CORRISPONDENZE DA CSSEO GAETANO DANIELE PUBLIO FIORI ALENIA “ITALIANI” IL CANDIDO SMSSengineeringMarketing


CORRISPONDENZE DA CSSEO GAETANO DANIELE PUBLIO FIORI ALENIA “ITALIANI” IL CANDIDO SMSSengineeringMarketing

Servizio – tra breve in rete : azimutassociazione@libero.it
scritto : 18/04/2015 

Anteprima di web : “Associazione Azimut”<associazioneazimut@tiscali.it>

Oggi: CORRISPONDENZE DA CSSEO GAETANO DANIELE PUBLIO FIORI ALENIA “ITALIANI” IL CANDIDO SMSSengineeringMarketing

[ “AZIMUT-NEWSLETTER” : 19 APRILE 2015 ]

   
ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
L’INFORMAZIONE ONLINE NON CONFORMISTA – TRA CRONACA E STORIA – CONTRO IL SISTEMA DELLA MENZOGNA 
azimutassociazione.wordpress.com/

Raccolta di e-mail dell’Associazione Culturale Azimut (per Production Reserved)

SVEGLIATEVI !
Associazione Azimut
Associazione Culturale Azimut

<< – La Storia non ha i binari obbligati come le ferrovie – >>
[Legum omnes  servi sumus ut liberi esse possimus]
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SUPERMARIO – GIGANTE DAI PIEDI D’ARGILLA
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END ECB DICTATORSHIP !!!! end ecb dictatorship !!!! end ecb dictatorship !!!! end ecb dictatorship !!!! end ecb dictatorship !!!! end ecb dictatorship !!!! end ecb dictatorship !!!! se sei d’ accordo, condividi

foto di Gianluca Cantalamessa.
 B A S T A    C O N   L A   D I T T A T U R A   D E L L A   BCE
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RIPOPOLIAMO L’ITALIA CON IMMIGRATI…LO DICONO  VERAMENTE…. 
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MA L’immigrazione è un’arma di distruzione di massa contro i popoli. Quella di massa è un genocidio con altri mezzi. Il Pd è un partito genocida, a questo punto, opporsi al Pd con ogni mezzo è cosa lecita. (fonte)
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Ecco nero su bianco la soluzione del PD sull’immigrazione, e i motivi profondi che hanno portato all’operazione Mare Nostrum.

renzi-callipo-falcomataDurante un incontro con Renzi, il candidato sindaco del Pd di Reggio Calabria: “I paesi dell’entroterra, soprattutto in provincia di Reggio come nel resto della Regione, sono spopolati, demograficamente tristi, con età media alta e scarso ricambio generazionale. Sono paesi che si desertificano insieme alle loro campagne. In una logica di cooperazione, due fragilità possono costituire una risorsa: la proposta va nella direzione dell’accoglienza diffusa dei migranti in zone che subiscono abbandono da parte della popolazione, così da trasformare l’attuale rete assistenziale e i relativi fondi, dalla debole efficacia, in capitale per lo sviluppo umano del nostro territorio, così che queste persone possano ripopolare i nostri paesi e riavviare attività lavorative all’interno di filiere di economia civile. L’idea è che l’accoglienza possa restituire fertilità e generatività alle nostre terre, essendo queste accoglienti per i migranti. Abbiamo non solo l’occasione di proporre un metodo di accoglienza diverso, più umano, nei confronti dei migranti ma anche di valorizzare quei centri che più degli altri subiscono la crisi e si spopolano e desertificano a causa delle opportunità sempre più ridotte, perdendo la propria identità e la propria storicità. Ci sono tanti e diversi Sud del mondo e, in una certa misura, ci siamo dentro anche noi; poi c’è un Nord del benessere e del domani migliore, almeno così ci illudiamo che sia. Ma per i migranti, no, per loro è necessario approdare sulle nostre coste, per una questione di vita o di morte, questo fa la differenza”.
Una colonizzazione a spese degli italiani, sulla quale i cacicchi del PD in Calabria vogliono lucrare e mangiare. Come loro costume.
Insieme ad ‘accoglienza’ infatti, ricorre sempre la parola ‘fondi’. Fondi senza fondo, come le loro teste vuote e criminali.
L’immigrazione è un’arma di distruzione di massa contro i popoli. Quella di massa è un genocidio con altri mezzi. Il Pd è un partito genocida, a questo punto, opporsi al Pd con ogni mezzo è cosa lecita. (fonte)

