LA VERITA’ SULLA SIRIA LA MATTANZA DEI CRISTIANI NEL MONDO LA SCOMPARSA DI RUTILIO SERMONTI FORUM BELGRADO ITALIA SULL’ISIS ANCHE NEI BALCANI E ALTRE NOTIZIE


LA VERITA’ SULLA SIRIA LA MATTANZA DEI CRISTIANI NEL MONDO LA SCOMPARSA DI RUTILIO SERMONTI FORUM BELGRADO ITALIA SULL’ISIS ANCHE NEI BALCANI E ALTRE NOTIZIE [ “AZ.” – 19 GIU. ’15 ]

O G G I
LA VERITA’ SULLA SIRIA LA MATTANZA DEI CRISTIANI NEL MONDO LA SCOMPARSA DI RUTILIO SERMONTI  FORUM BELGRADO ITALIA SULL’ISIS ANCHE NEI BALCANI E ALTRE NOTIZIE 
[ “AZ.” – 19 GIU. ’15 ]
 
19/06/15

Politiche in Danimarca, vince il centrodestra

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IL FUORISACCO : IN QUESTO NUMERO – TRA LE TANTE NOTIZIE – VAI AL TERMINE DEL SERVIZIO :
Iraq, Ferocia Isis, uomo in croce tagliato a pezzi prima di esecuzione
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UNA BUONA DOMENICA E UNA BUONA LETTURA !
 
RIBELLATEVI ! RIBELLARSI E’ LEGITTIMO – E’ GIUSTO !
 
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Fra Gio ha condiviso un video di Paolo Bernini nel gruppo:Esercito di Silvio.
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BILDERBERG: “LA DEMOCRAZIA SOSPESA PER IL SUMMIT DEL GRUPPO”

Quest’anno al Bilderberg in Austria oltre al ‪#‎M5S‬ e 3 blogger italiani c’erano anche 3 giornalis

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Migliaia di famiglie costrette a vivere in auto, suicidi giornalieri per colpa della crisi, eppure il governo ed i media continuano a dire che l’Italia è in rip

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Un bambino a sei anni come a 13 non si sente nulla, né gay né etero, e deve essere lasciato libero!

STOP GENDER NELLE SCUOLE!

Tutti a Roma sabato 20 giugno per salvare il futuro dei nostri figli!
Costanza Miriano, giornalista e scrittrice conosciuta anche per il libro “Sposati e sii sottomessa”, è una delle anime della manifestazione che sabato porterà in…
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[“AZ.” – 19 GIU. ’15 / Numero del sabato – domenica : 20 – 21 ]
   
 
  Associazione Culturalsociale “Azimut”
Napoli
 
[ in evidenza  – 18 giu. ore 17:55]
 
 
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Vincenzo De Luca è stato proclamato, con 980.743 voti, governatore della Regione Campania. … proclamazionedegli eletti in Consiglio regionale, invece, si dovrebbe avere …

 

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NF – Nazionalisti Friulani ha condiviso il suo video.·
La parola di Gesù sull’ipocrisia degli scribi e dei farisei. E’ parola di Dio.

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Vangelo secondo Matteo capitolo 23

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LA VERITA’ SULLA SIRIA LA MATTANZA DEI CRISTIANI NEL MONDO LA SCOMPARSA DI RUTILIO SERMONTI  FORUM BELGRADO ITALIA SULL’ISIS ANCHE NEI BALCANI E ALTRE NOTIZIE [ “AZ.” – 19 GIU. ’15 ]
IL FUORISACCO : IN QUESTO NUMERO – TRA LE TANTE NOTIZIE – VAI AL TERMINE DEL SERVIZIO :
Iraq, Ferocia Isis, uomo in croce tagliato a pezzi prima di esecuzione
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LA DISINFORMAZIONE – TUTTO QUELLO CHE NON CI VOGLIONO FAR SAPERE E CHE NON CI MOSTRANO…..
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IN COPERTINA ]
[ da messaggio “postato” su facebook ]
 
Il legittimo esercito siriano sta portando avanti una grande controffensiva contro i terroristi dell’Isis: una nuova statua della Madonna è stata inaugurata…
SECOLODITALIA.IT|DI GIOVANNI TROTTA

Il legittimo esercito siriano sta portando avanti una grande controffensiva contro i terroristi dell’Isis: una nuova statua della Madonna è stata inaugurata sulla montagna che domina Maalula, l’antica cittadina cristiana nell’ovest della Siria, presso il confine libanese, andando a sostituire quella distrutta dai terroristi di al Nusra nel 2013, quando gli uomini del cosiddetto Califfato presero prigioniere anche delle suore. Le forze del governo di Assad hanno portato la statua su un pick-up e diffuso le immagini suTwitter. Oltre alla statua sulla città, abitata per lo più da cristiani e sede di molti monasteri, è stata collocata anche una foto del presidente Assad, alawita. La maggioranza degli abitanti siriani sono tuttavia di fede musulmana e sono sunniti. Non è l’unico colpo per l’Isis: centinaia di rifugiati entrati in Turchia nei giorni scorsi stanno tornando in queste ore in Siria dopo la conquista di Tal Abyad da parte delle milizie curde dell’Ypg. Lo riferiscono i media locali. Lunedì sera le forze curde avevano preso il controllo del valico di Tal Abyad, dal gennaio 2014 sotto il controllo dell’Isis per cui rappresentava una via chiave per i rifornimenti verso la sua “capitale” in Siria, Raqqa. In migliaia erano fuggiti dagli scontri e dai bombardamenti della coalizione a guida americana sulla città in mano ai jihadisti. Nelle ultime due settimane oltre 20mila persone avevano cercato riparo in Turchia, dove dall’inizio del conflitto sono arrivati 1,8 milioni di rifugiati siriani.

