INTERVENTI LIGNOLA NARDIELLO VUONO TRATTI DAL ROMA DI NAPOLI E ALTRE NEWS


INTERVENTI LIGNOLA NARDIELLO VUONO TRATTI DAL ROMA DI NAPOLI E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 17.06.’15 ]

Associazione Azimut, Naples, Italy.
Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
azimutassociazione@libero.it
associazioneazimut@tiscali.it
 
PRIMO PIANO – RENZI A CASA ! ! !
Migranti, il piano di Renzi: tensione a Ventimiglia. Foto e videoRisultati immagini per renzi vattene a casa
RENZI – PENULTIMO ATTO. – IL CANTO DEL CIGNO – E’ GIA’ AL CAPOLINEA – “…DURA MINGA, DURA NO…” –  NON PUO’ DURAR…..

Dura Minga – China Martini – YouTube 

22 apr 2007 – Caricato da anecoico

Dura Minga – China Martini …. di Sarkò alle elezioni, ho pensato al matrimonio con Carlà e mi è venuto …

ANNI ’30 – De Sica/Melnati “Dura minga”. – YouTube 

15 gen 2010 – Caricato da Ser Bond

Vittorio De Sica e Umberto Melnati nella famosa scenetta “DURA MINGA NON PUÒ DURARE”

O G G I
INTERVENTI LIGNOLA NARDIELLO VUONO TRATTI DAL ROMA DI NAPOLI E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 17.06.’15 ]
   

ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” –  NAPOLI

Arturo Stenio Vuono
[“AZ.”] – PER IL MOMENTO C’E’ UN LIBRO CON PAGINE IN BIANCO MA C’E’ UN NUOVO CAPITOLO DI STORIA CHE IL POPOLO ITALIANO, PRIMA O POI, SCRIVERA’ – COME NEL 1799 A NAPOLI…..- Liberté, Égalité, Fraternité –  GLI EUROCRATI SONO ARRIVATI…E CI HANNO IMPOSTO ALTRE TASSE, “LIBERTE’ – EGALITE’ – FRATERNITE’…”: TU RUBI A ME, IO RUBO A TE!…”

MUTUANDO DAL PASSATO

[ TRE VIDEO : SO ‘VENUTE LI EUROPESE…RESISTENZA ALL’EUROPLIRE… ]

Napolincanto – Canto dei Sanfedisti – YouTube

30/giu/2010 – You need Adobe Flash Player to watch this video. … So’venute li Francise … resistenza ai francesi 1799-1806by pedritoya20,215 views …
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 Guarda più tardi Canto dei Sanfedisti (Peppe Barra)di DecorCarmeli897.065 visualizzazioni4:56

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IN COPERTINA – RINFRESCHIAMO LA MEMORIA AI LURCHI….
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SIAMO, ORMAI, DIFRONTE AD UN’ INVERTIMENTO – PERVERTIMENTO E SOVVERTIMENTO DI TUTTI VALORI
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Germania a lezione di gender: bimbi svengono a scuola. E chi protesta va in carcere

La Germania si spacca sui corsi di educazione sessuale e diversità di genere

Giovanni Masini – Ven, 14/11/2014 

Bimbi che si sentono male in classe, vanno in iperventilazione, svengono. Genitori in carcere per non aver obbligato i figli a partecipare ai corsi sul gender.

Succede nella Germania del 2014, dove chi osa anche solo dissentire dall’ideologia imperante del gender viene perseguito con determinazione, e a norma di legge. Al punto da rischiare di ritrovarsi la polizia sul pianerottolo di casa.

A Borken, vicino a Munster, l’anno scorso sei bimbi sono dovuti rimanere a casa da scuola per essersi sentiti male dopo che in classe erano state mostrate loro immagini esplicite a sfondo sessuale, nell’ambito di un progetto di educazione alla “diversità di genere”. Dopo che un primo bambino ha dato segni di avere problemi di circolazione, si è scatenata una reazione a catena, con altri piccoli studenti che sono andati in iperventilazione e un alunno che è quasi svenuto, rendendo necessario l’intervento dell’ambulanza. La polizia ha minimizzato l’episodio sostenendo che “non fosse successo niente” e che si trattasse di immagini e disegni “assolutamente normali”. Le autorità mediche hanno comunque disposto le analisi del sangue per uno dei bimbi che si sono sentiti male.