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——– Original Message ——–

Subject: 22 aprile – I prigionieri italiani di guerra in Unione Sovietica
Date: Sat, 18 Apr 2015 11:23:36 +0200
From: CSSEO <info@csseo.org>
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Reply-To: info@csseo.org

INVITO

 

I PRIGIONIERI DI GUERRA ITALIANI IN UNIONE SOVIETICA

 

Mercoledì 22 aprile 2015, alle 17,30, a Trento, nella Sala degli Affreschi della Biblioteca comunale (Via Roma 55) il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale organizza l’incontro-dibattito “I prigionieri italiani di guerra in Unione Sovietica”. Intervengono Lorenzo Gardumi, Maria Teresa Giusti e Fernando Orlandi. Introduce Massimo Libardi.

Da poco è stata pubblicata dalla casa editrice Il Mulino la seconda edizione (rivista e ampliata) del lavoro di Maria Teresa Giusti sui prigionieri di guerra italiani in Unione Sovietica.

Il lavoro di Maria Teresa Giusti si basa sulle testimonianze dei reduci e sulla documentazione inedita, ritrovata in archivi sovietici fino a poco tempo fa assolutamente inaccessibili, relativa ai militari appartenenti al CSIR (il Corpo di spedizione italiano in Russia), inviato da Mussolini sul fronte orientale nel luglio 1941, che fu poi inquadrato nell’Ottava armata italiana (Armir), in partenza per il fronte nell’estate successiva.

Attingendo alle nuove fonti russe e italiane Giusti ha ricostruito e documentato, per la prima volta nella sua completezza, il calvario dei prigionieri: dal momento della cattura alle terribili marce del “davai” verso i campi di raccolta nelle retrovie; dai lager al difficile e contrastato rimpatrio che per alcuni si realizzò solo nel 1954, fino alla contabilità dei morti che è stata possibile solo dopo il crollo del sistema comunista sovietico.

Prima dell’uscita di questo volume, la tragedia degli italiani sul fronte orientale era una sorta di tabù: malgrado il destino di migliaia di italiani catturati dai sovietici fosse comune a tante famiglie e la questione del loro rimpatrio avesse monopolizzato l’interesse dell’opinione pubblica dell’epoca, il tema è stato confinato alla memorialistica dei reduci e ha subito una sorta di oblio nella storiografia italiana.

Grazie all’apertura degli archivi ex sovietici negli anni Novanta Giusti ha potuto accedere ai documenti segreti e studiare il tema da un’altra ottica, più completa. Dalle carte è anche emerso che l’indice di mortalità tra i prigionieri italiani fu quello più alto rispetto ai prigionieri di altre nazionalità.

Un aspetto originale del volume è poi dato dalla ricerca sulla propaganda antifascista, organizzata tra i prigionieri degli eserciti invasori e volta a trasformarli in alleati dell’Unione Sovietica.

Nel corso delle nuove ricerche documentarie, Giusti ha conseguito importanti acquisizioni storiografiche, portando alla luce alcuni aspetti della vicenda poco noti, come le direttive emanate dallo stesso Stalin per lo sfruttamento dei prigionieri come manodopera; la negligenza e il caos che caratterizzarono i primi mesi della prigionia e che sovente furono la causa dell’alta mortalità.

In questa nuova edizione del volume, si getta luce anche su alcune questioni di rilievo, quale l’opera di spionaggio intrapresa nei lager tra i prigionieri e incoraggiata dalla polizia segreta, l’Nkvd; l’azione della Cgil e in particolare del segretario Giuseppe Di Vittorio, tesa ad ottenere il rimpatrio dei prigionieri italiani; il contributo fornito dalla Santa Sede nell’opera di collegamento tra i prigionieri e i loro familiari in Italia.

Di notevole interesse anche le nuovi informazioni sui prigionieri italiani a cui vennero addebitati crimini di guerra. Dai documenti sovietici risulta che se alcuni di loro si erano comportati effettivamente in maniera brutale, gli altri non avevano affatto compiuto le atrocità di cui erano accusati, ma erano colpevoli soltanto di comportarsi come fascisti convinti, rappresentando così il fallimento della propaganda comunista.

I presunti criminali di guerra italiani furono trattenuti anche dopo la fine del conflitto, insieme al personale diplomatico della RSI, catturato dall’Armata Rossa nelle legazioni di Sofia e Bucarest.