Il presidente Assad continua a contrastare i terroristi dell’Isis

Insomma, si è trattato di un rovescio strategico quello subito dall’Isis nel Nord della Siria, dove milizie curde dell’Ypg e gruppi di ribelli hanno strappato il controllo del valico di confine con la Turchia. Ad Aleppo, intanto, è salito ad almeno 34 morti e 190 feriti, molti dei quali in gravi condizioni, il bilancio di un bombardamento effettuato da gruppi armati terroristi sui quartieri controllati da governo legittimo. Si tratta del più grande massacro compiuto dai ribelli ad Aleppo, con il lancio di non meno di 300 razzi e obici di mortaio. A Damasco inoltre nelle ultime ore almeno 8 razzi Katiuscia lanciati da fondamentalisti hanno colpito postazioni governative nel cuore della capitale, tra le quali l’aeroporto di Mezze, una delle residenze presidenziali a Melki, il Parco Jahez e Via Baghdad all’altezza di Piazza Tahrir. Tuttavia,inspiegabilmente, continua la campagna denigratoria degli Stati Uniti contro Bashar al Assad, legittimo presidente siriano e unico oppositore dei tagliatori di teste dell’Isis: un “dossier” redatto da una sconosciuta Syrian American Medical Society afferma che le truppe del presidente Bashar al Assad avrebbero compiuto 31 attacchi col cloro da marzo a giugno, prendendo di mira soprattutto i civili. Gli attacchi, stando alla stessa fonte, sarebbero stati tutti condotti con barili-bomba lanciati dagli elicotteri, che avrebbero causato in tutto 10 morti e almeno 530 feriti. A Raqqa, infine, l’Isis ha diffuso un nuovo video in un cui mostra l’addestramento militare di bambini, alcuni dei quali, apparentemente di di 8-10 anni, si rivolgono ai “crociati” e minacciano di uccidere il presidente Obama. Lo riferisce il Site, il sito di monitoraggio del jihadismo sul web. I fotogrammi pubblicati su Twitter mostrano una decina di bambini in tuta mimetica e con il Kalashnikov in mano.

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Persecuzioni dei cristiani, Putin telefona ad Assad e rompe il muro del silenzio

giovedì 14 novembre – 

Le persecuzioni contro i cristiani continuano ad essere metodiche e spietate. Dalla Corea del Nord al Pakistan, dal Sudan alla Nigeria passando per la Siria e per la Cina essere cristiani significa pagare un prezzo molto alto in termini di violenze e di vessazioni. Ogni anno nel mondo, oltre 100mila cristiani vengono uccisi e molti altri sono costretti a subire ogni forma di violenza: stupri, torture, rapimenti, distruzione dei luoghi di culto, ma esistono anche forme più silenziose e sofisticate di pregiudizio e di opposizione verso i credenti e i loro simboli religiosi. Solo nella Corea del Nord si stima che vi siano dai 50mila ai 70mila cristiani che soffrono nei terribili campi-prigione a causa della loro fede. Situazione analoga anche in molti altri Paesi islamici. L’unica voce che si è levata per porre fine e a queste violenze è stata quella di Papa Francesco: più volte ha acceso i riflettori sui cristiani che non possono liberamente professare la loro fede. Gli altri capi di Stato non sembrano porsi il problema. In genere a livello internazionale si parla di questo o di quel problema legato a varie etnie, ma dei cristiani perseguitati nessuno sembra occuparsane. Si dà per acquisito, per scontato che i cristiani in alcune parti del mondo non siano molto “graditi”. In questo contesto di generale indifferenza c’è da registrare che a rompere il silenzio è stato Vladimir Putin. Ha telefonato al presidente siriano Assad e nel corso della conversazione ha espresso preoccupazione per le notizie sulle persecuzioni mirate della minoranza cristiana e di altre minoranze religiose da parte degli estremisti. Putin ha espresso inoltre la «la speranza che il governo siriano farà tutto il possibile per alleggerire le sofferenze della popolazione civile e per ristabilire la pace interconfessionale». Un’iniziativa che va segnalata

E A PROPOSITO E NON SOLO – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

——– Original Message ——–

Subject: L’ISIS nei Balcani di Enrico Vigna
Date: Wed, 17 Jun 2015 10:22:06 +0000 (UTC)
From: Enrico <enricoto@yahoo.it>
To: Enrico Vigna <enricoto@yahoo.it>
[ spazio libero, aperto a tutti, senza filtri o censure ]
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( “AZIMUT” – CI SCUSIAMO PER LE FOTO CITATE CHE NON SONO STATE – TECNICAMENTE – RIPRODUCIBILI MA RESTANO SALVATE PER DOCUMENTAZIONE IN ARCHIVIO ONLINE )
 
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L’ISIS nel Kosovo e nei balcani liberati e democratizzati dalla NATO                  

7 giugno 2015                                       A cura di Enrico Vigna, Forum Belgrado Italia

Queste scritte inneggianti agli islamisti dell’Isis e ai terroristi indipendentisti albanesi dell’AKSH, con il messaggio “Il Califfato sta arrivando”, erano apparse lo scorso anno sui muri di cinta del monastero ortodosso di Decani, nel Kosovo.  Le scritte sono visibili anche a 300 metri dall’ingresso del monastero, il più importante della chiesa ortodossa serba, che è sotto protezione dell’Unesco, e tuttora protetto da check point, filo spinato e automezzi militari delle forze internazionali. Il video dell’Isis diffuso il 4 giugno, relativo alle strategie del Califfato verso la regione balcanica, non fa altro che ufficializzare ciò che analisti militari, studiosi, osservatori e giornalisti ( quelli ovviamente, che possiedono onestà intellettuale e indipendenza dai media occidentali), da anni segnalano, documentano e denunciano, cioè che dalla distruzione della Jugoslavia in poi in quelle regioni, si è insediata una realtà legata all’estremismo fondamentalista ed integralista, che ormai è parte ben radicata di quegli Stati e che ha un influenza su decine di migliaia di persone.                                                                                                              E’ curioso che solo ora media, giornalisti e politici gridino “al lupo”, spaventati dalla possibilità di avere vicino a noi i terribili militanti dello Stato islamico; in questi anni questi signori si occupavano di cucina, di teatro, di poesia o di flora marina?                                                                                                                                                  Dietro questo processo di radicamento integralista vi sono i governi di Stati nostri alleati, quali la Turchia e l’Arabia Saudita, membri della NATO o baluardi delle politiche criminali e devastatrici nel Medio Oriente che sovvenzionano la ricostruzione di scuole e moschee, per potere successivamente diffondere la propria linea ideologica attraverso tali istituzioni. Ad esempio si stima che solo i fondi sauditi filtrati nei Balcani attraverso organizzazioni caritatevoli dedite al proselitismo superino i 500 milioni di dollari.                                                                                                                                           Eppure questi stessi soggetti integralisti in Iraq, in Cecenia, in Bosnia, in Serbia, nel Kosovo, in Libia, in Siria sono stati esaltati come combattenti per la libertà, sono stati finanziati, armati, sostenuti dai governi occidentali e dai media ufficiali; sono stati i protagonisti della “liberazione” di quei paesi da “regimi e despoti” che non li tolleravano e li combattevano…ma non erano “democratici”.                                                                                                                                             Ieri eroi oggi terroristi criminali! Campioni di “salto della quaglia”, i nostri.