A Eslohe, 170 chilometri a sudest di Borken, è scoppiato un caso analogo che sta letteralmente spaccando in due l’opinione pubblica in tutto il Paese: due coniugi di 37 anni, Eugen e Luise Martens, sono stati incarcerati per quaranta giorni perché la figlia, iscritta alle scuole elementari, si era rifiutata di partecipare ai corsi di educazione sessuale previsti dall’istituto. Eugen, che con sua moglie ha altri otto figli, era già stato arrestato l’anno scorso con la medesima accusa: in quell’occasione a Luise era stata risparmiato il carcere solo perché incinta.

In tutta la Germania si stanno formando movimenti e comitati di solidarietà in appoggio ai coniugi Martens, per esprimere il dissenso contro una scuola che obbliga i bambini di sei anni a frequentare regolarmente lezioni di ideologia gender. In Germania i genitori dei bimbi che saltano la scuola possono essere denunciati dall’istituto e processati dal tribunale, anche se lo studente abbandona la lezione di propria iniziativa, come è stato nel caso della figlia dei Martens.

“Il contenuto delle lezioni è perverso – spiega a Tempi Mathias Ebert, fondatore dell’associazione “Besorgte Eltern” (“Genitori preoccupati”) – Non solo si mostra ai bimbi come funziona il sesso dei maschi e delle femmine, ma li si mette davanti alle varie pratiche sessuali: sesso orale, sesso anale molto altro. Si dice anche ai bambini, sin dalle elementari, che il loro genere non è determinato e che non possono sapere se sono maschietti o femminucce, che devono pensarci su.”

Ebert racconta anche che in Germania c’è molta paura a denunciare episodi come questo, perché “in questo Paese non appena si viene puniti si viene considerati dei criminali”: “Chiediamo solo che non vengano turbati i sentimenti dei bambini. Non è giusto. È una violenza nei loro confronti.”

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INTERVENTI LIGNOLA NARDIELLO VUONO TRATTI DAL ROMA DI NAPOLI 

[ per leggere i tre articoli – vedi : oltre ]

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L’inaspettata vittoria del centrodestra alle elezioni amministrative, ha dimostrato che, laddove la nostra coalizione si presenta con candidati e programmi seri, è facilmente possibile sconfiggere una sinistra di governo che sta rovinando il nostro Paese, dai livelli nazionali agli enti locali.

Un altro dato importante è che, laddove il Presidente Silvio Berlusconi è andato a svolgere campagna elettorale in sostegno dei candidati, abbiamo portato a casa la vittoria. Ennesima 

Altro

foto di Azzurra Libertà.

Samuele Conti ha condiviso un video sul tuo diario.

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VERGOGNA!!!!! Questo è quello che arriva in Italia, TUNISINI CONTRO I CARABINIERI A LAMPADUSA.
NOI NON LI VOGLIAMO. Catena Umana

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SUL <<ROMA ( “il Giornale di Napoli” ) >>
 

La Troika è già qui E non ci Consulta

Opinionista:

Vincenzo Nardiello

A ognuno la sua Troika. Ringalluzzito dal venticello di ripresina che soffia anche sull’Italia – dipendente tutto da fattori in cui, per fortuna, il Governo non c’entra nulla – al G7 Renzi ha tuonato contro l�austerity europea come uno Tsipras qualsiasi. Incassata la botta elettorale, il premier sta avviando una manovra per recuperare i voti di chi lo accusa di muoversi a Bruxelles – il tavolo sul quale si decidono davvero i destini dell’Italia – in piena continuità con gli esecutivi Monti e Letta. Ma sono solo chiacchiere. La notizia vera è che l’Italia è già commissariata dalla Troika (o come diavolo si chiama ora). Per convincersene basta guardare l’incredibile dibattito che si sta animando attorno alla Corte costituzionale. Perché tanta agitazione? Perché a fine giugno la Consulta potrebbe – potrebbe – dichiarare incostituzionale il blocco degli stipendi pubblici. Una randellata che costerebbe allo Stato 35 miliardi per il passato e 13 per il 2016. Avendo i giudici già bocciato lo stop all’adeguamento delle pensioni voluto dal governo Monti, si capisce che a Palazzo Chigi non sono notti propriamente tranquille. Immediatamente è partita una campagna nei confronti della Consulta fatta di “avvertimenti” più o meno velati: « Badate signori giudici, non potete decidere fregandovene delle conseguenze. Perché se dichiarerete illegittimo il blocco degli stipendi della Pa, la credibilità internazionale dell’Italia andrà a carte quarantotto, aprirete una voragine nei conti e costringerete il Governo ad imporre una valanga di tasse ». Queste, più o meno, le argomentazioni che si sentono e si leggono. Giusto. Peccato che a sostenerle siano proprio quei politici e opinionisti che erano in prima linea nel rivendicare l’autonomia e l’indipendenza della Corte quando questa stracciava le leggi dei governi Berlusconi, anche a costo di far rimediare figuracce internazionali all’Italia. Oggi invece, a giudizio di lorsignori, a condizionare la Consulta basterebbe un qualunque avvocato dello Stato. Intendiamoci, qui non è solo l’ennesima, insopportabile questione di doppiopesismo a essere in ballo, ma qualcosa di molto più serio: il fatto che ormai si dia per scontato che a governare siano gli ordini di Bruxelles. E che se questi sono in contrasto con la nostra Costituzione debba essere quest’ultima a soccombere. Tutto bene (si fa per dire) se funzionasse così anche per gli altri. Si dà il caso, invece, che in Germania la Corte suprema non perda occasione per ribadire a tutti noi che le regole europee a Berlino sono valide se – e solo se – non contrastano con la Costituzione tedesca. Tutti ricordano il conflitto che per mesi ha opposto i giudici di Karlsruhe alla Bce sul piano di acquisti dei titoli di Stato. Noi, invece, non possiamo permetterci di metter becco. Questo si chiama commissariamento. Sveglia, la Troika è già qui. E neanche ci Consulta. Tanto a eseguirne gli ordini basta un premier qualsiasi. 

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Immigrati, fatturato da 12 miliardi l’anno

Opinionista:

Pietro Lignola

Il mio caro amico Franco è il coordinatore del pensiero di ciò che resta della destra napoletana. Siamo soltanto una decina, ormai, a pensare Gli altri hanno fatto i candidati o peggio. Franco ci ha scritto per sottolineare il fatto nuovo: le navi di altri paesi vanno a prelevare i migranti presso le coste libiche e li portano da noi, in aggiunta a quelli salvati dalle nostre navi e a quelli che riescono da soli a raggiungere le nostre coste. Franco lamenta che nessuno in Italia è stato capace nemmeno di pensare che quelle navi i migranti avrebbero dovuto sbarcarli al paese loro e sollecita il parere di noi giuristi. Caro Franco, tu hai qualche anno più di me eppure, beato te, hai conservato la mente fresca, l’ingenuità e le illusioni di quando eri balilla! Esser capaci di credere, oggi, che sia di qualche utilità aver studiato diritto, non può che suscitare invidia. I comuni mortali hanno da lungo tempo recitato il de profundis per la dea Temi e si augurano che, dopo l’esumazione, la salma della Giustizia venga cremata per eliminarne i vermi e i residui maleodoranti. Si può ancora parlare di diritto in un paese ove un ministro in carica critica la Corte Costituzionale perché ha riconosciuto un diritto dei cittadini senza preoccuparsi delle conseguenze sul bilancio statale? Si può ancora parlare di diritto in un paese ove un politico che non può esercitare le funzioni di una carica può tuttavia candidarsi ed essere eletto? Ove, pur essendo chiaro che la sospensione opera ipso jure, senza bisogno di declaratorie, si traccheggia per consentirgli di designare il sostituto, un intestatario fittizio della carica, quando è palese l’assoluta inefficacia di un tale atto? Si può ancora parlare di diritto in un paese ove la colmata di Bagnoli, che, essendo dannosa per la salute pubblica, per legge doveva essere rimossa, aspetta ancora dopo un quarto di secolo? E, peggio ancora, si continua a discutere se sia il caso di farlo davvero? Si può ancora parlare di diritto in un paese ove il capo del governo non solo si tiene stretto un ministro che ha rappresentato le coop rosse, ma difende a spada tratta il sindaco di Roma e il presidente della Regione Lazio, dopo tutto quello che è successo e dopo il coinvolgimento di loro strettissimi collaboratori? Mi si consenta, a questo proposito, di rivolgere un commosso ringraziamento alla signora Polverini, che ebbe la decenza di dimettersi per molto meno; ma già, dimenticavo, ella non è di quel partito che si regge su un’etica impareggiabile e sull’indiscutibile onestà di tutti i suoi rappresentanti. Caro Franco, il tuo candore t’induce a inanellare illusioni fuori tempo! Non ti limiti a credere che il diritto sia più attuale dell’archeologia, ma immagini addirittura che gli invasori musulmani possano essere sbarcati da qualche altra parte! Tu hai creduto forse alle chiacchiere di Matteo, il petrusiniéllo che, tra un selfie e l’altro in compagnia di Obama, Merkel, Hollande e persino di Putin, invoca l’intervento dell’Europa e ottiene (udite, udite!) che alcuni paesi si carichino quote di migranti aventi diritto d’asilo! Quelli abusivi (come quella colf con la quale la famiglia Zinzi s’è andata a cercare una spiacevolissima rapina) ce li teniamo tutti noi! Tu dimentichi, caro Franco, che solo l’Italia ha un lucroso business con introiti proporzionali al numero dei clandestini che sono o figurano ospitati nei centri d’accoglienza. Pensa come sarebbero indignati i nostri governanti e le cooperative rosse che fanno loro capo, se gli invasori musulmani dovessero essere sbarcati da qualche altra parte! Se, infatti, riusciranno a portare in Italia tutto il milione di persone che in Libia aspetta di prendere il traghetto, il fatturato dell’industria immigratoria aumenterebbe di trentacinque milioni di euro al giorno: quasi dodici miliardi l’anno! Va da sé che, tolti questi spiccioli, non restino soldi per le pensioni, per la sanità, per i trasporti, per la manutenzione delle strade e degli edifici e per altre cose assai meno utili dei centri d’accoglienza! In verità, il capo del nostro governo, a parte gli elogi e i lusinghieri giudizi dei lustrascarpe e dei leccaculi che gestiscono l’informazione in Italia, non è abbastanza apprezzato da quei pochi che lo criticano. Costoro sostengono, infatti, che egli, a livello internazionale, conti ancor meno della Mogherini, dimenticando che sotto lo zero ci sono soltanto i numeri negativi, inesistenti nella realtà tangibile. No, Renzi conta: se l’Europa non fa nulla per alleggerire il basto che l’asino italiano porta carico di migranti, ciò avviene perché l’Italia in realtà non lo chiede. Renzi, infatti, in contrasto con i governatori del Nord, promette sgravi (cioè aiuti economici pagati con le esose tasse imposte a noi contribuenti) ai Comuni che forniranno ospitalità agli sbarcati. Vogliamo scommettere che il primo a farsi avanti sarà il comune di Roma, ispirato dai successori di Buzzi e di Odevaine?   