Il governo italiano dovette piegarsi alle richieste di Mosca: con un accordo del 1949 otteneva il rimpatrio dei prigionieri italiani ma solo dietro la consegna di tutti cittadini sovietici, anche donne e bambini, che avevano trovato rifugio nel nostro paese durante e prima del conflitto e che non volevano rientrare in Unione Sovietica, perdendo la loro libertà. Gli ultimi prigionieri italiani accusati di crimini sarebbero rimpatriati soltanto dopo la morte di Stalin.

Infine, un’altra vicenda che Giusti sottrae all’oblio è quella degli “Internati militari”, catturati dai tedeschi dopo l’8 settembre 1943 nei Balcani. Migliaia di loro, nel 1944, durante l’avanzata dell’Armata Rossa verso occidente, caddero in mano sovietica e furono arbitrariamente deportati nell’Urss come prigionieri di guerra, sebbene da internati si fossero rifiutati di collaborare con la Germania e nonostante l’Italia del Regno del Sud fosse ormai paese cobelligerante al fianco degli Alleati.

La prima edizione del lavoro di Maria Teresa Giusti è stata pubblicata anche in Russia (San Pietroburgo, Aleteya, 2010). Il libro ha vinto il premio nazionale “Cherasco Storia”, edizione 2005, ed è stato selezionato, nelle edizioni 2004, tra i cinque finalisti al Premio città di Acqui (saggistica) e al Premio Ostia di Mare–Roma.

Maria Teresa Giusti insegna Storia contemporanea e Storia sociale presso il Dipartimento di Lettere, Arti e Scienze Sociali dell’Università «G. d’Annunzio» di Chieti-Pescara.

Il Centro Studi sulla Storia dell’Europa Orientale è su  Facebook.

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L’ULTIMA DI MADAMA BOLDRINI – LE RUSPE
La furia iconoclasta di Laura Boldrini sta per abbattersi su Roma. Cancellare a suon di ruspe dalla memoria collettiva le tracce del ventennio…
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LE CENTO COSE BUONE DEL FASCISMO.

Descrizione:

Purtroppo sin da piccoli sui libri di scuola ci hanno sempre elencato gli errori ma mai i pregi. Oggi dopo aver letto che Inps, Scuola obbligatoria, Mutue ecc erano attribuite ai “partigiani” e ai “comunisti”, ho deciso di chiarire un po’ le idee a qualcuno!

  1. 1.                Assicurazione invalidità e vecchiaia, R.D. 30 dicembre 1923, n. 3184.
  2. 2.                Assicurazione contro la disoccupazione, R.D. 30 dicembre 1926 n. 3158.
  3. 3.                Assistenza ospedaliera ai poveri R.D. 30 dicembre 1923 n. 2841.
  4. 4.                Tutela del lavoratore di donne e fanciulli R.D. 26 aprile 1923 n. 653.
  5. 5.                Opera nazionale maternità e infanzia (O.N.M.I.) R.D. 10 dicembre 1925 n. 2277.
  6. 6.                Assistenza a illegittimi e abbandonati o esposti, R.D. 8 maggio 1925, n. 798.
  7. 7.                Assistenza obbligatoria contro la TBC, R.D. 27 ottobre 1927 n. 2055.
  8. 8.                Esenzione tributaria per le famiglie numerose R.D. 14 maggio 1928 n. 1312
  9. 9.                Assicurazione obbligatoria contro le malattie professionali, R.D. 13 maggio 1928 n. 928.
  10. 10.           Opera nazionale agli orfani di guerra, R.D.26 luglio 1929 n.1397.
  11. 11.           Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (I.N.P.S.), R.D. 4 ottobre 1935 n. 1827.
  12. 12.           Settimana lavorativa di 40 ore, R.D. 29 maggio 1937 n.1768.
  13. 13.           Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro (I.N.A.I.L.), R.D. 23 marzo 1933, n. 264.
  14. 14.           Istituzione del sindacalismo integrale con l’unione delle rappresentanze sindacali dei datori di lavoro (Confindustria e Confagricoltura); 1923.
  15. 15.           Ente Comunale di Assistenza (E. C. A.), R.D. 3 giugno 1937, n. 817.
  16. 16.           Assegni familiari, R.D. 17 giugno 1937, n. 1048.
  17. 17.           I.N.A.M. (Istituto per l’Assistenza di malattia ai lavoratori), R.D. 11 gennaio 1943, n.138.
  18. 18.           Istituto Autonomo Case Popolari.
  19. 19.           Istituto Nazionale Case Impiegati Statali.
  20. 20.           Riforma delle scuole “Gentile” del maggio 1923 (l’ultima era del 1859).
  21. 21.           Opera Nazionale Dopolavoro (nel 1935 disponeva di 771 cinema, 1227 teatri, 2066 filodrammatiche, 2130 orchestre, 3787 bande, 1032 associazioni professionali e culturali, 6427 biblioteche, 994 scuole corali, 11159 sezioni sportive, 4427 di sport agonistico.). I comunisti la chiamarono casa del popolo.
  22. 22.           Guerra alla Mafia e alla Massoneria (vedi “Prefetto di ferro” Cesare Mori).
  23. 23.           Carta del lavoro GIUSEPPE BOTTAI del 21 aprile 1927.
  24. 24.           Lotta contro l’analfabetismo: eravamo tra i primi in Europa, ma dal 1923 al 1936 siamo passati dai 3.981.000 a 5.187.000 alunni – studenti medi da 326.604 a 674.546 – universitari da 43.235 a 71.512.
  25. 25.           Fondò il doposcuola per il completamento degli alunni.
  26. 26.           Istituì l’educazione fisica obbligatoria nelle scuole.
  27. 27.           Abolizione della schiavitù in Etiopia.
  28. 28.           Lotta contro la malaria.
  29. 29.           Colonie marine, montane e solari.
  30. 30.           Refezione scolastica.
  31. 31.           Obbligo scolastico fino ai 14 anni.
  32. 32.           Scuole professionali.
  33. 33.           Magistratura del Lavoro.
  34. 34.           Carta della Scuola.