Nella foto: il primo ministro del Kosovo H. Thaci, comandante dell’UCK e denunciato come criminale di guerra

Dalle loro poltrone mediatiche mettono in guardia circa il pericolo, pericolo che sui barconi dei disperati che attraversano il Mediterraneo, possa esserci qualche terrorista del califfato; ed ora tremano alla visione di questo video che li mette davanti ad una realtà concreta: quella della possibilità materiale che nel pacioso occidente non ci sia solo qualche pazzo terrorista, ma ci possa essere addirittura una strategia di destabilizzazione sanguinaria e pianificata da parte dell’Isis e del Califfo che lo guida.                                                                                                                                                            Ma questi luminari del giornalismo, della politica, dell’informazione di massa non sono a conoscenza del Battaglione Dudaev in Ucraina, formato da 550 jihadisti tagliagole, reduci dell’Iraq, della Libia, della Siria, che stanno combattendo per la “democrazia e la libertà” in Ucraina contro le milizie popolari antinazifasciste del Donbass, ai quali ( . . . )è stato fornito un passaporto ucraino per “patriottismo”, con cui possono tranquillamente e legalmente prendere un aereo o un treno e arrivare a Roma, Berlino, Parigi, Londra, ecc. Altro che barconi…                                                                                                                         Ma c’è un altro aspetto che questa realtà deve far venire alla luce: ed è la responsabilitù di politici, giornalisti, pensatori di destra e di sinistra (poco cambia alla luce degli ultimi avvenimenti accaduti, tranne ovviamente le solite eccezioni singole).                                                                                      Tutti coloro che in questi ultimi venti anni, chi in malafede, chi in buonafede, chi per condivisione politica delle strategie aggressive e imperialistiche, chi per logiche ideologiche ingessate e meccanicistiche, ma di fatto virtuali e staccate dalle realtà dei popoli; tutti costoro sono stati di fatto complici di questa situazione prodottasi oggi.                                                                              Quando si denunciava che Bin Laden aveva il passaporto della “nuova Bosnia”, quando si spazzavano via l’Afghanistan l’Iraq, Haiti, Grenada, il Burkina Faso di Sankara, la Jugoslavia, la Serbia, il Kosovo multietnico, la Libia, oggi la Siria e l’Ucraina del Donbass (che però non sono cadute); tutti questi signori profumatamente pagati, professionisti e illuminati politicamente, cosa dicevano, scrivevano, quali analisi proponevano?

A nessuno di questi signori viene in mente che la diffusione del jihadismo nell’area balcanica rappresenta il prodotto di una progettualità occidentale di destabilizzazione, che ha creato instabilità oltre ad un immiserimento generale e un frazionamento etnico-religioso generatore di odii tra i popoli, tutto in nome di una cieca logica di interessi immediati. I casi sono tre: o sono semplicemente degli stipendiati che raccontano ciò che viene detto loro, o sono degli incapaci, innocenti a causa di limiti di competenze professionali e intellettive, oppure sono in malafede. Tutto parte dalla diffusione da parte dell’Isis di un video dove si annuncia di voler “vendicare l’umiliazione subita dai musulmani in Kosovo, Albania e Macedonia”; così proclama nel video in lingua albanese Abu Muqatil Al Kosovi, un miliziano islamico kosovaro che si dichiara rappresentante dello Stato Islamico nella regione.                                                                                             Il lungo video diffuso dal Al Hayat media center, il mezzo mediatico ufficiale dell’organizzazione, annuncia futuri attacchi nella regione balcanica, che saranno affidati a miliziani di origine albanese. “Arriveremo con gli esplosivi”, dichiara fra le altre cose Abu Muqatil al Kosovi, originario del Kosovo. Abu Muqatil, preannuncia “giornate nere” per tutti quelli che “in Kosovo, in Albania, in Macedonia ed in tutti i Balcani hanno disprezzato i musulmani”. Poi aggiunge: “dovrete aver paura di camminare per le strade, di stare nei vostri uffici, di dormire nelle vostre case. Con il permesso di Allah, vi strangoleremo”. Già dalla fine del 2013 il War Long Journal, citando la rivista specializzata SITE, aveva stimato che oltre centocinquanta jihadisti kosovari stavano combattendo nelle fila dell’opposizione armata siriana, oggi alcune fonti ufficiose parlano di quasi 2000 combattenti provenienti dai vari stati balcanici. Fra questi c’è anche Abu Abdulah el-Kosovi, che nel video dell’ISIS parla nella sua lingua madre albanese dell’importanza di estendere la guerra nei Balcani e in Europa. Si tratta di un fatto importante poiché evidenzia l’obiettivo da parte del Califfato di rivolgersi direttamente alle popolazioni di etnia albanese, ultimamente sempre più coinvolte nel conflitto siriano. Il fenomeno è in continua crescita sin dal 2011, anno in cui secondo le fonti dei Servizi di sicurezza serbi è cominciato l’afflusso di combattenti dai Balcani. A sostegno di questa tesi vi sono i dati riportati nell’articolo “Albanian Islamists Join Syrian Civil War” di Mohammad al-Arnaout (consultabile sul sito al-monitor.com). Secondo l’autore, infatti, i volontari non provengono dal solo Kosovo, ma più in generale da tutti quei paesi balcanici in cui è presente popolazione albanese di fede islamica, ossia Montenegro, Macedonia, Serbia (valle di Preševo) e, chiaramente, Albania, oltre a quelli provenienti massicciamente alla Bosnia.                                                                                                                        Questa campagna di reclutamento, come riportato dall’autorevole pubblicazione Analisi Difesa, ha negli ultimi tempi preoccupato anche le autorità locali, soprattutto dopo che alcuni giornali, come Shekulli (il Secolo) di Tirana e Koha Ditore (Daily Time) di Priština hanno pubblicato dei pezzi allarmanti sul flusso di combattenti verso la Siria. L’articolo più deciso è stato quello della testata kosovara, che ha puntato il dito contro la politica troppo “distratta” del Premier Thaci, nonchè contro le due moschee del paese, una nella capitale e una a Mitrovica, indicate come veri centri di reclutamento del terrorismo.                                                                                                                      In Kosovo un altro fattore inquietante è rappresentato dal partito LISBA (il cui nome inglese è “Islamic Movement to Unite”) accusato da alcuni osservatori locali di essere direttamente coinvolto in queste attività. Questa realtà politica è guidata da Arsim Krasniqi e Fuad Ramini (nella foto sotto) che The Weekly Standard ritiene essere il vero leader carismatico, sfruttando due elementi che facilitano l’affermazione dell’integralismo islamico: la grandissima influenza che gli USA hanno sul paese e gli aiuti sauditi in favore della diffusione del wahabismo.                               