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SUL <<ROMA ( “il Giornale di Napoli” ) >>
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Caldoro e De Luca, tandem di garanzia

Opinionista:

Arturo Stenio Vuono*

Bando al politichese e alle combinazioni di giuristi, con il senno di poi, che incrementano il pasticcio del caso Campania. Sono sul tappeto tre diverse esigenze che possono e devono essere conciliate, ma non fuori dalla legalità democratica. La puntuale ed integrale applicazione della legge Severino, senza se o ma, parimenti al rispetto dell’esito elettorale e alla garanzia della governabilità. Apparentemente interessi difficilmente conciliabili, ma a ben vedere le cose non stanno proprio così. Mettiamo in parentesi tutte le polemiche e le code dello scontro elettorale. Noi, com’è noto, non abbiamo condiviso nulla dell’esponente politico salernitano; ma questo è altro problema. Ora è pacifico che la sospensione del futuro governatore avvenga, senza artifizi, contestualmente alla proclamazione degli eletti da parte della competente commissione elettorale e che De Luca, peraltro consigliere anziano in pectore, resti assolutamente non abilitato a convocare il nuovo consiglio regionale. Quel che serve non è il varo d’un qualsiasi provvedimento, oppure il ritardo di atti dovuti, ad delucam, che gli consenta nomine per la vicepresidenza e la Giunta per poi appartarsi; semmai è necessario un intervento straordinario ad regionam, cioè una prorogatio del presidente uscente che assicuri, nelle more di pronunce della Corte, dei tribunali e di eventuali integrazioni normative, la continuità dell’ordinaria amministrazione. Una linea che Palazzo Chigi, evitando scorciatoie e bizantinismi, farebbe bene ad adottare, dal momento che una normativa in vigore ha creato, nella fattispecie, una situazione di eccezionalità che giustifica ampiamente una sorta di temporaneo commissariamento. Confidare che i due più diretti interessati ne parlino, agendo di conseguenza, è di certo auspicabile. Caldoro e De Luca, a nostro avviso, ove vi sia intesa, saranno in grado di salvaguardare il responso che, comunque sia, è venuto dagli elettori e, con consultazioni permanenti, condurre la regione al conseguente nuovo assetto. Una soluzione tanto semplice quanto chiara, che li veda nel rispetto dei propri ruoli come il logico e naturale tandem di garanzia. Lo speriamo per la Campania, onde non compromettere la buona eredità, il risanamento già avvenuto ed il buon governo che Caldoro lascia al futuro presidente.