 

Opere architettoniche e infrastrutture:

  1. 35.           Bonifiche paludi Pontine, Emilia, Sardegna, Bassa Padana, Coltano, Maremma Toscana, Sele e appoderamento del latifondo siciliano. Con la fondazione delle città di Littoria, Sabaudia, Aprilia, Pomezia, Guidonia, Carbonia, Fertilia, Segezia, Alberese, Mussolinia (oggi Alborea), Tirrenia, Tor Viscosa, Arsia e Pozzo Littorio e di 64 borghi rurali, 1933 – 1939.
  2. 36.           Parchi nazionali del Gran Paradiso, dello Stelvio, dell’Abruzzo e del Circeo.
  3. 37.           Centrali Idroelettriche ed elettrificazione delle linee Ferroviarie.
  4. 38.           Roma: Viale della Conciliazione.
  5. 39.           Progetto della Metropolitana di Roma.
  6. 40.           Tutela paesaggistica e idrologica.
  7. 41.           Impianti di illuminazione elettrica nelle città.
  8. 42.           Prosciugamento del Lago di Nemi (1931) per riportare alla luce navi romane.
  9. 43.           Creazione degli osservatori di Trieste, Genova, Merate, Brera, Campo Imperatore.
  10. 44.           Palazzo della Previdenza Sociale in ogni capoluogo di Provincia.
  11. 45.           Fondazione di 16 nuove Province.
  12. 46.           Creazione dello Stadio dei Marmi (di fronte allo stadio si trova ancora un enorme obelisco con scritto “Mussolini Dux”).
  13. 47.           Creazione quartiere dell’EUR.
  14. 48.           Ideazione dello stile architettonico “Impero”, ancora visibile nei palazzi pubblici delle città più grandi.
  15. 49.           Creazione del Centro sperimentale di Guidonia (ex Montecelio), dotata del più importante laboratorio di galleria del vento di allora (distrutto nel 1944 dalle truppe tedesche che abbandonavano Roma).
  16. 50.           Costruzione di numerose dighe.
  17. 51.           Fondò l’istituto delle ricerche, profondo stimatore di Marconi che mise a capo dello stesso istituto grazie alla sua grandiosa invenzione della radio e dei primi esperimenti del radar, non finiti a causa della sua morte.
  18. 52.           Costruzione di molte università tra cui la Città università di ROMA.
  19. 53.           Inaugurazione della Stazione Centrale di Milano nel 1931 e della Stazione di Santa Maria Novella di Firenze.
  20. 54.           Costruzione del palazzo della Farnesina di Roma, sede del Ministero degli Affari Esteri.
  21. 55.           Opere eseguite in Etiopia: 60.000 operai nazionali e 160.000 indigeni srotolarono sul territorio più di 5000 km di strade asfaltate e altri 1400 di piste camionabili. Avevano trasformato non solo Addis Abeba, ma anche oscuri villaggi in grandi centri abitati (Dessiè, Harar, Gondar, Dire, Daua). Alberghi, scuole, fognature, luce elettrica, ristoranti, collegamenti con altri centri dell’impero, telegrafo, telefono, porti, stazioni radio, aeroporti, financo cinematografi e teatri. Crearono nuovi mercati, numerose scuole per indigeni, e per gli stessi crearono: tubercolosari, ospizi di ricovero per vecchi e inabili al lavoro, ospedali per la maternità e l’infanzia, lebbrosari. Quello di Selaclacà: oltre 700 posti letto e un grandioso istituto per studi e ricerche contro la lebbra. Crearono imprese di colonizzazione sotto forme di cooperative finanziate dallo stato, mulini, fabbriche di birra, manifatture di tabacchi, cementifici, oleifici, coltivando più di 75.000 ettari di terra.