                                                                                         Il 12 novembre 2013 sei uomini furono arrestati in Kosovo con l’accusa di essere i responsabili del reclutamento di combattenti. Tuttavia i problemi del Kosovo non finiscono qui. Secondo varie agenzie di stampa già l’anno scorso il territorio del Kosovo è stato utilizzato come centro di addestramento da vari gruppi armati siriani, rivoltisi all’UCK per migliorare le proprie preparazioni al combattimento.   L’accusa più pesante e dettagliata fu quella di V. Čurkin, Ambasciatore Russo presso il Consiglio di Sicurezza dell’ONU, che già nel maggio 2012 denunciò che “le autorità del Kosovo hanno dei rapporti con rappresentanti dell’opposizione siriana per addestrare insorti siriani sul proprio territorio”.

Nell’agosto 2014 ci sono stati oltre 40 arresti di militanti e seguaci della rete del Califfato in Kosovo, mentre altri 17 erano sfuggite alla retata. Nella foto sotto l’Imam della moschea El-Kudus a Gnjilane, Zekerija Cazim, uno dei principali istigatori e reclutatori della jihad in Kosovo, mentre viene portato in carcere.         – Nel settembre 2014 a Pristina, durante una seconda retata diretta dalle forze internazionali contro la rete locale dell’Isis, tra i 15 fermati (di cui 9 sono iman di moschee locali), è stato fermato anche Shefqet Krasniqi (foto sotto), capo religioso della Grande Moschea di Pristina, che reclutava e indirizzava verso le zone di guerra in Siria e Iraq; si valuta che solo attraverso lui siano partiti da Pristina oltre 200 volontari, di cui 20 sono morti in combattimento.      

                                                                            Fermato anche Fuad Raqimi, il maggior leader politico islamico estremista del Kosovo                         Tra i nomi dei più noti jihadisti kosovari compare anche quello di Lavdrim Muhaxheri, comandante della Brigata Balcanica, battaglione che combatte al fianco dello Stato Islamico in Iraq e composto quasi interamente da miliziani di origine balcanica, apparso in un video in cui brucia il suo passaporto kosovaro e decapita un bambino accusato di spionaggio, come gesto di iniziazione (foto sotto). Lavdrim Muhaxheri è stato poi ucciso nella città Kobane, come riportato dal giornalista del “Times”, H. Jaber. Nella foto di destra che ritrae Muhaxheri la persona alla sinistra del riquadro (cerchiata col rosso) è Muhammad Zekirj, un terrorista dalla Macedonia di Ohrid, che insieme ad un altro terrorista di nazionalità albanese macedone, Benjamin Imeri da Gërçec, erano stati scambiati tra l’Isis e la Turchia, alla quale erano stati restituiti i 49 cittadini turchi rapiti, in cambio dei due terroristi. I due erano stati arrestati per l’omicidio di tre agenti di polizia turchi nel sud dell’Anatolia. Crimine che avevano commesso, secondo le autorità turche, insieme con un cittadino del Kosovo, Stand Ramadaniz.                                       

Ecco uno dei “liberatori” del Kosovo alleati della NATO e dell’occidente, poi al lavoro in Siria e Iraq, con in mano la testa di un ragazzino siriano. 

                                                                                    Bujar Abdia, un albanese che da molti mesi combatteva nelle file dello Stato Islamico, si è fatto esplodere in un attacco suicida nella provincia di Salahuddin, nel nord dell’Iraq, uccidendo 36 soldati curdi.                                                                                                                                                             I Wahhabiti di Glogovac in Kosovo hanno minacciato di decapitare il deputato dell’Alleanza per il Futuro del Kosovo e membro dell’Assemblea del Kosovo Palu Lekaj. Oltre a Palu Lekaj, Abdia capo della comunità di Glogovac ha minacciato altri politici del Kosovo definendoli “infedeli”.

In Siria invece è stato ucciso un altro albanese combattente nelle file dell’Isis: si tratta di Ekrem Hasan da Kline, fratello di Abu Hassani, che a sua volta sta combattendo in Siria.

Il giornale “The Economist” ha redatto un elenco dei paesi europei che hanno inviato jihadisti nelle zone di combattimento. In percentula, il Kosovo è in cima alla lista dei 22 paesi, seconda la Bosnia e quarta l’Albania. Una trentina di loro sono stati uccisi nei combattimenti.

Dalla sola area di Raska in Kosovo sono andati a combattere in Siria tra le fila dello Stato Islamico circa 40 wahhabiti; la comunità islamista radicale di Raska è formata da circa 120 persone che organizzano scuole wahhabite nei locali di case private.

 

Nell’immagine: un jihadista kosovaro dell’Isis

Ma la situazione è gravissima anche in Bosnia-Erzegovina dove esiste una presenza massiccia dell’integralismo e dello jihadismo, in particolare wahabita e salafita, che sono sul posto già dal conflitto degli anni ’90, quando migliaia di mujahidin accorsero nel paese per combattere le forze serbe.                                                                                                                                                                Sono pubbliche le denunce del reclutamento per la Siria e di uffici preposti ad esso nella repubblica bosniaca; i dati ufficiali suggeriscono la presenza di bosniaci musulmani nella guerra contro Damasco. Alcuni giornali serbi, tra cui il Vecernje Novosti, hanno rivelato che sono quasi 600 i volontari attivi in Siria provenienti da Sarajevo e altri centri.                                                                           Quanti rammentano che l’attentatore di Francoforte del 2011, che uccise due soldati americani e ne ferì altri, era il kosovaro albanese Arid Uka, ed era stato addestrato nell’enclave salafita bosniaca di Zenica?                                                                                                                                        Sempre nel 2011 Mevlid Jasarevic, albanese nativo di Novi Pazar in Serbia, noto per i contatti con le cellule jihadiste di Gornja Maoca, era uno degli attentatori contro l’ambasciata USA a Sarajevo; insieme a lui c’era il ventitreenne Emrah Fojnica, morto poi in un attentato suicida in Iraq nel 2014.