*presidente Associazione “Azimut” Napoli  

 
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IL VACCINO CONTRO IL PENSIERO UNICO – TRAMANDARE PER SCONFIGGERE L’INTERRUZIONE DELLA MEMORIA 
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INVERTIMENTO – PERVERTIMENTO E SOVVERTIMENTO DI TUTTI VALORI

Annalisa Ferrara ha condiviso la foto di Gianluca Marletta.

Perché la magistratura non interviene? I minori non sono più tutelati??? Qui si inneggia alla pedofilia

foto di Gianluca Marletta.

Immagine del gay-pride (Brasile, Sao Paulo, giugno 2015)
Un bambino preso, spogliato, coperto da un festone carnevalesco e mandato a “manifestare”!
Chissà chi é

Altro…

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Umberto Minopoli ha condiviso il video di Matteo Salvini.
355.022 visualizzazioni

Se dell’INVASIONE in corso l’Europa se ne frega, almeno il governo italiano si svegli e inizi a DIFENDERE I CONFINI, come fanno Francia, Regno Unito e tanti altri Paesi.
SOSPENDERE SCHENGEN e bloccare le partenze dei barconi si può e si deve, prima che sia troppo tardi!

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SPAZIO LIBERO, APERTO A TUTTI, SENZA FILTRI O CENSURE
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——– Original Message ——–

Subject: Perchè il governo si “accanisce” contro i pensionati?
Date: Tue, 16 Jun 2015 15:36:10 +0200
From: Publio Fiori – Newsletter <publiofiori@rifondazionedc.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it

 

Perchè il governo si “accanisce” contro i pensionati?

Incostituzionale anche la proposta del ricalcolo delle pensioni con il metodo contributivo

Dopo il rifiuto di restituire gli adeguamenti illegittimamente negati, sembra che il Governo, con la scusa di colpire le c.d. “pensioni d’oro”, vorrebbe ora ricalcolare tutte le pensioni (o almeno quelle superiori ai 2.000 euro mensili) con il metodo contributivo sulla base dei contributi versati.Con un taglio dal 20% al 50% per circa 7.000.000 di pensionati.Va chiarito che un ridimensionamento delle c.d. “pensioni d’oro” debba essere fatto; ma ciò non può essere l’alibi per colpire milioni di pensionati.

La Corte ha ripetutamente chiarito che con il rispetto dei principi di “affidamento” e di “ragionevolezza” si possono incidere diritti già accordati dalla legge, ma solo a precise condizioni: che il prelievo riguardi tutti i contribuenti e non sia limitato ad una categoria, o peggio, ad una parte di una sola di categoria (art. 3 e 53 Cost. – sentenza n. 116/2013 Corte Cost.); che il prelievo debba avere una durata breve e predeterminata (sentenza 241/2012); che il prelievo debba essere “ragionevole” e non colpire in modo eccessivo il diritto del cittadino (Corte Cost. 264/2005 – 209/2010). Non ha importanza, quindi, quali siano il metodo usato e le motivazione addotte per effettuare il prelievo (nel caso in questione il ricalcolo contributivo). Conta solo che detto prelievo risponda alle tre suddette condizioni. Ma il taglio delle pensioni con il sistema del ricalcolo contributivo non risponde a nessuna delle tre suddette condizioni. Ci si deve rassegnare alle attuali diseguaglianze? Certamente no; la stessa Corte ha indicato più volte la strada da seguire che è quella del 2° comma dell’art. 53 che pone il principio della progressività dell’atto impositivo, nel senso che il prelievo non deve essere uguale per tutti: da una aliquota molto bassa per i redditi di livello minore si passa progressivamente ad una aliquota molto alta per i redditi di livello maggiore.Con il risultato di ottenere la partecipazione di tutti i contribuenti al reperimento delle somme necessarie e di colpire in maniera più pesante le pensioni, gli stipendi, i vitalizi, le indennità e i redditi che superino un certo livello.Ottenendo così un buon gettito fiscale e il rispetto dei principi di “solidarietà” e “giustizia sociale” previsti dalla Costituzione.Perché questo accanimento contro i pensionati? Giustificato è il sospetto che sia più facile colpire milioni di cittadini indifesi piuttosto che i grandi evasori e le centrali finanziarie speculative.Ma gli Uffici legislativi della Presidenza del Consiglio e del Ministero dell’Economia leggono le sentenze della Corte? Il dubbio è che non le leggano; o che le leggano ma non le capiscano; o che leggano, le capiscano e predispongano le leggi in modo che siano eliminate dalla Corte………Ottenendo così un immediato effetto politico propagandistico, ma salvaguardando contemporaneamente i loro redditi e le loro pensioni.Ponendo a carico dello Stato la restituzione di quanto sottratto illecitamente, più interessi e rivalutazione monetaria.