  22. 56.           Sviluppo aeronautico, navale, cantieristico. Opere politiche e diplomatiche.
  23. 57.           Patti Lateranensi, 11/02/1929.
  24. 58.           Tribunale del popolo.
  25. 59.           Tribunale speciale.
  26. 60.           Emanò il codice penale (1930), il codice di procedura penale (1933, sostituito nel 1989), il codice di procedura civile (1940), il codice della navigazione (1940), il codice civile (1942) e numerose altre disposizioni vigenti ancora oggi (il Testo Unico delle Leggi di Pubblica Sicurezza, il Codice della Strada, le disposizioni relative a: polizia urbana, rurale, annonaria, edilizia, sanitaria, veterinaria, mortuaria, tributaria, demaniale e metrica).
  27. 61.           Conferenza di Losanna.
  28. 62.           Conferenza di Locarno.
  29. 63.           Conferenza di Stresa.
  30. 64.           Patto a quattro.
  31. 65.           Patto Anticomintern. Opere espansionistiche.
  32. 66.           Riconquista della Libia.
  33. 67.           Conquista dell’Etiopia.
  34. 68.           Guerra di Spagna. Opere economiche e finanziarie.
  35. 69.           Istituto di Ricostruzione Industriale (I.R.I.), 1932.
  36. 70.           Istituto Mobiliare Italiano (I.M.I.), 1933.
  37. 71.           Casse Rurali e Artigiane, R.D. 26 agosto 1937, n. 1706.
  38. 72.           Riforma bancaria: tra il 1936 e il 1938 la Banca d’Italia passò completamente in mano pubblica e il suo Governatore assunse il ruolo di Ispettore sull’esercizio del credito e la difesa del risparmio.
  39. 73.           Socializzazione delle imprese. Legge della R. S. I., 1944.
  40. 74.           Parità aurea della lira.
  41. 75.           Battaglia del grano.
  42. 76.           1929: crisi finanziaria mondiale. Il mondo del capitalismo è nel caos: il Duce risponde con 37 miliardi di lavori pubblici e in 10 anni vengono costruite 11.000 nuove aule in 277 comuni, 6.000 case popolari che ospitano 215.000 persone, 3131 fabbricati economici popolari, 1.700 alloggi, 94 edifici pubblici, ricostruzione dei paesi terremotati, 6400 case riparate, acquedotti, ospedali, 10 milioni di abitanti in 2493 comuni hanno avuto l’acqua assicurata, 4500 km di sistemazione idrauliche e arginature, canale Navicelli; nel 1922 i bacini montani artificiali erano 54, nel 1932 erano arrivati a 184, aumentati 6 milioni e 663 mila k.w. e 17.000 km di linee elettriche; nel 1932 c’erano 2.048 km di ferrovie elettriche per un risparmio di 600.000 tonnellate di carbone; costruiti 6.000 km di strade statali, provinciali e comunali, 436 km di autostrade. Le prime autostrade in Italia furono la Milano – laghi e la Serravalle – Genova (al casello di Serravalle Scrivia si trova una scultura commemorativa con scritto ancora “Anno di inizio lavori 1930, ultimato lavori 1933”).
  43. 77.           Salvò dalla bancarotta l’Ansaldo, il Banco di Roma e l’Ilva (1923-24).
  44. 78.           Attacco al latifondo siciliano.
  45. 79.           Accordi commerciali con tutti gli Stati, compreso l’Urss.
  46. 80.           Pareggio di bilancio già dal 1924.