Come riporta Veronica Castellano in Osservatorio Terrorismo alcune delle zone che attualmente ospitano comunità di orientamento salafita in Bosnia sono i villaggi di Bihac (al confine settentrionale con la Croazia), Teslic, Zepce, Zenicae (nella zona centrale del Paese), Gornja Maoca e la città nord-orientale di Tuzla. Tali comunità rifiutano di collaborare e riconoscersi nella principale organizzazione islamica bosniaca, la Islamiska Zaidenica, e vivono secondo una interpretazione ultra-conservatrice e draconiana della Sharia, senza telefoni o televisori, mandando i bambini in scuole coraniche (piuttosto che scuole pubbliche) e seguendo i sermoni di imam estremisti come Nusret Imamovic, Jusuf Abu Muhammad al-Maqdisi, o Bilal Bosnic, quest’ultimo uno dei leader del movimento salafita bosniaco che recentemente ha predicato anche nel nord Italia. Tra i più noti epicentri del reclutamento jihadista bosniaci vi sono la Moschea Bianca e quella del Re Fahd, entrambe a Sarajevo   

Nelle immagini: componenti della Brigata Balcanica dell’Isis

[ E ANCORA – LEGGI : VINCENZO MANNELLO DA CATANIA ]

—-Messaggio originale—-
Da: info@vincenzomannello.it
Data: 19/06/2015 11.36
A: ( . . . )

Ogg: 
Muri,muretti e filo spinato… 

La Commissione Europea ieri ha ammonito : “l’Europa non ha bisogno di nuovi muri”.L’Onu,piú marcatamente, sottolinea : “chiudere le frontiere è una risposta nazional-populista” e già squalifica come “politicamente scorretta” qualunque operazione di questo genere.Bersaglio comune l’Ungheria di Orban che ha annunciato la costruzione di un muro rafforzato ,per 174 km,lungo  la frontiera con la Serbia.Alle istituzioni internazionali si sono immediatamente uniti molti governi occidentali,politici,media,moralisti e professoroni vari…manca ancora la posizione del Vaticano (la quale,oggettivamente,non può che essere contraria),tutti concordi come non sia questo il metodo migliore per frenare la piaga dell’immigrazione clandestina.Notizie che,quanti abbiano la bontà di leggere,sicuramente già conosceranno ma,a mio parere,le stesse richiedono una piccola,elementare integrazione.A sentirla cosi,od a leggerla,sembrerebbe proprio che Orban sia emulo del famigerato Ulbricht,il cattivone comunista che innalzò il Muro di Berlino (e lungo la Germania Est); con la differenza (non di poco) che l’Ungheria viene additata dalla stampa progressista come stato a forte rischio “Nazismo”,con i nazionalsocialisti di Jobbik che pressano Orban per fargli indossare la camicia grigia.Da qui (sempre secondo i moralisti), a cascata,l’adozione di provvedimenti “razzisti” verso i clandestini   e la costruzione della barriera con filo spinato per frenarne l’accesso dalla Serbia.Non entro nel dibattito sulla immigrazione,non in questa occasione.Sottolineo come,ancora una volta,la disinformazione delle istituzioni internazionali,nazionali e dei principali media sia manipolatrice e faziosa.Perché ?? Elenco qui di sotto quanti sono,nel mondo,i muri (armati o potenziati) attualmente eretti ed “in servizio”….Sud e Nord Corea : 4 km ;Iran-Pakistan : 700 km ;Yemen-Arabia Saudita : 1.800 km ;Zimbabwe -Botswana  : 482 km ;Sahara Occ.-Marocco : 2.735 km ;Belfast-Irlanda : 13 km ;Cipro : 300 km ;
Usa-Messico : 1.000 km ;Ceuta/Melilla- Marocco : 20 km ; Israele- Egitto : 240 km ;Israele-Palestina/Cisgiordania : 643 km.Spero,nel mio piccolo,sia sufficiente questa presa d’atto per smascherare la faccia di bronzo di tutti coloro che strepitano contro l’oltraggio alla ” civiltà” che Orban e l’Ungheria si apprestano a mettere in atto. Onu e Comunità Europea in primis..,Usa,Israele,arabi ed africani a seguire. Per finire con Inghilterra e Francia che,a Calais,stanno innalzando 2 km di recinzioni per impedire l’assalto ai traghetti.
Ipocriti,bugiardi e buffoni….!!


Grazie per l’attenzione.
Vincenzo Mannello

 
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L’OPINIONE – GIANCARLO LEHNER ( DA ROMA )
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——– Original Message ——–

Subject: Lehner: un tribunale per Obama e Bergoglio
Date: Fri, 19 Jun 2015 10:26:44 +0000
From: Giancarlo Lehner 
To:  ( . . . )


Auguro lunga vita ad Obama e Bergoglio, giusto il tempo perché un tribunale li  possa giudicare per gli efferati danni proditoriamente arrecati alla cultura, ai valori,  alle radici giudaico-cristiane, nonché all’ economia ed al sistema politico dell’Occidente.
Giancarlo Lehner

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 PUOI ANCORA LEGGERE SULLA FEROCIA – ISIS

[vai al termine del servizio odierno – dopo la locandina redazionale]

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SERMONTI E ANDATO AVANTI : VERSO L’ALTRA DIMENSIONE DELL’ESSERE

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[ TRATTO DAL WEB ]

È morto Rutilio Sermonti: una vita nella trincea dello spirito

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Roma, 15 giu – L’interesse morboso dei magistrati che l’ha accompagnato fino all’attraversamento della soglia fra la vita e la morte lo considererà probabilmente un titolo di merito di cui fregiarsi in mezzo agli eroi, in qualche Walhalla. Quel che fa rabbia, semmai, è che Rutilio Sermonti, morto nella notte a 94 anni, sia stato disturbato nei suoi ultimi mesi di vita a causa di qualche demente mitomane che contava su di lui per dar visibilità al suo pseudo-ordinovismo da tastiera.

Quando si sta troppo in alto si fa fatica a distinguere forme e dimensioni di chi sta troppo in basso.