Publio Fiori

—-Messaggio originale—-
Da: nino.luciani@alice.it
Data: 16/06/2015 12.30
A: <dc-dint-808x@impegnopoliticocattolici.bo.it>
Ogg: Incontro a Bologna, sabato 4 luglio 2015, ore 10,30, per domanda, al Tribunale civile, di convocare l’assemblea sei soci della DC storica.

________________
Centro studi per l’ IMPEGNO Politico dei CATTOLICI
http://www.impegnopoliticocattolici.bo.it/
Sede in Bologna, via Titta Ruffo 7
Prof. NINO LUCIANI, Direttore responsabile
Cell. 347 9470152, nino.luciani@alice.it

LETTERA di LUCIANI, ALESSI, BONALBERTI, CARROZZA, CUGLIARI, LISI .

  Agli AMICI  DC:
– ABBIATI ACHILLE, ALESSI ALBERTO, ARCIERI FRANCESCO, BARBIERI EMERENZIO, BARBUJANI , BARBUTO NICOLA, BIANCHI LEONARDO, BISERNI ENRICO, BOCCHIO ISABELLA, BONALBERTI ETTORE, BUTTIGLIONE VITTORIA, CANTELLI GABRIELE, CARROZZA LORENZO, CATENA RAFFAELE, CORAZZA ERMINDO, CUGLIARI EMILIO, D’AGRÒ LUIGI , DE MAIO ALBERTO, DUCE ALLESSANDRO, EUFEMI MAURIZIO, FIORI PUBLIO, FONTANA GIANNI, GEMELLI NINO, GIANNONE ANTONINO, GRASSI RENATO, GUBERT RENZO, LISI RAFFAELE, LORENZINI ENRICO, LUCCHESE FRANCESCO, MAJOLINO PAOLO, MARABINI VIRGINIANGELO, MINELLI GIAMPIETRO, PELLEGRINO LEO, RIZZI LINO, RUGA PASQUALE, SCALABRIN PALMIRO, SCUTTI ELIO, SGRIGNA LUCIANO, TASSONE MARIO, TOSCANO GIUSEPPE, TUCCI GERARDO, VALENTI VALENTINA, PALUMBO LIDIO.

– Ad Altri Amici  DC interessati

Oggetto:  “Domanda al Tribunale Civile per la convocazione della assemblea dei soci della DC storica, ai sensi dell’art. 20, comma 2 del codice civile”.
Incontro, per decidere in merito alla domanda.
Riunione a Bologna, sabato 4 luglio 2015, ore 10,30 in via del Porto  42 (vicino alla stazione ferroviaria)
Si prega di dare subito la risposta circa la propria partecipazione scrivendo a: nino.luciani@alice.it

Amici DC, e Amici vicini alla DC,
1) in queste settimane e’ attesa la sentenza del Tribunale Civile di Roma sulla legittimita’ del XIX Congresso della DC, del nov. 2012, che elesse l’On. Avv. Gianni Fontana, quale Segretario Nazionale, e il nuovo Consiglio Nazionale.
Tutto fa pensare alla conferma della Ordinanza del marzo 2013, che sospese gli effetti del Congresso.

Secondo uno studio di giuristi dell’Ateneo di Bologna, la via che rimane da percorrere e’ la convocazione della Assemblea dei soci della DC, in base all’art. 20, c. 2 del codice civile (considerata la impossibilita’, evidenziata dalla accennata Ordinanza, di convocare un Congresso in base allo Statuto, perche’ da anni non esistono pi le Sezioni locali).