 

Opere sportive e culturali

  1. 81.           Costruzione dell’Autodromo di Monza, 10/09/1923.
  2. 82.           Fondazione di CINECITTA’.
  3. 83.           Creazione dell’ente italiano audizione radiofoniche (EIAR), anno 1927.
  4. 84.           Primi esperimenti della televisione che risalgono all’anno 1929 per volere del Duce; nel dicembre del ’38 l’ufficio stampa dell’EIAR comunicò che nei primi mesi del ’39 sarebbero iniziati servizi regolari di televisione. Il 4 giugno 1939 alla Mostra del Leonardo ci furono alcune trasmissione sperimentali, sul Radio Corriere apparvero i programmi e persino le pubblicità di alcuni paleolitici apparecchi televisivi. Purtroppo il progetto venne abbandonato a causa dell’entrata in guerra.
  5. 85.           Istituzione della Mostra del Cinema di Venezia, prima manifestazione del genere al mondo, nata nel 1932 per opera del direttore dell’Istituto Luce, De Feo, e dell’ex ministro delle Finanze Giovanni Volpi di Misurata.
  6. 86.           Creazione dell’albo dei giornalisti, anno 1928.
  7. 87.           Fondazione dell’istituto LUCE, anno 1925.
  8. 88.           Nel 1933 appoggiò la prima trasvolata atlantica compiuta da Italo Balbo (tra l’altro, fu in quell’occasione che venne inaugurata la “posta aerea”).
  9. 89.           Accademia d’Italia (Marconi, Pirandello, Mascagni, ecc.).
  10. 90.           Littoriali della cultura e dell’arte.

 

Opere di utilità varie

  1. 91.           Registro per armi da fuoco.
  2. 92.           Istituzione della guardia forestale.
  3. 93.           Istituzione dell’archivio statale, anno 1923.
  4. 94.           Fondazione della FAO.
  5. 95.           Fondazione dei consorzi agrari.
  6. 96.           Annessione della Guardia di Finanza nelle forze armate.
  7. 97.           Istituzione di treni popolari per la domenica con il 70% di sconto, anno 1932.
  8. 98.           Istituì il Corpo dei Vigili del Fuoco.
  9. 99.           Ammodernò il Pubblico Catasto urbano e dei terreni.
  10. 100.      Mappò tutto il territorio nazionale compilando le mappe altimetriche usate ancora oggi, e che non sono mai state aggiornate da allora.

Annamaria De Palma

 …. AGGIUNGO, SU SUGGERIMENTO, QUESTO ALTRO PUNTO: “Lo studio di uno Stato di Israele in Etiopia nei territori occupati dai Felascià, Tribù di religione Ebraica( la leggenda li vuole discendenti della Regina di Saba). Lo studio fu affidato al Col. ADAMI , Alpino e Comandante del 5° Reggimento Alpini nella Campagna di Russia.”

Benito MussoliniBenito Mussolini

Bandiera dell'Italia

L’INFORMAZIONE 

——– Original Message ——–

Subject: Napoli, International Space Apps Challenge, la sfida della Nasa
Date: Tue, 14 Apr 2015 09:51:31 +0000
From: Aerospaziocampania/aeropolis <dsalenia@yahoo.it>
To: <associazioneazimut@tiscali.it>
Per leggere la Newsletter sul WEB 

NEWSLETTER N°40– 14 aprile 2015

——– Original Message ——–

Subject: Microsoft anteprima di Windows 10 – Il tuo Office, ma con molto di più!
Date: Wed, 15 Apr 2015 21:30:30 +0200
From: “SMSengineering Marketing” <marketing@smsgroup.eu>
To: associazioneazimut@tiscali.it
Reply-To: marketing@smsgroup.eu
MICROSOFT SPRING PARTNER CONFERENCE 2015 – ANTEPRIMA DI WINDOWS 10
Si è svolta venerdì 10 aprile, al Microsoft Innovation Campus di Milano, la “Microsoft Spring Partner Conference 2015”.  L’evento è stato un momento di incontro tra Microsoft e i Top Partner per condividere i risultati di business raggiunti nella prima metà dell’anno e discutere di come portare avanti, insieme, la missione di Microsoft, ovvero permettere alle organizzazioni di qualsiasi dimensione di lavorare meglio facendo leva sull’innovazione.
Temi chiave della giornata sono stati la presentazione in anteprima di Windows 10, il primo sistema operativo ideato come un app, il focus sempre più sul cloud come leva abilitante per la trasformazione digitale e l’intervento del prof. Severino Meregallidella SDA Bocconi School of Management. L’evento è stata anche l’occasione per illustrare il programma e le modalità di partecipazione alla Worldwide Partner Conference, il grande appuntamento internazionale dedicato alla Partner Community di Microsoft, che si terrà a Orlando dal 12 al 16 luglio
Presente alla Conferenza l’ ing. Francesco Castagna, CEO della SMS Engineering, premiata l’anno scorso a Washington come “Microsoft SMB Italian Partner of the year 2014”.
Nella foto da sinistra in alto Vincenzo EspositoMicrosoft Italy SMS&P Director, Francesco Castagna e Massimiliano Ortalli Microsoft Partner Sales Lead & PB&D. Lead. Nella foto da sinistra in basso Eleonora Rocco, Microsoft Partner Sales Manager SMB, Francesco Castagna, Greta Orsi, Microsoft Partner Channel Development Manager Cloud SMB.
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RIVISTE – SEGNALAZIONE
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Subject: Rinasce Il Candido La storica Rivista Satirica Fondata da Giovannino Guareschi
Date: Tue, 14 Apr 2015 11:18:45 +0200
From: “Rinasce il candido” <info@pagine.net>
To: “ASSOCIAZIONE AZIMUT NAPOLI ASSOCIAZIONE AZIMUT NAPOLI” <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: info@pagine.net