L’inchiesta pomposamente denominata “Aquila nera” è stata l’ultima occasione di notorietà per un uomo che ha fatto di tutto nella vita e che pure è dovuto finire ultranovantenne indagato per associazione sovversiva. Non era l’accusa di sovversione a imbarazzare, ma quella di associazione con quattro scemi.E giù con i titoli di giornale sul grande vecchio dell’eversione nera, intento a tessere trame dalla sua sedia a rotelle. Nel dopoguerra ci provarono anche con Evola e forse, di tutta la vicenda, questo paragone sarà l’unica cosa che avrà fatto piacere a Rutilio.Nome da nobile romano, Rutilio, come il grande Rutilio Namaziano, ultimo cantore della via romana al divino in un’epoca in cui la luce del mondo antico già veniva affogata nelle acque gelide dell’oscurantismo orientale.Se non proprio nobili, i Sermonti sono comunque una famiglia decisamente non comune. Rutilio aveva cinque fratelli, di cui almeno due piuttosto noti. C’è Giuseppe, genetista anticonvenzionale, non darwinista (né creazionista) e Vittorio, dantista di chiara fama ed ex penna dell’Unità, il cui figlio, Pietro, è diventato famoso come Stanis La Rochelle nella serieBoris.Tutti artisti, i Sermonti. Rutilio, però, è quello che più di tutti ha voluto fare arte della sua vita stessa. Fascista sin da ragazzino, nel 1942 partecipò da volontario alla Seconda guerra mondiale col grado di sottufficiale. Prese parte alla campagna balcanica e, dopo l’8 settembre, aderì alla Repubblica Sociale Italiana come ufficiale del 3ª Divisione fanteria di marina “San Marco”.Finita la guerra si laureò in giurisprudenza, ma soprattutto continuò la sua battaglia. Prima i F.A.R. – quelli, appunto, pretesamente eterodiretti dall’Evola in carrozzina – poi il Movimento Sociale Italiano, dal quale fuoriuscirà nel 1954 per protesta dopo l’insediamento di Arturo Michelini come nuovo segretario.Prese parte nel 1956 al Centro Studi Ordine Nuovo dove diviene membro del comitato direttivo per poi rientrare nel 1968 nel Movimento Sociale insieme a Pino Rauti. Dopo la svolta di Fiuggi non aderirà ad An, passando dalla Fiamma Tricolore al Fronte nazionale, cercando sempre di essere un punto di riferimento trasversale, un catalizzatore di energie oltre ogni divisione, anche quelle in realtà giustificate da divergenze ideologiche e tattiche profonde, ma comunque incomprensibili nell’occhio sidereo di chi aveva conosciuto le tempeste d’acciaio.Pittore, ceramista, teorico del corporativismo, ideologo dell’ecologia profonda, critico del consumismo, zoologo, esperto della cultura pellerossa, storico del fascismo, Sermonti è stato quel che si dice un uomo integrale. Un uomo con maestri più profondi, capi più forti, azioni più grandi, prove più dure, spirito più luminoso.

Adriano Scianca

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RE GIORGIO – RIECCOLO…..
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A Napolitano il premio Kissinger per meriti europei. Quali? Non si sa

A Napolitano il premio Kissinger per meriti europei. Quali? Non si sa

mercoledì 17 giugno 

Giorgio Napolitano è stato insignito del prestigioso Premio Henry Kissinger 2015 dall’American Academy, snodo cruciale dei rapporti Usa-Germania. Nella splendida cornice del lago Wannsee, oltre all’ex presidente italiano arriva anche il premio per l’ex ministro degli Esteri tedesco,  Hans-Dietrich Genscher. A cantare le “laudatio” , due interpreti d’eccezione:  Giuliano Amato e il ministro degli esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier. Cerimonia solenne, con tanto di saluto del nuovo presidente dell’American Academy,Gerhard Casper , e dallo stesso Kissinger. La notizia dovrebbe inorgoglirci e farci piacere. Non capita spesso che un uomo politico di lungo corso, che ha attraversato in lungo e in largo la storia del XX secolo e messo i piedi (con non poco peso e non trascurabile influenza) anche nelle vicende del Ventunesimo, riceva un premio cos� prestigioso. Eppure, in tutta onestà, non riusciamo proprio a fare salti di gioia né ce la sentiamo di levare il calice per brindare al riconoscimento attribuito all’ex presidente della Repubblica.

Napolitano e il passato “interventista”

Si badi: qui non c’entra nulla il ricordo di una  stagione (recente) in cui il Napolitano “interventista” ne ha fatte di cotte e di crude nei confronti di Berlusconi, del centrodestra e via ricordando. Non ha niente a che vedere con la pur legittima (nostra) indignazione per aver favorito governi tecnici e spinto a Palazzo Chigi premier senza passare per le elezioni , e quindi privi di  legittimazione popolare. E neppure ci fa ombra quel suo passato di comunista doc, tardivamente pentitosi per aver inneggiato alla invasione sovietica dell’Ungheria , oppure il suo presente di ossequiosa subalternità ai diktat della Merkel e di Francoforte.  Non è questo il punto. Né nutriamo rancore. Il rancore è un sentimento che non  ci appartiene umanamente. E in politica non ha senso. È la motivazione del premio che lascia allibiti.

Le “motivazioni”del premio a Napolitano

Udite, udite! Il premio viene conferito per meriti nel processo di integrazione dell’Europa, dalla guerra alla divisione del continente. Mai motivazione fu più falsa, ipocrita e fuorviante. Ma di quale integrazione si parla se ancor oggi l’Europa è a pezzi, sconclusionata, in mano a un club di tecnocrati, priva di spessore politico, avvolta e compressa in una spirale monetarista che ha ucciso l’anima dei popoli e ridotto alla fame intere nazioni, incapace di leggere e fronteggiare fenomeni nuovi come quelli delle migrazioni di massa e del terrorismo islamico? Una Europa che annaspa dietro le paturnie di Obama e non riesce a dialogare con Putin. Di quale integrazione si sia fatto promotore Napolitano, proprio non riusciamo a trovar traccia nel suo lungo e articolato curriculum vitae. Forse  è un nostro limite di conoscenza. Salvo che, per saperne di più, ci si debba rivolgere al Club Bilderberg.

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NOI IN RETE – ARTICOLI RECENTI – TRA BREVE IN RETE – VISITA IL SITO
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1
INVASIONE IMMIGRAZIONE ACCOGLIENZA E BUSINESS IL CASO CAMPANIA ANTONIO SASSO MAESTRO DI GIORNALISMO E ALTRE NOTIZIE [ “AZ.” – 15.06.’15 ] 
 
2
GLI ARTICOLI DELLA DOMENICA IL GIORNALE DI MILANO TRIPLA INDECENZA E ALTRE NEWS [ “AZ.”-16.06.’15 ]
 
3
AMMINISTRATIVE RENZIE FONZIE KO E LE PRIME LEGNATE ALTRE NEWS [ “AZ.”-17.06.’15 ]
 
4
INTERVENTI LIGNOLA NARDIELLO VUONO TRATTI DAL ROMA DI NAPOLI E ALTRE NEWS [ “AZ.” – 17.06.’15 ]
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“MISCELLANEA” – DA MESSAGGI “POSTATI” SU FACEBOOK
 
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Saranno inaugurate due librerie nel napoletano, dopo la chiusura di altre: un gran bel passo in avanti per la divulgazione e circolazione dei libri
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Cosenza Spagnola- Opera 2 dell’artista Pittore spagnolo Dominguez Gonzales (Goyo), rappresenta l’ingresso dell’imperatore Carlo V nella città di Cosenza nell’anno 1539. I nobili ed il popolo di Cosenza l’accolsero con grandi feste per tre giorni. Si trova nella zona Palazzo Galeazzo di Tarsia in lungo Crati Luigi De Seta

foto di Roberto Matragrano.
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Nello Musumeci Due ha condiviso la foto di Nello Musumeci.
foto di Nello Musumeci.

