri su “LABOCCETTA LA MAGISTOCRAZIA E GLI ANNI <> RIVOLUZIONE CALABRIA SENATORE FRANCO REGGIO CAPOLUOGO”

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...