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Subject: “Italiani” n. 165: LE RADICI DEL RAZZISMO
Date: Fri, 17 Apr 2015 09:59:08 +0200
From: archifress@tiscali.it
To: associazioneazimut@tiscali.it
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SULLA BOLDRINI – TRATTO DAL “SECOLO D’ITALIA”
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La Boldrini vuole abbattere la stele di Mussolini. Come i talebani dell’Isis

venerdì 17 aprile – 12:24

 
 

La furia iconoclasta di Laura Boldrini sta per abbattersi su Roma. Cancellare a suon di ruspe dalla memoria collettiva le tracce delventennio fascista: è l’ultima crociata della terza carica dello Stato, militante talebana del buonismo planetario, ossessionata dal fantasma di Mussolini.

La furia della Boldrini

A pochi giorni dal 25 aprile la presidentessa scopre che a Roma, di fronte al complesso del Foro Italico (vietato chiamarlo Foro Mussolini) si staglia uno scandaloso obelisco di marmo con la scritta  “Mussolini dux”. Inaccettabile, un’offesa alla democrazia e alla convivenza civile. L’incisione – spiega la Boldrini – va cancellata, anzi, sarebbe meglio abbattere tutta la colonna di marmo di Carrara che dagli anni Trenta offende i sinceri democratici facendo mostra  di sé di fronte al ponte Duca d’Aosta ai piedi di Monte Mario. A quando mazze, picconi e tiro a segno con i kalashnikov? La furia dei terroristi dell’Isis contro le statue e le vestigia dell’antica Hatra,Patrimonio Unesco dell’Umanità, in Iraqdeve avere ispirato la fantasia della presidentessa partigiana arsa dal sacro fuoco dell’ideologia.Da “Bella Ciao” alle ruspe

L’idea è balenata a Laura Boldrini al termine della cerimonia aMontecitorio per il 70esimo anniversario della Resistenza:  dopo aver intonato Bella Ciao, sguardo pensoso e labbra vermiglie, è arrivata la perla di civiltà, roba da far impallidire gli esecrati roghi dei libri del secolo scorso. «Dovremmo fare qualcosa per ripulire tutte lestrade d’Italia dal fascismo che sta ritornando e abbattere quella colonna al Foro Italico con la vergognosa scritta “Mussolini dux”, quella – dice la Boldrini – è ora di abbatterla o per lo meno di togliere la scritta». Parola d’ordine contro il nuovo fascismo del terzo millennio (Salvini? Meloni? fate voi): cancellare la firma indelebile  del monumentale complesso sportivo ideato e realizzato da quel pericoloso fascista di Enrico Del Debbio tra il ’27 e il ’33.

La rabbia del web

Dallo staff della presidenza della Camera non trapela nulla della notizia riportata per primo dal Tempo ma la rete si vendica della “barbarie” e la  Boldrini viene letteralmente assalita. Nel giro di poche ore è nata la pagina Facebook “giù le mani dall’obelisco del Foro Italico” e sui social è un crescendo di commenti contro l’ignoranza del potere. “Ci sono vie, piazze intitolate a Lenin, Togliatti, Stalin,queste vanno bene per la Presidenta. Da cancellare sarebbe lei e tutti quelli come lei, che dell’Italia hanno fatto una cloaca puzzolente e fetida” è uno dei tanti post. “Bisogna cancellare la Boldrini!!!! Lei non fa la Storia…”. “Vuole abbattere la scritta Dux e  magari sostituirla con una scritta quanto sono belli i migranti”. “Cancellare la Storia non ha senso. Boldrini ignorante”.
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ORRORI DELL’ITALIETTA – L’ITALIA DI LOR SIGNORI
 
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CORRISPONDENZE
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—-Messaggio originale—-
Da: publiofiori@rifondazionedc.it
Data: 16/04/2015 12.19
A: <massimovuono@libero.it>
Ogg: LA POLITICA STA EVAPORANDO: I CATTOLICI STENTANO NEL RICOMPORRE UN SOGGETTO UNITARIO, LA SINISTRA E’ DILANIATA DA FORTI CONTRAPPOSIZIONI, IL CENTRO APPARE PRIVO DI CONSISTENZA E LA DESTRA SEMBRA IN VIA DI RIDIMENSIONAMENTO. CHE FARE?