Una domenica tra amici, nella mia campagna, dedicata alla raccolta dei gelsi bianchi. E’ un albero secolare, al quale sono legati tanti ricordi della mia infanzia. Ho letto che la coltivazione del gelso era nel passato assai diffusa nella nostra Isola.

Alessandro Sansoni ha condiviso un link.

<p>La giuria internazionale, presieduta dallo scrittore e documentarista Folco Quilici, ha assegnato il riconoscimento giornalistico promosso dalla rivista…
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foto di Roberto Matragrano.
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  • Roberto Matragrano Si, Franco.
  • Francesco Scavello ok ! almeno quello lo ricordo ancora perfettamente !
  • Roberto Matragrano Franco Scavello. Proseguendo più avanti arriverai dopo aver percorso tutto il lungo Crati Luigi De Seta alla piazza Spirito Santo (ex) fino alla chiesetta dove inizia via Cafarone dove tu sei nato e dove hanno vissuto i tuoi nonni ed i tuoi genitori. (ho postato un video il (museo all’aperto nel centro storico). Lo hai visto?
     
  • Francesco Matragrano dietro la macchina chiara c’era la cantina D’AMERICO e sulla piccola scaletta c’era ina signora che vendeva (pedi i suzu)( piedi d’angnello)……vecchi ricordi

Roberto Matragrano ha aggiunto una nuova foto.
foto di Roberto Matragrano.
  • Roberto Matragrano Percorso Spagnolo. Palazzo Galeazzo di Tarsia. Qui andrebbe bene una trattoria tipica di cucina spagnola con musica e ballerini spagnoli
  • Franco Felicetti Bravo Roberto! UNA TABERNA, AL SUONO DEL FLAMENGO. E’ una proposta che tu puoi realizzare con le tue innate capacità imprenditoriali. Io ti metterei in contatto con un grande specialista del settore “ristorazione” tipo spagnolo, che diventerebbe tuo socio fifty-fifty. Pensaci e fammi sapere.

Suor Teresa Forcades è la religiosa benedettina che ha chiesto e ottenuto di lasciare la clausura per lanciarsi nella lotta politica (a sinistra). Non sarebbe meglio una bella e ricca confessione?

Nella sorprendente politica del cosiddetto nuovo che agita la Spagna spunta ora a Barcellona, come protagonista del processo indipendentista della Catalogna,…
SECOLODITALIA.IT|DI FRANCO BIANCHINI
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Benito Arena ha condiviso il video di Kimberly Mc 

L’arte di arrangiarsi è sbarcata anche in America-

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This is why I give them food instead.. unbelievable!!

8 Ways to Spot a Gold Digger
Read Here > > > http://www.bbiml.com/?p=1371

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Marco Picardi ha condiviso il video di Fulvio Criscuolo.

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Metropolitana napoli h.10,20..
Cè vò o canott

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foto di Ilia Olivieri.
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CORRISPONDENZE – RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
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1
 
CENTRO DI INIZIATIVE PER LA VERITA’ E LA GIUSTIZIA 
[ per leggere tutto vai al sito )

——– Original Message ——–

Subject: Fwd: CIVG Informa N° 67
Date: Wed, 17 Jun 2015 11:30:34 +0200
From: “info@civg.it” <info@civg.it>
To: CIVG <info@civg.it>

 
 
2

——– Original Message ——–

Subject: ARIA DI CRISI: FIORI (Rinascita Popolare), UN GOVERNO CONTRO I SINDACATI, IL MONDO DELLA SCUOLA, I PENSIONATI E I DIPENDENTI STATALI NON HA FUTURO
Date: Thu, 18 Jun 2015 11:24:54 +0200
From: Publio Fiori – Newsletter <publiofiori@rifondazionedc.it>
To: associazioneazimut@tiscali.it



 

ARIA DI CRISI: FIORI (Rinascita Popolare), UN GOVERNO CONTRO I SINDACATI, IL MONDO DELLA SCUOLA, I PENSIONATI E I DIPENDENTI STATALI NON HA FUTURO.

E’ L’ORA DELL’IMPOSTA PATRIMONIALE, DI UNA FORTE PROGRESSIVITA’ FISCALE E DI UNA VERA TASSAZIONE DEI PROFITTI DELLA SPECULAZIONE FINANZIARIA.

 

“Un governo che abbia contro il mondo della scuola, i sindacati, i pensionati e i dipendenti statali, oltre ad una minoranza del PD, è destinato a cadere o a vivacchiare in una situazione di paralisi. A meno che non trovi il coraggio di affrontare la realtà senza inutili ottimismi di facciata, con riforme che vadano al cuore dei problemi”. Lo ha dichiarato Publio Fiori Presidente di “Rinascita Popolare”. “Il debito pubblico cresce – ha proseguito Fiori -, l’evasione fiscale aumenta, l’occupazione e la ripresa non danno segnali significativi e credibili, l’imposizione non diminuisce mentre la corruzione si allarga e non c’è adeguata gestione degli arrivi di extracomunitari”. “Ci vogliono – ha continuato Fiori – riforme coraggiose cominciando da una politica fiscale che anziché i ‘soliti noti’ vada a colpire rendite, redditi, pensioni, indennità e vitalizi (che superino un certo livello) con il sistema fortemente progressivo previsto dall’art. 53 della Costituzione”. “Con una straordinaria imposta patrimoniale sulle grandi ricchezze (spesso frutto dell’evasione fiscale) e con una seria tassazione degli enormi profitti speculativi delle transazioni finanziarie. In modo da riequilibrare il sistema tributario diminuendo le imposte per i redditi bassi e aumentandole significativamente per redditi e rendite più alti. Il Governo ci dica da che parte sta”.