A riguardo della validita’ del  percorso indicato dai giuristi, il Tribunale civile di Roma ha gia’ dato una risposta (“necessario il 10% delle firme dell’ultimo elenco disponibile degli iscritti alla DC”).
Verso l’obiettivo, un notevole sforzo e’ stato fatto, dal settembre scorso, dal Comitato Aldo Moro di Bari, con la raccolta di firme per far domanda al Tribunale locale. Ma essa aveva un termine, che e’ stato ripetutamente spostato.

Dato l’incalzare dei fatti politici nazionali, serve fare il punto della situazione, e fors’anche aggiustare il tiro, per realizzare validamente la condizione posta dal Tribunale di Roma.
Al tempo stesso e’, in ogni caso, un atto dovuto (anche per rispetto e riconoscenza) ascoltare, prima, gli amici che fin qui si sono assunti il peso della raccolta.
Soprattutto serve restare uniti, e far tesoro delle eventuali difficolta’ incontrate.

2) Sta, poi, di fatto che in questi mesi e’ stata approvata una nuova legge elettorale (ITALICUM) che ammettera’ in parlamento pochi partiti: due grandi e, al piu’, alcuni partiti minori.
In queste condizioni, riprende interesse fare il punto della situazione sulla diaspora post-congressuale DC, e valutare le possibilita’ di riorganizzare la DC, quale grande bacino di raccolta del mondo cattolico e liberale su un programma centrista, considerato che la sentenza della Cassazione ( del 2010), ha dichiarato tuttora in vita la DC storica, giuridicamente.
Si intende farlo anche per un problema di rispetto della verita’ storica e di giudizio politico sulle responsabilita’ di chi ha lucrato illegittimamente sulla eredita’ della DC.

Vi invitiamo ad un incontro di discussione e proposta comune, a Bologna, il 4 luglio 2015.

NINO LUCIANI, ALBERTO ALESSI, ETTORE BONALBERTI, LORENZO CARROZZA, EMILIO CUGLIARI, RAFFAELE LISI.
_________________________
NOTA. Si ricorda che, di seguito alla accennata ordinanza del 2013, che sospese gli effetti del XIX congresso della DC del nov. 2012, ebbe luogo una riunione a Roma (6 aprile 2013) convocata da Fontana, per porre il problema del cosa fare dopo, e la soluzione fu indicata nel costruire uno strumento giuridico, che raccogliesse i DC diseredati dal Tribunale, evitandone la ulteriore diaspora, dopo quella post-congressuale.
Non ci fu una soluzione condivisa unanimemente, e tuttora e’ in atto una navigazione in ordine sparso.
Si ricordano alcune iniziative, svolte nel dopo:
1) la costituzione di una Associazione politico-culturale Democrazia Cristiana, da parte di Gianni Fontana (luglio 2013);
2) la costituzione del partito della DCN-Democrazia Cristiana Nuova (nov. 2013), da parte di Alberto Alessi e di Nino Luciani;
3) numerose iniziative di aggregazione, su base federale, di piccoli partiti centristi e associazioni, con l’anima verso destra o verso sinistra. Si ricordano i Popolari di Ettore Bonalberti, varie escursioni di Gianni Fontana , e da ultimo (ancora di Gianni Fontana) la costituzione del partito Solidarieta’ popolare, unificante 22 associazioni, aperta ai dissidenti della Lega.
Si vuole, infine, ricordare (lo scorso anno) la ricomparsa del CDU di Mario Tassone, in forma indipendente dalla UDC di Casini, vale dire in senso contrario alla aggregazione, seguito da un esperimento di accorpamento di alcune entita’ politiche, che e’ rimasto indefinito.
3) Queste iniziative furono svolte in concomitanza con una legge elettorale proporzionalista (come risultato della nota sentenza della Cassazione, che casso alcune norme in senso maggioritario del primo Porcellum).
Ma adesso e sopravvenuto l’ ITALICUM.
In questo senso, la necessita’ di sintesi politico-elettorale e’ divenuta un fatto storicamente maturo e, per il mondo cattolico e liberale, farlo con la DC e’ il modo piu’ appropriato.

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INFORMAZIONE – SEGNALAZIONE 
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Telfax 081 – 7701332 Info 340 – 3492379
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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
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Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
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