LA POLITICA STA EVAPORANDO: I CATTOLICI STENTANO NEL RICOMPORRE UN SOGGETTO UNITARIO, LA SINISTRA E’ DILANIATA DA FORTI CONTRAPPOSIZIONI, IL CENTRO APPARE PRIVO DI CONSISTENZA E LA DESTRA SEMBRA IN VIA DI RIDIMENSIONAMENTO. CHE FARE? FORSE UNA RIFLESSIONE DI GRAMSCI CI POTREBBE ESSERE UTILE.

di Publio Fiori

Appare improbabile oggi trovare un progetto ideale e programmatico intorno al quale poter ricostruire uno schieramento omogeneo capace di recuperare una politica fondata su una visione alta e condivisa.

Prevalgono vecchie e logore posizioni legate a superate ideologie, con l’aggravante di una prassi incentrata su proclami e promesse senza un disegno strategico sul futuro del Paese.

Con una classe dirigente “inventata”, priva di legittimazione democratica e di effettiva rappresentanza popolare; che ci da l’impressione di uno “stallo” che è l’anticamera dell’esclusione dei cittadini dalle più importanti scelte politiche.

Che fare per recuperare una unità di intenti dinanzi alla mancanza di elementi positivi intorno ai quali raccogliere un nuovo schieramento politico?

Ci viene in aiuto Gramsci che rivolse ai suoi compagni dell’epoca due importanti riflessioni: innanzitutto che il PCI senza una intesa con la borghesia non avrebbe mai raggiunto il potere; in secondo luogo, però, non c’erano elementi positivi sui quali costruire un rapporto di collaborazione con la borghesia.

L’unica possibilità, suggerì Gramsci, era quella di un accordo su un fatto negativo, su di una vicenda che fosse “anti” e che unisse tradizioni diverse per una battaglia contro un nemico comune.

Nacque così la proposta dell’unità antifascista e dell’arco costituzionale che avrebbe dovuto creare una intesa con la DC per una collaborazione politica ed, eventualmente, anche governativa.

L’insegnamento da trarre è che se non si può trovare una intesa su un comune progetto in positivo si può tentare la strada dell’accordo su una proposta che unisca perché contraria ad una posizione da modificare o eliminare.

Oggi abbiamo un fatto che si potrebbe prestare a tale strategia: si tratta della riforma elettorale in discussione con molti contrasti tra i partiti ed anche al loro interno.

Perché è una riforma che punta a “semplificare” le procedure democratiche accentrando il potere sul governo, devitalizzando il ruolo del Parlamento, togliendo ai cittadini il diritto di scegliersi i propri rappresentanti e “regalando” al partito di maggioranza relativa un “bonus” che lo trasforma in maggioranza assoluta.

Ciò significa che la disaffezione degli elettori che è già al 50% si trasformerebbe rapidamente in un disinteresse generalizzato destinato ad aprire la strada ad ipotesi antipopolari.

Non dimenticando che la Corte Costituzionale ha già dichiarato costituzionalmente illegittimo un sistema elettorale che violi i suddetti principi.

Pertanto, chiamare a raccolta i partiti, i movimenti, le associazioni, i comitati e tutti coloro che sono contrari a questa riforma incostituzionale (che fra l’altro verrebbe varata da un Parlamento dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale) potrebbe essere il collante che, in nome della difesa di una più alta qualità della democrazia e quindi degli interessi realmente popolari, ponga le basi per la rinascita di una politica contro tutte le oligarchie pubbliche e private in favore delle attese e delle speranze della gente rispetto agli interessi della finanza nazionale e internazionale.

Un movimento che si prepari, nel caso di approvazione della riforma a costituirsi in comitato promotore del referendum abrogativo. Insomma, una sorta di “comitato di liberazione” dal quale potrebbe scaturire una nuova politica che rispetti le persone, il loro futuro e i loro valori.

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