 

3
 

——– Original Message ——–

Subject: Bandi Cambiati in Corso d’Opera
Date: Wed, 17 Jun 2015 20:19:04 +0200
From: “Arch. Gaetano Troncone” <tronconestudio@tiscali.it>
To: <associazioneazimut@tiscali.it>
Reply-To: tronconestudio@tiscali.it


Gentile cittadina/o,

di seguito troverai alcune osservazioni in cui esprimo le mie perplessità in merito ad alcuni bandi pubblicati dalla Società Partecipata al 100% del Comune di Napoli – NapoliServizi s.p.a. Si tratta di un bando con importanti ricadute sulla città e sui cittadini napoletani, perché con questa gara, divisa in tre lotti, si affida a ditte esterne, per quattro anni, la manutenzione di 53.000 alloggi comunali al costo di circa 10.000.000 di euro … Continua a leggere

   

Consigliere Comunale Napoli

arch. Gaetano Troncone

Presidente Commissione Affari Istituzionali

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EVENTI – IN CAMPANIA
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—-Messaggio originale—-
Da: redazione@controcorrentedizioni.it
Data: 18/06/2015 15.28
A: “Redazione Controcorrente”<redazione@controcorrentedizioni.it>

Ogg: Le industrie della media Valle del Liri prima e dopo l’unità d’Italia – Convegno a Isola del Liri

[ SABATO 20 GIUGNO 2015 – ORE 17:OO – AUDITORIUM “NEW ORLEANS”- ISOLA DEL  LIRI ( FR ) ]

——– Original Message ——–

Subject: La Fondazione Insieme per… Presenta: Il Grande Spettacolo dell’Acqua(R) Nuova Edizione 2015
Date: Wed, 17 Jun 2015 15:31:35 +0200
From: “info@grandespettacolo.it” <ilgrandespettacolo7@gmail.com>
To: Il Grande Spettacolo 7 <ilgrandespettacolo7@gmail.com>

Gentile Associazione, 

scriviamo per presentarti Il Grande Spettacolo dell’Acqua®, lo straordinario evento promosso da La Fondazione Insieme per…il Grande Spettacolo dell’Acqua® un evento unico in Europa, che cattura i sensi e gli animi dei suoi spettatori narrando la vita di San Gerardo Maiella, “un uomo che è andato a farsi Santo”.Un evento capace di richiamare sul lago di San Pietro a Monteverde (AV), dal 2006 ad oggi, oltre 240.000 spettatori, e per quest’anno già se ne annunciano quasi 60.000.Un grande risultato, raggiunto anche grazie alla collaborazione dei gruppi e delle associazioni che hanno scelto di sostenere La Fondazione Insieme per… organizzandosi e proponendo un’esperienza indimenticabile. 

Infatti, in questi anni, grazie agli incassi dello spettacolo, abbiamo dato concretezza alla mission e alle finalità istituzionali della nostra Fondazione. Abbiamo unito le forze e lavorato insieme per… creare una rete solidale, reperire fondi e sostenere oltre 25 progetti di carità sia in Italia che e all’estero, dando così vita ad un grande sogno di solidarietà.Siamo quindi felici di potervi invitare ad aderire a questo nostro grande progetto offrendovi l’edizione 2015 de Il Grande Spettacolo dell’Acqua® che è stata completamente rinnovata ed è in programmazione dal 31 Luglio al 30 Agosto – tranne il martedì – alle ore 21:30, sul lago di San Pietro a Monteverde (AV). Nuovi straordinari effetti scenici ed un testo narrativo completamente nuovo racconteranno la figura di Gerardo Maiella il Santo amico dei poveri attraverso luci, immagini, suoni e danza in uno spettacolo sempre più coinvolgente e ricco di emozioni.Nelle stesse date, alle ore 18:00, sarà possibile assistere a Lo Spettacolo dell’Aria.Uno spettacolo, nel cielo, dove gli attori e i rapaci si integrano sulla scena per trasmettere un’emozione unica. Uno show di teatro falconeria creato per narrare la storia di questa antica disciplina con una cifra teatrale coinvolgente, ricca di pathos e colpi di scena.Siamo infine lieti di informarti che anche quest’anno sarà possibile cenare con noi al Madagascar Café, il nostro ristorante aperto tutte le sere, tranne il martedì, nell’area di accoglienza de Il Grande Spettacolo dell’Acqua® presso il lago di San Pietro.Certi della vostra disponibilità e del vostro interesse e vi invitiamo a contattarci direttamente sia per concordare l’invio di materiale pubblicitario (cartaceo e/o multimediale) sia per stabilire insieme le modalità di efficace e duratura collaborazione.Contiamo sul vostro sostegno e sulla vostra partecipazione ai nostri eventi, così che nuovi sorrisi e nuove speranze compaiano sul viso e nelle anime di centinaia di bambini!Scrivici dunque a info@grandespettacolo.it oppure visita il nostro sito www.ilgrandespettacolodellacqua.org, dove troverai tutte le promozioni e tutti gli appuntamenti del 2015 oltre a tante altre informazioni e utili suggerimenti per scoprire e assaporare il sorprendente fascino del nostro meraviglioso territorio.

( . . . )

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IL FUORISACCO

PUOI ANCORA LEGGERE SULLA FEROCIA – ISIS

[dopo il termine del servizio odierno (vedi:sotto)-dopo la locandina redazionale]

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ASSOCIAZIONE CULTURALSOCIALE “AZIMUT” NAPOLI
 direzione responsabile: presidenza Associazione
team azimut online:  Fabio Pisaniello webm. adm. des.
Uff. Stampa Associaz. “Azimut”: 
 
Ferruccio Massimo Vuono
 
LEGGI TUTTO – (vedi:sotto)
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Iraq, Ferocia Isis, uomo in croce tagliato a pezzi prima di esecuzione

Iraq, Ferocia Isis, uomo in croce tagliato a pezzi prima di esecuzione
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di TMNews
Roma, 17 giu. (askanews) – Non conosce limiti la ferocia dei jihadisti dello Stato Islamico (Isis) sulle proèprie vittime. Per la prima volta il gruppo terroristico ha diffuso un video dell’esecuzione, in Iraq, di un uomo accusato di essere “una spia” al soldo dei Peshmerga curdi il quale prima di essere ucciso, vestito con la tipica tuta arancione degli ostaggi dell’organizzazione, viene legato ad una croce di legno e tagliato a pezzi cominciando con l’amputazione con una scimitarra delle arti della vittima.Il filmato shock intitolato “Deterrente delle spie”, è stato diffuso in rete dall'”Ufficio Media della Provincia del Tigri”, a sud di Mosul roccaforte del Califfato nel Nord dell’Iraq.Nel video si vede “il crocefisso” che dice di chiamarsi Mohammed Khalaf di 33 anni, confessare di avere fatto da spia e di essere stato pagato dalle forze regionali curde dei Peshmerga.
17 giugno 2015
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